Le figure retoriche si dividono in tre grandi
categorie:
figure di suono (fonetiche): riguardano
l'aspetto fonico - ritmico delle parole;
figure di costruzione (sintattiche): riguardano
l'ordine delle parole nella frase;

figure di significato (semantiche): riguardano
lo spostamento di significato che i vocaboli
possono assumere.
FIGURE DI SUONO

FIGURE DI SIGNIFICATO

FIGURE DI COSTRUZIONE

-

Onomatopea

Metafora

Allitterazione - Metonimia
Similitudine
Assonanza e
climax
Consonanza
-

Ossimoro
- Personificazione
- Chiasmo
- Sinestesia

- Sineddoche

-Allegoria

-

Enjambement

- Anafora
- Anastrofe
ONOMATOPEA
L’onomatopea (dal greco
ónoma, "nome" e poiéin,
"fare" = "formazione di
parole") è una figura retorica
(di parola) che consiste nel
riprodurre suoni naturali
attraverso espressioni verbali
che acusticamente
suggeriscono i suoni stessi.
Esempi:
"…il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò
cupo…"
Allitterazione
E' una ripetizione della
stessa vocale, consonante
o sillaba, all'inizio o
all'interno di due o più
parole contigue e legate
dal senso; viene usata per
far risaltare determinati
effetti musicali e per
mettere in evidenza certe
parole.
ASSONANZA:

Somiglianza di
suono fra le ultime sillabe di due
parole, quando sono uguali le vocali
ma diverse le consonanti.

viso – mattino ;
amore – morte

Es:

CONSONANZA:

Consiste nella
somiglianza di suono quando sono
uguali le consonanti ma diverse le
vocali.

distesa, estati,
stagioni ;
climi, mattini
Es:
La metafora:

la metafora consiste nel trasformare una
parola, un'espressione, in
un'immagine figurata.
Chiariamo subito quanto detto attraverso
un esempio:
“Mario è una volpe”
Ovviamente Mario non è una volpe ma noi
lo figuriamo, lo immaginiamo
Metonimia
La metonimia è una figura che consiste nell’indicare una cosa
non con il suo nome abituale, bensì con il nome di un’altra
cosa che è legata alla prima da un rapporto di causa/effetto o
ancora da un rapporto di dipendenza del tipo
contenente/contenuto, luogo/abitanti, autore/opera, ecc..
•Indicare la causa per intendere l’effetto:
 dire IL FREDDO per intendere L’INVERNO ( Cesare partì al
primo freddo)
• indicare l’effetto per intendere la causa:
Dire SUDORE per intendere LAVORO ( me lo guadagno col
sudore)
•Indicare l’autore per intendere l’opera:
Dire PICASSO per intendere UN QUADRO DI PIACCSSO ( ho
comprato un Picasso)
mi passi uno scottex??
è la figura retorica in cui si
paragona un oggetto ad un altro le
cui proprietà sono ben note.
Ad esempio:
·

·

bianca come la neve
rosso come il fuoco
CLIMAX
La climax (dal greco klímax, "scala"),
detta anche gradazione (gradatio) è
una figura retorica (di parola) che
consiste nell’accostamento di termini
o locuzioni semanticamente affini per
perseguire l’effetto di un’intensità
espressiva crescente. Se l’intensità è
decrescente si parla di anticlimax o
climax discendente o gradazione
discendente.
Un simile procedimento risulta
particolarmente efficace soprattutto
in poesia, dove l’intensificazione del
concetto attraverso la progressione
naturale dal vocabolo più debole al
più forte è incrementata in modo
significativo dai valori fonici e ritmici
delle parole.

Ah birbone! Ah dannato! Ah assassino
Ossìmoro
Ossimoro [os-si-mò-ro] o [os-sì-mo-ro] è una figura retorica
che consiste nell’accostare nella stessa frase due parole di significato
opposto che si contraddicono a vicenda.
Un simile accostamento produce effetti espressivi densi di significati
inediti e suggestivi.
Esempi di ossimori suggestivi:
grido silenzioso
amara dolcezza
ghiaccio bollente
Altre volte l’ossimoro ha fini umoristici e/o ironici.
Esempi di ossimori ironici:
guerra per la pace
bomba intelligente
buon avvocato
Attribuire a oggetti inanimati componenti e sentimenti
propri dell’uomo.
Es: “... la

terra livida, ansante, in sussulto...”
Geox: la scarpa che respira
CHIASMO

Consiste nel disporre, in forma incrociata,termini
corrispondenti di due coppie di parole o di frasi, in
modo da rompere il normale parallelismo delle parole.
Così nel seguente verso di Leopardi, l'ordine parallelo
"sostantivo + verbo" è stato rotto per costruire uno
schema incrociato "sostantivo + verbo/ verbo +
sostantivo":
odi greggi belar, muggire
armenti
a

b

b

a

Il fuoco è ardente,
lucente è la fiamma
La sinestesia (dal greco syn, "insieme" e aisthesis "sensazione": "sensazione
simultanea") è la figura retorica (di contenuto) che consiste nell’accostamento di
sensazioni diverse avvertite simultaneamente.
È un tipo particolare di metafora che prevede la creazione di un’immagine associando
termini che appartengono a sfere sensoriali diverse. Essa ricorre anche nella lingua
parlata di tutti i giorni (esempio "Giallo squillante"). Ha largo uso in poesia.
Il suo uso risale alla poesia antica e fu prediletta dai poeti simbolisti di fine ’800, che
ne fecero un largo uso, ma in particolare costituisce uno stilema tipico dell’area
ermetica della poesia italiana del Novecento.
Esempi:
"…a poco a poco
mi ripigneva là dove ’l sol tace…"
(Dante, Divina Commedia, Inferno, Canto I, vv.59-60) (sensazione visiva + sensazione
uditiva)
Sineddoche
La sineddoche è una figura retorica che consiste
nell’indicare una cosa non con il suo nome abituale,
bensì con il nome di un’altra cosa che è legata con la
prima da un rapporto del tipo una parte per il tutto, il
genere per la specie.
•Indicare la parte per intendere il tutto
Dire PANE per intendere il CIBO ( mi guadagno il pane)
•Indicare il genere per intendere la specie
Dire L’UOMO per intendere L’UMANITA’, GLI ESSERI
UMANI (l’ uomo è mortale)
• indicare la materia per intendere l’oggetto
utilizzare LEGNO per intendere LA NAVE
( il lieve legno, Dante)
Allegoria
Figura retorica consistente
nella rappresentazione di
un concetto o un fatto
attraverso simboli e
immagini che rimandano a
una realtà diversa da quella
espressa letteralmente
Per esempio la lupa usata
per indicare nella Divina
Commedia di Dante,
l'avarizia. Per esempio la
barca abbandonata sulla
spiaggia indica la solitudine
dell'uomo.
Enjambement
Spezzatura di due elementi sintatticamente
uniti attraverso la pausa naturale della fine
verso. Sono enjambement quelli che dividono:
il soggetto dal verbo; l'articolo dal sostantivo;
l'aggettivo dal sostantivo; il verbo dal suo
complemento:
Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge (U.
Foscolo)
Anafora
• E' la ripetizione di una o
più parole nell'ambito di
più versi, all'inizio di più
versi successivi, allo scopo
di sottolineare un
determinato concetto.
Così,nei seguenti versi di
Dante (Inferno, canto III)
la ripetizione "Per me si
va" vuole indicare
chiaramente il destino dei
dannati
•
Anastrofe
L’anastrofe (dal greco anastrophe,
inversione/rovesciamento) è la figura retorica (di
parola) che consiste nell’inversione dell’ordine
naturale delle parole all’interno di un verso, per
dare rilievo ad una parola e ottenere effetti
fonici. È affine all’ iperbato ma, a differenza di
esso, non implica l’inserimento di un inciso tra i
termini.
Esempi:
"…Sempre caro mi fu quest'ermo colle…"
(Leopardi, Infinito, v.1)
"…Allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta …"
(Leopardi, Canti, A Silvia, vv.10-11)
Le figure retoriche per la scuola media

Le figure retoriche per la scuola media

  • 2.
    Le figure retorichesi dividono in tre grandi categorie: figure di suono (fonetiche): riguardano l'aspetto fonico - ritmico delle parole; figure di costruzione (sintattiche): riguardano l'ordine delle parole nella frase; figure di significato (semantiche): riguardano lo spostamento di significato che i vocaboli possono assumere.
  • 3.
    FIGURE DI SUONO FIGUREDI SIGNIFICATO FIGURE DI COSTRUZIONE - Onomatopea Metafora Allitterazione - Metonimia Similitudine Assonanza e climax Consonanza - Ossimoro - Personificazione - Chiasmo - Sinestesia - Sineddoche -Allegoria - Enjambement - Anafora - Anastrofe
  • 4.
    ONOMATOPEA L’onomatopea (dal greco ónoma,"nome" e poiéin, "fare" = "formazione di parole") è una figura retorica (di parola) che consiste nel riprodurre suoni naturali attraverso espressioni verbali che acusticamente suggeriscono i suoni stessi. Esempi: "…il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo…"
  • 5.
    Allitterazione E' una ripetizionedella stessa vocale, consonante o sillaba, all'inizio o all'interno di due o più parole contigue e legate dal senso; viene usata per far risaltare determinati effetti musicali e per mettere in evidenza certe parole.
  • 6.
    ASSONANZA: Somiglianza di suono frale ultime sillabe di due parole, quando sono uguali le vocali ma diverse le consonanti. viso – mattino ; amore – morte Es: CONSONANZA: Consiste nella somiglianza di suono quando sono uguali le consonanti ma diverse le vocali. distesa, estati, stagioni ; climi, mattini Es:
  • 7.
    La metafora: la metaforaconsiste nel trasformare una parola, un'espressione, in un'immagine figurata. Chiariamo subito quanto detto attraverso un esempio: “Mario è una volpe” Ovviamente Mario non è una volpe ma noi lo figuriamo, lo immaginiamo
  • 8.
    Metonimia La metonimia èuna figura che consiste nell’indicare una cosa non con il suo nome abituale, bensì con il nome di un’altra cosa che è legata alla prima da un rapporto di causa/effetto o ancora da un rapporto di dipendenza del tipo contenente/contenuto, luogo/abitanti, autore/opera, ecc.. •Indicare la causa per intendere l’effetto:  dire IL FREDDO per intendere L’INVERNO ( Cesare partì al primo freddo) • indicare l’effetto per intendere la causa: Dire SUDORE per intendere LAVORO ( me lo guadagno col sudore) •Indicare l’autore per intendere l’opera: Dire PICASSO per intendere UN QUADRO DI PIACCSSO ( ho comprato un Picasso) mi passi uno scottex??
  • 9.
    è la figuraretorica in cui si paragona un oggetto ad un altro le cui proprietà sono ben note. Ad esempio: · · bianca come la neve rosso come il fuoco
  • 10.
    CLIMAX La climax (dalgreco klímax, "scala"), detta anche gradazione (gradatio) è una figura retorica (di parola) che consiste nell’accostamento di termini o locuzioni semanticamente affini per perseguire l’effetto di un’intensità espressiva crescente. Se l’intensità è decrescente si parla di anticlimax o climax discendente o gradazione discendente. Un simile procedimento risulta particolarmente efficace soprattutto in poesia, dove l’intensificazione del concetto attraverso la progressione naturale dal vocabolo più debole al più forte è incrementata in modo significativo dai valori fonici e ritmici delle parole. Ah birbone! Ah dannato! Ah assassino
  • 11.
    Ossìmoro Ossimoro [os-si-mò-ro] o[os-sì-mo-ro] è una figura retorica che consiste nell’accostare nella stessa frase due parole di significato opposto che si contraddicono a vicenda. Un simile accostamento produce effetti espressivi densi di significati inediti e suggestivi. Esempi di ossimori suggestivi: grido silenzioso amara dolcezza ghiaccio bollente Altre volte l’ossimoro ha fini umoristici e/o ironici. Esempi di ossimori ironici: guerra per la pace bomba intelligente buon avvocato
  • 12.
    Attribuire a oggettiinanimati componenti e sentimenti propri dell’uomo. Es: “... la terra livida, ansante, in sussulto...” Geox: la scarpa che respira
  • 13.
    CHIASMO Consiste nel disporre,in forma incrociata,termini corrispondenti di due coppie di parole o di frasi, in modo da rompere il normale parallelismo delle parole. Così nel seguente verso di Leopardi, l'ordine parallelo "sostantivo + verbo" è stato rotto per costruire uno schema incrociato "sostantivo + verbo/ verbo + sostantivo": odi greggi belar, muggire armenti a b b a Il fuoco è ardente, lucente è la fiamma
  • 14.
    La sinestesia (dalgreco syn, "insieme" e aisthesis "sensazione": "sensazione simultanea") è la figura retorica (di contenuto) che consiste nell’accostamento di sensazioni diverse avvertite simultaneamente. È un tipo particolare di metafora che prevede la creazione di un’immagine associando termini che appartengono a sfere sensoriali diverse. Essa ricorre anche nella lingua parlata di tutti i giorni (esempio "Giallo squillante"). Ha largo uso in poesia. Il suo uso risale alla poesia antica e fu prediletta dai poeti simbolisti di fine ’800, che ne fecero un largo uso, ma in particolare costituisce uno stilema tipico dell’area ermetica della poesia italiana del Novecento. Esempi: "…a poco a poco mi ripigneva là dove ’l sol tace…" (Dante, Divina Commedia, Inferno, Canto I, vv.59-60) (sensazione visiva + sensazione uditiva)
  • 15.
    Sineddoche La sineddoche èuna figura retorica che consiste nell’indicare una cosa non con il suo nome abituale, bensì con il nome di un’altra cosa che è legata con la prima da un rapporto del tipo una parte per il tutto, il genere per la specie. •Indicare la parte per intendere il tutto Dire PANE per intendere il CIBO ( mi guadagno il pane) •Indicare il genere per intendere la specie Dire L’UOMO per intendere L’UMANITA’, GLI ESSERI UMANI (l’ uomo è mortale) • indicare la materia per intendere l’oggetto utilizzare LEGNO per intendere LA NAVE ( il lieve legno, Dante)
  • 16.
    Allegoria Figura retorica consistente nellarappresentazione di un concetto o un fatto attraverso simboli e immagini che rimandano a una realtà diversa da quella espressa letteralmente Per esempio la lupa usata per indicare nella Divina Commedia di Dante, l'avarizia. Per esempio la barca abbandonata sulla spiaggia indica la solitudine dell'uomo.
  • 17.
    Enjambement Spezzatura di dueelementi sintatticamente uniti attraverso la pausa naturale della fine verso. Sono enjambement quelli che dividono: il soggetto dal verbo; l'articolo dal sostantivo; l'aggettivo dal sostantivo; il verbo dal suo complemento: Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme che vanno al nulla eterno; e intanto fugge questo reo tempo, e van con lui le torme delle cure onde meco egli si strugge (U. Foscolo)
  • 18.
    Anafora • E' laripetizione di una o più parole nell'ambito di più versi, all'inizio di più versi successivi, allo scopo di sottolineare un determinato concetto. Così,nei seguenti versi di Dante (Inferno, canto III) la ripetizione "Per me si va" vuole indicare chiaramente il destino dei dannati •
  • 19.
    Anastrofe L’anastrofe (dal grecoanastrophe, inversione/rovesciamento) è la figura retorica (di parola) che consiste nell’inversione dell’ordine naturale delle parole all’interno di un verso, per dare rilievo ad una parola e ottenere effetti fonici. È affine all’ iperbato ma, a differenza di esso, non implica l’inserimento di un inciso tra i termini. Esempi: "…Sempre caro mi fu quest'ermo colle…" (Leopardi, Infinito, v.1) "…Allor che all’opre femminili intenta sedevi, assai contenta …" (Leopardi, Canti, A Silvia, vv.10-11)