Smart Working Governance
Dott.ssa Chiara Bottini
• Knowledge & content manager | trainer | writer
• Gestisco la progettazione e l'erogazione di attività per
l'accrescimento delle competenze professionali sui temi del
comportamento organizzativo e della digital transformation
• Curo l’immagine delle aziende attraverso i contenuti
• Ho una laurea in Scienze della Comunicazione (vecchio
ordinamento, eh) con una tesi sulle proprietà formative del
cinema e due master in gestione delle risorse umane
• Scrivere mi imbarazza molto, ma non so farne a meno e infatti
sono mamma di due romanzi, un'infinità di post e quasi
centomila tweet.
• Il posto più bizzarro dove ho tenuto un corso è un garage a
Taranto, il più bello il museo Mart di Rovereto.
chiarabottiniroma@gmail.com
Il sole 24 ore di aprile 2018
Prima che qualcuno dica «eh, vabbè, Microsoft..»
Il rapporto «adulto-adulto» nelle aziende
Il mutato rapporto psicologico con l’azienda
• L’organizzazione «paterna»: guida, trasmette valori, impone
regole, corregge, punisce
• L’organizzazione «materna»: ascolto, supporto, protezione
• E adesso?
Per la prima volta nella storia industriale sono le persone a
portare la tecnologia in azienda e non il contrario
Per la prima volta nella storia l’immagine del singolo ricade
sull’azienda e non il contrario
«Lo smart working è applicazione delle discipline digitali, sociali e
comportamentali per attivare un “nuovo modo di lavorare” basato
sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza
e caratterizzato da un appiattimento delle strutture organizzative
ed un alto livello di fiducia reciproca»
The smart working book
Digital transformation & VUCA world
Volatilità
Volatilità
«Non abbiamo sbagliato
niente, ma, in qualche
modo, abbiamo perso»
Stephen Elop – Ceo di Nokia
Incertezza
Incertezza come impossibilità di prevedere il futuro
Complessità
«Solo durante il tempo libero processiamo
circa 100.000 parole al giorno»
The Organizet Mind – Daniel Levitin
Ambiguità
Ehm..quindi? Cosa devo fare?
Le “nuove” organizzazioni
Diminuisce la possibilità di prevedere il futuro
• nei comportamenti del cliente
• nell’evoluzione del mercato e dei concorrenti
• nello sviluppo delle conoscenze e delle tecnologie
L’instabilità e la discontinuità diventano costanti
• nel legame tra soggetto e azienda
• nelle strutture organizzative e negli organigrammi
• nelle carriere professionali
• nelle conoscenze e nelle professionalità necessarie
Il sapere organizzativo
• Formale, prescritto, stabile
• Offre soluzioni «standard» a
domande conosciute e codificate
storicamente.
• Costituisce una base solida per
l’operatività corrente
• È generalmente accessibile
• Relativamente semplice da
modificare con azioni mirate
Informale, tacito, continuamente
rigenerato
• È l’insieme di assunti taciti, di
credenze, di pratiche mai
codificate, di «da noi funziona
così»
• Risponde al bisogno di
adattamento quotidiano a una
realtà mutevole e sfuggente
• Estremamente resistente al
cambiamento
«Swarm
Intelligence»
Il modello di Schram
Fisiologica dispersione informativa e di senso
Ciò che
intendo dire
100%
Ciò che
dico
realmente
70%
Ciò che
l’altro sente
40%
Ciò che
l’altro
capisce
20%
Ciò che
l’altro
trattiene
10%
Il concetto di
tempo, di orario e
di momento
cambia per sempre
…e le relazioni?
• «Per oltre la metà degli individui è preferibile affidare il proprio
saluto a Facebook, Whatsapp o Instagram piuttosto che farlo a
voce. Alla tastiera del proprio dispositivo gli italiani riconoscono
una serie di benefici: la chat tende infatti a creare meno
aspettative rispetto al contatto fisico (38%), consente di non
esporsi in modo diretto evitando potenziali brutte figure (44%),
accresce la percezione dell’immediatezza nell’approccio (73%) e si
presta ad interrompere più rapidamente una conversazione (63%)»
Rapporto Coop 2017 – fotografia su
campione di 8 milioni di consumatori
Quando cresceranno quali saranno i loro processi di consumo? Come ragioneranno? Seguendo quali
paradigmi? E che tipo di relazioni sociali costruiranno, se le costruiranno?
Modelli di business statici e strutture troppo rigide non
sono in grado di rispondere alle sollecitazioni di un
mercato con questo tipo di panorama
«Lo smart working si situa in un contesto
complesso e veloce, ne è figlio e ne è la risposta.
L’efficienza si deve tramutare in agilità»
Guida per gestire e valorizzare i nuovi nomadi
36%
grandi aziende
7%
delle Pmi
305.000
lavoratori
«agili»
5%
nella PA
Osservatorio SMW
Politecnico Milano
2016-17
Le principali differenze
Telelavoro
• Postazione fissa da remoto
• Orario di lavoro stabile
• Usato prevalentemente nella
PA (2004)
• Basato su mansioni definite da
contratti collettivi
Smart Working
• Postazione variabile (azienda,
casa, altri spazi)
• Orario di lavoro flessibile (con
diritto alla disconnessione)
• Usato prevalentemente in
aziende private
• Basato su obiettivi, risultati e
logiche di condivisione
Gli smart workers: siamo pronti ad essere (e gestire)
lavoratori nomadi?
RESITUIRE SIGNIFICATO AL LAVORO!
Voi non siete la
vostra scrivania!
Why
FAI?
“
”
Quando operi da remoto puoi tornare in contatto con te
stesso, il tuo valore professionale, il reale contributo che
porti all’azienda, insomma: “il tuo marchio individuale sul
lavoro”. Fermarsi a riflettere e ri-focalizzarsi è basilare per
la motivazione, sia per ruoli consolidati che in
trasformazione. In questo modo, puoi riuscirci senza avvertire
un senso di abbandono o di marginalità
RESITUIRE SIGNIFICATO AL LAVORO!
Emanuela, 40 anni, in smart working da 3
Why
FAI?
Sviluppare visione
sistemica e cultura degli
obiettivi
Consolidare il lavoro per obiettivi
•Specifico
•Misurabile
•Accettato (nel senso di condiviso)
•Realistico
•Tempificabile
Goal setting: da SMART a SMARTER
EXCITING
• È naturale che l’obiettivo debba suscitare entusiasmo ed
eccitazione una volta conseguito, ma è altrettanto importante che
anche l’immaginare la sua possibilità di realizzarsi provochi in noi
delle emozioni forti
RECORDED
• È infine importante che l’impegno a raggiungere un obiettivo vada
sottoscritto e opportunamente annotato, in modo che divenga un
visibile “contratto” con noi stessi e un impegno leggibile.
Il concetto di OKR:
Objective Key Results
OKR e il lavoro agile
• Costituiscono un sistema di allineamento e crescita, non di
valutazione della prestazione
• Ciclo di assegnazione breve (circa ogni trimestre)
• Si lavora su pochi obiettivi alla volta (max 5)
• Per ogni obiettivo si definiscono i risultati
• Gli obiettivi sono quantitativi, i risultati qualitativi
• Non devono mai essere collegati a sistemi premianti
Un esempio
Valutazioni su risultato significa anche
sganciarsi dalla logica dell’emergenza
… e migliorare l’antica arte della pianificazione ragionata
Gestire il tempo….
Sviluppare
competenza
comunicativa…
soprattutto scritta
Non «appartenere a un
team», ma saper fare
«teaming»
Gestire il senso di
esclusione
I principali timori dei worker
• Limitazioni allo sviluppo professionale e alla carriera
• Scarso rendimento/ scarsa qualità del lavoro
• Effettivo peggioramento del work-life balance (andrò a lavorare
ancora di più)
Autodisciplina
Cambia la cultura della fruizione
delle informazioni
…e cambiano le aspettative del pubblico interno
“
”
Esiste una forte correlazione tra conoscenza
diffusa e libertà individuale: se le persone sanno
decodificare le regole implicite nelle strutture
tecniche nelle quali operano possono essere
soggetti attivi della loro storia, altrimenti
subiscono le regole imposte dalle piattaforme che
usano.
Luca De Biase – Giornalista
«Lavorare in modo smart è più duro che
lavorare duramente»
Smart Working & Smart Workers - 2016
Il rapporto adulto-adulto
• progressivo guadagno di autonomia decisionale e autodeterminazione
• massimo accesso alle informazioni sia operative che strategiche
• opportunità di scambio e crescita attraverso il confronto con colleghi
• ambiti sfidanti in cui possano giocare un ruolo forte anche saperi e
attitudini personali
• ambienti in cui l’innovazione è un processo collaborativo e partecipato
• la possibilità di dare senso al proprio lavoro
Le criticità dello Smart Working
• Occorrono maturità e autodisciplina personali molto accentuati
• Lo sforzo in termini organizzativi e comunicativi è notevole
• C’è il rischio di isolamento o di «work intensification»
• Sicurezza informatica
I vantaggi «intuitivi» dello smart working
• Crescita e responsabilizzazione dei collaboratori
• Miglioramento del work-life balance
• Riduzione costi e minor impatto ambientale
• Aumento della produttività (circa 15% a fronte di modello
strutturato)
«Ogni smart worker risparmia circa 60 minuti al giorno in
trasferimenti
Per una sola giornata alla settimana, sono circa 40 ore
l’anno»
Smart Working & Smart Workers - 2016
I vantaggi meno intuitivi dello smart working
• Riduzione delle sacche improduttive della routine quotidiana
• Decristallizzazione delle dinamiche stereotipate da team
• Riduzione dell’autoreferenzialità insita nello stanziale ( e nello
stanziare…)
• Risultare attrattivi per i talenti
«Che succede se investiamo per far crescere le persone e
poi queste ci lasciano?»
«Che succede se poi non lo facciamo e poi restano?»
I grandi dilemmi del Management Puntozero
Smart End

Smartworking

  • 1.
  • 2.
    • Knowledge &content manager | trainer | writer • Gestisco la progettazione e l'erogazione di attività per l'accrescimento delle competenze professionali sui temi del comportamento organizzativo e della digital transformation • Curo l’immagine delle aziende attraverso i contenuti • Ho una laurea in Scienze della Comunicazione (vecchio ordinamento, eh) con una tesi sulle proprietà formative del cinema e due master in gestione delle risorse umane • Scrivere mi imbarazza molto, ma non so farne a meno e infatti sono mamma di due romanzi, un'infinità di post e quasi centomila tweet. • Il posto più bizzarro dove ho tenuto un corso è un garage a Taranto, il più bello il museo Mart di Rovereto. chiarabottiniroma@gmail.com
  • 3.
    Il sole 24ore di aprile 2018
  • 4.
    Prima che qualcunodica «eh, vabbè, Microsoft..»
  • 5.
  • 6.
    Il mutato rapportopsicologico con l’azienda • L’organizzazione «paterna»: guida, trasmette valori, impone regole, corregge, punisce • L’organizzazione «materna»: ascolto, supporto, protezione • E adesso?
  • 7.
    Per la primavolta nella storia industriale sono le persone a portare la tecnologia in azienda e non il contrario Per la prima volta nella storia l’immagine del singolo ricade sull’azienda e non il contrario
  • 8.
    «Lo smart workingè applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un “nuovo modo di lavorare” basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un appiattimento delle strutture organizzative ed un alto livello di fiducia reciproca» The smart working book
  • 9.
  • 11.
  • 12.
    Volatilità «Non abbiamo sbagliato niente,ma, in qualche modo, abbiamo perso» Stephen Elop – Ceo di Nokia
  • 14.
  • 15.
    Incertezza come impossibilitàdi prevedere il futuro
  • 16.
  • 18.
    «Solo durante iltempo libero processiamo circa 100.000 parole al giorno» The Organizet Mind – Daniel Levitin
  • 19.
  • 20.
  • 21.
    Le “nuove” organizzazioni Diminuiscela possibilità di prevedere il futuro • nei comportamenti del cliente • nell’evoluzione del mercato e dei concorrenti • nello sviluppo delle conoscenze e delle tecnologie L’instabilità e la discontinuità diventano costanti • nel legame tra soggetto e azienda • nelle strutture organizzative e negli organigrammi • nelle carriere professionali • nelle conoscenze e nelle professionalità necessarie
  • 25.
    Il sapere organizzativo •Formale, prescritto, stabile • Offre soluzioni «standard» a domande conosciute e codificate storicamente. • Costituisce una base solida per l’operatività corrente • È generalmente accessibile • Relativamente semplice da modificare con azioni mirate Informale, tacito, continuamente rigenerato • È l’insieme di assunti taciti, di credenze, di pratiche mai codificate, di «da noi funziona così» • Risponde al bisogno di adattamento quotidiano a una realtà mutevole e sfuggente • Estremamente resistente al cambiamento
  • 26.
  • 27.
  • 28.
    Fisiologica dispersione informativae di senso Ciò che intendo dire 100% Ciò che dico realmente 70% Ciò che l’altro sente 40% Ciò che l’altro capisce 20% Ciò che l’altro trattiene 10%
  • 30.
    Il concetto di tempo,di orario e di momento cambia per sempre
  • 31.
    …e le relazioni? •«Per oltre la metà degli individui è preferibile affidare il proprio saluto a Facebook, Whatsapp o Instagram piuttosto che farlo a voce. Alla tastiera del proprio dispositivo gli italiani riconoscono una serie di benefici: la chat tende infatti a creare meno aspettative rispetto al contatto fisico (38%), consente di non esporsi in modo diretto evitando potenziali brutte figure (44%), accresce la percezione dell’immediatezza nell’approccio (73%) e si presta ad interrompere più rapidamente una conversazione (63%)» Rapporto Coop 2017 – fotografia su campione di 8 milioni di consumatori
  • 32.
    Quando cresceranno qualisaranno i loro processi di consumo? Come ragioneranno? Seguendo quali paradigmi? E che tipo di relazioni sociali costruiranno, se le costruiranno?
  • 33.
    Modelli di businessstatici e strutture troppo rigide non sono in grado di rispondere alle sollecitazioni di un mercato con questo tipo di panorama
  • 34.
    «Lo smart workingsi situa in un contesto complesso e veloce, ne è figlio e ne è la risposta. L’efficienza si deve tramutare in agilità» Guida per gestire e valorizzare i nuovi nomadi
  • 35.
    36% grandi aziende 7% delle Pmi 305.000 lavoratori «agili» 5% nellaPA Osservatorio SMW Politecnico Milano 2016-17
  • 36.
    Le principali differenze Telelavoro •Postazione fissa da remoto • Orario di lavoro stabile • Usato prevalentemente nella PA (2004) • Basato su mansioni definite da contratti collettivi Smart Working • Postazione variabile (azienda, casa, altri spazi) • Orario di lavoro flessibile (con diritto alla disconnessione) • Usato prevalentemente in aziende private • Basato su obiettivi, risultati e logiche di condivisione
  • 37.
    Gli smart workers:siamo pronti ad essere (e gestire) lavoratori nomadi?
  • 38.
    RESITUIRE SIGNIFICATO ALLAVORO! Voi non siete la vostra scrivania! Why FAI?
  • 39.
    “ ” Quando operi daremoto puoi tornare in contatto con te stesso, il tuo valore professionale, il reale contributo che porti all’azienda, insomma: “il tuo marchio individuale sul lavoro”. Fermarsi a riflettere e ri-focalizzarsi è basilare per la motivazione, sia per ruoli consolidati che in trasformazione. In questo modo, puoi riuscirci senza avvertire un senso di abbandono o di marginalità RESITUIRE SIGNIFICATO AL LAVORO! Emanuela, 40 anni, in smart working da 3 Why FAI?
  • 40.
    Sviluppare visione sistemica ecultura degli obiettivi
  • 41.
    Consolidare il lavoroper obiettivi •Specifico •Misurabile •Accettato (nel senso di condiviso) •Realistico •Tempificabile
  • 42.
    Goal setting: daSMART a SMARTER EXCITING • È naturale che l’obiettivo debba suscitare entusiasmo ed eccitazione una volta conseguito, ma è altrettanto importante che anche l’immaginare la sua possibilità di realizzarsi provochi in noi delle emozioni forti RECORDED • È infine importante che l’impegno a raggiungere un obiettivo vada sottoscritto e opportunamente annotato, in modo che divenga un visibile “contratto” con noi stessi e un impegno leggibile.
  • 43.
    Il concetto diOKR: Objective Key Results
  • 44.
    OKR e illavoro agile • Costituiscono un sistema di allineamento e crescita, non di valutazione della prestazione • Ciclo di assegnazione breve (circa ogni trimestre) • Si lavora su pochi obiettivi alla volta (max 5) • Per ogni obiettivo si definiscono i risultati • Gli obiettivi sono quantitativi, i risultati qualitativi • Non devono mai essere collegati a sistemi premianti
  • 46.
  • 47.
    Valutazioni su risultatosignifica anche sganciarsi dalla logica dell’emergenza … e migliorare l’antica arte della pianificazione ragionata
  • 48.
  • 49.
  • 50.
    Non «appartenere aun team», ma saper fare «teaming»
  • 51.
    Gestire il sensodi esclusione
  • 52.
    I principali timoridei worker • Limitazioni allo sviluppo professionale e alla carriera • Scarso rendimento/ scarsa qualità del lavoro • Effettivo peggioramento del work-life balance (andrò a lavorare ancora di più)
  • 53.
  • 54.
    Cambia la culturadella fruizione delle informazioni …e cambiano le aspettative del pubblico interno
  • 55.
    “ ” Esiste una fortecorrelazione tra conoscenza diffusa e libertà individuale: se le persone sanno decodificare le regole implicite nelle strutture tecniche nelle quali operano possono essere soggetti attivi della loro storia, altrimenti subiscono le regole imposte dalle piattaforme che usano. Luca De Biase – Giornalista
  • 56.
    «Lavorare in modosmart è più duro che lavorare duramente» Smart Working & Smart Workers - 2016
  • 57.
    Il rapporto adulto-adulto •progressivo guadagno di autonomia decisionale e autodeterminazione • massimo accesso alle informazioni sia operative che strategiche • opportunità di scambio e crescita attraverso il confronto con colleghi • ambiti sfidanti in cui possano giocare un ruolo forte anche saperi e attitudini personali • ambienti in cui l’innovazione è un processo collaborativo e partecipato • la possibilità di dare senso al proprio lavoro
  • 58.
    Le criticità delloSmart Working • Occorrono maturità e autodisciplina personali molto accentuati • Lo sforzo in termini organizzativi e comunicativi è notevole • C’è il rischio di isolamento o di «work intensification» • Sicurezza informatica
  • 59.
    I vantaggi «intuitivi»dello smart working • Crescita e responsabilizzazione dei collaboratori • Miglioramento del work-life balance • Riduzione costi e minor impatto ambientale • Aumento della produttività (circa 15% a fronte di modello strutturato)
  • 60.
    «Ogni smart workerrisparmia circa 60 minuti al giorno in trasferimenti Per una sola giornata alla settimana, sono circa 40 ore l’anno» Smart Working & Smart Workers - 2016
  • 61.
    I vantaggi menointuitivi dello smart working • Riduzione delle sacche improduttive della routine quotidiana • Decristallizzazione delle dinamiche stereotipate da team • Riduzione dell’autoreferenzialità insita nello stanziale ( e nello stanziare…) • Risultare attrattivi per i talenti
  • 62.
    «Che succede seinvestiamo per far crescere le persone e poi queste ci lasciano?» «Che succede se poi non lo facciamo e poi restano?» I grandi dilemmi del Management Puntozero
  • 63.