GiveMeAChance Editoria Online
Altre Svolte
A cura dell'associazione
Mamma Trovalavoro
Si ringrazia Oscar Salerni per l’illustrazione di copertina.
Nato il 14 Giugno del 1969, cresce in un condominio della perife-
ria di Parma. Nutrito a base di latte, Lego e Carioca, prende il vi-
zio di disegnare ovunque. Diplomato presso l'Istituto d'Arte P. To-
schi come grafico pubblicitario, dal 1992 opera nel campo della
pubblicità e dell'editoria. Ha collaborato con diverse agenzie, par-
tecipando alla realizzazione di progetti per grandi marchi. Da
sempre attento all'evoluzione tecnologica, è alla ricerca continua
di nuove forme visive di espressione. La nascita della sua prima
figlia lo porta a riavvicinarsi all'illustrazione e alle tecniche manua-
li, fino a giungere ultimamente alla realizzazione di quadri
Sito web: www.flameright.it
E-mail aziendale: info@osgraph.it
Tutti i diritti riservati
La riproduzione parziale o totale del presente libro è soggetta all’autorizzazione scritta da parte
dell’editore.
La presente pubblicazione contiene le opinioni dell’autore e ha lo scopo di fornire informazioni
che, benché curate con scrupolosa attenzione, non possono comportare specifiche
responsabilità in capo all’autore e all’editore per eventuali inesattezze.
GiveMeAChance s.r.l. – Editoria Online
Viale Regina Margherita, 41 – Milano
1°edizione Aprile 2015
www.givemeachance.it
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INTRODUZIONE
IL PERCHÉ DI UNA SVOLTA
Se sono qui a scrivere la premessa a questa bellissima
raccolta di storie di vita è perché anch’io desidero condivi-
dere una piccola-grande svolta nella mia vita, superando
incertezze e fragilità legate proprio alla mia paura di scri-
vere.
La prima parola che mi sento di esprimere è “grazie” rivol-
to agli autori che hanno avuto il coraggio di scoprirsi, nar-
rarsi, ripercorrendo la propria vita anche in momenti a vol-
te dolorosi. Si coglie nelle loro storie tutta l’intensità delle
scelte fatte, delle svolte abbracciate, cercate o subite.
Una osservazione che emerge riguarda proprio il valore,
da un punto di vista psicologico, della scrittura. Scrivere,
infatti, ti permette di incanalare emozioni, a volte troppo
forti, e in certi casi di entrare maggiormente in sintonia
con te stesso. Capire chi si è o chi si vorrebbe diventare
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non è sempre facile, indipendentemente all’età anagrafi-
ca.. Quando si è piccoli, in genere, sono gli adulti, i geni-
tori, la famiglia, gli educatori, che ci aiutano a capire chi
siamo, quali sono le nostre passioni e a volte anche a ri-
conoscere quello che ci piace veramente, a realizzare i
nostri sogni. Nell’adolescenza, invece, è la vita stessa che
ci chiama a sperimentarci in prima persona e a provare
anche nuovi modi di essere, la presenza dei genitori è im-
portante come punto di riferimento ma crescere rimane
essenzialmente un compito evolutivo individuale. Più si
cresce, più diventa importante la nostra capacità di leg-
gerci dentro, di alternare azione e riflessione, sentire e fa-
re. Scrivere, pertanto, può aumentare questa consapevo-
lezza perché aiuta a capire un pò meglio come siamo fatti.
Condividere la propria storia, i propri pensieri, le emozioni
ci avvicina all’umanità tutta intera perché “quello che è
molto personale è universale” (J L. Moreno – fondatore
dello psicodramma). In fondo questo narrarci ci appartiene
come essere umani, un tempo si faceva al tramonto nelle
stalle (quando eravamo un popolo di contadini), nelle case
con i vicini, con la famiglia riunita, ora, siamo alla ricerca di
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nuovi spazi, nuove occasioni, perché quello di cui si ha
bisogno è continuare a cercare strade e luoghi di contatto
e di condivisione, anche Facebook risponde a questo bi-
sogno e ne spiega il successo.
Il paradosso del nostro tempo è che, malgrado viviamo
sempre connessi e sappiamo di essere quasi 7,5 miliardi
di persone, molte volte ci sentiamo soli. L’Organizzazione
Mondiale della Sanità calcola che lo stress e la depres-
sione legata proprio a questa solitudine saranno la princi-
pale causa di malattie fisiche nei prossimi dieci anni. Tutto
sembra correre molto velocemente e ci lancia sfide conti-
nue di cambiamenti e di svolte da abbracciare velocemen-
te. Basta pensare alla diffusione dei computer, dei cellula-
ri, a internet, all’impatto della rivoluzione digitale su quasi
ogni aspetto del nostro vivere: ha accelerato i tempi, i ritmi
di vita e non solo quelli personali, ma anche quelli sociali e
lavorativi.
Oggi la parola d’ordine sembra essere proprio “velocità”. È
troppo tutto insieme. In realtà abbiamo bisogno di ritmi più
lenti: di prenderci il tempo per respirare, guardare, amare,
scoprire e, perché no, anche sbagliare. Ce lo testimoniano
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bene le prime storie del libro che evidenziano questa lot-
ta: sono storie di persone che si sono riappropriate del
proprio tempo e che hanno rallentato le pressioni esterne
per seguire veramente le proprie passioni. E allora questo
fa scattare un qualcosa che ti dice di fidarti di te, di buttarti
in un nuovo percorso, di non pensare a quello che può
succedere, ma di affidarti al nuovo che è già dentro di te,
che vuoi diventare e vivere… senza fretta. È forse proprio
questo atteggiamento che in definitiva rende possibile una
svolta, un cambiamento, un cambio di direzione… in fondo
non sappiamo all’inizio dove ci porterà una scelta appena
intrapresa, lo sappiamo solo dopo, quando ci guardiamo
indietro e scopriamo di avere percorso una lunga strada,
una vita più piena, più nostra e più condivisa anche con gli
altri.
Se scrivere rallenta un pò il tempo, leggere le storie degli
altri ci concede una battuta di arresto: è come entrare in
una sala degli specchi dove puoi vederti da varie angola-
zioni e meravigliarti di quante sfaccettature hai perché
ogni storia produce una risonanza emotiva dentro di noi e
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‘cura’ quella parte che ha bisogno di coccole e che, maga-
ri, era rimasta nell’ombra.
Perché cambiare o svoltare?
Il punto di vista psicologico ci dice che cambiare è nella
natura delle cose e del mondo: da quando si nasce a
quando si muore siamo in continua trasformazione. Eppu-
re percettivamente le persone hanno bisogno di pensarsi
nella stabilità e nella sicurezza di una continuità: gli affetti,
una casa, un lavoro permanente. Ogni volta che uno di
questi elementi viene a mancare, soprattutto per cause
esterne, provoca sofferenza, disagio e desiderio di ristabi-
lire un ordine precedente. Dalla parte opposta vivere in un
contesto troppo sicuro, conosciuto, esperito ci porta alla
noia e alla paralisi, alla percezione di vivere una vita vuo-
ta: sono i due estremi all’interno dei quali ognuno di noi si
trova a vivere.
Allora perché cambiare? La prima storia del libro, quella di
Valentina ci dà alcune motivazioni: per riconciliare ragio-
ne, sentimento e salute. Si, spesso il corpo ci aiuta a
prendere le decisioni: quando viviamo una situazione di
crisi e di non chiarezza il nostro fisico soffre. Il corpo par-
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tecipa e vive la svolta: manda dei segnali di richiesta, di
attenzione. Ce lo testimoniano Palma nel suo dolore im-
mobile che arriva fino ad un punto che ci sembra estremo:
e proprio lì trova la forza e la determinazione per rialzarsi
e dirigere le sue energie verso l’esterno e combattere! An-
che ‘Mitica’ con molta tenerezza e umiltà condivide la sua
storia, la necessità di prendersi cura del suo corpo soffe-
rente per prendersi cura di sé fino in fondo, con l’aiuto di
persone che le sono vicino solo nella misura in cui sanno
mettersi in ascolto di questo continuo cambiamento. Ce lo
dicono anche le ‘svolte controcorrente’: certe scelte fatte o
‘cose non capitate’ ci portano comunque a confrontarci
con il nostro destino. Ogni svolta porta con sé una scelta e
un percorso scartato, non scelto ma semplicemente visto
percorrere da altri, anche questo richiede coraggio, creati-
vità e condivisione.
Svolte, cambiamenti, cambi di direzione … Si rimane un
pò a bocca aperta nel leggere tutti questi frammenti di vita:
che forza, che coraggio, quanta sofferenza, quanta umani-
tà. Una frase su tutte voglio condividere e portarmi via ‘è
troppo bello dedicarsi agli altri attraverso le proprie pas-
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sioni!’ perché è come se cambiare fosse intrinsecamente
unito con ricercare se stessi sempre un pò nuovi e non
statici e cristallizzati in ruoli che ci ingabbiano. Queste te-
stimonianze di vita sembrano proprio dirci che è necessa-
rio fare delle svolte, viverle pur nel dolore e nell’incertezza
perché è l’unico modo per rimanere veramente noi stessi!
Emanuela Manara Psicologa, psicoterapeuta, psicodram-
matista.
SVOLTE DI VITA
Quando abbandoni la tua “comfort zone”, le tue certezze e
le tue abitudini, per scelta o per forza, buttandoti a capofit-
to in una nuova avventura che non sai dove ti porterà...
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LE RAGIONI DEL CUORE
di Valentina Zotta
Nella vita capita spesso di dover prendere decisioni impor-
tanti, per la famiglia, per i figli, per il lavoro, per la salute,
ma soprattutto per noi stessi.
Quel momento per me era arrivato, un momento molto
importante, difficile, pieno di mille difficoltà.
Il mio nome è Valentina ed oggi ho 33 anni, due anni fa la
mia vita cambiò radicalmente, così andarono le cose...
Tutto procedeva alla grande, un lavoro sicuro, una rela-
zione solida con un compagno meraviglioso, tanti cari
amici accanto e infinite occasioni di viaggi e incontri, ag-
giungerei: cosa volere di più dalla vita!
Convivevo felicemente da circa 8 anni, una relazione
d’amore meravigliosa e sincera, basata sul dialogo e sulla
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fiducia reciproca. Avevamo un po’ più di qualche anno di
differenza noi due, cosa che non ci ha causato problemi di
nessuna natura, anzi, è come se in qualche modo ci com-
pletassimo ancora di più. La mia famiglia, invece, questo
fatto della differenza d’età proprio non l’aveva preso bene,
soprattutto mio padre che non accettava la mia scelta e
per ben due anni, con la speranza che io tornassi sui miei
passi, decise di non parlarmi e non voler saper nulla della
mia felice convivenza.
Giambattista, il mio compagno, è una persona solare, pie-
na di iniziative, uomo instancabile, creativo e geniale.
Amante del mare, della vela e del Harley Davidson, gran-
de velista e motociclista, passioni che lo hanno sempre
aiutato a staccar la spina dalla vita frenetica quotidiana.
La sua vita professionale è stata costantemente piena di
grandi soddisfazioni, ma la crisi economica cominciava a
farsi sentire anche in Italia. Con il passare del tempo an-
che lui si rese conto che non c’era più spazio per nuove
idee e la sua salute cominciava a risentirne.
Erano anni che mi ripeteva di avere il grande desiderio di
vivere in barca a vela e girare il mondo, ma non lo pren-
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devo mai seriamente, insomma, sono quelle cose che
spesso si dicono quando hai bisogno di staccare, di cam-
biare aria, di conoscere gente nuova.
Ma quel giorno fu diverso, era uno degli ultimi giorni di
agosto, quando in generale, tutti finiscono le ferie e si ri-
comincia con il tran tran giornaliero e anche noi avevamo
appena terminato un bellissimo viaggio negli Stati Uni-
ti. Eravamo in cucina, stavamo cenando e ad un tratto mi
disse: ”Vendiamo tutto, compriamo una barca e giriamo il
mondo insieme, lo dico sul serio!" Uno dei sogni ricorrenti
per migliaia di persone, apparentemente molto difficile da
mettere in pratica.
La sua proposta mi aveva lasciata senza parole, non sor-
presa, ma la mia mente cominciava a maturare il pensiero
che questa decisione avrebbe suscitato un gran fracasso.
Stavo lentamente realizzando che avrei dovuto affrontare
tante situazioni lasciate in sospeso e che, prima di tutto,
avrei dovuto capire se questa nuova vita mi sarebbe pia-
ciuta.
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Consapevole dell’amore che mi ha sempre legato a
Giamba cercavo di affrontare quello che per me era il pri-
mo, grande ostacolo, la famiglia. Sapendo che mi avreb-
bero presa per una folle, cercai di far capire ai miei genito-
ri la sua scelta e che di riflesso sarebbe stata anche la mia
nuova vita insieme a lui, lontano da tutti.
Laura, mia sorella, invece, era rimasta subito entusiasta
del progetto di Giamba ed era felice per noi e per il nostro
futuro insieme. Aveva imparato a conoscere il mio compa-
gno e a capire che la nostra era una relazione pura e soli-
da.
Ovviamente non è stata cosa facile spiegare le nostre in-
tenzioni, anche perché dentro di me ero combattuta tra la
decisione di lasciare i miei affetti, il mio lavoro, i miei amici
e quella stabilità che tutto questo mi trasmetteva, allo
stesso tempo c’era l’amore che provavo per Giamba, un
sentimento unico, sincero, una complicità rara, esclusiva.
Nel frattempo, Giamba intraprendeva il suo percorso di ri-
cerca della barca a vela che ci avrebbe accompagnato in
questo lungo viaggio per i mari del mondo. Aveva deciso e
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mano a mano che le cose cominciavano a prender forma
anche la sua salute migliorava, non vedeva l’ora di partire.
Io, invece, ero sempre più combattuta, felice perché lo ve-
devo riprender vita, immerso nel suo/nostro nuovo proget-
to.
Aveva finalmente trovato la barca giusta e pronto per ven-
dere la nostra casa, contemporaneamente, la mia salute
cominciava a venire meno, nella mia testa mille problemi
irrisolti e un compagno che stava per partire e probabil-
mente senza di me.
Io e Giamba parlammo per un tempo infinito della nostra
nuova vita, cercavamo insieme di razionalizzare le mie
paure e provare ad affrontarle insieme.
Ha sempre cercato di farmi capire qual era il vero signifi-
cato del suo progetto di viaggio, nonostante mi affascinas-
se un sacco l’idea di viaggiare in barca a vela, conoscere
popoli di altre culture e religione, la natura straordinaria,
un’infinità di animali e soprattutto la libertà di gestire il no-
stro tempo….di contro, avevo difficoltà ad affrontare di
petto la realtà.
Sono sempre stata una persona, tendenzialmente, insicu-
ra ed ora lasciare il certo per l’incerto sarebbe stato irra-
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gionevole e annunciare egoisticamente alla mia famiglia
che sarei partita con il mio compagno, lasciando il lavoro,
e gli affetti, mi costava gran fatica, soprattutto, perché
avrei dato un grosso dispiacere a tutti loro.
Convinta dell’idea di non riuscire a rinunciare ai miei amici,
ai miei affetti e al mio lavoro che mi rendeva indipendente
decisi che la cosa migliore da fare sarebbe stato separar-
mi prematuramente da lui, prima che arrivasse il momento
della sua tanto desiderata partenza.
Tra i mille pensieri che, in quel periodo, mi riempivano la
testa mi ripetevo che, probabilmente, la nostra differenza
di età si stava manifestando marcatamente e che sarem-
mo stati destinati a separarci, ognuno con un nuovo per-
corso di vita, e differenti esigenze…La cosa che non mi
tornava era che nonostante tutto il nostro amore, la nostra
storia, la nostra convivenza e la nostra complicità ora mi
ritrovavo a dover prendere la decisione più amara, quella
di separarci…con la speranza che un domani ci saremmo
rincontrati in questa vita o in un’altra.
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Quattro mesi prima della sua partenza decisi di fare i ba-
gagli e andarmene dalla nostra casa, rinunciando a passa-
re le feste natalizie insieme alla sua famiglia. Passammo il
Natale separati, ognuno con la propria famiglia, e per tele-
fono comunicai a Giamba la mia decisione di separarmi da
lui e di voler ricominciare una vita nuova esprimendogli la
mia incapacità di affrontare una vita nuova, piena di inco-
gnite, insieme a lui.
Fu un periodo molto confuso e difficile senza di lui, ma
avevo preso la mia decisione, sicuramente, la più facile.
Lui mi cercava sempre e tentava, nonostante la lontanan-
za di trasmettermi il suo amore e la sua disponibilità a par-
larne e a farmi cambiare idea.
Cercavo di capire se la sofferenza che stavo vivendo era
l’evidente separazione dall’uomo che, fino al giorno prima,
mi rendeva la vita più bella solo con la sua presenza.
Dedicavo il tempo libero alle mie passioni e a quale sa-
rebbe stato il modo giusto per ripartire, la vita mi stava
mostrando, lentamente, che mi mancavano diversi tasselli
da riempire o per meglio dire mancavano alla mia esisten-
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Altre svolte
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trovalavoro-altre-svolte.php

Altre Svolte

  • 2.
    GiveMeAChance Editoria Online AltreSvolte A cura dell'associazione Mamma Trovalavoro
  • 3.
    Si ringrazia OscarSalerni per l’illustrazione di copertina. Nato il 14 Giugno del 1969, cresce in un condominio della perife- ria di Parma. Nutrito a base di latte, Lego e Carioca, prende il vi- zio di disegnare ovunque. Diplomato presso l'Istituto d'Arte P. To- schi come grafico pubblicitario, dal 1992 opera nel campo della pubblicità e dell'editoria. Ha collaborato con diverse agenzie, par- tecipando alla realizzazione di progetti per grandi marchi. Da sempre attento all'evoluzione tecnologica, è alla ricerca continua di nuove forme visive di espressione. La nascita della sua prima figlia lo porta a riavvicinarsi all'illustrazione e alle tecniche manua- li, fino a giungere ultimamente alla realizzazione di quadri Sito web: www.flameright.it E-mail aziendale: info@osgraph.it Tutti i diritti riservati La riproduzione parziale o totale del presente libro è soggetta all’autorizzazione scritta da parte dell’editore. La presente pubblicazione contiene le opinioni dell’autore e ha lo scopo di fornire informazioni che, benché curate con scrupolosa attenzione, non possono comportare specifiche responsabilità in capo all’autore e all’editore per eventuali inesattezze. GiveMeAChance s.r.l. – Editoria Online Viale Regina Margherita, 41 – Milano 1°edizione Aprile 2015 www.givemeachance.it
  • 4.
    3 INTRODUZIONE IL PERCHÉ DIUNA SVOLTA Se sono qui a scrivere la premessa a questa bellissima raccolta di storie di vita è perché anch’io desidero condivi- dere una piccola-grande svolta nella mia vita, superando incertezze e fragilità legate proprio alla mia paura di scri- vere. La prima parola che mi sento di esprimere è “grazie” rivol- to agli autori che hanno avuto il coraggio di scoprirsi, nar- rarsi, ripercorrendo la propria vita anche in momenti a vol- te dolorosi. Si coglie nelle loro storie tutta l’intensità delle scelte fatte, delle svolte abbracciate, cercate o subite. Una osservazione che emerge riguarda proprio il valore, da un punto di vista psicologico, della scrittura. Scrivere, infatti, ti permette di incanalare emozioni, a volte troppo forti, e in certi casi di entrare maggiormente in sintonia con te stesso. Capire chi si è o chi si vorrebbe diventare
  • 5.
    4 non è semprefacile, indipendentemente all’età anagrafi- ca.. Quando si è piccoli, in genere, sono gli adulti, i geni- tori, la famiglia, gli educatori, che ci aiutano a capire chi siamo, quali sono le nostre passioni e a volte anche a ri- conoscere quello che ci piace veramente, a realizzare i nostri sogni. Nell’adolescenza, invece, è la vita stessa che ci chiama a sperimentarci in prima persona e a provare anche nuovi modi di essere, la presenza dei genitori è im- portante come punto di riferimento ma crescere rimane essenzialmente un compito evolutivo individuale. Più si cresce, più diventa importante la nostra capacità di leg- gerci dentro, di alternare azione e riflessione, sentire e fa- re. Scrivere, pertanto, può aumentare questa consapevo- lezza perché aiuta a capire un pò meglio come siamo fatti. Condividere la propria storia, i propri pensieri, le emozioni ci avvicina all’umanità tutta intera perché “quello che è molto personale è universale” (J L. Moreno – fondatore dello psicodramma). In fondo questo narrarci ci appartiene come essere umani, un tempo si faceva al tramonto nelle stalle (quando eravamo un popolo di contadini), nelle case con i vicini, con la famiglia riunita, ora, siamo alla ricerca di
  • 6.
    5 nuovi spazi, nuoveoccasioni, perché quello di cui si ha bisogno è continuare a cercare strade e luoghi di contatto e di condivisione, anche Facebook risponde a questo bi- sogno e ne spiega il successo. Il paradosso del nostro tempo è che, malgrado viviamo sempre connessi e sappiamo di essere quasi 7,5 miliardi di persone, molte volte ci sentiamo soli. L’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che lo stress e la depres- sione legata proprio a questa solitudine saranno la princi- pale causa di malattie fisiche nei prossimi dieci anni. Tutto sembra correre molto velocemente e ci lancia sfide conti- nue di cambiamenti e di svolte da abbracciare velocemen- te. Basta pensare alla diffusione dei computer, dei cellula- ri, a internet, all’impatto della rivoluzione digitale su quasi ogni aspetto del nostro vivere: ha accelerato i tempi, i ritmi di vita e non solo quelli personali, ma anche quelli sociali e lavorativi. Oggi la parola d’ordine sembra essere proprio “velocità”. È troppo tutto insieme. In realtà abbiamo bisogno di ritmi più lenti: di prenderci il tempo per respirare, guardare, amare, scoprire e, perché no, anche sbagliare. Ce lo testimoniano
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    6 bene le primestorie del libro che evidenziano questa lot- ta: sono storie di persone che si sono riappropriate del proprio tempo e che hanno rallentato le pressioni esterne per seguire veramente le proprie passioni. E allora questo fa scattare un qualcosa che ti dice di fidarti di te, di buttarti in un nuovo percorso, di non pensare a quello che può succedere, ma di affidarti al nuovo che è già dentro di te, che vuoi diventare e vivere… senza fretta. È forse proprio questo atteggiamento che in definitiva rende possibile una svolta, un cambiamento, un cambio di direzione… in fondo non sappiamo all’inizio dove ci porterà una scelta appena intrapresa, lo sappiamo solo dopo, quando ci guardiamo indietro e scopriamo di avere percorso una lunga strada, una vita più piena, più nostra e più condivisa anche con gli altri. Se scrivere rallenta un pò il tempo, leggere le storie degli altri ci concede una battuta di arresto: è come entrare in una sala degli specchi dove puoi vederti da varie angola- zioni e meravigliarti di quante sfaccettature hai perché ogni storia produce una risonanza emotiva dentro di noi e
  • 8.
    7 ‘cura’ quella parteche ha bisogno di coccole e che, maga- ri, era rimasta nell’ombra. Perché cambiare o svoltare? Il punto di vista psicologico ci dice che cambiare è nella natura delle cose e del mondo: da quando si nasce a quando si muore siamo in continua trasformazione. Eppu- re percettivamente le persone hanno bisogno di pensarsi nella stabilità e nella sicurezza di una continuità: gli affetti, una casa, un lavoro permanente. Ogni volta che uno di questi elementi viene a mancare, soprattutto per cause esterne, provoca sofferenza, disagio e desiderio di ristabi- lire un ordine precedente. Dalla parte opposta vivere in un contesto troppo sicuro, conosciuto, esperito ci porta alla noia e alla paralisi, alla percezione di vivere una vita vuo- ta: sono i due estremi all’interno dei quali ognuno di noi si trova a vivere. Allora perché cambiare? La prima storia del libro, quella di Valentina ci dà alcune motivazioni: per riconciliare ragio- ne, sentimento e salute. Si, spesso il corpo ci aiuta a prendere le decisioni: quando viviamo una situazione di crisi e di non chiarezza il nostro fisico soffre. Il corpo par-
  • 9.
    8 tecipa e vivela svolta: manda dei segnali di richiesta, di attenzione. Ce lo testimoniano Palma nel suo dolore im- mobile che arriva fino ad un punto che ci sembra estremo: e proprio lì trova la forza e la determinazione per rialzarsi e dirigere le sue energie verso l’esterno e combattere! An- che ‘Mitica’ con molta tenerezza e umiltà condivide la sua storia, la necessità di prendersi cura del suo corpo soffe- rente per prendersi cura di sé fino in fondo, con l’aiuto di persone che le sono vicino solo nella misura in cui sanno mettersi in ascolto di questo continuo cambiamento. Ce lo dicono anche le ‘svolte controcorrente’: certe scelte fatte o ‘cose non capitate’ ci portano comunque a confrontarci con il nostro destino. Ogni svolta porta con sé una scelta e un percorso scartato, non scelto ma semplicemente visto percorrere da altri, anche questo richiede coraggio, creati- vità e condivisione. Svolte, cambiamenti, cambi di direzione … Si rimane un pò a bocca aperta nel leggere tutti questi frammenti di vita: che forza, che coraggio, quanta sofferenza, quanta umani- tà. Una frase su tutte voglio condividere e portarmi via ‘è troppo bello dedicarsi agli altri attraverso le proprie pas-
  • 10.
    9 sioni!’ perché ècome se cambiare fosse intrinsecamente unito con ricercare se stessi sempre un pò nuovi e non statici e cristallizzati in ruoli che ci ingabbiano. Queste te- stimonianze di vita sembrano proprio dirci che è necessa- rio fare delle svolte, viverle pur nel dolore e nell’incertezza perché è l’unico modo per rimanere veramente noi stessi! Emanuela Manara Psicologa, psicoterapeuta, psicodram- matista.
  • 11.
    SVOLTE DI VITA Quandoabbandoni la tua “comfort zone”, le tue certezze e le tue abitudini, per scelta o per forza, buttandoti a capofit- to in una nuova avventura che non sai dove ti porterà...
  • 12.
    11 LE RAGIONI DELCUORE di Valentina Zotta Nella vita capita spesso di dover prendere decisioni impor- tanti, per la famiglia, per i figli, per il lavoro, per la salute, ma soprattutto per noi stessi. Quel momento per me era arrivato, un momento molto importante, difficile, pieno di mille difficoltà. Il mio nome è Valentina ed oggi ho 33 anni, due anni fa la mia vita cambiò radicalmente, così andarono le cose... Tutto procedeva alla grande, un lavoro sicuro, una rela- zione solida con un compagno meraviglioso, tanti cari amici accanto e infinite occasioni di viaggi e incontri, ag- giungerei: cosa volere di più dalla vita! Convivevo felicemente da circa 8 anni, una relazione d’amore meravigliosa e sincera, basata sul dialogo e sulla
  • 13.
    12 fiducia reciproca. Avevamoun po’ più di qualche anno di differenza noi due, cosa che non ci ha causato problemi di nessuna natura, anzi, è come se in qualche modo ci com- pletassimo ancora di più. La mia famiglia, invece, questo fatto della differenza d’età proprio non l’aveva preso bene, soprattutto mio padre che non accettava la mia scelta e per ben due anni, con la speranza che io tornassi sui miei passi, decise di non parlarmi e non voler saper nulla della mia felice convivenza. Giambattista, il mio compagno, è una persona solare, pie- na di iniziative, uomo instancabile, creativo e geniale. Amante del mare, della vela e del Harley Davidson, gran- de velista e motociclista, passioni che lo hanno sempre aiutato a staccar la spina dalla vita frenetica quotidiana. La sua vita professionale è stata costantemente piena di grandi soddisfazioni, ma la crisi economica cominciava a farsi sentire anche in Italia. Con il passare del tempo an- che lui si rese conto che non c’era più spazio per nuove idee e la sua salute cominciava a risentirne. Erano anni che mi ripeteva di avere il grande desiderio di vivere in barca a vela e girare il mondo, ma non lo pren-
  • 14.
    13 devo mai seriamente,insomma, sono quelle cose che spesso si dicono quando hai bisogno di staccare, di cam- biare aria, di conoscere gente nuova. Ma quel giorno fu diverso, era uno degli ultimi giorni di agosto, quando in generale, tutti finiscono le ferie e si ri- comincia con il tran tran giornaliero e anche noi avevamo appena terminato un bellissimo viaggio negli Stati Uni- ti. Eravamo in cucina, stavamo cenando e ad un tratto mi disse: ”Vendiamo tutto, compriamo una barca e giriamo il mondo insieme, lo dico sul serio!" Uno dei sogni ricorrenti per migliaia di persone, apparentemente molto difficile da mettere in pratica. La sua proposta mi aveva lasciata senza parole, non sor- presa, ma la mia mente cominciava a maturare il pensiero che questa decisione avrebbe suscitato un gran fracasso. Stavo lentamente realizzando che avrei dovuto affrontare tante situazioni lasciate in sospeso e che, prima di tutto, avrei dovuto capire se questa nuova vita mi sarebbe pia- ciuta.
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    14 Consapevole dell’amore chemi ha sempre legato a Giamba cercavo di affrontare quello che per me era il pri- mo, grande ostacolo, la famiglia. Sapendo che mi avreb- bero presa per una folle, cercai di far capire ai miei genito- ri la sua scelta e che di riflesso sarebbe stata anche la mia nuova vita insieme a lui, lontano da tutti. Laura, mia sorella, invece, era rimasta subito entusiasta del progetto di Giamba ed era felice per noi e per il nostro futuro insieme. Aveva imparato a conoscere il mio compa- gno e a capire che la nostra era una relazione pura e soli- da. Ovviamente non è stata cosa facile spiegare le nostre in- tenzioni, anche perché dentro di me ero combattuta tra la decisione di lasciare i miei affetti, il mio lavoro, i miei amici e quella stabilità che tutto questo mi trasmetteva, allo stesso tempo c’era l’amore che provavo per Giamba, un sentimento unico, sincero, una complicità rara, esclusiva. Nel frattempo, Giamba intraprendeva il suo percorso di ri- cerca della barca a vela che ci avrebbe accompagnato in questo lungo viaggio per i mari del mondo. Aveva deciso e
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    15 mano a manoche le cose cominciavano a prender forma anche la sua salute migliorava, non vedeva l’ora di partire. Io, invece, ero sempre più combattuta, felice perché lo ve- devo riprender vita, immerso nel suo/nostro nuovo proget- to. Aveva finalmente trovato la barca giusta e pronto per ven- dere la nostra casa, contemporaneamente, la mia salute cominciava a venire meno, nella mia testa mille problemi irrisolti e un compagno che stava per partire e probabil- mente senza di me. Io e Giamba parlammo per un tempo infinito della nostra nuova vita, cercavamo insieme di razionalizzare le mie paure e provare ad affrontarle insieme. Ha sempre cercato di farmi capire qual era il vero signifi- cato del suo progetto di viaggio, nonostante mi affascinas- se un sacco l’idea di viaggiare in barca a vela, conoscere popoli di altre culture e religione, la natura straordinaria, un’infinità di animali e soprattutto la libertà di gestire il no- stro tempo….di contro, avevo difficoltà ad affrontare di petto la realtà. Sono sempre stata una persona, tendenzialmente, insicu- ra ed ora lasciare il certo per l’incerto sarebbe stato irra-
  • 17.
    16 gionevole e annunciareegoisticamente alla mia famiglia che sarei partita con il mio compagno, lasciando il lavoro, e gli affetti, mi costava gran fatica, soprattutto, perché avrei dato un grosso dispiacere a tutti loro. Convinta dell’idea di non riuscire a rinunciare ai miei amici, ai miei affetti e al mio lavoro che mi rendeva indipendente decisi che la cosa migliore da fare sarebbe stato separar- mi prematuramente da lui, prima che arrivasse il momento della sua tanto desiderata partenza. Tra i mille pensieri che, in quel periodo, mi riempivano la testa mi ripetevo che, probabilmente, la nostra differenza di età si stava manifestando marcatamente e che sarem- mo stati destinati a separarci, ognuno con un nuovo per- corso di vita, e differenti esigenze…La cosa che non mi tornava era che nonostante tutto il nostro amore, la nostra storia, la nostra convivenza e la nostra complicità ora mi ritrovavo a dover prendere la decisione più amara, quella di separarci…con la speranza che un domani ci saremmo rincontrati in questa vita o in un’altra.
  • 18.
    17 Quattro mesi primadella sua partenza decisi di fare i ba- gagli e andarmene dalla nostra casa, rinunciando a passa- re le feste natalizie insieme alla sua famiglia. Passammo il Natale separati, ognuno con la propria famiglia, e per tele- fono comunicai a Giamba la mia decisione di separarmi da lui e di voler ricominciare una vita nuova esprimendogli la mia incapacità di affrontare una vita nuova, piena di inco- gnite, insieme a lui. Fu un periodo molto confuso e difficile senza di lui, ma avevo preso la mia decisione, sicuramente, la più facile. Lui mi cercava sempre e tentava, nonostante la lontanan- za di trasmettermi il suo amore e la sua disponibilità a par- larne e a farmi cambiare idea. Cercavo di capire se la sofferenza che stavo vivendo era l’evidente separazione dall’uomo che, fino al giorno prima, mi rendeva la vita più bella solo con la sua presenza. Dedicavo il tempo libero alle mie passioni e a quale sa- rebbe stato il modo giusto per ripartire, la vita mi stava mostrando, lentamente, che mi mancavano diversi tasselli da riempire o per meglio dire mancavano alla mia esisten-
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    GiveMeAChance Editoria Online _ __ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
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    GiveMeAChance Editoria Online Altre svolte Grazieper aver letto questa parte di ebook gratuita! Puoi liberamente distribuirlo a tutte le persone a te vicine che ritieni possano essere interessate a questo argomento, purché senza modifiche ... … e se ti è piaciuto, acquista l’opera completa in formato eBook o cartaceo edita da GiveMeAChance s.r.l. - Editoria OnLine www.givemeachance.it Link all’opera: http://www.givemeachance.it/autori/mamma-trovalavoro/mamma- trovalavoro-altre-svolte.php