Introduzione alla PEDAGOGIA GENERALE a.a. 2007-08 Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione
Una disciplina può definirsi autonoma quando possiede determinati  requisiti
requisiti Linguaggi Ermeneutica Contenuti Metodologia della ricerca Principio generativo  (trasferire la propria teoria alle altre discipline - trasversalità/interdisciplinarità)
i requisiti: qualche dettaglio Linguaggi:  retorico-filosofico-moralistico-dogmatico ("il bambino deve..."), in via di estinzione;   epistemologico: di tipo narrativo (es. Demetrio), di tipo logico-argomentativo (teorico, costruisce i modelli e le teorie), di tipo metaforico (es. Frabboni), etc.  Contenuti:  a livello macro:  la persona  (nei suoi tempi e nei suoi luoghi di maturazione). Metodologia: Storica; Teoretica; Comparativa
i requisiti: qualche dettaglio Generatività: la Pedagogia ha come sua vocazione l'avvicinamento e lo scambio con la Psicologia, la Sociologia, l'Antropologia .
i requisiti: qualche dettaglio Ermeneutica: capacità di dare un punto di vista interpretativo della realtà
i requisiti: qualche dettaglio Ermeneutica: modello popperiano  teoria-prassi-teoria  (si pone un'ipotesi - si valida - si raggiunge una nuova teoria/ipotesi).  Il momento prassico non deve coincidere necessariamente con la realizzazione dell'esperimento, piuttosto consiste nella costruzione di un  modello di validazione/sperimentazione  (Frauenfelder).
la pedagogia diventa “scienza positiva” seconda metà dell'Ottocento: conquista un solido  statuto epistemologico , fondato sull'applicazione del  metodo sperimentale  e sull' accertamento oggettivo  dei "fatti"
Esempio di metodo sperimentale
E allora: Il processo di scientifizzazione del sapere pedagogico evidenzia la  multidisciplinarità delle sue fonti   sul terreno delle diverse scienze dell'uomo e della società (dalla fisiologia alla psicologia, dall'etnologia alla sociologia)
Le certezze epistemologiche si incrinano passaggio al Novecento . nell’ambito del complesso fenomeno conosciuto come  "cultura della crisi”: demolizione del modello positivistico del sapere, rifondazione delle basi concettuali delle scienze (della fisica, in primo luogo) e modificazione dell'assetto teorico ed epistemologico
E si procede ad una revisione ripensare in modo nuovo non solo il ruolo dell'educazione nella società, ma anche  l'identità teoretica della pedagogia  ed i suoi  rapporti con le scienze e la filosofia
In questo contesto si sviluppano alcune esperienze educative d'avanguardia: le " scuole nuove " (avviate dapprima in Inghilterra, poi in Francia, con Demolins e Bertier, in Germania, con Wyneken e Kerschensteiner e in Italia, soprattutto con le sorelle Agazzi),  sostenute da un lavoro di teorizzazione che, per linee diverse, confluisce nell'area della  pedagogia dell' attivismo
Attivismo = John Dewey La teoria  muove dal riconoscimento della  problematicità  dell'esperienza  e  vede la coscienza come emergenza di un momento critico nel rapporto d'interazione tra l'uomo e l'ambiente   la ricerca di una  risposta operativa   ad una  situazione problematica
Dewey non è positivista Dewey attribuisce importanza alle ricerche delle scienze sperimentali ma la teoria dell'educazione di Dewey possiede un profilo epistemologico profondamente  diverso  da quello della "pedagogia positivista", poiché  non poggia  sull'oggettività e l'assolutezza delle conoscenze scientifiche, bensì sul riconoscimento del loro  carattere problematico , aperto alla comprensione del mutamento delle situazioni e dei processi esperenziali
Ad una diversa ma ugualmente radicale rifondazione teorica del sapere pedagogico dà vita il pensiero di  Giovanni  Gentile
Gentile:  l'idealismo attualistico Anche come reazione alla  didattica precettistica  derivante sia dal dogmatismo di matrice positivista, sia da quello della tradizione spiritualistica cattolica
Gentile identifica l'educazione con lo svolgimento della vita dello  spirito
Identificazione della pedagogia con la “scienza filosofica” Ciò priva di senso qualsiasi domanda sullo statuto epistemologico della ricerca sui processi educativi considerati  nella varietà dei loro aspetti "empirici" (fisiologici, psicologici, didattici, sociologici ecc.)
Con l’idealismo di Gentile il valore conoscitivo della ricerca educativa viene azzerato
L'influenza esercitata dal pensiero gentiliano sui pedagogisti italiani è ampia e dura fino agli anni della seconda guerra mondiale
Nel secondo dopoguerra: Ernesto  Codignola  (che, da collaboratore di Gentile, diviene uno dei maggiori interpreti dell'attivismo deweyano)  anima la "Scuola di Firenze", formatasi intorno alla rivista " Scuola  e  Città " da lui fondata nel 1950.
De Bartolomeis, 1953 Non è più la  filosofia  a fornire il fondamento teorico alla pedagogia
La pedagogia tende a realizzarsi non chiudendosi in una  unità speculativa , ma aprendosi ad una  molteplicità di specializzazioni , il cui raccordo è da ricercare sul  versante pratico-operativo , intorno alla  concretezza  delle problematiche educative quali si configurano anche nell'ambito istituzionale scolastico La pedagogia si consolida
Successivamente  si afferma  la consapevolezza: della  complessità  del rapporto tra teoria e dati sensibili; della  problematicità  del concetto di verifica e dei  limiti  di qualsiasi procedura di controllo empirico; dell'importanza decisiva delle scelte iniziali anche nella sola descrizione dei "fatti”; dei limiti di una scienza che si presuma semplicemente  descrittiva. dell'ineliminabilità dell'orizzonte  interpretativo.
Alcune questioni poste in campo da Raffaele Laporta: la presa di distanza da certa  pedagogia  sperimentale  che pretende di costringere la dimensione educativa in termini rigidamente operativi, di efficientismo comportamentistico e di immediata utilità sociale, lasciando fuori i problemi  fondamentali della formazione della personalità e dei fini dell'azione educativa; la limitatezza delle soluzioni proposte dalle  singole  scienze; Il confronto con una pluralità di  modelli   educativi .
Negli anni Settanta/Ottanta: L'INELUDIBILE  CONFRONTO  CON LE RINNOVATE  SCIENZE SOCIALI le  scienze dell'educazione  come:  "l'insieme delle discipline riguardanti i fatti e le situazioni educative  nel loro  contesto  storico, sociale, economico, tecnico e politico "  (Mialaret, 1989 )
Così  all'ottimismo  idealista e positivista si contrappongono:  il problematicismo,  il razionalismo critico, tutti quei movimenti che sottolineano i limiti intrinseci della razionalità formale, strumentale e tecnologica.
Prende forma un nuovo tipo di razionalità attenta alle categorie del: Caos Disordine Non linearità Squilibrio Frattalità Stocasticità
Da tutto ciò ne consegue: La realtà educativa è  sempre immersa nella realtà: sociale storica
Allora: La rivendicazione della scientificità della pedagogia non può esaurirsi nella ricerca  pura , legata al 'dato', in quanto la realtà non è esclusivamente 'datità', piuttosto è  realtà storico-dialettica ,  ermeneutica della realtà
In questa prospettiva l'evento educativo è sempre qualcosa di diverso rispetto agli eventi presi in sé e per sé ed è contrassegnato dal  produrre sull'esistenza dell'individuo  effetti  che ne modificano i comportamenti   tali effetti non riguardano solo l'individuo, ma tutta la  comunità , la  società civile e politica , le istituzioni, le componenti culturali

1 Pedagogia Generale

  • 1.
    Introduzione alla PEDAGOGIAGENERALE a.a. 2007-08 Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione
  • 2.
    Una disciplina puòdefinirsi autonoma quando possiede determinati requisiti
  • 3.
    requisiti Linguaggi ErmeneuticaContenuti Metodologia della ricerca Principio generativo (trasferire la propria teoria alle altre discipline - trasversalità/interdisciplinarità)
  • 4.
    i requisiti: qualchedettaglio Linguaggi: retorico-filosofico-moralistico-dogmatico ("il bambino deve..."), in via di estinzione; epistemologico: di tipo narrativo (es. Demetrio), di tipo logico-argomentativo (teorico, costruisce i modelli e le teorie), di tipo metaforico (es. Frabboni), etc. Contenuti: a livello macro: la persona (nei suoi tempi e nei suoi luoghi di maturazione). Metodologia: Storica; Teoretica; Comparativa
  • 5.
    i requisiti: qualchedettaglio Generatività: la Pedagogia ha come sua vocazione l'avvicinamento e lo scambio con la Psicologia, la Sociologia, l'Antropologia .
  • 6.
    i requisiti: qualchedettaglio Ermeneutica: capacità di dare un punto di vista interpretativo della realtà
  • 7.
    i requisiti: qualchedettaglio Ermeneutica: modello popperiano teoria-prassi-teoria (si pone un'ipotesi - si valida - si raggiunge una nuova teoria/ipotesi). Il momento prassico non deve coincidere necessariamente con la realizzazione dell'esperimento, piuttosto consiste nella costruzione di un modello di validazione/sperimentazione (Frauenfelder).
  • 8.
    la pedagogia diventa“scienza positiva” seconda metà dell'Ottocento: conquista un solido statuto epistemologico , fondato sull'applicazione del metodo sperimentale e sull' accertamento oggettivo dei "fatti"
  • 9.
    Esempio di metodosperimentale
  • 10.
    E allora: Ilprocesso di scientifizzazione del sapere pedagogico evidenzia la multidisciplinarità delle sue fonti sul terreno delle diverse scienze dell'uomo e della società (dalla fisiologia alla psicologia, dall'etnologia alla sociologia)
  • 11.
    Le certezze epistemologichesi incrinano passaggio al Novecento . nell’ambito del complesso fenomeno conosciuto come "cultura della crisi”: demolizione del modello positivistico del sapere, rifondazione delle basi concettuali delle scienze (della fisica, in primo luogo) e modificazione dell'assetto teorico ed epistemologico
  • 12.
    E si procedead una revisione ripensare in modo nuovo non solo il ruolo dell'educazione nella società, ma anche l'identità teoretica della pedagogia ed i suoi rapporti con le scienze e la filosofia
  • 13.
    In questo contestosi sviluppano alcune esperienze educative d'avanguardia: le " scuole nuove " (avviate dapprima in Inghilterra, poi in Francia, con Demolins e Bertier, in Germania, con Wyneken e Kerschensteiner e in Italia, soprattutto con le sorelle Agazzi), sostenute da un lavoro di teorizzazione che, per linee diverse, confluisce nell'area della pedagogia dell' attivismo
  • 14.
    Attivismo = JohnDewey La teoria muove dal riconoscimento della problematicità dell'esperienza e vede la coscienza come emergenza di un momento critico nel rapporto d'interazione tra l'uomo e l'ambiente la ricerca di una risposta operativa ad una situazione problematica
  • 15.
    Dewey non èpositivista Dewey attribuisce importanza alle ricerche delle scienze sperimentali ma la teoria dell'educazione di Dewey possiede un profilo epistemologico profondamente diverso da quello della "pedagogia positivista", poiché non poggia sull'oggettività e l'assolutezza delle conoscenze scientifiche, bensì sul riconoscimento del loro carattere problematico , aperto alla comprensione del mutamento delle situazioni e dei processi esperenziali
  • 16.
    Ad una diversama ugualmente radicale rifondazione teorica del sapere pedagogico dà vita il pensiero di Giovanni Gentile
  • 17.
    Gentile: l'idealismoattualistico Anche come reazione alla didattica precettistica derivante sia dal dogmatismo di matrice positivista, sia da quello della tradizione spiritualistica cattolica
  • 18.
    Gentile identifica l'educazionecon lo svolgimento della vita dello spirito
  • 19.
    Identificazione della pedagogiacon la “scienza filosofica” Ciò priva di senso qualsiasi domanda sullo statuto epistemologico della ricerca sui processi educativi considerati nella varietà dei loro aspetti "empirici" (fisiologici, psicologici, didattici, sociologici ecc.)
  • 20.
    Con l’idealismo diGentile il valore conoscitivo della ricerca educativa viene azzerato
  • 21.
    L'influenza esercitata dalpensiero gentiliano sui pedagogisti italiani è ampia e dura fino agli anni della seconda guerra mondiale
  • 22.
    Nel secondo dopoguerra:Ernesto Codignola (che, da collaboratore di Gentile, diviene uno dei maggiori interpreti dell'attivismo deweyano) anima la "Scuola di Firenze", formatasi intorno alla rivista " Scuola e Città " da lui fondata nel 1950.
  • 23.
    De Bartolomeis, 1953Non è più la filosofia a fornire il fondamento teorico alla pedagogia
  • 24.
    La pedagogia tendea realizzarsi non chiudendosi in una unità speculativa , ma aprendosi ad una molteplicità di specializzazioni , il cui raccordo è da ricercare sul versante pratico-operativo , intorno alla concretezza delle problematiche educative quali si configurano anche nell'ambito istituzionale scolastico La pedagogia si consolida
  • 25.
    Successivamente siafferma la consapevolezza: della complessità del rapporto tra teoria e dati sensibili; della problematicità del concetto di verifica e dei limiti di qualsiasi procedura di controllo empirico; dell'importanza decisiva delle scelte iniziali anche nella sola descrizione dei "fatti”; dei limiti di una scienza che si presuma semplicemente descrittiva. dell'ineliminabilità dell'orizzonte interpretativo.
  • 26.
    Alcune questioni postein campo da Raffaele Laporta: la presa di distanza da certa pedagogia sperimentale che pretende di costringere la dimensione educativa in termini rigidamente operativi, di efficientismo comportamentistico e di immediata utilità sociale, lasciando fuori i problemi fondamentali della formazione della personalità e dei fini dell'azione educativa; la limitatezza delle soluzioni proposte dalle singole scienze; Il confronto con una pluralità di modelli educativi .
  • 27.
    Negli anni Settanta/Ottanta:L'INELUDIBILE CONFRONTO CON LE RINNOVATE SCIENZE SOCIALI le scienze dell'educazione come: "l'insieme delle discipline riguardanti i fatti e le situazioni educative nel loro contesto storico, sociale, economico, tecnico e politico " (Mialaret, 1989 )
  • 28.
    Così all'ottimismo idealista e positivista si contrappongono: il problematicismo, il razionalismo critico, tutti quei movimenti che sottolineano i limiti intrinseci della razionalità formale, strumentale e tecnologica.
  • 29.
    Prende forma unnuovo tipo di razionalità attenta alle categorie del: Caos Disordine Non linearità Squilibrio Frattalità Stocasticità
  • 30.
    Da tutto ciòne consegue: La realtà educativa è sempre immersa nella realtà: sociale storica
  • 31.
    Allora: La rivendicazionedella scientificità della pedagogia non può esaurirsi nella ricerca pura , legata al 'dato', in quanto la realtà non è esclusivamente 'datità', piuttosto è realtà storico-dialettica , ermeneutica della realtà
  • 32.
    In questa prospettival'evento educativo è sempre qualcosa di diverso rispetto agli eventi presi in sé e per sé ed è contrassegnato dal produrre sull'esistenza dell'individuo effetti che ne modificano i comportamenti tali effetti non riguardano solo l'individuo, ma tutta la comunità , la società civile e politica , le istituzioni, le componenti culturali