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La Costituzione

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La storia, le caratteristiche e i principali articoli della
Costituzione italiana

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La Costituzione

  1. 1. COSTITUZIONE ITALIANA <ul><li>LA STORIA, LE CARATTIERISTICHE E I PRINCIPALI ARTICOLI DELLA </li></ul>
  2. 2. La Costituzione della Repubblica Italiana <ul><li>è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. </li></ul><ul><li>Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947. </li></ul><ul><li>Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. </li></ul>
  3. 3. <ul><li>Alla costituzione repubblicana si è giunti in seguito al referendum costituzionale svoltosi in Italia il </li></ul><ul><li>2 giugno 1946, </li></ul><ul><li>che decretò la vittoria della Repubblica sulla Monarchia. </li></ul>
  4. 4. Origini e nascita   <ul><li>Lo Stato italiano nasce da un punto di vista istituzionale, con la legge del 17 marzo 1861 che attribuisce a Vittorio Emanuele II, «re di Sardegna», e ai suoi successori, il titolo di «re d'Italia». </li></ul><ul><li>da qui la nascita giuridica di uno </li></ul><ul><li>Stato italiano </li></ul>
  5. 5. <ul><li>La continuità tra il Regno di Sardegna e quello d'Italia è normalmente sostenuta in base all'estensione dell'applicazione della sua legge fondamentale, </li></ul><ul><li>lo Statuto Albertino, </li></ul><ul><li>concesso da Carlo Alberto di Savoia nel 1848, a tutti i territori del Regno d'Italia progressivamente annessi al Regno Sabaudo nel corso delle guerre d'indipendenza. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>La conservazione dell'ordinale dinastico da parte di Vittorio Emanuele, e l'estensione dello Statuto Albertino ai territori annessi hanno portato gli storici a parlare di &quot;piemontesizzazione“ </li></ul><ul><li>dello stato italiano ad opera dei Savoia </li></ul>
  7. 7. <ul><li>Lo Statuto Albertino fu simile alle altre costituzioni rivoluzionarie vigenti nel 1848 e rese l'Italia una monarchia costituzionale, con concessioni di poteri al popolo su base rappresentativa </li></ul>
  8. 8. <ul><li>Era una tipica costituzione &quot;ottriata&quot;, ossia concessa dal sovrano e, da un punto di vista giuridico, si caratterizzava per la sua natura &quot;flessibile&quot;, </li></ul><ul><li>ossia derogabile ed integrabile in forza di atto legislativo ordinario </li></ul>
  9. 9. <ul><li>Poco tempo dopo la sua entrata in vigore, proprio a causa della sua flessibilità, fu possibile portare l'Italia da una forma di monarchia costituzionale pura a quella di monarchia parlamentare, </li></ul><ul><li>sul modo di operare tradizionale </li></ul><ul><li>delle istituzioni inglesi. </li></ul>
  10. 10. <ul><li>Anche a causa della mancanza di rigidità dello Statuto, col giungere del fascismo lo Stato fu deviato verso un regime autoritario dove le forme di libertà pubblica fin qui garantite vennero stravolte: le opposizioni vennero bloccate o eliminate, la Camera dei Deputati fu abolita e sostituita dalla «Camera dei fasci e delle corporazioni», il diritto di voto fu cancellato; diritti, come quello di riunione e di libertà di stampa, furono piegati in garanzia dello Stato fascista, mentre il partito unico fascista non funzionò come strumento di partecipazione, ma come strumento di intruppamento della società civile e di mobilitazione politica pilotata dall'alto. Tuttavia lo Statuto albertino, nonostante le modifiche, non fu formalmente abolito . </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Il 25 luglio 1943, verso la fine della seconda guerra mondiale, Benito Mussolini perse il potere, il re Vittorio Emanuele III nominò il maresciallo Pietro Badoglio per presiedere un governo che ripristinò in parte le libertà dello statuto ; iniziò così il cosiddetto «regime transitorio», di cinque anni, che terminò con l'entrata in vigore della nuova Costituzione e le successive elezioni politiche dell'aprile 1948, le prime della storia repubblicana. </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Fu necessaria la convocazione di una Assemblea Costituente, incaricata di scrivere una nuova carta costituzionale, eletta a suffragio universale. </li></ul><ul><li>Fu esteso il diritto di voto alle donne (febbraio 1945) e, ormai raggiunto il silenzio delle armi, fu indetto il referendum per la scelta fra repubblica e monarchia (marzo 1946). </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Il referendum, si tenne il </li></ul><ul><li>2 giugno 1946. </li></ul>
  14. 14. Caratteristiche  <ul><li>La costituzione è composta da 139 articoli  divisi in quattro sezioni: </li></ul><ul><li>principi fondamentali (artt. 1-12); </li></ul><ul><li>parte prima, diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54); </li></ul><ul><li>parte seconda, concernente l'ordinamento della Repubblica (artt. 55-139); </li></ul><ul><li>18 disposizioni transitorie e finali, riguardanti situazioni relative al trapasso dal vecchio al nuovo regime e destinate a non ripresentarsi. </li></ul>
  15. 15. <ul><li>è una costituzione </li></ul><ul><li>scritta, </li></ul><ul><li>rigida, </li></ul><ul><li>lunga, </li></ul><ul><li>votata, </li></ul><ul><li>compromissoria, </li></ul><ul><li>democratica e programmatica. </li></ul>
  16. 16. <ul><li>Innanzitutto è contenuta in un testo legislativo scritto. </li></ul><ul><li>La scelta è comune all'esperienza </li></ul><ul><li>di civil law </li></ul><ul><li>ed a quella di common law, </li></ul><ul><li>con la grande eccezione della Gran Bretagna, paese nel quale la Costituzione è in forma orale (tranne alcuni documenti come la Magna Charta). </li></ul>
  17. 17. <ul><li>la Costituzione italiana è rigida. </li></ul><ul><li>Con ciò si indica che da un lato è necessario un procedimento parlamentare aggravato per la riforma dei suoi contenuti (non bastando la normale maggioranza), </li></ul><ul><li>e dall'altro che le disposizioni aventi forza di legge in contrasto con la Costituzione vengono rimosse con un procedimento innanzi alla Corte costituzionale. </li></ul>
  18. 18. <ul><li>La Costituzione è lunga, </li></ul><ul><li>ossia contiene disposizioni in molti settori del vivere civile, non limitandosi a indicare le norme sulle fonti del diritto. </li></ul>
  19. 19. <ul><li>Votata perché rappresenta un patto tra i componenti del popolo italiano. </li></ul><ul><li>Compromissoria perché alla sua formazione ha collaborato una pluralità dei partiti. </li></ul><ul><li>Democratica perché è dato particolare rilievo a sindacati e partiti politici e c'è la partecipazione del popolo </li></ul>
  20. 20. <ul><li>programmatica perché rappresenta un programma </li></ul><ul><li>(dà alle forze politiche il compito di rendere veri gli obbiettivi fissati dai costituenti attraverso opportuni provvedimenti legislativi). </li></ul>
  21. 21. I principi fondamentali della repubblica italiana  <ul><li>Secondo la dottrina la Costituzione è caratterizzata da alcuni principi non revisionabili fondamentali che ne hanno ispirato la redazione. </li></ul>
  22. 22. Principi fondamentali <ul><li>Art. 1. </li></ul><ul><li>L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. </li></ul><ul><li>Art. 2. </li></ul><ul><li>La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. </li></ul>
  23. 23. <ul><li>Art. 3. </li></ul><ul><li>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. </li></ul>
  24. 24. <ul><li>Art. 4. </li></ul><ul><li>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. </li></ul><ul><li>Art. 7. </li></ul><ul><li>Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. </li></ul>
  25. 25. <ul><li>Art. 9. </li></ul><ul><li>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. </li></ul><ul><li>Art. 11. </li></ul><ul><li>L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. </li></ul>
  26. 26. Diritti e doveri dei cittadini <ul><li>Art. 13. </li></ul><ul><li>La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. </li></ul>
  27. 27. <ul><li>Art. 15. </li></ul><ul><li>La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. </li></ul><ul><li>Art. 16. </li></ul><ul><li>Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. </li></ul>
  28. 28. <ul><li>Art. 17. </li></ul><ul><li>I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. </li></ul><ul><li>Art. 18. </li></ul><ul><li>I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. </li></ul>
  29. 29. <ul><li>Art. 19. </li></ul><ul><li>Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. </li></ul>
  30. 30. <ul><li>Art. 21. </li></ul><ul><li>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>  </li></ul>

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