Dalla parte dei fan. Tra pratiche di consumo e produzione Romana Andò
Dalla parte delle audience Perché Lost è un fenomeno di successo non solo televisivo? Cosa garantisce oggi il successo di un contenuto mediale?  Di cosa parliamo quando parliamo di fan e cosa dobbiamo imparare dalla loro esperienza? Cosa possono/devono imparare i produttori?
“ Un programma con un alto livello di coinvolgimento risulterebbe un investimento migliore rispetto ad un programma con indici di ascolto più alti ma con un interessamento superficiale del pubblico” (Jenkins 2008). Il futuro dell’intrattenimento
Come cambia il consumatore Mentre i vecchi consumatori erano visti come passivi,  i nuovi consumatori sono attivi .  Mentre i vecchi consumatori erano prevedibili e stavano dove gli ordinavi,  i nuovi consumatori si spostano, mostrando una fedeltà in declino nei confronti dei network o dei media .  Se i vecchi consumatori erano individui isolati,   i nuovi consumatori sono maggiormente connessi tra loro .  Se il lavoro dei consumatori mediali un tempo era silenzioso e invisibile,  i nuovi utenti sono rumorosi e pubblici   (Jenkins 2006).
Il fandom è un fenomeno sociale dotato di riconoscibilità e non più isolato  (no subcultura) Il fandom è un comportamento diffuso, (almeno nelle sue manifestazioni di base) e pervasivo Il fandom si appoggia alle tecnologie e alle logiche di partecipazione, condivisione, creazione di contenuti (web 2.0)  Il fandom si basa sulla ridefinizione del rapporto tra consumatore e prodotto consumato, in termini di fedeltà e partecipazione basate sull’ economia affettiva  (Jenkins 2006).  Il consumatore è sempre più un fan …
“ Social interaction ” (Baym): interviene sulle dimensioni individuali e sociali del soggetto (costruzione identitaria e gestione delle relazioni sociali) “ Network culture ”  (Jenkins): ridefinisce e implementa il rapporto tra tecnologie, contenuti e media literacy “ Lovemarks ” (Robins): contraddistinto da impegno, empatia e passione in grado di generare nelle audience una “lealtà al di là della ragione”  Milano 10/02/09 Marinelli-Andò Perché studiare il fandom?  Pagina  …  perché il fandom è
Cosa significa per aziende e creativi concedere al pubblico un ruolo più attivo nella progettazione, distribuzione e promozione dei contenuti mediali? Chi ha paura dei fan?
Fan e/o consumatori attivi I consumatori oggi giocano un ruolo attivo nell’espandere (spreading) contenuti, piuttosto che essere passivi vettori di contenuti mediali o di  media virali. “ In questo modello, i consumatori non sono semplicemente “ospiti” o “portatori” di idee esterne a loro, ma piuttosto proteggono ‘dal basso’ (grassroots) i materiali che sono personalmente e socialmente significativi per loro. Hanno filtrato i contenuti che ritengono di scarsa rilevanza per la loro comunità, focalizzando la loro attenzione sui materiali che ritengono avere una rilevanza particolare in questo nuovo contesto ". (Jenkins 2009)
If doesn’t spread it’s dead “ Il concetto di  spreadability   descrive come le proprietà degli ambienti mediali, i testi, il pubblico ed i modelli di business lavorano insieme per consentire la circolazione semplice e diffusa di contenuti reciprocamente significativi all'interno di una cultura di rete."  (Jenkins 2009)
Cosa è spreadable? È chiaro che  non tutti i contenuti mediali e non tutti i materiali sono spreadable allo stesso modo . Non si tratta semplicemente di una questione di ‘bontà’ o ‘interesse’ dei contenuti – non scambiamo ogni frammento di informazione interessante nè ogni video intelligente.  Il contenuto non è spreadable in base ad una valutazione individuale del suo valore, ma in relazione al suo valore sociale percepito all’interno di una comunità o di un gruppo .
e allora …

Lostday [Andò]

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    Dalla parte deifan. Tra pratiche di consumo e produzione Romana Andò
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    Dalla parte delleaudience Perché Lost è un fenomeno di successo non solo televisivo? Cosa garantisce oggi il successo di un contenuto mediale? Di cosa parliamo quando parliamo di fan e cosa dobbiamo imparare dalla loro esperienza? Cosa possono/devono imparare i produttori?
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    “ Un programmacon un alto livello di coinvolgimento risulterebbe un investimento migliore rispetto ad un programma con indici di ascolto più alti ma con un interessamento superficiale del pubblico” (Jenkins 2008). Il futuro dell’intrattenimento
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    Come cambia ilconsumatore Mentre i vecchi consumatori erano visti come passivi, i nuovi consumatori sono attivi . Mentre i vecchi consumatori erano prevedibili e stavano dove gli ordinavi, i nuovi consumatori si spostano, mostrando una fedeltà in declino nei confronti dei network o dei media .  Se i vecchi consumatori erano individui isolati, i nuovi consumatori sono maggiormente connessi tra loro . Se il lavoro dei consumatori mediali un tempo era silenzioso e invisibile, i nuovi utenti sono rumorosi e pubblici (Jenkins 2006).
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    Il fandom èun fenomeno sociale dotato di riconoscibilità e non più isolato (no subcultura) Il fandom è un comportamento diffuso, (almeno nelle sue manifestazioni di base) e pervasivo Il fandom si appoggia alle tecnologie e alle logiche di partecipazione, condivisione, creazione di contenuti (web 2.0) Il fandom si basa sulla ridefinizione del rapporto tra consumatore e prodotto consumato, in termini di fedeltà e partecipazione basate sull’ economia affettiva (Jenkins 2006). Il consumatore è sempre più un fan …
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    “ Social interaction” (Baym): interviene sulle dimensioni individuali e sociali del soggetto (costruzione identitaria e gestione delle relazioni sociali) “ Network culture ” (Jenkins): ridefinisce e implementa il rapporto tra tecnologie, contenuti e media literacy “ Lovemarks ” (Robins): contraddistinto da impegno, empatia e passione in grado di generare nelle audience una “lealtà al di là della ragione” Milano 10/02/09 Marinelli-Andò Perché studiare il fandom? Pagina … perché il fandom è
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    Cosa significa peraziende e creativi concedere al pubblico un ruolo più attivo nella progettazione, distribuzione e promozione dei contenuti mediali? Chi ha paura dei fan?
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    Fan e/o consumatoriattivi I consumatori oggi giocano un ruolo attivo nell’espandere (spreading) contenuti, piuttosto che essere passivi vettori di contenuti mediali o di media virali. “ In questo modello, i consumatori non sono semplicemente “ospiti” o “portatori” di idee esterne a loro, ma piuttosto proteggono ‘dal basso’ (grassroots) i materiali che sono personalmente e socialmente significativi per loro. Hanno filtrato i contenuti che ritengono di scarsa rilevanza per la loro comunità, focalizzando la loro attenzione sui materiali che ritengono avere una rilevanza particolare in questo nuovo contesto ". (Jenkins 2009)
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    If doesn’t spreadit’s dead “ Il concetto di spreadability descrive come le proprietà degli ambienti mediali, i testi, il pubblico ed i modelli di business lavorano insieme per consentire la circolazione semplice e diffusa di contenuti reciprocamente significativi all'interno di una cultura di rete." (Jenkins 2009)
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    Cosa è spreadable?È chiaro che non tutti i contenuti mediali e non tutti i materiali sono spreadable allo stesso modo . Non si tratta semplicemente di una questione di ‘bontà’ o ‘interesse’ dei contenuti – non scambiamo ogni frammento di informazione interessante nè ogni video intelligente. Il contenuto non è spreadable in base ad una valutazione individuale del suo valore, ma in relazione al suo valore sociale percepito all’interno di una comunità o di un gruppo .
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