Studio, lavoro, identità
Informatica Umanistica a Pisa
Enrica Salvatori
Dip. di Civiltà e Forme del Sapere
CdS di Informatica Umanistica
Università di Pisa
AIUCD, Bologna, Settembre 2014 - Seminario di Cultura Digitale
I mestieri per le Digital Humanities - 1° ottobre 2014 Pisa
12 anni di Informatica Umanistica 2002-2014
Timeline
Struttura della triennale: 1° anno
!  Laboratorio di inglese (6 cfu)
!  Linguistica Italiana(12 cfu)
!  Fondamenti teorici e Programmazione (12 cfu)
!  Linguistica generale (6 cfu)
!  Web design e programmazione web (12 cfu)
!  Laboratorio di scrittura professionale (6 cfu)
!  Letteratura italiana (12 cfu)
!  Storia dell’arte (6 cfu)
!  Algoritmica (6 cfu)
!  Introduzione agli studi storici (6 cfu)
!  Letteratura italiana contemporanea (6 cfu)
!  Linguistica computazionale (12 cfu)
!  Database e laboratorio web (12 cfu)
Struttura della triennale: 2° anno
!  Codifica dei tesi (6 cfu)
!  Lingua / letteratura latina (6 cfu)
!  Telematica (6 cfu)
!  Una letteratura straniera (EN|FR|DE|SP) (6 cfu)
!  Una scelta tra: Biblioteche digitali, Progettazione
grafica, Produzione multimediale, Tecnologie per
l’apprendimento (6 cfu)
!  Tirocinio (6 cfu)
!  A scelta (18 cfu)
!  Progetto finale (6 cfu)
Struttura della triennale: 3° anno
Magistrale: struttura generale
!  Ambito informatico (30 cfu)
!  Analisi dei dati e programmazione (12 cfu)
!  A scelta (18 cfu)
!  Ambito linguistico/letterario (12 cfu)
!  Ambito artistico, storico, giuridico (18 cfu)
!  Materie afffini e integrative (24 cfu)
!  Altro
!  Seminario di Cultura Digitale (6 cfu)
!  A scelta (12 cfu)
!  Tesi (24 cfu)
Edizione digitale - Fibonacci
Ricostruzione evento medievale
Example master project
10/21/10
La domus degli affreschi (Luni)
TraMonti (Public History&Archeology)
•  Comuni + Università / CNR
(+ studenti + abitanti)
•  Pubblicazione tradizionale / CMS / webGIS
The Digital Humanities
highland
Grafica e siti web
10/21/10
Laboratorio di cultura digitale -
Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10
Pisa
A. Favilla. E. Todaro
Infografica
10/21/10
Laboratorio di cultura digitale -
Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10
Pisa
M. Tonsini, E.
Todaro
Book trailers
10/21/10
Laboratorio di cultura digitale -
Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10
Pisa
Progetto di A. Lenci
S. Dei Rossi, E. Todaro
Interface to linguistic data
10/21/10
Giochi didattici
Pisa e l’Islam
2010
2014
Costituzione informale come laboratorio
interno al CISIAU
Costituzione ufficiale come CENTRO
INTERDIPARTIMENTALE
FLL
CFS
INF
ECO
SP
Sondaggi e interviste
!  32 laureati / 20 intervistati alla Triennale
!  14 laureati / 10 intervistati nella Magistrale
!  Interviste ai laureati del 2012 a 12 mesi dalla laurea
a cura dell’Ufficio Laureati dell’Università di Pisa
!  + sondaggio personale non statistico attuato con
modulo gdrive e diffuso via mailing list e social
network: 24 risposte
Profilo post laurea
Triennale
Magistrale
Condizione occupazionale - Triennale
Condizione occupazionale - Magistrale
Status e retribuzione - Triennale
Status e retribuzione - Magistrale
Formazione e occupazione
Settori di impiego
Sondaggio: il giudizio complessivo
Visioni negative
!  Il nostro corso di laurea fornisce molte … ma il mondo del lavoro
richiede conoscenze … molto più elevate e specifiche
!  Laurea troppo generica e poco propedeutica ad un inserimento
lavorativo in linea con le esigenze delle imprese
!  Informatica Umanistica ha fornito le basi. Per lavorare veramente
bisogna metterci ancora tanto del proprio.
!  Ci sarebbe voluta un pò di pratica in più su certi argomenti
spendibili nel mercato del lavoro.
Visioni positive
!  L’ampio raggio di tematiche trattate mi ha permesso poi di
muovermi in modo flessibile nel mondo del lavoro
!  È una laurea moderna in un paese con una mentalità troppo
vecchia
!  Uno dei punti forti del corso è l'ampia possibilità di scelta e
una grande libertà nello sviluppo dei progetti.
Sfortunatamente questo è uno svantaggio per gli studenti che
sono abituati ad un corso di laurea ”incastrato" in strade ben
precise.
Sondaggio: forze e debolezze
!  ampia gamma di
conoscenze che consente
flessibilità nella scelta e
adattabilità alle offerte
!  docenti preparati e
disponibili
!  conoscenze pratiche non
sufficienti o inadeguate al
mondo del lavoro
!  corsi “inutili”
!  necessità di un grande
impegno di autoformazione
extra universitario
!  mancanza di preparazione
economica
Sondaggio: tipologia di lavoro
Sondaggio: attinenza studio / lavoro
Maggiore adattabilità
dei laureati specialistici /
magistrali alla variabilità
del mondo del lavoro
Identità: IU o DH?
!  Informatica Umanistica (Humanities Computing): in
entrambi i casi la forza attrattiva cade sul settore
informatico che viene maggiormente recepito come
“strumento dedicato” all’ambito umanistico (endiadi più
antica)
!  Cultura Digitale (Digital Culture / Humanities):
l’accento si colloca sull’ambito umanistico, mutato dal
settore informatico nelle metodologie e nella recezione
(endiadi più recente)
Identità e modi di essere 1
!  Informatica come strumento non semplicemente applicato
all’ambito umanistico, ma DEDICATO ad esso,
espressamente studiato per servire a uno scopo preciso,
CONNESSO col contenuto:
!  GIS per gli archeologi
!  Motori per le concordanze per i linguisti
!  Traduzione assistita per esperti di lingue straniere
!  Elaborazione immagini per grafici
!  Database / fonti in rete per gli storici ecc..
Identità e modi di essere 2
!  Accettazione di una rivoluzione in atto in cui l’informatica
e il web hanno cambiato e stanno conutinuando a mutare
tutti i campi del sapere umano, ma in particolare l’ambito
umanistico, da cui ricevono impulsi forti a specializzarsi e
modificarsi a loro volta:
!  Web design (comunicazione, contenuti)
!  WebGIS (storia, commercio, turismo, social)
!  Storia pubblica (interazione, fonti spontanee, social network)
!  Giornalismo ed editoria elettronica
!  Mostre, allestimenti, prodotti multimediali
Identità e lavoro 1
!  Si cerca la specializzazione sullo strumento (singolo
tool), si diventa depositari unici e indispensabili delle
competenze necessarie
!  Lavoro che “dipende” da una regia altra con cui è
difficile comunicare
!  Lavoro efficace, funzionale e ben remunerato quando
dispobnibile
Identità e lavoro 2
!  L’informatico umanista, pur eccellendo in un determinato
settore, ha la percezione della complessità del progetto in
cui lavora e riesce ad adattarsi a circostanze mutevoli
!  Crea, inventa, propone il lavoro che vuole fare al
committente con cui deve necessariamente avere uno
scambio utile e paritario
!  Identità meno delineata, maggiore dificcoltà alla
definizione della professionalità.
Identità e ricerca (disciplina) 1
!  L’informatica intesa come strumento è conservativa
delle discipline tradizionali
!  Favorisce il loro mantenimento e potrebbe dare anche
loro maggior forza nella misura in cui le discipline
tradizionali si attrezzassero per una maggiore e mirata
formazione informatica al loro interno (saperi minimi)
!  Oggi: pochi ricercatori autoformati, di norma di elevata
qualità, apprezzati nei gruppi di ricerca ma non
dall’Accademia, molto specializzati
!  Potrebbe incentivare la strada della progressiva
specializzazione (già ampiamente percorsa e rivelatasi
fallimentare)
Identità e ricerca (disciplina) 2
!  Progressivo abbattimento delle barriere disciplinari
(vetustà dei settori disciplinari, rigidità dei settori
concorsuali)
!  Percezione delle Humanities come una realtà unitaria,
benché ovviamente sfaccettata
!  Progetti che nascono INEVITABILMENTE interdisciplinari e
pluridisciplinari
!  La cultura digitale necessita la collaborazione e l’apertura
dei confini
L’Infoumano del nuovo Rinascimento
L’umanista solitario scompare: nasce al suo posto
l’umanista digitale che DEVE essere eclettico come
l’intellettuale del rinascimento, ma che, a differenza di
quest’ultimo, NON PUO’ PIU’ AGIRE DA SOLO
La crisi delle Humanities
Crisi delle Humanities
!  Manfred Thaller (AIUCD 12014):
Are the Humanities an endangered or dominant species
in the digital ecosystem ?
!  Adam Kirsch:
Technology Is Taking Over English Departments
!  Blaine Greteman:
It's the end of humanities as we know it, and I feel fine
Motivi
Sostanziale percezione di inutilità delle Humanities in
un sistema capitalistico globalizzzato
!  Con la cultura non si mangia
!  La formazione deve essere connessa col mondo del
lavoro e quindi tecnica, finalizzata, puntuale,
specifica
!  I musei, i teatri, gli archivi “costano” e non producono
La situazione delle Humanities
Eccesso di specializzazione disciplinare a cui le istituzioni
rispondono con tagli e accorpamenti
M-STO/01 STORIA MEDIEVALE
M-STO/02 STORIA MODERNA 
M-STO/03 STORIA DELL'EUROPA ORIENTALE 
M-STO/04 STORIA CONTEMPORANEA 
M-STO/05 STORIA DELLA SCIENZA E DELLE TECNICHE 
M-STO/06 STORIA DELLE RELIGIONI 
M-STO/07 STORIA DEL CRISTIANESIMO E DELLE CHIESE 
M-STO/08 ARCHIVISTICA, BIBLIOGRAFIA E
BIBLIOTECONOMIA 
M-STO/09 PALEOGRAFIA
•  Saggi scientifici
estremamente
specialistici
•  Convegni e seminari
riservati a pochi
•  Estrema
frammentazione dei
temi
Antonella Ghignoli, ‘Da “massarii” a “romani” : note e congetture su un famoso
documento longobardo (CDL, nr. 206: 767 aprile 9, Pistoia)’, Archivio Storico
Italiano, CLVI, n. 578 (1998), pp. 621–636.
La conoscenza specialistica è sterile?
!  SI se limita a pochi la circolazione della conoscenza e
quindi aumenta la percezione dell’inutilità della cultura
!  SI se enfatizza la figura dell’intellettuale solitario, del
pensatore/studioso capace di grandi ricerche
!  NO se è integrata in un progetto di ricerca ampio che
coinvolge un discreto numero di soggetti
!  NO perché è uno dei fattori essenziali del
rinnovamento/ampliamento della conoscenza
Una visione sistemica?
Nuova visione emersa nella scienza
negli ultimi 30 anni
Pensiero sistemico:
•  Pensa in termini di relazioni, reti,
schemi di organizzazione e processi
•  Propone un cambiamento di
paradigmi: dalla visione del mondo
come una macchina alla visione del
mondo come RETE
•  Tiene conto della fondamentale
interdipendenza di tutti i fenomeni.
Fritjof Capra
!  Si muove in un’orizzone concettuale ampio in cui si
pensa alla vita dal punto di vista biologico, sociale,
ecologico e cognitivo.
!  L’insieme non può essere scomponibile in parti.
!  Quando si mettono insieme delle parti, queste formano
proprietà emergenti che sono nuove, non presenti prima
e non spiegabili sulla base della proprietà delle parti.
!  Esempio: cellula / vita
Cultura e società
!  Individuo – Famiglia
!  Gruppo – Comunità
!  Casa – Insediamento
!  Strumento – Struttura produttiva – Economia
!  Storia locale –Storia nazionale – Storia pubblica
!  Castello – Territorio
!  Museo – Comunità di interesse
Riduzionismo e Sistema
!  Riduzionismo: metodo applicato dal XVII secolo in poi per
ridurre il sistema alle sue parti, sudiare in profondità quella
parte che illuminava poi anche il funzionamento del sistema
" discipline e specializzazioni (Accademia)
!  Sistema: è sempre e comunque più della somma delle parti
che lo compongono " integrazione delle discipline
accademiche considerate estremamente ed eccessivamente
frammentate (spinta alla interdisciplinarietà)
Corollari
!  Non ha senso parlare di un elemento unico staccato dal
resto
!  Esistono problemi che RICHEDONO una visione sistemica:
ad es. riscaldamento globale, economia, digital divide
!  Quindi ci sono problemi che l’Accademica e i centri di
ricerca NON RIESCONO PIU’ ad affrontare con la
vecchia tassonomia delle discipline
!  Indispensabile lo sforzo di creare un linguaggio comune
a tutte le discipline che riconoscono la visione sistemica
della vita (non cocktail di competenze ma apertura
mentale e modifica delle modalità di lavoro)
Visione sistemica e Digital Humanities
!  Non esiste il Settore Disciplinare delle Humanities perché
dovremmo affannarci a definire quello delle Digital
Humanities?
!  I settori disciplinari sono espressione del tentativo
dell’uomo di scomporre la realtà per meglio
comprenderla. Si sono sempre evoluti (lentamente) grazie
a spinte dal basso provenienti dallasocietà e recepite
dagli studiosi
!  Nel medioevo esisteva la facoltà delle Arti (Trivio:
grammatica, retorica, dialettica; Quadrivio: aritmetica,
geometria, musica ed astronomia), cui comunque si
dovrebbe aggiungere Diritto, Teologia e Medicina)
Visione sistemica e Digital Humanities
!  Forse dovremmo CAMBIARE PARADIGMA e iniziare con
una nuova visione sistemica della cultura (delle
Humanities)
!  La Cultura Digitale richiedendo il lavoro interdisciplinare
ci costringe a ragionare in maniera sistemica, a
riprendere in mano le connessioni tra le discipline, a
indirizzare energie nella creazione di un linguaggio
comune, a superare le specializzazioni integrandole in
progetti più ampi.

I mestieri per le Digital Humanities e la questione dell’identità

  • 1.
    Studio, lavoro, identità InformaticaUmanistica a Pisa Enrica Salvatori Dip. di Civiltà e Forme del Sapere CdS di Informatica Umanistica Università di Pisa AIUCD, Bologna, Settembre 2014 - Seminario di Cultura Digitale I mestieri per le Digital Humanities - 1° ottobre 2014 Pisa
  • 2.
    12 anni diInformatica Umanistica 2002-2014
  • 3.
  • 4.
    Struttura della triennale:1° anno !  Laboratorio di inglese (6 cfu) !  Linguistica Italiana(12 cfu) !  Fondamenti teorici e Programmazione (12 cfu) !  Linguistica generale (6 cfu) !  Web design e programmazione web (12 cfu) !  Laboratorio di scrittura professionale (6 cfu)
  • 5.
    !  Letteratura italiana(12 cfu) !  Storia dell’arte (6 cfu) !  Algoritmica (6 cfu) !  Introduzione agli studi storici (6 cfu) !  Letteratura italiana contemporanea (6 cfu) !  Linguistica computazionale (12 cfu) !  Database e laboratorio web (12 cfu) Struttura della triennale: 2° anno
  • 6.
    !  Codifica deitesi (6 cfu) !  Lingua / letteratura latina (6 cfu) !  Telematica (6 cfu) !  Una letteratura straniera (EN|FR|DE|SP) (6 cfu) !  Una scelta tra: Biblioteche digitali, Progettazione grafica, Produzione multimediale, Tecnologie per l’apprendimento (6 cfu) !  Tirocinio (6 cfu) !  A scelta (18 cfu) !  Progetto finale (6 cfu) Struttura della triennale: 3° anno
  • 7.
    Magistrale: struttura generale ! Ambito informatico (30 cfu) !  Analisi dei dati e programmazione (12 cfu) !  A scelta (18 cfu) !  Ambito linguistico/letterario (12 cfu) !  Ambito artistico, storico, giuridico (18 cfu) !  Materie afffini e integrative (24 cfu) !  Altro !  Seminario di Cultura Digitale (6 cfu) !  A scelta (12 cfu) !  Tesi (24 cfu)
  • 8.
  • 9.
  • 10.
  • 11.
    La domus degliaffreschi (Luni)
  • 12.
    TraMonti (Public History&Archeology) • Comuni + Università / CNR (+ studenti + abitanti) •  Pubblicazione tradizionale / CMS / webGIS
  • 13.
  • 14.
  • 15.
    10/21/10 Laboratorio di culturadigitale - Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 Pisa A. Favilla. E. Todaro Infografica
  • 16.
    10/21/10 Laboratorio di culturadigitale - Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 Pisa M. Tonsini, E. Todaro Book trailers
  • 17.
    10/21/10 Laboratorio di culturadigitale - Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 Pisa Progetto di A. Lenci S. Dei Rossi, E. Todaro Interface to linguistic data
  • 18.
  • 19.
  • 20.
    2010 2014 Costituzione informale comelaboratorio interno al CISIAU Costituzione ufficiale come CENTRO INTERDIPARTIMENTALE FLL CFS INF ECO SP
  • 21.
    Sondaggi e interviste ! 32 laureati / 20 intervistati alla Triennale !  14 laureati / 10 intervistati nella Magistrale !  Interviste ai laureati del 2012 a 12 mesi dalla laurea a cura dell’Ufficio Laureati dell’Università di Pisa !  + sondaggio personale non statistico attuato con modulo gdrive e diffuso via mailing list e social network: 24 risposte
  • 22.
  • 23.
  • 24.
  • 25.
  • 26.
  • 27.
  • 28.
  • 29.
  • 30.
    Visioni negative !  Ilnostro corso di laurea fornisce molte … ma il mondo del lavoro richiede conoscenze … molto più elevate e specifiche !  Laurea troppo generica e poco propedeutica ad un inserimento lavorativo in linea con le esigenze delle imprese !  Informatica Umanistica ha fornito le basi. Per lavorare veramente bisogna metterci ancora tanto del proprio. !  Ci sarebbe voluta un pò di pratica in più su certi argomenti spendibili nel mercato del lavoro.
  • 31.
    Visioni positive !  L’ampioraggio di tematiche trattate mi ha permesso poi di muovermi in modo flessibile nel mondo del lavoro !  È una laurea moderna in un paese con una mentalità troppo vecchia !  Uno dei punti forti del corso è l'ampia possibilità di scelta e una grande libertà nello sviluppo dei progetti. Sfortunatamente questo è uno svantaggio per gli studenti che sono abituati ad un corso di laurea ”incastrato" in strade ben precise.
  • 32.
    Sondaggio: forze edebolezze !  ampia gamma di conoscenze che consente flessibilità nella scelta e adattabilità alle offerte !  docenti preparati e disponibili !  conoscenze pratiche non sufficienti o inadeguate al mondo del lavoro !  corsi “inutili” !  necessità di un grande impegno di autoformazione extra universitario !  mancanza di preparazione economica
  • 33.
  • 34.
    Sondaggio: attinenza studio/ lavoro Maggiore adattabilità dei laureati specialistici / magistrali alla variabilità del mondo del lavoro
  • 35.
    Identità: IU oDH? !  Informatica Umanistica (Humanities Computing): in entrambi i casi la forza attrattiva cade sul settore informatico che viene maggiormente recepito come “strumento dedicato” all’ambito umanistico (endiadi più antica) !  Cultura Digitale (Digital Culture / Humanities): l’accento si colloca sull’ambito umanistico, mutato dal settore informatico nelle metodologie e nella recezione (endiadi più recente)
  • 36.
    Identità e modidi essere 1 !  Informatica come strumento non semplicemente applicato all’ambito umanistico, ma DEDICATO ad esso, espressamente studiato per servire a uno scopo preciso, CONNESSO col contenuto: !  GIS per gli archeologi !  Motori per le concordanze per i linguisti !  Traduzione assistita per esperti di lingue straniere !  Elaborazione immagini per grafici !  Database / fonti in rete per gli storici ecc..
  • 37.
    Identità e modidi essere 2 !  Accettazione di una rivoluzione in atto in cui l’informatica e il web hanno cambiato e stanno conutinuando a mutare tutti i campi del sapere umano, ma in particolare l’ambito umanistico, da cui ricevono impulsi forti a specializzarsi e modificarsi a loro volta: !  Web design (comunicazione, contenuti) !  WebGIS (storia, commercio, turismo, social) !  Storia pubblica (interazione, fonti spontanee, social network) !  Giornalismo ed editoria elettronica !  Mostre, allestimenti, prodotti multimediali
  • 38.
    Identità e lavoro1 !  Si cerca la specializzazione sullo strumento (singolo tool), si diventa depositari unici e indispensabili delle competenze necessarie !  Lavoro che “dipende” da una regia altra con cui è difficile comunicare !  Lavoro efficace, funzionale e ben remunerato quando dispobnibile
  • 39.
    Identità e lavoro2 !  L’informatico umanista, pur eccellendo in un determinato settore, ha la percezione della complessità del progetto in cui lavora e riesce ad adattarsi a circostanze mutevoli !  Crea, inventa, propone il lavoro che vuole fare al committente con cui deve necessariamente avere uno scambio utile e paritario !  Identità meno delineata, maggiore dificcoltà alla definizione della professionalità.
  • 40.
    Identità e ricerca(disciplina) 1 !  L’informatica intesa come strumento è conservativa delle discipline tradizionali !  Favorisce il loro mantenimento e potrebbe dare anche loro maggior forza nella misura in cui le discipline tradizionali si attrezzassero per una maggiore e mirata formazione informatica al loro interno (saperi minimi) !  Oggi: pochi ricercatori autoformati, di norma di elevata qualità, apprezzati nei gruppi di ricerca ma non dall’Accademia, molto specializzati !  Potrebbe incentivare la strada della progressiva specializzazione (già ampiamente percorsa e rivelatasi fallimentare)
  • 41.
    Identità e ricerca(disciplina) 2 !  Progressivo abbattimento delle barriere disciplinari (vetustà dei settori disciplinari, rigidità dei settori concorsuali) !  Percezione delle Humanities come una realtà unitaria, benché ovviamente sfaccettata !  Progetti che nascono INEVITABILMENTE interdisciplinari e pluridisciplinari !  La cultura digitale necessita la collaborazione e l’apertura dei confini
  • 42.
    L’Infoumano del nuovoRinascimento L’umanista solitario scompare: nasce al suo posto l’umanista digitale che DEVE essere eclettico come l’intellettuale del rinascimento, ma che, a differenza di quest’ultimo, NON PUO’ PIU’ AGIRE DA SOLO
  • 43.
    La crisi delleHumanities Crisi delle Humanities !  Manfred Thaller (AIUCD 12014): Are the Humanities an endangered or dominant species in the digital ecosystem ? !  Adam Kirsch: Technology Is Taking Over English Departments !  Blaine Greteman: It's the end of humanities as we know it, and I feel fine
  • 44.
    Motivi Sostanziale percezione diinutilità delle Humanities in un sistema capitalistico globalizzzato !  Con la cultura non si mangia !  La formazione deve essere connessa col mondo del lavoro e quindi tecnica, finalizzata, puntuale, specifica !  I musei, i teatri, gli archivi “costano” e non producono
  • 45.
    La situazione delleHumanities Eccesso di specializzazione disciplinare a cui le istituzioni rispondono con tagli e accorpamenti M-STO/01 STORIA MEDIEVALE M-STO/02 STORIA MODERNA  M-STO/03 STORIA DELL'EUROPA ORIENTALE  M-STO/04 STORIA CONTEMPORANEA  M-STO/05 STORIA DELLA SCIENZA E DELLE TECNICHE  M-STO/06 STORIA DELLE RELIGIONI  M-STO/07 STORIA DEL CRISTIANESIMO E DELLE CHIESE  M-STO/08 ARCHIVISTICA, BIBLIOGRAFIA E BIBLIOTECONOMIA  M-STO/09 PALEOGRAFIA •  Saggi scientifici estremamente specialistici •  Convegni e seminari riservati a pochi •  Estrema frammentazione dei temi Antonella Ghignoli, ‘Da “massarii” a “romani” : note e congetture su un famoso documento longobardo (CDL, nr. 206: 767 aprile 9, Pistoia)’, Archivio Storico Italiano, CLVI, n. 578 (1998), pp. 621–636.
  • 46.
    La conoscenza specialisticaè sterile? !  SI se limita a pochi la circolazione della conoscenza e quindi aumenta la percezione dell’inutilità della cultura !  SI se enfatizza la figura dell’intellettuale solitario, del pensatore/studioso capace di grandi ricerche !  NO se è integrata in un progetto di ricerca ampio che coinvolge un discreto numero di soggetti !  NO perché è uno dei fattori essenziali del rinnovamento/ampliamento della conoscenza
  • 47.
    Una visione sistemica? Nuovavisione emersa nella scienza negli ultimi 30 anni Pensiero sistemico: •  Pensa in termini di relazioni, reti, schemi di organizzazione e processi •  Propone un cambiamento di paradigmi: dalla visione del mondo come una macchina alla visione del mondo come RETE •  Tiene conto della fondamentale interdipendenza di tutti i fenomeni.
  • 48.
    Fritjof Capra !  Simuove in un’orizzone concettuale ampio in cui si pensa alla vita dal punto di vista biologico, sociale, ecologico e cognitivo. !  L’insieme non può essere scomponibile in parti. !  Quando si mettono insieme delle parti, queste formano proprietà emergenti che sono nuove, non presenti prima e non spiegabili sulla base della proprietà delle parti. !  Esempio: cellula / vita
  • 49.
    Cultura e società ! Individuo – Famiglia !  Gruppo – Comunità !  Casa – Insediamento !  Strumento – Struttura produttiva – Economia !  Storia locale –Storia nazionale – Storia pubblica !  Castello – Territorio !  Museo – Comunità di interesse
  • 50.
    Riduzionismo e Sistema ! Riduzionismo: metodo applicato dal XVII secolo in poi per ridurre il sistema alle sue parti, sudiare in profondità quella parte che illuminava poi anche il funzionamento del sistema " discipline e specializzazioni (Accademia) !  Sistema: è sempre e comunque più della somma delle parti che lo compongono " integrazione delle discipline accademiche considerate estremamente ed eccessivamente frammentate (spinta alla interdisciplinarietà)
  • 51.
    Corollari !  Non hasenso parlare di un elemento unico staccato dal resto !  Esistono problemi che RICHEDONO una visione sistemica: ad es. riscaldamento globale, economia, digital divide !  Quindi ci sono problemi che l’Accademica e i centri di ricerca NON RIESCONO PIU’ ad affrontare con la vecchia tassonomia delle discipline !  Indispensabile lo sforzo di creare un linguaggio comune a tutte le discipline che riconoscono la visione sistemica della vita (non cocktail di competenze ma apertura mentale e modifica delle modalità di lavoro)
  • 52.
    Visione sistemica eDigital Humanities !  Non esiste il Settore Disciplinare delle Humanities perché dovremmo affannarci a definire quello delle Digital Humanities? !  I settori disciplinari sono espressione del tentativo dell’uomo di scomporre la realtà per meglio comprenderla. Si sono sempre evoluti (lentamente) grazie a spinte dal basso provenienti dallasocietà e recepite dagli studiosi !  Nel medioevo esisteva la facoltà delle Arti (Trivio: grammatica, retorica, dialettica; Quadrivio: aritmetica, geometria, musica ed astronomia), cui comunque si dovrebbe aggiungere Diritto, Teologia e Medicina)
  • 53.
    Visione sistemica eDigital Humanities !  Forse dovremmo CAMBIARE PARADIGMA e iniziare con una nuova visione sistemica della cultura (delle Humanities) !  La Cultura Digitale richiedendo il lavoro interdisciplinare ci costringe a ragionare in maniera sistemica, a riprendere in mano le connessioni tra le discipline, a indirizzare energie nella creazione di un linguaggio comune, a superare le specializzazioni integrandole in progetti più ampi.