Audit energetico nell’edifico
residenziale ed industriale
Considerazioni generali
• I prezzi energetici rimarranno strutturalmente
alti;
• Le fonti rinnovabili daranno un contributo
importante ma a prezzi comunque elevati;
• La grande risorsa energetica che dobbiamo
sfruttare è l’efficienza energetica.
Il quadro generale
Il pacchetto 20-20-20
Reduce greenhouse
gas levels by 20%
Increase share of
renewables to 20%
Reduce energy
consumption by 20%
-10%
Current
trend to
2020
-20%
20%
Current
trend
to 2020
La nuova direttiva
sull’efficienza
• Direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012
sull'Efficienza energetica.
La Direttiva è stata pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale dell'Unione Europea L 315 del 14
novembre e dovrà essere recepita dal
Parlamento italiano entro il 5 giugno 2014.
Contenuti della direttiva
• Rinnovamento degli edifici pubblici
• Piani di risparmio per le imprese di pubblica utilità
• Audit energetici obbligatori
• Acquisti verdi e incentivi
• Obblighi per i Distributori di energia
Il contesto Europeo
La nuova Direttiva sull’efficienza energetica
GRANDI IMPRESE
• Tutte le grandi imprese dovranno sottoporsi a un
audit energetico.
• Tali controlli dovranno iniziare entro tre anni
dall’entrata in vigore della Direttiva e dovranno
essere effettuati ogni quattro anni da esperti
qualificati e accreditati.
Il contesto Europeo
La nuova Direttiva sull’efficienza energetica
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
• ogni Stato membro dovrà garantire che dal 1° gennaio
2014 il 3% della superficie coperta utile totale degli
edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio
governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata
ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di
prestazione energetica ex "direttiva edifici" 2010/31/Ue
• Obbligo di acquisti di prodotti, servizi, edifici ad alta
efficienza energetica (Green Public Procurement - GPP).
Il contesto Europeo
La nuova Direttiva sull’efficienza energetica
DISTRIBUTORI DI ENERGIA
• Le aziende energetiche considerate dalla Direttiva
dovranno raggiungere un “obiettivo cumulato di
risparmio energetico degli usi finali” entro il 2020.
• Questo obiettivo dovrà essere almeno equivalente a
realizzare, ogni anno dal 2014 al 2020, nuovi risparmi del
1,5% delle vendite annuali di energia ai clienti finali, in
volume, e una media superiore a quella del triennio
precedente all’entrata in vigore della Direttiva.
La diagnosi energetica
• La diagnosi energetica è il punto di partenza
fondamentale per ogni attività in ambito energetico.
• E’ un’attività di indagine tecnica che ha lo scopo di:
– Fornire la foto della situazione di partenza che in
forma sintetica rappresenti la performance
energetica dell’organizzazione;
– Individuare le opportunità di miglioramento.
La diagnosi energetica
• Esistono e sono in sviluppo una serie di norme sulle
diagnosi:
– UNI 11428:2011: TR italiano sulle modalità di
esecuzione
– EN 16247-1:2012: standard europeo, stanno per uscire
le parti specialistiche
– ISO 50002: futuro standard mondiale sugli energy
audits
I sistemi di gestione dell’energia
• Nella famiglia dei sistemi di gestione certificabili
l’ultima nata è la norma ISO 50001:2011. Come le
norme similari:
• È volontaria
• È adattabile a qualunque certificazione
• Si basa sul miglioramento continuo della
performance energetica
Requisiti di ISO 50001:2011
Alla base di ISO 50001:
la Performance Energetica
Diagnosi energetica
Il TR 11428 è strutturato su dei requisiti dettagliati nei
seguenti punti:
 4.1 Requisiti (ruolo del REDE)
 4.2 Requisiti della procedura di diagnosi
 4.3 Incontro preliminare
 4.4 Raccolta dati
 4.5 Attività in campo
 4.6 Analisi
 4.7 Procedura di dettaglio della diagnosi energetica
 4.8 Rapporto di DE
Procedura di dettaglio
Procedura di dettaglio
Contenuti dell’audit energetico
• Identificazione delle aree di consumo
• Identificazione dei profili di consumo
• identificazione delle apparecchiature/processi di
maggior consumo
• Organigramma energetico
• Creazione di una energy baseline
• Opportunità di miglioramento
Identificare le aree di consumo
• Nell’audit vanno
identificate le
aree di consumo
• Consumi diversi
(EE, gas,
carburanti, ecc.)
vengoni riportati
a una base
comune, per
esempio il TEP o
il MJ
Identificare i profili di consumo
• Nell’audit vanno
identificati i profili
di consumo (su
base gionaliera,
settimanale,
mensile, annuale)
Identificare energy baseline
e indicatori
• Dai dati ottenuti
occorre creare un
consumo di
riferimento rispetto
a cui valutare i
miglioramenti che si
vogliono ottenere.
• Sono molto utili gli
indicatori EnPI (p.e.
TEP/tonn di
prodotto,
kWh/pezzo, ecc.)
I valori di consumo in
molti casi risultano
correlati alla produzione
attraverso una
CURVA DI REGRESSIONE
LINEARE.
Correlazione statistica –
ENERGIA / PRODUZIONE
Poiché il consumo non può
essere negativo si interpreta
come indicazione che
l’energia non è richiesta
finché la temperatura esterna
scende al di sotto di un certo
livello di gradi giorno.
l’edificio sta ricevendo calore
da altre sorgenti, per
esempio calore di processo.
Correlazione statistica –
ENERGIA / CALORE
Identificare le opportunità di
miglioramento
Strumentazione per gli audit energetici
• Analizzatore dei fumi di combustione
Termocamere
Certificazione UNI EN ISO 9712
livello 1 e Livello 2
Multimetri - registratori
Smoke kit
Altra strumentazione
Fare buona gestione dell’energia
• Una buona gestione dell’energia viene dall’unione di tecnica,
organizzazione e consapevolezza delle persone.
Opportunità di efficientamento
in campo industriale
• Aree tipiche di intervento
– Recuperi energetici
– Produzione e distribuzione del calore
– Aria compressa
– Motori elettrici
– Illuminazione
– Produzione energetica da fonti rinnovabili
Opportunità nell’illuminazione
• Ridurre l’illuminazione
• Utilizzare l’illuminazione solare (pozzi luce, ecc.)
• Installare sensori di presenza
• Installare fotosensori e astronomici
• Installare corpi illuminanti ad alta efficienza
Opportunità sui motori elettrici e sui
pompaggi
• Installare motori ad alta efficienza
• Installare inverter sui pompaggi princiapli
• Cambiare le cinghie di trasmissione
• Usare attrezzatura per allineamenti laser tra corpo
pompa e motore
Opportunità sull’aria compressa
• Ridurre la pressione di mandata
• Effettuare campagne di eliminazione delle perdite
(anche con strumentazione ad ultrasuoni)
• Recuperare il calore di raffreddamento dei
compressori
• Installare controllo ad inverter su alcuni compressori
• Installare sezionamenti sulle distribuzioni principali
• Ridurre le perdite di carico sulle distribuzioni
principali (maggiori diametri)
Opportunità sulle caldaie e sui circuiti
calore
• Ridurre le perdite sulle distribuzioni principali
• Riparare le coibentazioni sulle distribuzioni principali
• Recuperare le condense
• Manutenzionare efficacemente gli scaricatori di
condensa
• Regolazione automatica del rapporto
aria/combustibile
• Sostituire i generatori con altri a più alta efficienza
Opportunità sull’uso del calore
• Installare recuperi termici (p.e. su gruppi elettrogeni)
• Installare destratificatori
• Utilizzare riscaldamento radiante
• Automatizzare l’avvio / fermata dei riscaldamenti
• Regolare i ricambi d’aria
Opportunità per la PA
• Riqualificazione energetica degli edifici
• Green Public Procurement (i cd. “acquisti verdi”)
• Illuminazione pubblica (corpi illuminanti, regolatori di
flusso, telecontrollo, ecc.)
• Riqualificazione del parco mezzi
• Stesura di un PAES (Piano d’Azione per l’Energia
Sostenibile)
• Sensibilizzazione di utenti e cittadinanza
• Affidamento di servizi energetici a Energy Service
Company
Individuazione delle
strategia di
finanziamento –
TEE ed ESCo
Il meccanismo dei TEE
• Ogni intervento finalizzato al
risparmio energetico, può
essere misurato in
Tonnellate Equivalenti di
Petrolio (TEP).
• Il risparmio in TEP permette
l’ottenimento di 1 Titolo di
Efficienza Energetica.
Consumo pre intervento
Consumo post intervento
Risparmio
conseguente
all’intervento
Il meccanismo dei TEE
• L’incentivo è riconosciuto per 5 / 8 / 10 anni a
seconda dell’intervento;
• I titoli di efficienza sono scambiati su un mercato
dedicato (GME);
• Dal gennaio 2013 il meccanismo non è più in capo
all’AEEG ma al GSE.
 Il cuore del meccanismo consiste nella
responsabilizzazione di un attore particolare, le
aziende distributrici di gas e/o di energia elettrica,
le quali si vedono assegnato un obiettivo di
miglioramento dell’efficienza energetica da
conseguirsi presso i propri clienti finali.
 Non tutti i distributori sono oggetto dell’obbligo del
conseguimento del target, ma solo quelli che
hanno un parco di clienti finali – di gas o di
elettricità – superiore al numero di 50.000 unità.
I soggetti obbligati
 I decreti 20.7.04 quantificano l’energia risparmiata in unità
di misura “tep” (mentre la legge 10/91 quantificava
l’energia primaria risparmiata in termini di gigajoule, GJ).
Tale quota di energia costituisce il “risparmio energetico”
dell’operazione; esso si configura dunque come il risultato
dell’intervento di miglioramento dell’efficienza energetica. È
utile al riguardo riportare la definizione che fornisce l’AEEG
nella delibera n. 103/03:
 «Risparmio lordo è la differenza nei consumi di energia
primaria prima e dopo la realizzazione di un intervento o di
un progetto, misurata in tonnellate equivalenti di petrolio»
1 TEP = 41,868 GJ
I risparmi energetici e loro unità di
misura
 Gli obiettivi sono stati aggiornati dal decreto del 31.12.2012:
Obiettivi nazionali di risparmio
 Gli obiettivi sono ripartiti tra le aziende soggette
all'obbligo:
 Per esempio nel 2010 a fronte di un obiettivo nazionale
elettrico che era pari a 2,4 Mtep, un distributore elettrico
che aveva distribuito 3179 GWh nel 2008 sul territorio
nazionale aveva un obiettivo di:
 Dove 272.000 è il totale dell'energia distribuita dai
soggetti all'obbligo.
Ripartizione degli obiettivi
 Per raggiungere il proprio obiettivo, i distributori hanno
diverse alternative cui poter ricorrere:
 a) realizzare essi stessi o tramite società controllate,
presso gli utenti finali, interventi in grado di generare
titoli;
 b) lasciare che gli interventi siano realizzati da altri
soggetti (ESCO), ed acquisendone i relativi titoli
riconosciuti tramite contrattazione bilaterale;
 c) acquisire i titoli in borsa, ossia sul mercato
appositamente organizzato dal GME.
Raggiungimento degli obiettivi
Spirito dell’incentivo TEE
• Si deve fare “meglio” in campo energetico:
 All’atto della realizzazione dell’intervento di miglioramento
dell’efficienza energetica presso un utente finale, il
proponente (che siano le società di distribuzione di energia o
una ESCO) deve avviare una procedura per ottenere il
riconoscimento dei titoli.
 Allo scopo il proponente deve essersi prima di tutto
accreditato presso il GSE (se soggetto volontario), e una
volta che l’intervento di efficienza sia stato
progettato/implementato, riempire on line dei moduli
informatizzati nei quali dovrà fornire tutte le informazioni
tecniche e procedurali riguardanti l’intervento medesimo.
 Per potersi accreditare presso il GSE come SSE-società di
servizi energetici è sufficiente che nello statuto della
società sia prevista l’erogazione di servizi energetici.
I progetti accreditati
Esempio di scheda standard
Certificazione delle ESCo
• La norma UNI 11352 è in corso di revisione e sarà
rivista a inizio 2014 in senso restrittivo (rif. alla EN
15900, richiesta di erogazione di almeno 1 servizio di
efficienza, ecc.)
• Sulla prossima versione della norma Accredia
concederà accreditamenti specifici
Certificazione delle ESCo
• La norma è strutturata nei seguenti punti principali:
– 4: Requisiti generali
– 5: Attività facoltative
– 6: Lista di controllo per la verifica dei risultati
• Sono inoltre presenti due appendici.
– A: Lista di controllo per la verifica dei requisiti
– B: Contenuti minimi dell'offerta di servizi energetici da
parte delle ESCo
Energy Service Company (ESCo)
• La definizione di ESCO per il diritto italiano è riportato
nel D.Lgs. 115/2008, la legge che recepisce la prima
direttiva europea sull’efficienza energetica
• «ESCO»: persona fisica o giuridica che fornisce servizi
energetici ovvero altre misure di miglioramento
dell'efficienza energetica nelle installazioni o nei locali
dell'utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di
rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si
basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento
dell'efficienza energetica conseguito e sul
raggiungimento degli altri criteri di rendimento
stabiliti;
Concetto chiave “Energy performance
contarct”
• «contratto di rendimento energetico»: accordo
contrattuale tra il beneficiario e il fornitore
riguardante una misura di miglioramento
dell'efficienza energetica, in cui i pagamenti (…)
sono effettuati in funzione del livello di
miglioramento dell'efficienza energetica stabilito
contrattualmente;
UNI 11339:2009
• Nello stesso filone UNI
ha emanato la norma
che detta i requisiti per
qualificarsi come
Esperto in Gestione
dell’Energia (EGE).
• L’EGE ha molti tratti in
comune con l’Energy
Manager ma non è
sovrapponibile con
esso.
Certificazione EGE
• Sono ammessi:
– Autocertificazione
– Certificazione da parte dell’organizzazione
– Certificazione da parte di ente terzo (Accredia ha
già concesso 4 accreditamenti a SECEM, SICEV,
TUV Italia e KHC)
ESCo e EGE
• Requisito per certificarsi alla norma UNI 11352 è
avere al proprio interno almeno una figura con le
caratteristiche della norma UNI 11339 (Esperto in
Gestione dell’Energia - EGE)
Non dimentichiamo il 65% IRPEF
• Per tutto il 2014 restano in vigore le detrazioni Irpef
dal 55% al 65% per chi intende ristrutturare capa
apportando i miglioramenti necessari a ottenere
efficienza energetica.
• Nel dettaglio abbiamo: la riduzione del fabbisogno
energetico per il riscaldamento fino a 100 mila
euro; il miglioramento termico dell’edificio
(coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di
infissi) fino a 60 mila euro; l’installazione di pannelli
solari fino a 60 mila euro ; la sostituzione degli
impianti di climatizzazione invernale fino a 30 mila
euro.
Non dimentichiamo il 65% IRPEF
• Le quote di rimborso sono riconosciute per le
ristrutturazioni e suddivise in 10 rate annuali di pari
importo:
– 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013
– 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31
dicembre 2013, per interventi sulle singole unità
immobiliari
– 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30
giugno 2014, se l’intervento è effettuato sulle parti
comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte le
unità immobiliari di cui si compone il singolo
condominio.
Grazie a tutti

14 efficienza illuminazione

  • 1.
  • 2.
    Considerazioni generali • Iprezzi energetici rimarranno strutturalmente alti; • Le fonti rinnovabili daranno un contributo importante ma a prezzi comunque elevati; • La grande risorsa energetica che dobbiamo sfruttare è l’efficienza energetica.
  • 3.
  • 4.
    Il pacchetto 20-20-20 Reducegreenhouse gas levels by 20% Increase share of renewables to 20% Reduce energy consumption by 20% -10% Current trend to 2020 -20% 20% Current trend to 2020
  • 5.
    La nuova direttiva sull’efficienza •Direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012 sull'Efficienza energetica. La Direttiva è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L 315 del 14 novembre e dovrà essere recepita dal Parlamento italiano entro il 5 giugno 2014.
  • 6.
    Contenuti della direttiva •Rinnovamento degli edifici pubblici • Piani di risparmio per le imprese di pubblica utilità • Audit energetici obbligatori • Acquisti verdi e incentivi • Obblighi per i Distributori di energia
  • 7.
    Il contesto Europeo Lanuova Direttiva sull’efficienza energetica GRANDI IMPRESE • Tutte le grandi imprese dovranno sottoporsi a un audit energetico. • Tali controlli dovranno iniziare entro tre anni dall’entrata in vigore della Direttiva e dovranno essere effettuati ogni quattro anni da esperti qualificati e accreditati.
  • 8.
    Il contesto Europeo Lanuova Direttiva sull’efficienza energetica PUBBLICA AMMINISTRAZIONE • ogni Stato membro dovrà garantire che dal 1° gennaio 2014 il 3% della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica ex "direttiva edifici" 2010/31/Ue • Obbligo di acquisti di prodotti, servizi, edifici ad alta efficienza energetica (Green Public Procurement - GPP).
  • 9.
    Il contesto Europeo Lanuova Direttiva sull’efficienza energetica DISTRIBUTORI DI ENERGIA • Le aziende energetiche considerate dalla Direttiva dovranno raggiungere un “obiettivo cumulato di risparmio energetico degli usi finali” entro il 2020. • Questo obiettivo dovrà essere almeno equivalente a realizzare, ogni anno dal 2014 al 2020, nuovi risparmi del 1,5% delle vendite annuali di energia ai clienti finali, in volume, e una media superiore a quella del triennio precedente all’entrata in vigore della Direttiva.
  • 10.
    La diagnosi energetica •La diagnosi energetica è il punto di partenza fondamentale per ogni attività in ambito energetico. • E’ un’attività di indagine tecnica che ha lo scopo di: – Fornire la foto della situazione di partenza che in forma sintetica rappresenti la performance energetica dell’organizzazione; – Individuare le opportunità di miglioramento.
  • 11.
    La diagnosi energetica •Esistono e sono in sviluppo una serie di norme sulle diagnosi: – UNI 11428:2011: TR italiano sulle modalità di esecuzione – EN 16247-1:2012: standard europeo, stanno per uscire le parti specialistiche – ISO 50002: futuro standard mondiale sugli energy audits
  • 12.
    I sistemi digestione dell’energia • Nella famiglia dei sistemi di gestione certificabili l’ultima nata è la norma ISO 50001:2011. Come le norme similari: • È volontaria • È adattabile a qualunque certificazione • Si basa sul miglioramento continuo della performance energetica
  • 13.
    Requisiti di ISO50001:2011
  • 14.
    Alla base diISO 50001: la Performance Energetica
  • 15.
    Diagnosi energetica Il TR11428 è strutturato su dei requisiti dettagliati nei seguenti punti:  4.1 Requisiti (ruolo del REDE)  4.2 Requisiti della procedura di diagnosi  4.3 Incontro preliminare  4.4 Raccolta dati  4.5 Attività in campo  4.6 Analisi  4.7 Procedura di dettaglio della diagnosi energetica  4.8 Rapporto di DE
  • 16.
  • 17.
  • 18.
    Contenuti dell’audit energetico •Identificazione delle aree di consumo • Identificazione dei profili di consumo • identificazione delle apparecchiature/processi di maggior consumo • Organigramma energetico • Creazione di una energy baseline • Opportunità di miglioramento
  • 19.
    Identificare le areedi consumo • Nell’audit vanno identificate le aree di consumo • Consumi diversi (EE, gas, carburanti, ecc.) vengoni riportati a una base comune, per esempio il TEP o il MJ
  • 20.
    Identificare i profilidi consumo • Nell’audit vanno identificati i profili di consumo (su base gionaliera, settimanale, mensile, annuale)
  • 21.
    Identificare energy baseline eindicatori • Dai dati ottenuti occorre creare un consumo di riferimento rispetto a cui valutare i miglioramenti che si vogliono ottenere. • Sono molto utili gli indicatori EnPI (p.e. TEP/tonn di prodotto, kWh/pezzo, ecc.)
  • 22.
    I valori diconsumo in molti casi risultano correlati alla produzione attraverso una CURVA DI REGRESSIONE LINEARE. Correlazione statistica – ENERGIA / PRODUZIONE
  • 23.
    Poiché il consumonon può essere negativo si interpreta come indicazione che l’energia non è richiesta finché la temperatura esterna scende al di sotto di un certo livello di gradi giorno. l’edificio sta ricevendo calore da altre sorgenti, per esempio calore di processo. Correlazione statistica – ENERGIA / CALORE
  • 24.
  • 25.
    Strumentazione per gliaudit energetici • Analizzatore dei fumi di combustione
  • 26.
    Termocamere Certificazione UNI ENISO 9712 livello 1 e Livello 2
  • 27.
  • 28.
  • 29.
  • 30.
    Fare buona gestionedell’energia • Una buona gestione dell’energia viene dall’unione di tecnica, organizzazione e consapevolezza delle persone.
  • 31.
    Opportunità di efficientamento incampo industriale • Aree tipiche di intervento – Recuperi energetici – Produzione e distribuzione del calore – Aria compressa – Motori elettrici – Illuminazione – Produzione energetica da fonti rinnovabili
  • 32.
    Opportunità nell’illuminazione • Ridurrel’illuminazione • Utilizzare l’illuminazione solare (pozzi luce, ecc.) • Installare sensori di presenza • Installare fotosensori e astronomici • Installare corpi illuminanti ad alta efficienza
  • 33.
    Opportunità sui motorielettrici e sui pompaggi • Installare motori ad alta efficienza • Installare inverter sui pompaggi princiapli • Cambiare le cinghie di trasmissione • Usare attrezzatura per allineamenti laser tra corpo pompa e motore
  • 34.
    Opportunità sull’aria compressa •Ridurre la pressione di mandata • Effettuare campagne di eliminazione delle perdite (anche con strumentazione ad ultrasuoni) • Recuperare il calore di raffreddamento dei compressori • Installare controllo ad inverter su alcuni compressori • Installare sezionamenti sulle distribuzioni principali • Ridurre le perdite di carico sulle distribuzioni principali (maggiori diametri)
  • 35.
    Opportunità sulle caldaiee sui circuiti calore • Ridurre le perdite sulle distribuzioni principali • Riparare le coibentazioni sulle distribuzioni principali • Recuperare le condense • Manutenzionare efficacemente gli scaricatori di condensa • Regolazione automatica del rapporto aria/combustibile • Sostituire i generatori con altri a più alta efficienza
  • 36.
    Opportunità sull’uso delcalore • Installare recuperi termici (p.e. su gruppi elettrogeni) • Installare destratificatori • Utilizzare riscaldamento radiante • Automatizzare l’avvio / fermata dei riscaldamenti • Regolare i ricambi d’aria
  • 37.
    Opportunità per laPA • Riqualificazione energetica degli edifici • Green Public Procurement (i cd. “acquisti verdi”) • Illuminazione pubblica (corpi illuminanti, regolatori di flusso, telecontrollo, ecc.) • Riqualificazione del parco mezzi • Stesura di un PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) • Sensibilizzazione di utenti e cittadinanza • Affidamento di servizi energetici a Energy Service Company
  • 38.
  • 39.
    Il meccanismo deiTEE • Ogni intervento finalizzato al risparmio energetico, può essere misurato in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP). • Il risparmio in TEP permette l’ottenimento di 1 Titolo di Efficienza Energetica. Consumo pre intervento Consumo post intervento Risparmio conseguente all’intervento
  • 40.
    Il meccanismo deiTEE • L’incentivo è riconosciuto per 5 / 8 / 10 anni a seconda dell’intervento; • I titoli di efficienza sono scambiati su un mercato dedicato (GME); • Dal gennaio 2013 il meccanismo non è più in capo all’AEEG ma al GSE.
  • 41.
     Il cuoredel meccanismo consiste nella responsabilizzazione di un attore particolare, le aziende distributrici di gas e/o di energia elettrica, le quali si vedono assegnato un obiettivo di miglioramento dell’efficienza energetica da conseguirsi presso i propri clienti finali.  Non tutti i distributori sono oggetto dell’obbligo del conseguimento del target, ma solo quelli che hanno un parco di clienti finali – di gas o di elettricità – superiore al numero di 50.000 unità. I soggetti obbligati
  • 42.
     I decreti20.7.04 quantificano l’energia risparmiata in unità di misura “tep” (mentre la legge 10/91 quantificava l’energia primaria risparmiata in termini di gigajoule, GJ). Tale quota di energia costituisce il “risparmio energetico” dell’operazione; esso si configura dunque come il risultato dell’intervento di miglioramento dell’efficienza energetica. È utile al riguardo riportare la definizione che fornisce l’AEEG nella delibera n. 103/03:  «Risparmio lordo è la differenza nei consumi di energia primaria prima e dopo la realizzazione di un intervento o di un progetto, misurata in tonnellate equivalenti di petrolio» 1 TEP = 41,868 GJ I risparmi energetici e loro unità di misura
  • 43.
     Gli obiettivisono stati aggiornati dal decreto del 31.12.2012: Obiettivi nazionali di risparmio
  • 44.
     Gli obiettivisono ripartiti tra le aziende soggette all'obbligo:  Per esempio nel 2010 a fronte di un obiettivo nazionale elettrico che era pari a 2,4 Mtep, un distributore elettrico che aveva distribuito 3179 GWh nel 2008 sul territorio nazionale aveva un obiettivo di:  Dove 272.000 è il totale dell'energia distribuita dai soggetti all'obbligo. Ripartizione degli obiettivi
  • 45.
     Per raggiungereil proprio obiettivo, i distributori hanno diverse alternative cui poter ricorrere:  a) realizzare essi stessi o tramite società controllate, presso gli utenti finali, interventi in grado di generare titoli;  b) lasciare che gli interventi siano realizzati da altri soggetti (ESCO), ed acquisendone i relativi titoli riconosciuti tramite contrattazione bilaterale;  c) acquisire i titoli in borsa, ossia sul mercato appositamente organizzato dal GME. Raggiungimento degli obiettivi
  • 46.
    Spirito dell’incentivo TEE •Si deve fare “meglio” in campo energetico:
  • 47.
     All’atto dellarealizzazione dell’intervento di miglioramento dell’efficienza energetica presso un utente finale, il proponente (che siano le società di distribuzione di energia o una ESCO) deve avviare una procedura per ottenere il riconoscimento dei titoli.  Allo scopo il proponente deve essersi prima di tutto accreditato presso il GSE (se soggetto volontario), e una volta che l’intervento di efficienza sia stato progettato/implementato, riempire on line dei moduli informatizzati nei quali dovrà fornire tutte le informazioni tecniche e procedurali riguardanti l’intervento medesimo.  Per potersi accreditare presso il GSE come SSE-società di servizi energetici è sufficiente che nello statuto della società sia prevista l’erogazione di servizi energetici. I progetti accreditati
  • 48.
  • 49.
    Certificazione delle ESCo •La norma UNI 11352 è in corso di revisione e sarà rivista a inizio 2014 in senso restrittivo (rif. alla EN 15900, richiesta di erogazione di almeno 1 servizio di efficienza, ecc.) • Sulla prossima versione della norma Accredia concederà accreditamenti specifici
  • 50.
    Certificazione delle ESCo •La norma è strutturata nei seguenti punti principali: – 4: Requisiti generali – 5: Attività facoltative – 6: Lista di controllo per la verifica dei risultati • Sono inoltre presenti due appendici. – A: Lista di controllo per la verifica dei requisiti – B: Contenuti minimi dell'offerta di servizi energetici da parte delle ESCo
  • 51.
    Energy Service Company(ESCo) • La definizione di ESCO per il diritto italiano è riportato nel D.Lgs. 115/2008, la legge che recepisce la prima direttiva europea sull’efficienza energetica • «ESCO»: persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell'utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell'efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti;
  • 52.
    Concetto chiave “Energyperformance contarct” • «contratto di rendimento energetico»: accordo contrattuale tra il beneficiario e il fornitore riguardante una misura di miglioramento dell'efficienza energetica, in cui i pagamenti (…) sono effettuati in funzione del livello di miglioramento dell'efficienza energetica stabilito contrattualmente;
  • 53.
    UNI 11339:2009 • Nellostesso filone UNI ha emanato la norma che detta i requisiti per qualificarsi come Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). • L’EGE ha molti tratti in comune con l’Energy Manager ma non è sovrapponibile con esso.
  • 54.
    Certificazione EGE • Sonoammessi: – Autocertificazione – Certificazione da parte dell’organizzazione – Certificazione da parte di ente terzo (Accredia ha già concesso 4 accreditamenti a SECEM, SICEV, TUV Italia e KHC)
  • 55.
    ESCo e EGE •Requisito per certificarsi alla norma UNI 11352 è avere al proprio interno almeno una figura con le caratteristiche della norma UNI 11339 (Esperto in Gestione dell’Energia - EGE)
  • 56.
    Non dimentichiamo il65% IRPEF • Per tutto il 2014 restano in vigore le detrazioni Irpef dal 55% al 65% per chi intende ristrutturare capa apportando i miglioramenti necessari a ottenere efficienza energetica. • Nel dettaglio abbiamo: la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento fino a 100 mila euro; il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi) fino a 60 mila euro; l’installazione di pannelli solari fino a 60 mila euro ; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale fino a 30 mila euro.
  • 57.
    Non dimentichiamo il65% IRPEF • Le quote di rimborso sono riconosciute per le ristrutturazioni e suddivise in 10 rate annuali di pari importo: – 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013 – 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013, per interventi sulle singole unità immobiliari – 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2014, se l’intervento è effettuato sulle parti comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
  • 58.