Vita e Destino quasi-Soireé filosofiche, letterarie e artistiche!
a cura di Riccardo Guidetti

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Sproporzione
fra l’animo e le cose
Il non poter essere
soddisfatto da
alcuna cosa, né per
dir così, dalla terra
intera,
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fra l’esistenza e se stessi
… si confonde quasi
col nulla e perde quasi
se stesso nel pensiero
della immensit...
Sproporzione
fra l’universo e l’io

Il mattino, 1822, Caspar David Friedrich
Sproporzione
fra due immensità
… l’immensa
capacità della
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abbracciare e
contenere col
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Sproporzione
fra la vita e il destino
Quel dolce sguardo,
Che tremar fe’, se, come
or sembra, immoto
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Così riduce il fato
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fra il desiderio e la realtà
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Sogno
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Sogno
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Angelica sembianza,
Nella terrena stanza,
Nell’alte vie dell’universo
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Dolore
un’esaltazione che non dura
Amore, amore, assai
lungi volasti
Dal petto mio, che fu
sì caldo un giorno,
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Dolore
una nostalgia amara

Mi sovvien del tempo
Che mi scendesti in seno.
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Al garzoncello il core
Di vergine speranza e ...
Dolore
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e già s’accinge
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Di questa vita come
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Il misero mortal.
La vita sol...
Dolore
il sogno delude
Gli occhi negli occhi, 1894,
Edvard Munch

… ed a questi occhi
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Donna, la tua beltà.
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Segno
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Tutta al volto ai costumi
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Segno
l’invito a qualcosa d’altro

Or questa egli non già,
ma quella, ancora
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inchina ed ama.
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Segno
gli scambiati oggetti
Alfin l’errore e gli
scambiati oggetti
Conoscendo, s’adira;
e spesso incolpa
La donna a torto....
Cara beltà
una soddisfazione possibile

Cara beltà che amore
Lunge m’inspiri;
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Forse tu l’innocente
Secol beasti che
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Cara beltà
un incontro atteso
Già sul novello
Aprir di mia giornata
incerta e bruna,
Te viatrice in questo
arido suolo
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Cara beltà
una nostalgia che fa palpitare
Ed io seggo e mi lagno
Del giovanile error che
m’abbandona;
E per li poggi, ov’i...
Cara beltà
una presenza reale da invocare
Se dell’eterne idee
L’una sei tu, cui di
sensibil forma
Sdegni l’eterno senno
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Una lettura insolita di Giacomo Leopardi
Perciò dal senso realistico della sproporzione tra il
piccolo uomo e il mondo int...
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Quasi-Soireé filosofiche, letterarie e artistiche a cura di Riccardo Guidetti

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Una lettura insolita di Giacomo Leopardi

  1. 1. Vita e Destino quasi-Soireé filosofiche, letterarie e artistiche! a cura di Riccardo Guidetti “Misterio eterno dell’esser nostro” (Sopra il ritratto di una bella donna) Una lettura insolita di Giacomo Leopardi “Cara beltà che amore lunge m’ispiri” (Alla sua donna)
  2. 2. Sproporzione fra l’animo e le cose Il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa, né per dir così, dalla terra intera, … trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio. Il viandante sul mare di nebbia 1818, Caspar David Friedrich Pensieri LXVIII, tra 1831-1835
  3. 3. Sproporzione fra l’esistenza e se stessi … si confonde quasi col nulla e perde quasi se stesso nel pensiero della immensità delle cose e si trova come smarrito nella vastità incomparabile della esistenza. Zibaldone 12 agosto 1823 Monaco in riva al mare, 1810, Caspar David Friedrich
  4. 4. Sproporzione fra l’universo e l’io Il mattino, 1822, Caspar David Friedrich
  5. 5. Sproporzione fra due immensità … l’immensa capacità della mente, … può abbracciare e contenere col pensiero questa immensità medesima dell’esistenza e delle cose.. Zibaldone Paesaggio di pianura con arcobaleno, 1810, Caspar David Friedrich 12 agosto 1823
  6. 6. Sproporzione fra la vita e il destino Quel dolce sguardo, Che tremar fe’, se, come or sembra, immoto In altrui s’affisò; quel labbro, ond’alto Par, come d’urna piena, Traboccare il piacer; quel collo, cinto Già di desio; Sopra il ritratto di una bella donna Ragazza con l’orecchino di perla, 1665-1666 Jan Vermeer Canti, XXXI, tra il 1828 e 1831
  7. 7. Sproporzione fra l’oggi e il domani Così riduce il fato Qual sembianza fra noi parve più viva Immagine del ciel. Misterio eterno Dell’esser nostro. Oggi … Beltà grandeggia … Diman … Sozzo a vedere … Divien quel che fu dianzi Quasi angelico aspetto Sopra il ritratto di una bella donna La vita e la morte, 1891-1893, Paul Gauguin Canti, XXXI, tra il 1828 e 1831
  8. 8. Sproporzione fra il desiderio e la realtà Desiderii infiniti E visioni altere Crea nel vago pensiere, Per natural virtù, dotto concento; Onde per mar delizioso, arcano Erra lo spirto umano, Quasi come a diporto Ardito notator per l’Oceano Sul veliero,1818-1819, Caspar David Friedrich Sopra il ritratto di una bella donna Canti, XXXI, tra il 1828 e 1831
  9. 9. Sogno il brillare di una esaltazione Dolcissimo, possente Dominator di mia profonda mente; Terribile, ma caro Dono del ciel; consorte Ai lùgubri miei giorni, Pensier che innanzi a me sì spesso torni. Il pensiero dominante Canti, XXVI, tra il 1828 e 1831 Il bacio, 1907-1908, Gustav Klimt
  10. 10. Sogno un’esaltazione dolce Ahi finalmente un sogno In molta parte onde s’abbella il vero Sei tu, dolce pensiero; Sogno e palese error. La colazione dei canottieri, 1881, Pierre Auguste Renoir Il pensiero dominante Canti, XXVI, tra il 1828 e 1831
  11. 11. Sogno un’esaltazione desiderata Bella qual sogno, Angelica sembianza, Nella terrena stanza, Nell’alte vie dell’universo intero, Che chiedo io mai, che spero Altro che gli occhi tuoi veder più vago? Altro più dolce aver che il tuo pensiero? Il pensiero dominante Canti, XXVI, tra il 1828 e 1831 Danza al Buvigal, 1883 Pierre Auguste Renoir
  12. 12. Dolore un’esaltazione che non dura Amore, amore, assai lungi volasti Dal petto mio, che fu sì caldo un giorno, Anzi rovente. Con sua fredda mano Lo strinse la sciaura, e in ghiaccio è volto Nel fior degli anni. La vita solitaria Ashes, 1894, Edvard Munch Canti, XVI, 1821
  13. 13. Dolore una nostalgia amara Mi sovvien del tempo Che mi scendesti in seno. … Al garzoncello il core Di vergine speranza e di desio Balza nel petto; La vita solitaria Canti, XVI, 1821 Danza in città, 1883, Pierre Auguste Renoir
  14. 14. Dolore il sogno è un’illusione e già s’accinge all’opra Di questa vita come a danza o gioco Il misero mortal. La vita solitaria La danza della vita, 1899-1900 Edvard Munch Canti, XVI, 1821
  15. 15. Dolore il sogno delude Gli occhi negli occhi, 1894, Edvard Munch … ed a questi occhi Non altro convenia che il pianger sempre La vita solitaria Canti, XVI, 1821
  16. 16. Segno una beltà che rimanda oltre Raggio divino al mio pensiero apparve, Donna, la tua beltà. Aspasia Canti, XXIX, tra il 1828 e 1831 Nascita di Venere (particolare), 1483-1485, Sandro Botticelli
  17. 17. Segno un’amorosa idea Vagheggia … l’amorosa idea, Tutta al volto ai costumi alla favella Pari alla donna che il rapito amante Vagheggiare ed amar confuso estima. Aspasia Canti, XXIX, tra il 1828 e 1831 Donna tahitiana con mazzo di fiori, 1899, Paul Gauguin
  18. 18. Segno l’invito a qualcosa d’altro Or questa egli non già, ma quella, ancora Nei corporali amplessi, inchina ed ama. Aspasia Canti, XXIX, tra il 1828 e 1831 Due donne tahitiane, 1899, Paul Gauguin
  19. 19. Segno gli scambiati oggetti Alfin l’errore e gli scambiati oggetti Conoscendo, s’adira; e spesso incolpa La donna a torto. … E ciò che inspira ai generosi amanti La sua stessa beltà, donna non pensa Aspasia Danza in campagna,1883, Pierre Auguste Renoir Canti, XXIX, tra il 1828 e 1831
  20. 20. Cara beltà una soddisfazione possibile Cara beltà che amore Lunge m’inspiri; … Forse tu l’innocente Secol beasti che dall’oro ha nome, Alla sua donna Canti, XVIII, 1823 Arearea (giocosità), 1892 Paul Gauguin
  21. 21. Cara beltà un incontro atteso Già sul novello Aprir di mia giornata incerta e bruna, Te viatrice in questo arido suolo Io mi pensai. Alla sua donna Canti, XVIII, 1823 Donna con parasole, 1886, Claude Monet
  22. 22. Cara beltà una nostalgia che fa palpitare Ed io seggo e mi lagno Del giovanile error che m’abbandona; E per li poggi, ov’io rimembro e piagno I perduti desiri, e la perduta Speme de’ giorni miei; di te pensando, A palpitar mi sveglio. Alla sua donna Ragazzo dal panciotto rosso, 1890, Paul Cézanne Canti, XVIII, 1823
  23. 23. Cara beltà una presenza reale da invocare Se dell’eterne idee L’una sei tu, cui di sensibil forma Sdegni l’eterno senno esser vestita, … Di qua dove son gli anni infausti e brevi, Questo d’ignoto amante inno ricevi Alla sua donna La caduta di Icaro,1943, Henry Matisse Canti, XVIII, 1823
  24. 24. Una lettura insolita di Giacomo Leopardi Perciò dal senso realistico della sproporzione tra il piccolo uomo e il mondo intero e l’universo, sproporzione che indica nel piccolo uomo una capacità infinita, cosicché - secondo - tutte le cose fanno sognare l’uomo, e questo sognare diventa come il gusto del vivere, val la pena vivere per questo: però è un sogno. Ma allora tutto è triste e tutto è disperato eppure – quarto - la realtà quanto più è bella tanto più rimanda l’uomo a qualche cosa d’altro, quanto più una cosa è bella, o una donna o una musica, ti richiama a qualcosa d’altro. Allora vuol dire che la realtà è segno di un’altra presenza. Si, Leopardi giunge fino a questo vertice e grida la sua preghiera a questa presenza per lui enigmatica, ignota, che non conosce.

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