Patogenesi delle infezioni virali
virione = forma inerte dei virus

L’ingresso del virus nella cellula genera una nuova entità:
                            la cellula infetta.

La patogenesi è legata:
•All’attività patogena del virus stesso
•Alla permissività o meno dell’ospite e dei suoi organi

Equilibrio: assicurare la diffusione del virus e la sopravvivenza
dell’ospite.

   La virulenza o la mancanza di essa può essere determinata da
                    piccole mutazioni nel genoma.
CARATTERISTICHE PATOGENE DEI VIRUS

• INFETTIVITA’: capacitàdi penetrare e replicarsi in un certo tessuto
(tropismo);


• PATOGENICITA’: capacità di provocare lesioni o malattia;


• VIRULENZA: forza e aggressività con cui viene indotta la malattia;


• TROPISMO: specificità per un certo tessuto o organo.


• INVASIVITA’: efficacia con cui un certo tessuto o organo bersaglio
viene colpito.
TAPPE COMUNI A QUASI TUTTE LE INFEZIONI VIRALI



• INGRESSO

• REPLICAZIONE nella sede di primo impianto

• Eventuale DIFFUSIONE dalla sede di impianto e conseguente
  DISSEMINAZIONE agli organi bersaglio

• ELIMINAZIONE dall’ospite infetto all’ambiente o ad un ospite
  non infetto
Ingresso del virus
 La via d’ingresso condiziona le modalità di trasmissione e le caratteristiche
                         epidemiologiche dell’infezione

• via respiratoria (molto comune) (scarsamente influenzata dalle condizioni
  economico sociali, può subire influenze ambientali e stagionali)

• via gastrointestinale (molto comune) (influenzata dalle condizioni
  economico sociali: alimenti contaminati, scarsa bonifica ambientale)

• via genitale (grado di promiscuità sessuale; interessa soggetti adulti)

• cute provocate da insetti e animali (può subire influenze ambientali e
  stagionali)

• parenterale strumenti medico-chirurgici, trasfusioni di sangue e prodotti
  derivati da sangue, trapianti d’organo (soprattutto midollo osseo e rene)
  (interessa particolarmente individui a rischio: operatori, politrasfusi,
  tossicodipendenti)
Schema Infezioni generalizzate
I virioni entrano attraverso un tessuto epiteliale/mucose dove effettuano
una limitata replicazione.

I virioni prodotti migrano ai linfonodi regionali: alcuni vengono distrutti
dai macrofagi, altri passano nel circolo sanguigno determinando una
viremia primaria (fase generalmente asintomatica o paucisintomatica)
Per alcuni virus la disseminazione per via ematica può proseguire anche dopo la
produzione di Ab neutralizzanti, dato che i virioni possono essere veicolati all’interno
di cellule (monociti o linfociti attivati).

Dal sangue il virus accede al sistema reticolo-endoteliale di organi
come fegato, milza, midollo osseo in cui esso può replicare.

virus si riversa nel circolo sanguigno causando una viremia secondaria.

Dal circolo sanguigno il virus raggiunge il suo organo bersaglio
determinando l’insorgenza della malattia.

In questo tipo di infezioni possono essere coinvolti vari organi bersaglio.
I




                   II


    III



              IV



V
Effetti del virus sulle cellule

   La penetrazione del virus nella cellula genera una nuova entità:
                           la cellula infetta

La moltiplicazione virale altera lo stato fisiologico della cellula:
           cambiamenti della morfologia cellulare, alterazioni
                 metaboliche, genetiche e regolatorie.

L’infezione cellulare può determinare 2 eventi distinti (a seconda del
tipo del virus e del tipo della cellula):

•morte della cellula per evento litico

•trasformazione neoplastica
EFFETTO CITOPATICO (CPE)

Alterazioni morfologiche sono utili in laboratorio diagnostico.

L’effetto citopatico può essere rappresentato da :

-un arrotondamento delle cellule con successiva lisi

-formazione di cellule giganti multinucleate (effetto sinciziogeno)
dovuti alla presenza di proteine di fusione speciiche del virus (es.:
paramixovirus, herpesvirus, alcuni retrovirus)

-formazione di inclusioni ammassi di proteine virali e/o di strutture
cellulari alterate nel nucleo o nel citoplasma della cellula

Molti virus hanno inoltre la capacità di inibire la sintesi delle
macromolecole cellulari impedendo alla cellula di riparare i danni
prodotti dal virus.
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen
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16 virus patogen
16 virus patogen
16 virus patogen

16 virus patogen

  • 3.
    Patogenesi delle infezionivirali virione = forma inerte dei virus L’ingresso del virus nella cellula genera una nuova entità: la cellula infetta. La patogenesi è legata: •All’attività patogena del virus stesso •Alla permissività o meno dell’ospite e dei suoi organi Equilibrio: assicurare la diffusione del virus e la sopravvivenza dell’ospite. La virulenza o la mancanza di essa può essere determinata da piccole mutazioni nel genoma.
  • 4.
    CARATTERISTICHE PATOGENE DEIVIRUS • INFETTIVITA’: capacitàdi penetrare e replicarsi in un certo tessuto (tropismo); • PATOGENICITA’: capacità di provocare lesioni o malattia; • VIRULENZA: forza e aggressività con cui viene indotta la malattia; • TROPISMO: specificità per un certo tessuto o organo. • INVASIVITA’: efficacia con cui un certo tessuto o organo bersaglio viene colpito.
  • 6.
    TAPPE COMUNI AQUASI TUTTE LE INFEZIONI VIRALI • INGRESSO • REPLICAZIONE nella sede di primo impianto • Eventuale DIFFUSIONE dalla sede di impianto e conseguente DISSEMINAZIONE agli organi bersaglio • ELIMINAZIONE dall’ospite infetto all’ambiente o ad un ospite non infetto
  • 8.
    Ingresso del virus La via d’ingresso condiziona le modalità di trasmissione e le caratteristiche epidemiologiche dell’infezione • via respiratoria (molto comune) (scarsamente influenzata dalle condizioni economico sociali, può subire influenze ambientali e stagionali) • via gastrointestinale (molto comune) (influenzata dalle condizioni economico sociali: alimenti contaminati, scarsa bonifica ambientale) • via genitale (grado di promiscuità sessuale; interessa soggetti adulti) • cute provocate da insetti e animali (può subire influenze ambientali e stagionali) • parenterale strumenti medico-chirurgici, trasfusioni di sangue e prodotti derivati da sangue, trapianti d’organo (soprattutto midollo osseo e rene) (interessa particolarmente individui a rischio: operatori, politrasfusi, tossicodipendenti)
  • 16.
    Schema Infezioni generalizzate Ivirioni entrano attraverso un tessuto epiteliale/mucose dove effettuano una limitata replicazione. I virioni prodotti migrano ai linfonodi regionali: alcuni vengono distrutti dai macrofagi, altri passano nel circolo sanguigno determinando una viremia primaria (fase generalmente asintomatica o paucisintomatica) Per alcuni virus la disseminazione per via ematica può proseguire anche dopo la produzione di Ab neutralizzanti, dato che i virioni possono essere veicolati all’interno di cellule (monociti o linfociti attivati). Dal sangue il virus accede al sistema reticolo-endoteliale di organi come fegato, milza, midollo osseo in cui esso può replicare. virus si riversa nel circolo sanguigno causando una viremia secondaria. Dal circolo sanguigno il virus raggiunge il suo organo bersaglio determinando l’insorgenza della malattia. In questo tipo di infezioni possono essere coinvolti vari organi bersaglio.
  • 17.
    I II III IV V
  • 23.
    Effetti del virussulle cellule La penetrazione del virus nella cellula genera una nuova entità: la cellula infetta La moltiplicazione virale altera lo stato fisiologico della cellula: cambiamenti della morfologia cellulare, alterazioni metaboliche, genetiche e regolatorie. L’infezione cellulare può determinare 2 eventi distinti (a seconda del tipo del virus e del tipo della cellula): •morte della cellula per evento litico •trasformazione neoplastica
  • 24.
    EFFETTO CITOPATICO (CPE) Alterazionimorfologiche sono utili in laboratorio diagnostico. L’effetto citopatico può essere rappresentato da : -un arrotondamento delle cellule con successiva lisi -formazione di cellule giganti multinucleate (effetto sinciziogeno) dovuti alla presenza di proteine di fusione speciiche del virus (es.: paramixovirus, herpesvirus, alcuni retrovirus) -formazione di inclusioni ammassi di proteine virali e/o di strutture cellulari alterate nel nucleo o nel citoplasma della cellula Molti virus hanno inoltre la capacità di inibire la sintesi delle macromolecole cellulari impedendo alla cellula di riparare i danni prodotti dal virus.