Stanziale.lyrics

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Testi teatrali 1990 2010

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Stanziale.lyrics

  1. 1. PASQUALE STANZIALE L Y R I C S (Testi teatrali 1990- 2010) Introduzione MERIDIONALI TRIANGOLAZIONISULL’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI HAMLET-MAJAKOWSKIJ SOTTO IL CIELO DEL SUD AURUNKA BLUES DUE GERANI ROSSI LUNA ROSSA SULL’ASSE MEDIANO Postfazione in forma di manifesto EBOOK OFFICINE KULTURALI AURUNKE www.dramma.it 2012 1
  2. 2. 2
  3. 3. LYRICS© by P. Stanziale1992- 2012 3
  4. 4. IntroduzioneI testi scritti da Pasquale Stanziale in questo volume non sono che una minima partedella sua cospicua produzione letteraria, poetica, sociologica, antropologica,filosofica.Ma quello che qui ci interessa è il poeta e, nel contempo, lo studioso appassionato diLacan, la sua indagine poetico-psicoanalitica di una realtà che parla a tutti noi perchériesce a rivelare elementi di una struttura che è l’ossatura del nostro inconscio, latriade strutturale di cui parla appunto Lacan e che è essenziale nella condizioneumana: immaginario, simbolico e reale.Struttura che Stanziale riesce egregiamente a trasferire nei suoi scritti e nel “suo”Sud.È il sud che trasmigra nei pensieri, nelle evoluzioni, nei viaggi onirici, fantastici diStanziale. Un Sud ricco di poesia e di allucinazioni, di speranze e del desiderio cheaffonda e annega nella speranza dell’appagamento di un divenire sempre immobile efine a se stesso. Dove le persone si aggrovigliano in una sorta di pulp-fiction che nonlascia spazio alle loro naturali aspirazioni. Un Sud pieno di contraddizioni: vita-morte, gioia-tristezza, canto-muto lamento. “Storie di frammenti di potere, personaggi di collaudate scene finché il tempo, la natura non li prenderà in carico, come sempre, nel tempo dell’ignavia” egli scrive in Aurunka Blues. E ancora “Sabbie mobili in cui affonda l’anima appestata e rancorosa, deliri e rantoli tra apoteosi e sfide inghirlandate di rumorose bande musicali………..Dalla persiana chiusa, Angelo, in un raggio di luce, ha quasi visto il pulviscolo del cosmo e fermenti di molecole”. Realtà, Immaginario e Simbolico dunque. 4
  5. 5. Ma non si può ritenere chiuso un ciclo, il ciclo produttivo di Pasquale, che si ispira auna ricerca che, in una persona di multiforme ingegno quale egli è, si esaurirà solocon la fine della sua avventura terrena. Si perché egli non ritiene mai esaurita la suacuriosità di indagine. È uno scrupoloso, attento osservatore della società, dei suoicostumi, della sua evoluzione-involuzione. L’ “oltre” è il suo orizzonte, un orizzontesenza soluzione di continuità. E, nonostante la mole dell’impegno, riesce a descriveregli aspetti, spesso inconfessabili agli stessi protagonisti, delle varie vicende,rivestendoli sempre di una sottile ironia che non lascia spazio a malinconicheimmedesimazioni. Tutt’altro. L’ironia rende i nostri difetti, la banalità del viverequotidiano, ricchi di una “insostenibile leggerezza dell’essere”.E però scopriamo, nella banalità del vivere quotidiano, anche la sofferenza ol’accettazione dei compromessi come inevitabile interfaccia dei rapporti sociali chelimitano la sfera della libertà individuale e la tramutano in una miserabileomologazione.Il lavoro speculativo e di indagine non si ferma alla sfera personale dei personaggi. Inun continuo andare tra sogno e realtà, tra ironia e amarezza, l’autore analizza anchegli aspetti antropologicamente deteriori della nostra società. In Luna rossa sull’assemediano, non tratta solo la devastazione che la camorra opera ai danni della società, ilche apparirebbe addirittura scontato. No. Il nostro autore, sempre con quel trattoleggero che contraddistingue il testo, espone con estrema chiarezza la diffusamentalità camorristica che avvilisce il nostro Sud e le collusioni esistenti tra la bossdel clan, Regina, e chi, asservendosi a lei, vuole spasmodicamente contrarre affariillegali. E qui abbiamo una descrizione calligrafica delle varie figure, dall’assessoreai lavori pubblici, all’impresario teatrale, fino alla giovane stakeholder, laureata inscienze ambientali, che ha capito l’enorme business che si cela dietro il traffico deirifiuti. Figure tristi ed esilaranti al contempo, inconsapevoli di sé e della propriamiseria morale. Tutto questo senza mai scadere nel compiacimento o nella voglia disoddisfare la curiosità morbosa del lettore-spettatore. E’ l’immaginario che qui devefunzionare, la capacità di intravedere il dramma che si nasconde dietro tutto questo.Dramma che esiste all’interno stesso dei familiari del clan, esposto quasi come lafarsa nella quale, inevitabilmente, scadono le vicende di un familismo amorale.E non trascura, l’autore l’indagine sulle lacerazioni intimistiche della donna del Sud,esplorando i labirinti emotivi dell’interno femminile che, a ben leggere, sono glistessi labirinti emotivi dell’autore, quasi una stesura autobiografica.La donna del sud, ricca di una ribellione quieta ma non acquiescente, pronta adesplodere; una donna senza arrendevolezze che si rifugia nei suoi sogni e nellabellezza di una natura stupefacente nel suo contrasto con le miserie umane. Unadonna cui nessuno riesce a tarpare le ali perché lei-lui ha la capacità di volare altosenza escludere la varia umanità che in lei vive accorata ma vivida e amata.Una donna in bilico tra il ricordo della “sua giovinezza, delle sue periferie mentali e il suo sogno americano e il suo grande amore tradito, il suo popolo tradito” e lo squallore del MERCATO “dove tutti vendono e comprano tutto, merci impacchettate e nude, merci vegetali, animali e…merci umane”. 5
  6. 6. E qui troviamo anche un Pasquale profetico (ricordiamo che la prima stesura del testoè del 1995). Ma poi si rifugia nel sogno, nell’immaginario dove “la paura, sulla punta delle dita, ci guida verso insenature d’erba a cui il vento cambia colore” e aggiunge “ho sentito che stanno distruggendo il passato per cancellare il futuro…e allora noi diventeremo clandestini e inventeremo la pace” .E non si consideri casuale l’uso di questa parola, clandestini che, come l’autore-donna, sono portatori di culture e valori non più riconosciuti, anzi perduti nelle “periferie del grande impero, nella grande circolazione di capitali…….derive di umane speranze e cimiteri interminabili”che vengono emarginati ma non rinunciano alla propria diversità. “Diventeremo clandestini del presente, come stasera, qui, dove giochiamo la nostra vita dilatando un momento, qui, dove io, la donna che guarda il cielo meridionale può scegliere di morire, di guardare di giocare di fuggire o forse- destino di tutti- di amare.”E proprio in questo amare c’è il valore universale che può trarci dal gorgo e salvarci.Qualche riflessione su Meridionali triangolazioni sull’insostenibile leggerezza diHamlet-Majakowskij.Intanto triangolazioni ci riporta allo spessore psicologico-simbolico dei tre personagginei quali ritorna la triade strutturale di Lacan. E ancora triangolazione tra amore-rivoluzione-morte. Ma perché in Hamletkowskij (HK), Amleto e Mayakowskij? Perla lucida follia che li contraddistingue e che si concentra in HK. Uomo che provienedal Sud e”per sopravvivere bisogna tendere lo spirito filosofico sopra un precipizio,come una fune, e fare l’equilibrista, il giocoliere”Ecco, ancora il Sud, dove la fune si può spezzare e si gioca la propria vitanell’illusione infranta di un riscatto, di un ritorno all’età dell’innocenza. E allora ildesiderio di “trovare il non essere in un fiore di piombo” come Amleto e lo stessoMajakowskij. Ma Amleto, di fronte all’oceano dell’infelicità, non sa prendere un’armae finirla “e, in quel sonno di morte, placare gli spasimi del cuore e annegare tutte leinfinite miserie della carne” (Shakespeare) In Majakowskij, gettato in uno stato diestrema prostrazione psicologica dalla sua fede nella rivoluzione d’ottobre, traditadall’avvento di Stalin e dai borghesucci sovietici, il suicidio (ma fu vero suicidio?)diventa l’approdo dopo essersi rifugiato in un corpo di donna.Questo fermento paranoico si ritrova nell’angosciata notte di HK che, “nella merdalocale” intravede il sogno di una Napoli americana-seriale immaginaria dovel’immondizia reale coincide con l’immondizia mentale, dove l’onorevole con lapancetta e la farfalla esce dai bidoni della spazzatura. “Viciè, nunn’a capisco cchiù ‘sta città” “In un fruscio di gomme attraverso Napoli orribilmente sola, orribilmente deserta come il sogno di stanotte tra letto e palcoscenico mentre la carne marcisce nei supermercati”C’è tutta l’amarezza di una terra perduta e, con lei, il sogno del mito e della bellezzaperché ormai tutto è monnezza, munnezza rinto e fore, senza più spirito né coscienza. 6
  7. 7. “E chisto è ‘o mistero ‘e ll’omme”.E in questa notte da sballo mentale, tra schizofrenia e lucidità analitica, tra insonnia esogno- monnezza, affiora il rimpianto, ossia il desiderio che si rinnovi ‘na bellajurnata. “’Na bella jurnata è ‘nu suonno che continua con la realtà e ll’uocchie stanno apierte o ‘nchiusi ce è sempre ‘a stessa cosa.Un’armonia insomma di vita e di natura”Eppure, in tutto questo sfaldamento della realtà, c’è una speranza che ha la chiaraluce di certe favole, l’anticipazione di un futuro che prenderà nuova forza, forse, dalledonne. La dedica iniziale dell’autore, stranamente e straordinariamente, va soprattutto “a chella…vecchia, nera, grassa a Mondragone……’a musica,all’intrasatte se facette comm’’a tarantella e subbit ‘a vecchia s’aizaje dal fondo scuro di vigneti assolati e di vicoli a ragnatela di cuntrora ‘nu sciato ‘e canzone attraversò vari decenni e animò il corpo della vecchia”Questa donna africana, grassa, vecchia esiste rivivendo i riti magici e ancestrali dellasua terra lontana dalla cui civiltà non ha mai staccato il filo. Ella, come la Mariposa, ladonna farfalla di una tribù del Nuovo Messico, anch’essa grassa e vecchia, cosìmagistralmente descritta dall’etnologa Clarissa Pinkola Estès, nell’ondeggiare dellasua danza sacra, diventa Katsina , spirito potente. È la forza femminile fertilizzanteche sparge polline ovunque, sulla mente e sui sogni notturni. In queste donne lesostanze naturali che si trovano nell’organismo vengono attivate da strati profondidell’anima, quelli che noi abbiamo forse perduto per sempre. Tra questi, la danzarituale che ristabilisce un rapporto con il proprio corpo, lontanissimo dalla vanaricerca di una bellezza esteriore, carne da mercato alla ricerca delle luci fatue deiriflettori.Giulia CasellaSessa Aurunca, gennaio 2012Officine Kulturali Aurunke 1992 - 2012 7
  8. 8. MERIDIONALI TRIANGOLAZIONISULL’INSOSTEBILE LEGGEREZZADI HAMLET - MAJAKOWSKIJ(La scena comprende un fondale per retroproiezione angolato con una parete nera,un letto, un tavolino con una pistola ed una valigetta, bottiglie ai piedi del letto,vestiti per terra un filo di fumo da una sigaretta su un portacenere sul tavolo. Unadonna bionda dorme sul letto, ogni tanto si sente la sua voce che chiede: CervezaMonctezuma, por favor. Sul lato opposto alla parete nera sedie per spettatori-coroche intervengono come da copione ma anche a soggetto. L’attore HK recitarivolgendosi al pubblico-coro.)------------------------------------------------------------------------------------(Videoproiettore – musica- slide di testo)1a) AMLETO (o del dubbio lacerante)b) MAJAKOWSKIJ (o dellentusiasmo tradito)e) HAMLETKOWSKIJ (o della lucidità inquietantedella follia)2una triangolazione che incastra vetrini di memoriasotto loculare impietoso di un presente rifiutato 8
  9. 9. 3narrazione sdoppiatache si dipana su di un assurdo binarioprima di fondersi in un ultimo grido-sberleffoallinfinito sconvolto del poeta4un lessico-formula che, a tratti, evoca i suoni violenti della lingua dei vicoli dellaCittà nuova che i greci di Cuma vollero intagliare nel giallo tufo campano diPizzofalcone5di buon mattinoAmleto si svegliavicino a una puttana bionda6odori pungenti di ciprie sfatte che si mescolanoal sentore acido di bicchieri sporchiin cui si è bevuto di tutto..7in una clinica psichiatrica forse8unghie impietose laccate di rosso9serie infinita di situazioni esistenziali che ci violentano10confessione totale senza pudore11gesto che si sovrappone alla voce bestemmia del popolano ed al sussulto mortaledella canna di un kalashnikov (d’argento)12un’anima di Diorsu cui Majakowskijavrebbe volentieri fatto pipì13 9
  10. 10. la dilaniata figura femminile che evoca la puttana e la madre (quella presenzadall’altra parte dellapparecchio telefonico, ma soprattutto dallaltra parte di tutto ununiverso di pensierocon le sue invalicabili barriere di furore) è pur sempre amore14in effetti una performance che l’autore vuole e scrive teatrale pur se il luogo deputatodeborda dalle tavole di un palcoscenicoper esplodere in un diario-deliriolasciando l’atroce dubbio -amletico s’intende-d’essere stati vittima di un raffinato quanto perverso gioco intellettuale15un gioiello rosso e nerofiore del maleche qui è ancora rosa ed ha peli umidiMario Buonoconto (in memoria) *CORO- noi siamo il coro.come in Greciasiamo chiamati a soffrire per il pubblico,come le lamentatrici lucane,come le tarantate pugliesi,questo perché il pubblicodeve andarsene leggero, purificato,come nel teatro del passato,presenza, testimonianzaA- PrologoB- A Enzo che a Parigi canta su un sipario mobilea Rosalinda che scende giù per Toledoa quelli che approdaronoa queste sponde greco-arabee ci restarono per semprea Giacomo Leopardi che a Napolivide ciò che ceraoltre la collina di Recanatia Caio Luci1ioche volle morire a Napolirifiutando i funerali di statoa Memé che a Napoli vide una morta sirenacome fosse a Los Angeles 10
  11. 11. A- A tutti questi una lapide di pietra,la dedica delleffimero, delleventosenza sostegno magnetico o fotochimico,senza rete, faccia a faccia,acqua di parole bianche e nereca spero ve rummane ncoppo stommacogiacché troppo poco se soffree troppo amore o troppo odionon si possano digerire facilmente.C- Ma soprattutto la dedicava a chella, a chella...Il 28 luglio a Mondragone, lido Pino dOroessa, vecchia, nera, grassaca ’na seggia a stento ’a manteneva’nu giurnale a ventaglion’asciugamano ncaposenteva ’a musica d’’o stabilimentoe se sciusciavacon aria stanca e saggia.Ed ecco allimprovviso’a musica cagnae cagna pur’essa’a vecchia , grassa, nera’mpizz a ‘na seggia e plastica gialla.’A musica all’ intrasattase facette comm’a tarantellae subbit’’a vecchia s’aizzaje,dal fondo scuro di vigneti assolatie di vicoli a ragnatela di cuntroranu sciato ’e canzone attraversò vari decennie animò il corpo della vecchiache saizzaje comm’a ’na molla-’o cuorpo viecchiodi carne cascante nera-cominciò a ballarecon lenta eleganza ritmanno cu ‘e mmaninonchalance inconcepibile,immagini venute da lontano’a vecchia ballavacon gesti lenti e misurati,ritmo d’amore ch’è natura d’ innocenzaessa ballava ed era altrove: out, 11
  12. 12. chella matina a Mondragone.Solo in pochi ci accorgemmo del fattoe aropp’’a musica cagnajee ’a vecchia sassettajecontinuando a se sciusciàCORO- A essa,a essa….------------------------------------------------------------------------(Pausa, cambio luci, musica)-------------------------------------------------------------------------A- E cchist’è ‘o mister’’è ll’ommeca Ddio ’o spirito nun fernette maie ce rompere ’o cazzo.Nun ce sta “arint” ’o spiritoe nun ce sta “afora” ’a cuscienza,niente ce sta.-------------------------------------------------------------------------1HK- .. ecco diecimila televisori e diecimila computersi accendono improvvisamentealle quattro del mattinoe sia, parliamonecosì comincia la storianon perché lodio sia spentoma perché ora nascono le parole della scenain un motel di Durango infinedove ti chiedichi è la donnache sta con te allalba,di chi la carne su cui sei passatoil fatto è che non puoi vivere la tua vitasenza che tentacolidi inquinanti piovresattacchino ai tuoi fianchitrascinandotiverso mortali pomeriggifacendo finta di fare, di fare.. 12
  13. 13. più tardi, forse, al solepuoi liberarti dei tentacolie buttare tuttosui furgoni della spazzaturache si inseguonosul ponte di Brooklynpiù tardi, forse,Amleto gioca con un elicotteroWladimir gioca con una pistolaAmleto cercava qualcosa nella merda danesee noi seguiamo lui nella merda localeWladimir avverte l’urto della vita quotidianae aspetta di chiudere l’incidentetriangolazioni, triangolazionie intanto posso assicurarti, maledetta,che tutto sta andando per il meglioperché li vedodi notte dormonoe di giorno lavoranosenza ambizionipiacciono alle moglie fanno discorsiné stupidi né intelligentie solo io e tu, forse,vedimmo ’e marinai americaniche volano, volano,mmiez’’e cornicioni’e via Partenopee vanno a sbatterencoppa ’e vvetrine ‘’e via Romae intanto passano le notti sullonda dei giorniconfondendo le date verso...è forse tempo che le talpe sottomarine prendano il largo? 13
  14. 14. vedo che la luna ormai camminasul pomodoro delle vecchie rivoluzioniin silenzio marciscesui consigli comunali del Sudsulle contee di Walt Disneye si spegne-ovvero si astutasulle unghie spezzatedi una puttana messicanache assomiglia alla madree ’sti femmene nerec’’a faccia secca dalberie cu ‘e mani mmanea cui bisognerebbe rotare nel pettoun coltello da macellaioe … silenzio dalla mamma malatapassano frusci i di gentee bisogna andare via, via, fuoria cantare sulla stradaa vedere come muoiono i bambinie per fortuna la notte è venutabella, insinuante, caldae la folla per le strade di Las Vegassi stringe allumido del cieloe tu, dormima non puoi sognareche gialli confettie spingole dint’’e bracciae io servirei, dunque a dare la vitaa grandi seduttoritra unorgia e laltratra una crociera e laltraservendo bourbon annacquatonella notte del Bronxo meglio qui, staseraa scoprire che il cuore di una ragazzabolle nel suo sonno alcolicoe io resto un frammento pietrificato.. di una vecchia estatee ncoppa a ’na bustina ’e minervanu nummero ’e telefono 14
  15. 15. è ormai senza valore2CORO- ingorgo di lenguaMessico e nuvoleinterno americanoapologia al nero delle madri meridionalima che vvò stu giovane dissolutoche cerca l’assolutoma nunn’’o ssape: oggi la rivoluzioneè il casting alla televisioneHK- e allora? e allora?a voi tutte che siete piaciute e piaceteche al mattino con sicuri gestidisegnate la vostra durezza femminosae uscite da un monitortravestite da sognicon la vostra anima da passerellaunanima di Diorsu cui Majakowskijavrebbe volentieri fatto pipìa voi, per voiagito la mia testa come una coppa di champagnealzo gli occhi inflazionati damore e di flasha parte il fatto che spesso, troppo spesso,mi chiedo se non sia meglio trovare il non esserein un fiore di piomboma avvenga in modo casualmente teatraleun kalashnikov dargentono, non credo di essere un conservatorené destinato ad esserlo...sono solo un solista delladdioin ogni caso, nel concerto presenteconcerto di memorie e di monnezze letterarieecco, chissà perchémi viene in mente DAnnunzio-Ramboche raduna nel circodel suo cervello libertyschiere di donnedi Francesche Bertinidi Angeline Joly 15
  16. 16. contessebaiaderecommesse di piccoli e grandi magazziniamazzoni col mitramani sulla frontetrash... allanima e chi ...da un occhio allaltro, ecco,allargo il mio sorriso teatralecerto qui dal palcole cose hanno una prospettiva diversae deludervi adesso sarebbe atrocee allora?travesti la notte di antiche nozzee di corpo in corpo effondi la gioiagioia a Las Vegasdopo una notte di tuttobottiglie e bottigliesu per le scale e nel lettoche nessuno di noi scordi quella notte!che nessuno di noi scordi quella notte!giacché tutti abbiamo giocatoa Las Vegas, tutti,anche tu uomodi via Salita a Poggiorealeche fai il bidello a Casertacol giaccone di pelle grigiae vinn’’e rilorgi, ll’accendini,marrocchino-napolitano,uomo massa che pure vai a messae non lo sai, tu, voi, tutti,che stasera suonate il pianofortedella mia colonna vertebraleun poco artrosicama pur sempre colonna dartista sperimentalecon contributipubblici e privatie dove andrò, dunque, a nascondereil mio inferno, dove (come si suol dire)se non nella folla 16
  17. 17. dove tutti sono nessunoe dove ti nascondi tu, maledetta,vampiro inconcepito..e questo pensiero striscia viadalla boccacon grumi di sangueio sono qui con voiperché non socon chi andare alla festacon chi camminare per le stradeche sono troppo stretteper la mia gioiaè tardi...e la festaè ormai lontana,sentite le voci, le risate,parole damore e daffarial ventitreesimo pianoa Manhattanper tutto c’è una tecnica dapprocciotecnica di dialogotecnica damoretecnica di avanzamento socialetecnica di nettezza urbana...sul ponte di Brooklynal mattino prestonel soleuna fila di spazzatricitrascina i residui civili verso il marecostruendo nuove penisolee Dio è soddisfattoe invece ogni nottefino allalbalorrore che il sangue escadai rubinettisconvolge migliaia di uominidi donne tremantie grida, gridatelefoni che squillano 17
  18. 18. ambulanzetrasfusionitelefilmconcertisassofoni,quando sorge la luce.non ho bisogno di tenessuna cioccolattosa comprensionetra poco creperò,Ofelia è già nel fiume,serrerò la bocca e sarò puntuale, Dionon tarderò di un minutonato di novembreho il destino segnatodalla luna del falconovembre, il freddo mese dei segreticome disse il vecchio indiano hopicome disse la vecchia di via Montecalvariovoi direte di avere nostalgia ‘e cose ca nunn’avite mai vistee mille diamantiscolpiti dal ventomille giorni di paura alcolicadi sogni sudatie di viaggiattraverso la vitache è la lunga strada per Denverle parole damore non sono vanee voi qui staserarilascerete una dichiarazione di affetto sconfinatoaltrimenti vi bacerò sulla bocca, tutti,fino allalba,finché non resterai che tu solae io ti inseguirò di città in cittàanche se andrai di là dal mareti bacerò attraverso la nebbia di Londracon le labbra di fuoco delle insegne di Broodwayil fatto è che 18
  19. 19. non vi sono leoniche escano dalle vostre testee io sono costrettoa restare qui con temaledettaodore di sudore e di Chanelfruscìo di nylonbocca bruciataaffonderò nella tua vitami muoverò dentro i tuoi progetti finanziarileccherò la tua anima azionariacarne rosa e neradi peli umidiumida bocca e mani umidescendendo e salendotra i tuoi notturni trasalimentifrugando tra i seni con la lingua secca di parolee vai, dentro, sempre più dentro la noiae paesaggi, parole, musiche, stradefino a che non gridigridi un finto desiderio di morte efinalmentefinalmenteaccendi il televisore inconscioe parli del futuro...ma che me ne fotte che me ne fotteavete avuta la vostra catarsi a prezzo di svenditae intanto guardatemiio getto su di voila mia gelosia, linvidiail sesso prontoed ecco locchio morente del toroadesso, adesso,come uno schermo da trenta pollicidove faccio la pubblicitàa Stratfordall’Angleterre Hotelalla regione Campaniaforse io sono forte 19
  20. 20. forse hanno bisogna di me e mi ordineranno:muori sullo spot!3CORO- corpus Amleti, nicths, nichts corpus,la psicologia è la scienza del comportamentosi va dallo psichia-logo-listaquando si hanno problemi che impedisconouna normale vita quotidianama per Wladimirla barca dell’amore si è spezzatacontro la vita quotidianae allora?ah, questi meccanismi consolidati di un’esistenza levigata..Wladimir ti hanno ucciso, ucciso..HK- continuando, continuando,facendo finta di svegliarsifacendo finta di recitaredi svegliarsi in qualunque modoin un motel di Durango...o meglio di buon mattinoAmleto si svegliavicina a una puttana biondacon la bocca che sa di bourbone si accende una sigaretta francesee si accorge che dalla finestrasi vedono i grattacielidella trentesima stradae... non avresti mai detto che laggiùverso l’East River cresce lerbae la finestraè quella di una clinica psichiatricadel New Jersey-Frattamaggiore-signò pigliateve ’o ccafèmi sveglio sempre con la sensazionedi trovarmi su una nave.con tre marinai negri che lavano il pontea ritmo di tip-tap 20
  21. 21. e... pronto, mamma, mi senti..il cielo sopra Hong Kong è grigiopensavo di venirti a trovare...ti fa piacere se vengo? si, parto subito ...vivo solo certo che ti voglio bene.. ahè solo per un anniversarioche ho messo su questo spettacoloquesto carnevale privatofatto di reciproche ipocrisiementre il tempo cade verso la lucee niente contase non il desideriodi nasconderai in un corpo di donnaAmleto guarda dalla finestra...Wladimir grida: Maria, Maria, Mariae vede le nuvole in calzonici sarà lamore?e sarà grande o piccolo?tra letto e palcoscenico la prospettiva è stimolanteè un viaggio che non finisce maimalgrado non canti Steve Wondere non ci siano affreschi apache alle pareti del teatroil fatto è chemamma!tuo figlio è magnificamente malato e può capitare...Viciè nunn’a capisco cchiù sta cittàin un fruscìo di gomme attraverso Napoliorribilmente solaorribilmente desertacome il sogno di stanottetra letto e palcoscenicomentre la carne marciscenei supermercati 21
  22. 22. e un fiume di plastica rosainveste i disoccupati che ingrassanovicino alle vetrine cinematografichecome potrei spiegarti questa situazione terrena,terra-terra,a te basta una assicurazione sulla vitaè la domenica dopo pranzoche si litiga in famigliatu sai cosè una Luger Blackhawk?sognavamo i treni della Southern Pacifice i passaporti blue una bugia di tanto in tantanon fa malee se cè sangue sulla cravattaforse è rossettopotete dire che sono un freddo assassinocon gli occhi bruciatidalla polvere da sparoeppureeppureio vi rimboccole vostre coperte mentalie forse tu mi ameresti di piùse non dovessi ucciderequesti signoriper viveree... ci siamo tutti nel viaggioio, voi testimoni e...cosa succede nella vostra pancianella vostra testanel vostro sessogiacché vi siete avventuratiin una salettateatral cinematografica 22
  23. 23. che è luogosempre più pericoloso...in un triangolotra un paranoico di cartae un poeta che voi, si voi,avete sistematicamente sfottuto…e recitando si scende giù in fondoin fondoe si fa scenasoundreboundsoulmake upmariagemixagee talvolta recitando si sale si sale sempre più sutenetevi forte... musica!4CORO- il nostro immaginarioè americano-serialecondito in salsa di canali commercialima l’immondizia è realevira a mezzogiornoesterno giornointerno effetto nottetra immaginario e realec’è una coincidenzail sogno ormai è monnezzae la monnezza è sognoin termini più veri:l’immondizia realecoincidecon l’immondizia mentaleHK- per una donna sempre si paganon fa niente se non ti vestiròcon un elegante vestito giapponesema solo col fumo della mia sigaretta 23
  24. 24. si, scorderò questa notte, leventochiuso nella camera di un motel di Durangocon un foglio di carta, la TV accesala pistola sul tavolocon voci orribili di cartoni animatimentre geme il ventodal mare, dal desertobisognava conoscere Marguerite Durasin Indocina, a ventanniun traghetto attraversa il Mekongun traghetto attraversa il Mekongho paura che questi pensieripossano avverarsi sul serioe dovremo tagliarci la testacon una sega elettricapurtroppo io vengoda una provincia del Suddove per sopravviverebisogna tenderelo spirito filosoficodellanima e chi t’è muortosopra un precipiziocome su una funee fare lequilibrista, il giocolieree succede poi che lamoreconsuma la funee leco degli applausirimbalza nei vicoli dei paesidove i ragazzini bestemmianoprendendo a calcii bidoni della spazzaturada cui esce lonorevolecon la pancetta e la farfallacè una diversa prospettiva da questo postoma vafammoccaammammeta 24
  25. 25. questa sera ho spremuta,come si dice,la mia disperazionefino allultima goccia …di sudorema lasciamo perderemi avete offerto le labbrao testimonicon molta indifferenzae io le ho sfiorate ghignandomi è sembrato di baciarein penitenza un monasteroun bicchiere di birra gelatacon dentro una sirenache apre continuamente la boccain modo oscenoe va bene, okayci siamo tutti guadagnatiil silenzioeppure tutti hanno saccheggiatoil mio cuorecercando i regali di Nataleil caldo delle parolegli sguardi rassicurantii ristoranti cinesilautoroute du Nordi paesaggi mariniil mareche straccia il delirioche inchioda i passi sul palcolimmagine sullo schermola carta con le parolema chi se ne fottechi se ne fotte!lo so che mi sparerete addossosenza rancoreun ornamento della festatutti condannati a godere, a godere..e io non potrò spiegarti 25
  26. 26. maledettaperché i furgoni della spazzaturasi stanno allontanando per semprenel solesul ponte di Brooklyne intanto ti strappila parrucca biondae la getti sul pavimentoti scolli le ciglia fintela pelle umida di sudoreun asciugamano azzurro intorno al collolo slip neroe vieni avantivieni avanti con la pistolae gli spettatori cominciano a ballaremia madre mi dicevasarebbe il paradiso se tu tornassi a casamio figlio mi dicevasarebbe il paradiso se tu tornassi a casae questa e lultima scenaCORO- l’attore vive per il finale,l’ultima scena è quella che più si ricorda,se poi il finale è la summadi sogni ricordi e ossessioniallora veramente l’attorevive delle sue passioniHK- e questa e lultima scenaci si arriva sempreun prestigiatore spinge lattoredue passi più in là e sparae larcobaleno si innescasui vicoli del paeseuna risataWladimir chiude la porta e spegne la lucepuzza di fumo…Amleto guarda la puttana messicana 26
  27. 27. e avverte un urto nel pettoe solo ora mi rendo contoche mi hanno sparato addossocon un certo sollievocomprerò le bretelle rossee andrò a Rimini e a Berlinosui palchi la sera con teci faremo due risatementre sparano dalla verandae la voce di Tom Waitsrisuona nei sobborghidi New Orleans-Sanitàma dove, dove andròa nascondere il mio infernomentre di cento soliarde il tramonto, come si suol diree luce, troppa lucesempre mi piacequalsiasi luce èmeglio del buiodel buiodel buiofinemaledettafine(La donna intanto si è svegliata prende la pistola- scena di uccisione di HK- poi siavvicina alla valigetta, la apre, esce una luce violenta – calo di luci- dissolvenza- poitutto sulla musica dell’inizio.)-------------------------------------------------------------A- FinaleB- Ma che d’è ’na bella jurnata?È ’na jurnata qualunquelunga, azzurra, serenae senza nuvole, 27
  28. 28. rispecchio di cielo chiaroaria fresca di verde crepuscolo.Senza rumori violentisolo voci amatefacce familiariquando tutto si accettasenza calcolo,ca nun po fa male.’Na bella jurnataè ’nu suonnoche continua con la realtàe lluocchie stanno apierte o ’nchiusica è semp’’a stessa cosa.Unarmonia insomma di vita e di natura.CORO- Ebbene, tutto chestonun ce sta cchiù,la bella giornata si e dissoltasquagliata comm’a ghiacciosott’’o soleed è rummasta lacquaacqua di pioggia grigia e nera.C- Lorizzonte tene sempe ’o stesso culoreed è inutile aizzarese d’o liettopure si fore ce sta nu bello soleil dormiveglia è chillo d’a malatiad’o respiro affannusoe d’o sudore che stilla p’’a schiena.E sul comodinosigarette spentecon strani profumie nterra buttigle smezzatee tazze e cafè annerite.Le ferite sono apertee non si rimarginano,la stanza è un acquariocon vecchi sospesiche fanno gesti lentie dicono il futuro 28
  29. 29. e fore’na tarantella e colpi e allucchima nunnè Piedigrottaè solo la nuova fortuna dei tempi.CORO- Così, da una persiana chiusaAngelo, in un raggio di luceha quasi vistoil pulviscolo del cosmoil fermento delle molecolee le parole che precipitavanoprecipitavano, precipitavano…A- E cchist’’è ’o mister’’e ll’omme!-------------------------------------------------------------------------Riferimenti a:W. MAJAKOWSKIJ, Opere, Ed. Riuniti, Roma, 1958.W. SHAKESPEARE, Tutte le opere, Sansoni, Firenze, 1964.E. MOSCATO, Quadrilogia di Santarcangelo, ubulibri, Milano, 1999.-------------------------------------------------------------------------Officine Kulturali Aurunke 1992-2010 29
  30. 30. SOTTO IL CIELO DEL SUDAvete visto mai il cielo del Sud certi giorni di tardo inverno... Ah! Ho trovato il tempo di guardare il cielo perché sono una donna,semplicemente. Una donna che guarda il cielo.. certi pomeriggi di febbraio, già un odore diprimavera.. quando ci si ferma, ci si ferma, si stacca la spina, stop- e alloraecco il cielo meridionale della nostra infanzia, della nostra vita.. e allora? Allora, allora ..nun- me- ne- fotte- cchiù- ’e- niente: punto zero,chi è dinto è dinto e chi è fore è fore.. e io ... stongo fore! Out. Vecchia storia, signori, vecchia storia, già scritta e recitata. Ma il problema e che ritorna, ritorna, come la vita: a munnezza cambia di secolo ma è sempe a stessa, sulo che adesso è più patinata, più ammacchiatacome si dice, ma sempe munnezza è. (Musica) 30
  31. 31. Comm bella sta musica.. ah ’na tazzulella ’e cafè comme dicevaEleonora spruffunnata in una cella della Vicarìa.. ma il problema cheoggi nessuno più ti uccide, ti taglia la testa- rullio di tamburi, rumori di ferri, rombo di carrarmati, colonne in marcia, abbiamo perso la battaglia dellEbro, sangue e macerie di cui abbiamo sentito parlare, muti ci stringiamo nei nostri gelidi letti, reduci da sogni violenti, al bar una parola, una sola, niente da comunicare, lequipaggio non ha nulla da segnalare, la periferia risponde allappello, muti cimiteri meridionali pieni di mimose, troppi fiori e troppo mare, ne abbiamo avuto abbastanza. Cosa diremo a nostra madre quando ci darà un ultimo sguardo... Voglio che mia madre dica una parolaccia, che urli sulla mia vita, che mi chiami stronza perché ho osservato tutte le regole del gioco, perché è uno schifo far portare i gigli ai bambini, perché restiamo muti ad osservare il fumo della sigaretta dopo il sudore dei corpi, dopo parole smozzicate, dopo il sussulto delle carezze ... e quella paura che sulla punta delle dita ti guida verso insenature derba a cui il vento cambia colore, ma più da vicino, da vicino, osceni scorpioni che si accoppiano velocemente e poi si suicidano infiggendo, con un secco movimento, il proprio pungiglione nella giuntura delle scaglie: un tremito violento, si rivoltano con la pancia allin su, e poi rimangono immobili mentre arrivano insetti necrofori.. Ci si perde, ci si perde.. cumm’è bello stu cielo del Sud. (Musica) Rice: "..una mattina gregorsamsa si trovò trasformato in insetto." Rice: "..natura, natura perché di tanto inganni i figli tuoi?" 31
  32. 32. Rice: " ..ai em a vertical ..." Rice: " ..io sono impegnato nel sociale" Rice: "..io diverto e aiuto a capire quello che succede." Ma, molto umilmente, chi-te-muorto-aiuti: TU SEI QUELLO CHE SUCCEDE! NOI siamo quello che succede. E io cosa "succedo"? (Musica) Ma vi rendete conto, vi rendete conto in che epoca stiamo vivendo? Ah,interessante, troppo interessante.. voi tutti potrete dire: io ceroquando ci furono grandi cambiamenti:muri che sono caduti,partiti che sono caduti,simboli cancellati,banche ingrossate,disoccupazione scoppiata,aggregazioni e ammucchiate,intellettuali allineati, seh, pronti per essere fucilati, poeti ammutoliti,politici scappati, politici arrestati,la zia di Pasquale col femore fratturato, tasse aumentate, computer molto diminuiti, ma la televisione, core de mamma soia, a chi, a chi crederanno le massaie rurali, a chi daranno il loro cuore i pastori sardi, i metalmeccanici napoletani, i mobilieri della Brianza, e Fausta, mia nipote, che occupa tre stanze... (Musica) Vedo fiumi di gente, lunghe teorie di gente che aspettano, vado veloce per strade urbane, file infinite di macchine, velocità, una porta … sono in una realtà virtuale, spettacolo ineffabile della nuova vita informatica, i vostri desideri saranno tutti realizzati sapete.. tessere magnetiche, bancomat, ticket, rocket, target, 32
  33. 33. ma che succede.. non cè accesso.. cosa.. la parola dordine password.. io.. non ho la parola dordine.. il paradiso per una parola dordine.. vi prego.. qual’è la parola dordine.. oddio ho dimenticato lestratto conto! (Musica) E un giorno vi parlerò del popolo, questo popolo che ormai non ha piùparole (sellanno arrubbate tutte quante!), popolo che sta bbuono e se nefrega, popolo ca sta male e nun tene voce, popolo che vuole cambiare, ma cosavuole cambiare, cosa, niente, nulla. (Ritmando) Cuncettina sta nchiusa tutto ’o juorno Dint’allappartamentino e cucina e lava e stira e sapparecchia ogni tanto e esce ogni tanto e s’’a piglia ’o marito ’a notte, ogni tanto e se vere ’a televisione, ’a matina, o juorno, ’a notte, e tene ‘nu solo desiderio ca le coce- ’a matina - o juorno e ’a notte e vuole una casa a beverliills ’na figlia ca se chiammasse samantha ’nu marito ca se chiammasse ridge e spenne, vuole spendere, spendere, spendere, e s’accatta ‘na pistola e vota pe ppippobaudo... cosa deciderà questa donna, sorella sperduta nellanebbia....cosa.. addio, addio, addio, guuudbai, bai, bai.Commè bella a staggione, comm’è bella ’a cadillac, comm’è bello Vicienzo ca sè sparato mmocca pecché era troppo felice e oltre la felicità che ce sta? Niente, niente. Comm’’e bello stu spitale chino ’e terminali- ca nun songo computer, no, ma persone, gente ch’adda sulo murì, comma tuttiquanti, sulo ca loro ce songarrivati e ’o ssanno,e si ’o ssanno allora.. musica .. 33
  34. 34. (Musica) Ieri mentre ero al consiglio comunale quasi ho toccato la storia. Ah,una sensazione di onnipotenza.. no, tutti in democrazia possono farela storia, la storia sta llà, aspetta solo che uno la faccia, voi lavolete fare? Ma già la fate stasera, qui, signori miei eh.. si stiamofacendo la storia di questo grande paese, stiamo discutendo, io discuto, main fondo voi pure, sui massimi sistemi, eh si, non vi preoccupate, bisognasolo inventarsi dei problemi, un nemico, lavversario, eh si, fatevi unavversario, qualcuno che so, da odiare, e costruiteci sopra una teoria,limportante che ci facciate molte chiacchiere attorno, che mettete che so,dei manifesti, fate interpellanze, scrivete libri, articoli, oppure eh, ilmassimo della storia, lapoteosi, con le nuvole, laureola, le tunicheazzurre e i canti gregoriani, si, unintervista televisiva, qualunquecanale, o una trasmissione intera.. unora di televisione.. e ivostri nipoti, sui libri delle medie e delle superiori il vostronome, eh la storia, come una malattia subdola, virale, vi si insinua nelsistema circolatorio, si incomincia davanti al bar, poi larticolo, laconferenza e poi il massimo: ma si signori, maurizio-costanzo-sciò, sciò,sciò, sciò, sciò... ma che vonno sti cciucciuvettole! (Musica) Una donna guarda il cielo del sud, questa immenso coperchio di stelle,profumi derba, vecchi amori... abbiamo bruciato la nostra vita credendo in un sogno.. compagni di viaggio, compagni di viaggio .... notti e giorni tra sigarette, maglioni, scarpe da ginnastica, caffè e gente, gente, gente.. strategie, slogan, cortei.. abbiamo navigato in un mare di fotocopie e siamo approdati a chi-songhio-e-chi-si-tu.. ma chi siamo noi...? Oggi tutto si confuso nelle nebbie di vudiallen, si ombre e nebbie.. la vedete questa nebbia che sale, sale dai televisori, da notti urbane, da inverni tenui tenui.. fumi che vengono da squarci nella madre terra, dai copertoni bruciati sulle strade, da automobili bruciate, da villaggi bombardati mentre mangiamo il dessert.. fumi, miasmi irraccontabili.. 34
  35. 35. fumo e nebbie.. E gli amici, li vedo tra la nebbia, camminano tutti decisi.. dico i loro nomi che sono parte della mia vita di donna, li ripeto, ma loro vanno, vanno disinvolti, ognuno con un fine, con uno scopo chiaro. (Tra il pubblico) Eccola.. lei lotterà fino in fondo, cè una spada alla sua vita, i suoicapelli sono fiammeggianti, porta delle carte in una mano e un codice.. Più indietro eccoli, sono loro, si muovono veloci tenendosi per mano,dicono di si e di no alternativamente, arriveranno presto. E ancora, sono tutti amici, ma il loro volto fisso, hanno capito tantecose. Io, invece, la donna che guarda il cielo del Sud, vede che diversa èla sua sorte. Questi amici non mi vedono più, credono che ci possa sempre essereunitalia-germania-quattro-a-tre. Che si possano raggiungere posti pienidi sole e di gente libera. Seguono il cammino-slalom costruito sul percorso,giù fino in fondo. Non mi guardano più, navigano, approdano, sanno, parlano, ridono,smorfiano, tradiscono, e forse uccidono, si, li ho visti più da vicino,hanno coltelli e pistole nascoste.. oddio.. io non ho nulla, guardo ilcielo e guardo la terra, non potrò mai combattere contro di loro, nonpotrò mai guardarli negli occhi e intanto affondargli il coltello nelventre.. io li abbandonerò nella loro nebbia, io mi perderò nel fumo che saledalle strade, guarderò i morti sullasfalto e avrò pietà, forse mi fermerò,forse mi fermerò.. mi sono già fermata.. non mi prenderanno in ostaggio,cercherò di uscire da questa fiumana di corpi, da queste ombreingioiellate. (Risale) No.. finché cè confusione cè speranza..non è vero... per quelli..diomio, quanti sono, che vogliono arrivare sui confini della storia percambiare finalmente il guardaroba. Io non potrò combatterli, ma non sarò un ostaggio, sarò una donna cheguarderà il cielo e la terra e finalmente potrò bere una cocacola intera. Ah, lamore, lamore.. (Musica) E allora andiamo, io e io, andiamo.. ma vi siete mai chiesti dove va,ma addò va tutta sta ggente? Vanno, con grandi macchine, con granditrucchi, con grandi parole, vanno alla grande, vanno, vanno, tutti.. lo 35
  36. 36. sapete dove vanno? Dove vanno casalinghe, impiegati, politici, ragionieri,commercianti, pittori, attori, disgraziati, nevropatici, psicopatici,isterici, paranoici, schizofrenici, scrittori, giornalisti, giornalai,lavandaie, e poi.. apostoli, martiri, tanti martiri locali e nazionali,santi, comparielli camorristi, artisti, magistrati, altolocati.. dovevanno, ma addò vanno... ma .. si.. vanno al MER-CA-TO. Oh, un camminodi luce , un profumo di gigli, ecco, venite, il luogo magico il futuro delmondo, la gioia delle future generazioni, con garanzia divina sintende, mica’na cosa accussì.. eh IL MERCATO: una grande radura lucente, larghestrade con marciapiedi mobili, palazzi illuminati giorno e notte, specchi dappertutto, musica dappertutto, felicitàdappertutto.. silenzio, non profaniamo, ecco tutti comprano eh, tuttivendono eh, tutti comprano e vendono tutto, merci colorate, merciimpacchettate e nude, merci vegetali, animali e .. merci umane.., uomini edonne in confezione regalo, i bulite-o-i-gghietto, razze diverse a prezzidiversi, grande varietà di scelta.. e, in fondo, in alto tra le nuvole,tra due città Standa e Upim ecco, inchiniamoci, un grande monitor celeste,schermo superpiatto a cristalli liquidi, tecnologia digitalematsuscita-mitsubisci-tojota-givuss-nec, un grande schermo in cui ci sonotutti, ma proprio tutti, dai martiri ai ragionieri, soprattuttoragionieri, e cè una musica solenne e commovente e una voce da brivido,forse quella di totoriina che dice: IO SONO IL VOSTRO SIGNORE EPADRONE E NON AVRETE ALTRA LEGGE SE NON QUELLA DELLADOMANDA E DELLOFFERTA CHE REGOLA IL PREZZO. (Lattrice canta una canzone di Nino Dangelo) Periferie, periferie del grande impero, strade secondarie,paesi di campagna e, ogni tanto, grandi discariche di sogni,sogni di camorra e darte, grande circolazione di capitali, sogni atomici e sogni rivoluzionari.. Periferie della mente, derive di umane speranze e cimiteri interminabili,ma di tutto ci trovi, di tutto, solo pazienza ci vuole..Periferie ferme all800 con piccoli umani che si sforzano di pestare sulletastiere dei computer… E così la piccola umanità.. una donna ferma sotto il cielo meridionale,si ferma, prova un paio di occhiali a specchio, molto moderni, proprioadatti, occhiali in cui lo sguardo non si tradisce se sguardo dassassino o disanto.. occhiali a specchio riflessi speculari di cielo.. Una donna che è madame batterflay, che si siede allorientale e sitrucca, che volge le spalle al mondo, si trucca lentamente mentre sale 36
  37. 37. la musica (esegue) che ricorda la sua giovinezza, le sue periferie mentalie il suo sogno americano e il grande amore tradito, tradito, il suo popolotradito, il figlio che non vedrà più, si, (si gira truccata) perchénessuno ha visto che nasconde un pugnale... che.. guardando la grandefinestra a nord, i mandorli sono fioriti e il cielo, sempre meridionale,lentamente si infigge, molto lentamente, molto, assaporando la vita inun grande dolore, si infigge il pugnale nel petto e lentamente, sempre,si accascia al suolo (esegue).(Musica)(Si rialza) Ma non così, è solo Cronemberg, un film recente, storie, semprestorie di donne meridionali sotto cieli meridionali mentre i giglimarciscono insieme a carcasse di animali morti, la sabbia piena diinsetti e laminati di poliestere che bruciano, bruciano come una metaforainfernale.. Macchine sempre pi grandi, supermercati sempre più grandi, psichiatrisempre più ricchi, sempre… (Musica finale) Piccola donna ferma sotto il cielo meridionale.. Diventeremo clandestini e inventeremo la pace, un silenzio senza sottofondi di domenicain fiori artificiali e leggere camicie di cotone tazzulelle di porcellana leggera, quasi trasparente ’e cafè niro niro stanze quasi spoglie e legno di sandalo (musica) ho sentito le sirene di Eliot, ve lo giuro, le ho viste cavalcare onde spumose pettinate dalle maree, vi assicuro che le ho udite cantare ma non cantavano per me questo è certo (musica) ho sentito il mare percuotere il mio cuore (musica) ho sentito che stanno distruggendo il passato 37
  38. 38. per cancellare il futuro.. si, e noi allora diventeremo clandestini del presente, come stasera, qui, dove giochiamo la nostra vita dilatando un momento, qui, dove io, la donna che guarda il cielo meridionale può scegliere di morire, di guardare di giocare di fuggire o forse- destino di tutti- di amare. Au revoir.(Per Giulia Casella - 20.2.95) 38
  39. 39. AURUNKA BLUES(Primo movimento- andante descrittivo) ah si venuto! e che si venuto a ffà?in salitadal mare alla collinarespiro caffannae viento c’assecca’o sudorea giro duocchieun grande disegno dorizzonteterra fiorita e ombrose macchiepioppi timidi e querce annosegeometrici frutteti espianate innaturalisolitari villaggiuliveti argentei 39
  40. 40. su greti dilavatirivoli sotterranei e schiuma bianca e mortecivili discarichefumi e indicibili umoridismessi arredi purulentitra polvere e ronzii dinsettirari rumorifolate marineda spiagge ferroseil mare è lontanolontanotutto è campagnadistesa di collinedilatazioni mentalimura calcinatedi paesi spopolati sta terra nunnè fatta per chi ha lanima di vento Silvia Plath, Rimbaud, Moscato no suo naturale destino è labbraccio mortale sabbie mobili per lanima pesante che affonda appestata e rancorosa rantoli e deliri tra apoteosi estive inghirlandate di rumorose bande musicali(Secondo movimento- mosso estenuato)allegre brigate su baccalà volantisorvolano leggiadredistese dimmondiziabruciano manifesti 40
  41. 41. nei vicoli senza cielovicoli di miasmi sanguignicumuli di pomodori marcisuppellettili infettatedi appartamenti abbandonatifinestre di plastica inchiodatee lamenti seniliesalazioni come residuidi storie glorioseerbe e fiori selvaticitra vecchie maceriee antiche muraillusioni che la naturasistematicamentesi è sempre incaricatadi smaltirecampusant’’e campagnache non sbadigliano alla lunama semplicemente sparisconodint’’a campagnacampagna a ondatecomm’’o mareradici attuorn’allossafiori gialli che spuntanoda occhiaie scafutate eppure eppure di pomeriggio avanzato unora neutra s’appicciano ’e lampiune di Piazza Mercato i colombi dun volo improvviso disegnano il cielo(Terzo movimento- descrittivo sostenuto) 41
  42. 42. una treguama proseguono le vocisempre le stesseda trent’anniriempiono la piazzatra trentannisaranno le stessestorie di tradimenti e di poterepersonaggi di collaudate sceneancorafino a che la natura nonli prenderà come semprein cariconel tempo dellignavialibritiatrimusichecomm’’ panni americanispasi ’nterrabancarelle di sogni di seconda mano’mbruscinate illusionirrobbaa buon prezzoinsommacrastule paranoicherassicurativeche lievemente eludono la domandase ci sono domandeeludono la storiama la storia è andatasperzatra eternità qualunquistefamiglie sempre le stessee grandi rassicurazioni religioseioi soldila famiglia 42
  43. 43. ioDiola famigliaiola politicala famigliapoche variazioniartisticamorristionorevolisantiin marciae questi contadiniche bisognava rinchiudereanche loronel carcere di Turidieciventi annifino a che ’a terrafosse addiventata ’n’ata cosa ah si venuto si venuto p’’a festa e che te crir’’e truvà?(Primo intermezzo a gioco)girandulagirandulellama quanno si natae quanno mai si stata accussì bellastatte zittofa tutto annascusoca o munno è bruttoe o purtone 43
  44. 44. è meglio ca resta nchiuso(Quarto movimento di speranza)non sono palmema frasche e ramiulivipac’’e nienterami verdi e griginfus’’e vernice argientoaccussìaccummencia a Passioneca ogn’annosimm’ancora vivie ringraziamm’’a Maronna’a vesta neraspinesanguechiuovimartielloah chisto ninno è Gesù’o tengo mbracciom’’o cunnuleoe cola ’a cerap’’e basule d’’o vico’a llumataChist’annoè cchiù ricca ma il fuoco il fuoco ancora fredda è ’a staggione e semp’a stu posto 44
  45. 45. nun me ricordo ’a quantanni ce scarfammo primma da cantinavenne e vannosenza requietra cchiese e cchiesevenne e vannoparlanopreganomangianonciucianobrucianovanno e venno ma il fuoco ’o ffuoco Chist’anno è alto ’o cchiù bello è chill’’e piazza Mercato ma il ramo doro e la fanciulla pallida che lo tiene anche questanno sono fuggiti col vento primaverilevannoangeli neri bancarelle luminosestatue pesanti zucchero filantevolti sudati lampi fotograficidonne alluttate ah la paura diavolo a serpente te passa p’’a schiena s’nsinua mpietto e t’assecca nganna 45
  46. 46. e llurdemo sciato è solo na preghiera ’a stessa ‘e quannieri piccirillo e chest’è tutto(Secondo intermezzo a gioco)scorreno ’e juornipazzianno e rerennoe scegne stu scuroma senza pauraparole comm’’a ccunt’’e ninni ’a vernata è passatascrocche rosse nfaccia ’a Maronnacomme s’è fatto tardicomme s’è fatto tardi(Quinto movimento lirico- brillante) allora comme te fà ll’aria? che è... te si perduto?ma chi ’o ssapechi ’o ssapec’’o quartiere è in discesaCarmine S. Biagio Macielloe ncopp’a tuttovico SantAntonionun ce sta vientoma solo afae puzza di materia organica disfattapuzza che si trasforma 46
  47. 47. continuamentediventando millefioriessenza di angelici gigliche salesaglie fino a ncopp’’e graniliaereo limbo marino lenzuoli bianchi immobili come quinte tra cui si sognano e si intravedono amplessi rubatisolo ’na voceunaten’’a forza ’e vulàfino alle stanze più remotefino a dint’’o cerviello’e chilli ca nun dormono maichille che si trasformano facilmentein macchine di violenzabasta ’na meza parolaun mezzo bicchierena sigaretta ca nun se trovabasta poco e allora? nu ’nzerrà ’o purtone mo ca te ne vai tanta gente adda ancora passà(26.4.2000) 47
  48. 48. DUE GERANI ROSSI ricordando Pierpaolo Pasolini ed Eleonora F. Pimentel non è di maggio questo freddo e questa luce solare che ci accompagnano in questa terra disfatta di venti e di maleodoranti crepuscoli ove razziano grosse macchine di ronda e pace è solo un finto silenzio di paura sui nostri destini in questo decennio meridionale è sorto un orizzonte di vecchie storie e di sangue raggrumato sui palchi fatti di tavoloni da cantiere e di bandiere un orizzonte grigio e giallo: schermo dAfrica e di Los Angeles intermezzo storico sospeso tra fili dacciaio e brandelli di paesi puzza di marcio e fiori innaturali nuove musiche e vecchie cantilene 48
  49. 49. spezzature danime e cicli culinaritra Te Deum e incappucciatitra nuovi monaci e vecchie catenee la donna, sempre la stessa,che sale dal vicolovestita di panni americanicon la borsa di plasticae la faccia di tufo-essa è inesorabilmentemerce di scambioe non esisteè di dicembre questa tregua musicalequando le teste di legno sono in azionecercando il nuovoche non troveranno maiperché non sannocosa veramente sta accadendoperché hanno soloimparato a compraree a negare la storiache pure è apparsacome una donna dolce e nervosasubito cacciatada queste colline di stramecome un fantasma inattualeeppure siamo qui a ricercare-per salvarci- il senso delle cosenegando le comode abitudinidi chi giovane vive da vecchioin questi paesi eternamente sporchiperché non hanno avutoil coraggio di sognarele generazioniche hanno lasciato solonegozi e pizzerieche hanno vissutosolo di messe e di ragùe dunquein questo scorcio di secolo 49
  50. 50. nella periferia dellimperoormai si vive di parole dordinequi la storia si ferma-o si trascina-nel quotidiano andamentodelle locali vicendeun fiume torbido di paroleci attraversae il senso si ritraepremono le velleitàe piccoli masaniellivanno in cerca di padrinicerto è più bellalinquietudine dei piccoli borghesiche non questo popoloche non ha mai fatto nullase non saziarsie far finta di pregaree ora che il soleè stato tirato più giùsullorizzontei frigoriferi mandano più lucee la notte è diventata giornoper lo splendore delloroche luce dappertutto:su nodose mani contadinesu colorate cravatte di intellettualisu mani adunche di compariellial collo di maestriaccademici e santipreferisco linquietudinedei piccoli borghesidi chi- in silenzio-ha trovato la propria stradadi chi non vuole prendersiad ogni costouna fetta della torta 50
  51. 51. e preferisceuna vita divertitae capire e soffrirequelli che non hanno pauradi parlare del doloree se ne freganose qualcuno si annoiao non paga il bigliettopreferisco chi loda lironiae odia il comicoquelli che ad Amsterdama Berlino a Hong Kongcapiscono e taccionoe arricchiscono con pudoreil loro cuoree lo offrono semplicementesenza costringere luniversoin idee di plasticapineheads on te movementre la luce si alzasu due rossi geraniin questo momentoEleonora e Pierpaolounidea:da una parte Napoli illuminatada una breve stagione di ragionedallaltra la poesiauccisa tante voltee sempre riaccesaper la sua grandezzama è ora di andarein Terra di Lavoro,perché bisogna andaretra questi che non sono paesie non sono cittàtra rancido e ginestretra escrementi e sole 51
  52. 52. tra gigli di sabbiae animali mortibisogna muoversi e dimenticarequel sapore di baccalàin salsa balcanicaper il saporedi una piccola mela annurcabisogna affrontareil quotidiano paesaggiodi rumori e di parolee gesti acuminatidi notti tecnologichedi povere lucie di film in bianco e neroun universodove ci piace affacciarciper dare connotati diversiallantico grido umanoallantico e rudimentale progettodi vederese oltre il mare cè la terrao altro maree ancora oltrecosa cè(In NANIANÀ Prod. O. K. A. 1992) 52
  53. 53. LUNA ROSSA SULL’ASSE MEDIANO Atto unico (1) Regina Mareschella, detta Donna Regina Teresina, segretaria tuttofare Donna Anna, boss del “sistema” di sud-est Isidora, amica di Teresina Alfonso, detto Foffo impresario Alexandra, figlia di Regina PrologoMolto a sud di Roma, tra l’alto casertano e l’area napoletana, nei territori in cui siincrociano le autostrade A1, A30, A3 e poi la statale 7 quater detta Domiziana, tra lacosta tirrenica ed un entroterra di pianure e di colline, a ovest del Sannio, a nord diSalerno, a nord est della penisola sorrentina,…Territori franchi, strade mai riportate nelle mappe, quartieri fantasmi, corpiabbandonati ancora vivi, sirene e autoradio a gran volume, grandi macchine chevanno lente, sornione, occhiali scuri, volti immobili, roghi d’immondizia, alti murigelosi costruiti prima delle case, paesaggio grigio di tufo e di cemento, giardini 53
  54. 54. abbandonati, squarci senegalesi, musica tunisina e nenie neomelodiche, leggere ariedi tragedie: amore, morte, onore, simboli, messaggi da capire, territori marcati….Zone franche, non c’è un dentro e un fuori, un prima e un dopo… la paranoia si famaestosa, generalizzata, ciclicità storica più o meno visibile, ma sempre secondoleggi interne, volubilità proprie, percorsi di un grande, diffuso delirio, scontataepidemia, normale malattia senza sintomi….Dalle autostrade alle coste l’asse mediano, ex strada statale 162, per trentatréchilometri lascia scorrere dai 30.000 a 105.000 veicoli al giorno, convoglia moltestrade rettifica percorsi, accelera itinerari, bypassa paesi, collega, libera,distribuisce, alimenta, concentra, apre… ma le diramazioni secondarie, quelle senzainsegne, quelle che si perdono tra casolari di campagne, tra campi deserti costellatidi fuochi, le strade sterrate che finiscono in lunghi viali alberati, che portano davantia cancelli di improbabili ville, luoghi di storie segrete, inconfessabili, ville coneleganti e possenti cancelli scorrevoli che si aprono con rumori ovattati in albe difumo e nebbie di marzo… *(La luce lentamente si alza su una scena spoglia: al centro un lungo tavolo rosso conun notebook chiuso, alcuni cellulari, fogli, carta, una penna stilografica, unpacchetto di sigarette, un accendino prezioso, un portacenere. Dietro una sedia altada bar, davanti uno sgabello bianco. Più dietro un pannello nero con la scritta LA GRANDEZZA È ESPOSTA ALLA TEMPESTA Ernest Jüngerin alto. Sul pannello, sotto la scritta, due ganci di supporto.)Entra Teresina, segretaria, giovane, completo nero, pantaloni e giacca, occhiali,coda di cavallo. Porta un caffè fumante con piattino che posa delicatamente sultavolo. Esce e rientra con una spada da samurai tenendola sulle due braccia distese.L’appoggia ai ganci sotto la scritta sul pannello nero. Accende un ipotetico impiantostereo, musica in sottofondo.)Teresina- Vuie ca state mmiezze diente... Vuie ca state mmocca Lupa, astrignute accussì forte... Vuie ca nun vedite chiù né ghiuorno né notte... ma sulo o cannarone apierto, scuro comma pece ca ve tira affunno... fino a vocca ‘o stommaco... fino ‘e primme giro de budelle... 54
  55. 55. pentitevi... facite ‘na preghiera... chiammate ‘e muorte vuoste... lanema mettite a luogo ‘e salvazione...(2)(Gesto di ironica magnificazione- parla tra sé) Accummencia ‘a commedia,incomincia la commedia, come ogni giorno… mettimmece ‘sta maschera… ma… perl’ultima volta… pecché oggi nunn’è ‘nu jorno qualunque… stasera ci sarà la lunarossa, allineamento di pianeti… staserà ci sarà la resa dei conti… ci sarà sangue sullaluna e sull’asse mediano… si cambia… il bilancio si chiude, siamo al capolinea ‘etutti chist’anni (esce).(Entra Regina Mareschella, età indefinibile, vestita con una tuta da ginnasticagialla con righe nere alle braccia, si siede, solleva lentamente la tazzina di caffè,annusa, apprezza poi chiama Teresina che compare sussiegosa. Regina fa un cennocon la testa, Teresina assaggia il caffè, si ferma alcuni secondi e poi esce. Reginabeve quindi lentamente il caffè. Posa la tazzina, si avvicina alla spada da samurai,la sfila dal fodero e prova alcune posizioni di offesa e di difesa. Chiaramente ilriferimento è Uma Thurman , Kill Bill di Quentin Tarantino. Poi si siede.)Regina– Teresì , vieni.(Teresina entra e si pone di lato con cartellina, blocco e penna .Regina- E allora? Teresì .. dichiarazione!Teresina- (Secondo un rituale prestabilito)- Siete la mia signora e regina. Vi devotutto. La mia vita sarebbe nulla senza di voi. Siete la natura che mi circonda, l’ariache respiro, il mio sangue è vostro. Tradirvi sarebbe l’offesa più grande al Signore el’inizio della mia sofferenza di morte. Così vi dico e così è vero, oggi …. Oggi,dodici … marzo duemilaesette.Regina- Speriamo. Fragranza? (annusa Teresina).Teresina- Shiseido Sudora.Regina- Completo?Teresina- Armani executive.Regina- Scarpe?Teresina- Barcellonette Ya YaRegina- Orologio?Teresina- Rolex little woman.Regina- E mo’ fammi il monologo di Cicala.Teresina- LA DEA DELLA DISCORDIA LORA DELLA VIOLENZA! E nuie, passanne, facimme scuppià ‘e ponti, cambiamo senso alle frecce indicatrici, chiodi, seminiamo, e tracce di sangue e per tre volte in mezzo spartiamo il mare infuriato alla ricerca di una tana, un nascondiglio 55
  56. 56. e alla fine il mare, come agli Ebrei, non ci protegge, no! (2)Regina- Bene. Per il resto?Teresina- Ho cambiato la macchina, la Fox mi ha lasciato a piedi stamattina presto,così ho tefonato a Don Clemente per una ….Toyota … normale e… color fucsia…mi piaceva accussì…Regina- Teresì e che cazzo, non ti sei imparata niente, la Smart va bene, ma blindata,Teresì, blindata, e nunn’è che vendiamo la verdura qua, ma i giornali li leggi,blindata e nera di colore, va, telefona a Don Clemente, nera di colore…. e quantevolte ti debbo dire che ci vuole un basso profilo, hai capito, ma come puoi pensare… color fucsia…. va, disdici subito…Teresina- Va bene… siete voi che pagate… ma prima ci sarebbe un’altra cosa, èarrivata la fattura da Taiwan per quei telefonini, ecco (prende dalla cartellina unfoglio di carta e lo mette davanti a Regina sul tavolo).Regina- E questo è stato un affare, dieci telefonini venticiquemila euro.Duemilaecinquecento euro a telefonino e passa ‘a paura. Come si chiamano…Kri…pto…fon… Teresì questi non li intercetta neanche la CIA, sono garantiti daintercettazioni e interferenze, parola di Mister Chang, ah ricordami di mandargli acapodanno la mozzarella di Mondragone quella che, quando te la mangi dopo….Teresina- Si deve sentire ‘o sciato ‘e bufala…Regina- E quello è l’unica cosa che non potranno mai copiare i cinesi... ‘o sciato ‘ebufala mondragonese… ricontrolliamo a chi abbiamo dato i telefonini riservati.Teresina- Al sindaco Porchelli, all’architetto Gonfalonieri, a Don Cesare Martozzo,a Foffo il regista, a Lanternucci di Teledomani, a mister Fu Fu Chan, alla vostrafigliastra Alexandra, all’onorevole Lafellata, Buttiloro della Regione e a Mantelluccidel partito a Roma.Regina- Non ci siamo ancora, di più, di più… ordina altri cinque Kripto… commecazzo se chiamano, stiamo scoperti Teresì, stiamo scoperti, non te ne sei accorta.. maa che pienz’…. e mister Johnson alle isole Cayman e al ragioniere Vasettidell’immobiliare, a Kressen a Lussemburgo, allo studio Monnazzi e a Zi Anna a‘mmare… che facimm’, facciamo sentire i fatti nostri a tutti gli apparati pubblici eprivati!Teresina- No… ve ne volevo parlare dopo… il fatto è che in questo periodo sono unpoco schizzata ... starò più attenta…. intanto faccio subito la richiesta per i telefoniniaggiunti… a proposito, stamattina deve venire quella mia amica.Regina- Ah si, la fresca laureata, aspetta, ma in che si è laureata ‘sta cacchia ‘eamica toja?Teresina- Ah, quella è molto affidabile e decisa, è comm’a vuje, discreta, fattiva esenza fantasie ‘ncapa. Si, si è laureata in scienze… ah, dell’ambiente.Regina- Ah, l’ambiente, l’ambiente... bene, bene, forse in giornata faremo qualcosadi buono per tua amica, intanto falla venire che la voglio conoscere…(Regina prende un cellulare e fa un numero)Regina- Ah, era ora… caro sindaco, vi siete insediato, si... eh capisco… gliimpegni… state bene seduto nella prima poltrona del Municipio di Pianaparadiso… 56
  57. 57. Ma lo sapete che io sono vincente e voi con me… ora veniamo a noi. Voi state allà…e mio nipote è entrato nella commissione edilizia?... C’è stata ieri sera la riunione…si… è entrato… ma io già lo sapevo un secondo dopo che avevano votato… ma… lovolevo sentire da voi .. si .. e mo’ lo sapete che vi aspetta … al primo punto all’odg…cosa dovete mettere?... Ah lo vedete che siete proprio bravo, prima il cambiamento diindice e poi la lottizzazione Regina del Sud… si, la villetta col vostro prestanome… esiamo già d’accordo… ah, ma per piacere non andate più dietro le processionimasticando la gomma americana… mi hanno riferito questo fatto e non sta bene…ma comm’, vi mettete la fascia, rappresentate... lo stato e… va bene… prendo atto…allora: due passaggi... come… sono troppo evidenti, l’opposizione, la stampa… maquale opposizione... Enzo ha già avuto quello che doveva avere alla Regione e si devestare zitto se no lo sputtano pubblicamente, il Corriere di Pianaparadiso lo sapete dichi è... e allora… si, massimo due mesi… che ho fatto già il contratto per ilcalcestruzzo ad Afragola… e con l’impresa di Villa Literno... Porchelli, cambieremoil volto di questo paese, verranno da tutto il mondo ad ammirare l’architettura del miovillaggio… e lo sapete che l’architetto giapponese mi è costato un occhio… e quelloquando ha sentito la provincia di Caserta non voleva l’incarico... poi alcuni amici…cinesi… lo hanno… come dire… convinto… voi capite… qua… ci dobbiamomuovere globalmente nella… globalizzazione... e le pratiche stanno tutte a posto... cimancano solo due passaggi… a comodo vostro… da voi dipendono tre milioni emezzo di euro investiti, tre e mezzo, avete capito bene!… Aspetto vostre notizie… seci sono problemi... ci sono problemi?… Ah prego, prego, il cellulare che vi hodato… sempre con quello mi dovrete chiamare… statevi bene Porchè! (Posa ilcellulare) Lo vedi Teresì, guardalo Porchelli, seduto che suda e parla al telefono epoi attacca e dice sottovoce ‘sta zoccola me sta semp’ col fiato sul collo, all’anema… Teresì prepara la sedia per gli ospiti… (Teresina esce). Teresì comme si bella Comme t’agg’ fatto bella ‘A figlia segreta ‘e Regina E pare ieremmatina Direttrice a vint’ann’ Del Rosso e Nero a Caracciolo C’’a facette cu Don Tore Allicchetto Omme ‘e rispetto Chillo ca po a Miano murett’ ‘A machina s’appicciaje E a chiagnere c’’a figlia ‘Ncopp’ ‘o lietto 57
  58. 58. Regina rummanett’ E allora Regina ‘a figlia pigliaje E ‘a famiglia è Cuncetta ‘a purtaje E pe ‘dduriciann’ Pe ‘stu segreto Soldi, soldi, pavaje E po ‘sta jttatella ‘e figlia s’’a pigliaje E ormai ricca e sistemata, Regina ‘a casa ‘e don Rafele s’’a purtaje Senza niente dicere del passato E mo’, aroppo quinnici’anni Oggi e dimani Teresina sta ‘ccà e veste Armani Storie vecchie, storie antiche Ca rusciulieano p’’e viche Intermezzi di commedia Cose d’occasione Ma… sull’asse mediano La realtà appassa sempe l’immaginazioneTeresina- (Teresina ritorna con uno sgabello bianco che pone davanti e di lato allascrivania di Regina) Una persona si giudica da come si siede e da come uso losgabello… chist’è un nuovo gioco…Regina- Brava… stai imparando… ma cerca di non imparare troppo… chi è che staaspettando?Teresina- C’è Foffo l’impresario del Teatro Tragico Italiano, è per la rassegna delteatro stabile di Piana che voi sponsorizzate come Mareschella Export-Import.Regina- Ah e facciamolo passare… che dici come si siede ?Teresina- Si siede... si siede… normale senza problemi… da sottoposto…Regina- Vediamo.(Teresina esce, dopo qualche secondo entra Foffo un poco trasandato)Foffo- (Entrando) ISHTA! ISHTA! Spargite semmenze ‘e lino... Facite cataplasme ‘o mare... Trasite dinto core de’ muntagne! Guardate: pure tronche, pure ‘llevera de mmure 58
  59. 59. manna fora ‘stu veleno... stu veleno ‘e pelle, e ossa, e muscoli scetate pe’ scanna! (2)Signora… come state… (si stringono la mano poi si gira, vede lo sgabello lo accostae si siede).Regina- Eh, donn’Enzo Moscato è sempre donn’Enzo, ma quando me lo fate vederequesto spettacolo?(alzando la voce) Teresì hai vinto!Foffo- Come?Regina- No, è una comunicazione di servizio.Foffo- Ah. E quello ci vuole tempo, voi lo sapere, Ragazze sole è dell’85 e c’eraOrlando e Ruccello e poi, di questi tempi… storie di travestiti e detenuti…figuriamoci… però… per pochi intimi qualcosa si può fare … ci sto pensando.Regina- Ecco, pensateci, ma non tirate a lungo, io e altri amici sono anni chevorremmo vedere Ragazze sole. Allora, don Alfonso, avete preparato il programmaestivo?Foffo- Eccolo, Teatro (prende un foglio dalla tasca ) anche quest’anno ci sarà unappuntamento con la grande cultura… il Tragico non fallisce mai…Regina- Donn’Alfò, intendiamoci bene, abbiamo ricevuto varie lamentele sul vostromanagement, sul vostro bilancio, voi con la scusa… è overamente ‘na tragediaitaliana… vi siete... stornato circa 50.000 euro… e dico per-so-nal-men-te, ma anome di quella vostra… diciamo… attrice-convivente… che sono transitatiregolarmente, dopo vari passaggi a S. Marino, sulla vostra banca di Zurigo, dopoessere passati, a loro volta per i Teatro Tragico… quest’anno bisogna cambiaremusica… e poi… ah, prima di procedere vi debbo dire che per voi ci sono duenotizie… una buona e una cattiva, cominciamo dalla buona?Foffo- Sapete pure della banca di Zurigo… come volete voi… parlate allora, così mifate stare sulle spine…Regina- Quella buona è che avrei intenzione, come Mareschella export-Import,anche quest’anno di sponsorizzare la vostra rassegna teatrale autunnale… avrei, hodetto, perché ci dobbiamo chiarire… e qui viene la seconda notizia, quella cattiva…Foffo- Ditemi, ditemi.Regina- Dalle mie… informazioni… risulta che alla Procura di Santa Maria stannopreparando un avviso di garanzia per voi.Foffo- Per me… e che ho fatto…Regina- Donn’Alfò, ma che pensate che le vostre feste notturne a San Vitaliano alVolturno in… margine… alla rassegne teatrali autunnali a base di… candidaneve…con annessi e connessi sexy… e foto a fini ricattatori…Foffo- Ma sono cose private, privatissime, e che c’entra…Regina- Ma allora non avete capito niente eppure siete… diciamo… un…intellettuale… le cose private non esistono più… donn’Alfò oggi è tutto pubblico,pubblico… e poi, Pianaparadiso non è Miami Beach… e poi questo succede con isoldi miei…Foffo- E mo’ andate sul pesante… quelli sono avanzi di gestione, utili di bilancio,triangolazioni finanziarie… 59
  60. 60. Regina- Nu’’mme facite rirere… il fatto è che se volete il foraggio queste storiedebbono finire… finire! Le vostre feste ve le andate a fare a Roma, a Pianaparadisoniente neve nel mio giro, avete capito… sole e mare e basta, solo l’attenzione dellaprocura ci manca!Foffo- Va bene, va bene, se è per questo non vi preoccupate… non avrete più notiziein merito, è successo solo un paio di volte… comunque… ci penso io.Regina- Ecco, pensateci, tanto già ho fatto sapere in giro di non darvi più niente, inzona non troverete più un grammo di niente per voi e per i vostri amici di città.Foffo- E che vi devo dire a questo punto… voi siete tutto… come Dio, date etogliete…Regina- Non fate lo spiritoso… e comunque andiamo avanti, per l’avviso di garanziavi rivolgerete all’avvocato Lascorza… e poi… allora… va bene, anche quest’annosponsorizziamo la rassegna ma… l’impostazione, mi dispiace, non funziona…bisogna… deve… cambiare: bisogna incominciare assolutamente a dare alla gentequello che vuole… voi lo sapete quello che vuole la gente ?Foffo- Donna Reggì, è certo, ma la gente deve crescere… la missione del TeatroTragico…Regina- Si, la missione… ma non con certe produzioni... tipo Cocktail di tenebre… eche diavolo… lasciate perdere quella specie di scribacchini esaltati che fate passareper scrittori e guardatevi di più attorno … Pianaparadiso non è Roma… e poi voiogni anno ci presentate tutta ‘rrobba vecchia, digerita … riciclata, mettetevi bene intesta che qui siamo in provincia ma non siamo ignoranti… è meglio che vi fatecapace.Foffo- Ma la gente viene e ci sono gli applausi, la stampa… sempre commentipositivi.Regina- La solita vostra cricca… diamo una svolta eh… allora... a voi basta la genteche viene dal circondario vesuviano... maglioncino e rossetto… intendo quellaaccozzaglia di mezzi impiegati che si sente intellettuale e di sinistra… e voi che fatel’imprenditore-intellettuale maledetto… ah, a proposito… per piacere, a qualunqueteatro andate, il vostro o di altri … e non ci andate sempre scalcagnato… chediavolo, d’accordo che siete un … intellettuale casual, ma sempre un intellettuale…e non è che potete andare a teatro come uscite dal cesso… stile ci vuole… unacamicia Calvin Klein, un pantalone di lino Trussardi, mocassini Paciotti… insommave le debbo dire io queste cose…Foffo- E che state a guardare… intanto però quelli dell’accozzaglia votano per chidebbono votare… ogni volta, puntualmente, da anni.Regina- Si, ma io personalmente non è che ci guadagno molto… e neanche gliamici… voi prendete soldi da tutti e inciuciate con tutti… donn’Alfò… voi e ilvostro teatro tragico e la vostra banda…Foffo- Si, ma quando è il momento noi siamo a disposizione… E dite voi allora…visto che non siete d’accordo con la mia impostazione… vuol dire che questa voltanon vi sarà il dramma dell’anno… e i migliori nomi del teatro italiano…Regina- Si, tutti cadaveri che fanno addormentare la gente.. allora … di Shakspeauno solo, di Pirandello uno solo, il resto ‘rrobba leggera, napoletana, molto 60
  61. 61. Dalemme, qualche Schellino, un Bizzo, un paio di nuovi comici e il gioco è fatto. Lagente… si deve divertire, non deve pensare... deve ridere, deve piangere, devescaricarsi e ci … deve essere grata per questo.Foffo- Ho capito, ho capito, sono cose che sento continuamente, ma non so se…Regina- Voi potete sempre rinunciare… prendiamo un altro manager come dire…artistico…Foffo- E a voi, come stanno le cose, non si può dire di no… è la capitolazione dellacultura di fronte al potere… sempre così è stato…Regina- Donn’Alfò… io vi posso dire che gli intellettuali sono molto più ambiziosidella gente cosiddetta di potere. Statemi a sentire… quando vedrete il pubblicoraddoppiato e la gente che fa la fila… vedete, la gente guarda la televisione, oggi ètutto televisione e pure il teatro deve essere al servizio della TV... prendete dallatelevisione e portate a teatro, è questa la ricetta per il mio territorio, per la miagente… date–alla-gente-quello-che-vuole e… diventerete l’idolo delle folle... fatemiavere il nuovo programma e preparate i comunicati stampa…Foffo- Come desiderate…Prima di andare però vi volevo ricordare… per quella miaamica…Regina- Ah, per la vostra protetta a Roma ho fatto… qualche telefonata e… pareche ci siano buone possibilità per un provino a Mediaset… vi farò sapere…Teresina- (Entrando) Scusate, Donna Reggi vi volevo ricordare la Grecia…Regina- Ah si, bene. (Teresina esce) Donn’Alfò ci sarebbe un’altra cosa… ci sarebbela possibilità di fare una tourné teatrale in Macedonia… una rassegna di gruppiteatrali dell’area mediterranea… voi sareste disponibile?Foffo- Se siamo coperti con le spese non ci sono problemi, il mio gruppo può fare unbuon lavoro…Regina- Bene, solo che oltre al vostro gruppo ci saranno alcune persone mie… tra cuiun paio di cinesi… che poi dovranno fare alcune ricerche per conto mio…Foffo- Se è a spese loro va bene.Regina- A spese loro… a spese loro… vi state preoccupando per questo… vi faròsapere a tempo debito… e con voi abbiamo finito, ci vediamo donn’Alfò… e non vidimenticate Ragazze sole…Foffo- Con qualche esperienza… E mille janare asciuttano, a capille, o cimitero, e vanno annanze e areto e alluccano ca voce cchiù spezzata ‘e ‘na bandiera: ISHTA! ISHTA! ‘A tempesta sha magnato tutta rena! Annascunniteve! Nfezzateve inte bbuche piccerìlle comm’o dito! (2)È cosa mia. Una settimana e per la rassegna sarà tutto pronto… è stato… un piaceredonna Reggì … come al solito…grazie di tutto (esce asciugandosi il sudore). 61
  62. 62. Teresina- (Entra) È arrivata una mail dalla vostra figliastra, vuole un accredito di20.000 dollari ….Regina- Ma da dove ha chiamato?Teresina- E lo sapete voi... non si riesce mai a localizzare… a meno che nonincaricate il capitano Merlo…Regina- L’ultima volta era a Singapore, poi Hong Kong, poi Tokio… ma che cazzova facendo…Va bene… prendi i dollari dalle Cayman e… rispondi alla mail... che devetelefonare… hai capito.. deve chiamare… ho bisogno… se no tagliamo i viveri…sono due anni che se n’è andata e… certo nunn’è che è stata ‘na grande perdita ma…io debbo sapere… quella è sempre stata pericolosa e senza rispetto… Teresì…Teresina- È l’unica cosa che vi è… sfuggita di mano… donna Reggì… e voi vidovete fare capace… ma non vi preoccupate... torna… tornano sempre dopo lagrande fuga… debbono farsi l’esperienza… e poi… dopo si accorgono ‘e chello caperdono…Regina- Eh… nunn’è ca tutto poteva andare per il verso giusto… ho costruito‘n’impero… quello che la buonanima aveva iniziato… dieci anni ‘e fatica, mai unattimo di tregua e tu lo sai… ma! Solo Rafele… isso ‘a sapeva piglià …’a figlia…Teresina- E quello è stato il trauma… v’arricurdate quanno se chiudette dint’’astanza all’oscuro per due giorni, due giorni…. che coraggio…Regina- Se… il coraggio… quella stava fumata… ‘o pate si che era ‘n’ommepositivo ma… ce vuleva ‘nato core per fare gli affari, quelli veri, e isso… ‘amalatia…’e machine…Teresina- Eh si, chella notte sull’asse mediano… che disgrazia…Regina- Va buono, va buono, so’ anni ca dicimmo semp’’a stessa cosa… non tidimenticare l’assegno per il santuario di Pompei e per la chiesa di Casapesenna, ah…e fai scrivere cinquanta messe, due al mese nel giorno in cui se n’è andata labuonanima e nel giorno che Alexandra è partita… e mo che tenimm’ ?Teresina- Sarebbe l’ora del tango signò... così vi rilassate un poco… intanto di là staaspettando da parecchio Margherita per i massaggi…Regina- Si ma prima vedimmo l’affare di Canton… telefona a mister Chang per laconferma... dunque, 150 dollari a notebook direttamente alla Lenovo, 10.000 pezzi infabbrica … e 50 dollari a notebook per il trasporto al largo di Napoli, poi ci penzadonna Anna allo sbarco… per la distribuzione telefona ai rappresentanti che ti diràCiro… prevedo… 3 milioni e mezzo di euro … vado da Margherita (esce).Teresina- Va bene, ma poi c’è il tango … (aspetta un poco, poi prende un cellularedalla tasca e chiama) Come stai… no, è a fare i massaggi… hai pensato un poco ame… non ci credo… a Barcellona è stato bellissimo… non sono mai stata così connessuno… non dimenticherò mai quella domenica al barrio… e la tua pelle e il tuosudore di seta… si… pensa a dopo, a dopo… il mondo, le città… le spiagge….nostro… certe notti mi sveglio e penso che potresti essere insieme a me… si, hopreparato tutto, sono riuscita a copiare tutto, c’è rimasta sola una cosa ma larisolverò… bene… ti aspetto… non vedo l’ora… ti bacio dove sai… è vero… ciao… 62
  63. 63. ciao a stasera… (spegne il cellulare e rimane in silenzio con aria sognante poi, comeindurita, recita) nu popolo e surdate sta criscenne cu llogne fatte a punta di coltello... E ammola, lima, affina, infanzie, adolescenze, viecchìe cu e capille ianche, professure, figliulelle e sarta, maeste ncannaecate. (2)Regina- (Entrando ) E miett’ ‘sta musica … ma comm’è che si sempe fissata cu ‘stutango… è ‘nu mese ca me fai perdere tiempo…Teresina- (Parte la musica) Ecco, di nuovo il passo base… (abbraccia Regina) èuno a destra e due a sinistra… poi avanti, indietro, girare, sosta... più lento,trattenuto…Regina- Teresì ma che fai stringi… ma che te si messa n’capo… (Regina sislaccia)… tu devi uscire un poco… frequentare ragazze come te… il tango… ladiscoteca ci vuole.. si, ‘a discoteca …ma solo... ogni tanto…Teresina- Il tango è la vita donna Reggì, col tango si balla la vita… si balla con lapoesia… si balla con voi… ma… che ora s’è fatta... deve essere arrivata Isidora…vado a vedere (esce).Regina- E vai a vedere…. che è pure ora ‘e mangià... si sta facendo tardi oggi... ah‘sti jurnate infinite… e la tela si allarga… il deserto è pieno di gigli… ma ched’ è….‘stu peso ‘a vocca d’’o stomaco… è da stammatina…dev’essere la luna rossa dimarzo di stasera…Teresina- (Entrando) Signò c’è Isidora… vieni… trase …Isidora- (Jeans vita bassa, maglietta aderente, scarpe da ginnastica, borsa 24 ore)Posso? Non vorrei…Regina- Vieni, vieni… accomodati…Isidora- (Mettendo da parte lo sgabello ) Teresì… una sedia… Piacere, IsidoraMassa…Regina- Mareschella… e così tu saresti la famosa amica del cuore laureata… Teresì,hai sentito, porta una sedia.Teresina- (Entrando con la sedia) Test positivo… signò ve lo avevo detto…Isidora- Teresina vi avrà infastidito… ma ha ragione… un’occasione così, parlarvi,capita ‘na vota sola… solo voi potete... voi siete una che può... accà, attorno, niente simuove senza il vostro consenso…Regina- Si tratta di lavoro, solo di lavoro….. facciamo… conquistiamo…rischiamo… e qualche risultato si ottiene…Isidora- Qualche risultato… ma che dicite… lo sapete, certo che lo sapete, che vichiamano ‘a reggina, ma non perché vi chiamate Regina…Regina- Si, si … Va bene... e allora ? Tu sei laureata in…Isidora- Scienze ambientali, 110 e lode.Regina- E brava... e adesso, giustamente, ti vuoi sistemare… ma fammi capire...scienze ambientali eh… ambiente…Isidora- Non solo ma anche fisica, chimica, processi industriali… 63
  64. 64. Regina- Chimica, industria…Isidora- Si, soprattutto la chimica… vedete signò tutto è chimica… anche il vostropotere è chimica… là fuori è chimica…Regina- In un certo senso… e... dimmi cosa ti piacerebbe… una supplenza, unlavoro d’ufficio… in fabbrica…Isidora- Signora Regina... mi dovete scusare… con tutto il rispetto queste… nonsono cose per me, quello che cerco, se mi potete aiutare... è un lavoroindipendente… stare a padrone non fa per me… mi dovete credere ... è contro la mianatura…Regina- Ho capito, tu vuoi diventare una specie di consulente…Isidora- Eh, qualcosa del genere… lavorare, fare analisi, sgobbare ma poi... farsipagare… buongiorno, buonasera e grazie.Regina- Teresì, st’amica toja tiene le idee chiare... fino a mo’ stai andando bene... mipiace l’approccio… e pure la grinta… mentre parlavi mi è venuta un’idea…Isidora- Donna Reggì, se vi è venuta ‘n’idea per me significa che Dio mi vuolebene… voi non sbagliate mai …Regina- Mo’ non strafare... stai calma… penso che qualcosa si può fare ma ci vuolecoraggio e determinazione… osservare, decidere e agire…Teresina- E voi avete fatto il suo profilo…Isidora- Mettetemi alla prova... io aspetto solo n’occasione e non vi deluderò.Regina- Va bene... ma mo s’è fatto tardi, Teresì, fa preparà l’A2, si va a pranzo tuttiquanti… un momento che mi cambio… intanto telefona alla forestale per la solitaescursione in elicottero per le 18 e 30 in punto, 18 e 30 non ti dimenticare, oggi è unabella giornata… Eh (a Isidora) ma non pensare che andiamo in qualche ristoranteraffinato… impara: basso profilo e grandi affari… i vizi sono un fatto privato ma levirtù debbono essere pubbliche, si va all’IKEA di Casoria, sull’asse, ci voglionocinque minuti, ma non andiamo a comprare i mobili... si va al ristorantino: nisciunofa ‘a caprese come la fanno gli svedesi!(Uscita Regina Teresina e Isidora si baciano velocemente ed escono)E così siamo discesi nel mondo di sotto, delle formiche umane, dove tutto scorretranquillo, dio comm’è bella chest’epoca, non avrei mai voluto vivere in un’epocadiversa, è bello stare nel mondo di sopra. Pure pe ‘na maesta comm’a te, eh, ‘namaesta, ‘ na vota era una garanzia di successo, era un sapere su cui potevi costruiretutto… da un impero in camicia nera… alla famiglia… la troppa cultura ingessa,svia, invece poche cosa da sapere, il necessario per orientarsi, per capire quello chesuccede e poi vai, questo mondo è così grande e pieno di possibilità. Ci sono tantecose da prendere e così si diventa im-prenditore, si fanno gli affari, si investe, siguadagna, si costruisce il potere…Qui, accà, tra Caserta e Napoli c’è il centro del mondo, tutto passa dall’assemediano, storie, affari, traffici, sogni, noi abbiamo inventato la globalizzazione giàda trent’anni, noi del mondo di sopra… qui dove non è né città né campagna… 64
  65. 65. strade, incroci, snodi, ci si perde sull’asse mediano, case, muri alti case gelose,giardini segreti… un mondo invisibile che pulsa, produce, vive, muove i tentacoli,traffica, guadagna, decide... e poi apri una finestra e… nel mondo di sotto… città chevivono… che sono la vita di ciò che decidiamo noi… apri una finestra…E le vedete, come sono belle queste giovani signore che guidano tutte ‘ste machine ,tutte bionde e tutti i bambini sembrano tante pubblicità americane… e tutti in questicentri commerciali, dalla mattina alla sera, si può vivere giorni e mesi in questiluoghi magici, senza depressioni, senza preoccupazioni... e poi la merce, tanta,sempre di tutto per tutti, colori, forme, desideri…. che grande felicità nel mondo disotto, puoi avere tutto, puoi diventare tutto…E ormai tutti corrono, corrono, con le loro cuffie, le loro tute, vanno verso il futuro…E li vedo, i loro sogni, sono colorati, sono la televisione, sono i film, sono le paginecolorate dei settimanali, sognano, sognano il mondo di sopra, ma non importa,l’importante è che sognino e si sentano bene, con le loro macchine, le loro villette, igiardini inglesi, vestiti come se scendessero da yacht o se fossero attori di un film,che si sentano del mondo di sopra, anche se non lo raggiungeranno mai…I loro sogni sono il terreno da arare, miniere inestinguibili di potere... noi del mondodi sopra abbiamo bisogno dei loro sogni... senza i loro sogni saremmo finiti, così lifaremo felici, noi austeri, invisibili, silenziosi, realizzeremo i loro sognicontinuamente, e per questo daremo loro le Kogan a 100 euro, le Bike a 50 euro,villette con piscine e tennis a 300.000 euro, così loro continueranno a correre almattino, con i loro cani fino a quando non moriranno di cancro nelle nostre clinicheprivate…E l’immagine più bella è quella di centinaia di uomini, di donne, in un saloneimmenso, felici, che ballano tutti insieme, armoniosamente, ai ritmi latini, tuttiinsieme, gli stessi passi, gli stessi gesti, rapiti, estasiati nel ritmo… come un solocorpo moltiplicato per cento, stessi gesti, stessi passi, stessi sogni…(Rientrano Regina, Teresina e Isidora)Isidora- Ci siamo fatte ‘na bella camminata Donna Reggì, grazie per il pranzocomunque, la caprese era proprio buona… ma perché sull’asse mediano mi dicevatesempre “stai attenta, impara a guardare”?Regina- (Si è cambiata, ora è in completo giaccia e gonna nere) Perché dall’assemediano ti ho fatto vedere l’oro.Teresina- Si.Regina- Ti ho fatto vedere l’inferno.Teresina- Si.Regina- Ti ho fatto vedere la natura.Teresina- Si. 65

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