SMART WORKING IN ITALIA:
ORIGINI, DIFFUSIONE E
POSSIBILI ESITI
di Ferdinando Toscano e Salvatore Zappalà
Estratti da un articolo in stampa presso la rivista
Psicologia Sociale (Il Mulino)
Obiettivi della rassegna
1. Smart working in Italia: origine e diffusione
2. Lavoro agile e ricerca. Possibili effetti su:
• Conflitto lavoro-famiglia
• Soddisfazione lavorativa
• Identificazione e commitment organizzativi
• Relazioni interpersonali
• Prestazione lavorativa
3. Smart working, presente e futuro: osservazioni per la
pratica e possibili piste di ricerca
Prima del lavoro agile:
telelavoro nel mondo e in Italia
1973: l’Ing. Jack Nilles conia, negli USA, i
termini telecommuting (“telependolarismo”)
e telework (“telelavoro”)
1999 e 2001: D.P.R. n. 70 e la Deliberazione
dell’Autorità per l'informatica nella Pubblica
Amministrazione n. 16 introducono, in Italia,
il telelavoro nella P.A.
2004: Accordo Interconfederale tra sindacati
e Confindustria recepisce l’Accordo-Quadro
Europeo sul telelavoro del 2002 e introduce il
telelavoro anche nel settore privato
1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
Dal telelavoro al lavoro agile
• Legge 81 del 2017: il “lavoro agile” è una “modalità di
esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita
mediante accordo tra le parti, … senza precisi vincoli di
orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di
strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività
lavorativa” (Art. 18).
In Italia, è «agile» il lavoro:
- Svolto lontano dal posto di lavoro
e/o
- Svolto senza vincoli ai consueti orari di lavoro
1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
Molta flessibilità… molte denominazioni
• «Lavoro agile» o «smart working»,
termine introdotto e poi abbandonato
durante l’iter parlamentare ma molto
ripreso dai media
Definizione solo italiana
All’estero, espressioni diverse a
seconda di caratteristiche specifiche di
flessibilità (lavoro svolto in mobilità,
mediato da ICT, etc.)
SMART WORKING
1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
Lo smart working in Italia
(Osservatorio PoliMi, 2017, 2018, 2019)
Lavoratori in smart working in Italia:
• 480.000 nel 2018
• 570.000 nel 2019
58% grandi imprese, 12% PMI e 16% PA coinvolte da progetti di
lavoro agile nel 2019
Gli spazi scelti sono, di solito:
• Casa (80%)
• Altre sedi aziendali (74%)
• Spazi di co-working (58%)
• Luoghi pubblici (52%)
Solitamente, circa 4-8 giorni lavorati in smart working al mese
1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
Possibili esiti dello S.W.
• In letteratura quasi nessuno studio sullo smart
working inteso «all’italiana»
• Molti studi sul telelavoro ed altre forme di
flessibilità assimilabili al lavoro agile
• Di seguito una rassegna sui principali costrutti
indagati in relazione al lavoro agile
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
Lavoro agile e conflitto lavoro-famiglia
• Hill, Erickson, Holmes e Ferris (2010) presentano uno studio su quasi
25mila lavoratori in 75 diversi paesi:
Lavorare da casa sembra associato ad una riduzione del conflitto
lavoro-famiglia. Effetto maggiore se i lavoratori hanno più controllo
sulla pianificazione oraria e se riescono ad organizzare il proprio
tempo personale e di lavoro
• Allen, Golden e Shockley (2015):
Telelavoro ha effetto limitato sulla riduzione del conflitto lavoro-
famiglia. Possibili miglioramenti mitigati dal fatto che la persona,
per lavorare, “resta a casa tutto il giorno”. Forse lo smart working
riduce il conflitto lavoro-famiglia ma sembra favorire il conflitto
famiglia – lavoro, specie nelle donne.
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
Lavoro agile e conflitto lavoro-famiglia
• Gajendran e Harrison (2007):
Serve tempo perché il lavoratore si adatti alla flessibilità.
Conflitto L-F appare minore in chi lavora a distanza da più di 1
anno, rispetto a chi utilizza tale modalità di lavoro da meno
tempo
• Allen, Johnson, Kiburz e Shockley (2013):
Relazione tra telelavoro e conflitto lavoro-famiglia non
influenzata da genere, presenza di coniugi/figli in casa e dalle
ore di lavoro settimanali
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
Lavoro agile e soddisfazione per il lavoro
• Correlazione bassa tra flessibilità e soddisfazione
verso il lavoro (r=.10) (Gajendran & Harrison, 2007)
• Su 30 lavori considerati, 17 riportavano una
relazione positiva, 12 non evidenziavano alcuna
associazione e uno addirittura una relazione
negativa (de Menezes & Kelliher, 2011)
• Relazione non lineare tra flessibilità e
soddisfazione: 15 h/sett. tempo ideale. Oltre, la
soddisfazione sembra ridursi, specie in lavoratori
poco orientati al risultato (Virick, DaSilva, & Arrington, 2010)
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
Lavoro agile, identificazione e commitment
• Possibile relazione curvilinea tra flessibilità e
commitment: troppo telelavoro riduce impegno
verso la propria organizzazione (Caillier, 2012)
• I lavoratori che si sentono fisicamente isolati, si
sentono poco inclusi e valorizzati dalla loro
organizzazione e ciò genera bassa identificazione
(Bartel, Wrzesniewski, & Wiesenfeld, 2012)
• Relazione tra uso moderato flessibilità e
identificazione dei lavoratori (Thatcher & Zhu, 2006)
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
Lavoro agile e relazioni personali
• Se telelavoro poco frequente, nessun effetto sulle relazioni con i
colleghi; se molto usato, effetti negativi (in media, r = -.19)
Relazioni con il superiore migliorano con flessibilità, a prescindere da
quanto è adottata (r = .12) (Gajendran & Harrison, 2007)
• Perché relazioni con i colleghi potrebbero peggiorare?
I telelavoratori potrebbero considerare le relazioni con i colleghi
poco importanti (Golden, 2006), il non vedersi con i colleghi potrebbe
generare frustrazione (Cooper & Kurland, 2002) o gelosie (Pyöriä, 2011)
• Inoltre, alcuni lavori potrebbero risentire più di altri perché
richiedono maggiore interdipendenza tra persone (Golden & Veiga,
2005)
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
Lavoro agile e prestazioni
• Studio in cui i capi percepivano aumento produttività, ma disconferme da
percezione dei lavoratori flessibili e indicatori oggettivi (Baltes et al., 1999)
• 156 imprese spagnole mostrano relazione positiva tra prestazione aziendale
e % di lavoratori in telelavoro (Martínez-Sánchez et al., 2007, 2008)
• In letteratura tutti gli studi sono cross-sectional: impossibile tracciare
conclusioni in termini causali! (Allen et al., 2015)
• Unico studio longitudinale noto, ad ora (Bloom, Liang, Roberts, & Ying, 2015):
242 addetti call center di un’agenzia viaggi con 16mila lavoratori.
Chiamate aumentate del 13%: 9% dovuto a maggior tempo lavorato durante
il turno. 4% attribuito ad ambiente più tranquillo.
A 2 anni, però, i telelavoratori avevano ricevuto meno promozioni rispetto
agli altri e molti erano tornati al lavoro normale.
“Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”?
2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
(Alcune)
Osservazioni per la pratica
• Lavoro agile: tentativo di regolamentare flessibilità ma soprattutto nuovo
modo di operare e di funzionare delle organizzazioni:
1. Nuova cultura gestionale
2. Nuova leadership dei dirigenti, ma anche nuovi processi e procedure
organizzative
3. Job crafting: smart worker agente di cambiamento del suo lavoro
• Ragioni lavoro agile: benessere per lavoratori, ma anche esigenze
organizzative
• Non tutto lo smart working è uguale: ad es., quantità di ore lavorate in
maniera agile può portare ad esiti diversi
• Work-life balance ma anche rischio invasione: tutelare il distacco dal lavoro
• Smart working come risorsa per alcuni «tipi» di lavoratori (es., leva per i
giovani, supporto per gli anziani)
3. SMART WORKING: PRATICA E STUDI
Studi futuri
• Ruolo delle caratteristiche personali:
es. ruolo capacità di pianificazione, senso di
responsabilizzazione ed altre qualità individuali
• Caratteristiche dello smart working. Considerare:
Quanto in un mese? Di che qualità? Con quali risorse
organizzative? Quanto coinvolge gli altri?
• Necessità di studi longitudinali e tramite diario per
delineare le causalità tra lavoro agile e suoi effetti
3. SMART WORKING: PRATICA E STUDI
Università di Bologna – Dipartimento di Psicologia
Gruppo di Ricerca ICT-ON
Responsabile Prof. Salvatore Zappalà
Per saperne di più:
Toscano F., Zappala' S. (in stampa). Smart working in Italia: origini, diffusione e
possibili esiti. Psicologia Sociale.
salvatore.zappala@unibo.it
ferdinando.toscano2@unibo.it

Toscano zappala - smart working - slides

  • 1.
    SMART WORKING INITALIA: ORIGINI, DIFFUSIONE E POSSIBILI ESITI di Ferdinando Toscano e Salvatore Zappalà Estratti da un articolo in stampa presso la rivista Psicologia Sociale (Il Mulino)
  • 2.
    Obiettivi della rassegna 1.Smart working in Italia: origine e diffusione 2. Lavoro agile e ricerca. Possibili effetti su: • Conflitto lavoro-famiglia • Soddisfazione lavorativa • Identificazione e commitment organizzativi • Relazioni interpersonali • Prestazione lavorativa 3. Smart working, presente e futuro: osservazioni per la pratica e possibili piste di ricerca
  • 3.
    Prima del lavoroagile: telelavoro nel mondo e in Italia 1973: l’Ing. Jack Nilles conia, negli USA, i termini telecommuting (“telependolarismo”) e telework (“telelavoro”) 1999 e 2001: D.P.R. n. 70 e la Deliberazione dell’Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione n. 16 introducono, in Italia, il telelavoro nella P.A. 2004: Accordo Interconfederale tra sindacati e Confindustria recepisce l’Accordo-Quadro Europeo sul telelavoro del 2002 e introduce il telelavoro anche nel settore privato 1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
  • 4.
    Dal telelavoro allavoro agile • Legge 81 del 2017: il “lavoro agile” è una “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, … senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa” (Art. 18). In Italia, è «agile» il lavoro: - Svolto lontano dal posto di lavoro e/o - Svolto senza vincoli ai consueti orari di lavoro 1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
  • 5.
    Molta flessibilità… moltedenominazioni • «Lavoro agile» o «smart working», termine introdotto e poi abbandonato durante l’iter parlamentare ma molto ripreso dai media Definizione solo italiana All’estero, espressioni diverse a seconda di caratteristiche specifiche di flessibilità (lavoro svolto in mobilità, mediato da ICT, etc.) SMART WORKING 1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
  • 6.
    Lo smart workingin Italia (Osservatorio PoliMi, 2017, 2018, 2019) Lavoratori in smart working in Italia: • 480.000 nel 2018 • 570.000 nel 2019 58% grandi imprese, 12% PMI e 16% PA coinvolte da progetti di lavoro agile nel 2019 Gli spazi scelti sono, di solito: • Casa (80%) • Altre sedi aziendali (74%) • Spazi di co-working (58%) • Luoghi pubblici (52%) Solitamente, circa 4-8 giorni lavorati in smart working al mese 1. SMART WORKING: ORIGINE E DIFFUSIONE
  • 7.
    Possibili esiti delloS.W. • In letteratura quasi nessuno studio sullo smart working inteso «all’italiana» • Molti studi sul telelavoro ed altre forme di flessibilità assimilabili al lavoro agile • Di seguito una rassegna sui principali costrutti indagati in relazione al lavoro agile 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 8.
    Lavoro agile econflitto lavoro-famiglia • Hill, Erickson, Holmes e Ferris (2010) presentano uno studio su quasi 25mila lavoratori in 75 diversi paesi: Lavorare da casa sembra associato ad una riduzione del conflitto lavoro-famiglia. Effetto maggiore se i lavoratori hanno più controllo sulla pianificazione oraria e se riescono ad organizzare il proprio tempo personale e di lavoro • Allen, Golden e Shockley (2015): Telelavoro ha effetto limitato sulla riduzione del conflitto lavoro- famiglia. Possibili miglioramenti mitigati dal fatto che la persona, per lavorare, “resta a casa tutto il giorno”. Forse lo smart working riduce il conflitto lavoro-famiglia ma sembra favorire il conflitto famiglia – lavoro, specie nelle donne. 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 9.
    Lavoro agile econflitto lavoro-famiglia • Gajendran e Harrison (2007): Serve tempo perché il lavoratore si adatti alla flessibilità. Conflitto L-F appare minore in chi lavora a distanza da più di 1 anno, rispetto a chi utilizza tale modalità di lavoro da meno tempo • Allen, Johnson, Kiburz e Shockley (2013): Relazione tra telelavoro e conflitto lavoro-famiglia non influenzata da genere, presenza di coniugi/figli in casa e dalle ore di lavoro settimanali 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 10.
    Lavoro agile esoddisfazione per il lavoro • Correlazione bassa tra flessibilità e soddisfazione verso il lavoro (r=.10) (Gajendran & Harrison, 2007) • Su 30 lavori considerati, 17 riportavano una relazione positiva, 12 non evidenziavano alcuna associazione e uno addirittura una relazione negativa (de Menezes & Kelliher, 2011) • Relazione non lineare tra flessibilità e soddisfazione: 15 h/sett. tempo ideale. Oltre, la soddisfazione sembra ridursi, specie in lavoratori poco orientati al risultato (Virick, DaSilva, & Arrington, 2010) 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 11.
    Lavoro agile, identificazionee commitment • Possibile relazione curvilinea tra flessibilità e commitment: troppo telelavoro riduce impegno verso la propria organizzazione (Caillier, 2012) • I lavoratori che si sentono fisicamente isolati, si sentono poco inclusi e valorizzati dalla loro organizzazione e ciò genera bassa identificazione (Bartel, Wrzesniewski, & Wiesenfeld, 2012) • Relazione tra uso moderato flessibilità e identificazione dei lavoratori (Thatcher & Zhu, 2006) 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 12.
    Lavoro agile erelazioni personali • Se telelavoro poco frequente, nessun effetto sulle relazioni con i colleghi; se molto usato, effetti negativi (in media, r = -.19) Relazioni con il superiore migliorano con flessibilità, a prescindere da quanto è adottata (r = .12) (Gajendran & Harrison, 2007) • Perché relazioni con i colleghi potrebbero peggiorare? I telelavoratori potrebbero considerare le relazioni con i colleghi poco importanti (Golden, 2006), il non vedersi con i colleghi potrebbe generare frustrazione (Cooper & Kurland, 2002) o gelosie (Pyöriä, 2011) • Inoltre, alcuni lavori potrebbero risentire più di altri perché richiedono maggiore interdipendenza tra persone (Golden & Veiga, 2005) 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 13.
    Lavoro agile eprestazioni • Studio in cui i capi percepivano aumento produttività, ma disconferme da percezione dei lavoratori flessibili e indicatori oggettivi (Baltes et al., 1999) • 156 imprese spagnole mostrano relazione positiva tra prestazione aziendale e % di lavoratori in telelavoro (Martínez-Sánchez et al., 2007, 2008) • In letteratura tutti gli studi sono cross-sectional: impossibile tracciare conclusioni in termini causali! (Allen et al., 2015) • Unico studio longitudinale noto, ad ora (Bloom, Liang, Roberts, & Ying, 2015): 242 addetti call center di un’agenzia viaggi con 16mila lavoratori. Chiamate aumentate del 13%: 9% dovuto a maggior tempo lavorato durante il turno. 4% attribuito ad ambiente più tranquillo. A 2 anni, però, i telelavoratori avevano ricevuto meno promozioni rispetto agli altri e molti erano tornati al lavoro normale. “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”? 2. SMART WORKING E POSSIBILI ESITI
  • 14.
    (Alcune) Osservazioni per lapratica • Lavoro agile: tentativo di regolamentare flessibilità ma soprattutto nuovo modo di operare e di funzionare delle organizzazioni: 1. Nuova cultura gestionale 2. Nuova leadership dei dirigenti, ma anche nuovi processi e procedure organizzative 3. Job crafting: smart worker agente di cambiamento del suo lavoro • Ragioni lavoro agile: benessere per lavoratori, ma anche esigenze organizzative • Non tutto lo smart working è uguale: ad es., quantità di ore lavorate in maniera agile può portare ad esiti diversi • Work-life balance ma anche rischio invasione: tutelare il distacco dal lavoro • Smart working come risorsa per alcuni «tipi» di lavoratori (es., leva per i giovani, supporto per gli anziani) 3. SMART WORKING: PRATICA E STUDI
  • 15.
    Studi futuri • Ruolodelle caratteristiche personali: es. ruolo capacità di pianificazione, senso di responsabilizzazione ed altre qualità individuali • Caratteristiche dello smart working. Considerare: Quanto in un mese? Di che qualità? Con quali risorse organizzative? Quanto coinvolge gli altri? • Necessità di studi longitudinali e tramite diario per delineare le causalità tra lavoro agile e suoi effetti 3. SMART WORKING: PRATICA E STUDI
  • 16.
    Università di Bologna– Dipartimento di Psicologia Gruppo di Ricerca ICT-ON Responsabile Prof. Salvatore Zappalà Per saperne di più: Toscano F., Zappala' S. (in stampa). Smart working in Italia: origini, diffusione e possibili esiti. Psicologia Sociale. salvatore.zappala@unibo.it ferdinando.toscano2@unibo.it