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  • 1. POLITICA DELLA CONCORRENZA Economia delle forme di mercato GRUPPO DI LAVORO: Giuseppe Borello Paola Carissoni Fabio Cirillo Antonella Falcione Laura Giulivi Angela Uccelli Docente: Enzo Pontarollo
  • 2. POLITICA DELLA CONCORRENZA
  • 3. La normativa antitrust negli USA Alla fine del XIX secolo il termine “trust” era in origine uno strumento attraverso il quale molte aziende dello stesso settore potevano collaborare per il loro vantaggio reciproco, eliminando forme di concorrenza rovinosa, controllando le quantità di bene prodotto, regolando i prezzi e allo stesso tempo preservando la propria autonomia individuale. Le autorità statunitensi reagirono per la prima volta alla formazione dei cartelli antitrust, con l’emanazione della legge federale “Sherman Act” nel 1890. I partecipanti ai cartelli (i più conosciuti erano quelli delle compagnie ferroviarie e petrolifere) tramite accordi riuscivano ad imporre prezzi elevati stabili, a danno però di altri gruppi economici quali contadini e piccole imprese industriali, oltre che dei consumatori finali.
  • 4. Sherman Act
    • Sezione 1: proibizione di contratti, associazioni e intese che restringono il commercio
    • Sezione 2: proibizione di monopolizzazione, tentativi di monopolizzazione e intese volte alla monopolizzazione di qualsiasi parte degli scambi commerciali tra i vari stati o con le nazioni straniere
    CASO Standard Oil: cartello di imprese petrolifere, creato da Rockefeller, intraprese una serie di pratiche monopolistiche ( tagli mirati di prezzi, acquisizioni di imprese minori) ritenute contrarie alle sezioni 1 e 2
  • 5. Clayton Act Modificato ed integrato dal Robinson-Patman Act del 1936 in materia di discriminazione del prezzo di vendita Il Clayton Act, 1914, fu introdotto per estendere la legislazione antitrust a casi di fusione e vietare discriminazioni di prezzo di vendita e l’amministrazione di società concorrenti da parte delle stesse persone Modificato ed integrato dal Celler-Kefauver Act del 1950 in materia di fusioni, estendendo il divieto di scambi di partecipazioni tra rivali anche alle transazioni di assets e non solo di azioni
  • 6. Federal Trade Commision L’Hart-Scott-Rodino Act del 1976, emendato le norme sulle fusioni del Clayton Act, ha conferito al DOJ e alla FTC il potere di analizzare tutte le fusioni tra imprese di dimensioni rilevanti Datato il 1914, ha creato il FTC: agenzia indipendente regolatrice di pratiche commerciali sleali, coadiuvata dal Dipartimento di Giustizia per l’applicazione normativa antitrust a livello federale negli USA
  • 7. Il periodo tra le due guerre
    • Meno rigidità sugli interventi di natura antitrust.
    • Durante la I Guerra Mondiale fu l’intervento pubblico a regolare e
    • stabilizzare l’economia americana, piuttosto che le forze di mercato.
    • Pensiero rafforzatosi con la Grande Depressione del 1929 con
    • l’introduzione di forme di controllo sui prezzi ed altri interventi di
    • regolazione
    CASO Appalachian Coals v. US (1933) fu una delle rarissime eccezione alla proibizione per se della fissazione del prezzo. A causa di una continua riduzione della domanda di carbone, 137 produttori localizzati nella regione dei monti Appalachi formarono una società per praticare il miglior prezzo e per allocare la produzione tra i membri. La Corte Suprema di Giustizia ritenne non illegale questo accordo, al contrario era considerato una buona risposta alla crisi attraversata dal mercato in quel periodo.
  • 8. Fino alla metà anni ’70: intensificarsi dell’attività antitrust
    • CASO Alcoa
    • (1947)
    • Colpevole di monopolizzazione dei lingotti d’alluminio per il fatto stesso che detenesse una quota del 90% e che intraprendesse azioni per migliorare la propria posizione (impiantando nuova capacità produttiva), risultò sufficiente a provare il tentativo di monopolio.
  • 9. Scuola di Chicago e gli anni di Reagan L’aspra politica interventista antitrust comportò un calo di efficienza e competitività all’estero delle imprese americane. Negli anni Settanta gli autori della Scuola di Chicago richiamarono l’attenzione delle autorità antitrust e delle corti, sottolineando l’importanza dei vantaggi di efficienza derivanti dalle restrizioni verticali e dalle fusioni. CASO GTE-Sylvania: la Corte Suprema decise che le restrizioni verticali non di prezzo avrebbero dovuto essere valutate secondo una rule of reason . Con l’amministrazione Reagan (1981-88) si seguì una politica di non intervento , nella convinzione che le forze di mercato avrebbero dovuto essere lasciate libere di selezionare le imprese più efficienti. Di conseguenza, il numero di casi antitrust nel corso degli anni ’80 diminuì progressivamente. Oggi è assunta una posizione intermedia tra la politica interventista degli anni ’60 e quella del laissez-faire degli anni ‘80 .
  • 10. Le principali caratteristiche della normativa europea e italiana sulla concorrenza
  • 11. La normativa antitrust nell’Unione Europea L’antitrust europeo ha una caratterizzazione più politica, legata al progetto di creazione di uno spazio economico e successivamente di istituzioni politiche sovranazionali. Il Trattato di Amsterdam (art. dall’81 all’89), oggi vigente, proibisce le barriere economiche, oltre che pratiche restrittive e discriminatorie, capaci di falsare il gioco competitivo dei paesi; vieta accordi e pratiche concertate tra imprese o associazioni. Inoltre tratta di fusioni e concentrazioni tra le imprese. La Commissione Europea è l’organo competente in materia di antitrust. La politica della concorrenza europea ha sempre mirato allo creazione di un efficiente mercato interno competitivo.
  • 12.
    • L’articolo vieta gli accordi tra imprese, le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate per falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato comune
    • L’articolo 81 non distingue separatamente accordi verticali e orizzontali
    • Di recente la Commissione Europea con il Regolamento 2790/99 ha adottato un approccio nuovo sulle intese verticali in cui prevede un’esenzione qualora la quota di mercato dei produttori non superi il 30%
    Art. 81: intese orizzontali e verticali
  • 13. Art 82: abuso di posizione dominante
    • Posizione dominante:
    • si riferisce alla posizione di potere economico di un’impresa, che le consente di limitare la concorrenza sul mercato rilevante, poiché le dà il potere di comportarsi in larga misura indipendentemente dai suoi concorrenti, dai suoi clienti dai suoi consumatori
    • Abuso di posizione dominante:
    • attraverso il ricorso il ricorso a pratiche diverse da quelle che determinano il normale operare della concorrenza, ha l’effetto di impedire il mantenimento del grado di concorrenza esistente nel mercato o la sua crescita
    • E’ incompatibile con il mercato comune e vietato lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese in una posizione dominante sul mercato comune o su una parte sostanziale di questo .
    Quindi la determinazione della posizione dominante richiede lo studio di tutti quei fattori che sono rilevanti per la valutazione del potere di mercato
  • 14.
    • disciplina sia fusioni orizzontali e verticali
    principio di sussidiarietà guarda direttamente effetti sulla concorrenza maggiore flessibilità ( risp. Reg. 4064/89) Regolamento 139/2004: Concentrazioni
  • 15. La normativa italiana sulla concorrenza Legge n. 287, Norme per la tutela della concorrenza e del mercato ; prima legge antitrust in Italia emanata nel 1990 riproponendo gli aspetti rilevanti della normativa antitrust europea su: intese, abuso di posizione dominante e concentrazione. Viene istituita l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, guidata da un presidente e da quattro commissari nominati su proposta dei presidenti della Camera e del Senato, con un mandato di 7 anni. L’Autorità Garante ha poteri di indagine, d’istruttoria, di sanzione e di segnalazione nei confronti del Parlamento su leggi che danneggino la concorrenza. L’Autorità ha competenza su tutti i settori economici ad eccezione di quello del credito.
  • 16. Dall’Analisi storica
    • Le normative antitrust spesso sono influenzate da:
    motivazioni sociali motivazione legate al momento storico contingente 2. In altri casi esso siano inserite in progetti politici all’interno delle quali esse svolgono un ruolo specifico rispondendo di volta in volta ad obiettivi diversi tra loro.
  • 17. Per determinare
    • Modo
    • Scopo
    dell’intervento antitrust È importante precisare l’obiettivo dell’intervento considerando questo è possibile capire i modi con cui i singoli casi dovrebbero essere trattati
  • 18. Obiettivi della politica della concorrenza:
    • Benessere sociale (surplus totale)
    • Benessere dei consumatori (surplus dei consumatori)
    • Difesa delle imprese più piccole
    • Promozione dell’integrazione del mercato
    • Libertà economica
    • Combattere l’inflazione
    • Equità
  • 19. Altri fattori di politica pubblica che riguardano la concorrenza
    • Spesso le autorità antitrust adottano decisioni meno rigide (rispetto a quelle suggerite dalla teoria economica) perché considerano anche ….
    • Ragioni sociali
    • Ragioni ambientali
    • Ragioni politiche
    • Ragioni strategiche
  • 20. Politica della concorrenza…
    • Insieme di politiche e leggi, finalizzate ad assicurare che la concorrenza sul mercato non subisca limitazioni tali da arrecare danno alla società
  • 21. MERCATO RILEVANTE & POTERE DI MERCATO
  • 22. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO DIMENSIONE GEOGRAFICA SSNIP SOST.AD SOST.AS STRUMENTI SSNIP LIMITI SSNIP PREFERENZE CONS. COSTI TRASPORTO IMPORT MERCATO GEO POTERE DI MERCATO QUOTA DI MERCATO FACILITA’ ENTRATA POTERE AQUIRENTI
  • 23. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO DIMENSIONE GEOGRAFICA
  • 24. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO STRUMENTI SSNIP SOST. DOMANDA SOST. OFFERTA LIMITI SSNIP SSNIP
    • Test impiegato per definire il mercato rilevante
    • Si suppone un ipotetico monopolio (es. ottenuto in un mercato oligopolistico tramite una fusione)
    • Si collega all’elasticità della domanda e quella dell’offerta
  • 25. Cosa intendiamo…
    • Elasticità della domanda:
    Scenario : decido di acquistare un’ automobile versatile in città ma comunque comoda, sicura e spaziosa . SUPPONIAMO CHE IL PREZZO DELLA NUOVA POLO AUMENTI
  • 26. Cosa intendiamo… Allora acquisterò la Grande Punto. Elasticità della domanda
  • 27. CONCLUSIONI La Grande Punto è nello stesso mercato della Nuova Polo, in quanto un aumento del prezzo di quest’ultima rende la rivale preferibile agli occhi del consumatore.
  • 28. Funzionamento SSNIP
    • Supponiamo che ad un mercato oligopolistico subentri un ipotetico monopolio…
    • Ci chiediamo se per l’ipotetico monopolista è profittevole:
    AUMENTARE I PREZZI DEL 5-10% es. BANANE SI NO Non subisce la concorrenza di altri prodotti Il mercato rilevante è solo ed esclusivamente quello delle banane Subisce la concorrenza di altri prodotti es. kiwi Il mercato delle banane non è a sé stante dobbiamo considerare un mercato più ampio Ripetere mo il test includendo i kiwi
  • 29. Funzionamento SSNIP
    • Bisognerà riformulare la domanda iniziale includendo questa volta anche i kiwi (prodotto sostitutivo)
    • Sarà profittevole…
    AUMENTARE I PREZZI DEL 5-10% es. BANANE & KIWI SI Non subisce la concorrenza di altri prodotti Il mercato rilevante è quello delle banane & kiwi NO Subisce la concorrenza di altri prodotti es. ananas Il mercato delle banane & kiwi non è a sé stante dobbiamo considerare un mercato più ampio Ripetere mo il test includendo le ananas
  • 30. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO STRUMENTI SSNIP SOST. DOMANDA SOST. OFFERTA LIMITI SSNIP SSNIP All’aumentare del prezzo di beni/servizi di un ipotetico monopolista sempre più consumatori decideranno di acquistare i beni/servizi sostitutivi.
  • 31. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO STRUMENTI SSNIP SOST. DOMANDA SOST. OFFERTA LIMITI SSNIP SSNIP All’aumentare del prezzo di beni/servizi di un ipotetico monopolista, imprese fornitrici di beni/ servizi differenti potrebbero essere attratte, in tempi non troppo lunghi, ad entrare nel mercato. Diventando quindi i nuovi concorrenti.
  • 32. Bologna Siena Firenze Alpha Train Beta New Beta
  • 33. Considerazioni
    • E’ importante considerare anche la sostituibilità dal lato dell’offerta
    • Se si prende in considerazione la sostituibilità dal lato dell’offerta il mercato di riferimento risulterà più ampio
  • 34. Condizioni
    • Però:
    • Il passaggio alla nuova produzione deve essere rapido e agevole.
    • Il potenziale entrante deve disporre di capitali e conoscenze adatte per poter operare.
    • Non deve sopportare costi ingenti e irrecuperabili.
    • Deve essere in grado di superare le barriere all’entrata in breve tempo e senza sostenere costi eccessivi
  • 35. Importante!
    • Infine in fase di analisi, per evitare:
    • Appesantimenti nel lavoro di valutazione
    • Spreco di tempo e risorse
    E’ fondamentale studiare la sostituibilità dal lato dell’offerta fin dall’inizio dell’analisi considerando le sue condizioni per delimitare correttamente il mercato rilevante.
  • 36. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO STRUMENTI SSNIP SOST. DOMANDA SOST. OFFERTA LIMITI SSNIP SSNIP
    • Quando è impiegato in investigazioni che non riguardano casi di fusione
    • A volte considerare i prezzi correnti porta a definire un mercato rilevante troppo ampio (includendo ad esempio anche prodotti pregiati nello stesso mercato rilevante)
  • 37. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE PRODOTTO STRUMENTI SSNIP SOST. DOMANDA SOST. OFFERTA LIMITI SSNIP SSNIP
    • Per far fronte alle difficoltà incontrate, possiamo implementare il test SSNIP con i seguenti strumenti :
    • Elasticità al proprio prezzo
    • Elasticità incrociate al prezzo
    • Test di correlazione del prezzo
    • Differenze di prezzo
    • Caratteristiche ed uso dei prodotti e preferenze dei consumatori
    • Mercati: temporali,stagionali,multipli
    • Mercati del post vendita
    • Coerenza delle definizioni di mercato nel tempo
  • 38. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE GEOGRAFICA MERCATO GEOGRAFICO IMPORT COSTI DI TRASPORTO PREFERENZE CONSUMATORI Un ipotetico monopolista italiano trova profittevole: AUMENTARE I PREZZI DEL 5-10% es. acqua SI Il mercato geografico sarà l’ Italia NO Aumenta la domanda di acqua estera
  • 39. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE GEOGRAFICA MERCATO GEOGRAFICO IMPORT COSTI DI TRASPORTO PREFERENZE CONSUMATORI Little in from outside Little out from outside Un’unica area geografica come mercato rilevante
  • 40. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE GEOGRAFICA MERCATO GEOGRAFICO IMPORT COSTI DI TRASPORTO PREFERENZE CONSUMATORI Se i costi di trasporto sono bassi non si può escludere un vincolo competitivo in grado di limitare i prezzi in un’area geografica
  • 41. MERCATO RILEVANTE DIMENSIONE GEOGRAFICA MERCATO GEOGRAFICO IMPORT COSTI DI TRASPORTO PREFERENZE CONSUMATORI Nella definizione di un mercato nazionale o sovranazionale, tenere sempre in considerazione le preferenze dei consumatori. Es. campo alimentare ( la mozzarella ha come mercato rilevante quello nazionale, infatti difficilmente un italiano acquisterà una mozzarella straniera… )
  • 42. POTERE DI MERCATO MISURARE LA QUOTA DI MERCATO FACILITA’ D’ENTRATA POTERE DEGLI ACQUIRENTI
  • 43. COLLUSIONI E ACCORDI ORIZZONTALI
  • 44. Che cosa è un cartello?
    • Un cartello è creato da imprese che decidono di colludere in modo tacito o esplicito per diminuire l’output o aumentare i prezzi
    • E’ considerato come il modo più esplicito ed evidente di distorsione del mercato concorrenziale
  • 45. Le pratiche collusive
    • Consentono alle imprese di esercitare potere di mercato
    • Nelle pratiche collusive le imprese possono fissare un prezzo superiore a quello concorrenziale comportandosi come un monopolista massimizzando la somma dei loro profitti
  • 46. Le pratiche collusive
    • Consentono di praticare un prezzo superiore al costo marginale
    Per questo motivo sono considerate illegali pertanto la legge antitrust ne persegue e punisce l’abuso scaturito dalla formazione di un cartello
  • 47. L’analisi economica della collusione
    • Definisce la collusione come un equilibrio non cooperativo
    Questo equilibrio è dato da alcune caratteristiche di mercato Prodotti omogenei o differenziati Fissando i prezzi Fissando le quantità
  • 48. Deviazione
    • La deviazione è data dal mancato rispetto degli accordi da parte delle imprese
    • Perché il cartello abbia successo è necessario che le imprese si accordino sul prezzo o sulla riduzione dell’output
    • La collusione porta con se la tentazione a deviare dall’accordo
  • 49. Elementi essenziali della collusione
    • Scoperta tempestiva della deviazione
    • Punizione che riduca i profitti dell’impresa deviante
    Affinché vi sia collusione sono necessari due elementi:
  • 50. Quando le imprese sono incentivate a deviare?
    • Ogni impresa confronta il guadagno che ottiene deviando dall’accordo con il profitto ricavato in fase di punizione
    Profitti ottenuti dalla deviazione > Profitti in fase di punizione Deviazione dall’accordo
  • 51. I fattori che portano alla luce le deviazioni
    • Scarsità di imprese nel settore industriale
    • Mancata variazione dei prezzi causata da fattori esogeni
    • Conoscenza comune del prezzo
    • Vendita dei beni omogenei nello stesso punto della catena di distribuzione
  • 52. Metodi per prevenire la deviazione
    • Decidere su altri fattori oltre il prezzo
    • Assegnare a ciascuna impresa certi acquirenti o zone geografiche
    • Mantenere fisse le quote di mercato
    • Stabilire prezzi di intervento
  • 53. Quando è facilitata la formazione di un cartello?
    • Quando l’aumento del prezzo non induce l’ingresso di nuove imprese nell’industria che quindi comporta un incremento nella concorrenza
    • Quando la punizione attesa per la costruzione del cartello è minore dei guadagni attesi
    • Quando il costo di formazione e attuazione del cartello è basso rispetto ai guadagni attesi
  • 54. Fattori strutturali che facilitano la collusione...(1) CONCENTRAZIONE PROPRIETÀ INCROCIATE STABILITÀ DELLA DOMANDA POTERE DEGLI ACQUIRENTI
  • 55. Fattori strutturali che facilitano la collusione…(2) ELASTICITA’ DELLA DOMANDA EVOLUZIONE DELLA DOMANDA SIMMETRIA CONTATTI MULTIMERCATO ELASTICITA’ DELL’OFFERTA
  • 56. Fattori strutturali che facilitano la collusione...(3) OSSERVABILITA’ DELLA DEVIAZIONE SCAMBIO DI INFORMAZIONE PROBLEMI DI COORDINAMENTO PREZZI DI VENDITA
  • 57. IL CONTROLLO DELLE CONCENTRAZIONI NELL’ESPERIENZA COMUNITARIA E ITALIANA
  • 58. Evoluzione della normativa sul controllo delle concentrazioni: CECA (1957) Memorandum sulle concentrazioni (1965) L. Nazionale (1990) Regolamento CEE (1989) Riforma (2004) CEE (1957) Memorandum sulle concentrazioni (1965)
  • 59. Le concentrazioni: (Rif. 2004): ” si ha una concentrazione quando si produce una modifica duratura del controllo” CONCENTRAZIONI Acquisizione di controllo Fusioni Joint venture Imprese comuni concentrative Imprese comuni cooperative
  • 60. Le concentrazioni (Rif. 2004):
    • COMUNITARIE : soggette all’esclusivo
    • controllo della Commissione.
    • Quando:
    • - Fatturato tot. a livello mondiale 2,5> miliardi di €
    • - Il fatt. tot delle imprese interessate, in almeno 3 stati, è >100 milioni di €;
    • - Il fatt. tot. (individuale) di almeno 2 imprese in almeno 3 stati è >25 milioni di €;
    • - Non più dei 2/3 del fatt. tot. di ogni impresa si realizzi in un unico stato.
    • Sono incompatibili con il mercato le concentrazioni che ostacolano:
    • in modo significativo la concorrenza nel mercato comune o in una sua parte essenziale o in altri mercati ad esso collegato;
    • a causa della creazione/rafforzamento di una posizione dominante;
    NAZIONALI : soggette all’esclusivo controllo dell’Autorità Garante delle concorrenza e del mercato. Deve essere preventivamente comunicato qualora: - Fatt. tot. a livello nazionale di tutte le imprese coinvolte è > 411 milioni di €; - Fatt. tot. dell’impresa che si vuole acquisire è > 41 milioni di €.
  • 61. Dimensione dell’operazione
    • - CRITERIO UTILIZZATO
    • DIMENSIONE ECONOMICA
    • DELL’ OPERAZIONE
    • - IMPRESE INTERESSATE
  • 62. Possibili effetti economici delle operazioni di concentrazione ! TRADE-OFF: BENESSERE COLLETTIVO (Marshall) Surplus dei consumatori Surplus dei produttori
  • 63.
    • A livello comunitario o nazionale…
    La Commissione/AGCM può: Approvare Approvare a condizione che… Vietare
  • 64. Le operazioni approvate sotto condizioni
    • STRUTTURALI
    • COMPORTAMENTALI
  • 65. L’esperienza comunitaria Interventi della Commissione: FINANZA: pochi interventi data l’elevata frammentarietà; INDUSTRIA: soprattutto nei settori già molto concentrati che sfruttano economie di scala-varietà (farmaceutico, alimenti-bevande, aereospaziale) SERVIZI: settori coinvolti nei processi di liberalizzazione (trasporti aerei, energia, telecomunicazioni) Per attività di R&S Per migliorare l’efficienza
  • 66. Alcune riflessioni sull’esperienza europea
    • Nei primi 10 anni di applicazione del Regolamento:
    • Casi di divieto  un’ eccezione;
    • Casi di approvazione sotto condizione  più numerosi.
    • Le implicazioni per la Commissione sono di duplice natura:
    Deve estendere la funzione regolatoria di controllo delle concentrazioni (apertura dei mercati, condizioni di accesso, non discriminazione dei prezzi) Adeguato controllo ex-post del rispetto degli impegni Oltre ad un adeguato controllo ex-ante dei singoli casi.
  • 67. L’esperienza italiana
    • L’ ITALIA DEVE AFFRONTARE TRE FENOMENI DI TRASFORMAZIONE (1990)
    Imprese controllate dallo Stato (1990 - 40% del valore aggiunto dell’industria) Le imprese private di piccole dimensioni che necessitano di uno spazio per potersi sviluppare Il settore della Finanza e Bancario amministrato dalla Banca d’Italia
  • 68. - Normativa 287/1990
    • Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)
    • Non pubblica guidelines, ma i principi di azione vengono definiti su base empirica e operativa
    VANTAGGIO: flessibilità SVANTAGGIO: mancanza di trasparenza
  • 69. Principi e linee di condotta dell’AGCM
    • 1) Definizione di mercato rilevante:
    • M. geografico, M. merceologico
    • M. attuale ed effettivo, M. potenziale (sostituibilità dal lato domanda e offerta)
    • Importaz. ed esportazioni.
    2) Valutare se l’operazione può creare o rafforzare una posizione dominante tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza. - Quota di mercato dopo la transazione; Barriere all’entrata; Possibilità di scelta dei fornitori e degli utilizzatori; Accesso alle fonti di approvvigionamento o agli sbocchi di mercato; La situazione competitiva dell’industria nazionale.
  • 70. Alcune riflessioni sull’esperienza italiana:
    • AGCM
    • ha adottato un comportamento tollerante e flessibile nei confronti delle concentrazioni
    DALL’ALTRO DA UN LATO Accetta i criteri guida definiti dal Consiglio dei Ministri nei casi di autorizzazioni eccezionali E’ disposta ad assecondare obiettivi di politica pubblica (privatizzazioni/liberalizzazioni)
  • 71. Osservazioni conclusive OBIETTIVI GENERALI ATTEGGIAMENTO GENERALE A livello europeo A livello nazionale
  • 72. LE FUSIONI ORIZZONTALI
  • 73. FUSIONI ORIZZONTALI ED ANTITRUST
    • EFFETTI UNILATERALI
    • AUTORITA’ ANTITRUST
    • EFFETTI PROCOLLUSIVI
  • 74. EFFETTI UNILATERALI
    • Mercato Oligopolistico
    • concorrenza
    • potere di
    • mercato
    • “ vincolato”
    • Mercato Oligopolistico
    • fusione
    • “ incrementa” potere di mercato consentendo un aumento dei prezzi
  • 75. CONSEGUENZE DELLA FUSIONE
    • La Fusione aumenta il potere di mercato delle imprese che ne partecipano producendo un aumento dei prezzi o una riduzione dell’output
    • La Fusione beneficia anche le imprese “outsiders” comportando un miglioramento nei loro profitti mediante un medesimo aumento dei prezzi o una diminuizione della produzione
    • decremento del surplus del consumatore
    • e del surplus totale
  • 76. VARIABILI CHE INFLUENZANO IL POTERE DI MERCATO UNILATERALE
    • VARIABILI di OFFERTA
    • CONCENTRAZIONE
    • QUOTE DI MERCATO
    • CAPACITA’ PRODUTTIVA
    • ENTRATA
    • VARIABILIdiDOMANDA
    • ELASTICITA’ DOMANDA
    • POTERE ACQUIRENTI
  • 77. CONCENTRAZIONE
    • È il potere di mercato esercitato da un gruppo di imprese all’interno di un settore
    • Viene misurata attraverso due indici:
    • Herfindhal-Hirscman ∆HHI
    • se HHI <1 : bassa concentrazione
    • se 1<HHI<1,8 : moderata concentrazione
    • se HHI>1 : alta concentrazione
  • 78. VARIABILI CHE INFLUENZANO IL POTERE DI MERCATO UNILATERALE
    • VARIABILI di OFFERTA
    • CONCENTRAZIONE
    • QUOTE DI MERCATO
    • CAPACITA’ PRODUTTIVA
    • ENTRATA
    • VARIABILIdiDOMANDA
    • ELASTICITA’ DOMANDA
    • POTERE ACQUIRENTI
  • 79. CAPACITA’ PRODUTTIVA
    • Disponibilità di capacità produttiva inutilizzata dai rivali rende meno probabile che le imprese fuse esercitino potere di mercato
    • opportunità di aumentare i prezzi DOPO la
    • fusione è limitata dalla presenza di imprese
    • rivali
    • per AUMENTARE il potere di mercato, le imprese concorrenti devono soddisfare la possibile domanda addizionale
  • 80. VARIABILI CHE INFLUENZANO IL POTERE DI MERCATO UNILATERALE
    • VARIABILI di OFFERTA
    • CONCENTRAZIONE
    • QUOTE DI MERCATO
    • CAPACITA’ PRODUTTIVA
    • ENTRATA
    • VARIABILIdiDOMANDA
    • ELASTICITA’ DOMANDA
    • POTERE ACQUIRENTI
  • 81. FAILING FIRM DEFENCE
    • È prevista dalla US Merger Guidelines se:
    • Incapacità di onorare i debiti finanziari nel futuro
    • Incapacità di riorganizzarsi con successo
    • Inesistenza di validi acquirenti delle attività materiali ed immateriali
  • 82. GUADAGNI DI EFFICIENZA
    • Se ALTI, consentono una diminuizione del prezzo da parte delle imprese mergers e comportano un effetto positivo sul surplus del consumatore e su quello totale
    • Possono ridurre i profitti delle imprese concorrenti
    • Derivano da:
    • - economie di scala
    • - produzione congiunta
    • - razionalizzazione delle reti di distribuzione e
    • marketing
    • - risparmi spese di amministrazione
    • Se raggiunti anche senza fusione NO EFFIENCY DEFENSE
  • 83. GUADAGNI DI EFFICIENZA
    • Possono portare all’esclusione delle imprese concorrenti EFFICIENCY OFFENCE
    • fusione può avere effetti negativi sulla concorrenza
  • 84. GLI EFFETTI PROCOLLUSIVI
    • Ragioni per cui fusione favorisce la collusione :
    • Riduzione numero delle imprese indipendenti
    • Simmetria della distribuzione degli assets
    • Fattori che influenzano la collusione :
    • barriere all’entrata,l’esistenza di scambio di informazioni tra le imprese,la frequenza delle interazioni di mercato,assenza di contropotere degli acquirenti
  • 85. LE MISURE CORRETTIVE
    • RIMEDI STRUTTURALI
    • Modificano allocazione dei diritti di proprietà
    • Devono essere concorrenziali al nuovo gruppo
    • Problemi
    • RIMEDI COMPORTAMENTALI
    • Limitano i diritti di proprietà delle imprese fuse
    • “ Quasi Strutturali”
    • “ Vertical Firewalls”
    • Difficoltà di
    • applicazione
  • 86. PROBLEMI
    • Acquirente non sia impresa competitiva da limitare potere di mercato
    • Simmetria informativa tra venditore ed acquirente
    • Aumento del rischio di collusione
  • 87. RELAZIONE ANNUALE SULL’ATTIVITÀ SVOLTA
  • 88.
    • ..”costringere un monopolista a competere richiede uno sforzo pari a smobilitare un esercito permanente troppo cresciuto”. da “La Ricchezza delle Nazioni”,Adam Smith
  • 89. RECENTI STUDI DIMOSTRANO CHE..
    • La concorrenza ha costituito il fattore più importante della crescita americana negli anni ’90
    • L’apertura dei mercati rappresenta strumento più efficace rispetto alle tradizionali leve di politica macroeconomica
  • 90. E’ IMPORTANTE CONVINCERSI CHE.. LA CONCORRENZA SE IN TERMINI PERCENTUALI RIDUCE LE FETTE DI MERCATO IN TERMINI ASSOLUTI AUMENTA LA TORTA QUINDI… PROFITTI OPPORTUNITA’ POSTI DI LAVORO
  • 91. E’ IMPORTANTE CHE SI INNESCHI UN PROCESSO COMPETITIVO BASATO INNOVAZIONE MIGLIORE QUALITA’ DEI SERVIZI
  • 92. CONCORRENZA COME…
    • BENE DA DIFENDERE
    • BENE PUBBLICO
    • STRUMENTO PER IL BENESSERE
    • LEVA PER LO SVILUPPO
    • DIFESA DEI CONSUMATORI
    • STRUMENTO VOLTO A RIDURRE SQUILIBRI
    • FAVORIRE CONDIZIONI DI SVILUPPO
    • RAFFORZARE ASSETTI COMPETITIVI TRA IMPRESE
    L’Europa deve abbattere le frontiere economiche anche nei confronti del mercato mondiale Gli interventi Antitrust devono tutelare i consumatori
  • 93. Il monopolio è il male sociale alla radice delle sopraffazioni dei forti contro i deboli da “Il buon Governo”, Luigi Einaudi
  • 94.
    • Negli ultimi mesi si è data prova che
    UN’INCISIVA AZIONE DELL’ANTITRUST NEL DIALOGO CON LE IMPRESE NELLA REPRESSIONE DEI COMPORTAMENTI SCORRETTI BENEFICI EFFETTI NEI RAPPORTI DI SCAMBIO
  • 95. Cosa è stato fatto… 1/3
    • INTERVENTI IN…
    CAMPO ENERGETICO SETTORE DEL CREDITO ASSICURAZIONI LIBERE PROFESSIONI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
  • 96. Cosa è stato fatto… 2/3 (esempi) CASO 1 : LATTE IN POLVERE PER L’INFANZIA… IN MENO DI UN ANNO I PREZZI SONO SCESI DI OLTRE IL 25%
  • 97. CASO 2: BANCHE 3/3 Da il Sole-24 Ore del 25.11.06 Effetti anticompetitivi sembrano derivare dal costo delle transazioni tramite bancomat e delle commissioni interbancarie
  • 98.
    • Distribuzione commerciale
    Cosa resta da fare… 1/2
    • Carburanti
    • Incentivazione della produzione di energia pulita
    • Settore delle comunicazioni
  • 99. Cosa resta da fare… 2/2(esempio) Da il Sole-24 Ore del 16.11.06

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