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1 il secolo dell’illuminismo

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  • 1. Il secolodell’Illuminismo: Sapere aude! 1
  • 2. SopravvivereSiamo nell’epoca pre-industriale e l’incidenza dei fattorinaturali è ancora enorme sulla comunità umana:epidemie (fattori microbiologici) combattute unicamentecon la prevenzione (quarantene, lazzaretti ecc..);sbalzi climatici;La lotta per sopravvivere può essere sintetizzata a tappe.1000-1300: sviluppo demografico1300-1450: tracollo demografico1500-1620: miglioramento demografico1620-1700: peggioramento demograficoDal Settecento la situazione iniziò a migliorare edall’Ottocento la popolazione non decrebbe più. 2
  • 3. Scenari climatici e biologiciMigliorarono complessivamente le condizioni igienichee ciò fece decrementare l’incidenza e la presenza dellapeste, così come si andò sconfiggendo il vaiolo graziealla pratica dell’inoculazione prima e poi dellavaccinazione (Edward Jenner, fine ‘700) che eliminava imolti effetti collaterali della prima.Nel corso del Settecento deve essere migliorato anche ilclima complessivo, attenuando la piccola era glaciale cheaveva caratterizzato il Seicento. Così nel corso delSettecento e in particolare della seconda metà assistiamoad una rivoluzione demografica decisamenteimportante. Nel 1801 si ebbe il primo censimento inInghilterra (9 mil.) e Francia (27 mil.). 3
  • 4. L’agricolturaI ritmi di crescita demografici furono sostenuti dallosviluppo agricolo: rilancio della coltivazione dei cereali(redditizi), importazione dei grani dall’Europa orientale(servitù della gleba), rotazione agraria che eliminò ilmaggese a favore di colture foraggiere o della patata,grazie al prezzo minore di quest’ultima per lapopolazione più povera.L’Europa riuscì a sostenere la richiesta di cibo dovutaall’incremento demografico della seconda metà delSettecento, anche se i contadini mantennero unacondizione sociale molto dura (fame, carestie e peste). 4
  • 5. Il mercantilismoNel Settecento la fonte primaria della ricchezza e delpotere è la terra (almeno i ¾ della popolazione europeaè ancora contadina). Eppure l’esempio seicentescodell’Olanda aveva dimostrato che uno stato può trovarenel commercio e nell’industria basi economiche ancorpiù solide: moderno sistema capitalistico.Inghilterra: i vari Atti di navigazione, le tre guerre conl’Olanda – dal 1652 al 1674 -, la conquista di NuovaAmsterdam, la nascita della Compagnia della Bancad’Inghilterra. Tutti questi provvedimenti miravano acontrastare la potenza commerciale olandese. 5
  • 6. Il mercantilismoFrancia: l’opera del ministro delle finanze di Luigi XIV,Colbert puntava a dotare la nazione di una potenteflotta da guerra e mercantile, confermare la presenzafrancese in Asia e nelle Americhe.Il mercantilismo che egli instaurò voleva trasformare laFrancia in un potente regno ponendo lo stato alla guidadelle trasformazioni economiche: protezionismoeconomico realizzato con il protezionismo doganale alfine di rilanciare le produzioni nazionali (panni di lana),di impiantare nuove produzioni (seta, specchi, merlettiricamati). 6
  • 7. Invasione dell’OlandaL’importanza del commercio mondiale emergechiaramente nelle ragioni e negli esiti dei conflitti svoltisitra il 1660 e il 1763: i vincitori infatti ebbero accesso aigrandi mercati mondiali.1672-1678, Guerra tra Francia e Olanda: Luigi XIV nonpoteva tollerare che la piccola Olanda offuscasse lapotenza Francese; in essa trovavano poi rifugio i suoinemici che godevano di un’ampia libertà di stampa. Dal1667 Colbert aveva introdotto altissime tariffe doganaliscatenando una vera e propria guerra commerciale.Luigi XIV decise di schiacciare gli olandesi con le armi,ma si trovò di fronte lo statolder Guglielmo III d’Orange.Alleati preziosi degli olandesi furono l’Inghilterra, laSpagna, l’Austria. Il re Sole fu sconfitto ma l’Olandainiziò a decadere come potenza economica 7
  • 8. La crisi spagnola1702-1713, Guerra di successione spagnola: la Spagnaera soggetta a continue bancarotte e il metallo preziosoche giungeva dalle americhe serviva per pagare leimportazioni di cereali e manufatti; le colonie nonavevano potuto sviluppare una loro industria ed eranocostrette a dipendere dalla insolvente madrepatria (ilcontrabbando inglese e olandese era fiorente). La mortedel re senza eredi e la designazione di Filippo diBorbone (nipote di Luigi XIV) rischiavano di aprire allapotenza francese i mercati mondiali oltre che un enormepotere in Europa. La coalizione fu capitanatadall’Inghilterra e impedì la nascita di un’egemoniafrancese. La pace di Utrecht (1713) consegnò al Borboneil trono spagnolo, ma Gibilterra all’Inghilterra e laredditizia tratta degli schiavi (Asiento). 8
  • 9. La Francia nel 1643 9
  • 10. La “prima” guerra mondiale1756-1768, Guerra dei Sette anni: combattuta in Europa,ma anche in Asia (India) e in America (Canada) traFrancia e Inghilterra. La vittoria della secondamarginalizzò la presenza francese in quei continenti econsegnò all’Inghilterra il primato economico e politicomondiale.Dal 1760 il rapporto con le colonie cambiò: da regionifornitrici di materie prime o prodotti di lusso essedivennero mercati per l’esportazione dei prodotti dallamadrepatria. La vittoria costò molto agli inglesi il cuiParlamento, per coprire il debito, alzò le tasse e vietò diimpiantare industri concorrenti con la madrepatria,provocando l’ostilità e la ribellione dei coloni americanie la loro successiva indipendenza. 10
  • 11. La guerra dei sette anni La guerra dei sette anni 11
  • 12. Austria e PrussiaIl sovrano austriaco era Imperatore, ma dal 1648 il suoera un potere solo nominale. All’inizio del Settecentol’Austria aveva ripreso i territori ungheresi, i Paesi bassimeridionali e la Lombardia. Aveva invece perso laSardegna (a favore dei Savoia) e l’Italia meridionale(Borbone spagnoli).Sua avversaria nel cuore dell’Europa divenne la Prussia,nata dalla marca del Brandeburgo degli Hohenzollern,con le annessioni di vasti territori polacchi. Berlinodivenne la capitale del più vasto stato tedesco dopol’Austria. Il re era sostenuto dalla grande nobiltà terrierae guerresca che costituiva la spina dorsale del suo poterepolitico militare. Centrale è la figura di Federico II(1740-1786) con il sistema della coscrizione obbligatoria,dell’addestramento e della ferrea disciplina.12
  • 13. La guerra settecentescaIl Settecento fu un secolo di conflitti, ma essi nongenerarono i guasti del secolo precedente poiché si eraattenuato il fanatismo religioso e, dunque, il nemico nonera più sevo del demonio; le regioni non furono piùsottoposte al saccheggio e alla distruzione (improduttiveanche per i futuri conquistatori); fu introdotta labaionetta a collare (scomparve la figura del picchiere); siperfezionò il meccanismo di sparo a focile (pietra focaia);la disposizione in battaglia cambiò a favore di file disoldati, avanzanti a ritmo cadenzato, che scaricavano aturno il tiro sul nemico; gli spostamenti degli esercitidivennero più lenti e si presentò il problema del lororifornimento. 13
  • 14. L’Assolutismo franceseLuigi XIV (1661-1715): non divise il suo potere connessuna istituzione in grado di limitarlo. L’Assembleadegli Stati Generali, in cui erano rappresentati i treordini del regno (clero, nobiltà guerriera e terzo stato),che avrebbe dovuto approvare l’introduzione di nuoveimposte (funzione simile al Parlamento inglese) nonvenne più convocata dal 1614 sino al 1789.Egli anni 1649-1653 si era scatenata la Fronda nobiliareche voleva impedire al sovrano di essere l’assolutoarbitro del potere. Mazzarino riuscì ad avere la megliosui nobili, ma fu il sovrano Luigi XIV a rinchiudere lagrande nobiltà a Versailles e ridurla al ruolo di servitricequotidiana del re. 14
  • 15. Luigi XIVIl potere e la forza del sovrano erano di origine divina.Fin dal 1654 il re era stato incoronato a Reims con l’oliosacro divenendo una figura sacra a tal punto da poteraddirittura compiere delle guarigioni miracolose sullescrofole (linfoghiandole del collo infiammate chepotevano infettare tutto il corpo sfigurandolo con piaghepurulente). Il re poteva ridare la vita normale a questepersone. Vi era poi la possibilità di infliggere ilsupplizio pubblico, capace di generare terrore nelpopolo di fronte alla violazione della legge del re.L’eccesso della violenza significava il potere del re,rappresentante di Dio in terra. 15
  • 16. Luigi XIVIl sovrano rispondeva solo a Dio e l’origine divina delsuo potere escludeva la tolleranza religiosa. Nel 1661 icalvinisti francesi (ottimi artigiani qualificati) eranoprotetti dall’Editto di Nantes ed avevano la paritàgiuridica di fronte al sovrano. Richelieu e Mazzarinonon avevano mai attuato una politica repressiva; LuigiXIV rivide nella forte minoranza una minaccia al suopotere e riprese la lotta contro l’eresia: a partire dal 1665vi furono cambiamenti nelle leggi tesi ad escludere gliugonotti da alcune professioni. La repressione siaccentuò dal 1675 con l’allontanamento dalle carichepubbliche e nel 1682 ci fu l’acquartieramento forzato deidragoni reali nelle regioni calviniste. 16
  • 17. Luigi XIVIl 18 ottobre 1685 ci la evoca dell’Editto di Nantes:divenne obbligatoria la conversione al cattolicesimo eimpedita la fuga dal regno.Nonostante questo almeno 200.000 persone lasciarono laFrancia e si rifugiarono in Olanda, Inghilterra,Brandeburgo con grave danno per l’intera economiafrancese (ricchezze e competenze tecniche furono perse) 17
  • 18. La guerra di secessione spagnola - 1714 18
  • 19. La Francia di Luigi XIV - 1715 19
  • 20. La riflessione politica ingleseNello stesso periodo in cui si sviluppò l’assolutismo inFrancia, l’Inghilterra vide nascere un fiorente pensieropolitico che trovò, tra tutti, due eccezionali pensatori:Thomas Hobbes (1588-1679) e John Locke (1632-1704).Thomas Hobbes (pp.174-177 filosofia, tomo di storia)Voleva costruire la scienza politica come la geometria,ossia fondata su pochi principi d cui dedurrenecessariamente l’intera costruzione. La volontà umanaè mossa necessariamente da alcuni principi da cui sipotrà costruire more geometrico la scienza politica.Due sono i postulati: la bramosia naturale egoista nelvoler godere dei beni e la ragione naturale per cui sirifugge la morte violenta. 20
  • 21. La riflessione politica ingleseL’uomo non ha un amore naturale verso i suoi simili,non è per natura un animale politico (come voleva UgoGrozio – giusnaturalismo), ma si associa per bisogno,ambizione e timore reciproco: tutti hanno eguale dirittosu tutto, tutti bramano un esclusivo godimento dei beni,tutti sono in guerra incessante contro tutti. Questodiritto non ha nulla a che vedere col giusto o conl’ingiusto poiché manca una legge o un potere comune.Questo istinto di sopravvivenza non è contrario allaragione poiché l’uomo non ha altro mezzo per restare invita anche se ciò porta alla continua lotta con tutti(guerra universale) che rende l’uomo un animalesolitario incapace di disporre del suo tempo e della sua 21vita.
  • 22. La riflessione politica ingleseL’uomo ha però anche la ragione che è capacità dicalcolo, previsione in vista del soddisfacimento delleesigenze dell’uomo. È essa che suggerisce all’uomo lanorma da cui discendono le leggi della convivenza civilepoiché proibisce all’individuo di distruggere la vita edomettere ciò che la conserva. La ragione è capace diprodurre la legge naturale (che non è opera divina) macome facoltà finita e condizionata dalla situazione in cuiopera capace di scelte opportune, non facoltà teoreticacapace di valutazione autonoma del bene e del male(come in Grozio). La legge naturale impone all’uomouna disciplina in grado di sottrarlo al giocoautodistruttivo degli istinti: sicurezza e possibilità di 22svolgere attività per rendere agevole la propria vita.
  • 23. La riflessione politica ingleseLa legge naturale è allora tecnica di auto-conservazione:cercare di conseguire la pace quando si ha speranza diottenerla, se non si può cercare tutti gli ausili e i vantaggidella guerra -pax est quaerenda-.L’uomo rinuncerà poi a parte della sua libertà in vista dellapace e della sua difesa –ius in omnia est retinendum-: è iltrasferimento del diritto illimitato su tutto, la fine dellaguerra contro tutti, l’uscita dallo stato di natura e laformulazione di patti che debbono però essere mantenuti –pactis standum-. Lo stato civile avviene con la stipula diun contratto e il trasferimento del diritto illimitato adaltri: in questa stabilità risiede la stabilità della pace e lareciprocità del patto. 23
  • 24. La riflessione politica ingleseLo stato è l’unica persona la cui volontà si deve ritenerela volontà di tutti gli individui: onde può servirsi delleforze e degli averi dei singoli per la pace e la comunedifesa. Colui che rappresenta lo stato, il sovrano, hapotere assoluto, è il Leviatano, il dio mortale chedisciplina con la forza e il terrore la volontà di tutti invista della pace e dell’aiuto scambievole contro i nemiciesterni. Il patto fondamentale è irreversibile eunilaterale: i patti tra i cittadini generano lo stato cheperò non fa patti con i cittadini. Il potere è indivisibile eappartiene allo stato il giudizio sul bene e sul maleattraverso la legge civile. Lo stato (il sovrano) non è poisoggetto alla legge dello stato ne può riconoscere 24un’autorità religiosa indipendente.
  • 25. La riflessione politica ingleseJohn Locke (pp.191-192 filosofia, tomo di storia)Fu il teorico del nuovo potere inglese sorto dallaGloriosa rivoluzione poichè i re inglesi non erano piùcredibili come figure soprannaturali investite per dirittodivino. Nei Due trattati sul governo (1690) Locke cercò digiustificare il nuovo potere politico ascendentedell’Inghilterra costituzionale.Il primo trattato confuta la tesi sostenuta da RobertFilmer secondo il quale il potere deriva ai re per dirittoereditario da Adamo che ebbe l’autorità da Dio stesso. Ilsecondo trattato sostiene che esiste una legge di naturache è la ragione stessa quando prescrive la reciprocitàperfetta nei rapporti tra gli uomini. 25
  • 26. La riflessione politica ingleseNello stato di natura gli uomini non sono sottomessi anessuna autorità che non sia la ragione naturale: anchenel diritto naturale l’uomo non può fare ciò che vuole edè limitato alla propria persona: vita, libertà e proprietàprodotta dal proprio lavoro. Anche in questa situazionela forza deve essere sempre proporzionata all’eventualeaggressione e non è mai dunque arbitraria. Nello stato dinatura dunque la guerra è una possibilità ma non l’unicao la necessaria. È per evitare tale situazione che gliuomini si pongono in società. Il potere costituito nontoglie però agli uomini se non il potere di farsi giustiziada sé. Il potere resta costituito dal consenso dei cittadinie a garanzia della libertà degli stessi: non potrà mai 26diventare assoluto e arbitrario.
  • 27. La riflessione politica ingleseIl patto originario non conferisce allo stato tutte le libertànaturali, la concezione del potere è ascendente, il popolocontinua a detenere la fonte del potere (sovranità).Il popolo ha conferito il potere di legiferare, governare eusare la forza: i due poteri debbono allora essere distinti.Se il potere è sottoposto ad abuso il popolo puòriprenderselo. La Rivoluzione può non aver nulla disacrilego, anzi è legittimata. Anche la proprietà èlegittima e delimita il concetto di popolo: sono lefondamenta dello stato liberale basato sui diritti delcittadino e sulla distinzione dei poteri. La proprietàprivata considerata naturale legittimava però ladisugualianza sociale e rifiutava il principio democratico 27
  • 28. Il programma dellilluminismo ( libro filosofia tomo storia, pagg. 244-259)L‘Illuminismo è un movimento culturalesviluppatosi durante il ‘700 e ne rappresenta lavoce più importante in significativa: esso è unospecifico modo di rapportarsi alla ragione, neesalta i poteri ma è anche e soprattutto limpegnodi avvalersi della ragione in modo libero epubblico per migliorare effettivamente il modo divivere nella società civile. Luomo è vissuto inuna sorta di minorità, preda di forze irrazionalidalle quali deve emanciparsi (vedi Kant nellaRisposta alla domanda: che cosè lilluminismo? , 28
  • 29. Occorre assumere un atteggiamentoproblematizzante nei confronti di ciò che esistee di ogni tesi precostituita, facendo valere ilproprio diritto di analisi e di critica, conducendola battaglia contro il pregiudizio, la superstizione,la tradizione, lautorità politica, le religioni positivee storiche, le metafisiche.Tutto deve essere sottoposto al tribunale dellaragione per distinguere il vero dal falso erinnovare la società.La ragione è organo di verità e strumento diprogresso divenendo luce, lume rischiaratoredelle tenebre, dellignoranza e della barbarie. 29
  • 30. Il filosofo, lintellettuale in genere è uno uomoin mezzo agli altri uomini che lotta per renderepiù abitabile il mondo e che si sente utile allasocietà: tutto è sottoposto al tribunale dellaragione con lo scopo di riformare la realtà, digiovare al prossimo, diminuendo le sofferenzedegli individui e raggiungendo la maggior felicitàpossibile per il genere umano.Questo compito, questa missione favorisce ladivulgazione culturale e la ricerca del rapportotra lo scrittore e il pubblico. 30
  • 31. Illuminismo e borghesiaQuesta corrente culturale manifesta un legame conla civiltà borghese e proto-capitalistica europea.Anzi si configura come lespressione teorica e larmaintellettuale del processo di avanzamento dellaborghesia nel ‘700: la borghesia è la classeoggettivamente portatrice di progresso, dinamica,desiderosa di sottomettere a sé la natura e lasocietà, decisa a rompere con il passato, le sueconsuetudini, le sue tradizioni, le sue autorità edecisa nel ricercare lo sviluppo economico,scientifico e politico per raggiungere un nuovo ordineumano e culturale diverso dal precedente. 31
  • 32. I Comuni avevano celebrato lintellettuale laicoimpegnato nella vita cittadina,l‘Umanesimo aveva onorato il filosofo e illetterato amante dei classici,il Rinascimento aveva celebrato il cortigiano coltoe raffinato,l‘Illuminismo si specchia nelle figure del filosofo edel mercante. 32
  • 33. Illuminismo, razionalismo ed empirismoEsso è lerede di due grandi scuole filosofiche: ilrazionalismo che a partire da Cartesio affermache si debba accettare per vero solo ciò cheappare alla mente in modo evidente, chiaro ildistinto. Ma l‘Illuminismo autolimitarigorosamente la ragione nel campodellesperienza, facendo tesorodellinsegnamento di Locke e Newton. Laragione è un semplice strumento di acquisizionemetodica di nuove conoscenze, essa non puòfare a meno dellesperienza. Per questo sipolemizza contro il suo assolutismo dogmatico e 33
  • 34. L‘Illuminismo appare caratterizzato dalla possibilità,riconosciuta la ragione, di investigare ogni aspetto odominio che rientri in questi limiti: esso non accettala rinuncia cartesiana ad occuparsi degli ambiti dellamorale, della politica e della religione.L’Illuminismo non accetta nemmeno i limiti volutidallempirismo - esiti scettici della filosofia humiana -:cè maggior fiducia nei poteri intellettivi delluomo ese ne accentua la loro portata pratica e sociale.Una ragione operante allinterno dellesperienza evolta ad approfondire ogni aspetto dellesistenzaumana ai fini del progresso sociale: ecco la ragioneilluminista e il suo inconfondibile tratto di originalità. 34
  • 35. Tale ragione non è onnipotente e assoluta, mafinita e limitata dallesperienza, e insiemeverificabile di fatti naturali e umani e prima di ognipretesa di assolutezza. Essa non è nemmenolunica dimensione delluomo: gli illuministi infattiriconoscono mettere in luce la funzione il valoredel bisogno, dellistinto, delle passioni della vitadelluomo. Essa è piuttosto lordine a cui nellavita intrinsecamente tende e che non puòrealizzarsi se non attraverso il concorso alladisciplina di tutti gli elementi sentimentali e praticiche costituiscono luomo. 35
  • 36. Gli illuministi inglesi e francesi scoprono ilsentimento come una categoria spirituale a sèstante, irriducibile da un lato allattivitàconoscitiva, dallaltro allattività pratica (Kant,Critica del Giudizio)I francesi poi chiariscono il concetto di passionenon intesa come semplice emozione, ma comeemozione dominante, cioè capace di colorarelintera personalità di un uomo e di determinarnegli atteggiamenti (Pascal) 36
  • 37. Illuminismo e critica delle costruzioni sistematiche della metafisicaQuesti filosofi criticano le grandi costruzionimetafisiche con cui si era preteso di racchiudereogni realtà mondana e divina (Cartesio, Spinoza,Leibniz). Espressione tipica di questa tendenza è lapolemica contro il sistema e lo spirito di sistema, cioèquella mentalità filosofica che imbastisce piani eforma sistemi delluniverso ai quali pretende inseguito adattare i fenomeni, a diritto o a forza(Diderot). Il loro ideale è, invece, analitico,scientifico, consistente nellosservazione metodica dicasi particolari e nella formulazione di principigenerali sempre certificati da nuove esperienze. 37
  • 38. Cè quindi una esigenza sistematica di determinarelordine e la connessione strutturale delleconoscenze di cui l‘Enciclopedia è insignetestimonianza e monumento. L’Illuminismo rinuncia adibattere problemi riguardanti lessenza ultima dellarealtà, le questioni relative alla sostanza-spirito o allasostanza-corpo. Questi enigmi sono consideratiirrilevanti, frutto della tradizione parassitaria di tipoaristocratico e sacerdotale. Questa mentalitàscettica nei confronti delle tradizionali metafisichesistematiche fa si che l‘Illuminismo si mantengaentro una metafisica deista che ritiene di poterdimostrare che alla base di quellorologio che ilmondo sta quellorologiaio che è Dio38 .
  • 39. Il geometra e il meccanico dei deisti non hanulla a che spartire con il Dio delle varie religionipoiché è semplicemente una forza che ordina ilmondo e a cui si accede attraverso la puraragione. Esso riduce lintervento di Dio nelmondo. Una metafisica globale è invece ilmaterialismo che emerge in alcuni filosofitedeschi e sfocia in un agnosticismo piùmarcato. L’Illuminismo ha avuto la funzionestorica di diffondere per la prima volta nel mondomoderno quel dubbio, quella cautela critica neiconfronti dei sistemi filosofici tradizionali, cherappresentano uno degli antecedenti culturali del 39processo kantiano alla metafisica.
  • 40. Illuminismo e religioneEsso è fortemente polemico nei confronti delle religioni positive e delle grandi fedi storiche:1. la mentalità razionalista non conosce altro criterio di verità oltre alla ragione e allesperienza e misconosce il concetto di rivelazione, reputando i dogmi come credenze irrazionali e non verità meta-razionali. La morte di Dio del cristianesimo è solo una favola giudaica.2. le varie religioni della storia hanno contribuito, insieme al potere politico, a tenere i popoli nellignoranza e nella servitù, ostacolando il progresso economico scientifico dellumanità. 40
  • 41. 3. la religione, soprattutto la cristiana, imbroglia i popoli li rende tristi attraverso il senso del peccato, della morte e del castigo, mentre la ragione vuole la felicità. Si impedisce la naturale e armonica realizzazione dell’essere mondano dell’uomo (Manoscritti clandestini, Le testement de Jean Meslier citati a pag 249). 41
  • 42. Nella critica alla religione si generano due grandiaree:una deista, prevalente, che distingue tra natura èstoria, ragione e superstizioni, che crede in unareligiosità naturale limmutabile, fondata su unnocciolo razionale di verità comuni a tutti gli uomini eproclama lesistenza di unetica universale (amoreuniversale, rispetto dei nostri simili); solo questa formadi religione naturale e razionale è capace di garantirel’autonomia alluomo e la realtà di una Mentesuperiore; per cui tutto ciò che una qualsiasi religioneaggiunge a questo nucleo fondamentale della vitareligiosa è nel migliore dei casi linutile. Si genera unaantitesi tra religione naturale e religione positiva. 42
  • 43. La prima fondata esclusivamente sulla ragione,mentre la seconda, fondata sulla tradizione, trae lapropria origine da una rivelazione di generalintolleranza e fanatismo.una atea che ritiene che la religione sia, di per sé,un fenomeno patologico e irrazionale, che nonsgorga dallintelletto, ma da fattori quali linteresse ela paura (Jean Mesleir, prete). Il fatto religioso vieneletto in chiave politica e la religione è una manovraper sottomettere i popoli ai monarchi umani; per altriil fatto religioso nasce soprattutto nel timore e neldisagio delluomo di fronte alluniverso (DHolbach). 43
  • 44. Dunque se Dio è soltanto una falsa proiezionedella mente, frutto della paura e utile agliinteressi politici umani, lunica verità ed èricercarsi nel mondo reale, ossia nella natura,pensata come una realtà autosufficiente edeterna, e come criterio di comportamento. Gliilluministi comunque, a qualsiasi correnteappartengano, pur combattendo filosoficamentele religioni storiche e pur avversando lo statoconfessionale, hanno difeso la possibilità teoricae pratica di professare una qualsivoglia religione(le persecuzioni religiose daranno fruttidrammatici e sanguinosi durante il corso della 44Rivoluzione francese).
  • 45. Illuminismo e mondo storicoDistacco dal modello teologico, provvidenzialistico ecristocentrico della tradizione (Agostino, Città di Dio).Modello antropocentrico, laico (Guicciardini,Macchiavelli) avverso al governo di Dio nel mondo(Libertini barocchi).L’uomo è l’unico soggetto della storia, con i suoi errori ei suoi successi (Voltaire, Candido): l’universo storico èormai sola opera dell’uomo. Il Provvidenzialismo èmistificazione del reale, causa dell’ignoranza immobiledelle masse. Dio è assente, al massimo indifferente el’uomo deve darsi da fare con le armi dell’intelligenza edel progresso scientifico. La storia è avventuradell’uomo e non realizzazione di un piano divino. 45
  • 46. La storia non è assicurata, non ha esiti necessari epredefiniti (Romanticismo Ottocentesco), ma è unordine problematico, aperto, dipendente dalleazioni dell’uomo, esposto all’errore eall’alienazione. Le conquiste appaiono comunqueprive di garanzie assolute, incapaci di metterel‘umanità al riparo dalle barbarie e dalla decadenza.La storia del passato è prevalentemente irrazionale,superstiziosa, violenta. L’atteggiamento è ipercritico,polemico, non giustificazionista e nonprovvidenzialista: si innesca il processo alla storiaper liberarsi dalla ruggine dei secoli (Beccaria) 46
  • 47. L’illuminismo rappresenta allora una forma dipessimismo storico, poiché nella storia ride il luogo delprocesso di alienazione e di smarrimento dell’uomo: lapolemica contro il medioevo evidenzia questoatteggiamento; tale periodo storico diventa tutta per labarbarie, modello negativo che ciò che l’umanità nondeve mai più essere. L’Illuminismo esalta il progressodistinguendo l’uomo naturale dall’uomo artificialecreando il mito del buon selvaggio e della felicitàpreistorica. Forte e il disagio verso il passato e verso ilpresidente e dunque anche verso la traduzione poichéesse antico non è più segno di verità. L’Illuminismoattacca violentemente la storia e la tradizione, ma esaltaanche alcuni momenti storici. 47
  • 48. Ottimismo storicoSfiducia e negazione del presidente e del passato, fiduciae progresso nel futuro: l’illuminismo nei confronti dellastoria appare bifronte, ossia pessimista e ottimista altempo stesso, a seconda che il suo sguardo si è rivoltoalla ruggine dei secoli o a una nuova umanità plasmatadai lumi. Forte e l’impegno degli autori verso il presenteil futuro, persuasi di poter ritrovare al di là della storiaun mondo nuovo a misura d’uomo. È storia è vista confiducia come possibilità di riscatto attraverso unprocesso graduale di crescita della civiltà: esistenzaselvaggia primitiva, condizione intermedia di barbarie,conquista della civiltà effettiva in costante progresso. Lastoria è storia di civiltà, è connessione di ragione e civiltà 48poiché la prima garantisce le conquiste.
  • 49. La storia e sforzo di progresso da parte dell’uomo,tortuoso e problematico poiché la storia non è un affaredella ragione, ma dell’uomo, cioè di un essere in cui laragione è una possibilità fra le altre.Per la prima volta nella storia viene studiata e vagliata inmodo critico nelle testimonianze tramandate: si studiaora anche la vita economica, il progresso scientifico iltecnico, nella cultura letteraria e artistica e non piùsolamente alla successione dei sovrani. La storiografiailluminista ha elaborato un quadro storico universale delcammino della civiltà, impegnandosi a valutare le varieepoche alla luce del contributo, positivo o negativofornito al miglioramento delle condizioni di vitadell’uomo e al suo progresso. 49
  • 50. Illuminismo e politicaLa crisi dell’assolutismo monarchico di Luigi XIV, lapressione di forze borghesi nella società francese hannogenerato nella prima metà del XVIII secolo un’autenticaesplosione di pubblicistica storica e filosofico politica,innestando dibattito acceso che ha generato prima ildispotismo illuminato e poi la preparazione ideologicadella rivoluzione francese. La dottrina politicadell’illuminismo francese ha contribuito a recuperare e asvolgere le idee generate nel pensiero inglese dellaseconda metà del diciassettesimo secolo diffondendo taliimpegni su larga scala. L’Illuminismo non genera unpensiero politico e un programma organici ma furono lesue idee generali a produrre frutti decisivi per il mondo 50moderno (insieme alle rivoluzioni americana e francese).
  • 51. Politica come strumento per l’uomoRagione come strumento concettuale operativo el’impegno a tradurre il pensiero in azione: ecco ifondamenti dell’essenziale visione politicadell’illuminismo. L’uomo deve recuperare la suaintegrità razionale e naturale e dunque occorremodificare la sua vita in modo globale toccando ogniaspetto. Il presidente va riformato attraverso una politicache non sia arte di offesa o di offesa e tecnica di dominio,ma il servizio dell’uomo e dei suoi diritti naturali. Ilconcetto di diritto naturale diventa il punto di partenzaper una critica radicale dei vari ordinamenti storici.Questi diritti naturali diventano una in via forza calatanella dimensione effettiva della storia e capace di 51muovere le energie sociali degli individui.
  • 52. La felicità è il diritto difeso in modo più originale: essa èla situazione in cui gli uomini soddisfano in pace tra loroi propri bisogni materiali e spirituali. La guerra, lecontese tra gli stati anni eliminati e la pace è la metadella storia. Essi vogliono la fine delle barriere nazionalie la fratellanza tra gli uomini e i popoli: sono pacifisti,cosmopoliti, filantropi. Combattono la miseriaincoraggiano il benessere concreto e la produzioneindustriale. Vogliono la pubblica felicità: questo ideale auna portata oggettivamente riformatrici poiché è ilmodello in base a cui viene giudicato l’insistente e apartire dal quale si progetta una riforma della vitaassociata. 52
  • 53. Diritti civili, Stato laico di dirittoDiritti civili fondamentali dello Stato moderno sono:uguaglianza, libertà, tolleranza.Gli uomini sono uguali per natura in quanto accomunatidalla ragione, si rivendica la parità di tutti i cittadini difronte alla legge e si lotta contro i privilegi della nobiltà.Non è ancora l’uguaglianza democratica in cui tuttihanno diritto identico di partecipare alla vita politica neè ancora l’uguaglianza sociale in cui tutti devono essereuguali anche sul piano economico dei beni, poiché èancora si accetta e si giustifica una visione gerarchicadella società. Da questi ideali, attraverso Rousseau dellarivoluzione francese si arriverà alle rivendicazionimoderne e contemporanee. 53
  • 54. Si può dire che storicamente parlando l’illuminismoabbia rappresentato non solo il principio ispiratore delledichiarazioni dei diritti dell’uomo proclamate nellarivoluzione americana e in quella francese, ma anche ilpunto di partenza di ogni moderna filosofiadell’uguaglianza. Ancora oggi i teorici delladisuguaglianza continuano infatti ad attaccarel’illuminismo come responsabile principale del mitomoderno dell’uguaglianza.La libertà è un altro diritto basilare intesa come libertàdell’invadenza del potere politico e da ogni forma diassolutismo pratico e teorico. Questa attaglia per lalibertà civile e contro il dispotismo della corona e dellaChiesa cattolica e si concretizza nella salvaguardia dellalibertà di pensiero, di parola e di stampa. 54
  • 55. Non siamo ancora giunti alla libertà comepartecipazione e sovranità che non significa solo tuttaviadi diritti individual.i – libertà da – ma anche possibilitàdi essere soggetti delle decisioni politiche – libertà di -.La libertà civile illuminista è rigetto del fanatismo ericonoscimento della tolleranza come metodo universaledi coesistenza. Il primo è dogmatismo portato alleestreme e disumane conseguenze. Civiltà significainvece libertà e tolleranza, accettazione del diverso,ammissioni teorica e pratica della pluralità possibiledegli atteggiamenti umani di fronte al mondo. Lo Stato èlaico, autonomo dall’invadenza ecclesiastica, garantedell’uguaglianza di tutte le religioni di fronte alla legge.È stato di diritto poiché vi governano le leggi e non gliuomini a garanzia di diritti degli individui e contro la 55tirannia. È garante della proprietà privata.
  • 56. L’EncyclopedieOgni ambito dell’esistenza umana doveva esseresottoposto a critica. Tra i primi ad applicare questometodo troviamo Montesquieu che compose Lo spiritodelle leggi: la ragione è applicata allo studio dellediverse società umane effettivamente esistenti in mododa individuare il regime politico che meglio garantisse laproprietà, la sicurezza e la libertà dell’uomo.laconclusione è che il sistema ottimale è quello inglesebasato sull’equilibrio tra parlamento, corona e i giudici,con la separazione dei tre poteri dello Stato. Ripensare ilsapere, riorganizzare la cultura, diffondere il nuovosapere razionale. La divulgazione fu lo scopo di Diderote D’Alambert che a partire dal 1750 pubblicarono 56l’enciclopedia.
  • 57. Fu una impresa colossale che coinvolse tutti i piùprestigiosi e brillanti filosofi di Francia: tra i 1751 il 1780uscirono 35 volumi, 11 quali erano formati da tavoleillustrative.Pur tra molte difficoltà, vedi la condanna del papaClemente XIII nel 1759 o la censura del re, l’enciclopediadivenne il simbolo della nuova cultura e delle nuoveidee. 57
  • 58. 58
  • 59. Tavole tecniche 59
  • 60. Newton 1642 -1727Il suo metodo di ricerca e i risultati conseguiti ebberomolta influenza sul movimento illuminista. Eglicontinuò l’impostazione di Galileo, sostenendo che unalegge fisica poteva essere ritenuta certa solo dopo che ilricercatore aveva compiuto una puntigliosa verificasperimentale della propria teoria. Formulò la legge ditra gravitazione universale che trovò nella sua definitivaesposizione dei Principia Mathematica (1687). Siconcluse così la rivoluzione astronomica avviata daCopernico. Per Newton la semplicità con cui la Leggeriusciva spiegare perfettamente il funzionamento delsistema solare e dell’intero creato era la prova lampantedella perfezione della mente di Dio, concepito come 60architetto dell’universo.
  • 61. Voltaire 1694-178Uno dei filosofi più brillanti dell’illuminismo, con moltiinteressi tra i quali la storiografia: non si occupòsolamente di guerre e campagne militari ma si sforzò diesaminare anche il modo in cui i sovrani avevanopromosso o rallentato lo sviluppo dell’economia deglistati, dedicando particolare spazio alla loro politicareligiosa. Criticò Luigi XIV perché aveva sperperato inguerre le ricchezze della nazione e aveva fatto patireterribili sofferenze e francesi. Verso la metà del 700decise di combattere con tutte le forze ogni forma difanatismo e così denunciò compassione per violenzecommesse per motivi religiosi in quella che forse la suaopera più famosa: il Trattato sulla tolleranza del 1763. 61
  • 62. Assolutismo illuminato in AustriaDell’Impero furono gli stessi sovrani a farsi promotori diimportanti riforme dettati da criteri nazionalistici:l’obiettivo ed era il rafforzamento del potere del sovranoattraverso la promozione di importanti riforme. Si indicacon il termine assolutismo illuminato o dispotismoilluminato questa modalità di governo. Per Maria Teresad’Austria l’obiettivo primario di governi doveva essere ilbene della società civile: riorganizzò e razionalizzòl’amministrazione non è stato, pose sotto controllo dellacorona l’università di Vienna, dominata fino a queltempo tra i gesuiti. Giuseppe II procedette allasoppressione di ordini monastici, giudicati parassitari.Introdusse un sistema di istruzione elementare 62obbligatoria all’avanguardia, istituì il catasto.
  • 63. Illuminismo milaneseGli intellettuali milanesi seguirono con estremo interessel’azione riformatrice della casa d’Austria. Milano e nellacapitale della Lombardia austriaca conquistata nel 1713Pietro Verri collaborò con il governo per procedere aduna radicale riforma fiscale, convinto che il progressodella ragione avrebbe portato al genere umanocondizioni di vita sempre migliori: le attività umaneavrebbero dovuto essere impostate su basi razionali,grazie anche alla divulgazione delle nuove conoscenzeegli fondò il giornale chiamato Il Caffè pubblicato dalmaggio 1764 al giugno 1766 cui si affrontavano ognigenere di tematiche e di problemi essi lottava contro icrescenti privilegi della nobiltà 63
  • 64. Cesare BeccariaNel giornale si affrontavano questioni molto importantetra le quali le questioni giuridiche. Dall’interesse perqueste nacque il trattato Dei delitti e delle penepubblicato a Livorno nel 1764.Il bersaglio delle critiche era il supplizio a cui venivacontrapposta una visione contrattualistica dello Statopertanto il supplizio appariva assurdo e privo di senso,mentre si distingueva nettamente la punizione umanada quella divina.Dunque giustizia umana e giustizia divina nonandavano confuse. Lo Stato dovrebbe occuparsi deicrimini utilizzando un parametro terreno cioè il dannoche il delitto provocava alla società. Un 64
  • 65. Solo il danno per le cerca di creare una gerarchia nellagrafica dei diritti e di conseguenza una gradazione dellepene in grado di punire il crimine compiuto. Il fine dellepenne non era di tormentare e affliggere l’uomo magroin impedire il compimento di nuovi danni alla societàscoraggiando qualsiasi tipo di limitazione. E allacertezza della pena a spaventare il potenziale criminale.Latteria contrattualistica portava il nostro autore arifiutare la pena di morte poiché i cittadini non avevanodel gatto allo stato un tale potere. Durissimo fu l’attaccoalla tortura come strumento di accertamento della verità:nessun cittadino, prima di una sentenza, poteva essereconsiderato colpevole. La tortura non poteva essere piùconcepita come una prova di innocenza qualora Dioavesse aiutato il torturato a resistere alle torture inflitte. 65
  • 66. Rousseau 1712-1778Emilio e Contratto sociale: a differenza dello Spiritodelle leggi (Montesquieu) il nostro autore riflette sullecaratteristiche che avrebbe dovuto possedere uno Statoideale, capace di garantire di nuovo agli uominil’uguaglianza e le virtù morali che essi avevano perdutoin seguito al passaggio dallo stato di natura allacondizione di civiltà. Il modello politico descritto nelContratto sociale può essere definito democratico,perché tutti i cittadini partecipano alla vita dello Stato incondizione di assoluta parità. Grazie al nostro autoreviene rilanciato l’ideale della democrazia che s’imposecome alternativo rispetto alle concezioni liberali cheavevano di fatto fondato uno stato di soli cittadini 66proprietari.
  • 67. Principi Elementi ambigui democraticiI cittadini sono La volontà L’individuo può 67tutti uguali generale è essere forzato ad
  • 68. HOBBES LOCKE ROUSSEAU contrattualista contrattualista contrattualistaVisione negativa Visione positiva Visione positiva dell’uomo dell’uomo dell’uomo naturale naturale naturaleConsegna tutti i Consegna al Completa diritti a una governo solo i sottomissioneautorità esterna diritti: difesa della degli individui alla vita e della volontà generale proprietà Stato assoluto Stato liberale Rischio di Leviatano “democrazia totalitaria” 68
  • 69. Brani da leggereLa ferrea disciplina dell’esercito prussiano, pag. 27Stato costituzionale e Stato assoluto, pag. 32La dichiarazione dei diritti del 1689, pag. 40La giustificazione del diritto di proprietà, pagina 44La giustificazione del diritto di resistenza, pag. 47Il credo deista di Voltaire, pag. 56Dolcezza delle pene e rifiuto della pena di morte, pag. 67L’origine della proprietà, pag. 72La guerra nel Settecento. pag. 78L’origine dello stato secondo Hobbes, pag. 82L’origine dello stato secondo Locke, pag. 83I caratteri fondamentali dell’Illuminismo, pag. 84La volontà generale nel contratto sociale di Rousseau, pag. 86 69
  • 70. La pace di Vienna - 1738 70
  • 71. La pace di Aquisgrana - 1748 71
  • 72. La prima spartizione della Polonia - 1772 72
  • 73. La seconda e la terza spartizione della Polonia - 1793-1795 73
  • 74. 74