CONNESSO O DISCONNESSO
I GIOVANI E LE NUOVE TECNOLOGIE
DOTT. EUGENIO BEDINI
PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA,
ALLIEVO DIDATTA DEL CENTRO EIDOS
Centro Eidos di Terapia Familiare di
Treviso
I NUOVI ADOLESCENTI:
 Nativi digitali, millenials, generazione iperconnessa
 Coloro che sono nati tra gli anni ’90 e i primi anni del
2000, in pieno boom tecnologico e quindi abituati fin da
piccoli a utilizzare gli smartphone, i tablet, Internet e i
social
ALCUNI DATI:
 Quanti smartphone, quanti connessi, social più usati
«Internet è un fenomeno sempre più diffuso (Riva, 2010;
Tosoni, 2004) che ha influito in molteplici aspetti della
nostra vita (Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia, 2013) e
molto probabilmente in futuro sarà ancora più presente
(Bedini, 2012, 2015, 2017; Bedini e Zampieri, 2017)».
«Verrà un giorno, e non è molto lontano, in cui potremo
concludere affari, studiare, conoscere il mondo e le sue
culture, assistere a importanti spettacoli, stringere amicizie,
visitare i negozi del quartiere e mostrare fotografie a parenti
lontani, tutto senza muoverci dalla scrivania o dalla
poltrona.»
(Bill Gates, La strada che porta a domani, 1995)
COS’È INTERNET:
È una rete ad accesso pubblico che connette vari dispositivi
o terminali in tutto il mondo. Dalla sua nascita rappresenta il
principale mezzo di comunicazione di massa, che offre
all’utente una vasta serie di contenuti potenzialmente
informativi e di servizi. È un’interconnessione globale tra reti
informatiche.
 1969: Arpanet
 Anni ‘90: Web 1.0 o Web statico
 2005: Web 2.0 o Web dinamico
 2006: Web 3.0 o Web semantico
COSA SONO I SOCIAL NETWORK:
 Boyd & Ellison (2007):
a) Presenza di uno spazio virtuale (profilo)
b) Possibilità di creare una lista di utenti (amici)
c) Possibilità di analizzare la propria rete
 Teoria dei sei gradi di separazione (Milgram, 1967)
 Dal 2003 nacquero uno dopo l’altro: Friendster, LinkedIn, YouTube, Orkut,
Messenger, Facebook, Twitter, Ask, Tumblr, Pinterest, Instagram, …
LE CHAT:
 Sistemi di messaggistica istantanea che permettono di
condividere messaggi, file multimediali, chiamate in tempo
reale
 Negli ultimi anni si sono spostate dalla stanza (Zafra, 2012)
ai dispositivi mobili (Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia,
2013)
 Es: Messenger, WhatsApp, Facebook Messenger,
Snapchat, Instagram, …
QUALI CONSEGUENZE?
 Riduzione di tempo e spazio
 Accesso a un pubblico potenzialmente illimitato
 Accesso a infiniti dati e infinite potenzialità
 Teoria democratica della CMC
 Riduzione dell’autoregolazione e della consapevolezza di sé, mancanza di
norme sociali (es: flaming [Turkle, 1997]) (De-individuazione)
 Possibilità di sperimentarsi in vari ruoli
QUALI DISAGI?
 Cyberbullismo
 Hikikomori
 Dipendenze (computer, videogiochi, Facebook,
smartphone, …)
 Comportamenti a rischio: web challenge, furti di identità
(fake), stalking, sexting, …
CYBERBULLISMO:
 Secondo la definizione di Peter K Smith (2006), per cyberbullismo si intende
“una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta agita contro un singolo o
un gruppo tramite mezzi di comunicazione elettronici con l’obiettivo di ferire
e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a
difendersi”
 Flaming, Harassement, Denigrazione, Impersonation, Trickery, Esclusion,
Cyberstalking, Doxing, Porn Revenge, …
 Danni maggiori nella vittima, a causa del cambiamento di spazio e tempo.
 Ricerca in progress
HIKIKOMORI:
 Termine coniato dal dott. Tamaki Saito, direttore del Sofukai Sasaki Hospital
 letteralmente “ritiro, stare in disparte, isolarsi”: adolescenti e post-adolescenti
che tendono ad evitare qualsiasi coinvolgimento sociale. Internet è il loro
unico mezzo di comunicazione (Bedini, 2017). Gli hikikomori sembrano soffrire
di depressione e di comportamenti ossessivo compulsivi, ma non è facile
comprendere se questi siano una conseguenza o una causa della loro
reclusione (Mastropaolo, 2011).
 Uso improprio per i ragazzi nel nostro contesto socio-culturale (Bedini, 2017;
Bedini e Volpato, in progress)
SEXTING:
 Termine nato nel 2005 in un articolo sulla rivista
australiana Sunday Telegraph Magazine; indica l'invio di
messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti,
principalmente tramite il cellulare o altri mezzi informatici.
 «messa in atto abitualmente dal 6% dei preadolescenti dagli 11 ai 13 anni, di
cui il 70% è costituito da ragazze. I numeri salgono al crescere dell’età:
infatti, tra i 14 e i 19 anni, la proporzione è di circa 1 adolescente su 10.»
(Fonte: Linkiesta)
 «il 35,9% dei ragazzi conosce qualcuno che ha fatto sexting e una recente
ricerca effettuata da Skuola.net rivela che oltre 2 adolescenti su 10 – il 24% del
campione - hanno sperimentato almeno una volta lo scambio di materiale
intimo via chat o social network.» (Fonte: Telefono Azzurro)
WEB CHALLENGE:
 «Sfide che, grazie alla condivisione sui social, diventano
virali. Lo scopo di una Challenge è quella di sopravvivere
per il maggior tempo possibile e coinvolgendo il maggior
numero di utenti in quelle che, per buona parte, sono
delle vere e proprie follie su video.» (Bedini, 2019)
COSA DICONO I RAGAZZI?
0
10
20
30
40
50
60
Fidanzato Famigliari Amici Conoscenti Compagni Famigliari
distanti
Amici
distanti
Ex
compagni
Conoscenti
NS
18.0
13.7
10.2 12.1
8.5
13.2 11.3 12.7 13.0
23.7 24.4
21.6 20.5
15.9
27.5
20.1 22.0 20.8
38.6
45.6 44.9
50.6
56.4
39.4 41.0 42.8
47.2
8.4 9.0
12.7 12.7 11.7 12.5
19.3 17.0
14.1
11.2
7.2
10.5
4.0
7.5 7.5 8.3
5.4 5.0
Peggiora
tanto
Peggiora
poco
(Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia,
 «Potrei anche parlarne con i professori, ma cosa possono fare? Sequestrano il telefono,
dicono parole ma poi quello torna a casa e ricomincia.» (Matteo, prima superiore)
 «Non dico nulla a mia mamma per non farla preoccupare.» (Giulia, terza superiore)
 «Io parlerei anche con i miei, se avessi un buon rapporto.» (Sara, seconda superiore)
 «Io prima di tutto parlerei con gli adulti. O con i miei amici.» (Chiara, terza superiore)
QUINDI?
 I ragazzi sembrano consapevoli di molti meccanismi che avvengono nel Web
(es: fake news)
 Capiscono molti rischi e pericoli che si annidano nella Rete
 Sono immersi nel mondo di Internet (generazione iperconnessa)
 Sono disposti a chiedere aiuto, se sanno di poter contare sugli adulti
(atteggiamento non giudicante, supportivo)
LINEE GUIDA PER GLI INSEGNANTI:
 Conoscenza dell’alunno
 Attenzione ad alcuni indicatori
 Tenersi aperti a più spiegazioni
 Comunicazione aperta e non giudicante.
LINEE GUIDA PER I GENITORI:
 Attenzione a indicatori
 Tenersi aperti a più spiegazioni
 Comunicazione aperta, empatica e non giudicante
 Educazione alle emozioni
 Preparazione su linguaggio e strumenti usati
 Disponibilità a chiedere aiuto.
LINEE GUIDA PER I RAGAZZI:
 Consapevolezza delle dinamiche
 Attenzione ai feedback
 Disponibilità a chiedere aiuto
 Dare sostegno ai pari.
(Bedini e Bonato, 2019)
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE!
eidos.sc@gmail.com

Connesso o disconnesso

  • 1.
    CONNESSO O DISCONNESSO IGIOVANI E LE NUOVE TECNOLOGIE DOTT. EUGENIO BEDINI PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA, ALLIEVO DIDATTA DEL CENTRO EIDOS Centro Eidos di Terapia Familiare di Treviso
  • 2.
    I NUOVI ADOLESCENTI: Nativi digitali, millenials, generazione iperconnessa  Coloro che sono nati tra gli anni ’90 e i primi anni del 2000, in pieno boom tecnologico e quindi abituati fin da piccoli a utilizzare gli smartphone, i tablet, Internet e i social
  • 5.
    ALCUNI DATI:  Quantismartphone, quanti connessi, social più usati
  • 18.
    «Internet è unfenomeno sempre più diffuso (Riva, 2010; Tosoni, 2004) che ha influito in molteplici aspetti della nostra vita (Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia, 2013) e molto probabilmente in futuro sarà ancora più presente (Bedini, 2012, 2015, 2017; Bedini e Zampieri, 2017)».
  • 19.
    «Verrà un giorno,e non è molto lontano, in cui potremo concludere affari, studiare, conoscere il mondo e le sue culture, assistere a importanti spettacoli, stringere amicizie, visitare i negozi del quartiere e mostrare fotografie a parenti lontani, tutto senza muoverci dalla scrivania o dalla poltrona.» (Bill Gates, La strada che porta a domani, 1995)
  • 20.
    COS’È INTERNET: È unarete ad accesso pubblico che connette vari dispositivi o terminali in tutto il mondo. Dalla sua nascita rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all’utente una vasta serie di contenuti potenzialmente informativi e di servizi. È un’interconnessione globale tra reti informatiche.
  • 21.
     1969: Arpanet Anni ‘90: Web 1.0 o Web statico  2005: Web 2.0 o Web dinamico  2006: Web 3.0 o Web semantico
  • 22.
    COSA SONO ISOCIAL NETWORK:  Boyd & Ellison (2007): a) Presenza di uno spazio virtuale (profilo) b) Possibilità di creare una lista di utenti (amici) c) Possibilità di analizzare la propria rete  Teoria dei sei gradi di separazione (Milgram, 1967)  Dal 2003 nacquero uno dopo l’altro: Friendster, LinkedIn, YouTube, Orkut, Messenger, Facebook, Twitter, Ask, Tumblr, Pinterest, Instagram, …
  • 23.
    LE CHAT:  Sistemidi messaggistica istantanea che permettono di condividere messaggi, file multimediali, chiamate in tempo reale  Negli ultimi anni si sono spostate dalla stanza (Zafra, 2012) ai dispositivi mobili (Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia, 2013)  Es: Messenger, WhatsApp, Facebook Messenger, Snapchat, Instagram, …
  • 24.
    QUALI CONSEGUENZE?  Riduzionedi tempo e spazio  Accesso a un pubblico potenzialmente illimitato  Accesso a infiniti dati e infinite potenzialità  Teoria democratica della CMC  Riduzione dell’autoregolazione e della consapevolezza di sé, mancanza di norme sociali (es: flaming [Turkle, 1997]) (De-individuazione)  Possibilità di sperimentarsi in vari ruoli
  • 25.
    QUALI DISAGI?  Cyberbullismo Hikikomori  Dipendenze (computer, videogiochi, Facebook, smartphone, …)  Comportamenti a rischio: web challenge, furti di identità (fake), stalking, sexting, …
  • 26.
    CYBERBULLISMO:  Secondo ladefinizione di Peter K Smith (2006), per cyberbullismo si intende “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta agita contro un singolo o un gruppo tramite mezzi di comunicazione elettronici con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi”  Flaming, Harassement, Denigrazione, Impersonation, Trickery, Esclusion, Cyberstalking, Doxing, Porn Revenge, …  Danni maggiori nella vittima, a causa del cambiamento di spazio e tempo.  Ricerca in progress
  • 28.
    HIKIKOMORI:  Termine coniatodal dott. Tamaki Saito, direttore del Sofukai Sasaki Hospital  letteralmente “ritiro, stare in disparte, isolarsi”: adolescenti e post-adolescenti che tendono ad evitare qualsiasi coinvolgimento sociale. Internet è il loro unico mezzo di comunicazione (Bedini, 2017). Gli hikikomori sembrano soffrire di depressione e di comportamenti ossessivo compulsivi, ma non è facile comprendere se questi siano una conseguenza o una causa della loro reclusione (Mastropaolo, 2011).  Uso improprio per i ragazzi nel nostro contesto socio-culturale (Bedini, 2017; Bedini e Volpato, in progress)
  • 30.
    SEXTING:  Termine natonel 2005 in un articolo sulla rivista australiana Sunday Telegraph Magazine; indica l'invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il cellulare o altri mezzi informatici.
  • 31.
     «messa inatto abitualmente dal 6% dei preadolescenti dagli 11 ai 13 anni, di cui il 70% è costituito da ragazze. I numeri salgono al crescere dell’età: infatti, tra i 14 e i 19 anni, la proporzione è di circa 1 adolescente su 10.» (Fonte: Linkiesta)  «il 35,9% dei ragazzi conosce qualcuno che ha fatto sexting e una recente ricerca effettuata da Skuola.net rivela che oltre 2 adolescenti su 10 – il 24% del campione - hanno sperimentato almeno una volta lo scambio di materiale intimo via chat o social network.» (Fonte: Telefono Azzurro)
  • 32.
    WEB CHALLENGE:  «Sfideche, grazie alla condivisione sui social, diventano virali. Lo scopo di una Challenge è quella di sopravvivere per il maggior tempo possibile e coinvolgendo il maggior numero di utenti in quelle che, per buona parte, sono delle vere e proprie follie su video.» (Bedini, 2019)
  • 33.
    COSA DICONO IRAGAZZI? 0 10 20 30 40 50 60 Fidanzato Famigliari Amici Conoscenti Compagni Famigliari distanti Amici distanti Ex compagni Conoscenti NS 18.0 13.7 10.2 12.1 8.5 13.2 11.3 12.7 13.0 23.7 24.4 21.6 20.5 15.9 27.5 20.1 22.0 20.8 38.6 45.6 44.9 50.6 56.4 39.4 41.0 42.8 47.2 8.4 9.0 12.7 12.7 11.7 12.5 19.3 17.0 14.1 11.2 7.2 10.5 4.0 7.5 7.5 8.3 5.4 5.0 Peggiora tanto Peggiora poco (Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia,
  • 34.
     «Potrei ancheparlarne con i professori, ma cosa possono fare? Sequestrano il telefono, dicono parole ma poi quello torna a casa e ricomincia.» (Matteo, prima superiore)  «Non dico nulla a mia mamma per non farla preoccupare.» (Giulia, terza superiore)  «Io parlerei anche con i miei, se avessi un buon rapporto.» (Sara, seconda superiore)  «Io prima di tutto parlerei con gli adulti. O con i miei amici.» (Chiara, terza superiore)
  • 35.
    QUINDI?  I ragazzisembrano consapevoli di molti meccanismi che avvengono nel Web (es: fake news)  Capiscono molti rischi e pericoli che si annidano nella Rete  Sono immersi nel mondo di Internet (generazione iperconnessa)  Sono disposti a chiedere aiuto, se sanno di poter contare sugli adulti (atteggiamento non giudicante, supportivo)
  • 36.
    LINEE GUIDA PERGLI INSEGNANTI:  Conoscenza dell’alunno  Attenzione ad alcuni indicatori  Tenersi aperti a più spiegazioni  Comunicazione aperta e non giudicante.
  • 37.
    LINEE GUIDA PERI GENITORI:  Attenzione a indicatori  Tenersi aperti a più spiegazioni  Comunicazione aperta, empatica e non giudicante  Educazione alle emozioni  Preparazione su linguaggio e strumenti usati  Disponibilità a chiedere aiuto.
  • 38.
    LINEE GUIDA PERI RAGAZZI:  Consapevolezza delle dinamiche  Attenzione ai feedback  Disponibilità a chiedere aiuto  Dare sostegno ai pari. (Bedini e Bonato, 2019)
  • 39.