Resilienza
risorse umane
&
organizzazione
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MAYA ANGELOU
1928 – 2014
‘’ Ho imparato che la gente si dimentica quello che
hai detto, la gente si dimentica quello che hai fatto,
ma la gente non potrà mai dimenticare come li hai
fatti sentire ’’
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obbiettivi formativi
Obbiettivi :
 Capire che cosa si intende per ‘resilienza’ e come la stessa impatta
sull’organizzazione e sugli individui
 Riconoscere come la gente di solito reagisce al cambiamento
 Individuare le emozioni che accompagnano il cambiamento
 Comprendere l'impatto delle reazioni emotive sui diretti superiori
 Rivedere le strategie di base a sostegno e sviluppo della Resilienza
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cosa significa Resilienza
SOTTO IL PROFILO DELL'ORGANIZZAZIONE :
L'essenza di resilienza per un'organizzazione può definirsi come la
capacità di ‘’ cadere limitando i danni ’’.
Il che equivale a dire che un punto di guasto o fallimento in una parte
dell'organizzazione non porti al collasso l'intera struttura.
Un buon esempio di questo, a livello di organizzazione, è il modo in cui
è strutturato Internet.
Fin dall'inizio, l'architettura di questa vasta rete è stata congegnata in
modo da fornire più percorsi perché il ricercatore possa raggiungere il
proprio obiettivo , anche se molte vie principali sono guatate e/o poste
off-line.
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Internet è un’ organizzazione Resiliente
Questa immagine è una
rappresentazione grafica delle
interconnessioni tra i principali
ISP (Internet Service Providers),
reti governative e reti universitarie
di tutto il mondo.
Guardando la mappa, è facile
intuire il termine:
‘’ World Wide Web ‘’
Un guasto in un qualsiasi nodo
all'interno questa mappa avrebbe
un impatto quasi nullo sul
funzionamento dell'insieme.
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the cathedral vs the bazaar organization
Ciò va oltre il punto di vista
tradizionale -Cathedral- dove
l’organizzazione è prodotta da un
gerarchia in cui una connessione
dirige le azioni dei sottogruppi.
Precisione e pianificazione sono
valori premianti. I dirigenti
definiscono i progetti, la
pianificazione e relative mile-stones.
Comando e Controllo definiscono il
sistema.
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Il Movimento di sviluppo dell’ WWW ha abbracciato l' idea di multi link senza
prevedere un singolo punto di collasso.
the cathedral vs the bazaar organization
In questa situazione, il fallimento di un
individuo chiave nell’organizzazione
comporta il fallimento di un intero
gruppo.
Sino a che la persona viene sostituita,
il gruppo è alla deriva, senza un
percorso chiaro per cui procedere.
La produttività è in stallo, le scadenze
di programmazione slittano e le
risorse non sono utilizzate.
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the cathedral vs the bazaar organization
La perdita di un individuo cruciale è
improbabile che possa causare il
fallimento di ampie porzioni di
organizzazione.
Ci sono collegamenti multipli tra i vari
sottogruppi, anche se i ruoli di
comando e controllo sono molto
meno ben definiti.
La Leadership assume un valore forte.
Nel brevissimo termine, questo può
apparire meno efficiente. Ma a lungo
andare questo tipo di organizzazione
sarà molto più Resistente di fronte ad
interruzioni nei ruoli di comando.
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In alternativa il modello ‘Bazaar’ da Resilienza all’0rganizzazione.
UN ORGANIZZAZIONE ‘’RESILIENTE’’ E’ COSTITUITA
DA INDIVIDUI RESILIENTI
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Prassi da adottare nell’organizzazione
per sviluppare la resilienza
Interiorizzare i tre concetti di base :
I. Learning Organization processo di apprendimento continuo
II. Change Management gestione del cambiamento
III. Employee Engagement coinvolgimento delle Maestranze
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LEARNING ORGANIZATION
Il lavoro di Peter Senge, 'Learning Organization' ,fornisce una struttura eccellente per coloro che
intendono sviluppare collegamenti e competenze per promuovere una struttura a 'bazaar’.
I cinque strumenti essenziali di una ‘Learning Organization’ ricomprendono :
1. Pensiero Sistemico: essere consapevoli che una ‘visione olistica’ è indispensabile , che le
complessità esistono sempre e desistere da approcci di tipo lineare causa-effetto.
2. Padronanza personale: ricercare sempre una maggiore consapevolezza delle proprie
capacità e promuovere una cultura della gestione della conoscenza personale.
3. Condividere la Visione: ‘ Cosa vogliamo creare insieme ? ‘
4. Modelli mentali: valori, credenze e atteggiamenti mentali devono essere costantemente
verificati su base analitica a garantire che stiamo eseguendo esattamente ciò che deliberiamo
di fare.
5. L'apprendimento della squadra: agevolare l’apprendimento individuale consapevoli che
una carente condivisione, il potere personale e la mancata fiducia rappresentano un grave
pregiudizio per l’organizzazione.
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CHANGE MANAGEMENT
John Kotter ha stabilito un set di 8 principi di cambiamento rivelatisi costantemente efficaci nel
tempo :
1. Creare Urgenza : ciò che sta accadendo nel mercato, la tecnologia, la concorrenza,
o la società stessa, mostrano chiaramente la necessità di un cambiamento.
2. Formare una coalizione potente : chi guiderà la strada verso gli obbiettivi non possono
essere solo 1 o 2 persone e nemmeno possono essere solo i senior ma piuttosto un gruppo di
persone motivate che rappresentano i molti livelli dell'organizzazione e che sono influenti
all'interno dei propri distinti gruppi di lavoro –Team-.
3. Creare una visione per il cambiamento : creare un quadro chiaro del futuro, che sia
altamente ‘’visuale’’ e facile da comunicare.
4. Comunicare la Visione : sembra essere la parte più facile, ma la visione è tipicamente
sotto-comunicata al 100% . La comunicazione non è solo un bel discorso in un assemblea, ‘è ‘
newsletter, poster, e-mail, riunioni di team, ascolto, domande &risposte, video, ma, soprattutto,
saper modellare i nuovi comportamenti con ‘ l’esempio ’.
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Segue CHANGE MANAGEMENT
5. Rimuovere Ostacoli : rimuovere ciò che ostacola i Team nel percorso di realizzazione esatta
della visione attraverso una chiara descrizione delle mansioni, sistemi di compensazione e una
inflessibile azione di vigilanza (231), tecnologia –UC&C-
6. Creare obbiettivi di breve termine : il ‘momentum’ è perso rapidamente se i collaboratori
non possono vedere e celebrare il continuo successo - progettare piccole vittorie e comunicarle a
tutta l'organizzazione.
7. Non mollare : il cambiamento è una maratona, non uno sprint - non dichiariamo vittoria
anzitempo. Sforzi per un cambiamento complesso richiedono tempo per essere completati -
Mettiamoci in questo ordine di idee nell’ affrontare questo lungo percorso.
8. Implementare cambiamenti culturali: l'iniziativa di cambiamento prende corpo quando i
comportamenti diventano parte integrante della cultura dell'organizzazione.
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componenti sommersi in un
processo di cambiamento
- strategia
- tecnologia
- politiche e procedure
- risorse finanziarie
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Struttura organizzative & relazioni
personali
- Valori
- Comportamenti
- Percezioni
- Sensibilità
Employee Engagement
Anni fa, andava semplicemente sotto il titolo di dovere morale. Il punto è che i
collaboratori, impegnati in tutta la ramificazione aziendale, sono emotivamente
coinvolti, credono in quello che fanno, affiancano i loro colleghi, i loro supervisori e
supportano i loro Team di settore.
La ‘’missione‘’ dell’ organizzazione fornisce loro lo scopo nel fare tutto questo in modo
leale verso colleghi, azienda, marchio e la holding INMAN.
Se mixato bene, l'impegno è un cocktail strategico, la cui potenza è ricompresa nel
concetto di ’ sforzo discrezionale ’ ; l ’aumento del livello di coinvolgimento dei
dipendenti è direttamente correlato ad un maggiore profitto, produttività, creatività,
fidelizzazione e soddisfazione, sia personale che dei clienti, riducendo assenteismo,
turnover, ed ’incidenti’.
L'importanza del coinvolgimento dei collaboratori è divenuto di tutta evidenza
strategica. Vanno ricercati strumenti che diano la misura dell’ impegno, da monitorare e
convalidare attraverso una sistema analitico delle ‘RU’, ricomprendendo temi che vanno
dalla Assunzione, Monitoraggio e Gestione sino alla Formazione.
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Segue Employee Engagement
Il miglior indice
di coinvolgimento delle
maestranze è il tipo di
relazione inter-personale
che sapremo instaurare
con i colleghi di lavoro a
tutti i livelli
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Segue Employee Engagement
Se il rapporto personale-diretto tra ’autorità di vigilanza’ diventa punto critico per il
coinvolgimento dei dipendenti, quale atteggiamento può un dirigente adottare per
sostenere lo sviluppo di queste cruciale interazione ?
Semplicemente :
Rispetto verso i Collaboratori quali Colleghi Professionali e Persone piuttosto che come
ingranaggi sostituibili di una macchina :
- Avere cura della loro vita personale
- Avere rispetto per loro come persone
- Tenere in conto di come si sentono
- Sostenere il loro benessere e salute
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‘’ Non si possono pretendere performance ad alti livelli senza che
le maestranze siano personalmente coinvolte.
Le maestranze non potranno essere personalmente coinvolte a
meno che davvero percepiscano che siamo genuinamente
impegnati nel tentativo di rendere la loro vita migliore ‘’
DOUG CONANT
CEO Campbell Soup
(retired)
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cosa significa Resilienza ?
A LIVELLO INDIVIDUALE
Resilienza: la capacità di riprendersi o regolarsi facilmente a
fronte di avversità e di cambiamento.
Dizionario Merriam-Webster
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Segue cosa significa Resilienza ?
In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in modo
positivo ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la
propria vita dinnanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili
alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria
identità.
Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze
avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni
previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà e dare
nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete
importanti.
Dizionario L. Rocci
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reazione al cambiamento
Al momento che le persone devono affrontare gli eventi di un
cambiamento, come per gli individui che affrontano eventi
traumatici, il loro stato emotivo passerà attraverso quattro stadi
tipici di reazione :
 Rifiuto
 Resistenza
 Valutazione
 Coinvolgimento
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Segue reazione al cambiamento
 RIFIUTO :
Si lavora come al solito, si vedono le proprie attività come se nulla
fosse cambiato e come se nulla cambierà. Si rifiuta di fare i conti
con il cambiamento.
Ma negare il cambiamento può funzionare solo per un breve
periodo e tuttavia, il rifiuto prolungato impedisce di affrontare
razionalmente le proprie frustrazioni e le reazioni al
cambiamento.
La Negazione ostinata, nel lungo periodo, ostacola la naturale e
necessaria evoluzione del processo di cambiamento.
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Segue reazione al cambiamento
 RESISTENZA:
Si sfruttano solo gli aspetti negativi del cambiamento, sia a livello
della persona che della organizzazione e, a seconda della propria
personalità, ci si esprime con rabbia e frustrazione, con resistenza
attiva, con la depressione, inerzia o sabotaggio.
Si è determinati a favorire vecchi metodi rispetto ai nuovi modi di
fare le cose.
Spesso si ha bisogno di tempo, attenzione, di un ampia
comunicazione e di aiuto, al fine di mettere da parte il vecchio e
abbracciare il nuovo.
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Segue reazione al cambiamento
 VALUTAZIONE :
Si comincia a guardare avanti, con cautela.
Si accettano i benefici del cambiamento e modi per attuarlo.
Si fa creativamente affidamento sulla propria capacità di problem-
solving e si esplora come e dove ci si possa inserire nell'ambito
del cambiamento.
Anche se ci si sente come essere ’ingabbiati’, si è comunque
aperti all'idea di coinvolgimento attivo in nel processo.
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Segue reazione al cambiamento
 COINVOLGIMENTO :
Si abbraccia completamente l’idea di cambiamento impegnandosi
completamente nel successo dell’attuazione.
Si è eccitati, energici ed entusiasti.
Spesso, si diventa un ’ agente attivo ’ e di aiuto agli altri per
indagare ed impegnarsi al processo di cambiamento.
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Modello di Transizione
William Bridges
La Transizione solitamente abbraccia un lungo periodo.
Anche se il cambiamento è rapidamente stabilito all'interno
dell'organizzazione, gli individui possono sperimentare reazioni
negative che possono emergere anche molto dopo
l'implementazione.
 Il Punto di Svolta
 La Zona Neutra
 Il Nuovo Corso
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reazione al cambiamento
 IL PUNTO DI SVOLTA ( abbandono del vecchio modo di fare le cose )
Quando si guarda in avanti al cambiamento, le reazioni iniziali possono includere
eccitazione, entusiasmo in una sorta di estasi. – Momentum -
Se le persone non sono a favorevoli al cambiamento, o se sono sorprese dallo stesso,
possono verificarsi le seguenti emozioni :
Incredulità - Contrattazione - Tradimento - Rabbia - Tristezza
Permettendo a noi stessi di esprimere e confrontarci con queste emozioni, alla fine si
può ‘ accettare il cambiamento ’, il che è molto diverso dal ‘ subire il cambiamento ’
stesso.
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reazione al cambiamento
 LA ZONA NEUTRA
Una volta accettata l'idea del Cambiamento, ci si trova ad affrontare il passo successivo,
ovvero la ‘ Zona Neutra ‘.
La zona neutra si riferisce alla fase del processo di transizione in cui si tenta di
riallineare se stessi con il cambiamento; a livello individuale, questo può essere un
altro passo difficile da superare.
Si possono verificare apprensione, ansia, indecisione, perdita di controllo o impazienza,
perché si sta tentando di mettere in atto e padroneggiare una nuova realtà.
Tuttavia, se ben gestito questo passaggio può rendere più chiara la visione del
cambiamento, e successivamente stimolare l'impegno di andare avanti.
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reazione al cambiamento
 IL NUOVO CORSO
In questa fase viene implementato il cambiamento, e iniziano ad agire all'interno della
nuova realtà. In altre parole, quello che era stato fino questo punto idea o teoria è ora
realtà pratica.
Resistenza o tentativi di sabotaggio possono verificarsi da parte di coloro che non
hanno ancora accettato il nuovo corso. Alcuni possono scegliere di attendere per
vedere come la situazione evolverà; altri possono tentare di rimanere con il vecchio
modo di fare le cose.
Le emozioni positive che agevolano questa fase sono sollievo, soddisfazione, un senso
positivo di realizzazione ed eccitazione.
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Il grado di resilienza è misurato dalla velocità alla quale
un individuo progredisce attraverso queste fasi di
transizione
senza sviluppare comportamenti disfunzionali
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caparbietà
La ’ Caparbietà ’ è sempre più vista come un indicatore psicologico importante
di realizzazione personale.
Molto simile alla corsa tra la tartaruga e la lepre; l'individuo che ha punteggi
più alti sulla scala della caparbietà è in grado di avanzare, ignorando le difficoltà
del progredire verso una meta che sembra tanto lontana quanto impossibile.
Queste persone sono in grado di mantenere lo sforzo e l'interesse negli anni,
nonostante esiti negativi, avversità, e salite sempre più impegnative.
Si può definire come :
’ la perseveranza è la passione per obiettivi a lungo termine ’
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caparbietà
In diversi studi, la Caparbietà si è rivelata essere un indicatore più significativo
del successo di lungo termine rispetto alle misure di QI -quoziente intellettivo-
EI -intelligenza emotiva- o di ‘classe di appartenenza’.
I primi spunti di ricerca si sono focalizzati su due comportamenti chiave che
caratterizzano i dirigenti che operano per influenzare la Caparbietà:
 Uno stile ottimista di spiegare le cose
 Una mentalità aperta alla crescita; nella profonda convinzione che guasti e
battute d'arresto offrono sempre la possibilità di imparare e migliorare.
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reazione al cambiamento
Ci sono tre dati di fatto che sempre avranno un impatto sulle nostre
maestranze alle prese con una condizione di cambiamento
 Persone resilienti capiscono che il cambiamento implica l'apprendimento
 Persone resilienti sanno esternare fallimenti ed interiorizzare il successo
 Persone resilienti hanno una forte cerchia di persone intorno a loro,
godono di un alto grado di fiducia e comunicano frequentemente
–Ladership-
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il cambiamento implica
apprendimento
Per far si che i nostri ‘’ Leader ’’ diventino insegnanti
efficaci, vanno chiaramente capite le condizioni che
devono sussistere per un apprendimento efficace e,
soprattutto, per il loro mantenimento e la padronanza
nel tempo.
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il cambiamento implica
apprendimento
Il cervello è programmato per
essere costantemente alla ricerca
di situazioni di pericolo.
Prima che qualsiasi apprendimento
possa rivelarsi effettivamente utile,
i dirigenti devono saper osservare,
riconoscere la paura, identificarne
le fonti e prendere le contromisure
per eliminare le azioni dettate dalla
stessa.
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il cambiamento implica
apprendimento
Jonathan Haidt descrive la mente nel contesto di
equilibrio tra Conduttore ed Elefante.
Il Conduttore rappresenta la mente razionale :
prende decisioni basate sulla conoscenza, la ragione, e
la logica.
L‘Elefante rappresenta la mente emotiva;
prende decisioni basate sull'intuizione, la passata
esperienza e la percezione.
La maggior parte dei dirigenti ritiene che il Conduttore
sia incaricato di decidere dove l’ Elefante andrà e che
cosa farà.
Tuttavia, la realtà della situazione è che l‘Elefante
consente al Conduttore di dirigere la situazione, ma
quando decide di andare in una direzione diversa il
Conduttore è essenzialmente impotente ad influenzare
la situazione.
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il cambiamento implica
apprendimento
I dirigenti devono riconoscere ai collaboratori, con
equilibrio emozionale, il loro coinvolgimento e la loro
disponibilità ad adottare atteggiamenti costruttivi nel
rapportarsi alle situazioni da gestire, differentemente
logica razionale e piani metodici hanno ben poche
possibilità di successo nel rapporto di lungo periodo.
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il cambiamento implica
apprendimento
La maggior parte della nostra
comunicazione implica l’uso di parole.
Va considerato che le parole non sono il
‘’codice’’ primario di pensiero; il nostro
cervello effettivamente utilizza immagini
mentali come base del pensiero.
Purtroppo, esiste un processo di
mediazione nella conversione di questo
fiume di parole in immagini.
Molti dirigenti pensano di comunicare con
chiarezza, quando, in realtà, stanno
semplicemente fornendo unicamente
informazioni verbali per creare una
suggestione al loro messaggio.
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il cambiamento implica
apprendimento
Quanto più i dirigenti forniscono una
dettagliata visione dei risultati che
intendono ottenere, rappresentandoli in
un quadro più dettagliato, maggiore
comprensione e condivisione inizieranno
ad affermarsi nell'organizzazione.
È per questo che i leader sono invitati ad
approfondire il tema della comunicazione,
soprattutto quando di fronte a programmi
di un cambiamento difficile.
John Kotter afferma:
"E 'molto facile comunicare in un modo
poco efficiente, ma quando la
comunicazione è largamente inefficiente,
ucciderà letteralmente gli sforzi di
cambiamento, anche se si tratta di una
brillante strategia .... "
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il cambiamento implica
apprendimento
Includere dettagli specifici nei messaggi.
Utilizzare canali diversi di comunicazione :
incontri con esperti, riunioni del
personale, e-mail, note scritte a mano,
conversazioni alla macchina del caffè.
Tutti questi messaggi chiari si traducono in
immagini altamente dettagliate e con
maggiore probabilità di essere recepiti in
tutta l'organizzazione.
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il cambiamento implica
apprendimento
Ripetere per imparare.
La ripetizione è cruciale per lo sviluppo della
memorie di lungo termine che accompagna la
padronanza di qualsiasi soggetto.
Anche in questo caso, per coloro che hanno
bisogno di implementare informazioni nella
memoria a lungo termine, la ripetizione è un
passaggio obbligatorio.
Se non si è ancora imparato questo concetto, si
deve ricordare che la ripetizione, accompagnata
da chiare immagini mentali e dalla accettazione
di uno stato emotivo, è di vitale importanza per
l'interiorizzazione che avviene quando le
informazioni si integrano nella memoria di
lungo termine.
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interiorizzazione del successo
Persone poco resilienti tendono ad interiorizzare i
successi; vale a dire ad attribuire i risultati positivi al
proprio personale contributo.
" Questo progetto è andato bene grazie a tutto il duro
lavoro che io ho fatto "
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esteriorizzazione del fallimento
Persone poco resilienti tendono esternalizzare le ragioni
di un fallimento, attribuendo risultati negativi a fonti
esterne.
‘’ Questo progetto non è riuscito perché l'economia è
crollata proprio quando stavamo ingranando ‘’
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interiorizzazione del successo
esternalizzazione del fallimento
Gli psicologi chiamano questa tendenza ’ Pregiudizio Egoista ’, ed è
importante per i dirigenti a capire il perché di questo pregiudizio:
a. Le persone che sono più resilienti usano questo come una strategia per
affrontare e controllare gli eventi con equilibrio.
b. Ci saranno sempre quei soggetti che sono eccessivi nella volontà di
prendere credito e deviare la colpa; obbligo dei dirigenti è rimettere le
cose in un contesto appropriato ed equilibrato.
c. Alcuni soggetti, impropriamente, tenderanno a prendere il fallimento
come colpa personale anche se attribuibile a fattori esterni e dare il
merito del successo ad altri anche quando ne hanno titolo di merito;
obbligo dei dirigenti è riconoscere questo problema e accertarsi che il
soggetto sia pienamente consapevole dei fattori interni ed esterni.
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solidità delle relazioni
Le persone resilienti sono molto
più propense a realizzare una
stretta cerchia di relazioni forti
ovvero legami che si basano su
una grande fiducia e una
comunicazione frequente.
Nell'ambiente di lavoro, questo si
traduce in solide relazioni tra i
soggetti di un Team, il che può
essere una sfida in situazioni in cui
Team e/o Comitati si formano e si
sciolgono rapidamente allorché i
progetti sono stati completati.
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Miglioramento - schemi mentali
‘’ La realtà assume diverse
forme che rappresentano
Verità Relative ad un punto di
vista particolare. Solo un
lavoro di Team equilibrato
può fornirci un affidabile
Quadro Reale ‘’
47
Miglioramento - schemi mentali
48
Per perseguire il
’miglioramento continuo’
è necessario, preliminarmente,
condividere uno schema
mentale chiaro per organizzare
in modo efficace ed ordinato le
varie e complesse tematiche da
affrontare.

Resilienza it fb rev Original Doc. 16-dic- 2015

  • 1.
  • 2.
    MAYA ANGELOU 1928 –2014 ‘’ Ho imparato che la gente si dimentica quello che hai detto, la gente si dimentica quello che hai fatto, ma la gente non potrà mai dimenticare come li hai fatti sentire ’’ 2
  • 3.
    obbiettivi formativi Obbiettivi : Capire che cosa si intende per ‘resilienza’ e come la stessa impatta sull’organizzazione e sugli individui  Riconoscere come la gente di solito reagisce al cambiamento  Individuare le emozioni che accompagnano il cambiamento  Comprendere l'impatto delle reazioni emotive sui diretti superiori  Rivedere le strategie di base a sostegno e sviluppo della Resilienza 3
  • 4.
    cosa significa Resilienza SOTTOIL PROFILO DELL'ORGANIZZAZIONE : L'essenza di resilienza per un'organizzazione può definirsi come la capacità di ‘’ cadere limitando i danni ’’. Il che equivale a dire che un punto di guasto o fallimento in una parte dell'organizzazione non porti al collasso l'intera struttura. Un buon esempio di questo, a livello di organizzazione, è il modo in cui è strutturato Internet. Fin dall'inizio, l'architettura di questa vasta rete è stata congegnata in modo da fornire più percorsi perché il ricercatore possa raggiungere il proprio obiettivo , anche se molte vie principali sono guatate e/o poste off-line. 4
  • 5.
    Internet è un’organizzazione Resiliente Questa immagine è una rappresentazione grafica delle interconnessioni tra i principali ISP (Internet Service Providers), reti governative e reti universitarie di tutto il mondo. Guardando la mappa, è facile intuire il termine: ‘’ World Wide Web ‘’ Un guasto in un qualsiasi nodo all'interno questa mappa avrebbe un impatto quasi nullo sul funzionamento dell'insieme. 5
  • 6.
    the cathedral vsthe bazaar organization Ciò va oltre il punto di vista tradizionale -Cathedral- dove l’organizzazione è prodotta da un gerarchia in cui una connessione dirige le azioni dei sottogruppi. Precisione e pianificazione sono valori premianti. I dirigenti definiscono i progetti, la pianificazione e relative mile-stones. Comando e Controllo definiscono il sistema. 6 Il Movimento di sviluppo dell’ WWW ha abbracciato l' idea di multi link senza prevedere un singolo punto di collasso.
  • 7.
    the cathedral vsthe bazaar organization In questa situazione, il fallimento di un individuo chiave nell’organizzazione comporta il fallimento di un intero gruppo. Sino a che la persona viene sostituita, il gruppo è alla deriva, senza un percorso chiaro per cui procedere. La produttività è in stallo, le scadenze di programmazione slittano e le risorse non sono utilizzate. 7
  • 8.
    the cathedral vsthe bazaar organization La perdita di un individuo cruciale è improbabile che possa causare il fallimento di ampie porzioni di organizzazione. Ci sono collegamenti multipli tra i vari sottogruppi, anche se i ruoli di comando e controllo sono molto meno ben definiti. La Leadership assume un valore forte. Nel brevissimo termine, questo può apparire meno efficiente. Ma a lungo andare questo tipo di organizzazione sarà molto più Resistente di fronte ad interruzioni nei ruoli di comando. 8 In alternativa il modello ‘Bazaar’ da Resilienza all’0rganizzazione.
  • 9.
    UN ORGANIZZAZIONE ‘’RESILIENTE’’E’ COSTITUITA DA INDIVIDUI RESILIENTI 9
  • 10.
    Prassi da adottarenell’organizzazione per sviluppare la resilienza Interiorizzare i tre concetti di base : I. Learning Organization processo di apprendimento continuo II. Change Management gestione del cambiamento III. Employee Engagement coinvolgimento delle Maestranze 10
  • 11.
    LEARNING ORGANIZATION Il lavorodi Peter Senge, 'Learning Organization' ,fornisce una struttura eccellente per coloro che intendono sviluppare collegamenti e competenze per promuovere una struttura a 'bazaar’. I cinque strumenti essenziali di una ‘Learning Organization’ ricomprendono : 1. Pensiero Sistemico: essere consapevoli che una ‘visione olistica’ è indispensabile , che le complessità esistono sempre e desistere da approcci di tipo lineare causa-effetto. 2. Padronanza personale: ricercare sempre una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e promuovere una cultura della gestione della conoscenza personale. 3. Condividere la Visione: ‘ Cosa vogliamo creare insieme ? ‘ 4. Modelli mentali: valori, credenze e atteggiamenti mentali devono essere costantemente verificati su base analitica a garantire che stiamo eseguendo esattamente ciò che deliberiamo di fare. 5. L'apprendimento della squadra: agevolare l’apprendimento individuale consapevoli che una carente condivisione, il potere personale e la mancata fiducia rappresentano un grave pregiudizio per l’organizzazione. 11
  • 12.
    CHANGE MANAGEMENT John Kotterha stabilito un set di 8 principi di cambiamento rivelatisi costantemente efficaci nel tempo : 1. Creare Urgenza : ciò che sta accadendo nel mercato, la tecnologia, la concorrenza, o la società stessa, mostrano chiaramente la necessità di un cambiamento. 2. Formare una coalizione potente : chi guiderà la strada verso gli obbiettivi non possono essere solo 1 o 2 persone e nemmeno possono essere solo i senior ma piuttosto un gruppo di persone motivate che rappresentano i molti livelli dell'organizzazione e che sono influenti all'interno dei propri distinti gruppi di lavoro –Team-. 3. Creare una visione per il cambiamento : creare un quadro chiaro del futuro, che sia altamente ‘’visuale’’ e facile da comunicare. 4. Comunicare la Visione : sembra essere la parte più facile, ma la visione è tipicamente sotto-comunicata al 100% . La comunicazione non è solo un bel discorso in un assemblea, ‘è ‘ newsletter, poster, e-mail, riunioni di team, ascolto, domande &risposte, video, ma, soprattutto, saper modellare i nuovi comportamenti con ‘ l’esempio ’. 12
  • 13.
    Segue CHANGE MANAGEMENT 5.Rimuovere Ostacoli : rimuovere ciò che ostacola i Team nel percorso di realizzazione esatta della visione attraverso una chiara descrizione delle mansioni, sistemi di compensazione e una inflessibile azione di vigilanza (231), tecnologia –UC&C- 6. Creare obbiettivi di breve termine : il ‘momentum’ è perso rapidamente se i collaboratori non possono vedere e celebrare il continuo successo - progettare piccole vittorie e comunicarle a tutta l'organizzazione. 7. Non mollare : il cambiamento è una maratona, non uno sprint - non dichiariamo vittoria anzitempo. Sforzi per un cambiamento complesso richiedono tempo per essere completati - Mettiamoci in questo ordine di idee nell’ affrontare questo lungo percorso. 8. Implementare cambiamenti culturali: l'iniziativa di cambiamento prende corpo quando i comportamenti diventano parte integrante della cultura dell'organizzazione. 13
  • 14.
    componenti sommersi inun processo di cambiamento - strategia - tecnologia - politiche e procedure - risorse finanziarie 14 Struttura organizzative & relazioni personali - Valori - Comportamenti - Percezioni - Sensibilità
  • 15.
    Employee Engagement Anni fa,andava semplicemente sotto il titolo di dovere morale. Il punto è che i collaboratori, impegnati in tutta la ramificazione aziendale, sono emotivamente coinvolti, credono in quello che fanno, affiancano i loro colleghi, i loro supervisori e supportano i loro Team di settore. La ‘’missione‘’ dell’ organizzazione fornisce loro lo scopo nel fare tutto questo in modo leale verso colleghi, azienda, marchio e la holding INMAN. Se mixato bene, l'impegno è un cocktail strategico, la cui potenza è ricompresa nel concetto di ’ sforzo discrezionale ’ ; l ’aumento del livello di coinvolgimento dei dipendenti è direttamente correlato ad un maggiore profitto, produttività, creatività, fidelizzazione e soddisfazione, sia personale che dei clienti, riducendo assenteismo, turnover, ed ’incidenti’. L'importanza del coinvolgimento dei collaboratori è divenuto di tutta evidenza strategica. Vanno ricercati strumenti che diano la misura dell’ impegno, da monitorare e convalidare attraverso una sistema analitico delle ‘RU’, ricomprendendo temi che vanno dalla Assunzione, Monitoraggio e Gestione sino alla Formazione. 15
  • 16.
    Segue Employee Engagement Ilmiglior indice di coinvolgimento delle maestranze è il tipo di relazione inter-personale che sapremo instaurare con i colleghi di lavoro a tutti i livelli 16
  • 17.
    Segue Employee Engagement Seil rapporto personale-diretto tra ’autorità di vigilanza’ diventa punto critico per il coinvolgimento dei dipendenti, quale atteggiamento può un dirigente adottare per sostenere lo sviluppo di queste cruciale interazione ? Semplicemente : Rispetto verso i Collaboratori quali Colleghi Professionali e Persone piuttosto che come ingranaggi sostituibili di una macchina : - Avere cura della loro vita personale - Avere rispetto per loro come persone - Tenere in conto di come si sentono - Sostenere il loro benessere e salute 17
  • 18.
    ‘’ Non sipossono pretendere performance ad alti livelli senza che le maestranze siano personalmente coinvolte. Le maestranze non potranno essere personalmente coinvolte a meno che davvero percepiscano che siamo genuinamente impegnati nel tentativo di rendere la loro vita migliore ‘’ DOUG CONANT CEO Campbell Soup (retired) 18
  • 19.
    cosa significa Resilienza? A LIVELLO INDIVIDUALE Resilienza: la capacità di riprendersi o regolarsi facilmente a fronte di avversità e di cambiamento. Dizionario Merriam-Webster 19
  • 20.
    Segue cosa significaResilienza ? In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in modo positivo ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinnanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà e dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. Dizionario L. Rocci 20
  • 21.
    reazione al cambiamento Almomento che le persone devono affrontare gli eventi di un cambiamento, come per gli individui che affrontano eventi traumatici, il loro stato emotivo passerà attraverso quattro stadi tipici di reazione :  Rifiuto  Resistenza  Valutazione  Coinvolgimento 21
  • 22.
    Segue reazione alcambiamento  RIFIUTO : Si lavora come al solito, si vedono le proprie attività come se nulla fosse cambiato e come se nulla cambierà. Si rifiuta di fare i conti con il cambiamento. Ma negare il cambiamento può funzionare solo per un breve periodo e tuttavia, il rifiuto prolungato impedisce di affrontare razionalmente le proprie frustrazioni e le reazioni al cambiamento. La Negazione ostinata, nel lungo periodo, ostacola la naturale e necessaria evoluzione del processo di cambiamento. 22
  • 23.
    Segue reazione alcambiamento  RESISTENZA: Si sfruttano solo gli aspetti negativi del cambiamento, sia a livello della persona che della organizzazione e, a seconda della propria personalità, ci si esprime con rabbia e frustrazione, con resistenza attiva, con la depressione, inerzia o sabotaggio. Si è determinati a favorire vecchi metodi rispetto ai nuovi modi di fare le cose. Spesso si ha bisogno di tempo, attenzione, di un ampia comunicazione e di aiuto, al fine di mettere da parte il vecchio e abbracciare il nuovo. 23
  • 24.
    Segue reazione alcambiamento  VALUTAZIONE : Si comincia a guardare avanti, con cautela. Si accettano i benefici del cambiamento e modi per attuarlo. Si fa creativamente affidamento sulla propria capacità di problem- solving e si esplora come e dove ci si possa inserire nell'ambito del cambiamento. Anche se ci si sente come essere ’ingabbiati’, si è comunque aperti all'idea di coinvolgimento attivo in nel processo. 24
  • 25.
    Segue reazione alcambiamento  COINVOLGIMENTO : Si abbraccia completamente l’idea di cambiamento impegnandosi completamente nel successo dell’attuazione. Si è eccitati, energici ed entusiasti. Spesso, si diventa un ’ agente attivo ’ e di aiuto agli altri per indagare ed impegnarsi al processo di cambiamento. 25
  • 26.
    Modello di Transizione WilliamBridges La Transizione solitamente abbraccia un lungo periodo. Anche se il cambiamento è rapidamente stabilito all'interno dell'organizzazione, gli individui possono sperimentare reazioni negative che possono emergere anche molto dopo l'implementazione.  Il Punto di Svolta  La Zona Neutra  Il Nuovo Corso 26
  • 27.
  • 28.
    reazione al cambiamento IL PUNTO DI SVOLTA ( abbandono del vecchio modo di fare le cose ) Quando si guarda in avanti al cambiamento, le reazioni iniziali possono includere eccitazione, entusiasmo in una sorta di estasi. – Momentum - Se le persone non sono a favorevoli al cambiamento, o se sono sorprese dallo stesso, possono verificarsi le seguenti emozioni : Incredulità - Contrattazione - Tradimento - Rabbia - Tristezza Permettendo a noi stessi di esprimere e confrontarci con queste emozioni, alla fine si può ‘ accettare il cambiamento ’, il che è molto diverso dal ‘ subire il cambiamento ’ stesso. 28
  • 29.
    reazione al cambiamento LA ZONA NEUTRA Una volta accettata l'idea del Cambiamento, ci si trova ad affrontare il passo successivo, ovvero la ‘ Zona Neutra ‘. La zona neutra si riferisce alla fase del processo di transizione in cui si tenta di riallineare se stessi con il cambiamento; a livello individuale, questo può essere un altro passo difficile da superare. Si possono verificare apprensione, ansia, indecisione, perdita di controllo o impazienza, perché si sta tentando di mettere in atto e padroneggiare una nuova realtà. Tuttavia, se ben gestito questo passaggio può rendere più chiara la visione del cambiamento, e successivamente stimolare l'impegno di andare avanti. 29
  • 30.
    reazione al cambiamento IL NUOVO CORSO In questa fase viene implementato il cambiamento, e iniziano ad agire all'interno della nuova realtà. In altre parole, quello che era stato fino questo punto idea o teoria è ora realtà pratica. Resistenza o tentativi di sabotaggio possono verificarsi da parte di coloro che non hanno ancora accettato il nuovo corso. Alcuni possono scegliere di attendere per vedere come la situazione evolverà; altri possono tentare di rimanere con il vecchio modo di fare le cose. Le emozioni positive che agevolano questa fase sono sollievo, soddisfazione, un senso positivo di realizzazione ed eccitazione. 30
  • 31.
    Il grado diresilienza è misurato dalla velocità alla quale un individuo progredisce attraverso queste fasi di transizione senza sviluppare comportamenti disfunzionali 31
  • 32.
    caparbietà La ’ Caparbietà’ è sempre più vista come un indicatore psicologico importante di realizzazione personale. Molto simile alla corsa tra la tartaruga e la lepre; l'individuo che ha punteggi più alti sulla scala della caparbietà è in grado di avanzare, ignorando le difficoltà del progredire verso una meta che sembra tanto lontana quanto impossibile. Queste persone sono in grado di mantenere lo sforzo e l'interesse negli anni, nonostante esiti negativi, avversità, e salite sempre più impegnative. Si può definire come : ’ la perseveranza è la passione per obiettivi a lungo termine ’ 32
  • 33.
    caparbietà In diversi studi,la Caparbietà si è rivelata essere un indicatore più significativo del successo di lungo termine rispetto alle misure di QI -quoziente intellettivo- EI -intelligenza emotiva- o di ‘classe di appartenenza’. I primi spunti di ricerca si sono focalizzati su due comportamenti chiave che caratterizzano i dirigenti che operano per influenzare la Caparbietà:  Uno stile ottimista di spiegare le cose  Una mentalità aperta alla crescita; nella profonda convinzione che guasti e battute d'arresto offrono sempre la possibilità di imparare e migliorare. 33
  • 34.
    reazione al cambiamento Cisono tre dati di fatto che sempre avranno un impatto sulle nostre maestranze alle prese con una condizione di cambiamento  Persone resilienti capiscono che il cambiamento implica l'apprendimento  Persone resilienti sanno esternare fallimenti ed interiorizzare il successo  Persone resilienti hanno una forte cerchia di persone intorno a loro, godono di un alto grado di fiducia e comunicano frequentemente –Ladership- 34
  • 35.
    il cambiamento implica apprendimento Perfar si che i nostri ‘’ Leader ’’ diventino insegnanti efficaci, vanno chiaramente capite le condizioni che devono sussistere per un apprendimento efficace e, soprattutto, per il loro mantenimento e la padronanza nel tempo. 35
  • 36.
    il cambiamento implica apprendimento Ilcervello è programmato per essere costantemente alla ricerca di situazioni di pericolo. Prima che qualsiasi apprendimento possa rivelarsi effettivamente utile, i dirigenti devono saper osservare, riconoscere la paura, identificarne le fonti e prendere le contromisure per eliminare le azioni dettate dalla stessa. 36
  • 37.
    il cambiamento implica apprendimento JonathanHaidt descrive la mente nel contesto di equilibrio tra Conduttore ed Elefante. Il Conduttore rappresenta la mente razionale : prende decisioni basate sulla conoscenza, la ragione, e la logica. L‘Elefante rappresenta la mente emotiva; prende decisioni basate sull'intuizione, la passata esperienza e la percezione. La maggior parte dei dirigenti ritiene che il Conduttore sia incaricato di decidere dove l’ Elefante andrà e che cosa farà. Tuttavia, la realtà della situazione è che l‘Elefante consente al Conduttore di dirigere la situazione, ma quando decide di andare in una direzione diversa il Conduttore è essenzialmente impotente ad influenzare la situazione. 37
  • 38.
    il cambiamento implica apprendimento Idirigenti devono riconoscere ai collaboratori, con equilibrio emozionale, il loro coinvolgimento e la loro disponibilità ad adottare atteggiamenti costruttivi nel rapportarsi alle situazioni da gestire, differentemente logica razionale e piani metodici hanno ben poche possibilità di successo nel rapporto di lungo periodo. 38
  • 39.
    il cambiamento implica apprendimento Lamaggior parte della nostra comunicazione implica l’uso di parole. Va considerato che le parole non sono il ‘’codice’’ primario di pensiero; il nostro cervello effettivamente utilizza immagini mentali come base del pensiero. Purtroppo, esiste un processo di mediazione nella conversione di questo fiume di parole in immagini. Molti dirigenti pensano di comunicare con chiarezza, quando, in realtà, stanno semplicemente fornendo unicamente informazioni verbali per creare una suggestione al loro messaggio. 39
  • 40.
    il cambiamento implica apprendimento Quantopiù i dirigenti forniscono una dettagliata visione dei risultati che intendono ottenere, rappresentandoli in un quadro più dettagliato, maggiore comprensione e condivisione inizieranno ad affermarsi nell'organizzazione. È per questo che i leader sono invitati ad approfondire il tema della comunicazione, soprattutto quando di fronte a programmi di un cambiamento difficile. John Kotter afferma: "E 'molto facile comunicare in un modo poco efficiente, ma quando la comunicazione è largamente inefficiente, ucciderà letteralmente gli sforzi di cambiamento, anche se si tratta di una brillante strategia .... " 40
  • 41.
    il cambiamento implica apprendimento Includeredettagli specifici nei messaggi. Utilizzare canali diversi di comunicazione : incontri con esperti, riunioni del personale, e-mail, note scritte a mano, conversazioni alla macchina del caffè. Tutti questi messaggi chiari si traducono in immagini altamente dettagliate e con maggiore probabilità di essere recepiti in tutta l'organizzazione. 41
  • 42.
    il cambiamento implica apprendimento Ripetereper imparare. La ripetizione è cruciale per lo sviluppo della memorie di lungo termine che accompagna la padronanza di qualsiasi soggetto. Anche in questo caso, per coloro che hanno bisogno di implementare informazioni nella memoria a lungo termine, la ripetizione è un passaggio obbligatorio. Se non si è ancora imparato questo concetto, si deve ricordare che la ripetizione, accompagnata da chiare immagini mentali e dalla accettazione di uno stato emotivo, è di vitale importanza per l'interiorizzazione che avviene quando le informazioni si integrano nella memoria di lungo termine. 42
  • 43.
    interiorizzazione del successo Personepoco resilienti tendono ad interiorizzare i successi; vale a dire ad attribuire i risultati positivi al proprio personale contributo. " Questo progetto è andato bene grazie a tutto il duro lavoro che io ho fatto " 43
  • 44.
    esteriorizzazione del fallimento Personepoco resilienti tendono esternalizzare le ragioni di un fallimento, attribuendo risultati negativi a fonti esterne. ‘’ Questo progetto non è riuscito perché l'economia è crollata proprio quando stavamo ingranando ‘’ 44
  • 45.
    interiorizzazione del successo esternalizzazionedel fallimento Gli psicologi chiamano questa tendenza ’ Pregiudizio Egoista ’, ed è importante per i dirigenti a capire il perché di questo pregiudizio: a. Le persone che sono più resilienti usano questo come una strategia per affrontare e controllare gli eventi con equilibrio. b. Ci saranno sempre quei soggetti che sono eccessivi nella volontà di prendere credito e deviare la colpa; obbligo dei dirigenti è rimettere le cose in un contesto appropriato ed equilibrato. c. Alcuni soggetti, impropriamente, tenderanno a prendere il fallimento come colpa personale anche se attribuibile a fattori esterni e dare il merito del successo ad altri anche quando ne hanno titolo di merito; obbligo dei dirigenti è riconoscere questo problema e accertarsi che il soggetto sia pienamente consapevole dei fattori interni ed esterni. 45
  • 46.
    solidità delle relazioni Lepersone resilienti sono molto più propense a realizzare una stretta cerchia di relazioni forti ovvero legami che si basano su una grande fiducia e una comunicazione frequente. Nell'ambiente di lavoro, questo si traduce in solide relazioni tra i soggetti di un Team, il che può essere una sfida in situazioni in cui Team e/o Comitati si formano e si sciolgono rapidamente allorché i progetti sono stati completati. 46
  • 47.
    Miglioramento - schemimentali ‘’ La realtà assume diverse forme che rappresentano Verità Relative ad un punto di vista particolare. Solo un lavoro di Team equilibrato può fornirci un affidabile Quadro Reale ‘’ 47
  • 48.
    Miglioramento - schemimentali 48 Per perseguire il ’miglioramento continuo’ è necessario, preliminarmente, condividere uno schema mentale chiaro per organizzare in modo efficace ed ordinato le varie e complesse tematiche da affrontare.