GALILEO
GALILEI
Scienza e Filosofia
LaVita
Galileo Galilei nacque a Pisa nel 1564; la sua prima giovinezza non fu particolarmente
felice: il padre, musico alla corte dei Medici, a Firenze, faticava a mantenere la
numerosa famiglia.
Diciassettenne si iscrisse all'Università di Pisa come studente di medicina, ma gli studi
scelti presto delusero Galileo. Egli preferiva applicarsi agli esperimenti scientifici di
fisica e matematica piuttosto che all'anatomia. Abbandonata la facoltà di medicina,
divenne professore di matematica a Padova.
A Padova; dal 1589 poté dedicarsi agli esperimenti di meccanica; aveva attrezzato
un'officina accanto all'abitazione, e qui costruì diversi strumenti scientifici tra cui il
«compasso geometrico», un nuovo tipo di «regolo calcolatore» e il famoso «cannocchiale».
Questi anni furono sempre ricordati da Galileo come i migliori della sua vita.
GalileocontroleAutoritàGalileo più che aprire uno scontro contro la Chiesa e gli aristotelici era convinto che
potesse far comprendere alla gente e agli studiosi del tempo che le teorie sulle quali si
basava la chiesa riguardo la posizione della Terra erano errate. Infatti all'epoca era
stata confermata la tesi di Aristotele, secondo la quale non era il sole al centro
dell'universo, ma la Terra.
Galileo si rese conto dell'errore del sistema aristotelico, in quanto fu il primo a fare
osservazioni astronomiche dopo aver messo a punto il telescopio. Quindi, sostenendo le
teorie copernicane riguardanti l'eliocentrismo, lottò per dimostrare la veridicità delle
teorie di Copernico, prima inviando le "lettere copernicane" a illustri personaggi, poi
scrivendo il dialogo sopra i due massimi sistemi, opera nella quale Galileo fa dialogare
tre personaggi, Simplicio che rappresenta l'aristotelico, Salviati, nel ruolo del
copernicano e infine Sagredo, che rappresenterebbe la parte neutrale che finirà per
assecondare le tesi di Salviati. E’ con questa opera che Galileo si mette in più aperta
opposizione con la Chiesa che lo giudicherà eretico. In realtà Galileo non voleva
attaccare la chiesa, in quanto specificava che le sacre scritture non fossero un testo il
cui fine fosse quello di spiegare la natura, e che quindi tutto ciò che la matematica e la
scienza dimostrava in contrasto con le sacre scritture dipendeva da un errore di
interpretazione dei testi sacri da parte degli uomini.
IlMetodoSperimentale
Il metodo sperimentale o scientifico è stato introdotto da Galileo Galilei, astronomo,
matematico, fisico e filosofo italiano nato a Pisa nel 1564 e morto ad Arcetri nel 1642.
In questo periodo si mise in moto quel particolare processo di evoluzione del pensiero
scientifico, chiamato "scienza moderna". La scienza moderna è nata intorno al 1600. Gli
studiosi ritengono che il suo inizio coincida con alcuni dei più importanti lavori di
Galileo che applicò il metodo sperimentale, di sua invenzione, per la prima volta.
OsservazionedeiPianeti
La grande intuizione di Galileo è stata quella di creare un rapporto biunivoco tra scienza
e tecnica. Grazie all'invenzione del cannocchiale (o per meglio dire, telescopio), ha
potuto osservare i fenomeni al di fuori della Terra, analizzando astri, pianeti e stelle.
Una volta costruito il telescopio, Galileo ha osservato, come prima cosa, la Luna: ha
visto l'alba e il tramonto sulla Luna, ha osservato la metà chiara e la metà scura, ha
notato la presenza di montagne sulla superficie lunare. Successivamente ha osservato le
fasi di Venere. Tra le sue prime scoperte ci fu l'individuazione di piccoli pianeti
intorno a Giove, che vennero chiamati "Satelliti Medicei", per dedicare la scoperta alla
famiglia dei Medici. Questi satelliti che giravano intorno a Giove confutavano la tesi che
tutti i pianeti girassero intorno alla terra. Questa scoperta è stata molto importante per
l'imporsi della teoria copernicana del moto planetario: secondo la cosmologia di
Aristotele c'era un unico centro del moto (la Terra), attorno al quale ruotavano tutti i
corpi celesti; Copernico invece sosteneva che la Terra si muoveva intorno al Sole e la
Luna attorno alla Terra e quindi che ci fossero due centri del moto.
Bilanciaidrostatica
Nel 1586 Galileo ha scritto un piccolo trattato proponendo un metodo per rendere più
precisa e quantitativa la misura dei metalli preziosi. Ha quindi progettato un
dispositivo, chiamato bilancetta o bilancia idrostatica, per facilitare la misurazione. La
bilancia di Galileo era costituita da un dispositivo a leva: il braccio, sul quale
bisognava fissare il contrappeso, era avvolto in un filo metallico. Lo spostamento del
contrappeso poteva essere determinato contando il numero di spire del filo metallico lungo
le quali si spostava. Galileo arrivò a costruire la bilancetta soltanto nel 1608.
Termoscopio
All'inizio del 1600 Galileo ha ideato il termoscopio per quantificare il calore di un
corpo. Il termoscopio era formato da una piccola fiaschetta con il collo lungo e sottile,
piena d'aria, e doveva essere messo a testa in giù dentro una vasca piena d'acqua. Quando
la fiaschetta veniva riscaldata, l'aria al suo interno si espandeva e il livello
dell'acqua nel collo scendeva; mentre quando l'aria si raffreddava, il suo volume
decresceva e l'acqua saliva dalla vaschetta lungo il collo del fiasco. Galileo si è
dedicato al termoscopio anche negli anni successivi, con l'aiuto di alcuni suoi amici, ed
è arrivato a perfezionarlo aggiungendo una scala numerica e realizzando di fatto il primo
termometro ad aria.
IlLibrodella Natura
Rivendica l'autonomia della scienza dalla fede. Per illustrare la sua posizione Galileo
ricorre alla metafora dei due libri. Sia le scritture sia il grande libro della natura
sono stati scritti da Dio. Le scritture sono state dettate direttamente dallo spirito
Santo e la loro finalità è la salvezza umana. Anche il libro della natura è stato scritto
da Dio. La natura è “osservantissima esecutrice degli ordini di Dio”. A differenza delle
scritture, il libro della natura non può essere compreso se prima non si impara a
intendere la lingua matematica. Non c'è conflitto fra sacre scritture e scienza, tra fede
e ragione, poiché esse hanno finalità e ambiti di indagini diversi. Ne è possibile
accettare l'esistenza di una doppia verità, quella della fede e quella della ragione,
perché vedere non possono mai contrariarsi. Galileo lo sostiene che la Bibbia per essere
comprensibile ha dovuto “ accomodarsi all'incapacità del volgo”: è per queste necessità
che essa ha affermato molte cose diverse dal vero assoluto.
Per indagare i fenomeni naturali e di coglierne le leggi, lo scienziato deve combinare
l'osservazione empirica con il ragionamento deduttivo: si tratta di integrare le sensate
esperienze e le necessarie dimostrazioni. Le sensate esperienze devono essere anteposte
all discorso; da sole non producono scienza perché questa implica un'interpretazione. La
scienza quindi richiede le necessarie dimostrazioni nelle quali gioca un ruolo
fondamentale la matematica.
Pur riconoscendo che gli uomini non possiedono una sapienza assoluta infinita, che è
prerogativa solo di Dio, Galileo afferma con forza la potenza conoscitiva dell'uomo:
estensivamente in rapporto all’infinita moltitudine degli intellegibili; ma intensivamente
alla certezza, l'intelletto umano è capace di intendere alcuni oggetti in modo perfetto.
Bibliografia
http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/galileo.htm
http://www.atuttascuola.it/siti/viale/italiano/metodo_sperime
ntale_galileiano.htm
http://www.studenti.it/materie/fisica/galileo_galilei_vita_sc
operte.php

Galileo galilei

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    LaVita Galileo Galilei nacquea Pisa nel 1564; la sua prima giovinezza non fu particolarmente felice: il padre, musico alla corte dei Medici, a Firenze, faticava a mantenere la numerosa famiglia. Diciassettenne si iscrisse all'Università di Pisa come studente di medicina, ma gli studi scelti presto delusero Galileo. Egli preferiva applicarsi agli esperimenti scientifici di fisica e matematica piuttosto che all'anatomia. Abbandonata la facoltà di medicina, divenne professore di matematica a Padova. A Padova; dal 1589 poté dedicarsi agli esperimenti di meccanica; aveva attrezzato un'officina accanto all'abitazione, e qui costruì diversi strumenti scientifici tra cui il «compasso geometrico», un nuovo tipo di «regolo calcolatore» e il famoso «cannocchiale». Questi anni furono sempre ricordati da Galileo come i migliori della sua vita.
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    GalileocontroleAutoritàGalileo più cheaprire uno scontro contro la Chiesa e gli aristotelici era convinto che potesse far comprendere alla gente e agli studiosi del tempo che le teorie sulle quali si basava la chiesa riguardo la posizione della Terra erano errate. Infatti all'epoca era stata confermata la tesi di Aristotele, secondo la quale non era il sole al centro dell'universo, ma la Terra. Galileo si rese conto dell'errore del sistema aristotelico, in quanto fu il primo a fare osservazioni astronomiche dopo aver messo a punto il telescopio. Quindi, sostenendo le teorie copernicane riguardanti l'eliocentrismo, lottò per dimostrare la veridicità delle teorie di Copernico, prima inviando le "lettere copernicane" a illustri personaggi, poi scrivendo il dialogo sopra i due massimi sistemi, opera nella quale Galileo fa dialogare tre personaggi, Simplicio che rappresenta l'aristotelico, Salviati, nel ruolo del copernicano e infine Sagredo, che rappresenterebbe la parte neutrale che finirà per assecondare le tesi di Salviati. E’ con questa opera che Galileo si mette in più aperta opposizione con la Chiesa che lo giudicherà eretico. In realtà Galileo non voleva attaccare la chiesa, in quanto specificava che le sacre scritture non fossero un testo il cui fine fosse quello di spiegare la natura, e che quindi tutto ciò che la matematica e la scienza dimostrava in contrasto con le sacre scritture dipendeva da un errore di interpretazione dei testi sacri da parte degli uomini.
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    IlMetodoSperimentale Il metodo sperimentaleo scientifico è stato introdotto da Galileo Galilei, astronomo, matematico, fisico e filosofo italiano nato a Pisa nel 1564 e morto ad Arcetri nel 1642. In questo periodo si mise in moto quel particolare processo di evoluzione del pensiero scientifico, chiamato "scienza moderna". La scienza moderna è nata intorno al 1600. Gli studiosi ritengono che il suo inizio coincida con alcuni dei più importanti lavori di Galileo che applicò il metodo sperimentale, di sua invenzione, per la prima volta.
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    OsservazionedeiPianeti La grande intuizionedi Galileo è stata quella di creare un rapporto biunivoco tra scienza e tecnica. Grazie all'invenzione del cannocchiale (o per meglio dire, telescopio), ha potuto osservare i fenomeni al di fuori della Terra, analizzando astri, pianeti e stelle. Una volta costruito il telescopio, Galileo ha osservato, come prima cosa, la Luna: ha visto l'alba e il tramonto sulla Luna, ha osservato la metà chiara e la metà scura, ha notato la presenza di montagne sulla superficie lunare. Successivamente ha osservato le fasi di Venere. Tra le sue prime scoperte ci fu l'individuazione di piccoli pianeti intorno a Giove, che vennero chiamati "Satelliti Medicei", per dedicare la scoperta alla famiglia dei Medici. Questi satelliti che giravano intorno a Giove confutavano la tesi che tutti i pianeti girassero intorno alla terra. Questa scoperta è stata molto importante per l'imporsi della teoria copernicana del moto planetario: secondo la cosmologia di Aristotele c'era un unico centro del moto (la Terra), attorno al quale ruotavano tutti i corpi celesti; Copernico invece sosteneva che la Terra si muoveva intorno al Sole e la Luna attorno alla Terra e quindi che ci fossero due centri del moto.
  • 6.
    Bilanciaidrostatica Nel 1586 Galileoha scritto un piccolo trattato proponendo un metodo per rendere più precisa e quantitativa la misura dei metalli preziosi. Ha quindi progettato un dispositivo, chiamato bilancetta o bilancia idrostatica, per facilitare la misurazione. La bilancia di Galileo era costituita da un dispositivo a leva: il braccio, sul quale bisognava fissare il contrappeso, era avvolto in un filo metallico. Lo spostamento del contrappeso poteva essere determinato contando il numero di spire del filo metallico lungo le quali si spostava. Galileo arrivò a costruire la bilancetta soltanto nel 1608.
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    Termoscopio All'inizio del 1600Galileo ha ideato il termoscopio per quantificare il calore di un corpo. Il termoscopio era formato da una piccola fiaschetta con il collo lungo e sottile, piena d'aria, e doveva essere messo a testa in giù dentro una vasca piena d'acqua. Quando la fiaschetta veniva riscaldata, l'aria al suo interno si espandeva e il livello dell'acqua nel collo scendeva; mentre quando l'aria si raffreddava, il suo volume decresceva e l'acqua saliva dalla vaschetta lungo il collo del fiasco. Galileo si è dedicato al termoscopio anche negli anni successivi, con l'aiuto di alcuni suoi amici, ed è arrivato a perfezionarlo aggiungendo una scala numerica e realizzando di fatto il primo termometro ad aria.
  • 8.
    IlLibrodella Natura Rivendica l'autonomiadella scienza dalla fede. Per illustrare la sua posizione Galileo ricorre alla metafora dei due libri. Sia le scritture sia il grande libro della natura sono stati scritti da Dio. Le scritture sono state dettate direttamente dallo spirito Santo e la loro finalità è la salvezza umana. Anche il libro della natura è stato scritto da Dio. La natura è “osservantissima esecutrice degli ordini di Dio”. A differenza delle scritture, il libro della natura non può essere compreso se prima non si impara a intendere la lingua matematica. Non c'è conflitto fra sacre scritture e scienza, tra fede e ragione, poiché esse hanno finalità e ambiti di indagini diversi. Ne è possibile accettare l'esistenza di una doppia verità, quella della fede e quella della ragione, perché vedere non possono mai contrariarsi. Galileo lo sostiene che la Bibbia per essere comprensibile ha dovuto “ accomodarsi all'incapacità del volgo”: è per queste necessità che essa ha affermato molte cose diverse dal vero assoluto.
  • 9.
    Per indagare ifenomeni naturali e di coglierne le leggi, lo scienziato deve combinare l'osservazione empirica con il ragionamento deduttivo: si tratta di integrare le sensate esperienze e le necessarie dimostrazioni. Le sensate esperienze devono essere anteposte all discorso; da sole non producono scienza perché questa implica un'interpretazione. La scienza quindi richiede le necessarie dimostrazioni nelle quali gioca un ruolo fondamentale la matematica. Pur riconoscendo che gli uomini non possiedono una sapienza assoluta infinita, che è prerogativa solo di Dio, Galileo afferma con forza la potenza conoscitiva dell'uomo: estensivamente in rapporto all’infinita moltitudine degli intellegibili; ma intensivamente alla certezza, l'intelletto umano è capace di intendere alcuni oggetti in modo perfetto.
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