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L’ICF-CY ed il suo utilizzo 
A cura di Veronica Cavicchi 
TFA -Corso di specializzazione per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, Università degli Studi di Bergamo, A.A. 2013/2014 
Venerdì 10 Ottobre 2014
Cosa significa ICF? 
L'ICFèlaclassificazionedelfunzionamento,delladisabilitàedellasalute,iningleseInternationalClassificationofFunctioning,DisabilityandHealth, promossadall'Organizzazionemondialedellasanità(OMS).
Perché CY? 
 La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della 
Salute versione per bambini e adolescenti (ICF-CY, dall'inglese International 
Classification of Functioning, Disability and Health version for Children and 
Youth) è una versione derivata della Classificazione Internazionale del 
Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF, OMS, 2001) utilizzata per 
gli adulti. 
 L'ICF-CY consente la registrazione delle caratteristiche del bambino in 
crescita (da 0 a 18 anni) e dell’influenza del contesto ambientale che lo 
circonda.
Cos’è? 
Doponoveannidirevisionicoordinatedall'OMS,la54°assembleamondialedellasaluteil22maggio2001haapprovatolaclassificazionedelfunzionamento,delladisabilitàedellasalute,elarelativaabbreviazione"ICF".QuestaclassificazionederivadallaclassificazioneICIDHdel1980,comeclassificazioneinununicocontestodeidiversicomponentidellasalute,delfunzionamentoedelladisabilità.Nel2007èstataapprovatal’ICF-CY. 
Ènataperchél’ICIDHpresentavaalcunilimiti:eraunmodellolineare,rimandavaarapportiunidirezionalidicausa–effettotraeventomorbosootraumatico,menomazione, disabilità,handicap;usavailtermineinadeguatodi«handicap»;nonvalorizzavaleabilitàelepotenzialità,masololedisabilitàedilimiti. 
LaclassificazioneICFcompletalaclassificazioneICD-10,checontieneinformazionisulladiagnosiesull'eziologiadellapatologia.Alcontrariol'ICFnoncontieneriferimentiallamalattia,masiriferiscealsolofunzionamento.L'ICD-10el'ICFusatiinmodocomplementarefornisconounquadroglobaledellamalattiaedelfunzionamentodell'individuo.Inessailriferimentoprincipalenonsonopiùlemenomazionieledisabilità, malestrutturecorporee,lefunzionicorporeeeleattività. 
L'ICFnonèunaclassificazionecheriguardaun"gruppo"(lepersonecondisabilità)mariguarda"tutti",poichétuttipossonoavereunacondizionedisaluteche,inuncontestoambientalesfavorevole,causadisabilità. 
L'ICFpermettelosviluppodichiareeprecisestrategiediinterventoedivalutazionepotenziandoleabilitàdellapersonaemodificandol'ambiente,cosìdafavorirefacilitatoriedeliminarebarriere.Ciòproduceunrilevantemiglioramentonellaqualitàdellavita. 
L'ICFèunostrumentoperlavalutazionedeibisognidellapersonaintuttele«areedivita»: educazioneeformazione,curaeriabilitazione,lavoro,tempolibero,ecosìvia.
Funzionamento e disabilità nell’ICF 
Offreunapprocciomultiprospetticoallaclassificazionedelfunzionamentoedelladisabilitàsecondounprocessointerattivoedevolutivo. 
L’ICFpuòesserevistocomeunlinguaggio:itestichesipossonocreareconessodipendonodagliutilizzatori,dallalorocreativitàedalloroorientamentoscientifico. 
Ilfunzionamentodiunindividuoinundominiospecificoèun’interazioneounarelazionecomplessafralacondizionedisaluteeifattoricontestuali(cioèifattoriambientaliepersonali).Traquesteentitàc’èun’interazionedinamica:gliinterventialivellodiun’entitàpotrebberomodificareunaopiùdellealtreentità.Questeinterazionisonospecificheenonsonosempreinunarelazionebiunivocaprevedibile.L’interazioneoperainduedirezioni;lapresenzadiunadisabilitàpuòanchemodificarelastessacondizionedisalute. 
Tuttelecomponentipossonoessereutiliperdescriverelacondizionedisaluteglobale.
Alcuni esempi pratici 
L’ICFdifferiscesignificativamentedall’ICIDHdel1980nelladescrizionedellerelazionitrafunzionamentoedisabilità.Èpossibile: 
averemenomazionisenzalimitazionidicapacità(ades.,unadeturpazionedovutaallalebbrapuònonavereeffettisullacapacitàdiunapersona); 
avereproblemidiperformanceelimitazionidellacapacitàsenzamenomazionievidenti(ades.,performanceridottainattivitàquotidianeassociateconmoltemalattie); 
avereproblemidiperformancesenzamenomazioniolimitazionidellacapacità(ades.,nelcasodiunapersonasieropositivaodiunexpazientepsichiatricochedeveaffrontarestigmatizzazioneodiscriminazionenellerelazioniinterpersonaliosullavoro); 
averelimitazionidellacapacitàsenzabisognodiassistenzaenonavendoalcunproblemadiperformancenell’ambienteattuale(ades.,lasocietàpuòfornireachipresentalimitazionimotorietecnologiediassistenzaperspostarsinell’ambiente); 
assistereauncertogradodiinfluenzacausaleindirezioneinversa(ades.,ilmancatousodegliartipuòcausareatrofia;l’istituzionalizzazionepuòprovocareunaperditadiabilitàsociali).
I fattori contestuali 
Ifattoricontestualiinteragisconoconl’individuoinunacondizionedisaluteedeterminanoillivelloeilgradodelsuofunzionamento.Sidistinguonoin: 
fattoriambientali,chesonoestrinseciall’individuo(ades.,gliatteggiamentidellasocietà,gliaspettiarchitettonici,ilsistemanormativoedelleleggi)evengonoelencatinellaclassificazionedeiFattoriAmbientali; 
fattoripersonaliintrinseci,chenonvengonoclassificatinellapresenteversionedell’ICFechecomprendonoilsesso,larazza,l’età,laformafisica,lostiledivita, leabitudini,lacapacitàdiadattamentoealtridiquestogenere,malalorovalutazione,senecessaria,èlasciataagliutilizzatori.
Interazione tra le componenti dell’ICF2 
[3] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
Modello medico e modello sociale 
Una dialettica per l’integrazione di questi due modelli opposti.
Modello medico 
Vedeladisabilitàcomeunproblemadellapersona,causatodirettamentedamalattie,traumioaltrecondizionidisalutechenecessitanodiassistenzamedicasottoformaditrattamentoindividualedapartediprofessionisti. 
Lagestionedelladisabilitàmiraallalorocuraoppureall’adattamentoadessedapartedell’individuoedauncambiamentocomportamentale. 
L’assistenzamedicaèvistacomelaquestioneprioritaria,ealivellopoliticolarispostaprincipaleèquelladimodificareoriformarelepolitichediassistenzasanitaria.
Modello sociale 
Vedeladisabilitàcomeunproblemacreatodallasocietàeneiterminidiunapienaintegrazionedegliindividuinellasocietà. 
Ladisabilitànonèlacaratteristicadiunindividuo,maunacomplessainterazionedicondizioni,moltedellequalisonocreatedall’ambientesociale. 
Lagestionedelproblemarichiedeazionisociali.Èresponsabilitàcollettivadellasocietànelsuocomplessoimplementarelemodificheambientalinecessarieperlapienapartecipazionedellepersonecondisabilitàintutteleareedellavitasociale. 
Laquestioneriguardagliatteggiamentieleideologieerichiedecambiamentisociali,cosachealivellopoliticodiventaunproblemadidirittiumani. 
Perquestomodelloledisabilitàdiventanounaquestionepolitica.
L’ICF-CY 
Utilizza un approccio di tipo «biopsicosociale» ed è la risposta alla dialettica. 
L’ICF tenta perciò di arrivare ad una sintesi, in modo da fornire una prospettiva coerente delle diverse dimensioni della salute a livello biologico, individuale e sociale.
Applicazioni dell’ICF-CY
Usi dell’ICF-CY 
L’ICF-CYdefiniscelecomponentidellasaluteealcunecomponentidelbenesserecorrelateallasalute. 
Nelcasodeibambiniedegliadolescenti,questecomponenticomprendonolefunzionimentalidell’attenzione,dellamemoriaedellapercezione,nonchéattivitàcomeilgioco,l’apprendimento,lavitafamiliareel’istruzioneindiversidomini. 
Idominidell’ICF-CYsonodefinitimediantedue«terminiombrello»: funzionamentoedisabilità.
Le componenti dell’ICF3 
Funzionicorporee:sonolefunzionifisiologicheopsicologichedeisistemicorporei. 
Strutturecorporee:sonolepartianatomichedelcorpo,comegliorgani,gliartieilorocomponenti. 
Menomazioni:sonoprobleminellefunzionionellestrutturedelcorpo(deviazioneoperditasignificativa) 
L’attività:èl’esecuzionediuncompitoodiun’azionedapartediunindividuo. 
Lelimitazionidell’attività:sonoledifficoltàcheunindividuopuòincontrarenellosvolgimentodiun’attività. 
Lapartecipazione:èilcoinvolgimentodell’individuonellesituazionidivita. 
Lerestrizioniallapartecipazione:sonoiproblemicheunindividuopuòavereneltipoonelgradodicoinvolgimentonellesituazionidivita. 
Ifattoriambientalicostituisconogliatteggiamenti,l’ambientefisicoesociale,incuilepersonevivonoeconduconolaloroesistenza. 
[3] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
La definizione dei domini 
L’ICFoffredelledefinizionioperativedeidominidellasaluteediquelliadessacorrelaticontrappostealledefinizioni«correnti»disalute. 
Questedefinizionidescrivonogliattributiessenzialidiciascundominio(ades., qualità,proprietàerapporti)econtengonoinformazionisuciòchevieneinclusooescluso. 
Ledefinizionicontengonodeipuntidicollegamentocomunementeusatinellevalutazionicosìchepossanoesseretradottiinquestionari.Viceversa,irisultatidistrumentidivalutazioneesistentipossonoesserecodificaticonl’ICF. 
Funzionamentoèunterminechecatturaecomprendetuttelefunzionicorporee,leattivitàelapartecipazione. 
Disabilitàèunterminechecomprendelemenomazioni,lelimitazionidell’attivitàelerestrizionidellapartecipazione. 
Ifattoriambientalidefinisconolebarriereoifacilitatoriperilfunzionamento. 
L’ICF-CYadottaunsistemadicodificaalfanumerico.
Ancora sui domini 
Le«funzionivisive»vengonodefiniteneiterminidifunzionidellapercezionedellaformaedelcontorno,adistanzavariabile,usandounooentrambigliocchi,inmodochelagravitàdelledifficoltàvisivepossanoesserecodificatecomelievi,medie,graviocompleteinrelazioneaquestiparametri. 
Ladescrizionedeidominidellasaluteediquelliadessacorrelatisiriferisceallorousoinundatomomento(comeinun’istantanea).Èpossibiletuttaviadescrivereunatraiettorianeltempoenelcorsodeiprocessiregistrandoipunteggiinmomentidiversi.
I codici alfanumerici presenti nell’ICF 
Lelettere: 
«b»perleFunzionicorporee(body) 
«s»perleStrutturecorporee(structure) 
«d»perAttivitàePartecipazione(domain) 
«e»periFattoriambientali(environment) 
sonoseguitedauncodicenumericocheiniziaconilnumerodelcapitolo(unacifra),seguitodalcodicedisecondolivello(duecifre)edaicodiciditerzoequartolivello(unacifraciascuno): 
Ilqualificatoreuniversale(da0=nessunproblemaa4=problemacompleto),vieneimmessodopoilpuntodecimaleperspecificarelamisuraincuiunafunzioneoun’attivitàsidiscostadaunostatoattesootipico. 
Gliaspettinegatividegliambientivengonodefinitiinterminidibarriere. 
Ivaloripositivivengonoutilizzatiperindicareilruolodifacilitazionedegliambienti.
I codici in dettaglio 
Lecategoriedell’ICFsonoinseritel’unanell’altrainmodochelecategoriepiùampieincludanosottocategoriepiùdettagliate(adesempio,ilCapitolo4sullaMobilità,nellacomponenteAttivitàePartecipazioneincludecategorieseparateperlostareinposizioneeretta(d4104),sedersi(d4103),camminare(d450),sollevareetrasportareoggetti(d430),ecosìvia). 
Laversioneridotta(concisa)comprendeduelivelli,mentrelaversionecompleta(dettagliata)siestendesuquattrolivelli. 
Icodicidelledueversionisonocorrispondenti,elaversioneridottapuòessereintegratanellaversionecompleta. 
Ogniindividuopuòavereunaseriedicodiciaciascunlivello.Questipossonoessereindipendentiocorrelati. 
Icodicidell’ICFsonocompletiesclusivamenteinpresenzadiunqualificatore,cheindical’estensionediunlivellodisalute(ades.,gravitàdelproblema). 
Iqualificatorisonocodificaticomeuno,dueopiùnumeridopoilpunto(oseparatore). 
L’usodiuncodicedovrebbeessereaccompagnatodaalmenounqualificatore.Senzaqualificatoriicodicinonhannoalcunsignificatointrinseco. 
Tutteetrelecomponenticlassificatenell’ICF(FunzionieStruttureCorporee,AttivitàePartecipazione,eFattoriAmbientali)sonoquantificateusandolastessascala.Avereunproblemapuòsignificareunamenomazione,unalimitazione,unarestrizioneounabarrieraasecondadelcostrutto.
L’assegnazione dei valori numerici 
Quandovienespecificato«nessunproblema»o«problemacompleto»lacodificahaunmarginedierroredel5%. 
«Problemamedio»vienedefinitocomemetàdeltempoometàdellascaladidifficoltàtotale. 
Lepercentualidevonoesserecalibrateneidiversidominirispettoallanormaespressainvalorepercentile. 
xxx.0NESSUNproblema(assente,trascurabile...)0-4% 
xxx.1problemaLIEVE(leggero,piccolo...)5-24% 
xxx.2problemaMEDIO(moderato,discreto...)25-49% 
xxx.3problemaGRAVE(notevole,estremo...)50-95% 
xxx.4problemaCOMPLETO(totale...)96-100% 
xxx.8nonspecificato 
xxx.9nonapplicabile
I valori dei fattori ambientali 
Nelcasodeifattoriambientali,ilprimoqualificatorepuòessereutilizzatoperindicaresial’influenzapositivanell’ambiente,ovverodifacilitatori,sial’influenzanegativa,ovverobarriere. 
«Abitualmenteparlandodibarrieresièsolitipensareaostacoliditipofisico(lecosiddettebarrierearchitettoniche);ataliostacolipiùfacilmenteevidenziabiliseneaggiungonoaltri,chepossonosfuggireadunaprimavalutazione,ossialebarrierepsicologicheelebarrieresociali».1 
Siaifacilitatorichelebarriereutilizzanolastessascala0-4,maneifacilitatoriilpuntodecimalevienesostituitodalsegno+:adesempioe110+2(Prodottiosostanzeperilconsumopersonale+2). 
IFattoriAmbientalipossonoesserecodificati(a)individualmenteinrelazioneadognicostruttoo(b)ingenerale,senzariferimentoadalcuncostruttoparticolare.Laprimaopzioneèpreferibile,datocheidentificapiùchiaramentel’impatto. 
[1] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
Riassumendo i qualificatori4 
Componenti 
Primo qualificatore 
Secondo qualificatore 
Terzo qualificatore 
Funzioni Corporee (b) 
Qualificatoregenericoconsignificatonegativousatoperindicareilgradool’entitàdiunamenomazione 
Esempio:b167.3perindicareunagravemenomazionerelativaaspecifichefunzionidellinguaggio 
Nessuno 
Nessuno 
Strutture Corporee (s) 
Qualificatoregenericoconsignificatonegativousatoperindicareilgradool’entitàdiunamenomazione 
Esempio:s730.3perindicareunagravemenomazionedell’artosuperiore 
Usatoperindicarelanaturadelcambiamento 
nellarelativastrutturacorporea: 
0nessuncambiamentonellastruttura 
1assenzatotale 
2assenzaparziale 
3parteineccesso 
4dimensionianormali 
5discontinuità 
6posizionedeviante 
7cambiamentiqualitativinellastruttura, 
inclusol’accumulodifluidi 
8nonspecificato 
9nonapplicabile 
Esempio:s730.32perindicarelaparzialeassenzadell’artosuperiore 
Localizzazione 
0piùdiunaregione 
1destra 
2sinistra 
3entrambiilati 
4frontale 
5dorsale 
6prossimale 
7distale 
Attività e Partecipazione (d) 
Performance 
Qualificatoregenerico 
Problemanell’ambienteattualedellapersona 
Esempio:d5101.1_perindicarelievedifficoltànelfarsiilbagnoconl’usodiausilichesonodisponibiliperlapersonanelsuoambienteattuale 
Capacità 
Qualificatoregenerico 
Limitazionesenzaassistenza 
Esempio:d5101._2perindicaremediadifficoltànelfarsiilbagno;implicachec’èunadifficoltàmediasenzal’usodiausilioassistenzapersonale 
Nessuno 
Fattori 
Ambientali (e) 
Qualificatoregenericoconsignificatonegativoepositivoperindicarerispettivamentel’entitàdellebarriereodeifacilitatori 
Esempio:e130.2perindicarecheiprodottiperl’istruzionesonounabarrieramedia.Viceversa, e130+2indicherebbecheiprodottiperl’istruzionesonounfacilitatoremedio. 
Nessuno 
Nessuno 
[4] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
Che cosa dice? 
Gliadolescenticambiano,perchésonoinetàevolutiva.L’usodell’ICFpresupponesiaun’adeguataconoscenzadeicambiamentinelfunzionamentochesiassocianoallacrescitaeallosviluppo,sialacapacitàdidistinguerefraicambiamentievolutivicherientranonellagammadellanormalitàequelliatipici. 
Èimportantericonoscerechela«normalità»,dipendentedall’etàecomprendereciòcheè«funzionamentonormale»aundatomomentoeilsuoruolodimediazionesull’ambientedibambinieadolescenti. 
L’unitàdiclassificazionenell’ICF-CYnonèunadiagnosimaunprofilodifunzionamento. 
Scopodell’ICF-CYèdescriverelanaturaelagravitàdellelimitazionidelfunzionamentoeifattoriambientalicheinfluisconosutalefunzionamento. 
L’assegnazionedeicodicideveesserebasatasumisurazionidirette, osservazioni,colloquie/ogiudiziprofessionaliappropriatiemirati. 
Nelladescrizionediattivitàepartecipazionel’ICFdistinguetraperformance(quellochel’individuofanelsuoambienteattuale)ecapacità(l’abilitàdiunapersonainassenzadibarriereofacilitatori).
L’assegnazione delle voci 
1)Identificareleinformazionidisponibiliperlacodifica(RiguardanoildominiodelleFunzioniCorporee,delleStruttureCorporee,dell’Attività/PartecipazioneodeiFattoriAmbientali?) 
2)Individuareilcapitolo(codiceaquattrocaratteri)neldominioappropriato. 
3)Leggereladescrizionedelcodicealfanumericoaquattrocaratteriaciascunlivelloeprestareattenzioneallenoteannessealladescrizione. 
4)Esaminareattentamenteleinclusionioleesclusionirelativealcodice. 
5)Stabilireseleinformazionidacodificaresonocoerenticonillivelloaquattrocaratteriosesiameglioesaminareunadescrizionepiùdettagliataalivellodicodiceacinqueoseicaratteri. 
6)Passareallivellodicodicechecorrispondepiùstrettamentealleinformazionidacodificare. Esaminareattentamenteladescrizioneeogninotadiinclusioneoesclusionerelativaalcodice. 
7)Scegliereilcodiceedesaminareleinformazionidisponibiliperassegnareunvalorealqualificatoreuniversalechedefiniscal’entitàdellamenomazionedellefunzioniestrutturecorporee,dellalimitazionedell’attività,dellarestrizioneallapartecipazione(da0=nessunamenomazione/difficoltàa4=menomazione/difficoltàcompleta),odellabarrieraambientale(da0=nessunabarrieraa4=barrieracompleta)odelfacilitatoreambientale(da0=nessunfacilitatorea+4=facilitatorecompleto). 
8)Assegnareilcodiceconilqualificatorediprimo,secondo,terzooquartolivelloasecondadellecomponenti.Adesempio,d115.2(difficoltàmoderatanell’ascoltare). 
9)Ripetereipassi1-8perciascunamanifestazionedifunzionamentoodisabilitàrilevanteperlacodificalàdovesipossiedonoinformazioni. 
10)Genitorieutentipossonopartecipareall’operazione,madovrebberofarloprimacheilprofessionista,oilteamdiprofessionisti,abbiafornitolevalutazionicompleteeicodici.
Puntualizzazioni 
1)InriferimentoalledefinizionidegliaspettinegatividelleFunzioniCorporee, delleStruttureCorporeeedell’Attività/Partecipazione,èstatoaggiuntoiltermine«ritardo»perindicareilfattocheunproblemainunodiquestidominipuòancheessereilriflessodiunosfasamentonellosviluppo. 
2)Inunaconvenzionecorrelata,ilconcettodiritardoindicailivellidelqualificatoreda0=«nessunritardo»a4=«ritardocompleto». 
3)Usarel’ICFpotrebbeesseremoltocomplesso:alsecondolivellocontiene362codici,chediventano1424alterzoequartolivello. 
4)L’ICFèstrutturatoconunaparteintroduttiva,seguitadaisuoiquattrocomponenti,mahaancheallafineunospazioapertoperdescrivereifattoripersonalichenonsonoparteintegrantedelladescrizionedelcontesto,perchésenzacodificazione.
Il punto di partenza: l’osservazione 
Ledescrizioniqualitativebasatesull’osservazionedirettapossonoessereutiliasupportarel’evidenzanelleareedifunzionamentoincuiglistrumentidiassessmentnonsonodisponibilioappropriati. 
Unodeiprincipaliobiettividell’ICFedell’ICF-CYèdicoinvolgeregliintervistatinelladefinizionedellanaturaedell’entitàdelfunzionamentonellorocontestoambientale.Ciòèparticolarmenteimportantenellacodificadellapartecipazione. 
Ognivoltacheèpossibile,conibambiniegliadolescenti,bisognerebbeutilizzareilcolloquiool’intervista. 
Lebasiempiricheperlacodificasipossonobasaresulgiudizioprofessionaleesuvariefontidiinformazioni,comedocumentazioni, osservazioniealtreformedicontattoconlapersona. 
IlPracticeGuidelineforPsychiatricEvaluationofAdults(1995),sviluppatodall’AmericanPsychologicalAssociationedestinatoall’utilizzoincontesticlinici,fornisceindicazioniesaustivesullanaturadelleinformazioninecessarieperl’assegnazionedeicodiciinognunodeidomini.
Un esempio: l’alunno 
Descrizionedell’alunno. 
Èunragazzocolpitodasorditàcongenitachemanifestaspessoatteggiamentiinfantilieingenuichelorendonooggettodischernodapartedeicompagni.Nonpresentaparticolariprobleminelladidattica,mapocaautonomiaegrandedipendenzadagliadulti.Faticamoltissimoamantenerelaconcentrazione,tendeadaccentrarel’attenzionesudisé,faticanellostudioedhabisognodiausiliperilcalcolo. 
Tendeadisolarsioppureacompieregestiinmodoimpulsivo,spessospintodalbisognoimmediato,senzaadattarel’atteggiamentoalcontestoincuièinserito.Habisognodiesserecostantementeguidatoneicompiti,nonpercarenzadicapacità,maperbisognocontinuodiconferme. 
Ilpapàdelragazzotendeadessereconluimoltoduro,forseunpo’troppoaggressivo, mentrelamadrecercadigiustificarloediproteggerlo.Nonèbeninseritoall’internodellaclasse.Avolteprovocavolutamenteicompagnipurdisentirsipartedelgruppo. 
Acasaèmoltointroverso,magestisce“strategicamente”lerelazioniall’internodelproprioambientefamiliare.Particolarmentesuscettibileesensibileallecritichetendeacogliereogniosservazionesuquantodaluisvoltocomeunacriticaoun’osservazionesullapropriapersona. 
Focalizzalapropriaattenzionesuiparticolariosutematichespecifichedisuointeresse, speciedurantel’attivitàdidattica.Cercalasfida,comegioco,anchenelproprioambientefamiliare.
Un esempio: la classe 
Descrizione della classe. 
Laclasserisultacompostada25allievi:7maschie18femmine.Settesonoglistudentistranieri.SonoragazzichevivonoinItaliadaparecchianniequindinonmostranoalcunproblemanéconlalinguaitaliana,nédiintegrazione.Nelcomplessogliallievidenotanounacondizionedisocializzazionebuona, riuscendoadinteragiretraloroinmodopositivo. 
Vannoperòevidenziatemoltedifficoltànelrispettodelleregole,condivisenellafased’accoglienzatrainsegnantieallievi,enellatenutacomplessivadellivellodipartecipazioneallelezioni.Illivellomotivazionalerispettoallasceltaformativaènellaquasitotalitàdellaclassebasso. 
Un’allieva,puravendounasituazionefamiliaredifficilesidimostraentusiastaesiinserisceconfacilitànelgruppoclasse.Unalunnonondimostraalcuninteresseperilpercorsoscolasticoscelto,nonpartecipa, tendeanonrispettareleregoleequandosiconfrontaconinsegnanti,tutorecoordinatoreaffermadivenireascuolasoloperchénonvuoleandarealavorare. 
Cisonodiversepersonechenonlavoranoenonstudiano,nonportanoilmaterialeenonseguonolelezioni.C’è,invece,ungruppodisei–setteragazzechesiimpegnainmodoottimo,conunlivellosuperioreallamedia. 
Sonostatiinseritedueripetenticonproblemicomportali,diprovenienzastraniera,un’alunnaalbanese, eunalunnodiprovenienzaTunisina.E’statainseritaanchealunnaripetenteprovenientedaunaltrocentrodiformazioneprofessionaleeun’altraallieva,ripetente,provenientedaunistitutotecnicoperragionieri. 
Sisegnalanoduealunnimoltoproblematici.Vièun’alunnaagliarrestidomiciliari,seguitadagliassistentisociali,conunasituazionefamiliaremoltodifficile.Cisono,inoltre,trealunnichehannogravilacunepregresseenonsonointeressatiaseguireilpercorsoscolasticointrapreso.Quattroallieve,purconbuonirisultati,nonsonointeressatealcorsodistudiintrapreso,mavorrebberocambiareindirizzodistudi.
Un esempio: griglia per la valutazione funzionale, nell’ambito ICF. 
b140.3(FUNZIONIDELL’ATTENZIONE–l’allievoèingradodiprestareattenzionepertuttaladuratadiuncompito)L’alunnononèingradodiprestarelanecessariaattenzioneall’esecuzionedelcompito;inpresenzadipiùstimolinonèingradodiorientarelasuaattenzioneversoquellichesonofunzionaliall’esecuzionedelcompito,senoninpresenzadistimoliripetuti. 
d150.2(CALCOLARE–l’allievoèingradodicomputareconnumeri,attraversol’addizione, lasottrazione,lamoltiplicazioneeladivisione)Èingradodieffettuarelequattrooperazioniconl’usoautonomodiunausilio. 
d210.2(INTRAPRENDEREUNCOMPITOAUTONOMO–eseguireuncompitoconunoopiùcomponentiimportantisenzaassistenza)Uncompitocomplessoconguida. 
d230.1(GESTIREILPROPRIOTEMPOELEATTIVITÀ–compiereazioniocomportamentipergestireiltempoeleenergierichiestedalleincombenzequotidiane)Habisognodiuninputiniziale. 
d710.3(INTERAZIONIINTERPERSONALISEMPLICI–interagireconlepersoneinmodocontestualmenteesocialmenteadeguato)Mostralievidifficoltànell’interagireadeguatamenteconicompagni,ancheipiùprossimi,edifficoltàprofondenellerelazionicongliestranei.
Un esempio: Aree di difficoltà, di facilitazione e di intervento, nell’ambito ICF 
FUNZIONI CORPOREE 
b122.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni psicosociali globali) 
b125.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni e attitudini intrapersonali) 
b126.2 (FUNZIONI MENTALI –funzioni del temperamento e della personalità) 
b140.3 (FUNZIONI MENTALI –funzioni dell’attenzione) 
b152.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni emozionali) 
b156.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni percettive) 
b180.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni dell’esperienza del sé e del tempo) 
b230.3 (FUNZIONI SENSORIALI E DOLORE –funzioni uditive) 
STRUTTURE CORPOREE 
s260.2 (OCCHIO, ORECCHIO E STRUTTURE CORRELATE –struttura dell’orecchio interno)
Un esempio: Aree di difficoltà, di facilitazione e di intervento, nell’ambito ICF 
ATTIVITÀ A PARTECIPAZIONE 
d115.2 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (ESPERIENZE SENSORIALI INTENZIONALI) – ascoltare) 
d150.2 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (APPRENDIMENTO DI BASE) –imparare a calcolare) 
d160.2 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE) – focalizzare l’attenzione) 
d175.1 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE) – risoluzione di problemi) 
d210.2 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –intraprendere un compito singolo) 
d220.2 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –intraprendere compiti articolati) 
d230.1 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –eseguire la routine quotidiana) 
d240.1 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –gestire la tensione e altre richieste di tipo psicologico) 
d250.2 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –controllare il proprio comportamento) 
d310.1 (COMUNICAZIONE –comunicare con (ricevere) messaggi verbali) 
d571.1 (CURA DELLA PROPRIA PERSONA –badare alla propria sicurezza)E STRUTTURE CORRELATE – struttura dell’orecchio interno)
Un esempio: Aree di difficoltà, di facilitazione e di intervento, nell’ambito ICF 
FATTORI CONTESTUALI PERSONALI 
d710.3 (INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI –interazioni interpersonali semplici) 
d760+1 (INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI –relazioni familiari) 
FATTORI CONTESTUALI AMBIENTALI 
d825+2 (AREE DI VITA PRINCIPALI –formazione professionale) 
d880+1 (VITA ECONOMICA –coinvolgimento nel gioco) 
d750.2 (INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI –relazioni sociali informali)
Riassumendo5 
L’ICF–CYhaun’applicazioneuniversale:riguardatuttelepersone,nonsoloquellecondisabilità,perchéconsiderailfunzionamentoumanoelesuerestrizioni.Siriferisceatuttigliaspettidellasalutedell’uomo. 
Lediversedimensionisonoconsideratenellalorointerazionereciprocaenonsonopiùcollegateinmodounidirezionale.Nonsoloilfunzionamentoincidesuattivitàepartecipazione,mavaleancheilviceversa. 
Ilcontesto,intesocomeinsiemedifattoriambientali(ambientedomestico, strutturesocialiformaliedinformali,sistemiculturali)epersonali(backgroundpersonaledegliindividui),interagisceatuttiilivelli,enonsoloneldeterminareiproblemidipartecipazioneallavitasociale.Siriconoscel’influenzadinamicadelcontestonelladefinizionestessadelladisabilitàenellasuaevoluzione. 
Consenteunadiagnosifunzionalecheabbiacaratterecontestualizzato, sistemico,prognosticoecheinterpretilasituazioneattualedelsoggettoinfunzionedellasuastoria. 
[5]Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
Conclusioni6 
L’ICFproponeunmodelloconcettualecheenfatizzalanozione «universale»difunzionamentocomefondamentodellostatodisalute. 
Lepersone«funzionano»sempreecomunquefinchésonoinvita,entranoinrelazioneconilproprioambiente,cheèfattodialtrepersone,dicostruzioni,edificietecnologie,inpartevisiadattanoeinpartelomodificano. 
Pertutti,malatiosanichesiano,ilcontestodivitaèessenziale. 
Lepersoneconmenomazionipossonotrovarenelproprioambientesostegnooppurebarriere.Questainterazioneconl’ambiente,piùancoradelladiagnosi,ètalvoltacentralepercapirequaliopportunitàlapersonapotràavereadisposizioneper«fiorire»,comescrivono,conunabellaespressioneiteoricidella«capability». 
[6]De Polo G., PradalM., BortolotS., «ICF-CY nei servizi per la disabilità. Indicazioni di metodo e prassi per l’inclusione», ed. Franco Angeli, Milano
Riferimenti bibliografici 
OMSOrganizzazioneMondialedellaSanità,«ICF,ClassificazioneInternazionaledelFunzionamento,dellaDisabilitàedellaSalute»,ed.Erickson,Trento. 
OMSOrganizzazioneMondialedellaSanità,«ICFversionebreve,ClassificazioneInternazionaledelFunzionamento,dellaDisabilitàedellaSalute»,ed.Erickson, Trento 
OMSOrganizzazioneMondialedellaSanità,«ICF-CY,ClassificazioneInternazionaledelFunzionamento,dellaDisabilitàedellaSalute-Versioneperbambinieadolescenti»,ed.Erickson,Trento. 
CroceL.,PatiL.,«ICFascuola.Riflessionipedagogichesulfunzionamentoumano»,ed.LaScuola,Brescia. 
DePoloG.,PradalM.,BortolotS.,«ICF-CYneiserviziperladisabilità.Indicazionidimetodoeprassiperl’inclusione»,ed.FrancoAngeli,Milano. 
ZanobiniM.,UsaiM.C.,«Psicologiadelladisabilitàedeidisturbidellosviluppo. Elementidiriabilitazioneediintervento»,ed.FrancoAngeli,Milano(Cap.1).

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  • 1. L’ICF-CY ed il suo utilizzo A cura di Veronica Cavicchi TFA -Corso di specializzazione per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, Università degli Studi di Bergamo, A.A. 2013/2014 Venerdì 10 Ottobre 2014
  • 2. Cosa significa ICF? L'ICFèlaclassificazionedelfunzionamento,delladisabilitàedellasalute,iningleseInternationalClassificationofFunctioning,DisabilityandHealth, promossadall'Organizzazionemondialedellasanità(OMS).
  • 3. Perché CY?  La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute versione per bambini e adolescenti (ICF-CY, dall'inglese International Classification of Functioning, Disability and Health version for Children and Youth) è una versione derivata della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF, OMS, 2001) utilizzata per gli adulti.  L'ICF-CY consente la registrazione delle caratteristiche del bambino in crescita (da 0 a 18 anni) e dell’influenza del contesto ambientale che lo circonda.
  • 4. Cos’è? Doponoveannidirevisionicoordinatedall'OMS,la54°assembleamondialedellasaluteil22maggio2001haapprovatolaclassificazionedelfunzionamento,delladisabilitàedellasalute,elarelativaabbreviazione"ICF".QuestaclassificazionederivadallaclassificazioneICIDHdel1980,comeclassificazioneinununicocontestodeidiversicomponentidellasalute,delfunzionamentoedelladisabilità.Nel2007èstataapprovatal’ICF-CY. Ènataperchél’ICIDHpresentavaalcunilimiti:eraunmodellolineare,rimandavaarapportiunidirezionalidicausa–effettotraeventomorbosootraumatico,menomazione, disabilità,handicap;usavailtermineinadeguatodi«handicap»;nonvalorizzavaleabilitàelepotenzialità,masololedisabilitàedilimiti. LaclassificazioneICFcompletalaclassificazioneICD-10,checontieneinformazionisulladiagnosiesull'eziologiadellapatologia.Alcontrariol'ICFnoncontieneriferimentiallamalattia,masiriferiscealsolofunzionamento.L'ICD-10el'ICFusatiinmodocomplementarefornisconounquadroglobaledellamalattiaedelfunzionamentodell'individuo.Inessailriferimentoprincipalenonsonopiùlemenomazionieledisabilità, malestrutturecorporee,lefunzionicorporeeeleattività. L'ICFnonèunaclassificazionecheriguardaun"gruppo"(lepersonecondisabilità)mariguarda"tutti",poichétuttipossonoavereunacondizionedisaluteche,inuncontestoambientalesfavorevole,causadisabilità. L'ICFpermettelosviluppodichiareeprecisestrategiediinterventoedivalutazionepotenziandoleabilitàdellapersonaemodificandol'ambiente,cosìdafavorirefacilitatoriedeliminarebarriere.Ciòproduceunrilevantemiglioramentonellaqualitàdellavita. L'ICFèunostrumentoperlavalutazionedeibisognidellapersonaintuttele«areedivita»: educazioneeformazione,curaeriabilitazione,lavoro,tempolibero,ecosìvia.
  • 5. Funzionamento e disabilità nell’ICF Offreunapprocciomultiprospetticoallaclassificazionedelfunzionamentoedelladisabilitàsecondounprocessointerattivoedevolutivo. L’ICFpuòesserevistocomeunlinguaggio:itestichesipossonocreareconessodipendonodagliutilizzatori,dallalorocreativitàedalloroorientamentoscientifico. Ilfunzionamentodiunindividuoinundominiospecificoèun’interazioneounarelazionecomplessafralacondizionedisaluteeifattoricontestuali(cioèifattoriambientaliepersonali).Traquesteentitàc’èun’interazionedinamica:gliinterventialivellodiun’entitàpotrebberomodificareunaopiùdellealtreentità.Questeinterazionisonospecificheenonsonosempreinunarelazionebiunivocaprevedibile.L’interazioneoperainduedirezioni;lapresenzadiunadisabilitàpuòanchemodificarelastessacondizionedisalute. Tuttelecomponentipossonoessereutiliperdescriverelacondizionedisaluteglobale.
  • 6. Alcuni esempi pratici L’ICFdifferiscesignificativamentedall’ICIDHdel1980nelladescrizionedellerelazionitrafunzionamentoedisabilità.Èpossibile: averemenomazionisenzalimitazionidicapacità(ades.,unadeturpazionedovutaallalebbrapuònonavereeffettisullacapacitàdiunapersona); avereproblemidiperformanceelimitazionidellacapacitàsenzamenomazionievidenti(ades.,performanceridottainattivitàquotidianeassociateconmoltemalattie); avereproblemidiperformancesenzamenomazioniolimitazionidellacapacità(ades.,nelcasodiunapersonasieropositivaodiunexpazientepsichiatricochedeveaffrontarestigmatizzazioneodiscriminazionenellerelazioniinterpersonaliosullavoro); averelimitazionidellacapacitàsenzabisognodiassistenzaenonavendoalcunproblemadiperformancenell’ambienteattuale(ades.,lasocietàpuòfornireachipresentalimitazionimotorietecnologiediassistenzaperspostarsinell’ambiente); assistereauncertogradodiinfluenzacausaleindirezioneinversa(ades.,ilmancatousodegliartipuòcausareatrofia;l’istituzionalizzazionepuòprovocareunaperditadiabilitàsociali).
  • 7. I fattori contestuali Ifattoricontestualiinteragisconoconl’individuoinunacondizionedisaluteedeterminanoillivelloeilgradodelsuofunzionamento.Sidistinguonoin: fattoriambientali,chesonoestrinseciall’individuo(ades.,gliatteggiamentidellasocietà,gliaspettiarchitettonici,ilsistemanormativoedelleleggi)evengonoelencatinellaclassificazionedeiFattoriAmbientali; fattoripersonaliintrinseci,chenonvengonoclassificatinellapresenteversionedell’ICFechecomprendonoilsesso,larazza,l’età,laformafisica,lostiledivita, leabitudini,lacapacitàdiadattamentoealtridiquestogenere,malalorovalutazione,senecessaria,èlasciataagliutilizzatori.
  • 8. Interazione tra le componenti dell’ICF2 [3] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
  • 9. Modello medico e modello sociale Una dialettica per l’integrazione di questi due modelli opposti.
  • 10. Modello medico Vedeladisabilitàcomeunproblemadellapersona,causatodirettamentedamalattie,traumioaltrecondizionidisalutechenecessitanodiassistenzamedicasottoformaditrattamentoindividualedapartediprofessionisti. Lagestionedelladisabilitàmiraallalorocuraoppureall’adattamentoadessedapartedell’individuoedauncambiamentocomportamentale. L’assistenzamedicaèvistacomelaquestioneprioritaria,ealivellopoliticolarispostaprincipaleèquelladimodificareoriformarelepolitichediassistenzasanitaria.
  • 11. Modello sociale Vedeladisabilitàcomeunproblemacreatodallasocietàeneiterminidiunapienaintegrazionedegliindividuinellasocietà. Ladisabilitànonèlacaratteristicadiunindividuo,maunacomplessainterazionedicondizioni,moltedellequalisonocreatedall’ambientesociale. Lagestionedelproblemarichiedeazionisociali.Èresponsabilitàcollettivadellasocietànelsuocomplessoimplementarelemodificheambientalinecessarieperlapienapartecipazionedellepersonecondisabilitàintutteleareedellavitasociale. Laquestioneriguardagliatteggiamentieleideologieerichiedecambiamentisociali,cosachealivellopoliticodiventaunproblemadidirittiumani. Perquestomodelloledisabilitàdiventanounaquestionepolitica.
  • 12. L’ICF-CY Utilizza un approccio di tipo «biopsicosociale» ed è la risposta alla dialettica. L’ICF tenta perciò di arrivare ad una sintesi, in modo da fornire una prospettiva coerente delle diverse dimensioni della salute a livello biologico, individuale e sociale.
  • 14. Usi dell’ICF-CY L’ICF-CYdefiniscelecomponentidellasaluteealcunecomponentidelbenesserecorrelateallasalute. Nelcasodeibambiniedegliadolescenti,questecomponenticomprendonolefunzionimentalidell’attenzione,dellamemoriaedellapercezione,nonchéattivitàcomeilgioco,l’apprendimento,lavitafamiliareel’istruzioneindiversidomini. Idominidell’ICF-CYsonodefinitimediantedue«terminiombrello»: funzionamentoedisabilità.
  • 15. Le componenti dell’ICF3 Funzionicorporee:sonolefunzionifisiologicheopsicologichedeisistemicorporei. Strutturecorporee:sonolepartianatomichedelcorpo,comegliorgani,gliartieilorocomponenti. Menomazioni:sonoprobleminellefunzionionellestrutturedelcorpo(deviazioneoperditasignificativa) L’attività:èl’esecuzionediuncompitoodiun’azionedapartediunindividuo. Lelimitazionidell’attività:sonoledifficoltàcheunindividuopuòincontrarenellosvolgimentodiun’attività. Lapartecipazione:èilcoinvolgimentodell’individuonellesituazionidivita. Lerestrizioniallapartecipazione:sonoiproblemicheunindividuopuòavereneltipoonelgradodicoinvolgimentonellesituazionidivita. Ifattoriambientalicostituisconogliatteggiamenti,l’ambientefisicoesociale,incuilepersonevivonoeconduconolaloroesistenza. [3] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
  • 16. La definizione dei domini L’ICFoffredelledefinizionioperativedeidominidellasaluteediquelliadessacorrelaticontrappostealledefinizioni«correnti»disalute. Questedefinizionidescrivonogliattributiessenzialidiciascundominio(ades., qualità,proprietàerapporti)econtengonoinformazionisuciòchevieneinclusooescluso. Ledefinizionicontengonodeipuntidicollegamentocomunementeusatinellevalutazionicosìchepossanoesseretradottiinquestionari.Viceversa,irisultatidistrumentidivalutazioneesistentipossonoesserecodificaticonl’ICF. Funzionamentoèunterminechecatturaecomprendetuttelefunzionicorporee,leattivitàelapartecipazione. Disabilitàèunterminechecomprendelemenomazioni,lelimitazionidell’attivitàelerestrizionidellapartecipazione. Ifattoriambientalidefinisconolebarriereoifacilitatoriperilfunzionamento. L’ICF-CYadottaunsistemadicodificaalfanumerico.
  • 17. Ancora sui domini Le«funzionivisive»vengonodefiniteneiterminidifunzionidellapercezionedellaformaedelcontorno,adistanzavariabile,usandounooentrambigliocchi,inmodochelagravitàdelledifficoltàvisivepossanoesserecodificatecomelievi,medie,graviocompleteinrelazioneaquestiparametri. Ladescrizionedeidominidellasaluteediquelliadessacorrelatisiriferisceallorousoinundatomomento(comeinun’istantanea).Èpossibiletuttaviadescrivereunatraiettorianeltempoenelcorsodeiprocessiregistrandoipunteggiinmomentidiversi.
  • 18. I codici alfanumerici presenti nell’ICF Lelettere: «b»perleFunzionicorporee(body) «s»perleStrutturecorporee(structure) «d»perAttivitàePartecipazione(domain) «e»periFattoriambientali(environment) sonoseguitedauncodicenumericocheiniziaconilnumerodelcapitolo(unacifra),seguitodalcodicedisecondolivello(duecifre)edaicodiciditerzoequartolivello(unacifraciascuno): Ilqualificatoreuniversale(da0=nessunproblemaa4=problemacompleto),vieneimmessodopoilpuntodecimaleperspecificarelamisuraincuiunafunzioneoun’attivitàsidiscostadaunostatoattesootipico. Gliaspettinegatividegliambientivengonodefinitiinterminidibarriere. Ivaloripositivivengonoutilizzatiperindicareilruolodifacilitazionedegliambienti.
  • 19. I codici in dettaglio Lecategoriedell’ICFsonoinseritel’unanell’altrainmodochelecategoriepiùampieincludanosottocategoriepiùdettagliate(adesempio,ilCapitolo4sullaMobilità,nellacomponenteAttivitàePartecipazioneincludecategorieseparateperlostareinposizioneeretta(d4104),sedersi(d4103),camminare(d450),sollevareetrasportareoggetti(d430),ecosìvia). Laversioneridotta(concisa)comprendeduelivelli,mentrelaversionecompleta(dettagliata)siestendesuquattrolivelli. Icodicidelledueversionisonocorrispondenti,elaversioneridottapuòessereintegratanellaversionecompleta. Ogniindividuopuòavereunaseriedicodiciaciascunlivello.Questipossonoessereindipendentiocorrelati. Icodicidell’ICFsonocompletiesclusivamenteinpresenzadiunqualificatore,cheindical’estensionediunlivellodisalute(ades.,gravitàdelproblema). Iqualificatorisonocodificaticomeuno,dueopiùnumeridopoilpunto(oseparatore). L’usodiuncodicedovrebbeessereaccompagnatodaalmenounqualificatore.Senzaqualificatoriicodicinonhannoalcunsignificatointrinseco. Tutteetrelecomponenticlassificatenell’ICF(FunzionieStruttureCorporee,AttivitàePartecipazione,eFattoriAmbientali)sonoquantificateusandolastessascala.Avereunproblemapuòsignificareunamenomazione,unalimitazione,unarestrizioneounabarrieraasecondadelcostrutto.
  • 20. L’assegnazione dei valori numerici Quandovienespecificato«nessunproblema»o«problemacompleto»lacodificahaunmarginedierroredel5%. «Problemamedio»vienedefinitocomemetàdeltempoometàdellascaladidifficoltàtotale. Lepercentualidevonoesserecalibrateneidiversidominirispettoallanormaespressainvalorepercentile. xxx.0NESSUNproblema(assente,trascurabile...)0-4% xxx.1problemaLIEVE(leggero,piccolo...)5-24% xxx.2problemaMEDIO(moderato,discreto...)25-49% xxx.3problemaGRAVE(notevole,estremo...)50-95% xxx.4problemaCOMPLETO(totale...)96-100% xxx.8nonspecificato xxx.9nonapplicabile
  • 21. I valori dei fattori ambientali Nelcasodeifattoriambientali,ilprimoqualificatorepuòessereutilizzatoperindicaresial’influenzapositivanell’ambiente,ovverodifacilitatori,sial’influenzanegativa,ovverobarriere. «Abitualmenteparlandodibarrieresièsolitipensareaostacoliditipofisico(lecosiddettebarrierearchitettoniche);ataliostacolipiùfacilmenteevidenziabiliseneaggiungonoaltri,chepossonosfuggireadunaprimavalutazione,ossialebarrierepsicologicheelebarrieresociali».1 Siaifacilitatorichelebarriereutilizzanolastessascala0-4,maneifacilitatoriilpuntodecimalevienesostituitodalsegno+:adesempioe110+2(Prodottiosostanzeperilconsumopersonale+2). IFattoriAmbientalipossonoesserecodificati(a)individualmenteinrelazioneadognicostruttoo(b)ingenerale,senzariferimentoadalcuncostruttoparticolare.Laprimaopzioneèpreferibile,datocheidentificapiùchiaramentel’impatto. [1] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
  • 22. Riassumendo i qualificatori4 Componenti Primo qualificatore Secondo qualificatore Terzo qualificatore Funzioni Corporee (b) Qualificatoregenericoconsignificatonegativousatoperindicareilgradool’entitàdiunamenomazione Esempio:b167.3perindicareunagravemenomazionerelativaaspecifichefunzionidellinguaggio Nessuno Nessuno Strutture Corporee (s) Qualificatoregenericoconsignificatonegativousatoperindicareilgradool’entitàdiunamenomazione Esempio:s730.3perindicareunagravemenomazionedell’artosuperiore Usatoperindicarelanaturadelcambiamento nellarelativastrutturacorporea: 0nessuncambiamentonellastruttura 1assenzatotale 2assenzaparziale 3parteineccesso 4dimensionianormali 5discontinuità 6posizionedeviante 7cambiamentiqualitativinellastruttura, inclusol’accumulodifluidi 8nonspecificato 9nonapplicabile Esempio:s730.32perindicarelaparzialeassenzadell’artosuperiore Localizzazione 0piùdiunaregione 1destra 2sinistra 3entrambiilati 4frontale 5dorsale 6prossimale 7distale Attività e Partecipazione (d) Performance Qualificatoregenerico Problemanell’ambienteattualedellapersona Esempio:d5101.1_perindicarelievedifficoltànelfarsiilbagnoconl’usodiausilichesonodisponibiliperlapersonanelsuoambienteattuale Capacità Qualificatoregenerico Limitazionesenzaassistenza Esempio:d5101._2perindicaremediadifficoltànelfarsiilbagno;implicachec’èunadifficoltàmediasenzal’usodiausilioassistenzapersonale Nessuno Fattori Ambientali (e) Qualificatoregenericoconsignificatonegativoepositivoperindicarerispettivamentel’entitàdellebarriereodeifacilitatori Esempio:e130.2perindicarecheiprodottiperl’istruzionesonounabarrieramedia.Viceversa, e130+2indicherebbecheiprodottiperl’istruzionesonounfacilitatoremedio. Nessuno Nessuno [4] Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
  • 23. Che cosa dice? Gliadolescenticambiano,perchésonoinetàevolutiva.L’usodell’ICFpresupponesiaun’adeguataconoscenzadeicambiamentinelfunzionamentochesiassocianoallacrescitaeallosviluppo,sialacapacitàdidistinguerefraicambiamentievolutivicherientranonellagammadellanormalitàequelliatipici. Èimportantericonoscerechela«normalità»,dipendentedall’etàecomprendereciòcheè«funzionamentonormale»aundatomomentoeilsuoruolodimediazionesull’ambientedibambinieadolescenti. L’unitàdiclassificazionenell’ICF-CYnonèunadiagnosimaunprofilodifunzionamento. Scopodell’ICF-CYèdescriverelanaturaelagravitàdellelimitazionidelfunzionamentoeifattoriambientalicheinfluisconosutalefunzionamento. L’assegnazionedeicodicideveesserebasatasumisurazionidirette, osservazioni,colloquie/ogiudiziprofessionaliappropriatiemirati. Nelladescrizionediattivitàepartecipazionel’ICFdistinguetraperformance(quellochel’individuofanelsuoambienteattuale)ecapacità(l’abilitàdiunapersonainassenzadibarriereofacilitatori).
  • 24. L’assegnazione delle voci 1)Identificareleinformazionidisponibiliperlacodifica(RiguardanoildominiodelleFunzioniCorporee,delleStruttureCorporee,dell’Attività/PartecipazioneodeiFattoriAmbientali?) 2)Individuareilcapitolo(codiceaquattrocaratteri)neldominioappropriato. 3)Leggereladescrizionedelcodicealfanumericoaquattrocaratteriaciascunlivelloeprestareattenzioneallenoteannessealladescrizione. 4)Esaminareattentamenteleinclusionioleesclusionirelativealcodice. 5)Stabilireseleinformazionidacodificaresonocoerenticonillivelloaquattrocaratteriosesiameglioesaminareunadescrizionepiùdettagliataalivellodicodiceacinqueoseicaratteri. 6)Passareallivellodicodicechecorrispondepiùstrettamentealleinformazionidacodificare. Esaminareattentamenteladescrizioneeogninotadiinclusioneoesclusionerelativaalcodice. 7)Scegliereilcodiceedesaminareleinformazionidisponibiliperassegnareunvalorealqualificatoreuniversalechedefiniscal’entitàdellamenomazionedellefunzioniestrutturecorporee,dellalimitazionedell’attività,dellarestrizioneallapartecipazione(da0=nessunamenomazione/difficoltàa4=menomazione/difficoltàcompleta),odellabarrieraambientale(da0=nessunabarrieraa4=barrieracompleta)odelfacilitatoreambientale(da0=nessunfacilitatorea+4=facilitatorecompleto). 8)Assegnareilcodiceconilqualificatorediprimo,secondo,terzooquartolivelloasecondadellecomponenti.Adesempio,d115.2(difficoltàmoderatanell’ascoltare). 9)Ripetereipassi1-8perciascunamanifestazionedifunzionamentoodisabilitàrilevanteperlacodificalàdovesipossiedonoinformazioni. 10)Genitorieutentipossonopartecipareall’operazione,madovrebberofarloprimacheilprofessionista,oilteamdiprofessionisti,abbiafornitolevalutazionicompleteeicodici.
  • 25. Puntualizzazioni 1)InriferimentoalledefinizionidegliaspettinegatividelleFunzioniCorporee, delleStruttureCorporeeedell’Attività/Partecipazione,èstatoaggiuntoiltermine«ritardo»perindicareilfattocheunproblemainunodiquestidominipuòancheessereilriflessodiunosfasamentonellosviluppo. 2)Inunaconvenzionecorrelata,ilconcettodiritardoindicailivellidelqualificatoreda0=«nessunritardo»a4=«ritardocompleto». 3)Usarel’ICFpotrebbeesseremoltocomplesso:alsecondolivellocontiene362codici,chediventano1424alterzoequartolivello. 4)L’ICFèstrutturatoconunaparteintroduttiva,seguitadaisuoiquattrocomponenti,mahaancheallafineunospazioapertoperdescrivereifattoripersonalichenonsonoparteintegrantedelladescrizionedelcontesto,perchésenzacodificazione.
  • 26. Il punto di partenza: l’osservazione Ledescrizioniqualitativebasatesull’osservazionedirettapossonoessereutiliasupportarel’evidenzanelleareedifunzionamentoincuiglistrumentidiassessmentnonsonodisponibilioappropriati. Unodeiprincipaliobiettividell’ICFedell’ICF-CYèdicoinvolgeregliintervistatinelladefinizionedellanaturaedell’entitàdelfunzionamentonellorocontestoambientale.Ciòèparticolarmenteimportantenellacodificadellapartecipazione. Ognivoltacheèpossibile,conibambiniegliadolescenti,bisognerebbeutilizzareilcolloquiool’intervista. Lebasiempiricheperlacodificasipossonobasaresulgiudizioprofessionaleesuvariefontidiinformazioni,comedocumentazioni, osservazioniealtreformedicontattoconlapersona. IlPracticeGuidelineforPsychiatricEvaluationofAdults(1995),sviluppatodall’AmericanPsychologicalAssociationedestinatoall’utilizzoincontesticlinici,fornisceindicazioniesaustivesullanaturadelleinformazioninecessarieperl’assegnazionedeicodiciinognunodeidomini.
  • 27. Un esempio: l’alunno Descrizionedell’alunno. Èunragazzocolpitodasorditàcongenitachemanifestaspessoatteggiamentiinfantilieingenuichelorendonooggettodischernodapartedeicompagni.Nonpresentaparticolariprobleminelladidattica,mapocaautonomiaegrandedipendenzadagliadulti.Faticamoltissimoamantenerelaconcentrazione,tendeadaccentrarel’attenzionesudisé,faticanellostudioedhabisognodiausiliperilcalcolo. Tendeadisolarsioppureacompieregestiinmodoimpulsivo,spessospintodalbisognoimmediato,senzaadattarel’atteggiamentoalcontestoincuièinserito.Habisognodiesserecostantementeguidatoneicompiti,nonpercarenzadicapacità,maperbisognocontinuodiconferme. Ilpapàdelragazzotendeadessereconluimoltoduro,forseunpo’troppoaggressivo, mentrelamadrecercadigiustificarloediproteggerlo.Nonèbeninseritoall’internodellaclasse.Avolteprovocavolutamenteicompagnipurdisentirsipartedelgruppo. Acasaèmoltointroverso,magestisce“strategicamente”lerelazioniall’internodelproprioambientefamiliare.Particolarmentesuscettibileesensibileallecritichetendeacogliereogniosservazionesuquantodaluisvoltocomeunacriticaoun’osservazionesullapropriapersona. Focalizzalapropriaattenzionesuiparticolariosutematichespecifichedisuointeresse, speciedurantel’attivitàdidattica.Cercalasfida,comegioco,anchenelproprioambientefamiliare.
  • 28. Un esempio: la classe Descrizione della classe. Laclasserisultacompostada25allievi:7maschie18femmine.Settesonoglistudentistranieri.SonoragazzichevivonoinItaliadaparecchianniequindinonmostranoalcunproblemanéconlalinguaitaliana,nédiintegrazione.Nelcomplessogliallievidenotanounacondizionedisocializzazionebuona, riuscendoadinteragiretraloroinmodopositivo. Vannoperòevidenziatemoltedifficoltànelrispettodelleregole,condivisenellafased’accoglienzatrainsegnantieallievi,enellatenutacomplessivadellivellodipartecipazioneallelezioni.Illivellomotivazionalerispettoallasceltaformativaènellaquasitotalitàdellaclassebasso. Un’allieva,puravendounasituazionefamiliaredifficilesidimostraentusiastaesiinserisceconfacilitànelgruppoclasse.Unalunnonondimostraalcuninteresseperilpercorsoscolasticoscelto,nonpartecipa, tendeanonrispettareleregoleequandosiconfrontaconinsegnanti,tutorecoordinatoreaffermadivenireascuolasoloperchénonvuoleandarealavorare. Cisonodiversepersonechenonlavoranoenonstudiano,nonportanoilmaterialeenonseguonolelezioni.C’è,invece,ungruppodisei–setteragazzechesiimpegnainmodoottimo,conunlivellosuperioreallamedia. Sonostatiinseritedueripetenticonproblemicomportali,diprovenienzastraniera,un’alunnaalbanese, eunalunnodiprovenienzaTunisina.E’statainseritaanchealunnaripetenteprovenientedaunaltrocentrodiformazioneprofessionaleeun’altraallieva,ripetente,provenientedaunistitutotecnicoperragionieri. Sisegnalanoduealunnimoltoproblematici.Vièun’alunnaagliarrestidomiciliari,seguitadagliassistentisociali,conunasituazionefamiliaremoltodifficile.Cisono,inoltre,trealunnichehannogravilacunepregresseenonsonointeressatiaseguireilpercorsoscolasticointrapreso.Quattroallieve,purconbuonirisultati,nonsonointeressatealcorsodistudiintrapreso,mavorrebberocambiareindirizzodistudi.
  • 29. Un esempio: griglia per la valutazione funzionale, nell’ambito ICF. b140.3(FUNZIONIDELL’ATTENZIONE–l’allievoèingradodiprestareattenzionepertuttaladuratadiuncompito)L’alunnononèingradodiprestarelanecessariaattenzioneall’esecuzionedelcompito;inpresenzadipiùstimolinonèingradodiorientarelasuaattenzioneversoquellichesonofunzionaliall’esecuzionedelcompito,senoninpresenzadistimoliripetuti. d150.2(CALCOLARE–l’allievoèingradodicomputareconnumeri,attraversol’addizione, lasottrazione,lamoltiplicazioneeladivisione)Èingradodieffettuarelequattrooperazioniconl’usoautonomodiunausilio. d210.2(INTRAPRENDEREUNCOMPITOAUTONOMO–eseguireuncompitoconunoopiùcomponentiimportantisenzaassistenza)Uncompitocomplessoconguida. d230.1(GESTIREILPROPRIOTEMPOELEATTIVITÀ–compiereazioniocomportamentipergestireiltempoeleenergierichiestedalleincombenzequotidiane)Habisognodiuninputiniziale. d710.3(INTERAZIONIINTERPERSONALISEMPLICI–interagireconlepersoneinmodocontestualmenteesocialmenteadeguato)Mostralievidifficoltànell’interagireadeguatamenteconicompagni,ancheipiùprossimi,edifficoltàprofondenellerelazionicongliestranei.
  • 30. Un esempio: Aree di difficoltà, di facilitazione e di intervento, nell’ambito ICF FUNZIONI CORPOREE b122.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni psicosociali globali) b125.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni e attitudini intrapersonali) b126.2 (FUNZIONI MENTALI –funzioni del temperamento e della personalità) b140.3 (FUNZIONI MENTALI –funzioni dell’attenzione) b152.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni emozionali) b156.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni percettive) b180.1 (FUNZIONI MENTALI –funzioni dell’esperienza del sé e del tempo) b230.3 (FUNZIONI SENSORIALI E DOLORE –funzioni uditive) STRUTTURE CORPOREE s260.2 (OCCHIO, ORECCHIO E STRUTTURE CORRELATE –struttura dell’orecchio interno)
  • 31. Un esempio: Aree di difficoltà, di facilitazione e di intervento, nell’ambito ICF ATTIVITÀ A PARTECIPAZIONE d115.2 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (ESPERIENZE SENSORIALI INTENZIONALI) – ascoltare) d150.2 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (APPRENDIMENTO DI BASE) –imparare a calcolare) d160.2 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE) – focalizzare l’attenzione) d175.1 (APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE (APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE) – risoluzione di problemi) d210.2 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –intraprendere un compito singolo) d220.2 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –intraprendere compiti articolati) d230.1 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –eseguire la routine quotidiana) d240.1 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –gestire la tensione e altre richieste di tipo psicologico) d250.2 (COMPITI E RICHIESTE GENERALI –controllare il proprio comportamento) d310.1 (COMUNICAZIONE –comunicare con (ricevere) messaggi verbali) d571.1 (CURA DELLA PROPRIA PERSONA –badare alla propria sicurezza)E STRUTTURE CORRELATE – struttura dell’orecchio interno)
  • 32. Un esempio: Aree di difficoltà, di facilitazione e di intervento, nell’ambito ICF FATTORI CONTESTUALI PERSONALI d710.3 (INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI –interazioni interpersonali semplici) d760+1 (INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI –relazioni familiari) FATTORI CONTESTUALI AMBIENTALI d825+2 (AREE DI VITA PRINCIPALI –formazione professionale) d880+1 (VITA ECONOMICA –coinvolgimento nel gioco) d750.2 (INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI –relazioni sociali informali)
  • 33. Riassumendo5 L’ICF–CYhaun’applicazioneuniversale:riguardatuttelepersone,nonsoloquellecondisabilità,perchéconsiderailfunzionamentoumanoelesuerestrizioni.Siriferisceatuttigliaspettidellasalutedell’uomo. Lediversedimensionisonoconsideratenellalorointerazionereciprocaenonsonopiùcollegateinmodounidirezionale.Nonsoloilfunzionamentoincidesuattivitàepartecipazione,mavaleancheilviceversa. Ilcontesto,intesocomeinsiemedifattoriambientali(ambientedomestico, strutturesocialiformaliedinformali,sistemiculturali)epersonali(backgroundpersonaledegliindividui),interagisceatuttiilivelli,enonsoloneldeterminareiproblemidipartecipazioneallavitasociale.Siriconoscel’influenzadinamicadelcontestonelladefinizionestessadelladisabilitàenellasuaevoluzione. Consenteunadiagnosifunzionalecheabbiacaratterecontestualizzato, sistemico,prognosticoecheinterpretilasituazioneattualedelsoggettoinfunzionedellasuastoria. [5]Zanobini M., Usai M. C. , «Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e di intervento», ed. Franco Angeli, Milano
  • 34. Conclusioni6 L’ICFproponeunmodelloconcettualecheenfatizzalanozione «universale»difunzionamentocomefondamentodellostatodisalute. Lepersone«funzionano»sempreecomunquefinchésonoinvita,entranoinrelazioneconilproprioambiente,cheèfattodialtrepersone,dicostruzioni,edificietecnologie,inpartevisiadattanoeinpartelomodificano. Pertutti,malatiosanichesiano,ilcontestodivitaèessenziale. Lepersoneconmenomazionipossonotrovarenelproprioambientesostegnooppurebarriere.Questainterazioneconl’ambiente,piùancoradelladiagnosi,ètalvoltacentralepercapirequaliopportunitàlapersonapotràavereadisposizioneper«fiorire»,comescrivono,conunabellaespressioneiteoricidella«capability». [6]De Polo G., PradalM., BortolotS., «ICF-CY nei servizi per la disabilità. Indicazioni di metodo e prassi per l’inclusione», ed. Franco Angeli, Milano
  • 35. Riferimenti bibliografici OMSOrganizzazioneMondialedellaSanità,«ICF,ClassificazioneInternazionaledelFunzionamento,dellaDisabilitàedellaSalute»,ed.Erickson,Trento. OMSOrganizzazioneMondialedellaSanità,«ICFversionebreve,ClassificazioneInternazionaledelFunzionamento,dellaDisabilitàedellaSalute»,ed.Erickson, Trento OMSOrganizzazioneMondialedellaSanità,«ICF-CY,ClassificazioneInternazionaledelFunzionamento,dellaDisabilitàedellaSalute-Versioneperbambinieadolescenti»,ed.Erickson,Trento. CroceL.,PatiL.,«ICFascuola.Riflessionipedagogichesulfunzionamentoumano»,ed.LaScuola,Brescia. DePoloG.,PradalM.,BortolotS.,«ICF-CYneiserviziperladisabilità.Indicazionidimetodoeprassiperl’inclusione»,ed.FrancoAngeli,Milano. ZanobiniM.,UsaiM.C.,«Psicologiadelladisabilitàedeidisturbidellosviluppo. Elementidiriabilitazioneediintervento»,ed.FrancoAngeli,Milano(Cap.1).