La rete ci rende intelligenti o stupidi?

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Il web ci rende liberi o ci opprime, ci arricchisce o ci rende stupidi? Nell’universo digitale saremo ignoranti o colti, felici, infelici, soli o pieni di amici? Ciascuna di queste tesi è stata sostenuta dal dibattito recente sulle implicazioni della rete. Come sempre la tecnologia sollecita reazioni contrapposte e ci pone di fronte ad una discontinuità tale da richiedere nuovi occhiali per analizzarne le implicazioni. Il seminario mette a fuoco i piani del cambiamento per individui e organizzazioni

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La rete ci rende intelligenti o stupidi?

  1. 1.  Il web ci rende liberi o ci opprime?  Nell’universo digitale saremo ignoranti o colti, felici, infelici, soli o pieni di amici?  Facile ridurre le ambivalenze affermando che il problema sta nell’uso che ne faremo.  Intanto le applicazioni operative delle tecnologie si muovono con una velocità sconcertante. maura.franchi@unipr.it
  2. 2.  La rete ci rende stupidi, afferma Carr (2010), indicando i rischi di appiattimento che derivano da una superficiale esplorazione della rete.  Ogni giorno navighiamo nel Web, a caccia di notizie, documenti, video; controlliamo ossessivamente la nostra casella di posta elettronica, inviamo messaggi e inseguiamo i social network.  La rete rende più rapida la ricerca di notizie e più stimolante il tempo libero, ma stiamo sacrificando la nostra capacità di pensare in modo approfondito?  Nicholas Carr invita a riflettere su come l'uso distratto di innumerevoli frammenti di informazione finisca per farci perdere capacità di concentrazione e ragionamento. maura.franchi@unipr.it
  3. 3.  Secondo Rheingold la rete è in grado di produrre intelligenza collettiva.  Nell’alfabetizzazione digitale sono in gioco conseguenze sociali assai più rilevanti che il semplice arricchimento individuale.  Mettendo insieme i singoli sforzi, è possibile costruire una società più attenta e responsabile: l’uso consapevole del web può renderci più intelligenti.  Il passaggio epocale da un sistema di massa ad un sistema degli individui richiede valori di dialogo, critica, tolleranza, apertura. maura.franchi@unipr.it
  4. 4.  La tecnologia sollecita sempre reazioni contrapposte e ci pone di fronte ad una discontinuità tale da richiedere nuovi occhiali per analizzarne le implicazioni.  Il compito che ci proponiamo è, quindi, quello di mettere a fuoco le questioni cruciali, superando il semplice confronto con il passato.  Diverse domande investono la vita individuale, la vita pubblica e le organizzazioni. maura.franchi@unipr.it
  5. 5.  Come cambiano le forme della socialità e i linguaggi delle relazioni interpersonali?  Saremo più soli o la rete ci renderà sempre connessi?  Che ne sarà dell’intimità che si gioca ormai in uno spazio permanentemente pubblico?  La rete cambia il modo di scegliere: ciò produce una semplificazione o una complicazione?  Le applicazioni investono ogni sfera (salute, informazione, ecc.).  La rete fa parte della vita quotidiana. È stata spazzata via una delle tante semplificazioni, che Internet fosse una sorta di rifugio per identità anonime e disadattate. maura.franchi@unipr.it
  6. 6.  Che forme di rapporto si stanno configurando tra individuo e comunità? Emergono inedite forme di aggregazione e di espressione della cittadinanza.  Tali forme lasciano irrisolto il tema cruciale della cittadinanza, vale a dire il rapporto tra partecipazione e democrazia rappresentativa.  Come si articola il rapporto tra partecipazione diffusa e sintesi?  Come posiamo trasformare l’informazione che circola in rete in conoscenza?  Cosa significa tutto ciò per quanto riguarda i luoghi della formazione? maura.franchi@unipr.it
  7. 7.  Le connessioni informali tra individui nelle reti si traducono in nuove forme di collaborazione? Riducono i conflitti personali?  Possiamo immaginare che le reti producano maggiore collaborazione tra persone?  Sul versante delle risorse umane come si può sfruttare il potenziale collaborativo delle reti sociali?  Le pratiche spontanee delle reti danno luogo a nuove forme di appartenenza e, se sì, a quali condizioni?  Come debbono essere ridisegnate, però parallelamente, le funzioni di leadership? maura.franchi@unipr.it
  8. 8.  L’innovazione diffusa è vera innovazione?  Il crowdsourcing è diventato rapidamente un termine di riferimento per descrivere nuove vie di innovazione  L’intelligenza sociale può guidare le decisioni? Ma dove sta il confine tra innovazione diffusa e discontinuità dell’innovazione?  I processi di partecipazione ridisegnano il ruolo della leadership? Resta una differenza tra decisione come processo e decisione come assunzione del rischio? maura.franchi@unipr.it
  9. 9.  Come si articola il rapporto tra partecipazione diffusa e sintesi?  Come possiamo trasformare l’informazione che circola in rete in conoscenza?  Cosa significa tutto ciò per quanto riguarda i luoghi della formazione?  Qual è l’equilibrio tra velocità e lentezza anche nella costruzione delle conoscenze e delle competenze? Come si controlla l’ansia di perdere informazioni, come si evita la distrazione che deriva da una connessione perpetua, come si mantiene l’orientamento all’analisi critica? maura.franchi@unipr.it
  10. 10.  Possono essere messi in evidenza i vantaggi delle reti, ma anche gli aspetti problematici.  I cambiamenti tecnologici investono i modelli organizzativi e di produzione e i modelli sociali.  Ma i modelli sociali e organizzativi hanno una vischiosità e una resistenza al cambiamento maggiore di quella che le tecnologie lascerebbero presumere. maura.franchi@unipr.it
  11. 11.  Le tecnologie forniscono risorse e inducono mutamenti sempre più profondi di quelli funzionali  Innestano adattamenti e «domesticazioni», portiamo nel nostro spazio quotidiano qualcosa di estraneo, per questo impieghiamo un po' di tempo per metabolizzarlo  Le forme e gli usi non sono prevedibili. Molte previsioni si sono rivelate false. maura.franchi@unipr.it
  12. 12.  Comprendere il nuovo scenario  Operare le connessioni necessarie per valorizzarlo  Non ridurre le tecnologie a meri strumenti applicativi  Coglierne il potenziale di innovazione per le persone e le organizzazioni comunicare il vino- Paola Tanzi 13
  13. 13.  N. Carr (2010), La rete ci rende stupidi. Come la rete sta cambiando il nostro cervello, Raffaello Cortina.  M. Franchi, A. Schianchi (2011), Scegliere nel tempo di Facebook. Come i social network influenzano le nostre preferenze, Carocci.  S. Turkle (2012), Insieme ma soli, Codice.  M. Franchi (2012), Una socialità individuale, La società degli individui, n. 44  McKinsey ( 2012), The social economy: Unlocking value and productivity through social technologies, July.  M. Franchi (2013), Social network: risorse per la collaborazione? La società degli individui, n. 45.  H. Rheingold (2013), Perché la rete ci rende intelligenti, Raffaello Cortina. maura.franchi@unipr.it

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