Black Hat Seo: il Lato Oscuro della SEO

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    Notes on slide 1

    In questa diapositiva si deve anche parlare del fatto che se vogliamo che venga letto da qualcuno si deve correggere a mano la traduzione finale.

    #25: In questa diapositiva si deve anche parlare del fatto che se vogliamo che venga letto da qualcuno si deve correggere a mano la traduzione finale.

    In questa diapositiva si deve anche parlare del fatto che se vogliamo che venga letto da qualcuno si deve correggere a mano la traduzione finale.

    In questa diapositiva si deve anche parlare del fatto che se vogliamo che venga letto da qualcuno si deve correggere a mano la traduzione finale.

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    Black Hat Seo: il Lato Oscuro della SEO - Presentation Transcript

    1. Black Hat SEO: il lato Oscuro della SEO
      Tecniche di posizionamento sgradite a Google e meno vicine alle linee guida.
    2. Prima di Iniziare
      Alcune delle tecniche spiegate in questo intervento vanno prese in considerazione con le dovute cautele, poiché rischiano di sconfinare nell’illegalità.
    3. Vivere solo di Black Hat SEO non conviene:
      E’ rischiosa.
      Spesso e’ più difficile sviluppare il brand.
      Spesso e’ più difficile fidelizzare l’utenza.
      Un uso intelligente ci può essere:
      Affiancandola a tecniche White Hat.
      Per siti satellite.
      Per dominare le SERP.
      Usandola per velocizzare il lavoro.
      Black Hat SEO: un Uso Intelligente
    4. Doorway: pagine di reindirizzamento automatico verso un’altra pagina, al fine di dominare le SERP.
      Cloaking: pagine in doppia versione, una per gli utenti ed una per i motori.
      Keyword Stuffing e Testo Nascosto: incremento esagerato della keyword density o inserimento di keywords non inerenti al testo.
      Le Tecniche più Pericolose…
    5. Permettono di “coprire” più keywords attraverso una sola pagina per gli utenti e più pagine per i motori di ricerca.
      Sono semplici da sviluppare.
      Sono più difficili da scoprire rispetto ad altre tecniche Black Hat.
      Generalmente sono usate per mostrare ai motori nuovi contenuti a tema.
      Doorway Pages
    6. Si mostrano due differenti versioni della stessa pagina in base a chi si trovano davanti: crawler o utenti.
      Si possono usare contenuti duplicati per gli utenti e contenuti ottimizzati per i motori.
      Si può usare una grafica pesante ma più bella per gli utenti e una grafica più leggera ed ottimizzata per i motori.
      Cloaking
    7. Viene aumentata la keyword density.
      Possono essere inserite keywords a tema con il sito ma che non hanno trovato spazio nel testo.
      Possono essere inseriti links visibili solo ai motori di ricerca.
      E’ molto facile da scoprire, a volte anche da parte degli utenti stessi che possono fare lo Spam Report.
      Keyword Stuffing e Testo Nascosto
    8. Spam nei Forums: attraverso appositi programmi vengono inviati messaggi contenti link in una lista di forums vulnerabili.
      Spam nei Blogs:sempre attraverso appositi programmi vengono scritti tipici commenti di spam in una lista di blogs.
      Social Media Spam: in questo caso i links vengono cercati nei siti “Social”: Digg, Facebook e Flickr sono i preferiti.
      …e poi c’è l’Off-Page…
    9. Tutto viene quasi sempre fatto in modo automatico.
      I siti bersaglio sono migliaia.
      Alcuni si iscrivono ai forums senza inviare post, ottenendo solo il link nel profilo.
      E’ una tecnica altamente penalizzante, tanto da essere usata contro i concorrenti.
      Spam nei Forums e nei Blogs
    10. Viene sfruttato il grande successo di questi canali per fare spam.
      Nei siti di Social Bookmarking è difficile trovare vere e proprie risorse indesiderate, visto che sono fatti apposta per ospitare segnalazioni.
      Un esempio di Social Spam può essere quello nei commenti di Flickr.
      Social Media Spam
    11. Acquisto di Links:un modo di cercare links abbastanza vecchio ma tutt’ora molto utilizzato. Google penalizza chi vende e chi acquista links.
      Circuiti di Links: Circuti di scambi di links testuali finalizzati al posizionamento.
      Link Farm: pagine piene di links ad altri siti che spesso a loro volta hanno dato un link alla pagina in questione, rafforzandola. Assolutamente inutili.
      …e altre Tecniche “Grigie”
    12. Non aiuta certamente a sviluppare bene l’immagine di un blog, forum o azienda sul web.
      La gente è sempre più attenta e abituata allo spam e i risultati non sono quelli sperati.
      In alcuni stati lo Spam, in determinate forme, è addirittura illegale.
      Lo Spam è CONTROPRODUCENTE
      Nella maggior parte dei casi lo spam è controproducente, soprattutto se fatto male:
    13. Un uso più intelligente..
      Non necessariamente la Black Hat SEO deve essere usata per progetti nei quali l’utenza ha meno importanza o nei quali il visitatore medio non è infastidito dallo spam: si possono trovare vie alternative per sfruttare la Black Hat SEO in altri modi, quasi eliminando gli svantaggi.
      Una via è quella di affiancare la Black Hat SEO ad un network di micrositi e blogs tematici.
    14. Dal nostro sito principale, con ottimi contenuti e apparentemente senza tecniche di manipolazione dei links.
      … e da molti micrositi a tema, gestiti e posizionati tramite tecniche Black Hat.
      …i Micrositi ed il Network Nascosto
      Per annullare gli svantaggi dell’uso di tecniche Black Hat SEO è possibile appoggiarsi ad un network nascosto di micrositi.
      Da cosa sarà formato questo network?
    15. Prima tecnica, la più importante: l’Autoblogging, con questo impiegheremo meno tempo a sviluppare i contenuti.
      E poi la Link Building, tramite appositi software, social bookmarking automatico ed altri metodi, anche White Hat.
      I Micrositi nel Dettaglio
      I micrositi di cui parliamo potrebbero essere sviluppati manualmente e ciò richiederebbe molto lavoro, per questo vengono in nostro aiuto le tecniche Black Hat
    16. L’Autoblogging
      I micrositi sono progettati solo per i Motori di Ricerca, quindi i contenuti possono essere scritti anche in modo non necessariamente ortodosso.
      Il processo di autoblogging, nella maggior parte dei casi, si divide in due parti:
      Generazione di Contenuti
      Rielaborazione
    17. Wayback Machine
      RSS
      Newsletter
      Social Network
      Duplicazione Manuale
      La Generazione dei Contenuti
      Prima di rendere i contenuti unici è necessario averne di duplicati: per fare questo esistono diverse vie, le più efficaci sono però queste:
    18. Duplicare Solo Quando è Permesso
      I testi presenti in rete sono spesso coperti da copyright e non è possibile copiarli o modificarli in alcun modo: quando vengono selezionate le fonti da cui prelevare i contenuti si deve prestare attenzione alla Licenza d’Uso. Vanno usati solo i contenuti ripubblicabili e liberamente modificabili e nella maggior parte dei casi va indicata la fonte originale.
    19. Wayback Machine
      Wayback Machine è un famoso sito che permette di vedere com’era un determinato sito in passato.
      Tramite questo tool è possibile trovare contenuti ormai non più in rete pubblicati su siti non esistenti, oppure ritrovare contenuti che siti ancora esistenti hanno eliminato o aggiornato.
      Non serve rielaborazione.
    20. RSS
      Il metodo più usato: consiste semplicemente nel prelevare contenuti da altri siti web tramite i feed RSS.
      In questo caso si ha accesso ad un enorme numero di contenuti facilmente rintracciabili; è inoltre facile trovare contenuti altamente targettizzati.
      Richiede la rielaborazione.
    21. Newsletter
      Metodo semplicissimo e poco usato: è veloce e genera contenuti interessanti anche agli occhi degli utenti, diventando utile anche al di la dei micrositi e dei network nascosti.
      Consiste nel ripubblicare le mail ricevute su una casella di posta automaticamente e rimuovendo gli elementi aggiuntivi.
      A volte richiede la rielaborazione.
    22. Social Network
      Twitter, Facebook & Co. sono mezzi di comunicazione sempre più diffusi: in campo Black Hat SEO possono essere usati per generare contenuti interessanti, ad esempio ripubblicando intere discussioni creando così un unico articolo apparentemente naturale.
      Richiede la rielaborazione.
    23. Duplicazione Manuale
      Pratica più diffusa in assoluto e più semplice da applicare, consiste semplicemente nel girare per il web alla ricerca di contenuti da copiare ed incollare sul proprio sito web o blog. Bisogna stare attenti a eventuali script anti-duplicazione.
      Richiede sempre la rielaborazione.
    24. Sostituzione di Parole
      Traduzioni Multiple
      La Rielaborazione dei Contenuti
      Dopo aver trovato contenuti da ripubblicare sul proprio blog in maniera automatica o manuale si procede con la rielaborazione:
    25. Sostituzione di Parole
      Tecnica abbastanza semplice ed applicabile in svariati modi.
      Esistono vari programmi o plugins creati appositamente per questo scopo e la difficoltà sta solo nel costruire un mini-dizionario di sinonimi che renda i testi ugualmente leggibili e allo stesso tempo unici. In questo modo i testi possono essere appetibili anche per gli utenti.
    26. Traduzioni Multiple
      Semplicissima tecnica che consiste nello sfruttare la potenza dei moderni traduttori online traducendo lo stesso testo più volte e poi tornando alla lingua originale.
      In questo modo si ha un testo molto diverso dall’originale ma che mantiene il senso e, che a volte, è anche ben leggibile.
    27. La Link Building
      I micrositi vanno ora gestiti come se fossero unici siti indipendenti, anche dal lato della link building.
      Questo si può fare sia tramite tecniche “White Hat”, sia tramite tecniche “Black Hat”.
      Esistono poi metodi usati dai Black Hat SEO per velocizzare le tecniche White Hat.
    28. Link Baiting
      Il modo migliore per sviluppare la link popularity è ovviamente quello di ottenere links spontaneamente da altri blog.
      Gestendo bene i nostri micrositi e facendo girare gli articoli tramite Social Network e canali simili questo è possibile: se riesce è ovviamente il modo migliore per avere un network potente.
    29. Social Network
    30. Social Bookmarking
      Ultimamente ottenere links per l’indicizzazione e per promuoversi inizialmente è diventato abbastanza semplice grazie a siti di Social Bookmarking come Digg o come gli italiani OkNotizie e DiggIta.
      Ci sono moltissimi siti di questo tipo e avendo un tool di inserimento automatico si possono ottenere ottimi risultati.
    31. Directory
      Le care, vecchie directory hanno sicuramente perso importanza, ma non sono da trascurare. Facendo attenzione a non inserire i siti tutti nelle stesse directory questo può essere un modo veloce per aumentare la link popularity dei micrositi e del sito principale.
    32. Acquisto Links
      Va fatto con la massima discrezione possibile, visto che è una tecnica non molto gradita da Google.
      Ottenere dei links all’interno di un articolo a tema con il nostro sito può essere però molto utile, specie se il sito che ospita il link non è solito vendere links.
    33. Dofollow Blogs
      Molti blog decidono di non “sterilizzare” i links dei commenti: non usano il nofollow per incitare gli utenti a commentare.
      Esistono nel web liste di siti del genere nei quali è possibile andare a commentare ottenendo ottimi links, magari anche a tema.
      Un consiglio: commentate seriamente, non fate spam.
    34. Particolari Attenzioni
      • Non collegare i siti fra loro: se ogni microsito è pieno di links al resto del network è facile capire di cosa si tratta e dare meno valore ai links. Pochi links in uscita.
      • Non mettere tutto il network sullo stesso server.
      • Non usare sempre lo stesso layout.
      • I contenuti devono essere rigorosamente diversi.
      • Links in entrata diversi.
      • Inserire i links verso il sito principale nel tempo, non tutti insieme.
    35. In Conclusione
      Le tecniche Black Hat SEO possono aiutare a velocizzare il lavoro di posizionamento e creazione contenuti e possono essere usate sia in un network di micrositi, come spiegato nelle precedenti slides, sia per un singolo sito, facendo particolare attenzione.
      Fare SEO Black Hat non significa fare spam, infastidire persone tramite mail indesiderate o riempire interi forums di discussioni a carattere pubblicitario.
      Le tecniche Black Hat non vengono usate solo per promuovere siti pornografici o illegali.

    + Paolo Dello VicarioPaolo Dello Vicario, 1 month ago

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