TU SEI UN BRAND
PROF. EUGENIO IORIO
COMUNICAZIONE
Processo
Di codifica
Messaggio
Mittente Destinatario
Segnale
Inviato
Rumore
Canale
Segnale
Ricevuto
Messaggio
Processo
di decodifica
MODELLO SHANNON - WEAVER
OBIETTIVI
SISTEMI DI
COMUNICAZIONE
MODELLO OPERATIVO CAMPBELL
STRATEGIE TATTICHE
PUBLIC SPEAKING
7 – 38 – 55: COSA RAPPRESENTANO?
Regola di Albert Mehrabian
Gronchi, Pirovano, 2002. I fattori dell'efficacia della comunicazione.
INCIDENZA DEI DIVERSI TIPI DI LINGUAGGIO NELLA COMUNICAZIONE.
Linguaggio verbale
Linguaggio paraverbale
Linguaggio non verbale
L’EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE
Il tono di voce
Il volume della voce
Il ritmo
Le pause
LINGUAGGIO PARAVERBALE
Il vestito
Le espressioni del volto
Il contatto con gli occhi
In piedi o seduti?
La gestualità
LINGUAGGIO NON VERBALE
§ Controllarsi allo specchio prima di entrare nel luogo in cui si terrà il discorso.
§ Decidere se parlare in piedi o seduti.
§ Provare il discorso a voce alta per verificare il tono, il ritmo e le pause.
§ Provare il discorso allo specchio per verificare la mimica facciale e i movimenti
del corpo.
§ Controllare che da ogni punto della sala ci sia una buona ricezione.
§ Non correre quando si parla, ma neppure parlare con lentezza.
§ Cercare di incrociare lo sguardo delle persone, senza fissarsi su alcune in particolare.
§ Conservare il volto sereno.
§ Non mettere mai le mani in tasca.
§ Non giocherellare con penne o altri oggetti.
§ Non indicare le persone con il dito.
LISTA DI CONTROLLO N. 1
1. La preparazione
2. L’inizio dell’intervento
3. Il corpo dell’esposizione
4. La conclusione dell’intervento
LE FASI DI UNA PRESENTAZIONE
§ La conoscenza del pubblico
§ La definizione dell’obiettivo
§ L’ambiente
§ La scaletta
§ Tecniche per la preparazione mentale
LA PREPARAZIONE
§ L’entrata
§ Che cosa dire?
§ Il “setting” iniziale
§ Costruire un inizio VAK
L’INIZIO DELL’INTERVENTO
§ L’esposizione
§ Valori / concetti / fatti
§ Lo stile
§ La gestione delle obiezioni
IL CORPO DELL’ESPOSIZIONE
§ Preparare in anticipo le conclusioni
§ Riassumete
§ Chiedete un’azione
LA CONCLUSIONE DELL’INTERVENTO
§ Rompete il guscio dell'imbarazzo.
§ Attraete immediatamente l'attenzione.
§ Non cercate di imitare gli altri: siate voi stessi.
§ Evitate la "storiella”.
§ Delimitate l'argomento, illustrate le idee principali.
§ Conversate con l'uditorio raccontando fatti che colpiscono.
§ Mettete il cuore in quel che dite.
§ Esercitatevi a improvvisare, preparandovi psicologicamente.
§ Preparate bene quel che dite.
§ Arricchite il vostro discorso con illustrazioni ed esempi.
§ Visualizzate dando una dimostrazione di quel dite.
§ Usate parole capaci di evocare immagini, ricorrete a supporti visivi.
§ Evitate i termini tecnici.
§ Riassumete e chiedete un'azione.
LISTA DI CONTROLLO N. 2
PERSONAL BRANDING
IL CUORE DEL BRAND
Brand
Identity
identità della
marca
È il complesso di segni che individuano le
coordinate grafiche di una marca: marchio,
lettering, colori forme o materiali particolari.
Brand
Equity
valore
della marca
È il riconoscimento della marca all’interno di uno
specifico mercato.
Brand imageBrand awareness
Identifica la notorietà della marca,
ovvero la capacità di un acquirente
di riconoscere o di ricordare la medesima.
Rappresenta l‘immagine di marca, identifica
la percezione e l’utilità della marca
dal punto di vista del consumatore.
1) Non avere altro Brand all’infuori del proprio.
2) Non promuovere il Brand invano.
3) Non dire falsa testimonianza.
4) Non desiderare la reputazione di altri.
5) Non desiderare fans e followers di altri.
6) Non rubare le idee degli altri.
7) Non commettere atti impuri.
8) Ricordarsi degli altri.
9) Onorare amici, colleghi, fans e followers.
10) Non esporsi se non si è pronti.
LINEE GUIDA DEL PERSONAL BRANDING
COMUNICARE IL BRAND
PROCESSO DI
TRASMISSIONE,
CONDIVISIONE ED
INTERIORIZZAZIONE
STORIA
VISIONE
VALORI
IDENTITÀ
COMUNE
IMMAGINE
COMUNICAZIONE
INTEGRATA
INTERNA
ED
ESTERNA
L’IMPORTANZA DI GOOGLE
PERSONAL PRESS RELEASE
PRESS KIT
LINEE GUIDE BILANCIAMENTO BRAND
SOCIAL IN CUI ESSERE PRESENTI
JAN
2017
MOST ACTIVE SOCIAL MEDIA PLATFORMS SURVEY-BASED DATA:
FIGURES REPRESENT USERS’ OWN CLAIMED / REPORTED ACTIVITY
SOCIALNETWORK
MESSENGER/ CHATAPP / VOIP
SOURCES: GLOBALWEBINDEX, Q3 & Q4 2016. BASED ON A SURVEY OF INTERNET USERS AGED 16-64. NOTE: DATA HAS BEEN REBASED TO SHOW TOTAL NATIONAL PENETRATION.
PENETRATION FIGURES BASED ON POPULATION DATA FROM THE UNITED NATIONS AND THE U.S. CENSUS BUREAU.
57%
55%
48%
33%
28%
25%
25%
19%
19%
15%
11%
SNAPCHAT
YOUTUBE
FACEBOOK
WHATSAPP
FBMESSENGER
INSTAGRAM
TWITTER
GOOGLE+
LINKEDIN
SKYPE
PINTEREST
TUMBLR
10%
ESERCITAZIONI
Devi tracciare non più di quattro segmenti
di linea per coprire tutti i 9 punti,
ma senza mai staccare la penna dal foglio.
E TU CI RIUSCIRAI?
Simulazione di una riunione B2B
Esercitazione sulla lista di controllo n. 1
PRIMA SIMULAZIONE
SECONDA SIMULAZIONE
Simulazione di una intervista
Esercitazione sulla lista di controllo n. 2
UN CONSIGLIO DI LETTURA
Come parlare in pubblico
e convincere gli altri
Libro di Dale Carnegie
Prima pubblicazione: 1926

Tu sei brand

  • 1.
    TU SEI UNBRAND PROF. EUGENIO IORIO
  • 2.
  • 3.
  • 4.
  • 5.
  • 6.
    7 – 38– 55: COSA RAPPRESENTANO? Regola di Albert Mehrabian Gronchi, Pirovano, 2002. I fattori dell'efficacia della comunicazione. INCIDENZA DEI DIVERSI TIPI DI LINGUAGGIO NELLA COMUNICAZIONE.
  • 7.
    Linguaggio verbale Linguaggio paraverbale Linguaggionon verbale L’EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE
  • 8.
    Il tono divoce Il volume della voce Il ritmo Le pause LINGUAGGIO PARAVERBALE
  • 9.
    Il vestito Le espressionidel volto Il contatto con gli occhi In piedi o seduti? La gestualità LINGUAGGIO NON VERBALE
  • 10.
    § Controllarsi allospecchio prima di entrare nel luogo in cui si terrà il discorso. § Decidere se parlare in piedi o seduti. § Provare il discorso a voce alta per verificare il tono, il ritmo e le pause. § Provare il discorso allo specchio per verificare la mimica facciale e i movimenti del corpo. § Controllare che da ogni punto della sala ci sia una buona ricezione. § Non correre quando si parla, ma neppure parlare con lentezza. § Cercare di incrociare lo sguardo delle persone, senza fissarsi su alcune in particolare. § Conservare il volto sereno. § Non mettere mai le mani in tasca. § Non giocherellare con penne o altri oggetti. § Non indicare le persone con il dito. LISTA DI CONTROLLO N. 1
  • 11.
    1. La preparazione 2.L’inizio dell’intervento 3. Il corpo dell’esposizione 4. La conclusione dell’intervento LE FASI DI UNA PRESENTAZIONE
  • 12.
    § La conoscenzadel pubblico § La definizione dell’obiettivo § L’ambiente § La scaletta § Tecniche per la preparazione mentale LA PREPARAZIONE
  • 13.
    § L’entrata § Checosa dire? § Il “setting” iniziale § Costruire un inizio VAK L’INIZIO DELL’INTERVENTO
  • 14.
    § L’esposizione § Valori/ concetti / fatti § Lo stile § La gestione delle obiezioni IL CORPO DELL’ESPOSIZIONE
  • 15.
    § Preparare inanticipo le conclusioni § Riassumete § Chiedete un’azione LA CONCLUSIONE DELL’INTERVENTO
  • 16.
    § Rompete ilguscio dell'imbarazzo. § Attraete immediatamente l'attenzione. § Non cercate di imitare gli altri: siate voi stessi. § Evitate la "storiella”. § Delimitate l'argomento, illustrate le idee principali. § Conversate con l'uditorio raccontando fatti che colpiscono. § Mettete il cuore in quel che dite. § Esercitatevi a improvvisare, preparandovi psicologicamente. § Preparate bene quel che dite. § Arricchite il vostro discorso con illustrazioni ed esempi. § Visualizzate dando una dimostrazione di quel dite. § Usate parole capaci di evocare immagini, ricorrete a supporti visivi. § Evitate i termini tecnici. § Riassumete e chiedete un'azione. LISTA DI CONTROLLO N. 2
  • 17.
  • 18.
    IL CUORE DELBRAND Brand Identity identità della marca È il complesso di segni che individuano le coordinate grafiche di una marca: marchio, lettering, colori forme o materiali particolari. Brand Equity valore della marca È il riconoscimento della marca all’interno di uno specifico mercato. Brand imageBrand awareness Identifica la notorietà della marca, ovvero la capacità di un acquirente di riconoscere o di ricordare la medesima. Rappresenta l‘immagine di marca, identifica la percezione e l’utilità della marca dal punto di vista del consumatore.
  • 19.
    1) Non averealtro Brand all’infuori del proprio. 2) Non promuovere il Brand invano. 3) Non dire falsa testimonianza. 4) Non desiderare la reputazione di altri. 5) Non desiderare fans e followers di altri. 6) Non rubare le idee degli altri. 7) Non commettere atti impuri. 8) Ricordarsi degli altri. 9) Onorare amici, colleghi, fans e followers. 10) Non esporsi se non si è pronti. LINEE GUIDA DEL PERSONAL BRANDING
  • 20.
    COMUNICARE IL BRAND PROCESSODI TRASMISSIONE, CONDIVISIONE ED INTERIORIZZAZIONE STORIA VISIONE VALORI IDENTITÀ COMUNE IMMAGINE COMUNICAZIONE INTEGRATA INTERNA ED ESTERNA
  • 21.
  • 22.
  • 23.
  • 24.
  • 25.
    SOCIAL IN CUIESSERE PRESENTI JAN 2017 MOST ACTIVE SOCIAL MEDIA PLATFORMS SURVEY-BASED DATA: FIGURES REPRESENT USERS’ OWN CLAIMED / REPORTED ACTIVITY SOCIALNETWORK MESSENGER/ CHATAPP / VOIP SOURCES: GLOBALWEBINDEX, Q3 & Q4 2016. BASED ON A SURVEY OF INTERNET USERS AGED 16-64. NOTE: DATA HAS BEEN REBASED TO SHOW TOTAL NATIONAL PENETRATION. PENETRATION FIGURES BASED ON POPULATION DATA FROM THE UNITED NATIONS AND THE U.S. CENSUS BUREAU. 57% 55% 48% 33% 28% 25% 25% 19% 19% 15% 11% SNAPCHAT YOUTUBE FACEBOOK WHATSAPP FBMESSENGER INSTAGRAM TWITTER GOOGLE+ LINKEDIN SKYPE PINTEREST TUMBLR 10%
  • 26.
  • 27.
    Devi tracciare nonpiù di quattro segmenti di linea per coprire tutti i 9 punti, ma senza mai staccare la penna dal foglio. E TU CI RIUSCIRAI?
  • 28.
    Simulazione di unariunione B2B Esercitazione sulla lista di controllo n. 1 PRIMA SIMULAZIONE
  • 29.
    SECONDA SIMULAZIONE Simulazione diuna intervista Esercitazione sulla lista di controllo n. 2
  • 30.
    UN CONSIGLIO DILETTURA Come parlare in pubblico e convincere gli altri Libro di Dale Carnegie Prima pubblicazione: 1926