COMPLESSITÀ, FLESSIBILITÀ
COGNITIVA, SEMPLESSITÀ
SFONDI AD INTENZIONALITÀ DIDATTICA PER GLI EAS, EPISODI DI
APPRENDIMENTO SITUATI
Gli EAS, Episodi di Apprendimento
Situati
• sono una risposta
pratica alla
Complessità,
• si basano sulla
Flessibilità Cognitiva,
• hanno struttura di
Ipertesto,
• sono Microlearning
Disciplinari,
• poggiano sulla
Semplessità.
La complessità
IL PANORAMA DELLA COMPLESSITÀ DIDATTICA
IL PANORAMA DELLA COMPLESSITÀ NELL’APPRENDIMENTO
RICONOSCERE LA COMPLESSITÀ NELLA DIDATTICA E
NELL’APPRENDIMENTO
Sta alla base della Progettazione didattica autentica che ha un suo senso
se considera le parti interconnesse del processo educativo e dà ad esse
un significato enattivo di spingere gli studenti all’azione e al dominio del
contesto pieno, definito dall’interdipendenza tra mente, corpo ed
ambiente.
Se non si riconosce la complessità si finisce per collocare
l’apprendimento nello stato della dipendenza e della riduzione non
semantica, rispetto ai compiti di vita (ESSERE RIFLESSIVI, CAPACI DI
SCELTE E AUTONOMI NEL CONTESTO).
La complessità non è lineare, è costituita da relazioni multidisciplinari
da interpretare. È ricca di punti di vista e di dimensioni.
STATO DELLE COSE
Per molto tempo la scuola
tradizionale ha ignorato la
complessità
1. Ha circoscritto la visione dei domini di
conoscenza.
2. Ha privilegiato l’analisi e la separazione
virata sui contenuti.
3. Ha isolato l’apprendimento dal contesto.
4. Ha identificato luoghi e non luoghi della
cultura.
Oggi il panorama è in mutamento. Non è solo importante conoscere la
disciplina nel suo statuto epistemologico astratto e aperto unicamente a
soluzioni consolidate, previste negli esiti.
Diventa assolutamente prioritario misurare le conoscenze della scuola
nella capacità di costruire saperi d’esperienza (competenze).
SIAMO SOLLECITATI A RIPRENDERE
E GESTIRE LA COMPLESSITÀ
Almeno 2 possono
essere gli approcci
metodologici
didattici vincenti per
ottenere padronanza
della complessità
1. La flessibilità
cognitiva.
2. La semplessità
Entrambi affrontano il problema
dell’apprendimento complesso e dello
sviluppo formativo dello studente,
motivato e inserito nella cultura e nelle
relazioni produttive di mondo.
Entrambi affrontano il problema dell’apprendimento
complesso e dello sviluppo formativo dello studente, motivato,
inserito nella cultura e nelle relazioni produttive di mondo.
La Flessibilità
Cognitiva
The Cognitive Flexibility Theory
In eLearning
Spiro and Jehng in 1990
La flessibilità cognitiva
per Rand J. Spiro
Permette di affrontare il problema
dell’apprendimento complesso
COME?
R.J. Spiro cita Wittgenstein
«paesaggio da attraversare più volte
in modo diverso»
CRISS-CROSS LANDSCAPE
(Wittgenstein)
RITORNARE SUI PROPRI PASSI PER
CONSIDERARE IL PROBLEMA DA PUNTI
DI VISTA DIFFERENTI IN RAPPORTO A
SCOPI O RAPPRENSENTAZIONI
DIFFERENTI
Concetto chiave della
flessibilità cognitiva di
Rand Spiro
LA CONOSCENZA NON VA SEMPLIFICATA
COME FARE?
IMPLEMENTARE AMBIENTI DI APPRENDIMENTO CHE
PERMETTANO UNA VISIONE MULTIPROSPETTICA
SICURAMENTE LE TECNOLOGIE NELLA
LORO VARIETÀ POSSONO ESSERE UTILI
La flessibilità cognitiva
Strutturare le conoscenze da punti di vista
differenti adattandole e trasferendole a
situazioni diverse.
Sviluppare la consapevolezza che ogni
apprendimento è legato e dipende da
un contesto per la risoluzione.
Sapere che cambiando il contesto
anche lo schema di risoluzione dovrà
subire modifiche.
Non si basa sulla
semplificazione,
ma fa pratica delle
diverse
prospettive per
affrontare un
problema.
Usa simulazioni e
casi attraverso i
quali lo studente
costruisce il suo
apprendimento e
sviluppa
competenze.LA FLESSIBILITÀ COGNITIVA È LA CAPACITÀ DI
RISTRUTTURARE LE PROPRIE CONOSCENZE CON UNA
RISPOSTA ADATTIVA PER RISPONDERE A DOMANDE CHE
SI INCONTRANO NELL’ESPERIENZA.
definizione
La flessibilità cognitiva
Si rivolge a domini di conoscenza complessi e mal
strutturati, che non possono trovare risoluzione
applicando schemi fissi.
La flessibilità cognitiva prevede che i problemi
debbano essere affrontati con competenze
evolute, capaci di padroneggiare situazioni nuove e
inattese.
Le teorie tradizionali non hanno facilitato
l’apprendimento semplificandone i domini.
Cercando di ridurre la complessità con la
semplificazione non hanno favorito la possibilità di
rispondere a situazioni nuove ed anomale o
impreviste.
Si basa sulle
competenze
trasversali.
Propone a livello
didattico saperi e
ricerche
interconnesse.
Chiedere agli
studenti:
• quali sono i punti
di vista di un
problema (Usare
Brainstorming e mappe)
L’Ipertesto
Il concetto di Ipertesto
Il valore degli ipertesti
(R. Spiro) per
rappresentare i problemi
e per visualizzare i casi.
Il concetto di Ipertesto
L’ipertesto rappresenta i
processi della mente.
Rand Spiro pensa che gli ambienti multimediali di
apprendimento possano offrire occasioni per analizzare
la realtà da diversi punti di vista attraverso:
1. LO STUDIO DEI CASI
2. LE DOMANDE
3. LE IPOTESI
TUTTAVIA …
SI PUÒ PENSARE CHE ANCHE IN AMBIENTI
A BASSA STRUMENTAZIONE DIGITALE E DI
RETE
DOCENTI E ALUNNI SIANO IN GRADO DI:
• FRUIRE/CREARE IPERTESTI,
• CONSULTARE CASI,
• PRODURRE PUNTI DI VISTA ALTERNATIVI
COME? SCHEDE, MAPPE, DOCUMENTI, FILMATI,
TESTIMONIANZE.
Ipertesto Multimediale
Un esempio di ipertesto è Internet SI RIFERISCE ALLA POSSIBILITÀ
DEGLI STUDENTI DI ACCEDERE A
INFORMAZIONI IN BASE:
• ALLE LORO MOTIVAZIONI;
• E/O SOTTO LA GUIDA DEL DOCENTE.
Quindi gli IPERTESTI come insieme di
ricerche correlate ad un argomento
possono essere:
• DISPONIBILI perché MESSI A DISPOSIZIONE DEL
DOCENTE, che pensa ad una navigazione guidata
dello studente;
• LIBERAMENTE CREATI dagli studenti che ricercano,
in navigazione autonoma, i correlati ad un topic per
rispondere ad un problem solving.
Il concetto di Ipertesto
2 competenze da sviluppare
con l’ipertesto:
1. GESTIRE LA COMPLESSITÀ DOPO
AVERLA RICONOSCIUTA
2. TRASFERIRE LE CONOSCENZE
ACQUISITE IN AMBITI MOLTEPLI DI
OSSERVAZIONI (I CASI) A NOVI EVENTI.
IPERTESTI IN
DUE MODI PER
LE ATTIVITÀ DI
CLASSE
• CREARE UN INSIEME DI
RICERCHE CONSIGLIATE,
COLLEGATE AD UN
ARGOMENTO DIDATTICO
(Webquest)
• TRASFERIRE LE CONOSCENZE,
ACQUISITE IN AMBITI
MOLTEPLI DI OSSERVAZIONI (I
CASI), A NUOVI EVENTI DI
APPRENDIMENTO.
IL CONCETTO DI
FLESSIBILITÀ COGNITIVA E
L’APPRENDIMENTO PER
IPERTESTO
• Permette di riorganizzare il
contesto d’aula e di
orientare lo spazio fisico
come spazio semantico per
attività collaborative in
movimento.
• L’obiettivo è di risolvere
non solo problemi ben
strutturati, ma anche quelli
mal strutturati.
La Semplessità
Semplessità di Alain Berthoz
Alain Berthoz propone il concetto di Semplessità per affrontare la
complessità degli organismi viventi (ma che è caratteristica anche
dell’organizzazione sociale, dell’insegnamento/apprendimento,
delle relazioni, degli oggetti tecnologici ... )
NOTA
Alain Berthoz, fisiologo della percezione e dell’azione al Collège de France e membro dell’Accademia
delle Scienze di Parigi
Semplessità
È una caratteristica degli organismi viventi (sia degli
individui che dei sistemi), che hanno storicamente imparato
ad individuare soluzioni sempre più raffinate per elaborare
crescenti informazioni e produrre risposte adattive,
seguendo traiettorie non lineari al fine di risolvere problemi
complessi.
La Semplessità tiene conto con la sua scelta decisoria nella
complessità «l’esperienza passata e anticipando il futuro»
Semplessità
Non significa semplificare, neppure scegliere
scorciatoie.
Si basa sulla capacità di:
• INIBIRE,
• SELEZIONARE,
• COLLEGARE,
• IMMAGINARE.
Scegliere tra le informazioni disponibili, quelle pertinenti
per risolvere un problema. La scelta si basa sul passato, il
presente e il futuro anticipato nella percezione.
PROPRIETA’ SEMPLESSE DEGLI ORGANISMI VIVENTI
SEPARAZIONE DELLE
FUNZIONI E
MODULARITÀ
In ogni sistema degli organismi viventi (dal molecolare al
sociale) c’è una separazione di funzioni specializzate che
cooperano tra di loro.
LA RAPIDITÀ È la presa di decisione veloce, che presuppone
l’anticipazione e la previsione di quello che accadrà.
L’AFFIDABILITÀ Serve per evitare gli errori. Fa ricorso alla «ridondanza, l’uso
paradossale del rumore, la cooperazione tra inibizione ed
eccitazione, l’impiego di oscillatori accoppiati»
FLESSIBILITÀ E
ADATTAMENTO AL
CAMBIAMENTO
Indispensabile per affrontare un problema anche nuovo,
ricorrendo quando necessario alla vicarianza per
compensare funzioni che sono venute a meno.
LA MEMORIA Ricordare l’esperienza passata per prevedere il futuro,
utilizzando le varie forme di memorie.
LA
GENERALIZZAZIONE
La capacità di avere l’idea generale di un’azione, che ne
permetta l’esecuzione in ogni circostanza esecutiva e
motoria
I 6 PRINCIPI TEORICI DELLA SEMPLESSITÀ
1 PRINCIPIO
DELL’INIBIZIONE E DEL
RIFIUTO
Sta alla base della selezione e della scelta nella complessità
di un fenomeno, atto, situazione in rapporto all’ambiente o
ad una intenzionalità. Inibire o disinibire.
2 PRINCIPIO DELLA
SPECIALIZZAZIONE E
DELLA SELEZIONE.
UMWELT
Scegliere le informazioni nel proprio contesto/ambiente
(Umwelt) pertinenti con le finalità poste. Selezionare le
informazioni è rapportato alla specializzazione e alla visione
di mondo, che uno ha. È il principio della parsimonia.
3 PRINCIPIO
DELL’ANTICIPAZIONE
PROBABILISTICA
Anticipare e prevedere in modo probabilistico in base alla
memoria. Implica l’immaginazione di scenari futuri, che
porta innovazione.
4 PRINCIPIO DELLA
DEVIAZIONE
Quando non si conoscono a fondo i problemi e i loro
meccanismi (problemi mal definiti) si utilizzano variabili
composte per controllare il sistema.
5 PRINCIPIO DELLA
COOPERAZIONE E DELLA
RIDONDANZA
Evita il rischio del principio 2 della selezione. Serve per
combinare punti di vista diversi e di prendere una decisione.
6 PRINCIPIO DEL SENSO Dare alla semplessità un significato, una funzione e
un’intenzione che si manifesta nell’atto di scelta.
Semplessità e
didattica EAS
In riferimento ad un EAS (Episodi di
Apprendimento Situati),
PC Rivoltella riassume i principi della
semplessità di Alain Berthoz in 3
determinanti:
1.INIBIZIONE (tagliare qualcosa tra le
infinite proposte);
2.RAPIDITÀ (realizzare l’EAS nello spazio
di una lezione);
3.SELEZIONE (per un Curriculum breve
che rispetti le esigenze di compiutezza
modellizzante e trasferibilità).
Questi principi (inibizione, rapidità, selezione) indicano le
operazioni che il docente deve mettere in atto per realizzare una
progettazione EAS e flip.
Le scelte :
• diventano strategiche,
• sono reticolari e non lineari,
• si basano sulla visione sincretica e la previsione,
• sono metacognitive.
La semplessità si esplicita con atti di decisione e di sincronizzazione
della visione, che uniscono il presente al passato esperienziale e al
futuro previsto.
I principi semplessi e didattica EAS
Note
CON GLI EAS
• non è possibile e neppure fondamentale svolgere tutto il programma;
• è necessario realizzare un EAS completo (microlearning) in un breve tempo
stabilito;
• la brevità e la scelta degli argomenti da sviluppare deve produrre
apprendimenti come schemi mentali modellizzanti, facilmente trasferibili
ad altri apprendimenti.
Antefatti della semplessità in educazione sono:
• la Didattica Breve (anni '70 e '80),
• la Didattica per Nuclei Tematici (es. Brocca),
• la definizione dei contenuti minimi nelle programmazioni dei dipartimenti
scolastici.
I principi semplessi e didattica EAS
EAS
Episodi di Apprendimento Situati
Come Microlearning
Risposta alla Complessità con la flessibilità
Cognitiva, l’ipertesto, la Semplessità
AFFRONTARE LA
COMPLESSITÀ CON
IL MICRO-LEARNIG
LA PROPOSTA DI
PROCEDURA EAS , EPISODI DI
APPRENDIMENTO SITUATI
Affrontare la complessità con
microlearning
• Microlearning non significa ridurre la conoscenza a
informazioni base lineari o semplificate, ma significa
concentrarsi su un topic.
• Si parla di granularità autoconsistente.
• Ogni piccola frazione di contenuto disciplinare è in sé
un apprendimento complesso, che può essere
affrontato da differenti prospettive e
presentato/prodotto con il punto di vista di strumenti
diversi (audio, video, presentazioni, mappe …).
proposta
Affrontare la complessità con
microlearning
• Il docente stimola gli studenti all’utilizzare collegamenti
ipertestuali, ad esplorare i concetti attraverso molteplici
studi di casi e scenari a ricondurli a esperienze di vita, a
considerare come le idee possano essere applicate in
diversi contesti del mondo reale.
proposta
• Una piccola unità di Apprendimento può essere
collocata con la sua complessità in altre realtà spazio
temporali, una volta che è stata costruita e
riconosciuta nella sua complessità.
Cosa fare con Microlearning di un EAS, Episodi di
Apprendimento Situati
• Incoraggiare gli studenti a sviluppare la
propria rappresentazione partendo da ciò
che già sanno;
• filtrare le informazioni e le competenze da
raggiungere nel modo che meglio si adatta
alle loro esigenze personali, al contesto e
tra passato, presente, futuro del loro
apprendimento.
Cosa fa il
microlearning?
EFFETTI DEL MICROLEARNING
1 Cattura l’attenzione su un argomento specifico e sollecita
la motivazione per la sua brevità.
2 Può essere ripreso facilmente in considerazione anche in
altri contesti e realtà spazio-temporali.
3 Innesca un metodo: l’argomento è un ipertesto da
percorrere e da costruire usando strumenti.
4 Favorisce la ritenzione mnestica perché è un’evidenza
complessa di rappresentazione.
5 È Inquiry-based Learning, basato sulla ricerca.
Momenti EAS Design Azioni
didattiche
Apprendimento
Preparatorio Trasposizione,
Mediazione
Fare esperienza,
Concettualizzare,
Analizzare
Per acquisizione,
per ricerca
Operatorio Regolazione Analizzare,
Applicare
Attraverso la
pratica, per
collaborazione
Ristrutturativo Documentazione Discutere,
Pubblicare
Attraverso
discussione, per
collaborazione
Progettare il Microlearning di un EAS, Episodi di
Apprendimento Situati
SIAMO RITORNATI DA DOVE SIAMO PARTITI PER
CONCLUDERE IL PERCORSO!
TRA SOBRIETÀ E RIDONDANZA TECNOLOGICA
• Scegliere per ogni attività e fase dell’EAS gli strumenti disponibili
in aula, che possano dare una visione multiprospettica di un
contenuto.
• Gli strumenti non sono maggiormente validi perché ridondanti
ma in quanto significativi.
• La tecnologia si integra nel progetto didattico e lo direziona.
• Ha come scopo di permettere l’accesso alle conoscenze, ai punti
di vista.
• La tecnologia facilita la competenza se offre occasioni di fare e
di produrre.
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http://www.livebinders.com/play/play?id=2151851
RIFERIMENTI

Complessità, Flessibilità, Semplessità

  • 1.
    COMPLESSITÀ, FLESSIBILITÀ COGNITIVA, SEMPLESSITÀ SFONDIAD INTENZIONALITÀ DIDATTICA PER GLI EAS, EPISODI DI APPRENDIMENTO SITUATI
  • 2.
    Gli EAS, Episodidi Apprendimento Situati • sono una risposta pratica alla Complessità, • si basano sulla Flessibilità Cognitiva, • hanno struttura di Ipertesto, • sono Microlearning Disciplinari, • poggiano sulla Semplessità.
  • 3.
  • 4.
    IL PANORAMA DELLACOMPLESSITÀ DIDATTICA
  • 5.
    IL PANORAMA DELLACOMPLESSITÀ NELL’APPRENDIMENTO
  • 6.
    RICONOSCERE LA COMPLESSITÀNELLA DIDATTICA E NELL’APPRENDIMENTO Sta alla base della Progettazione didattica autentica che ha un suo senso se considera le parti interconnesse del processo educativo e dà ad esse un significato enattivo di spingere gli studenti all’azione e al dominio del contesto pieno, definito dall’interdipendenza tra mente, corpo ed ambiente. Se non si riconosce la complessità si finisce per collocare l’apprendimento nello stato della dipendenza e della riduzione non semantica, rispetto ai compiti di vita (ESSERE RIFLESSIVI, CAPACI DI SCELTE E AUTONOMI NEL CONTESTO). La complessità non è lineare, è costituita da relazioni multidisciplinari da interpretare. È ricca di punti di vista e di dimensioni.
  • 7.
    STATO DELLE COSE Permolto tempo la scuola tradizionale ha ignorato la complessità 1. Ha circoscritto la visione dei domini di conoscenza. 2. Ha privilegiato l’analisi e la separazione virata sui contenuti. 3. Ha isolato l’apprendimento dal contesto. 4. Ha identificato luoghi e non luoghi della cultura. Oggi il panorama è in mutamento. Non è solo importante conoscere la disciplina nel suo statuto epistemologico astratto e aperto unicamente a soluzioni consolidate, previste negli esiti. Diventa assolutamente prioritario misurare le conoscenze della scuola nella capacità di costruire saperi d’esperienza (competenze). SIAMO SOLLECITATI A RIPRENDERE E GESTIRE LA COMPLESSITÀ
  • 8.
    Almeno 2 possono esseregli approcci metodologici didattici vincenti per ottenere padronanza della complessità 1. La flessibilità cognitiva. 2. La semplessità Entrambi affrontano il problema dell’apprendimento complesso e dello sviluppo formativo dello studente, motivato e inserito nella cultura e nelle relazioni produttive di mondo. Entrambi affrontano il problema dell’apprendimento complesso e dello sviluppo formativo dello studente, motivato, inserito nella cultura e nelle relazioni produttive di mondo.
  • 9.
  • 10.
    The Cognitive FlexibilityTheory In eLearning Spiro and Jehng in 1990 La flessibilità cognitiva per Rand J. Spiro Permette di affrontare il problema dell’apprendimento complesso COME? R.J. Spiro cita Wittgenstein «paesaggio da attraversare più volte in modo diverso» CRISS-CROSS LANDSCAPE (Wittgenstein) RITORNARE SUI PROPRI PASSI PER CONSIDERARE IL PROBLEMA DA PUNTI DI VISTA DIFFERENTI IN RAPPORTO A SCOPI O RAPPRENSENTAZIONI DIFFERENTI
  • 11.
    Concetto chiave della flessibilitàcognitiva di Rand Spiro LA CONOSCENZA NON VA SEMPLIFICATA COME FARE? IMPLEMENTARE AMBIENTI DI APPRENDIMENTO CHE PERMETTANO UNA VISIONE MULTIPROSPETTICA SICURAMENTE LE TECNOLOGIE NELLA LORO VARIETÀ POSSONO ESSERE UTILI
  • 12.
    La flessibilità cognitiva Strutturarele conoscenze da punti di vista differenti adattandole e trasferendole a situazioni diverse. Sviluppare la consapevolezza che ogni apprendimento è legato e dipende da un contesto per la risoluzione. Sapere che cambiando il contesto anche lo schema di risoluzione dovrà subire modifiche. Non si basa sulla semplificazione, ma fa pratica delle diverse prospettive per affrontare un problema. Usa simulazioni e casi attraverso i quali lo studente costruisce il suo apprendimento e sviluppa competenze.LA FLESSIBILITÀ COGNITIVA È LA CAPACITÀ DI RISTRUTTURARE LE PROPRIE CONOSCENZE CON UNA RISPOSTA ADATTIVA PER RISPONDERE A DOMANDE CHE SI INCONTRANO NELL’ESPERIENZA. definizione
  • 13.
    La flessibilità cognitiva Sirivolge a domini di conoscenza complessi e mal strutturati, che non possono trovare risoluzione applicando schemi fissi. La flessibilità cognitiva prevede che i problemi debbano essere affrontati con competenze evolute, capaci di padroneggiare situazioni nuove e inattese. Le teorie tradizionali non hanno facilitato l’apprendimento semplificandone i domini. Cercando di ridurre la complessità con la semplificazione non hanno favorito la possibilità di rispondere a situazioni nuove ed anomale o impreviste. Si basa sulle competenze trasversali. Propone a livello didattico saperi e ricerche interconnesse. Chiedere agli studenti: • quali sono i punti di vista di un problema (Usare Brainstorming e mappe)
  • 14.
  • 15.
    Il concetto diIpertesto Il valore degli ipertesti (R. Spiro) per rappresentare i problemi e per visualizzare i casi.
  • 16.
    Il concetto diIpertesto L’ipertesto rappresenta i processi della mente. Rand Spiro pensa che gli ambienti multimediali di apprendimento possano offrire occasioni per analizzare la realtà da diversi punti di vista attraverso: 1. LO STUDIO DEI CASI 2. LE DOMANDE 3. LE IPOTESI
  • 17.
    TUTTAVIA … SI PUÒPENSARE CHE ANCHE IN AMBIENTI A BASSA STRUMENTAZIONE DIGITALE E DI RETE DOCENTI E ALUNNI SIANO IN GRADO DI: • FRUIRE/CREARE IPERTESTI, • CONSULTARE CASI, • PRODURRE PUNTI DI VISTA ALTERNATIVI COME? SCHEDE, MAPPE, DOCUMENTI, FILMATI, TESTIMONIANZE.
  • 18.
    Ipertesto Multimediale Un esempiodi ipertesto è Internet SI RIFERISCE ALLA POSSIBILITÀ DEGLI STUDENTI DI ACCEDERE A INFORMAZIONI IN BASE: • ALLE LORO MOTIVAZIONI; • E/O SOTTO LA GUIDA DEL DOCENTE. Quindi gli IPERTESTI come insieme di ricerche correlate ad un argomento possono essere: • DISPONIBILI perché MESSI A DISPOSIZIONE DEL DOCENTE, che pensa ad una navigazione guidata dello studente; • LIBERAMENTE CREATI dagli studenti che ricercano, in navigazione autonoma, i correlati ad un topic per rispondere ad un problem solving.
  • 19.
    Il concetto diIpertesto 2 competenze da sviluppare con l’ipertesto: 1. GESTIRE LA COMPLESSITÀ DOPO AVERLA RICONOSCIUTA 2. TRASFERIRE LE CONOSCENZE ACQUISITE IN AMBITI MOLTEPLI DI OSSERVAZIONI (I CASI) A NOVI EVENTI.
  • 20.
    IPERTESTI IN DUE MODIPER LE ATTIVITÀ DI CLASSE • CREARE UN INSIEME DI RICERCHE CONSIGLIATE, COLLEGATE AD UN ARGOMENTO DIDATTICO (Webquest) • TRASFERIRE LE CONOSCENZE, ACQUISITE IN AMBITI MOLTEPLI DI OSSERVAZIONI (I CASI), A NUOVI EVENTI DI APPRENDIMENTO.
  • 21.
    IL CONCETTO DI FLESSIBILITÀCOGNITIVA E L’APPRENDIMENTO PER IPERTESTO • Permette di riorganizzare il contesto d’aula e di orientare lo spazio fisico come spazio semantico per attività collaborative in movimento. • L’obiettivo è di risolvere non solo problemi ben strutturati, ma anche quelli mal strutturati.
  • 22.
  • 23.
    Semplessità di AlainBerthoz Alain Berthoz propone il concetto di Semplessità per affrontare la complessità degli organismi viventi (ma che è caratteristica anche dell’organizzazione sociale, dell’insegnamento/apprendimento, delle relazioni, degli oggetti tecnologici ... ) NOTA Alain Berthoz, fisiologo della percezione e dell’azione al Collège de France e membro dell’Accademia delle Scienze di Parigi Semplessità È una caratteristica degli organismi viventi (sia degli individui che dei sistemi), che hanno storicamente imparato ad individuare soluzioni sempre più raffinate per elaborare crescenti informazioni e produrre risposte adattive, seguendo traiettorie non lineari al fine di risolvere problemi complessi. La Semplessità tiene conto con la sua scelta decisoria nella complessità «l’esperienza passata e anticipando il futuro»
  • 24.
    Semplessità Non significa semplificare,neppure scegliere scorciatoie. Si basa sulla capacità di: • INIBIRE, • SELEZIONARE, • COLLEGARE, • IMMAGINARE. Scegliere tra le informazioni disponibili, quelle pertinenti per risolvere un problema. La scelta si basa sul passato, il presente e il futuro anticipato nella percezione.
  • 25.
    PROPRIETA’ SEMPLESSE DEGLIORGANISMI VIVENTI SEPARAZIONE DELLE FUNZIONI E MODULARITÀ In ogni sistema degli organismi viventi (dal molecolare al sociale) c’è una separazione di funzioni specializzate che cooperano tra di loro. LA RAPIDITÀ È la presa di decisione veloce, che presuppone l’anticipazione e la previsione di quello che accadrà. L’AFFIDABILITÀ Serve per evitare gli errori. Fa ricorso alla «ridondanza, l’uso paradossale del rumore, la cooperazione tra inibizione ed eccitazione, l’impiego di oscillatori accoppiati» FLESSIBILITÀ E ADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO Indispensabile per affrontare un problema anche nuovo, ricorrendo quando necessario alla vicarianza per compensare funzioni che sono venute a meno. LA MEMORIA Ricordare l’esperienza passata per prevedere il futuro, utilizzando le varie forme di memorie. LA GENERALIZZAZIONE La capacità di avere l’idea generale di un’azione, che ne permetta l’esecuzione in ogni circostanza esecutiva e motoria
  • 26.
    I 6 PRINCIPITEORICI DELLA SEMPLESSITÀ 1 PRINCIPIO DELL’INIBIZIONE E DEL RIFIUTO Sta alla base della selezione e della scelta nella complessità di un fenomeno, atto, situazione in rapporto all’ambiente o ad una intenzionalità. Inibire o disinibire. 2 PRINCIPIO DELLA SPECIALIZZAZIONE E DELLA SELEZIONE. UMWELT Scegliere le informazioni nel proprio contesto/ambiente (Umwelt) pertinenti con le finalità poste. Selezionare le informazioni è rapportato alla specializzazione e alla visione di mondo, che uno ha. È il principio della parsimonia. 3 PRINCIPIO DELL’ANTICIPAZIONE PROBABILISTICA Anticipare e prevedere in modo probabilistico in base alla memoria. Implica l’immaginazione di scenari futuri, che porta innovazione. 4 PRINCIPIO DELLA DEVIAZIONE Quando non si conoscono a fondo i problemi e i loro meccanismi (problemi mal definiti) si utilizzano variabili composte per controllare il sistema. 5 PRINCIPIO DELLA COOPERAZIONE E DELLA RIDONDANZA Evita il rischio del principio 2 della selezione. Serve per combinare punti di vista diversi e di prendere una decisione. 6 PRINCIPIO DEL SENSO Dare alla semplessità un significato, una funzione e un’intenzione che si manifesta nell’atto di scelta.
  • 27.
    Semplessità e didattica EAS Inriferimento ad un EAS (Episodi di Apprendimento Situati), PC Rivoltella riassume i principi della semplessità di Alain Berthoz in 3 determinanti: 1.INIBIZIONE (tagliare qualcosa tra le infinite proposte); 2.RAPIDITÀ (realizzare l’EAS nello spazio di una lezione); 3.SELEZIONE (per un Curriculum breve che rispetti le esigenze di compiutezza modellizzante e trasferibilità).
  • 28.
    Questi principi (inibizione,rapidità, selezione) indicano le operazioni che il docente deve mettere in atto per realizzare una progettazione EAS e flip. Le scelte : • diventano strategiche, • sono reticolari e non lineari, • si basano sulla visione sincretica e la previsione, • sono metacognitive. La semplessità si esplicita con atti di decisione e di sincronizzazione della visione, che uniscono il presente al passato esperienziale e al futuro previsto. I principi semplessi e didattica EAS
  • 29.
    Note CON GLI EAS •non è possibile e neppure fondamentale svolgere tutto il programma; • è necessario realizzare un EAS completo (microlearning) in un breve tempo stabilito; • la brevità e la scelta degli argomenti da sviluppare deve produrre apprendimenti come schemi mentali modellizzanti, facilmente trasferibili ad altri apprendimenti. Antefatti della semplessità in educazione sono: • la Didattica Breve (anni '70 e '80), • la Didattica per Nuclei Tematici (es. Brocca), • la definizione dei contenuti minimi nelle programmazioni dei dipartimenti scolastici. I principi semplessi e didattica EAS
  • 30.
    EAS Episodi di ApprendimentoSituati Come Microlearning Risposta alla Complessità con la flessibilità Cognitiva, l’ipertesto, la Semplessità
  • 31.
    AFFRONTARE LA COMPLESSITÀ CON ILMICRO-LEARNIG LA PROPOSTA DI PROCEDURA EAS , EPISODI DI APPRENDIMENTO SITUATI
  • 32.
    Affrontare la complessitàcon microlearning • Microlearning non significa ridurre la conoscenza a informazioni base lineari o semplificate, ma significa concentrarsi su un topic. • Si parla di granularità autoconsistente. • Ogni piccola frazione di contenuto disciplinare è in sé un apprendimento complesso, che può essere affrontato da differenti prospettive e presentato/prodotto con il punto di vista di strumenti diversi (audio, video, presentazioni, mappe …). proposta
  • 33.
    Affrontare la complessitàcon microlearning • Il docente stimola gli studenti all’utilizzare collegamenti ipertestuali, ad esplorare i concetti attraverso molteplici studi di casi e scenari a ricondurli a esperienze di vita, a considerare come le idee possano essere applicate in diversi contesti del mondo reale. proposta • Una piccola unità di Apprendimento può essere collocata con la sua complessità in altre realtà spazio temporali, una volta che è stata costruita e riconosciuta nella sua complessità.
  • 34.
    Cosa fare conMicrolearning di un EAS, Episodi di Apprendimento Situati • Incoraggiare gli studenti a sviluppare la propria rappresentazione partendo da ciò che già sanno; • filtrare le informazioni e le competenze da raggiungere nel modo che meglio si adatta alle loro esigenze personali, al contesto e tra passato, presente, futuro del loro apprendimento.
  • 35.
    Cosa fa il microlearning? EFFETTIDEL MICROLEARNING 1 Cattura l’attenzione su un argomento specifico e sollecita la motivazione per la sua brevità. 2 Può essere ripreso facilmente in considerazione anche in altri contesti e realtà spazio-temporali. 3 Innesca un metodo: l’argomento è un ipertesto da percorrere e da costruire usando strumenti. 4 Favorisce la ritenzione mnestica perché è un’evidenza complessa di rappresentazione. 5 È Inquiry-based Learning, basato sulla ricerca.
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    Momenti EAS DesignAzioni didattiche Apprendimento Preparatorio Trasposizione, Mediazione Fare esperienza, Concettualizzare, Analizzare Per acquisizione, per ricerca Operatorio Regolazione Analizzare, Applicare Attraverso la pratica, per collaborazione Ristrutturativo Documentazione Discutere, Pubblicare Attraverso discussione, per collaborazione Progettare il Microlearning di un EAS, Episodi di Apprendimento Situati SIAMO RITORNATI DA DOVE SIAMO PARTITI PER CONCLUDERE IL PERCORSO!
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    TRA SOBRIETÀ ERIDONDANZA TECNOLOGICA • Scegliere per ogni attività e fase dell’EAS gli strumenti disponibili in aula, che possano dare una visione multiprospettica di un contenuto. • Gli strumenti non sono maggiormente validi perché ridondanti ma in quanto significativi. • La tecnologia si integra nel progetto didattico e lo direziona. • Ha come scopo di permettere l’accesso alle conoscenze, ai punti di vista. • La tecnologia facilita la competenza se offre occasioni di fare e di produrre.
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