Marketing Update
e Social Media
Strategie e tecniche per l’
innovazione digitale
@andrea_tombesi
Scienze Politiche, Comunicazione,
Relazioni Internazionali
13
04
16
MI PRESENTO
Andrea Tombesi
26 anni
un paio di lauree
(marketing e comunicazione)
alcune esperienze:
- uffici stampa
- eventi
- agenzie di comunicazione
- camera di commercio
un amico e collega di progetto
Di cosa mi occupo?
- Social Media
- Motori di Ricerca
- Scrittura per il Web
QUALE?
Made in Italy: Eccellenze in Digitale (3° edizione)
64 Camere di Commercio
132 Digitalizzatori
2 Digitalizzatori per Provincia
9 Mesi
OBIETTIVO
Aiutare le PMI a capire come il digitale
può aiutare la loro impresa.
Aiutarle a stare in rete.
COME
✓ Incontri 1:1
✓ Workshop Formativi
Agenda. Di che parliamo oggi?
★ Dalla nascita del Web al Web 2.0
★ Perché parliamo di Digital Marketing?
★ Inbound Marketing e Piano di Web Marketing
★ Focus: I Social Media per l’azienda
★ Consigli utili per digitale e auto imprenditoria
★ Conclusioni
‣ da uno a molti (emittente ricevente)
‣ telegrafo, telefono, radio, televisione
‣ creazione dell’opinione pubblica
‣ massificazione/verticale
- dai prodotti ai servizi
- prosumer
- personalizzazione
- coda lunga
- comunicazione molti:molti
- CMS
2004
- ridotta quantità di infrastrutture tecnologiche
- contenuti introdotti solo da Università o aziende
- comunicazione “push” - da 1:molti
- siti vetrina
IL WEB 2.0 è SOCIALE,
PARTECIPATIVO, MOBILE
LA RIVOLUZIONE SONO
GLI UGC (user generated content)
Per la prima volta
si ha uno
straordinario
potere nella
creazione e
gestione di
contenuti.
Siamo tutti
editori.
Cosa puoi fare tramite il digitale?
Farti
conoscere
Svolgere
ricerche di
mercato
Vendere
Promuovere
Eventi
Fondare un
movimento
Raccogliere
fondi per un
progetto
alcuni spunti
AVERE UNA PRESENZA ONLINE? Oggi è più semplice
Nuovi Trend nel mercato del lavoro
1. Le imprescindibili competenze digitali
2. Lavorare sulle soft skills
3. Percorsi di crescita con la formazione on the job
4. Employer Branding per attrarre i migliori talenti
5. Lavorare da remoto, lo smart working
Fonte: Osservatorio Infojobs
Perchè parliamo di DIGITAL MARKETING?
PROLIFERAZIONE
DEI MEDIA
Nel 1920, c’era una stazione
radio. Nel 2011, 14.700
Nel 1946 in USA 12 canali
televisivi. Nel 2011 ce ne sono
1700
Nel 1998 il consumatore era
soggetto a 1 milione di
messaggi informativi, circa
3000 al giorno
Nel 2014 oltre 1500 storie
competono quotidianamente
per essere mostrate nella tua
bacheca Facebook
1
I comportamenti delle
persone stanno
cambiando. Tendono
sempre più a rifiutare
i tradizionali canali di
comunicazione
2BASTA PUBBLICITA’
Pubblicità e
Fiducia
REPORT 2015
EMPOWERMENT TECNOLOGICO DEI
CONSUMATORI
3
allora chi vince oggi?
Molte aziende
sono ancora
ferme a questo
punto
ma è ora di
fare un
passo in
avanti ...
Per attrarre i consumatori, chi si occupa di marketing dovrà offrire
qualcosa di utile e interessante ai potenziali clienti.
Bisogna raccontare storie!
Invece di mandare
continui spot pubblicitari,
fare chiamate telefoniche
o annunci alla radio, oggi
bisogna creare contenuti
che educhino il pubblico e
li spingano ad arrivare
allla tua azienda.
Il contenuto migliore, nel momento migliore, col media migliore
PIANIFICAZIONE E STRATEGIA
ma prima...
Il piano di web marketing
Il web marketing è
come una buona
ricetta. Ha degli
ingredienti specifici e
se qualcuno di questi
viene dimenticato o
messo in un ordine non
consono, ne risente
tutto il risultato finale.
#analisi
DOVE sono i tuoi Clienti
COME interagiscono
Quali sono gli
INFLUENCER di settore
1
COMPETITORS
CHECK UP RISORSE
azienda
#strategia
2
TARGET e PERSONAS
#obiettivi
NOTORIETA’ DEL BRAND
VENDITA
CONTATTI
LOCAL
ASSISTENZA CLIENTI
3
Sono S.M.A.R.T?
➤ SITO WEB
➤ BLOG
➤ SEO
➤ SEM
➤ SOCIAL MEDIA
➤ EMAIL
➤ DIGITAL PR
➤ …..
➤ ……...
QUALI I CANALI?
In base all’obiettivo
di ogni singolo canale
Stabilire le giuste
metriche per
valutare i risultati
attesi
IL FUNNEL DI VENDITA
cos’è? una parolaccia?
TEMPISTICHE
Il monitoraggio è una
pratica che avviene
parallelamente a
tutte le altre fasi del
piano di web
marketing. L’
importante è
controllare le
metriche di valore in
base alla strategia
scelta.
IL MONITORAGGIO
“So che metà dei soldi
che spendo in pubblicità
è completamente
buttata via. Il problema
è che non so quale metà
sia”
JOHN WANAMAKER
IL BRIEF
Per chi non ha un reparto
marketing interno all’azienda
il servizio viene
esternalizzato ad agenzie di
comunicazione esterna.
Il brief è il documento con cui
l’agenzia mette su carta le
caratteristiche dell’azienda,
la loro offerta, i loro obiettivi.
#socialmedia
Perchè essere sui Social Media?
Perchè ci sono sempre più persone
COSA SONO I SOCIAL MEDIA?
COSA SONO I SOCIAL MEDIA?
relazioni
informazione
condivisione
svago
community conversazioni
intrattenimento
cazzeggio?
PRIMA E DOPO
Prima dei social media:
‣ l’azienda non poteva interagire direttamente con i consumatori finali
‣ i feedback erano mediati da focus group o indagini di mercato
Grazie ai social media:
‣ il web 2.0 ha disintermediato azienda/consumatore
‣ gli utenti rete sono in conversazione diretta con le aziende nei social network, nei
forum, nelle blog, negli UGC.
‣ immediatezza
Le principali scuse
per non utilizzarli
Non mi piacciono!
Non funzionano!
Sono solo
una moda
Ci vuole troppo
tempo
Sono canali
troppo
giovani
Non posso
calcolarne il
ROI
I MERCATI SONO
CONVERSAZIONI?
91% delle aziende si
ritengono “orientate al
cliente” ma solo il 10% dei
clienti concorda
Fonte: Forrester Research
gli obiettivi per le aziende
eppure….il problema di ogni social media manager
la ricetta del social media manager
Il PIANO di social media marketing
La sintesi di tutte le azioni che intendi intraprendere e degli obiettivi che vuoi raggiungere per
la tua attività tramite i social network.
Tale piano dovrebbe includere una verifica dello stato attuale degli account, gli obiettivi che
vuoi raggiungere per ciascuno e gli strumenti che intendi utilizzare a questo scopo.
1- scegli obiettivi smart e mete (scegliere i numeri che contano)
2- definire una mission per canale
3- crea o migliora i tuoi profili
4- prendi ispirazione da leader di settore, concorrenti, clienti
5- creazione piano editoriale e calendario editoriale (regola dei terzi)
6- monitoraggio
gli strumenti del social media manager
Il piano editoriale è il documento dove viene descritto in modo dettagliato come utilizzeremo i
canali social. Tale piano può essere comune a tutti i social media, in modo da ottimizzare l’
implementazione della strategia, o specifico per un particolare canale.
In ogni caso nel piano editoriale si dà risposta ai seguenti interrogativi:
1. Cosa voglio comunicare?
2. A chi?
3. Chi produrrà i contenuti?
4. Quali contenuti pubblicare? Ho dei contenuti già pronti o li dovrò creare da zero? Li farò
io al 100% o mi aiuterà qualcun altro?
5. Su quali canali social e con quale frequenza?
gli strumenti del social media manager
In un calendario editoriale si elencano le date e gli orari di pubblicazione dei post del blog, dei
post di Facebook, dei messaggi su Twitter e degli altri contenuti che prevedi di usare durante
le tue campagne sui social media.
CONTENT CURATION
PERCHE’?
- non c’è abbastanza tempo
- non so come creare contenuti diversi
- non ho fonti sufficienti
I VANTAGGI DELLA CONTENT CURATION
STABILIRE RELAZIONE CON
INFLUENCERS
INCREMENTARE TRAFFICO WEB
(ORGANICO E DIRETTO)
TASTARE IL GUSTO DEL TUO PUBBLICO
PER MIGLIORARE LA TUA CONTENT
STRATEGY
NOTORIETA’ E AUTOREVOLEZZA
60-30-10
PER UNA SOCIAL MEDIA STRATEGY DI SUCCESSO NON POSSIAMO
PRESCINDERE DA UNA DIFFERENZIAZIONE DEI CONTENUTI
CONTENT
CURATION
CONTENT
CREATION
PAID
CONTENT
QUALI
CONTENUTI
CONDIVIDERE
SUI
SOCIAL
MEDIA?
la presentazione del prodotto
creare un format
contenuti utili, processo di produzione
USA LE IMMAGINI
Gli elementi visuali
incrementano la volontà di
leggere un contenuto dell’80%
(fonte)
Le persone tendono a ricordare
solo il 10% delle informazioni
dopo tre giorni dall’averle
incontrate. Tuttavia, con la
presenza di un’immagine
ricordano il 65% (fonte)
Il 46% dei marketer afferma che
le fotografie sono fondamentali
per lo loro strategie di marketing
e di storytelling (fonte)
Il 93% della comunicazione
umana è costituito da contenuti
visivi
1. Abbiamo sempre a disposizione
una camera
2. gli smartphone facilitano e
rendono veloce la creazione
3. App e tools vari ci permettono
di post-editare le immagini per
ottenere dei “capolavori”
RED BULL
- eventi
- brand
personality
- engagement
BURBERRY
- dietro le
quinte
- teasing
- engagement
- mood
NATIONAL GEOGRAPHIC
catalogo | partecipazione | freschezza
ETSY
eventi | location makers
i tool grafici
Photoshop
Illustrator
<Non li so usare….>
No problem!!
Esistono strumenti online che ti
permettono di ottenere ottimi risultati
senza possedere competenze grafiche
Canva, Pickmonkey, e tanti altri
anatomia del messaggio SOCIAL
Un post è una piccola STORIAe, come tale, deve avere sempre qualcosa da
raccontare o spiegare. Più è breve, più saranno le possibilità che venga letto.
Ogni post deve essere creato su misura per gli utenti a cui ci stiamo rivolgendo
(contenuto, linguaggio, tono, orario, ecc)
Evitate testi “pomposi” e auto referenziali. Ricordatevi dove siete!
Il contesto rimodula sempre lo stile della comunicazione.
Inserire una call to actionse vogliamo che si effettui un’azione specifica
(es. visita il sito)
Sfruttare i trend e le notizie
del momento per creare un
contenuto aziendale.
UN OCCHIO AL
MOMENTO
COPERTURA
6 MILIONI DI
UTENTI
8 MILIONI DI
VISUALIZZAZIONI
13K
INTERAZIONI
CERES
BARILLA
PLASMON
#REPUTAZIONE
USO IMPROPRIO
DELLO STRUMENTO ED
E’ SUBITO #EPIC FAIL
Un caso di corretta gestione della crisi…#fedex
https://www.youtube.com/watch?v=PKUDTPbDhnA
Un caso di corretta gestione della crisi…#fedex
https://www.youtube.com/watch?v=4ESU_PcqI38#t=26
La gestione delle CRISI….
è diversa per ogni azienda
In generale i casi di successo e di insuccesso, insegnano che:
- mai censurare
- mai cancellare i contenuti prodotti
- mai rispondere in maniera negativa
- rispondere sempre
- aggiornare sempre
tenersi
aggiornati
Gli errori da non fare sui
social media
NON DARE VALORE AL TEMPO DEL TUO PUBBLICO1.
Bombardare continuamente di contenuti o
messaggi pubblicitari la tua audience è contro
producente. Rischierai solo di infastidirli. Studia i
momenti della giornata in cui il tuo pubblico è
predisposto ad entrare in contatto con te.
PERDERE TEMPO CON COLORO
CHE NON VOGLIONO ASCOLTARTI2
Se non conosci bene il tuo Target, le loro
caratteristiche, le loro abitudini o cosa vogliono
sapere, tutti i tuoi sforzi andranno persi e non
otterrai alcun risultato. Trova la tua nicchia e
coltiva quella.
IMPEGNARE TUTTI
GLI SFORZI IN UN’UNICA PIATTAFORMA
3.
Concentrarsi troppo su un’unica piattaforma non
è mai una buona idea. Più la social media
strategy sarà differenziata, migliori saranno i
risultati.
ASPETTARSI I RISULTATI NEL BREVE PERIODO
4.
Mai essere impazienti con i risultati attesi,
specialmente quando si tratta di social media.
Creare una community sui social non è cosa da
poco. Richiede differenti risorse (tempo,
creatività, costanza, economiche, ecc..).
NON RICOMPENSARE I
FAN/FOLLOWERS ATTIVI
5.
Non dare mai per scontato che il tuo pubblico
inizi una relazione con te senza avere nulla in
cambio. E’ sempre buona pratica incentivare,
riconoscere e apprezzare il contributo dei tuoi
seguaci più importanti.
PAGARE PER UN FALSO
AUDIENCE
6.
Acquisire pubblico dietro transazione
commerciale per apparire più importanti e
influenti sui social media è un suicidio
annunciato. Oltre che rischiare la sospensione
dell’account si faranno colossali brutte figure
quando, a fronte di numeri importanti, l’
interazione sarà quasi nulla.
NON METTERE SU CARTA LA TUA STRATEGIA
7.
Acquisire pubblico dietro transazione
commerciale per apparire più importanti e
influenti sui social media è un suicidio
annunciato. Oltre che rischiare la sospensione
dell’account si faranno colossali brutte figure
quando, a fronte di numeri importanti, l’
interazione sarà quasi nulla.
IGNORARE LA POSSIBILITA’ DI UNA CRISI
8.
Non importa quanto puoi essere attento. Prima o
poi si innescherà una crisi sui tuoi canali social.
Anche la più piccola dimenticanza può avere il
potenziale di far precipitare la situazione se non
ti sei preparato al peggio. Se invece metti in
preventivo queste situazioni, sarai più in grado di
contenerle ed uscirne positivamente.
SCEGLIERE IL TONO DI VOCE SBAGLIATO
9.
Se non hai passione per questo lavoro, gli utenti
se ne accorgeranno. Chi gestisce la
comunicazione sui social deve identificarsi con il
brand ed essere in grado di mantenere il tono di
voice nonostante le specificità di ogni singolo
mezzo.
IGNORARE LA CORRETTA SCRITTURA
10.
Evitare le abbreviazioni e gli slang. Così come la
scrittura in maiuscolo. Possono andar bene per i
profili privati ma non per le realtà aziendali. In
caso contrario rischi di perdere credibilità.
TRATTARE INFLUENCERS
ALLO STESSO MODO DEI
GIORNALISTI
11.
Sebbene abbiano molti elementi in comune, gli
influencers richiedono molto più rispetto della
stampa tradizionale. Crea e coltiva una relazione
con loro prima di chiedere una collaborazione per
le tue iniziative di marketing.
CROWDFUNDING Realizzare le proprie idee di impresa è
più facile grazie al digitale
Dall’inglese
crowd= folla e
funding= finanziamento
indica un finanziamento collettivo. Si
tratta della raccolta fondi dell’era
digitale: un processo collaborativo dove
un gruppo di persone sostiene
economicamente i progetti di altre
persone/organizzazioni.
#longtail
KICKSTARTER
INDIEGOGO
I fattori costitutivi
★ apertura (accessibilità)
★ progettualità a termine
(durata temporale)
★ partecipazione attiva
(contributo utenti)
★ azione connettiva (capacità di
comunicazione con utenti)
★ relazione digitale (chi ha più
seguito può avere più
successo)
★ reputazione (accessibilità)
★ progettualità a termine
(durata temporale)
★ coda lunga (nicchie di
pubblico)
★ ricompense (capacità di
comunicazione con utenti)
★ trasparenza (chi ha più
seguito può avere più
successo)
L’economia dello scambio
La condivisione sta al possesso come l’iPod sta al 33 giri, come il pannello solare sta alla
miniera di carbone. La condivisione è pulita, fresca, urbana, postmoderna; il possesso è triste,
egoista, timido e arretrato.
(Jeremy Rifkin)
Reward
based
Equity
based
● Strategia generale di comunicazione e marketing (scelta dei canali)
● Definizione piano operativo di lavoro (obiettivo da raggiungere e tempi)
● Scelta degli strumenti da utilizzare
● Preparazione contenuti multimediali (quali?)
● Definizione del team di lavoro
Come impostare una campagna di crowdfunding
CONSIGLI
➢ RACCONTARE LA STORIA DEI PROPONENTI
➢ VALUTARE LA PROPRIA PRESENZA ONLINE
➢ VALUTARE SE INSERIRE LE RICOMPENSE
➢ SCEGLIERE LA PIATTAFORMA MIGLIORE
➢ DEFINIRE IL TIMING DELLA CAMPAGNA
➢ DEFINIRE RISORSE UMANE ED ECONOMICHE
CONCLUSIONI
Conclusioni
- Pensare il digitale come strumento tattico e low budget
- Non possiamo limitarci a traslare i codici della comunicazione tradizionale sul digitale.
Vanno rimodulati.
- Non possiamo limitarci a “esserci” senza prendere posizione.
- Non ci si può improvvisare esperti. Occorre conoscere i meccanismi della comunicazione
online. Lasciate a casa il “cugino smanettone” e affidatevi a professionalità specifiche e
specializzate. C’è in gioco la vostra reputazione. Quel che succede a Vegas rimarrà a
Vegas, ma quello che succede su Google rimane su Google!
- Il digitale offre numerose e variegate posizioni lavorative. Sta a voi capire se possono
interessarvi e intraprendere il percorso migliore per la vostra formazione.
E dopo tutto questo…
Grazie per l’attenzione!
andreatombesi.info@gmail.com
@andrea_tombesi
/andreatombesi
slideshare.net/andrea_tombesi

Marketing Update e Social Media

  • 1.
    Marketing Update e SocialMedia Strategie e tecniche per l’ innovazione digitale @andrea_tombesi Scienze Politiche, Comunicazione, Relazioni Internazionali 13 04 16
  • 2.
    MI PRESENTO Andrea Tombesi 26anni un paio di lauree (marketing e comunicazione) alcune esperienze: - uffici stampa - eventi - agenzie di comunicazione - camera di commercio un amico e collega di progetto Di cosa mi occupo? - Social Media - Motori di Ricerca - Scrittura per il Web QUALE?
  • 3.
    Made in Italy:Eccellenze in Digitale (3° edizione) 64 Camere di Commercio 132 Digitalizzatori 2 Digitalizzatori per Provincia 9 Mesi OBIETTIVO Aiutare le PMI a capire come il digitale può aiutare la loro impresa. Aiutarle a stare in rete. COME ✓ Incontri 1:1 ✓ Workshop Formativi
  • 4.
    Agenda. Di cheparliamo oggi? ★ Dalla nascita del Web al Web 2.0 ★ Perché parliamo di Digital Marketing? ★ Inbound Marketing e Piano di Web Marketing ★ Focus: I Social Media per l’azienda ★ Consigli utili per digitale e auto imprenditoria ★ Conclusioni
  • 6.
    ‣ da unoa molti (emittente ricevente) ‣ telegrafo, telefono, radio, televisione ‣ creazione dell’opinione pubblica ‣ massificazione/verticale
  • 7.
    - dai prodottiai servizi - prosumer - personalizzazione - coda lunga - comunicazione molti:molti - CMS 2004 - ridotta quantità di infrastrutture tecnologiche - contenuti introdotti solo da Università o aziende - comunicazione “push” - da 1:molti - siti vetrina IL WEB 2.0 è SOCIALE, PARTECIPATIVO, MOBILE LA RIVOLUZIONE SONO GLI UGC (user generated content)
  • 8.
    Per la primavolta si ha uno straordinario potere nella creazione e gestione di contenuti. Siamo tutti editori.
  • 15.
    Cosa puoi faretramite il digitale? Farti conoscere Svolgere ricerche di mercato Vendere Promuovere Eventi Fondare un movimento Raccogliere fondi per un progetto alcuni spunti
  • 16.
    AVERE UNA PRESENZAONLINE? Oggi è più semplice
  • 17.
    Nuovi Trend nelmercato del lavoro 1. Le imprescindibili competenze digitali 2. Lavorare sulle soft skills 3. Percorsi di crescita con la formazione on the job 4. Employer Branding per attrarre i migliori talenti 5. Lavorare da remoto, lo smart working Fonte: Osservatorio Infojobs
  • 18.
    Perchè parliamo diDIGITAL MARKETING?
  • 19.
    PROLIFERAZIONE DEI MEDIA Nel 1920,c’era una stazione radio. Nel 2011, 14.700 Nel 1946 in USA 12 canali televisivi. Nel 2011 ce ne sono 1700 Nel 1998 il consumatore era soggetto a 1 milione di messaggi informativi, circa 3000 al giorno Nel 2014 oltre 1500 storie competono quotidianamente per essere mostrate nella tua bacheca Facebook 1
  • 20.
    I comportamenti delle personestanno cambiando. Tendono sempre più a rifiutare i tradizionali canali di comunicazione 2BASTA PUBBLICITA’
  • 21.
  • 22.
  • 23.
  • 24.
    Molte aziende sono ancora fermea questo punto ma è ora di fare un passo in avanti ...
  • 25.
    Per attrarre iconsumatori, chi si occupa di marketing dovrà offrire qualcosa di utile e interessante ai potenziali clienti. Bisogna raccontare storie! Invece di mandare continui spot pubblicitari, fare chiamate telefoniche o annunci alla radio, oggi bisogna creare contenuti che educhino il pubblico e li spingano ad arrivare allla tua azienda.
  • 26.
    Il contenuto migliore,nel momento migliore, col media migliore
  • 27.
  • 28.
    Il piano diweb marketing Il web marketing è come una buona ricetta. Ha degli ingredienti specifici e se qualcuno di questi viene dimenticato o messo in un ordine non consono, ne risente tutto il risultato finale.
  • 30.
    #analisi DOVE sono ituoi Clienti COME interagiscono Quali sono gli INFLUENCER di settore 1 COMPETITORS CHECK UP RISORSE azienda
  • 31.
  • 32.
  • 33.
    ➤ SITO WEB ➤BLOG ➤ SEO ➤ SEM ➤ SOCIAL MEDIA ➤ EMAIL ➤ DIGITAL PR ➤ ….. ➤ ……... QUALI I CANALI? In base all’obiettivo di ogni singolo canale Stabilire le giuste metriche per valutare i risultati attesi
  • 34.
    IL FUNNEL DIVENDITA cos’è? una parolaccia?
  • 35.
  • 36.
    Il monitoraggio èuna pratica che avviene parallelamente a tutte le altre fasi del piano di web marketing. L’ importante è controllare le metriche di valore in base alla strategia scelta. IL MONITORAGGIO
  • 37.
    “So che metàdei soldi che spendo in pubblicità è completamente buttata via. Il problema è che non so quale metà sia” JOHN WANAMAKER
  • 38.
    IL BRIEF Per chinon ha un reparto marketing interno all’azienda il servizio viene esternalizzato ad agenzie di comunicazione esterna. Il brief è il documento con cui l’agenzia mette su carta le caratteristiche dell’azienda, la loro offerta, i loro obiettivi.
  • 39.
  • 41.
    Perchè essere suiSocial Media?
  • 42.
    Perchè ci sonosempre più persone
  • 45.
    COSA SONO ISOCIAL MEDIA?
  • 46.
    COSA SONO ISOCIAL MEDIA? relazioni informazione condivisione svago community conversazioni intrattenimento cazzeggio?
  • 47.
    PRIMA E DOPO Primadei social media: ‣ l’azienda non poteva interagire direttamente con i consumatori finali ‣ i feedback erano mediati da focus group o indagini di mercato Grazie ai social media: ‣ il web 2.0 ha disintermediato azienda/consumatore ‣ gli utenti rete sono in conversazione diretta con le aziende nei social network, nei forum, nelle blog, negli UGC. ‣ immediatezza
  • 48.
    Le principali scuse pernon utilizzarli Non mi piacciono! Non funzionano! Sono solo una moda Ci vuole troppo tempo Sono canali troppo giovani Non posso calcolarne il ROI
  • 49.
    I MERCATI SONO CONVERSAZIONI? 91%delle aziende si ritengono “orientate al cliente” ma solo il 10% dei clienti concorda Fonte: Forrester Research
  • 50.
  • 51.
    eppure….il problema diogni social media manager
  • 52.
    la ricetta delsocial media manager
  • 53.
    Il PIANO disocial media marketing La sintesi di tutte le azioni che intendi intraprendere e degli obiettivi che vuoi raggiungere per la tua attività tramite i social network. Tale piano dovrebbe includere una verifica dello stato attuale degli account, gli obiettivi che vuoi raggiungere per ciascuno e gli strumenti che intendi utilizzare a questo scopo. 1- scegli obiettivi smart e mete (scegliere i numeri che contano) 2- definire una mission per canale 3- crea o migliora i tuoi profili 4- prendi ispirazione da leader di settore, concorrenti, clienti 5- creazione piano editoriale e calendario editoriale (regola dei terzi) 6- monitoraggio
  • 54.
    gli strumenti delsocial media manager Il piano editoriale è il documento dove viene descritto in modo dettagliato come utilizzeremo i canali social. Tale piano può essere comune a tutti i social media, in modo da ottimizzare l’ implementazione della strategia, o specifico per un particolare canale. In ogni caso nel piano editoriale si dà risposta ai seguenti interrogativi: 1. Cosa voglio comunicare? 2. A chi? 3. Chi produrrà i contenuti? 4. Quali contenuti pubblicare? Ho dei contenuti già pronti o li dovrò creare da zero? Li farò io al 100% o mi aiuterà qualcun altro? 5. Su quali canali social e con quale frequenza?
  • 55.
    gli strumenti delsocial media manager In un calendario editoriale si elencano le date e gli orari di pubblicazione dei post del blog, dei post di Facebook, dei messaggi su Twitter e degli altri contenuti che prevedi di usare durante le tue campagne sui social media.
  • 56.
    CONTENT CURATION PERCHE’? - nonc’è abbastanza tempo - non so come creare contenuti diversi - non ho fonti sufficienti
  • 57.
    I VANTAGGI DELLACONTENT CURATION STABILIRE RELAZIONE CON INFLUENCERS INCREMENTARE TRAFFICO WEB (ORGANICO E DIRETTO) TASTARE IL GUSTO DEL TUO PUBBLICO PER MIGLIORARE LA TUA CONTENT STRATEGY NOTORIETA’ E AUTOREVOLEZZA
  • 58.
    60-30-10 PER UNA SOCIALMEDIA STRATEGY DI SUCCESSO NON POSSIAMO PRESCINDERE DA UNA DIFFERENZIAZIONE DEI CONTENUTI CONTENT CURATION CONTENT CREATION PAID CONTENT
  • 59.
  • 60.
  • 61.
  • 62.
  • 63.
    USA LE IMMAGINI Glielementi visuali incrementano la volontà di leggere un contenuto dell’80% (fonte) Le persone tendono a ricordare solo il 10% delle informazioni dopo tre giorni dall’averle incontrate. Tuttavia, con la presenza di un’immagine ricordano il 65% (fonte) Il 46% dei marketer afferma che le fotografie sono fondamentali per lo loro strategie di marketing e di storytelling (fonte) Il 93% della comunicazione umana è costituito da contenuti visivi
  • 64.
    1. Abbiamo semprea disposizione una camera 2. gli smartphone facilitano e rendono veloce la creazione 3. App e tools vari ci permettono di post-editare le immagini per ottenere dei “capolavori”
  • 65.
    RED BULL - eventi -brand personality - engagement BURBERRY - dietro le quinte - teasing - engagement - mood
  • 66.
    NATIONAL GEOGRAPHIC catalogo |partecipazione | freschezza ETSY eventi | location makers
  • 67.
    i tool grafici Photoshop Illustrator <Nonli so usare….> No problem!! Esistono strumenti online che ti permettono di ottenere ottimi risultati senza possedere competenze grafiche Canva, Pickmonkey, e tanti altri
  • 68.
    anatomia del messaggioSOCIAL Un post è una piccola STORIAe, come tale, deve avere sempre qualcosa da raccontare o spiegare. Più è breve, più saranno le possibilità che venga letto. Ogni post deve essere creato su misura per gli utenti a cui ci stiamo rivolgendo (contenuto, linguaggio, tono, orario, ecc) Evitate testi “pomposi” e auto referenziali. Ricordatevi dove siete! Il contesto rimodula sempre lo stile della comunicazione. Inserire una call to actionse vogliamo che si effettui un’azione specifica (es. visita il sito)
  • 69.
    Sfruttare i trende le notizie del momento per creare un contenuto aziendale. UN OCCHIO AL MOMENTO COPERTURA 6 MILIONI DI UTENTI 8 MILIONI DI VISUALIZZAZIONI 13K INTERAZIONI CERES BARILLA PLASMON
  • 70.
  • 71.
    USO IMPROPRIO DELLO STRUMENTOED E’ SUBITO #EPIC FAIL
  • 72.
    Un caso dicorretta gestione della crisi…#fedex https://www.youtube.com/watch?v=PKUDTPbDhnA
  • 73.
    Un caso dicorretta gestione della crisi…#fedex https://www.youtube.com/watch?v=4ESU_PcqI38#t=26
  • 74.
    La gestione delleCRISI…. è diversa per ogni azienda In generale i casi di successo e di insuccesso, insegnano che: - mai censurare - mai cancellare i contenuti prodotti - mai rispondere in maniera negativa - rispondere sempre - aggiornare sempre
  • 75.
  • 76.
    Gli errori danon fare sui social media
  • 77.
    NON DARE VALOREAL TEMPO DEL TUO PUBBLICO1.
  • 78.
    Bombardare continuamente dicontenuti o messaggi pubblicitari la tua audience è contro producente. Rischierai solo di infastidirli. Studia i momenti della giornata in cui il tuo pubblico è predisposto ad entrare in contatto con te.
  • 79.
    PERDERE TEMPO CONCOLORO CHE NON VOGLIONO ASCOLTARTI2
  • 80.
    Se non conoscibene il tuo Target, le loro caratteristiche, le loro abitudini o cosa vogliono sapere, tutti i tuoi sforzi andranno persi e non otterrai alcun risultato. Trova la tua nicchia e coltiva quella.
  • 81.
    IMPEGNARE TUTTI GLI SFORZIIN UN’UNICA PIATTAFORMA 3.
  • 82.
    Concentrarsi troppo suun’unica piattaforma non è mai una buona idea. Più la social media strategy sarà differenziata, migliori saranno i risultati.
  • 83.
    ASPETTARSI I RISULTATINEL BREVE PERIODO 4.
  • 84.
    Mai essere impazienticon i risultati attesi, specialmente quando si tratta di social media. Creare una community sui social non è cosa da poco. Richiede differenti risorse (tempo, creatività, costanza, economiche, ecc..).
  • 85.
  • 86.
    Non dare maiper scontato che il tuo pubblico inizi una relazione con te senza avere nulla in cambio. E’ sempre buona pratica incentivare, riconoscere e apprezzare il contributo dei tuoi seguaci più importanti.
  • 87.
    PAGARE PER UNFALSO AUDIENCE 6.
  • 88.
    Acquisire pubblico dietrotransazione commerciale per apparire più importanti e influenti sui social media è un suicidio annunciato. Oltre che rischiare la sospensione dell’account si faranno colossali brutte figure quando, a fronte di numeri importanti, l’ interazione sarà quasi nulla.
  • 89.
    NON METTERE SUCARTA LA TUA STRATEGIA 7.
  • 90.
    Acquisire pubblico dietrotransazione commerciale per apparire più importanti e influenti sui social media è un suicidio annunciato. Oltre che rischiare la sospensione dell’account si faranno colossali brutte figure quando, a fronte di numeri importanti, l’ interazione sarà quasi nulla.
  • 91.
  • 92.
    Non importa quantopuoi essere attento. Prima o poi si innescherà una crisi sui tuoi canali social. Anche la più piccola dimenticanza può avere il potenziale di far precipitare la situazione se non ti sei preparato al peggio. Se invece metti in preventivo queste situazioni, sarai più in grado di contenerle ed uscirne positivamente.
  • 93.
    SCEGLIERE IL TONODI VOCE SBAGLIATO 9.
  • 94.
    Se non haipassione per questo lavoro, gli utenti se ne accorgeranno. Chi gestisce la comunicazione sui social deve identificarsi con il brand ed essere in grado di mantenere il tono di voice nonostante le specificità di ogni singolo mezzo.
  • 95.
    IGNORARE LA CORRETTASCRITTURA 10.
  • 96.
    Evitare le abbreviazionie gli slang. Così come la scrittura in maiuscolo. Possono andar bene per i profili privati ma non per le realtà aziendali. In caso contrario rischi di perdere credibilità.
  • 97.
    TRATTARE INFLUENCERS ALLO STESSOMODO DEI GIORNALISTI 11.
  • 98.
    Sebbene abbiano moltielementi in comune, gli influencers richiedono molto più rispetto della stampa tradizionale. Crea e coltiva una relazione con loro prima di chiedere una collaborazione per le tue iniziative di marketing.
  • 99.
    CROWDFUNDING Realizzare leproprie idee di impresa è più facile grazie al digitale Dall’inglese crowd= folla e funding= finanziamento indica un finanziamento collettivo. Si tratta della raccolta fondi dell’era digitale: un processo collaborativo dove un gruppo di persone sostiene economicamente i progetti di altre persone/organizzazioni. #longtail
  • 100.
  • 101.
  • 102.
    I fattori costitutivi ★apertura (accessibilità) ★ progettualità a termine (durata temporale) ★ partecipazione attiva (contributo utenti) ★ azione connettiva (capacità di comunicazione con utenti) ★ relazione digitale (chi ha più seguito può avere più successo) ★ reputazione (accessibilità) ★ progettualità a termine (durata temporale) ★ coda lunga (nicchie di pubblico) ★ ricompense (capacità di comunicazione con utenti) ★ trasparenza (chi ha più seguito può avere più successo)
  • 103.
    L’economia dello scambio Lacondivisione sta al possesso come l’iPod sta al 33 giri, come il pannello solare sta alla miniera di carbone. La condivisione è pulita, fresca, urbana, postmoderna; il possesso è triste, egoista, timido e arretrato. (Jeremy Rifkin) Reward based Equity based
  • 104.
    ● Strategia generaledi comunicazione e marketing (scelta dei canali) ● Definizione piano operativo di lavoro (obiettivo da raggiungere e tempi) ● Scelta degli strumenti da utilizzare ● Preparazione contenuti multimediali (quali?) ● Definizione del team di lavoro Come impostare una campagna di crowdfunding CONSIGLI ➢ RACCONTARE LA STORIA DEI PROPONENTI ➢ VALUTARE LA PROPRIA PRESENZA ONLINE ➢ VALUTARE SE INSERIRE LE RICOMPENSE ➢ SCEGLIERE LA PIATTAFORMA MIGLIORE ➢ DEFINIRE IL TIMING DELLA CAMPAGNA ➢ DEFINIRE RISORSE UMANE ED ECONOMICHE
  • 106.
  • 107.
    Conclusioni - Pensare ildigitale come strumento tattico e low budget - Non possiamo limitarci a traslare i codici della comunicazione tradizionale sul digitale. Vanno rimodulati. - Non possiamo limitarci a “esserci” senza prendere posizione. - Non ci si può improvvisare esperti. Occorre conoscere i meccanismi della comunicazione online. Lasciate a casa il “cugino smanettone” e affidatevi a professionalità specifiche e specializzate. C’è in gioco la vostra reputazione. Quel che succede a Vegas rimarrà a Vegas, ma quello che succede su Google rimane su Google! - Il digitale offre numerose e variegate posizioni lavorative. Sta a voi capire se possono interessarvi e intraprendere il percorso migliore per la vostra formazione.
  • 108.
    E dopo tuttoquesto… Grazie per l’attenzione! andreatombesi.info@gmail.com @andrea_tombesi /andreatombesi slideshare.net/andrea_tombesi