Rapporto Attività 2013
2 Rapporto Attività 2013 
SOMMARIO 
LE ATTIVITÀ DEL GESTORE DEI SERVI ZI ENERGETI CI 3 
IL RAPPO RTO IN SINTESI 6 
1 IL CONTESTO NAZIO NALE E INTERNAZIO NALE 11 
1.1 VERSO IL 2030, LE NUOVE PO LITI CHE EUROP EE 12 
1.2 I PROGRESSI DELL’IT ALIA NEL SETTO RE DELLE RINNOVABILI: 
IL SECONDO PROGRESS REPO RT 13 
1.3 LA STRATEGIA ENERGETI CA NAZIO NALE 15 
2 INCENTIV AZIO NE E RITI RO DELL’ENERGIA ELETT RICA 19 
2.1 INTRODUZIO NE 20 
2.2 IL CIP 6/92 22 
2.2.1 RISULTATI NEL PERIO DO 2001-2012 22 
2.2.2 ENERGIA CIP 6 RITI RATA NEL 2013 E ASSEGNAZIO NE DI CAPACITÀ AI CLIENTI FINALI 25 
2.3 IL CONTO ENERGIA 25 
2.3.1 CONTO ENERGIA PER GLI IMPI ANTI FOTOVOLTAICI 26 
2.3.2 CONTO ENERGIA PER GLI IMPI ANTI SOLARI TERMODINAMICI 35 
2.4 I CERTI FICATI VERDI E LE TARIFFE ONNICOMPRENSIV E 37 
2.4.1 QUALIFICA DEGLI IMPI ANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI 37 
2.4.2 CERTI FICATI VERDI 40 
2.4.3 TARIFFE ONNICOMPRENSIV E 49 
2.5 GLI INCENTIVI INTRODOTTI DAL D.M. 6 LUGLIO 2012 52 
2.5.1 I NUOVI MECCANISMI DI INCENTIV AZIO NE 52 
2.5.2 I BANDI PER I REGISTRI E LE ASTE 53 
2.5.3 IMPI ANTI IN ESERCIZIO QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 54 
2.6 IL CONTATORE DELLE FONTI RINNOVABILI ELETT RICHE 
DIV ERSE DAL FOTOVOLTAICO 55 
2.7 I SERVI ZI DI RITI RO DELL’ENERGIA: RITI RO DEDICATO E SCAMBIO SUL PO STO 56 
2.7.1 RITI RO DEDICATO 56 
2.7.2 SCAMBIO SUL PO STO 58 
2.8 IL PROCESSO DI RECUPERO CREDITI 59 
3 GESTIO NE DELL’ENERGIA ELETT RICA 63 
3.1 PARTECIP AZIO NE AL MERCATO ELETT RICO 64 
3.1.1 I MERCATI ELETT RICI IN CUI OP ERA IL GSE 65 
3.1.2 RICAVI DERIV ANTI DALLA VENDIT A DELL’ENERGIA SUL MERCATO 65 
3.1.3 GLI ONERI DI SBILANCIAMENTO 66 
3.1.4 ANDAMENTO DEL PREZZO UNICO NAZIO NALE (PUN) 67 
3.1.5 SERVI ZI DI SUPPO RTO PER L’ACQUISTO DI ENERGIA ELETT RICA SUL MERCATO 68 
3.2 PREVI SIO NE DELLA PRODUZIO NE ELETT RICA E MANCATA PRODUZIO NE EOLICA 68 
3.2.1 PREVI SIO NE DELLA PRODUZIO NE ELETT RICA 68 
3.2.2 PROGETTO METERING SATELLIT ARE 70 
3.2.3 MANCATA PRODUZIO NE EOLICA 71 
3.3 GESTIO NE DELLE MISURE DELL’ENERGIA ELETT RICA 72 
3.3.1 LE ATTIVITÀ RELATIV E ALLE GESTIO NE DELLE MISURE 72 
3.3.2 LA GESTIO NE DELLE MISURE NEL 2013 73 
4 ONERI DI INCENTIV AZIO NE DELL’ENERGIA ELETT RICA 77 
4.1 COSTI PER L’INCENTIV AZIO NE E L’ACQUISTO DELL’ENERGIA ELETT RICA 78 
4.2 RICAVI DELLA VENDIT A DELL’ENERGIA ELETT RICA 79
Rapporto Attività 2013 3 
 
4.3 FABBISOGNO ECONOMICO E GETTITO DELLA COMPO NENTE A3 79 
5 CERTI FICAZIO NE DEGLI IMPI ANTI E DELL’ENERGIA ELETT RICA 83 
5.1 LA GARANZIA DI ORIGINE DA FONTI RINNOVABILI 84 
5.2 LA FUEL MIX DISCLOSURE 85 
6 COGENERAZIO NE, CERTI FICATI BIANCHI E CONTO TERMICO 89 
6.1 LA COGENERAZIO NE 90 
6.2 I CERTI FICATI BIANCHI 93 
6.3 IL CONTO TERMICO 97 
7 IL SISTEMA DI IMMISSIO NE IN CONSUMO DEI BIO CARBURANTI 101 
8 VERIFICHE E ISPEZIO NI SUGLI IMPI ANTI 113 
8.1 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI 115 
8.2 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI FOTOVOLTAICI INCENTIV ATI CON IL CONTO ENERGIA 116 
8.3 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI DI COGENERAZIO NE 
ABBINATA AL TELERISCALDAMENTO 116 
8.4 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI DI COGENERAZIO NE AD ALTO RENDIMENTO 116 
8.5 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI CIP 6/92 E SUGLI IMPI ANTI DI COGENERAZIO NE 117 
9 STOCCAGGIO VI RTUALE DEL GAS NATURALE 119 
10 EMISSIO NI DI GAS SERRA 125 
10.1 EMISSIO NI DI GAS SERRA, IL RUOLO DEL GSE 126 
10.2 EU ETS, COLLOCAMENTO ALL’ASTA DELLE QUOTE DI EMISSIO NE IT ALIANE 126 
10.3 SEGRETERIA TECNICA DEL COMIT ATO ETS: PI CCOLI EMETTITO RI 130 
11 STUDI, STATI STI CHE E SERVI ZI SPECIALISTI CI 133 
11.1 ELABORAZIO NE DI STUDI E RAPPO RTI SPECIALISTI CI 134 
11.2 LE STATI STI CHE SULLE ENERGIE RINNOVABILI 136 
11.3 I SERVI ZI SPECIALISTI CI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIO NE 139 
12 ATTIVITÀ INTERNAZIO NALI E DI SOSTEGNO ALLA FILIERA 143 
12.1 COLLABORAZIO NI NELL’AMBITO DI INIZIATIV E E ORGANIZZAZIO NI 144 
12.2 CONTRIBUTO TECNICO ALLE INIZIATIV E INTERGOVERNATIV E DI SETTO RE 146 
12.3 PARTECIP AZIO NE A PROGETTI 146 
12.4 MONITO RAGGIO DELLE PO LITI CHE EUROP EE E INTERNAZIO NALI 
PER L’ENERGIA E IL CLIMA 147 
12.5 IL PROGETTO CORRENTE 147 
13 ATTIVITÀ INFORMATIV E 155 
13.1 IL CONTACT CENTER DEL GSE 156 
13.2 LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIO NE 161
LE ATTIVITÀ DEL GESTORE 
DEI SERVIZI ENERGETICI 
Rapporto Attività 2013
6 Rapporto Attività 2013 
Le attività del Gestore dei Servizi Energetici 
IL RAPPORTO IN SINTESI 
Il ruolo del Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.A. a servizio del sistema energe-tico 
nazionale è diventato, nel corso degli ultimi anni, sempre più rilevante. Principale 
mission del GSE è la promozione e l’incentivazione delle fonti rinnovabili e dell’effi-cienza 
energetica. 
Obiettivo del presente rapporto è esporre le attività svolte nel corso dell’anno 2013, 
illustrando in maniera puntuale i principali dati relativi ai servizi erogati dalla società. 
Il 2013 ha visto la fine del meccanismo storico dedicato all’incentivazione degli impianti 
fotovoltaici: il 6 luglio, decorsi 30 giorni dal raggiungimento dei 6,7 miliardi di euro del 
costo indicativo cumulato annuo degli incentivi, il Conto Energia ha cessato di applicarsi. 
Grazie a tale sistema di incentivazione sono stati realizzati oltre 550.000 impianti foto-voltaici, 
cui corrisponde una potenza di 17.623 MW. 
Per quanto riguarda gli altri tipi di impianti a fonti rinnovabile, a fine anno ne risultano 
qualificati dal GSE per il rilascio dei Certificati Verdi o delle Tariffe Onnicomprensive, 
in esercizio, oltre 5.200, di cui circa 4.100 di nuova costruzione e i restanti soggetti a 
interventi di rifacimento, potenziamento o riattivazione. Il maggior numero di impianti si 
riferisce alla fonte idraulica, seguita nell’ordine dagli impianti a biogas, eolici e a bioliquidi. 
Oltre 24 milioni di Certificati Verdi sono stati emessi per le produzioni del 2013. Circa 
2.700 impianti hanno avuto accesso al sistema delle Tariffe Onnicomprensive, con una 
remunerazione percepita nel corso dell’anno pari a quasi due miliardi di euro, a fronte di 
una produzione totale di circa 7,5 TWh. 
Per quanto riguarda gli impianti che ancora usufruiscono del meccanismo incenti-vante 
CIP 6, alimentati sia da fonti rinnovabili sia da fonti assimilate, si è registrata a 
fine 2013 una diminuzione nel numero delle convenzioni e della potenza incentivata; 
l’energia ritirata nel 2013 è risultata pari a quasi 16 TWh, oltre 6 TWh in meno rispetto 
all’anno precedente. 
Nel 2012, con il D.M. 6 luglio, sono stati introdotti i nuovi meccanismi di incentivazione 
delle fonti rinnovabili diverse da quella solare. A fine 2013 la gestione dei nuovi mecca-nismi 
di sostegno è oramai pienamente operativa: le richieste pervenute al GSE nel 2013 
per l’iscrizione degli impianti ai registri e alle aste per l’accesso ai nuovi incentivi sono 
state 987, per una potenza complessiva pari a quasi 1.700 MW. 
Nel corso del 2013 il GSE ha gestito quasi 60.000 convenzioni di Ritiro Dedicato, cui è 
corrisposto il ritiro di circa 25 TWh di energia per un controvalore vicino agli 1,8 miliardi 
di euro. A fine 2013 risultano attive circa 390.000 convenzioni per lo Scambio sul Posto, 
per una potenza totale che si aggira sui 3,7 GW. 
Sempre con riferimento al settore elettrico, oltre alla gestione dei meccanismi di incenti-vazione 
e di ritiro dell’energia, il GSE è attivo anche nello svolgimento di altri servizi, quali 
il calcolo della mancata produzione eolica (MPE), la determinazione del mix energetico 
nazionale (Fuel Mix Disclosure), il rilascio delle garanzie di origine da fonti rinnovabili (GO 
e RECS) e da cogenerazione ad altro rendimento (GOc). 
Complessivamente, per quanto riguarda il settore elettrico, nel solo 2013 il GSE ha ge-stito 
oltre 2,6 miliardi di dati di misura. 
Al fine di verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per poter bene-ficiare 
dei diversi meccanismi di incentivazione e promozione, è proseguita nel 2013 
l’attività di controllo del GSE sugli impianti in esercizio e in costruzione. Le verifiche,
7 
Rapporto Attività 2013 Le aiitttvà del Geeorst dei Seiirvz Eceegiinrt 
Il Rapporto in sintesi 
improntate a criteri di trasparenza, affidabilità e non discriminazione, sono state 2.654, 
per una potenza totale di circa 3.760 MW. 
Complessivamente, nel 2013 il GSE ha sostenuto costi per il rilascio degli incentivi e la 
gestione dei servizi per un ammontare pari a circa 15,1 miliardi di euro. I ricavi, derivanti 
principalmente dalla vendita di circa 50 TWh di energia elettrica sul mercato, si sono 
aggirati sui 3,3 miliardi di euro. Ne è risultato un fabbisogno economico netto di circa 
11,8 miliardi di euro. 
Nel 2013 sono anche state avviate le nuove attività del GSE dedicate alla promozione 
dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche: la gestione del Conto Termico (già 
al primo anno di applicazione di questo innovativo schema di incentivazione sono per-venute 
circa 3.200 domande) e dei Certificati Bianchi (ricevute circa 21.700 richieste a 
fronte delle quali sono stati emessi oltre 5,9 milioni di Certificati). Tali attività si sono 
affiancate ad un’altra già gestita dal GSE nel settore dell’efficienza energetica, ovverosia 
il riconoscimento della cogenerazione ad alto rendimento (oltre 900 le richieste CAR 
presentate nel 2013, corrispondenti a quasi 14 GW di potenza). 
A partire dal 2013, inoltre, il GSE gestisce operativamente, a supporto del Ministero 
dello Sviluppo Economico, anche il sistema dell’obbligo di immissione in consumo dei 
biocarburanti per i fornitori di benzina e gasolio. Nel 2013 sono stati rilasciati oltre 1,8 
milioni di Certificati di Immissione in Consumo. 
Nel 2013 il GSE ha continuato a svolgere un ruolo importante per garantire una mag-giore 
concorrenzialità nel mercato del gas naturale, con particolare riferimento ai servizi 
relativi allo stoccaggio virtuale. 
Nell’ambito del sistema europeo dell’Emission Trading, nel 2013 il GSE, in qualità di 
Auctioneer per l’Italia, ha collocato sulla piattaforma d’asta comune quasi 88 milioni di 
quote di emissione valevoli per il periodo 2013-2020, con un ricavo totale pari a circa 
386 milioni di euro da destinare al bilancio dello Stato. 
Secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n. 28/2011, il GSE svolge attività di supporto istitu-zionale, 
conduce studi ed è responsabile del monitoraggio statistico, tecnico, economico, 
occupazionale ed ambientale dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questo contesto, 
ad esempio, nel 2013 è stata redatta la seconda relazione biennale sui progressi compiuti 
per il raggiungimento degli obiettivi sulle fonti rinnovabili (Progress Report), inviata dal 
MiSE alla Commissione Europea. Il GSE svolge, inoltre, attività di supporto specialistico 
in ambito energetico a sostegno delle Pubbliche Amministrazioni. 
Il 2013 è stato un anno particolarmente significativo per il dibattito sulle politiche ener-getiche 
europee, e lo è stato di conseguenza anche per le attività internazionali del GSE 
condotte principalmente a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico: si segna-lano 
ad esempio le collaborazioni nell’ambito di organizzazioni internazionali quali IEA e 
IRENA, la partecipazione a iniziative intergovernative quali l’IP EEC e a progetti finanziati 
dalla Commissione Europea quali la CA-RES. 
Sempre nel 2013, il GSE, con il progetto Corrente, ha proseguito il suo impegno a so-stegno 
della filiera nazionale delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, svol-gendo 
un servizio informativo sulle opportunità di investimento e promuovendo la va-lorizzazione 
delle aziende italiane. 
Il GSE esegue una costante attività di informazione e formazione, come peraltro pre-visto 
dal D.Lg. 28/2011 che gli ha affidato un ruolo centrale in tale ottica. A tale scopo 
si avvale di una pluralità di strumenti: sito web istituzionale, canali social, pubblicazione
8 
Rapporto Attività 2013 Le aiitttvà del Geeorst dei Seiirvz Eceegiinrt 
Il Rapporto in sintesi 
di guide, studi e rapporto tematici, partecipazione a fiere, seminari e corsi di forma-zione 
e, naturalmente, Contact Center, che nel 2013 ha gestito circa 1 milione di richieste 
di informazione. 
In sintesi, il presente rapporto testimonia, anche per il 2013, l’ampiezza e la complessità 
delle attività gestite dal GSE, che rappresenta oramai uno degli attori principali su cui 
sono incentrati la promozione, il monitoraggio e lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle 
energie rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia.
1 
IL CONTESTO NAZIONALE 
E INTERNAZIONALE 
Rapporto Attività 2013
Il Contesto Nazionale e Internazionale 1 
12 Rapporto Attività 2013 
1.1 VERSO IL 2030, LE NUOVE POLITICHE EUROPEE 
Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la sensibilità della comunità internazionale 
verso i temi della sostenibilità ambientale e della sicurezza energetica, sia nei paesi di 
storica industrializzazione sia nei paesi in via di sviluppo. Il settore energetico appare 
cruciale non solo in termini di competitività ma anche in termini di sostenibilità. L’energia 
pesa, infatti, per due terzi delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra. 
L’approssimarsi del 2020, anno per il quale sono stati identificati obiettivi specifici in ma-teria 
di ambiente ed energia, ha reso necessario a livello europeo l’avvio di un intenso dia-logo 
tra istituzioni comunitarie e Stati membri per adottare nuove politiche energetiche. 
Ciò al fine di coniugare le esigenze di tutela ambientale con la costruzione di un quadro 
di sviluppo economico sostenibile che permetta il superamento dell’attuale congiuntura 
di crisi e restituisca nuove prospettive di stabilità e crescita agli investitori europei. 
Nel 2013 la pubblicazione del Libro verde in materia di politica energetica e climatica 
al 2030 ha coinvolto, in un ampio processo di consultazione pubblica, stakeholder isti-tuzionali 
e privati. Al centro del dibattito europeo c’è la definizione di nuovi target per 
rinnovabili, efficienza energetica e gas ad effetto serra, oltre quelli al 2020 definiti dalla 
Commissione europea nel 2008. Obiettivo dell’UE è quello di rispondere, da una parte, 
alla sfida posta dai cambiamenti climatici e, dall’altra, all’esigenza di dover garantire la 
competitività del sistema produttivo attraverso soluzioni economicamente efficienti . 
Come espresso dalle istituzioni comunitarie e dai vari stakeholder nella fase di consulta-zione, 
le soluzioni di politica energetica da adottare dovranno ancora una volta garantire 
la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità, nel lungo periodo, dello scenario di 
riferimento al fine di ridurne l’impatto sul costo degli investimenti. 
Al processo di consultazione del Libro verde ha fatto seguito, a distanza di pochi mesi, l’a-dozione 
della Comunicazione della Commissione sul quadro politico 2030 in materia di 
clima ed energia, volta a rinnovare e innovare il sistema identificato nel 2008, mettendo 
al centro delle scelte europee un sistema energetico sostenibile, competitivo e sicuro, 
capace di ridurre la dipendenza dalle importazioni e di determinare nuove opportunità 
di lavoro. Le soluzioni proposte dalla Commissione vanno verso: 
◦◦ l’adozione di un obiettivo vincolante per la riduzione dei gas serra del 40% ri-spetto 
ai livelli del 1990, con una ridefinizione delle modalità di funzionamento 
del sistema dell’Emission Trading volta a mitigare il problema delle eccedenze di 
quote di CO2 attraverso la costituzione di una riserva per la stabilità del mercato; 
◦◦ la fissazione di un obiettivo vincolante sulle energie rinnovabili, globale per tutta 
l’Unione europea, pari al 27%, per il raggiungimento del quale è lasciata ai singoli 
Stati membri la flessibilità di trasformare il proprio sistema energetico nel modo 
più appropriato a seconda delle esigenze nazionali; 
◦◦ la definizione di un ruolo per l’efficienza energetica, da stabilire a valle della valu-tazione 
dei piani di azione da sviluppare entro la fine del 2014. 
I nuovi obiettivi europei si accompagneranno all’utilizzo di una serie di indicatori per la 
valutazione dei progressi compiuti, tra cui: i differenziali di prezzo dell’energia, la dipen-denza 
dall’estero, lo sviluppo delle interconnessioni. Il quadro descritto sarà accompa-gnato 
dalla costruzione di una nuova governance basata su piani nazionali per un’energia 
più competitiva, sicura e sostenibile, adottati e aggiornati attraverso un processo ite-rativo 
tra istituzioni europee e Stati membri. Su questa proposta della Commissione si 
esprimerà il Consiglio nel prossimo autunno. 
Naturalmente la discussione sugli obiettivi porta con sé anche quella sugli strumenti per 
raggiungerli. In tal senso, particolare rilievo assume, nel 2013, la Comunicazione della
Rapporto Attività 2013 1 Il Contesto Naz ioaeln e In taenrz ioaeln 13 
I progressi dell’Italia nel settore delle rinnovabili: il secondo Progress Report 
Commissione europea relativa all’intervento pubblico per favorire la completa realiz-zazione 
del mercato interno. In questo documento sono identificate due linee di azione. 
La prima linea di azione è improntata verso la definizione di sistemi di incentivazione 
basati sul “principio di necessità e regressione”: il sostegno deve essere limitato solo a 
quelle tecnologie che non riescono ad essere competitive e gli incentivi devono essere 
parametrizzati in modo tale da andare verso la riduzione dei costi di produzione (anche 
al fine di esporre gradualmente le rinnovabili a segnali di prezzo). Per quanto concerne 
la seconda linea di azione, la Commissione europea chiede agli Stati membri la predi-sposizione 
di sistemi di riserva di capacità, per i quali è necessaria in primis un’analisi dei 
proprio mercato e poi l’introduzione di strumenti di flessibilità che tengano conto delle 
tecnologie disponibili, anche con l’obiettivo di facilitare la gestione intelligente delle reti. 
Gli strumenti di supporto predisposti dagli Stati membri devono stimolare la concor-renza 
ed essere, ove possibile, neutrali rispetto alle fonti/tecnologie impiegate. Le Linee 
guida sugli Aiuti di Stato in materia di Ambiente ed Energia, oggetto di un processo 
di consultazione avviato a fine 2013 e conclusosi recentemente con l’adozione della 
Comunicazione della Commissione europea ad aprile 2014, vanno nel solco di tale prin-cipio. 
Le citate Linee guida sono complementari al Regolamento di esenzione per cate-goria 
approvato a fine maggio. 
Globalmente le scelte compiute nel 2013 a livello comunitario hanno ancora una volta sot-tolineato 
la necessità che i meccanismi di incentivazione e le misure volte a favorire il con-seguimento 
degli obiettivi energetici e climatici rispondano ad una logica cost-effecttive e 
non causino alterazione della concorrenza, ovvero la frammentazione del mercato interno. 
A livello europeo la sfida consisterà nel conciliare obiettivi sempre più ambiziosi e stru-menti 
sempre più efficienti e nel solco della concorrenza. È d’altra parte la strada da 
percorrere per proseguire verso la rotta della sostenibilità, cercando di risolvere squilibri 
competitivi interni ed esterni al mercato europeo. 
1.2 I PROGRESSI DELL’ITALIA NEL SETTORE DELLE 
RINNOVABILI: IL SECONDO PROGRESS REPORT 
La Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili ha indivi-duato 
un quadro comune per la produzione e la promozione dell’energia da fonti rinnovabili. 
L’obiettivo globale definito per l’Unione europea (entro il 2020 il 20% del consumo finale 
dell’energia dovrà essere soddisfatto mediante le rinnovabili) è stato declinato in obiettivi 
specifici per ciascun Paese. La Direttiva 28 ha assegnato agli Stati membri il compito di 
definire chiaramente la propria strategia per il raggiungimento dei target attraverso la 
predisposizione, nel 2010, di Piani d’Azione Nazionali (PAN) contenenti indicazioni circa 
l’individuazione degli obiettivi settoriali e le misure previste per raggiungerli. 
A dicembre 2013, così come previsto dalla Direttiva 28, gli Stati membri hanno presentato alla 
Commissione europea la seconda relazione biennale sui progressi compiuti per il raggiun-gimento 
degli obiettivi (Progress Report) con informazioni aggiornate al 31 dicembre 2012. 
Il GSE, come previsto dal D.Lgs. 28/2011, ha elaborato la relazione a supportato del MiSE, 
in continuità con il lavoro di collaborazione già svolto per la predisposizione della prima 
relazione, nel 2011, e del Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili nel 2010. 
Le informazioni contenute nel secondo Progress Report riguardano molteplici aspetti: 
dati statistici sull’energia prodotta e consumata, procedure autorizzative, trasmissione e
14 Rapporto Attività 2013 
1 Il Contesto Naz ionale e In ternaz ionale 
I progressi dell’Italia nel settore delle rinnovabili: il secondo Progress Report 
distribuzione dell’energia elettrica, regimi di sostegno in tutti i settori, disponibilità e uso 
delle biomasse e relazione con i prezzi dei prodotti agricoli, emissioni evitate e altri effetti 
ambientali, meccanismi di cooperazione internazionale, aggiornamento delle previsioni 
di produzione e consumo di energia fino al 2020, ecc. 
Sul tema degli incentivi, il Progress Report fornisce un’analisi dettagliata dei regimi di 
sostegno vigenti nel biennio considerato. La novità maggiore, rispetto alla relazione pre-cedente, 
è rappresentata nel settore elettrico dall’entrata in vigore dei nuovi sistemi 
incentivanti previsti dai due D.M. del 5 e 6 luglio del 2012, caratterizzati da meccanismi 
di controllo delle quantità (registri e aste). Nel settore termico la new entry è invece il 
cosiddetto Conto Termico, introdotto per incentivare i piccoli interventi di efficienza 
energetica e le rinnovabili termiche. I risultati e i costi dei meccanismi incentivanti sono 
illustrati in maniera dettagliata, come richiesto dalla Commissione europea, che ha rite-nuto 
necessario focalizzare l’attenzione non solo sull’efficacia ma anche sull’efficienza 
degli strumenti di sostegno. 
Un altro tema analizzato accuratamente nel documento riguarda il settore delle bio-masse 
a fini energetici: oltre ai dati sulla disponibilità e l’uso delle biomasse, sono 
state fornite dettagliate informazioni sulle variazioni nella destinazione d’uso dei ter-reni 
agricoli e sulle possibili variazioni riscontrate nei prezzi del mercato delle com-modities 
agricole. L’analisi dei dati disponibili suggerisce che i prezzi delle materie 
prime agricole continuano prevalentemente a seguire le oscillazioni provenienti dai 
mercati internazionali. 
Un’importante sezione del Progress Report è dedicata, inoltre, alla stima, effettuata se-condo 
l’approccio del Life Cycle Assessment (LCA), delle emissioni evitate di gas a effetto 
serra conseguenti allo sviluppo delle energie rinnovabili. I gas serra contabilizzati com-prendono, 
coerentemente con l’approccio LCA, le emissioni legate alla produzione della 
fonte (upstream), le emissioni relative alla costruzione dell’impianto in cui la fonte ener-getica 
viene utilizzata (quando significative) e le emissioni durante l’utilizzo (ad esempio 
la combustione) della fonte stessa per produrre energia elettrica, calore o energia per i 
trasporti. La diffusione delle rinnovabili nei settori elettricità, riscaldamento e trasporti 
ha comportato una crescente riduzione di emissioni di gas climalteranti in Italia negli 
ultimi anni: da 56 milioni di tonnellate di CO2eq evitate nel 2009 a 71 milioni nel 2012, con 
il contributo prevalente proveniente dal settore elettricità. 
Cuore del documento, indispensabile per comprendere il grado di raggiungimento del 
target nazionale, è la parte dedicata ai dati statistici riguardanti l’incidenza dei consumi 
finali di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi totali. In Italia, a fine 2012, il 13,5% 
dei consumi finali di energia è stato coperto grazie alle fonti rinnovabili (l’obiettivo 
previsto per l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE è quello di raggiungere al 2020 il 17%). 
Si tratta certamente di un risultato di rilievo. Il dato è peraltro sensibilmente più elevato 
rispetto alle indicazioni riportate nel PAN, che prevedeva di raggiungere nel 2012 una 
quota percentuale di fonti rinnovabili pari al 9,2%. 
Nel corso del 2012 in Italia sono stati consumati complessivamente 16,8 Mtep di energia 
da fonti rinnovabili: 8 Mtep nel settore elettrico, 7,4 Mtep nel settore termico e 1,4 Mtep 
di energia fornita dai biocarburanti nel settore dei trasporti. Le rinnovabili hanno soddi-sfatto 
il 27,4% dei consumi nazionali di energia elettrica e il 12,8% dei consumi nazionali 
di energia termica. Nei trasporti, applicando le apposite convenzioni definite a livello 
comunitario per l’obiettivo specifico (10% entro il 2020), le rinnovabili hanno coperto 
nel 2012 il 5,8% dei consumi totali settoriali. 
Tali importanti risultati sono stati raggiunti per diverse ragioni: a causa della rilevante 
crescita, negli ultimi anni, delle rinnovabili nel settore elettrico (soprattutto fotovoltaico
Rapporto Attività 2013 1 Il Contesto Naz ioaeln e In taenrz ioaeln 15 
La Strategia Energetica Nazionale 
seguito da eolico e bioenergie), per il contributo significativo delle rinnovabili nel settore 
termico (da imputarsi in particolare alle biomasse e alle pompe di calore), nonché a causa 
della riduzione dei consumi totali di energia che ha interessato l’Italia dal 2005 in poi (i 
consumi sono passati da 138,7 Mtep nel 2005 a 124,1 Mtep nel 2012). 
Anche tenendo in considerazione alcune dei trend che nel corso del 2012 stavano emer-gendo 
(poi descritti nel secondo Progress Report), al fine di costruire una prospettiva di 
medio-lungo periodo per il settore energetico, il Governo italiano ha approvato nel 2013 
la Strategia Energetica Nazionale (SEN), in cui, ad esempio, per le rinnovabili sono stati 
individuati obiettivi anche più ambiziosi di quelli imposti dalla Direttiva 28. Nelle figure 
1 e 2, è possibile confrontare stato dell’arte, obiettivi e trend del PAN e della SEN in 
materia di rinnovabili. 
Figura 1-1 ANDAMENTO DELLA QUOTA COMPLESSIVA DI ENERGIA RINNOVABILE 
Quota complessiva 
di energia rinno-vabile 
13,5% 19% 
17% 
2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 
Figura 1-2 QUOTA DI ENERGIE RINNOVABILI: CONSUMO EFFETTIVO E TARGET 2020 
Dato rilevato – 2012 
Previsioni PAN al 2012 
Obiettivo PAN – 2020 
Obiettivo SEN – 2020 
40% 35~38% 
35% 
30% 
27,4% 
25% 
20% 
15% 
10% 
5% 
0% 
20% 19~20% 
17,1% 17% 
12,8% 13,5% 
10,1% 
10% 
7,7% 9,2% 
5,8% 
20,3% 
4,7% 
26,4% 
Nel marzo 2013, al termine di un ampio processo di consultazione pubblica, è stata 
approvata con Decreto interministeriale Sviluppo Economico-Ambiente (D.M. 8 
marzo 2013), la Strategia Energetica Nazionale ( SEN), primo documento di pro-grammazione 
ed indirizzo settoriale a distanza di oltre venti anni dal primo Piano 
Energetico Nazionale. 
La Strategia, molto attesa dagli operatori del settore, può rappresentare un nodo cruciale per 
la crescita sostenibile del Paese e la modernizzazione del comparto energetico nazionale. 
20% 
15% 
10% 
5% 
0% 
prevista nel 
Secondo Progress 
Report (2013) 
Quota complessiva 
di energia rinnova-bile 
prevista nel 
Piano di Azione 
Nazionale 
(PAN 2010) 
Dati rilevati Previsione della Strategia Energetica Nazionale Target fissato per l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE 
Settore elettrico Settore termico Settore trasporti Totale energia da FER 
1.3 LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE
16 Rapporto Attività 2013 
1 Il Contesto Naz ionale e In ternaz ionale 
La Strategia Energetica Nazionale 
In linea con le prospettive delineate a livello europeo nell’Energy Roadmap al 2050, la 
Strategia Energetica Nazionale contempla un doppio orizzonte temporale: 2020 e 2050. 
La realizzazione della SEN dovrebbe peraltro consentire un graduale superamento degli 
obiettivi europei previsti dal “Pacchetto 20-20-20”. 
Questi i risultati attesi al 2020: 
a) Riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all’ingrosso 
ai livelli europei. È infatti stimato possibile un risparmio di circa 9 Mld € l’anno 
sulla bolletta nazionale di elettricità e gas come differenza tra 13,5 Mld € di ri-sparmi 
e circa 4-5 Mld € di costi addizionali rispetto al 2012. 
b) Superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei al 2020. Sono incluse: la 
riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005 (obiettivo europeo 
18%), la riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale 
(obiettivo europeo 20%) e il raggiungimento del 19-20% di incidenza dell’energia 
rinnovabile sui consumi finali lordi (obiettivo europeo 17%). Ci si attende, inoltre, 
che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico al pari del gas con 
un’incidenza del 35-38%. 
c) Maggiore sicurezza, minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore fles-sibilità 
del sistema. È prevista una riduzione della fattura energetica estera di circa 
14 Mld € l’anno, con la riduzione dall’84% al 67% della dipendenza dall’estero. Ciò 
equivale a circa l’1% di PI L addizionale e, ai valori attuali, è sufficiente a riportare 
in attivo la bilancia dei pagamenti. 
d) Impatto positivo sulla crescita economica grazie ai circa 170-180 miliardi di euro 
di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e 
efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassifica-tori, 
stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, solo in parte 
supportati da incentivi, e con notevole impatto in termini di competitività e so-stenibilità 
del sistema. 
Per il raggiungimento di questi obiettivi la strategia si articola in sette priorità con spe-cifiche 
misure: 
1. promozione dell’efficienza energetica; 
2. promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa con prezzi 
ad essa allineati, con l’opportunità di diventare il principale hub sud-europeo; 
3. sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali si intende superare gli 
obiettivi europei contenendo al contempo l’onere in bolletta; 
4. sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, effi-ciente, 
con prezzi competitivi con l’Europa e in cui sia gradualmente integrata la 
produzione rinnovabile; 
5. ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei car-buranti, 
verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e 
qualità del servizio; 
6. sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti be-nefici 
economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard interna-zionali 
in termini di sicurezza e tutela ambientale; 
7. modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere 
più efficaci e più efficienti i processi decisionali. 
In aggiunta alle priorità descritte, in un’ottica di più lungo periodo, la Strategia Energetica 
Nazionale propone e accentua l’importanza di azioni a sostegno delle attività di ricerca 
e sviluppo tecnologico, funzionali in particolare all’incremento dell’efficienza energetica, 
delle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili.
Rapporto Attività 2013 1 Il Contesto Naz ioaeln e In taenrz ioaeln 17 
La Strategia Energetica Nazionale 
La Strategia Energetica Nazionale così delineata mira, in linea con il contesto e gli obiet-tivi 
europei, a far evolvere il quadro energetico nazionale attuale, investendo in un’eco-nomia 
“decarbonizzata” in grado di trasformare i fattori economici di svantaggio compe-titivo 
in punti di forza per lo sviluppo del Paese.
2 
INCENTIVAZIONE 
E RITI RO DELL’ENERGIA ELETT RICA 
Rapporto Attività 2013
Incen tivaz ione e Ritiro dell ’Energ ia Ele ttrica 2 
20 Rapporto Attività 2013 
2.1 INTRODUZIONE 
I meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica gestiti dal GSE nel corso 
del 2013 sono stati molteplici. In questo paragrafo introduttivo, al fine di fornire uno 
sguardo d’insieme, essi vengono descritti sinteticamente. Nei successivi paragrafi ad ogni 
meccanismo è dedicata un’ampia trattazione, contenente anche i risultati più significativi 
delle attività ad essi correlate. 
MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE 
CIP6/92 
È un meccanismo di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e 
da fonti assimilate alle rinnovabili, consistente in una forma di remunerazione ammini-strata 
dell’energia attraverso una tariffa incentivante il cui valore è aggiornato nel tempo. 
Concettualmente si può inquadrare come una tipologia di Tariffa Onnicomprensiva 
poiché la remunerazione riconosciuta include implicitamente sia una componente in-centivante 
sia una componente di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete. 
Attualmente non è più possibile accedere a questo meccanismo. Esso continua, tuttavia, 
ad avere effetti nei confronti di quegli impianti che hanno sottoscritto l’apposita conven-zione 
durante la vigenza del provvedimento. 
CONTO ENERGIA (CE) 
È il meccanismo di incentivazione dedicato agli impianti solari fotovoltaici e solari 
termodinamici. Per entrambe le tipologie di impianti il meccanismo consisteva origi-nariamente 
in un premio incentivante fisso erogato sulla base dell’energia prodotta, 
cui il produttore poteva associare una seconda voce di ricavo derivante dalla valoriz-zazione 
dell’energia. Nel caso degli impianti fotovoltaici questo schema è stato rivisto 
dall’ultimo provvedimento di incentivazione, il quinto Conto Energia (D.M. 5/7/2012), 
in virtù del quale l’incentivo è corrisposto sulla quota di energia prodotta autoconsu-mata 
(premio incentivante) e sulla quota di energia prodotta immessa in rete (su tale 
quota l’incentivo assume la forma di una Tariffa Onnicomprensiva per impianti fino a 1 
MW di potenza ed è invece pari alla differenza tra una tariffa di riferimento e il prezzo 
zonale orario nel caso di impianti sopra il MW). Il quinto Conto Energia ha cessato di 
applicarsi il 6 luglio 2013, ovverosia decorsi 30 giorni dalla data di raggiungimento di 
un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6,7 miliardi di euro, comunicata 
dall’AEEGSI[1] con la deliberazione 250/2013/R/EFR. 
CERTIFICATI VERDI (CV) 
I Certificati Verdi sono titoli attribuiti in misura proporzionale all’energia prodotta da im-pianti 
a fonti rinnovabili e da impianti cogenerativi abbinati al teleriscaldamento entrati 
in esercizio entro il 31 dicembre 2012 ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. n. 28/2011. 
Il numero di CV spettanti è differente a seconda del tipo di fonte e di intervento im-piantistico 
realizzato (nuova costruzione, potenziamento, rifacimento totale o parziale, 
riattivazione). I produttori da fonti rinnovabili possono vendere i Certificati Verdi acquisiti, 
realizzando così un introito aggiuntivo a quello dato dalla remunerazione dell’energia 
elettrica prodotta. La domanda sul mercato dei CV si basa sull’obbligo, posto in capo a 
soggetti produttori e importatori di energia elettrica da fonti convenzionali, di immettere 
nel sistema elettrico una determinata quota di produzione di energia da fonti rinnova-bili. 
I soggetti obbligati assolvono a tale obbligo dimostrando di essere in possesso del 
corrispondente numero di CV. 
TARIFFE ONNICOMPRENSIVE (TO) 
Si tratta di tariffe fisse di ritiro dell’energia elettrica immessa in rete il cui valore include sia 
la componente incentivante sia la componente di vendita dell’energia elettrica immessa 
[1] AEEGSI, Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 21 
Introduzione 
Rapporto Attività 2013 
in rete. Fino all’emanazione degli ultimi provvedimenti di incentivazione del fotovoltaico 
(D.M. 5/7/2012) e delle altre fonti rinnovabili (D.M. 6/7/2012), che hanno previsto delle 
TO per gli impianti di piccole dimensioni, parlando di Tariffe Onnicomprensive ci si riferiva 
essenzialmente a quelle introdotte dalla L. 244/2007 e regolate dal D.M. 18/12/2008, 
riservate agli impianti con potenza fino a 1 MW (200 kW per gli impianti eolici) entrati 
in esercizio entro il 31 dicembre 2012. 
INCENTIVI D.M. 6/7/2012 
Il D.M. 6 luglio 2012 ha stabilito le nuove modalità di incentivazione della produ-zione 
di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, diverse da quella 
fotovoltaica, entrati in esercizio dopo il 1º gennaio 2013. Gli impianti sono incen-tivati 
sulla base dell’energia immessa in rete: quelli fino a 1 MW con delle Tariffe 
Onnicomprensive; quelli oltre il MW con un incentivo pari alla differenza tra una 
tariffa di riferimento e il prezzo zonale orario dell’energia. A seconda della potenza 
degli impianti, l’accesso agli incentivi è soggetto all’iscrizione degli impianti a registri 
o alla partecipazione ad aste competitive oppure, in particolare nel caso degli impianti 
più piccoli, è libero. 
SERVIZI DI RITIRO DELL’ENERGIA ELETTRICA 
RITIRO DEDICATO (RID) 
Il Ritiro Dedicato rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produttori 
per il collocamento sul mercato dell’energia elettrica immessa in rete. Essa consiste nella 
cessione al GSE, e nella conseguente remunerazione, dell’energia elettrica immessa in 
rete e dei relativi corrispettivi per l’utilizzo della rete. Sono ammessi al regime di Ritiro 
Dedicato gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA o di potenza qualsiasi se alimentati 
da energia solare, eolica, maremotrice, del moto ondoso, geotermica, idraulica limita-tamente 
alle unità ad acqua fluente o da altre fonti rinnovabili se nelle titolarità di un 
autoproduttore. L’accesso al RID è alternativo agli incentivi riconosciuti ai sensi dei D.M. 
5/7/2012 e D.M. 6/7/2012. 
SCAMBIO SUL POSTO (SSP) 
Lo SSP fornisce all’utente, che abbia un impianto di produzione di energia elettrica, un 
ristoro della spesa per l’acquisto dell’energia elettrica consumata, in base al valore dell’e-nergia 
prodotta e immessa in rete dall’impianto. Hanno potuto accedere allo SSP gli 
impianti alimentati da fonti rinnovabili e quelli di Cogenerazione ad Alto Rendimento di 
potenza fino a 200 kW. L’accesso a tale meccanismo è alternativo agli incentivi ricono-sciuti 
ai sensi dei D.M. 5/7/2012 e D.M. 6/7/2012. 
I meccanismi descritti sono illustrati schematicamente nelle due tabelle che seguono. 
Tabella 2-1 REMUNERAZIONE DEGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI INCENTIVABILI AI SENSI DELLA NORMATIVA PREVIGENTE AL D.M. 5 LUGLIO 2012 
(QUINTO CONTO ENERGIA) E AL D.M. 6 LUGLIO 2012 (NUOVO DECRETO FER ELETTRICHE) 
TIPOLOGIA DI 
IMPIANTO 
MECCANISMO DI 
INCENTIVAZIONE 
PERIODO 
DI INCENTIVAZIONE INCENTIVO VALORIZZAZIONE ENERGIA 
Impianti FER 
(no fonte solare) 
CV 15 anni Vendita CV 
attribuiti all’energia prodotta 
Autoconsumo o libero mercato 
Ritiro Dedicato (1) 
Scambio sul Posto (2) 
TO 
Impianti di piccola taglia (3) 15 anni Tariffe Onnicomprensive di ritiro dell’energia immessa in rete 
Impianti solari 
Conto Energia 
Impianti fotovoltaici 20 anni Tariffe del Conto Energia attribuite 
all’energia prodotta 
Autoconsumo o libero mercato 
Ritiro Dedicato 
Conto Energia 
Impianti solari termodinamici 25 anni 
Tariffe del Conto Energia attribuite 
all’energia prodotta esclusivamente 
per la parte solare Scambio sul Posto 
(1) Impianti di potenza inferiore a 10 MVA o di qualsiasi potenza nel caso di fonti rinnovabili non programmabili. 
(2) Impianti di potenza fino a 200 kW. 
(3) Impianti di potenza non superiore a 1 MW (200 kW per gli impianti eolici).
22 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il CIP 6/92 
Tabella 2-2 REMUNERAZIONE DEGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI INCENTIVABILI AI SENSI DEL D.M. 5 LUGLIO 2012 (QUINTO CONTO ENERGIA) 
E D.M. 6 LUGLIO 2012 (NUOVO DECRETO FER ELETTRICHE) 
Ai sensi dell’articolo 3, comma 12 del D.Lgs. n. 79/1999, dal 2001 il GSE ritira l’energia 
immessa in rete da diverse tipologie di impianti. 
In relazione al tipo di convenzione, che regola la cessione dell’energia al GSE e la 
corrispondente tariffa riconosciuta, si individuano le seguenti tipologie di im-pianti 
incentivati: 
◦◦ impianti titolari di convenzione di cessione c.d. “destinata” ai quali è riconosciuta 
la tariffa CIP 6/92 ovvero la tariffa prevista dalla Deliberazione AEEGSI n. 81/99 
per gli impianti utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate delle imprese produttrici-distributrici 
soggetti al titolo IV lettera B del provvedimento CIP 6/92; 
◦◦ impianti titolari di convenzione di cessione delle eccedenze di energia elettrica ai 
quali è riconosciuta la tariffa prevista dalla Deliberazione AEEGSI n. 108/97; 
◦◦ impianti idroelettrici con potenza nominale media annua fino a 3 MW titolari di 
convenzione di cessione delle eccedenze di energia elettrica ai quali è riconosciuta 
la tariffa prevista dalla Deliberazione AEEGSI n. 62/02 – ex 82/99 (provvedimento 
in vigore fino al 2004). 
Nella categoria delle fonti definite assimilate (Legge n. 9/1991) ricadono la cogenerazione, 
il calore recuperabile dai fumi di scarico e da impianti termici, elettrici o da processi 
industriali, da impianti che usano gli scarti di lavorazione o di processi e che utilizzano 
fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati. 
2.2.1 RISULTATI NEL PERIODO 2001-2012 
Nel periodo compreso tra il 2001 e il 2012 il GSE ha ritirato un volume complessivo di 
energia pari a circa 530 TWh per un controvalore cumulato di circa 56,7 miliardi di euro 
(ossia una remunerazione media pari a circa 106,5 €/MWh). 
Nel 2001 il costo medio unitario è stato pari a 87,81 €/MWh per un onere complessivo 
di 4.700 milioni di euro. Nel corso degli anni il costo medio unitario di ritiro dell’energia 
è progressivamente cresciuto sia per effetto dell’aggiornamento delle componenti ta-riffarie 
che per la progressiva entrata in esercizio degli impianti a più elevato livello di 
remunerazione (in particolare quelli alimentati a biomasse, biogas e rifiuti ). 
Con riferimento ai costi sotto riportati si rileva che nel corso del 2013 hanno trovato 
applicazione le disposizioni di cui alla deliberazione 553/2013/R/eel e al Decreto del 
TIPOLOGIA DI 
IMPIANTO 
MECCANISMO DI 
INCENTIVAZIONE 
PERIODO 
DI INCENTIVAZIONE INCENTIVO VALORIZZAZIONE ENERGIA 
Impianti FER 
(no fonte solare) 
TO 
Impianti fino a 1 MW Vita media utile convenzionale 
della specifica tipologia di 
impianto 
Tariffa Fissa Onnicomprensiva di ritiro dell’energia immessa in rete 
Incentivo D.M. 6/7/2012 
Impianti oltre 1 MW 
Tariffa di riferimento – 
Prezzo zonale orario 
sull’energia immessa in rete 
Mercato libero 
Impianti solari 
fotovoltaici 
TO 
Impianti fino a 1 MW 
20 anni 
Tariffe Onnicomprensive di ritiro dell’energia immessa in rete 
Energia immessa in rete: Tariffa di 
riferimento – prezzo zonale orario. 
Energia autoconsumata: tariffa premio 
Incentivo D.M. 5/7/2012 Mercato libero 
Impianti oltre 1 MW 
Impianti solari 
termodinamici Conto Energia 25 anni Tariffe attribuite all’energia prodotta 
esclusivamente per la parte solare 
Autoconsumo o libero mercato 
Ritiro Dedicato 
Scambio sul Posto 
2.2 IL CIP6/92
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 23 
Il CIP 6/92 
Rapporto Attività 2013 
Ministro dello Sviluppo Economico del 20 novembre 2012 per effetto delle quali sono 
stati aggiornati i valori del Costo Evitato di Combustibile (CEC) da riconoscere rispetti-vamente 
all’energia ritirata nel 2008 e nel periodo 2010-2012. 
Tabella 2-3 ENERGIA ELETTRICA RITIRATA, EX ART. 3 COMMA 12, D.LGS. N. 79/99, NEL PERIODO 2001-2012 (GWh) 
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 
CIP6/92 e 
Delibera n. 81/99 47.153 49.765 50.361 52.382 50.296 48.339 46.462 41.653 36.207 37.705 26.686 22.436 
Delibera n. 108/97 2.603 1.347 1.140 1.218 966 691 117 54 0 0 0 0 
Delibera n. 62/02 2.769 2.897 2.411 3.064 0 0 0 0 0 0 0 0 
TOTALE 53.525 54.009 53.912 56.664 51.262 49.030 46.579 41.707 36.207 37.705 26.686 22.436 
Tabella 2-4 ENERGIA RITIRATA, EX ART. 3 COMMA 12 D.LGS. N. 79/99, NEL PERIODO 2001-2012, PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (GWh) 
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 
Ai sensi di quanto previsto all’articolo 3, comma 13 del D.Lgs. n. 79/99 il GSE prov-vede 
a collocare sul mercato l’energia ritirata dai produttori incentivati, destinandola 
in parte agli operatori del mercato libero (grossisti, clienti idonei) e in parte al mercato 
vincolato (attraverso Enel S.p.A. fino al 2003 e, successivamente, mediante l’Acqui-rente 
Unico), secondo modalità fissate di anno in anno con Decreto del Ministro dello 
Sviluppo Economico. 
Contribuiscono, pertanto, alla copertura dell’onere sostenuto dal GSE i ricavi derivanti 
dalla vendita dell’energia al mercato e, a partire dal 2003, quelli derivanti dalla vendita 
dei Certificati Verdi di titolarità del GSE (certificati associati alla produzione di impianti 
CIP 6 a fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 1º aprile 1999 e riconosciuti per i primi 
8 anni di esercizio). 
Impianti alimentati a 
combustibili di processo 
o residui o recuperi di 
energia 
16.765 17.936 17.252 18.317 17.138 17.428 17.161 16.236 13.845 16.197 15.071 12.564 
Impianti alimentati a 
combustibili fossili o 
idrocarburi 
24.210 24.366 24.434 25.025 24.182 22.262 21.173 18.043 15.518 15.363 6.736 5.776 
Totale Fonti Assimilate 40.975 42.302 41.686 43.342 41.320 39.690 38.334 34.278 29.363 31.560 21.807 18.340 
76,60% 78,30% 77,30% 76,50% 80,60% 81,00% 82,30% 82,20% 81,10% 83,70% 81,70% 81,70% 
Impianti idroelettrici 7.520 5.820 4.651 5.235 1.746 1.514 703 679 455 175 7 0 
Impianti geotermici 1.781 1.849 2.578 2.012 1.843 1.454 1.237 813 764 283 0 0 
Impianti eolici 1.100 1.271 1.274 1.407 1.201 1.117 1.281 1.153 880 816 465 325 
Impianti solari 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 
Biomasse, biogas e rifiuti 2.149 2.767 3.723 4.694 5.152 5.255 5.025 4.784 4.745 4.871 4.406 3.771 
Totale Fonti Rinnovabili 12.550 11.707 12.226 13.348 9.943 9.340 8.245 7.429 6.844 6.145 4.879 4.096 
23,40% 21,70% 22,70% 23,50% 19,40% 19,00% 17,70% 17,80% 18,90% 16,30% 18,30% 18,30% 
TOTALE 53.525 54.009 53.912 56.690 51.262 49.030 46.579 41.707 36.207 37.705 26.686 22.436 
Tabella 2-5 COSTO DI RITIRO DELL’ENERGIA, EX ART. 3 COMMA 12 D.LGS. N. 79/99, NEL PERIODO 2001-2012, PER TIPOLOGIA DI FONTE 
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 
Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh 
Fonti Assimilate 3.468 84,6 3.380 79,9 3.429 82,3 3.696 85,3 4.044 97,9 4.428 111,5 3.750 97,8 3.957 115,4 2.871 97,8 2.869 90,9 2.306 105,7 2.228 121,5 
Fonti Rinnovabili 1.232 98,1 1.289 110,1 1.538 125,7 1.740 130,3 1.722 173,1 1.771 189,7 1.484 179,9 1.495 201,2 1.256 183,5 1.092 177,8 882 180,7 748 182,6 
TOTALE 4.700 87,8 4.669 86,4 4.967 92,1 5.436 95,9 5.766 112,5 6.199 126,4 5.234 112,4 5.452 130,7 4.127 114 3.961 105,1 3.188 119,5 2.976 132,6
24 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il CIP 6/92 
La parte residua dell’onere, secondo quanto stabilito dallo stesso articolo 3, comma 13 
del D.Lgs. n. 79/99, viene inclusa dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema 
Idrico tra gli oneri di sistema e posta a carico della componente tariffaria A3 che grava 
direttamente sui consumatori finali. 
Viene di seguito evidenziata, anno per anno, la copertura dell’onere sostenuto dal GSE 
per tipologia di fonte e di ricavo. Si specifica a tale proposito quanto segue: 
◦◦ le modalità di vendita dell’energia CIP 6 al mercato non prevedono una differen-ziazione 
tra energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e energia 
prodotta da impianti alimentati da fonti assimilate che, pertanto, vengono collo-cate 
allo stesso prezzo; 
◦◦ ai fini della determinazione dell’esigenza di gettito A3 per singola tipologia di fonte, 
i ricavi derivanti dalla vendita dei Certificati Verdi sono ripartiti tra fonti assimilate 
e fonti rinnovabili proporzionalmente all’energia ritirata dal GSE. 
La quota di onere che deve essere coperta dal gettito della componente tariffaria A3 
ha raggiunto nel 2006 il valore massimo (3.477 milioni di euro), picco derivante dalla 
progressiva crescita della componente di Costo Evitato di Combustibile (CEC), che ha 
incrementato il valore del costo unitario fino a 70,9 €/MWh, al quale non ha fatto seguito 
un pari incremento del ricavo medio unitario derivante dalla vendita dell’energia. Negli 
anni successivi si è registrato invece un ridimensionamento del differenziale tra prezzo 
medio di acquisto e prezzo medio di vendita dell’energia CIP 6, che ha determinato un 
riassestamento del fabbisogno A3 per il CIP 6. 
Si rileva, inoltre, che a partire dall’anno 2006 la quota di ricavo derivante dalla ven-dita 
di Certificati Verdi nella titolarità del GSE si è ridotta significativamente per effetto 
dell’entrata in servizio di nuovi impianti qualificati IAFR e del conseguente incremento 
dell’offerta di Certificati Verdi da parte di operatori privati. 
Tabella 2-6 COPERTURA DELL’ONERE DI RITIRO DELL’ENERGIA, EX ART. 3 COMMA 12, D.LGS. N. 79/99, PERIODO 2001-2012, 
PER TIPOLOGIA DI FONTE E DI RICAVO 
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 
Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh 
FONTI ASSIMILATE 
Costo di 
ritiro energia 3.468 84,6 3.380 79,9 3.429 82,3 3.696 85,3 4.044 97,9 4.428 111,6 3.750 97,8 3.892 113,5 2.871 97,8 2.806 88,9 2.279 104,5 2.228 121,5 
Vendita energia 2.298 56,1 2.124 50,2 2.301 55,2 2.202 50,8 2.165 50 2.200 55,4 2.333 60,9 2.508 73,2 1.998 63,3 2.037 64,6 1613 74 1.444 78,7 
Ricavi vendita CV 152 3,6 125 2,9 82 1,9 3 0,1 
Esigenza gettito A3 1.170 28,6 1.256 29,7 976 23,4 1.369 31,6 1.797 46 2.224 56 1.417 37 1.384 40,4 873 34,4 769 24,4 666 30,5 784 42,7 
FONTI RINNOVABILI 
Costo di 
ritiro energia 1.232 98,2 1.289 110,1 1.538 125,8 1.740 130,3 1.722 173,2 1.771 189,7 1.484 179,9 1.481 199,3 1.256 183,5 1.092 177,8 882 180,7 748 182,6 
Vendita energia 704 56,1 588 50,2 675 55,2 678 50,8 395 50 518 55,4 502 60,9 544 73,2 433 63,3 369 64,6 361 74 322 78,7 
Ricavi vendita CV 45 3,6 39 2,9 15 1,9 1 0,1 
Esigenza gettito A3 528 42,1 701 59,9 818 66,9 1.023 76,6 1.312 121,3 1.253 134,2 982 119,1 937,42 126,2 822 120,2 696 113,2 521 106,8 426 104 
TOTALI 
Costo di 
ritiro energia 4.700 87,8 4.669 86,5 4.967 92,1 5.436 95,7 5.766 112,5 6.199 126,4 5.234 112,4 5.373 128,8 4.127 114 3.898 103,4 3.161 118,4 2.976 132,6 
Vendita energia 3.002 56,1 2.712 50,2 2.976 55,2 2.880 50,8 2.560 50 2.718 55,4 2.835 60,9 3.051 73,2 2.293 63,3 2.434 64,6 1.974 74 1.766 78,7 
Ricavi vendita CV 197 3,6 164 2,9 97 1,9 3 0,1 
Esigenza gettito A3 1.698 31,7 1.957 36,2 1.794 33,3 2.392 42,2 3.109 60,6 3.477 70,9 2.399 51,5 2.322 55,7 1.833 50,6 1.464 38,8 1.187 44,4 1.210 53,9
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 25 
Il Conto Energia 
Rapporto Attività 2013 
2.2.2 ENERGIA CIP6 RITIRATA NEL 2013 
E ASSEGNAZIONE DI CAPACITÀ AI CLIENTI FINALI 
Nel 2013 il GSE ha ritirato dai produttori CIP 6 un volume di energia pari a 15,9 TWh, 
oltre 6 TWh in meno rispetto al 2012. A questo risultato hanno contribuito la naturale 
riduzione di energia associata alla progressiva scadenza delle convenzioni. Esse, infatti, 
sono passate da 104, con una potenza pari a 3.018 MW alla fine del 2012, a 84, con una 
potenza pari a 2.329 MW alla fine del 2013. Complessivamente la riduzione della potenza 
convenzionata è stata pari a 689 MW. 
Si riporta nella tabella seguente il confronto tra l’ammontare della potenza CIP 6 afferente 
alle convenzioni valide al 31 dicembre 2013 e il corrispondente valore del 2012 con la 
suddivisione per tipologia di fonte. 
Tabella 2-7 POTENZA CONTRATTUALE CIP6 E NUMERO DELLE CONVENZIONI VALIDE A FINE 2012 E A FINE 2013 PER TIPOLOGIA DI FONTE 
2012 2013 
POTENZA CONTRATTUALE MW NUMERO CONVENZIONI N. POTENZA CONTRATTUALE MW NUMERO CONVENZIONI N. 
Fonti Assimilate 2.233 11 1.706 6 
Fonti Rinnovabili 785 93 623 78 
TOTALE 3.018 104 2.329 84 
Nella tabella successiva è riportato l’ammontare dell’energia ritirata dal GSE nel 2013 e 
la corrispondente valorizzazione per tipologia di impianto. 
Tabella 2-8 ACQUISTO DI ENERGIA EX ART. 3, COMMA 12, D.LGS. N. 79/99 NEL 2013 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO ENERGIA INCENTIVATA COSTO DI INCENTIVAZIONE COSTO SPECIFICO DI 
INCENTIVAZIONE 
GWh MN€ €/MWh 
Impianti alimentati a combustibili di processo o residui o recuperi di energia 9.204 1.089,90 118,4 
Impianti alimentati a combustibili fossili o idrocarburi 3.413 401,3 117,6 
Totale Fonti Assimilate 12.617 1.491,2 118,2 
(79,5%) (71,0%) 
Impianti idroelettrici 0 0 0 
Impianti geotermici 198 22,4 113,1 
Impianti eolici 0 0 0 
Impianti solari 0 0 0 
Biomasse, biogas e rifiuti 3.056 585,5 191,6 
Totale Fonti Rinnovabili 3.254 607,9 186,8 
(20,5%) (29,0%) 
TOTALE 15.871 2.099,1 132,2 
Nel 2013 tutta l’energia ritirata dal GSE è stata collocata sul mercato dell’energia elettrica. 
Diversamente da quanto attuato nel periodo 2005 – 2010, anche per il 2013 non è stata 
prevista dal Ministero dello Sviluppo Economico l’assegnazione della capacità CIP 6, tra-mite 
contratti per differenza, ai clienti idonei del mercato libero e all’Acquirente Unico 
per la fornitura al mercato tutelato. 
2.3 IL CONTO ENERGIA 
Per gli impianti che generano elettricità attraverso la conversione dell’energia solare 
(impianti solari fotovoltaici e impianti solari termodinamici) è stato previsto un sistema 
d’incentivazione specifico denominato Conto Energia.
26 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il Conto Energia 
Nei seguenti paragrafi è sinteticamente descritta l’evoluzione normativa del Conto Energia 
e vengono illustrati i principali risultati dell’incentivazione dell’energia solare nel 2013. 
2.3.1 CONTO ENERGIA PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
QUADRO NORMATIVO 
Il Conto Energia premia con tariffe incentivanti l’energia prodotta dagli impianti fotovol-taici 
per un periodo di venti anni. 
Questo meccanismo, già previsto dal D.Lgs. n. 387/2003, è diventato operativo in se-guito 
all’entrata in vigore dei Decreti attuativi del 28 luglio 2005 e del 6 febbraio 2006 
(primo Conto Energia), emanati dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e dal 
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT M). 
Il primo Conto Energia è stato caratterizzato dalla presenza di una fase preliminare di 
ammissione alle tariffe, dall’esistenza di limiti annuali sulla potenza incentivabile e da 
obblighi, a carico del titolare dell’impianto ammesso all’incentivazione (soggetto respon-sabile), 
derivanti da una serie di adempimenti successivi all’ammissione. 
L’attività svolta dal GSE è consistita nella gestione e nell’esame della documentazione 
inviata dai soggetti responsabili, nel monitoraggio delle scadenze legate agli adempi-menti 
previsti dalla normativa e nella gestione commerciale/amministrativa dell’energia 
prodotta dagli impianti. 
Con l’emanazione del D.M. 19 febbraio 2007 è entrato in vigore il secondo Conto Energia. 
Rispetto alla precedente normativa, sono state introdotte importanti novità, quali: 
◦◦ l’abolizione della fase istruttoria preliminare all’ammissione alle tariffe incenti-vanti, 
sostituita dall’obbligo di far pervenire al GSE la richiesta di riconoscimento 
della tariffa incentivante entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’im-pianto 
fotovoltaico; 
◦◦ l’abolizione del limite annuo di potenza incentivabile, sostituito da un limite mas-simo 
cumulato della potenza incentivabile pari a 1.200 MW; 
◦◦ la differenziazione delle tariffe sulla base del tipo di integrazione architettonica, 
oltre che della taglia dell’impianto; 
◦◦ l’introduzione di un premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente 
dell’energia; 
◦◦ l’abolizione del limite di 1.000 kW quale potenza massima incentivabile per un 
singolo impianto; 
◦◦ nessuna limitazione all’utilizzo della tecnologia fotovoltaica a film sottile. 
Le tre tipologie d’intervento, ai fini del riconoscimento delle tariffe incentivanti, definite 
dal D.M. 19 febbraio 2007, erano: 
◦◦ impianto con integrazione architettonica (moduli che sostituiscono materiale 
da costruzione); 
◦◦ impianto parzialmente integrato (moduli posizionati su edifici o su componenti-stica 
di arredo urbano); 
◦◦ impianto non integrato (moduli ubicati al suolo o allocati con modalità diverse da 
quelle precedenti). 
Le tariffe più elevate previste erano quelle riconosciute ai piccoli impianti domestici 
integrati architettonicamente, mentre le più basse quelle relative ai grandi impianti 
non integrati.
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 27 
Il Conto Energia 
Rapporto Attività 2013 
Successivamente il D.M. 6 agosto 2010 ha dato avvio al terzo Conto Energia, da appli-carsi 
agli impianti entrati in esercizio a partire dal 1º gennaio 2011. 
Gli impianti che potevano usufruire degli incentivi si collocano in quattro speci-fiche 
categorie: 
◦◦ impianti fotovoltaici (suddivisi in impianti “su edifici” o “altri impianti fotovoltaici”); 
◦◦ impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative; 
◦◦ impianti fotovoltaici a concentrazione. 
La Legge n. 129/2010 (cosiddetta “Legge salva Alcoa”) ha stabilito che le tariffe incen-tivanti 
previste per l’anno 2010 dal secondo Conto Energia fossero riconosciute a tutti 
i soggetti che avessero concluso l’installazione dell’impianto fotovoltaico entro il 31 di-cembre 
2010 e che fossero entrati in esercizio entro il 30 giugno 2011. La pubblicazione 
della Legge n. 129/2010 ha dunque di fatto prorogato al 30 giugno 2011 il periodo di 
operatività del secondo Conto Energia, inizialmente destinato a esaurirsi alla fine del 
2010 per effetto dell’entrata in vigore del terzo Conto Energia. 
Per accedere ai benefici della L. n. 129/2010, i soggetti che avevano terminato l’installa-zione 
degli impianti dovevano trasmettere entro il 31 dicembre 2010 all’amministrazione 
competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al GSE, la comunicazione 
asseverata di conclusione dei lavori e di esecuzione degli stessi nel rispetto delle perti-nenti 
normative. 
Dopo l’emanazione del D.Lgs. n. 28/2011, in data 12 maggio 2011, è stato pubblicato 
il D.M. 5 maggio 2011 (quarto Conto Energia) con l’obiettivo di allineare il livello delle 
tariffe all’evoluzione dei costi della tecnologia fotovoltaica e di introdurre un limite di 
costo cumulato annuo degli incentivi, fissato in 6 miliardi di euro. 
Hanno potuto usufruire degli incentivi definiti in questo provvedimento tutti gli impianti 
entrati in esercizio dopo il 31 maggio 2011 a seguito di interventi di nuova costruzione, 
rifacimento totale o potenziamento, appartenenti alle seguenti categorie: 
◦◦ gli impianti solari fotovoltaici, suddivisi in “piccoli impianti” e “grandi impianti”, con 
tariffe differenziate tra impianti “su edifici” e “altro impianto”; 
◦◦ gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative; 
◦◦ gli impianti a concentrazione. 
Con l’avvicinarsi al limite di costo individuato, è stato pubblicato l’ulteriore D.M. 5 luglio 
2012 (quinto Conto Energia), a valle del quale l’AEEGSI, con propria Delibera del 12 luglio 
2012, ha determinato il raggiungimento del valore annuale del costo cumulato annuo 
degli incentivi di 6 miliardi di euro e ha fissato il 27 agosto 2012 quale data di decorrenza 
delle nuove modalità di incentivazione disciplinate dal nuovo Decreto. 
La possibilità di accedere al D.M. 5 maggio 2011 (quarto Conto Energia) è stata pro-rogata 
per impianti realizzati sugli edifici e sulle aree della Pubblica Amministrazione 
a patto che gli stessi entrassero in esercizio entro il 30 ottobre 2013 (tale termine 
è stato poi anticipato al 6 Luglio 2013, in ragione del raggiungimento del limite di 
costo previsto). 
Il quinto Conto Energia ha confermato in parte disposizioni già introdotte con il quarto 
Conto Energia e introdotto nuove regole. In particolare, non c’è più un premio incen-tivante 
fisso erogato sulla base dell’energia elettrica prodotta, ma l’incentivo stesso si 
compone di due aliquote (su due quote diverse dell’energia prodotta):
28 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il Conto Energia 
◦◦ per quanto riguarda la quota di energia prodotta autoconsumata, è prevista una 
tariffa premio; 
◦◦ per quanto riguarda, invece, la quota di produzione netta immessa in rete: 
◦◦ per gli impianti di potenza nominale fino a 1 MW, è prevista una Tariffa 
Onnicomprensiva, determinata sulla base della potenza e della tipologia 
di impianto; 
◦◦ per gli impianti di potenza nominale superiore a 1 MW, è riconosciuta la diffe-renza 
fra una tariffa di riferimento e il prezzo zonale orario (la valorizzazione 
dell’energia elettrica è nella responsabilità del produttore). 
Tutte le disposizione di incentivazione degli impianti fotovoltaici hanno cessato di applicarsi 
(nel senso che non possono accedervi operatori ulteriori rispetto a quelli che hanno già ot-tenuto 
il diritto all’incentivazione) il 6 luglio 2013, decorsi trenta giorni dalla data di raggiun-gimento 
di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi pari a 6,7 miliardi di euro. Tale 
data è stata individuata dall’AEEGSI con la deliberazione 250/2013/R/EFR del 6 giugno 2013[2]. 
Nelle sei tabelle seguenti si riportano le tariffe previste per l’anno 2013, differenziate per 
decreto e tecnologia. 
Tabella 2-9 QUARTO CONTO ENERGIA – TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
IMPIANTI SUGLI EDIFICI ALTRI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
[2] Hanno mantenuto il diritto ad essere valutate le richieste di riconoscimento degli incentivi inviate al GSE oltre il 
suddetto termine, relative a: ◦◦impianti ammessi in posizione utile nei registri, non decaduti, a patto che entrino in esercizio entro un anno 
dalla pubblicazione della relativa graduatoria ai sensi del D.M. 5 luglio 2012. Tale termine è stato prorogato di 
un anno dalla data di entrata in vigore della Legge 147/2014, per gli impianti, già iscritti ai relativi registri, da 
realizzare in zone che, nel corso degli anni 2012 e 2013, sono state riconosciute colpite da eventi calamitosi con 
provvedimenti normativi o amministrativi; ◦◦impianti interessati dalle disposizioni normative emanate in merito agli interventi urgenti in favore delle popo-lazioni 
colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, 
Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012 che seguono le regole del quarto Conto Energia a 
patto che entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2014. 
INTERVALLO 
DI POTENZA 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
kW €/MWh €/MWh €/MWh €/MWh 
1 ≤ P ≤ 3 0,375 0,23 0,346 0,201 
3 < P ≤ 20 0,352 0,207 0,329 0,184 
20 < P ≤ 200 0,299 0,195 0,276 0,172 
200 < P ≤ 1000 0,281 0,183 0,239 0,141 
1000 < P ≤ 5000 0,227 0,149 0,205 0,127 
P > 5000 0,218 0,14 0,199 0,121 
Tabella 2-10 QUARTO CONTO ENERGIA 
TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL PRIMO 
SEMESTRE DEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
INTEGRATI CON CARATTERISTICHE INNOVATIVE 
INTERVALLO 
DI POTENZA 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO 
SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
kW €/MWh €/MWh 
1 < P ≤ 20 0,543 0,398 
20 < P ≤ 200 0,464 0,361 
P > 200 0,432 0,334 
Tabella 2-11 QUARTO CONTO ENERGIA 
TARIFFE INCENTIVANTI BASE 
IN VIGORE NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2013 
PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE 
INTERVALLO 
DI POTENZA 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO 
SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
kW €/MWh €/MWh 
1 ≤ P ≤ 200 0,437 0,334 
200 < P ≤ 1000 0,387 0,289 
P > 1000 0,331 0,253
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 29 
Il Conto Energia 
Rapporto Attività 2013 
IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 
CON IL CONTO ENERGIA 
Il meccanismo d’incentivazione in Conto Energia, operativo in Italia dalla fine del 2005, 
ha garantito, nel periodo della sua operatività, una crescita rilevante del settore fotovol-taico, 
soprattutto tra il 2011 ed il 2012. Nel 2013 sono pervenute oltre 69.000 richieste 
di incentivazione e il mercato italiano del fotovoltaico si è collocato tra i primi posti nel 
mondo alle spalle di Cina, Germania, Stati Uniti e Giappone. 
Grazie al Conto Energia, al 31 dicembre 2013 risultano entrati in esercizio 550.074 im-pianti 
per una potenza totale di 17.623 MW, di cui: 
◦◦ 5.725 con il primo Conto Energia, per una potenza installata di 163 MW, 
◦◦ 203.732 con il secondo Conto Energia, per una potenza di 6.792 MW, 
◦◦ 38.639 con il terzo Conto Energia, per una potenza installata di 1.572 MW, 
◦◦ 204.496 con il quarto Conto Energia, per una potenza installata di 7.764 MW, 
◦◦ 97.482 con il quinto Conto Energia per una potenza installata di 1.332 MW. 
Tabella 2-12 QUINTO CONTO ENERGIA – TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL 2013 
IMPIANTI SUGLI EDIFICI ALTRI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
Il maggior numero di impianti (63%) appartiene alla fascia di potenza 3-20 kW, mentre 
il 31% alla fascia 1-3 kW. 
Gli impianti fotovoltaici a concentrazione entrati in esercizio al 31 dicembre 2013 risul-tano 
essere 82 per una potenza cumulata di 29 MW. Le richieste pervenute per gli im-pianti 
integrati con caratteristiche innovative sono invece 17.139 per una potenza totale 
pari a circa 325 MW. 
A seguire si riportano tabelle e grafici relativi ai risultati del Conto Energia. Ulteriori 
informazioni, di maggior dettaglio e costantemente aggiornate, sono pubblicate sul sito 
Internet del GSE. 
INTERVALLO 
DI POTENZA 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
kW €/MWh €/MWh €/MWh €/MWh 
1 ≤ P ≤ 3 0,182 0,1 0,176 0,094 
3 < P ≤ 20 0,171 0,089 0,165 0,083 
20 < P ≤ 200 0,157 0,075 0,151 0,069 
200 < P ≤ 1000 0,13 0,048 0,124 0,042 
1000 < P ≤ 5000 0,118 0,036 0,113 0,031 
P > 5000 0,112 0,03 0,106 0,024 
Tabella 2-13 QUINTO CONTO ENERGIA 
TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL 2013 
PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI INTEGRATI 
CON CARATTERISTICHE INNOVATIVE 
INTERVALLO 
DI POTENZA 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO 
SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
kW €/MWh €/MWh 
1 < P ≤ 20 0,242 0,16 
20 < P ≤ 200 0,231 0,149 
P > 200 0,217 0,135 
Tabella 2-14 QUINTO CONTO ENERGIA 
TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL 2013 
PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE 
INTERVALLO 
DI POTENZA 
TARIFFA 
ONNICOMPRENSIVA 
TARIFFA PREMIO 
SULL’ENERGIA 
CONSUMATA IN SITO 
kW €/MWh €/MWh 
1 ≤ P ≤ 200 0,215 0,133 
200 < P ≤ 1000 0,201 0,119 
P > 1000 0,174 0,092
30 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il Conto Energia 
Figura 2-3 POTENZA MEDIA DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA (VALORI ANNUALI – kW/IMPIANTO) 
Potenza Media (kW/Impianto) 
60% 
50% 
40% 
30% 
20% 
10% 
0% 
7 
11 
18 
14 
54 
27 24 
16 
2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 
600.000 
500.000 
400.000 
300.000 
200.000 
100.000 
0 
GEN 10 
MAR 10 
MAG 10 
LUG 10 
SET 10 
NOV 10 
GEN 11 
MAR 11 
MAG 11 
LUG 11 
SET 11 
NOV 11 
GEN 12 
MAR 12 
MAG 12 
LUG 12 
SET 12 
NOV 12 
GEN 13 
MAR 13 
MAG 13 
LUG 13 
SET 13 
NOV 13 
Figura 2-4 NUMERO CUMULATO DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA – PERIODO 2010-2013 
Primo Conto Energia Secondo Conto Energia Terzo Conto Energia Quarto Conto Energia Quinto Conto Energia 
Figura 2-5 POTENZA CUMULATA DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA – PERIODO 2010-2013 (kW) 
0 
GEN 10 
MAR 10 
MAG 10 
LUG 10 
SET 10 
NOV 10 
GEN 11 
MAR 11 
MAG 11 
LUG 11 
SET 11 
NOV 11 
GEN 12 
MAR 12 
MAG 12 
LUG 12 
SET 12 
NOV 12 
GEN 13 
MAR 13 
MAG 13 
LUG 13 
SET 13 
NOV 13 
18.000 
15.000 
12.000 
9.000 
6.000 
3.000 
Primo Conto Energia Secondo Conto Energia Terzo Conto Energia Quarto Conto Energia Quinto Conto Energia
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 31 
Il Conto Energia 
Rapporto Attività 2013 
Tabella 2-15 IMPIANTI INCENTIVATI CON IL CONTO ENERGIA IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013, SUDDIVISI PER REGIONI E CLASSI DI POTENZA 
REGIONE CLASSE 1 CLASSE 2 CLASSE 3 CLASSE 4 CLASSE 5 CLASSE 6 TOTALE 
1 ≤ P ≤ 3 3 < P ≤ 20 20 < P ≤ 200 200 < P ≤ 1000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 
Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) 
Puglia 11.315 31.772 22.155 168.516 2.818 204.072 1.817 1.564.392 56 173.623 36 355.753 38.197 2.498.127 
Lombardia 27.430 76.175 39.160 300.670 8.834 705.289 1.332 727.949 61 112.698 3 17.992 76.820 1.940.773 
Emilia Romagna 19.272 50.921 25.732 208.381 5.889 470.786 1.123 701.390 156 285.873 4 48.656 52.176 1.766.006 
Veneto 21.573 60.145 45.760 320.570 5.874 471.384 910 518.592 47 80.011 13 154.859 74.177 1.605.560 
Piemonte 12.309 34.343 20.497 177.399 4.527 362.420 1.082 633.846 93 203.054 4 25.730 38.512 1.436.793 
Sicilia 10.916 30.985 23.990 181.970 2.214 169.991 542 394.097 86 243.540 22 186.650 37.770 1.207.232 
Lazio 11.164 30.172 18.636 133.964 1.590 127.748 410 262.796 100 274.825 35 309.040 31.935 1.138.544 
Marche 6.700 18.386 9.757 80.805 2.355 191.157 933 591.398 50 110.803 3 20.890 19.798 1.013.440 
Toscana 10.614 28.915 14.861 121.136 2.541 200.439 409 246.491 32 55.986 4 33.585 28.461 686.552 
Sardegna 8.633 24.472 16.752 117.633 955 75.981 242 148.901 86 183.513 16 126.419 26.684 676.919 
Abruzzo 3.214 9.082 9.248 74.877 1.223 100.707 478 342.025 55 120.341 2 11.851 14.220 658.884 
Campania 5.246 14.926 13.581 101.414 1.293 104.159 333 207.294 48 121.431 11 99.601 20.512 648.824 
Friuli Venezia Giulia 6.382 17.940 15.862 113.032 1.762 135.626 168 100.221 25 69.006 4 27.358 24.203 463.183 
Calabria 4.550 13.024 11.893 94.804 1.045 75.981 218 129.384 26 53.166 8 80.051 17.740 446.410 
Umbria 4.606 12.787 6.805 55.085 1.436 102.755 343 226.410 20 43.203 - - 13.210 440.240 
Trentino Alto Adige 7.740 21.994 9.043 92.831 2.425 170.524 205 92.127 3 4.931 - - 19.416 382.406 
Basilicata 1.722 4.923 3.647 33.998 848 50.357 357 250.360 4 8.034 1 5.216 6.579 352.888 
Molise 585 1.663 2.097 17.716 265 19.658 100 76.722 13 40.618 1 6.500 3.061 162.876 
Liguria 2.117 5.625 2.488 18.862 300 23.747 50 25.985 3 4.167 - - 4.958 78.386 
Valle d'Aosta 538 1.491 1.012 8.764 93 7.228 2 1.440 - - - - 1.645 18.924 
TOTALE ITALIA 176.626 489.739 312.976 2.422.428 48.287 3.770.010 11.054 7.241.821 964 2.188.821 167 1.510.151 550.074 17.622.969 
Figura 2-6 NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
CON IL CONTO ENERGIA AL 31 DICEMBRE 2013 
SUDDIVISI PER REGIONI E CLASSI DI POTENZA 
5.000 
Figura 2-7 POTENZA DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO 
CON IL CONTO ENERGIA AL 31 DICEMBRE 2013 
SUDDIVISI PER REGIONI E CLASSI DI POTENZA (kW) 
200.000 
10.000 
400.000 
0 
0 
15.000 
600.000 
20.000 
800.000 
25.000 
1.000.000 
30.000 
1.200.000 
35.000 
1.400.000 
40.000 
1.600.000 
45.000 
1.800.000 
50.000 
2.000.000 
Puglia 
Lombardia 
Emilia Romagna 
Veneto 
Piemonte 
Sicilia 
Lazio 
Marche 
Toscana 
Sardegna 
Abruzzo 
Campania 
Friuli Venezia Giulia 
Calabria 
Umbria 
Trentino Alto Adige 
Basilicata 
Molise 
Liguria 
Valle d’Aosta 
Puglia 
Lombardia 
Emilia Romagna 
Veneto 
Piemonte 
Sicilia 
Lazio 
Marche 
Toscana 
Sardegna 
Abruzzo 
Campania 
Friuli Venezia Giulia 
Calabria 
Umbria 
Trentino Alto Adige 
Basilicata 
Molise 
Liguria 
Valle d’Aosta 
1 ≤ P ≤ 3 3 < P ≤ 20 20 < P ≤ 200 200 < P ≤ 1000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000
32 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il Conto Energia 
Figura 2-8 SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO TOTALE (I, II, III, 
IV E V CONTO ENERGIA) DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 
DICEMBRE 2013 (550.074 IMPIANTI) 
Figura 2-9 SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA TOTALE (I, II, III, 
IV E V CONTO ENERGIA) DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 
DICEMBRE 2013 (17.623 MW) 
1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 
32% 
21% 
14% 
9% 3% 
12% 
9% 
2% 
3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 
20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 
200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 
1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 
P > 5000 P > 5000 
57% 41% 
Figura 2-10 PRIMO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (5.725 IMPIANTI) 
Figura 2-11 PRIMO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (163 MW) 
14% 
47% 
2% 
37% 
27% 
3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 
200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 
42% 
29% 
2% 
1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 
20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 
1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 
P > 5000 P > 5000 
Figura 2-12 SECONDO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (203.732 IMPIANTI) 
Figura 2-13 SECONDO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (6.792 MW) 
21% 
12% 
8% 3% 
13% 
43% 
1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 
3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 
36% 
2% 
9% 
20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 
200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 
1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 
53% 
P > 5000 P > 5000
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 33 
Il Conto Energia 
Rapporto Attività 2013 
Figura 2-14 TERZO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (38.639 IMPIANTI) 
Figura 2-15 TERZO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (1.572 MW) 
32% 
7% 
3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 
200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 
58% 
2% 1% 
15% 
11% 
2% 
12% 
21% 
39% 
1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 
20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 
1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 
P > 5000 P > 5000 
Figura 2-16 QUARTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (204.496 IMPIANTI) 
Figura 2-17 QUARTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (7.764 MW) 
29% 
2% 
11% 
3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 
200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 
58% 
23% 
12% 
10% 2% 
11% 
42% 
1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 
20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 
1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 
P > 5000 P > 5000 
Figura 2-18 QUINTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (97.482 IMPIANTI) 
Figura 2-19 QUINTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE 
DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO 
AL 31 DICEMBRE 2013 (1.332 MW) 
33% 
4% 
3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 
200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 
63% 
31% 
3% 7% 
10% 
27% 
22% 
1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 
20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 
1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 
P > 5000 P > 5000
34 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il Conto Energia 
REGISTRO GRANDI IMPIANTI 
Nel corso dell’anno 2013 il GSE ha gestito le richieste di iscrizione al registro previsto 
dal D.M. 5 luglio 2012. 
Per quanto concerne i risultati della graduatoria relativa al secondo registro, pubblicata 
in data 23 maggio 2013, sono stati ammessi 3.690 impianti per una potenza di 727 MW, 
di cui 491 in esercizio e i restanti 3.199 non in esercizio. L’accesso alle tariffe incentivanti 
per questi ultimi è vincolato al rispetto dei termini temporali previsti dal quinto Conto 
Energia (entrata in esercizio entro un anno dalla pubblicazione della graduatoria). 
RICONOSCIMENTO DEL PREMIO PER IMPIANTI ABBINATI A UN USO 
EFFICIENTE DELL’ENERGIA 
Il D.M. 19 febbraio 2007 (secondo Conto Energia) ha introdotto la possibilità di ottenere 
maggiorazioni delle tariffe incentivanti, fino a un massimo del 30%, nel caso di impianti, 
asserviti a edifici o unità immobiliari e operanti in regime di Scambio sul Posto, abbinati 
a un uso efficiente dell’energia. Il premio è riconosciuto a fronte di interventi di riquali-ficazione 
energetica dell’edificio o unità immobiliare e per nuovi edifici particolarmente 
efficienti da un punto di vista energetico. 
Il D.M. 6 agosto 2010 (terzo Conto Energia) e il D.M. 5 maggio 2011 (quarto Conto Energia) 
hanno confermato il diritto al premio, introducendo nuove regole per il suo riconoscimento, 
che hanno in parte avuto impatto anche sugli impianti incentivati ai sensi del D.M. 19 feb-braio 
2007. 
Per impianti fotovoltaici installati su edifici di nuova costruzione, che hanno avuto ac-cesso 
alle tariffe previste dal terzo e quarto Conto Energia, è stato previsto un premio 
aggiuntivo nella misura del 30% della tariffa incentivante riconosciuta, qualora i pre-detti 
edifici abbiano conseguito una prestazione energetica per il raffrescamento estivo 
dell’involucro di almeno il 50% inferiore ai valori minimi di cui all’articolo 4, comma 3 del 
DPR n. 59/2009, nonché una prestazione energetica per la climatizzazione invernale di 
almeno il 50% inferiore ai valori minimi indicati nel DPR n. 59/2009. 
I dati relativi alle richieste di accesso al premio pervenute al GSE nel periodo intercor-rente 
tra il 24 febbraio 2007 e il 31 dicembre 2011 hanno evidenziato criticità dovute alla 
continua evoluzione della normativa relativa alla certificazione energetica degli edifici in 
ambito nazionale e regionale e delle specifiche tecniche di riferimento. 
Circa il 70% delle domande di ammissione al premio è risultato incompleto o con ine-sattezze 
tecniche o regolamentari. Tali domande sono state oggetto di richieste di inte-grazioni 
documentali. 
Le richieste totali pervenute al 31 dicembre 2013 sono state 3.048. Nel solo 2013 sono 
state presentate 129 domande e nel corso dell’anno sono state chiuse anche delle istrut-torie 
aperte nel 2012. La suddivisione delle domande, tra edifici esistenti oggetto di 
interventi di riqualificazione energetica ed edifici di nuova costruzione particolarmente 
performanti, è indicata nella tabella seguente. 
Tabella 2-16 DOMANDE DI AMMISSIONE AL PREMIO PER L’EFFICIENZA ENERGETICA PERVENUTE AL GSE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2013 
DOMANDE PERVENUTE DOMANDE AMMESSE AL PREMIO 
ANNO 2013 TOTALE CUMULATO ANNO 2013 TOTALE CUMULATO 
Edifici esistenti 54 1.877 125 1.153 
Nuovi edifici 75 1.171 112 540 
TOTALE 129 3.048 237 1.693
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 35 
Il Conto Energia 
Rapporto Attività 2013 
RISULTATI DELL’INCENTIVAZIONE AL 31 DICEMBRE 2013 
La procedura per il riconoscimento delle tariffe incentivanti del Conto Energia pre-vede 
che, a seguito della valutazione positiva della documentazione presentata per la 
richiesta di incentivazione, venga sottoscritta una convenzione tra il GSE e il soggetto 
responsabile. In seguito alla sottoscrizione della convenzione si attiva il processo di 
inserimento e verifica delle misure dell’energia prodotta, a cui segue il calcolo degli 
importi da erogare nei confronti del soggetto responsabile. Dopo la ricezione delle 
misure, il GSE, previa verifica della compatibilità delle stesse con i dati caratteristici 
dell’impianto (potenza e collocazione geografica), procede alla convalida dei benestare 
al pagamento. 
Alla data di redazione del presente rapporto, relativamente agli impianti entrati in eser-cizio 
entro il 31 dicembre 2013, risultano aver sottoscritto la convenzione con il GSE 
546.758 impianti per una potenza complessiva di 17.201 MW cui corrisponde un’energia 
annua incentivata di 20,6 TWh. 
2.3.2 CONTO ENERGIA PER GLI IMPIANTI 
SOLARI TERMODINAMICI 
QUADRO NORMATIVO 
Il meccanismo di incentivazione in Conto Energia per gli impianti solari termodina-mici 
è stato introdotto con il D.M. 11 aprile 2008 e successivamente modificato dal 
D.M. 6 luglio 2012. Esso remunera, con apposite tariffe, l’energia elettrica imputabile 
alla fonte solare prodotta da un impianto termodinamico, anche ibrido, per un pe-riodo 
di 25 anni. Le tariffe restano costanti in moneta corrente per l’intero periodo 
di incentivazione. 
Possono accedere al Conto Energia gli impianti di nuova costruzione entrati in esercizio 
in data successiva al 18 luglio 2008 (data di emanazione della Delibera attuativa AEEGSI 
n. 95/08) che rispettano i seguenti requisiti: 
◦◦ gli impianti devono essere collegati alla rete elettrica (o a piccole reti iso-late) 
e ogni singolo impianto deve essere caratterizzato da un unico punto 
di connessione; 
◦◦ non devono essere utilizzati, come fluido termovettore o come mezzo di ac-cumulo, 
sostanze e preparati classificati come molto tossici, tossici e nocivi ai 
sensi delle Direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e loro successive modifiche e 
integrazioni (se l’impianto è ubicato in area industriale non è applicato il vin-colo 
suddetto); 
◦◦ sono dotati di un sistema di accumulo termico con capacità nominale superiore a 
1,5 kWh/m2 e di una superficie captante maggiore di 2.500 m2 per impianti entrati 
in esercizio entro il 31 dicembre 2012; 
◦◦ per gli impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012 la capa-cità 
nominale di accumulo varia in base alla superficie captante, come riportato 
nella tabella che segue. 
Tabella 2-17 CAPACITÀ NOMINALE DI ACCUMULO PER IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO DOPO IL 31 DICEMBRE 2012 
SUPERFICIE CAPTANTE CAPACITÀ NOMINALE DI ACCUMULO 
PER OGNI M2 DI SUPERFICIE CAPTANTE 
m2 kWh/m2 
S ≤ 10.000 Non previsto 
10.000 < S ≤ 50.000 > 0,4 
50.000 < S > 1,5
36 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il Conto Energia 
L’Articolo 28 del D.M. 6 luglio 2012 prevede un limite massimo di potenza incenti-vabile, 
ivi inclusa la parte solare degli impianti ibridi, pari a 2.500.000 m2 di super-ficie 
captante. 
Inoltre, il D.M. 6 luglio 2012 fissa un limite non superabile, pari a 5,8 miliardi di euro annui, 
per il costo indicativo annuo cumulato riferibile a tutte le fonti rinnovabili diverse dal 
fotovoltaico. Il costo indicativo cumulato annuo imputabile agli impianti solari termodi-namici 
concorre al raggiungimento di tale limite. 
Le tariffe incentivanti sono differenziate in base alla frazione d’integrazione e alla su-perficie 
captante. 
Nel caso di impianti ibridi, alimentati sia dalla fonte solare sia da altre fonti, la quantità di 
energia elettrica prodotta, incentivabile con il Conto Energia, è soltanto quella imputabile 
alla fonte solare. A tal proposito valgono le seguenti definizioni: 
◦◦“frazione di integrazione (Fint) di un impianto solare termodinamico”: la quota 
di produzione netta non attribuibile alla fonte solare, espressa dalla relazione 
Fint = 1–Ps÷Pne; 
◦◦“produzione solare imputabile (Ps) di un impianto solare termodinamico, anche 
ibrido”: la produzione netta di energia elettrica imputabile alla fonte solare, 
anche in presenza dell’accumulo termico, calcolata sottraendo alla produzione 
netta totale (Pne) la parte ascrivibile alle altre fonti di energia nelle condizioni 
effettive di esercizio dell’impianto, qualora quest’ultima sia superiore al 15% 
del totale. 
L’incentivo viene erogato a titolo di acconto dal GSE, salvo conguaglio, al termine di 
ciascun anno, sulla base della frazione solare effettivamente conseguita nel mede-simo 
anno. 
La seguente tabella mostra la variazione delle tariffe in funzione della frazione solare 
e della superficie captante degli impianti che entreranno in esercizio entro il 31 di-cembre 
2015. 
Tabella 2-18 TARIFFE PER GLI IMPIANTI SOLARI TERMODINAMICI IN ESERCIZIO ENTRO IL 31 DICEMBRE 2015 
FRAZIONE DI INTEGRAZIONE TARIFFA (€/kWh) 
Fint = 1–Ps÷Pne SUPERFICIE CAPTANTE S ≤ 2500 M2 SUPERFICIE CAPTANTE S > 2500 M2 
Fint ≤ 0,15 0,36 0,32 
0,15 < Fint ≤ 0,50 0,32 0,3 
Fint > 0,50 0,3 0,27 
RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2013 
Il D.M. 11 aprile 2008 prevede che, su richiesta del soggetto responsabile, il GSE effettui 
una verifica preventiva del progetto dell’impianto solare termodinamico in conformità 
alle disposizioni del Decreto, dandone comunicazione all’interessato entro 90 giorni 
dalla richiesta. 
Le richieste di verifica preventiva sono riportate nella tabella seguente. Nel corso 
dell’anno 2013 sono pervenute al GSE 7 richieste di verifica preventiva. Ad oggi 2 im-pianti 
solari termodinamici hanno richiesto l’accesso al sistema di incentivazione per 
una potenza complessiva di 15 MW, potenza che include la parte non solare degli im-pianti 
ibridi.
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 37 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
Tabella 2-19 RICHIESTE DI VERIFICA PREVENTIVA PER IMPIANTI SOLARI TERMODINAMICI PERVENUTE DAL 2009 AL 2013 
ANNO RICHIESTA POTENZA ELETTRICA 
In questo paragrafo sono descritti i risultati delle attività inerenti l’incentivazione delle 
rinnovabili elettriche, diverse dal fotovoltaico, in virtù della normativa previgente il D.M. 
6 luglio 2012, ovverosia mediante i Certificati Verdi o le Tariffe Onnicomprensive. 
2.4.1 QUALIFICA DEGLI IMPIANTI ALIMENTATI 
DA FONTI RINNOVABILI 
Per poter accedere, previa qualifica, ai meccanismi di incentivazione di cui al D.M. 18 
dicembre 2008, gli impianti devono essere entrati in esercizio entro il 31 dicembre 
2012 o entro i termini e alle condizioni di cui all’art. 30 del D.M. 6 luglio 2012 o entro 
i termini e alle condizioni previste dalle disposizioni normative urgenti emanate in 
favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio 
delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo il 20 
e il 29 maggio 2012. 
Gli interventi ammessi alla qualifica (“qualifica IAFR” ovvero qualifica di impianto alimen-tato 
da fonti rinnovabili) secondo l’allegato A del D.M. 18 dicembre 2008 sono i seguenti: 
◦◦ nuova costruzione; 
◦◦ riattivazione; 
◦◦ potenziamento; 
◦◦ rifacimento totale; 
◦◦ rifacimento parziale. 
A ogni categoria di intervento dell’impianto corrisponde un diverso algoritmo che lega 
l’energia incentivabile (Ei) all’energia netta prodotta (ad esempio, nel caso di interventi 
(MWe) 
REGIONE TIPOLOGIA SUPERFICIE DI 
CAPTAZIONE (M2) 
FLUIDO TIPOLOGIA CAPTATORI 
2009 50 Sicilia Solare 316.562 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
40 Sicilia Solare 454.637 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
1,25 Abruzzo Solare 2.500 Acqua Specchi circolari parabolici 
760 Sicilia Ibrido 30.587 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
55 Sardegna Solare 490.500 Sali fusi/Olio diatermico Specchi lineari parabolici 
2010 1 Sicilia Solare 13.300 Olio diatermico Specchi fresnel 
2012 0,1 Sicilia Solare 910 Acqua Collettori solari 
15 Calabria Ibrido 9.780 Olio diatermico Specchi piani orientabili/ 
fresnel 
50 Sardegna Solare 748.800 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
30 Sardegna Solare 662.000 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
0,24 Toscana Solare 1.766,40 Elio Dischi parabolici (“dish”) 
50 Sardegna Solare 658.800 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
0,999 Lombardia Ibrido 7.872 Olio diatermico Specchi lineari parabolici 
2013 0,999 Sicilia Ibrido 10.000 Olio diatermico Specchi lineari parabolici 
50 Sardegna Solare 703.469 Sali fusi Specchi lineari parabolici 
0,011 Cagliari Solare 82,8 Elio Dish stirling 
50 Sicilia Ibrido 389.946 Vapore Surriscaldato Torre a concentrazione 
0,672 Veneto Solare 6.768 Elio Dish stirling 
1,18 Sicilia Ibrido 23.616 Olio diatermico Specchi lineari parabolici 
0,1 Sicilia Solare 437,47 Acqua Dischi parabolici (“dish”) 
2.4 I CERTIFICATI VERDI 
E LE TARIFFE ONNICOMPRENSIVE
38 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
di nuova costruzione tutta l’energia netta prodotta è incentivabile, mentre nel caso dei 
potenziamenti non idroelettrici è incentivabile solo l’incremento di produzione). 
Possono inoltre essere qualificati anche impianti ibridi, cioè impianti alimentati sia da 
fonti rinnovabili sia da fonti fossili oppure da combustibili parzialmente rinnovabili quali 
i rifiuti urbani. Nel caso degli impianti ibridi è incentivabile la sola energia imputabile alla 
fonte rinnovabile (nel caso dei rifiuti, la sola energia imputabile alla frazione biodegra-dabile 
in essi contenuta). 
La normativa ha previsto che la richiesta di qualifica potesse riguardare sia impianti già 
entrati in esercizio, sia impianti/interventi ancora in progetto, purché già autorizzati. 
Al 31 dicembre 2013 risultano aver ottenuto la qualifica IAFR 5.799 impianti. 
IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 
Complessivamente gli impianti in esercizio che hanno ottenuto la qualifica IAFR al 31 di-cembre 
2013 risultano essere 5.239 (+652 rispetto al 31 dicembre 2012), per una potenza 
totale di 22,6 GW (+1 GW rispetto al 31 dicembre 2012) e una corrispondente energia 
incentivabile annua pari a circa 39 TWh (+3 TWh rispetto al 31 dicembre 2012). 
In termini di numerosità, il primato spetta ai 1.910 impianti idroelettrici, seguiti da 1.238 
termoelettrici a biogas e 1.014 eolici. Gli impianti idroelettrici risultano i più numerosi 
in relazione a tutte le categorie di intervento (ad esclusione della categoria “E” delle 
co-combustioni). Circa il 50% di tali impianti sono relativi a interventi di nuova costru-zione 
a cui seguono, nell’ordine, i rifacimenti parziali, le riattivazioni, i potenziamenti e 
i rifacimenti totali. In quanto a potenza installata, primeggiano gli impianti eolici subito 
seguiti dagli idroelettrici: 8.241 MW eolici e 7.856 MW idroelettrici. Lo stesso discorso 
vale per l’energia incentivabile annua: 14.225 GWh per gli eolici e 10.203 GWh per gli 
idroelettrici. Nel settore delle bioenergie si rilevano 1.238 impianti a biogas, seguiti da 
478 a bioliquidi, 237 a gas di discarica e 222 a biomasse solide. In termini di potenza, 
escludendo gli impianti ibridi, si registrano in esercizio 2.474 MW a biomasse solide, 
1.057 MW a bioliquidi e 954 MW a biogas. A questi impianti corrisponde un’energia 
incentivabile pari a 5.232 GWh per i biogas, 3.360 GWh per i bioliquidi e 2.830 GWh 
per le biomasse solide. 
Per quanto attiene alla localizzazione geografica degli impianti qualificati in esercizio, l’I-talia 
settentrionale è la zona in cui netta è la prevalenza degli impianti idroelettrici, seguiti 
dagli impianti a biogas e a bioliquidi, mentre nell’Italia meridionale e insulare è maggiore 
la diffusione degli impianti eolici. In Toscana si concentra l’intera capacità produttiva na-zionale 
da geotermia, con 680 MW di impianti geotermoelettrici qualificati e in esercizio. 
IMPIANTI QUALIFICATI A PROGETTO AL 31 DICEMBRE 2013 
Al 31 dicembre 2013 risultano essere 560 gli impianti qualificati a progetto e non ancora 
entrati in esercizio (175 in meno rispetto al 31 dicembre 2012), a cui corrispondono 1,79 GW 
di potenza (-1,2 GW rispetto al 31 dicembre 2012) e 3,6 TWh di energia incentivabile annua. 
In termini di numerosità sono 185 i progetti di impianti eolici qualificati, seguiti da 143 
termoelettrici a bioliquidi e 96 idroelettrici. Dal punto di vista della potenza, prevalgono 
gli impianti a bioliquidi con 597 MW, seguiti dagli impianti eolici con 480 MW e a bio-masse 
solide con 211 MW. 
Osservando i risultati relativi ai progetti qualificati, per quanto riguarda l’energia incen-tivabile 
annua si distinguono i 1.274 GWh che sarebbero producibili dagli impianti a 
bioliquidi, seguiti dai 790 GWh degli impianti eolici e dai 774 GWh prodotti da impianti 
a biomasse solide.
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 39 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
Tabella 2-20 IMPIANTI QUALIFICATI AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 
IMPIANTI IN ESERCIZIO A PROGETTO 
NUMERO POTENZA 
(MW) 
ENERGIA Ei 
(GWh) 
NUMERO POTENZA 
(MW) 
ENERGIA Ei 
(GWh) 
Idroelettrici a bacino 35 2.068 1.140 1 66 3 
Idroelettrici a serbatoio 53 2.114 1.714 2 162 113 
Idroelettrici ad acqua fluente 1.661 3.606 7.087 88 90 300 
Idroelettrici su acquedotto 161 68 262 5 0 1 
Eolici 1.014 8.241 14.225 185 480 790 
Solari 71 7 5 2 1 1 
Marini 1 0 0 - - 0 
Geotermoelettrici 21 680 1.640 - - - 
Biomasse solide 222 2.474 2.830 84 211 774 
Bioliquidi 478 1.057 3.360 143 597 1.274 
Biogas 1.238 954 5.232 39 23 122 
Gas di discarica 237 319 1.068 4 4 15 
Rifiuti 47 1.043 230 7 156 268 
TOTALE 5.239 22.631 38.794 560 1.790 3.661 
Tabella 2-21 IMPIANTI QUALIFICATI AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 
IMPIANTI IN ESERCIZIO A PROGETTO 
NUMERO POTENZA 
(MW) 
ENERGIA Ei 
(GWh) 
NUMERO POTENZA 
(MW) 
ENERGIA Ei 
(GWh) 
A Potenziamento 153 3.292 1.069 3 120 124 
B Rifacimento 168 819 2.006 22 126 316 
BP Rifacimento Parziale 587 4.069 6.850 29 264 219 
C Riattivazione 205 198 685 12 2 9 
D Nuova Costruzione 4.114 12.203 28.067 494 1.278 2.993 
E Co-combustione in 
impianti esistenti prima 
del 1999 
12 2.050 117 - - - 
TOTALE 5.239 22.631 38.794 560 1.790 3.661
40 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
9% 
Figura 2-21 IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 
3% 3% 
79% 
4% 5% 
1% 2% 
2.4.2 CERTIFICATI VERDI 
3% 
Il meccanismo di incentivazione dei Certificati Verdi, introdotto dal D.Lgs 79/99, si 
basa sull’obbligo, posto dalla normativa in capo ai soggetti produttori e importatori di 
energia elettrica da fonti non rinnovabili, di immettere annualmente nel sistema elet-trico 
nazionale una prestabilita quota di elettricità prodotta da impianti alimentati da 
fonti rinnovabili. 
La quota prestabilita è calcolata sulla base delle produzioni e delle importazioni da fonti 
non rinnovabili dell’anno precedente, decurtate dell’energia elettrica prodotta in coge-nerazione, 
degli autoconsumi di centrale e delle esportazioni, con una franchigia di 100 
GWh per ciascun operatore. La quota d’obbligo prestabilita relativa alle produzioni/im-portazioni 
del 2013 è pari al 5,03%. 
Il possesso dei Certificati Verdi dimostra l’adempimento dell’obbligo: ogni Certificato 
Verde attesta convenzionalmente la produzione di 1 MWh di energia rinnovabile. I 
Certificati Verdi hanno validità triennale: quelli rilasciati per la produzione di energia 
elettrica in un dato anno (anno di riferimento dei CV) possono essere usati per ottempe-rare 
all’obbligo anche nei successivi due anni. 
L’obbligo può essere rispettato in due modi: immettendo in rete energia elettrica prodotta 
da fonti rinnovabili oppure acquistando i Certificati Verdi dai produttori di energia “verde”. 
Idroelettrici a serbatoio 
Idroelettrici a bacino 
Idroelettrici ad acqua fluente 
Idroelettrici su acquedotto 
Eolici 
Solari 
Marini 
Geotermoelettrici 
Biomasse solide 
Bioliquidi 
Biogas 
Gas di discarica 
Rifiuti 
32% 
1% 
1% 
3% 
19% 
1% 
0% 
0% 
4% 
9% 
24% 
5% 
1% 
16% 
10% 
0% 
36% 
0% 0% 
0% 0% 
3% 
11% 
5% 
4% 
1% 
5% 
18% 
4% 
1% 
34% 
4% 
7% 
9% 
13% 
3% 
1% 
Figura 2-20 IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 
Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile 
A Potenziamento 
B Rifacimento 
BP Rifacimento Parziale 
C Riattivazione 
D Nuova Costruzione 
E Co-combustione in 
impianti esistenti prima 
del 1999 
3% 
0% 9% 
0% 
54% 72% 
15% 
11% 18% 18% 
4% 
Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 41 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
0% 
0% 
0% 
4% 
Figura 2-23 IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 
7% 
7% 
5% 6% 
2% 
0% 
3% 
9% 
0% 
I Certificati Verdi sono titoli negoziabili, rilasciati dal GSE in misura proporzionale all’e-nergia 
prodotta da un impianto qualificato IAFR, entrato in esercizio entro il 31 dicembre 
2012[3] ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. n. 28/2011, in numero variabile a seconda 
del tipo di fonte rinnovabile e di intervento impiantistico realizzato (nuova costruzione, 
riattivazione, potenziamento e rifacimento). 
0% 
0% 
1% 
1% 
Figura 2-24 SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL MECCANISMO DEI CERTIFICATI VERDI 
ENERGIA CONVENZIONALE ENERGIA RINNOVABILE 
€ / MWh 
MWh 
CV Obbligo 
Domanda CV 
Produzione 
nazionale fossile 
soggetta a obbligo € / MWh 
€ / MWh 
MWh 
Offerta CV 
€ / MWh 
MERCATO 
DELL’ENERGIA 
[3] Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 30 del D.M. 6 luglio 2012 per il periodo transitorio. 
Import 
soggetto a obbligo 
MERCATO 
CERTIFICATI 
VERDI 
acquisto % 
Idroelettrici a serbatoio 
Idroelettrici a bacino 
Idroelettrici ad acqua fluente 
Idroelettrici su acquedotto 
Eolici 
Solari 
Marini 
Geotermoelettrici 
Biomasse solide 
Bioliquidi 
Biogas 
Gas di discarica 
Rifiuti 
33% 
33% 35% 
0% 0% 
0% 0% 
0% 0% 
0% 
26% 
27% 
1% 
16% 
15% 
9% 
9% 
0% 
0% 
0% 
0% 
12% 
22% 
21% 
5% 
1% 
3% 
3% 
7% 
7% 
8% 
Figura 2-22 IMPIANTI QUALIFICATI A PROGETTO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 
Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile 
A Potenziamento 
B Rifacimento 
BP Rifacimento Parziale 
C Riattivazione 
D Nuova Costruzione 
E Co-combustione in 
impianti esistenti prima 
del 1999 
0% 0% 
0% 
88% 
1% 
71% 82% 
15% 
4% 
Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile
42 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
I CV relativi a produzioni antecedenti al 2013 sono rilasciati a consuntivo o, nel caso siano 
stati ottenuti precedentemente CV a preventivo, sono emessi a compensazione. Il GSE dopo 
aver verificato l’attendibilità dei dati forniti dai produttori, emette i Certificati Verdi spettanti. 
I produttori che hanno richiesto l’emissione di Certificati Verdi a preventivo sono sempre 
tenuti, successivamente, a compensare l’emissione e a inviare copia della dichiarazione 
annuale di consumo presentata all’Agenzia delle Dogane, attestante l’effettiva produ-zione 
di energia elettrica realizzata nell’anno cui si riferiscono i Certificati Verdi. 
Il D.M. 6 luglio 2012 prevede che l’emissione dei Certificati Verdi avvenga a partire dalle 
misure trasmesse mensilmente da parte dei gestori di rete. A partire dal 2013, pertanto 
non sono più previste le modalità di emissione dei CV a preventivo sulla base di garanzia 
sulla producibilità attesa o sulla base di garanzia fideiussoria. 
A partire dal 2013 i CV sono emessi su base mensile, compatibilmente con l’ottenimento 
da parte dei gestori di rete delle misure della produzione lorda e dell’energia immessa in 
rete, relativamente agli impianti qualificati IAFR. I CV vengono quindi classificati a partire 
dal 2013, oltre che per anno, anche in base al mese di riferimento ai fini della corretta 
individuazione del trimestre di riferimento per il successivo ritiro. 
I Certificati Verdi vengono rilasciati in funzione dell’energia netta Ea prodotta dall’im-pianto, 
che è l’energia lorda misurata ai morsetti dei gruppi di generazione, diminuita 
dell’energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari, delle perdite dei trasformatori e 
delle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia elettrica alla rete con l’ob-bligo 
di connessione di terzi. L’energia netta prodotta, tuttavia, non costituisce sempre 
direttamente il termine di riferimento per il calcolo del numero dei Certificati Verdi 
spettanti. Esistono diversi tipi di interventi impiantistici (nuova costruzione, riattiva-zione, 
potenziamento, rifacimento totale o parziale) che danno diritto a ottenere l’in-centivazione 
di tutta o parte dell’energia elettrica netta prodotta, come specificato dal 
D.M. 18/12/2008. 
Per gli impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, il GSE rilascia 
i Certificati Verdi per 15 anni, moltiplicando l’energia netta EI riconosciuta all’intervento 
effettuato per le costanti, differenziate per fonte, della tabella 1 della Legge Finanziaria 
2008 (aggiornata dalla Legge n. 99/2009). 
Tabella 2-22 COEFFICIENTI MOLTILPLICATIVI PER IL CALCOLO DEL CERTIFICATI VERDI 
NUMERAZIONE L. 244/2007 FONTE COEFFICIENTE K 
1 Eolica on-shore 1 
1-bis Eolica off-shore 1,5 
3 Geotermica 0,9 
4 Moto ondoso e maremotrice 1,8 
5 Idraulica 1 
6 Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse da quelle di cui al punto successivo 1,3 
7 Biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, 
ottenuti nell’ambito di intese di filiera, contratti quadro, o filiere corte 1,8 
8 Gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione e biogas diversi da quelli del punto precedente 0,8 
CERTIFICATI VERDI EMESSI A FAVORE 
DI IMPIANTI QUALIFICATI IAFR 
Nel corso del 2013 risultano emessi dal GSE oltre 24 milioni di CV IAFR (tale dato va 
comunque considerato non ancora definitivo) relativi a produzioni 2013 ripartiti fra le
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 43 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
diverse tipologie di impianto come segue: impianti eolici (46%), idroelettrici (27%), bioe-nergie 
(22%) geotermoelettrici (5%). 
Nel 2013 inoltre è stata effettuata l’attività di consuntivazione dei CV IAFR relativi a pro-duzioni 
2012, per un totale pari a quasi 28 milioni di CV emessi dal GSE. Gli impianti IAFR 
per i quali è stato emesso il maggior numero di CV sono gli eolici (45%), seguiti nell’ordine 
dagli idroelettrici (25%), dagli impianti a bioenergie (25%) e dai geotermoelettrici (5%). 
Una quota marginale è infine da ascrivere alla produzione degli impianti fotovoltaici che 
hanno richiesto e ottenuto la qualifica IAFR [4]. 
Nelle tabelle successive sono riportati i dati, aggiornati a dicembre 2013, relativi ai CV 
emessi dal GSE. 
Tabella 2-23 NUMERO CV IAFR EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI, SUDDIVISI PER FONTE (TAGLIA CV=1 MWh) 
ANNO IDROELETTRICI EOLICI SOLARI MARINI GEOTERMO­ELETTRICI 
BIOENERGIE TOTALE 
2002 452.750 148.000 400 - 187.100 138.352 926.602 
2003 596.100 181.200 800 - 482.500 270.444 1.531.044 
2004 1.501.050 464.000 800 - 606.900 509.820 3.082.570 
2005 1.692.900 1.281.550 1.100 - 629.950 772.889 4.378.389 
2006 2.164.799 2.002.000 2.226 - 844.850 955.532 5.969.407 
2007 2.921.494 2.653.229 3.096 - 865.644 1.324.515 7.767.978 
2008 4.331.892 3.670.792 4.677 - 947.336 2.250.820 11.205.517 
2009 6.892.929 5.541.061 4.887 4 936.341 4.475.531 17.850.753 
2010 7.796.987 8.177.298 4.160 - 988.650 5.680.040 22.647.135 
2011 7.315.677 9.237.531 3.695 - 1.331.627 5.889.915 23.778.445 
2012 6.853.333 12.552.015 2.777 1.406.585 7.089.160 27.903.870 
2013 (*) 6.641.533 11.161.671 210 - 1.187.403 5.271.712 24.262.529 
Tabella 2-24 NUMERO CV IAFR EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI, SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 
ANNO A B BP C D E TOTALE 
POTENZIAMENTO RIFACIMENTO RIFACIMENTO 
PARZIALE 
RIATTIVAZIONE NUOVA 
COSTRUZIONE 
CO-COMBUSTIONE 
IN IMPIANTI 
ESISTENTI PRIMA 
DEL 1999 
2002 179.900 10.900 135.300 41.200 503.202 56.100 926.602 
2003 115.600 10.800 330.050 68.300 903.994 102.300 1.531.044 
2004 726.400 24.050 528.900 87.450 1.623.620 92.150 3.082.570 
2005 284.750 40.550 1.025.500 119.100 2.756.639 151.850 4.378.389 
2006 212.820 83.150 1.441.005 225.052 3.844.580 162.800 5.969.407 
2007 166.256 204.482 1.770.744 234.135 5.204.449 187.912 7.767.978 
2008 708.769 407.046 2.362.146 284.896 7.366.173 76.487 11.205.517 
2009 1.239.166 553.861 3.865.085 342.245 11.737.221 113.175 17.850.753 
2010 1.149.768 775.618 4.859.172 411.105 15.352.174 99.298 22.647.135 
2011 1.128.413 1.290.147 4.894.025 399.337 16.012.569 53.954 23.778.445 
2012 777.811 1.814.557 5.055.710 425.130 19.769.113 61.549 27.903.870 
2013 (*) 341.288 1.625.829 5.142.290 311.768 16.782.466 58.888 24.262.529 
[4] Fino alla data di entrata in vigore della Legge Finanziaria 2008, gli impianti fotovoltaici che non aderivano al Con-to 
Energia erano ammessi a ricevere i CV. L’art. 15, comma 2, del D.M. 18 dicembre 2008 ha esteso tale facoltà 
agli impianti, non incentivati con il Conto Energia, che abbiano inoltrato la domanda di autorizzazione unica prima 
del 2008. 
(*) Dati preliminari
44 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Figura 2-26 CV IAFR, SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO, 
EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI 
DAL 2002 AL 2013 (MILIONI DI CV) 
Bioenergie E Co-combustione in impianti esistenti prima del 1999 
Geotermoelettrici D Nuova Costruzione 
Marini C Riattivazione 
Solari BP Rifacimento Parziale 
Eolici B Rifacimento 
Idrolelettrici A Potenziamento 
CV CV 
CERTIFICATI VERDI EMESSI A FAVORE 
DI IMPIANTI QUALIFICATI CHP-TLR 
Con la Legge n. 239/2004 anche gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscalda-mento 
(CHP-TLR) hanno avuto la possibilità di accedere, a determinate condizioni, al 
rilascio dei Certificati Verdi (denominati in questo caso CV-TLR)[5]. 
Relativamente alla produzione di energia elettrica del 2012, risultano emessi dal GSE 
quasi 1,9 milioni di CV-TLR 2012. Nessun CV-TLR è stato emesso dal GSE nel 2013. 
Figura 2-27 CV-TLR EMESSI SUDDIVISI PER ANNO DI EMISSIONE 
2.741 34.303 
305.792 465.897 
1.182.051 
1.733.933 
2.188.393 
1.856.624 
I PREZZI DI RIFERIMENTO NEL MERCATO DEI CV 
Fino all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 28/2011 di recepimento della Direttiva 2009/28/ 
CE, i prezzi presi a riferimento dal mercato dei CV sono stati quello di offerta e quello di 
ritiro dei CV da parte del GSE. 
[5] Vedasi paragrafo 6.1 
2002 
2003 
2004 
2005 
2006 
2007 
2008 
2009 
2010 
2011 
2012 
2013 (*) 
0 
30.000.000 
25.000.000 
20.000.000 
15.000.000 
10.000.000 
5.000.000 
Figura 2-25 CV IAFR, SUDDIVISI PER FONTE, 
2002 
2003 
2004 
2005 
2006 
2007 
2008 
2009 
2010 
2011 
2012 
2013 (*) 
EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI 
DAL 2002 AL 2013 (MILIONI DI CV) 
0 
30.000.000 
25.000.000 
20.000.000 
15.000.000 
10.000.000 
5.000.000 
27% 
46% 
5% 
22% 
2% 
7% 
21% 
69% 1% 
2.500.000 
2.000.000 
1.500.000 
1.000.000 
500.000 
0% 
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 45 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
L’art. 2 comma 148 della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) ha stabilito che il prezzo 
di offerta dei CV nella titolarità del GSE venga calcolato, con cadenza annuale, come 
differenza tra: 
◦◦ 180 €/MWh (valore di riferimento fissato dall’art. 2, comma 148 della L. n. 244/2007) e 
◦◦ il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica di cui all’art. 13, 
comma 3, del D.Lgs. 387/2003 registrato nell’anno precedente, definito dall’Au-torità 
per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico con propria Deliberazione[6]. 
Per il ritiro dei CV effettuato dal GSE, fino all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 28/2011, sono 
esistiti due distinti riferimenti, uno a regime e uno transitorio. 
L’art. 2, comma 149 della L. n. 244/2007 prevedeva che, a partire dal 2008, entro giugno 
di ciascun anno, il GSE, su richiesta del produttore, ritirasse i CV in scadenza nell’anno 
ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere l’obbligo. A tal fine il prezzo medio an-nuale 
è quello relativo alle contrattazioni di tutti i CV, indipendentemente dall’anno di 
riferimento, scambiati l’anno precedente sulla borsa del GME o con contratti bilaterali. 
Per far fronte al sensibile eccesso di offerta registratosi negli ultimi anni, il D.M. 
18/12/2008 aveva inoltre introdotto una norma transitoria (art. 15, comma 1) disponendo 
che, entro il mese di giugno di ogni anno, il GSE ritirasse, su richiesta dei detentori, i CV 
rilasciati per le produzioni relative agli anni fino al 2010. Da tale possibilità erano esclusi 
gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento. Il prezzo di ritiro era pari al 
prezzo medio di mercato del triennio precedente. 
In termini generali si può sostenere che i prezzi di offerta e di ritiro del GSE abbiano 
rappresentato rispettivamente i valori di riferimento massimo e minimo per il mercato. 
Poiché le condizioni di mercato degli ultimi anni sono state caratterizzate da un’offerta 
che ha notevolmente superato la domanda, le contrattazioni di mercato dei CV si sono 
tendenzialmente attestate sul valore di riferimento minimo. 
Il D.Lgs. n. 28/2011 ha abrogato il comma 149 della L. n. 244/2007, prevedendo che il GSE 
ritiri annualmente i CV rilasciati per le produzioni da fonti rinnovabili degli anni dal 2011 
al 2015, eventualmente eccedenti quelli necessari per il rispetto della quota d’obbligo, 
a un prezzo fissato pari al 78% del prezzo di offerta dei propri CV, calcolato secondo il 
comma 148 della stessa legge[7]. 
Per quanto riguarda il mercato dei CV relativo al 2011 (ritiro 2012): 
◦◦ il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE è stato pari a 105,28 €/MWh, 
calcolato come differenza tra 180 €/MWh e il valore medio annuo del prezzo di 
cessione dell’energia elettrica registrato nel 2011, pari a 74,72 €/MWh così come 
definito dalla Delibera AEEGSI 11/2012/R/EFR; 
◦◦ il prezzo di ritiro calcolato in base all’art. 25 comma 4 del D.Lgs. n. 28/2011, pari al 
78% del prezzo di offerta, è risultato pari a 82,12 €/MWh. 
Per quanto riguarda il mercato dei CV relativo al 2012 (ritiro 2013): 
◦◦ il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE è stato pari a 103,00 €/MWh, 
calcolato come differenza tra 180 €/MWh e il valore medio annuo del prezzo di 
[6] L’art. 20 del D.M. 6/7/2012 ha cambiato questa disposizione, prevedendo che, dal 2013 al 2016 il GSE offra ai 
soggetti obbligati i Certificati Verdi ritirati a un prezzo pari a quello di ritiro. 
[7] L’art. 20 del D.M. 6/7/2012 ha dettagliato le modalità di ritiro per i Certificati Verdi relativi alle produzioni dal 2011 
al 2015.
46 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
cessione dell’energia elettrica registrato nel 2012, pari a 77,00 €/MWh così come 
definito dalla Delibera AEEGSI 17/2013/R/EFR; 
◦◦ il prezzo di ritiro calcolato in base all’art. 25 comma 4 del D.Lgs 28/2011, pari al 
78% del prezzo di offerta, è risultato pari a 80,34 €/MWh. 
Per quanto riguarda il mercato dei CV relativo al 2013 (ritiro 2014): 
◦◦ il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE è pari a 114,46 €/MWh, calcolato 
come differenza tra 180 €/MWh e il valore medio annuo del prezzo di cessione 
dell’energia elettrica registrato nel 2013, pari a 65,54 €/MWh così come definito 
dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con la deliberazione 
20/2014/R/EFR; 
◦◦ il prezzo di ritiro calcolato in base all’art. 25 comma 4 del D.Lgs 28/2011, pari al 
78% del prezzo di offerta, risulta pari a 89,28 €/MWh. 
Il D.Lgs. n. 28/2011 ha anche previsto che il GSE ritiri i CV-TLR, rilasciati sempre per le 
produzioni dal 2011 al 2015, relativi agli impianti di cogenerazione abbinati a teleriscal-damento. 
Il prezzo di ritiro è in questo caso pari al prezzo medio di mercato dei CV-TLR 
registrato nel 2011, pari a 84,34 €/MWh. 
ENERGIA SOGGETTA ALL’OBBLIGO: 
QUANTIFICAZIONE E ASSOLVIMENTO 
Come già detto, il sistema dei Certificati Verdi si basa sull’obbligo, posto in capo a 
produttori e importatori di energia elettrica da fonti non rinnovabili, di immet-tere 
nel sistema elettrico una determinata quota di nuova produzione di energia da 
fonti rinnovabili. 
Ai fini della quantificazione dell’energia soggetta all’obbligo, il GSE verifica le quantità 
di energia convenzionale prodotta o importata e controlla l’annullamento dei CV sul 
conto proprietà di ciascun soggetto obbligato. 
Il processo che va dalla quantificazione dell’energia soggetta all’obbligo alla verifica 
dell’adempimento è articolato su due anni: 
◦◦ entro il 31 marzo dell’anno (n+1), i produttori e importatori di energia trasmet-tono 
l’autocertificazione dei dati relativi alla produzione e importazione non rin-novabile 
dell’anno (n) e le ulteriori informazioni necessarie al calcolo dell’energia 
soggetta all’obbligo; 
◦◦ nel corso dell’anno (n+1) il GSE, a seguito della valutazione delle autocertifica-zioni 
e dei documenti correlati, comunica a produttori e importatori l’ammontare 
dell’energia soggetta all’obbligo; 
◦◦ entro il 31 marzo dell’anno (n+2), i soggetti obbligati provvedono a rendere di-sponibili 
sul proprio conto proprietà i CV da annullare ai fini dell’adempimento 
all’obbligo. Per l’annullamento possono essere utilizzati CV relativi a pro-duzione 
rinnovabile degli anni (n+1), (n), (n-1) e, per una quota non superiore 
al 20% dell’obbligo, anche CV rilasciati a impianti di cogenerazione abbinata 
a teleriscaldamento; 
◦◦ al raggiungimento del termine del 31 marzo dell’anno (n+2), il GSE procede alla 
verifica dell’adempimento per ciascun soggetto obbligato: in caso di esito po-sitivo 
il GSE invia al soggetto la comunicazione di avvenuto adempimento; in 
caso di esito negativo il GSE invia al soggetto una comunicazione di sollecito 
concedendo ulteriori 30 giorni per provvedere all’adempimento; 
◦◦ a conclusione del processo di verifica il GSE comunica l’elenco dei soggetti 
inadempienti Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico che 
applica le sanzioni ai sensi alla Legge n. 481/1995. Sono considerati inadem-
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 47 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
pienti, per la quantità di certificati correlata al totale di elettricità importata 
o prodotta nell’anno precedente, anche i soggetti che omettono di presentare 
l’autocertificazione. 
L’obbligo 2013, ripartito tra 104 operatori, è stato pari a 12.692.129 Certificati Verdi. 
Gli operatori elettrici, suddivisi tra produttori e importatori, che nel 2012 hanno supe-rato 
la soglia dei 100 GWh annui di energia prodotta o importata e quindi soggetti ad 
autocertificazione, sono 133: ad essi è associata una produzione soggetta ad autocer-tificazione 
pari a quasi 205 TWh, di cui il 90% imputabile alla produzione nazionale e 
il 10% imputabile all’importazione. 
Per la determinazione dell’energia effettivamente soggetta all’obbligo, sui dati di au-tocertificazione 
presentati dagli operatori il GSE ha operato la detrazione delle espor-tazioni, 
delle importazioni esenti in quanto riconosciute come produzioni da fonte 
rinnovabile, della produzione riconosciuta di Cogenerazione ad Alto Rendimento e 
della franchigia spettante a ciascun soggetto. Tale operazione ha comportato una ri-duzione 
dell’energia soggetta ad obbligo di acquisto di CV da 205 a 168 TWh. Per 
quanto riguarda l’import va notato che dei circa 19 TWh importati quasi 14 TWh sono 
assoggettabili all’obbligo. 
Applicando la quota percentuale stabilita dal legislatore per l’anno di adempimento 
dell’obbligo 2013, pari al 7,55% dell’energia soggetta a obbligo, si è determinato quindi 
un obbligo complessivo pari a 168.108 GWh, corrispondente ad un totale di 12.692.129 
Certificati Verdi. 
Tabella 2-25 RICOSTRUZIONE DELL’OBBLIGO 2013 RELATIVO ALL’ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA E IMPORTATA NEL 2012 
PRODUTTORI IMPORTATORI TOTALE 
GWh N. GWh N. GWh N. 
Produzione > 100 GWh 185.368 75 Import. > 100 GWh 19.446 58 204.813 133 
Prod. esente da Cogenerazione 25.278 Import. Esente 0 25.278 
Export 159 Export 3.665 3.825 
Franchigia 6.155 Franchigia 5.599 11.754 
Energia soggetta 154.261 62 Energia soggetta 13.847 42 168.108 104 
En. Calcolata 7,55% 11.647 En. Calcolata 7,55% 1.045 11.625 
n. C. Verdi 11.646.697 n. C. Verdi 1.045.432 12.692.129 
Tabella 2-26 ENERGIA SOGGETTA ALL’OBBLIGO NEL PERIODO 2002-2012 
ANNO PRODUZIONE ENERGIA SOGGETTA OBBLIGO 
(TWh) 
OBBLIGO (%) ANNO OBBLIGO MILIONI DI CV 
DA ANNULLARE 
2002 180,91 2,00% 2003 3,62 
2003 203,15 2,00% 2004 4,06 
2004 193,75 2,35% 2005 4,55 
2005 202,65 2,70% 2006 5,46 
2006 189,94 3,05% 2007 5,79 
2007 186,73 3,80% 2008 7,1 
2008 186,91 4,55% 2009 8,5 
2009 153,04 5,30% 2010 8,11 
2010 147,8 6,05% 2011 8,94 
2011 170,72 6,80% 2012 11,61 
2012 168,11 7,55% 2013 12,69
48 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Con riferimento all’obbligo 2013, alla data di redazione del presente rapporto, ri-sulta 
che i soggetti obbligati hanno provveduto ad annullare complessivamente 
11.067.590 CV. 
Tabella 2-27 EVOLUZIONE DELL’OBBLIGO E SUA COPERTURA (1 CV = 1 MWh) 
OBBLIGO CONSUNTIVO ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO 
OBBLIGO ASSOLTO OPERATORI 
INADEMPIENTI 
ANNO (T-1) (1) ENERGIA QUOTA OBBLIGO ANNO (T) (2) OBBLIGO CV CV UTILIZZATI N. CV 
2001 161,62 2,00% 2002 3.232.400 3.232.400 0 - 
2002 182,03 2,00% 2003 3.643.200 3.643.200 0 - 
2003 208,45 2,00% 2004 4.145.800 4.137.800 1 8.000 
2004 193,75 2,35% 2005 4.553.073 4.543.923 1 9.150 
2005 201,97 2,70% 2006 5.456.337 5.395.587 5 60.750 
2006 190,11 3,05% 2007 5.798.350 5.796.950 1 1.400 
2007 187 3,80% 2008 7.106.189 7.083.074 1 23.115 
2008 187,22 4,55% 2009 8.518.286 8.391.412 2 126.874 
2009 155,48 5,30% 2010 8.204.370 8.115.243 3 89.127 
2010 147,84 6,05% 2011 8.944.202 8.858.253 5 85.949 
2011 170,69 6,80% 2012 11.607.230 10.701.220 3 906.010 
2012 168,11 7,55% 2013 12.692.129 11.389.384 5 1.302.745 
(1) Anno di produzione o importazione dell’energia soggetta ad obbligo 
(2) Anno di assolvimento dell’obbligo 
Figura 2-28 EVOLUZIONE DEL MERCATO DEI CV DAL 2002 AL 2013 (MILIONI DI CV) 
Il grafico precedente mostra l’evoluzione del mercato dei CV in termini di domanda e 
di offerta, evidenziando per quest’ultima il dettaglio delle differenti componenti che 
la costituiscono: CV da impianti IAFR, CV-TLR e CV immessi sul mercato da parte 
del GSE. 
Si può osservare come nei primi 3 anni di mercato l’offerta di CV dei produttori IAFR, 
inferiore alla domanda, sia stata integrata dai certificati venduti dal GSE. 
Negli anni successivi l’offerta dei produttori IAFR ha superato la domanda e quindi l’of-ferta 
del GSE ha assunto un ruolo marginale. In questo contesto fa eccezione il mercato 
dei CV 2008 nel quale, nonostante l’eccesso di offerta di CV IAFR, i soggetti obbligati 
hanno fatto ricorso per una quota consistente ai CV del GSE. Tale anomalia è stata cau-sata 
dal fatto che per l’anno 2008 il prezzo di ritiro dei CV da parte del GSE è risultato 
maggiore del prezzo di offerta dei CV del GSE (valore di riferimento del mercato). La 
30 
25 
20 
15 
10 
5 
0 
2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Obbligo 
Offerta GSE 
Offerta IAFR 
Offerta TLR 
(*) Valore preliminare (*)
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 49 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
suddetta circostanza non si è ripetuta per gli anni successivi in quanto il prezzo di offerta 
dei CV del GSE è tornato a essere superiore a quello di ritiro. 
2.4.3 TARIFFE ONNICOMPRENSIVE 
Prima dell’entrata in vigore del D.M. 6 luglio 2012, la Tariffa Onnicomprensiva (TO) co-stituiva 
il meccanismo di incentivazione, alternativo ai Certificati Verdi, riservato agli 
impianti qualificati IAFR di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW o 0,2 
MW per gli impianti eolici. 
La tariffa è detta “onnicomprensiva” in quanto il suo valore include una componente 
incentivante e una componente di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete. 
Essa, previa qualifica IAFR dell’impianto e sua entrata in esercizio, è riconosciuta per un 
periodo di 15 anni in funzione della quota di energia immessa in rete. 
La tariffa si applica a una quota parte o a tutta l’energia immessa in rete a seconda della 
tipologia di intervento impiantistico realizzato (nuova costruzione, riattivazione, rifaci-mento 
e potenziamento). Per gli impianti entrati in esercizio a seguito di interventi di-versi 
dalla nuova costruzione (potenziamento, riattivazione, rifacimento), a seconda degli 
interventi, può essere incentivata solo una determinata quota dell’energia immessa in 
rete. Le formule che individuano la quota di energia incentivata a seconda dell’intervento 
impiantistico realizzato sono contenute nel D.M. 18/12/2008. 
Tabella 2-28 TARIFFE ONNICOMPRENSIVE 
NUMERAZIONE L. 244/2007 FONTE VTO (€/MWh) 
1 Eolica per impianti di taglia inferiore a 200 kW 300 
3 Geotermica 200 
4 Moto ondoso e maremotrice 340 
5 Idraulica diversa da quella del punto precedente 220 
6 Biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi (1) a eccezione degli oli vegetali puri tracciabili (2) 
attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal Regolamento 2009/73/CE del Consiglio. 
280 
Alcol etilico di origine agricola proveniente dalla distillazione dei sottoprodotti della vinificazione. 
8 Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biocombustibili liquidi a eccezione degli oli 
vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal Regolamento del 
Consiglio 2009/73/CE 
180 
(1) L’articolo 25, comma 5, del D.Lgs. n. 28/2011 ha stabilito che, ai fini del riconoscimento della TO da 180 €/MWh, i residui di macellazione, nonché i sottoprodotti delle attività 
agricole, agroalimentari e forestali, non sono considerati liquidi anche qualora subiscano, nel sito di produzione dei medesimi residui e sottoprodotti o dell'impianto di conver-sione 
in energia elettrica, un trattamento di liquefazione o estrazione meccanica. 
(2) Il sistema di tracciabilità degli oli vegetali puri è chiarito dalle circolari MIP AAF del 31 marzo 2010 (“Circolare esplicativa del sistema di tracciabilità degli oli vegetali puri per la 
produzione di energia elettrica al fine dell’erogazione della Tariffa Onnicomprensiva di 0,28 euro a kWh prevista dalla L. n. 99/2009”) e del 21 giugno 2010 (“Oli vegetali puri. 
Sistema di tracciabilità per la produzione di energia elettrica soggetta al riconoscimento della Tariffa Onnicomprensiva ai sensi della legge 99/2009. Disposizioni attuative”).
50 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
NUMERO E POTENZA DEGLI IMPIANTI INCENTIVATI 
Al 31 dicembre 2013, 2.709 impianti risultano aver avuto accesso alle Tariffe 
Onnicomprensive per una potenza complessiva di 1.554 MW. 
Figura 2-29 NUMERO DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO 
3.000 
2.500 
2.000 
1.500 
1.000 
500 
0 
153 
429 
1.246 
797 
1.728 
2.709 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Tabella 2-29 NUMERO DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO, SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Idroelettrici a serbatoio _ 3 3 1 2 3 
Idroelettrici a bacino _ 3 3 4 6 7 
Idroelettrici ad acqua fluente 
95 218 334 
394 507 722 
Idroelettrici su acquedotto 44 51 67 
Eolici 3 39 95 164 221 354 
Biomasse solide 5 12 33 52 68 125 
Bioliquidi 8 36 76 141 197 294 
Biogas 30 93 212 398 622 1.067 
Gas di discarica 12 25 41 48 54 70 
TOTALE 153 429 797 1.246 1.728 2.709 
Figura 2-30 POTENZA DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO (MW) 
1.800 
1.500 
1.200 
900 
600 
300 
0 
77 
209 
403 
656 
956 
1.554 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Tabella 2-30 POTENZA DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (MW) 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Idroelettrici a serbatoio _ 0 0 0 2 3 
Idroelettrici a bacino _ 2 2 2 3 4 
Idroelettrici ad acqua fluente 
44 103 154 
208 275 424 
Idroelettrici su acquedotto 7 7 11 
Eolici 0 2 4 7 13 21 
Biomasse solide 3 8 20 29 41 78 
Bioliquidi 5 21 42 81 115 170 
Biogas 17 56 152 287 460 793 
Gas di discarica 8 17 29 35 40 50 
TOTALE 77 209 403 656 956 1.554
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 51 
I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 
Rapporto Attività 2013 
ENERGIA RITIRATA E CORRISPETTIVI EROGATI 
Nel 2013 è stato ritirato un quantitativo di energia convenzionata in regime di Tariffa 
Onnicomprensiva pari a 7.548 GWh, per un corrispettivo economico erogato dal GSE 
pari a di 1.976 milioni di euro. 
Figura 2-31 ENERGIA RITIRATA RELATIVA AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO (GWh) 
7.800 
6.500 
5.200 
3.900 
2.600 
1.300 
0 
149 
650 
1.331 
2.542 
4.070 
7.548 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Tabella 2-31 ENERGIA RITIRATA RELATIVA AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (GWh) 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Idroelettrici a serbatoio _ 0 1 1 1 5 
Idroelettrici a bacino _ 6 8 6 8 16 
Idroelettrici ad acqua fluente 
76 273 504 
626 809 1.432 
Idroelettrici su acquedotto 31 33 48 
Eolici _ 0 2 4 12 21 
Biomasse solide 1 20 42 94 160 303 
Bioliquidi 6 45 96 121 194 308 
Biogas 50 252 556 1.491 2.647 5.165 
Gas di discarica 15 54 124 168 205 249 
TOTALE 149 650 1.331 2.542 4.070 7.548 
Figura 2-32 CORRISPETTIVI EROGATI RELATIVI AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO (MILIONI DI EURO) 
2.400 
2.000 
1.600 
1.200 
800 
400 
0 
35 158 
327 
650 
1.056 
1.978 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Tabella 2-32 CORRISPETTIVI EROGATI RELATIVI AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (MILIONI DI EURO) 
2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Idroelettrici a serbatoio _ 0 0 0 0 1 
Idroelettrici a bacino _ 1 2 1 2 4 
Idroelettrici ad acqua fluente 
17 60 111 
138 178 315 
Idroelettrici su acquedotto 7 7 11 
Eolici _ 0 1 1 4 6 
Biomasse solide 0 6 12 26 45 85 
Bioliquidi 1 10 24 30 42 66 
Biogas 14 71 155 417 741 1.445 
Gas di discarica 3 10 22 30 37 45 
TOTALE 35 158 327 650 1.056 1.978
52 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Gli incentivi introdotti dal D.M. 6 luglio 2012 
2.5 GLI INCENTIVI INTRODOTTI DAL D.M. 6 LUGLIO 2012 
2.5.1 I NUOVI MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE 
L’11 luglio 2012 è entrato in vigore il D.M. 6 luglio 2012 che ha stabilito le nuove modalità 
di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rin-novabili, 
diverse da quella solare fotovoltaica, con potenza non inferiore a 1 kW, entrati 
in esercizio a partire dal 1º gennaio 2013. Lo stesso Decreto, all’art. 30, prevede delle 
modalità e condizioni di transizione dai precedenti meccanismi di incentivazione (regolati 
dal D.M. 18/12/2008) al nuovo sistema. 
Il Decreto 6 luglio 2012 prevede che l’incentivazione sia riconosciuta in riferimento all’e-nergia 
netta prodotta e immessa in rete, pari al minor valore fra la produzione netta e l’e-nergia 
effettivamente immessa in rete. In particolare sono previste due tipologie di incentivi: 
◦◦ una tariffa incentivante onnicomprensiva (To), per gli impianti di potenza non su-periore 
a 1 MW calcolata secondo la seguente formula: 
To = Tb + Pr 
(Tb: tariffa incentivante base; Pr: ammontare totale degli eventuali premi) 
◦◦ un incentivo (I) per gli impianti di potenza superiore ad 1 MW e per quelli di 
potenza non superiore a 1 MW che non optino per la Tariffa Onnicomprensiva, 
calcolato come differenza tra un valore fissato (ricavo complessivo) e il prezzo zo-nale 
orario dell’energia (riferito alla zona in cui è immessa in rete l’energia elettrica 
prodotta dall’impianto): 
I = Tb + Pr – Pz 
(Pz: prezzo zonale orario) 
Nel caso di Tariffa Onnicomprensiva, il corrispettivo erogato comprende la remunera-zione 
dell’energia che viene ritirata dal GSE; nel caso di incentivo, l’energia resta invece 
nella disponibilità del produttore. 
Il D.M. 6/7/2012 definisce quattro diverse modalità di accesso ai meccanismi di incenti-vazione, 
a seconda della taglia di potenza e della categoria di intervento: 
◦◦ accesso diretto, nel caso di impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, 
oggetto di rifacimento o potenziamento con potenza non superiore a un de-terminato 
valore (per i potenziamenti non deve essere superiore a tale limite 
l’incremento di potenza); 
◦◦ iscrizione a registri, in posizione tale da rientrare entro contingenti annui di po-tenza 
incentivabili assegnati alle diverse fonti, nel caso di impianti nuovi, inte-gralmente 
ricostruiti, riattivati o oggetto di potenziamento, se la relativa potenza 
è superiore a quella massima ammessa per l’accesso diretto, ma non superiore 
a un determinato valore soglia (per i potenziamenti non deve essere superiore a 
tale valore soglia l’incremento di potenza); 
◦◦ aggiudicazione degli incentivi a seguito di partecipazione a procedure compe-titive 
di aste al ribasso, in posizione tale da rientrare entro contingenti annui 
di potenza incentivabili assegnati alle diverse fonti, nel caso di impianti nuovi, 
integralmente ricostruiti, riattivati o oggetto di potenziamento se la relativa po-tenza 
è superiore a un determinato valore soglia (per i potenziamenti deve essere 
superiore a tale valore soglia l’incremento di potenza);
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 53 
Gli incentivi introdotti dal D.M. 6 luglio 2012 
Rapporto Attività 2013 
◦◦ iscrizione a registri, in posizione tale da rientrare entro contingenti annui di po-tenza 
incentivabili assegnati alle diverse fonti, nel caso di rifacimenti di impianti la 
cui potenza è superiore a quella massima ammessa per l’accesso diretto. 
2.5.2 I BANDI PER I REGISTRI E LE ASTE 
I bandi relativi ai primi registri e procedure d’asta sono stati pubblicati l’8 settembre 2012 
e dopo 30 giorni è stato attivato un nuovo portale telematico per l’invio delle richieste 
di iscrizione ai registri e di partecipazione alle aste da parte degli operatori. Le richieste 
pervenute nell’ambito di tali registri e aste sono state 999; il dettaglio è fornito nelle 
tabelle seguenti. 
Tabella 2-33 RICHIESTE DI ISCRIZIONE ALLE PRIME PROCEDURE D’ASTA 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE 
POTENZA 
(MW) 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
Eolico onshore 500 18 442 88,4% 18 442 88,4% 
Eolico offshore 650 1 30 4,6% 1 30 4,6% 
Idroelettrico 50 0 0 0 0 0 0 
Geotermoelettrico 40 1 39,6 99% 1 39,6 99% 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettere a), b) e d), biogas, gas di 
depurazione e gas di discarica e 
120 1 13 10,8% 1 13 10,8% 
bioliquidi sostenibili 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettera c) 350 2 32,91 9,4% 2 32,91 9,4% 
TOTALE 1.710 23 557,51 32,6% 23 557,51 32,6% 
Tabella 2-34 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI PRIMI REGISTRI (DIVERSI DA QUELLI DEDICATI AI RIFACIMENTI) 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE 
POTENZA 
(MW) 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
Eolico onshore 60 461 191,706 319,51% 319 60 100% 
Idroelettrico 70 248 162,826 232,61% 150 70 100% 
Geotermoelettrico 35 1 4,8 13,71% 1 4,8 13,7% 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettere a), b) e d), biogas, gas di 
depurazione e gas di discarica e 
170 239 220,651 129,79% 205 170 100% 
bioliquidi sostenibili 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettera c) 30 1 2,4 8% 1 2,4 8% 
Oceanico 3 0 0 0 
TOTALE 368 950 582,383 158,26% 676 307,2 83,5% 
Tabella 2-35 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI PRIMI REGISTRI PER GLI INTERVENTI DI RIFACIMENTO 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE 
POTENZA 
(MW) 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
Eolico onshore 150 0 0 0 0 0 0 
Idroelettrico 300 23 70,881 23,6% 20 30,625 10,21% 
Geotermoelettrico 40 2 39,6 99% 2 39,6 99% 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettere a), b) e d), biogas, gas di 
depurazione e gas di discarica e 
65 0 0 0 0 0 0 
bioliquidi sostenibili 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettera c) 70 1 13,6 19,4% 1 13,6 19,43% 
TOTALE 625 26 124,081 19,8% 23 83,825 13,41%
54 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Gli incentivi introdotti dal D.M. 6 luglio 2012 
I bandi relativi ai secondi registri e procedure d’asta sono stati pubblicati il 13 marzo 2013 
e dopo 30 giorni è stato attivato un nuovo portale telematico per l’invio delle richieste 
di iscrizione ai registri e di partecipazione alle aste da parte degli Operatori. Le richieste 
pervenute nell’ambito di tali registri e aste sono state 987; il dettaglio è fornito nelle 
tabelle seguenti. 
Tabella 2-36 RICHIESTE DI ISCRIZIONE ALLE SECONDE PROCEDURE D’ASTA 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE 
POTENZA 
(MW) 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
NUMERO POTENZA 
Eolico onshore 399,94 47 1.086 271,50% 16 399,94 100% 
Eolico offshore 620 0 0 0 0 0 0 
Idroelettrico 50 0 0 0 0 0 0 
Geotermoelettrico - - - - - - - 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettere a), b) e d), biogas, gas di 
depurazione e gas di discarica e 
107 2 33,696 31,50% 2 33,696 31% 
bioliquidi sostenibili 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettera c) 317,09 0 0 0 0 0 0 
TOTALE 1.494 49 1.119,70 74,90% 18 433,636 29% 
Tabella 2-37 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI SECONDI REGISTRI (DIVERSI DA QUELLI DEDICATI AI RIFACIMENTI) 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE 
POTENZA 
(MW) 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
NUMERO POTENZA 
Eolico onshore 52,504 419 200,962 382,80% 61 52,504 100% 
Idroelettrico 60,972 240 150,188 246,30% 105 60,972 100% 
Geotermoelettrico 52,9 0 0 0 0 0 0 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettere a), b) e d), biogas, gas di 
depurazione e gas di discarica e 
139,523 253 184,204 132% 213 139,523 100% 
bioliquidi sostenibili 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettera c) 27,6 0 0 0 0 0 0 
Oceanico 3 0 0 0 0 0 0 
TOTALE 336,499 912 535,354 159,10% 379 252,999 75,20% 
Tabella 2-38 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI SECONDI REGISTRI PER GLI INTERVENTI DI RIFACIMENTO 
TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE 
POTENZA 
(MW) 
NUMERO POTENZA 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
NUMERO POTENZA 
Eolico onshore 300 0 0 0 0 0 0 
Idroelettrico 553,992 26 34,089 6,20% 25 33,789 6,10% 
Geotermoelettrico 40,4 0 0 0 0 0 0 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettere a), b) e d), biogas, gas di 
depurazione e gas di discarica e 
130 0 0 0 0 0 0 
bioliquidi sostenibili 
Biomasse di cui all’articolo 8, comma 
4, lettera c) 126,4 0 0 0 0 0 0 
TOTALE 1.150,79 26 34,089 3% 25 33,789 2,90% 
2.5.3 IMPIANTI IN ESERCIZIO QUALIFICATI 
NEL CORSO DEL 2013 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
COMPLESSIVA 
(MW) 
% 
CONTINGENTE 
Nel 2013 è stata avviata l’istruttoria per le richieste di ammissione agli incentivi degli 
impianti entrati in esercizio a partire dal 1º gennaio 2013.
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 55 
Il contatore delle fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico 
Rapporto Attività 2013 
Gli impianti che hanno ottenuto la qualifica sono stati 83 per una potenza totale di 6,1 
MW. Il maggior numero di impianti in esercizio qualificati nel 2013 si riferisce agli impianti 
idroelettrici ad acqua fluente (37), seguono gli impianti eolici (35). Agli impianti idroelet-trici 
ad acqua fluente spetta anche il primato in termini di potenza installata (3,6 MW), 
seguiti dagli impianti eolici (1,8 MW). 
Tabella 2-39 IMPIANTI QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 
SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 
TIPOLOGIA IMPIANTI NUMERO DI 
IMPIANTI 
POTENZA 
(MW) 
Idroelettrici a bacino/serbatoio 1 0,2 
Idroelettrici ad acqua fluente 37 3,6 
Idroelettrici su acquedotto 5 0,2 
Eolici 35 1,8 
Geotermoelettrici - - 
Biomasse 4 0,3 
Bioliquidi - - 
Biogas 1 0,1 
TOTALE 83 6,1 
Tabella 2-40 IMPIANTI QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 
SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 
TIPOLOGIA IMPIANTI NUMERO DI 
IMPIANTI 
POTENZA 
(MW) 
Integrale Ricostruzione 2 0,2 
Nuova Costruzione 76 5,6 
Potenziamento 5 0,3 
Riattivazione - - 
Rifacimento - - 
TOTALE 83 6,1 
2.6 IL CONTATORE DELLE FONTI RINNOVABILI 
ELETTRICHE DIVERSE DAL FOTOVOLTAICO 
Il “contatore degli oneri delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche” (contatore FER-E), è lo 
strumento operativo che serve a visualizzare, sul sito Internet del GSE, il “costo indicativo 
cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili 
diversi da quelli fotovoltaici, definito all’art. 2 del D.M. 6/7/2012. 
Tale costo rappresenta una stima dell’onere annuo potenziale, già impegnato anche se 
non ancora interamente sostenuto, degli incentivi riconosciuti agli impianti a fonti rinno-vabili 
non fotovoltaici, in attuazione dei vari provvedimenti di incentivazione statali che 
si sono succeduti in questo settore. Il contatore non esprime quindi l’onere sostenuto 
nell’ultimo anno solare o negli ultimi dodici mesi né tantomeno rappresenta una previ-sione 
dell’onere da sostenere nel successivo anno solare o nei successivi dodici mesi. 
In base all’art. 3 del D.M. 6/7/2012, il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” 
non potrà superare i 5,8 miliardi di euro annui. 
Concorrono al calcolo del contatore solo gli oneri derivanti dall’incentivazione dell’e-nergia 
elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili individuate dall’art. 2 del D.Lgs. n. 28/2011, 
con esclusione degli impianti fotovoltaici. Non sono pertanto inclusi nel contatore gli 
impianti alimentati a fonti assimilate alle rinnovabili. 
Nel caso di impianti ibridi, vengono considerati nel contatore solo gli oneri attribuibili 
alla fonte rinnovabile, indipendentemente dall’inquadramento giuridico della fonte non 
rinnovabile al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto e dunque indipendente-mente 
dall’eventuale incentivo ad essa riconosciuto. 
In particolare, nel caso degli impianti alimentati a rifiuti , anche se essi hanno avuto ac-cesso 
all’incentivazione sul totale dell’energia prodotta, nel contatore vengono inclusi 
solo gli oneri attribuibili all’incentivazione della frazione biodegradabile. A tal proposito,
56 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I servizi di ritiro dell’energia: Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto 
ai soli fini del contatore, nei casi di impianti per cui non si disponga di una valutazione 
dell’energia imputabile alla frazione biodegradabile dei rifiuti utilizzati, si assume che la 
quota della producibilità imputabile alla frazione biodegradabile sia pari al 51%. 
Per il calcolo del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” si fa riferimento al pe-rimetro 
degli interventi impiantistici ammessi agli incentivi (nuova costruzione, integrale 
ricostruzione, riattivazione, rifacimento totale o parziale, potenziamento e impianti ibridi) 
riconducibili alle seguenti fattispecie: 
◦◦ interventi ammessi agli incentivi che hanno comunicato al GSE l’entrata in eser-cizio 
fisico, siano essi già in esercizio commerciale o meno; 
◦◦ interventi, non ancora entrati in esercizio, ammessi ai registri in posizione utile o 
risultati vincitori delle procedure di asta al ribasso, secondo quanto previsto dal 
D.M. 6/7/2012. 
In conformità alle regole stabilite dall’art. 2 del D.M. 6/7/2012, il “costo indicativo cu-mulato 
annuo degli incentivi” è calcolato come sommatoria del prodotto tra l’incentivo 
specifico riconosciuto all’intervento e l’energia incentivabile annua, per tutti gli interventi 
incentivati relativi agli impianti a fonti rinnovabili non fotovoltaici. Esso viene calcolato 
e pubblicato sul sito Internet del GSE con cadenza mensile. 
Al 31 dicembre 2013, il contatore FER Elettriche si è attestato sul valore di 4.558 milioni 
di euro, ripartiti come segue tra i diversi meccanismi di incentivazione: 2.614 Mln € per 
i Certificati Verdi; 1.331 Mln € per la Tariffa Onnicomprensiva; 201 Mln € per il CIP 6; 382 
Mln € per i registri e le aste previste dal D.M. 6/7/2012; 29 Mln € per gli impianti entrati 
in esercizio ai sensi del D.M. 6/7/2012. 
Tabella 2-41 CONTATORE DELLE FER ELETTRICHE AL 31/12/2013 (MILIONI DI EURO) 
FONTE CV TO CIP6 D.M. 6/7/2012 
REGISTRI E ASTE 
D.M. 6/7/2012 
IN ESERCIZIO TOTALE 
Idraulica 677,9 220,5 - 78,2 16,3 992,9 
Eolica 1.116,6 4 6,1 68 7,8 1.202,6 
Moto ondoso - - - - - 
Geotermica 112,7 - - 11,7 - 124,4 
Biomasse 301,3 63,2 185,3 125,2 1,3 676,3 
Bioliquidi 310,3 71,2 - 1,5 - 383 
Biogas 95,7 972,5 9,5 97,9 3,1 1.178,7 
TOTALE 2.614,5 1.331,5 200,8 382,5 28,7 4.558,0 
2.7 I SERVIZI DI RITIRO DELL’ENERGIA: 
RITIRO DEDICATO E SCAMBIO SUL POSTO 
2.7.1 RITIRO DEDICATO 
QUADRO NORMATIVO 
Il Ritiro Dedicato (RID) rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produt-tori 
per il collocamento sul mercato dell’energia elettrica immessa in rete, alternativa ai 
contratti bilaterali o alla vendita diretta in borsa. 
Sono ammessi al regime di Ritiro Dedicato gli impianti citati dall’articolo 13, commi 3 e 
4 del D.Lgs. n. 387/2003 e dall’articolo 1 comma 41 della Legge n. 239/2004. Si tratta 
degli impianti:
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 57 
I servizi di ritiro dell’energia: Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto 
Rapporto Attività 2013 
◦◦ di potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da qualunque fonte; 
◦◦ di qualsiasi potenza nel caso di fonti rinnovabili non programmabili (eolica, solare, 
geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica limitatamente agli impianti 
ad acqua fluente); 
◦◦ di potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA, alimentati da fonti 
rinnovabili programmabili purché nella titolarità di un autoproduttore (così come 
definito dall’articolo 2, comma 2, del D.Lgs. n. 79/1999). 
Per questi impianti il GSE assume il ruolo di utente del dispacciamento, ritirando e col-locando 
sul mercato l’energia elettrica immessa in rete, alle condizioni definite dalla 
Delibera AEEGSIARG/elt 280/07 e s.m.i. 
La determinazione degli importi relativi all’energia elettrica immessa in rete è definita 
sulla base delle misure in immissione comunicate mensilmente al GSE dal gestore di rete 
al quale l’impianto è connesso. L’energia elettrica è valorizzata al prezzo orario zonale 
corrispondente alla zona di mercato in cui è connesso l’impianto. 
A vantaggio dei produttori di piccola taglia (impianti di potenza attiva nominale fino 
a 1 MW) sono riconosciuti dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) aggiornati annualmente 
dall’AEEGSI. 
Il produttore che intenda aderire al regime di ritiro dedicato deve presentare un’apposita 
istanza e sottoscrivere una convenzione con il GSE. 
L’accesso al meccanismo del Ritiro Dedicato è alternativo all’accesso agli incentivi rego-lati 
dai Decreti del 5 e 6 luglio 2012. 
RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2013 
Sulla base dei dati disponibili alla data di redazione del presente rapporto, a fine 2013 
risultano 57.793 impianti in regime di Ritiro Dedicato per una potenza complessiva di 
18.804 MW; si stima però che il dato di consuntivo finale relativo al 2013 possa superare 
le 59.000 convenzioni RID, corrispondenti ad una potenza di oltre 19.000 MW e a un’e-nergia 
ritirata di oltre 25 TWh per un costo di quasi 2 miliardi di euro. 
Tabella 2-42 IMPIANTI IN CONVENZIONE RID AL 31 DICEMBRE 2013 
TIPOLOGIA IMPIANTI NUMERO POTENZA (MW) ENERGIA RITIRATA (GWh) COSTO GSE DI RITIRO (MLN €) 
PRE-CONSUNTIVO 
STIMA 
FINALE 
PRE-CONSUNTIVO 
STIMA 
FINALE 
PRE-CONSUNTIVO 
STIMA 
FINALE 
PRE-CONSUNTIVO 
STIMA 
FINALE 
Biocombustibili liquidi 174 194 106 116 7,87 8,81 0,61 0,68 
Biogas 573 590 430 442 221,39 232,12 17,5 18,49 
Biomasse 149 201 130 168 159,97 216,06 10,86 16,59 
Combustibili fossili 275 322 409 460 368,75 410,94 23,57 26,19 
Eolica 536 555 4.224 4.227 6.577,54 6.583,37 400,88 401,35 
Gas di discarica 138 163 168 186 462,27 512,15 30,89 34,47 
Gas residuati 
dai processi di depurazione 8 8 10 10 34,33 34,33 3,13 3,13 
Geotermica 1 1 0 0 0,31 0,31 0,02 0,02 
Ibrido 1 1 1 1 0,01 0,01 0 0 
Idraulica 1.731 1.765 1.208 1.224 3.387,04 3.434,01 266,06 269,94 
Oli vegetali puri 3 3 3 3 0,08 0,08 0,01 0,01 
Rifiuti 16 18 49 53 83,5 89,54 5,03 5,4 
Solare 54.188 55.254 12.066 12.170 13.896,59 13.969,25 1.032,82 1.038,84 
TOTALE 57.793 59.075 18.804 19.061 25.199,65 25.490,97 1.791,39 1.815,11
58 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
I servizi di ritiro dell’energia: Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto 
PREZZI DI RITIRO 
Il prezzo zonale orario formatosi sul mercato elettrico, applicato nel regime di Ritiro Dedicato, 
è corrisposto in relazione al profilo orario di immissione del singolo produttore ed è determi-nato 
dal gestore di rete sulla base di quanto disposto dalla Delibera ARG/elt 178/08. 
Per gli impianti a fonti rinnovabili di potenza fino a 1 MW sono riconosciuti dei Prezzi 
Minimi Garantiti aggiornati annualmente dall’AEEGSI. In particolare, la Deliberazione 
ARG/elt 103/11 ha modificato la Deliberazione n. 280/07 definendo, a decorrere dal 
gennaio 2012, dei prezzi minimi garantiti differenziati per fonte e definiti , nel caso delle 
fonti solare fotovoltaica e idraulica, per scaglioni progressivi di energia. 
Tabella 2-43 PREZZI MINIMI GARANTITI PER L’ANNO 2013 (€/MWh) 
TIPOLOGIA IMPIANTI QUANTITÀ DI ENERGIA ELETTRICA RITIRATA 
I Prezzi Minimi Garantiti consentono ai produttori di piccola taglia di ricevere una remune-razione 
stabile per i primi 2 milioni di kWh annui immessi in rete, senza pregiudicare tuttavia 
la possibilità di ricevere di più nel caso in cui la remunerazione a prezzi orari zonali dovesse 
risultare più vantaggiosa. A conclusione di ciascun anno, infatti, il GSE è tenuto a riconoscere 
un conguaglio a favore degli impianti per i quali il ricavo medio unitario associato ai prezzi 
orari zonali risulti più elevato di quello risultante dall’applicazione a Prezzi Minimi Garantiti. 
2.7.2 SCAMBIO SUL POSTO 
QUADRO NORMATIVO 
Il meccanismo dello Scambio sul Posto (SSP) consente al soggetto responsabile di un 
impianto la compensazione tra il valore economico associabile all’energia elettrica pro-dotta 
e immessa in rete e il valore economico associabile all’energia elettrica prelevata e 
consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione. 
Hanno potuto accedere allo Scambio sul Posto gli impianti: 
◦◦ alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 200 kW (se entrati in esercizio 
dopo il 31 dicembre 2007); 
◦◦ alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW (se entrati in esercizio entro 
il 31 dicembre 2007); 
SU BASE ANNUA 
PREZZO MINIMO GARANTITO 
PER L’ANNO 2012 (€/MWh) 
Biogas 
Biomasse fino a 2.000.000 kWh annui 119,6 
Oli vegetali puri 
Gas di discarica 
Gas residuati dai processi di depurazione fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 
Biocombustibili liquidi 
Eolica fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 
Geotermica fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 
Solare fino a 3.750 kWh 105,8 
oltre 3.750 kWh fino a 25.000 kWh 95,2 
oltre 25.000 kWh fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 
Idraulica fino a 250.000 kWh 158,7 
oltre 250.000 kWh fino a 500.000 kWh annui 100,5 
oltre 500.000 kWh fino a 1.000.000 kWh annui 86,7 
oltre 1.000.000 kWh fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 
Altre fonti rinnovabili fino a 500.000 kWh 109,4 
oltre 500.000 kWh fino a 1.000.000 kWh annui 92,3 
oltre 1.000.000 kWh fino a 2.000.000 kWh annui 80,6
2 Icenn tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 59 
Il processo di recupero crediti 
Rapporto Attività 2013 
◦◦ di Cogenerazione ad Alto Rendimento di potenza fino a 200 kW. 
L’accesso al meccanismo dello Scambio sul Posto è alternativo all’accesso agli incentivi 
regolati dai Decreti del 5 e 6 luglio 2012. 
La Deliberazione ARG/elt n. 74/08 (TI SP)[8] prevede il riconoscimento di un contributo, 
a favore dell’utente dello scambio, che si configura come ristoro di una parte degli oneri 
sostenuti per il prelievo di energia elettrica dalla rete. 
In particolare il contributo erogato dal GSE all’utente dello scambio, prevede: 
◦◦ il ristoro dell’onere sostenuto per la componente servizi, limitatamente all’energia scam-biata 
con la rete (valore minimo tra l’energia immessa in rete e quella prelevata dalla rete); 
◦◦ il riconoscimento del valore minimo tra l’onere energia e il controvalore in euro 
dell’energia elettrica immessa in rete. 
Nel caso in cui il controvalore dell’energia immessa in rete risulti superiore all’onere 
energia sostenuto dall’utente dello scambio, il saldo relativo, su richiesta dell’interessato, 
può essere liquidato economicamente ovvero registrato a credito e utilizzato per com-pensare 
l’onere energia degli anni successivi. 
Nel corso del 2012 l’Autorità, con la Delibera 570/2012/R/efr, ha definito la nuova re-golazione 
dello Scambio sul Posto, al fine di rivedere le modalità di restituzione degli 
oneri generali di sistema e di semplificarne la fruizione anche per gli impianti già entrati 
in esercizio, dando attuazione alle disposizioni previste dal D.M. 6 luglio 2012. La nuova 
regolazione ha trovato applicazione dall’anno 2013. 
RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2013 
Alla data del 31 dicembre 2013, gli impianti per i quali è stata attivata una convenzione di 
Scambio sul Posto risultano 389.320 per una potenza complessiva pari a 3,7 GW. 
Tabella 2-44 IMPIANTI IN CONVENZIONE SSP AL 31/12/2013 
ANNO NUMERO IMPIANTI IN CONVENZIONE POTENZA TOTALE IMPIANTI (GW) 
2011 224.376 1,9 
2012 373.470 3,5 
2013 389.320 3,7 
2.8 IL PROCESSO DI RECUPERO CREDITI 
Il GSE, a partire dal 2010, ha implementato un processo di recupero crediti con la finalità di 
gestire, coordinare e monitorare tutte le attività necessarie per il recupero degli incentivi/ 
benefici indebitamente percepiti dagli operatori. Le rideterminazioni e i recuperi dei be-nefici 
e degli incentivi erogati derivano principalmente da verifiche documentali e sopral-luoghi[ 
9], verifiche a seguito di informativa antimafia interdittiva, ricalcoli incentivi erogati, 
verifiche a seguito di segnalazioni di furto, danni e rimozione degli impianti fotovoltaici. 
Nell’ambito del processo di recupero crediti, il GSE provvede pertanto al ricalcolo degli 
incentivi spettanti, alla quantificazione delle somme indebitamente percepite dagli ope-ratori 
e all’adozione delle misure necessarie per garantire il rientro delle somme (richiesta 
[8] Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche per lo Scambio sul Posto. 
[9] Per la parte relativa alle verifiche documentali e ai controlli, dal 13 febbraio 2014 è in vigore il D.M. 31 gennaio 2014 
che, in attuazione dell’articolo 42 del D.Lgs. 28/2011, ha lo scopo di definire un sistema organico in materia di con-trolli 
attuati dal GSE sulla regolarità degli incentivi erogati, definendo alcune modalità operative per lo svolgimento 
dei controlli.
60 
2 Incen Rapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Il processo di recupero crediti 
di versamento degli importi, compensazioni con erogazioni successive o con altre partite 
commerciali in essere, solleciti ad adempiere e, in ultima istanza, recuperi per vie legali). 
Il processo di recupero crediti presenta un andamento crescente nel tempo. Alla fine del 
2013 la somma totale di importi da recuperare ammonta a circa 108 Mln €, di cui circa il 
59% già incassata. Considerato il particolare contesto economico e le crescenti richieste 
da parte degli operatori di rateizzare la restituzione delle somme, sono state accettate, 
anche a tutela del credito del GSE, soluzioni di pagamento dilazionato applicando gli 
interessi per il ritardato pagamento. 
Tabella 2-45 DATI PROCESSO DEL RECUPERO CREDITI (PERIODO 2010-2013) 
2010 2011 2012 2013 TOTALE 
Numero di recuperi avviati sugli impianti 11 13 92 137 253 
Importi da recuperare (Mln €) 6,5 8,8 27,3 65 107,6 
Importi recuperati (Mln €) 1 7,5 14,5 40 63 
Figura 2-33 STATO RECUPERO CREDITI (PERIODO 2010-2013) 
13% 
Figura 2-34 DETTAGLIO RECUPERI ATTIVATI NEL 2013 (MILIONI DI EURO) 
€35 
€30 
12,2 
Nel solo anno 2013, i recuperi attivati a seguito delle attività di verifiche e controllo sugli 
impianti ammontano a circa 65 Mln €. Di questi, circa 35 Mln € derivano da irregolarità 
riscontrate con riferimento ai Certificati Verdi, 17 Mln € da ricalcoli degli incentivi spet-tanti 
a impianti ricadenti nel regime CIP 6, 12 Mln € da difformità rilevate su impianti 
fotovoltaici incentivati con il Conto Energia. 
21% 
5% 
2% 
59% 
Recuperi effettuati: 63 Mln € 
Recuperi con Piano di rientro: 2,5 Mln € 
Recuperi affidati a legali esterni: 5 Mln € 
Recuperi con contenziosi/ricorsi: 22,5 Mln € 
Recuperi da effettuare: 14,6 Mln € 
€25 
€20 
€15 
€10 
€5 
€0 
CIP6 
Scambio 
sul Posto 
Conto 
Energia 
Ritiro 
Dedicato 
Tariffa 
Onnicomprensiva 
Certificati 
Verdi 
0 0,1 
0,3 
35 
17,4
3 
GESTIONE 
DELL’ENERGIA ELETT RICA 
Rapporto Attività 2013
Ges tione dell ’Energ ia Ele ttrica 3 
64 Rapporto Attività 2013 
La gestione dei meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica genera dei 
costi che sono tuttavia parzialmente compensati dai ricavi derivanti dalla vendita dell’e-nergia 
ritirata dal GSE, riducendo così in parte l’onere in capo agli utenti finali. 
I costi sostenuti dal GSE per l’incentivazione e il ritiro dell’energia sono già stati descritti 
nel capitolo 2. In questo capitolo, invece, vengono delineate le principali attività finaliz-zate 
alla vendita sul mercato dell’energia elettrica ritirata dal GSE dai titolari di unità di 
produzione che hanno stipulato una convenzione CIP 6/92, Tariffa Onnicomprensiva (TO) 
di cui al D.M. 18/12/2008 e al D.M. 5/5/2011, Ritiro Dedicato (RID), Scambio Sul Posto 
(SSP) e Tariffa Onnicomprensiva (TFO) di cui ai D.M. 5/7/2012 e 6/7/2012. 
3.1 PARTECIPAZIONE AL MERCATO ELETTRICO 
La partecipazione del GSE al mercato elettrico ha l’importante obiettivo di ottimizzare le 
vendite dell’energia elettrica immessa in rete dagli operatori e consegnata al GSE a fronte 
dei diversi sistemi di incentivazione e/o promozione previsti dalla normativa. 
Le principali attività svolte dal GSE, in ambito di Energy Management, possono essere 
identificate in attività di front office (in semiturno) e attività di back office. 
Le principali attività di front office sono: 
◦◦ programmazione settimanale/giornaliera e vendita sul Mercato del Giorno Prima 
(MGP) dell’energia immessa in rete da unità di produzione CIP 6, RID, TO, TFO e 
SSP; 
◦◦ vendita/acquisto energia sul Mercato Infragiornaliero (MI); 
◦◦ monitoraggio della produzione mediante un servizio di acquisizione e telelettura 
delle misure, al fine di aggiornare le offerte sui mercati MGP e MI; 
◦◦ verifica degli ordini di dispacciamento impartiti da TERNA in tempo reale; 
◦◦ gestione del contratto di dispacciamento (manutenzioni settimanali, annuali, ecc.); 
◦◦ supporto alla Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per la presentazione delle offerte di 
acquisto sul MGP. 
Le principali attività di back office, invece, sono: 
◦◦ definizione delle strategie e delle attività di pricing, attraverso algoritmi di previ-sione 
dei prezzi che si formano sul Mercato del Giorno Prima (MGP), sul Mercato 
Infragiornaliero (MI) e sui Mercati dei Servizi del Dispacciamento (MSD) e stima 
del segno dello sbilanciamento degli aggregati zonali di TERNA; 
◦◦ definizione delle strategie e delle attività di bidding sui mercati di riferimento (MGP 
e MI), con lo scopo di minimizzare lo sbilanciamento fisico delle unità di produ-zione 
inserite nel contratto di dispacciamento in immissione del GSE; 
◦◦ settlement attraverso il controllo delle partite energetiche verso il GME per l’e-nergia 
venduta/acquistata sui mercati dell’energia e verso TERNA per i corrispet-tivi 
dello sbilanciamento, attraverso la valutazione e la verifica degli importi co-municati 
da TERNA, con segnalazione delle eventuali incongruenze riscontrate; 
◦◦ settlement relativo al trasferimento ai produttori RID/TFO della quota residua 
dei corrispettivi dello sbilanciamento calcolati da TERNA, e del controvalore di 
partecipazione alle quattro sessioni del Mercato Infragiornaliero; 
◦◦ allineamento delle anagrafiche con TERNA ai fini del settlement; 
◦◦ reportistica contenente i dati di anagrafica delle unità di produzione considerate 
ai fini della programmazione e della vendita dell’energia, i risultati delle azioni 
di mercato effettuate sui mercati elettrici (MGP e MI), nonché i corrispettivi di 
sbilanciamento e le eventuali quote residue in capo ai diversi regimi commerciali;
3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 65 
Partecipazione al mercato elettrico 
Rapporto Attività 2013 
◦◦ supporto a RFI per la verifica tecnico/economica della fatturazione da parte di 
TERNA. 
I paragrafi che seguono delineano le principali attività del GSE nell’ambito della parteci-pazione 
al mercato elettrico. 
3.1.1 I MERCATI ELETTRICI IN CUI OPERA IL GSE 
Il GSE vende sul mercato elettrico l’energia ritirata dai produttori a fronte dei diversi 
meccanismi (CIP 6, TO, RID, SSP, TFO), attraverso la partecipazione al Mercato del Giorno 
Prima (MGP) e al Mercato Infragiornaliero (MI, articolato su quattro sessioni MI1, MI2, 
MI3 e MI4), nell’ambito del Mercato Elettrico a Pronti (MPE). Il GSE non partecipa invece 
al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD). 
Tabella 3-48 MERCATO ELETTRICO A PRONTI 
MERCATO DEL GIORNO PRIMA 
MERCATO DEL GIORNO PRIMA 
L’energia (CIP 6, TO, RID, SSP, TFO) offerta dal GSE sul Mercato del Giorno Prima è 
risultata pari al 17,4% dell’energia totale transitata in borsa nel 2013 (piattaforma IP EX[1] 
del GME). I dati di previsione della produzione eolica, fotovoltaica e idroelettrica ad 
acqua fluente sono utilizzati dalla sala trading del GSE al fine di quantificare le offerte 
in borsa. 
IL MERCATO INFRAGIORNALIERO 
La partecipazione al Mercato Infragiornaliero è effettuata nell’ottica di modificare le of-ferte 
presentate sul Mercato del Giorno Prima, tenendo conto delle indisponibilità o dei 
rientri anticipati che si verificano dopo la chiusura di quest’ultimo, al fine di minimizzare 
lo sbilanciamento fisico. 
3.1.2 RICAVI DERIVANTI DALLA VENDITA DELL’ENERGIA SUL 
MERCATO 
Come già accennato in precedenza, i costi sostenuti dal GSE, dovuti ai meccanismi di 
incentivazione e ritiro dell’energia, sono in parte compensati dai ricavi provenienti dalla 
vendita dell’energia sul mercato. Nel 2013 il GSE, come operatore di mercato, ha collo-cato, 
attraverso la presentazione di offerte di acquisto e vendita giornaliere sul Mercato 
del Giorno Prima e sui Mercati Infragiornalieri, 50,2 TWh di energia elettrica, a cui si 
aggiunge, per convenzione, il quantitativo di energia venduta da Enel Produzione per 
l’impianto incentivato CIP 6 Sulcis pari a 0,1 TWh, per un totale di 50,3 TWh. 
I ricavi complessivi sono stati pari a circa 3.065 milioni di euro, a cui si aggiungono 6,4 
milioni relativi all’impianto Sulcis, per un totale di 3.072 milioni di euro. In particolare, tale 
controvalore deriva dai ricavi delle vendite di energia sul MGP per 3.068 milioni di euro 
pari a 50,2 TWh, al netto del saldo negativo del controvalore dell’energia negoziata sul 
MI per 2,5 milioni di euro. Nel dettaglio, il controvalore dell’energia venduta su MI è stata 
[1] Italian Power Exchange – Mercato Elettrico Italiano. 
MGP 
MERCATO INFRAGIORNALIERO 
MI 
MERCATO DEI SERVIZI DI DISPACCIAMENTO 
MSD 
Risorsa Energia Variazioni di energia rispetto al MGP 
e alla sessione precedente del MI 
Energia per la risoluzione delle 
congestioni e per i margini di riserva 
Energia per il bilanciamento in 
tempo reale e per la ricostruzione 
dei margini di riserva 
Operatori ammessi 
a partecipare 
Operatori di Mercato Operatori di Mercato Utenti di dispacciamento Utenti di dispacciamento 
Prezzo Prezzo di equilibrio Prezzo di equilibrio Prezzo offerto Prezzo offerto
66 
Rapporto Attività 2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Partecipazione al mercato elettrico 
pari a 14,3 milioni di euro per 0,2 TWh, mentre il controvalore dell’energia acquistata 
sullo stesso mercato è stato pari a 16,8 milioni di euro per 0,2 TWh. 
Tabella 3-49 ENERGIA COLLOCATA DAL GSE SU MGP E MI E RICAVI NETTI NEL 2013 
ANNO ENERGIA SU MGP E MI (TWh) RICAVI NETTI SU MGP E MI (MLN €) 
2011 39 2.898 
2012 51 3.844 
2013 50 3.072 
3.1.3 GLI ONERI DI SBILANCIAMENTO 
L’“energia di sbilanciamento” è la differenza oraria tra l’effettiva produzione immessa 
in rete e l’energia offerta sui mercati. Gli sbilanciamenti comportano degli oneri a ca-rico 
del GSE (cd. “oneri di sbilanciamento”), attribuiti da TERNA che sostiene i costi per 
bilanciare la rete. L’energia di sbilanciamento è valorizzata al prezzo di sbilanciamento, 
pari al prezzo di Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD), secondo le casistiche 
riportate nella Delibera AEEGSI 111/06. Esiste una quota penale associata a tali oneri, 
che è data dalla differenza tra la valorizzazione dello sbilanciamento a prezzo MSD e 
quella a prezzo MGP. 
L’impegno del GSE è teso a ridurre gli oneri di sbilanciamento, per alleggerire la com-ponente 
A3 della bolletta del consumatore finale. Per ridurre gli sbilanciamenti, il GSE, 
oltre che utilizzare uno specifico sistema di monitoraggio, provvede anche a contattare 
direttamente gli operatori delle unità di produzione CIP 6 rilevanti (potenze superiori o 
uguali a 10 MVA). 
In particolare, per l’anno 2013, l’ammontare dell’onere di sbilanciamento di tutte le UP 
(unità di produzione) inserite nel contratto di dispacciamento del GSE è stato pari a circa 
140 milioni di euro (importo attivo per il GSE), a fronte di un’energia sbilanciata pari a 1,7 
TWh (circa 3,4% rispetto al totale di 50,3 TWh di energia collocata sul mercato elettrico)[2]. 
ONERI DI SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI CIP6/92 
Le principali cause di sbilanciamento per gli impianti CIP 6 rilevanti sono riconducibili a: 
◦◦ indisponibilità accidentali; 
◦◦ rientri anticipati, mancati o ritardati; 
◦◦ avarie di breve durata. 
L’andamento degli oneri di sbilanciamento delle sole unità rilevanti, nel periodo com-preso 
tra gennaio e dicembre 2013, è così riassumibile: 
◦◦ oneri di sbilanciamento totali pari a circa 3 Mln € (importo attivo per il GSE); 
◦◦ quota penale degli oneri di sbilanciamento pari a circa 4,6 Mln €. 
ONERI DI SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI PROGRAMMABILI A 
RITIRO DEDICATO E A TARIFFA ONNICOMPRENSIVA 
Il GSE ripartisce la quota penale dei corrispettivi di sbilanciamento imputati da TERNA, 
tra tutti gli impianti alimentati da fonte programmabile secondo le modalità previste 
dalla Delibera AEEGSI n. 280/07 e s.m.i. Per gli impianti in Ritiro Dedicato (RID), tale 
quota penale è trasferita ai produttori, mentre per gli impianti che accedono alla Tariffa 
Onnicomprensiva (TO) tale quota penale resta in capo al GSE. 
[2] I valori relativi agli oneri di sbilanciamento e alla quota penale 2013 includono sia i dati di acconto che i dati di 
conguaglio del primo semestre 2013.
3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 67 
Partecipazione al mercato elettrico 
Rapporto Attività 2013 
Dal punto di vista economico, per l’anno 2013 i dati sono stati i seguenti: 
◦◦ oneri di sbilanciamento totali pari a circa 7 Mln € (importo attivo per il GSE); 
◦◦ quota penale degli oneri di sbilanciamento pari a circa 0,6 Mln €, di cui 0,5 Mln € 
trasferiti ai produttori RID. 
ONERI DI SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI NON PROGRAMMABILI 
A RITIRO DEDICATO E A TARIFFA ONNICOMPRENSIVA 
L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con le Delibere 281/2012/R/efr 
e 493/2012/R/efr ha introdotto la revisione del servizio di dispacciamento prevedendo, 
per le unità non programmabili che aderiscono ai regimi di TFO (di cui ai D.M. 5/7/2012 
e 6/7/2012) e RID, a partire dal 1˚ gennaio 2013, il trasferimento a tali produttori dei 
corrispettivi di sbilanciamento e del controvalore derivante dall’eventuale partecipazione 
del GSE al Mercato Infragiornaliero. 
A seguito delle sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia e delle 
successive ordinanze del Consiglio di Stato, che hanno parzialmente annullato le Delibere 
281/2012/R/efr e 493/2012/R/efr, l’Autorità ha pubblicato la Delibera 462/2013/R/eel 
che, relativamente alle unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili non program-mabili, 
stabilisce l’applicazione dei corrispettivi, di cui alla Deliberazione 111/06, esclusi-vamente 
alla quota di sbilanciamento effettivo che eccede il 20% del programma vinco-lante, 
a partire dalle produzioni di energia elettrica dell’ottobre 2013. 
Successivamente, la sentenza del Consiglio di Stato del 9 giugno 2014, ha confermato 
quanto già stabilito dal TAR della Lombardia in merito ai ricorsi degli Operatori e delle 
Associazioni delle rinnovabili rispetto alle Deliberazioni 281/12, 343/12, 493/12 e con 
effetti sulla 462/13; pertanto, in applicazione della suddetta sentenza, lo sbilanciamento 
delle unità di produzione rientranti nei regimi RID e TFO sarà valorizzato a prezzo zonale 
MGP. 
Dal punto di vista economico, i principali dati sono stati i seguenti: 
◦◦ oneri di sbilanciamento totali pari a circa 35 Mln € (importo passivo per il GSE per 
l’anno 2013); 
◦◦ quota penale degli oneri di sbilanciamento trasferita ai sensi della 462/13 pari a 
circa 7 Mln € (quarto trimestre 2013) e da stornare a seguito della suddetta sen-tenza 
del Consiglio di Stato. 
3.1.4 ANDAMENTO DEL PREZZO UNICO NAZIONALE (PUN) 
Le previsioni dei valori medi mensili per il PUN si basano su due caratteristiche fonda-mentali 
del prezzo dell’energia elettrica: la sua forte correlazione con il prezzo del greggio 
e il suo marcato profilo stagionale, orientato in base a quello che è l’andamento annuale 
dei consumi. Oltre che per uso interno aziendale, la previsione del PUN è utile anche per 
le analisi di convenienza economica per la fornitura di servizi a terzi. 
Per il 2013, il PUN è stato pari a 62,99 €/MWh. La diminuzione per il 2013 dei prezzi 
dell’IP EX (-16,5% rispetto al 2012) è stata determinata, da un lato, dalla costante flessione 
della domanda di energia elettrica, a causa di molteplici fattori tra cui la crisi dell’industria, 
l’andamento climatico con temperature superiori alle medie stagionali e il miglioramento 
dell’efficienza energetica e, dall’altro lato, dall’aumento dell’offerta di energia elettrica, in 
particolare da fonte rinnovabile che ha contribuito alla sempre più frequente formazione 
su MGP di un prezzo orario pari o quasi a 0 €/MWh.
68 
Rapporto Attività 2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica 
3.1.5 SERVIZI DI SUPPORTO PER L’ACQUISTO DI ENERGIA 
ELETTRICA SUL MERCATO 
Il GSE svolge per conto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) un servizio remunerato di sup-porto 
operativo alla presentazione delle offerte di acquisto sul mercato elettrico e a tutte 
le attività ad essa connesse. 
Le attività espletate dal GSE consistono nella: 
◦◦ presentazione delle offerte di acquisto sul mercato elettrico; 
◦◦ verifica tecnico-economica della fatturazione di TERNA a RFI, per il servizio di 
dispacciamento; 
◦◦ verifica delle quantità acquistate sul Mercato del Giorno Prima, valorizzate al 
Prezzo Unico Nazionale; 
◦◦ verifica dei relativi corrispettivi per l’accesso al mercato elettrico. 
La potenza media di prelievo 2013 è stata pari a 598 MW, mentre l’energia acquistata sul 
Mercato del Giorno Prima è stata pari a circa 5,2 TWh, per un controvalore di circa 346 Mln €. 
3.2 PREVISIONE DELLA PRODUZIONE ELETTRICA 
E MANCATA PRODUZIONE EOLICA 
3.2.1 PREVISIONE DELLA PRODUZIONE ELETTRICA 
L’attività di previsione della produzione elettrica è fondamentale per poter quantificare le 
offerte di energia sul mercato elettrico. Buone previsioni si traducono, infatti, in un buon 
risultato di vendita sul mercato dell’energia. La Deliberazione dell’AEEGSI n. 280/2007 
(Ritiro Dedicato), così come modificata dalla Delibera ARG/elt n. 05/10, ha affidato al GSE 
le attività di miglioramento delle previsioni delle immissioni in rete da parte degli impianti 
a fonte rinnovabile non programmabili aventi una potenza installata inferiore ai 10 MVA. 
La Delibera n. 281/2012/R/efr ha modificato la Delibera n. 280/2007 al fine di responsa-bilizzare 
gli utenti del dispacciamento di impianti alimentati da fonti rinnovabili non pro-grammabili, 
in relazione alla previsione e programmazione dell’energia elettrica immessa 
in rete. Ciò ha comportato, per quanto riguarda le previsioni del GSE, il ripristino della 
propria programmazione in borsa per le unità rilevanti a ritiro dedicato (precedentemente, 
infatti, nel caso di impianti rilevanti la programmazione era in capo allo stesso produttore). 
Di conseguenza, il GSE, in qualità di Utente del Dispacciamento, ha attuato azioni tec-niche 
e procedurali al fine di migliorare le proprie previsioni di energia immessa in rete, 
sia per le unità di produzione a fonte rinnovabile non programmabile non rilevanti che 
per quelle rilevanti. 
Il GSE, che gestisce anche il ritiro e l’allocazione in borsa dell’energia elettrica prodotta 
dagli impianti regolati dal provvedimento CIP 6/92, ha avviato già a partire dal 2007 una 
sperimentazione sui meccanismi di previsione delle immissioni, al fine di poter contri-buire 
positivamente alla riduzione degli oneri di sbilanciamento. Il sistema di previsione 
(in esercizio da febbraio 2008 per gli impianti eolici rilevanti CIP 6 e a ritiro dedicato, 
mentre da settembre 2008 per gli impianti fotovoltaici a ritiro dedicato e da aprile 2009 
per quanto riguarda la previsione idroelettrica) opera due volte al giorno (alle 7:00 e alle 
18:00), per ciascun impianto rilevante e per gli impianti aggregati per zona di mercato. 
Tale sistema produce delle curve previsionali orarie, con orizzonte temporale di 72 ore in 
avanti, per ogni unità di produzione rilevante e per ogni aggregato zonale di riferimento. 
Giornalmente il GSE utilizza le curve di produzione previste alle ore 7:00 (con previsione
3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 69 
Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica 
Rapporto Attività 2013 
in anticipo di 24h), al fine di ottimizzare al meglio le offerte di vendita di energia per il 
Mercato del Giorno Prima. 
La consistenza numerica delle previsioni è all’incirca la seguente: 
◦◦ 750 impianti eolici, per un totale di circa 3.300 MW; 
◦◦ 566.000 impianti fotovoltaici, per un totale di circa 17.800 MW; 
◦◦ 2.500 impianti idroelettrici fluenti, per un totale di circa 2.700 MW; 
◦◦ 1.400 impianti alimentati con altre fonti rinnovabili non programmabili, per circa 
1.100 MW. 
Al fine di migliorare l’attendibilità del sistema di previsione, viene effettuato giornalmente 
il monitoraggio delle previsioni fornite a supporto dell’offerta in borsa dell’energia. Tale 
monitoraggio mira a evidenziare in modo aggregato e in modo puntuale per ciascun 
impianto rilevante (e in modo aggregato zonale, nel caso di unità non rilevanti), lo sco-stamento 
orario tra la previsione e il consuntivo della misura, nonché altri indici rap-presentativi 
della qualità previsionale. In questo modo è possibile individuare i casi che 
necessitano di un approfondimento, al fine di migliorare i modelli di previsione. 
Per ottimizzare le previsioni di immissione degli impianti fotovoltaici non rilevanti con 
cessione parziale dell’energia prodotta, il GSE effettua anche la previsione dell’autocon-sumo 
su un perimetro di circa 390.000 impianti di potenza inferiore a 200 kW, per una 
potenza complessiva di 3.700 MW. 
Ai sensi di quanto previsto dalla Delibera ARG/elt n. 05/10, per ottimizzare l’acquisizione 
delle risorse di dispacciamento, a partire dal luglio 2011 il GSE invia a Terna due volte al 
giorno e per un arco temporale di 72 ore in avanti, la previsione delle immissioni di tutti 
gli impianti non rilevanti a fonte rinnovabile non programmabile. 
L’OTTIMIZZAZIONE DELLE PREVISIONI 
L’ottimizzazione delle previsioni è necessaria al fine di correggere le curve in uscita dai mo-delli 
previsionali rispetto ad errori sistematici riscontrati con l’evidenza delle misure a con-suntivo 
e rispetto a particolari condizioni meteo non prevedibili dai modelli stessi. Come 
meglio specificato nel paragrafo successivo, il GSE ha avviato un processo di acquisizione 
dei dati relativi ai singoli impianti non rilevanti mediante un canale satellitare che consente 
di ottenere delle rilevazioni “quasi in tempo reale” anche da impianti remoti e non facil-mente 
raggiungibili con mezzi trasmissivi tradizionali. Le grandezze che vengono tele-lette 
sono tipicamente produzione e fonte primaria (irraggiamento, velocità del vento, ecc.) e 
vanno ad alimentare la grande base dati del sistema di Monitoraggio degli Impianti a Fonte 
Rinnovabile (MIFR) del GSE. I dati del “Metering Satellitare” vengono utilizzati al fine di: 
◦◦ stimare il consuntivo dell’energia immessa dagli impianti non rilevanti; 
◦◦ calcolare opportuni coefficienti correttivi da applicare alle curve previsionali al fine 
di ridurre l’errore rispetto ai consuntivi di misura; 
◦◦ verificare l’effettiva producibilità degli impianti durante particolari condizioni meteo; 
◦◦ analizzare le particolari condizioni meteo (nebbia, neve, ecc.) o di indisponibilità 
tecnica (manutenzione, guasti, ecc.) che potrebbero influenzare la producibilità 
degli impianti; 
◦◦ valutare la migliore previsione tra quelle disponibili (modelli fisici, statistici e ibridi) 
sulla base del monitoraggio giornaliero e di breve/medio periodo. 
Al fine di migliorare la previsione di immissione di energia elettrica effettuata dal GSE, 
viene compiuta un’analisi della situazione meteo prevista per l’orizzonte temporale delle 
previsioni, evidenziando i fenomeni potenzialmente critici (ad esempio “icing” degli ane-mometri 
per le unità eoliche, neve o nebbia per quelle fotovoltaiche, ecc.). A seguito
70 
Rapporto Attività 2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica 
dell’evidenza di tali fenomeni, vengono effettuati degli approfondimenti attraverso l’a-nalisi 
degli andamenti della produzione su impianti campione e definite, se necessario, 
opportune azioni per l’ottimizzazione delle previsioni. 
3.2.2 PROGETTO METERING SATELLITARE 
Il progetto di Metering Satellitare, avviato dal GSE nel corso del 2010 sulla base di quanto 
previsto nella Deliberazione ARG/elt n. 4/10, ha come obiettivo il miglioramento della 
prevedibilità delle immissioni dell’energia elettrica prodotta da tutte le unità di produ-zione 
non rilevanti (cioè di potenza inferiore a 10 MVA), alimentate da fonti rinnovabili 
non programmabili, incluse anche quelle per cui il GSE non è utente del dispacciamento. 
Una migliore precisione degli algoritmi di previsione consente di effettuare una più effi-cace 
attività di mercato, minimizzando la differenza tra il programma offerto e quanto 
effettivamente prodotto, nonché di supportare in modo più accurato le funzioni che si 
occupano di approvvigionamento e di dispacciamento. Un altro aspetto di rilievo consiste 
nel servizio offerto dal Metering Satellitare al fine di effettuare un monitoraggio continuo 
degli impianti a fonte rinnovabile per individuare rendimenti, possibili anomalie della pro-duzione 
o della fonte primaria, sia a livello di zona geografica che di rilevamento specifico. 
Il sistema di Metering Satellitare del GSE è stato, nel 2013, pienamente operativo. La 
rete di raccolta dati si fonda su un’infrastruttura di telecomunicazione satellitare e un 
servizio di connettività, realizzato ad hoc da un importante operatore satellitare in ambito 
internazionale. I flussi di dati provenienti dagli impianti di produzione e gestiti attraverso 
un unico nodo centrale di raccolta sono sincronizzati costantemente con un sistema 
corrispondente, già in dotazione al GSE, che provvede a sua volta all’alimentazione del 
sistema MIFR (Monitoraggio Impianti a Fonte Rinnovabile) del GSE. Il prelievo dei dati 
presso gli impianti è consentito da terminali remoti intelligenti sviluppati specificamente 
per questo progetto e che hanno la capacità di interfacciarsi a livello elettrico e di pro-tocollo 
applicativo con un numero sempre crescente di dispositivi esistenti sul campo. 
Nel corso del 2013 le famiglie di terminali disponibili sono state due: 
◦◦ SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition) Gateway, per l’interfacciamento 
di dispositivi evoluti di registrazione dei dati presenti sugli impianti (tipicamente 
SCADA, Datalogger, PLC o contatori evoluti con a bordo schede di comunicazione 
su protocolli standard – ad es. IEC-104, Modbus, ecc.) 
◦◦ Meter Gateway, per l’interfacciamento dei contatori di produzione a livello di im-pulsi 
su interfaccia ottica o elettrica. 
Ciascuna delle due famiglie sopra elencate ha al proprio interno una serie di varianti 
specifiche per l’implementazione degli opportuni protocolli fisici/logici di comunicazione. 
Data 
Netmodem satellitare 
VPN su Internet 
Monitoring and Control 
Netmodem satellitare 
Conversione Seriale/IP 
Database GSE Stazione remota 
produttore 1 
Figura 3-35 SCHEMA DEL METERING SATELLITARE 
(C) TELEPORTO (B) CANALE SATELLITARE (A) APPARATI REMOTI 
RTU da controllare
3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 71 
Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica 
Rapporto Attività 2013 
Nel corso del 2013 le attività del progetto sono state focalizzate sull’incremento dei 
volumi di integrazione degli impianti e sul mantenimento dell’operatività delle connes-sioni 
già operative. In particolare, a fine 2013 risultano integrati nel progetto di Metering 
Satellitare 365 impianti idroelettrici ad acqua fluente (600 MW), 2.983 fotovoltaici (2.296 
MW), 30 eolici (738 MW) e 5 biogas (3 MW) per un totale di 3.383 unità pari a 3,6 GW 
di potenza sottostante. 
Dal punto di vista della localizzazione degli impianti idroelettrici integrati e dei misuratori 
di portata, sono state coperte 66 province (circa il 60% del totale), principalmente situate 
nel Nord Italia e nel Centro Nord. La provincia in cui si è integrato il maggior numero 
di misuratori di portata è Cuneo, seguita da Ascoli Piceno e Torino. La provincia con il 
maggior numero di MW idroelettrici tele-letti risulta essere Torino. 
Gli impianti fotovoltaici integrati sono invece molto dispersi su tutto il territorio italiano, 
pur essendoci una prevalenza di impianti tele-letti nel Nord (sia in termini di numero di 
impianti che di potenza installata). Delle 106 province con almeno un impianto integrato, 
quella di Lecce conta il maggior numero di installazioni (128), mentre si registra una media 
di circa 28 impianti fotovoltaici integrati per provincia. 
Per le unità eoliche, sono state coperte 15 province, avendo integrato stazioni anemo-metriche 
(anche al fine di supportare maggiormente il calcolo della mancata produzione 
eolica) ed impianti di produzione situati principalmente nel Sud Italia e in Sicilia. Difatti, 
le province in cui si sono integrati il maggior numero di impianti risultano essere Sassari 
(è anche la provincia con il maggior numero di MW tele-letti) e Palermo. 
Per il biogas, a fine 2013, risultavano integrate 5 unità tutte localizzate al Nord dell’Italia 
e in particolare nelle province di Torino, Pavia, Cremona e Imperia. 
3.2.3 MANCATA PRODUZIONE EOLICA 
Nel rispetto della priorità di dispacciamento accordata alla produzione di energia elet-trica 
da fonti rinnovabili, TERNA si riserva di adottare eventuali azioni di variazione delle 
immissioni di energia in rete (riduzioni e azzeramenti, programmati o impartiti in tempo 
reale), al fine di garantire la sicurezza della rete elettrica nazionale. 
La “mancata produzione eolica” (MPE) è la quantità di energia elettrica non prodotta da 
un impianto eolico, per ciascuna ora, per effetto dell’attuazione degli ordini di dispac-ciamento 
impartiti da TERNA. La mancata produzione è quantificata in termini ener-getici 
dal GSE. Secondo quanto previsto dalla Delibera ARG/elt n. 05/10, gli utenti del 
dispacciamento di una o più unità di produzione di energia elettrica da fonte eolica, la 
cui produzione di energia elettrica abbia subito riduzioni per effetto di ordini di dispac-ciamento 
impartiti da TERNA, possono presentare al GSE istanza per l’ottenimento della 
remunerazione della mancata produzione eolica. 
CALCOLO ENERGETICO CONSUNTIVO 2013 
Il calcolo energetico della MPE relativo all’anno 2013 è stato effettuato sulla base dell’ul-tima 
versione degli Ordini di Dispacciamento e l’ultima versione di anagrafica inviati da 
TERNA. I dati che sono riportati di seguito fanno riferimento alle 140 unità di produzione 
aventi nel corso del 2013 convenzione attiva con il GSE. 
Il calcolo della mancata produzione eolica ha come dati variabili d’ingresso le serie sto-riche, 
per ciascun mese, delle seguenti grandezze: 
◦◦ misure di produzione, provenienti dal gestore di rete; 
◦◦ ordini di dispacciamento, forniti da TERNA;
72 
Rapporto Attività 2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Gestione delle misure dell’energia elettrica 
◦◦ indisponibilità, fornite dagli operatori elettrici; 
◦◦ dati del vento, forniti dagli operatori o tele-letti dal GSE. 
A queste grandezze si aggiungono le configurazioni delle anagrafiche delle unità di pro-duzione, 
fornite da TERNA su base mensile, per tutte le unità. 
A seguire è mostrato il dettaglio del valore energetico MPE, relativamente al regime 
commerciale delle unità di produzione dispacciate da TERNA. Come si può vedere, più 
della metà dell’energia non prodotta a seguito delle limitazioni di TERNA (circa 67 GWh, 
pari al 55%), è in capo alle unità di produzione convenzionate RID. 
Tabella 3-50 VALORE ENERGETICO MPE, RISPETTO AL REGIME COMMERCIALE DELLE UNITÀ DI PRODUZIONE 
(MWh) 
REGIME COMMERCIALE MPE 
RID 67.000 
Mercato Libero 53.500 
CIP6 3.500 
TOTALE 124.000 
Analizzando, invece, il dettaglio mensile delle valutazioni effettuate, il primo aspetto che 
si evidenzia è che, a fronte dei 124 GWh di MPE del 2013, circa il 70% è maturato nel 
corso dei primi cinque mesi dell’anno. 
Figura 3-36 VALORE ENERGETICO MENSILE DELL’ENERGIA RELATIVA ALLA MANCATA PRODUZIONE EOLICA NEL 2013 (MWh) 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Il GSE ha posto in essere un flusso informativo ad hoc per il recepimento della valorizza-zione 
economica della mancata produzione eolica operata da TERNA e la conseguente 
regolazione dei pagamenti relativi alle unità di produzione sul proprio contratto di di-spacciamento. 
In particolare, per le unità per cui risulti attiva una convenzione per il 
Ritiro Dedicato dell’energia, è stata predisposta un’integrazione, con il portale del RID, 
per l’acquisizione degli assensi alla fatturazione da parte dei produttori e la conseguente 
visualizzazione e predisposizione delle fatture passive (attive per i produttori). L’importo 
fatturabile a TERNA dal GSE, relativo alla valorizzazione economica delle partite ener-getiche 
MPE riferite alle unità convenzionate RID e CIP 6, si attesta per il 2013 a circa 
2,5 Mln €. 
3.3.1 LE ATTIVITÀ RELATIVE ALLE GESTIONE DELLE MISURE 
Le attività principali svolte dal GSE nel 2013 nell’ambito della gestione delle misure e 
della correlata valorizzazione economica dell’energia elettrica sono state le seguenti: 
30% 
25% 
20% 
15% 
10% 
5% 
0% 
8.534 
11.977 
25.362 
11.916 
1.702 
4.452 
27.598 
8.084 
991 
8.890 
13.827 
338 
3.3 GESTIONE DELLE MISURE DELL’ENERGIA ELETTRICA
3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 73 
Gestione delle misure dell’energia elettrica 
Rapporto Attività 2013 
◦◦ gestione dei processi e dei flussi informativi connessi all’acquisizione e alla 
validazione dei dati di misura, provenienti dal canale diretto (metering) e indi-retto 
(invio da parte dei gestori di rete), finalizzati all’attuazione dei meccanismi 
di incentivazione, promozione e ritiro dell’energia in capo al GSE: CIP 6, Ritiro 
Dedicato, Scambio sul Posto, Conto Energia, Garanzia di Origine, Certificati 
Verdi, Tariffe Onnicomprensive, Mancata Produzione Eolica, incentivi ai sensi 
del D.M. 6/7/2012 (FER); 
◦◦ gestione dei processi e dei flussi informativi, connessi all’acquisizione dei dati di 
misura provenienti dal canale diretto, finalizzati alle attività di monitoraggio della 
produzione degli impianti CIP 6; 
◦◦ gestione dei processi e dei flussi informativi, connessi all’acquisizione dei dati di 
fornitura, inviati dalle imprese di vendita e finalizzati alla determinazione delle 
partite commerciali nell’ambito del meccanismo dello Scambio sul Posto; 
◦◦ gestione dei rapporti con i gestori di rete, con le imprese di vendita e ove neces-sario 
con i produttori; 
◦◦ gestione di tutti i processi aziendali core, connessi all’attuazione dei meccanismi di 
incentivazione e di ritiro dell’energia, finalizzati alla determinazione delle partite 
energetiche e dei corrispettivi economici (settlement passivo) connessi a tutti i 
rapporti contrattuali attivi in capo al GSE, oltre che ai corrispettivi economici di 
trasporto e di dispacciamento dell’energia immessa in rete; 
◦◦ analisi per implementare e adeguare i nuovi processi operativi e i sistemi infor-mativi 
per la gestione delle misure e dei corrispettivi in attuazione delle nuove 
disposizioni di regolazione, quali ad esempio: 
◦◦ Delibera 618/2013/R/efr, relativa all’applicazione dei prezzi minimi garantiti 
anche per gli impianti che commercializzano l’energia direttamente sul mer-cato 
libero; 
◦◦ DCO 613/2013/R/eel e delibera attuativa sui sistemi di accumulo; 
◦◦ D.M. 17/12/2013 di incentivazione del biometano. 
Inoltre, al fine di migliorare il servizio reso ai titolari di convenzioni relative a mecca-nismi 
di incentivazione o ritiro dell’energia elettrica, sono state sviluppate una serie di 
funzionalità che permettono ai vari soggetti coinvolti nei processi gestiti (gestori di rete, 
imprese di vendita, etc.) di monitorare le attività di propria competenza e di segnalare in 
maniera efficiente e tempestiva eventuali criticità sui flussi informativi previsti. 
3.3.2 LA GESTIONE DELLE MISURE NEL 2013 
La gestione dei processi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica ha comportato, 
anche per il 2013, una notevole crescita in termini di dati acquisiti, di misure gestite e di 
determinazione delle relative partite economiche. 
Nel corso dell’anno 2013 sono stati gestiti: 
◦◦ oltre 900.000 rapporti contrattuali; 
◦◦ circa 17.000.000 di misure dell’energia immessa, prodotta e prelevata dalla rete 
(aventi un dettaglio ai 15’/orario/per fasce/monorario), trasmesse nel 2013 dai ge-stori 
di rete per tutti gli impianti convenzionati (senza considerare le varie misure 
di rettifica trasmesse dai gestori di rete a correzione di quelle precedentemente 
inviate); 
◦◦ oltre 2 miliardi di dati puntuali, trasmessi da parte dei gestori di rete e delle im-prese 
di vendita, che sono stati processati per la determinazione delle partite 
energetiche e commerciali di incentivazione e di ritiro dell’energia. 
Si è proceduto, nel corso del 2013, alla determinazione di oltre 9.000.000 di partite 
energetiche e di corrispettivi economici.
74 
Rapporto Attività 2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Gestione delle misure dell’energia elettrica 
Si riportano di seguito alcuni numeri indicativi della mole e della complessità gestita 
nel corso del 2013, relativamente ai principali processi di incentivazione, promozione 
e di ritiro dell’energia da parte del GSE (CIP 6, Ritiro Dedicato, Scambio sul Posto, 
Conto Energia, Garanzia di Origine, Certificati Verdi, Tariffe Onnicomprensive, Mancata 
Produzione Eolica, incentivi ai sensi del D.M. 6/7/2012). 
Figura 3-37 QUADRO DI RIEPILOGO DEI DATI DI MISURA GESTITI NEL 2013 
MECCANISMO MISURE DATI DI MISURA 
E FORNITURA PROCESSATI 
RID 672.924 495.737.160 
TO 26.886 23.494.320 
FTV I-IV 4.993.103 75.589.380 
FTV V 1.897.886 1.638.575.520 
SSP 9.597.352 387.970.313 
CIP6 851 2.347.680 
GO 9.182 101.640 
CV 30.318 22.548.240 
FER 2.466 2.400.240 
MPE 483 473.040 
TOTALE 17.231.451 2.649.237.533
4 
ONERI DI INCENTIVAZIONE 
DELL’ENERGIA ELETT RICA 
Rapporto Attività 2013
Oner i di incen tivaz ione dell ’Energ ia Ele ttrica 4 
78 Rapporto Attività 2013 
La gestione dei meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica genera costi 
– essenzialmente legati agli incentivi erogati e all’acquisto dell’energia e dei Certificati 
Verdi (e ricavi) derivanti, in massima parte, dalla vendita dell’energia elettrica gestita dal 
GSE sul mercato. 
Le risorse economiche necessarie per il finanziamento dei meccanismi gestiti dal GSE, 
cioè per la copertura degli oneri derivanti dalla differenza tra costi e ricavi, sono prelevate 
dal “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate”, istituito presso la Cassa 
Conguaglio del Settore Elettrico (CCSE). Il conto è alimentato dalla componente tariffaria 
A3, applicata alla generalità delle bollette dei clienti finali per l’acquisto di energia elettrica. 
Il GSE, congiuntamente con la Cassa Conguaglio, valuta su base annua il fabbisogno 
economico della componente tariffaria A3. In funzione del fabbisogno, l’Autorità per 
l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) determina il gettito necessario per 
alimentare il “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate” e provvede 
all’aggiornamento trimestrale dei valori della componente tariffaria A3, pagata dai con-sumatori 
nelle bollette elettriche. 
4.1 COSTI PER L’INCENTIVAZIONE 
E L’ACQUISTO DELL’ENERGIA ELETTRICA 
I costi sostenuti dal GSE nella gestione dei meccanismi dedicati alle fonti rinnovabili e 
assimilate sono imputabili principalmente ai seguenti motivi: 
◦◦ l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici (Conto 
Energia) e dagli impianti ammessi agli incentivi introdotti dal D.M. 6/7/2012; 
◦◦ l’acquisto dell’energia elettrica dai produttori che hanno una convenzione con 
il GSE, nell’ambito di uno dei meccanismi di incentivazione e ritiro dell’energia 
elettrica (CIP 6, Ritiro Dedicato, Scambio sul Posto, Tariffe Onnicomprensive ai 
sensi dei vari D.M.); 
◦◦ il ritiro dei Certificati Verdi. 
Per l’anno 2013 i costi sostenuti dal GSE ammontano complessivamente a un valore 
pari a circa 15 miliardi di euro. Di seguito vengono descritte le principali voci di costo per 
ciascuna partita energetica. 
L’energia CIP 6 ritirata nell’anno 2013 è stata pari a 15,9 TWh, con un costo complessivo 
di circa 2,1 miliardi di euro. Il suddetto valore di costo è calcolato considerando anche 
il pagamento della componente legata al Costo Evitato di acquisto del Combustibile 
(CEC), per un valore totale di quasi 1,4 miliardi di euro, di cui 177 milioni di euro relativi 
alla stima del conguaglio della revisione prezzi. Il resto è dovuto al riconoscimento delle 
componenti CEI e INC per un totale di 724 milioni di euro. Nei prossimi anni il costo 
relativo al ritiro dell’energia CIP 6 si ridurrà, non solo per la progressiva scadenza del 
periodo incentivante delle convenzioni, ma anche per effetto dei Decreti Ministeriali 
che hanno consentito la risoluzione anticipata delle convenzioni CIP 6 da combustibili 
fossili (D.M. 2/12/2009, D.M. 2/8/2010, D.M. 8/10/2010). L’onere totale di competenza 
2013 relativo alla risoluzione anticipata delle convenzioni CIP 6 (circa 1,9 GW di potenza 
convenzionata) è stato pari a 456 milioni di euro di cui 53 Mln € relativi ad esborsi con 
pagamenti rateizzati e la restante parte relativa al pagamento, in un’unica soluzione, per 
la risoluzione di 2 convenzioni. 
Nel corso del 2013 hanno trovato anche applicazione le disposizioni di cui al D.M. 
20/11/2012 per effetto delle quali sono stati aggiornati i valori del CEC da riconoscere
4 Oenr i di icenn tivaz ioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 79 
Fabbisogno economico e gettito della componente A3 
Rapporto Attività 2013 
all’energia ritirata nel 2008 e nel periodo 2010-2012: ciò ha determinato un costo di 218 
milioni di euro. 
Il D.Lgs. n. 28/2011 ha previsto che il GSE ritiri annualmente i CV rilasciati per le pro-duzioni 
da fonti rinnovabili degli anni dal 2011 al 2015, eventualmente eccedenti quelli 
necessari per il rispetto della quota d’obbligo, ad un prezzo fissato pari al 78% del prezzo 
di offerta dei propri CV, calcolato secondo il comma 148 della Legge n. 244/2007. Tale di-sposizione, 
relativamente ai CV ritirati dal GSE nel corso del 2013 (riferiti alla produzione 
di energia da FER dell’anno 2012 e del I trimestre 2013), ha comportato un onere di 1.409 
milioni di euro, corrispondente al ritiro di 17,1 milioni di Certificati Verdi. 
Il 6 giugno 2013 è stato raggiunta la soglia dei 6,7 miliardi di euro relativamente al costo 
indicativo cumulato annuo degli incentivi per gli impianti fotovoltaici. Il costo indicativo 
per l’incentivazione dell’energia (circa 20 TWh) attribuibile agli impianti che hanno avuto 
accesso agli incentivi previsti dal I, II , III e IV Conto Energia, nel 2013, è pari a circa 6,5 
miliardi di euro, mentre il costo per l’energia incentivata attraverso il V Conto Energia 
(circa 1,4 TWh) è di circa 200 milioni di euro. 
Nel 2013 il GSE ha ritirato circa 7,6 TWh di energia in Tariffa Onnicomprensiva. Il costo 
corrispondente è stato pari a circa 2 miliardi di euro, con un costo unitario medio che 
ammonta a 261 €/MWh. 
All’acquisto dell’energia tramite il meccanismo del Ritiro Dedicato, relativo nel 2013 a 
poco meno di 26 TWh, corrisponde un costo di circa 1,8 miliardi di euro. Tale costo è 
connesso al pagamento dell’energia immessa in rete, valorizzata al prezzo zonale orario di 
mercato o ai Prezzi Minimi Garantiti (questi ultimi nel caso di impianti alimentati da fonti 
rinnovabili di potenza fino a 1 MW, per i primi 2 GWh). Il costo medio unitario dell’energia 
ritirata dal GSE mediante RID nel 2013 ammonta a circa 71,3 €/MWh, valore superiore 
ai prezzi medi di vendita registrati sulla borsa elettrica pari a circa 62,96 €/MWh (PUN). 
Si stima che il consuntivo dell’energia immessa in rete nel 2013 in virtù dello Scambio 
sul Posto sia pari a circa 4,1 TWh. Il costo corrispondente è di circa 267 milioni di euro. 
4.2 RICAVI DELLA VENDITA DELL’ENERGIA ELETTRICA 
Come indicato in precedenza, i costi sostenuti dal GSE sono in parte compensati dai 
ricavi provenienti dalla vendita sul mercato dell’energia elettrica ritirata. Nel 2013 i ricavi, 
al lordo dei corrispettivi di borsa e della valorizzazione degli sbilanciamenti, sono stati 
pari a circa 3.290 milioni di euro. 
4.3 FABBISOGNO ECONOMICO 
E GETTITO DELLA COMPONENTE A3 
Per il 2013, la differenza tra costi (15,1 miliardi di euro) e ricavi (3,3 miliardi di euro) ha 
determinato un onere e, dunque, un fabbisogno economico della componente A3 pari 
a 11,8 miliardi di euro. Il gettito A3 raccolto da parte dei distributori connessi alla rete di 
trasmissione nazionale per l’anno 2013 è stato, invece, pari a circa 12,5 miliardi di euro. 
Ne consegue un avanzo economico di circa 700 milioni di euro.
80 
4 Oner Rapporto Attività 2013 i di icenn tivaz ioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
Fabbisogno economico e gettito della componente A3 
Figura 4-38 FABBISOGNO ECONOMICO E GETTITO DELLA COMPONENTE A3 NEL 2013 (MLD €) 
Ipotizzando di utilizzare le aliquote stabilite attraverso la Delibera 405/2013/R/com, che 
aggiorna la componente tariffaria A3 per l’ultimo trimestre 2013, la spesa annua per la 
maggiorazione A3 può essere ridistribuita su una platea di clienti tipo, secondo quanto 
indicato nella tabella seguente. 
15 
12 
9 
6 
3 
0 
Costi Ricavi Gettito A3 
0,7 
11,8 12,5 
3,3 
15,1 
Avanzo 
economico 
Fabbisogno 
economico A3 
Tabella 4-51 STIMA DELL’ONERE A3 2013 A CARICO DEGLI UTENTI FINALI 
CLIENTE TIPO €/ANNO 
Domestico residente con 3 kW di potenza e consumi per 2.640 kWh/anno 89 
Domestico residente con 3 kW di potenza e consumi per 3.500 kWh/anno 143 
In bassa tensione con 10 kW di potenza e consumi per 15.000 kWh/anno 1.011 
In media tensione con 500 kW e 2.000 ore/anno di utilizzazione 48.388 
In alta tensione con 3 MW di potenza e 2.500 ore/anno di utilizzazione 279.776
5 
CERTI FICAZIO NE DEGLI IMPI ANTI 
E DELL’ENERGIA ELETT RICA 
Rapporto Attività 2013
CERTI FICAZIO NE DEGLI IMPI ANTI 
E DELL’ENERGIA ELETT RICA 5 
84 Rapporto Attività 2013 
5.1 LA GARANZIA DI ORIGINE DA FONTI RINNOVABILI 
La Garanzia di Origine (“GO”), come definita dall’articolo 15 della Direttiva 2009/28/CE, 
rappresenta uno strumento di certificazione della produzione di energia elettrica da 
fonti rinnovabili, rilasciato in formato elettronico, con il solo scopo di provare ai 
clienti finali la quota di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico dei fornitori 
di energia. 
Recependo tali disposizioni, l’articolo 34 del D.lgs. n. 28/2011 ha previsto l’aggiorna-mento 
delle modalità di rilascio, riconoscimento e utilizzo della GO. In attuazione del 
suddetto articolo, il D.M. 6 luglio 2012 ha demandato al GSE l’aggiornamento della 
procedura per la certificazione della quota di energia elettrica prodotta da fonti rinno-vabili 
di cui all’articolo 5, comma 6, del D.M. 31 luglio 2009 (c.d. decreto “Fuel Mix”). La 
suddetta procedura è stata approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico, sentita 
l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico. 
Pertanto, con decorrenza 2013, la certificazione di origine dell’energia elettrica da fonte 
rinnovabile avviene esclusivamente mediante il rilascio delle GO che hanno sostituito i 
titoli CO-FER, fino a quel momento utilizzati per il medesimo scopo. 
A completamento dei suddetti aggiornamenti normativi e procedurali in tema di certifi-cazione 
mediante GO, va menzionata l’estensione dell’adesione del GSE all’Association of 
Issuing Bodies (AIB) per la gestione e lo scambio di tali titoli, oltre a quelli RECS, nell’am-bito 
dello standard European Energy Certificate System. 
Di seguito, si rappresentano nel dettaglio le principali attività svolte dal GSE con rife-rimento 
alla certificazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili mediante 
GO e RECS. 
Il GSE, su richiesta dei produttori, rilascia la qualifica (c.d. “IGO”), propedeutica all’emis-sione 
delle GO, agli impianti alimentati da fonti rinnovabili, ad esclusione degli impianti 
che si avvalgono: 
◦◦ del Ritiro Dedicato dell’energia ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 387/2003; 
◦◦ del meccanismo dello Scambio sul Posto di cui alla deliberazione 570/2012/R/ 
efr e s.m.i; 
◦◦ di incentivi onnicomprensivi che prevedano il ritiro dell’energia (impianti conven-zionati 
CIP 6/92 e Tariffe Onnicomprensive) da parte del GSE. 
Le GO relative alle produzioni realizzate dai suddetti impianti sono emesse e trasferite 
a titolo gratuito al GSE. 
Nell’ambito del processo della qualifica IGO, è data facoltà ai produttori di esprimere la 
volontà di ottenere, congiuntamente alle GO, anche i certificati RECS. Dal punto di vista 
operativo, entrambe le tipologie di certificati sono gestite dal GSE mediante il medesimo 
sistema informatico che garantisce anche lo scambio dei titoli a livello internazionale 
nell’ambito della rete di registri nazionali connessi alla piattaforma di scambio (HUB) 
gestita dall’AIB. Tutti i trasferimenti che coinvolgono le GO a livello nazionale, avvengono 
sul mercato organizzato (M-GO) o sulla piattaforma dei bilaterali (PB-GO), entrambi ge-stiti 
dal Gestore dei Mercati Energetici (GME). 
La GO è rilasciata sull’energia elettrica immessa in rete ed è valida fino al termine del 
dodicesimo mese successivo a quello a cui la produzione di energia elettrica è riferita e, 
comunque, non oltre il 31 marzo dell’anno successivo a quello di produzione.
5 Cer tifiacz ioen degl i Im pian ti e dell ’Eegnr ia Eel ttriac 85 
La Fuel Mix Disclosure 
Rapporto Attività 2013 
L’annullamento delle GO è consentito esclusivamente alle imprese di vendita ai fini della 
determinazione del proprio mix di approvvigionamento[1] e, a partire dal 2012, ai sensi 
di quanto disposto dall’AEEGSI con la deliberazione ARG/elt 104/11, per comprovare 
l’origine rinnovabile dell’energia elettrica venduta ai clienti finali nell’ambito dei contratti 
di vendita di energia rinnovabile. 
L’attività di qualifica IGO nel 2013 ha interessato quasi 800 impianti, per complessivi 
21 GW di potenza; le emissioni di GO, di contro, provengono da circa 400 impianti cui 
corrispondono oltre 17 milioni di certificati emessi. 
Con riferimento alle attività di certificazione relative all’anno di competenza 2013, di 
seguito si riportano i dati relativi al numero di GO complessivamente emesse, annullate, 
importate, esportate e trasferite. 
Tabella 5-52 MOVIMENTAZIONE DELLE GO RELATIVE ALL’ANNO 2013 
EMESSE ANNULLATE IMPORTATE ESPORTATE TRASFERITE 
17.615.362 2.704.110 1.106.356 750.474 8.000 
In relazione alle GO nella disponibilità del GSE, ai sensi di quanto previsto dalla delibe-razione 
ARG/elt 104/11, è previsto che le stesse siano oggetto di assegnazione mediante 
procedure concorrenziali, organizzate secondo criteri di pubblicità, trasparenza e non 
discriminazione. Ogni anno il GSE organizza cinque sessioni d’asta e in ciascuna asta 
sono negoziabili le GO differenziate per tipologia di impianto e periodo di produzione 
come di seguito indicato: 
a) GO Gennaio: GO relative al mese di gennaio dell’anno “n” con validità di 12 mesi 
dal periodo di produzione; 
b) GO Febbraio: GO relative al mese di febbraio dell’anno “n” con validità di 12 mesi 
dal periodo di produzione; 
c) GO Altri mesi: GO relative a mesi diversi da quelli di cui alle lettere a) e b) dell’anno 
“n” con validità fino al 31 marzo “n+1”. 
Nella tabella seguente il riepilogo delle sessioni d’asta per l’anno 2013. 
Tabella 5-53 ESITO SESSIONI D’ASTA 2013 PER LE GO 
GO OFFERTE GO VENDUTE 
31.425.217 6.000 
5.2 LA FUEL MIX DISCLOSURE 
Con l’entrata in vigore del Decreto Fuel Mix, le imprese che operano nel comparto della 
vendita dell’energia elettrica sono tenute a fornire informazioni ai clienti finali circa la 
composizione del mix energetico relativo all’energia elettrica immessa in rete e circa 
l’impatto ambientale della produzione stessa. Questa forma di tutela informativa del 
cliente finale è stata introdotta, a livello comunitario, dalla Direttiva 2003/54/CE e suc-cessivamente 
confermata dalla Direttiva 2009/72/CE. 
[1] Come descritto nella “Procedura per la determinazione del mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia 
elettrica venduta dall’impresa di vendita”, disponibile sul sito web del GSE.
86 
5 Cer tificaz ione Rapporto Attività 2013 degl i Im pian ti e dell ’Eegnr ia Eel ttriac 
La Fuel Mix Disclosure 
In particolare, le imprese di vendita devono fornire, con riferimento ai due anni prece-denti, 
le informazioni necessarie a tracciare il mix energetico di riferimento, riportando 
tale informazione nei documenti di fatturazione (con frequenza almeno quadrime-strale), 
nei propri siti internet, nel materiale promozionale dato al cliente nella trat-tativa 
pre-contrattuale, secondo lo schema (riportato nella seguente tabella) indicato 
dal Decreto Fuel Mix. 
Tabella 5-54 SCHEMA PER LA COMPOSIZIONE DEL MIX ENERGETICO (LETTERA A ALLEGATO 1 DEL DECRETO “FUEL MIX”) 
FONTI PRIMARIE UTILIZZATE COMPOSIZIONE DEL MIX ENERGETICO UTILIZZATO PER 
LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA VENDUTA 
DALL’IMPRESA NEI DUE ANNI PRECEDENTI 
Ciò consente ai consumatori finali di confrontare il mix energetico della propria impresa 
di vendita con la composizione del mix energetico medio utilizzato per la produzione 
dell’energia elettrica immessa nel sistema elettrico nazionale, cui contribuisce anche 
l’eventuale quota di energia importata. Al fine di assicurare la corretta determinazione del 
mix energetico delle imprese di vendita e del mix energetico nazionale, il citato Decreto 
ha fissato degli obblighi cui devono attenersi imprese di vendita e produttori che operano 
nel mercato elettrico italiano. 
Il Decreto ha assegnato al GSE un ruolo chiave nell’intero processo di determinazione del 
mix energetico (“processo disclosure”). In particolare, il GSE ha il compito di: 
◦◦ determinare e pubblicare i mix energetici dei soggetti inclusi nel processo disclosure, dai 
produttori alle imprese di vendita, nonché il mix energetico complementare nazionale; 
◦◦ effettuare verifiche di congruenza, in collaborazione con TERNA, sulle determi-nazioni 
relative al mix energetico dei soggetti coinvolti nel processo disclosure; 
◦◦ redigere rapporti annuali di carattere informativo; 
◦◦ supportare il Ministero dello Sviluppo Economico nelle azioni informative relative 
all’impatto ambientale della generazione elettrica e sul risparmio energetico. 
DETERMINAZIONE DEI MIX ENERGETICI 
Il Decreto Fuel Mix prevede la determinazione del mix energetico complementare del 
produttore, del mix di approvvigionamento dell’impresa di vendita, nonché la determi-nazione 
del mix energetico nazionale. 
A tal fine, i produttori sono tenuti a comunicare i dati di anagrafica dei propri impianti 
e del mix energetico iniziale, su base annuale, entro il 31 marzo dell’anno successivo a 
quello di competenza. Con la medesima tempistica le imprese di vendita devono comuni-care 
i dati di energia venduta ai clienti finali, specificando i quantitativi di energia venduta 
nell’ambito delle offerte verdi[2], e l’eventuale quota di energia importata. 
Sulla base delle informazioni ricevute e in proprio possesso, il GSE provvede a calco-lare, 
per l’anno “n-2” (dato di consuntivo) e “n-1” (dato di pre-consuntivo), i seguenti 
mix energetici: 
[2] Come previsto dalla “Procedura tecnica di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a) della Deliberazione ARG/elt n. 
104/11”. 
COMPOSIZIONE DEL MIX MEDIO NAZIONALE UTILIZZATO 
PER LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA IMMESSA NEL 
SISTEMA ELETTRICO NEI DUE ANNI PRECEDENTI 
ANNO (N-1) ANNO (N-2) ANNO (N-1) ANNO (N-2) 
% % % % 
Fonti rinnovabili 
Carbone 
Gas Naturale 
Prodotti Petroliferi 
Nucleare 
Altre fonti
5 Cer tifiacz ioen degl i Im pian ti e dell ’Eegnr ia Eel ttriac 87 
La Fuel Mix Disclosure 
Rapporto Attività 2013 
◦◦ il mix energetico complementare di ogni produttore, dato dal mix energetico ini-ziale 
al netto delle GO emesse e trasferite; 
◦◦ il mix energetico iniziale nazionale, costituito dal totale dell’energia elettrica im-messa 
nel sistema elettrico nazionale, inclusa l’energia di importazione (per la 
determinazione del mix energetico nazionale, associato all’energia prodotta e 
immessa da impianti di produzione localizzati in Italia, si fa riferimento ai dati 
comunicati dai produttori); 
◦◦ il mix energetico complementare nazionale, dato dal mix energetico iniziale nazio-nale 
al netto delle GO annullate dalle imprese di vendita; 
◦◦ il mix energetico di approvvigionamento delle imprese di vendita con l’algoritmo 
di calcolo specificato nella “Procedura per la determinazione del mix energetico 
utilizzato per la produzione dell’energia elettrica venduta dall’impresa di vendita”. 
All’energia elettrica importata, il GSE assegna un mix energetico europeo rielaborato 
sulla base di dati Eurostat. 
COMPOSIZIONE DEL MIX MEDIO NAZIONALE UTILIZZATO PER LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA 
IMMESSA NEL SISTEMA ELETTRICO NEL 2012 E NEL 2013 
Figura 5-39 
4,6% 
37,5% 
4,7% 
2013 
18,5% 
1,0% 
33,7% 
5,8% 
29,8% 
4,8% 
2012 
18,5% 
1,3% 
39,8% 
ATTIVITÀ DI CONTROLLO SULLE OFFERTE VERDI 
L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, con la deliberazione ARG/ 
elt 104/11, ha definito i requisiti che devono presentare i contratti di vendita di energia 
rinnovabile per garantire la tutela del consumatore e assicurare che la stessa energia elet-trica 
prodotta da fonti rinnovabili non venga inclusa in più contratti di vendita. Ciascun 
contratto di vendita di energia rinnovabile deve essere comprovato da una quantità 
di GO pari alla quantità di energia elettrica venduta come rinnovabile nell’ambito del 
medesimo contratto. 
Al GSE è assegnato il compito di effettuare le opportune verifiche di congruità tra le 
GO annullate dalle imprese di vendita e i dati di energia elettrica venduta da quest’ul-time 
nell’ambito delle “offerte verdi”. Qualora i suddetti controlli abbiano esito negativo, 
l’impresa di vendita in questione è chiamata a versare al GSE un corrispettivo pari al 
prodotto tra il numero di GO di cui non si è approvvigionata e il prezzo medio di nego-ziazione 
delle GO registrato dal GME. Eventuali ulteriori inadempienze sono segnalate 
all’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico per gli eventuali interventi di 
propria competenza. 
Tabella 5-55 
FONTI PRIMARIE 
UTILIZZATE 
ANNO 2012 ANNO 2013 
Fonti rinnovabili 29,8% 37,5% 
Carbone 18,5% 18,5% 
Gas Naturale 39,8% 33,7% 
Prodotti petroliferi 1,3% 1,0% 
Nucleare 4,8% 4,7% 
Altre fonti 5,8% 4,6%
6 
COGENERAZIO NE, CERTI FICATI BIANCHI 
E CONTO TERMICO 
Rapporto Attività 2013
COGENERAZIO NE, CERTI FICATI BIANCHI 
E CONTO TERMICO 6 
90 Rapporto Attività 2013 
6.1 LA COGENERAZIONE 
Con il termine cogenerazione si intende la produzione combinata di energia elettrica/ 
meccanica e di energia termica. Per produrre la sola energia elettrica si utilizzano ge-neralmente 
centrali termoelettriche che disperdono parte dell’energia nell’ambiente: 
questa è energia termica di scarso valore termodinamico essendo a bassa temperatura. 
Per produrre la sola energia termica si usano tradizionalmente delle caldaie che con-vertono 
l’energia primaria contenuta nei combustibili, di elevato valore termodinamico, 
in energia termica di ridotto valore termodinamico. Se un’utenza richiede contem-poraneamente 
energia elettrica ed energia termica, anziché installare una caldaia e 
acquistare energia elettrica dalla rete, si può realizzare un ciclo termodinamico per 
produrre energia elettrica sfruttando i livelli termici più alti, cedendo il calore residuo 
a più bassa temperatura per soddisfare le esigenze termiche. L’obiettivo fondamentale 
che si vuole perseguire con la cogenerazione è quello di sfruttare al meglio l’energia 
contenuta nel combustibile: a ciò consegue un minor consumo di combustibile e un 
minor impatto ambientale. 
Il GSE è incaricato di svolgere molteplici attività inerenti la cogenerazione. In parti-colare 
riconosce gli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), determina 
il numero di Certificati Bianchi cui hanno diritto gli impianti CAR, rilascia la garanzia 
d’origine (GOc) all’energia elettrica prodotta mediante CAR (GOc), rilascia la qualifica 
e i Certificati Verdi (CHP-TLR) agli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscalda-mento 
aventi diritto. 
IL RICONOSCIMENTO DELLA COGENERAZIONE 
AD ALTO RENDIMENTO 
Il D.Lgs. n. 20/2007 attua la Direttiva 2004/8/CE prevedendo che, fino al 31 dicembre 
2010, la condizione di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) corrisponda a quanto 
definito all’articolo 2, comma 8, del D.Lgs. n. 79/1999 cioè la cogenerazione che soddisfa 
i requisiti definiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con la 
Deliberazione n. 42/2002. 
A decorrere dal 1º gennaio 2011, la Cogenerazione ad Alto Rendimento è, invece, la co-generazione 
che rispetta i requisiti previsti dalla Direttiva 2004/8/CE, ripresi dal D.Lgs. 
n. 20/2007 come integrato dal D.M. 4 agosto 2011. Il D.Lgs. n. 20/2007, per definire la 
CAR, utilizza un criterio basato sull’indice PES (Primary Energy Saving) che rappresenta 
il risparmio di energia primaria che la cogenerazione permette di ottenere rispetto alla 
produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica ed energia termica. 
Con il D.Lgs. n. 20/2007 è introdotto anche il concetto di Garanzia di Origine per l’e-nergia 
elettrica prodotta dagli impianti funzionanti in CAR (GOc). La GOc è la certifica-zione 
rilasciata all’energia elettrica prodotta da CAR, utilizzabile dai produttori al fine 
di dimostrare che l’energia elettrica da essi venduta è effettivamente prodotta da CAR. 
Il D.M. 5 settembre 2011 istituisce, attraverso il riconoscimento dei Certificati Bianchi 
(CB), il nuovo regime di sostegno per la CAR prevedendo che i benefici debbano essere 
riconosciuti sulla base del risparmio di energia primaria ottenuto. 
Gli impianti riconosciuti CAR godono, inoltre, di agevolazioni dal punto di vista delle 
condizioni tecnico-economiche per la connessione alla rete pubblica, ai sensi della 
Deliberazione ARG/elt n. 99/08. 
Per gli impianti con potenza nominale inferiore a 200 kW è prevista la possibilità di 
accedere al servizio di Scambio sul Posto ai sensi della Deliberazione dell’Autorità ARG/ 
elt n. 74/08.
6 Coaeegnrz ioen , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 91 
La Cogenerazione 
Rapporto Attività 2013 
Esistono infine ulteriori vantaggi di cui la CAR può godere, quali: 
◦◦ l’esonero dall’obbligo di acquisto di Certificati Verdi previsto per produttori 
e importatori di energia da fonti non rinnovabili per quantità maggiori di 
100 GWh; 
◦◦ la priorità rispetto alla produzione da fonti convenzionali, nell’ambito del di-spacciamento, 
dell’energia elettrica prodotta da unità prevalentemente CAR, 
ovvero unità per le quali la percentuale dell’energia elettrica prodotta in CAR è 
pari o superiore al 50% del totale dell’energia elettrica prodotta; 
◦◦ relativamente alla quota di energia elettrica netta prodotta in CAR e immessa in 
rete da impianti alimentati a biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili, un incre-mento, 
differenziato in base al combustibile, della tariffa base di incentivazione 
prevista dal D.M. 6 luglio 2012; 
◦◦ relativamente all’energia elettrica netta prodotta in CAR e immessa in rete da 
impianti alimentati a biometano, il riconoscimento, ai sensi del D.M. 5 dicembre 
2013, della tariffa riconosciuta alla produzione di energia elettrica da biogas di 
cui al D.M. 6 luglio 2012; 
◦◦ l’esenzione parziale dal pagamento degli oneri generali di sistema, qualora siano 
rispettati gli altri requisiti previsti dal D.Lgs. n. 115/2008, come modificato dal 
D.Lgs. 56/2010, ai fini del riconoscimento di “sistema efficiente di utenza e 
sistemi equivalenti (SEU e SEESEU)”. 
Nel corso del 2013, relativamente alla produzione 2012 ed alle richieste di valutazione 
preliminare, per circa 872 unità di produzione sono state presentate 906 richieste, di 
cui: 437 relative a richieste per il solo riconoscimento del funzionamento dell’unità in 
regime CAR, 354 per l’accesso al regime di sostegno dei CB ai sensi del D.M. 5 settembre 
2011, e 115 per la richiesta di qualifica delle unità di cogenerazione abbinate ad una rete 
di teleriscaldamento. 
Circa la metà degli impianti ha una potenza inferiore a 1 MW (“piccola cogenerazione”), 
la sola “microcogenerazione” (potenza inferiore a 50 kW) rappresenta circa il 25% del 
totale. Non mancano, infine, esempi di grandi impianti di solito ubicati all’interno di 
importanti siti industriali. 
Per l’80% delle unità di cogenerazione la tecnologia adottata è il motore a combu-stione 
interna. 
Le unità di cogenerazione che hanno presentato richiesta per la produzione dell’anno 
2012 hanno prodotto circa 63 TWh elettrici e 33 TWh termici, consumando combustibile 
per complessivi 146 TWh. 
Figura 6-40 SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI COGENERAZIONE 
IN BASE ALLA POTENZA (ANNO 2012; 100% = 13.896 MWe) 
25% 
23% 
52% 
Pn < 50 kW 
50 kW < Pn < 1 MW 
1 MW < Pn 
Figura 6-41 SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI COGENERAZIONE 
Motore a combustione interna 
Turbina a vapore 
Turbina a gas a ciclo combinato 
con recupero di calore 
Turbina a gas 
con recupero di calore 
Altro 
IN BASE ALLA TECNOLOGIA (ANNO 2012; 100% = 872 UNITÀ) 
9% 
9% 
80% 
1% 1%
92 
6 Cogeneraz ione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 
La Cogenerazione 
Figura 6-42 CAPACITÀ DI GENERAZIONE INSTALLATA IN UNITÀ DI COGENERAZIONE IN FUNZIONE DELLA TECNOLOGIA IMPIANTISTICA 
(ANNO 2012; 100% = 13.896 MWe) 
LA QUALIFICA DEGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE ABBINATI 
AL TELERISCALDAMENTO 
Un impianto di cogenerazione abbinato al teleriscaldamento è un impianto di produzione 
combinata di energia elettrica e calore, costituito da una o più sezioni funzionanti in co-generazione, 
associato a una rete di teleriscaldamento per il trasporto e la distribuzione 
del calore alle utenze per utilizzazioni esclusivamente di tipo civile, quali la climatizza-zione, 
il riscaldamento, il raffrescamento e il condizionamento di ambienti a destinazione 
residenziale, commerciale, industriale e agricola. 
Con la Legge n. 239/2004 anche gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscalda-mento 
(CHP-TLR) hanno avuto la possibilità di accedere, a determinate condizioni, al 
rilascio dei Certificati Verdi (denominati in questo caso CV-TLR). Gli impiantti CHP-TLR 
che hanno potuto ottenere la qualifica, propedeutica al rilascio dei CV, sono quelli sod- 
2,5% 
0,9% 
2,7% 
6,8% 
85,3% 
1,8% 
Altro 
Turbina a vapore a contropressione 
Turbina a vapore a condensazione 
Turbina a gas con recupero di calore 
Motore a combustione interna 
Turbina a gas a ciclo combinato 
con recupero di calore 
100% (13.896 MWe) 
Tabella 6-56 CAPACITÀ DI GENERAZIONE INSTALLATA IN UNITÀ DI COGENERAZIONE NELLE REGIONI ITALIANE IN FUNZIONE DELLA TECNOLOGIA 
IMPIANTISTICA (ANNO 2012, IN MWe) 
TOTALE C.C. T.G. T.V.CP T.V.CD M.C.I. ALTRO 
Abruzzo 244 177 0 0 0 4 63 
Basilicata 180 107 68 0 0 5 0 
Calabria 13 0 4 0 0 9 0 
Campania 145 107 18 0 0 20 0 
Molise 113 107 0 0 0 6 0 
Puglia 1.834 1.828 0 0 0 5 0 
Sardegna 66 0 0 0 66 0 0 
Sicilia 833 682 0 0 0 0 152 
TOTALE SUD E ISOLE 3.428 3.008 90 0 66 50 214 
Lazio 299 221 16 0 0 62 0 
Marche 37 29 0 0 0 8 0 
Toscana 1.066 976 38 0 0 53 0 
Umbria 182 156 11 0 0 15 0 
TOTALE CENTRO 1.585 1.382 65 0 0 138 0 
Emilia Romagna 766 594 42 0 0 128 1 
Friuli Venezia Giulia 1.029 964 5 0 0 37 23 
Liguria 78 30 14 0 0 10 24 
Lombardia 3.089 2.404 51 121 177 308 27 
Piemonte 2.629 2.404 58 0 0 159 7 
Trentino Alto Adige 209 157 13 0 0 39 0 
Valle d'Aosta 1 0 0 0 0 1 0 
Veneto 1.172 985 34 6 11 85 51 
TOTALE NORD 8.973 7.539 218 127 188 768 134 
TOTALE 13.986 11.929 373 127 254 956 348
6 Coaeegnrz ioen , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 93 
I Certificati Bianchi 
Rapporto Attività 2013 
disfacenti le condizioni individuate dall’art. 14 del D.Lgs. n. 20/2007, aggiornate dall’art. 
30, comma 12 della Legge n. 99/2009. 
La Legge n. 102/2009, inoltre, ha esteso il beneficio dei CV-TLR anche gli impianti di 
cogenerazione abbinata al teleriscaldamento connessi ad ambienti agricoli. 
Al 31 dicembre 2013 risultano qualificati 104 impianti CHP-TLR cui corrisponde una po-tenza 
di 2.468 MW. 
Tabella 6-57 
CATEGORIA DI INTERVENTO NUMERO 
IMPIANTI 
POTENZA 
IMPIANTI (MW) 
A Potenziamento 1 780 
Figura 6-43 
780 826 
95 
I Certificati Bianchi, anche noti come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono titoli 
negoziabili che certificano il conseguimento dei risparmi energetici negli usi finali di 
energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica. Un cer-tificato 
equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (tep). 
QUADRO NORMATIVO 
Il sistema dei Certificati Bianchi è stato introdotto nella legislazione italiana dai Decreti 
ministeriali del 20 luglio 2004 e s.m.i., che hanno previsto che i distributori di energia 
elettrica e gas naturale debbano raggiungere annualmente determinati obiettivi quan-titativi 
di risparmio di energia primaria, attraverso: 
◦◦ la realizzazione di progetti di efficienza energetica che diano diritto a 
Certificati Bianchi, 
◦◦ l’acquisto dei Certificati Bianchi da altri soggetti operanti sul mercato dei TEE. 
Il Decreto 28 dicembre 2012 ha modificato, potenziato e ampliato il meccanismo dei 
Certificati Bianchi, disponendo, in primo luogo, il passaggio dall’Autorità per l’Energia 
Elettrica il Gas e il Sistema Idrico al GSE delle attività di gestione del meccanismo dei 
Certificati Bianchi. Tale passaggio di gestione è stato finalizzato con uno specifico 
Accordo operativo tra il GSE e la stessa Autorità siglato nel mese di gennaio 2013, 
con effetti a partire dal 3 febbraio 2013; a partire da tale data, e nel rispetto delle 
tempistiche stringenti imposte della normativa, il GSE è diventato responsabile dell’at-tività 
di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di effi-cienza 
energetica. 
Lo stesso Decreto 28 dicembre 2012 ha altresì definito gli obiettivi quantitativi nazio-nali 
di risparmio energetico, crescenti nel tempo, che dovranno essere perseguiti dalle 
imprese di distribuzione di energia elettrica e gas nel quadriennio dal 2013 al 2016 e 
ha stabilito i criteri, le condizioni e le modalità per realizzare interventi di efficienza 
energetica negli usi finali, incentivati mediante l’emissione di Certificati Bianchi. 
BP Rifacimento Parziale 
(impianto di cogenerazione) 
6 826 
BP Rifacimento Parziale 
(rete di teleriscaldamento) 
2 26 
D Nuova Costruzione 95 836 
TOTALE 104 2.468 
90 900 
75 750 
60 600 
45 450 
30 300 
15 150 
0 0 
IMPIANTI CHP-TLR QUALIFICATI AL 31 DICEMBRE 2013 
NUMERO 
IMPIANTI 
POTENZA 
IMPIANTI (MW) 
1 6 2 26 
836 
6.2 I CERTIFICATI BIANCHI
94 
6 Cogeneraz ione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 
I Certificati Bianchi 
Figura 6-44 OBBLIGHI DI INCREMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA 2013–2016 
Per adempiere agli obblighi, ciascun distributore di 
energia elettrica è tenuto, nel periodo 2013-2016, a re-alizzare 
misure e interventi (progetti) che comportino 
una riduzione dei consumi di energia primaria, espressa 
in numero di Certificati Bianchi, secondo le seguenti ca-denze 
SOGGETTI AMMESSI AL MECCANISMO 
Possono presentare progetti per il rilascio dei Certificati Bianchi, oltre alle imprese 
distributrici di energia elettrica e gas con più di 50.000 clienti finali (“soggetti obbli-gati”), 
le società controllate da tali imprese, i distributori di energia elettrica e gas non 
obbligati, le società operanti nel settore dei servizi energetici, le imprese e gli enti che 
si dotino di un energy manager o di un sistema di gestione dell’energia in conformità 
alla ISO 50001. 
IL RUOLO AFFIDATO AL GSE 
Ai sensi dell’articolo 5, comma 1 del Decreto 28 dicembre 2012, a partire dal 3 febbraio 
2013, è trasferita dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico al GSE l’atti-vità 
di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza 
energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi. 
Nell’espletamento dell’attività di valutazione della riduzione dei consumi di energia pri-maria 
effettivamente conseguita dai progetti sulla base degli interventi ammessi, il GSE 
si avvale del supporto di ENEA e di RSE. 
Il Decreto 28 dicembre 2012 ha affidato al GSE anche il ruolo di effettuazione dell’istrut-toria 
tecnico-economica, sui progetti di efficienza, relativa alla verifica preliminare di 
conformità alle disposizioni del Decreto e alle linee guida operative per la certificazione 
dei risparmi. 
Al GSE spetta anche, con il supporto di ENEA e RSE, l’istruttoria sui “grandi progetti”, 
rappresentati da interventi infrastrutturali, anche asserviti a sistemi di risparmio ener-getico, 
trasporti e processi industriali, che comportino un risparmio stimato annuo su-periore 
a 35.000 tep e che abbiano una vita tecnica superiore a 20 anni. Tale istruttoria 
è preliminare all’esecuzione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico della ve-rifica 
di conformità dei progetti ovvero ad uno specifico atto interministeriale che de-finisca, 
previo parere della Regione territorialmente interessata, le modalità di accesso 
al meccanismo, le modalità di misurazione dei risparmi prodotti e di quantificazione 
dei certificati. Il Decreto prevede, inoltre, l’accesso a dei premi, espressi in termini di 
coefficienti moltiplicativi dei certificati rilasciabili, nel caso di grandi progetti che com-portino 
rilevanti innovazioni tecnologiche e anche consistenti riduzioni delle emissioni 
in atmosfera oppure nel caso che siano realizzati nelle aree metropolitane e generino 
ingenti risparmi di energia. 
annuali: 
◦◦3,03 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2013; 
◦◦3,71 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2014; 
◦◦4,26 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2015; 
◦◦5,23 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2016. 
I distributori di gas naturale sono tenuti, invece, a rea-lizzare 
misure e interventi in grado di ridurre i consumi 
di energia primaria, secondo le seguenti quantità e ca-denze 
annuali: 
◦◦2,48 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2013; 
◦◦3,04 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2014; 
◦◦3,49 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2015; 
◦◦4,28 milioni di Certificati Bianchi da conseguire 
nell’anno 2016.
6 Coaeegnrz ioen , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 95 
I Certificati Bianchi 
Rapporto Attività 2013 
Al GSE è attribuito altresì il compito, a partire dal 2014 ed entro il 31 maggio di ciascun 
anno, di verificare che ciascun soggetto possegga un numero di certificati corrispondenti 
all’obbligo annuo assegnatogli, sulla base della comunicazione dei Certificati Bianchi 
relativi all’anno precedente. A tal fine, con il supporto di ENEA, il GSE, con controlli a 
campione, verifica la corretta esecuzione tecnica e amministrativa e la conformità al pro-getto 
approvato dei progetti che hanno ottenuto i TEE. Possono essere eseguiti anche 
sopralluoghi in corso d’opera e ispezioni nel sito di realizzazione del progetto, durante 
la realizzazione dello stesso o nel corso della sua vita utile, al fine di verificare il corretto 
adempimento degli obblighi derivanti dal riconoscimento dei certificati. 
Nel corso dell’anno 2013 il GSE ha implementato importanti evoluzioni del sistema infor-mativo 
e ottimizzato i processi di valutazione e certificazione dei risparmi al fine di age-volare 
gli operatori, grazie a una semplificazione della fase di presentazione dei progetti, 
e garantire il monitoraggio del procedimento amministrativo. In particolare il GSE ha: 
◦◦ definito un regolamento interno per la gestione dei procedimenti amministrativi 
in linea con le previsioni della Legge 241/90; 
◦◦ redatto specifiche istruzioni operative per la gestione delle istruttorie tecniche 
delle istanze, definendone i flussi informativi tra i succitati valutatori e il GSE; 
◦◦ definito e implementato le modalità di smistamento dei progetti tra i valutatori 
ENEA e RSE, tenendo conto delle rispettive competenze; 
◦◦ svolto le attività di manutenzione evolutiva sul sistema Efficienza Energetica al 
fine di semplificare e dematerializzare il processo di avvio e conclusione del pro-cedimento 
amministrativo, nonché ottimizzare il processo di valutazione; 
◦◦ implementato sull’applicativo una serie di controlli bloccanti nella procedura di 
trasmissione telematica della richiesta/proposta, in accordo a quanto previsto 
dalle Linee Guida, di cui alla deliberazione dell’Autorità EEN 9/11, nelle parti non 
incompatibili con il decreto Certificati Bianchi, al fine di inibire l’invio di richieste 
irricevibili, per le quali si renderebbe altrimenti necessario l’avvio dell’istrut-toria 
tecnica; 
◦◦ resi disponibili agli operatori dei sistemi di raccolta strutturata (fogli elettronici) 
delle informazioni richieste nell’ambito dell’istruttoria tecnica per le tipologie di 
progetti afferenti alle schede tecniche. 
DATI 2013 
Il GSE, nel corso del 2013, ha ricevuto 21.709 Richieste di Verifica e Certificazione (RVC) 
e Proposte di progetto e di Programma di misura (PPP M), autorizzando il GME al rilascio 
di 5.932.441 TEE; in tale ammontare sono incluse anche le istruttorie tecniche concluse 
dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico nel periodo transitorio, ad 
ogni modo circa 4.482.000 milioni sono relativi a TEE certificati dal GSE relativi a pro-getti 
avviati a partire dal 3 febbraio 2013). I risparmi di energia primaria addizionali conse-guiti 
sono pari a 2.350.608 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), calcolati considerando 
la sola quota di Risparmio netto Contestuale (RNC) ovvero il risparmio netto conseguito 
nel corso della vita utile del progetto (numero di anni previsti all’art. 4, commi 5 e 9 del 
decreto ministeriale elettrico 20 luglio 20014, all’articolo 4, commi 4 e 8, del decreto 
ministeriale del 20 luglio 2004 e s.m.i.). 
I TEE certificati, a seguito di approvazione delle Richieste di Verifica e Certificazione, 
sono così suddivisi: 
◦◦4.874.353 TEE afferiscono a metodi di valutazione a consuntivo (RVC-C); tali me-todi 
di valutazione consentono di quantificare il risparmio netto conseguibile at-traverso 
uno o più interventi in conformità ad un programma di misura proposto 
dal soggetto titolare del progetto unitamente ad una descrizione del progetto 
medesimo (PPP M);
96 
6 Cogeneraz ione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 
I Certificati Bianchi 
◦◦ 288.197 TEE afferiscono a metodi di valutazione analitica (RVC-A); tali metodi con-sentono 
di quantificare il risparmio lordo conseguibile sulla base di un algoritmo di 
valutazione predefinito e della misura diretta di alcuni parametri di funzionamento 
del sistema a seguito della realizzazione dell’intervento; 
◦◦ 769.891 TEE afferiscono a metodi di valutazione standardizzata (RVC-S); tali me-todi 
consentono di quantificare il risparmio specifico lordo annuo dell’intervento 
attraverso la determinazione dei risparmi relativi ad una singola unità fisica di 
riferimento, senza procedere a misurazioni dirette. 
Figura 6-45 SUDDIVISIONE DEI TITOLI CORRISPONDENTI A RISPARMI CERTIFICATI DAL GSE NEL 2013 
PER METODO DI VALUTAZIONE (VALORI IN kTEE) 
6.000 
5.000 
4.000 
3.000 
2.000 
1.000 
0 
5.932 4.874 
770 
288 
TEE totali 
certificati dal GSE 
TEE suddivisi 
per metodo di valutazione 
Titoli rilasciati per RVC-C 
Titoli rilasciati per RVC-S 
Titoli rilasciati per RVC-A 
I TEE rilasciati nell’anno solare 2013: 
◦◦ per il 25% riguardano risparmi di energia primaria attraverso interventi per la ridu-zione 
dei consumi finali di energia elettrica (TIPO I); 
◦◦ per il 49% riguardano risparmi di energia primaria attraverso interventi per la ri-duzione 
dei consumi finali di gas naturale (TIPO II ); 
◦◦ per il 26% afferiscono ad altri settori, diversi dall’energia elettrica e dal gas naturale 
(essenzialmente TIPO III ). 
Figura 6-46 SUDDIVISIONE DEI TITOLI CORRISPONDENTI A RISPARMI CERTIFICATI DAL GSE NEL 2013 
PER TIPOLOGIA DI RISPARMIO (VALORI IN kTEE) 
6.000 
5.000 
4.000 
3.000 
2.000 
1.000 
0 
TEE totali 
5.932 2.906 
certificati dal GSE 
TEE suddivisi 
1.561 
1.465 
per tipologia di risparmio 
Titoli attestanti risparmi 
di gas (TIPO II ) 
Titoli attestanti risparmi 
diversi dall’energia elettrica 
e il gas (TIPO III ) 
Titoli attestanti risparmi di 
energia elettrica (TIPO I) 
Un rilevante ammontare dei TEE è realizzato mediante progetti a consuntivo in ambito 
industriale, pari a circa il 73% dei risparmi. In particolare il 63% riguarda: interventi relativi 
alla generazione e recupero di calore per raffreddamento, essicazione, cottura, fusione 
(IND-T) ed interventi di ottimizzazione energetica dei processi produttivi e dei layout 
di impianto finalizzati a conseguire una riduzione oggettiva e duratura dei fabbisogni di 
energia finale (IND-FF). 
Vale la pena notare, infine, che 1.473 progetti consistono in interventi oggetto delle 
nuove schede tecniche, di cui all’art.12 del Decreto 28 dicembre 2012; in particolare si 
è registrato un forte interesse degli operatori nell’utilizzo delle schede standardizzate 
36E, relativa all’applicazione di sistemi UPS, e 37E, inerente all’installazione di sistemi di
6 Coaeegnrz ioen , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 97 
Il Conto Termico 
Rapporto Attività 2013 
riscaldamento unifamiliari a biomasse con potenza inferiore a 35 kW. Le schede sono 
state rese operative dal GSE nel corso del primo semestre del 2013. La presentazione da 
parte dei proponenti è avvenuta nel corso dell’ultimo trimestre 2013. 
6.3 IL CONTO TERMICO 
Il “Conto Termico” è il regime di sostegno per la produzione di energia termica da fonti 
rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni. È rivolto prin-cipalmente 
al settore civile (residenziale e terziario), compresi gli edifici della Pubblica 
Amministrazione, e, limitatamente, al comparto dell’agricoltura in serra e della produ-zione 
di calore di processo. 
QUADRO NORMATIVO 
Il “Conto Termico” è stato introdotto con il Decreto interministeriale del 28 dicembre 
2012 (di seguito “Decreto”), in attuazione dell’articolo 28 del D.Lgs. n. 28/2011. Tale 
Decreto Legislativo, come noto, attua la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso 
dell’energia da fonti rinnovabili. 
I criteri generali per l’incentivazione degli interventi per la produzione di energia 
termica da fonti rinnovabili e di efficienza energetica di piccole dimensioni sono 
definiti dall’articolo 28 del D.Lgs. n. 28/2011; la relativa disciplina, ai fini di contri-buire 
al raggiungimento degli obiettivi specifici previsti dal Piano di azione per le 
energie rinnovabili (PAN) e dal Piano per l’efficienza energetica (PAEE), è affidata al 
“Conto Termico”. 
Il “Conto Termico” è, infatti, una delle misure promosse dall’Italia per il raggiungi-mento 
dell’obiettivo, vincolante al 2020, di coprire il 17% dei consumi lordi nazionali 
con energia prodotta da fonti rinnovabili. Il meccanismo agisce doppiamente ai fini 
dell’obiettivo, sia attraverso l’aumento della produzione di energia da fonti rinnova-bili 
sia con la riduzione dei consumi finali di energia grazie all’incremento dell’effi-cienza 
energetica. 
SOGGETTI AMMESSI AL MECCANISMO 
Possono accedere al sistema di incentivazione gli interventi realizzati dai seguenti soggetti: 
◦◦ le Pubbliche Amministrazioni, relativamente alla realizzazione di interventi di cui 
all’articolo 4, comma 1 (interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici 
esistenti – categoria 1) e comma 2 (interventi di piccole dimensioni di produzione 
di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza – categoria 
2) del Decreto; 
◦◦ i soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e Soggetti titolari di red-dito 
di impresa o di reddito agrario, relativamente alla realizzazione di interventi di 
cui all’articolo 4, comma 2 (interventi di piccole dimensioni di produzione di energia 
termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza – categoria 2) del Decreto. 
I soggetti ammessi possono avvalersi del supporto di una ESCO (Energy Service Company) 
per la realizzazione degli interventi. 
IL RUOLO AFFIDATO AL GSE 
L’articolo 8 del Decreto ha assegnato al GSE il ruolo di responsabile dell’attuazione e 
gestione del sistema di incentivazione. 
Il GSE provvede all’assegnazione, all’erogazione e alla revoca degli incentivi secondo le 
modalità e i criteri specificati nelle Regole applicative.
98 
6 Cogeneraz ione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 
Il Conto Termico 
L’assegnazione e l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari è effettuata dal GSE 
nei limiti di spesa annua cumulata di 200 milioni di euro per gli interventi realizzati o 
da realizzare da parte delle Pubbliche Amministrazioni, e di 700 milioni di euro per gli 
interventi realizzati dai soggetti privati. 
Per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rin-novabili 
e di sistemi ad alta efficienza (categoria 2), l’incentivo è calcolato in base alla 
producibilità presunta di energia termica, in funzione della tecnologia, della taglia e della 
zona climatica, e valorizzando l’energia prodotta attraverso coefficienti dipendenti dalla 
tecnologia e dalla taglia. Sono previsti coefficienti premianti in relazione a valori bassi di 
emissioni di particolato per i generatori di calore a biomassa. L’incentivo è ripartito in 1, 
2 o 5 rate annuali, in funzione della tipologia di intervento e della taglia. 
Al GSE è anche affidata l’effettuazione dei controlli sugli interventi incentivati tramite 
verifiche documentali e sopralluoghi. L’esecuzione di tali controlli può essere effettuata 
anche con il supporto di ENEA, di Soggetti concessionari di pubblico servizio e di altri 
organi specializzati. 
Il GSE inoltre predispone, in collaborazione con il CTI e le Regioni, le linee guida per 
l’installazione di contatori termici per la contabilizzazione e la trasmissione telematica 
dei dati relativi all’energia termica prodotta e, con il supporto di ENEA, effettua il moni-toraggio 
del raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia termica da fonti rin-novabili 
e di efficienza energetica e predispone la relazione annuale sul funzionamento 
del sistema incentivante. 
RICHIESTE PERVENUTE NEL 2013 
Nell’anno 2013, relativamente agli interventi conclusi successivamente alla pubblicazione 
del decreto, sono pervenute al GSE 3.194 richieste di concessione degli incentivi in base 
alla modalità dell’accesso diretto, per un impegno di spesa complessiva, su tutte le rate, 
stimato pari a circa 9,44 M€. 
Sono inoltre pervenute al GSE le seguenti richieste di incentivo in base alle altre modalità: 
◦◦ 14 richieste di iscrizione ai registri per gli interventi di cui all’art. 4, comma 2 lettere 
a) “sostituzione di impianti termici con generatori del tipo pompa di calore” e b) 
“sostituzione di impianti termici con generatori alimentati a biomasse”, di potenza 
termica nominale complessiva maggiore di 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 
kWt; 10 interventi sono stati ammessi alle graduatorie: 3 nel registro riservato alle 
Pubbliche Amministrazioni (procedura CTP A 1-2013) e 7 nel registro riservato ai 
soggetti privati (procedura CTP R 1-2013), per un impegno di spesa complessiva 
pari a circa 1,4 M€; il relativo impegno di spesa annuo è pari rispettivamente a 85 
k€ per e 194 k€. 
◦◦ 96 richieste di prenotazione dell’incentivo relative alle Pubbliche Ammini-strazioni; 
di queste solo due sono state valutate positivamente, mentre le altre 
sono state sospese per integrazioni documentali o respinte per mancato ri-spetto 
dei requisiti. 
Con riferimento alle richieste di incentivo per accesso diretto del 2013, l’impegno stimato 
di spesa complessiva, su tutte le rate, è distribuito per tipologia di intervento come illu-strato 
nella figura seguente.
6 Coaeegnrz ioen , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 99 
Il Conto Termico 
Rapporto Attività 2013 
Figura 6-47 DISTRIBUZIONE PERCENTUALE, PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO, 
DEGLI INCENTIVI RELATIVI ALLE RICHIESTE PERVENUTE NEL 2013 
1.A Isolamento termico superfici 2.A Pompe di calore 
1.B Sostituzione chiusure trasparenti 2.B Apparecchiature/generatori a biomassa 
1.C Generatori calore a condensazione 2.C Solare termico 
Nel caso di realizzazione di interventi di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) e di realizzazione di interventi di cui all’art. 
4, comma 1, lettere da b) a d) e comma 2, lettere da a) a c), su interi edifici con impianti di riscaldamento di potenza 
nominale totale maggiori o uguali a 100 kW, le richieste di incentivo devono essere corredate da diagnosi energetica 
preliminare e da certificazione energetica successiva. Il costo delle Diagnosi e ACE/APE è coperto dall’incentivo per 
il 100% per le Pubbliche Amministrazioni e per il 50% per i soggetti privati, comunque entro i massimali e secondo i 
criteri definiti all’allegato III al Decreto. 
Con tutta probabilità il volume delle attività gestite nel primo anno di attuazione del 
Conto Termico ha risentito della proroga a tutto il 2013, introdotta dal DL 4 giugno 2013, 
n. 63 (convertito con la Legge n. 90/2013), delle detrazioni previste per la riqualificazione 
energetica degli edifici (c.d. ecobonus) con innalzamento dell’aliquota dal 55% al 65%, e 
per le ristrutturazioni edilizie del 50% (è verosimile supporre che, in assenza di tale pro-roga, 
il numero di richieste di accesso al Conto Termico sarebbe potuto essere maggiore). 
1.D Schermature 
Nota: 
2.D Scaldacqua in pompa di calore 
Diagnosi e ACE 
9,3% 
3,5% 
7,2% 
0,3% 
4,5% 
28,2% 
45,1% 
0,7% 1,3%
7 
IL SISTEMA DI IMMISSIO NE IN CONSUMO 
DEI BIO CARBURANTI 
Rapporto Attività 2013
IL SISTEMA DI IMMISSIO NE IN CONSUMO 
DEI BIO CARBURANTI 7 
102 Rapporto Attività 2013 
In linea con le direttive europee, da alcuni anni in Italia è stato introdotto l’obbligo per i 
fornitori di benzina e gasolio di immettere in consumo una quota minima di biocarburanti, al 
fine di svilupparne la filiera, aumentarne l’utilizzo e limitare l’immissione di CO2 in atmosfera. 
QUADRO NORMATIVO E SOGGETTI OBBLIGATI 
La quantità minima annua di biocarburanti che i fornitori – detti soggetti obbligati – de-vono 
immettere in consumo è calcolata sulla base del contenuto energetico di benzina 
e gasolio forniti nell’anno precedente – espresso in Gigacalorie (Gcal) – ponderato se-condo 
percentuali definite dalla normativa vigente. Nel 2013 la quota d’obbligo è stata 
pari al 4,5%: ciò significa che i soggetti obbligati hanno avuto l’obbligo di immettere in 
consumo una quantità di biocarburante il cui contenuto energetico fosse almeno il 4,5% 
di quello della benzina e del gasolio immessi nel 2012. 
Al fine di monitorare l’assolvimento dell’obbligo, il Decreto del Ministro delle politiche 
agricole, alimentari e forestali n. 110/2008 ha istituito i “Certificati di Immissione in 
Consumo”, i quali vengono rilasciati ai soggetti obbligati che immettono in consumo 
biocarburanti sostenibili: un Certificato (in questo caso chiamato CIC10 – biocarburante 
single counting) attesta l’immissione di 10 Gigacalorie (Gcal) di biocarburante. 
I biocarburanti più diffusi sono il biodiesel – derivato in genere da oli vegetali estratti da 
semi di piante (principalmente la palma e la colza) e da oli di scarto come l’olio da cucina 
usato – e il bioetanolo, prodotto da biomasse ricche di zuccheri (ad esempio il mais), 
quest’ultimo utilizzato anche per la produzione di ETBE, biocarburante considerato rin-novabile, 
dalla normativa nazionale, solo per il 47% in volume. 
Per alcuni biocarburanti sono previste “maggiorazioni” in termini di certificati ottenibili 
a parità di biocarburante immesso in consumo. In particolare: 
◦◦ ai biocarburanti prodotti in stabilimenti ubicati in Stati dell’Unione europea e che 
utilizzano materia prima proveniente da coltivazioni effettuate nel territorio dei 
medesimi Stati, nonché a quelli miscelati in percentuale pari al 25% a benzina e 
gasolio e immessi in consumo al di fuori della rete di distribuzione, è rilasciato (se 
immessi entro la prima metà del 2014) un Certificato ogni 8 Gigacalorie (detto 
CIC8 – biocarburante premiale); 
◦◦ ai biocarburanti prodotti a partire da rifiitu e sottoprodotti, da materie di origine non 
alimentare (incluse le materie cellulosiche e le materie ligneo-cellulosiche) e da alghe 
è rilasciato un Certificato ogni 5 Gigacalorie (CIC5 – biocarburante double counting). 
L’istituzione dei CIC, di fatto, traduce il rispetto dell’obbligo annuale di immissione nel 
raggiungimento di un certo numero di Certificati che ogni soggetto deve possedere 
per dimostrare di aver coperto il proprio obbligo. I Certificati, quindi, costituiscono uno 
strumento per svincolare il rispetto dell’obbligo dalla miscelazione del biocarburante. 
Infatti, i soggetti obbligati che non avessero fisicamente miscelato e immesso in consumo 
il biocarburante possono assolvere ugualmente il proprio obbligo acquistando i CIC da 
coloro che ne avessero in eccesso per aver immesso più biocarburante rispetto alla pro-pria 
quota minima obbligatoria. 
Presupposto imprescindibile per il rilascio dei CIC è la sostenibilità dei biocarburanti, 
che devono rispettare specifici criteri stabiliti a livello europeo: si tratta di un aspetto 
fondamentale che investe l’intero ciclo di vita del biocarburante, volto a dimostrarne il 
valore ambientale in termini di emissioni di gas serra e di impatto sui terreni e sui prodotti 
agricoli destinati alla produzione alimentare. 
Per verificare il rispetto di questi criteri, tutti i soggetti coinvolti nella filiera di produ-zione 
del biocarburante devono aderire al Sistema Nazionale di Certificazione (istituito
7 Il sistaem di imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 103 
 
Rapporto Attività 2013 
e disciplinato dal Decreto del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del 
Mare del 23 gennaio 2012) o a un sistema volontario approvato dalla Commissione 
Europea, oppure conformarsi ad accordi bilaterali o multilaterali specifici, conclusi tra 
l’UE e Paesi terzi. 
IL RUOLO AFFIDATO AL GSE 
Le competenze operative e gestionali sui biocarburanti sono attribuite al Ministero 
dello Sviluppo Economico che le attua congiuntamente al Comitato tecnico-consul-tivo 
sui biocarburanti, presieduto dallo stesso Ministero e composto dal Ministero 
dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero delle Politiche Agricole, 
Alimentari e Forestali, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal GSE. 
Quest’ultimo, in particolare, oltre ad essere membro del Comitato e a svolgerne le 
funzioni di Segreteria tecnica, opera per conto del Ministero dello Sviluppo Economico 
nell’attuazione esecutiva delle varie fasi del sistema di immissione: dalla ricezione delle 
autodichiarazioni annuali sull’immissione di carburanti e biocarburanti all’accredita-mento 
dei produttori di biocarburanti premiali, dall’emissione dei certificati al loro 
scambio tramite l’apposita piattaforma informatica sviluppata per la validazione degli 
accordi bilaterali, dalla verifica dell’assolvimento dell’obbligo, anche tramite ispezioni in 
loco presso gli operatori, alla raccolta dei dati sulle emissioni di CO2, anche dei fornitori 
di GPL e metano. 
Gli oneri e i costi del sistema di immissione in consumo, inclusi quelli per il funziona-mento 
del Comitato tecnico-consultivo biocarburanti, sono interamente a carico dei 
soggetti obbligati, determinati e versati al GSE, per gli anni 2013 e 2014, secondo le mo-dalità 
stabilite dal decreto dell’11 dicembre 2013, emanato dal Ministro dello Sviluppo 
Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. 
DATI 2012 
Nel 2013, 56 soggetti obbligati hanno effettuato le comunicazioni dei quantitativi di 
biocarburante e carburante fossile immessi in consumo nel corso dell’anno precedente. 
Di seguito sono riportati i principali dati emersi a seguito delle istruttorie documentali 
effettuate dal GSE. 
CARBURANTI E BIOCARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO 
Dall’esame delle dichiarazioni a consuntivo presentate nel 2013 è risultato che i sog-getti 
obbligati censiti hanno immesso in consumo, nel corso del 2012, oltre 14 milioni 
di Gcal di biocarburanti sostenibili, suddivisi come mostrato in Figura 48. Tale quan-titativo 
corrisponde a circa il 3,8% del contenuto energetico del carburante fossile 
immesso nel 2011, pari a 368 milioni di Gcal, di cui quasi 272 milioni di Gcal di gasolio 
e oltre 96 milioni di Gcal di benzina. 
La differenza fra la quota d’obbligo da raggiungere – 4,5% – e quella di fatto rag-giunta 
è spiegata dalla possibilità, per i soggetti obbligati, di rimandare all’anno suc-cessivo 
la copertura di una parte del proprio obbligo, dalle maggiorazioni di cui 
godono determinate tipologie di biocarburanti, nonché dalle sanzioni in cui alcuni 
soggetti sono incorsi. 
Nei confronti dei soggetti inadempienti, infatti, è prevista una sanzione, variabile da 
un minimo di 600 euro a un massimo di 900 euro per ogni CIC mancante alla coper-tura 
dell’obbligo. In particolare, per l’anno 2012 sono state accertate inadempienze 
relativamente a tre società, cui corrispondono sanzioni per un ammontare totale di 
oltre 900.000 euro.
104 
7 Il sistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 
 
Figura 7-48 TIPOLOGIE DI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI 
IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 (Gcal) 
Biodiesel 
12.658.698 (89,82%) 
Bioetanolo 
20.006 (0,14%) 
ETBE 
1.309.736 (9,29%) 
Olio Vegetale Idrotrattato 
105.195 (0,75%) 
0,75 
89,82 
0,14 
9,29 
Le materie prime più utilizzate per la produzione dei biocarburanti sono risultate essere 
le coltivazioni alimentari (44%), seguite da rifiuti e sottoprodotti (24%) e palma (8%). Per il 
restante 24% del biocarburante dichiarato, la materia prima d’origine non è nota, vista la 
non obbligatorietà della comunicazione di tale informazione nelle autodichiarazioni del 2013. 
Le stesse materie prime sono risultate essere di origine extra-comunitaria per il 43%, 
comunitaria per il 30% e per la restante parte un mix tra le due. 
Figura 7-49 MATERIE PRIME DI PRODUZIONE DEI BIOCARBURANTI 
SOSTENIBILI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 
Figura 7-50 ORIGINE DELLE MATERIE PRIME DI PRODUZIONE DEI 
BIOCARBURANTI SOSTENIBILI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 
27% 30% 
Per quanto riguarda, invece, il luogo di produzione dei biocarburanti, gli stessi sono per 
il 50% comunitari, per il 29% extra-comunitari e per la restante parte un mix tra le due 
macro aree di produzione. 
Coltivazioni alimentari (44%) 
Rifiuti/sottoprodotti (24%) 
Palma (8%) 
Non dichiarato (24%) 
44% 
24% 
8% 
24% 
UE (30%) 
Extra-UE (43%) 
UE+Extra-UE (27%) 
43% 
Figura 7-51 PAESI DI PRODUZIONE DEI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI 
UE (50%) 
IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 
Extra-UE (29%) 
UE+Extra-UE (21%) 
21% 
50% 
29%
7 Il sistaem di imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 105 
 
Rapporto Attività 2013 
CERTIFICATI DI IMMISSIONE IN CONSUMO RILASCIATI 
A fronte del quantitativo di biocarburante sostenibile immesso nel 2012, il GSE nel 2013 
ha rilasciato ai soggetti obbligati oltre 1,8 milioni di Certificati di Immissione in Consumo, 
suddivisi tra le diverse tipologie. 
Figura 7-52 SUDDIVISIONE PER TIPOLOGIA DEI CIC EMESSI NEL 2013 
CIC5 – Double counting 
CIC8 – Premiali 
CIC10 – Single counting 
38% 
15% 
47% 
I certificati emessi sono stati oggetto di scambio fra i soggetti obbligati, i quali hanno 
provveduto a registrare tutte le transazioni sulla piattaforma informatica implementata 
dal GSE: nel 2013 sono stati movimentati circa 192.000 certificati. 
Figura 7-53 CIC ACQUISTATI/VENDUTI NEL MERCATO 2013 
114.985 
8.007 
69.154 
0 
0 458 
In base alle autodichiarazioni annuali è emerso che poco più di un terzo dei soggetti obbli-gati 
ha effettivamente immesso in consumo biocarburanti. È più numerosa, invece, la platea 
dei soggetti che hanno agito sul mercato, acquistando o vendendo certificati. In particolare: 
◦◦ 14 società hanno acquistato e venduto CIC; 
◦◦ 30 società hanno esclusivamente acquistato CIC; 
◦◦ 5 società hanno esclusivamente venduto CIC. 
ACCREDITAMENTO DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI 
BIOCARBURANTI PREMIALI 
I soggetti obbligati che immettono in consumo biocarburanti cosiddetti “premiali” ricevono 
la maggiorazione di 1 CIC ogni 8 Gcal, purché gli stessi biocarburanti siano stati prodotti in 
impianti all’uopo accreditati e rispettino i requisiti di sostenibilità definiti a livello europeo. 
Al tal fine i soggetti titolari di impianti di produzione di biocarburanti hanno presentato nel 
2013, ai sensi del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2013, appo-sita 
istanza di accreditamento telematica tramite l’applicativo informatico BIO CAR del GSE. 
120.000 
105.000 
90.000 
75.000 
60.000 
45.000 
30.000 
15.000 
0 
CIC5 – 35,9% CIC10 – 63,9% 
CIC8 – 0,2% 
2012 
2013
106 
7 Il sistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 
 
Per il 2013, sono stati accreditati 50 impianti di produzione di biocarburanti da filiera 
europea[1], dei quali 7 sono anche produttori accreditati di biocarburanti da immettere 
al di fuori della normale rete di distribuzione e miscelati al 25% con carburanti fossili 
(destinati quindi a flotte speciali)[2]. 
La capacità produttiva annua[3] totale degli impianti accreditati è di circa 9.500.000 ton-nellate, 
mentre il quantitativo di biocarburante premiale immesso in consumo in Italia è 
stato quasi pari a 860 mila tonnellate. 
Dei 50 impianti accreditati, 15 sono situati sul territorio nazionale, mentre i restanti si 
distribuiscono sul territorio europeo come mostrato nella figura successiva. 
Figura 7-54 NAZIONALITÀ IMPIANTI ACCREDITATI NEL 2013 
Italia Germania Francia Paesi Bassi Spagna Belgio Austria Danimarca Lettonia Ungheria Slovacchia 
VERIFICHE DOCUMENTALI E IN LOCO 
Il GSE, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, effettua le pre-verifiche 
documentali riguardo alle autodichiarazioni e alla sostenibilità dei biocarburanti im-messi 
in consumo, anche mediante l’esame degli attestati di conformità aziendali e 
dei certificati di sostenibilità. In quanto membro del Comitato tecnico consultivo bio-carburanti, 
il GSE partecipa, inoltre, alle verifiche di approfondimento in loco presso 
gli operatori interessati al fine di appurare la veridicità e la correttezza delle autodi-chiarazioni 
annuali. 
In tale ambito, nel 2013 sono stati effettuati 5 sopralluoghi presso altrettanti opera-tori, 
che hanno dato origine a integrazioni documentali e rettifiche, principalmente in 
merito a: 
◦◦ certificazione di sostenibilità incomplete; 
◦◦ errori materiali in fase di autodichiarazione; 
◦◦ incongruenza dei dati dichiarati a seguito di riscontri con il Ministero dello 
Sviluppo Economico e/o l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la 
Ricerca Ambientale). 
DATI 2013 
Nel 2014, 55 soggetti obbligati[4] hanno effettuato le autodichiarazioni riguardanti i bio-carburanti 
e i carburanti fossili immessi in consumo nel corso dell’anno precedente. 
Inoltre, a partire dal 1º gennaio 2014, il GSE è subentrato all’ISPRA nella raccolta infor-matica 
dei dati relativi al GPL e Metano immessi in consumo. Sono stati 41 i fornitori di 
GPL e metano che quest’anno hanno effettuato le proprie autodichiarazioni. 
[1] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera a del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. 
[2] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera b del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. 
[3] La capacità produttiva non rappresenta il quantitativo di biocarburante realmente prodotto, ma il quantitativo 
massimo producibile. 
[4] Rispetto al 2013, il numero dei Soggetti Obbligati che hanno effettuato l’autodichiarazione è diminuito per via di 
una fusione tra due società. 
15 
12 
9 
6 
3 
0 
15 
5 
1 
9 
1 1 
10 
2 1 
4 
1
7 Il sistaem di imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 107 
 
Rapporto Attività 2013 
Di seguito sono riportati i principali dati emersi a seguito delle istruttorie documentali 
effettuate dal GSE. 
CARBURANTI E BIOCARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO 
Dalle autodichiarazioni effettuate a inizio 2014[5], relative alle immissioni del 2013, emerge 
una riduzione dei carburanti e dei biocarburanti immessi in consumo rispetto all’anno pre-cedente: 
sono stati, infatti, immessi circa 13 milioni di Gcal di biocarburanti, corrispondenti 
a quasi il 3,8% del contenuto energetico del fossile immesso nel 2012, pari a oltre 336 
milioni di Gcal, di cui circa 250 milioni di Gcal di gasolio e oltre 86 milioni di Gcal di benzina. 
Figura 7-55 TIPOLOGIE DI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI 
IMMESSI IN CONSUMO NEL 2013 (Gcal) 
Biodiesel 
11.771.331 (91,67%) 
Bioetanolo 
14.336 (0,11%) 
ETBE 
924.711 (7,20%) 
Olio Vegetale Idrotrattato 
115.351 (0,90%) 
Olio Vegetale Puro 
16.041 (0,12%) 
ACCREDITAMENTO DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI 
BIOCARBURANTI PREMIALI 
Nel 2014 sono risultati accreditati 60 impianti per la produzione di biocarburanti da 
filiera europea[6], dei quali 7 sono anche produttori accreditati di biocarburanti da im-mettere 
al di fuori della normale rete di distribuzione e miscelati al 25% con carburanti 
fossili (destinati a flotte speciali)[7]. Di questi, inoltre: 
◦◦ 50 sono appartenenti alla lista di quelli accreditati nel 2013[8], in virtù della nota 
esplicativa del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha stabilito la validità 
dell’accreditamento per l’intero 2014; 
◦◦ 10 hanno effettuato un’istanza di accreditamento ex novo per il 2014. 
La capacità produttiva annua[9] totale dei citati impianti è di circa 11.710.000 tonnellate. 
Gli stessi si distribuiscono sul territorio comunitario come mostrato nella figura seguente. 
Figura 7-56 NAZIONALITÀ IMPIANTI ACCREDITATI NEL 2014 
[5] Dati suscettibili di variazioni a seguito di verifiche e sopralluoghi presso gli operatori. 
[6] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera a del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. 
[7] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera b del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. 
[8] Per uno dei 50 impianti di produzione già accreditati nel 2013 è stata effettuata una voltura. 
[9] La capacità produttiva non rappresenta il quantitativo di biocarburante realmente prodotto, ma il quantitativo 
massimo producibile. 
91,67 
7,20 
0,11 0,90 0,12 
Italia Germania Francia Spagna Paesi Bassi Belgio Austria Danimarca Lettonia Ungheria Slovacchia Portogallo 
15 
12 
9 
6 
3 
0 
15 
5 
1 
9 
2 1 
14 
2 1 
8 
1 1
108 
7 Il sistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 
 
Rispetto al 2013, è rimasto invariato il numero di impianti italiani accreditati, mentre è 
aumentato il numero degli impianti tedeschi (passato da 10 a 14), spagnoli (da 4 a 8) e 
austriaci (da 1 a 2), con l’aggiunta di un impianto portoghese. 
EMISSIONI DI CO2 
In ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 2009/30/CE, il Decreto Legislativo n. 
55 del 31 marzo 2011 ha stabilito che i soggetti tenuti al pagamento dell’accisa sui carbu-ranti 
per autotrazione devono ridurre, entro il 2020, le emissioni di CO2 di almeno il 6% 
rispetto al valore di riferimento stabilito dalla Direttiva stessa. 
Al fine di monitorare l’andamento delle emissioni, il citato decreto ha stabilito altresì che 
gli stessi operatori trasmettano annualmente al Ministero dell’Ambiente e della Tutela 
del Territorio e del Mare, per il tramite dell’ISPRA, una relazione obbligatoria con valore 
di autocertificazione, contenente i quantitativi di carburanti e biocarburanti immessi in 
consumo nell’anno di riferimento e le relative emissioni di gas serra (CO2). Il legislatore 
ha altresì previsto l’irrogazione di ingenti sanzioni per coloro che non effettuano le au-tocertificazioni 
secondo le modalità di legge. 
Nell’ottica di semplificare gli adempimenti a carico degli operatori, a partire dal 1º gennaio 
2014 il GSE è subentrato all’ISPRA nella raccolta informatica di dette autocertificazioni 
e dei relativi dati, attuando così il raccordo dei flussi informativi previsto dal Decreto 
Legislativo 28 del 3 marzo 2011. 
Al riguardo, dalle autodichiarazioni presentate a inizio 2014 è emerso che: 
◦◦41 società fornitrici di soli GPL e Metano hanno dichiarato l’immissione a consun-tivo 
nel 2013 di oltre 990 mila tonnellate di GPL e di circa 557 milioni di Smc di 
metano, per un totale di quasi 5 milioni di tonnellate di CO2eq emesse; 
◦◦ 55 soggetti obbligati hanno dichiarato di aver immesso in consumo oltre 1 milione 
e 400 mila tonnellate di biocarburanti e circa 32 milioni di tonnellate di carburanti 
fossili, per un totale di quasi 117 milioni di tonnellate di CO2eq, di cui oltre 2 milioni 
di tonnellate riferite ai biocarburanti e circa 115 milioni di tonnellate riferite ai 
carburanti fossili. 
I dati di dettaglio delle suddette dichiarazioni sono stati comunicati dal GSE all’ISPRA per 
le valutazioni e le verifiche di competenza da parte dell’Istituto stesso. 
Nella figura sottostante sono riportati i valori delle emissioni di gas a effetto serra (CO2) 
relative ai carburanti fossili, divisi per tipologia, immessi in consumo nel 2013. 
Figura 7-57 EMISSIONI DI CO2 (TONNELLATE E PERCENTUALI) 
RELATIVE AI CARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2013 
GPL (2,81%) 
Metano (1,36%) 
Benzina (24,41%) 
Gasolio (71,42%) 
1,36 
2,81 24,41 
71,42
7 Il sistaem di imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 109 
 
Rapporto Attività 2013 
Nella figura seguente sono riportati i valori delle emissioni di gas a effetto serra (CO2) 
relative ai biocarburanti, divisi per tipologia, immessi in consumo nel 2013. 
Figura 7-58 EMISSIONI DI CO2 (TONNELLATE E PERCENTUALI) 
RELATIVE AI BIOCARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2013 
Biodiesel 
2.109.388 (92,65%) 
Bioetanolo 
1.613 (0,07%) 
ETBE 
142.568 (6,26%) 
Olio Vegetale Idrotrattato 
19.837 (0,87%) 
Olio Vegetale Puro 
3.501 (0,15%) 
Di seguito sono riportati i valori medi, ponderati sulle quantità dei biocarburanti immessi, 
dei fattori di intensità delle emissioni di gas ad effetto serra (CO2), desunti dai certificati 
di sostenibilità delle partite dichiarate. 
41 
Olio vegetale 
idrotrattato 
52 
37 
27 
43 
SVILUPPI DEL SISTEMA DEI BIOCARBURANTI 
MODIFICHE AL SISTEMA D’OBBLIGO D’IMMISSIONE IN CONSUMO 
A partire dal 2015, in virtù del Decreto Legge n. 145 del 23 dicembre 2013, convertito 
con modificazioni dalla Legge n. 9 del 21 febbraio 2014, il sistema di immissione dei 
biocarburanti sarà innovato. 
Fra le varie novità sarà modificata la modalità di calcolo della quota d’obbligo: la stessa, 
infatti, non sarà più determinata sui carburanti fossili immessi in consumo nell’anno 
precedente, ma sull’immesso nel corso dello stesso anno solare. 
A partire dall’immesso in consumo 2014, è anche abrogato il limite di utilizzo dei CIC5 
(20% dell’obbligo), che saranno quindi utilizzabili al pari delle altre tipologie di certificati. 
Oltre a ciò, a partire dalla data di entrata in vigore della citata Legge (22 febbraio 2014), 
è stato ampliato il novero delle materie prime utilizzabili per la produzione di biocarbu-ranti 
double counting, con l’inclusione di ulteriori categorie di grassi animali. La stessa 
Legge ha previsto che i biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, di cui 
all’art.33, comma 5 del D.Lgs. n.28/2011, siano meritevoli della maggiorazione double 
counting indipendentemente dal Paese d’origine della materia prima e da quello di pro-duzione 
dei biocarburanti. 
92,65 
6,26 
0,07 0,87 0,15 
Figura 7-59 VALORI MEDI PONDERATI DEI FATTORI INTENSITÀ EMISSIONI GAS SERRA (GCO2eq/MJ) DEI BIOCARBURANTI 
60 
50 
40 
30 
20 
10 
0 
Olio vegetale 
Biodiesel Bioetanolo ETBE puro
110 
7 Il sistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 
 
In aggiunta, il medesimo provvedimento ha anticipato il termine della maggiorazione per 
i biocarburanti cosiddetti premiali al 31 marzo 2014[10]. Pertanto, potranno essere consi-derati 
premiali i soli biocarburanti che, fatte salve le caratteristiche di cui al Decreto del 
Ministro dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2013, siano stati immessi in consumo 
entro tale data. 
BIOMETANO COME BIOCARBURANTE PER AUTOTRAZIONE 
Sulla base del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 5 dicembre 2013, sa-ranno 
definite le regole operative per riconoscere i Certificati di Immissione in Consumo 
per il biometano utilizzato come biocarburante per autotrazione. 
Il decreto, tra le altre novità, ha previsto l’aggiunta di nuove materie prime nella lista 
di quelle utilizzabili per la produzione di biometano meritevole di double counting: si 
tratta, nello specifico, delle materie prime riportate nelle tabelle 1.A e 1.B del decreto del 
Ministro dello Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, la cui finalità è quella di sostenere 
la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. 
[10] Al fine di tener conto dei contratti di fornitura della materia prima, ovvero del prodotto finito, legittimamente sot-toscritti 
prima del 22/02/2014, data di entrata in vigore della Legge 9/2014, il MiSE, tramite nota esplicativa del 
27/02/2014, ha prorogato il termine al 30 giugno 2014, data stimata come congrua per lo smaltimento delle scorte 
di magazzino.
8 
VERIFICHE E ISPEZIO NI 
SUGLI IMPI ANTI 
Rapporto Attività 2013
Ver ifiche e ispez ioni sugl i impian ti 8 
114 Rapporto Attività 2013 
Il GSE effettua, secondo criteri di trasparenza, affidabilità e non discriminazione, controlli 
documentali e verifiche mediante sopralluogo sugli impianti in esercizio e in costruzione, 
al fine di accertare la sussistenza o la permanenza dei requisiti previsti per le varie forme 
di incentivazione. 
Di seguito sono elencate le attività di controllo svolte dal GSE nell’anno 2013 e i principali 
riferimenti normativi in vigore: 
◦◦ verifiche sugli impianti fotovoltaici ai sensi dei D.M. 28/7/2005, D.M. 6/2/2006, 
D.M. 19/2/2007 e Legge 129/2010, D.M. 6/8/2010, D.M. 5/5/2011 e D.M. 5/7/2012; 
◦◦ verifiche sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili ai sensi dei D.M. 11/11/1999, 
D.M. 24/10/2005, D.M. 18/12/2008 (IAFR) e del D.M. 6/7/2012 (FER); 
◦◦ verifiche sugli impianti di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento (CHP+TLR) 
ai sensi del D.M. 24/10/2005 e della “Procedura di Qualificazione GSE degli im-pianti 
alimentati a idrogeno, celle a combustibile e di cogenerazione abbinati al 
teleriscaldamento” approvata con D.M. del 21/12/2007; 
◦◦ verifiche sugli impianti eolici che hanno chiesto la remunerazione della mancata 
produzione (MPE) ai sensi della Delibera dell’AEEGSI ARG/elt n.05/10 e s.m.i.; 
◦◦ verifiche sugli impianti ai quali sono stati riconosciuti le garanzie d’origine GO 
e i certificati RECS e CO-FER ai sensi della Direttiva 2009/28/CE, del D.M. 
31/07/2009 e del D.Lgs. 28/2011; 
◦◦ verifiche sugli impianti che operano in regime di cogenerazione ad alto rendimento 
(CAR) che accedono al meccanismo dei Certificati Bianchi ai sensi del D.M. 5/9/2011; 
◦◦ verifiche in avvalimento per conto dell’AEEGSI, a partire dal 1º Luglio 2010 e fino 
al 31 dicembre 2015, sugli impianti che accedono ai benefici previsti dal provve-dimento 
CIP 6/92 e sugli impianti di cogenerazione (CHP), svolte ai sensi delle 
Delibere AEEGSI GOP 42/09, 71/09, 43/10 e 509/2012/E/com. 
È di seguito riportata una tabella di sintesi relativa all’attività svolta nel periodo 2001- 
2011, nel 2012 e nel 2013, al fine di evidenziare l’evoluzione temporale dei controlli ef-fettuati 
dal GSE. 
Tabella 8-58 NUMERO E POTENZA DEGLI IMPIANTI CONTROLLATI DAL 2001 AL 2013 
TIPOLOGIA 2001-2011 2012 2013 
NUMERO DI 
VERIFICHE 
NUMERO DI 
VERIFICHE 
POTENZA (MW) NUMERO DI 
VERIFICHE 
POTENZA (MW) 
Fotovoltaico (GSE) 986 582 400 231 248 
Fotovoltaico (terzi) 3.092 519 21 2.269 150 
Fotovoltaico (gestori di rete) 211 445 463 8 4 
IAFR 453 97 2.215 86 629 
RECS 19 10 401 1 0 
MPE 21 12 287 3 88 
ICOFER 0 16 863 9 66 
CHP + TLR 45 2 31 2 399 
CIP6/92 + CHP 45 35 1.793 27 2.149 
CAR - - - 18 27 
TOTALE 4.872 1.718 6.474 2.654 3.761 
Complessivamente, in riferimento agli impianti IAFR – MPE – ICOFER – RECS oggetto di 
controllo nell’anno 2013, circa il 32% dei procedimenti di verifica conclusi al 31 dicembre 
2013, ha avuto esito negativo. Quanto invece agli impianti fotovoltaici, sul totale dei 
procedimenti di verifica conclusi nello stesso periodo, la percentuale degli esiti negativi 
è stata pari al 5%.
8 Ver ificeh e ispez ioni glsu i impian ti 115 
Verifiche sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili 
Rapporto Attività 2013 
L’esito negativo delle attività di verifica ha comportato in alcuni casi la decadenza dal 
diritto agli incentivi e in altri il recupero parziale o totale degli incentivi già erogati. Nei 
casi più gravi il GSE ha applicato le sanzioni previste dagli articoli 23 e 43 del Decreto 
Legislativo 28/2011. 
8.1 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI ALIMENTATI 
DA FONTI RINNOVABILI 
Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato, con proprio personale, 86 verifiche su impianti IAFR 
su tutto il territorio italiano. Considerando anche le verifiche effettuate su impianti RECS, 
per mancata produzione eolica (MPE) e impianti qualificati ICO-FER, il numero totale è 
stato pari a 99, così ripartito: 86 IAFR, 1 RECS, 3 MPE, 9 CO-FER. 
Nelle tabelle successive sono riportati i dati suddivisi per tipologia impiantistica e cate-goria 
d’intervento. 
Come si può notare, l’attività di verifica si è maggiormente concentrata sugli impianti a 
biogas e in misura minore sugli impianti eolici e idroelettrici. La maggiore incidenza in 
termini di potenza degli impianti oggetto di verifica è in questo caso data dagli impianti 
eolici e a seguire degli impianti idroelettrici. 
La categoria degli interventi di nuova costruzione è quella per la quale è stato effettuato 
il maggior numero di verifiche essendo quest’ultima la tipologia di intervento più fre-quentemente 
realizzata. 
Figura 8-60 NUMERO DEGLI IMPIANTI IAFR, RECS, MPE E ICO-FER 
CONTROLLATI NEL 2013 PER FONTE 
40 
35 
30 
25 
20 
15 
10 
5 
0 
20 
22 
38 
5 
13 
1 
Idroelettrico Eolico Biogas Biomasse Bioliquidi Rifiuti 
Figura 8-61 POTENZA DEGLI IMPIANTI IAFR, RECS, MPE E ICO-FER 
CONTROLLATI NEL 2013 PER FONTE (MW) 
Idroelettrico Eolico Biogas Biomasse Bioliquidi Rifiuti 
400 
350 
300 
250 
200 
150 
100 
50 
0 
193 
346 
41 37 
131 
36 
Figura 8-62 PERCENTUALE DEGLI IMPIANTI IAFR CONTROLLATI NEL 2013 
100% 
75% 
50% 
25% 
0% 
PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO 
Potenziamento Rifacimento 
Nuova 
costruzione 
Rifacimento 
parziale 
7% 
86% 
1% 
6% 
Figura 8-63 PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IAFR 
100% 
75% 
50% 
25% 
0% 
CONTROLLATI NEL 2013 PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO 
Potenziamento Rifacimento 
Nuova 
costruzione 
Rifacimento 
parziale 
10% 
63% 
5% 
22%
116 
8 Ver Rapporto Attività 2013 ificeh e ispez ioni glsu i impian ti 
Verifiche sugli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento 
8.2 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
INCENTIVATI CON IL CONTO ENERGIA 
Nell’anno 2013 sono state effettuate 2.508 verifiche sugli impianti fotovoltaici ammessi 
ai meccanismi di incentivazione in Conto Energia. Per tale attività, effettuata su tutto il 
territorio nazionale, il GSE si è avvalso anche di soggetti terzi, professionisti esterni e so-cietà 
specializzate (ad oggi la società ICIM S.p.A., aggiudicatrice di una gara ad evidenza 
pubblica), al fine di incrementare significativamente il numero di verifiche. 
Di seguito sono riportate due figure riassuntive dell’attività svolta, recanti sia il numero 
di verifiche eseguite dal GSE e da ICIM S.p.A., sia la potenza associata a tali verifiche. Dal 
confronto tra le figure è possibile vedere come alla società ICIM S.p.A. siano state affidate 
più verifiche, anche se su impianti di media/piccola potenza, mentre il GSE ha concentrato 
le proprie risorse sugli impianti di media/grande potenza (nel 2013 la potenza media degli 
impianti fotovoltaici oggetto di controllo da parte del GSE è stata pari a 1,1 MW). 
Nel 90% dei casi le verifiche hanno comportato dei sopralluoghi sugli impianti: nel 33% dei 
casi la verifica ha riguardato impianti fotovoltaici incentivati con il Secondo Conto Energia, nel 
2% impianti fotovoltaici incentivati con il Terzo Conto Energia, nel 64% impianti fotovoltaici 
incentivati con il Quarto Conto Energia, nell’1% impianti incentivati con il Quinto Conto Energia. 
Figura 8-64 NUMERO DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
2.269 
8 
Figura 8-65 POTENZA DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
150 
4 
248 
Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato 2 verifiche sugli impianti di cogenerazione abbinati 
al teleriscaldamento, per una potenza complessiva di 398,6 MW. 
Il numero limitato delle verifiche effettuato su questa particolare tipologia di impianti 
dipende sostanzialmente dal fatto che tale segmento riguarda un numero complessivo 
di circa 100 impianti di cui, negli anni precedenti (2008-2012), sono già stati verificati 47 
impianti, individuati fra quelli di maggiore potenza. 
Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato 18 verifiche sugli impianti di cogenerazione operanti 
in regime di cogenerazione ad alto rendimento (CAR), che accedono al meccanismo dei 
Certificati Bianchi ai sensi del D.M. 5/9/2011, per una potenza complessiva di 27,4 MW. 
2.500 
2.000 
1.500 
1.000 
500 
0 
CONTROLLATI NEL 2013 
231 
GSE ICIM GDR 
250 
200 
150 
100 
50 
0 
CONTROLLATI NEL 2013 (MW) 
GSE ICIM GDR 
8.3 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE 
ABBINATA AL TELERISCALDAMENTO 
8.4 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE 
AD ALTO RENDIMENTO
8 Ver ificeh e ispez ioni glsu i impian ti 117 
Verifiche sugli impianti CIP 6/92 e sugli impianti di cogenerazione 
Rapporto Attività 2013 
8.5 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI CIP6/92 
E SUGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE 
Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato 27 verifiche sugli impianti di produzione di energia 
elettrica alimentati da fonti rinnovabili, da fonti assimilate alle rinnovabili e sugli impianti 
di cogenerazione in avvalimento dell’AEEGSI in attuazione della delibera 510/2012/E/eel, 
per una potenza complessiva di 2.149,3 MW, così suddivisi: 
◦◦ 14 impianti ammessi ai benefici del provvedimento CIP 6/92, per una potenza di 
249,9 MW; 
◦◦ 10 impianti riconosciuti cogenerativi ai sensi della delibera AEEGSI n. 42/02, per 
una potenza di 1.457,4 MW; 
◦◦ 3 impianti ammessi ai benefici del provvedimento CIP 6/92 e riconosciuti coge-nerativi 
ai sensi della delibera AEEGSI n. 42/02, per una potenza di 442,0 MW. 
Figura 8-66 NUMERO DEGLI IMPIANTI CONTROLLATI 
IN AVVALIMENTO AEEGSI NEL 2013 
14 
12 
10 
8 
6 
4 
2 
0 
Term. 
Biogas 
Term. 
Rifiuti 
Term. Comb. 
processo 
Term. Gas 
Naturale Eolico 
8 
3 
1 
13 
2 
Figura 8-67 POTENZA DEGLI IMPIANTI CONTROLLATI 
Term. 
Biogas 
Term. 
Rifiuti 
Term. Comb. 
processo 
Term. Gas 
Naturale Eolico 
IN AVVALIMENTO AEEGSI NEL 2013 (MW) 
1.750 
1.500 
1.250 
1.000 
750 
500 
250 
0 10 
155 
288 
1.658 
38
9 
STOCCAGGIO VI RTUALE 
DEL GAS NATURALE 
Rapporto Attività 2013
Stoccagg io virtuale del gas na turale 9 
120 Rapporto Attività 2013 
Il Decreto Legislativo n. 130 del 13/8/2010 ha introdotto misure finalizzate a rendere il 
mercato del gas naturale maggiormente concorrenziale, promuovendo l’incontro della 
domanda di gas naturale dei clienti finali industriali e di loro aggregazioni con l’offerta, 
e trasferendo ai clienti finali i benefìci derivanti dalla aumentata concorrenzialità. 
In particolare, il Decreto ha introdotto specifiche misure per incentivare la realizzazione 
in Italia di 4 miliardi di metri cubi di capacità di stoccaggio addizionale, di cui 3 miliardi 
destinati a consumatori industriali e 1 miliardo destinato ai produttori termoelettrici. La 
realizzazione delle nuove infrastrutture o il potenziamento di quelle esistenti, entro e 
non oltre il 31 marzo 2015, è stata affidata al principale operatore del mercato, ENI S.p.A. 
Per stimolare la partecipazione di soggetti privati alla realizzazione di questa ulteriore 
capacità di stoccaggio, è stato predisposto un insieme di strumenti che permettono di 
anticipare i benefici ottenibili mediante il possesso di una quota di un sito di stoccaggio 
gas operativo, cioè di poter acquistare il gas al prezzo più basso, stoccarlo e riutilizzarlo 
nel momento in cui il prezzo sui mercati organizzati è maggiore. 
Al GSE è stato attribuito un ruolo centrale nella gestione dei meccanismi e dei servizi 
per lo stoccaggio virtuale. Nel corso dell’anno 2013 il GSE ha utilizzato 5 applicativi in-formatici 
predisposti per la gestione dei meccanismi istituiti con il D.Lgs. n. 130/2010: 2 
portali informativi per gli operatori (soggetti investitori e stoccatori virtuali), 1 portale per 
la gestione delle aste telematiche per la selezione degli stoccatori virtuali e 2 applicativi 
interni per la gestione operativa e amministrativa dei contratti stipulati con gli operatori. 
Le disposizioni di maggior interesse pubblicate nel corso dell’anno 2013 sono riportate 
nella tabella seguente. 
Tabella 9-59 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI IN MERITO ALLO STOCCAGGIO VIRTUALE DEL GAS 
DELIBERA AEEGSI TITOLO 
33/2013/R/gas Disposizioni per il servizio di stoccaggio virtuale, per l’anno termico dello stoccaggio 2013 – 2014 
90/2013/R/gas Ulteriori disposizioni urgenti per il servizio di stoccaggio virtuale, per l’anno termico dello stoccaggio 2013 – 2014 
171/2013/R/gas Determinazione a consuntivo del corrispettivo a copertura dei costi riconosciuti per il funzionamento del Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. 
per l’anno 2012 e approvazione del corrispettivo di acconto per l’anno 2013 
261/2013/R/gas Approvazione della documentazione contrattuale della società Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., relativa al servizio di stoccaggio virtuale 
350/2013/R/gas Approvazione dei corrispettivi d’impresa e determinazione dei corrispettivi unici per il servizio di stoccaggio relativi all’anno 2014 
641/2013/R/com Aggiornamento della componente tariffaria CVos dal 1º gennaio 2014 
SOGGETTI COINVOLTI E SERVIZI EROGATI 
I soggetti coinvolti nel meccanismo sono: 
◦◦ gli investitori industriali che contribuiscono a finanziare la capacità di stoccaggio 
e che beneficiano delle misure transitorie finanziarie e fisiche; 
◦◦ gli stoccatori virtuali che forniscono il servizio di stoccaggio virtuale. 
La capacità fisica realizzata da ENI aumenta nel corso degli anni, diminuendo al contempo la 
capacità virtuale non ancora realizzata e sulla quale vengono applicate le misure transitorie. 
Tabella 9-60 CAPACITÀ FISICA E CAPACITÀ VIRTUALE DI STOCCAGGIO GAS 
DELIBERA AEEGSI ANNO 2011 -2012 ANNO 2012-2013 ANNO 2013-2014 
Capacità fisica (mld mc) 1,7 2,4 2,6 
Capacità virtuale (mld mc) 1,3 0,6 0,4 
I soggetti investitori industriali in possesso degli idonei requisiti di consumo di gas, se-lezionati 
da Stogit con apposita procedura concorsuale, hanno presentato al GSE una 
richiesta di partecipazione al meccanismo di stoccaggio virtuale che prevede, per tali
9 Stoaccgg io virtaelu del ags an taelru 121 
 
Rapporto Attività 2013 
soggetti, la possibilità di beneficiare immediatamente delle nuove capacità di stoccaggio, 
nelle stesse condizioni che si avrebbero con l’effettiva realizzazione di tali opere (misure 
transitorie). I soggetti selezionati sono stati 34. 
Il GSE eroga a favore di tali soggetti il servizio di stoccaggio virtuale, articolato in misure 
transitorie finanziarie e misure transitorie fisiche. 
MISURE TRANSITORIE FINANZIARIE 
Per gli anni di stoccaggio 2010-2011 e 2011-2012, il GSE ha erogato dei corrispettivi pari 
alla differenza di prezzo delle quotazioni del gas naturale nel periodo invernale e quelle 
nel periodo estivo del medesimo anno termico, applicati sulla quota di capacità di stoc-caggio 
assegnata e non ancora entrata in esercizio. 
L’anticipo dei benefici attraverso le misure transitorie finanziarie comporta la correspon-sione, 
da parte del GSE verso i soggetti investitori aderenti, di un corrispettivo (FINt) di-pendente 
dalla capacità di stoccaggio oggetto delle misure transitorie (CA0), comunicata 
dai soggetti investitori al momento dell’istanza, e da un corrispettivo unitario (Δtfin), al 
netto dei corrispettivi per il servizio (CVS e Kt), secondo la formula seguente: 
FINt = CA0 × (Δt 
fin – CVS × 2 – Kt × cvrt) 
Nella tabella che segue sono indicati, per gli anni di stoccaggio 2010-2011 e 2011-2012, i 
valori dei parametri che compaiono nella formula. 
Tabella 9-61 MISURE TRANSITORIE FINANZIARIE: FORMULA DI DETERMINAZIONE DEL CORRISPETTIVO EROGATO DAL GSE 
FINt = CA0 × (Δtfin – CVS × 2 – Kt × cvrt) 
CA0, CAPACITÀ DI STOCCAGGIO OGGETTO DELLE MISURE TRANSITORIE COMUNICATA DAI SOGGETTI INVESTITORI AL MOMENTO DELLA RICHIESTA DELL’ISTANZA 
2010 – 2011 2011 - 2012 
Δtfin, definito dalla Del. ARG/gas 40/11 2,47 €/MWh 3,10 €/MWh 
CVS, definito dalla Del. ARG/gas 106/11 0,304776 €/MWh 0,304794 €/MWh 
Kt, definito dalla Del. ARG/gas 40/11 0,5 0,75 
Cvrt, definito dalla Del. ARG/gas 106/11 1,0664028 €/MWh 1,1393496 €/MWh 
Le misure transitorie finanziarie hanno determinato la corresponsione ai soggetti inve-stitori, 
da parte del GSE, di corrispettivi per 44 milioni di euro relativi al 2010-2011 e per 
23 milioni di euro relativi al 2011-2012. 
MISURE TRANSITORIE FISICHE 
A partire dall’anno di stoccaggio 2012-2013, i soggetti investitori industriali possono 
consegnare il gas in estate e ritirarlo nell’inverno successivo, a fronte di un corrispettivo 
regolato dall’AEEGSI scontato rispetto alle tariffe di stoccaggio. In questo modo è quindi 
possibile acquistare il gas nei periodi di maggiore disponibilità e a minor prezzo (prezzo 
estivo) per poi utilizzarlo nella stagione invernale quando il prezzo è più elevato. 
In particolare, le modalità di funzionamento del servizio di stoccaggio virtuale di cui il 
soggetto investitore industriale si può avvalere – sia sul mercato italiano sia su alcuni 
mercati esteri – si distinguono in: 
◦◦ consegna fisica del gas al Punto di Scambio Virtuale (PSV) in estate e ritiro del gas 
al PSV nell’inverno successivo (PSVq-PSVq);
122 
Rapporto Attività 2013 9 Stoaccgg io virtaelu del ags an taelru 
 
◦◦ consegna fisica del gas in estate presso l’hub fisico di Zeebrugge (ZEE) o presso 
l’hub virtuale di Title Transfer Facility (TT F) e ritiro del gas al PSV nell’inverno suc-cessivo 
(ZEEq – PSVq ovvero TT Fq-PSVq); 
◦◦ riconoscimento di un corrispettivo per un valore equivalente al valore di gas non 
consegnato fisicamente in uno dei due mercati esteri nel periodo estivo e ritiro 
del gas al PSV nell’inverno successivo (ZEEeuro – PSVq ovvero TT Feuro–PSVq). 
Per l’applicazione delle misure transitorie fisiche i soggetti investitori aderenti ricono-scono 
al GSE un corrispettivo pari alla somma delle seguenti componenti: 
◦◦ corrispettivo di accesso; 
◦◦ corrispettivo di utilizzo; 
◦◦ corrispettivo di trasporto, solo per le modalità che prevedono la consegna su un 
mercato estero (TT Fq – PSVq e ZEEq – PSVq); 
◦◦ corrispettivo di valorizzazione economica, solo per le modalità che non prevedono 
la consegna del gas (TT Feuro – PSVq e ZEEeuro – PSVq). 
Per l’erogazione delle misure transitorie fisiche ai soggetti investitori industriali il GSE, 
con cadenza annuale, si avvale di stoccatori virtuali, ovvero di soggetti abilitati ad ope-rare 
sui mercati europei del gas e a ritirare il gas in estate per riconsegnarlo nel periodo 
invernale. Il GSE aggrega le richieste dei soggetti investitori industriali aderenti e orga-nizza 
le procedure concorrenziali per la selezione degli stoccatori virtuali e per la for-nitura 
del servizio di stoccaggio virtuale ai soggetti richiedenti a prezzi più competitivi. 
A valle della selezione degli stoccatori virtuali, il GSE provvede, di anno in anno, ad 
abbinare questi ultimi con i rispettivi soggetti investitori industriali e a stipulare un con-tratto 
di natura annuale con gli stoccatori virtuali. L’abbinamento avviene sulla base delle 
preferenze espresse da parte dei soggetti investitori industriali, minimizzando il numero 
di combinazioni possibili. 
Con riferimento all’anno di stoccaggio 2013-2014, la quantità complessiva da approvvi-gionare 
per il servizio di stoccaggio virtuale offerto è stata pari alla quantità complessiva 
richiesta dai soggetti investitori (circa 266 mila MWh) per la modalità TT Feuro – PSVq. 
Sono stati selezionati 3 stoccatori virtuali, ai fini della fornitura del servizio. Il corrispet-tivo 
corrispondente per il GSE per i servizi erogati è pari a circa 7 milioni di euro. 
TARIFFA 
Il fabbisogno del GSE a copertura dei benefici per le misure transitorie, non coperto 
dai corrispettivi ricevuti per i servizi erogati, viene coperto dalla componente gas CVos 
definita dalla Delibera AEEGSI n. 201/11, a valere sulle maggiori imprese di trasporto del 
gas, che alimenta il “conto oneri stoccaggio” introdotto dalla Delibera dell’Autorità ARG/ 
gas 29/11 e istituito presso la Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico. 
Il valore della componente tariffaria CVos per l’anno di stoccaggio 2013-2014 è stato 
aggiornato a 0,095 centesimi di euro/standard metro cubo. 
CESSIONE AL MERCATO E ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO 
A partire dall’anno di stoccaggio 2012-2013 e con cadenza annuale, il GSE gestisce e 
garantisce la cessione al mercato dei servizi e delle prestazioni relative alla capacità 
di stoccaggio già entrata in esercizio attraverso un’apposita procedura. Relativamente 
all’anno di stoccaggio 2013-2014, la capacità offerta ammonta a 9,2 milioni di GJ, mentre 
quella richiesta è stata pari a 12,3 GJ e quella assegnata è stata pari a 2,2 GJ. 
Sempre a partire dall’anno di stoccaggio 2012-2013, con cadenza annuale, il GSE veri-fica, 
attraverso un’apposita attività di monitoraggio, il rispetto dell’obbligo di offerta in
9 Stoaccgg io virtaelu del ags an taelru 123 
 
Rapporto Attività 2013 
vendita di gas sul mercato in capo ai soggetti investitori industriali attraverso l’accesso, 
nel periodo invernale, alla piattaforma di negoziazione P-GAS e/o al mercato MGP-GAS, 
entrambi gestiti dal GME S.p.A. Il GSE si coordina, inoltre, con Snam Rete Gas al fine 
di verificare lo scambio giornaliero di gas tra soggetti investitori industriali e stoccatori 
virtuali abbinati al Punto di Scambio Virtuale (PSV). Il GSE ha stipulato tre apposite 
Convenzioni con le parti interessate: Stogit, GME e Snam Rete Gas.
10 
EMISSIO NI 
DI GAS SERRA 
Rapporto Attività 2013
Emiss ioni di gas serra 10 
126 Rapporto Attività 2013 
10.1 EMISSIONI DI GAS SERRA, IL RUOLO DEL GSE 
Il GSE svolge un’attività di monitoraggio sulle politiche europee e internazionali per 
il controllo delle emissioni di gas ad effetto serra fin dal 2007, quando, con il lancio 
dell’ambizioso obiettivo del “20-20-20 al 2020”, il Consiglio europeo ha di fatto can-cellato 
i confini tra le politiche energetiche e climatiche evidenziando la stretta corre-lazione 
tra le azioni finalizzate alla riduzione dei gas climalteranti e lo sviluppo di fonti 
rinnovabili ed efficienza energetica. 
Nel 2008, il GSE fu coinvolto operativamente nella gestione nazionale del principale 
strumento regolatorio, speculare al Protocollo di Kyoto, di cui l’Unione europea si è 
dotata per raggiungere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni: il sistema eu-ropeo 
per lo scambio di quote di emissione (cosiddetto EU ETS), che indirettamente 
costituisce un meccanismo di incentivo alle fonti rinnovabili e all’efficienza energe-tica. 
In parallelo, fu avviata un’attività di supporto tecnico al Ministero dello Sviluppo 
Economico nei percorsi negoziali nazionali ed europei volti a definire alcuni aspetti 
attuativi dell’EU ETS lasciati indeterminati dalla Direttiva europea di riferimento, in 
particolare il sistema delle aste di quote in vigore dal 2013 e le regole semplificate per 
i piccoli emettitori. 
Nel 2013, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 30/2013 che recepisce in 
Italia la Direttiva 2009/29/CE e le modifiche che essa introduce al Sistema europeo 
per lo scambio di quote di emissione (EU ETS), il GSE è stato formalmente designato 
quale responsabile del collocamento delle quote italiane di emissione nel sistema 
di aste dell’EU ETS (Auctioneer). Questa nuova competenza, in realtà operativa già 
da fine 2012, si aggiunge al curriculum ormai significativo del GSE sul piano inter-nazionale 
e costituisce la prima vera esperienza della società come protagonista 
sui mercati europei collegati all’energia. Il conferimento dell’incarico di Auctioneer 
ha consentito al GSE di ampliare il proprio perimetro d’azione acquisendo un ruolo 
nell’attuazione degli strumenti regolatori per il controllo delle emissioni di gas serra, 
in un ambito che potrebbe avere significativi sviluppi in un orizzonte temporale di 
medio lungo termine. 
Le aste sono, infatti, un meccanismo per l’allocazione delle quote agli operatori vincolati 
dal sistema ETS destinato ad espandersi nel post-2020. Infatti, nel proporre un unico 
obiettivo vincolante espresso in termini di riduzione delle emissioni che traini anche 
lo sviluppo di efficienza energetica e rinnovabili, la Comunicazione della Commissione 
15 (2014) del 22/1/2014 “Quadro per le politiche dell’energia e del clima per il periodo dal 
2020 al 2030” riconferma la centralità del sistema e in particolare delle aste al fine 
del raggiungimento degli obiettivi in materia di clima-energia dell’Unione. Questo ap-proccio 
trova conferma anche nella proposta di riforma dell’EU ETS che accompagna la 
Comunicazione. La proposta infatti introduce un meccanismo di flessibilità per rendere 
l’ETS meno vulnerabile agli shock esogeni ed incentrato sulle aste quale strumento di 
gestione efficace del sistema, oltre che di assegnazione delle quote. 
10.2 EU ETS, COLLOCAMENTO ALL’ASTA 
DELLE QUOTE DI EMISSIONE ITALIANE 
Il Sistema europeo di scambio di quote di emissione (European Union Emissions 
Trading Scheme – EU ETS) è la principale misura dell’Unione europea in attuazione del 
Protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori energivori, 
ovvero nei settori industriali caratterizzati da maggiori emissioni. Il Sistema, istituito 
dalla Direttiva 2003/87/CE e successive modificazioni (Direttiva ETS), trasferisce in
10 Emiss ioni di ags aerrs 127 
EU ETS, collocamento all’astadelle quote di emissione italiane 
Rapporto Attività 2013 
Europa a livello di impianti industriali il meccanismo di cap&trade introdotto a livello 
internazionale dal Protocollo di Kyoto. 
Dal 2012 il Sistema è stato ampliato agli operatori del settore aereo e, dal 2013, è 
esteso ulteriormente alle attività di produzione di alluminio, calce viva, acido nitrico, 
idrogeno, carbonato e bicarbonato di sodio e agli impianti che si occupano della 
cattura e dello stoccaggio di CO2. Il Sistema coinvolge attualmente a livello europeo 
circa 16.000 operatori, tra impianti termoelettrici, industriali nel campo della produ-zione 
di energia e della produzione manifatturiera (attività energetiche, produzione 
e trasformazione dei metalli, cemento, ceramica e laterizi, vetro, carta) ed operatori 
aerei. Per quanto riguarda l’Italia, sono oltre 1.458 gli impianti coinvolti, di cui oltre 
il 60% nei settori manifatturieri, cui si aggiungono una settantina di operatori del 
settore aereo. 
Figura 10-68 NUMERO DI IMPIANTI SOTTOPOSTI AD EU ETS NEL 2013 – INCLUSI OPERATORI AEREI 
15.932 2.626 
1.683 
1.535 
1.528 
8.560 
La Direttiva ETS prevede che dal primo gennaio 2005 gli impianti dell’Unione europea 
con elevati volumi di emissioni non possano operare senza un’autorizzazione a emet-tere 
gas ad effetto serra. Ogni impianto autorizzato deve monitorare annualmente le 
proprie emissioni e compensarle con quote di emissione europee che possono es-sere 
comprate e vendute (European Union Allowances – EUA e European Union Aviation 
Allowances – EUA A, equivalenti a 1 tonnellata di CO2eq). 
Dal 2013, come criterio generale, gli Stati membri dell’UE assegnano le quote agli 
operatori a titolo oneroso attraverso aste pubbliche europee. Le quote sono con-servate 
nel Registro Unico dell’Unione europea. Oltre a censire tutti i passaggi di 
proprietà delle quote, il Registro è lo strumento attraverso il quale gli operatori 
compensano annualmente le proprie emissioni restituendo le quote assegnategli a 
livello europeo. 
Le aste si svolgono su una piattaforma centralizzata a livello europeo che nel 2013 
ha raccolto le quote di proprietà di 25 su 28 Stati membri, inclusa l’Italia, più Islanda, 
Norvegia e Liechtenstein: il 10 settembre 2012 è stata individuata come piattaforma 
europea centralizzata la European Energy Exchange – EEX. Le quote di proprietà di 
Germania e Regno Unito sono collocate attraverso due piattaforme nazionali, rispet-tivamente 
gestite dalla borsa tedesca EEX e dalla borsa britannica ICE Future Europe. 
L’offerta delle quote origina dagli Stati, mentre la richiesta dei permessi di emissione 
proviene dai produttori di energia elettrica e dagli impianti che si occupano della cat-tura, 
del trasporto e dello stoccaggio della CO2 (CCS); questi ultimi devono approvvi-gionarsi 
di quote all’asta per coprire il proprio fabbisogno di emissioni. I settori mani-fatturieri 
e l’aviazione ricevono, invece, parte delle quote a titolo gratuito e ricorrono 
alle aste per la parte rimanente. 
16.000 
14.000 
12.000 
10.000 
8.000 
6.000 
4.000 
2.000 
0 
EU+EFTA Germania Regno Unito Italia Francia Altri paesi
128 
Rapporto Attività 2013 10 Emiss ioni di ags aerrs 
EU ETS, collocamento all’astadelle quote di emissione italiane 
Il sistema delle aste prevede che per ogni asta i partecipanti presentino le proprie 
offerte (quantità di quote richieste e prezzo offerto), durante il periodo d’asta indi-cato 
dalle piattaforme nel calendario e senza conoscere le offerte presentate da altri 
soggetti. Ciascuna asta ha un unico prezzo di aggiudicazione (clearing price), determi-nato 
dalla piattaforma che ha bandito l’asta, a prescindere dai prezzi offerti dai sin-goli 
offerenti. 
Per mettere all’asta le proprie quote gli Stati membri nominano un responsabile 
nazionale del collocamento (c.d. Auctioneer). Il GSE è formalmente stato designato 
Auctioneer per conto del Governo italiano sulla piattaforma comune europea, tramite 
il D.Lgs. n. 13/2013, in vigore dal 5 aprile 2013, che recepisce la Direttiva 29/2009/CE 
di modifica del Sistema ETS. 
Nel corso delle 142 sessioni d’asta tenutesi nel 2013 sulla Piattaforma d’Asta Comune 
Transitoria (t-CAP), il GSE ha collocato per l’Italia oltre 87 milioni di quote EUA 
(87.873.000) valevoli per il periodo 2013-2020. Tale quantitativo corrisponde al 10,87% 
degli 808 milioni di quote collocate all’asta complessivamente nel 2013 dagli Stati 
membri ai sensi di quanto previsto dal Regolamento, che disciplina l’assegnazione delle 
quote di emissione a titolo oneroso tramite asta agli impianti ricadenti nel campo di 
applicazione della Direttiva ETS (Regolamento n. 1031/2010 della Commissione del 12 
novembre 2010 e successive modificazioni). 
Le sessioni d’asta di quote EUA A sono rimaste sospese durante tutto il 2013 a seguito 
della dichiarazione del Commissario europeo per il clima del 12 novembre 2012 (“Stop 
the clock for the aviation”) ed in virtù della decisione n. 377/2013/EU del Parlamento UE 
e del Consiglio dell’Unione (c.d. “Stop the clock decision”) che esenta temporaneamente 
gli operatori che effettuano voli intercontinentali dagli obblighi di compensazione della 
direttiva ETS. 
Complessivamente, nel 2013 l’Italia ha ricavato oltre 385 milioni di euro (385.979.650 
euro) pari al 18,33% del ricavo totale sulla t-CAP e al 10,87% del totale ricavato dagli 
Stati membri su tutte le piattaforme. Nel 2013, tali proventi sono rimasti sotto la tem-poranea 
custodia del GSE al fine del loro trasferimento al Bilancio dello Stato, che 
sarà attuato in conformità alle norme e agli indirizzi dei Ministri competenti ai sensi 
del D.Lgs. n. 13/2013, in vigore dal 5 aprile 2013, che recepisce la Direttiva 29/2009/ 
CE di modifica del Sistema ETS. 
Tabella 10-62 SUDDIVISIONE DEI RICAVI D'ASTA 2013 TRA STATI MEMBRI 
PAESE TOTALE RICAVI € PAESE TOTALE RICAVI € PAESE TOTALE RICAVI % PAESE TOTALE RICAVI % 
Germania 791.253.420 Danimarca 56.055.960 Germania 22,28% Danimarca 1,58% 
Regno Unito 409.625.940 Austria 55.752.320 Regno Unito 11,54% Austria 1,57% 
ITALIA 385.979.650 Bulgaria 52.628.980 ITALIA 10,87% Bulgaria 1,48% 
Spagna 346.111.240 Irlanda 41.677.355 Spagna 9,75% Irlanda 1,17% 
Polonia 244.021.705 Svezia 35.674.095 Polonia 6,87% Svezia 1,00% 
Francia 219.246.740 Ungheria 34.592.340 Francia 6,17% Ungheria 0,97% 
Grecia 147.638.220 Lituania 19.978.120 Grecia 4,16% Lituania 0,56% 
Olanda 134.237.810 Estonia 18.073.820 Olanda 3,78% Estonia 0,51% 
Romania 122.736.875 Slovenia 17.738.695 Romania 3,46% Slovenia 0,50% 
Belgio 114.992.255 Lettonia 10.791.975 Belgio 3,24% Lettonia 0,30% 
Repubblica Ceca 80.685.660 Lussemburgo 4.973.270 Repubblica Ceca 2,27% Lussemburgo 0,14% 
Portogallo 72.782.065 Malta 4.466.015 Portogallo 2,05% Malta 0,13% 
Finlandia 66.970.455 Cipro 345.100 Finlandia 1,89% Cipro 0,01% 
Slovacchia 61.702.620 Slovacchia 1,74% 
TOTALE RI CAVI € 3.550.732.700 TOTALE RICAVI % 100%
10 Emiss ioni di ags aerrs 129 
EU ETS, collocamento all’astadelle quote di emissione italiane 
Rapporto Attività 2013 
Tabella 10-63 RIEPILOGO DEI RICAVI DELLE QUOTE DI EMISSIONE ITALIANE MESSE ALL’ASTA NEL 2013 PRESSO LA T-CAP 
MESE D’ASTA T0 (ANNO 2013) TOTALE 2013 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Le quote italiane sono state messe all’asta nel 2013 ad un prezzo medio ponderato di 
4,39 €, con un picco massimo di 6,35 € registrato nel corso della prima asta dell’anno 
(8 gennaio) e un picco minimo di 2,65 € registrato il 23 aprile. 
Figura 10-69 ANDAMENTO DEI RICAVI DELLE QUOTE DI EMISSIONE ITALIANE 2013 PRESSO LA T-CAP 
Ricavi d’asta (€) 38.665.890 31.930.830 
23.904.990 
32.192.820 
37.502.910 
15.428.655 
42.749.100 
40.429.530 
34.582.680 
23.679.570 
Prezzo medio 
Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Per consentire agli operatori di orientarsi più facilmente nel sistema e ricordare che 
gli operatori italiani hanno uguale diritto di accesso a tutte le piattaforme, il GSE ha 
predisposto un calendario consolidato relativo alle aste svolte su tutte le piattaforme 
attive (t-CAP, piattaforma tedesca e piattaforma britannica). Il Calendario delle aste è 
pubblicato e regolarmente aggiornato all’interno di una sezione del sito istituzionale 
GSE dedicata alle aste e attivata con finalità divulgative verso le Istituzioni nazionali e 
gli operatori italiani soggetti alla Direttiva ETS. 
Con le medesime finalità è stato attivato un indirizzo e-mail al quale rivolgere eventuali 
quesiti e sono state effettuate attività di informazione specifiche su sollecitazione, in 
particolare, di associazioni di categoria ed enti pubblici di formazione. 
Nel corso del 2013 sono inoltre stati pubblicati 3 rapporti che esaminano l’andamento 
delle aste di quote di emissione italiane in relazione alle aste di quote degli altri paesi 
dell’Unione europea e al mercato secondario delle quote di emissione, ciascuno cor-redato 
di un approfondimento su temi di particolare rilevanza al momento della pub-blicazione 
dei rapporto: regolamentazione dell’accesso alle aste negli Stati membri 
dell’Unione europea, caratteristiche degli altri meccanismi di emissions trading operativi 
a livello internazionale, stato e andamenti del mercato internazionale del carbonio. 
Quantitativo quote asta 
– EUA (n) 
7.668.000 7.668.000 7.668.000 8.307.000 7.029.000 7.668.000 8.946.000 3.514.500 8.307.000 8.307.000 7.668.000 5.122.500 87.873.000 
Prezzo medio ponderato(*) 
(€/tCO2) 
€ 5,04 € 4,45 € 4,02 € 3,84 € 3,40 € 4,20 € 4,19 € 4,39 € 5,15 € 4,87 € 4,51 € 4,62 € 4,39 
Ricavi d’asta (€) 38.665.890 34.103.430 30.809.245 31.930.830 23.904.990 32.192.820 37.502.910 15.428.655 42.749.100 40.429.530 34.582.680 23.679.570 385.979.650 
(*) Il valore totale indica il prezzo medio di aggiudicazione ponderato sul quantitativo di quote messe all’asta nel periodo 
Gennaio 
7.668.000 
34.103.430 
30.809.245 
EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA 
ponderato 
7.668.000 
7.668.000 
7.668.000 
7.668.000 
8.307.000 
8.307.000 
8.307.000 
8.946.000 
3.514.500 
5.122.500 
7.029.000 
€ 6,00 
€ 4,50 
€ 4,39 
€ 3,00 
€ 1,50 
€ 0 
€ 40 Mln 
€ 30 Mln 
€ 20 Mln 
€ 10 Mln 
€ 0 
€4,39 
€5,15 
€4,87 
€4,51 €4,62 
€4,20 €4,19 
€3,40 
€3,84 
€4,02 
€4,45 
€5,04 
Prezzo medio 
anno
130 
Rapporto Attività 2013 10 Emiss ioni di ags aerrs 
Segreteria tecnica del Comitato ETS: piccoli emettitori 
L’attività informativa svolta dal GSE sulle aste abbraccia il quadro normativo europeo 
e nazionale, le procedure di accesso alle aste, l’andamento generale del sistema d’aste 
e la principale letteratura di settore, inclusi i principali rapporti degli analisti di settore. 
10.3 SEGRETERIA TECNICA DEL COMITATO ETS: 
PICCOLI EMETTITORI 
Sin dal 2008, il GSE è parte della Segreteria Tecnica del Comitato nazionale per la 
gestione della Direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di 
progetto del Protocollo di Kyoto (Comitato ETS). Il Comitato ETS è l’organo intermi-nisteriale 
che assolve alla funzione di autorità nazionale competente per la gestione 
della Direttiva ETS in Italia. 
Già dal 2012, l’attività svolta dal GSE nell’ambito della Segreteria tecnica è stata con-centrata 
in particolare sui cosiddetti “piccoli emettitori”. 
L’articolo 27 della Direttiva ETS ha consentito all’Italia di esentare dal Sistema ETS, a 
partire dal 2013, 166 impianti cosiddetti “piccoli emettitori”, ovverosia impianti che, 
nel periodo 2008-2010, hanno presentato emissioni annue inferiori a 25.000 tCO2eq. 
e che abbiano, per gli impianti che svolgono attività di combustione, potenza termica 
nominale inferiore a 35 MW; anche gli ospedali, indipendentemente dai requisiti pre-visti 
per le altre due tipologie di impianti, sono esentati. Di tali impianti, oltre il 56% 
appartenente al settore della ceramica e dei laterizi. La restante parte comprende 
centrali a cogenerazione, impianti termoelettrici, ospedali, centrali per il teleriscalda-mento 
e raffinerie. 
Il GSE ha supportato il Comitato ETS nell’elaborazione della proposta di esclusione dei 
piccoli emettitori dall’ambito della Direttiva e, nel corso del 2013, nella predisposizione 
della disciplina nazionale ad essi dedicati. 
Tale disciplina, entrata in vigore nel 2013, prevede che essi non superino livelli di emis-sioni 
quantificati ex-ante, calcolati sulla base degli stessi benchmark usati per gli im-pianti 
che ricadono nel campo di applicazione della Direttiva ETS o come riduzione 
delle emissioni al 2020 del -21% rispetto ai livelli del 2005. In caso di mancato rispetto 
di tali obblighi, per ciascuna tonnellata di CO2eq. in eccesso rispetto alle emissioni con-sentite, 
l’impianto “piccolo emettitore” potrà scegliere se restituire un corrispondente 
numero di quote EUA o corrispondere all’erario un ristoro economico valorizzato 
sulla base del prezzo delle quote EUA dell’anno precedente. Nel caso in cui l’impianto 
escluso dovesse emettere più di 25.000 tCO2eq. in uno degli anni del periodo 2013- 
2020, esso rientrerà automaticamente nel Sistema ETS e in futuro non potrà essere 
oggetto di ulteriore esclusione dal campo di applicazione della Direttiva ETS.
11 
STUDI, STATI STI CHE 
E SERVIZI SPECIALISTICI 
Rapporto Attività 2013
Stud i, statistiche e ser vizi special istici 11 
134 Rapporto Attività 2013 
11.1 ELABORAZIONE DI STUDI E RAPPORTI SPECIALISTICI 
Nel corso degli ultimi anni il GSE ha destinato un impegno sempre maggiore all’ap-profondimento 
di studi e analisi inerenti le energie rinnovabili e l’efficienza ener-getica. 
Tale attività è svolta in primo luogo a supporto del Ministero dello Sviluppo 
Economico, nonché con finalità informative e divulgative, in ottemperanza a quanto 
stabilito dal D.Lgs. n. 28/2011 e dai successivi decreti attuativi. La vigente normativa 
ha infatti previsto la pubblicazione da parte del GSE di rapporti annuali su una serie 
di tematiche, quali ad esempio: costi delle tecnologie, analisi delle politiche energe-tiche 
internazionali, valutazione degli impatti economici, occupazionali e ambientali 
dello sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, procedimenti autorizzativi 
nazionali e regionali. 
Nel 2013, particolare rilievo ha assunto la redazione, a supporto del MiSE ai fini dell’invio 
alla Commissione Europea, del secondo Progress Report dell’Italia in merito allo stato di 
attuazione delle politiche adottate e dei risultati raggiunti verso l’obiettivo, stabilito dalla 
Direttiva 2009/28/CE, del 17% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. 
L’attività di monitoraggio della normativa energetica regionale ha condotto, nel 2013, 
alla pubblicazione del primo rapporto sulla regolazione regionale per le fonti rinnovabili. 
Il rapporto è stato presentato nel corso di un evento insieme ai Ministeri e alle Regioni. 
Uno degli ambiti di lavoro nel 2013 è stato quello relativo al monitoraggio dei costi di 
produzione da fonti rinnovabili (LCOE, Levelized Costs of Energy). L’attività è stata prin-cipalmente 
eseguita a supporto del MiSE, ma nel corso del 2014 troverà anche spazio 
in apposite pubblicazioni. Le analisi sono state peraltro molto apprezzate a livello inter-nazionale, 
tanto da essere inserite in pubblicazioni di IEA (International Energy Agency) 
e IRENA (International Renewable Energy Agency). 
Un altro tema strategico impostato già nel 2012 e ulteriormente sviluppato nel 2013 
concerne la predisposizione di un sistema di valutazione delle ricadute economiche, 
industriali e occupazionali connesse alla diffusione delle fonti rinnovabili e alla pro-mozione 
dell’efficienza energetica sul territorio nazionale. Ciò ha richiesto l’elabora-zione 
di un’apposita metodologia, per la cui messa a punto sono stati analizzati tutti i 
principali studi internazionali, con proficue attività di confronto con importanti centri 
di ricerca e stakeholders del settore, anch’essi impegnati nell’approfondimento del pe-rimetro 
della cosiddetta green economy. Alcune delle stime effettuate sono state rese 
note nel corso di una Audizione Parlamentare. 
Il monitoraggio delle ricadute ambientali connesse allo sviluppo delle fonti rinnovabili 
ha comportato la definizione di un modello per il calcolo delle emissioni evitate (uti-lizzando 
l’approccio del ciclo di vita). Le stime compiute, per gli anni dal 2009 al 2012, 
sono state inserite nel Progress Report inviato dall’Italia alla Commissione Europea a 
dicembre 2013. 
Uno dei settori presidiati, anche attraverso la partecipazione a gruppi di lavoro in-ternazionali, 
è stato anche nel 2013 quello relativo all’analisi dei meccanismi di pro-mozione 
delle energie rinnovabili. I risultati di questo osservatorio internazionale 
consentono l’elaborazione di rapporti specialistici di approfondimento e confronto, 
utili per individuare e mettere in luce best practices and lessons learnt, funzionali alle 
valutazioni propedeutiche alla revisione delle politiche energetiche e della normativa. 
Inoltre, l’analisi delle politiche energetiche internazionali si traduce anche nell’elabo-razione 
di specifici country report, utili anche per evidenziare interessanti opportunità 
d’investimento: sono stati pubblicati studi su Turchia, Tunisia, Corea del Sud, Brasile 
e Arabia Saudita.
11 Stdu i, statisticeh e ers vizi spceial istici 135 
Elaborazione di studi e rapporti specialistici 
Rapporto Attività 2013 
Nel 2013 è stato anche impostato il monitoraggio dei sistemi di certificazione delle 
filiere delle biomasse e della sostenibilità dei bioliquidi e dei biocarburanti a livello 
internazionale, tema sul quale il GSE è anche coinvolto in un implementing agreement 
in ambito IEA. 
Vale la pena notare che molte della attività citate, tutte previste dalla normativa, si sono 
rivelate terreno fertile per rafforzare le collaborazioni internazionali (IEA, IRENA, ma 
anche Commissione europea, ecc.). 
Figura 11-70 STUDIO SULLE RICADUTE ECONOMICHE ED OCCUPAZIONALI DELLE FER 
STI MA INVESTI MENTI IN NUOVI IMPI ANTI NEL 2012 
Mln € Mln €/anno 
8.000 800 
7.000 700 
6.000 600 
4.000 400 
3.000 300 
2.000 200 
1.000 100 
0 0 
STI MA RICADUTE OCCUPAZIO NALI TEMPO RANEE NEL 2012 
(relative a investimenti in nuovi impianti) 
Unità di 
lavoro annuali 
Unità di 
lavoro annuali 
STI MA SPESE DI O&M NEL 2012 SU TUTTO IL PARCO FOTOVOLTAICO 
110 
514 
390 
445 
545 
STI MA RICADUTE OCCUPAZIO NALI PERMANENTI NEL 2012 
(relative ad O&M su tutto il parco fotovoltaico) 
5.000 500 
60.000 
45.000 
30.000 
15.000 
0 
Fotovoltaico 
Fotovoltaico 
760 
Fotovoltaico 
Fotovoltaico 
Eolico 
Eolico 
Eolico 
Eolico 
Idroelettrico 
Idroelettrico 
Idroelettrico 
Idroelettrico 
Biogas 
Biogas 
Biogas 
Biogas 
Biomasse 
solide 
Biomasse 
solide 
Biomasse 
solide 
Biomasse 
solide 
Bioliquidi 
Bioliquidi 
Bioliquidi 
Bioliquidi 
32 
Geotermo-elettrico 
Geotermo-elettrico 
16.000 
14.000 
12.000 
10.000 
8.000 
6.000 
4.000 
2.000 
0 
7.460 
1.530 
350 
2.400 
530 330 
137.000 53.000 
occupati occupati 
59.491 
23.102 
5.160 
36.013 
8.756 
4.785 
14.445 
2.252 
10.474 10.064 
10.762 
619 
6.391 
Indotti Diretti Indiretti Indotti Diretti Indiretti 
Figura 11-71 STUDIO SULL’ANDAMENTO DEI COSTI DI INVESTIMENTO DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI (COSTO SPECIFICO €/W) 
6,30 5,89 4,66 4,05 3,11 2,76 5,90 5,44 4,22 3,58 2,58 2,21 5,32 4,73 3,56 2,95 2 1,65 5,10 5,28 3,35 2,85 1,75 1,53 4,79 3,98 3,09 2,78 1,71 1,23 
1,2 1,6 1,2 
1,3 
1,1 
1,1 
1,1 
0,9 
0,9 
1,1 0,9 
1,2 
1,3 
1,3 
1,4 
4,1 3,7 2,8 2,2 1,5 1,3 4,0 3,6 2,6 2,1 1,3 1,1 3,6 3,1 2,2 1,8 1,1 0,8 3,1 
2008 2011 
0,7 
0,7 2,8 2,3 1,7 1,5 0,8 0,6 
0,6 
0,9 
1,0 
1,5 
1,0 
2,0 
1,2 
2,7 
2009 2010 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 
1-3 kW su edificio 3-20 kW su edificio 20-200 kW su edificio 200-1000 kW a terra >1000 kW a terra 
1,4 
0,8 0,7 
0,6 
0,5 
0,7 
1,1 
1,1 
1,3 
1,8 
0,1 
0,2 
0,3 0,2 
0,4 
0,2 
0,4 
0,5 
0,4 0,3 0,4 
0,6 
0,7 
0,7 
0,7 
0,3 
0,4 
0,5 
0,6 
0,6 
0,4 
0,3 
0,3 
0,3 0,2 0,2 0,2 
0,4 
0,4 
0,5 
Moduli Inverter Altro
136 
11 Stud i, statistiche Rapporto Attività 2013 e ers vizi spceial istici 
Le statistiche sulle energie rinnovabili 
11.2 LE STATISTICHE SULLE ENERGIE RINNOVABILI 
Negli ultimi anni il GSE ha acquisito un ruolo di primo piano nel campo dell’informazione 
statistica sulla diffusione delle fonti rinnovabili in Italia e, in particolare, nel monitoraggio 
degli obiettivi di consumo di energia da FER assegnati all’Italia dalla Direttiva 2009/28/ 
CE e dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (PAN). 
SETTORE ELETTRICO 
Con riferimento al settore elettrico, dal 2009 il GSE compartecipa con TERNA alla rile-vazione 
“Statistica annuale della produzione e del consumo dell’energia elettrica” (codice 
TER-00001 del Programma Statistico Nazionale), che descrive l’evoluzione del settore 
elettrico italiano sia dal lato dell’offerta (caratteristiche degli impianti di generazione e 
produzione) sia dal lato della domanda (consumi di elettricità per settore finale di uti-lizzo). 
Il GSE, in particolare, contribuisce alla rilevazione fornendo i dati relativi a tutti 
gli impianti fotovoltaici e agli impianti fino a 200 kW di potenza alimentati dalle rima-nenti 
fonti rinnovabili. Naturalmente, l’utilizzo delle informazioni contenute nei registri 
amministrativi creati dal GSE per i propri compiti istituzionali – erogazione di incentivi, 
fornitura di servizi energetici, ecc. – assicura un costante miglioramento qualitativo e 
quantitativo della rilevazione. 
I risultati di queste rilevazioni sono diffusi dal GSE attraverso pubblicazioni annuali, di-sponibili 
sia in forma cartacea sia on line, sul sito istituzionale della società. Nel corso 
del 2013, in particolare, il GSE ha pubblicato il “Rapporto statistico 2012. Impianti a 
fonti rinnovabili – Settore Elettrico” e il “Rapporto Statistico 2012. Solare fotovoltaico”; il 
primo documento riguarda il complesso degli impianti di generazione elettrica alimentati 
da FER in esercizio in Italia, mentre il secondo è una monografia specifica sulla fonte 
solare. È stato inoltre elaborato il rapporto statistico “Energia elettrica nelle Regioni 
italiane” contenente approfondimenti e dettagli con livello di disaggregazione regionale 
e provinciale. 
La produzione di energia elettrica da FER nel 2013[1] ha superato i 112 TWh (+21% circa 
rispetto al 2012), arrivando a coprire circa un terzo del consumo interno lordo nazionale 
(34%), in netta crescita rispetto al 2012 (27%). In soli sei anni il contributo delle FER nella 
produzione elettrica nazionale è sostanzialmente raddoppiato. 
Figura 11-72 EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE DEGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI IN ITALIA DAL 2001 AL 2013 (GWh) 
Solare 
54.473 112.008 
Eolica 
Bioenergie 
Geotermica 
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 
[1] Terna, Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2013. 
Idrica 
19% 
13% 
15% 
5% 
47% 
86%
11 Stdu i, statisticeh e ers vizi spceial istici 137 
Le statistiche sulle energie rinnovabili 
Rapporto Attività 2013 
Tabella 11-66 EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE DA FONTE RINNOVABILE (GWh) 
FONTE 2008 2009 2010 2011 2012 2013 
Idraulica 41.623 49.137 51.117 45.823 41.875 52.773 
Eolica 4.861 6.543 9.126 9.856 13.407 14.897 
Solare 193 676 1.906 10.796 18.862 21.589 
Geotermica 5.520 5.342 5.376 5.654 5.592 5.659 
Bioenergie (*) 5.966 7.557 9.440 10.832 12.487 17.090 
TOTALE FER 58.164 69.255 76.964 82.961 92.222 112.008 
CIL – CONSUMO INTER NO 
LORDO (GWh) 353.560 333.296 342.933 346.368 340.400 330.043 
FER /CIL (%) 16 21 22 24 27 34 
(*) Bionergie: biomasse solide, biogas e bioliquidi 
Come ampliamento ed evoluzione dei portali Atlasole e Atlavento, negli ultimi mesi del 
2013 è stato avviato lo studio di fattibilità del progetto Atlaimpianti. Il progetto prevede 
di georeferenziare tutti gli impianti di produzione elettrica, alimentati da fonti rinnova-bili, 
sul territorio nazionale e di realizzare un’interoperabilità con le Regioni in materia 
autorizzativa. Considerata la complessità e la vastità del progetto, nella fase iniziale esso 
riguarderà i soli impianti incentivati dal GSE; negli anni successivi si verificherà la possi-bilità 
di estendere il progetto a tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili presenti 
sul territorio nazionale. 
Si segnala, infine, che attraverso una casella di posta elettronica dedicata, nel corso del 
2013 il GSE ha soddisfatto oltre 300 richieste di informazioni sui dati delle rinnovabili 
pervenute da università, enti locali, operatori di settore, studiosi e consulenti. 
SETTORE TERMICO E SETTORE DEI TRASPORTI 
Da alcuni anni il GSE è impegnato nella rilevazione dei consumi di energia da fonti rinno-vabili 
nel settore termico (calore prodotto da impianti alimentati da biomasse, da rifiuti o 
da risorsa geotermica; pompe di calore; collettori solari termici; ecc.) e nel settore trasporti 
(immissione in consumo di biocarburanti). Si tratta di settori di impiego delle FER che, pur 
tradizionalmente meno indagati, dal punto di vista statistico, rispetto a quello elettrico, 
rivestono comunque un ruolo di grande rilievo in termini energetici ed ambientali. 
La rilevazione viene effettuata sulla base di metodologie sviluppate dallo stesso GSE e 
approvate dal Decreto ministeriale 14/1/2012 del Ministero dello Sviluppo Economico. 
I risultati della rilevazione condotta nel 2013, relativa all’anno precedente, sono stati 
comunicati al MiSE, ai sensi dell’art. 3 dello stesso D.M.; contestualmente sono stati 
impostati forma e contenuti del “Rapporto statistico sui consumi di energia da fonti 
rinnovabili nei settori Termico e Trasporti”, che nei prossimi anni affiancherà le altre 
pubblicazioni statistiche pubblicate dal GSE. 
SISTEMA ITALIANO PER IL MONITORAGGIO DELLE ENERGIE 
RINNOVABILI (SIMERI) 
Il monitoraggio statistico del grado di raggiungimento degli obiettivi di consumo di 
energia da FER individuati dalla Direttiva 2009/28/CE e dal PAN (intermedi e al 2020, 
complessivi e settoriali, nazionali e regionali) è un’attività di grande rilievo, la cui respon-sabilità 
tecnica è affidata al GSE dal Decreto Legislativo 28/2011; è infatti il GSE che, 
nell’ambito del tradizionale ruolo di supporto al Ministero dello Sviluppo Economico, 
deve concretamente organizzare e gestire il “sistema nazionale per il monitoraggio stati-stico 
dello stato di sviluppo delle fonti rinnovabili”, con riferimento ai tre settori elettrico, 
termico e trasporti. 
Questo sistema, sviluppato dal GSE a partire dal 2011, è denominato SIMERI – Sistema 
Italiano per il Monitoraggio delle Energie Rinnovabili. Si tratta di un complesso di me-
138 
11 Stud i, statistiche Rapporto Attività 2013 e ers vizi spceial istici 
Le statistiche sulle energie rinnovabili 
todi e strumenti informativi per rilevare, con la necessaria affidabilità e continuità, i dati 
statistici che descrivono l’evoluzione delle fonti rinnovabili di energia in Italia, ai fini 
della verifica dello stato di raggiungimento degli obiettivi vincolanti fissati dalla Direttiva 
2009/28/CE. Come specificamente richiesto dalla normativa, il sistema è sviluppato in 
piena coerenza con le metodologie e le norme stabilite in ambito UE/Eurostat ed è ar-monizzato 
con l’attuale sistema statistico in materia di energia, operando in continuità 
e coerenza con esso. 
Dal punto di vista della diffusione on line dei dati di monitoraggio rilevati nell’ambito 
del SIMERI, il GSE ha sviluppato una piattaforma informativa – il “portale” del sistema 
– aperta a tutti gli utenti e consultabile attraverso la homepage del sito istituzionale, 
contenente dati statistici per l’intero settore energetico declinati nei settori elettrico, 
termico e trasporti. 
Dal SIMERI on line è possibile scaricare cruscotti dinamici per navigare nei dati o 
semplici tabelle Excel, nonché tutti i riferimenti normativi che regolano il monito-raggio 
dei dati statistici per l’intero settore energetico. Inoltre, il portale ha un’area 
riservata dedicata alle Regioni che permette loro l’accesso a dati disaggregati a li-vello 
provinciale. 
La tabella seguente riporta l’andamento dei consumi di energia da FER nei tre settori di 
utilizzo delle FER nel periodo 2006-2012 e costituisce un esempio di set di informazioni 
reperibili nel portale SIMERI. I dati sono ripresi dalla “Relazione sui progressi realizzati 
nella promozione e nell’uso dell’energia da FER” che l’Italia deve trasmettere ogni due 
anni alla Commissione europea (Progress Report); la quota FER sui consumi finali lordi è 
calcolata seguendo le procedure indicate da Eurostat per il monitoraggio degli obiettivi 
definiti dalla Direttiva 2009/28/CE. 
Tabella 11-67 CONSUMO FINALE LORDO TOTALE E PER SETTORE (Mtep) 
SETTORE DI CONSUMO 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 
FER – Elettricità (Mtep) 4,69 4,72 4,91 5,25 5,77 6,84 7,84 
FER – Termico (Mtep) 3,78 3,65 4,02 5,11 6,46 7,22 7,39 
FER – Trasporti (Mtep) 0,34 0,32 0,88 1,29 1,57 1,58 1,55 
CONSUMI FINALI LORDI 
(Mtep) 136,94 134,12 132,73 125,82 129,88 127,39 124,06 
Quota FER / 
Consumi finali lordi 6,40% 6,50% 7,40% 9,30% 10,60% 12,30% 13,50% 
Sempre in tema di monitoraggio degli obiettivi, nel 2013 è stata sviluppata la proposta 
metodologica per il monitoraggio degli obiettivi regionali in materia di consumi finali 
lordi di energia coperti da FER definiti dal D.M. 15/3/2012 (Decreto “Burden Sharing”); 
l’approvazione definitiva di questa proposta, al termine della procedura di discussione e 
condivisione con Regioni e Ministeri, è prevista entro il 2014. 
NUOVE ATTIVITÀ IN AMBITO SISTAN 
Nel corso del 2013 è stato svolto un importante lavoro ai fini della programmazione delle 
future attività statistiche nell’ambito del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN). 
Seguendo i diversi passaggi previsti dalla procedura SISTAN, infatti, il GSE ha proposto 
l’inserimento di due nuovi lavori statistici nel Programma Statistico Nazionale (PSN): 
◦◦ la rilevazione del calore derivato rinnovabile e dell’energia termica prodotta da 
pompe di calore, collettori solari termici e risorsa geotermica; 
◦◦ l’elaborazione e il monitoraggio statistico degli obiettivi di consumo di fonti rin-novabili 
(SIMERI).
11 Stdu i, statisticeh e ers vizi spceial istici 139 
I servizi specialistici per la Pubblica Amministrazione 
Rapporto Attività 2013 
Entrambi i lavori sono legati all’attività di monitoraggio statistico degli obiettivi nazionali 
di consumo di energia da FER avviate ai sensi del D.Lgs. 28/2011, art. 40, con particolare 
riferimento alle grandezze relative ai settori termico e trasporti. 
11.3 I SERVIZI SPECIALISTICI 
PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 
La Legge n. 99/2009 stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni possono rivolgersi al 
GSE per la fornitura di servizi specialistici in campo energetico. Con apposito atto di in-dirizzo 
del 29 ottobre 2009, il Ministro dello Sviluppo Economico ha definito le modalità 
con cui il GSE può fornire tali servizi: 
◦◦ per le Amministrazioni centrali dello Stato e gli organi costituzionali, il supporto 
si può concretizzare in consulenza per applicazioni specifiche e interventi presso 
le loro sedi istituzionali, riguardanti l’efficienza energetica (EE) e le fonti rinnova-bili 
(FER); 
◦◦ per le Regioni e le Province autonome, la consulenza può riguardare gli aspetti 
informativi dello sviluppo territoriale delle fonti rinnovabili e delle relative forme 
di incentivazione; 
◦◦ per i Comuni, i servizi possono essere forniti di norma in affiancamento all’ANCI, 
in conformità a un Protocollo d’intesa. 
I servizi specialistici in campo energetico possono riguardare i seguenti argomenti: 
◦◦ promozione, diffusione e sviluppo delle fonti rinnovabili e della cogenerazione; 
◦◦ meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rin-novabili 
e da impianti cogenerativi, incluse le modalità e le condizioni di accesso 
agli stessi; 
◦◦ efficienza energetica, in particolare tramite il ricorso alle fonti energe-tiche 
rinnovabili. 
L’azione di supporto del GSE alla PA si articola in attività specialistiche di ingegneria 
energetica, definite da protocolli d’intesa e convenzioni, e in azioni informative e for-mative 
volte a diffondere una cultura dell’energia compatibile con le esigenze dell’am-biente 
ed a trasmettere conoscenze specifiche sui meccanismi di incentivazione, sulle 
tecnologie di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e di Cogenerazione ad 
Alto Rendimento. 
Inoltre nel 2013, a sostegno dell’attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza 
energetica, sono state eseguite le seguenti attività: 
◦◦ attività finalizzate alla valorizzazione della gestione energetica degli edifici del 
GSE, anche in chiave di diffusione di buone pratiche; 
◦◦ analisi sullo scenario di attuazione delle nuove norme UE in materia di riqualifica-zione 
energetica degli edifici della PA, sugli strumenti di intervento già disponibili 
e sul ruolo degli attori presenti in questo ambito; 
◦◦ ricognizione funzionale ad inquadrare, sotto il profilo normativo e tecnico, il tema 
della riqualificazione energetica degli edifici vincolati, inclusa una raccolta di casi 
di interventi di efficienza energetica e/o fonti rinnovabili già realizzati in edifici 
storici vincolati, pubblici, in Italia; 
◦◦ impostazione delle attività di informazione per la promozione della riqualificazione 
energetica degli edifici della PA tramite la diffusione di buone pratiche in termini 
di interventi, diagnosi energetiche e contrattualistica.
140 
11 Stud i, statistiche Rapporto Attività 2013 e ers vizi spceial istici 
I servizi specialistici per la Pubblica Amministrazione 
SUPPORTO ALLA PA CENTRALE 
Nel 2013 è stata fornita consulenza sui temi della produzione di energia elettrica e ter-mica 
da rinnovabili, della cogenerazione e dell’efficienza energetica, anche per l’indivi-duazione 
delle migliori soluzioni tecnico-economiche e contrattuali e per la redazione di 
avvisi pubblici riguardanti la realizzazione di interventi e impianti. In particolare: 
◦◦ con la convenzione stipulata tra il GSE e il Senato della Repubblica Italiana è stato 
fornito supporto per la definizione delle esigenze specifiche in merito alla realiz-zazione, 
su immobili di proprietà, di interventi di efficienza energetica e di impianti 
alimentati a FER (principalmente utilizzanti la tecnologia fotovoltaica), compresa 
l’analisi tecnico-commerciale e il supporto nella fase di predisposizione della docu-mentazione 
di gara e contrattuale; sono stati inoltre definiti i contenuti per la pre-disposizione 
di documentazione informativa, per uso interno all’Amministrazione, 
in tema di efficienza e sostenibilità energetica negli edifici pubblici di proprietà; 
◦◦ nell’ambito del Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e ri-sparmio 
energetico” 2007-2013[2] (POI Energia), è stato supportato il Ministero 
dello Sviluppo Economico mediante la partecipazione a commissioni tecniche per 
la valutazione delle istanze presentate ai sensi degli avvisi pubblici per il finanzia-mento 
di progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili su edifici pub-blici 
(bando maggio 2010, bando “Progetti esemplari”, bando “Progetto JUSTI CE”); 
◦◦ con la convenzione stipulata tra il GSE e il Ministero degli Affari Esteri, è stato 
fornito supporto specialistico per l’analisi preliminare di alcune opportunità per 
la realizzazione, presso sedi estere (Ambasciate e Consolati), di interventi di effi-cienza 
energetica e di produzione di energia elettrica da FER; 
◦◦ alla fine del 2013 sono state avviate le attività relative alle convenzioni con la 
Presidenza della Repubblica, Agenzia del Demanio e Coni Servizi S.p.A. 
SUPPORTO ALLE ALTRE PA 
Alle Pubbliche Amministrazioni territoriali (Regioni e Province Autonome e grandi 
Comuni) sono stati erogati corsi di formazione sui temi dello sviluppo delle energie rin-novabili, 
della cogenerazione e dell’efficienza energetica, in base alle modalità definite 
dall’atto di indirizzo del MiSE del 29 ottobre 2009 e dal D.Lgs. n. 28/2011. Oltre a for-nire 
le necessarie informazioni, anche di dettaglio, sulle fonti rinnovabili e sui relativi 
meccanismi di incentivazione, le giornate hanno consentito la presentazione di tutte le 
attività svolte dal GSE, con particolare riferimento a quelle definite dal D.Lgs. n. 28/2011, 
che promuove tra l’altro le collaborazioni tra amministrazioni finalizzate allo scambio di 
informazioni, dati e buone pratiche per l’attuazione delle politiche nazionali in tema di 
rinnovabili ed efficienza energetica. 
È stata inoltre fornita consulenza in merito alla realizzazione di impianti alimentati a fonti 
rinnovabili, principalmente fotovoltaici, supportando le Amministrazioni nell’analisi dei 
consumi energetici dei propri edifici, nell’identificazione delle criticità sotto il profilo 
energetico e nella valutazione tecnico-economica preliminare degli interventi. 
[2] Il POI Energia è un programma di sostegno, finanziato da fondi comunitari e nazionali, per le Regioni italiane 
Obiettivo “Convergenza”, concertato tra il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), il Ministero dell’Ambien-te 
(MATTM), le Regioni Obiettivo “Convergenza” ed un nutrito partenariato economico e sociale. Obiettivo del 
programma è quello di aumentare la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili e migliorare 
l’efficienza energetica, promuovendo le opportunità di sviluppo locale, integrando il sistema di incentivi messo a 
disposizione dalla politica ordinaria, valorizzando i collegamenti tra produzione di energie rinnovabili, efficienta-mento 
e tessuto sociale ed economico dei territori in cui esse si realizzano.
12 
ATTIVITÀ INTERNAZIONALI 
E DI SOSTEGNO ALLA FILIERA 
Rapporto Attività 2013
ATTIVITÀ INTERNAZIONALI E DI SOSTEGNO 
ALLA FILIERA 12 
144 Rapporto Attività 2013 
Se il 2013 può essere considerato un anno particolarmente significativo per il dibattito 
sulle politiche energetiche europee, lo è stato di conseguenza anche per le attività 
internazionali condotte dal GSE, declinate principalmente nella partecipazione ad orga-nizzazioni 
intergovernative ed associazioni internazionali volontarie, e nel lavoro svolto 
nell’ambito di progetti finanziati dalla Commissione europea. 
Le attività sono state accompagnate da un’attenta osservazione del dibattito internazio-nale 
sui temi dell’energia, del clima e della sostenibilità e da un costante monitoraggio 
della legislazione dell’Unione europea di settore (in particolare mercato interno dell’e-nergia, 
fonti rinnovabili, efficienza energetica e clima) al fine di individuare novità di 
interesse, anche sotto il profilo interpretativo, con potenziale impatto sulle attività del 
GSE e sulle politiche energetiche nazionali. 
L’attività internazionale si svolge in costante dialogo con il Ministero dello Sviluppo 
Economico che frequentemente la indirizza o, più in generale, si avvale del GSE come 
strumento tecnico operativo per la realizzazione e/o la partecipazione ad iniziative in-tergovernative, 
nonché per il presidio dei principali fora di discussione internazionali e 
nell’ambito dell’Unione europea, sul clima e sulla sostenibilità energetica, che possano 
avere impatti sulle scelte di politica energetica nazionali. 
12.1 COLLABORAZIONI NELL’AMBITO 
DI INIZIATIVE E ORGANIZZAZIONI 
Nel corso del 2013, si è consolidata la partecipazione del GSE ai lavori delle principali 
organizzazioni intergovernative di settore quali l’International Energy Agency (IEA)[1] e 
l’International Renewable Energy Agency (IRENA)[2]. 
È proseguito l’impegno del GSE nell’ambito del Working Party on Renewable Energy 
Technology (cd. REWP) della IEA, piattaforma di dialogo tra i governi dei Paesi membri 
dell’Agenzia su aspetti rilevanti per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e la loro 
integrazione nel mercato energetico. Nel 2013 da questa partecipazione è nata l’idea di 
portare avanti un’analisi delle politiche di settore condivisa con la Divisione Rinnovabili 
della IEA e finalizzata ad una prima valutazione tecnica degli impatti del mix di politiche 
adottate dagli Stati membri europei in attuazione del Pacchetto Clima – Energia al 2020. 
Inoltre, su indicazione del Ministero dello Sviluppo Economico, sono state poste le pre-messe 
per il coordinamento di un’iniziativa finalizzata all’individuazione e alla divulgazione 
a livello nazionale dei risultati raggiunti nell’ambito degli Implementing Agreement (IA) tec-nologici 
di riferimento, ai quali il GSE partecipa in maniera diretta o tramite la propria 
controllata RSE (IA su fotovoltaico, bioenergie, ocean energy systems, smart grids, ecc.). 
Nel 2013, il Ministero degli Affari Esteri, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo 
Economico, ha indicato il GSE quale focal point tecnico nazionale per le attività svolte 
da IRENA. Ciò ha comportato l’intensificarsi del contributo del GSE ai tavoli di lavoro 
di IRENA e alle riunioni degli organismi di governance dell’Agenzia. Il GSE ha proposto 
spunti per la definizione del piano di attività dell’Agenzia per il biennio 2014-2015, te-nendo 
conto della propria esperienza operativa settoriale, delle priorità indicate dalla 
Strategia Energetica Nazionale (SEN) delle esigenze di espansione verso mercati esteri 
[1] L’International Energy Agency (IEA) è un’organizzazione internazionale istituita nel 1974 nel quadro OCSE a seguito 
della prima crisi petrolifera e avente sede a Parigi. L’Italia è tra i 16 Paesi fondatori dell’Agenzia che ad oggi conta 
28 Paesi aderenti. 
[2] L’International Renewable Energy Agency (IRENA) è un’organizzazione intergovernativa nata nel 2009 con l’obiettivo 
principale di promuovere e favorire la diffusione delle energie da fonti rinnovabili a livello internazionale e in parti-colare 
nei Paesi in via di sviluppo.
12 Attività intaenrz ioaln i e di sostegn o aall filiaer 145 
Collaborazioni nell’ambito di iniziative e organizzazioni 
Rapporto Attività 2013 
delle imprese italiane riscontrate nell’ambito delle proprie attività istituzionali e dell’i-niziativa 
Corrente. Inoltre ha contribuito alla revisione della pubblicazione di punta 
dell’Agenzia, REthinking Energy, ed ha fornito supporto tecnico ed analitico per la par-tecipazione 
dell’Italia all’iniziativa REMAP 2030 – A Renewable Energy Roadmap, avviata 
nel 2012 allo scopo di contribuire agli obiettivi dell’iniziativa Sustainable Energy 4 All 
lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon. Nel 2013, inoltre, il 
GSE ha avviato ufficialmente l’adesione alla IRENA Costing Alliance, iniziativa avente 
quale obiettivo principale la raccolta di dati sui costi e le prestazioni delle tecnologie 
rinnovabili e ha ottenuto la nomina (confermata a inizio 2014) di un proprio funzionario 
come rappresentante dell’Italia nel team di esperti internazionali individuato da IRENA 
per la valutazione tecnica di progetti finanziati dall’Abu Dhabi Fund for Development. 
Nel corso dell’anno è stata data continuità anche alle attività focalizzate sull’area me-diterranea, 
strategica per il sistema energetico nazionale soprattutto a valle dell’appro-vazione 
della Strategia Energetica Nazionale. Ciò in particolare attraverso la partecipa-zione 
al lavoro di associazioni volontarie quali l’Observatoire Méditerranéen de l’Energie 
(OME)[3] e Renewable Energy Solutions for the Mediterranean (RES4MED)[4] ed a quello 
nell’ambito di iniziative intergovernative, quale è l’Unione per il Mediterraneo[5]. 
La presenza in ambito OME ha consentito al GSE di monitorare il mercato energetico dei 
paesi dell’area MENA (Middle East and North Africa) per offrire contributi al dibattito na-zionale 
rinvigorito dalla SEN sul tema dell’integrazione del mercato energetico europeo 
con quello dell’area MENA, nonché a supporto delle imprese del Progetto Corrente. 
Tale tema nel 2013 è stato particolarmente significativo ed oggetto di ampio dibattito 
anche in sede europea, in particolare con riferimento ai Meccanismi di Cooperazione 
identificati dalla Direttiva 2009/28/CE, che prevedono la possibilità di conseguire gli 
obiettivi nazionali in materia di fonti rinnovabili attraverso progetti comuni realizzati dai 
Paesi UE con uno o più Paesi terzi e per i quali a novembre 2013 sono state approvate 
Linee Guida europee. 
RES4MED ha invece offerto al GSE nel corso dell’anno una piattaforma per programmi 
di formazione sulle tematiche energetiche rivolti anche ai Paesi della sponda sud del 
Mediterraneo, interessante anche al fine di facilitare l’accesso delle imprese italiane alle 
iniziative locali per lo sviluppo del settore energetico. 
Nel 2013 il GSE ha continuato ad essere attivamente presente anche sul fronte dell’As-sociation 
of Issuing Bodies (AIB)[6], confermando la propria presenza nel General Meeting 
e nei diversi gruppi di lavoro: Internal Affairs (WGIA), External Affairs (WGEA), Systems 
(WGS). In virtù del completo allineamento della legislazione italiana alle disposizioni 
europee in materia di Garanzia di Origine (GO) e della conformità, a livello operativo, del 
sistema italiano allo standard di certificazione EECS, nel corso del 2013 la modalità di 
adesione del GSE all’associazione si è ampliata includendo, oltre allo schema RECS per 
[3] L’Observatoire Méditerranéen de l’Energie (OME) è un’associazione fondata nel 1988 che promuove la cooperazione 
nell’ambito del bacino del Mediterraneo. Essa vede il coinvolgimento del GSE nel Renewable Energy Committee 
(REC) e nell’Electricity Commitee. 
[4] Renewable Energy Solutions for the Mediterranean (RES4MED) è un’associazione nata con l’obiettivo di promuovere 
le energie rinnovabili, le infrastrutture elettriche necessarie al loro trasporto e misure di efficienza energetica e in 
tale ambito conduce approfondimenti di carattere regolatorio nei Paesi MENA, al fine di verificarne le opportunità 
di accesso agli investitori istituzionali. 
[5] L’Union for the Mediterranean (UfM) è un partenariato multilaterale che mira ad aumentare il potenziale di integra-zione 
e coesione tra i Paesi dell’area Euro-Mediterranea. Sono coinvolti 43 Paesi. 
[6] L’Association of Issuing Bodies (AIB) è un’associazione internazionale no-profit, che promuove l’utilizzo del sistema 
standard di certificazione dell’energia EECS – European Energy Certificate System. L’associazione vede la partecipa-zione 
di 19 membri rappresentativi di 14 Paesi comunitari, oltre a Norvegia, Svizzera e Islanda. Fanno parte dell’AIB 
i soggetti responsabili, a livello nazionale, del rilascio delle Garanzie di Origine, con la sola eccezione della Spagna, 
rappresentata dall’ente responsabile della gestione del sistema RECS. La presenza in AIB di un numero rappre-sentativo 
di Stati membri dell’Unione Europea e la conformità delle EECS Rules alle disposizioni della Direttiva 28 
pone l’associazione in una posizione di primo piano nel contesto europeo sia per offrire uno standard di immediato 
utilizzo per l’implementazione di un sistema di Garanzie di Origine da parte di Paesi non ancora in linea in tal senso 
sia per garantire lo scambio internazionale di certificati in maniera affidabile.
146 
12 Attività internaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer 
Partecipazione a progetti 
cui la società è stata attiva fin dal 2001, anche lo schema GO. In tal modo, si è offerta 
agli operatori italiani l’opportunità di accedere ad un mercato europeo di tali titoli. 
12.2 CONTRIBUTO TECNICO ALLE INIZIATIVE 
INTERGOVERNATIVE DI SETTORE 
Nel 2013 il GSE ha svolto un’azione particolarmente intensa di supporto al MiSE nell’am-bito 
del Partenariato Internazionale per la Cooperazione nell’Efficienza Energetica 
IP EEC (International Partnership for Energy Efficiency Cooperation), iniziativa che pro-muove 
l’adozione di misure di efficienza energetica. In particolare, il GSE è membro della 
task force “IP EEC-WEACT”, che vede come capofila il MiSE e che promuove attività 
di training rivolto ad alti funzionari preposti all’attuazione delle politiche di efficienza 
energetica nei Paesi emergenti, attraverso l’organizzazione di seminari regionali inter-nazionali 
e il successivo supporto tramite meccanismi di condivisione via web. 
Il GSE ha inoltre proseguito le attività di supporto nell’ambito dell’Energy Community 
Treaty e in particolare nell’ambito della Task Force strategica legata all’identificazione dei 
progetti di interesse comune (lato generazione e infrastrutture) per l’area del sud est 
europeo, che nel 2013 ha concluso il suo lavoro. 
Il 2013 ha inoltre segnato una rinnovata collaborazione nel settore energetico tra Italia 
e paesi dell’America Latina, rilanciata nell’ambito della VI Conferenza ministeriale “Italia 
– America Latina”, cui il GSE è stato chiamato, da MiSE e MAE, a fornire un contributo 
tecnico e a coinvolgere le piccole e medie imprese italiane del settore delle rinnovabili 
e dell’efficienza energetica interessate ai mercati oltreoceano. 
12.3 PARTECIPAZIONE A PROGETTI 
L’impegno del GSE in ambito internazionale si traduce anche nell’adesione a diversi pro-getti 
volti all’approfondimento, allo studio e alla condivisione di esperienze in materia di 
fonti rinnovabili, efficienza energetica e certificazione del mix energetico. 
Il progetto comunitario Concerted Action on the implementation of the RES directive 
(CA-RES), finanziato dalla Commissione europea nell’ambito dell’IEE – Intelligent Energy 
Europe, si pone come obiettivo principale quello di definire lo stato dell’arte nell’imple-mentazione 
della Direttiva 28/2009/CE in materia di fonti rinnovabili e far dialogare 
gli Stati membri (tutti gli Stati membri vi partecipano), in modo da facilitare lo scambio 
di buone pratiche, la condivisione di interpretazioni normative, esperienze e soluzioni 
efficaci a problemi comuni, e, in definitiva, il raggiungimento degli obiettivi comunitari. 
Alle riunioni periodiche partecipano peraltro funzionari della Commissione europea per 
cui si creano anche le occasioni per un confronto libero e informale su temi di vasto 
interesse. La prima fase del progetto, della durata di tre anni, si è conclusa a luglio 2013, 
mese in cui è però partita una seconda fase che vede sempre il GSE partecipare al 
progetto in qualità di ente delegato dal MiSE per l’Italia. La seconda edizione triennale 
del progetto, attualmente in corso, è articolata su 7 gruppi di lavoro, di cui peraltro uno, 
molto importante, relativo agli schemi di supporto per l’elettricità prodotta da fonti rin-novabili 
ma nel quale si discutono anche in generale gli obiettivi europei, è presieduto 
proprio dall’Italia, tramite il GSE, insieme alla Germania. 
Nel corso del 2013 il GSE ha anche continuato a svolgere le attività previste nell’am-bito 
del progetto internazionale “PV Parity”, finanziato anch’esso dall’IEE. Obiettivo del 
progetto è l’identificazione degli strumenti che potrebbero affiancare o sostituire le
12 Attività intaenrz ioaln i e di sostegn o aall filiaer 147 
Il progetto Corrente 
Rapporto Attività 2013 
politiche di sostegno in essere per la diffusione e l’integrazione delle fonti rinnovabili 
in Europa con particolare riferimento al fotovoltaico. Nell’ambito del progetto è stato 
sviluppato uno strumento di simulazione per il calcolo della competitività del fotovol-taico 
in un set di Paesi selezionati; l’attività principale del GSE si è incentrata sull’analisi 
dello scenario regolatorio e dell’impatto dei programmi di sostegno sui mercati e sulle 
reti elettriche e la riflessione su incentivi alternativi a quelli esistenti per la produzione 
di energia da fonte fotovoltaica importata dai Paesi MENA. 
In relazione ai temi legati all’applicazione del D.M. 31 luglio 2009 sulla certificazione del 
mix energetico, il GSE ha ulteriormente rafforzato il proprio impegno in ambito interna-zionale 
attraverso la partecipazione al progetto RE-DISS (Reliable Disclosure), finanziato 
dalla Commissione europea e che, nel corso del 2013, ha dato avvio alla seconda fase 
(RE-DISS II ) che si concluderà nel 2015. 
Sempre con riferimento a tale ambito di attività, la società è membro del gruppo di la-voro 
tecnico del CEN/CENELEC dedicato alle “Garanzie d’Origine e certificazioni ener-getiche”, 
con l’obiettivo di definire uno standard di certificazione dell’energia elettrica 
mediante Garanzie di Origine. A seguito della pubblicazione della Direttiva 2012/27/UE 
sull’efficienza energetica, si è ritenuto opportuno rivalutare alcuni elementi dello stan-dard 
al fine di rendere coerente lo stesso con le nuove disposizioni legate alla Garanzia 
di Origine per la cogenerazione. Ciò ha comportato uno slittamento nella pubblicazione 
dello standard, comunque attesa per il 2014. 
12.4 MONITORAGGIO DELLE POLITICHE EUROPEE 
E INTERNAZIONALI PER L’ENERGIA E IL CLIMA 
In coerenza con le attività svolte a livello nazionale, il GSE supporta i Ministeri compe-tenti 
nel monitoraggio e nella partecipazione a processi negoziali, conferenze e incontri 
in contesti internazionali in materia di energia, cambiamenti climatici e “low carbon eco-nomy”, 
con impatto sugli scenari energetici globali e in particolare sullo sviluppo di 
rinnovabili ed efficienza energetica. 
Tali attività sono svolte di concerto con il Dipartimento Energia del Ministero dello 
Sviluppo Economico e in supporto alla Direzione Generale per la Mondializzazione e le 
Questioni Globali del Ministero degli Affari Esteri. 
Inoltre, in virtù delle funzioni che ricopre nella gestione nazionale del Sistema europeo 
per lo scambio dei diritti di emissione di gas serra, il GSE monitora le relative atti-vità 
di regolazione a livello europeo, che vedono coinvolti Commissione, Consiglio e 
Parlamento europeo e Climate Change Committee. 
12.5 IL PROGETTO CORRENTE 
Corrente è un’iniziativa realizzata nel 2010 dal GSE con il supporto del Ministero dello 
Sviluppo Economico che aggrega, promuove e valorizza la filiera italiana cleantech con-tribuendo 
alla creazione di un “Sistema Paese Italia” delle rinnovabili e dell’efficienza 
energetica in sinergia con diversi partner istituzionali. 
Corrente, oltre ad essere un portale web dedicato alla filiera green italiana 
(http://corrente.gse.it), è un progetto ad adesione gratuita e volontaria aperto a tutte le 
imprese italiane, le startup e ai centri di ricerca che desiderano sviluppare e rafforzare 
la propria competitività tecnologica e commerciale.
148 
12 Attività internaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer 
Il progetto Corrente 
Nel 2013 Corrente ha visto crescere notevolmente le proprie iniziative e gli iscritti, con-tando 
a dicembre 2013 circa 1897 imprese. Il trend di crescita positivo è riconducibile alle 
molteplici attività e servizi proposti agli aderenti nel corso del 2013, che hanno benefi-ciato 
di una serie di iniziative dedicate quali: avvio di osservatori sui mercati obiettivo; 
iniziative di informazione e promozione; attività dedicate alle startup cleantech; Europa 
e finanziamenti comunitari; iniziative di B2B e matchmaking; eventi fieristici; pubblica-zione 
dei principali bandi di gara settoriali e informazioni sulle opportunità offerte dai 
mercati nazionali e internazionali. 
GLI ADERENTI, IL PORTALE, I SERVIZI INFORMATIVI 
Le aziende iscritte a Corrente rappresentano un fatturato complessivo di oltre 25 mi-liardi 
di euro e sono espressione di tutte le filiere energetiche di settore: energia solare, 
eolica, idrica, bioenergie, geotermia, sistemi di accumulo, smart grid e mobilità sosteni-bile. 
Le imprese, caratterizzate da differenti dimensioni in termini di fatturato, presen-tano 
un sostanziale equilibrio di rappresentatività fra le piccole e le medie imprese. Si 
segnala anche l’adesione al network di un cospicuo numero di grandi imprese che hanno 
consolidato la propria posizione nel settore negli ultimi anni e che ad oggi costituiscono 
alcuni dei maggiori attori industriali a livello nazionale. 
Figura 12-73 ANDAMENTO DELLE ADESIONI A CORRENTE 
0 37 350 529 599 650 1030 1283 1349 1486 1700 1870 
Giu 2010 Ago 2010 Ott 2010 Dic 2010 Feb 2011 Mar 2011 Mag 2011 Lug 2011 Set 2011 Dic 2011 Dic 2012 Set 2013 
Il portale di Corrente (http://corrente.gse.it) è uno strumento di aggregazione delle re-altà 
imprenditoriali e industriali presenti sul territorio italiano; è una piattaforma a dispo-sizione 
degli aderenti ai quali offre diversi servizi, tra cui la ricerca avanzata di prodotti e 
servizi delle imprese aderenti, la pubblicazione di news ed eventi di interesse, nonché la 
divulgazione di studi di settore, analisi dei trend di mercato e, infine, il supporto dedicato 
alle iniziative imprenditoriali italiane. 
Corrente offre alle imprese aderenti: 
◦◦ News: il portale è aggiornato con notizie, informazioni, eventi, anche suggeriti 
direttamente dalle imprese aderenti; 
◦◦ Newsletter: la newsletter, inviata agli aderenti ogni quindici giorni, propone 
una selezione delle principali news su tematiche di interesse relative al mondo 
delle rinnovabili, le opportunità di internazionalizzazione e le attività sviluppate 
nell’ambito dei vari gruppi di lavoro; 
◦◦ Ricerca partner tecnologici, finanziari e commerciali: per favorire l’aggregazione 
e la promozione della filiera italiana presso soggetti terzi, Corrente supporta gli 
2.000 
1.600 
1.200 
800 
400 
0 
+190% 
da marzo 2011
12 Attività intaenrz ioaln i e di sostegn o aall filiaer 149 
Il progetto Corrente 
Rapporto Attività 2013 
aderenti nella ricerca di potenziali partner tecnologici, finanziari e commerciali 
sia direttamente che attraverso il coinvolgimento dei suoi partner istituzionali. 
LE ATTIVITÀ NEL 2013 
Nel corso del 2013 il Progetto Corrente ha contribuito a promuovere la filiera italiana 
a livello nazionale e internazionale non solo con l’invio di newsletter informative, ma 
anche attraverso la realizzazione di oltre 30 iniziative dedicate, volte a presentare le 
opportunità offerte dai mercati esteri. Corrente ha favorito la collaborazione tra PMI e 
centri di ricerca, creando opportunità e facilitando i contatti per contribuire alla crescita 
dell’industria italiana delle energie rinnovabili in Italia e nel mondo. Tutte le attività sono 
state sviluppate in forte sinergia con diversi partner istituzionali. 
Figura 12-74 PANORAMA DELLE PRINCIPALI INIZIATIVE E PARTNER DEL PROGETTO CORRENTE NEL MONDO 
# Imprese partecipanti 
4 
5 
6 
7 
8 
9 
13 
15 14 10 
11 
12 
16 
3 
2 
1 
10 
60 
55 
30 
40 
EUROPA AMERICA 
4 Missione imprenditoriale 
150 
110 
e Smart Grid Week Conference 
MiSE, Ambasciata Canada, ICE, 
Confindustria 
Cleantech IPO forum – Londra 
Borsa italiana, London Stock Exchange 
Italy-USA Green economy Day 
New York 
Infoday nazionali bandi energia 
APRE, MiSE 
Corrente Day: focus Romania MAE, MiSE, ICE 
Camera di Commercio italiana 
in Romania 
Attività e gruppo lavoro Brasile 
ANIE 
Forum sulle energie rinnovabili e 
l’efficienza energetica in America Latina 
MAE 
America Latina protagonista del 
XXI secolo: Incontro e opportunità 
IILA 
1 
2 
3 
5 
6 
Corrente per il Sudamerica 
Banca Interamericana di Sviluppo 
7 
8 
9 
4 
ASIA MENA 
33 
10 
35 
16 
10 
13 World Future Energy Summit 
Gruppo di lavoro Arabia Saudita 
Confindustria, ICE, MiSE 
AFRICA 
Osservatorio India ICE-GSE e CEM4 
ICE, MiSE 
World Smart Energy Week 2012 
Tokyo 
Ambasciata d’Italia in Giappone, ICE 
Il Marocco incontra le eccellenze 
italiane dell’energia solare 
UNIDO 
Corrente Day: focus Giappone 
Camera di Commercio italiana in Giappone 
15 
2012/2013 – EAU 
Ambasciata d’Italia negli EAU, ICE 
10 14 
11 
12 
OCEANIA 
Australia: 
Infoday opportunità di investimento 
CCIM, Consolato australiano 
16 
30 
50 
20
150 
12 Attività internaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer 
Il progetto Corrente 
Le iniziative svolte nel corso del 2013, alle quali hanno partecipato oltre 500 imprese, 
sono di seguito illustrate nel dettaglio, suddivise per area geografica di riferimento o 
settore di interesse. 
AVVIO DI OSSERVATORI ICE-GSE IN INDIA E MEDIO ORIENTE 
Con lo scopo di monitorare, presidiare e diffondere le opportunità di business nei mer-cati 
emergenti e dare avvio a nuovi investimenti, nel mese di ottobre 2013 sono stati 
attivati due Osservatori presso gli uffici ICE di Nuova Delhi e di Dubai. I due Osservatori 
beneficiano di un Trade Analyst messo a disposizione dal rispettivo ufficio ICE e mirano 
a perseguire congiuntamente le seguenti attività: fornire alle aziende del settore in-formazioni 
aggiornate utili per entrare nel mercato di riferimento (normativa, bandi di 
gara, opportunità R&D) attraverso una newsletter periodica che recepisce le indicazioni 
delle imprese partecipanti; supportare le stesse imprese nella ricerca di partner locali; 
organizzare iniziative settoriali congiunte. 
INDIA 
Al fine di coinvolgere attivamente la filiera industriale italiana, recepire le esigenze delle 
imprese partecipanti, suggerire le azioni prioritarie da implementare nell’ambito del 
progetto e favorire le occasioni di aggiornamento e partecipazione, il GSE, in sinergia 
con l’ICE e il Ministero dello Sviluppo Economico, ha aggregato le imprese italiane inte-ressate 
a partecipare alle iniziative previste dall’Osservatorio di Nuova Delhi attraverso 
la creazione di un gruppo di lavoro (GDL). 
Per il mercato indiano hanno espresso interesse a prendere parte al relativo GDL 33 
aziende italiane, con la realizzazione delle seguenti iniziative settoriali: 
◦◦ incontri del GDL; 
◦◦ partecipazione alla Clean Energy Ministerial IV in India; 
◦◦ missioni dell’Ambasciata d’Italia in India e dell’ICE a Nuova Delhi. 
EMIRATI ARABI UNITI 
Per recepire le esigenze delle imprese italiane e avviare le attività dell’Osservatorio 
degli Emirati Arabi Uniti (EAU), il GSE ha costituito un GDL dedicato ad aggregare le 
imprese italiane interessate al mercato emiratino. Diverse le attività dedicate, sviluppate 
in sinergia con i partner istituzionali: 
◦◦ incontri del GDL; 
◦◦ fiera World Future Energy Summit 2013; 
◦◦ missione di Sistema negli EAU. 
Sono attive nel GDL EAU 26 imprese italiane. 
ARABIA SAUDITA 
Con lo scopo di esplorare le opportunità offerte dal settore cleantech in Arabia Saudita, 
dove sono state pubblicate le linee guida del piano energetico nazionale che diverrà 
operativo a partire dalla seconda metà del 2014, Corrente ha avviato un GDL. Attraverso 
la raccolta di informazioni sulle 50 imprese interessate al mercato, i loro profili aziendali 
e i loro desiderata, è stato delineato un percorso congiunto per la realizzazione di azioni 
sistemiche di supporto nel loro accesso al mercato: 
◦◦ incontri del GDL; 
◦◦ incontro informativo in Arabia Saudita; 
◦◦ fiera Saudi Energy 2013 in Arabia Saudita.
12 Attività intaenrz ioaln i e di sostegn o aall filiaer 151 
Il progetto Corrente 
Rapporto Attività 2013 
AMERICA LATINA E CARAIBI 
Sono state realizzate 4 iniziative settoriali volte a informare le imprese italiane della 
green economy circa le opportunità offerte dall’America Latina e dai Caraibi. Sono 
100 le aziende cleantech italiane coinvolte in attività che spaziano dalle giornate in-formative 
alla costituzione di un GDL Brasile. In particolare, le attività condotte sono 
le seguenti: 
◦◦ individuazione di opportunità nei Caraibi per le aziende cleantech italiane; 
◦◦ organizzazione di un seminario sulle opportunità offerte dalle rinnovabili in 
Brasile e avvio del relativo GDL; 
◦◦ partecipazione al Consiglio di Cooperazione italo-brasiliano; 
◦◦ partecipazione al workshop “L’energia elettrica e le reti di trasmissione come fat-tore 
di sviluppo sostenibile ed integrazione dell’America Latina”. 
AFRICA 
In occasione della visita in Italia dei rappresentanti dell’IFC (International Finance 
Corporation della World Bank), è stato organizzato – presso la sede del Ministero 
dello Sviluppo Economico – un incontro informativo sul progetto Lighting Africa, con 
l’obiettivo di presentarlo agli operatori italiani attivi nei settori degli impianti di illu-minazione 
a led, dei sistemi di ricarica di dispositivi elettronici, dei sistemi di cottura 
e dei sistemi di accesso all’energia off-grid. Hanno preso parte all’iniziativa circa 30 
imprese italiane. 
AREA EUROPA E FINANZIAMENTI COMUNITARI 
Sono state realizzate 4 iniziative settoriali volte a informare le imprese italiane della 
green economy sulle opportunità di finanziamento offerte dalla nuova programmazione 
europea 2014-2020. Dai bandi di gara alle call for proposals europee fino alle oppor-tunità 
di finanziamento dedicate alla ricerca e all’innovazione nel settore energetico: 
◦◦ workshop: “Verso HORIZON 2020: un think tank italiano nel settore cleantech per 
promuovere la filiera e la ricerca nazionale in Europa”; 
◦◦ bollettino Energia – Europa; 
◦◦ Digital Energy Tour 2013; 
◦◦ attività di Europrogettazione; 
◦◦“aperitivi dell’innovazione”. 
ATTIVITÀ DI FORMAZIONE – MED IMPACT WORKSHOP 
Iniziativa organizzata da GSE e OME – Observatoire Méditerranéen de l’Energie, con lo 
scopo di presentare agli operatori italiani del settore cleantech il Med-Impact tool, stru-mento 
sviluppato dall’OME a supporto degli operatori che desiderano investire nel 
settore solare nell’aria MENA. 
AMERICA DEL NORD E ASIA 
Iniziative dedicate a favorire le opportunità di collaborazione tra le imprese italiane delle 
energie rinnovabili e le controparti provenienti da Canada, Cina, Giappone, Indonesia, 
Singapore e Malesia: 
◦◦ missione di Sistema in Indonesia; 
◦◦ fiera Tokyo Renewable Energy 2013 in Giappone; 
◦◦ visita delegazione ministeriale Singapore; 
◦◦ missione imprenditoriale in Malesia e Singapore; 
◦◦ missione imprenditoriale in Canada.
152 
12 Attività internaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer 
Il progetto Corrente 
INFO DAY 
Visto l’alto interesse delle imprese aderenti a Corrente verso lo sviluppo delle rinnovabili 
in diversi Paesi esteri, i relativi sistemi di incentivazione sono stati illustrati nell’ambito 
di 4 seminari, organizzati in sinergia con i partner istituzionali e le controparti straniere: 
◦◦“Le opportunità offerte dallo sviluppo delle rinnovabili in Turchia”; 
◦◦“Italy-Malaysia Green Economy Day”; 
◦◦“I fattori determinanti per gli investimenti in energie rinnovabili in Romania”; 
◦◦“Le rinnovabili in Australia, opportunità d’investimento”. 
Hanno preso parte alle giornate informative circa 200 imprese italiane. 
STARTUP CLEANTECH – INIZIATIVA CLEANSTART 
Corrente, a seguito delle indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, ha dedi-cato 
alle startup del settore energetico iscritte all’apposita sezione speciale del Registro 
delle imprese come da Decreto “Crescita 2.0”, l’iniziativa Cleanstart, che prevede l’atti-vazione 
di servizi dedicati a queste nuove realtà imprenditoriali, con l’obiettivo di assi-sterne, 
valorizzarne e promuoverne lo sviluppo e la visibilità. 
Tra i nuovi servizi su misura per le startup previsti da Cleanstart sono inclusi: iniziative di 
formazione finalizzate alla partecipazione ai bandi europei del settore energia; assistenza 
nell’attività di ricerca di partner tecnologici, finanziari e commerciali; organizzazione di 
iniziative dedicate al mondo delle startup alla presenza di investitori di venture capital.
13 
ATTIVITÀ 
INFORMATIV E 
Rapporto Attività 2013
Attività inf orma tive 13 
156 Rapporto Attività 2013 
13.1 IL CONTACT CENTER DEL GSE 
Il GSE, con la propria struttura di Contact Center, fornisce agli operatori di settore infor-mazioni 
sulle modalità di accesso agli incentivi e offre supporto in merito alla gestione 
delle convenzioni in essere. 
Nel corso del 2013 hanno avuto particolare impatto sul Contact Center le richieste rela-tive 
alle tematiche di seguito riportate. 
◦◦ Meccanismi di incentivazione dell’energia prodotta dalle fonti rinnovabili, con par-ticolare 
riferimento all’operatività del D.M. 6/7/2012 relativo all’incentivazione 
della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dal fo-tovoltaico 
entrati in esercizio dal 1º gennaio 2013 e relativa apertura del portale 
informatico e registri dedicati. 
◦◦ Meccanismi di incentivazione dell’energia solare fotovoltaica – servizio FTV : il 
servizio consiste nel fornire assistenza e supporto nell’espletamento degli adem-pimenti 
tecnico-procedurali, propedeutici all’accesso agli incentivi per l’energia fo-tovoltaica 
prodotta. Il raggiungimento a giugno 2013 del plafond, pari a 6,7 miliardi 
di euro, per l’incentivazione degli impianti fotovoltaici (Delibera AEEG 250/13) ha 
portato al termine delle richieste di incentivo, ad eccezione dei Comuni colpiti dal 
sisma del maggio 2012. 
◦◦ Riconoscimento della Cogenerazione ad Alto Rendimento, nonché modalità di 
integrazione dei nuovi impianti nel sistema elettrico – servizio FER-CAR (Delibera 
AEEGSI n. 312/07). Il servizio si sostanzia nel fornire supporto nell’interpretazione 
applicativa della normativa sulle fonti di energia rinnovabili e sui meccanismi per 
la qualificazione degli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento. 
◦◦ Ritiro Dedicato dell’energia prodotta da fonti rinnovabili – servizio RID. Il ser-vizio 
garantisce assistenza ai clienti per l’accesso al regime di Ritiro Dedicato 
dell’energia. 
◦◦ Meccanismi di accesso al regime di Scambio sul Posto – servizio SSP: il servizio 
informativo interessa i titolari di impianti che intendono compensare il valore as-sociabile 
all’energia elettrica prodotta e immessa in rete con il valore associabile 
all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in 
cui avviene la produzione. 
◦◦ Meccanismo di incentivazione con i Certificati Verdi. 
◦◦ Meccanismo di incentivazione con i Certificati Bianchi con particolare riferimento 
all’operatività del D.M. 28/12/2012 relativo al meccanismo di incentivazione tra-mite 
i Certificati Bianchi, attività gestita fino al 2012 dall’AEEGSI. 
◦◦ Meccanismo di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinno-vabili 
ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni legato all’opera-tività 
del D.M. 28/12/2012. 
◦◦ Sistemi di immissione in consumo dei biocarburanti. 
◦◦ Gestione ed emissione delle Garanzie di Origine a seguito della qualifica IGO 
dell’impianto a fonte rinnovabile. 
◦◦ Assistenza all’utilizzo del nuovo portale per l’accesso agli applicativi informatici, 
reso disponibile sul sito aziendale per la gestione, da parte dei clienti, dei propri 
rapporti commerciali con il GSE – servizio AP. 
Nel 2013 il numero di richieste pervenute al Contact Center si è mantenuto stabile ri-spetto 
ai due anni precedenti, attestandosi poco sopra il milione. 
Gli operatori di settore possono contattare il GSE tramite i numeri verdi, le mail, il sito 
Internet, i fax, le fiere e, nel 2013, si è aggiunto il canale Twitter. Complessivamente i due 
terzi delle richieste giungono via telefono, con una media di arrivi giornalieri di 2.000 
telefonate e 1.000 mail.
13 Attività ifn oamr tive 157 
Il Contact Center del GSE 
Rapporto Attività 2013 
130.000 
120.000 
110.000 
100.000 
90.000 
80.000 
70.000 
60.000 
50.000 
40.000 
30.000 
20.000 
10.000 
0 
83.830 87.862 104.209 105.223 123.382 101.630 119.831 73.727 85.064 83.812 70.653 53.977 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Scambio sul Posto 
Servizio Energetici 
Ritiro Dedicato e TO 2008 
Efficienza (CB, CT, CAR) 
FER (IAFR, TFO, CV) 
Conto Energia 
Info GSE e Non Pertinenti 
Figura 13-75 ANDAMENTO DEI CONTATTI IN ENTRATA PER L’ANNO 2013 PER MESE, CON DETTAGLIO PER SERVIZIO 
17.167 
1.020 
14.401 1.118 
15.353 8.232 
19.228 
12.854 
887 
5.892 
5.689 
1.164 
6.800 
3.381 
6.767 
10.251 
11.207 
393 
7.616 
956 
10.837 
13.984 
4.685 
2.019 
3.336 
2.196 
3.667 
2.492 
2.778 
2.587 
2.809 
4.134 
1.031 
6.318 
1.880 
2.182 
532 
3.934 
2.750 
1.270 
350 
4.371 
3.944 
1.520 
67.886 
61.838 
77.725 
68.140 
62.309 
55.457 
2.114 
50.636 
43.340 
48.373 
12.128 
13.560 
18.723 
10.908 10.743 10.409 10.898 11.066 
12.878 
181 
4.710 
170 
4.108 
46.196 6.797 
3.692 
1.601 
35.835 
9.681 
15.091 
1.763 
12.523 
9.715 
154 
3.331 
3.630 
1.515 
27.172 
8.462 
11.764 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
158 
Rapporto Attività 2013 13 Attività ifn oamr tive 
Il Contact Center del GSE 
A fronte della diminuzione di richieste di supporto per la presentazione di nuove istanze, 
vi è una crescita di contatti legati alla gestione delle convenzioni in essere. Poco più del 
10% delle richieste sono relative a informazioni di carattere generale. 
Figura 13-76 RICHIESTE GESTITE NELL’ANNO 2013, RELATIVE ALLE PRINCIPALI FASI DI PROCESSO, CON DETTAGLIO PER MESE 
83.830 87.862 104.209 105.223 123.382 101.630 119.831 73.727 85.064 83.812 70.653 53.978 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Presentazione e Valutazione Richiesta 
Stipula della Convenzione 
Gestione Contratti 
Pagamenti e Fatturazione 
Misure 
Sistemi 
Verifiche e Ispezioni 
Comunicazioni e Anagrafica Clienti 
130.000 
120.000 
110.000 
100.000 
90.000 
80.000 
70.000 
60.000 
50.000 
40.000 
30.000 
20.000 
10.000 
0 
19.692 
14.589 
17.320 
15.623 
21.126 
15.745 
14.234 
19.192 
8.142 
8.407 
20.023 
3.729 
23.974 
3.975 
23.708 
2.739 
20.663 
2.346 
21.425 
3.426 
17.030 
24.378 
5.578 
8.278 
38.799 
5.094 
3.281 
14.720 
7.022 
36.019 
4.823 
2.036 
13.377 
9.135 
46.194 
6.756 
2.252 
14.770 
7.215 
35.725 
6.256 
2.271 
11.686 
9.143 
30.285 
4.972 
3.363 
12.311 
6.363 
22.954 
4.752 
1.732 
11.466 
3.438 
6.882 
22.704 
3.592 
1.514 
12.274 
2.508 
5.676 
23.599 
4.490 
2.440 
9.834 
18.148 
3.334 
7.935 
27.709 
4.394 
2.606 
12.520 
6.573 
7.979 
12.229 
2.139 
7.846 
25.867 
3.392 
1.137 
11.445 
16.966 
2.888 
9.498 
26.840 
4.834 
1.490 
13.305 
5.789 
8.935 
2.158 
6.132 
17.432 
2.890 
1.124 
9.512 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
13 Attività ifn oamr tive 159 
Il Contact Center del GSE 
Rapporto Attività 2013 
Il mese di maggio evidenzia la concomitanza del pagamento dei conguagli annuali per le 
convenzioni di Scambio sul Posto, delle dichiarazioni di consumo per gli impianti fotovol-taici, 
delle comunicazioni dei Certificati Bianchi in possesso dei produttori, della chiusura 
del registro del Conto Termico, e infine dei registri e delle aste delle FER Elettriche. 
Figura 13-77 RICHIESTE GESTITE NELL’ANNO 2013, RELATIVE ALLE PRINCIPALI FASI DI PROCESSO, CON DETTAGLIO PER SERVIZIO 
390.000 
360.000 
330.000 
300.000 
270.000 
240.000 
210.000 
180.000 
150.000 
120.000 
90.000 
60.000 
30.000 
0 
155.247 226.866 38.298 90.585 56.175 353.011 25.171 91 147.757 
9.955 
29.865 
17.774 
65.509 
Informazioni 
generali 
Presentazione e 
valutazione richiesta 
Stipula della 
convenzione 
Gestione contratti Misure Pagamenti 
fatturazione 
Servizio Energetici 
360 
15 
Sistema Verifiche 
e ispezioni 
4.131 
43.996 
Comunicazioni e 
anagrafica clienti 
Informazioni 
generali 
Presentazione e 
valutazione richiesta 
Stipula della 
convenzione 
Gestione contratti Misure Pagamenti 
fatturazione 
Sistema Verifiche 
e ispezioni 
Comunicazioni e 
anagrafica clienti 
Scambio sul Posto 
Ritiro Dedicato e TO 2008 
Efficienza (CB, CT, CAR) 
FER (IAFR, TFO, CV) 
Conto Energia 
Info GSE e Non Pertinenti 
96.191 
16.518 
219.572 
45.914 
55.261 
24.118 
46.184 
8.585 
6.826 
10.993 
23.400 
7.769 
4.608 
189.988 
28.155 
27.961 
5.179 
87.093 
2.018 
484 
1.660 
19 
164 
3.165 
755 
79 
1 
25 
935 
142 
372 
997 
23 
3.235 
3.055 
91 
27
160 
Rapporto Attività 2013 13 Attività ifn oamr tive 
Il Contact Center del GSE 
Il GSE ha scelto di verificare costantemente la qualità dei servizi erogati adottando, su 
base volontaria, il modello organizzativo previsto dalla Delibera AEEGSI 139/07 e dalla 
Norma UNI 11200:2010. 
A dicembre 2012 il GSE ha conseguito la certificazione del proprio Contact Center ai 
sensi della normativa UNI 11200 ed EN 15838 del 2010, che definisce i requisiti dei 
centri di contatto e si propone di indicare le “migliori pratiche” focalizzate sul cliente per 
promuovere lo sviluppo di servizi di alta qualità, che siano efficaci nel rispondere alle 
aspettative del cliente. 
Figura 13-78 PARAMETRI DEL SERVIZIO TELEFONICO PREVISTI DALLA DELIBERA AEEGSI 139/07: 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Figura 13-79 PARAMETRI DEL SERVIZIO TELEFONICO PREVISTI DALLA DELIBERA AEEGSI 139/07: 
PERCENTUALE DI CHIAMATE RISPOSTE SUL TOTALE DI CHIAMATE IN ATTESA 
L’incremento del numero dei clienti e l’evoluzione della normativa hanno portato ad una 
razionalizzazione dei processi aziendali volta ad una più efficace interazione all’interno 
dell’Azienda. A tal fine è stato esteso l’utilizzo del sistema di CRM (customer relationship 
management), già in uso al Contact Center, ai referenti delle altre unità aziendali per la 
condivisione della relazione e dei contatti intrattenuti dal GSE con la propria clientela. 
Da settembre 2013, sono stati creati dei “Poli” all’interno del sistema di CRM, ovvero un 
gruppo di risorse delle Unità aziendali del GSE dedicate alle gestione delle richieste com-plesse 
pervenute tramite il Contact Center. Ad oggi i poli sono 50 e le risorse operative 
sul sistema di CRM sono oltre 150. 
I ticket inviati ai Poli risultano essere meno del 10% delle richieste gestite, inclusi i ti-cket 
denominati di “Notifica”, per i quali non è necessaria una risposta all’interlocutore 
esterno. I ticket ancora aperti sono afferenti a richieste di interpretazione normativa in 
via di definizione. 
2m 20s 
2m 00s 
1m 40s 
1m 20s 
1m 00s 
40s 
20s 
TEMPO MEDIO DI ATTESA PER LA RISPOSTA DELL’OPERATORE 
26s 42s 1m 03s 1m 36s 2m 11s 1m 25s 1m 43s 1m 22s 54s 1m 04s 1m 06s 1m 32s 
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
100% 
98% 
96% 
94% 
92% 
90% 
88% 
98% 96,4% 94,6% 91,5% 88,7% 92,6% 89,8% 92,6% 95,7% 97,3% 97,3% 96%
13 Attività ifn oamr tive 161 
Le attività di informazione 
Rapporto Attività 2013 
Figura 13-80 GESTIONE DEI TICKET INTERNAMENTE AL GSE: TICKET INVIATI IN ESCALATION AI POLI 
1.243 
Il GSE svolge una costante attività di informazione e formazione, in particolare per pro-muovere 
la conoscenza dei diversi meccanismi di sostegno alle energie rinnovabili e 
all’efficienza energetica. Tale impegno è da sempre una delle priorità del GSE e il D.Lgs. 
28/2011 ha ulteriormente rafforzato il ruolo e la responsabilità del GSE in questa ot-tica, 
assegnandogli il compito di rendere disponibili informazioni ad ampio spettro in 
tema energetico: incentivi disponibili; costi benefici ed efficienza delle apparecchiature; 
orientamenti che consentano ai progettisti di considerare adeguatamente la combina-zione 
ottimale di rinnovabili ed efficienza; buone pratiche adottate nelle regioni e nelle 
provincie per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica; proce-dure 
e procedimenti autorizzativi adottati nelle regioni e nelle province. Lo stesso D.Lgs. 
28/2011 prevede peraltro che il GSE, con le modalità previste dalla Legge 99/2009, possa 
stipulare accordi con le autorità locali e regionali per elaborare programmi d’informa-zione, 
sensibilizzazione, orientamento o formazione. 
Molti sono gli strumenti posti in essere dal GSE per svolgere al meglio le attività di infor-mazione. 
Oltre al Contact Center, le attività di ufficio stampa, il sito web e i canali social 
istituzionali, la partecipazione a convegni e fiere, le lezioni di approfondimento in scuole 
e università, le pubblicazioni informative. 
L’organizzazione di oltre 50 eventi nel 2013 (dibattiti, incontri con le delegazioni estere 
e seminari tecnici) ha avuto l’obiettivo di promuovere confronti e approfondimenti sugli 
argomenti d’interesse aziendale e di consolidare i rapporti con gli interlocutori. 
Nel corso del 2013 il GSE ha partecipato alle principali fiere nazionali, considerate un’im-portante 
possibilità di incontro con gli operatori del settore e con tutti i cittadini inte-ressati: 
la presenza costante del GSE a questa tipologia di eventi ha costituito un punto 
d’ascolto e d’informazione di fondamentale importanza per l’utenza e gli addetti ai lavori. 
Su indicazione dell’AEEGSI il GSE cura, inoltre, il rapporto con gli stakeholder mediante 
incontri periodici svolti all’interno del Gruppo di Lavoro “Clienti e Consumatori” (C&C), 
nato nel 2008 per rispondere alle aspettative dei clienti finali. Il gruppo di lavoro è 
costituito, oltre che dal GSE, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dall’Autorità per 
l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico e dalle principali associazioni dei consumatori. 
Nell’arco del 2013 sono stati organizzati 4 incontri che hanno avuto come principale og-getto 
il Conto Termico, i Titoli di Efficienza Energetica, la sostenibilità in GSE e il relativo 
6.000 
5.000 
4.000 
3.000 
2.000 
1.000 
0 
Settembre Ottobre Novembre Dicembre 
Notifica 
Chiuso 
Aperto 
867 
4.372 
3.033 
772 
2.879 
976 
2.513 
206 288 241 169 
13.2 LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE
162 
Rapporto Attività 2013 13 Attività ifn oamr tive 
Le attività di informazione 
Bilancio di sostenibilità, tutto al fine non solo di informare, ma di stimolare il confronto 
e recepire osservazioni. 
Per quanto concerne le pubblicazioni, il GSE cura un ampio ventaglio di documenti tra 
i quali l’annuale Rapporto delle Attività, il Bollettino semestrale relativo all’incentiva-zione 
delle fonti rinnovabili, l’annuale Rapporto sul fotovoltaico, i periodici Rapporti sui 
dati statistici, il Bilancio di sostenibilità, il Bilancio di esercizio, i Country Report e tutta 
la serie di guide, rapporti e studi sviluppati in ottemperanza alle previsioni normative. 
All’inizio del 2014 è stato pubblicato il primo rapporto annuale sul meccanismo dei 
Certificati Bianchi. 
Attraverso il sito web istituzionale il GSE diffonde aggiornamenti, contenuti informativi 
e documenti legati ai servizi erogati. Nel 2013 il sito web è stato ottimizzato in alcune 
funzionalità e nei contenuti, al fine di veicolare in modo sempre più efficace informa-zioni 
e servizi destinati ad utenti differenziati per tipologia ed interessi, nell’ottica di 
una comunicazione non solo per “addetti ai lavori”. Nella home page del sito sono stati 
anche implementati i “contatori” che consentono di verificare il numero e la potenza degli 
impianti incentivati e il costo annuo degli incentivi erogati agli impianti a fonti rinnova-bili 
diversi dai fotovoltaici (“Contatore FER Elettriche”) e agli impianti fotovoltaici con il 
Conto Energia (“Contatore Fotovoltaico”) ed i dati aggregati e di sintesi sull’andamento 
delle aste di quote di emissione italiane nel mercato primario europeo del carbonio 
(“Contatore Aste CO2”). 
Il GSE ha colto, inoltre, la grande opportunità offerta dai social media per potenziare la 
diffusione di contenuti e aggiornamenti sui servizi erogati e rispondere pubblicamente, in 
tempo reale, alle richieste dei propri stakeholder. Il canale Twitter @GSErinnovabili, che ad 
oggi ha più di 5.000 follower, è utilizzato quotidianamente per diffondere news, aggior-namenti, 
eventi di settore e rispondere in tempo reale a richieste di informazioni ed as-sistenza. 
Nel 2013 il servizio ha ricevuto numerosi feedback positivi da parte degli utenti 
sull’efficacia e la velocità delle risposte erogate. Il GSE è presente anche su YouTube per 
diffondere eventi, progetti istituzionali e tutorial sugli applicativi dell’Area Clienti GSE. 
Sono stati, inoltre, attivati un canale su Slideshare, per diffondere presentazioni e docu-menti 
utili agli operatori, e su Issuu, per la diffusione in formato digitale del magazine 
aziendale “Elementi”.
Finito di stampare nel mese di ottobre 2014 
A cura di Divisione Gestione e Coordinamento Generale 
Unità Studi e Statistiche 
Si ringraziano tutti i colleghi che hanno collaborato alla realizzazione del presente volume 
GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI – GSE S.P.A 
Socio Unico Ministero dell’Economia e delle Finanze D.Lgs. 79/99 
Sede legale in Roma, Viale Maresciallo Pilsudski, 92 - 00197 
Capitale sociale 26.000.000,00 Euro (i.v.) 
R.E.A. di Roma n. 918934 
Registro Imprese di Roma, C.F. e P. IV A n. 05754381001 
Pubblicazione fuori commercio.

Gse rapporto attività 2013

  • 1.
  • 2.
    2 Rapporto Attività2013 SOMMARIO LE ATTIVITÀ DEL GESTORE DEI SERVI ZI ENERGETI CI 3 IL RAPPO RTO IN SINTESI 6 1 IL CONTESTO NAZIO NALE E INTERNAZIO NALE 11 1.1 VERSO IL 2030, LE NUOVE PO LITI CHE EUROP EE 12 1.2 I PROGRESSI DELL’IT ALIA NEL SETTO RE DELLE RINNOVABILI: IL SECONDO PROGRESS REPO RT 13 1.3 LA STRATEGIA ENERGETI CA NAZIO NALE 15 2 INCENTIV AZIO NE E RITI RO DELL’ENERGIA ELETT RICA 19 2.1 INTRODUZIO NE 20 2.2 IL CIP 6/92 22 2.2.1 RISULTATI NEL PERIO DO 2001-2012 22 2.2.2 ENERGIA CIP 6 RITI RATA NEL 2013 E ASSEGNAZIO NE DI CAPACITÀ AI CLIENTI FINALI 25 2.3 IL CONTO ENERGIA 25 2.3.1 CONTO ENERGIA PER GLI IMPI ANTI FOTOVOLTAICI 26 2.3.2 CONTO ENERGIA PER GLI IMPI ANTI SOLARI TERMODINAMICI 35 2.4 I CERTI FICATI VERDI E LE TARIFFE ONNICOMPRENSIV E 37 2.4.1 QUALIFICA DEGLI IMPI ANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI 37 2.4.2 CERTI FICATI VERDI 40 2.4.3 TARIFFE ONNICOMPRENSIV E 49 2.5 GLI INCENTIVI INTRODOTTI DAL D.M. 6 LUGLIO 2012 52 2.5.1 I NUOVI MECCANISMI DI INCENTIV AZIO NE 52 2.5.2 I BANDI PER I REGISTRI E LE ASTE 53 2.5.3 IMPI ANTI IN ESERCIZIO QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 54 2.6 IL CONTATORE DELLE FONTI RINNOVABILI ELETT RICHE DIV ERSE DAL FOTOVOLTAICO 55 2.7 I SERVI ZI DI RITI RO DELL’ENERGIA: RITI RO DEDICATO E SCAMBIO SUL PO STO 56 2.7.1 RITI RO DEDICATO 56 2.7.2 SCAMBIO SUL PO STO 58 2.8 IL PROCESSO DI RECUPERO CREDITI 59 3 GESTIO NE DELL’ENERGIA ELETT RICA 63 3.1 PARTECIP AZIO NE AL MERCATO ELETT RICO 64 3.1.1 I MERCATI ELETT RICI IN CUI OP ERA IL GSE 65 3.1.2 RICAVI DERIV ANTI DALLA VENDIT A DELL’ENERGIA SUL MERCATO 65 3.1.3 GLI ONERI DI SBILANCIAMENTO 66 3.1.4 ANDAMENTO DEL PREZZO UNICO NAZIO NALE (PUN) 67 3.1.5 SERVI ZI DI SUPPO RTO PER L’ACQUISTO DI ENERGIA ELETT RICA SUL MERCATO 68 3.2 PREVI SIO NE DELLA PRODUZIO NE ELETT RICA E MANCATA PRODUZIO NE EOLICA 68 3.2.1 PREVI SIO NE DELLA PRODUZIO NE ELETT RICA 68 3.2.2 PROGETTO METERING SATELLIT ARE 70 3.2.3 MANCATA PRODUZIO NE EOLICA 71 3.3 GESTIO NE DELLE MISURE DELL’ENERGIA ELETT RICA 72 3.3.1 LE ATTIVITÀ RELATIV E ALLE GESTIO NE DELLE MISURE 72 3.3.2 LA GESTIO NE DELLE MISURE NEL 2013 73 4 ONERI DI INCENTIV AZIO NE DELL’ENERGIA ELETT RICA 77 4.1 COSTI PER L’INCENTIV AZIO NE E L’ACQUISTO DELL’ENERGIA ELETT RICA 78 4.2 RICAVI DELLA VENDIT A DELL’ENERGIA ELETT RICA 79
  • 3.
    Rapporto Attività 20133  4.3 FABBISOGNO ECONOMICO E GETTITO DELLA COMPO NENTE A3 79 5 CERTI FICAZIO NE DEGLI IMPI ANTI E DELL’ENERGIA ELETT RICA 83 5.1 LA GARANZIA DI ORIGINE DA FONTI RINNOVABILI 84 5.2 LA FUEL MIX DISCLOSURE 85 6 COGENERAZIO NE, CERTI FICATI BIANCHI E CONTO TERMICO 89 6.1 LA COGENERAZIO NE 90 6.2 I CERTI FICATI BIANCHI 93 6.3 IL CONTO TERMICO 97 7 IL SISTEMA DI IMMISSIO NE IN CONSUMO DEI BIO CARBURANTI 101 8 VERIFICHE E ISPEZIO NI SUGLI IMPI ANTI 113 8.1 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI 115 8.2 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI FOTOVOLTAICI INCENTIV ATI CON IL CONTO ENERGIA 116 8.3 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI DI COGENERAZIO NE ABBINATA AL TELERISCALDAMENTO 116 8.4 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI DI COGENERAZIO NE AD ALTO RENDIMENTO 116 8.5 VERIFICHE SUGLI IMPI ANTI CIP 6/92 E SUGLI IMPI ANTI DI COGENERAZIO NE 117 9 STOCCAGGIO VI RTUALE DEL GAS NATURALE 119 10 EMISSIO NI DI GAS SERRA 125 10.1 EMISSIO NI DI GAS SERRA, IL RUOLO DEL GSE 126 10.2 EU ETS, COLLOCAMENTO ALL’ASTA DELLE QUOTE DI EMISSIO NE IT ALIANE 126 10.3 SEGRETERIA TECNICA DEL COMIT ATO ETS: PI CCOLI EMETTITO RI 130 11 STUDI, STATI STI CHE E SERVI ZI SPECIALISTI CI 133 11.1 ELABORAZIO NE DI STUDI E RAPPO RTI SPECIALISTI CI 134 11.2 LE STATI STI CHE SULLE ENERGIE RINNOVABILI 136 11.3 I SERVI ZI SPECIALISTI CI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIO NE 139 12 ATTIVITÀ INTERNAZIO NALI E DI SOSTEGNO ALLA FILIERA 143 12.1 COLLABORAZIO NI NELL’AMBITO DI INIZIATIV E E ORGANIZZAZIO NI 144 12.2 CONTRIBUTO TECNICO ALLE INIZIATIV E INTERGOVERNATIV E DI SETTO RE 146 12.3 PARTECIP AZIO NE A PROGETTI 146 12.4 MONITO RAGGIO DELLE PO LITI CHE EUROP EE E INTERNAZIO NALI PER L’ENERGIA E IL CLIMA 147 12.5 IL PROGETTO CORRENTE 147 13 ATTIVITÀ INFORMATIV E 155 13.1 IL CONTACT CENTER DEL GSE 156 13.2 LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIO NE 161
  • 5.
    LE ATTIVITÀ DELGESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI Rapporto Attività 2013
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    6 Rapporto Attività2013 Le attività del Gestore dei Servizi Energetici IL RAPPORTO IN SINTESI Il ruolo del Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.A. a servizio del sistema energe-tico nazionale è diventato, nel corso degli ultimi anni, sempre più rilevante. Principale mission del GSE è la promozione e l’incentivazione delle fonti rinnovabili e dell’effi-cienza energetica. Obiettivo del presente rapporto è esporre le attività svolte nel corso dell’anno 2013, illustrando in maniera puntuale i principali dati relativi ai servizi erogati dalla società. Il 2013 ha visto la fine del meccanismo storico dedicato all’incentivazione degli impianti fotovoltaici: il 6 luglio, decorsi 30 giorni dal raggiungimento dei 6,7 miliardi di euro del costo indicativo cumulato annuo degli incentivi, il Conto Energia ha cessato di applicarsi. Grazie a tale sistema di incentivazione sono stati realizzati oltre 550.000 impianti foto-voltaici, cui corrisponde una potenza di 17.623 MW. Per quanto riguarda gli altri tipi di impianti a fonti rinnovabile, a fine anno ne risultano qualificati dal GSE per il rilascio dei Certificati Verdi o delle Tariffe Onnicomprensive, in esercizio, oltre 5.200, di cui circa 4.100 di nuova costruzione e i restanti soggetti a interventi di rifacimento, potenziamento o riattivazione. Il maggior numero di impianti si riferisce alla fonte idraulica, seguita nell’ordine dagli impianti a biogas, eolici e a bioliquidi. Oltre 24 milioni di Certificati Verdi sono stati emessi per le produzioni del 2013. Circa 2.700 impianti hanno avuto accesso al sistema delle Tariffe Onnicomprensive, con una remunerazione percepita nel corso dell’anno pari a quasi due miliardi di euro, a fronte di una produzione totale di circa 7,5 TWh. Per quanto riguarda gli impianti che ancora usufruiscono del meccanismo incenti-vante CIP 6, alimentati sia da fonti rinnovabili sia da fonti assimilate, si è registrata a fine 2013 una diminuzione nel numero delle convenzioni e della potenza incentivata; l’energia ritirata nel 2013 è risultata pari a quasi 16 TWh, oltre 6 TWh in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2012, con il D.M. 6 luglio, sono stati introdotti i nuovi meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili diverse da quella solare. A fine 2013 la gestione dei nuovi mecca-nismi di sostegno è oramai pienamente operativa: le richieste pervenute al GSE nel 2013 per l’iscrizione degli impianti ai registri e alle aste per l’accesso ai nuovi incentivi sono state 987, per una potenza complessiva pari a quasi 1.700 MW. Nel corso del 2013 il GSE ha gestito quasi 60.000 convenzioni di Ritiro Dedicato, cui è corrisposto il ritiro di circa 25 TWh di energia per un controvalore vicino agli 1,8 miliardi di euro. A fine 2013 risultano attive circa 390.000 convenzioni per lo Scambio sul Posto, per una potenza totale che si aggira sui 3,7 GW. Sempre con riferimento al settore elettrico, oltre alla gestione dei meccanismi di incenti-vazione e di ritiro dell’energia, il GSE è attivo anche nello svolgimento di altri servizi, quali il calcolo della mancata produzione eolica (MPE), la determinazione del mix energetico nazionale (Fuel Mix Disclosure), il rilascio delle garanzie di origine da fonti rinnovabili (GO e RECS) e da cogenerazione ad altro rendimento (GOc). Complessivamente, per quanto riguarda il settore elettrico, nel solo 2013 il GSE ha ge-stito oltre 2,6 miliardi di dati di misura. Al fine di verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per poter bene-ficiare dei diversi meccanismi di incentivazione e promozione, è proseguita nel 2013 l’attività di controllo del GSE sugli impianti in esercizio e in costruzione. Le verifiche,
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    7 Rapporto Attività2013 Le aiitttvà del Geeorst dei Seiirvz Eceegiinrt Il Rapporto in sintesi improntate a criteri di trasparenza, affidabilità e non discriminazione, sono state 2.654, per una potenza totale di circa 3.760 MW. Complessivamente, nel 2013 il GSE ha sostenuto costi per il rilascio degli incentivi e la gestione dei servizi per un ammontare pari a circa 15,1 miliardi di euro. I ricavi, derivanti principalmente dalla vendita di circa 50 TWh di energia elettrica sul mercato, si sono aggirati sui 3,3 miliardi di euro. Ne è risultato un fabbisogno economico netto di circa 11,8 miliardi di euro. Nel 2013 sono anche state avviate le nuove attività del GSE dedicate alla promozione dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche: la gestione del Conto Termico (già al primo anno di applicazione di questo innovativo schema di incentivazione sono per-venute circa 3.200 domande) e dei Certificati Bianchi (ricevute circa 21.700 richieste a fronte delle quali sono stati emessi oltre 5,9 milioni di Certificati). Tali attività si sono affiancate ad un’altra già gestita dal GSE nel settore dell’efficienza energetica, ovverosia il riconoscimento della cogenerazione ad alto rendimento (oltre 900 le richieste CAR presentate nel 2013, corrispondenti a quasi 14 GW di potenza). A partire dal 2013, inoltre, il GSE gestisce operativamente, a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, anche il sistema dell’obbligo di immissione in consumo dei biocarburanti per i fornitori di benzina e gasolio. Nel 2013 sono stati rilasciati oltre 1,8 milioni di Certificati di Immissione in Consumo. Nel 2013 il GSE ha continuato a svolgere un ruolo importante per garantire una mag-giore concorrenzialità nel mercato del gas naturale, con particolare riferimento ai servizi relativi allo stoccaggio virtuale. Nell’ambito del sistema europeo dell’Emission Trading, nel 2013 il GSE, in qualità di Auctioneer per l’Italia, ha collocato sulla piattaforma d’asta comune quasi 88 milioni di quote di emissione valevoli per il periodo 2013-2020, con un ricavo totale pari a circa 386 milioni di euro da destinare al bilancio dello Stato. Secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n. 28/2011, il GSE svolge attività di supporto istitu-zionale, conduce studi ed è responsabile del monitoraggio statistico, tecnico, economico, occupazionale ed ambientale dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questo contesto, ad esempio, nel 2013 è stata redatta la seconda relazione biennale sui progressi compiuti per il raggiungimento degli obiettivi sulle fonti rinnovabili (Progress Report), inviata dal MiSE alla Commissione Europea. Il GSE svolge, inoltre, attività di supporto specialistico in ambito energetico a sostegno delle Pubbliche Amministrazioni. Il 2013 è stato un anno particolarmente significativo per il dibattito sulle politiche ener-getiche europee, e lo è stato di conseguenza anche per le attività internazionali del GSE condotte principalmente a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico: si segna-lano ad esempio le collaborazioni nell’ambito di organizzazioni internazionali quali IEA e IRENA, la partecipazione a iniziative intergovernative quali l’IP EEC e a progetti finanziati dalla Commissione Europea quali la CA-RES. Sempre nel 2013, il GSE, con il progetto Corrente, ha proseguito il suo impegno a so-stegno della filiera nazionale delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, svol-gendo un servizio informativo sulle opportunità di investimento e promuovendo la va-lorizzazione delle aziende italiane. Il GSE esegue una costante attività di informazione e formazione, come peraltro pre-visto dal D.Lg. 28/2011 che gli ha affidato un ruolo centrale in tale ottica. A tale scopo si avvale di una pluralità di strumenti: sito web istituzionale, canali social, pubblicazione
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    8 Rapporto Attività2013 Le aiitttvà del Geeorst dei Seiirvz Eceegiinrt Il Rapporto in sintesi di guide, studi e rapporto tematici, partecipazione a fiere, seminari e corsi di forma-zione e, naturalmente, Contact Center, che nel 2013 ha gestito circa 1 milione di richieste di informazione. In sintesi, il presente rapporto testimonia, anche per il 2013, l’ampiezza e la complessità delle attività gestite dal GSE, che rappresenta oramai uno degli attori principali su cui sono incentrati la promozione, il monitoraggio e lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia.
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    1 IL CONTESTONAZIONALE E INTERNAZIONALE Rapporto Attività 2013
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    Il Contesto Nazionalee Internazionale 1 12 Rapporto Attività 2013 1.1 VERSO IL 2030, LE NUOVE POLITICHE EUROPEE Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la sensibilità della comunità internazionale verso i temi della sostenibilità ambientale e della sicurezza energetica, sia nei paesi di storica industrializzazione sia nei paesi in via di sviluppo. Il settore energetico appare cruciale non solo in termini di competitività ma anche in termini di sostenibilità. L’energia pesa, infatti, per due terzi delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra. L’approssimarsi del 2020, anno per il quale sono stati identificati obiettivi specifici in ma-teria di ambiente ed energia, ha reso necessario a livello europeo l’avvio di un intenso dia-logo tra istituzioni comunitarie e Stati membri per adottare nuove politiche energetiche. Ciò al fine di coniugare le esigenze di tutela ambientale con la costruzione di un quadro di sviluppo economico sostenibile che permetta il superamento dell’attuale congiuntura di crisi e restituisca nuove prospettive di stabilità e crescita agli investitori europei. Nel 2013 la pubblicazione del Libro verde in materia di politica energetica e climatica al 2030 ha coinvolto, in un ampio processo di consultazione pubblica, stakeholder isti-tuzionali e privati. Al centro del dibattito europeo c’è la definizione di nuovi target per rinnovabili, efficienza energetica e gas ad effetto serra, oltre quelli al 2020 definiti dalla Commissione europea nel 2008. Obiettivo dell’UE è quello di rispondere, da una parte, alla sfida posta dai cambiamenti climatici e, dall’altra, all’esigenza di dover garantire la competitività del sistema produttivo attraverso soluzioni economicamente efficienti . Come espresso dalle istituzioni comunitarie e dai vari stakeholder nella fase di consulta-zione, le soluzioni di politica energetica da adottare dovranno ancora una volta garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità, nel lungo periodo, dello scenario di riferimento al fine di ridurne l’impatto sul costo degli investimenti. Al processo di consultazione del Libro verde ha fatto seguito, a distanza di pochi mesi, l’a-dozione della Comunicazione della Commissione sul quadro politico 2030 in materia di clima ed energia, volta a rinnovare e innovare il sistema identificato nel 2008, mettendo al centro delle scelte europee un sistema energetico sostenibile, competitivo e sicuro, capace di ridurre la dipendenza dalle importazioni e di determinare nuove opportunità di lavoro. Le soluzioni proposte dalla Commissione vanno verso: ◦◦ l’adozione di un obiettivo vincolante per la riduzione dei gas serra del 40% ri-spetto ai livelli del 1990, con una ridefinizione delle modalità di funzionamento del sistema dell’Emission Trading volta a mitigare il problema delle eccedenze di quote di CO2 attraverso la costituzione di una riserva per la stabilità del mercato; ◦◦ la fissazione di un obiettivo vincolante sulle energie rinnovabili, globale per tutta l’Unione europea, pari al 27%, per il raggiungimento del quale è lasciata ai singoli Stati membri la flessibilità di trasformare il proprio sistema energetico nel modo più appropriato a seconda delle esigenze nazionali; ◦◦ la definizione di un ruolo per l’efficienza energetica, da stabilire a valle della valu-tazione dei piani di azione da sviluppare entro la fine del 2014. I nuovi obiettivi europei si accompagneranno all’utilizzo di una serie di indicatori per la valutazione dei progressi compiuti, tra cui: i differenziali di prezzo dell’energia, la dipen-denza dall’estero, lo sviluppo delle interconnessioni. Il quadro descritto sarà accompa-gnato dalla costruzione di una nuova governance basata su piani nazionali per un’energia più competitiva, sicura e sostenibile, adottati e aggiornati attraverso un processo ite-rativo tra istituzioni europee e Stati membri. Su questa proposta della Commissione si esprimerà il Consiglio nel prossimo autunno. Naturalmente la discussione sugli obiettivi porta con sé anche quella sugli strumenti per raggiungerli. In tal senso, particolare rilievo assume, nel 2013, la Comunicazione della
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    Rapporto Attività 20131 Il Contesto Naz ioaeln e In taenrz ioaeln 13 I progressi dell’Italia nel settore delle rinnovabili: il secondo Progress Report Commissione europea relativa all’intervento pubblico per favorire la completa realiz-zazione del mercato interno. In questo documento sono identificate due linee di azione. La prima linea di azione è improntata verso la definizione di sistemi di incentivazione basati sul “principio di necessità e regressione”: il sostegno deve essere limitato solo a quelle tecnologie che non riescono ad essere competitive e gli incentivi devono essere parametrizzati in modo tale da andare verso la riduzione dei costi di produzione (anche al fine di esporre gradualmente le rinnovabili a segnali di prezzo). Per quanto concerne la seconda linea di azione, la Commissione europea chiede agli Stati membri la predi-sposizione di sistemi di riserva di capacità, per i quali è necessaria in primis un’analisi dei proprio mercato e poi l’introduzione di strumenti di flessibilità che tengano conto delle tecnologie disponibili, anche con l’obiettivo di facilitare la gestione intelligente delle reti. Gli strumenti di supporto predisposti dagli Stati membri devono stimolare la concor-renza ed essere, ove possibile, neutrali rispetto alle fonti/tecnologie impiegate. Le Linee guida sugli Aiuti di Stato in materia di Ambiente ed Energia, oggetto di un processo di consultazione avviato a fine 2013 e conclusosi recentemente con l’adozione della Comunicazione della Commissione europea ad aprile 2014, vanno nel solco di tale prin-cipio. Le citate Linee guida sono complementari al Regolamento di esenzione per cate-goria approvato a fine maggio. Globalmente le scelte compiute nel 2013 a livello comunitario hanno ancora una volta sot-tolineato la necessità che i meccanismi di incentivazione e le misure volte a favorire il con-seguimento degli obiettivi energetici e climatici rispondano ad una logica cost-effecttive e non causino alterazione della concorrenza, ovvero la frammentazione del mercato interno. A livello europeo la sfida consisterà nel conciliare obiettivi sempre più ambiziosi e stru-menti sempre più efficienti e nel solco della concorrenza. È d’altra parte la strada da percorrere per proseguire verso la rotta della sostenibilità, cercando di risolvere squilibri competitivi interni ed esterni al mercato europeo. 1.2 I PROGRESSI DELL’ITALIA NEL SETTORE DELLE RINNOVABILI: IL SECONDO PROGRESS REPORT La Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili ha indivi-duato un quadro comune per la produzione e la promozione dell’energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo globale definito per l’Unione europea (entro il 2020 il 20% del consumo finale dell’energia dovrà essere soddisfatto mediante le rinnovabili) è stato declinato in obiettivi specifici per ciascun Paese. La Direttiva 28 ha assegnato agli Stati membri il compito di definire chiaramente la propria strategia per il raggiungimento dei target attraverso la predisposizione, nel 2010, di Piani d’Azione Nazionali (PAN) contenenti indicazioni circa l’individuazione degli obiettivi settoriali e le misure previste per raggiungerli. A dicembre 2013, così come previsto dalla Direttiva 28, gli Stati membri hanno presentato alla Commissione europea la seconda relazione biennale sui progressi compiuti per il raggiun-gimento degli obiettivi (Progress Report) con informazioni aggiornate al 31 dicembre 2012. Il GSE, come previsto dal D.Lgs. 28/2011, ha elaborato la relazione a supportato del MiSE, in continuità con il lavoro di collaborazione già svolto per la predisposizione della prima relazione, nel 2011, e del Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili nel 2010. Le informazioni contenute nel secondo Progress Report riguardano molteplici aspetti: dati statistici sull’energia prodotta e consumata, procedure autorizzative, trasmissione e
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    14 Rapporto Attività2013 1 Il Contesto Naz ionale e In ternaz ionale I progressi dell’Italia nel settore delle rinnovabili: il secondo Progress Report distribuzione dell’energia elettrica, regimi di sostegno in tutti i settori, disponibilità e uso delle biomasse e relazione con i prezzi dei prodotti agricoli, emissioni evitate e altri effetti ambientali, meccanismi di cooperazione internazionale, aggiornamento delle previsioni di produzione e consumo di energia fino al 2020, ecc. Sul tema degli incentivi, il Progress Report fornisce un’analisi dettagliata dei regimi di sostegno vigenti nel biennio considerato. La novità maggiore, rispetto alla relazione pre-cedente, è rappresentata nel settore elettrico dall’entrata in vigore dei nuovi sistemi incentivanti previsti dai due D.M. del 5 e 6 luglio del 2012, caratterizzati da meccanismi di controllo delle quantità (registri e aste). Nel settore termico la new entry è invece il cosiddetto Conto Termico, introdotto per incentivare i piccoli interventi di efficienza energetica e le rinnovabili termiche. I risultati e i costi dei meccanismi incentivanti sono illustrati in maniera dettagliata, come richiesto dalla Commissione europea, che ha rite-nuto necessario focalizzare l’attenzione non solo sull’efficacia ma anche sull’efficienza degli strumenti di sostegno. Un altro tema analizzato accuratamente nel documento riguarda il settore delle bio-masse a fini energetici: oltre ai dati sulla disponibilità e l’uso delle biomasse, sono state fornite dettagliate informazioni sulle variazioni nella destinazione d’uso dei ter-reni agricoli e sulle possibili variazioni riscontrate nei prezzi del mercato delle com-modities agricole. L’analisi dei dati disponibili suggerisce che i prezzi delle materie prime agricole continuano prevalentemente a seguire le oscillazioni provenienti dai mercati internazionali. Un’importante sezione del Progress Report è dedicata, inoltre, alla stima, effettuata se-condo l’approccio del Life Cycle Assessment (LCA), delle emissioni evitate di gas a effetto serra conseguenti allo sviluppo delle energie rinnovabili. I gas serra contabilizzati com-prendono, coerentemente con l’approccio LCA, le emissioni legate alla produzione della fonte (upstream), le emissioni relative alla costruzione dell’impianto in cui la fonte ener-getica viene utilizzata (quando significative) e le emissioni durante l’utilizzo (ad esempio la combustione) della fonte stessa per produrre energia elettrica, calore o energia per i trasporti. La diffusione delle rinnovabili nei settori elettricità, riscaldamento e trasporti ha comportato una crescente riduzione di emissioni di gas climalteranti in Italia negli ultimi anni: da 56 milioni di tonnellate di CO2eq evitate nel 2009 a 71 milioni nel 2012, con il contributo prevalente proveniente dal settore elettricità. Cuore del documento, indispensabile per comprendere il grado di raggiungimento del target nazionale, è la parte dedicata ai dati statistici riguardanti l’incidenza dei consumi finali di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi totali. In Italia, a fine 2012, il 13,5% dei consumi finali di energia è stato coperto grazie alle fonti rinnovabili (l’obiettivo previsto per l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE è quello di raggiungere al 2020 il 17%). Si tratta certamente di un risultato di rilievo. Il dato è peraltro sensibilmente più elevato rispetto alle indicazioni riportate nel PAN, che prevedeva di raggiungere nel 2012 una quota percentuale di fonti rinnovabili pari al 9,2%. Nel corso del 2012 in Italia sono stati consumati complessivamente 16,8 Mtep di energia da fonti rinnovabili: 8 Mtep nel settore elettrico, 7,4 Mtep nel settore termico e 1,4 Mtep di energia fornita dai biocarburanti nel settore dei trasporti. Le rinnovabili hanno soddi-sfatto il 27,4% dei consumi nazionali di energia elettrica e il 12,8% dei consumi nazionali di energia termica. Nei trasporti, applicando le apposite convenzioni definite a livello comunitario per l’obiettivo specifico (10% entro il 2020), le rinnovabili hanno coperto nel 2012 il 5,8% dei consumi totali settoriali. Tali importanti risultati sono stati raggiunti per diverse ragioni: a causa della rilevante crescita, negli ultimi anni, delle rinnovabili nel settore elettrico (soprattutto fotovoltaico
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    Rapporto Attività 20131 Il Contesto Naz ioaeln e In taenrz ioaeln 15 La Strategia Energetica Nazionale seguito da eolico e bioenergie), per il contributo significativo delle rinnovabili nel settore termico (da imputarsi in particolare alle biomasse e alle pompe di calore), nonché a causa della riduzione dei consumi totali di energia che ha interessato l’Italia dal 2005 in poi (i consumi sono passati da 138,7 Mtep nel 2005 a 124,1 Mtep nel 2012). Anche tenendo in considerazione alcune dei trend che nel corso del 2012 stavano emer-gendo (poi descritti nel secondo Progress Report), al fine di costruire una prospettiva di medio-lungo periodo per il settore energetico, il Governo italiano ha approvato nel 2013 la Strategia Energetica Nazionale (SEN), in cui, ad esempio, per le rinnovabili sono stati individuati obiettivi anche più ambiziosi di quelli imposti dalla Direttiva 28. Nelle figure 1 e 2, è possibile confrontare stato dell’arte, obiettivi e trend del PAN e della SEN in materia di rinnovabili. Figura 1-1 ANDAMENTO DELLA QUOTA COMPLESSIVA DI ENERGIA RINNOVABILE Quota complessiva di energia rinno-vabile 13,5% 19% 17% 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Figura 1-2 QUOTA DI ENERGIE RINNOVABILI: CONSUMO EFFETTIVO E TARGET 2020 Dato rilevato – 2012 Previsioni PAN al 2012 Obiettivo PAN – 2020 Obiettivo SEN – 2020 40% 35~38% 35% 30% 27,4% 25% 20% 15% 10% 5% 0% 20% 19~20% 17,1% 17% 12,8% 13,5% 10,1% 10% 7,7% 9,2% 5,8% 20,3% 4,7% 26,4% Nel marzo 2013, al termine di un ampio processo di consultazione pubblica, è stata approvata con Decreto interministeriale Sviluppo Economico-Ambiente (D.M. 8 marzo 2013), la Strategia Energetica Nazionale ( SEN), primo documento di pro-grammazione ed indirizzo settoriale a distanza di oltre venti anni dal primo Piano Energetico Nazionale. La Strategia, molto attesa dagli operatori del settore, può rappresentare un nodo cruciale per la crescita sostenibile del Paese e la modernizzazione del comparto energetico nazionale. 20% 15% 10% 5% 0% prevista nel Secondo Progress Report (2013) Quota complessiva di energia rinnova-bile prevista nel Piano di Azione Nazionale (PAN 2010) Dati rilevati Previsione della Strategia Energetica Nazionale Target fissato per l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE Settore elettrico Settore termico Settore trasporti Totale energia da FER 1.3 LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE
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    16 Rapporto Attività2013 1 Il Contesto Naz ionale e In ternaz ionale La Strategia Energetica Nazionale In linea con le prospettive delineate a livello europeo nell’Energy Roadmap al 2050, la Strategia Energetica Nazionale contempla un doppio orizzonte temporale: 2020 e 2050. La realizzazione della SEN dovrebbe peraltro consentire un graduale superamento degli obiettivi europei previsti dal “Pacchetto 20-20-20”. Questi i risultati attesi al 2020: a) Riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei. È infatti stimato possibile un risparmio di circa 9 Mld € l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas come differenza tra 13,5 Mld € di ri-sparmi e circa 4-5 Mld € di costi addizionali rispetto al 2012. b) Superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei al 2020. Sono incluse: la riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005 (obiettivo europeo 18%), la riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale (obiettivo europeo 20%) e il raggiungimento del 19-20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (obiettivo europeo 17%). Ci si attende, inoltre, che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico al pari del gas con un’incidenza del 35-38%. c) Maggiore sicurezza, minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore fles-sibilità del sistema. È prevista una riduzione della fattura energetica estera di circa 14 Mld € l’anno, con la riduzione dall’84% al 67% della dipendenza dall’estero. Ciò equivale a circa l’1% di PI L addizionale e, ai valori attuali, è sufficiente a riportare in attivo la bilancia dei pagamenti. d) Impatto positivo sulla crescita economica grazie ai circa 170-180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassifica-tori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, solo in parte supportati da incentivi, e con notevole impatto in termini di competitività e so-stenibilità del sistema. Per il raggiungimento di questi obiettivi la strategia si articola in sette priorità con spe-cifiche misure: 1. promozione dell’efficienza energetica; 2. promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa con prezzi ad essa allineati, con l’opportunità di diventare il principale hub sud-europeo; 3. sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali si intende superare gli obiettivi europei contenendo al contempo l’onere in bolletta; 4. sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, effi-ciente, con prezzi competitivi con l’Europa e in cui sia gradualmente integrata la produzione rinnovabile; 5. ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei car-buranti, verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità del servizio; 6. sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti be-nefici economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard interna-zionali in termini di sicurezza e tutela ambientale; 7. modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i processi decisionali. In aggiunta alle priorità descritte, in un’ottica di più lungo periodo, la Strategia Energetica Nazionale propone e accentua l’importanza di azioni a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico, funzionali in particolare all’incremento dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili.
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    Rapporto Attività 20131 Il Contesto Naz ioaeln e In taenrz ioaeln 17 La Strategia Energetica Nazionale La Strategia Energetica Nazionale così delineata mira, in linea con il contesto e gli obiet-tivi europei, a far evolvere il quadro energetico nazionale attuale, investendo in un’eco-nomia “decarbonizzata” in grado di trasformare i fattori economici di svantaggio compe-titivo in punti di forza per lo sviluppo del Paese.
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    2 INCENTIVAZIONE ERITI RO DELL’ENERGIA ELETT RICA Rapporto Attività 2013
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    Incen tivaz ionee Ritiro dell ’Energ ia Ele ttrica 2 20 Rapporto Attività 2013 2.1 INTRODUZIONE I meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica gestiti dal GSE nel corso del 2013 sono stati molteplici. In questo paragrafo introduttivo, al fine di fornire uno sguardo d’insieme, essi vengono descritti sinteticamente. Nei successivi paragrafi ad ogni meccanismo è dedicata un’ampia trattazione, contenente anche i risultati più significativi delle attività ad essi correlate. MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE CIP6/92 È un meccanismo di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e da fonti assimilate alle rinnovabili, consistente in una forma di remunerazione ammini-strata dell’energia attraverso una tariffa incentivante il cui valore è aggiornato nel tempo. Concettualmente si può inquadrare come una tipologia di Tariffa Onnicomprensiva poiché la remunerazione riconosciuta include implicitamente sia una componente in-centivante sia una componente di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete. Attualmente non è più possibile accedere a questo meccanismo. Esso continua, tuttavia, ad avere effetti nei confronti di quegli impianti che hanno sottoscritto l’apposita conven-zione durante la vigenza del provvedimento. CONTO ENERGIA (CE) È il meccanismo di incentivazione dedicato agli impianti solari fotovoltaici e solari termodinamici. Per entrambe le tipologie di impianti il meccanismo consisteva origi-nariamente in un premio incentivante fisso erogato sulla base dell’energia prodotta, cui il produttore poteva associare una seconda voce di ricavo derivante dalla valoriz-zazione dell’energia. Nel caso degli impianti fotovoltaici questo schema è stato rivisto dall’ultimo provvedimento di incentivazione, il quinto Conto Energia (D.M. 5/7/2012), in virtù del quale l’incentivo è corrisposto sulla quota di energia prodotta autoconsu-mata (premio incentivante) e sulla quota di energia prodotta immessa in rete (su tale quota l’incentivo assume la forma di una Tariffa Onnicomprensiva per impianti fino a 1 MW di potenza ed è invece pari alla differenza tra una tariffa di riferimento e il prezzo zonale orario nel caso di impianti sopra il MW). Il quinto Conto Energia ha cessato di applicarsi il 6 luglio 2013, ovverosia decorsi 30 giorni dalla data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6,7 miliardi di euro, comunicata dall’AEEGSI[1] con la deliberazione 250/2013/R/EFR. CERTIFICATI VERDI (CV) I Certificati Verdi sono titoli attribuiti in misura proporzionale all’energia prodotta da im-pianti a fonti rinnovabili e da impianti cogenerativi abbinati al teleriscaldamento entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012 ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. n. 28/2011. Il numero di CV spettanti è differente a seconda del tipo di fonte e di intervento im-piantistico realizzato (nuova costruzione, potenziamento, rifacimento totale o parziale, riattivazione). I produttori da fonti rinnovabili possono vendere i Certificati Verdi acquisiti, realizzando così un introito aggiuntivo a quello dato dalla remunerazione dell’energia elettrica prodotta. La domanda sul mercato dei CV si basa sull’obbligo, posto in capo a soggetti produttori e importatori di energia elettrica da fonti convenzionali, di immettere nel sistema elettrico una determinata quota di produzione di energia da fonti rinnova-bili. I soggetti obbligati assolvono a tale obbligo dimostrando di essere in possesso del corrispondente numero di CV. TARIFFE ONNICOMPRENSIVE (TO) Si tratta di tariffe fisse di ritiro dell’energia elettrica immessa in rete il cui valore include sia la componente incentivante sia la componente di vendita dell’energia elettrica immessa [1] AEEGSI, Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 21 Introduzione Rapporto Attività 2013 in rete. Fino all’emanazione degli ultimi provvedimenti di incentivazione del fotovoltaico (D.M. 5/7/2012) e delle altre fonti rinnovabili (D.M. 6/7/2012), che hanno previsto delle TO per gli impianti di piccole dimensioni, parlando di Tariffe Onnicomprensive ci si riferiva essenzialmente a quelle introdotte dalla L. 244/2007 e regolate dal D.M. 18/12/2008, riservate agli impianti con potenza fino a 1 MW (200 kW per gli impianti eolici) entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012. INCENTIVI D.M. 6/7/2012 Il D.M. 6 luglio 2012 ha stabilito le nuove modalità di incentivazione della produ-zione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, diverse da quella fotovoltaica, entrati in esercizio dopo il 1º gennaio 2013. Gli impianti sono incen-tivati sulla base dell’energia immessa in rete: quelli fino a 1 MW con delle Tariffe Onnicomprensive; quelli oltre il MW con un incentivo pari alla differenza tra una tariffa di riferimento e il prezzo zonale orario dell’energia. A seconda della potenza degli impianti, l’accesso agli incentivi è soggetto all’iscrizione degli impianti a registri o alla partecipazione ad aste competitive oppure, in particolare nel caso degli impianti più piccoli, è libero. SERVIZI DI RITIRO DELL’ENERGIA ELETTRICA RITIRO DEDICATO (RID) Il Ritiro Dedicato rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produttori per il collocamento sul mercato dell’energia elettrica immessa in rete. Essa consiste nella cessione al GSE, e nella conseguente remunerazione, dell’energia elettrica immessa in rete e dei relativi corrispettivi per l’utilizzo della rete. Sono ammessi al regime di Ritiro Dedicato gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA o di potenza qualsiasi se alimentati da energia solare, eolica, maremotrice, del moto ondoso, geotermica, idraulica limita-tamente alle unità ad acqua fluente o da altre fonti rinnovabili se nelle titolarità di un autoproduttore. L’accesso al RID è alternativo agli incentivi riconosciuti ai sensi dei D.M. 5/7/2012 e D.M. 6/7/2012. SCAMBIO SUL POSTO (SSP) Lo SSP fornisce all’utente, che abbia un impianto di produzione di energia elettrica, un ristoro della spesa per l’acquisto dell’energia elettrica consumata, in base al valore dell’e-nergia prodotta e immessa in rete dall’impianto. Hanno potuto accedere allo SSP gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e quelli di Cogenerazione ad Alto Rendimento di potenza fino a 200 kW. L’accesso a tale meccanismo è alternativo agli incentivi ricono-sciuti ai sensi dei D.M. 5/7/2012 e D.M. 6/7/2012. I meccanismi descritti sono illustrati schematicamente nelle due tabelle che seguono. Tabella 2-1 REMUNERAZIONE DEGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI INCENTIVABILI AI SENSI DELLA NORMATIVA PREVIGENTE AL D.M. 5 LUGLIO 2012 (QUINTO CONTO ENERGIA) E AL D.M. 6 LUGLIO 2012 (NUOVO DECRETO FER ELETTRICHE) TIPOLOGIA DI IMPIANTO MECCANISMO DI INCENTIVAZIONE PERIODO DI INCENTIVAZIONE INCENTIVO VALORIZZAZIONE ENERGIA Impianti FER (no fonte solare) CV 15 anni Vendita CV attribuiti all’energia prodotta Autoconsumo o libero mercato Ritiro Dedicato (1) Scambio sul Posto (2) TO Impianti di piccola taglia (3) 15 anni Tariffe Onnicomprensive di ritiro dell’energia immessa in rete Impianti solari Conto Energia Impianti fotovoltaici 20 anni Tariffe del Conto Energia attribuite all’energia prodotta Autoconsumo o libero mercato Ritiro Dedicato Conto Energia Impianti solari termodinamici 25 anni Tariffe del Conto Energia attribuite all’energia prodotta esclusivamente per la parte solare Scambio sul Posto (1) Impianti di potenza inferiore a 10 MVA o di qualsiasi potenza nel caso di fonti rinnovabili non programmabili. (2) Impianti di potenza fino a 200 kW. (3) Impianti di potenza non superiore a 1 MW (200 kW per gli impianti eolici).
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    22 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il CIP 6/92 Tabella 2-2 REMUNERAZIONE DEGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI INCENTIVABILI AI SENSI DEL D.M. 5 LUGLIO 2012 (QUINTO CONTO ENERGIA) E D.M. 6 LUGLIO 2012 (NUOVO DECRETO FER ELETTRICHE) Ai sensi dell’articolo 3, comma 12 del D.Lgs. n. 79/1999, dal 2001 il GSE ritira l’energia immessa in rete da diverse tipologie di impianti. In relazione al tipo di convenzione, che regola la cessione dell’energia al GSE e la corrispondente tariffa riconosciuta, si individuano le seguenti tipologie di im-pianti incentivati: ◦◦ impianti titolari di convenzione di cessione c.d. “destinata” ai quali è riconosciuta la tariffa CIP 6/92 ovvero la tariffa prevista dalla Deliberazione AEEGSI n. 81/99 per gli impianti utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate delle imprese produttrici-distributrici soggetti al titolo IV lettera B del provvedimento CIP 6/92; ◦◦ impianti titolari di convenzione di cessione delle eccedenze di energia elettrica ai quali è riconosciuta la tariffa prevista dalla Deliberazione AEEGSI n. 108/97; ◦◦ impianti idroelettrici con potenza nominale media annua fino a 3 MW titolari di convenzione di cessione delle eccedenze di energia elettrica ai quali è riconosciuta la tariffa prevista dalla Deliberazione AEEGSI n. 62/02 – ex 82/99 (provvedimento in vigore fino al 2004). Nella categoria delle fonti definite assimilate (Legge n. 9/1991) ricadono la cogenerazione, il calore recuperabile dai fumi di scarico e da impianti termici, elettrici o da processi industriali, da impianti che usano gli scarti di lavorazione o di processi e che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati. 2.2.1 RISULTATI NEL PERIODO 2001-2012 Nel periodo compreso tra il 2001 e il 2012 il GSE ha ritirato un volume complessivo di energia pari a circa 530 TWh per un controvalore cumulato di circa 56,7 miliardi di euro (ossia una remunerazione media pari a circa 106,5 €/MWh). Nel 2001 il costo medio unitario è stato pari a 87,81 €/MWh per un onere complessivo di 4.700 milioni di euro. Nel corso degli anni il costo medio unitario di ritiro dell’energia è progressivamente cresciuto sia per effetto dell’aggiornamento delle componenti ta-riffarie che per la progressiva entrata in esercizio degli impianti a più elevato livello di remunerazione (in particolare quelli alimentati a biomasse, biogas e rifiuti ). Con riferimento ai costi sotto riportati si rileva che nel corso del 2013 hanno trovato applicazione le disposizioni di cui alla deliberazione 553/2013/R/eel e al Decreto del TIPOLOGIA DI IMPIANTO MECCANISMO DI INCENTIVAZIONE PERIODO DI INCENTIVAZIONE INCENTIVO VALORIZZAZIONE ENERGIA Impianti FER (no fonte solare) TO Impianti fino a 1 MW Vita media utile convenzionale della specifica tipologia di impianto Tariffa Fissa Onnicomprensiva di ritiro dell’energia immessa in rete Incentivo D.M. 6/7/2012 Impianti oltre 1 MW Tariffa di riferimento – Prezzo zonale orario sull’energia immessa in rete Mercato libero Impianti solari fotovoltaici TO Impianti fino a 1 MW 20 anni Tariffe Onnicomprensive di ritiro dell’energia immessa in rete Energia immessa in rete: Tariffa di riferimento – prezzo zonale orario. Energia autoconsumata: tariffa premio Incentivo D.M. 5/7/2012 Mercato libero Impianti oltre 1 MW Impianti solari termodinamici Conto Energia 25 anni Tariffe attribuite all’energia prodotta esclusivamente per la parte solare Autoconsumo o libero mercato Ritiro Dedicato Scambio sul Posto 2.2 IL CIP6/92
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 23 Il CIP 6/92 Rapporto Attività 2013 Ministro dello Sviluppo Economico del 20 novembre 2012 per effetto delle quali sono stati aggiornati i valori del Costo Evitato di Combustibile (CEC) da riconoscere rispetti-vamente all’energia ritirata nel 2008 e nel periodo 2010-2012. Tabella 2-3 ENERGIA ELETTRICA RITIRATA, EX ART. 3 COMMA 12, D.LGS. N. 79/99, NEL PERIODO 2001-2012 (GWh) 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 CIP6/92 e Delibera n. 81/99 47.153 49.765 50.361 52.382 50.296 48.339 46.462 41.653 36.207 37.705 26.686 22.436 Delibera n. 108/97 2.603 1.347 1.140 1.218 966 691 117 54 0 0 0 0 Delibera n. 62/02 2.769 2.897 2.411 3.064 0 0 0 0 0 0 0 0 TOTALE 53.525 54.009 53.912 56.664 51.262 49.030 46.579 41.707 36.207 37.705 26.686 22.436 Tabella 2-4 ENERGIA RITIRATA, EX ART. 3 COMMA 12 D.LGS. N. 79/99, NEL PERIODO 2001-2012, PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (GWh) 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Ai sensi di quanto previsto all’articolo 3, comma 13 del D.Lgs. n. 79/99 il GSE prov-vede a collocare sul mercato l’energia ritirata dai produttori incentivati, destinandola in parte agli operatori del mercato libero (grossisti, clienti idonei) e in parte al mercato vincolato (attraverso Enel S.p.A. fino al 2003 e, successivamente, mediante l’Acqui-rente Unico), secondo modalità fissate di anno in anno con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. Contribuiscono, pertanto, alla copertura dell’onere sostenuto dal GSE i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia al mercato e, a partire dal 2003, quelli derivanti dalla vendita dei Certificati Verdi di titolarità del GSE (certificati associati alla produzione di impianti CIP 6 a fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 1º aprile 1999 e riconosciuti per i primi 8 anni di esercizio). Impianti alimentati a combustibili di processo o residui o recuperi di energia 16.765 17.936 17.252 18.317 17.138 17.428 17.161 16.236 13.845 16.197 15.071 12.564 Impianti alimentati a combustibili fossili o idrocarburi 24.210 24.366 24.434 25.025 24.182 22.262 21.173 18.043 15.518 15.363 6.736 5.776 Totale Fonti Assimilate 40.975 42.302 41.686 43.342 41.320 39.690 38.334 34.278 29.363 31.560 21.807 18.340 76,60% 78,30% 77,30% 76,50% 80,60% 81,00% 82,30% 82,20% 81,10% 83,70% 81,70% 81,70% Impianti idroelettrici 7.520 5.820 4.651 5.235 1.746 1.514 703 679 455 175 7 0 Impianti geotermici 1.781 1.849 2.578 2.012 1.843 1.454 1.237 813 764 283 0 0 Impianti eolici 1.100 1.271 1.274 1.407 1.201 1.117 1.281 1.153 880 816 465 325 Impianti solari 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Biomasse, biogas e rifiuti 2.149 2.767 3.723 4.694 5.152 5.255 5.025 4.784 4.745 4.871 4.406 3.771 Totale Fonti Rinnovabili 12.550 11.707 12.226 13.348 9.943 9.340 8.245 7.429 6.844 6.145 4.879 4.096 23,40% 21,70% 22,70% 23,50% 19,40% 19,00% 17,70% 17,80% 18,90% 16,30% 18,30% 18,30% TOTALE 53.525 54.009 53.912 56.690 51.262 49.030 46.579 41.707 36.207 37.705 26.686 22.436 Tabella 2-5 COSTO DI RITIRO DELL’ENERGIA, EX ART. 3 COMMA 12 D.LGS. N. 79/99, NEL PERIODO 2001-2012, PER TIPOLOGIA DI FONTE 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Fonti Assimilate 3.468 84,6 3.380 79,9 3.429 82,3 3.696 85,3 4.044 97,9 4.428 111,5 3.750 97,8 3.957 115,4 2.871 97,8 2.869 90,9 2.306 105,7 2.228 121,5 Fonti Rinnovabili 1.232 98,1 1.289 110,1 1.538 125,7 1.740 130,3 1.722 173,1 1.771 189,7 1.484 179,9 1.495 201,2 1.256 183,5 1.092 177,8 882 180,7 748 182,6 TOTALE 4.700 87,8 4.669 86,4 4.967 92,1 5.436 95,9 5.766 112,5 6.199 126,4 5.234 112,4 5.452 130,7 4.127 114 3.961 105,1 3.188 119,5 2.976 132,6
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    24 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il CIP 6/92 La parte residua dell’onere, secondo quanto stabilito dallo stesso articolo 3, comma 13 del D.Lgs. n. 79/99, viene inclusa dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico tra gli oneri di sistema e posta a carico della componente tariffaria A3 che grava direttamente sui consumatori finali. Viene di seguito evidenziata, anno per anno, la copertura dell’onere sostenuto dal GSE per tipologia di fonte e di ricavo. Si specifica a tale proposito quanto segue: ◦◦ le modalità di vendita dell’energia CIP 6 al mercato non prevedono una differen-ziazione tra energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e energia prodotta da impianti alimentati da fonti assimilate che, pertanto, vengono collo-cate allo stesso prezzo; ◦◦ ai fini della determinazione dell’esigenza di gettito A3 per singola tipologia di fonte, i ricavi derivanti dalla vendita dei Certificati Verdi sono ripartiti tra fonti assimilate e fonti rinnovabili proporzionalmente all’energia ritirata dal GSE. La quota di onere che deve essere coperta dal gettito della componente tariffaria A3 ha raggiunto nel 2006 il valore massimo (3.477 milioni di euro), picco derivante dalla progressiva crescita della componente di Costo Evitato di Combustibile (CEC), che ha incrementato il valore del costo unitario fino a 70,9 €/MWh, al quale non ha fatto seguito un pari incremento del ricavo medio unitario derivante dalla vendita dell’energia. Negli anni successivi si è registrato invece un ridimensionamento del differenziale tra prezzo medio di acquisto e prezzo medio di vendita dell’energia CIP 6, che ha determinato un riassestamento del fabbisogno A3 per il CIP 6. Si rileva, inoltre, che a partire dall’anno 2006 la quota di ricavo derivante dalla ven-dita di Certificati Verdi nella titolarità del GSE si è ridotta significativamente per effetto dell’entrata in servizio di nuovi impianti qualificati IAFR e del conseguente incremento dell’offerta di Certificati Verdi da parte di operatori privati. Tabella 2-6 COPERTURA DELL’ONERE DI RITIRO DELL’ENERGIA, EX ART. 3 COMMA 12, D.LGS. N. 79/99, PERIODO 2001-2012, PER TIPOLOGIA DI FONTE E DI RICAVO 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh Mn€ €/MWh FONTI ASSIMILATE Costo di ritiro energia 3.468 84,6 3.380 79,9 3.429 82,3 3.696 85,3 4.044 97,9 4.428 111,6 3.750 97,8 3.892 113,5 2.871 97,8 2.806 88,9 2.279 104,5 2.228 121,5 Vendita energia 2.298 56,1 2.124 50,2 2.301 55,2 2.202 50,8 2.165 50 2.200 55,4 2.333 60,9 2.508 73,2 1.998 63,3 2.037 64,6 1613 74 1.444 78,7 Ricavi vendita CV 152 3,6 125 2,9 82 1,9 3 0,1 Esigenza gettito A3 1.170 28,6 1.256 29,7 976 23,4 1.369 31,6 1.797 46 2.224 56 1.417 37 1.384 40,4 873 34,4 769 24,4 666 30,5 784 42,7 FONTI RINNOVABILI Costo di ritiro energia 1.232 98,2 1.289 110,1 1.538 125,8 1.740 130,3 1.722 173,2 1.771 189,7 1.484 179,9 1.481 199,3 1.256 183,5 1.092 177,8 882 180,7 748 182,6 Vendita energia 704 56,1 588 50,2 675 55,2 678 50,8 395 50 518 55,4 502 60,9 544 73,2 433 63,3 369 64,6 361 74 322 78,7 Ricavi vendita CV 45 3,6 39 2,9 15 1,9 1 0,1 Esigenza gettito A3 528 42,1 701 59,9 818 66,9 1.023 76,6 1.312 121,3 1.253 134,2 982 119,1 937,42 126,2 822 120,2 696 113,2 521 106,8 426 104 TOTALI Costo di ritiro energia 4.700 87,8 4.669 86,5 4.967 92,1 5.436 95,7 5.766 112,5 6.199 126,4 5.234 112,4 5.373 128,8 4.127 114 3.898 103,4 3.161 118,4 2.976 132,6 Vendita energia 3.002 56,1 2.712 50,2 2.976 55,2 2.880 50,8 2.560 50 2.718 55,4 2.835 60,9 3.051 73,2 2.293 63,3 2.434 64,6 1.974 74 1.766 78,7 Ricavi vendita CV 197 3,6 164 2,9 97 1,9 3 0,1 Esigenza gettito A3 1.698 31,7 1.957 36,2 1.794 33,3 2.392 42,2 3.109 60,6 3.477 70,9 2.399 51,5 2.322 55,7 1.833 50,6 1.464 38,8 1.187 44,4 1.210 53,9
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 25 Il Conto Energia Rapporto Attività 2013 2.2.2 ENERGIA CIP6 RITIRATA NEL 2013 E ASSEGNAZIONE DI CAPACITÀ AI CLIENTI FINALI Nel 2013 il GSE ha ritirato dai produttori CIP 6 un volume di energia pari a 15,9 TWh, oltre 6 TWh in meno rispetto al 2012. A questo risultato hanno contribuito la naturale riduzione di energia associata alla progressiva scadenza delle convenzioni. Esse, infatti, sono passate da 104, con una potenza pari a 3.018 MW alla fine del 2012, a 84, con una potenza pari a 2.329 MW alla fine del 2013. Complessivamente la riduzione della potenza convenzionata è stata pari a 689 MW. Si riporta nella tabella seguente il confronto tra l’ammontare della potenza CIP 6 afferente alle convenzioni valide al 31 dicembre 2013 e il corrispondente valore del 2012 con la suddivisione per tipologia di fonte. Tabella 2-7 POTENZA CONTRATTUALE CIP6 E NUMERO DELLE CONVENZIONI VALIDE A FINE 2012 E A FINE 2013 PER TIPOLOGIA DI FONTE 2012 2013 POTENZA CONTRATTUALE MW NUMERO CONVENZIONI N. POTENZA CONTRATTUALE MW NUMERO CONVENZIONI N. Fonti Assimilate 2.233 11 1.706 6 Fonti Rinnovabili 785 93 623 78 TOTALE 3.018 104 2.329 84 Nella tabella successiva è riportato l’ammontare dell’energia ritirata dal GSE nel 2013 e la corrispondente valorizzazione per tipologia di impianto. Tabella 2-8 ACQUISTO DI ENERGIA EX ART. 3, COMMA 12, D.LGS. N. 79/99 NEL 2013 TIPOLOGIA DI IMPIANTO ENERGIA INCENTIVATA COSTO DI INCENTIVAZIONE COSTO SPECIFICO DI INCENTIVAZIONE GWh MN€ €/MWh Impianti alimentati a combustibili di processo o residui o recuperi di energia 9.204 1.089,90 118,4 Impianti alimentati a combustibili fossili o idrocarburi 3.413 401,3 117,6 Totale Fonti Assimilate 12.617 1.491,2 118,2 (79,5%) (71,0%) Impianti idroelettrici 0 0 0 Impianti geotermici 198 22,4 113,1 Impianti eolici 0 0 0 Impianti solari 0 0 0 Biomasse, biogas e rifiuti 3.056 585,5 191,6 Totale Fonti Rinnovabili 3.254 607,9 186,8 (20,5%) (29,0%) TOTALE 15.871 2.099,1 132,2 Nel 2013 tutta l’energia ritirata dal GSE è stata collocata sul mercato dell’energia elettrica. Diversamente da quanto attuato nel periodo 2005 – 2010, anche per il 2013 non è stata prevista dal Ministero dello Sviluppo Economico l’assegnazione della capacità CIP 6, tra-mite contratti per differenza, ai clienti idonei del mercato libero e all’Acquirente Unico per la fornitura al mercato tutelato. 2.3 IL CONTO ENERGIA Per gli impianti che generano elettricità attraverso la conversione dell’energia solare (impianti solari fotovoltaici e impianti solari termodinamici) è stato previsto un sistema d’incentivazione specifico denominato Conto Energia.
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    26 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il Conto Energia Nei seguenti paragrafi è sinteticamente descritta l’evoluzione normativa del Conto Energia e vengono illustrati i principali risultati dell’incentivazione dell’energia solare nel 2013. 2.3.1 CONTO ENERGIA PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI QUADRO NORMATIVO Il Conto Energia premia con tariffe incentivanti l’energia prodotta dagli impianti fotovol-taici per un periodo di venti anni. Questo meccanismo, già previsto dal D.Lgs. n. 387/2003, è diventato operativo in se-guito all’entrata in vigore dei Decreti attuativi del 28 luglio 2005 e del 6 febbraio 2006 (primo Conto Energia), emanati dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT M). Il primo Conto Energia è stato caratterizzato dalla presenza di una fase preliminare di ammissione alle tariffe, dall’esistenza di limiti annuali sulla potenza incentivabile e da obblighi, a carico del titolare dell’impianto ammesso all’incentivazione (soggetto respon-sabile), derivanti da una serie di adempimenti successivi all’ammissione. L’attività svolta dal GSE è consistita nella gestione e nell’esame della documentazione inviata dai soggetti responsabili, nel monitoraggio delle scadenze legate agli adempi-menti previsti dalla normativa e nella gestione commerciale/amministrativa dell’energia prodotta dagli impianti. Con l’emanazione del D.M. 19 febbraio 2007 è entrato in vigore il secondo Conto Energia. Rispetto alla precedente normativa, sono state introdotte importanti novità, quali: ◦◦ l’abolizione della fase istruttoria preliminare all’ammissione alle tariffe incenti-vanti, sostituita dall’obbligo di far pervenire al GSE la richiesta di riconoscimento della tariffa incentivante entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’im-pianto fotovoltaico; ◦◦ l’abolizione del limite annuo di potenza incentivabile, sostituito da un limite mas-simo cumulato della potenza incentivabile pari a 1.200 MW; ◦◦ la differenziazione delle tariffe sulla base del tipo di integrazione architettonica, oltre che della taglia dell’impianto; ◦◦ l’introduzione di un premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente dell’energia; ◦◦ l’abolizione del limite di 1.000 kW quale potenza massima incentivabile per un singolo impianto; ◦◦ nessuna limitazione all’utilizzo della tecnologia fotovoltaica a film sottile. Le tre tipologie d’intervento, ai fini del riconoscimento delle tariffe incentivanti, definite dal D.M. 19 febbraio 2007, erano: ◦◦ impianto con integrazione architettonica (moduli che sostituiscono materiale da costruzione); ◦◦ impianto parzialmente integrato (moduli posizionati su edifici o su componenti-stica di arredo urbano); ◦◦ impianto non integrato (moduli ubicati al suolo o allocati con modalità diverse da quelle precedenti). Le tariffe più elevate previste erano quelle riconosciute ai piccoli impianti domestici integrati architettonicamente, mentre le più basse quelle relative ai grandi impianti non integrati.
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 27 Il Conto Energia Rapporto Attività 2013 Successivamente il D.M. 6 agosto 2010 ha dato avvio al terzo Conto Energia, da appli-carsi agli impianti entrati in esercizio a partire dal 1º gennaio 2011. Gli impianti che potevano usufruire degli incentivi si collocano in quattro speci-fiche categorie: ◦◦ impianti fotovoltaici (suddivisi in impianti “su edifici” o “altri impianti fotovoltaici”); ◦◦ impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative; ◦◦ impianti fotovoltaici a concentrazione. La Legge n. 129/2010 (cosiddetta “Legge salva Alcoa”) ha stabilito che le tariffe incen-tivanti previste per l’anno 2010 dal secondo Conto Energia fossero riconosciute a tutti i soggetti che avessero concluso l’installazione dell’impianto fotovoltaico entro il 31 di-cembre 2010 e che fossero entrati in esercizio entro il 30 giugno 2011. La pubblicazione della Legge n. 129/2010 ha dunque di fatto prorogato al 30 giugno 2011 il periodo di operatività del secondo Conto Energia, inizialmente destinato a esaurirsi alla fine del 2010 per effetto dell’entrata in vigore del terzo Conto Energia. Per accedere ai benefici della L. n. 129/2010, i soggetti che avevano terminato l’installa-zione degli impianti dovevano trasmettere entro il 31 dicembre 2010 all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al GSE, la comunicazione asseverata di conclusione dei lavori e di esecuzione degli stessi nel rispetto delle perti-nenti normative. Dopo l’emanazione del D.Lgs. n. 28/2011, in data 12 maggio 2011, è stato pubblicato il D.M. 5 maggio 2011 (quarto Conto Energia) con l’obiettivo di allineare il livello delle tariffe all’evoluzione dei costi della tecnologia fotovoltaica e di introdurre un limite di costo cumulato annuo degli incentivi, fissato in 6 miliardi di euro. Hanno potuto usufruire degli incentivi definiti in questo provvedimento tutti gli impianti entrati in esercizio dopo il 31 maggio 2011 a seguito di interventi di nuova costruzione, rifacimento totale o potenziamento, appartenenti alle seguenti categorie: ◦◦ gli impianti solari fotovoltaici, suddivisi in “piccoli impianti” e “grandi impianti”, con tariffe differenziate tra impianti “su edifici” e “altro impianto”; ◦◦ gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative; ◦◦ gli impianti a concentrazione. Con l’avvicinarsi al limite di costo individuato, è stato pubblicato l’ulteriore D.M. 5 luglio 2012 (quinto Conto Energia), a valle del quale l’AEEGSI, con propria Delibera del 12 luglio 2012, ha determinato il raggiungimento del valore annuale del costo cumulato annuo degli incentivi di 6 miliardi di euro e ha fissato il 27 agosto 2012 quale data di decorrenza delle nuove modalità di incentivazione disciplinate dal nuovo Decreto. La possibilità di accedere al D.M. 5 maggio 2011 (quarto Conto Energia) è stata pro-rogata per impianti realizzati sugli edifici e sulle aree della Pubblica Amministrazione a patto che gli stessi entrassero in esercizio entro il 30 ottobre 2013 (tale termine è stato poi anticipato al 6 Luglio 2013, in ragione del raggiungimento del limite di costo previsto). Il quinto Conto Energia ha confermato in parte disposizioni già introdotte con il quarto Conto Energia e introdotto nuove regole. In particolare, non c’è più un premio incen-tivante fisso erogato sulla base dell’energia elettrica prodotta, ma l’incentivo stesso si compone di due aliquote (su due quote diverse dell’energia prodotta):
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    28 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il Conto Energia ◦◦ per quanto riguarda la quota di energia prodotta autoconsumata, è prevista una tariffa premio; ◦◦ per quanto riguarda, invece, la quota di produzione netta immessa in rete: ◦◦ per gli impianti di potenza nominale fino a 1 MW, è prevista una Tariffa Onnicomprensiva, determinata sulla base della potenza e della tipologia di impianto; ◦◦ per gli impianti di potenza nominale superiore a 1 MW, è riconosciuta la diffe-renza fra una tariffa di riferimento e il prezzo zonale orario (la valorizzazione dell’energia elettrica è nella responsabilità del produttore). Tutte le disposizione di incentivazione degli impianti fotovoltaici hanno cessato di applicarsi (nel senso che non possono accedervi operatori ulteriori rispetto a quelli che hanno già ot-tenuto il diritto all’incentivazione) il 6 luglio 2013, decorsi trenta giorni dalla data di raggiun-gimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi pari a 6,7 miliardi di euro. Tale data è stata individuata dall’AEEGSI con la deliberazione 250/2013/R/EFR del 6 giugno 2013[2]. Nelle sei tabelle seguenti si riportano le tariffe previste per l’anno 2013, differenziate per decreto e tecnologia. Tabella 2-9 QUARTO CONTO ENERGIA – TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI IMPIANTI SUGLI EDIFICI ALTRI IMPIANTI FOTOVOLTAICI [2] Hanno mantenuto il diritto ad essere valutate le richieste di riconoscimento degli incentivi inviate al GSE oltre il suddetto termine, relative a: ◦◦impianti ammessi in posizione utile nei registri, non decaduti, a patto che entrino in esercizio entro un anno dalla pubblicazione della relativa graduatoria ai sensi del D.M. 5 luglio 2012. Tale termine è stato prorogato di un anno dalla data di entrata in vigore della Legge 147/2014, per gli impianti, già iscritti ai relativi registri, da realizzare in zone che, nel corso degli anni 2012 e 2013, sono state riconosciute colpite da eventi calamitosi con provvedimenti normativi o amministrativi; ◦◦impianti interessati dalle disposizioni normative emanate in merito agli interventi urgenti in favore delle popo-lazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012 che seguono le regole del quarto Conto Energia a patto che entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2014. INTERVALLO DI POTENZA TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO kW €/MWh €/MWh €/MWh €/MWh 1 ≤ P ≤ 3 0,375 0,23 0,346 0,201 3 < P ≤ 20 0,352 0,207 0,329 0,184 20 < P ≤ 200 0,299 0,195 0,276 0,172 200 < P ≤ 1000 0,281 0,183 0,239 0,141 1000 < P ≤ 5000 0,227 0,149 0,205 0,127 P > 5000 0,218 0,14 0,199 0,121 Tabella 2-10 QUARTO CONTO ENERGIA TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI INTEGRATI CON CARATTERISTICHE INNOVATIVE INTERVALLO DI POTENZA TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO kW €/MWh €/MWh 1 < P ≤ 20 0,543 0,398 20 < P ≤ 200 0,464 0,361 P > 200 0,432 0,334 Tabella 2-11 QUARTO CONTO ENERGIA TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE INTERVALLO DI POTENZA TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO kW €/MWh €/MWh 1 ≤ P ≤ 200 0,437 0,334 200 < P ≤ 1000 0,387 0,289 P > 1000 0,331 0,253
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 29 Il Conto Energia Rapporto Attività 2013 IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 CON IL CONTO ENERGIA Il meccanismo d’incentivazione in Conto Energia, operativo in Italia dalla fine del 2005, ha garantito, nel periodo della sua operatività, una crescita rilevante del settore fotovol-taico, soprattutto tra il 2011 ed il 2012. Nel 2013 sono pervenute oltre 69.000 richieste di incentivazione e il mercato italiano del fotovoltaico si è collocato tra i primi posti nel mondo alle spalle di Cina, Germania, Stati Uniti e Giappone. Grazie al Conto Energia, al 31 dicembre 2013 risultano entrati in esercizio 550.074 im-pianti per una potenza totale di 17.623 MW, di cui: ◦◦ 5.725 con il primo Conto Energia, per una potenza installata di 163 MW, ◦◦ 203.732 con il secondo Conto Energia, per una potenza di 6.792 MW, ◦◦ 38.639 con il terzo Conto Energia, per una potenza installata di 1.572 MW, ◦◦ 204.496 con il quarto Conto Energia, per una potenza installata di 7.764 MW, ◦◦ 97.482 con il quinto Conto Energia per una potenza installata di 1.332 MW. Tabella 2-12 QUINTO CONTO ENERGIA – TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL 2013 IMPIANTI SUGLI EDIFICI ALTRI IMPIANTI FOTOVOLTAICI Il maggior numero di impianti (63%) appartiene alla fascia di potenza 3-20 kW, mentre il 31% alla fascia 1-3 kW. Gli impianti fotovoltaici a concentrazione entrati in esercizio al 31 dicembre 2013 risul-tano essere 82 per una potenza cumulata di 29 MW. Le richieste pervenute per gli im-pianti integrati con caratteristiche innovative sono invece 17.139 per una potenza totale pari a circa 325 MW. A seguire si riportano tabelle e grafici relativi ai risultati del Conto Energia. Ulteriori informazioni, di maggior dettaglio e costantemente aggiornate, sono pubblicate sul sito Internet del GSE. INTERVALLO DI POTENZA TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO kW €/MWh €/MWh €/MWh €/MWh 1 ≤ P ≤ 3 0,182 0,1 0,176 0,094 3 < P ≤ 20 0,171 0,089 0,165 0,083 20 < P ≤ 200 0,157 0,075 0,151 0,069 200 < P ≤ 1000 0,13 0,048 0,124 0,042 1000 < P ≤ 5000 0,118 0,036 0,113 0,031 P > 5000 0,112 0,03 0,106 0,024 Tabella 2-13 QUINTO CONTO ENERGIA TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI INTEGRATI CON CARATTERISTICHE INNOVATIVE INTERVALLO DI POTENZA TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO kW €/MWh €/MWh 1 < P ≤ 20 0,242 0,16 20 < P ≤ 200 0,231 0,149 P > 200 0,217 0,135 Tabella 2-14 QUINTO CONTO ENERGIA TARIFFE INCENTIVANTI BASE IN VIGORE NEL 2013 PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE INTERVALLO DI POTENZA TARIFFA ONNICOMPRENSIVA TARIFFA PREMIO SULL’ENERGIA CONSUMATA IN SITO kW €/MWh €/MWh 1 ≤ P ≤ 200 0,215 0,133 200 < P ≤ 1000 0,201 0,119 P > 1000 0,174 0,092
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    30 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il Conto Energia Figura 2-3 POTENZA MEDIA DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA (VALORI ANNUALI – kW/IMPIANTO) Potenza Media (kW/Impianto) 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 7 11 18 14 54 27 24 16 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 600.000 500.000 400.000 300.000 200.000 100.000 0 GEN 10 MAR 10 MAG 10 LUG 10 SET 10 NOV 10 GEN 11 MAR 11 MAG 11 LUG 11 SET 11 NOV 11 GEN 12 MAR 12 MAG 12 LUG 12 SET 12 NOV 12 GEN 13 MAR 13 MAG 13 LUG 13 SET 13 NOV 13 Figura 2-4 NUMERO CUMULATO DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA – PERIODO 2010-2013 Primo Conto Energia Secondo Conto Energia Terzo Conto Energia Quarto Conto Energia Quinto Conto Energia Figura 2-5 POTENZA CUMULATA DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA – PERIODO 2010-2013 (kW) 0 GEN 10 MAR 10 MAG 10 LUG 10 SET 10 NOV 10 GEN 11 MAR 11 MAG 11 LUG 11 SET 11 NOV 11 GEN 12 MAR 12 MAG 12 LUG 12 SET 12 NOV 12 GEN 13 MAR 13 MAG 13 LUG 13 SET 13 NOV 13 18.000 15.000 12.000 9.000 6.000 3.000 Primo Conto Energia Secondo Conto Energia Terzo Conto Energia Quarto Conto Energia Quinto Conto Energia
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 31 Il Conto Energia Rapporto Attività 2013 Tabella 2-15 IMPIANTI INCENTIVATI CON IL CONTO ENERGIA IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013, SUDDIVISI PER REGIONI E CLASSI DI POTENZA REGIONE CLASSE 1 CLASSE 2 CLASSE 3 CLASSE 4 CLASSE 5 CLASSE 6 TOTALE 1 ≤ P ≤ 3 3 < P ≤ 20 20 < P ≤ 200 200 < P ≤ 1000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Numero Potenza (kW) Puglia 11.315 31.772 22.155 168.516 2.818 204.072 1.817 1.564.392 56 173.623 36 355.753 38.197 2.498.127 Lombardia 27.430 76.175 39.160 300.670 8.834 705.289 1.332 727.949 61 112.698 3 17.992 76.820 1.940.773 Emilia Romagna 19.272 50.921 25.732 208.381 5.889 470.786 1.123 701.390 156 285.873 4 48.656 52.176 1.766.006 Veneto 21.573 60.145 45.760 320.570 5.874 471.384 910 518.592 47 80.011 13 154.859 74.177 1.605.560 Piemonte 12.309 34.343 20.497 177.399 4.527 362.420 1.082 633.846 93 203.054 4 25.730 38.512 1.436.793 Sicilia 10.916 30.985 23.990 181.970 2.214 169.991 542 394.097 86 243.540 22 186.650 37.770 1.207.232 Lazio 11.164 30.172 18.636 133.964 1.590 127.748 410 262.796 100 274.825 35 309.040 31.935 1.138.544 Marche 6.700 18.386 9.757 80.805 2.355 191.157 933 591.398 50 110.803 3 20.890 19.798 1.013.440 Toscana 10.614 28.915 14.861 121.136 2.541 200.439 409 246.491 32 55.986 4 33.585 28.461 686.552 Sardegna 8.633 24.472 16.752 117.633 955 75.981 242 148.901 86 183.513 16 126.419 26.684 676.919 Abruzzo 3.214 9.082 9.248 74.877 1.223 100.707 478 342.025 55 120.341 2 11.851 14.220 658.884 Campania 5.246 14.926 13.581 101.414 1.293 104.159 333 207.294 48 121.431 11 99.601 20.512 648.824 Friuli Venezia Giulia 6.382 17.940 15.862 113.032 1.762 135.626 168 100.221 25 69.006 4 27.358 24.203 463.183 Calabria 4.550 13.024 11.893 94.804 1.045 75.981 218 129.384 26 53.166 8 80.051 17.740 446.410 Umbria 4.606 12.787 6.805 55.085 1.436 102.755 343 226.410 20 43.203 - - 13.210 440.240 Trentino Alto Adige 7.740 21.994 9.043 92.831 2.425 170.524 205 92.127 3 4.931 - - 19.416 382.406 Basilicata 1.722 4.923 3.647 33.998 848 50.357 357 250.360 4 8.034 1 5.216 6.579 352.888 Molise 585 1.663 2.097 17.716 265 19.658 100 76.722 13 40.618 1 6.500 3.061 162.876 Liguria 2.117 5.625 2.488 18.862 300 23.747 50 25.985 3 4.167 - - 4.958 78.386 Valle d'Aosta 538 1.491 1.012 8.764 93 7.228 2 1.440 - - - - 1.645 18.924 TOTALE ITALIA 176.626 489.739 312.976 2.422.428 48.287 3.770.010 11.054 7.241.821 964 2.188.821 167 1.510.151 550.074 17.622.969 Figura 2-6 NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER REGIONI E CLASSI DI POTENZA 5.000 Figura 2-7 POTENZA DEGLI IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO CON IL CONTO ENERGIA AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER REGIONI E CLASSI DI POTENZA (kW) 200.000 10.000 400.000 0 0 15.000 600.000 20.000 800.000 25.000 1.000.000 30.000 1.200.000 35.000 1.400.000 40.000 1.600.000 45.000 1.800.000 50.000 2.000.000 Puglia Lombardia Emilia Romagna Veneto Piemonte Sicilia Lazio Marche Toscana Sardegna Abruzzo Campania Friuli Venezia Giulia Calabria Umbria Trentino Alto Adige Basilicata Molise Liguria Valle d’Aosta Puglia Lombardia Emilia Romagna Veneto Piemonte Sicilia Lazio Marche Toscana Sardegna Abruzzo Campania Friuli Venezia Giulia Calabria Umbria Trentino Alto Adige Basilicata Molise Liguria Valle d’Aosta 1 ≤ P ≤ 3 3 < P ≤ 20 20 < P ≤ 200 200 < P ≤ 1000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000
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    32 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il Conto Energia Figura 2-8 SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO TOTALE (I, II, III, IV E V CONTO ENERGIA) DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (550.074 IMPIANTI) Figura 2-9 SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA TOTALE (I, II, III, IV E V CONTO ENERGIA) DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (17.623 MW) 1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 32% 21% 14% 9% 3% 12% 9% 2% 3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 P > 5000 57% 41% Figura 2-10 PRIMO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (5.725 IMPIANTI) Figura 2-11 PRIMO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (163 MW) 14% 47% 2% 37% 27% 3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 42% 29% 2% 1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 P > 5000 Figura 2-12 SECONDO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (203.732 IMPIANTI) Figura 2-13 SECONDO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (6.792 MW) 21% 12% 8% 3% 13% 43% 1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 36% 2% 9% 20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 53% P > 5000 P > 5000
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 33 Il Conto Energia Rapporto Attività 2013 Figura 2-14 TERZO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (38.639 IMPIANTI) Figura 2-15 TERZO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (1.572 MW) 32% 7% 3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 58% 2% 1% 15% 11% 2% 12% 21% 39% 1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 P > 5000 Figura 2-16 QUARTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (204.496 IMPIANTI) Figura 2-17 QUARTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (7.764 MW) 29% 2% 11% 3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 58% 23% 12% 10% 2% 11% 42% 1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 P > 5000 Figura 2-18 QUINTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (97.482 IMPIANTI) Figura 2-19 QUINTO CONTO ENERGIA: SUDDIVISIONE PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 (1.332 MW) 33% 4% 3 < P ≤ 20 3 < P ≤ 20 200 < P ≤ 1000 200 < P ≤ 1000 63% 31% 3% 7% 10% 27% 22% 1 ≤ P ≤ 3 1 ≤ P ≤ 3 20 < P ≤ 200 20 < P ≤ 200 1000 < P ≤ 5000 1000 < P ≤ 5000 P > 5000 P > 5000
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    34 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il Conto Energia REGISTRO GRANDI IMPIANTI Nel corso dell’anno 2013 il GSE ha gestito le richieste di iscrizione al registro previsto dal D.M. 5 luglio 2012. Per quanto concerne i risultati della graduatoria relativa al secondo registro, pubblicata in data 23 maggio 2013, sono stati ammessi 3.690 impianti per una potenza di 727 MW, di cui 491 in esercizio e i restanti 3.199 non in esercizio. L’accesso alle tariffe incentivanti per questi ultimi è vincolato al rispetto dei termini temporali previsti dal quinto Conto Energia (entrata in esercizio entro un anno dalla pubblicazione della graduatoria). RICONOSCIMENTO DEL PREMIO PER IMPIANTI ABBINATI A UN USO EFFICIENTE DELL’ENERGIA Il D.M. 19 febbraio 2007 (secondo Conto Energia) ha introdotto la possibilità di ottenere maggiorazioni delle tariffe incentivanti, fino a un massimo del 30%, nel caso di impianti, asserviti a edifici o unità immobiliari e operanti in regime di Scambio sul Posto, abbinati a un uso efficiente dell’energia. Il premio è riconosciuto a fronte di interventi di riquali-ficazione energetica dell’edificio o unità immobiliare e per nuovi edifici particolarmente efficienti da un punto di vista energetico. Il D.M. 6 agosto 2010 (terzo Conto Energia) e il D.M. 5 maggio 2011 (quarto Conto Energia) hanno confermato il diritto al premio, introducendo nuove regole per il suo riconoscimento, che hanno in parte avuto impatto anche sugli impianti incentivati ai sensi del D.M. 19 feb-braio 2007. Per impianti fotovoltaici installati su edifici di nuova costruzione, che hanno avuto ac-cesso alle tariffe previste dal terzo e quarto Conto Energia, è stato previsto un premio aggiuntivo nella misura del 30% della tariffa incentivante riconosciuta, qualora i pre-detti edifici abbiano conseguito una prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell’involucro di almeno il 50% inferiore ai valori minimi di cui all’articolo 4, comma 3 del DPR n. 59/2009, nonché una prestazione energetica per la climatizzazione invernale di almeno il 50% inferiore ai valori minimi indicati nel DPR n. 59/2009. I dati relativi alle richieste di accesso al premio pervenute al GSE nel periodo intercor-rente tra il 24 febbraio 2007 e il 31 dicembre 2011 hanno evidenziato criticità dovute alla continua evoluzione della normativa relativa alla certificazione energetica degli edifici in ambito nazionale e regionale e delle specifiche tecniche di riferimento. Circa il 70% delle domande di ammissione al premio è risultato incompleto o con ine-sattezze tecniche o regolamentari. Tali domande sono state oggetto di richieste di inte-grazioni documentali. Le richieste totali pervenute al 31 dicembre 2013 sono state 3.048. Nel solo 2013 sono state presentate 129 domande e nel corso dell’anno sono state chiuse anche delle istrut-torie aperte nel 2012. La suddivisione delle domande, tra edifici esistenti oggetto di interventi di riqualificazione energetica ed edifici di nuova costruzione particolarmente performanti, è indicata nella tabella seguente. Tabella 2-16 DOMANDE DI AMMISSIONE AL PREMIO PER L’EFFICIENZA ENERGETICA PERVENUTE AL GSE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2013 DOMANDE PERVENUTE DOMANDE AMMESSE AL PREMIO ANNO 2013 TOTALE CUMULATO ANNO 2013 TOTALE CUMULATO Edifici esistenti 54 1.877 125 1.153 Nuovi edifici 75 1.171 112 540 TOTALE 129 3.048 237 1.693
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 35 Il Conto Energia Rapporto Attività 2013 RISULTATI DELL’INCENTIVAZIONE AL 31 DICEMBRE 2013 La procedura per il riconoscimento delle tariffe incentivanti del Conto Energia pre-vede che, a seguito della valutazione positiva della documentazione presentata per la richiesta di incentivazione, venga sottoscritta una convenzione tra il GSE e il soggetto responsabile. In seguito alla sottoscrizione della convenzione si attiva il processo di inserimento e verifica delle misure dell’energia prodotta, a cui segue il calcolo degli importi da erogare nei confronti del soggetto responsabile. Dopo la ricezione delle misure, il GSE, previa verifica della compatibilità delle stesse con i dati caratteristici dell’impianto (potenza e collocazione geografica), procede alla convalida dei benestare al pagamento. Alla data di redazione del presente rapporto, relativamente agli impianti entrati in eser-cizio entro il 31 dicembre 2013, risultano aver sottoscritto la convenzione con il GSE 546.758 impianti per una potenza complessiva di 17.201 MW cui corrisponde un’energia annua incentivata di 20,6 TWh. 2.3.2 CONTO ENERGIA PER GLI IMPIANTI SOLARI TERMODINAMICI QUADRO NORMATIVO Il meccanismo di incentivazione in Conto Energia per gli impianti solari termodina-mici è stato introdotto con il D.M. 11 aprile 2008 e successivamente modificato dal D.M. 6 luglio 2012. Esso remunera, con apposite tariffe, l’energia elettrica imputabile alla fonte solare prodotta da un impianto termodinamico, anche ibrido, per un pe-riodo di 25 anni. Le tariffe restano costanti in moneta corrente per l’intero periodo di incentivazione. Possono accedere al Conto Energia gli impianti di nuova costruzione entrati in esercizio in data successiva al 18 luglio 2008 (data di emanazione della Delibera attuativa AEEGSI n. 95/08) che rispettano i seguenti requisiti: ◦◦ gli impianti devono essere collegati alla rete elettrica (o a piccole reti iso-late) e ogni singolo impianto deve essere caratterizzato da un unico punto di connessione; ◦◦ non devono essere utilizzati, come fluido termovettore o come mezzo di ac-cumulo, sostanze e preparati classificati come molto tossici, tossici e nocivi ai sensi delle Direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e loro successive modifiche e integrazioni (se l’impianto è ubicato in area industriale non è applicato il vin-colo suddetto); ◦◦ sono dotati di un sistema di accumulo termico con capacità nominale superiore a 1,5 kWh/m2 e di una superficie captante maggiore di 2.500 m2 per impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012; ◦◦ per gli impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012 la capa-cità nominale di accumulo varia in base alla superficie captante, come riportato nella tabella che segue. Tabella 2-17 CAPACITÀ NOMINALE DI ACCUMULO PER IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO DOPO IL 31 DICEMBRE 2012 SUPERFICIE CAPTANTE CAPACITÀ NOMINALE DI ACCUMULO PER OGNI M2 DI SUPERFICIE CAPTANTE m2 kWh/m2 S ≤ 10.000 Non previsto 10.000 < S ≤ 50.000 > 0,4 50.000 < S > 1,5
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    36 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il Conto Energia L’Articolo 28 del D.M. 6 luglio 2012 prevede un limite massimo di potenza incenti-vabile, ivi inclusa la parte solare degli impianti ibridi, pari a 2.500.000 m2 di super-ficie captante. Inoltre, il D.M. 6 luglio 2012 fissa un limite non superabile, pari a 5,8 miliardi di euro annui, per il costo indicativo annuo cumulato riferibile a tutte le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Il costo indicativo cumulato annuo imputabile agli impianti solari termodi-namici concorre al raggiungimento di tale limite. Le tariffe incentivanti sono differenziate in base alla frazione d’integrazione e alla su-perficie captante. Nel caso di impianti ibridi, alimentati sia dalla fonte solare sia da altre fonti, la quantità di energia elettrica prodotta, incentivabile con il Conto Energia, è soltanto quella imputabile alla fonte solare. A tal proposito valgono le seguenti definizioni: ◦◦“frazione di integrazione (Fint) di un impianto solare termodinamico”: la quota di produzione netta non attribuibile alla fonte solare, espressa dalla relazione Fint = 1–Ps÷Pne; ◦◦“produzione solare imputabile (Ps) di un impianto solare termodinamico, anche ibrido”: la produzione netta di energia elettrica imputabile alla fonte solare, anche in presenza dell’accumulo termico, calcolata sottraendo alla produzione netta totale (Pne) la parte ascrivibile alle altre fonti di energia nelle condizioni effettive di esercizio dell’impianto, qualora quest’ultima sia superiore al 15% del totale. L’incentivo viene erogato a titolo di acconto dal GSE, salvo conguaglio, al termine di ciascun anno, sulla base della frazione solare effettivamente conseguita nel mede-simo anno. La seguente tabella mostra la variazione delle tariffe in funzione della frazione solare e della superficie captante degli impianti che entreranno in esercizio entro il 31 di-cembre 2015. Tabella 2-18 TARIFFE PER GLI IMPIANTI SOLARI TERMODINAMICI IN ESERCIZIO ENTRO IL 31 DICEMBRE 2015 FRAZIONE DI INTEGRAZIONE TARIFFA (€/kWh) Fint = 1–Ps÷Pne SUPERFICIE CAPTANTE S ≤ 2500 M2 SUPERFICIE CAPTANTE S > 2500 M2 Fint ≤ 0,15 0,36 0,32 0,15 < Fint ≤ 0,50 0,32 0,3 Fint > 0,50 0,3 0,27 RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2013 Il D.M. 11 aprile 2008 prevede che, su richiesta del soggetto responsabile, il GSE effettui una verifica preventiva del progetto dell’impianto solare termodinamico in conformità alle disposizioni del Decreto, dandone comunicazione all’interessato entro 90 giorni dalla richiesta. Le richieste di verifica preventiva sono riportate nella tabella seguente. Nel corso dell’anno 2013 sono pervenute al GSE 7 richieste di verifica preventiva. Ad oggi 2 im-pianti solari termodinamici hanno richiesto l’accesso al sistema di incentivazione per una potenza complessiva di 15 MW, potenza che include la parte non solare degli im-pianti ibridi.
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 37 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 Tabella 2-19 RICHIESTE DI VERIFICA PREVENTIVA PER IMPIANTI SOLARI TERMODINAMICI PERVENUTE DAL 2009 AL 2013 ANNO RICHIESTA POTENZA ELETTRICA In questo paragrafo sono descritti i risultati delle attività inerenti l’incentivazione delle rinnovabili elettriche, diverse dal fotovoltaico, in virtù della normativa previgente il D.M. 6 luglio 2012, ovverosia mediante i Certificati Verdi o le Tariffe Onnicomprensive. 2.4.1 QUALIFICA DEGLI IMPIANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI Per poter accedere, previa qualifica, ai meccanismi di incentivazione di cui al D.M. 18 dicembre 2008, gli impianti devono essere entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012 o entro i termini e alle condizioni di cui all’art. 30 del D.M. 6 luglio 2012 o entro i termini e alle condizioni previste dalle disposizioni normative urgenti emanate in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo il 20 e il 29 maggio 2012. Gli interventi ammessi alla qualifica (“qualifica IAFR” ovvero qualifica di impianto alimen-tato da fonti rinnovabili) secondo l’allegato A del D.M. 18 dicembre 2008 sono i seguenti: ◦◦ nuova costruzione; ◦◦ riattivazione; ◦◦ potenziamento; ◦◦ rifacimento totale; ◦◦ rifacimento parziale. A ogni categoria di intervento dell’impianto corrisponde un diverso algoritmo che lega l’energia incentivabile (Ei) all’energia netta prodotta (ad esempio, nel caso di interventi (MWe) REGIONE TIPOLOGIA SUPERFICIE DI CAPTAZIONE (M2) FLUIDO TIPOLOGIA CAPTATORI 2009 50 Sicilia Solare 316.562 Sali fusi Specchi lineari parabolici 40 Sicilia Solare 454.637 Sali fusi Specchi lineari parabolici 1,25 Abruzzo Solare 2.500 Acqua Specchi circolari parabolici 760 Sicilia Ibrido 30.587 Sali fusi Specchi lineari parabolici 55 Sardegna Solare 490.500 Sali fusi/Olio diatermico Specchi lineari parabolici 2010 1 Sicilia Solare 13.300 Olio diatermico Specchi fresnel 2012 0,1 Sicilia Solare 910 Acqua Collettori solari 15 Calabria Ibrido 9.780 Olio diatermico Specchi piani orientabili/ fresnel 50 Sardegna Solare 748.800 Sali fusi Specchi lineari parabolici 30 Sardegna Solare 662.000 Sali fusi Specchi lineari parabolici 0,24 Toscana Solare 1.766,40 Elio Dischi parabolici (“dish”) 50 Sardegna Solare 658.800 Sali fusi Specchi lineari parabolici 0,999 Lombardia Ibrido 7.872 Olio diatermico Specchi lineari parabolici 2013 0,999 Sicilia Ibrido 10.000 Olio diatermico Specchi lineari parabolici 50 Sardegna Solare 703.469 Sali fusi Specchi lineari parabolici 0,011 Cagliari Solare 82,8 Elio Dish stirling 50 Sicilia Ibrido 389.946 Vapore Surriscaldato Torre a concentrazione 0,672 Veneto Solare 6.768 Elio Dish stirling 1,18 Sicilia Ibrido 23.616 Olio diatermico Specchi lineari parabolici 0,1 Sicilia Solare 437,47 Acqua Dischi parabolici (“dish”) 2.4 I CERTIFICATI VERDI E LE TARIFFE ONNICOMPRENSIVE
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    38 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive di nuova costruzione tutta l’energia netta prodotta è incentivabile, mentre nel caso dei potenziamenti non idroelettrici è incentivabile solo l’incremento di produzione). Possono inoltre essere qualificati anche impianti ibridi, cioè impianti alimentati sia da fonti rinnovabili sia da fonti fossili oppure da combustibili parzialmente rinnovabili quali i rifiuti urbani. Nel caso degli impianti ibridi è incentivabile la sola energia imputabile alla fonte rinnovabile (nel caso dei rifiuti, la sola energia imputabile alla frazione biodegra-dabile in essi contenuta). La normativa ha previsto che la richiesta di qualifica potesse riguardare sia impianti già entrati in esercizio, sia impianti/interventi ancora in progetto, purché già autorizzati. Al 31 dicembre 2013 risultano aver ottenuto la qualifica IAFR 5.799 impianti. IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 Complessivamente gli impianti in esercizio che hanno ottenuto la qualifica IAFR al 31 di-cembre 2013 risultano essere 5.239 (+652 rispetto al 31 dicembre 2012), per una potenza totale di 22,6 GW (+1 GW rispetto al 31 dicembre 2012) e una corrispondente energia incentivabile annua pari a circa 39 TWh (+3 TWh rispetto al 31 dicembre 2012). In termini di numerosità, il primato spetta ai 1.910 impianti idroelettrici, seguiti da 1.238 termoelettrici a biogas e 1.014 eolici. Gli impianti idroelettrici risultano i più numerosi in relazione a tutte le categorie di intervento (ad esclusione della categoria “E” delle co-combustioni). Circa il 50% di tali impianti sono relativi a interventi di nuova costru-zione a cui seguono, nell’ordine, i rifacimenti parziali, le riattivazioni, i potenziamenti e i rifacimenti totali. In quanto a potenza installata, primeggiano gli impianti eolici subito seguiti dagli idroelettrici: 8.241 MW eolici e 7.856 MW idroelettrici. Lo stesso discorso vale per l’energia incentivabile annua: 14.225 GWh per gli eolici e 10.203 GWh per gli idroelettrici. Nel settore delle bioenergie si rilevano 1.238 impianti a biogas, seguiti da 478 a bioliquidi, 237 a gas di discarica e 222 a biomasse solide. In termini di potenza, escludendo gli impianti ibridi, si registrano in esercizio 2.474 MW a biomasse solide, 1.057 MW a bioliquidi e 954 MW a biogas. A questi impianti corrisponde un’energia incentivabile pari a 5.232 GWh per i biogas, 3.360 GWh per i bioliquidi e 2.830 GWh per le biomasse solide. Per quanto attiene alla localizzazione geografica degli impianti qualificati in esercizio, l’I-talia settentrionale è la zona in cui netta è la prevalenza degli impianti idroelettrici, seguiti dagli impianti a biogas e a bioliquidi, mentre nell’Italia meridionale e insulare è maggiore la diffusione degli impianti eolici. In Toscana si concentra l’intera capacità produttiva na-zionale da geotermia, con 680 MW di impianti geotermoelettrici qualificati e in esercizio. IMPIANTI QUALIFICATI A PROGETTO AL 31 DICEMBRE 2013 Al 31 dicembre 2013 risultano essere 560 gli impianti qualificati a progetto e non ancora entrati in esercizio (175 in meno rispetto al 31 dicembre 2012), a cui corrispondono 1,79 GW di potenza (-1,2 GW rispetto al 31 dicembre 2012) e 3,6 TWh di energia incentivabile annua. In termini di numerosità sono 185 i progetti di impianti eolici qualificati, seguiti da 143 termoelettrici a bioliquidi e 96 idroelettrici. Dal punto di vista della potenza, prevalgono gli impianti a bioliquidi con 597 MW, seguiti dagli impianti eolici con 480 MW e a bio-masse solide con 211 MW. Osservando i risultati relativi ai progetti qualificati, per quanto riguarda l’energia incen-tivabile annua si distinguono i 1.274 GWh che sarebbero producibili dagli impianti a bioliquidi, seguiti dai 790 GWh degli impianti eolici e dai 774 GWh prodotti da impianti a biomasse solide.
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 39 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 Tabella 2-20 IMPIANTI QUALIFICATI AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO IMPIANTI IN ESERCIZIO A PROGETTO NUMERO POTENZA (MW) ENERGIA Ei (GWh) NUMERO POTENZA (MW) ENERGIA Ei (GWh) Idroelettrici a bacino 35 2.068 1.140 1 66 3 Idroelettrici a serbatoio 53 2.114 1.714 2 162 113 Idroelettrici ad acqua fluente 1.661 3.606 7.087 88 90 300 Idroelettrici su acquedotto 161 68 262 5 0 1 Eolici 1.014 8.241 14.225 185 480 790 Solari 71 7 5 2 1 1 Marini 1 0 0 - - 0 Geotermoelettrici 21 680 1.640 - - - Biomasse solide 222 2.474 2.830 84 211 774 Bioliquidi 478 1.057 3.360 143 597 1.274 Biogas 1.238 954 5.232 39 23 122 Gas di discarica 237 319 1.068 4 4 15 Rifiuti 47 1.043 230 7 156 268 TOTALE 5.239 22.631 38.794 560 1.790 3.661 Tabella 2-21 IMPIANTI QUALIFICATI AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO IMPIANTI IN ESERCIZIO A PROGETTO NUMERO POTENZA (MW) ENERGIA Ei (GWh) NUMERO POTENZA (MW) ENERGIA Ei (GWh) A Potenziamento 153 3.292 1.069 3 120 124 B Rifacimento 168 819 2.006 22 126 316 BP Rifacimento Parziale 587 4.069 6.850 29 264 219 C Riattivazione 205 198 685 12 2 9 D Nuova Costruzione 4.114 12.203 28.067 494 1.278 2.993 E Co-combustione in impianti esistenti prima del 1999 12 2.050 117 - - - TOTALE 5.239 22.631 38.794 560 1.790 3.661
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    40 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive 9% Figura 2-21 IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 3% 3% 79% 4% 5% 1% 2% 2.4.2 CERTIFICATI VERDI 3% Il meccanismo di incentivazione dei Certificati Verdi, introdotto dal D.Lgs 79/99, si basa sull’obbligo, posto dalla normativa in capo ai soggetti produttori e importatori di energia elettrica da fonti non rinnovabili, di immettere annualmente nel sistema elet-trico nazionale una prestabilita quota di elettricità prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. La quota prestabilita è calcolata sulla base delle produzioni e delle importazioni da fonti non rinnovabili dell’anno precedente, decurtate dell’energia elettrica prodotta in coge-nerazione, degli autoconsumi di centrale e delle esportazioni, con una franchigia di 100 GWh per ciascun operatore. La quota d’obbligo prestabilita relativa alle produzioni/im-portazioni del 2013 è pari al 5,03%. Il possesso dei Certificati Verdi dimostra l’adempimento dell’obbligo: ogni Certificato Verde attesta convenzionalmente la produzione di 1 MWh di energia rinnovabile. I Certificati Verdi hanno validità triennale: quelli rilasciati per la produzione di energia elettrica in un dato anno (anno di riferimento dei CV) possono essere usati per ottempe-rare all’obbligo anche nei successivi due anni. L’obbligo può essere rispettato in due modi: immettendo in rete energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili oppure acquistando i Certificati Verdi dai produttori di energia “verde”. Idroelettrici a serbatoio Idroelettrici a bacino Idroelettrici ad acqua fluente Idroelettrici su acquedotto Eolici Solari Marini Geotermoelettrici Biomasse solide Bioliquidi Biogas Gas di discarica Rifiuti 32% 1% 1% 3% 19% 1% 0% 0% 4% 9% 24% 5% 1% 16% 10% 0% 36% 0% 0% 0% 0% 3% 11% 5% 4% 1% 5% 18% 4% 1% 34% 4% 7% 9% 13% 3% 1% Figura 2-20 IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile A Potenziamento B Rifacimento BP Rifacimento Parziale C Riattivazione D Nuova Costruzione E Co-combustione in impianti esistenti prima del 1999 3% 0% 9% 0% 54% 72% 15% 11% 18% 18% 4% Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 41 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 0% 0% 0% 4% Figura 2-23 IMPIANTI QUALIFICATI E IN ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO 7% 7% 5% 6% 2% 0% 3% 9% 0% I Certificati Verdi sono titoli negoziabili, rilasciati dal GSE in misura proporzionale all’e-nergia prodotta da un impianto qualificato IAFR, entrato in esercizio entro il 31 dicembre 2012[3] ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. n. 28/2011, in numero variabile a seconda del tipo di fonte rinnovabile e di intervento impiantistico realizzato (nuova costruzione, riattivazione, potenziamento e rifacimento). 0% 0% 1% 1% Figura 2-24 SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL MECCANISMO DEI CERTIFICATI VERDI ENERGIA CONVENZIONALE ENERGIA RINNOVABILE € / MWh MWh CV Obbligo Domanda CV Produzione nazionale fossile soggetta a obbligo € / MWh € / MWh MWh Offerta CV € / MWh MERCATO DELL’ENERGIA [3] Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 30 del D.M. 6 luglio 2012 per il periodo transitorio. Import soggetto a obbligo MERCATO CERTIFICATI VERDI acquisto % Idroelettrici a serbatoio Idroelettrici a bacino Idroelettrici ad acqua fluente Idroelettrici su acquedotto Eolici Solari Marini Geotermoelettrici Biomasse solide Bioliquidi Biogas Gas di discarica Rifiuti 33% 33% 35% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 26% 27% 1% 16% 15% 9% 9% 0% 0% 0% 0% 12% 22% 21% 5% 1% 3% 3% 7% 7% 8% Figura 2-22 IMPIANTI QUALIFICATI A PROGETTO AL 31 DICEMBRE 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile A Potenziamento B Rifacimento BP Rifacimento Parziale C Riattivazione D Nuova Costruzione E Co-combustione in impianti esistenti prima del 1999 0% 0% 0% 88% 1% 71% 82% 15% 4% Numero impianti Potenza impianti Energia incentivabile
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    42 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive I CV relativi a produzioni antecedenti al 2013 sono rilasciati a consuntivo o, nel caso siano stati ottenuti precedentemente CV a preventivo, sono emessi a compensazione. Il GSE dopo aver verificato l’attendibilità dei dati forniti dai produttori, emette i Certificati Verdi spettanti. I produttori che hanno richiesto l’emissione di Certificati Verdi a preventivo sono sempre tenuti, successivamente, a compensare l’emissione e a inviare copia della dichiarazione annuale di consumo presentata all’Agenzia delle Dogane, attestante l’effettiva produ-zione di energia elettrica realizzata nell’anno cui si riferiscono i Certificati Verdi. Il D.M. 6 luglio 2012 prevede che l’emissione dei Certificati Verdi avvenga a partire dalle misure trasmesse mensilmente da parte dei gestori di rete. A partire dal 2013, pertanto non sono più previste le modalità di emissione dei CV a preventivo sulla base di garanzia sulla producibilità attesa o sulla base di garanzia fideiussoria. A partire dal 2013 i CV sono emessi su base mensile, compatibilmente con l’ottenimento da parte dei gestori di rete delle misure della produzione lorda e dell’energia immessa in rete, relativamente agli impianti qualificati IAFR. I CV vengono quindi classificati a partire dal 2013, oltre che per anno, anche in base al mese di riferimento ai fini della corretta individuazione del trimestre di riferimento per il successivo ritiro. I Certificati Verdi vengono rilasciati in funzione dell’energia netta Ea prodotta dall’im-pianto, che è l’energia lorda misurata ai morsetti dei gruppi di generazione, diminuita dell’energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari, delle perdite dei trasformatori e delle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia elettrica alla rete con l’ob-bligo di connessione di terzi. L’energia netta prodotta, tuttavia, non costituisce sempre direttamente il termine di riferimento per il calcolo del numero dei Certificati Verdi spettanti. Esistono diversi tipi di interventi impiantistici (nuova costruzione, riattiva-zione, potenziamento, rifacimento totale o parziale) che danno diritto a ottenere l’in-centivazione di tutta o parte dell’energia elettrica netta prodotta, come specificato dal D.M. 18/12/2008. Per gli impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, il GSE rilascia i Certificati Verdi per 15 anni, moltiplicando l’energia netta EI riconosciuta all’intervento effettuato per le costanti, differenziate per fonte, della tabella 1 della Legge Finanziaria 2008 (aggiornata dalla Legge n. 99/2009). Tabella 2-22 COEFFICIENTI MOLTILPLICATIVI PER IL CALCOLO DEL CERTIFICATI VERDI NUMERAZIONE L. 244/2007 FONTE COEFFICIENTE K 1 Eolica on-shore 1 1-bis Eolica off-shore 1,5 3 Geotermica 0,9 4 Moto ondoso e maremotrice 1,8 5 Idraulica 1 6 Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse da quelle di cui al punto successivo 1,3 7 Biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ottenuti nell’ambito di intese di filiera, contratti quadro, o filiere corte 1,8 8 Gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione e biogas diversi da quelli del punto precedente 0,8 CERTIFICATI VERDI EMESSI A FAVORE DI IMPIANTI QUALIFICATI IAFR Nel corso del 2013 risultano emessi dal GSE oltre 24 milioni di CV IAFR (tale dato va comunque considerato non ancora definitivo) relativi a produzioni 2013 ripartiti fra le
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 43 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 diverse tipologie di impianto come segue: impianti eolici (46%), idroelettrici (27%), bioe-nergie (22%) geotermoelettrici (5%). Nel 2013 inoltre è stata effettuata l’attività di consuntivazione dei CV IAFR relativi a pro-duzioni 2012, per un totale pari a quasi 28 milioni di CV emessi dal GSE. Gli impianti IAFR per i quali è stato emesso il maggior numero di CV sono gli eolici (45%), seguiti nell’ordine dagli idroelettrici (25%), dagli impianti a bioenergie (25%) e dai geotermoelettrici (5%). Una quota marginale è infine da ascrivere alla produzione degli impianti fotovoltaici che hanno richiesto e ottenuto la qualifica IAFR [4]. Nelle tabelle successive sono riportati i dati, aggiornati a dicembre 2013, relativi ai CV emessi dal GSE. Tabella 2-23 NUMERO CV IAFR EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI, SUDDIVISI PER FONTE (TAGLIA CV=1 MWh) ANNO IDROELETTRICI EOLICI SOLARI MARINI GEOTERMO­ELETTRICI BIOENERGIE TOTALE 2002 452.750 148.000 400 - 187.100 138.352 926.602 2003 596.100 181.200 800 - 482.500 270.444 1.531.044 2004 1.501.050 464.000 800 - 606.900 509.820 3.082.570 2005 1.692.900 1.281.550 1.100 - 629.950 772.889 4.378.389 2006 2.164.799 2.002.000 2.226 - 844.850 955.532 5.969.407 2007 2.921.494 2.653.229 3.096 - 865.644 1.324.515 7.767.978 2008 4.331.892 3.670.792 4.677 - 947.336 2.250.820 11.205.517 2009 6.892.929 5.541.061 4.887 4 936.341 4.475.531 17.850.753 2010 7.796.987 8.177.298 4.160 - 988.650 5.680.040 22.647.135 2011 7.315.677 9.237.531 3.695 - 1.331.627 5.889.915 23.778.445 2012 6.853.333 12.552.015 2.777 1.406.585 7.089.160 27.903.870 2013 (*) 6.641.533 11.161.671 210 - 1.187.403 5.271.712 24.262.529 Tabella 2-24 NUMERO CV IAFR EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI, SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO ANNO A B BP C D E TOTALE POTENZIAMENTO RIFACIMENTO RIFACIMENTO PARZIALE RIATTIVAZIONE NUOVA COSTRUZIONE CO-COMBUSTIONE IN IMPIANTI ESISTENTI PRIMA DEL 1999 2002 179.900 10.900 135.300 41.200 503.202 56.100 926.602 2003 115.600 10.800 330.050 68.300 903.994 102.300 1.531.044 2004 726.400 24.050 528.900 87.450 1.623.620 92.150 3.082.570 2005 284.750 40.550 1.025.500 119.100 2.756.639 151.850 4.378.389 2006 212.820 83.150 1.441.005 225.052 3.844.580 162.800 5.969.407 2007 166.256 204.482 1.770.744 234.135 5.204.449 187.912 7.767.978 2008 708.769 407.046 2.362.146 284.896 7.366.173 76.487 11.205.517 2009 1.239.166 553.861 3.865.085 342.245 11.737.221 113.175 17.850.753 2010 1.149.768 775.618 4.859.172 411.105 15.352.174 99.298 22.647.135 2011 1.128.413 1.290.147 4.894.025 399.337 16.012.569 53.954 23.778.445 2012 777.811 1.814.557 5.055.710 425.130 19.769.113 61.549 27.903.870 2013 (*) 341.288 1.625.829 5.142.290 311.768 16.782.466 58.888 24.262.529 [4] Fino alla data di entrata in vigore della Legge Finanziaria 2008, gli impianti fotovoltaici che non aderivano al Con-to Energia erano ammessi a ricevere i CV. L’art. 15, comma 2, del D.M. 18 dicembre 2008 ha esteso tale facoltà agli impianti, non incentivati con il Conto Energia, che abbiano inoltrato la domanda di autorizzazione unica prima del 2008. (*) Dati preliminari
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    44 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Figura 2-26 CV IAFR, SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO, EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI DAL 2002 AL 2013 (MILIONI DI CV) Bioenergie E Co-combustione in impianti esistenti prima del 1999 Geotermoelettrici D Nuova Costruzione Marini C Riattivazione Solari BP Rifacimento Parziale Eolici B Rifacimento Idrolelettrici A Potenziamento CV CV CERTIFICATI VERDI EMESSI A FAVORE DI IMPIANTI QUALIFICATI CHP-TLR Con la Legge n. 239/2004 anche gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscalda-mento (CHP-TLR) hanno avuto la possibilità di accedere, a determinate condizioni, al rilascio dei Certificati Verdi (denominati in questo caso CV-TLR)[5]. Relativamente alla produzione di energia elettrica del 2012, risultano emessi dal GSE quasi 1,9 milioni di CV-TLR 2012. Nessun CV-TLR è stato emesso dal GSE nel 2013. Figura 2-27 CV-TLR EMESSI SUDDIVISI PER ANNO DI EMISSIONE 2.741 34.303 305.792 465.897 1.182.051 1.733.933 2.188.393 1.856.624 I PREZZI DI RIFERIMENTO NEL MERCATO DEI CV Fino all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 28/2011 di recepimento della Direttiva 2009/28/ CE, i prezzi presi a riferimento dal mercato dei CV sono stati quello di offerta e quello di ritiro dei CV da parte del GSE. [5] Vedasi paragrafo 6.1 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 (*) 0 30.000.000 25.000.000 20.000.000 15.000.000 10.000.000 5.000.000 Figura 2-25 CV IAFR, SUDDIVISI PER FONTE, 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 (*) EMESSI DAL GSE AL NETTO DELLE COMPENSAZIONI DAL 2002 AL 2013 (MILIONI DI CV) 0 30.000.000 25.000.000 20.000.000 15.000.000 10.000.000 5.000.000 27% 46% 5% 22% 2% 7% 21% 69% 1% 2.500.000 2.000.000 1.500.000 1.000.000 500.000 0% 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 45 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 L’art. 2 comma 148 della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) ha stabilito che il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE venga calcolato, con cadenza annuale, come differenza tra: ◦◦ 180 €/MWh (valore di riferimento fissato dall’art. 2, comma 148 della L. n. 244/2007) e ◦◦ il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica di cui all’art. 13, comma 3, del D.Lgs. 387/2003 registrato nell’anno precedente, definito dall’Au-torità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico con propria Deliberazione[6]. Per il ritiro dei CV effettuato dal GSE, fino all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 28/2011, sono esistiti due distinti riferimenti, uno a regime e uno transitorio. L’art. 2, comma 149 della L. n. 244/2007 prevedeva che, a partire dal 2008, entro giugno di ciascun anno, il GSE, su richiesta del produttore, ritirasse i CV in scadenza nell’anno ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere l’obbligo. A tal fine il prezzo medio an-nuale è quello relativo alle contrattazioni di tutti i CV, indipendentemente dall’anno di riferimento, scambiati l’anno precedente sulla borsa del GME o con contratti bilaterali. Per far fronte al sensibile eccesso di offerta registratosi negli ultimi anni, il D.M. 18/12/2008 aveva inoltre introdotto una norma transitoria (art. 15, comma 1) disponendo che, entro il mese di giugno di ogni anno, il GSE ritirasse, su richiesta dei detentori, i CV rilasciati per le produzioni relative agli anni fino al 2010. Da tale possibilità erano esclusi gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento. Il prezzo di ritiro era pari al prezzo medio di mercato del triennio precedente. In termini generali si può sostenere che i prezzi di offerta e di ritiro del GSE abbiano rappresentato rispettivamente i valori di riferimento massimo e minimo per il mercato. Poiché le condizioni di mercato degli ultimi anni sono state caratterizzate da un’offerta che ha notevolmente superato la domanda, le contrattazioni di mercato dei CV si sono tendenzialmente attestate sul valore di riferimento minimo. Il D.Lgs. n. 28/2011 ha abrogato il comma 149 della L. n. 244/2007, prevedendo che il GSE ritiri annualmente i CV rilasciati per le produzioni da fonti rinnovabili degli anni dal 2011 al 2015, eventualmente eccedenti quelli necessari per il rispetto della quota d’obbligo, a un prezzo fissato pari al 78% del prezzo di offerta dei propri CV, calcolato secondo il comma 148 della stessa legge[7]. Per quanto riguarda il mercato dei CV relativo al 2011 (ritiro 2012): ◦◦ il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE è stato pari a 105,28 €/MWh, calcolato come differenza tra 180 €/MWh e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica registrato nel 2011, pari a 74,72 €/MWh così come definito dalla Delibera AEEGSI 11/2012/R/EFR; ◦◦ il prezzo di ritiro calcolato in base all’art. 25 comma 4 del D.Lgs. n. 28/2011, pari al 78% del prezzo di offerta, è risultato pari a 82,12 €/MWh. Per quanto riguarda il mercato dei CV relativo al 2012 (ritiro 2013): ◦◦ il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE è stato pari a 103,00 €/MWh, calcolato come differenza tra 180 €/MWh e il valore medio annuo del prezzo di [6] L’art. 20 del D.M. 6/7/2012 ha cambiato questa disposizione, prevedendo che, dal 2013 al 2016 il GSE offra ai soggetti obbligati i Certificati Verdi ritirati a un prezzo pari a quello di ritiro. [7] L’art. 20 del D.M. 6/7/2012 ha dettagliato le modalità di ritiro per i Certificati Verdi relativi alle produzioni dal 2011 al 2015.
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    46 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive cessione dell’energia elettrica registrato nel 2012, pari a 77,00 €/MWh così come definito dalla Delibera AEEGSI 17/2013/R/EFR; ◦◦ il prezzo di ritiro calcolato in base all’art. 25 comma 4 del D.Lgs 28/2011, pari al 78% del prezzo di offerta, è risultato pari a 80,34 €/MWh. Per quanto riguarda il mercato dei CV relativo al 2013 (ritiro 2014): ◦◦ il prezzo di offerta dei CV nella titolarità del GSE è pari a 114,46 €/MWh, calcolato come differenza tra 180 €/MWh e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica registrato nel 2013, pari a 65,54 €/MWh così come definito dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con la deliberazione 20/2014/R/EFR; ◦◦ il prezzo di ritiro calcolato in base all’art. 25 comma 4 del D.Lgs 28/2011, pari al 78% del prezzo di offerta, risulta pari a 89,28 €/MWh. Il D.Lgs. n. 28/2011 ha anche previsto che il GSE ritiri i CV-TLR, rilasciati sempre per le produzioni dal 2011 al 2015, relativi agli impianti di cogenerazione abbinati a teleriscal-damento. Il prezzo di ritiro è in questo caso pari al prezzo medio di mercato dei CV-TLR registrato nel 2011, pari a 84,34 €/MWh. ENERGIA SOGGETTA ALL’OBBLIGO: QUANTIFICAZIONE E ASSOLVIMENTO Come già detto, il sistema dei Certificati Verdi si basa sull’obbligo, posto in capo a produttori e importatori di energia elettrica da fonti non rinnovabili, di immet-tere nel sistema elettrico una determinata quota di nuova produzione di energia da fonti rinnovabili. Ai fini della quantificazione dell’energia soggetta all’obbligo, il GSE verifica le quantità di energia convenzionale prodotta o importata e controlla l’annullamento dei CV sul conto proprietà di ciascun soggetto obbligato. Il processo che va dalla quantificazione dell’energia soggetta all’obbligo alla verifica dell’adempimento è articolato su due anni: ◦◦ entro il 31 marzo dell’anno (n+1), i produttori e importatori di energia trasmet-tono l’autocertificazione dei dati relativi alla produzione e importazione non rin-novabile dell’anno (n) e le ulteriori informazioni necessarie al calcolo dell’energia soggetta all’obbligo; ◦◦ nel corso dell’anno (n+1) il GSE, a seguito della valutazione delle autocertifica-zioni e dei documenti correlati, comunica a produttori e importatori l’ammontare dell’energia soggetta all’obbligo; ◦◦ entro il 31 marzo dell’anno (n+2), i soggetti obbligati provvedono a rendere di-sponibili sul proprio conto proprietà i CV da annullare ai fini dell’adempimento all’obbligo. Per l’annullamento possono essere utilizzati CV relativi a pro-duzione rinnovabile degli anni (n+1), (n), (n-1) e, per una quota non superiore al 20% dell’obbligo, anche CV rilasciati a impianti di cogenerazione abbinata a teleriscaldamento; ◦◦ al raggiungimento del termine del 31 marzo dell’anno (n+2), il GSE procede alla verifica dell’adempimento per ciascun soggetto obbligato: in caso di esito po-sitivo il GSE invia al soggetto la comunicazione di avvenuto adempimento; in caso di esito negativo il GSE invia al soggetto una comunicazione di sollecito concedendo ulteriori 30 giorni per provvedere all’adempimento; ◦◦ a conclusione del processo di verifica il GSE comunica l’elenco dei soggetti inadempienti Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico che applica le sanzioni ai sensi alla Legge n. 481/1995. Sono considerati inadem-
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 47 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 pienti, per la quantità di certificati correlata al totale di elettricità importata o prodotta nell’anno precedente, anche i soggetti che omettono di presentare l’autocertificazione. L’obbligo 2013, ripartito tra 104 operatori, è stato pari a 12.692.129 Certificati Verdi. Gli operatori elettrici, suddivisi tra produttori e importatori, che nel 2012 hanno supe-rato la soglia dei 100 GWh annui di energia prodotta o importata e quindi soggetti ad autocertificazione, sono 133: ad essi è associata una produzione soggetta ad autocer-tificazione pari a quasi 205 TWh, di cui il 90% imputabile alla produzione nazionale e il 10% imputabile all’importazione. Per la determinazione dell’energia effettivamente soggetta all’obbligo, sui dati di au-tocertificazione presentati dagli operatori il GSE ha operato la detrazione delle espor-tazioni, delle importazioni esenti in quanto riconosciute come produzioni da fonte rinnovabile, della produzione riconosciuta di Cogenerazione ad Alto Rendimento e della franchigia spettante a ciascun soggetto. Tale operazione ha comportato una ri-duzione dell’energia soggetta ad obbligo di acquisto di CV da 205 a 168 TWh. Per quanto riguarda l’import va notato che dei circa 19 TWh importati quasi 14 TWh sono assoggettabili all’obbligo. Applicando la quota percentuale stabilita dal legislatore per l’anno di adempimento dell’obbligo 2013, pari al 7,55% dell’energia soggetta a obbligo, si è determinato quindi un obbligo complessivo pari a 168.108 GWh, corrispondente ad un totale di 12.692.129 Certificati Verdi. Tabella 2-25 RICOSTRUZIONE DELL’OBBLIGO 2013 RELATIVO ALL’ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA E IMPORTATA NEL 2012 PRODUTTORI IMPORTATORI TOTALE GWh N. GWh N. GWh N. Produzione > 100 GWh 185.368 75 Import. > 100 GWh 19.446 58 204.813 133 Prod. esente da Cogenerazione 25.278 Import. Esente 0 25.278 Export 159 Export 3.665 3.825 Franchigia 6.155 Franchigia 5.599 11.754 Energia soggetta 154.261 62 Energia soggetta 13.847 42 168.108 104 En. Calcolata 7,55% 11.647 En. Calcolata 7,55% 1.045 11.625 n. C. Verdi 11.646.697 n. C. Verdi 1.045.432 12.692.129 Tabella 2-26 ENERGIA SOGGETTA ALL’OBBLIGO NEL PERIODO 2002-2012 ANNO PRODUZIONE ENERGIA SOGGETTA OBBLIGO (TWh) OBBLIGO (%) ANNO OBBLIGO MILIONI DI CV DA ANNULLARE 2002 180,91 2,00% 2003 3,62 2003 203,15 2,00% 2004 4,06 2004 193,75 2,35% 2005 4,55 2005 202,65 2,70% 2006 5,46 2006 189,94 3,05% 2007 5,79 2007 186,73 3,80% 2008 7,1 2008 186,91 4,55% 2009 8,5 2009 153,04 5,30% 2010 8,11 2010 147,8 6,05% 2011 8,94 2011 170,72 6,80% 2012 11,61 2012 168,11 7,55% 2013 12,69
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    48 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Con riferimento all’obbligo 2013, alla data di redazione del presente rapporto, ri-sulta che i soggetti obbligati hanno provveduto ad annullare complessivamente 11.067.590 CV. Tabella 2-27 EVOLUZIONE DELL’OBBLIGO E SUA COPERTURA (1 CV = 1 MWh) OBBLIGO CONSUNTIVO ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO OBBLIGO ASSOLTO OPERATORI INADEMPIENTI ANNO (T-1) (1) ENERGIA QUOTA OBBLIGO ANNO (T) (2) OBBLIGO CV CV UTILIZZATI N. CV 2001 161,62 2,00% 2002 3.232.400 3.232.400 0 - 2002 182,03 2,00% 2003 3.643.200 3.643.200 0 - 2003 208,45 2,00% 2004 4.145.800 4.137.800 1 8.000 2004 193,75 2,35% 2005 4.553.073 4.543.923 1 9.150 2005 201,97 2,70% 2006 5.456.337 5.395.587 5 60.750 2006 190,11 3,05% 2007 5.798.350 5.796.950 1 1.400 2007 187 3,80% 2008 7.106.189 7.083.074 1 23.115 2008 187,22 4,55% 2009 8.518.286 8.391.412 2 126.874 2009 155,48 5,30% 2010 8.204.370 8.115.243 3 89.127 2010 147,84 6,05% 2011 8.944.202 8.858.253 5 85.949 2011 170,69 6,80% 2012 11.607.230 10.701.220 3 906.010 2012 168,11 7,55% 2013 12.692.129 11.389.384 5 1.302.745 (1) Anno di produzione o importazione dell’energia soggetta ad obbligo (2) Anno di assolvimento dell’obbligo Figura 2-28 EVOLUZIONE DEL MERCATO DEI CV DAL 2002 AL 2013 (MILIONI DI CV) Il grafico precedente mostra l’evoluzione del mercato dei CV in termini di domanda e di offerta, evidenziando per quest’ultima il dettaglio delle differenti componenti che la costituiscono: CV da impianti IAFR, CV-TLR e CV immessi sul mercato da parte del GSE. Si può osservare come nei primi 3 anni di mercato l’offerta di CV dei produttori IAFR, inferiore alla domanda, sia stata integrata dai certificati venduti dal GSE. Negli anni successivi l’offerta dei produttori IAFR ha superato la domanda e quindi l’of-ferta del GSE ha assunto un ruolo marginale. In questo contesto fa eccezione il mercato dei CV 2008 nel quale, nonostante l’eccesso di offerta di CV IAFR, i soggetti obbligati hanno fatto ricorso per una quota consistente ai CV del GSE. Tale anomalia è stata cau-sata dal fatto che per l’anno 2008 il prezzo di ritiro dei CV da parte del GSE è risultato maggiore del prezzo di offerta dei CV del GSE (valore di riferimento del mercato). La 30 25 20 15 10 5 0 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Obbligo Offerta GSE Offerta IAFR Offerta TLR (*) Valore preliminare (*)
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 49 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 suddetta circostanza non si è ripetuta per gli anni successivi in quanto il prezzo di offerta dei CV del GSE è tornato a essere superiore a quello di ritiro. 2.4.3 TARIFFE ONNICOMPRENSIVE Prima dell’entrata in vigore del D.M. 6 luglio 2012, la Tariffa Onnicomprensiva (TO) co-stituiva il meccanismo di incentivazione, alternativo ai Certificati Verdi, riservato agli impianti qualificati IAFR di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW o 0,2 MW per gli impianti eolici. La tariffa è detta “onnicomprensiva” in quanto il suo valore include una componente incentivante e una componente di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete. Essa, previa qualifica IAFR dell’impianto e sua entrata in esercizio, è riconosciuta per un periodo di 15 anni in funzione della quota di energia immessa in rete. La tariffa si applica a una quota parte o a tutta l’energia immessa in rete a seconda della tipologia di intervento impiantistico realizzato (nuova costruzione, riattivazione, rifaci-mento e potenziamento). Per gli impianti entrati in esercizio a seguito di interventi di-versi dalla nuova costruzione (potenziamento, riattivazione, rifacimento), a seconda degli interventi, può essere incentivata solo una determinata quota dell’energia immessa in rete. Le formule che individuano la quota di energia incentivata a seconda dell’intervento impiantistico realizzato sono contenute nel D.M. 18/12/2008. Tabella 2-28 TARIFFE ONNICOMPRENSIVE NUMERAZIONE L. 244/2007 FONTE VTO (€/MWh) 1 Eolica per impianti di taglia inferiore a 200 kW 300 3 Geotermica 200 4 Moto ondoso e maremotrice 340 5 Idraulica diversa da quella del punto precedente 220 6 Biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi (1) a eccezione degli oli vegetali puri tracciabili (2) attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal Regolamento 2009/73/CE del Consiglio. 280 Alcol etilico di origine agricola proveniente dalla distillazione dei sottoprodotti della vinificazione. 8 Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biocombustibili liquidi a eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal Regolamento del Consiglio 2009/73/CE 180 (1) L’articolo 25, comma 5, del D.Lgs. n. 28/2011 ha stabilito che, ai fini del riconoscimento della TO da 180 €/MWh, i residui di macellazione, nonché i sottoprodotti delle attività agricole, agroalimentari e forestali, non sono considerati liquidi anche qualora subiscano, nel sito di produzione dei medesimi residui e sottoprodotti o dell'impianto di conver-sione in energia elettrica, un trattamento di liquefazione o estrazione meccanica. (2) Il sistema di tracciabilità degli oli vegetali puri è chiarito dalle circolari MIP AAF del 31 marzo 2010 (“Circolare esplicativa del sistema di tracciabilità degli oli vegetali puri per la produzione di energia elettrica al fine dell’erogazione della Tariffa Onnicomprensiva di 0,28 euro a kWh prevista dalla L. n. 99/2009”) e del 21 giugno 2010 (“Oli vegetali puri. Sistema di tracciabilità per la produzione di energia elettrica soggetta al riconoscimento della Tariffa Onnicomprensiva ai sensi della legge 99/2009. Disposizioni attuative”).
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    50 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive NUMERO E POTENZA DEGLI IMPIANTI INCENTIVATI Al 31 dicembre 2013, 2.709 impianti risultano aver avuto accesso alle Tariffe Onnicomprensive per una potenza complessiva di 1.554 MW. Figura 2-29 NUMERO DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO 3.000 2.500 2.000 1.500 1.000 500 0 153 429 1.246 797 1.728 2.709 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Tabella 2-29 NUMERO DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO, SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Idroelettrici a serbatoio _ 3 3 1 2 3 Idroelettrici a bacino _ 3 3 4 6 7 Idroelettrici ad acqua fluente 95 218 334 394 507 722 Idroelettrici su acquedotto 44 51 67 Eolici 3 39 95 164 221 354 Biomasse solide 5 12 33 52 68 125 Bioliquidi 8 36 76 141 197 294 Biogas 30 93 212 398 622 1.067 Gas di discarica 12 25 41 48 54 70 TOTALE 153 429 797 1.246 1.728 2.709 Figura 2-30 POTENZA DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO (MW) 1.800 1.500 1.200 900 600 300 0 77 209 403 656 956 1.554 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Tabella 2-30 POTENZA DEGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (MW) 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Idroelettrici a serbatoio _ 0 0 0 2 3 Idroelettrici a bacino _ 2 2 2 3 4 Idroelettrici ad acqua fluente 44 103 154 208 275 424 Idroelettrici su acquedotto 7 7 11 Eolici 0 2 4 7 13 21 Biomasse solide 3 8 20 29 41 78 Bioliquidi 5 21 42 81 115 170 Biogas 17 56 152 287 460 793 Gas di discarica 8 17 29 35 40 50 TOTALE 77 209 403 656 956 1.554
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 51 I Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive Rapporto Attività 2013 ENERGIA RITIRATA E CORRISPETTIVI EROGATI Nel 2013 è stato ritirato un quantitativo di energia convenzionata in regime di Tariffa Onnicomprensiva pari a 7.548 GWh, per un corrispettivo economico erogato dal GSE pari a di 1.976 milioni di euro. Figura 2-31 ENERGIA RITIRATA RELATIVA AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO (GWh) 7.800 6.500 5.200 3.900 2.600 1.300 0 149 650 1.331 2.542 4.070 7.548 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Tabella 2-31 ENERGIA RITIRATA RELATIVA AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (GWh) 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Idroelettrici a serbatoio _ 0 1 1 1 5 Idroelettrici a bacino _ 6 8 6 8 16 Idroelettrici ad acqua fluente 76 273 504 626 809 1.432 Idroelettrici su acquedotto 31 33 48 Eolici _ 0 2 4 12 21 Biomasse solide 1 20 42 94 160 303 Bioliquidi 6 45 96 121 194 308 Biogas 50 252 556 1.491 2.647 5.165 Gas di discarica 15 54 124 168 205 249 TOTALE 149 650 1.331 2.542 4.070 7.548 Figura 2-32 CORRISPETTIVI EROGATI RELATIVI AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO (MILIONI DI EURO) 2.400 2.000 1.600 1.200 800 400 0 35 158 327 650 1.056 1.978 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Tabella 2-32 CORRISPETTIVI EROGATI RELATIVI AGLI IMPIANTI IN REGIME DI TO SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO (MILIONI DI EURO) 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Idroelettrici a serbatoio _ 0 0 0 0 1 Idroelettrici a bacino _ 1 2 1 2 4 Idroelettrici ad acqua fluente 17 60 111 138 178 315 Idroelettrici su acquedotto 7 7 11 Eolici _ 0 1 1 4 6 Biomasse solide 0 6 12 26 45 85 Bioliquidi 1 10 24 30 42 66 Biogas 14 71 155 417 741 1.445 Gas di discarica 3 10 22 30 37 45 TOTALE 35 158 327 650 1.056 1.978
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    52 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Gli incentivi introdotti dal D.M. 6 luglio 2012 2.5 GLI INCENTIVI INTRODOTTI DAL D.M. 6 LUGLIO 2012 2.5.1 I NUOVI MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE L’11 luglio 2012 è entrato in vigore il D.M. 6 luglio 2012 che ha stabilito le nuove modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rin-novabili, diverse da quella solare fotovoltaica, con potenza non inferiore a 1 kW, entrati in esercizio a partire dal 1º gennaio 2013. Lo stesso Decreto, all’art. 30, prevede delle modalità e condizioni di transizione dai precedenti meccanismi di incentivazione (regolati dal D.M. 18/12/2008) al nuovo sistema. Il Decreto 6 luglio 2012 prevede che l’incentivazione sia riconosciuta in riferimento all’e-nergia netta prodotta e immessa in rete, pari al minor valore fra la produzione netta e l’e-nergia effettivamente immessa in rete. In particolare sono previste due tipologie di incentivi: ◦◦ una tariffa incentivante onnicomprensiva (To), per gli impianti di potenza non su-periore a 1 MW calcolata secondo la seguente formula: To = Tb + Pr (Tb: tariffa incentivante base; Pr: ammontare totale degli eventuali premi) ◦◦ un incentivo (I) per gli impianti di potenza superiore ad 1 MW e per quelli di potenza non superiore a 1 MW che non optino per la Tariffa Onnicomprensiva, calcolato come differenza tra un valore fissato (ricavo complessivo) e il prezzo zo-nale orario dell’energia (riferito alla zona in cui è immessa in rete l’energia elettrica prodotta dall’impianto): I = Tb + Pr – Pz (Pz: prezzo zonale orario) Nel caso di Tariffa Onnicomprensiva, il corrispettivo erogato comprende la remunera-zione dell’energia che viene ritirata dal GSE; nel caso di incentivo, l’energia resta invece nella disponibilità del produttore. Il D.M. 6/7/2012 definisce quattro diverse modalità di accesso ai meccanismi di incenti-vazione, a seconda della taglia di potenza e della categoria di intervento: ◦◦ accesso diretto, nel caso di impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di rifacimento o potenziamento con potenza non superiore a un de-terminato valore (per i potenziamenti non deve essere superiore a tale limite l’incremento di potenza); ◦◦ iscrizione a registri, in posizione tale da rientrare entro contingenti annui di po-tenza incentivabili assegnati alle diverse fonti, nel caso di impianti nuovi, inte-gralmente ricostruiti, riattivati o oggetto di potenziamento, se la relativa potenza è superiore a quella massima ammessa per l’accesso diretto, ma non superiore a un determinato valore soglia (per i potenziamenti non deve essere superiore a tale valore soglia l’incremento di potenza); ◦◦ aggiudicazione degli incentivi a seguito di partecipazione a procedure compe-titive di aste al ribasso, in posizione tale da rientrare entro contingenti annui di potenza incentivabili assegnati alle diverse fonti, nel caso di impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati o oggetto di potenziamento se la relativa po-tenza è superiore a un determinato valore soglia (per i potenziamenti deve essere superiore a tale valore soglia l’incremento di potenza);
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 53 Gli incentivi introdotti dal D.M. 6 luglio 2012 Rapporto Attività 2013 ◦◦ iscrizione a registri, in posizione tale da rientrare entro contingenti annui di po-tenza incentivabili assegnati alle diverse fonti, nel caso di rifacimenti di impianti la cui potenza è superiore a quella massima ammessa per l’accesso diretto. 2.5.2 I BANDI PER I REGISTRI E LE ASTE I bandi relativi ai primi registri e procedure d’asta sono stati pubblicati l’8 settembre 2012 e dopo 30 giorni è stato attivato un nuovo portale telematico per l’invio delle richieste di iscrizione ai registri e di partecipazione alle aste da parte degli operatori. Le richieste pervenute nell’ambito di tali registri e aste sono state 999; il dettaglio è fornito nelle tabelle seguenti. Tabella 2-33 RICHIESTE DI ISCRIZIONE ALLE PRIME PROCEDURE D’ASTA TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE POTENZA (MW) NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE Eolico onshore 500 18 442 88,4% 18 442 88,4% Eolico offshore 650 1 30 4,6% 1 30 4,6% Idroelettrico 50 0 0 0 0 0 0 Geotermoelettrico 40 1 39,6 99% 1 39,6 99% Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettere a), b) e d), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e 120 1 13 10,8% 1 13 10,8% bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c) 350 2 32,91 9,4% 2 32,91 9,4% TOTALE 1.710 23 557,51 32,6% 23 557,51 32,6% Tabella 2-34 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI PRIMI REGISTRI (DIVERSI DA QUELLI DEDICATI AI RIFACIMENTI) TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE POTENZA (MW) NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE Eolico onshore 60 461 191,706 319,51% 319 60 100% Idroelettrico 70 248 162,826 232,61% 150 70 100% Geotermoelettrico 35 1 4,8 13,71% 1 4,8 13,7% Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettere a), b) e d), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e 170 239 220,651 129,79% 205 170 100% bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c) 30 1 2,4 8% 1 2,4 8% Oceanico 3 0 0 0 TOTALE 368 950 582,383 158,26% 676 307,2 83,5% Tabella 2-35 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI PRIMI REGISTRI PER GLI INTERVENTI DI RIFACIMENTO TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE POTENZA (MW) NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE Eolico onshore 150 0 0 0 0 0 0 Idroelettrico 300 23 70,881 23,6% 20 30,625 10,21% Geotermoelettrico 40 2 39,6 99% 2 39,6 99% Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettere a), b) e d), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e 65 0 0 0 0 0 0 bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c) 70 1 13,6 19,4% 1 13,6 19,43% TOTALE 625 26 124,081 19,8% 23 83,825 13,41%
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    54 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Gli incentivi introdotti dal D.M. 6 luglio 2012 I bandi relativi ai secondi registri e procedure d’asta sono stati pubblicati il 13 marzo 2013 e dopo 30 giorni è stato attivato un nuovo portale telematico per l’invio delle richieste di iscrizione ai registri e di partecipazione alle aste da parte degli Operatori. Le richieste pervenute nell’ambito di tali registri e aste sono state 987; il dettaglio è fornito nelle tabelle seguenti. Tabella 2-36 RICHIESTE DI ISCRIZIONE ALLE SECONDE PROCEDURE D’ASTA TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE POTENZA (MW) NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE NUMERO POTENZA Eolico onshore 399,94 47 1.086 271,50% 16 399,94 100% Eolico offshore 620 0 0 0 0 0 0 Idroelettrico 50 0 0 0 0 0 0 Geotermoelettrico - - - - - - - Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettere a), b) e d), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e 107 2 33,696 31,50% 2 33,696 31% bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c) 317,09 0 0 0 0 0 0 TOTALE 1.494 49 1.119,70 74,90% 18 433,636 29% Tabella 2-37 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI SECONDI REGISTRI (DIVERSI DA QUELLI DEDICATI AI RIFACIMENTI) TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE POTENZA (MW) NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE NUMERO POTENZA Eolico onshore 52,504 419 200,962 382,80% 61 52,504 100% Idroelettrico 60,972 240 150,188 246,30% 105 60,972 100% Geotermoelettrico 52,9 0 0 0 0 0 0 Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettere a), b) e d), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e 139,523 253 184,204 132% 213 139,523 100% bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c) 27,6 0 0 0 0 0 0 Oceanico 3 0 0 0 0 0 0 TOTALE 336,499 912 535,354 159,10% 379 252,999 75,20% Tabella 2-38 RICHIESTE DI ISCRIZIONE AI SECONDI REGISTRI PER GLI INTERVENTI DI RIFACIMENTO TIPOLOGIA DI IMPIANTO CONTINGENTE ISTANZE INVIATE ISTANZE AMMESSE IN POSIZIONE UTILE POTENZA (MW) NUMERO POTENZA COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE NUMERO POTENZA Eolico onshore 300 0 0 0 0 0 0 Idroelettrico 553,992 26 34,089 6,20% 25 33,789 6,10% Geotermoelettrico 40,4 0 0 0 0 0 0 Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettere a), b) e d), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e 130 0 0 0 0 0 0 bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c) 126,4 0 0 0 0 0 0 TOTALE 1.150,79 26 34,089 3% 25 33,789 2,90% 2.5.3 IMPIANTI IN ESERCIZIO QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE COMPLESSIVA (MW) % CONTINGENTE Nel 2013 è stata avviata l’istruttoria per le richieste di ammissione agli incentivi degli impianti entrati in esercizio a partire dal 1º gennaio 2013.
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 55 Il contatore delle fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico Rapporto Attività 2013 Gli impianti che hanno ottenuto la qualifica sono stati 83 per una potenza totale di 6,1 MW. Il maggior numero di impianti in esercizio qualificati nel 2013 si riferisce agli impianti idroelettrici ad acqua fluente (37), seguono gli impianti eolici (35). Agli impianti idroelet-trici ad acqua fluente spetta anche il primato in termini di potenza installata (3,6 MW), seguiti dagli impianti eolici (1,8 MW). Tabella 2-39 IMPIANTI QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO TIPOLOGIA IMPIANTI NUMERO DI IMPIANTI POTENZA (MW) Idroelettrici a bacino/serbatoio 1 0,2 Idroelettrici ad acqua fluente 37 3,6 Idroelettrici su acquedotto 5 0,2 Eolici 35 1,8 Geotermoelettrici - - Biomasse 4 0,3 Bioliquidi - - Biogas 1 0,1 TOTALE 83 6,1 Tabella 2-40 IMPIANTI QUALIFICATI NEL CORSO DEL 2013 SUDDIVISI PER CATEGORIA DI INTERVENTO TIPOLOGIA IMPIANTI NUMERO DI IMPIANTI POTENZA (MW) Integrale Ricostruzione 2 0,2 Nuova Costruzione 76 5,6 Potenziamento 5 0,3 Riattivazione - - Rifacimento - - TOTALE 83 6,1 2.6 IL CONTATORE DELLE FONTI RINNOVABILI ELETTRICHE DIVERSE DAL FOTOVOLTAICO Il “contatore degli oneri delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche” (contatore FER-E), è lo strumento operativo che serve a visualizzare, sul sito Internet del GSE, il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici, definito all’art. 2 del D.M. 6/7/2012. Tale costo rappresenta una stima dell’onere annuo potenziale, già impegnato anche se non ancora interamente sostenuto, degli incentivi riconosciuti agli impianti a fonti rinno-vabili non fotovoltaici, in attuazione dei vari provvedimenti di incentivazione statali che si sono succeduti in questo settore. Il contatore non esprime quindi l’onere sostenuto nell’ultimo anno solare o negli ultimi dodici mesi né tantomeno rappresenta una previ-sione dell’onere da sostenere nel successivo anno solare o nei successivi dodici mesi. In base all’art. 3 del D.M. 6/7/2012, il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” non potrà superare i 5,8 miliardi di euro annui. Concorrono al calcolo del contatore solo gli oneri derivanti dall’incentivazione dell’e-nergia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili individuate dall’art. 2 del D.Lgs. n. 28/2011, con esclusione degli impianti fotovoltaici. Non sono pertanto inclusi nel contatore gli impianti alimentati a fonti assimilate alle rinnovabili. Nel caso di impianti ibridi, vengono considerati nel contatore solo gli oneri attribuibili alla fonte rinnovabile, indipendentemente dall’inquadramento giuridico della fonte non rinnovabile al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto e dunque indipendente-mente dall’eventuale incentivo ad essa riconosciuto. In particolare, nel caso degli impianti alimentati a rifiuti , anche se essi hanno avuto ac-cesso all’incentivazione sul totale dell’energia prodotta, nel contatore vengono inclusi solo gli oneri attribuibili all’incentivazione della frazione biodegradabile. A tal proposito,
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    56 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I servizi di ritiro dell’energia: Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto ai soli fini del contatore, nei casi di impianti per cui non si disponga di una valutazione dell’energia imputabile alla frazione biodegradabile dei rifiuti utilizzati, si assume che la quota della producibilità imputabile alla frazione biodegradabile sia pari al 51%. Per il calcolo del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” si fa riferimento al pe-rimetro degli interventi impiantistici ammessi agli incentivi (nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione, rifacimento totale o parziale, potenziamento e impianti ibridi) riconducibili alle seguenti fattispecie: ◦◦ interventi ammessi agli incentivi che hanno comunicato al GSE l’entrata in eser-cizio fisico, siano essi già in esercizio commerciale o meno; ◦◦ interventi, non ancora entrati in esercizio, ammessi ai registri in posizione utile o risultati vincitori delle procedure di asta al ribasso, secondo quanto previsto dal D.M. 6/7/2012. In conformità alle regole stabilite dall’art. 2 del D.M. 6/7/2012, il “costo indicativo cu-mulato annuo degli incentivi” è calcolato come sommatoria del prodotto tra l’incentivo specifico riconosciuto all’intervento e l’energia incentivabile annua, per tutti gli interventi incentivati relativi agli impianti a fonti rinnovabili non fotovoltaici. Esso viene calcolato e pubblicato sul sito Internet del GSE con cadenza mensile. Al 31 dicembre 2013, il contatore FER Elettriche si è attestato sul valore di 4.558 milioni di euro, ripartiti come segue tra i diversi meccanismi di incentivazione: 2.614 Mln € per i Certificati Verdi; 1.331 Mln € per la Tariffa Onnicomprensiva; 201 Mln € per il CIP 6; 382 Mln € per i registri e le aste previste dal D.M. 6/7/2012; 29 Mln € per gli impianti entrati in esercizio ai sensi del D.M. 6/7/2012. Tabella 2-41 CONTATORE DELLE FER ELETTRICHE AL 31/12/2013 (MILIONI DI EURO) FONTE CV TO CIP6 D.M. 6/7/2012 REGISTRI E ASTE D.M. 6/7/2012 IN ESERCIZIO TOTALE Idraulica 677,9 220,5 - 78,2 16,3 992,9 Eolica 1.116,6 4 6,1 68 7,8 1.202,6 Moto ondoso - - - - - Geotermica 112,7 - - 11,7 - 124,4 Biomasse 301,3 63,2 185,3 125,2 1,3 676,3 Bioliquidi 310,3 71,2 - 1,5 - 383 Biogas 95,7 972,5 9,5 97,9 3,1 1.178,7 TOTALE 2.614,5 1.331,5 200,8 382,5 28,7 4.558,0 2.7 I SERVIZI DI RITIRO DELL’ENERGIA: RITIRO DEDICATO E SCAMBIO SUL POSTO 2.7.1 RITIRO DEDICATO QUADRO NORMATIVO Il Ritiro Dedicato (RID) rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produt-tori per il collocamento sul mercato dell’energia elettrica immessa in rete, alternativa ai contratti bilaterali o alla vendita diretta in borsa. Sono ammessi al regime di Ritiro Dedicato gli impianti citati dall’articolo 13, commi 3 e 4 del D.Lgs. n. 387/2003 e dall’articolo 1 comma 41 della Legge n. 239/2004. Si tratta degli impianti:
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 57 I servizi di ritiro dell’energia: Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto Rapporto Attività 2013 ◦◦ di potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da qualunque fonte; ◦◦ di qualsiasi potenza nel caso di fonti rinnovabili non programmabili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica limitatamente agli impianti ad acqua fluente); ◦◦ di potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA, alimentati da fonti rinnovabili programmabili purché nella titolarità di un autoproduttore (così come definito dall’articolo 2, comma 2, del D.Lgs. n. 79/1999). Per questi impianti il GSE assume il ruolo di utente del dispacciamento, ritirando e col-locando sul mercato l’energia elettrica immessa in rete, alle condizioni definite dalla Delibera AEEGSIARG/elt 280/07 e s.m.i. La determinazione degli importi relativi all’energia elettrica immessa in rete è definita sulla base delle misure in immissione comunicate mensilmente al GSE dal gestore di rete al quale l’impianto è connesso. L’energia elettrica è valorizzata al prezzo orario zonale corrispondente alla zona di mercato in cui è connesso l’impianto. A vantaggio dei produttori di piccola taglia (impianti di potenza attiva nominale fino a 1 MW) sono riconosciuti dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) aggiornati annualmente dall’AEEGSI. Il produttore che intenda aderire al regime di ritiro dedicato deve presentare un’apposita istanza e sottoscrivere una convenzione con il GSE. L’accesso al meccanismo del Ritiro Dedicato è alternativo all’accesso agli incentivi rego-lati dai Decreti del 5 e 6 luglio 2012. RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2013 Sulla base dei dati disponibili alla data di redazione del presente rapporto, a fine 2013 risultano 57.793 impianti in regime di Ritiro Dedicato per una potenza complessiva di 18.804 MW; si stima però che il dato di consuntivo finale relativo al 2013 possa superare le 59.000 convenzioni RID, corrispondenti ad una potenza di oltre 19.000 MW e a un’e-nergia ritirata di oltre 25 TWh per un costo di quasi 2 miliardi di euro. Tabella 2-42 IMPIANTI IN CONVENZIONE RID AL 31 DICEMBRE 2013 TIPOLOGIA IMPIANTI NUMERO POTENZA (MW) ENERGIA RITIRATA (GWh) COSTO GSE DI RITIRO (MLN €) PRE-CONSUNTIVO STIMA FINALE PRE-CONSUNTIVO STIMA FINALE PRE-CONSUNTIVO STIMA FINALE PRE-CONSUNTIVO STIMA FINALE Biocombustibili liquidi 174 194 106 116 7,87 8,81 0,61 0,68 Biogas 573 590 430 442 221,39 232,12 17,5 18,49 Biomasse 149 201 130 168 159,97 216,06 10,86 16,59 Combustibili fossili 275 322 409 460 368,75 410,94 23,57 26,19 Eolica 536 555 4.224 4.227 6.577,54 6.583,37 400,88 401,35 Gas di discarica 138 163 168 186 462,27 512,15 30,89 34,47 Gas residuati dai processi di depurazione 8 8 10 10 34,33 34,33 3,13 3,13 Geotermica 1 1 0 0 0,31 0,31 0,02 0,02 Ibrido 1 1 1 1 0,01 0,01 0 0 Idraulica 1.731 1.765 1.208 1.224 3.387,04 3.434,01 266,06 269,94 Oli vegetali puri 3 3 3 3 0,08 0,08 0,01 0,01 Rifiuti 16 18 49 53 83,5 89,54 5,03 5,4 Solare 54.188 55.254 12.066 12.170 13.896,59 13.969,25 1.032,82 1.038,84 TOTALE 57.793 59.075 18.804 19.061 25.199,65 25.490,97 1.791,39 1.815,11
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    58 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac I servizi di ritiro dell’energia: Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto PREZZI DI RITIRO Il prezzo zonale orario formatosi sul mercato elettrico, applicato nel regime di Ritiro Dedicato, è corrisposto in relazione al profilo orario di immissione del singolo produttore ed è determi-nato dal gestore di rete sulla base di quanto disposto dalla Delibera ARG/elt 178/08. Per gli impianti a fonti rinnovabili di potenza fino a 1 MW sono riconosciuti dei Prezzi Minimi Garantiti aggiornati annualmente dall’AEEGSI. In particolare, la Deliberazione ARG/elt 103/11 ha modificato la Deliberazione n. 280/07 definendo, a decorrere dal gennaio 2012, dei prezzi minimi garantiti differenziati per fonte e definiti , nel caso delle fonti solare fotovoltaica e idraulica, per scaglioni progressivi di energia. Tabella 2-43 PREZZI MINIMI GARANTITI PER L’ANNO 2013 (€/MWh) TIPOLOGIA IMPIANTI QUANTITÀ DI ENERGIA ELETTRICA RITIRATA I Prezzi Minimi Garantiti consentono ai produttori di piccola taglia di ricevere una remune-razione stabile per i primi 2 milioni di kWh annui immessi in rete, senza pregiudicare tuttavia la possibilità di ricevere di più nel caso in cui la remunerazione a prezzi orari zonali dovesse risultare più vantaggiosa. A conclusione di ciascun anno, infatti, il GSE è tenuto a riconoscere un conguaglio a favore degli impianti per i quali il ricavo medio unitario associato ai prezzi orari zonali risulti più elevato di quello risultante dall’applicazione a Prezzi Minimi Garantiti. 2.7.2 SCAMBIO SUL POSTO QUADRO NORMATIVO Il meccanismo dello Scambio sul Posto (SSP) consente al soggetto responsabile di un impianto la compensazione tra il valore economico associabile all’energia elettrica pro-dotta e immessa in rete e il valore economico associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione. Hanno potuto accedere allo Scambio sul Posto gli impianti: ◦◦ alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 200 kW (se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007); ◦◦ alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW (se entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2007); SU BASE ANNUA PREZZO MINIMO GARANTITO PER L’ANNO 2012 (€/MWh) Biogas Biomasse fino a 2.000.000 kWh annui 119,6 Oli vegetali puri Gas di discarica Gas residuati dai processi di depurazione fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 Biocombustibili liquidi Eolica fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 Geotermica fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 Solare fino a 3.750 kWh 105,8 oltre 3.750 kWh fino a 25.000 kWh 95,2 oltre 25.000 kWh fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 Idraulica fino a 250.000 kWh 158,7 oltre 250.000 kWh fino a 500.000 kWh annui 100,5 oltre 500.000 kWh fino a 1.000.000 kWh annui 86,7 oltre 1.000.000 kWh fino a 2.000.000 kWh annui 80,6 Altre fonti rinnovabili fino a 500.000 kWh 109,4 oltre 500.000 kWh fino a 1.000.000 kWh annui 92,3 oltre 1.000.000 kWh fino a 2.000.000 kWh annui 80,6
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    2 Icenn tivazioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac 59 Il processo di recupero crediti Rapporto Attività 2013 ◦◦ di Cogenerazione ad Alto Rendimento di potenza fino a 200 kW. L’accesso al meccanismo dello Scambio sul Posto è alternativo all’accesso agli incentivi regolati dai Decreti del 5 e 6 luglio 2012. La Deliberazione ARG/elt n. 74/08 (TI SP)[8] prevede il riconoscimento di un contributo, a favore dell’utente dello scambio, che si configura come ristoro di una parte degli oneri sostenuti per il prelievo di energia elettrica dalla rete. In particolare il contributo erogato dal GSE all’utente dello scambio, prevede: ◦◦ il ristoro dell’onere sostenuto per la componente servizi, limitatamente all’energia scam-biata con la rete (valore minimo tra l’energia immessa in rete e quella prelevata dalla rete); ◦◦ il riconoscimento del valore minimo tra l’onere energia e il controvalore in euro dell’energia elettrica immessa in rete. Nel caso in cui il controvalore dell’energia immessa in rete risulti superiore all’onere energia sostenuto dall’utente dello scambio, il saldo relativo, su richiesta dell’interessato, può essere liquidato economicamente ovvero registrato a credito e utilizzato per com-pensare l’onere energia degli anni successivi. Nel corso del 2012 l’Autorità, con la Delibera 570/2012/R/efr, ha definito la nuova re-golazione dello Scambio sul Posto, al fine di rivedere le modalità di restituzione degli oneri generali di sistema e di semplificarne la fruizione anche per gli impianti già entrati in esercizio, dando attuazione alle disposizioni previste dal D.M. 6 luglio 2012. La nuova regolazione ha trovato applicazione dall’anno 2013. RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2013 Alla data del 31 dicembre 2013, gli impianti per i quali è stata attivata una convenzione di Scambio sul Posto risultano 389.320 per una potenza complessiva pari a 3,7 GW. Tabella 2-44 IMPIANTI IN CONVENZIONE SSP AL 31/12/2013 ANNO NUMERO IMPIANTI IN CONVENZIONE POTENZA TOTALE IMPIANTI (GW) 2011 224.376 1,9 2012 373.470 3,5 2013 389.320 3,7 2.8 IL PROCESSO DI RECUPERO CREDITI Il GSE, a partire dal 2010, ha implementato un processo di recupero crediti con la finalità di gestire, coordinare e monitorare tutte le attività necessarie per il recupero degli incentivi/ benefici indebitamente percepiti dagli operatori. Le rideterminazioni e i recuperi dei be-nefici e degli incentivi erogati derivano principalmente da verifiche documentali e sopral-luoghi[ 9], verifiche a seguito di informativa antimafia interdittiva, ricalcoli incentivi erogati, verifiche a seguito di segnalazioni di furto, danni e rimozione degli impianti fotovoltaici. Nell’ambito del processo di recupero crediti, il GSE provvede pertanto al ricalcolo degli incentivi spettanti, alla quantificazione delle somme indebitamente percepite dagli ope-ratori e all’adozione delle misure necessarie per garantire il rientro delle somme (richiesta [8] Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche per lo Scambio sul Posto. [9] Per la parte relativa alle verifiche documentali e ai controlli, dal 13 febbraio 2014 è in vigore il D.M. 31 gennaio 2014 che, in attuazione dell’articolo 42 del D.Lgs. 28/2011, ha lo scopo di definire un sistema organico in materia di con-trolli attuati dal GSE sulla regolarità degli incentivi erogati, definendo alcune modalità operative per lo svolgimento dei controlli.
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    60 2 IncenRapporto Attività 2013 tivaz ioen e Ritiro dell ’Eegnr ia Eel ttriac Il processo di recupero crediti di versamento degli importi, compensazioni con erogazioni successive o con altre partite commerciali in essere, solleciti ad adempiere e, in ultima istanza, recuperi per vie legali). Il processo di recupero crediti presenta un andamento crescente nel tempo. Alla fine del 2013 la somma totale di importi da recuperare ammonta a circa 108 Mln €, di cui circa il 59% già incassata. Considerato il particolare contesto economico e le crescenti richieste da parte degli operatori di rateizzare la restituzione delle somme, sono state accettate, anche a tutela del credito del GSE, soluzioni di pagamento dilazionato applicando gli interessi per il ritardato pagamento. Tabella 2-45 DATI PROCESSO DEL RECUPERO CREDITI (PERIODO 2010-2013) 2010 2011 2012 2013 TOTALE Numero di recuperi avviati sugli impianti 11 13 92 137 253 Importi da recuperare (Mln €) 6,5 8,8 27,3 65 107,6 Importi recuperati (Mln €) 1 7,5 14,5 40 63 Figura 2-33 STATO RECUPERO CREDITI (PERIODO 2010-2013) 13% Figura 2-34 DETTAGLIO RECUPERI ATTIVATI NEL 2013 (MILIONI DI EURO) €35 €30 12,2 Nel solo anno 2013, i recuperi attivati a seguito delle attività di verifiche e controllo sugli impianti ammontano a circa 65 Mln €. Di questi, circa 35 Mln € derivano da irregolarità riscontrate con riferimento ai Certificati Verdi, 17 Mln € da ricalcoli degli incentivi spet-tanti a impianti ricadenti nel regime CIP 6, 12 Mln € da difformità rilevate su impianti fotovoltaici incentivati con il Conto Energia. 21% 5% 2% 59% Recuperi effettuati: 63 Mln € Recuperi con Piano di rientro: 2,5 Mln € Recuperi affidati a legali esterni: 5 Mln € Recuperi con contenziosi/ricorsi: 22,5 Mln € Recuperi da effettuare: 14,6 Mln € €25 €20 €15 €10 €5 €0 CIP6 Scambio sul Posto Conto Energia Ritiro Dedicato Tariffa Onnicomprensiva Certificati Verdi 0 0,1 0,3 35 17,4
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    3 GESTIONE DELL’ENERGIAELETT RICA Rapporto Attività 2013
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    Ges tione dell’Energ ia Ele ttrica 3 64 Rapporto Attività 2013 La gestione dei meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica genera dei costi che sono tuttavia parzialmente compensati dai ricavi derivanti dalla vendita dell’e-nergia ritirata dal GSE, riducendo così in parte l’onere in capo agli utenti finali. I costi sostenuti dal GSE per l’incentivazione e il ritiro dell’energia sono già stati descritti nel capitolo 2. In questo capitolo, invece, vengono delineate le principali attività finaliz-zate alla vendita sul mercato dell’energia elettrica ritirata dal GSE dai titolari di unità di produzione che hanno stipulato una convenzione CIP 6/92, Tariffa Onnicomprensiva (TO) di cui al D.M. 18/12/2008 e al D.M. 5/5/2011, Ritiro Dedicato (RID), Scambio Sul Posto (SSP) e Tariffa Onnicomprensiva (TFO) di cui ai D.M. 5/7/2012 e 6/7/2012. 3.1 PARTECIPAZIONE AL MERCATO ELETTRICO La partecipazione del GSE al mercato elettrico ha l’importante obiettivo di ottimizzare le vendite dell’energia elettrica immessa in rete dagli operatori e consegnata al GSE a fronte dei diversi sistemi di incentivazione e/o promozione previsti dalla normativa. Le principali attività svolte dal GSE, in ambito di Energy Management, possono essere identificate in attività di front office (in semiturno) e attività di back office. Le principali attività di front office sono: ◦◦ programmazione settimanale/giornaliera e vendita sul Mercato del Giorno Prima (MGP) dell’energia immessa in rete da unità di produzione CIP 6, RID, TO, TFO e SSP; ◦◦ vendita/acquisto energia sul Mercato Infragiornaliero (MI); ◦◦ monitoraggio della produzione mediante un servizio di acquisizione e telelettura delle misure, al fine di aggiornare le offerte sui mercati MGP e MI; ◦◦ verifica degli ordini di dispacciamento impartiti da TERNA in tempo reale; ◦◦ gestione del contratto di dispacciamento (manutenzioni settimanali, annuali, ecc.); ◦◦ supporto alla Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per la presentazione delle offerte di acquisto sul MGP. Le principali attività di back office, invece, sono: ◦◦ definizione delle strategie e delle attività di pricing, attraverso algoritmi di previ-sione dei prezzi che si formano sul Mercato del Giorno Prima (MGP), sul Mercato Infragiornaliero (MI) e sui Mercati dei Servizi del Dispacciamento (MSD) e stima del segno dello sbilanciamento degli aggregati zonali di TERNA; ◦◦ definizione delle strategie e delle attività di bidding sui mercati di riferimento (MGP e MI), con lo scopo di minimizzare lo sbilanciamento fisico delle unità di produ-zione inserite nel contratto di dispacciamento in immissione del GSE; ◦◦ settlement attraverso il controllo delle partite energetiche verso il GME per l’e-nergia venduta/acquistata sui mercati dell’energia e verso TERNA per i corrispet-tivi dello sbilanciamento, attraverso la valutazione e la verifica degli importi co-municati da TERNA, con segnalazione delle eventuali incongruenze riscontrate; ◦◦ settlement relativo al trasferimento ai produttori RID/TFO della quota residua dei corrispettivi dello sbilanciamento calcolati da TERNA, e del controvalore di partecipazione alle quattro sessioni del Mercato Infragiornaliero; ◦◦ allineamento delle anagrafiche con TERNA ai fini del settlement; ◦◦ reportistica contenente i dati di anagrafica delle unità di produzione considerate ai fini della programmazione e della vendita dell’energia, i risultati delle azioni di mercato effettuate sui mercati elettrici (MGP e MI), nonché i corrispettivi di sbilanciamento e le eventuali quote residue in capo ai diversi regimi commerciali;
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    3 Ges tioendell ’Eegnr ia Eel ttriac 65 Partecipazione al mercato elettrico Rapporto Attività 2013 ◦◦ supporto a RFI per la verifica tecnico/economica della fatturazione da parte di TERNA. I paragrafi che seguono delineano le principali attività del GSE nell’ambito della parteci-pazione al mercato elettrico. 3.1.1 I MERCATI ELETTRICI IN CUI OPERA IL GSE Il GSE vende sul mercato elettrico l’energia ritirata dai produttori a fronte dei diversi meccanismi (CIP 6, TO, RID, SSP, TFO), attraverso la partecipazione al Mercato del Giorno Prima (MGP) e al Mercato Infragiornaliero (MI, articolato su quattro sessioni MI1, MI2, MI3 e MI4), nell’ambito del Mercato Elettrico a Pronti (MPE). Il GSE non partecipa invece al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD). Tabella 3-48 MERCATO ELETTRICO A PRONTI MERCATO DEL GIORNO PRIMA MERCATO DEL GIORNO PRIMA L’energia (CIP 6, TO, RID, SSP, TFO) offerta dal GSE sul Mercato del Giorno Prima è risultata pari al 17,4% dell’energia totale transitata in borsa nel 2013 (piattaforma IP EX[1] del GME). I dati di previsione della produzione eolica, fotovoltaica e idroelettrica ad acqua fluente sono utilizzati dalla sala trading del GSE al fine di quantificare le offerte in borsa. IL MERCATO INFRAGIORNALIERO La partecipazione al Mercato Infragiornaliero è effettuata nell’ottica di modificare le of-ferte presentate sul Mercato del Giorno Prima, tenendo conto delle indisponibilità o dei rientri anticipati che si verificano dopo la chiusura di quest’ultimo, al fine di minimizzare lo sbilanciamento fisico. 3.1.2 RICAVI DERIVANTI DALLA VENDITA DELL’ENERGIA SUL MERCATO Come già accennato in precedenza, i costi sostenuti dal GSE, dovuti ai meccanismi di incentivazione e ritiro dell’energia, sono in parte compensati dai ricavi provenienti dalla vendita dell’energia sul mercato. Nel 2013 il GSE, come operatore di mercato, ha collo-cato, attraverso la presentazione di offerte di acquisto e vendita giornaliere sul Mercato del Giorno Prima e sui Mercati Infragiornalieri, 50,2 TWh di energia elettrica, a cui si aggiunge, per convenzione, il quantitativo di energia venduta da Enel Produzione per l’impianto incentivato CIP 6 Sulcis pari a 0,1 TWh, per un totale di 50,3 TWh. I ricavi complessivi sono stati pari a circa 3.065 milioni di euro, a cui si aggiungono 6,4 milioni relativi all’impianto Sulcis, per un totale di 3.072 milioni di euro. In particolare, tale controvalore deriva dai ricavi delle vendite di energia sul MGP per 3.068 milioni di euro pari a 50,2 TWh, al netto del saldo negativo del controvalore dell’energia negoziata sul MI per 2,5 milioni di euro. Nel dettaglio, il controvalore dell’energia venduta su MI è stata [1] Italian Power Exchange – Mercato Elettrico Italiano. MGP MERCATO INFRAGIORNALIERO MI MERCATO DEI SERVIZI DI DISPACCIAMENTO MSD Risorsa Energia Variazioni di energia rispetto al MGP e alla sessione precedente del MI Energia per la risoluzione delle congestioni e per i margini di riserva Energia per il bilanciamento in tempo reale e per la ricostruzione dei margini di riserva Operatori ammessi a partecipare Operatori di Mercato Operatori di Mercato Utenti di dispacciamento Utenti di dispacciamento Prezzo Prezzo di equilibrio Prezzo di equilibrio Prezzo offerto Prezzo offerto
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    66 Rapporto Attività2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac Partecipazione al mercato elettrico pari a 14,3 milioni di euro per 0,2 TWh, mentre il controvalore dell’energia acquistata sullo stesso mercato è stato pari a 16,8 milioni di euro per 0,2 TWh. Tabella 3-49 ENERGIA COLLOCATA DAL GSE SU MGP E MI E RICAVI NETTI NEL 2013 ANNO ENERGIA SU MGP E MI (TWh) RICAVI NETTI SU MGP E MI (MLN €) 2011 39 2.898 2012 51 3.844 2013 50 3.072 3.1.3 GLI ONERI DI SBILANCIAMENTO L’“energia di sbilanciamento” è la differenza oraria tra l’effettiva produzione immessa in rete e l’energia offerta sui mercati. Gli sbilanciamenti comportano degli oneri a ca-rico del GSE (cd. “oneri di sbilanciamento”), attribuiti da TERNA che sostiene i costi per bilanciare la rete. L’energia di sbilanciamento è valorizzata al prezzo di sbilanciamento, pari al prezzo di Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD), secondo le casistiche riportate nella Delibera AEEGSI 111/06. Esiste una quota penale associata a tali oneri, che è data dalla differenza tra la valorizzazione dello sbilanciamento a prezzo MSD e quella a prezzo MGP. L’impegno del GSE è teso a ridurre gli oneri di sbilanciamento, per alleggerire la com-ponente A3 della bolletta del consumatore finale. Per ridurre gli sbilanciamenti, il GSE, oltre che utilizzare uno specifico sistema di monitoraggio, provvede anche a contattare direttamente gli operatori delle unità di produzione CIP 6 rilevanti (potenze superiori o uguali a 10 MVA). In particolare, per l’anno 2013, l’ammontare dell’onere di sbilanciamento di tutte le UP (unità di produzione) inserite nel contratto di dispacciamento del GSE è stato pari a circa 140 milioni di euro (importo attivo per il GSE), a fronte di un’energia sbilanciata pari a 1,7 TWh (circa 3,4% rispetto al totale di 50,3 TWh di energia collocata sul mercato elettrico)[2]. ONERI DI SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI CIP6/92 Le principali cause di sbilanciamento per gli impianti CIP 6 rilevanti sono riconducibili a: ◦◦ indisponibilità accidentali; ◦◦ rientri anticipati, mancati o ritardati; ◦◦ avarie di breve durata. L’andamento degli oneri di sbilanciamento delle sole unità rilevanti, nel periodo com-preso tra gennaio e dicembre 2013, è così riassumibile: ◦◦ oneri di sbilanciamento totali pari a circa 3 Mln € (importo attivo per il GSE); ◦◦ quota penale degli oneri di sbilanciamento pari a circa 4,6 Mln €. ONERI DI SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI PROGRAMMABILI A RITIRO DEDICATO E A TARIFFA ONNICOMPRENSIVA Il GSE ripartisce la quota penale dei corrispettivi di sbilanciamento imputati da TERNA, tra tutti gli impianti alimentati da fonte programmabile secondo le modalità previste dalla Delibera AEEGSI n. 280/07 e s.m.i. Per gli impianti in Ritiro Dedicato (RID), tale quota penale è trasferita ai produttori, mentre per gli impianti che accedono alla Tariffa Onnicomprensiva (TO) tale quota penale resta in capo al GSE. [2] I valori relativi agli oneri di sbilanciamento e alla quota penale 2013 includono sia i dati di acconto che i dati di conguaglio del primo semestre 2013.
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    3 Ges tioendell ’Eegnr ia Eel ttriac 67 Partecipazione al mercato elettrico Rapporto Attività 2013 Dal punto di vista economico, per l’anno 2013 i dati sono stati i seguenti: ◦◦ oneri di sbilanciamento totali pari a circa 7 Mln € (importo attivo per il GSE); ◦◦ quota penale degli oneri di sbilanciamento pari a circa 0,6 Mln €, di cui 0,5 Mln € trasferiti ai produttori RID. ONERI DI SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI NON PROGRAMMABILI A RITIRO DEDICATO E A TARIFFA ONNICOMPRENSIVA L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con le Delibere 281/2012/R/efr e 493/2012/R/efr ha introdotto la revisione del servizio di dispacciamento prevedendo, per le unità non programmabili che aderiscono ai regimi di TFO (di cui ai D.M. 5/7/2012 e 6/7/2012) e RID, a partire dal 1˚ gennaio 2013, il trasferimento a tali produttori dei corrispettivi di sbilanciamento e del controvalore derivante dall’eventuale partecipazione del GSE al Mercato Infragiornaliero. A seguito delle sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia e delle successive ordinanze del Consiglio di Stato, che hanno parzialmente annullato le Delibere 281/2012/R/efr e 493/2012/R/efr, l’Autorità ha pubblicato la Delibera 462/2013/R/eel che, relativamente alle unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili non program-mabili, stabilisce l’applicazione dei corrispettivi, di cui alla Deliberazione 111/06, esclusi-vamente alla quota di sbilanciamento effettivo che eccede il 20% del programma vinco-lante, a partire dalle produzioni di energia elettrica dell’ottobre 2013. Successivamente, la sentenza del Consiglio di Stato del 9 giugno 2014, ha confermato quanto già stabilito dal TAR della Lombardia in merito ai ricorsi degli Operatori e delle Associazioni delle rinnovabili rispetto alle Deliberazioni 281/12, 343/12, 493/12 e con effetti sulla 462/13; pertanto, in applicazione della suddetta sentenza, lo sbilanciamento delle unità di produzione rientranti nei regimi RID e TFO sarà valorizzato a prezzo zonale MGP. Dal punto di vista economico, i principali dati sono stati i seguenti: ◦◦ oneri di sbilanciamento totali pari a circa 35 Mln € (importo passivo per il GSE per l’anno 2013); ◦◦ quota penale degli oneri di sbilanciamento trasferita ai sensi della 462/13 pari a circa 7 Mln € (quarto trimestre 2013) e da stornare a seguito della suddetta sen-tenza del Consiglio di Stato. 3.1.4 ANDAMENTO DEL PREZZO UNICO NAZIONALE (PUN) Le previsioni dei valori medi mensili per il PUN si basano su due caratteristiche fonda-mentali del prezzo dell’energia elettrica: la sua forte correlazione con il prezzo del greggio e il suo marcato profilo stagionale, orientato in base a quello che è l’andamento annuale dei consumi. Oltre che per uso interno aziendale, la previsione del PUN è utile anche per le analisi di convenienza economica per la fornitura di servizi a terzi. Per il 2013, il PUN è stato pari a 62,99 €/MWh. La diminuzione per il 2013 dei prezzi dell’IP EX (-16,5% rispetto al 2012) è stata determinata, da un lato, dalla costante flessione della domanda di energia elettrica, a causa di molteplici fattori tra cui la crisi dell’industria, l’andamento climatico con temperature superiori alle medie stagionali e il miglioramento dell’efficienza energetica e, dall’altro lato, dall’aumento dell’offerta di energia elettrica, in particolare da fonte rinnovabile che ha contribuito alla sempre più frequente formazione su MGP di un prezzo orario pari o quasi a 0 €/MWh.
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    68 Rapporto Attività2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica 3.1.5 SERVIZI DI SUPPORTO PER L’ACQUISTO DI ENERGIA ELETTRICA SUL MERCATO Il GSE svolge per conto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) un servizio remunerato di sup-porto operativo alla presentazione delle offerte di acquisto sul mercato elettrico e a tutte le attività ad essa connesse. Le attività espletate dal GSE consistono nella: ◦◦ presentazione delle offerte di acquisto sul mercato elettrico; ◦◦ verifica tecnico-economica della fatturazione di TERNA a RFI, per il servizio di dispacciamento; ◦◦ verifica delle quantità acquistate sul Mercato del Giorno Prima, valorizzate al Prezzo Unico Nazionale; ◦◦ verifica dei relativi corrispettivi per l’accesso al mercato elettrico. La potenza media di prelievo 2013 è stata pari a 598 MW, mentre l’energia acquistata sul Mercato del Giorno Prima è stata pari a circa 5,2 TWh, per un controvalore di circa 346 Mln €. 3.2 PREVISIONE DELLA PRODUZIONE ELETTRICA E MANCATA PRODUZIONE EOLICA 3.2.1 PREVISIONE DELLA PRODUZIONE ELETTRICA L’attività di previsione della produzione elettrica è fondamentale per poter quantificare le offerte di energia sul mercato elettrico. Buone previsioni si traducono, infatti, in un buon risultato di vendita sul mercato dell’energia. La Deliberazione dell’AEEGSI n. 280/2007 (Ritiro Dedicato), così come modificata dalla Delibera ARG/elt n. 05/10, ha affidato al GSE le attività di miglioramento delle previsioni delle immissioni in rete da parte degli impianti a fonte rinnovabile non programmabili aventi una potenza installata inferiore ai 10 MVA. La Delibera n. 281/2012/R/efr ha modificato la Delibera n. 280/2007 al fine di responsa-bilizzare gli utenti del dispacciamento di impianti alimentati da fonti rinnovabili non pro-grammabili, in relazione alla previsione e programmazione dell’energia elettrica immessa in rete. Ciò ha comportato, per quanto riguarda le previsioni del GSE, il ripristino della propria programmazione in borsa per le unità rilevanti a ritiro dedicato (precedentemente, infatti, nel caso di impianti rilevanti la programmazione era in capo allo stesso produttore). Di conseguenza, il GSE, in qualità di Utente del Dispacciamento, ha attuato azioni tec-niche e procedurali al fine di migliorare le proprie previsioni di energia immessa in rete, sia per le unità di produzione a fonte rinnovabile non programmabile non rilevanti che per quelle rilevanti. Il GSE, che gestisce anche il ritiro e l’allocazione in borsa dell’energia elettrica prodotta dagli impianti regolati dal provvedimento CIP 6/92, ha avviato già a partire dal 2007 una sperimentazione sui meccanismi di previsione delle immissioni, al fine di poter contri-buire positivamente alla riduzione degli oneri di sbilanciamento. Il sistema di previsione (in esercizio da febbraio 2008 per gli impianti eolici rilevanti CIP 6 e a ritiro dedicato, mentre da settembre 2008 per gli impianti fotovoltaici a ritiro dedicato e da aprile 2009 per quanto riguarda la previsione idroelettrica) opera due volte al giorno (alle 7:00 e alle 18:00), per ciascun impianto rilevante e per gli impianti aggregati per zona di mercato. Tale sistema produce delle curve previsionali orarie, con orizzonte temporale di 72 ore in avanti, per ogni unità di produzione rilevante e per ogni aggregato zonale di riferimento. Giornalmente il GSE utilizza le curve di produzione previste alle ore 7:00 (con previsione
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    3 Ges tioendell ’Eegnr ia Eel ttriac 69 Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica Rapporto Attività 2013 in anticipo di 24h), al fine di ottimizzare al meglio le offerte di vendita di energia per il Mercato del Giorno Prima. La consistenza numerica delle previsioni è all’incirca la seguente: ◦◦ 750 impianti eolici, per un totale di circa 3.300 MW; ◦◦ 566.000 impianti fotovoltaici, per un totale di circa 17.800 MW; ◦◦ 2.500 impianti idroelettrici fluenti, per un totale di circa 2.700 MW; ◦◦ 1.400 impianti alimentati con altre fonti rinnovabili non programmabili, per circa 1.100 MW. Al fine di migliorare l’attendibilità del sistema di previsione, viene effettuato giornalmente il monitoraggio delle previsioni fornite a supporto dell’offerta in borsa dell’energia. Tale monitoraggio mira a evidenziare in modo aggregato e in modo puntuale per ciascun impianto rilevante (e in modo aggregato zonale, nel caso di unità non rilevanti), lo sco-stamento orario tra la previsione e il consuntivo della misura, nonché altri indici rap-presentativi della qualità previsionale. In questo modo è possibile individuare i casi che necessitano di un approfondimento, al fine di migliorare i modelli di previsione. Per ottimizzare le previsioni di immissione degli impianti fotovoltaici non rilevanti con cessione parziale dell’energia prodotta, il GSE effettua anche la previsione dell’autocon-sumo su un perimetro di circa 390.000 impianti di potenza inferiore a 200 kW, per una potenza complessiva di 3.700 MW. Ai sensi di quanto previsto dalla Delibera ARG/elt n. 05/10, per ottimizzare l’acquisizione delle risorse di dispacciamento, a partire dal luglio 2011 il GSE invia a Terna due volte al giorno e per un arco temporale di 72 ore in avanti, la previsione delle immissioni di tutti gli impianti non rilevanti a fonte rinnovabile non programmabile. L’OTTIMIZZAZIONE DELLE PREVISIONI L’ottimizzazione delle previsioni è necessaria al fine di correggere le curve in uscita dai mo-delli previsionali rispetto ad errori sistematici riscontrati con l’evidenza delle misure a con-suntivo e rispetto a particolari condizioni meteo non prevedibili dai modelli stessi. Come meglio specificato nel paragrafo successivo, il GSE ha avviato un processo di acquisizione dei dati relativi ai singoli impianti non rilevanti mediante un canale satellitare che consente di ottenere delle rilevazioni “quasi in tempo reale” anche da impianti remoti e non facil-mente raggiungibili con mezzi trasmissivi tradizionali. Le grandezze che vengono tele-lette sono tipicamente produzione e fonte primaria (irraggiamento, velocità del vento, ecc.) e vanno ad alimentare la grande base dati del sistema di Monitoraggio degli Impianti a Fonte Rinnovabile (MIFR) del GSE. I dati del “Metering Satellitare” vengono utilizzati al fine di: ◦◦ stimare il consuntivo dell’energia immessa dagli impianti non rilevanti; ◦◦ calcolare opportuni coefficienti correttivi da applicare alle curve previsionali al fine di ridurre l’errore rispetto ai consuntivi di misura; ◦◦ verificare l’effettiva producibilità degli impianti durante particolari condizioni meteo; ◦◦ analizzare le particolari condizioni meteo (nebbia, neve, ecc.) o di indisponibilità tecnica (manutenzione, guasti, ecc.) che potrebbero influenzare la producibilità degli impianti; ◦◦ valutare la migliore previsione tra quelle disponibili (modelli fisici, statistici e ibridi) sulla base del monitoraggio giornaliero e di breve/medio periodo. Al fine di migliorare la previsione di immissione di energia elettrica effettuata dal GSE, viene compiuta un’analisi della situazione meteo prevista per l’orizzonte temporale delle previsioni, evidenziando i fenomeni potenzialmente critici (ad esempio “icing” degli ane-mometri per le unità eoliche, neve o nebbia per quelle fotovoltaiche, ecc.). A seguito
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    70 Rapporto Attività2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica dell’evidenza di tali fenomeni, vengono effettuati degli approfondimenti attraverso l’a-nalisi degli andamenti della produzione su impianti campione e definite, se necessario, opportune azioni per l’ottimizzazione delle previsioni. 3.2.2 PROGETTO METERING SATELLITARE Il progetto di Metering Satellitare, avviato dal GSE nel corso del 2010 sulla base di quanto previsto nella Deliberazione ARG/elt n. 4/10, ha come obiettivo il miglioramento della prevedibilità delle immissioni dell’energia elettrica prodotta da tutte le unità di produ-zione non rilevanti (cioè di potenza inferiore a 10 MVA), alimentate da fonti rinnovabili non programmabili, incluse anche quelle per cui il GSE non è utente del dispacciamento. Una migliore precisione degli algoritmi di previsione consente di effettuare una più effi-cace attività di mercato, minimizzando la differenza tra il programma offerto e quanto effettivamente prodotto, nonché di supportare in modo più accurato le funzioni che si occupano di approvvigionamento e di dispacciamento. Un altro aspetto di rilievo consiste nel servizio offerto dal Metering Satellitare al fine di effettuare un monitoraggio continuo degli impianti a fonte rinnovabile per individuare rendimenti, possibili anomalie della pro-duzione o della fonte primaria, sia a livello di zona geografica che di rilevamento specifico. Il sistema di Metering Satellitare del GSE è stato, nel 2013, pienamente operativo. La rete di raccolta dati si fonda su un’infrastruttura di telecomunicazione satellitare e un servizio di connettività, realizzato ad hoc da un importante operatore satellitare in ambito internazionale. I flussi di dati provenienti dagli impianti di produzione e gestiti attraverso un unico nodo centrale di raccolta sono sincronizzati costantemente con un sistema corrispondente, già in dotazione al GSE, che provvede a sua volta all’alimentazione del sistema MIFR (Monitoraggio Impianti a Fonte Rinnovabile) del GSE. Il prelievo dei dati presso gli impianti è consentito da terminali remoti intelligenti sviluppati specificamente per questo progetto e che hanno la capacità di interfacciarsi a livello elettrico e di pro-tocollo applicativo con un numero sempre crescente di dispositivi esistenti sul campo. Nel corso del 2013 le famiglie di terminali disponibili sono state due: ◦◦ SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition) Gateway, per l’interfacciamento di dispositivi evoluti di registrazione dei dati presenti sugli impianti (tipicamente SCADA, Datalogger, PLC o contatori evoluti con a bordo schede di comunicazione su protocolli standard – ad es. IEC-104, Modbus, ecc.) ◦◦ Meter Gateway, per l’interfacciamento dei contatori di produzione a livello di im-pulsi su interfaccia ottica o elettrica. Ciascuna delle due famiglie sopra elencate ha al proprio interno una serie di varianti specifiche per l’implementazione degli opportuni protocolli fisici/logici di comunicazione. Data Netmodem satellitare VPN su Internet Monitoring and Control Netmodem satellitare Conversione Seriale/IP Database GSE Stazione remota produttore 1 Figura 3-35 SCHEMA DEL METERING SATELLITARE (C) TELEPORTO (B) CANALE SATELLITARE (A) APPARATI REMOTI RTU da controllare
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    3 Ges tioendell ’Eegnr ia Eel ttriac 71 Previsione della produzione elettrica e Mancata produzione eolica Rapporto Attività 2013 Nel corso del 2013 le attività del progetto sono state focalizzate sull’incremento dei volumi di integrazione degli impianti e sul mantenimento dell’operatività delle connes-sioni già operative. In particolare, a fine 2013 risultano integrati nel progetto di Metering Satellitare 365 impianti idroelettrici ad acqua fluente (600 MW), 2.983 fotovoltaici (2.296 MW), 30 eolici (738 MW) e 5 biogas (3 MW) per un totale di 3.383 unità pari a 3,6 GW di potenza sottostante. Dal punto di vista della localizzazione degli impianti idroelettrici integrati e dei misuratori di portata, sono state coperte 66 province (circa il 60% del totale), principalmente situate nel Nord Italia e nel Centro Nord. La provincia in cui si è integrato il maggior numero di misuratori di portata è Cuneo, seguita da Ascoli Piceno e Torino. La provincia con il maggior numero di MW idroelettrici tele-letti risulta essere Torino. Gli impianti fotovoltaici integrati sono invece molto dispersi su tutto il territorio italiano, pur essendoci una prevalenza di impianti tele-letti nel Nord (sia in termini di numero di impianti che di potenza installata). Delle 106 province con almeno un impianto integrato, quella di Lecce conta il maggior numero di installazioni (128), mentre si registra una media di circa 28 impianti fotovoltaici integrati per provincia. Per le unità eoliche, sono state coperte 15 province, avendo integrato stazioni anemo-metriche (anche al fine di supportare maggiormente il calcolo della mancata produzione eolica) ed impianti di produzione situati principalmente nel Sud Italia e in Sicilia. Difatti, le province in cui si sono integrati il maggior numero di impianti risultano essere Sassari (è anche la provincia con il maggior numero di MW tele-letti) e Palermo. Per il biogas, a fine 2013, risultavano integrate 5 unità tutte localizzate al Nord dell’Italia e in particolare nelle province di Torino, Pavia, Cremona e Imperia. 3.2.3 MANCATA PRODUZIONE EOLICA Nel rispetto della priorità di dispacciamento accordata alla produzione di energia elet-trica da fonti rinnovabili, TERNA si riserva di adottare eventuali azioni di variazione delle immissioni di energia in rete (riduzioni e azzeramenti, programmati o impartiti in tempo reale), al fine di garantire la sicurezza della rete elettrica nazionale. La “mancata produzione eolica” (MPE) è la quantità di energia elettrica non prodotta da un impianto eolico, per ciascuna ora, per effetto dell’attuazione degli ordini di dispac-ciamento impartiti da TERNA. La mancata produzione è quantificata in termini ener-getici dal GSE. Secondo quanto previsto dalla Delibera ARG/elt n. 05/10, gli utenti del dispacciamento di una o più unità di produzione di energia elettrica da fonte eolica, la cui produzione di energia elettrica abbia subito riduzioni per effetto di ordini di dispac-ciamento impartiti da TERNA, possono presentare al GSE istanza per l’ottenimento della remunerazione della mancata produzione eolica. CALCOLO ENERGETICO CONSUNTIVO 2013 Il calcolo energetico della MPE relativo all’anno 2013 è stato effettuato sulla base dell’ul-tima versione degli Ordini di Dispacciamento e l’ultima versione di anagrafica inviati da TERNA. I dati che sono riportati di seguito fanno riferimento alle 140 unità di produzione aventi nel corso del 2013 convenzione attiva con il GSE. Il calcolo della mancata produzione eolica ha come dati variabili d’ingresso le serie sto-riche, per ciascun mese, delle seguenti grandezze: ◦◦ misure di produzione, provenienti dal gestore di rete; ◦◦ ordini di dispacciamento, forniti da TERNA;
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    72 Rapporto Attività2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac Gestione delle misure dell’energia elettrica ◦◦ indisponibilità, fornite dagli operatori elettrici; ◦◦ dati del vento, forniti dagli operatori o tele-letti dal GSE. A queste grandezze si aggiungono le configurazioni delle anagrafiche delle unità di pro-duzione, fornite da TERNA su base mensile, per tutte le unità. A seguire è mostrato il dettaglio del valore energetico MPE, relativamente al regime commerciale delle unità di produzione dispacciate da TERNA. Come si può vedere, più della metà dell’energia non prodotta a seguito delle limitazioni di TERNA (circa 67 GWh, pari al 55%), è in capo alle unità di produzione convenzionate RID. Tabella 3-50 VALORE ENERGETICO MPE, RISPETTO AL REGIME COMMERCIALE DELLE UNITÀ DI PRODUZIONE (MWh) REGIME COMMERCIALE MPE RID 67.000 Mercato Libero 53.500 CIP6 3.500 TOTALE 124.000 Analizzando, invece, il dettaglio mensile delle valutazioni effettuate, il primo aspetto che si evidenzia è che, a fronte dei 124 GWh di MPE del 2013, circa il 70% è maturato nel corso dei primi cinque mesi dell’anno. Figura 3-36 VALORE ENERGETICO MENSILE DELL’ENERGIA RELATIVA ALLA MANCATA PRODUZIONE EOLICA NEL 2013 (MWh) Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Il GSE ha posto in essere un flusso informativo ad hoc per il recepimento della valorizza-zione economica della mancata produzione eolica operata da TERNA e la conseguente regolazione dei pagamenti relativi alle unità di produzione sul proprio contratto di di-spacciamento. In particolare, per le unità per cui risulti attiva una convenzione per il Ritiro Dedicato dell’energia, è stata predisposta un’integrazione, con il portale del RID, per l’acquisizione degli assensi alla fatturazione da parte dei produttori e la conseguente visualizzazione e predisposizione delle fatture passive (attive per i produttori). L’importo fatturabile a TERNA dal GSE, relativo alla valorizzazione economica delle partite ener-getiche MPE riferite alle unità convenzionate RID e CIP 6, si attesta per il 2013 a circa 2,5 Mln €. 3.3.1 LE ATTIVITÀ RELATIVE ALLE GESTIONE DELLE MISURE Le attività principali svolte dal GSE nel 2013 nell’ambito della gestione delle misure e della correlata valorizzazione economica dell’energia elettrica sono state le seguenti: 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% 8.534 11.977 25.362 11.916 1.702 4.452 27.598 8.084 991 8.890 13.827 338 3.3 GESTIONE DELLE MISURE DELL’ENERGIA ELETTRICA
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    3 Ges tioendell ’Eegnr ia Eel ttriac 73 Gestione delle misure dell’energia elettrica Rapporto Attività 2013 ◦◦ gestione dei processi e dei flussi informativi connessi all’acquisizione e alla validazione dei dati di misura, provenienti dal canale diretto (metering) e indi-retto (invio da parte dei gestori di rete), finalizzati all’attuazione dei meccanismi di incentivazione, promozione e ritiro dell’energia in capo al GSE: CIP 6, Ritiro Dedicato, Scambio sul Posto, Conto Energia, Garanzia di Origine, Certificati Verdi, Tariffe Onnicomprensive, Mancata Produzione Eolica, incentivi ai sensi del D.M. 6/7/2012 (FER); ◦◦ gestione dei processi e dei flussi informativi, connessi all’acquisizione dei dati di misura provenienti dal canale diretto, finalizzati alle attività di monitoraggio della produzione degli impianti CIP 6; ◦◦ gestione dei processi e dei flussi informativi, connessi all’acquisizione dei dati di fornitura, inviati dalle imprese di vendita e finalizzati alla determinazione delle partite commerciali nell’ambito del meccanismo dello Scambio sul Posto; ◦◦ gestione dei rapporti con i gestori di rete, con le imprese di vendita e ove neces-sario con i produttori; ◦◦ gestione di tutti i processi aziendali core, connessi all’attuazione dei meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia, finalizzati alla determinazione delle partite energetiche e dei corrispettivi economici (settlement passivo) connessi a tutti i rapporti contrattuali attivi in capo al GSE, oltre che ai corrispettivi economici di trasporto e di dispacciamento dell’energia immessa in rete; ◦◦ analisi per implementare e adeguare i nuovi processi operativi e i sistemi infor-mativi per la gestione delle misure e dei corrispettivi in attuazione delle nuove disposizioni di regolazione, quali ad esempio: ◦◦ Delibera 618/2013/R/efr, relativa all’applicazione dei prezzi minimi garantiti anche per gli impianti che commercializzano l’energia direttamente sul mer-cato libero; ◦◦ DCO 613/2013/R/eel e delibera attuativa sui sistemi di accumulo; ◦◦ D.M. 17/12/2013 di incentivazione del biometano. Inoltre, al fine di migliorare il servizio reso ai titolari di convenzioni relative a mecca-nismi di incentivazione o ritiro dell’energia elettrica, sono state sviluppate una serie di funzionalità che permettono ai vari soggetti coinvolti nei processi gestiti (gestori di rete, imprese di vendita, etc.) di monitorare le attività di propria competenza e di segnalare in maniera efficiente e tempestiva eventuali criticità sui flussi informativi previsti. 3.3.2 LA GESTIONE DELLE MISURE NEL 2013 La gestione dei processi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica ha comportato, anche per il 2013, una notevole crescita in termini di dati acquisiti, di misure gestite e di determinazione delle relative partite economiche. Nel corso dell’anno 2013 sono stati gestiti: ◦◦ oltre 900.000 rapporti contrattuali; ◦◦ circa 17.000.000 di misure dell’energia immessa, prodotta e prelevata dalla rete (aventi un dettaglio ai 15’/orario/per fasce/monorario), trasmesse nel 2013 dai ge-stori di rete per tutti gli impianti convenzionati (senza considerare le varie misure di rettifica trasmesse dai gestori di rete a correzione di quelle precedentemente inviate); ◦◦ oltre 2 miliardi di dati puntuali, trasmessi da parte dei gestori di rete e delle im-prese di vendita, che sono stati processati per la determinazione delle partite energetiche e commerciali di incentivazione e di ritiro dell’energia. Si è proceduto, nel corso del 2013, alla determinazione di oltre 9.000.000 di partite energetiche e di corrispettivi economici.
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    74 Rapporto Attività2013 3 Ges tioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac Gestione delle misure dell’energia elettrica Si riportano di seguito alcuni numeri indicativi della mole e della complessità gestita nel corso del 2013, relativamente ai principali processi di incentivazione, promozione e di ritiro dell’energia da parte del GSE (CIP 6, Ritiro Dedicato, Scambio sul Posto, Conto Energia, Garanzia di Origine, Certificati Verdi, Tariffe Onnicomprensive, Mancata Produzione Eolica, incentivi ai sensi del D.M. 6/7/2012). Figura 3-37 QUADRO DI RIEPILOGO DEI DATI DI MISURA GESTITI NEL 2013 MECCANISMO MISURE DATI DI MISURA E FORNITURA PROCESSATI RID 672.924 495.737.160 TO 26.886 23.494.320 FTV I-IV 4.993.103 75.589.380 FTV V 1.897.886 1.638.575.520 SSP 9.597.352 387.970.313 CIP6 851 2.347.680 GO 9.182 101.640 CV 30.318 22.548.240 FER 2.466 2.400.240 MPE 483 473.040 TOTALE 17.231.451 2.649.237.533
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    4 ONERI DIINCENTIVAZIONE DELL’ENERGIA ELETT RICA Rapporto Attività 2013
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    Oner i diincen tivaz ione dell ’Energ ia Ele ttrica 4 78 Rapporto Attività 2013 La gestione dei meccanismi di incentivazione e di ritiro dell’energia elettrica genera costi – essenzialmente legati agli incentivi erogati e all’acquisto dell’energia e dei Certificati Verdi (e ricavi) derivanti, in massima parte, dalla vendita dell’energia elettrica gestita dal GSE sul mercato. Le risorse economiche necessarie per il finanziamento dei meccanismi gestiti dal GSE, cioè per la copertura degli oneri derivanti dalla differenza tra costi e ricavi, sono prelevate dal “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate”, istituito presso la Cassa Conguaglio del Settore Elettrico (CCSE). Il conto è alimentato dalla componente tariffaria A3, applicata alla generalità delle bollette dei clienti finali per l’acquisto di energia elettrica. Il GSE, congiuntamente con la Cassa Conguaglio, valuta su base annua il fabbisogno economico della componente tariffaria A3. In funzione del fabbisogno, l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) determina il gettito necessario per alimentare il “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate” e provvede all’aggiornamento trimestrale dei valori della componente tariffaria A3, pagata dai con-sumatori nelle bollette elettriche. 4.1 COSTI PER L’INCENTIVAZIONE E L’ACQUISTO DELL’ENERGIA ELETTRICA I costi sostenuti dal GSE nella gestione dei meccanismi dedicati alle fonti rinnovabili e assimilate sono imputabili principalmente ai seguenti motivi: ◦◦ l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici (Conto Energia) e dagli impianti ammessi agli incentivi introdotti dal D.M. 6/7/2012; ◦◦ l’acquisto dell’energia elettrica dai produttori che hanno una convenzione con il GSE, nell’ambito di uno dei meccanismi di incentivazione e ritiro dell’energia elettrica (CIP 6, Ritiro Dedicato, Scambio sul Posto, Tariffe Onnicomprensive ai sensi dei vari D.M.); ◦◦ il ritiro dei Certificati Verdi. Per l’anno 2013 i costi sostenuti dal GSE ammontano complessivamente a un valore pari a circa 15 miliardi di euro. Di seguito vengono descritte le principali voci di costo per ciascuna partita energetica. L’energia CIP 6 ritirata nell’anno 2013 è stata pari a 15,9 TWh, con un costo complessivo di circa 2,1 miliardi di euro. Il suddetto valore di costo è calcolato considerando anche il pagamento della componente legata al Costo Evitato di acquisto del Combustibile (CEC), per un valore totale di quasi 1,4 miliardi di euro, di cui 177 milioni di euro relativi alla stima del conguaglio della revisione prezzi. Il resto è dovuto al riconoscimento delle componenti CEI e INC per un totale di 724 milioni di euro. Nei prossimi anni il costo relativo al ritiro dell’energia CIP 6 si ridurrà, non solo per la progressiva scadenza del periodo incentivante delle convenzioni, ma anche per effetto dei Decreti Ministeriali che hanno consentito la risoluzione anticipata delle convenzioni CIP 6 da combustibili fossili (D.M. 2/12/2009, D.M. 2/8/2010, D.M. 8/10/2010). L’onere totale di competenza 2013 relativo alla risoluzione anticipata delle convenzioni CIP 6 (circa 1,9 GW di potenza convenzionata) è stato pari a 456 milioni di euro di cui 53 Mln € relativi ad esborsi con pagamenti rateizzati e la restante parte relativa al pagamento, in un’unica soluzione, per la risoluzione di 2 convenzioni. Nel corso del 2013 hanno trovato anche applicazione le disposizioni di cui al D.M. 20/11/2012 per effetto delle quali sono stati aggiornati i valori del CEC da riconoscere
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    4 Oenr idi icenn tivaz ioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac 79 Fabbisogno economico e gettito della componente A3 Rapporto Attività 2013 all’energia ritirata nel 2008 e nel periodo 2010-2012: ciò ha determinato un costo di 218 milioni di euro. Il D.Lgs. n. 28/2011 ha previsto che il GSE ritiri annualmente i CV rilasciati per le pro-duzioni da fonti rinnovabili degli anni dal 2011 al 2015, eventualmente eccedenti quelli necessari per il rispetto della quota d’obbligo, ad un prezzo fissato pari al 78% del prezzo di offerta dei propri CV, calcolato secondo il comma 148 della Legge n. 244/2007. Tale di-sposizione, relativamente ai CV ritirati dal GSE nel corso del 2013 (riferiti alla produzione di energia da FER dell’anno 2012 e del I trimestre 2013), ha comportato un onere di 1.409 milioni di euro, corrispondente al ritiro di 17,1 milioni di Certificati Verdi. Il 6 giugno 2013 è stato raggiunta la soglia dei 6,7 miliardi di euro relativamente al costo indicativo cumulato annuo degli incentivi per gli impianti fotovoltaici. Il costo indicativo per l’incentivazione dell’energia (circa 20 TWh) attribuibile agli impianti che hanno avuto accesso agli incentivi previsti dal I, II , III e IV Conto Energia, nel 2013, è pari a circa 6,5 miliardi di euro, mentre il costo per l’energia incentivata attraverso il V Conto Energia (circa 1,4 TWh) è di circa 200 milioni di euro. Nel 2013 il GSE ha ritirato circa 7,6 TWh di energia in Tariffa Onnicomprensiva. Il costo corrispondente è stato pari a circa 2 miliardi di euro, con un costo unitario medio che ammonta a 261 €/MWh. All’acquisto dell’energia tramite il meccanismo del Ritiro Dedicato, relativo nel 2013 a poco meno di 26 TWh, corrisponde un costo di circa 1,8 miliardi di euro. Tale costo è connesso al pagamento dell’energia immessa in rete, valorizzata al prezzo zonale orario di mercato o ai Prezzi Minimi Garantiti (questi ultimi nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 1 MW, per i primi 2 GWh). Il costo medio unitario dell’energia ritirata dal GSE mediante RID nel 2013 ammonta a circa 71,3 €/MWh, valore superiore ai prezzi medi di vendita registrati sulla borsa elettrica pari a circa 62,96 €/MWh (PUN). Si stima che il consuntivo dell’energia immessa in rete nel 2013 in virtù dello Scambio sul Posto sia pari a circa 4,1 TWh. Il costo corrispondente è di circa 267 milioni di euro. 4.2 RICAVI DELLA VENDITA DELL’ENERGIA ELETTRICA Come indicato in precedenza, i costi sostenuti dal GSE sono in parte compensati dai ricavi provenienti dalla vendita sul mercato dell’energia elettrica ritirata. Nel 2013 i ricavi, al lordo dei corrispettivi di borsa e della valorizzazione degli sbilanciamenti, sono stati pari a circa 3.290 milioni di euro. 4.3 FABBISOGNO ECONOMICO E GETTITO DELLA COMPONENTE A3 Per il 2013, la differenza tra costi (15,1 miliardi di euro) e ricavi (3,3 miliardi di euro) ha determinato un onere e, dunque, un fabbisogno economico della componente A3 pari a 11,8 miliardi di euro. Il gettito A3 raccolto da parte dei distributori connessi alla rete di trasmissione nazionale per l’anno 2013 è stato, invece, pari a circa 12,5 miliardi di euro. Ne consegue un avanzo economico di circa 700 milioni di euro.
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    80 4 OnerRapporto Attività 2013 i di icenn tivaz ioen dell ’Eegnr ia Eel ttriac Fabbisogno economico e gettito della componente A3 Figura 4-38 FABBISOGNO ECONOMICO E GETTITO DELLA COMPONENTE A3 NEL 2013 (MLD €) Ipotizzando di utilizzare le aliquote stabilite attraverso la Delibera 405/2013/R/com, che aggiorna la componente tariffaria A3 per l’ultimo trimestre 2013, la spesa annua per la maggiorazione A3 può essere ridistribuita su una platea di clienti tipo, secondo quanto indicato nella tabella seguente. 15 12 9 6 3 0 Costi Ricavi Gettito A3 0,7 11,8 12,5 3,3 15,1 Avanzo economico Fabbisogno economico A3 Tabella 4-51 STIMA DELL’ONERE A3 2013 A CARICO DEGLI UTENTI FINALI CLIENTE TIPO €/ANNO Domestico residente con 3 kW di potenza e consumi per 2.640 kWh/anno 89 Domestico residente con 3 kW di potenza e consumi per 3.500 kWh/anno 143 In bassa tensione con 10 kW di potenza e consumi per 15.000 kWh/anno 1.011 In media tensione con 500 kW e 2.000 ore/anno di utilizzazione 48.388 In alta tensione con 3 MW di potenza e 2.500 ore/anno di utilizzazione 279.776
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    5 CERTI FICAZIONE DEGLI IMPI ANTI E DELL’ENERGIA ELETT RICA Rapporto Attività 2013
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    CERTI FICAZIO NEDEGLI IMPI ANTI E DELL’ENERGIA ELETT RICA 5 84 Rapporto Attività 2013 5.1 LA GARANZIA DI ORIGINE DA FONTI RINNOVABILI La Garanzia di Origine (“GO”), come definita dall’articolo 15 della Direttiva 2009/28/CE, rappresenta uno strumento di certificazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, rilasciato in formato elettronico, con il solo scopo di provare ai clienti finali la quota di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico dei fornitori di energia. Recependo tali disposizioni, l’articolo 34 del D.lgs. n. 28/2011 ha previsto l’aggiorna-mento delle modalità di rilascio, riconoscimento e utilizzo della GO. In attuazione del suddetto articolo, il D.M. 6 luglio 2012 ha demandato al GSE l’aggiornamento della procedura per la certificazione della quota di energia elettrica prodotta da fonti rinno-vabili di cui all’articolo 5, comma 6, del D.M. 31 luglio 2009 (c.d. decreto “Fuel Mix”). La suddetta procedura è stata approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico, sentita l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico. Pertanto, con decorrenza 2013, la certificazione di origine dell’energia elettrica da fonte rinnovabile avviene esclusivamente mediante il rilascio delle GO che hanno sostituito i titoli CO-FER, fino a quel momento utilizzati per il medesimo scopo. A completamento dei suddetti aggiornamenti normativi e procedurali in tema di certifi-cazione mediante GO, va menzionata l’estensione dell’adesione del GSE all’Association of Issuing Bodies (AIB) per la gestione e lo scambio di tali titoli, oltre a quelli RECS, nell’am-bito dello standard European Energy Certificate System. Di seguito, si rappresentano nel dettaglio le principali attività svolte dal GSE con rife-rimento alla certificazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili mediante GO e RECS. Il GSE, su richiesta dei produttori, rilascia la qualifica (c.d. “IGO”), propedeutica all’emis-sione delle GO, agli impianti alimentati da fonti rinnovabili, ad esclusione degli impianti che si avvalgono: ◦◦ del Ritiro Dedicato dell’energia ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 387/2003; ◦◦ del meccanismo dello Scambio sul Posto di cui alla deliberazione 570/2012/R/ efr e s.m.i; ◦◦ di incentivi onnicomprensivi che prevedano il ritiro dell’energia (impianti conven-zionati CIP 6/92 e Tariffe Onnicomprensive) da parte del GSE. Le GO relative alle produzioni realizzate dai suddetti impianti sono emesse e trasferite a titolo gratuito al GSE. Nell’ambito del processo della qualifica IGO, è data facoltà ai produttori di esprimere la volontà di ottenere, congiuntamente alle GO, anche i certificati RECS. Dal punto di vista operativo, entrambe le tipologie di certificati sono gestite dal GSE mediante il medesimo sistema informatico che garantisce anche lo scambio dei titoli a livello internazionale nell’ambito della rete di registri nazionali connessi alla piattaforma di scambio (HUB) gestita dall’AIB. Tutti i trasferimenti che coinvolgono le GO a livello nazionale, avvengono sul mercato organizzato (M-GO) o sulla piattaforma dei bilaterali (PB-GO), entrambi ge-stiti dal Gestore dei Mercati Energetici (GME). La GO è rilasciata sull’energia elettrica immessa in rete ed è valida fino al termine del dodicesimo mese successivo a quello a cui la produzione di energia elettrica è riferita e, comunque, non oltre il 31 marzo dell’anno successivo a quello di produzione.
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    5 Cer tifiaczioen degl i Im pian ti e dell ’Eegnr ia Eel ttriac 85 La Fuel Mix Disclosure Rapporto Attività 2013 L’annullamento delle GO è consentito esclusivamente alle imprese di vendita ai fini della determinazione del proprio mix di approvvigionamento[1] e, a partire dal 2012, ai sensi di quanto disposto dall’AEEGSI con la deliberazione ARG/elt 104/11, per comprovare l’origine rinnovabile dell’energia elettrica venduta ai clienti finali nell’ambito dei contratti di vendita di energia rinnovabile. L’attività di qualifica IGO nel 2013 ha interessato quasi 800 impianti, per complessivi 21 GW di potenza; le emissioni di GO, di contro, provengono da circa 400 impianti cui corrispondono oltre 17 milioni di certificati emessi. Con riferimento alle attività di certificazione relative all’anno di competenza 2013, di seguito si riportano i dati relativi al numero di GO complessivamente emesse, annullate, importate, esportate e trasferite. Tabella 5-52 MOVIMENTAZIONE DELLE GO RELATIVE ALL’ANNO 2013 EMESSE ANNULLATE IMPORTATE ESPORTATE TRASFERITE 17.615.362 2.704.110 1.106.356 750.474 8.000 In relazione alle GO nella disponibilità del GSE, ai sensi di quanto previsto dalla delibe-razione ARG/elt 104/11, è previsto che le stesse siano oggetto di assegnazione mediante procedure concorrenziali, organizzate secondo criteri di pubblicità, trasparenza e non discriminazione. Ogni anno il GSE organizza cinque sessioni d’asta e in ciascuna asta sono negoziabili le GO differenziate per tipologia di impianto e periodo di produzione come di seguito indicato: a) GO Gennaio: GO relative al mese di gennaio dell’anno “n” con validità di 12 mesi dal periodo di produzione; b) GO Febbraio: GO relative al mese di febbraio dell’anno “n” con validità di 12 mesi dal periodo di produzione; c) GO Altri mesi: GO relative a mesi diversi da quelli di cui alle lettere a) e b) dell’anno “n” con validità fino al 31 marzo “n+1”. Nella tabella seguente il riepilogo delle sessioni d’asta per l’anno 2013. Tabella 5-53 ESITO SESSIONI D’ASTA 2013 PER LE GO GO OFFERTE GO VENDUTE 31.425.217 6.000 5.2 LA FUEL MIX DISCLOSURE Con l’entrata in vigore del Decreto Fuel Mix, le imprese che operano nel comparto della vendita dell’energia elettrica sono tenute a fornire informazioni ai clienti finali circa la composizione del mix energetico relativo all’energia elettrica immessa in rete e circa l’impatto ambientale della produzione stessa. Questa forma di tutela informativa del cliente finale è stata introdotta, a livello comunitario, dalla Direttiva 2003/54/CE e suc-cessivamente confermata dalla Direttiva 2009/72/CE. [1] Come descritto nella “Procedura per la determinazione del mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia elettrica venduta dall’impresa di vendita”, disponibile sul sito web del GSE.
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    86 5 Certificaz ione Rapporto Attività 2013 degl i Im pian ti e dell ’Eegnr ia Eel ttriac La Fuel Mix Disclosure In particolare, le imprese di vendita devono fornire, con riferimento ai due anni prece-denti, le informazioni necessarie a tracciare il mix energetico di riferimento, riportando tale informazione nei documenti di fatturazione (con frequenza almeno quadrime-strale), nei propri siti internet, nel materiale promozionale dato al cliente nella trat-tativa pre-contrattuale, secondo lo schema (riportato nella seguente tabella) indicato dal Decreto Fuel Mix. Tabella 5-54 SCHEMA PER LA COMPOSIZIONE DEL MIX ENERGETICO (LETTERA A ALLEGATO 1 DEL DECRETO “FUEL MIX”) FONTI PRIMARIE UTILIZZATE COMPOSIZIONE DEL MIX ENERGETICO UTILIZZATO PER LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA VENDUTA DALL’IMPRESA NEI DUE ANNI PRECEDENTI Ciò consente ai consumatori finali di confrontare il mix energetico della propria impresa di vendita con la composizione del mix energetico medio utilizzato per la produzione dell’energia elettrica immessa nel sistema elettrico nazionale, cui contribuisce anche l’eventuale quota di energia importata. Al fine di assicurare la corretta determinazione del mix energetico delle imprese di vendita e del mix energetico nazionale, il citato Decreto ha fissato degli obblighi cui devono attenersi imprese di vendita e produttori che operano nel mercato elettrico italiano. Il Decreto ha assegnato al GSE un ruolo chiave nell’intero processo di determinazione del mix energetico (“processo disclosure”). In particolare, il GSE ha il compito di: ◦◦ determinare e pubblicare i mix energetici dei soggetti inclusi nel processo disclosure, dai produttori alle imprese di vendita, nonché il mix energetico complementare nazionale; ◦◦ effettuare verifiche di congruenza, in collaborazione con TERNA, sulle determi-nazioni relative al mix energetico dei soggetti coinvolti nel processo disclosure; ◦◦ redigere rapporti annuali di carattere informativo; ◦◦ supportare il Ministero dello Sviluppo Economico nelle azioni informative relative all’impatto ambientale della generazione elettrica e sul risparmio energetico. DETERMINAZIONE DEI MIX ENERGETICI Il Decreto Fuel Mix prevede la determinazione del mix energetico complementare del produttore, del mix di approvvigionamento dell’impresa di vendita, nonché la determi-nazione del mix energetico nazionale. A tal fine, i produttori sono tenuti a comunicare i dati di anagrafica dei propri impianti e del mix energetico iniziale, su base annuale, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di competenza. Con la medesima tempistica le imprese di vendita devono comuni-care i dati di energia venduta ai clienti finali, specificando i quantitativi di energia venduta nell’ambito delle offerte verdi[2], e l’eventuale quota di energia importata. Sulla base delle informazioni ricevute e in proprio possesso, il GSE provvede a calco-lare, per l’anno “n-2” (dato di consuntivo) e “n-1” (dato di pre-consuntivo), i seguenti mix energetici: [2] Come previsto dalla “Procedura tecnica di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a) della Deliberazione ARG/elt n. 104/11”. COMPOSIZIONE DEL MIX MEDIO NAZIONALE UTILIZZATO PER LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA IMMESSA NEL SISTEMA ELETTRICO NEI DUE ANNI PRECEDENTI ANNO (N-1) ANNO (N-2) ANNO (N-1) ANNO (N-2) % % % % Fonti rinnovabili Carbone Gas Naturale Prodotti Petroliferi Nucleare Altre fonti
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    5 Cer tifiaczioen degl i Im pian ti e dell ’Eegnr ia Eel ttriac 87 La Fuel Mix Disclosure Rapporto Attività 2013 ◦◦ il mix energetico complementare di ogni produttore, dato dal mix energetico ini-ziale al netto delle GO emesse e trasferite; ◦◦ il mix energetico iniziale nazionale, costituito dal totale dell’energia elettrica im-messa nel sistema elettrico nazionale, inclusa l’energia di importazione (per la determinazione del mix energetico nazionale, associato all’energia prodotta e immessa da impianti di produzione localizzati in Italia, si fa riferimento ai dati comunicati dai produttori); ◦◦ il mix energetico complementare nazionale, dato dal mix energetico iniziale nazio-nale al netto delle GO annullate dalle imprese di vendita; ◦◦ il mix energetico di approvvigionamento delle imprese di vendita con l’algoritmo di calcolo specificato nella “Procedura per la determinazione del mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia elettrica venduta dall’impresa di vendita”. All’energia elettrica importata, il GSE assegna un mix energetico europeo rielaborato sulla base di dati Eurostat. COMPOSIZIONE DEL MIX MEDIO NAZIONALE UTILIZZATO PER LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA IMMESSA NEL SISTEMA ELETTRICO NEL 2012 E NEL 2013 Figura 5-39 4,6% 37,5% 4,7% 2013 18,5% 1,0% 33,7% 5,8% 29,8% 4,8% 2012 18,5% 1,3% 39,8% ATTIVITÀ DI CONTROLLO SULLE OFFERTE VERDI L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, con la deliberazione ARG/ elt 104/11, ha definito i requisiti che devono presentare i contratti di vendita di energia rinnovabile per garantire la tutela del consumatore e assicurare che la stessa energia elet-trica prodotta da fonti rinnovabili non venga inclusa in più contratti di vendita. Ciascun contratto di vendita di energia rinnovabile deve essere comprovato da una quantità di GO pari alla quantità di energia elettrica venduta come rinnovabile nell’ambito del medesimo contratto. Al GSE è assegnato il compito di effettuare le opportune verifiche di congruità tra le GO annullate dalle imprese di vendita e i dati di energia elettrica venduta da quest’ul-time nell’ambito delle “offerte verdi”. Qualora i suddetti controlli abbiano esito negativo, l’impresa di vendita in questione è chiamata a versare al GSE un corrispettivo pari al prodotto tra il numero di GO di cui non si è approvvigionata e il prezzo medio di nego-ziazione delle GO registrato dal GME. Eventuali ulteriori inadempienze sono segnalate all’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico per gli eventuali interventi di propria competenza. Tabella 5-55 FONTI PRIMARIE UTILIZZATE ANNO 2012 ANNO 2013 Fonti rinnovabili 29,8% 37,5% Carbone 18,5% 18,5% Gas Naturale 39,8% 33,7% Prodotti petroliferi 1,3% 1,0% Nucleare 4,8% 4,7% Altre fonti 5,8% 4,6%
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    COGENERAZIO NE, CERTIFICATI BIANCHI E CONTO TERMICO 6 90 Rapporto Attività 2013 6.1 LA COGENERAZIONE Con il termine cogenerazione si intende la produzione combinata di energia elettrica/ meccanica e di energia termica. Per produrre la sola energia elettrica si utilizzano ge-neralmente centrali termoelettriche che disperdono parte dell’energia nell’ambiente: questa è energia termica di scarso valore termodinamico essendo a bassa temperatura. Per produrre la sola energia termica si usano tradizionalmente delle caldaie che con-vertono l’energia primaria contenuta nei combustibili, di elevato valore termodinamico, in energia termica di ridotto valore termodinamico. Se un’utenza richiede contem-poraneamente energia elettrica ed energia termica, anziché installare una caldaia e acquistare energia elettrica dalla rete, si può realizzare un ciclo termodinamico per produrre energia elettrica sfruttando i livelli termici più alti, cedendo il calore residuo a più bassa temperatura per soddisfare le esigenze termiche. L’obiettivo fondamentale che si vuole perseguire con la cogenerazione è quello di sfruttare al meglio l’energia contenuta nel combustibile: a ciò consegue un minor consumo di combustibile e un minor impatto ambientale. Il GSE è incaricato di svolgere molteplici attività inerenti la cogenerazione. In parti-colare riconosce gli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), determina il numero di Certificati Bianchi cui hanno diritto gli impianti CAR, rilascia la garanzia d’origine (GOc) all’energia elettrica prodotta mediante CAR (GOc), rilascia la qualifica e i Certificati Verdi (CHP-TLR) agli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscalda-mento aventi diritto. IL RICONOSCIMENTO DELLA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO Il D.Lgs. n. 20/2007 attua la Direttiva 2004/8/CE prevedendo che, fino al 31 dicembre 2010, la condizione di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) corrisponda a quanto definito all’articolo 2, comma 8, del D.Lgs. n. 79/1999 cioè la cogenerazione che soddisfa i requisiti definiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con la Deliberazione n. 42/2002. A decorrere dal 1º gennaio 2011, la Cogenerazione ad Alto Rendimento è, invece, la co-generazione che rispetta i requisiti previsti dalla Direttiva 2004/8/CE, ripresi dal D.Lgs. n. 20/2007 come integrato dal D.M. 4 agosto 2011. Il D.Lgs. n. 20/2007, per definire la CAR, utilizza un criterio basato sull’indice PES (Primary Energy Saving) che rappresenta il risparmio di energia primaria che la cogenerazione permette di ottenere rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica ed energia termica. Con il D.Lgs. n. 20/2007 è introdotto anche il concetto di Garanzia di Origine per l’e-nergia elettrica prodotta dagli impianti funzionanti in CAR (GOc). La GOc è la certifica-zione rilasciata all’energia elettrica prodotta da CAR, utilizzabile dai produttori al fine di dimostrare che l’energia elettrica da essi venduta è effettivamente prodotta da CAR. Il D.M. 5 settembre 2011 istituisce, attraverso il riconoscimento dei Certificati Bianchi (CB), il nuovo regime di sostegno per la CAR prevedendo che i benefici debbano essere riconosciuti sulla base del risparmio di energia primaria ottenuto. Gli impianti riconosciuti CAR godono, inoltre, di agevolazioni dal punto di vista delle condizioni tecnico-economiche per la connessione alla rete pubblica, ai sensi della Deliberazione ARG/elt n. 99/08. Per gli impianti con potenza nominale inferiore a 200 kW è prevista la possibilità di accedere al servizio di Scambio sul Posto ai sensi della Deliberazione dell’Autorità ARG/ elt n. 74/08.
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    6 Coaeegnrz ioen, Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 91 La Cogenerazione Rapporto Attività 2013 Esistono infine ulteriori vantaggi di cui la CAR può godere, quali: ◦◦ l’esonero dall’obbligo di acquisto di Certificati Verdi previsto per produttori e importatori di energia da fonti non rinnovabili per quantità maggiori di 100 GWh; ◦◦ la priorità rispetto alla produzione da fonti convenzionali, nell’ambito del di-spacciamento, dell’energia elettrica prodotta da unità prevalentemente CAR, ovvero unità per le quali la percentuale dell’energia elettrica prodotta in CAR è pari o superiore al 50% del totale dell’energia elettrica prodotta; ◦◦ relativamente alla quota di energia elettrica netta prodotta in CAR e immessa in rete da impianti alimentati a biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili, un incre-mento, differenziato in base al combustibile, della tariffa base di incentivazione prevista dal D.M. 6 luglio 2012; ◦◦ relativamente all’energia elettrica netta prodotta in CAR e immessa in rete da impianti alimentati a biometano, il riconoscimento, ai sensi del D.M. 5 dicembre 2013, della tariffa riconosciuta alla produzione di energia elettrica da biogas di cui al D.M. 6 luglio 2012; ◦◦ l’esenzione parziale dal pagamento degli oneri generali di sistema, qualora siano rispettati gli altri requisiti previsti dal D.Lgs. n. 115/2008, come modificato dal D.Lgs. 56/2010, ai fini del riconoscimento di “sistema efficiente di utenza e sistemi equivalenti (SEU e SEESEU)”. Nel corso del 2013, relativamente alla produzione 2012 ed alle richieste di valutazione preliminare, per circa 872 unità di produzione sono state presentate 906 richieste, di cui: 437 relative a richieste per il solo riconoscimento del funzionamento dell’unità in regime CAR, 354 per l’accesso al regime di sostegno dei CB ai sensi del D.M. 5 settembre 2011, e 115 per la richiesta di qualifica delle unità di cogenerazione abbinate ad una rete di teleriscaldamento. Circa la metà degli impianti ha una potenza inferiore a 1 MW (“piccola cogenerazione”), la sola “microcogenerazione” (potenza inferiore a 50 kW) rappresenta circa il 25% del totale. Non mancano, infine, esempi di grandi impianti di solito ubicati all’interno di importanti siti industriali. Per l’80% delle unità di cogenerazione la tecnologia adottata è il motore a combu-stione interna. Le unità di cogenerazione che hanno presentato richiesta per la produzione dell’anno 2012 hanno prodotto circa 63 TWh elettrici e 33 TWh termici, consumando combustibile per complessivi 146 TWh. Figura 6-40 SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI COGENERAZIONE IN BASE ALLA POTENZA (ANNO 2012; 100% = 13.896 MWe) 25% 23% 52% Pn < 50 kW 50 kW < Pn < 1 MW 1 MW < Pn Figura 6-41 SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI COGENERAZIONE Motore a combustione interna Turbina a vapore Turbina a gas a ciclo combinato con recupero di calore Turbina a gas con recupero di calore Altro IN BASE ALLA TECNOLOGIA (ANNO 2012; 100% = 872 UNITÀ) 9% 9% 80% 1% 1%
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    92 6 Cogenerazione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico La Cogenerazione Figura 6-42 CAPACITÀ DI GENERAZIONE INSTALLATA IN UNITÀ DI COGENERAZIONE IN FUNZIONE DELLA TECNOLOGIA IMPIANTISTICA (ANNO 2012; 100% = 13.896 MWe) LA QUALIFICA DEGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE ABBINATI AL TELERISCALDAMENTO Un impianto di cogenerazione abbinato al teleriscaldamento è un impianto di produzione combinata di energia elettrica e calore, costituito da una o più sezioni funzionanti in co-generazione, associato a una rete di teleriscaldamento per il trasporto e la distribuzione del calore alle utenze per utilizzazioni esclusivamente di tipo civile, quali la climatizza-zione, il riscaldamento, il raffrescamento e il condizionamento di ambienti a destinazione residenziale, commerciale, industriale e agricola. Con la Legge n. 239/2004 anche gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscalda-mento (CHP-TLR) hanno avuto la possibilità di accedere, a determinate condizioni, al rilascio dei Certificati Verdi (denominati in questo caso CV-TLR). Gli impiantti CHP-TLR che hanno potuto ottenere la qualifica, propedeutica al rilascio dei CV, sono quelli sod- 2,5% 0,9% 2,7% 6,8% 85,3% 1,8% Altro Turbina a vapore a contropressione Turbina a vapore a condensazione Turbina a gas con recupero di calore Motore a combustione interna Turbina a gas a ciclo combinato con recupero di calore 100% (13.896 MWe) Tabella 6-56 CAPACITÀ DI GENERAZIONE INSTALLATA IN UNITÀ DI COGENERAZIONE NELLE REGIONI ITALIANE IN FUNZIONE DELLA TECNOLOGIA IMPIANTISTICA (ANNO 2012, IN MWe) TOTALE C.C. T.G. T.V.CP T.V.CD M.C.I. ALTRO Abruzzo 244 177 0 0 0 4 63 Basilicata 180 107 68 0 0 5 0 Calabria 13 0 4 0 0 9 0 Campania 145 107 18 0 0 20 0 Molise 113 107 0 0 0 6 0 Puglia 1.834 1.828 0 0 0 5 0 Sardegna 66 0 0 0 66 0 0 Sicilia 833 682 0 0 0 0 152 TOTALE SUD E ISOLE 3.428 3.008 90 0 66 50 214 Lazio 299 221 16 0 0 62 0 Marche 37 29 0 0 0 8 0 Toscana 1.066 976 38 0 0 53 0 Umbria 182 156 11 0 0 15 0 TOTALE CENTRO 1.585 1.382 65 0 0 138 0 Emilia Romagna 766 594 42 0 0 128 1 Friuli Venezia Giulia 1.029 964 5 0 0 37 23 Liguria 78 30 14 0 0 10 24 Lombardia 3.089 2.404 51 121 177 308 27 Piemonte 2.629 2.404 58 0 0 159 7 Trentino Alto Adige 209 157 13 0 0 39 0 Valle d'Aosta 1 0 0 0 0 1 0 Veneto 1.172 985 34 6 11 85 51 TOTALE NORD 8.973 7.539 218 127 188 768 134 TOTALE 13.986 11.929 373 127 254 956 348
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    6 Coaeegnrz ioen, Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 93 I Certificati Bianchi Rapporto Attività 2013 disfacenti le condizioni individuate dall’art. 14 del D.Lgs. n. 20/2007, aggiornate dall’art. 30, comma 12 della Legge n. 99/2009. La Legge n. 102/2009, inoltre, ha esteso il beneficio dei CV-TLR anche gli impianti di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento connessi ad ambienti agricoli. Al 31 dicembre 2013 risultano qualificati 104 impianti CHP-TLR cui corrisponde una po-tenza di 2.468 MW. Tabella 6-57 CATEGORIA DI INTERVENTO NUMERO IMPIANTI POTENZA IMPIANTI (MW) A Potenziamento 1 780 Figura 6-43 780 826 95 I Certificati Bianchi, anche noti come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento dei risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica. Un cer-tificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (tep). QUADRO NORMATIVO Il sistema dei Certificati Bianchi è stato introdotto nella legislazione italiana dai Decreti ministeriali del 20 luglio 2004 e s.m.i., che hanno previsto che i distributori di energia elettrica e gas naturale debbano raggiungere annualmente determinati obiettivi quan-titativi di risparmio di energia primaria, attraverso: ◦◦ la realizzazione di progetti di efficienza energetica che diano diritto a Certificati Bianchi, ◦◦ l’acquisto dei Certificati Bianchi da altri soggetti operanti sul mercato dei TEE. Il Decreto 28 dicembre 2012 ha modificato, potenziato e ampliato il meccanismo dei Certificati Bianchi, disponendo, in primo luogo, il passaggio dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico al GSE delle attività di gestione del meccanismo dei Certificati Bianchi. Tale passaggio di gestione è stato finalizzato con uno specifico Accordo operativo tra il GSE e la stessa Autorità siglato nel mese di gennaio 2013, con effetti a partire dal 3 febbraio 2013; a partire da tale data, e nel rispetto delle tempistiche stringenti imposte della normativa, il GSE è diventato responsabile dell’at-tività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di effi-cienza energetica. Lo stesso Decreto 28 dicembre 2012 ha altresì definito gli obiettivi quantitativi nazio-nali di risparmio energetico, crescenti nel tempo, che dovranno essere perseguiti dalle imprese di distribuzione di energia elettrica e gas nel quadriennio dal 2013 al 2016 e ha stabilito i criteri, le condizioni e le modalità per realizzare interventi di efficienza energetica negli usi finali, incentivati mediante l’emissione di Certificati Bianchi. BP Rifacimento Parziale (impianto di cogenerazione) 6 826 BP Rifacimento Parziale (rete di teleriscaldamento) 2 26 D Nuova Costruzione 95 836 TOTALE 104 2.468 90 900 75 750 60 600 45 450 30 300 15 150 0 0 IMPIANTI CHP-TLR QUALIFICATI AL 31 DICEMBRE 2013 NUMERO IMPIANTI POTENZA IMPIANTI (MW) 1 6 2 26 836 6.2 I CERTIFICATI BIANCHI
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    94 6 Cogenerazione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico I Certificati Bianchi Figura 6-44 OBBLIGHI DI INCREMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA 2013–2016 Per adempiere agli obblighi, ciascun distributore di energia elettrica è tenuto, nel periodo 2013-2016, a re-alizzare misure e interventi (progetti) che comportino una riduzione dei consumi di energia primaria, espressa in numero di Certificati Bianchi, secondo le seguenti ca-denze SOGGETTI AMMESSI AL MECCANISMO Possono presentare progetti per il rilascio dei Certificati Bianchi, oltre alle imprese distributrici di energia elettrica e gas con più di 50.000 clienti finali (“soggetti obbli-gati”), le società controllate da tali imprese, i distributori di energia elettrica e gas non obbligati, le società operanti nel settore dei servizi energetici, le imprese e gli enti che si dotino di un energy manager o di un sistema di gestione dell’energia in conformità alla ISO 50001. IL RUOLO AFFIDATO AL GSE Ai sensi dell’articolo 5, comma 1 del Decreto 28 dicembre 2012, a partire dal 3 febbraio 2013, è trasferita dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico al GSE l’atti-vità di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi. Nell’espletamento dell’attività di valutazione della riduzione dei consumi di energia pri-maria effettivamente conseguita dai progetti sulla base degli interventi ammessi, il GSE si avvale del supporto di ENEA e di RSE. Il Decreto 28 dicembre 2012 ha affidato al GSE anche il ruolo di effettuazione dell’istrut-toria tecnico-economica, sui progetti di efficienza, relativa alla verifica preliminare di conformità alle disposizioni del Decreto e alle linee guida operative per la certificazione dei risparmi. Al GSE spetta anche, con il supporto di ENEA e RSE, l’istruttoria sui “grandi progetti”, rappresentati da interventi infrastrutturali, anche asserviti a sistemi di risparmio ener-getico, trasporti e processi industriali, che comportino un risparmio stimato annuo su-periore a 35.000 tep e che abbiano una vita tecnica superiore a 20 anni. Tale istruttoria è preliminare all’esecuzione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico della ve-rifica di conformità dei progetti ovvero ad uno specifico atto interministeriale che de-finisca, previo parere della Regione territorialmente interessata, le modalità di accesso al meccanismo, le modalità di misurazione dei risparmi prodotti e di quantificazione dei certificati. Il Decreto prevede, inoltre, l’accesso a dei premi, espressi in termini di coefficienti moltiplicativi dei certificati rilasciabili, nel caso di grandi progetti che com-portino rilevanti innovazioni tecnologiche e anche consistenti riduzioni delle emissioni in atmosfera oppure nel caso che siano realizzati nelle aree metropolitane e generino ingenti risparmi di energia. annuali: ◦◦3,03 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2013; ◦◦3,71 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2014; ◦◦4,26 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2015; ◦◦5,23 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2016. I distributori di gas naturale sono tenuti, invece, a rea-lizzare misure e interventi in grado di ridurre i consumi di energia primaria, secondo le seguenti quantità e ca-denze annuali: ◦◦2,48 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2013; ◦◦3,04 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2014; ◦◦3,49 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2015; ◦◦4,28 milioni di Certificati Bianchi da conseguire nell’anno 2016.
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    6 Coaeegnrz ioen, Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 95 I Certificati Bianchi Rapporto Attività 2013 Al GSE è attribuito altresì il compito, a partire dal 2014 ed entro il 31 maggio di ciascun anno, di verificare che ciascun soggetto possegga un numero di certificati corrispondenti all’obbligo annuo assegnatogli, sulla base della comunicazione dei Certificati Bianchi relativi all’anno precedente. A tal fine, con il supporto di ENEA, il GSE, con controlli a campione, verifica la corretta esecuzione tecnica e amministrativa e la conformità al pro-getto approvato dei progetti che hanno ottenuto i TEE. Possono essere eseguiti anche sopralluoghi in corso d’opera e ispezioni nel sito di realizzazione del progetto, durante la realizzazione dello stesso o nel corso della sua vita utile, al fine di verificare il corretto adempimento degli obblighi derivanti dal riconoscimento dei certificati. Nel corso dell’anno 2013 il GSE ha implementato importanti evoluzioni del sistema infor-mativo e ottimizzato i processi di valutazione e certificazione dei risparmi al fine di age-volare gli operatori, grazie a una semplificazione della fase di presentazione dei progetti, e garantire il monitoraggio del procedimento amministrativo. In particolare il GSE ha: ◦◦ definito un regolamento interno per la gestione dei procedimenti amministrativi in linea con le previsioni della Legge 241/90; ◦◦ redatto specifiche istruzioni operative per la gestione delle istruttorie tecniche delle istanze, definendone i flussi informativi tra i succitati valutatori e il GSE; ◦◦ definito e implementato le modalità di smistamento dei progetti tra i valutatori ENEA e RSE, tenendo conto delle rispettive competenze; ◦◦ svolto le attività di manutenzione evolutiva sul sistema Efficienza Energetica al fine di semplificare e dematerializzare il processo di avvio e conclusione del pro-cedimento amministrativo, nonché ottimizzare il processo di valutazione; ◦◦ implementato sull’applicativo una serie di controlli bloccanti nella procedura di trasmissione telematica della richiesta/proposta, in accordo a quanto previsto dalle Linee Guida, di cui alla deliberazione dell’Autorità EEN 9/11, nelle parti non incompatibili con il decreto Certificati Bianchi, al fine di inibire l’invio di richieste irricevibili, per le quali si renderebbe altrimenti necessario l’avvio dell’istrut-toria tecnica; ◦◦ resi disponibili agli operatori dei sistemi di raccolta strutturata (fogli elettronici) delle informazioni richieste nell’ambito dell’istruttoria tecnica per le tipologie di progetti afferenti alle schede tecniche. DATI 2013 Il GSE, nel corso del 2013, ha ricevuto 21.709 Richieste di Verifica e Certificazione (RVC) e Proposte di progetto e di Programma di misura (PPP M), autorizzando il GME al rilascio di 5.932.441 TEE; in tale ammontare sono incluse anche le istruttorie tecniche concluse dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico nel periodo transitorio, ad ogni modo circa 4.482.000 milioni sono relativi a TEE certificati dal GSE relativi a pro-getti avviati a partire dal 3 febbraio 2013). I risparmi di energia primaria addizionali conse-guiti sono pari a 2.350.608 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), calcolati considerando la sola quota di Risparmio netto Contestuale (RNC) ovvero il risparmio netto conseguito nel corso della vita utile del progetto (numero di anni previsti all’art. 4, commi 5 e 9 del decreto ministeriale elettrico 20 luglio 20014, all’articolo 4, commi 4 e 8, del decreto ministeriale del 20 luglio 2004 e s.m.i.). I TEE certificati, a seguito di approvazione delle Richieste di Verifica e Certificazione, sono così suddivisi: ◦◦4.874.353 TEE afferiscono a metodi di valutazione a consuntivo (RVC-C); tali me-todi di valutazione consentono di quantificare il risparmio netto conseguibile at-traverso uno o più interventi in conformità ad un programma di misura proposto dal soggetto titolare del progetto unitamente ad una descrizione del progetto medesimo (PPP M);
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    96 6 Cogenerazione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico I Certificati Bianchi ◦◦ 288.197 TEE afferiscono a metodi di valutazione analitica (RVC-A); tali metodi con-sentono di quantificare il risparmio lordo conseguibile sulla base di un algoritmo di valutazione predefinito e della misura diretta di alcuni parametri di funzionamento del sistema a seguito della realizzazione dell’intervento; ◦◦ 769.891 TEE afferiscono a metodi di valutazione standardizzata (RVC-S); tali me-todi consentono di quantificare il risparmio specifico lordo annuo dell’intervento attraverso la determinazione dei risparmi relativi ad una singola unità fisica di riferimento, senza procedere a misurazioni dirette. Figura 6-45 SUDDIVISIONE DEI TITOLI CORRISPONDENTI A RISPARMI CERTIFICATI DAL GSE NEL 2013 PER METODO DI VALUTAZIONE (VALORI IN kTEE) 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 5.932 4.874 770 288 TEE totali certificati dal GSE TEE suddivisi per metodo di valutazione Titoli rilasciati per RVC-C Titoli rilasciati per RVC-S Titoli rilasciati per RVC-A I TEE rilasciati nell’anno solare 2013: ◦◦ per il 25% riguardano risparmi di energia primaria attraverso interventi per la ridu-zione dei consumi finali di energia elettrica (TIPO I); ◦◦ per il 49% riguardano risparmi di energia primaria attraverso interventi per la ri-duzione dei consumi finali di gas naturale (TIPO II ); ◦◦ per il 26% afferiscono ad altri settori, diversi dall’energia elettrica e dal gas naturale (essenzialmente TIPO III ). Figura 6-46 SUDDIVISIONE DEI TITOLI CORRISPONDENTI A RISPARMI CERTIFICATI DAL GSE NEL 2013 PER TIPOLOGIA DI RISPARMIO (VALORI IN kTEE) 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 TEE totali 5.932 2.906 certificati dal GSE TEE suddivisi 1.561 1.465 per tipologia di risparmio Titoli attestanti risparmi di gas (TIPO II ) Titoli attestanti risparmi diversi dall’energia elettrica e il gas (TIPO III ) Titoli attestanti risparmi di energia elettrica (TIPO I) Un rilevante ammontare dei TEE è realizzato mediante progetti a consuntivo in ambito industriale, pari a circa il 73% dei risparmi. In particolare il 63% riguarda: interventi relativi alla generazione e recupero di calore per raffreddamento, essicazione, cottura, fusione (IND-T) ed interventi di ottimizzazione energetica dei processi produttivi e dei layout di impianto finalizzati a conseguire una riduzione oggettiva e duratura dei fabbisogni di energia finale (IND-FF). Vale la pena notare, infine, che 1.473 progetti consistono in interventi oggetto delle nuove schede tecniche, di cui all’art.12 del Decreto 28 dicembre 2012; in particolare si è registrato un forte interesse degli operatori nell’utilizzo delle schede standardizzate 36E, relativa all’applicazione di sistemi UPS, e 37E, inerente all’installazione di sistemi di
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    6 Coaeegnrz ioen, Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 97 Il Conto Termico Rapporto Attività 2013 riscaldamento unifamiliari a biomasse con potenza inferiore a 35 kW. Le schede sono state rese operative dal GSE nel corso del primo semestre del 2013. La presentazione da parte dei proponenti è avvenuta nel corso dell’ultimo trimestre 2013. 6.3 IL CONTO TERMICO Il “Conto Termico” è il regime di sostegno per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni. È rivolto prin-cipalmente al settore civile (residenziale e terziario), compresi gli edifici della Pubblica Amministrazione, e, limitatamente, al comparto dell’agricoltura in serra e della produ-zione di calore di processo. QUADRO NORMATIVO Il “Conto Termico” è stato introdotto con il Decreto interministeriale del 28 dicembre 2012 (di seguito “Decreto”), in attuazione dell’articolo 28 del D.Lgs. n. 28/2011. Tale Decreto Legislativo, come noto, attua la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. I criteri generali per l’incentivazione degli interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di efficienza energetica di piccole dimensioni sono definiti dall’articolo 28 del D.Lgs. n. 28/2011; la relativa disciplina, ai fini di contri-buire al raggiungimento degli obiettivi specifici previsti dal Piano di azione per le energie rinnovabili (PAN) e dal Piano per l’efficienza energetica (PAEE), è affidata al “Conto Termico”. Il “Conto Termico” è, infatti, una delle misure promosse dall’Italia per il raggiungi-mento dell’obiettivo, vincolante al 2020, di coprire il 17% dei consumi lordi nazionali con energia prodotta da fonti rinnovabili. Il meccanismo agisce doppiamente ai fini dell’obiettivo, sia attraverso l’aumento della produzione di energia da fonti rinnova-bili sia con la riduzione dei consumi finali di energia grazie all’incremento dell’effi-cienza energetica. SOGGETTI AMMESSI AL MECCANISMO Possono accedere al sistema di incentivazione gli interventi realizzati dai seguenti soggetti: ◦◦ le Pubbliche Amministrazioni, relativamente alla realizzazione di interventi di cui all’articolo 4, comma 1 (interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti – categoria 1) e comma 2 (interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza – categoria 2) del Decreto; ◦◦ i soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e Soggetti titolari di red-dito di impresa o di reddito agrario, relativamente alla realizzazione di interventi di cui all’articolo 4, comma 2 (interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza – categoria 2) del Decreto. I soggetti ammessi possono avvalersi del supporto di una ESCO (Energy Service Company) per la realizzazione degli interventi. IL RUOLO AFFIDATO AL GSE L’articolo 8 del Decreto ha assegnato al GSE il ruolo di responsabile dell’attuazione e gestione del sistema di incentivazione. Il GSE provvede all’assegnazione, all’erogazione e alla revoca degli incentivi secondo le modalità e i criteri specificati nelle Regole applicative.
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    98 6 Cogenerazione Rapporto Attività 2013 , Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico Il Conto Termico L’assegnazione e l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari è effettuata dal GSE nei limiti di spesa annua cumulata di 200 milioni di euro per gli interventi realizzati o da realizzare da parte delle Pubbliche Amministrazioni, e di 700 milioni di euro per gli interventi realizzati dai soggetti privati. Per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rin-novabili e di sistemi ad alta efficienza (categoria 2), l’incentivo è calcolato in base alla producibilità presunta di energia termica, in funzione della tecnologia, della taglia e della zona climatica, e valorizzando l’energia prodotta attraverso coefficienti dipendenti dalla tecnologia e dalla taglia. Sono previsti coefficienti premianti in relazione a valori bassi di emissioni di particolato per i generatori di calore a biomassa. L’incentivo è ripartito in 1, 2 o 5 rate annuali, in funzione della tipologia di intervento e della taglia. Al GSE è anche affidata l’effettuazione dei controlli sugli interventi incentivati tramite verifiche documentali e sopralluoghi. L’esecuzione di tali controlli può essere effettuata anche con il supporto di ENEA, di Soggetti concessionari di pubblico servizio e di altri organi specializzati. Il GSE inoltre predispone, in collaborazione con il CTI e le Regioni, le linee guida per l’installazione di contatori termici per la contabilizzazione e la trasmissione telematica dei dati relativi all’energia termica prodotta e, con il supporto di ENEA, effettua il moni-toraggio del raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia termica da fonti rin-novabili e di efficienza energetica e predispone la relazione annuale sul funzionamento del sistema incentivante. RICHIESTE PERVENUTE NEL 2013 Nell’anno 2013, relativamente agli interventi conclusi successivamente alla pubblicazione del decreto, sono pervenute al GSE 3.194 richieste di concessione degli incentivi in base alla modalità dell’accesso diretto, per un impegno di spesa complessiva, su tutte le rate, stimato pari a circa 9,44 M€. Sono inoltre pervenute al GSE le seguenti richieste di incentivo in base alle altre modalità: ◦◦ 14 richieste di iscrizione ai registri per gli interventi di cui all’art. 4, comma 2 lettere a) “sostituzione di impianti termici con generatori del tipo pompa di calore” e b) “sostituzione di impianti termici con generatori alimentati a biomasse”, di potenza termica nominale complessiva maggiore di 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 kWt; 10 interventi sono stati ammessi alle graduatorie: 3 nel registro riservato alle Pubbliche Amministrazioni (procedura CTP A 1-2013) e 7 nel registro riservato ai soggetti privati (procedura CTP R 1-2013), per un impegno di spesa complessiva pari a circa 1,4 M€; il relativo impegno di spesa annuo è pari rispettivamente a 85 k€ per e 194 k€. ◦◦ 96 richieste di prenotazione dell’incentivo relative alle Pubbliche Ammini-strazioni; di queste solo due sono state valutate positivamente, mentre le altre sono state sospese per integrazioni documentali o respinte per mancato ri-spetto dei requisiti. Con riferimento alle richieste di incentivo per accesso diretto del 2013, l’impegno stimato di spesa complessiva, su tutte le rate, è distribuito per tipologia di intervento come illu-strato nella figura seguente.
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    6 Coaeegnrz ioen, Cer tifiac ti Biachn i e Conto Temr ico 99 Il Conto Termico Rapporto Attività 2013 Figura 6-47 DISTRIBUZIONE PERCENTUALE, PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO, DEGLI INCENTIVI RELATIVI ALLE RICHIESTE PERVENUTE NEL 2013 1.A Isolamento termico superfici 2.A Pompe di calore 1.B Sostituzione chiusure trasparenti 2.B Apparecchiature/generatori a biomassa 1.C Generatori calore a condensazione 2.C Solare termico Nel caso di realizzazione di interventi di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) e di realizzazione di interventi di cui all’art. 4, comma 1, lettere da b) a d) e comma 2, lettere da a) a c), su interi edifici con impianti di riscaldamento di potenza nominale totale maggiori o uguali a 100 kW, le richieste di incentivo devono essere corredate da diagnosi energetica preliminare e da certificazione energetica successiva. Il costo delle Diagnosi e ACE/APE è coperto dall’incentivo per il 100% per le Pubbliche Amministrazioni e per il 50% per i soggetti privati, comunque entro i massimali e secondo i criteri definiti all’allegato III al Decreto. Con tutta probabilità il volume delle attività gestite nel primo anno di attuazione del Conto Termico ha risentito della proroga a tutto il 2013, introdotta dal DL 4 giugno 2013, n. 63 (convertito con la Legge n. 90/2013), delle detrazioni previste per la riqualificazione energetica degli edifici (c.d. ecobonus) con innalzamento dell’aliquota dal 55% al 65%, e per le ristrutturazioni edilizie del 50% (è verosimile supporre che, in assenza di tale pro-roga, il numero di richieste di accesso al Conto Termico sarebbe potuto essere maggiore). 1.D Schermature Nota: 2.D Scaldacqua in pompa di calore Diagnosi e ACE 9,3% 3,5% 7,2% 0,3% 4,5% 28,2% 45,1% 0,7% 1,3%
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    7 IL SISTEMADI IMMISSIO NE IN CONSUMO DEI BIO CARBURANTI Rapporto Attività 2013
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    IL SISTEMA DIIMMISSIO NE IN CONSUMO DEI BIO CARBURANTI 7 102 Rapporto Attività 2013 In linea con le direttive europee, da alcuni anni in Italia è stato introdotto l’obbligo per i fornitori di benzina e gasolio di immettere in consumo una quota minima di biocarburanti, al fine di svilupparne la filiera, aumentarne l’utilizzo e limitare l’immissione di CO2 in atmosfera. QUADRO NORMATIVO E SOGGETTI OBBLIGATI La quantità minima annua di biocarburanti che i fornitori – detti soggetti obbligati – de-vono immettere in consumo è calcolata sulla base del contenuto energetico di benzina e gasolio forniti nell’anno precedente – espresso in Gigacalorie (Gcal) – ponderato se-condo percentuali definite dalla normativa vigente. Nel 2013 la quota d’obbligo è stata pari al 4,5%: ciò significa che i soggetti obbligati hanno avuto l’obbligo di immettere in consumo una quantità di biocarburante il cui contenuto energetico fosse almeno il 4,5% di quello della benzina e del gasolio immessi nel 2012. Al fine di monitorare l’assolvimento dell’obbligo, il Decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali n. 110/2008 ha istituito i “Certificati di Immissione in Consumo”, i quali vengono rilasciati ai soggetti obbligati che immettono in consumo biocarburanti sostenibili: un Certificato (in questo caso chiamato CIC10 – biocarburante single counting) attesta l’immissione di 10 Gigacalorie (Gcal) di biocarburante. I biocarburanti più diffusi sono il biodiesel – derivato in genere da oli vegetali estratti da semi di piante (principalmente la palma e la colza) e da oli di scarto come l’olio da cucina usato – e il bioetanolo, prodotto da biomasse ricche di zuccheri (ad esempio il mais), quest’ultimo utilizzato anche per la produzione di ETBE, biocarburante considerato rin-novabile, dalla normativa nazionale, solo per il 47% in volume. Per alcuni biocarburanti sono previste “maggiorazioni” in termini di certificati ottenibili a parità di biocarburante immesso in consumo. In particolare: ◦◦ ai biocarburanti prodotti in stabilimenti ubicati in Stati dell’Unione europea e che utilizzano materia prima proveniente da coltivazioni effettuate nel territorio dei medesimi Stati, nonché a quelli miscelati in percentuale pari al 25% a benzina e gasolio e immessi in consumo al di fuori della rete di distribuzione, è rilasciato (se immessi entro la prima metà del 2014) un Certificato ogni 8 Gigacalorie (detto CIC8 – biocarburante premiale); ◦◦ ai biocarburanti prodotti a partire da rifiitu e sottoprodotti, da materie di origine non alimentare (incluse le materie cellulosiche e le materie ligneo-cellulosiche) e da alghe è rilasciato un Certificato ogni 5 Gigacalorie (CIC5 – biocarburante double counting). L’istituzione dei CIC, di fatto, traduce il rispetto dell’obbligo annuale di immissione nel raggiungimento di un certo numero di Certificati che ogni soggetto deve possedere per dimostrare di aver coperto il proprio obbligo. I Certificati, quindi, costituiscono uno strumento per svincolare il rispetto dell’obbligo dalla miscelazione del biocarburante. Infatti, i soggetti obbligati che non avessero fisicamente miscelato e immesso in consumo il biocarburante possono assolvere ugualmente il proprio obbligo acquistando i CIC da coloro che ne avessero in eccesso per aver immesso più biocarburante rispetto alla pro-pria quota minima obbligatoria. Presupposto imprescindibile per il rilascio dei CIC è la sostenibilità dei biocarburanti, che devono rispettare specifici criteri stabiliti a livello europeo: si tratta di un aspetto fondamentale che investe l’intero ciclo di vita del biocarburante, volto a dimostrarne il valore ambientale in termini di emissioni di gas serra e di impatto sui terreni e sui prodotti agricoli destinati alla produzione alimentare. Per verificare il rispetto di questi criteri, tutti i soggetti coinvolti nella filiera di produ-zione del biocarburante devono aderire al Sistema Nazionale di Certificazione (istituito
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    7 Il sistaemdi imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 103  Rapporto Attività 2013 e disciplinato dal Decreto del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 23 gennaio 2012) o a un sistema volontario approvato dalla Commissione Europea, oppure conformarsi ad accordi bilaterali o multilaterali specifici, conclusi tra l’UE e Paesi terzi. IL RUOLO AFFIDATO AL GSE Le competenze operative e gestionali sui biocarburanti sono attribuite al Ministero dello Sviluppo Economico che le attua congiuntamente al Comitato tecnico-consul-tivo sui biocarburanti, presieduto dallo stesso Ministero e composto dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal GSE. Quest’ultimo, in particolare, oltre ad essere membro del Comitato e a svolgerne le funzioni di Segreteria tecnica, opera per conto del Ministero dello Sviluppo Economico nell’attuazione esecutiva delle varie fasi del sistema di immissione: dalla ricezione delle autodichiarazioni annuali sull’immissione di carburanti e biocarburanti all’accredita-mento dei produttori di biocarburanti premiali, dall’emissione dei certificati al loro scambio tramite l’apposita piattaforma informatica sviluppata per la validazione degli accordi bilaterali, dalla verifica dell’assolvimento dell’obbligo, anche tramite ispezioni in loco presso gli operatori, alla raccolta dei dati sulle emissioni di CO2, anche dei fornitori di GPL e metano. Gli oneri e i costi del sistema di immissione in consumo, inclusi quelli per il funziona-mento del Comitato tecnico-consultivo biocarburanti, sono interamente a carico dei soggetti obbligati, determinati e versati al GSE, per gli anni 2013 e 2014, secondo le mo-dalità stabilite dal decreto dell’11 dicembre 2013, emanato dal Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. DATI 2012 Nel 2013, 56 soggetti obbligati hanno effettuato le comunicazioni dei quantitativi di biocarburante e carburante fossile immessi in consumo nel corso dell’anno precedente. Di seguito sono riportati i principali dati emersi a seguito delle istruttorie documentali effettuate dal GSE. CARBURANTI E BIOCARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO Dall’esame delle dichiarazioni a consuntivo presentate nel 2013 è risultato che i sog-getti obbligati censiti hanno immesso in consumo, nel corso del 2012, oltre 14 milioni di Gcal di biocarburanti sostenibili, suddivisi come mostrato in Figura 48. Tale quan-titativo corrisponde a circa il 3,8% del contenuto energetico del carburante fossile immesso nel 2011, pari a 368 milioni di Gcal, di cui quasi 272 milioni di Gcal di gasolio e oltre 96 milioni di Gcal di benzina. La differenza fra la quota d’obbligo da raggiungere – 4,5% – e quella di fatto rag-giunta è spiegata dalla possibilità, per i soggetti obbligati, di rimandare all’anno suc-cessivo la copertura di una parte del proprio obbligo, dalle maggiorazioni di cui godono determinate tipologie di biocarburanti, nonché dalle sanzioni in cui alcuni soggetti sono incorsi. Nei confronti dei soggetti inadempienti, infatti, è prevista una sanzione, variabile da un minimo di 600 euro a un massimo di 900 euro per ogni CIC mancante alla coper-tura dell’obbligo. In particolare, per l’anno 2012 sono state accertate inadempienze relativamente a tre società, cui corrispondono sanzioni per un ammontare totale di oltre 900.000 euro.
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    104 7 Ilsistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti  Figura 7-48 TIPOLOGIE DI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 (Gcal) Biodiesel 12.658.698 (89,82%) Bioetanolo 20.006 (0,14%) ETBE 1.309.736 (9,29%) Olio Vegetale Idrotrattato 105.195 (0,75%) 0,75 89,82 0,14 9,29 Le materie prime più utilizzate per la produzione dei biocarburanti sono risultate essere le coltivazioni alimentari (44%), seguite da rifiuti e sottoprodotti (24%) e palma (8%). Per il restante 24% del biocarburante dichiarato, la materia prima d’origine non è nota, vista la non obbligatorietà della comunicazione di tale informazione nelle autodichiarazioni del 2013. Le stesse materie prime sono risultate essere di origine extra-comunitaria per il 43%, comunitaria per il 30% e per la restante parte un mix tra le due. Figura 7-49 MATERIE PRIME DI PRODUZIONE DEI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 Figura 7-50 ORIGINE DELLE MATERIE PRIME DI PRODUZIONE DEI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 27% 30% Per quanto riguarda, invece, il luogo di produzione dei biocarburanti, gli stessi sono per il 50% comunitari, per il 29% extra-comunitari e per la restante parte un mix tra le due macro aree di produzione. Coltivazioni alimentari (44%) Rifiuti/sottoprodotti (24%) Palma (8%) Non dichiarato (24%) 44% 24% 8% 24% UE (30%) Extra-UE (43%) UE+Extra-UE (27%) 43% Figura 7-51 PAESI DI PRODUZIONE DEI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI UE (50%) IMMESSI IN CONSUMO NEL 2012 Extra-UE (29%) UE+Extra-UE (21%) 21% 50% 29%
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    7 Il sistaemdi imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 105  Rapporto Attività 2013 CERTIFICATI DI IMMISSIONE IN CONSUMO RILASCIATI A fronte del quantitativo di biocarburante sostenibile immesso nel 2012, il GSE nel 2013 ha rilasciato ai soggetti obbligati oltre 1,8 milioni di Certificati di Immissione in Consumo, suddivisi tra le diverse tipologie. Figura 7-52 SUDDIVISIONE PER TIPOLOGIA DEI CIC EMESSI NEL 2013 CIC5 – Double counting CIC8 – Premiali CIC10 – Single counting 38% 15% 47% I certificati emessi sono stati oggetto di scambio fra i soggetti obbligati, i quali hanno provveduto a registrare tutte le transazioni sulla piattaforma informatica implementata dal GSE: nel 2013 sono stati movimentati circa 192.000 certificati. Figura 7-53 CIC ACQUISTATI/VENDUTI NEL MERCATO 2013 114.985 8.007 69.154 0 0 458 In base alle autodichiarazioni annuali è emerso che poco più di un terzo dei soggetti obbli-gati ha effettivamente immesso in consumo biocarburanti. È più numerosa, invece, la platea dei soggetti che hanno agito sul mercato, acquistando o vendendo certificati. In particolare: ◦◦ 14 società hanno acquistato e venduto CIC; ◦◦ 30 società hanno esclusivamente acquistato CIC; ◦◦ 5 società hanno esclusivamente venduto CIC. ACCREDITAMENTO DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOCARBURANTI PREMIALI I soggetti obbligati che immettono in consumo biocarburanti cosiddetti “premiali” ricevono la maggiorazione di 1 CIC ogni 8 Gcal, purché gli stessi biocarburanti siano stati prodotti in impianti all’uopo accreditati e rispettino i requisiti di sostenibilità definiti a livello europeo. Al tal fine i soggetti titolari di impianti di produzione di biocarburanti hanno presentato nel 2013, ai sensi del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2013, appo-sita istanza di accreditamento telematica tramite l’applicativo informatico BIO CAR del GSE. 120.000 105.000 90.000 75.000 60.000 45.000 30.000 15.000 0 CIC5 – 35,9% CIC10 – 63,9% CIC8 – 0,2% 2012 2013
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    106 7 Ilsistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti  Per il 2013, sono stati accreditati 50 impianti di produzione di biocarburanti da filiera europea[1], dei quali 7 sono anche produttori accreditati di biocarburanti da immettere al di fuori della normale rete di distribuzione e miscelati al 25% con carburanti fossili (destinati quindi a flotte speciali)[2]. La capacità produttiva annua[3] totale degli impianti accreditati è di circa 9.500.000 ton-nellate, mentre il quantitativo di biocarburante premiale immesso in consumo in Italia è stato quasi pari a 860 mila tonnellate. Dei 50 impianti accreditati, 15 sono situati sul territorio nazionale, mentre i restanti si distribuiscono sul territorio europeo come mostrato nella figura successiva. Figura 7-54 NAZIONALITÀ IMPIANTI ACCREDITATI NEL 2013 Italia Germania Francia Paesi Bassi Spagna Belgio Austria Danimarca Lettonia Ungheria Slovacchia VERIFICHE DOCUMENTALI E IN LOCO Il GSE, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, effettua le pre-verifiche documentali riguardo alle autodichiarazioni e alla sostenibilità dei biocarburanti im-messi in consumo, anche mediante l’esame degli attestati di conformità aziendali e dei certificati di sostenibilità. In quanto membro del Comitato tecnico consultivo bio-carburanti, il GSE partecipa, inoltre, alle verifiche di approfondimento in loco presso gli operatori interessati al fine di appurare la veridicità e la correttezza delle autodi-chiarazioni annuali. In tale ambito, nel 2013 sono stati effettuati 5 sopralluoghi presso altrettanti opera-tori, che hanno dato origine a integrazioni documentali e rettifiche, principalmente in merito a: ◦◦ certificazione di sostenibilità incomplete; ◦◦ errori materiali in fase di autodichiarazione; ◦◦ incongruenza dei dati dichiarati a seguito di riscontri con il Ministero dello Sviluppo Economico e/o l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). DATI 2013 Nel 2014, 55 soggetti obbligati[4] hanno effettuato le autodichiarazioni riguardanti i bio-carburanti e i carburanti fossili immessi in consumo nel corso dell’anno precedente. Inoltre, a partire dal 1º gennaio 2014, il GSE è subentrato all’ISPRA nella raccolta infor-matica dei dati relativi al GPL e Metano immessi in consumo. Sono stati 41 i fornitori di GPL e metano che quest’anno hanno effettuato le proprie autodichiarazioni. [1] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera a del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. [2] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera b del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. [3] La capacità produttiva non rappresenta il quantitativo di biocarburante realmente prodotto, ma il quantitativo massimo producibile. [4] Rispetto al 2013, il numero dei Soggetti Obbligati che hanno effettuato l’autodichiarazione è diminuito per via di una fusione tra due società. 15 12 9 6 3 0 15 5 1 9 1 1 10 2 1 4 1
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    7 Il sistaemdi imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 107  Rapporto Attività 2013 Di seguito sono riportati i principali dati emersi a seguito delle istruttorie documentali effettuate dal GSE. CARBURANTI E BIOCARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO Dalle autodichiarazioni effettuate a inizio 2014[5], relative alle immissioni del 2013, emerge una riduzione dei carburanti e dei biocarburanti immessi in consumo rispetto all’anno pre-cedente: sono stati, infatti, immessi circa 13 milioni di Gcal di biocarburanti, corrispondenti a quasi il 3,8% del contenuto energetico del fossile immesso nel 2012, pari a oltre 336 milioni di Gcal, di cui circa 250 milioni di Gcal di gasolio e oltre 86 milioni di Gcal di benzina. Figura 7-55 TIPOLOGIE DI BIOCARBURANTI SOSTENIBILI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2013 (Gcal) Biodiesel 11.771.331 (91,67%) Bioetanolo 14.336 (0,11%) ETBE 924.711 (7,20%) Olio Vegetale Idrotrattato 115.351 (0,90%) Olio Vegetale Puro 16.041 (0,12%) ACCREDITAMENTO DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOCARBURANTI PREMIALI Nel 2014 sono risultati accreditati 60 impianti per la produzione di biocarburanti da filiera europea[6], dei quali 7 sono anche produttori accreditati di biocarburanti da im-mettere al di fuori della normale rete di distribuzione e miscelati al 25% con carburanti fossili (destinati a flotte speciali)[7]. Di questi, inoltre: ◦◦ 50 sono appartenenti alla lista di quelli accreditati nel 2013[8], in virtù della nota esplicativa del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha stabilito la validità dell’accreditamento per l’intero 2014; ◦◦ 10 hanno effettuato un’istanza di accreditamento ex novo per il 2014. La capacità produttiva annua[9] totale dei citati impianti è di circa 11.710.000 tonnellate. Gli stessi si distribuiscono sul territorio comunitario come mostrato nella figura seguente. Figura 7-56 NAZIONALITÀ IMPIANTI ACCREDITATI NEL 2014 [5] Dati suscettibili di variazioni a seguito di verifiche e sopralluoghi presso gli operatori. [6] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera a del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. [7] Biocarburanti di cui all’art. 1, comma 1 lettera b del D.M. MiSE del 14 febbraio 2013. [8] Per uno dei 50 impianti di produzione già accreditati nel 2013 è stata effettuata una voltura. [9] La capacità produttiva non rappresenta il quantitativo di biocarburante realmente prodotto, ma il quantitativo massimo producibile. 91,67 7,20 0,11 0,90 0,12 Italia Germania Francia Spagna Paesi Bassi Belgio Austria Danimarca Lettonia Ungheria Slovacchia Portogallo 15 12 9 6 3 0 15 5 1 9 2 1 14 2 1 8 1 1
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    108 7 Ilsistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti  Rispetto al 2013, è rimasto invariato il numero di impianti italiani accreditati, mentre è aumentato il numero degli impianti tedeschi (passato da 10 a 14), spagnoli (da 4 a 8) e austriaci (da 1 a 2), con l’aggiunta di un impianto portoghese. EMISSIONI DI CO2 In ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 2009/30/CE, il Decreto Legislativo n. 55 del 31 marzo 2011 ha stabilito che i soggetti tenuti al pagamento dell’accisa sui carbu-ranti per autotrazione devono ridurre, entro il 2020, le emissioni di CO2 di almeno il 6% rispetto al valore di riferimento stabilito dalla Direttiva stessa. Al fine di monitorare l’andamento delle emissioni, il citato decreto ha stabilito altresì che gli stessi operatori trasmettano annualmente al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per il tramite dell’ISPRA, una relazione obbligatoria con valore di autocertificazione, contenente i quantitativi di carburanti e biocarburanti immessi in consumo nell’anno di riferimento e le relative emissioni di gas serra (CO2). Il legislatore ha altresì previsto l’irrogazione di ingenti sanzioni per coloro che non effettuano le au-tocertificazioni secondo le modalità di legge. Nell’ottica di semplificare gli adempimenti a carico degli operatori, a partire dal 1º gennaio 2014 il GSE è subentrato all’ISPRA nella raccolta informatica di dette autocertificazioni e dei relativi dati, attuando così il raccordo dei flussi informativi previsto dal Decreto Legislativo 28 del 3 marzo 2011. Al riguardo, dalle autodichiarazioni presentate a inizio 2014 è emerso che: ◦◦41 società fornitrici di soli GPL e Metano hanno dichiarato l’immissione a consun-tivo nel 2013 di oltre 990 mila tonnellate di GPL e di circa 557 milioni di Smc di metano, per un totale di quasi 5 milioni di tonnellate di CO2eq emesse; ◦◦ 55 soggetti obbligati hanno dichiarato di aver immesso in consumo oltre 1 milione e 400 mila tonnellate di biocarburanti e circa 32 milioni di tonnellate di carburanti fossili, per un totale di quasi 117 milioni di tonnellate di CO2eq, di cui oltre 2 milioni di tonnellate riferite ai biocarburanti e circa 115 milioni di tonnellate riferite ai carburanti fossili. I dati di dettaglio delle suddette dichiarazioni sono stati comunicati dal GSE all’ISPRA per le valutazioni e le verifiche di competenza da parte dell’Istituto stesso. Nella figura sottostante sono riportati i valori delle emissioni di gas a effetto serra (CO2) relative ai carburanti fossili, divisi per tipologia, immessi in consumo nel 2013. Figura 7-57 EMISSIONI DI CO2 (TONNELLATE E PERCENTUALI) RELATIVE AI CARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2013 GPL (2,81%) Metano (1,36%) Benzina (24,41%) Gasolio (71,42%) 1,36 2,81 24,41 71,42
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    7 Il sistaemdi imm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti 109  Rapporto Attività 2013 Nella figura seguente sono riportati i valori delle emissioni di gas a effetto serra (CO2) relative ai biocarburanti, divisi per tipologia, immessi in consumo nel 2013. Figura 7-58 EMISSIONI DI CO2 (TONNELLATE E PERCENTUALI) RELATIVE AI BIOCARBURANTI IMMESSI IN CONSUMO NEL 2013 Biodiesel 2.109.388 (92,65%) Bioetanolo 1.613 (0,07%) ETBE 142.568 (6,26%) Olio Vegetale Idrotrattato 19.837 (0,87%) Olio Vegetale Puro 3.501 (0,15%) Di seguito sono riportati i valori medi, ponderati sulle quantità dei biocarburanti immessi, dei fattori di intensità delle emissioni di gas ad effetto serra (CO2), desunti dai certificati di sostenibilità delle partite dichiarate. 41 Olio vegetale idrotrattato 52 37 27 43 SVILUPPI DEL SISTEMA DEI BIOCARBURANTI MODIFICHE AL SISTEMA D’OBBLIGO D’IMMISSIONE IN CONSUMO A partire dal 2015, in virtù del Decreto Legge n. 145 del 23 dicembre 2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 9 del 21 febbraio 2014, il sistema di immissione dei biocarburanti sarà innovato. Fra le varie novità sarà modificata la modalità di calcolo della quota d’obbligo: la stessa, infatti, non sarà più determinata sui carburanti fossili immessi in consumo nell’anno precedente, ma sull’immesso nel corso dello stesso anno solare. A partire dall’immesso in consumo 2014, è anche abrogato il limite di utilizzo dei CIC5 (20% dell’obbligo), che saranno quindi utilizzabili al pari delle altre tipologie di certificati. Oltre a ciò, a partire dalla data di entrata in vigore della citata Legge (22 febbraio 2014), è stato ampliato il novero delle materie prime utilizzabili per la produzione di biocarbu-ranti double counting, con l’inclusione di ulteriori categorie di grassi animali. La stessa Legge ha previsto che i biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, di cui all’art.33, comma 5 del D.Lgs. n.28/2011, siano meritevoli della maggiorazione double counting indipendentemente dal Paese d’origine della materia prima e da quello di pro-duzione dei biocarburanti. 92,65 6,26 0,07 0,87 0,15 Figura 7-59 VALORI MEDI PONDERATI DEI FATTORI INTENSITÀ EMISSIONI GAS SERRA (GCO2eq/MJ) DEI BIOCARBURANTI 60 50 40 30 20 10 0 Olio vegetale Biodiesel Bioetanolo ETBE puro
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    110 7 Ilsistema di i Rapporto Attività 2013 mm iss ioen in comnsu o de i bioaabcnrru ti  In aggiunta, il medesimo provvedimento ha anticipato il termine della maggiorazione per i biocarburanti cosiddetti premiali al 31 marzo 2014[10]. Pertanto, potranno essere consi-derati premiali i soli biocarburanti che, fatte salve le caratteristiche di cui al Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2013, siano stati immessi in consumo entro tale data. BIOMETANO COME BIOCARBURANTE PER AUTOTRAZIONE Sulla base del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 5 dicembre 2013, sa-ranno definite le regole operative per riconoscere i Certificati di Immissione in Consumo per il biometano utilizzato come biocarburante per autotrazione. Il decreto, tra le altre novità, ha previsto l’aggiunta di nuove materie prime nella lista di quelle utilizzabili per la produzione di biometano meritevole di double counting: si tratta, nello specifico, delle materie prime riportate nelle tabelle 1.A e 1.B del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, la cui finalità è quella di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. [10] Al fine di tener conto dei contratti di fornitura della materia prima, ovvero del prodotto finito, legittimamente sot-toscritti prima del 22/02/2014, data di entrata in vigore della Legge 9/2014, il MiSE, tramite nota esplicativa del 27/02/2014, ha prorogato il termine al 30 giugno 2014, data stimata come congrua per lo smaltimento delle scorte di magazzino.
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    8 VERIFICHE EISPEZIO NI SUGLI IMPI ANTI Rapporto Attività 2013
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    Ver ifiche eispez ioni sugl i impian ti 8 114 Rapporto Attività 2013 Il GSE effettua, secondo criteri di trasparenza, affidabilità e non discriminazione, controlli documentali e verifiche mediante sopralluogo sugli impianti in esercizio e in costruzione, al fine di accertare la sussistenza o la permanenza dei requisiti previsti per le varie forme di incentivazione. Di seguito sono elencate le attività di controllo svolte dal GSE nell’anno 2013 e i principali riferimenti normativi in vigore: ◦◦ verifiche sugli impianti fotovoltaici ai sensi dei D.M. 28/7/2005, D.M. 6/2/2006, D.M. 19/2/2007 e Legge 129/2010, D.M. 6/8/2010, D.M. 5/5/2011 e D.M. 5/7/2012; ◦◦ verifiche sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili ai sensi dei D.M. 11/11/1999, D.M. 24/10/2005, D.M. 18/12/2008 (IAFR) e del D.M. 6/7/2012 (FER); ◦◦ verifiche sugli impianti di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento (CHP+TLR) ai sensi del D.M. 24/10/2005 e della “Procedura di Qualificazione GSE degli im-pianti alimentati a idrogeno, celle a combustibile e di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento” approvata con D.M. del 21/12/2007; ◦◦ verifiche sugli impianti eolici che hanno chiesto la remunerazione della mancata produzione (MPE) ai sensi della Delibera dell’AEEGSI ARG/elt n.05/10 e s.m.i.; ◦◦ verifiche sugli impianti ai quali sono stati riconosciuti le garanzie d’origine GO e i certificati RECS e CO-FER ai sensi della Direttiva 2009/28/CE, del D.M. 31/07/2009 e del D.Lgs. 28/2011; ◦◦ verifiche sugli impianti che operano in regime di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) che accedono al meccanismo dei Certificati Bianchi ai sensi del D.M. 5/9/2011; ◦◦ verifiche in avvalimento per conto dell’AEEGSI, a partire dal 1º Luglio 2010 e fino al 31 dicembre 2015, sugli impianti che accedono ai benefici previsti dal provve-dimento CIP 6/92 e sugli impianti di cogenerazione (CHP), svolte ai sensi delle Delibere AEEGSI GOP 42/09, 71/09, 43/10 e 509/2012/E/com. È di seguito riportata una tabella di sintesi relativa all’attività svolta nel periodo 2001- 2011, nel 2012 e nel 2013, al fine di evidenziare l’evoluzione temporale dei controlli ef-fettuati dal GSE. Tabella 8-58 NUMERO E POTENZA DEGLI IMPIANTI CONTROLLATI DAL 2001 AL 2013 TIPOLOGIA 2001-2011 2012 2013 NUMERO DI VERIFICHE NUMERO DI VERIFICHE POTENZA (MW) NUMERO DI VERIFICHE POTENZA (MW) Fotovoltaico (GSE) 986 582 400 231 248 Fotovoltaico (terzi) 3.092 519 21 2.269 150 Fotovoltaico (gestori di rete) 211 445 463 8 4 IAFR 453 97 2.215 86 629 RECS 19 10 401 1 0 MPE 21 12 287 3 88 ICOFER 0 16 863 9 66 CHP + TLR 45 2 31 2 399 CIP6/92 + CHP 45 35 1.793 27 2.149 CAR - - - 18 27 TOTALE 4.872 1.718 6.474 2.654 3.761 Complessivamente, in riferimento agli impianti IAFR – MPE – ICOFER – RECS oggetto di controllo nell’anno 2013, circa il 32% dei procedimenti di verifica conclusi al 31 dicembre 2013, ha avuto esito negativo. Quanto invece agli impianti fotovoltaici, sul totale dei procedimenti di verifica conclusi nello stesso periodo, la percentuale degli esiti negativi è stata pari al 5%.
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    8 Ver ificehe ispez ioni glsu i impian ti 115 Verifiche sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili Rapporto Attività 2013 L’esito negativo delle attività di verifica ha comportato in alcuni casi la decadenza dal diritto agli incentivi e in altri il recupero parziale o totale degli incentivi già erogati. Nei casi più gravi il GSE ha applicato le sanzioni previste dagli articoli 23 e 43 del Decreto Legislativo 28/2011. 8.1 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato, con proprio personale, 86 verifiche su impianti IAFR su tutto il territorio italiano. Considerando anche le verifiche effettuate su impianti RECS, per mancata produzione eolica (MPE) e impianti qualificati ICO-FER, il numero totale è stato pari a 99, così ripartito: 86 IAFR, 1 RECS, 3 MPE, 9 CO-FER. Nelle tabelle successive sono riportati i dati suddivisi per tipologia impiantistica e cate-goria d’intervento. Come si può notare, l’attività di verifica si è maggiormente concentrata sugli impianti a biogas e in misura minore sugli impianti eolici e idroelettrici. La maggiore incidenza in termini di potenza degli impianti oggetto di verifica è in questo caso data dagli impianti eolici e a seguire degli impianti idroelettrici. La categoria degli interventi di nuova costruzione è quella per la quale è stato effettuato il maggior numero di verifiche essendo quest’ultima la tipologia di intervento più fre-quentemente realizzata. Figura 8-60 NUMERO DEGLI IMPIANTI IAFR, RECS, MPE E ICO-FER CONTROLLATI NEL 2013 PER FONTE 40 35 30 25 20 15 10 5 0 20 22 38 5 13 1 Idroelettrico Eolico Biogas Biomasse Bioliquidi Rifiuti Figura 8-61 POTENZA DEGLI IMPIANTI IAFR, RECS, MPE E ICO-FER CONTROLLATI NEL 2013 PER FONTE (MW) Idroelettrico Eolico Biogas Biomasse Bioliquidi Rifiuti 400 350 300 250 200 150 100 50 0 193 346 41 37 131 36 Figura 8-62 PERCENTUALE DEGLI IMPIANTI IAFR CONTROLLATI NEL 2013 100% 75% 50% 25% 0% PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO Potenziamento Rifacimento Nuova costruzione Rifacimento parziale 7% 86% 1% 6% Figura 8-63 PERCENTUALE DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI IAFR 100% 75% 50% 25% 0% CONTROLLATI NEL 2013 PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO Potenziamento Rifacimento Nuova costruzione Rifacimento parziale 10% 63% 5% 22%
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    116 8 VerRapporto Attività 2013 ificeh e ispez ioni glsu i impian ti Verifiche sugli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento 8.2 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI INCENTIVATI CON IL CONTO ENERGIA Nell’anno 2013 sono state effettuate 2.508 verifiche sugli impianti fotovoltaici ammessi ai meccanismi di incentivazione in Conto Energia. Per tale attività, effettuata su tutto il territorio nazionale, il GSE si è avvalso anche di soggetti terzi, professionisti esterni e so-cietà specializzate (ad oggi la società ICIM S.p.A., aggiudicatrice di una gara ad evidenza pubblica), al fine di incrementare significativamente il numero di verifiche. Di seguito sono riportate due figure riassuntive dell’attività svolta, recanti sia il numero di verifiche eseguite dal GSE e da ICIM S.p.A., sia la potenza associata a tali verifiche. Dal confronto tra le figure è possibile vedere come alla società ICIM S.p.A. siano state affidate più verifiche, anche se su impianti di media/piccola potenza, mentre il GSE ha concentrato le proprie risorse sugli impianti di media/grande potenza (nel 2013 la potenza media degli impianti fotovoltaici oggetto di controllo da parte del GSE è stata pari a 1,1 MW). Nel 90% dei casi le verifiche hanno comportato dei sopralluoghi sugli impianti: nel 33% dei casi la verifica ha riguardato impianti fotovoltaici incentivati con il Secondo Conto Energia, nel 2% impianti fotovoltaici incentivati con il Terzo Conto Energia, nel 64% impianti fotovoltaici incentivati con il Quarto Conto Energia, nell’1% impianti incentivati con il Quinto Conto Energia. Figura 8-64 NUMERO DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 2.269 8 Figura 8-65 POTENZA DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 150 4 248 Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato 2 verifiche sugli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento, per una potenza complessiva di 398,6 MW. Il numero limitato delle verifiche effettuato su questa particolare tipologia di impianti dipende sostanzialmente dal fatto che tale segmento riguarda un numero complessivo di circa 100 impianti di cui, negli anni precedenti (2008-2012), sono già stati verificati 47 impianti, individuati fra quelli di maggiore potenza. Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato 18 verifiche sugli impianti di cogenerazione operanti in regime di cogenerazione ad alto rendimento (CAR), che accedono al meccanismo dei Certificati Bianchi ai sensi del D.M. 5/9/2011, per una potenza complessiva di 27,4 MW. 2.500 2.000 1.500 1.000 500 0 CONTROLLATI NEL 2013 231 GSE ICIM GDR 250 200 150 100 50 0 CONTROLLATI NEL 2013 (MW) GSE ICIM GDR 8.3 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE ABBINATA AL TELERISCALDAMENTO 8.4 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO
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    8 Ver ificehe ispez ioni glsu i impian ti 117 Verifiche sugli impianti CIP 6/92 e sugli impianti di cogenerazione Rapporto Attività 2013 8.5 VERIFICHE SUGLI IMPIANTI CIP6/92 E SUGLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE Nell’anno 2013 il GSE ha effettuato 27 verifiche sugli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, da fonti assimilate alle rinnovabili e sugli impianti di cogenerazione in avvalimento dell’AEEGSI in attuazione della delibera 510/2012/E/eel, per una potenza complessiva di 2.149,3 MW, così suddivisi: ◦◦ 14 impianti ammessi ai benefici del provvedimento CIP 6/92, per una potenza di 249,9 MW; ◦◦ 10 impianti riconosciuti cogenerativi ai sensi della delibera AEEGSI n. 42/02, per una potenza di 1.457,4 MW; ◦◦ 3 impianti ammessi ai benefici del provvedimento CIP 6/92 e riconosciuti coge-nerativi ai sensi della delibera AEEGSI n. 42/02, per una potenza di 442,0 MW. Figura 8-66 NUMERO DEGLI IMPIANTI CONTROLLATI IN AVVALIMENTO AEEGSI NEL 2013 14 12 10 8 6 4 2 0 Term. Biogas Term. Rifiuti Term. Comb. processo Term. Gas Naturale Eolico 8 3 1 13 2 Figura 8-67 POTENZA DEGLI IMPIANTI CONTROLLATI Term. Biogas Term. Rifiuti Term. Comb. processo Term. Gas Naturale Eolico IN AVVALIMENTO AEEGSI NEL 2013 (MW) 1.750 1.500 1.250 1.000 750 500 250 0 10 155 288 1.658 38
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    9 STOCCAGGIO VIRTUALE DEL GAS NATURALE Rapporto Attività 2013
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    Stoccagg io virtualedel gas na turale 9 120 Rapporto Attività 2013 Il Decreto Legislativo n. 130 del 13/8/2010 ha introdotto misure finalizzate a rendere il mercato del gas naturale maggiormente concorrenziale, promuovendo l’incontro della domanda di gas naturale dei clienti finali industriali e di loro aggregazioni con l’offerta, e trasferendo ai clienti finali i benefìci derivanti dalla aumentata concorrenzialità. In particolare, il Decreto ha introdotto specifiche misure per incentivare la realizzazione in Italia di 4 miliardi di metri cubi di capacità di stoccaggio addizionale, di cui 3 miliardi destinati a consumatori industriali e 1 miliardo destinato ai produttori termoelettrici. La realizzazione delle nuove infrastrutture o il potenziamento di quelle esistenti, entro e non oltre il 31 marzo 2015, è stata affidata al principale operatore del mercato, ENI S.p.A. Per stimolare la partecipazione di soggetti privati alla realizzazione di questa ulteriore capacità di stoccaggio, è stato predisposto un insieme di strumenti che permettono di anticipare i benefici ottenibili mediante il possesso di una quota di un sito di stoccaggio gas operativo, cioè di poter acquistare il gas al prezzo più basso, stoccarlo e riutilizzarlo nel momento in cui il prezzo sui mercati organizzati è maggiore. Al GSE è stato attribuito un ruolo centrale nella gestione dei meccanismi e dei servizi per lo stoccaggio virtuale. Nel corso dell’anno 2013 il GSE ha utilizzato 5 applicativi in-formatici predisposti per la gestione dei meccanismi istituiti con il D.Lgs. n. 130/2010: 2 portali informativi per gli operatori (soggetti investitori e stoccatori virtuali), 1 portale per la gestione delle aste telematiche per la selezione degli stoccatori virtuali e 2 applicativi interni per la gestione operativa e amministrativa dei contratti stipulati con gli operatori. Le disposizioni di maggior interesse pubblicate nel corso dell’anno 2013 sono riportate nella tabella seguente. Tabella 9-59 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI IN MERITO ALLO STOCCAGGIO VIRTUALE DEL GAS DELIBERA AEEGSI TITOLO 33/2013/R/gas Disposizioni per il servizio di stoccaggio virtuale, per l’anno termico dello stoccaggio 2013 – 2014 90/2013/R/gas Ulteriori disposizioni urgenti per il servizio di stoccaggio virtuale, per l’anno termico dello stoccaggio 2013 – 2014 171/2013/R/gas Determinazione a consuntivo del corrispettivo a copertura dei costi riconosciuti per il funzionamento del Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. per l’anno 2012 e approvazione del corrispettivo di acconto per l’anno 2013 261/2013/R/gas Approvazione della documentazione contrattuale della società Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., relativa al servizio di stoccaggio virtuale 350/2013/R/gas Approvazione dei corrispettivi d’impresa e determinazione dei corrispettivi unici per il servizio di stoccaggio relativi all’anno 2014 641/2013/R/com Aggiornamento della componente tariffaria CVos dal 1º gennaio 2014 SOGGETTI COINVOLTI E SERVIZI EROGATI I soggetti coinvolti nel meccanismo sono: ◦◦ gli investitori industriali che contribuiscono a finanziare la capacità di stoccaggio e che beneficiano delle misure transitorie finanziarie e fisiche; ◦◦ gli stoccatori virtuali che forniscono il servizio di stoccaggio virtuale. La capacità fisica realizzata da ENI aumenta nel corso degli anni, diminuendo al contempo la capacità virtuale non ancora realizzata e sulla quale vengono applicate le misure transitorie. Tabella 9-60 CAPACITÀ FISICA E CAPACITÀ VIRTUALE DI STOCCAGGIO GAS DELIBERA AEEGSI ANNO 2011 -2012 ANNO 2012-2013 ANNO 2013-2014 Capacità fisica (mld mc) 1,7 2,4 2,6 Capacità virtuale (mld mc) 1,3 0,6 0,4 I soggetti investitori industriali in possesso degli idonei requisiti di consumo di gas, se-lezionati da Stogit con apposita procedura concorsuale, hanno presentato al GSE una richiesta di partecipazione al meccanismo di stoccaggio virtuale che prevede, per tali
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    9 Stoaccgg iovirtaelu del ags an taelru 121  Rapporto Attività 2013 soggetti, la possibilità di beneficiare immediatamente delle nuove capacità di stoccaggio, nelle stesse condizioni che si avrebbero con l’effettiva realizzazione di tali opere (misure transitorie). I soggetti selezionati sono stati 34. Il GSE eroga a favore di tali soggetti il servizio di stoccaggio virtuale, articolato in misure transitorie finanziarie e misure transitorie fisiche. MISURE TRANSITORIE FINANZIARIE Per gli anni di stoccaggio 2010-2011 e 2011-2012, il GSE ha erogato dei corrispettivi pari alla differenza di prezzo delle quotazioni del gas naturale nel periodo invernale e quelle nel periodo estivo del medesimo anno termico, applicati sulla quota di capacità di stoc-caggio assegnata e non ancora entrata in esercizio. L’anticipo dei benefici attraverso le misure transitorie finanziarie comporta la correspon-sione, da parte del GSE verso i soggetti investitori aderenti, di un corrispettivo (FINt) di-pendente dalla capacità di stoccaggio oggetto delle misure transitorie (CA0), comunicata dai soggetti investitori al momento dell’istanza, e da un corrispettivo unitario (Δtfin), al netto dei corrispettivi per il servizio (CVS e Kt), secondo la formula seguente: FINt = CA0 × (Δt fin – CVS × 2 – Kt × cvrt) Nella tabella che segue sono indicati, per gli anni di stoccaggio 2010-2011 e 2011-2012, i valori dei parametri che compaiono nella formula. Tabella 9-61 MISURE TRANSITORIE FINANZIARIE: FORMULA DI DETERMINAZIONE DEL CORRISPETTIVO EROGATO DAL GSE FINt = CA0 × (Δtfin – CVS × 2 – Kt × cvrt) CA0, CAPACITÀ DI STOCCAGGIO OGGETTO DELLE MISURE TRANSITORIE COMUNICATA DAI SOGGETTI INVESTITORI AL MOMENTO DELLA RICHIESTA DELL’ISTANZA 2010 – 2011 2011 - 2012 Δtfin, definito dalla Del. ARG/gas 40/11 2,47 €/MWh 3,10 €/MWh CVS, definito dalla Del. ARG/gas 106/11 0,304776 €/MWh 0,304794 €/MWh Kt, definito dalla Del. ARG/gas 40/11 0,5 0,75 Cvrt, definito dalla Del. ARG/gas 106/11 1,0664028 €/MWh 1,1393496 €/MWh Le misure transitorie finanziarie hanno determinato la corresponsione ai soggetti inve-stitori, da parte del GSE, di corrispettivi per 44 milioni di euro relativi al 2010-2011 e per 23 milioni di euro relativi al 2011-2012. MISURE TRANSITORIE FISICHE A partire dall’anno di stoccaggio 2012-2013, i soggetti investitori industriali possono consegnare il gas in estate e ritirarlo nell’inverno successivo, a fronte di un corrispettivo regolato dall’AEEGSI scontato rispetto alle tariffe di stoccaggio. In questo modo è quindi possibile acquistare il gas nei periodi di maggiore disponibilità e a minor prezzo (prezzo estivo) per poi utilizzarlo nella stagione invernale quando il prezzo è più elevato. In particolare, le modalità di funzionamento del servizio di stoccaggio virtuale di cui il soggetto investitore industriale si può avvalere – sia sul mercato italiano sia su alcuni mercati esteri – si distinguono in: ◦◦ consegna fisica del gas al Punto di Scambio Virtuale (PSV) in estate e ritiro del gas al PSV nell’inverno successivo (PSVq-PSVq);
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    122 Rapporto Attività2013 9 Stoaccgg io virtaelu del ags an taelru  ◦◦ consegna fisica del gas in estate presso l’hub fisico di Zeebrugge (ZEE) o presso l’hub virtuale di Title Transfer Facility (TT F) e ritiro del gas al PSV nell’inverno suc-cessivo (ZEEq – PSVq ovvero TT Fq-PSVq); ◦◦ riconoscimento di un corrispettivo per un valore equivalente al valore di gas non consegnato fisicamente in uno dei due mercati esteri nel periodo estivo e ritiro del gas al PSV nell’inverno successivo (ZEEeuro – PSVq ovvero TT Feuro–PSVq). Per l’applicazione delle misure transitorie fisiche i soggetti investitori aderenti ricono-scono al GSE un corrispettivo pari alla somma delle seguenti componenti: ◦◦ corrispettivo di accesso; ◦◦ corrispettivo di utilizzo; ◦◦ corrispettivo di trasporto, solo per le modalità che prevedono la consegna su un mercato estero (TT Fq – PSVq e ZEEq – PSVq); ◦◦ corrispettivo di valorizzazione economica, solo per le modalità che non prevedono la consegna del gas (TT Feuro – PSVq e ZEEeuro – PSVq). Per l’erogazione delle misure transitorie fisiche ai soggetti investitori industriali il GSE, con cadenza annuale, si avvale di stoccatori virtuali, ovvero di soggetti abilitati ad ope-rare sui mercati europei del gas e a ritirare il gas in estate per riconsegnarlo nel periodo invernale. Il GSE aggrega le richieste dei soggetti investitori industriali aderenti e orga-nizza le procedure concorrenziali per la selezione degli stoccatori virtuali e per la for-nitura del servizio di stoccaggio virtuale ai soggetti richiedenti a prezzi più competitivi. A valle della selezione degli stoccatori virtuali, il GSE provvede, di anno in anno, ad abbinare questi ultimi con i rispettivi soggetti investitori industriali e a stipulare un con-tratto di natura annuale con gli stoccatori virtuali. L’abbinamento avviene sulla base delle preferenze espresse da parte dei soggetti investitori industriali, minimizzando il numero di combinazioni possibili. Con riferimento all’anno di stoccaggio 2013-2014, la quantità complessiva da approvvi-gionare per il servizio di stoccaggio virtuale offerto è stata pari alla quantità complessiva richiesta dai soggetti investitori (circa 266 mila MWh) per la modalità TT Feuro – PSVq. Sono stati selezionati 3 stoccatori virtuali, ai fini della fornitura del servizio. Il corrispet-tivo corrispondente per il GSE per i servizi erogati è pari a circa 7 milioni di euro. TARIFFA Il fabbisogno del GSE a copertura dei benefici per le misure transitorie, non coperto dai corrispettivi ricevuti per i servizi erogati, viene coperto dalla componente gas CVos definita dalla Delibera AEEGSI n. 201/11, a valere sulle maggiori imprese di trasporto del gas, che alimenta il “conto oneri stoccaggio” introdotto dalla Delibera dell’Autorità ARG/ gas 29/11 e istituito presso la Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico. Il valore della componente tariffaria CVos per l’anno di stoccaggio 2013-2014 è stato aggiornato a 0,095 centesimi di euro/standard metro cubo. CESSIONE AL MERCATO E ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO A partire dall’anno di stoccaggio 2012-2013 e con cadenza annuale, il GSE gestisce e garantisce la cessione al mercato dei servizi e delle prestazioni relative alla capacità di stoccaggio già entrata in esercizio attraverso un’apposita procedura. Relativamente all’anno di stoccaggio 2013-2014, la capacità offerta ammonta a 9,2 milioni di GJ, mentre quella richiesta è stata pari a 12,3 GJ e quella assegnata è stata pari a 2,2 GJ. Sempre a partire dall’anno di stoccaggio 2012-2013, con cadenza annuale, il GSE veri-fica, attraverso un’apposita attività di monitoraggio, il rispetto dell’obbligo di offerta in
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    9 Stoaccgg iovirtaelu del ags an taelru 123  Rapporto Attività 2013 vendita di gas sul mercato in capo ai soggetti investitori industriali attraverso l’accesso, nel periodo invernale, alla piattaforma di negoziazione P-GAS e/o al mercato MGP-GAS, entrambi gestiti dal GME S.p.A. Il GSE si coordina, inoltre, con Snam Rete Gas al fine di verificare lo scambio giornaliero di gas tra soggetti investitori industriali e stoccatori virtuali abbinati al Punto di Scambio Virtuale (PSV). Il GSE ha stipulato tre apposite Convenzioni con le parti interessate: Stogit, GME e Snam Rete Gas.
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    10 EMISSIO NI DI GAS SERRA Rapporto Attività 2013
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    Emiss ioni digas serra 10 126 Rapporto Attività 2013 10.1 EMISSIONI DI GAS SERRA, IL RUOLO DEL GSE Il GSE svolge un’attività di monitoraggio sulle politiche europee e internazionali per il controllo delle emissioni di gas ad effetto serra fin dal 2007, quando, con il lancio dell’ambizioso obiettivo del “20-20-20 al 2020”, il Consiglio europeo ha di fatto can-cellato i confini tra le politiche energetiche e climatiche evidenziando la stretta corre-lazione tra le azioni finalizzate alla riduzione dei gas climalteranti e lo sviluppo di fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Nel 2008, il GSE fu coinvolto operativamente nella gestione nazionale del principale strumento regolatorio, speculare al Protocollo di Kyoto, di cui l’Unione europea si è dotata per raggiungere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni: il sistema eu-ropeo per lo scambio di quote di emissione (cosiddetto EU ETS), che indirettamente costituisce un meccanismo di incentivo alle fonti rinnovabili e all’efficienza energe-tica. In parallelo, fu avviata un’attività di supporto tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico nei percorsi negoziali nazionali ed europei volti a definire alcuni aspetti attuativi dell’EU ETS lasciati indeterminati dalla Direttiva europea di riferimento, in particolare il sistema delle aste di quote in vigore dal 2013 e le regole semplificate per i piccoli emettitori. Nel 2013, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 30/2013 che recepisce in Italia la Direttiva 2009/29/CE e le modifiche che essa introduce al Sistema europeo per lo scambio di quote di emissione (EU ETS), il GSE è stato formalmente designato quale responsabile del collocamento delle quote italiane di emissione nel sistema di aste dell’EU ETS (Auctioneer). Questa nuova competenza, in realtà operativa già da fine 2012, si aggiunge al curriculum ormai significativo del GSE sul piano inter-nazionale e costituisce la prima vera esperienza della società come protagonista sui mercati europei collegati all’energia. Il conferimento dell’incarico di Auctioneer ha consentito al GSE di ampliare il proprio perimetro d’azione acquisendo un ruolo nell’attuazione degli strumenti regolatori per il controllo delle emissioni di gas serra, in un ambito che potrebbe avere significativi sviluppi in un orizzonte temporale di medio lungo termine. Le aste sono, infatti, un meccanismo per l’allocazione delle quote agli operatori vincolati dal sistema ETS destinato ad espandersi nel post-2020. Infatti, nel proporre un unico obiettivo vincolante espresso in termini di riduzione delle emissioni che traini anche lo sviluppo di efficienza energetica e rinnovabili, la Comunicazione della Commissione 15 (2014) del 22/1/2014 “Quadro per le politiche dell’energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030” riconferma la centralità del sistema e in particolare delle aste al fine del raggiungimento degli obiettivi in materia di clima-energia dell’Unione. Questo ap-proccio trova conferma anche nella proposta di riforma dell’EU ETS che accompagna la Comunicazione. La proposta infatti introduce un meccanismo di flessibilità per rendere l’ETS meno vulnerabile agli shock esogeni ed incentrato sulle aste quale strumento di gestione efficace del sistema, oltre che di assegnazione delle quote. 10.2 EU ETS, COLLOCAMENTO ALL’ASTA DELLE QUOTE DI EMISSIONE ITALIANE Il Sistema europeo di scambio di quote di emissione (European Union Emissions Trading Scheme – EU ETS) è la principale misura dell’Unione europea in attuazione del Protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori energivori, ovvero nei settori industriali caratterizzati da maggiori emissioni. Il Sistema, istituito dalla Direttiva 2003/87/CE e successive modificazioni (Direttiva ETS), trasferisce in
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    10 Emiss ionidi ags aerrs 127 EU ETS, collocamento all’astadelle quote di emissione italiane Rapporto Attività 2013 Europa a livello di impianti industriali il meccanismo di cap&trade introdotto a livello internazionale dal Protocollo di Kyoto. Dal 2012 il Sistema è stato ampliato agli operatori del settore aereo e, dal 2013, è esteso ulteriormente alle attività di produzione di alluminio, calce viva, acido nitrico, idrogeno, carbonato e bicarbonato di sodio e agli impianti che si occupano della cattura e dello stoccaggio di CO2. Il Sistema coinvolge attualmente a livello europeo circa 16.000 operatori, tra impianti termoelettrici, industriali nel campo della produ-zione di energia e della produzione manifatturiera (attività energetiche, produzione e trasformazione dei metalli, cemento, ceramica e laterizi, vetro, carta) ed operatori aerei. Per quanto riguarda l’Italia, sono oltre 1.458 gli impianti coinvolti, di cui oltre il 60% nei settori manifatturieri, cui si aggiungono una settantina di operatori del settore aereo. Figura 10-68 NUMERO DI IMPIANTI SOTTOPOSTI AD EU ETS NEL 2013 – INCLUSI OPERATORI AEREI 15.932 2.626 1.683 1.535 1.528 8.560 La Direttiva ETS prevede che dal primo gennaio 2005 gli impianti dell’Unione europea con elevati volumi di emissioni non possano operare senza un’autorizzazione a emet-tere gas ad effetto serra. Ogni impianto autorizzato deve monitorare annualmente le proprie emissioni e compensarle con quote di emissione europee che possono es-sere comprate e vendute (European Union Allowances – EUA e European Union Aviation Allowances – EUA A, equivalenti a 1 tonnellata di CO2eq). Dal 2013, come criterio generale, gli Stati membri dell’UE assegnano le quote agli operatori a titolo oneroso attraverso aste pubbliche europee. Le quote sono con-servate nel Registro Unico dell’Unione europea. Oltre a censire tutti i passaggi di proprietà delle quote, il Registro è lo strumento attraverso il quale gli operatori compensano annualmente le proprie emissioni restituendo le quote assegnategli a livello europeo. Le aste si svolgono su una piattaforma centralizzata a livello europeo che nel 2013 ha raccolto le quote di proprietà di 25 su 28 Stati membri, inclusa l’Italia, più Islanda, Norvegia e Liechtenstein: il 10 settembre 2012 è stata individuata come piattaforma europea centralizzata la European Energy Exchange – EEX. Le quote di proprietà di Germania e Regno Unito sono collocate attraverso due piattaforme nazionali, rispet-tivamente gestite dalla borsa tedesca EEX e dalla borsa britannica ICE Future Europe. L’offerta delle quote origina dagli Stati, mentre la richiesta dei permessi di emissione proviene dai produttori di energia elettrica e dagli impianti che si occupano della cat-tura, del trasporto e dello stoccaggio della CO2 (CCS); questi ultimi devono approvvi-gionarsi di quote all’asta per coprire il proprio fabbisogno di emissioni. I settori mani-fatturieri e l’aviazione ricevono, invece, parte delle quote a titolo gratuito e ricorrono alle aste per la parte rimanente. 16.000 14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0 EU+EFTA Germania Regno Unito Italia Francia Altri paesi
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    128 Rapporto Attività2013 10 Emiss ioni di ags aerrs EU ETS, collocamento all’astadelle quote di emissione italiane Il sistema delle aste prevede che per ogni asta i partecipanti presentino le proprie offerte (quantità di quote richieste e prezzo offerto), durante il periodo d’asta indi-cato dalle piattaforme nel calendario e senza conoscere le offerte presentate da altri soggetti. Ciascuna asta ha un unico prezzo di aggiudicazione (clearing price), determi-nato dalla piattaforma che ha bandito l’asta, a prescindere dai prezzi offerti dai sin-goli offerenti. Per mettere all’asta le proprie quote gli Stati membri nominano un responsabile nazionale del collocamento (c.d. Auctioneer). Il GSE è formalmente stato designato Auctioneer per conto del Governo italiano sulla piattaforma comune europea, tramite il D.Lgs. n. 13/2013, in vigore dal 5 aprile 2013, che recepisce la Direttiva 29/2009/CE di modifica del Sistema ETS. Nel corso delle 142 sessioni d’asta tenutesi nel 2013 sulla Piattaforma d’Asta Comune Transitoria (t-CAP), il GSE ha collocato per l’Italia oltre 87 milioni di quote EUA (87.873.000) valevoli per il periodo 2013-2020. Tale quantitativo corrisponde al 10,87% degli 808 milioni di quote collocate all’asta complessivamente nel 2013 dagli Stati membri ai sensi di quanto previsto dal Regolamento, che disciplina l’assegnazione delle quote di emissione a titolo oneroso tramite asta agli impianti ricadenti nel campo di applicazione della Direttiva ETS (Regolamento n. 1031/2010 della Commissione del 12 novembre 2010 e successive modificazioni). Le sessioni d’asta di quote EUA A sono rimaste sospese durante tutto il 2013 a seguito della dichiarazione del Commissario europeo per il clima del 12 novembre 2012 (“Stop the clock for the aviation”) ed in virtù della decisione n. 377/2013/EU del Parlamento UE e del Consiglio dell’Unione (c.d. “Stop the clock decision”) che esenta temporaneamente gli operatori che effettuano voli intercontinentali dagli obblighi di compensazione della direttiva ETS. Complessivamente, nel 2013 l’Italia ha ricavato oltre 385 milioni di euro (385.979.650 euro) pari al 18,33% del ricavo totale sulla t-CAP e al 10,87% del totale ricavato dagli Stati membri su tutte le piattaforme. Nel 2013, tali proventi sono rimasti sotto la tem-poranea custodia del GSE al fine del loro trasferimento al Bilancio dello Stato, che sarà attuato in conformità alle norme e agli indirizzi dei Ministri competenti ai sensi del D.Lgs. n. 13/2013, in vigore dal 5 aprile 2013, che recepisce la Direttiva 29/2009/ CE di modifica del Sistema ETS. Tabella 10-62 SUDDIVISIONE DEI RICAVI D'ASTA 2013 TRA STATI MEMBRI PAESE TOTALE RICAVI € PAESE TOTALE RICAVI € PAESE TOTALE RICAVI % PAESE TOTALE RICAVI % Germania 791.253.420 Danimarca 56.055.960 Germania 22,28% Danimarca 1,58% Regno Unito 409.625.940 Austria 55.752.320 Regno Unito 11,54% Austria 1,57% ITALIA 385.979.650 Bulgaria 52.628.980 ITALIA 10,87% Bulgaria 1,48% Spagna 346.111.240 Irlanda 41.677.355 Spagna 9,75% Irlanda 1,17% Polonia 244.021.705 Svezia 35.674.095 Polonia 6,87% Svezia 1,00% Francia 219.246.740 Ungheria 34.592.340 Francia 6,17% Ungheria 0,97% Grecia 147.638.220 Lituania 19.978.120 Grecia 4,16% Lituania 0,56% Olanda 134.237.810 Estonia 18.073.820 Olanda 3,78% Estonia 0,51% Romania 122.736.875 Slovenia 17.738.695 Romania 3,46% Slovenia 0,50% Belgio 114.992.255 Lettonia 10.791.975 Belgio 3,24% Lettonia 0,30% Repubblica Ceca 80.685.660 Lussemburgo 4.973.270 Repubblica Ceca 2,27% Lussemburgo 0,14% Portogallo 72.782.065 Malta 4.466.015 Portogallo 2,05% Malta 0,13% Finlandia 66.970.455 Cipro 345.100 Finlandia 1,89% Cipro 0,01% Slovacchia 61.702.620 Slovacchia 1,74% TOTALE RI CAVI € 3.550.732.700 TOTALE RICAVI % 100%
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    10 Emiss ionidi ags aerrs 129 EU ETS, collocamento all’astadelle quote di emissione italiane Rapporto Attività 2013 Tabella 10-63 RIEPILOGO DEI RICAVI DELLE QUOTE DI EMISSIONE ITALIANE MESSE ALL’ASTA NEL 2013 PRESSO LA T-CAP MESE D’ASTA T0 (ANNO 2013) TOTALE 2013 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Le quote italiane sono state messe all’asta nel 2013 ad un prezzo medio ponderato di 4,39 €, con un picco massimo di 6,35 € registrato nel corso della prima asta dell’anno (8 gennaio) e un picco minimo di 2,65 € registrato il 23 aprile. Figura 10-69 ANDAMENTO DEI RICAVI DELLE QUOTE DI EMISSIONE ITALIANE 2013 PRESSO LA T-CAP Ricavi d’asta (€) 38.665.890 31.930.830 23.904.990 32.192.820 37.502.910 15.428.655 42.749.100 40.429.530 34.582.680 23.679.570 Prezzo medio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Per consentire agli operatori di orientarsi più facilmente nel sistema e ricordare che gli operatori italiani hanno uguale diritto di accesso a tutte le piattaforme, il GSE ha predisposto un calendario consolidato relativo alle aste svolte su tutte le piattaforme attive (t-CAP, piattaforma tedesca e piattaforma britannica). Il Calendario delle aste è pubblicato e regolarmente aggiornato all’interno di una sezione del sito istituzionale GSE dedicata alle aste e attivata con finalità divulgative verso le Istituzioni nazionali e gli operatori italiani soggetti alla Direttiva ETS. Con le medesime finalità è stato attivato un indirizzo e-mail al quale rivolgere eventuali quesiti e sono state effettuate attività di informazione specifiche su sollecitazione, in particolare, di associazioni di categoria ed enti pubblici di formazione. Nel corso del 2013 sono inoltre stati pubblicati 3 rapporti che esaminano l’andamento delle aste di quote di emissione italiane in relazione alle aste di quote degli altri paesi dell’Unione europea e al mercato secondario delle quote di emissione, ciascuno cor-redato di un approfondimento su temi di particolare rilevanza al momento della pub-blicazione dei rapporto: regolamentazione dell’accesso alle aste negli Stati membri dell’Unione europea, caratteristiche degli altri meccanismi di emissions trading operativi a livello internazionale, stato e andamenti del mercato internazionale del carbonio. Quantitativo quote asta – EUA (n) 7.668.000 7.668.000 7.668.000 8.307.000 7.029.000 7.668.000 8.946.000 3.514.500 8.307.000 8.307.000 7.668.000 5.122.500 87.873.000 Prezzo medio ponderato(*) (€/tCO2) € 5,04 € 4,45 € 4,02 € 3,84 € 3,40 € 4,20 € 4,19 € 4,39 € 5,15 € 4,87 € 4,51 € 4,62 € 4,39 Ricavi d’asta (€) 38.665.890 34.103.430 30.809.245 31.930.830 23.904.990 32.192.820 37.502.910 15.428.655 42.749.100 40.429.530 34.582.680 23.679.570 385.979.650 (*) Il valore totale indica il prezzo medio di aggiudicazione ponderato sul quantitativo di quote messe all’asta nel periodo Gennaio 7.668.000 34.103.430 30.809.245 EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA EUA ponderato 7.668.000 7.668.000 7.668.000 7.668.000 8.307.000 8.307.000 8.307.000 8.946.000 3.514.500 5.122.500 7.029.000 € 6,00 € 4,50 € 4,39 € 3,00 € 1,50 € 0 € 40 Mln € 30 Mln € 20 Mln € 10 Mln € 0 €4,39 €5,15 €4,87 €4,51 €4,62 €4,20 €4,19 €3,40 €3,84 €4,02 €4,45 €5,04 Prezzo medio anno
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    130 Rapporto Attività2013 10 Emiss ioni di ags aerrs Segreteria tecnica del Comitato ETS: piccoli emettitori L’attività informativa svolta dal GSE sulle aste abbraccia il quadro normativo europeo e nazionale, le procedure di accesso alle aste, l’andamento generale del sistema d’aste e la principale letteratura di settore, inclusi i principali rapporti degli analisti di settore. 10.3 SEGRETERIA TECNICA DEL COMITATO ETS: PICCOLI EMETTITORI Sin dal 2008, il GSE è parte della Segreteria Tecnica del Comitato nazionale per la gestione della Direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto (Comitato ETS). Il Comitato ETS è l’organo intermi-nisteriale che assolve alla funzione di autorità nazionale competente per la gestione della Direttiva ETS in Italia. Già dal 2012, l’attività svolta dal GSE nell’ambito della Segreteria tecnica è stata con-centrata in particolare sui cosiddetti “piccoli emettitori”. L’articolo 27 della Direttiva ETS ha consentito all’Italia di esentare dal Sistema ETS, a partire dal 2013, 166 impianti cosiddetti “piccoli emettitori”, ovverosia impianti che, nel periodo 2008-2010, hanno presentato emissioni annue inferiori a 25.000 tCO2eq. e che abbiano, per gli impianti che svolgono attività di combustione, potenza termica nominale inferiore a 35 MW; anche gli ospedali, indipendentemente dai requisiti pre-visti per le altre due tipologie di impianti, sono esentati. Di tali impianti, oltre il 56% appartenente al settore della ceramica e dei laterizi. La restante parte comprende centrali a cogenerazione, impianti termoelettrici, ospedali, centrali per il teleriscalda-mento e raffinerie. Il GSE ha supportato il Comitato ETS nell’elaborazione della proposta di esclusione dei piccoli emettitori dall’ambito della Direttiva e, nel corso del 2013, nella predisposizione della disciplina nazionale ad essi dedicati. Tale disciplina, entrata in vigore nel 2013, prevede che essi non superino livelli di emis-sioni quantificati ex-ante, calcolati sulla base degli stessi benchmark usati per gli im-pianti che ricadono nel campo di applicazione della Direttiva ETS o come riduzione delle emissioni al 2020 del -21% rispetto ai livelli del 2005. In caso di mancato rispetto di tali obblighi, per ciascuna tonnellata di CO2eq. in eccesso rispetto alle emissioni con-sentite, l’impianto “piccolo emettitore” potrà scegliere se restituire un corrispondente numero di quote EUA o corrispondere all’erario un ristoro economico valorizzato sulla base del prezzo delle quote EUA dell’anno precedente. Nel caso in cui l’impianto escluso dovesse emettere più di 25.000 tCO2eq. in uno degli anni del periodo 2013- 2020, esso rientrerà automaticamente nel Sistema ETS e in futuro non potrà essere oggetto di ulteriore esclusione dal campo di applicazione della Direttiva ETS.
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    11 STUDI, STATISTI CHE E SERVIZI SPECIALISTICI Rapporto Attività 2013
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    Stud i, statistichee ser vizi special istici 11 134 Rapporto Attività 2013 11.1 ELABORAZIONE DI STUDI E RAPPORTI SPECIALISTICI Nel corso degli ultimi anni il GSE ha destinato un impegno sempre maggiore all’ap-profondimento di studi e analisi inerenti le energie rinnovabili e l’efficienza ener-getica. Tale attività è svolta in primo luogo a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, nonché con finalità informative e divulgative, in ottemperanza a quanto stabilito dal D.Lgs. n. 28/2011 e dai successivi decreti attuativi. La vigente normativa ha infatti previsto la pubblicazione da parte del GSE di rapporti annuali su una serie di tematiche, quali ad esempio: costi delle tecnologie, analisi delle politiche energe-tiche internazionali, valutazione degli impatti economici, occupazionali e ambientali dello sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, procedimenti autorizzativi nazionali e regionali. Nel 2013, particolare rilievo ha assunto la redazione, a supporto del MiSE ai fini dell’invio alla Commissione Europea, del secondo Progress Report dell’Italia in merito allo stato di attuazione delle politiche adottate e dei risultati raggiunti verso l’obiettivo, stabilito dalla Direttiva 2009/28/CE, del 17% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. L’attività di monitoraggio della normativa energetica regionale ha condotto, nel 2013, alla pubblicazione del primo rapporto sulla regolazione regionale per le fonti rinnovabili. Il rapporto è stato presentato nel corso di un evento insieme ai Ministeri e alle Regioni. Uno degli ambiti di lavoro nel 2013 è stato quello relativo al monitoraggio dei costi di produzione da fonti rinnovabili (LCOE, Levelized Costs of Energy). L’attività è stata prin-cipalmente eseguita a supporto del MiSE, ma nel corso del 2014 troverà anche spazio in apposite pubblicazioni. Le analisi sono state peraltro molto apprezzate a livello inter-nazionale, tanto da essere inserite in pubblicazioni di IEA (International Energy Agency) e IRENA (International Renewable Energy Agency). Un altro tema strategico impostato già nel 2012 e ulteriormente sviluppato nel 2013 concerne la predisposizione di un sistema di valutazione delle ricadute economiche, industriali e occupazionali connesse alla diffusione delle fonti rinnovabili e alla pro-mozione dell’efficienza energetica sul territorio nazionale. Ciò ha richiesto l’elabora-zione di un’apposita metodologia, per la cui messa a punto sono stati analizzati tutti i principali studi internazionali, con proficue attività di confronto con importanti centri di ricerca e stakeholders del settore, anch’essi impegnati nell’approfondimento del pe-rimetro della cosiddetta green economy. Alcune delle stime effettuate sono state rese note nel corso di una Audizione Parlamentare. Il monitoraggio delle ricadute ambientali connesse allo sviluppo delle fonti rinnovabili ha comportato la definizione di un modello per il calcolo delle emissioni evitate (uti-lizzando l’approccio del ciclo di vita). Le stime compiute, per gli anni dal 2009 al 2012, sono state inserite nel Progress Report inviato dall’Italia alla Commissione Europea a dicembre 2013. Uno dei settori presidiati, anche attraverso la partecipazione a gruppi di lavoro in-ternazionali, è stato anche nel 2013 quello relativo all’analisi dei meccanismi di pro-mozione delle energie rinnovabili. I risultati di questo osservatorio internazionale consentono l’elaborazione di rapporti specialistici di approfondimento e confronto, utili per individuare e mettere in luce best practices and lessons learnt, funzionali alle valutazioni propedeutiche alla revisione delle politiche energetiche e della normativa. Inoltre, l’analisi delle politiche energetiche internazionali si traduce anche nell’elabo-razione di specifici country report, utili anche per evidenziare interessanti opportunità d’investimento: sono stati pubblicati studi su Turchia, Tunisia, Corea del Sud, Brasile e Arabia Saudita.
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    11 Stdu i,statisticeh e ers vizi spceial istici 135 Elaborazione di studi e rapporti specialistici Rapporto Attività 2013 Nel 2013 è stato anche impostato il monitoraggio dei sistemi di certificazione delle filiere delle biomasse e della sostenibilità dei bioliquidi e dei biocarburanti a livello internazionale, tema sul quale il GSE è anche coinvolto in un implementing agreement in ambito IEA. Vale la pena notare che molte della attività citate, tutte previste dalla normativa, si sono rivelate terreno fertile per rafforzare le collaborazioni internazionali (IEA, IRENA, ma anche Commissione europea, ecc.). Figura 11-70 STUDIO SULLE RICADUTE ECONOMICHE ED OCCUPAZIONALI DELLE FER STI MA INVESTI MENTI IN NUOVI IMPI ANTI NEL 2012 Mln € Mln €/anno 8.000 800 7.000 700 6.000 600 4.000 400 3.000 300 2.000 200 1.000 100 0 0 STI MA RICADUTE OCCUPAZIO NALI TEMPO RANEE NEL 2012 (relative a investimenti in nuovi impianti) Unità di lavoro annuali Unità di lavoro annuali STI MA SPESE DI O&M NEL 2012 SU TUTTO IL PARCO FOTOVOLTAICO 110 514 390 445 545 STI MA RICADUTE OCCUPAZIO NALI PERMANENTI NEL 2012 (relative ad O&M su tutto il parco fotovoltaico) 5.000 500 60.000 45.000 30.000 15.000 0 Fotovoltaico Fotovoltaico 760 Fotovoltaico Fotovoltaico Eolico Eolico Eolico Eolico Idroelettrico Idroelettrico Idroelettrico Idroelettrico Biogas Biogas Biogas Biogas Biomasse solide Biomasse solide Biomasse solide Biomasse solide Bioliquidi Bioliquidi Bioliquidi Bioliquidi 32 Geotermo-elettrico Geotermo-elettrico 16.000 14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0 7.460 1.530 350 2.400 530 330 137.000 53.000 occupati occupati 59.491 23.102 5.160 36.013 8.756 4.785 14.445 2.252 10.474 10.064 10.762 619 6.391 Indotti Diretti Indiretti Indotti Diretti Indiretti Figura 11-71 STUDIO SULL’ANDAMENTO DEI COSTI DI INVESTIMENTO DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI (COSTO SPECIFICO €/W) 6,30 5,89 4,66 4,05 3,11 2,76 5,90 5,44 4,22 3,58 2,58 2,21 5,32 4,73 3,56 2,95 2 1,65 5,10 5,28 3,35 2,85 1,75 1,53 4,79 3,98 3,09 2,78 1,71 1,23 1,2 1,6 1,2 1,3 1,1 1,1 1,1 0,9 0,9 1,1 0,9 1,2 1,3 1,3 1,4 4,1 3,7 2,8 2,2 1,5 1,3 4,0 3,6 2,6 2,1 1,3 1,1 3,6 3,1 2,2 1,8 1,1 0,8 3,1 2008 2011 0,7 0,7 2,8 2,3 1,7 1,5 0,8 0,6 0,6 0,9 1,0 1,5 1,0 2,0 1,2 2,7 2009 2010 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2008 2009 2010 2011 2012 2013 1-3 kW su edificio 3-20 kW su edificio 20-200 kW su edificio 200-1000 kW a terra >1000 kW a terra 1,4 0,8 0,7 0,6 0,5 0,7 1,1 1,1 1,3 1,8 0,1 0,2 0,3 0,2 0,4 0,2 0,4 0,5 0,4 0,3 0,4 0,6 0,7 0,7 0,7 0,3 0,4 0,5 0,6 0,6 0,4 0,3 0,3 0,3 0,2 0,2 0,2 0,4 0,4 0,5 Moduli Inverter Altro
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    136 11 Studi, statistiche Rapporto Attività 2013 e ers vizi spceial istici Le statistiche sulle energie rinnovabili 11.2 LE STATISTICHE SULLE ENERGIE RINNOVABILI Negli ultimi anni il GSE ha acquisito un ruolo di primo piano nel campo dell’informazione statistica sulla diffusione delle fonti rinnovabili in Italia e, in particolare, nel monitoraggio degli obiettivi di consumo di energia da FER assegnati all’Italia dalla Direttiva 2009/28/ CE e dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (PAN). SETTORE ELETTRICO Con riferimento al settore elettrico, dal 2009 il GSE compartecipa con TERNA alla rile-vazione “Statistica annuale della produzione e del consumo dell’energia elettrica” (codice TER-00001 del Programma Statistico Nazionale), che descrive l’evoluzione del settore elettrico italiano sia dal lato dell’offerta (caratteristiche degli impianti di generazione e produzione) sia dal lato della domanda (consumi di elettricità per settore finale di uti-lizzo). Il GSE, in particolare, contribuisce alla rilevazione fornendo i dati relativi a tutti gli impianti fotovoltaici e agli impianti fino a 200 kW di potenza alimentati dalle rima-nenti fonti rinnovabili. Naturalmente, l’utilizzo delle informazioni contenute nei registri amministrativi creati dal GSE per i propri compiti istituzionali – erogazione di incentivi, fornitura di servizi energetici, ecc. – assicura un costante miglioramento qualitativo e quantitativo della rilevazione. I risultati di queste rilevazioni sono diffusi dal GSE attraverso pubblicazioni annuali, di-sponibili sia in forma cartacea sia on line, sul sito istituzionale della società. Nel corso del 2013, in particolare, il GSE ha pubblicato il “Rapporto statistico 2012. Impianti a fonti rinnovabili – Settore Elettrico” e il “Rapporto Statistico 2012. Solare fotovoltaico”; il primo documento riguarda il complesso degli impianti di generazione elettrica alimentati da FER in esercizio in Italia, mentre il secondo è una monografia specifica sulla fonte solare. È stato inoltre elaborato il rapporto statistico “Energia elettrica nelle Regioni italiane” contenente approfondimenti e dettagli con livello di disaggregazione regionale e provinciale. La produzione di energia elettrica da FER nel 2013[1] ha superato i 112 TWh (+21% circa rispetto al 2012), arrivando a coprire circa un terzo del consumo interno lordo nazionale (34%), in netta crescita rispetto al 2012 (27%). In soli sei anni il contributo delle FER nella produzione elettrica nazionale è sostanzialmente raddoppiato. Figura 11-72 EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE DEGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI IN ITALIA DAL 2001 AL 2013 (GWh) Solare 54.473 112.008 Eolica Bioenergie Geotermica 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 [1] Terna, Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2013. Idrica 19% 13% 15% 5% 47% 86%
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    11 Stdu i,statisticeh e ers vizi spceial istici 137 Le statistiche sulle energie rinnovabili Rapporto Attività 2013 Tabella 11-66 EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE DA FONTE RINNOVABILE (GWh) FONTE 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Idraulica 41.623 49.137 51.117 45.823 41.875 52.773 Eolica 4.861 6.543 9.126 9.856 13.407 14.897 Solare 193 676 1.906 10.796 18.862 21.589 Geotermica 5.520 5.342 5.376 5.654 5.592 5.659 Bioenergie (*) 5.966 7.557 9.440 10.832 12.487 17.090 TOTALE FER 58.164 69.255 76.964 82.961 92.222 112.008 CIL – CONSUMO INTER NO LORDO (GWh) 353.560 333.296 342.933 346.368 340.400 330.043 FER /CIL (%) 16 21 22 24 27 34 (*) Bionergie: biomasse solide, biogas e bioliquidi Come ampliamento ed evoluzione dei portali Atlasole e Atlavento, negli ultimi mesi del 2013 è stato avviato lo studio di fattibilità del progetto Atlaimpianti. Il progetto prevede di georeferenziare tutti gli impianti di produzione elettrica, alimentati da fonti rinnova-bili, sul territorio nazionale e di realizzare un’interoperabilità con le Regioni in materia autorizzativa. Considerata la complessità e la vastità del progetto, nella fase iniziale esso riguarderà i soli impianti incentivati dal GSE; negli anni successivi si verificherà la possi-bilità di estendere il progetto a tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili presenti sul territorio nazionale. Si segnala, infine, che attraverso una casella di posta elettronica dedicata, nel corso del 2013 il GSE ha soddisfatto oltre 300 richieste di informazioni sui dati delle rinnovabili pervenute da università, enti locali, operatori di settore, studiosi e consulenti. SETTORE TERMICO E SETTORE DEI TRASPORTI Da alcuni anni il GSE è impegnato nella rilevazione dei consumi di energia da fonti rinno-vabili nel settore termico (calore prodotto da impianti alimentati da biomasse, da rifiuti o da risorsa geotermica; pompe di calore; collettori solari termici; ecc.) e nel settore trasporti (immissione in consumo di biocarburanti). Si tratta di settori di impiego delle FER che, pur tradizionalmente meno indagati, dal punto di vista statistico, rispetto a quello elettrico, rivestono comunque un ruolo di grande rilievo in termini energetici ed ambientali. La rilevazione viene effettuata sulla base di metodologie sviluppate dallo stesso GSE e approvate dal Decreto ministeriale 14/1/2012 del Ministero dello Sviluppo Economico. I risultati della rilevazione condotta nel 2013, relativa all’anno precedente, sono stati comunicati al MiSE, ai sensi dell’art. 3 dello stesso D.M.; contestualmente sono stati impostati forma e contenuti del “Rapporto statistico sui consumi di energia da fonti rinnovabili nei settori Termico e Trasporti”, che nei prossimi anni affiancherà le altre pubblicazioni statistiche pubblicate dal GSE. SISTEMA ITALIANO PER IL MONITORAGGIO DELLE ENERGIE RINNOVABILI (SIMERI) Il monitoraggio statistico del grado di raggiungimento degli obiettivi di consumo di energia da FER individuati dalla Direttiva 2009/28/CE e dal PAN (intermedi e al 2020, complessivi e settoriali, nazionali e regionali) è un’attività di grande rilievo, la cui respon-sabilità tecnica è affidata al GSE dal Decreto Legislativo 28/2011; è infatti il GSE che, nell’ambito del tradizionale ruolo di supporto al Ministero dello Sviluppo Economico, deve concretamente organizzare e gestire il “sistema nazionale per il monitoraggio stati-stico dello stato di sviluppo delle fonti rinnovabili”, con riferimento ai tre settori elettrico, termico e trasporti. Questo sistema, sviluppato dal GSE a partire dal 2011, è denominato SIMERI – Sistema Italiano per il Monitoraggio delle Energie Rinnovabili. Si tratta di un complesso di me-
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    138 11 Studi, statistiche Rapporto Attività 2013 e ers vizi spceial istici Le statistiche sulle energie rinnovabili todi e strumenti informativi per rilevare, con la necessaria affidabilità e continuità, i dati statistici che descrivono l’evoluzione delle fonti rinnovabili di energia in Italia, ai fini della verifica dello stato di raggiungimento degli obiettivi vincolanti fissati dalla Direttiva 2009/28/CE. Come specificamente richiesto dalla normativa, il sistema è sviluppato in piena coerenza con le metodologie e le norme stabilite in ambito UE/Eurostat ed è ar-monizzato con l’attuale sistema statistico in materia di energia, operando in continuità e coerenza con esso. Dal punto di vista della diffusione on line dei dati di monitoraggio rilevati nell’ambito del SIMERI, il GSE ha sviluppato una piattaforma informativa – il “portale” del sistema – aperta a tutti gli utenti e consultabile attraverso la homepage del sito istituzionale, contenente dati statistici per l’intero settore energetico declinati nei settori elettrico, termico e trasporti. Dal SIMERI on line è possibile scaricare cruscotti dinamici per navigare nei dati o semplici tabelle Excel, nonché tutti i riferimenti normativi che regolano il monito-raggio dei dati statistici per l’intero settore energetico. Inoltre, il portale ha un’area riservata dedicata alle Regioni che permette loro l’accesso a dati disaggregati a li-vello provinciale. La tabella seguente riporta l’andamento dei consumi di energia da FER nei tre settori di utilizzo delle FER nel periodo 2006-2012 e costituisce un esempio di set di informazioni reperibili nel portale SIMERI. I dati sono ripresi dalla “Relazione sui progressi realizzati nella promozione e nell’uso dell’energia da FER” che l’Italia deve trasmettere ogni due anni alla Commissione europea (Progress Report); la quota FER sui consumi finali lordi è calcolata seguendo le procedure indicate da Eurostat per il monitoraggio degli obiettivi definiti dalla Direttiva 2009/28/CE. Tabella 11-67 CONSUMO FINALE LORDO TOTALE E PER SETTORE (Mtep) SETTORE DI CONSUMO 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 FER – Elettricità (Mtep) 4,69 4,72 4,91 5,25 5,77 6,84 7,84 FER – Termico (Mtep) 3,78 3,65 4,02 5,11 6,46 7,22 7,39 FER – Trasporti (Mtep) 0,34 0,32 0,88 1,29 1,57 1,58 1,55 CONSUMI FINALI LORDI (Mtep) 136,94 134,12 132,73 125,82 129,88 127,39 124,06 Quota FER / Consumi finali lordi 6,40% 6,50% 7,40% 9,30% 10,60% 12,30% 13,50% Sempre in tema di monitoraggio degli obiettivi, nel 2013 è stata sviluppata la proposta metodologica per il monitoraggio degli obiettivi regionali in materia di consumi finali lordi di energia coperti da FER definiti dal D.M. 15/3/2012 (Decreto “Burden Sharing”); l’approvazione definitiva di questa proposta, al termine della procedura di discussione e condivisione con Regioni e Ministeri, è prevista entro il 2014. NUOVE ATTIVITÀ IN AMBITO SISTAN Nel corso del 2013 è stato svolto un importante lavoro ai fini della programmazione delle future attività statistiche nell’ambito del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN). Seguendo i diversi passaggi previsti dalla procedura SISTAN, infatti, il GSE ha proposto l’inserimento di due nuovi lavori statistici nel Programma Statistico Nazionale (PSN): ◦◦ la rilevazione del calore derivato rinnovabile e dell’energia termica prodotta da pompe di calore, collettori solari termici e risorsa geotermica; ◦◦ l’elaborazione e il monitoraggio statistico degli obiettivi di consumo di fonti rin-novabili (SIMERI).
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    11 Stdu i,statisticeh e ers vizi spceial istici 139 I servizi specialistici per la Pubblica Amministrazione Rapporto Attività 2013 Entrambi i lavori sono legati all’attività di monitoraggio statistico degli obiettivi nazionali di consumo di energia da FER avviate ai sensi del D.Lgs. 28/2011, art. 40, con particolare riferimento alle grandezze relative ai settori termico e trasporti. 11.3 I SERVIZI SPECIALISTICI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE La Legge n. 99/2009 stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni possono rivolgersi al GSE per la fornitura di servizi specialistici in campo energetico. Con apposito atto di in-dirizzo del 29 ottobre 2009, il Ministro dello Sviluppo Economico ha definito le modalità con cui il GSE può fornire tali servizi: ◦◦ per le Amministrazioni centrali dello Stato e gli organi costituzionali, il supporto si può concretizzare in consulenza per applicazioni specifiche e interventi presso le loro sedi istituzionali, riguardanti l’efficienza energetica (EE) e le fonti rinnova-bili (FER); ◦◦ per le Regioni e le Province autonome, la consulenza può riguardare gli aspetti informativi dello sviluppo territoriale delle fonti rinnovabili e delle relative forme di incentivazione; ◦◦ per i Comuni, i servizi possono essere forniti di norma in affiancamento all’ANCI, in conformità a un Protocollo d’intesa. I servizi specialistici in campo energetico possono riguardare i seguenti argomenti: ◦◦ promozione, diffusione e sviluppo delle fonti rinnovabili e della cogenerazione; ◦◦ meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rin-novabili e da impianti cogenerativi, incluse le modalità e le condizioni di accesso agli stessi; ◦◦ efficienza energetica, in particolare tramite il ricorso alle fonti energe-tiche rinnovabili. L’azione di supporto del GSE alla PA si articola in attività specialistiche di ingegneria energetica, definite da protocolli d’intesa e convenzioni, e in azioni informative e for-mative volte a diffondere una cultura dell’energia compatibile con le esigenze dell’am-biente ed a trasmettere conoscenze specifiche sui meccanismi di incentivazione, sulle tecnologie di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e di Cogenerazione ad Alto Rendimento. Inoltre nel 2013, a sostegno dell’attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, sono state eseguite le seguenti attività: ◦◦ attività finalizzate alla valorizzazione della gestione energetica degli edifici del GSE, anche in chiave di diffusione di buone pratiche; ◦◦ analisi sullo scenario di attuazione delle nuove norme UE in materia di riqualifica-zione energetica degli edifici della PA, sugli strumenti di intervento già disponibili e sul ruolo degli attori presenti in questo ambito; ◦◦ ricognizione funzionale ad inquadrare, sotto il profilo normativo e tecnico, il tema della riqualificazione energetica degli edifici vincolati, inclusa una raccolta di casi di interventi di efficienza energetica e/o fonti rinnovabili già realizzati in edifici storici vincolati, pubblici, in Italia; ◦◦ impostazione delle attività di informazione per la promozione della riqualificazione energetica degli edifici della PA tramite la diffusione di buone pratiche in termini di interventi, diagnosi energetiche e contrattualistica.
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    140 11 Studi, statistiche Rapporto Attività 2013 e ers vizi spceial istici I servizi specialistici per la Pubblica Amministrazione SUPPORTO ALLA PA CENTRALE Nel 2013 è stata fornita consulenza sui temi della produzione di energia elettrica e ter-mica da rinnovabili, della cogenerazione e dell’efficienza energetica, anche per l’indivi-duazione delle migliori soluzioni tecnico-economiche e contrattuali e per la redazione di avvisi pubblici riguardanti la realizzazione di interventi e impianti. In particolare: ◦◦ con la convenzione stipulata tra il GSE e il Senato della Repubblica Italiana è stato fornito supporto per la definizione delle esigenze specifiche in merito alla realiz-zazione, su immobili di proprietà, di interventi di efficienza energetica e di impianti alimentati a FER (principalmente utilizzanti la tecnologia fotovoltaica), compresa l’analisi tecnico-commerciale e il supporto nella fase di predisposizione della docu-mentazione di gara e contrattuale; sono stati inoltre definiti i contenuti per la pre-disposizione di documentazione informativa, per uso interno all’Amministrazione, in tema di efficienza e sostenibilità energetica negli edifici pubblici di proprietà; ◦◦ nell’ambito del Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e ri-sparmio energetico” 2007-2013[2] (POI Energia), è stato supportato il Ministero dello Sviluppo Economico mediante la partecipazione a commissioni tecniche per la valutazione delle istanze presentate ai sensi degli avvisi pubblici per il finanzia-mento di progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili su edifici pub-blici (bando maggio 2010, bando “Progetti esemplari”, bando “Progetto JUSTI CE”); ◦◦ con la convenzione stipulata tra il GSE e il Ministero degli Affari Esteri, è stato fornito supporto specialistico per l’analisi preliminare di alcune opportunità per la realizzazione, presso sedi estere (Ambasciate e Consolati), di interventi di effi-cienza energetica e di produzione di energia elettrica da FER; ◦◦ alla fine del 2013 sono state avviate le attività relative alle convenzioni con la Presidenza della Repubblica, Agenzia del Demanio e Coni Servizi S.p.A. SUPPORTO ALLE ALTRE PA Alle Pubbliche Amministrazioni territoriali (Regioni e Province Autonome e grandi Comuni) sono stati erogati corsi di formazione sui temi dello sviluppo delle energie rin-novabili, della cogenerazione e dell’efficienza energetica, in base alle modalità definite dall’atto di indirizzo del MiSE del 29 ottobre 2009 e dal D.Lgs. n. 28/2011. Oltre a for-nire le necessarie informazioni, anche di dettaglio, sulle fonti rinnovabili e sui relativi meccanismi di incentivazione, le giornate hanno consentito la presentazione di tutte le attività svolte dal GSE, con particolare riferimento a quelle definite dal D.Lgs. n. 28/2011, che promuove tra l’altro le collaborazioni tra amministrazioni finalizzate allo scambio di informazioni, dati e buone pratiche per l’attuazione delle politiche nazionali in tema di rinnovabili ed efficienza energetica. È stata inoltre fornita consulenza in merito alla realizzazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili, principalmente fotovoltaici, supportando le Amministrazioni nell’analisi dei consumi energetici dei propri edifici, nell’identificazione delle criticità sotto il profilo energetico e nella valutazione tecnico-economica preliminare degli interventi. [2] Il POI Energia è un programma di sostegno, finanziato da fondi comunitari e nazionali, per le Regioni italiane Obiettivo “Convergenza”, concertato tra il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), il Ministero dell’Ambien-te (MATTM), le Regioni Obiettivo “Convergenza” ed un nutrito partenariato economico e sociale. Obiettivo del programma è quello di aumentare la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica, promuovendo le opportunità di sviluppo locale, integrando il sistema di incentivi messo a disposizione dalla politica ordinaria, valorizzando i collegamenti tra produzione di energie rinnovabili, efficienta-mento e tessuto sociale ed economico dei territori in cui esse si realizzano.
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    ATTIVITÀ INTERNAZIONALI EDI SOSTEGNO ALLA FILIERA 12 144 Rapporto Attività 2013 Se il 2013 può essere considerato un anno particolarmente significativo per il dibattito sulle politiche energetiche europee, lo è stato di conseguenza anche per le attività internazionali condotte dal GSE, declinate principalmente nella partecipazione ad orga-nizzazioni intergovernative ed associazioni internazionali volontarie, e nel lavoro svolto nell’ambito di progetti finanziati dalla Commissione europea. Le attività sono state accompagnate da un’attenta osservazione del dibattito internazio-nale sui temi dell’energia, del clima e della sostenibilità e da un costante monitoraggio della legislazione dell’Unione europea di settore (in particolare mercato interno dell’e-nergia, fonti rinnovabili, efficienza energetica e clima) al fine di individuare novità di interesse, anche sotto il profilo interpretativo, con potenziale impatto sulle attività del GSE e sulle politiche energetiche nazionali. L’attività internazionale si svolge in costante dialogo con il Ministero dello Sviluppo Economico che frequentemente la indirizza o, più in generale, si avvale del GSE come strumento tecnico operativo per la realizzazione e/o la partecipazione ad iniziative in-tergovernative, nonché per il presidio dei principali fora di discussione internazionali e nell’ambito dell’Unione europea, sul clima e sulla sostenibilità energetica, che possano avere impatti sulle scelte di politica energetica nazionali. 12.1 COLLABORAZIONI NELL’AMBITO DI INIZIATIVE E ORGANIZZAZIONI Nel corso del 2013, si è consolidata la partecipazione del GSE ai lavori delle principali organizzazioni intergovernative di settore quali l’International Energy Agency (IEA)[1] e l’International Renewable Energy Agency (IRENA)[2]. È proseguito l’impegno del GSE nell’ambito del Working Party on Renewable Energy Technology (cd. REWP) della IEA, piattaforma di dialogo tra i governi dei Paesi membri dell’Agenzia su aspetti rilevanti per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e la loro integrazione nel mercato energetico. Nel 2013 da questa partecipazione è nata l’idea di portare avanti un’analisi delle politiche di settore condivisa con la Divisione Rinnovabili della IEA e finalizzata ad una prima valutazione tecnica degli impatti del mix di politiche adottate dagli Stati membri europei in attuazione del Pacchetto Clima – Energia al 2020. Inoltre, su indicazione del Ministero dello Sviluppo Economico, sono state poste le pre-messe per il coordinamento di un’iniziativa finalizzata all’individuazione e alla divulgazione a livello nazionale dei risultati raggiunti nell’ambito degli Implementing Agreement (IA) tec-nologici di riferimento, ai quali il GSE partecipa in maniera diretta o tramite la propria controllata RSE (IA su fotovoltaico, bioenergie, ocean energy systems, smart grids, ecc.). Nel 2013, il Ministero degli Affari Esteri, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha indicato il GSE quale focal point tecnico nazionale per le attività svolte da IRENA. Ciò ha comportato l’intensificarsi del contributo del GSE ai tavoli di lavoro di IRENA e alle riunioni degli organismi di governance dell’Agenzia. Il GSE ha proposto spunti per la definizione del piano di attività dell’Agenzia per il biennio 2014-2015, te-nendo conto della propria esperienza operativa settoriale, delle priorità indicate dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) delle esigenze di espansione verso mercati esteri [1] L’International Energy Agency (IEA) è un’organizzazione internazionale istituita nel 1974 nel quadro OCSE a seguito della prima crisi petrolifera e avente sede a Parigi. L’Italia è tra i 16 Paesi fondatori dell’Agenzia che ad oggi conta 28 Paesi aderenti. [2] L’International Renewable Energy Agency (IRENA) è un’organizzazione intergovernativa nata nel 2009 con l’obiettivo principale di promuovere e favorire la diffusione delle energie da fonti rinnovabili a livello internazionale e in parti-colare nei Paesi in via di sviluppo.
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    12 Attività intaenrzioaln i e di sostegn o aall filiaer 145 Collaborazioni nell’ambito di iniziative e organizzazioni Rapporto Attività 2013 delle imprese italiane riscontrate nell’ambito delle proprie attività istituzionali e dell’i-niziativa Corrente. Inoltre ha contribuito alla revisione della pubblicazione di punta dell’Agenzia, REthinking Energy, ed ha fornito supporto tecnico ed analitico per la par-tecipazione dell’Italia all’iniziativa REMAP 2030 – A Renewable Energy Roadmap, avviata nel 2012 allo scopo di contribuire agli obiettivi dell’iniziativa Sustainable Energy 4 All lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon. Nel 2013, inoltre, il GSE ha avviato ufficialmente l’adesione alla IRENA Costing Alliance, iniziativa avente quale obiettivo principale la raccolta di dati sui costi e le prestazioni delle tecnologie rinnovabili e ha ottenuto la nomina (confermata a inizio 2014) di un proprio funzionario come rappresentante dell’Italia nel team di esperti internazionali individuato da IRENA per la valutazione tecnica di progetti finanziati dall’Abu Dhabi Fund for Development. Nel corso dell’anno è stata data continuità anche alle attività focalizzate sull’area me-diterranea, strategica per il sistema energetico nazionale soprattutto a valle dell’appro-vazione della Strategia Energetica Nazionale. Ciò in particolare attraverso la partecipa-zione al lavoro di associazioni volontarie quali l’Observatoire Méditerranéen de l’Energie (OME)[3] e Renewable Energy Solutions for the Mediterranean (RES4MED)[4] ed a quello nell’ambito di iniziative intergovernative, quale è l’Unione per il Mediterraneo[5]. La presenza in ambito OME ha consentito al GSE di monitorare il mercato energetico dei paesi dell’area MENA (Middle East and North Africa) per offrire contributi al dibattito na-zionale rinvigorito dalla SEN sul tema dell’integrazione del mercato energetico europeo con quello dell’area MENA, nonché a supporto delle imprese del Progetto Corrente. Tale tema nel 2013 è stato particolarmente significativo ed oggetto di ampio dibattito anche in sede europea, in particolare con riferimento ai Meccanismi di Cooperazione identificati dalla Direttiva 2009/28/CE, che prevedono la possibilità di conseguire gli obiettivi nazionali in materia di fonti rinnovabili attraverso progetti comuni realizzati dai Paesi UE con uno o più Paesi terzi e per i quali a novembre 2013 sono state approvate Linee Guida europee. RES4MED ha invece offerto al GSE nel corso dell’anno una piattaforma per programmi di formazione sulle tematiche energetiche rivolti anche ai Paesi della sponda sud del Mediterraneo, interessante anche al fine di facilitare l’accesso delle imprese italiane alle iniziative locali per lo sviluppo del settore energetico. Nel 2013 il GSE ha continuato ad essere attivamente presente anche sul fronte dell’As-sociation of Issuing Bodies (AIB)[6], confermando la propria presenza nel General Meeting e nei diversi gruppi di lavoro: Internal Affairs (WGIA), External Affairs (WGEA), Systems (WGS). In virtù del completo allineamento della legislazione italiana alle disposizioni europee in materia di Garanzia di Origine (GO) e della conformità, a livello operativo, del sistema italiano allo standard di certificazione EECS, nel corso del 2013 la modalità di adesione del GSE all’associazione si è ampliata includendo, oltre allo schema RECS per [3] L’Observatoire Méditerranéen de l’Energie (OME) è un’associazione fondata nel 1988 che promuove la cooperazione nell’ambito del bacino del Mediterraneo. Essa vede il coinvolgimento del GSE nel Renewable Energy Committee (REC) e nell’Electricity Commitee. [4] Renewable Energy Solutions for the Mediterranean (RES4MED) è un’associazione nata con l’obiettivo di promuovere le energie rinnovabili, le infrastrutture elettriche necessarie al loro trasporto e misure di efficienza energetica e in tale ambito conduce approfondimenti di carattere regolatorio nei Paesi MENA, al fine di verificarne le opportunità di accesso agli investitori istituzionali. [5] L’Union for the Mediterranean (UfM) è un partenariato multilaterale che mira ad aumentare il potenziale di integra-zione e coesione tra i Paesi dell’area Euro-Mediterranea. Sono coinvolti 43 Paesi. [6] L’Association of Issuing Bodies (AIB) è un’associazione internazionale no-profit, che promuove l’utilizzo del sistema standard di certificazione dell’energia EECS – European Energy Certificate System. L’associazione vede la partecipa-zione di 19 membri rappresentativi di 14 Paesi comunitari, oltre a Norvegia, Svizzera e Islanda. Fanno parte dell’AIB i soggetti responsabili, a livello nazionale, del rilascio delle Garanzie di Origine, con la sola eccezione della Spagna, rappresentata dall’ente responsabile della gestione del sistema RECS. La presenza in AIB di un numero rappre-sentativo di Stati membri dell’Unione Europea e la conformità delle EECS Rules alle disposizioni della Direttiva 28 pone l’associazione in una posizione di primo piano nel contesto europeo sia per offrire uno standard di immediato utilizzo per l’implementazione di un sistema di Garanzie di Origine da parte di Paesi non ancora in linea in tal senso sia per garantire lo scambio internazionale di certificati in maniera affidabile.
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    146 12 Attivitàinternaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer Partecipazione a progetti cui la società è stata attiva fin dal 2001, anche lo schema GO. In tal modo, si è offerta agli operatori italiani l’opportunità di accedere ad un mercato europeo di tali titoli. 12.2 CONTRIBUTO TECNICO ALLE INIZIATIVE INTERGOVERNATIVE DI SETTORE Nel 2013 il GSE ha svolto un’azione particolarmente intensa di supporto al MiSE nell’am-bito del Partenariato Internazionale per la Cooperazione nell’Efficienza Energetica IP EEC (International Partnership for Energy Efficiency Cooperation), iniziativa che pro-muove l’adozione di misure di efficienza energetica. In particolare, il GSE è membro della task force “IP EEC-WEACT”, che vede come capofila il MiSE e che promuove attività di training rivolto ad alti funzionari preposti all’attuazione delle politiche di efficienza energetica nei Paesi emergenti, attraverso l’organizzazione di seminari regionali inter-nazionali e il successivo supporto tramite meccanismi di condivisione via web. Il GSE ha inoltre proseguito le attività di supporto nell’ambito dell’Energy Community Treaty e in particolare nell’ambito della Task Force strategica legata all’identificazione dei progetti di interesse comune (lato generazione e infrastrutture) per l’area del sud est europeo, che nel 2013 ha concluso il suo lavoro. Il 2013 ha inoltre segnato una rinnovata collaborazione nel settore energetico tra Italia e paesi dell’America Latina, rilanciata nell’ambito della VI Conferenza ministeriale “Italia – America Latina”, cui il GSE è stato chiamato, da MiSE e MAE, a fornire un contributo tecnico e a coinvolgere le piccole e medie imprese italiane del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica interessate ai mercati oltreoceano. 12.3 PARTECIPAZIONE A PROGETTI L’impegno del GSE in ambito internazionale si traduce anche nell’adesione a diversi pro-getti volti all’approfondimento, allo studio e alla condivisione di esperienze in materia di fonti rinnovabili, efficienza energetica e certificazione del mix energetico. Il progetto comunitario Concerted Action on the implementation of the RES directive (CA-RES), finanziato dalla Commissione europea nell’ambito dell’IEE – Intelligent Energy Europe, si pone come obiettivo principale quello di definire lo stato dell’arte nell’imple-mentazione della Direttiva 28/2009/CE in materia di fonti rinnovabili e far dialogare gli Stati membri (tutti gli Stati membri vi partecipano), in modo da facilitare lo scambio di buone pratiche, la condivisione di interpretazioni normative, esperienze e soluzioni efficaci a problemi comuni, e, in definitiva, il raggiungimento degli obiettivi comunitari. Alle riunioni periodiche partecipano peraltro funzionari della Commissione europea per cui si creano anche le occasioni per un confronto libero e informale su temi di vasto interesse. La prima fase del progetto, della durata di tre anni, si è conclusa a luglio 2013, mese in cui è però partita una seconda fase che vede sempre il GSE partecipare al progetto in qualità di ente delegato dal MiSE per l’Italia. La seconda edizione triennale del progetto, attualmente in corso, è articolata su 7 gruppi di lavoro, di cui peraltro uno, molto importante, relativo agli schemi di supporto per l’elettricità prodotta da fonti rin-novabili ma nel quale si discutono anche in generale gli obiettivi europei, è presieduto proprio dall’Italia, tramite il GSE, insieme alla Germania. Nel corso del 2013 il GSE ha anche continuato a svolgere le attività previste nell’am-bito del progetto internazionale “PV Parity”, finanziato anch’esso dall’IEE. Obiettivo del progetto è l’identificazione degli strumenti che potrebbero affiancare o sostituire le
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    12 Attività intaenrzioaln i e di sostegn o aall filiaer 147 Il progetto Corrente Rapporto Attività 2013 politiche di sostegno in essere per la diffusione e l’integrazione delle fonti rinnovabili in Europa con particolare riferimento al fotovoltaico. Nell’ambito del progetto è stato sviluppato uno strumento di simulazione per il calcolo della competitività del fotovol-taico in un set di Paesi selezionati; l’attività principale del GSE si è incentrata sull’analisi dello scenario regolatorio e dell’impatto dei programmi di sostegno sui mercati e sulle reti elettriche e la riflessione su incentivi alternativi a quelli esistenti per la produzione di energia da fonte fotovoltaica importata dai Paesi MENA. In relazione ai temi legati all’applicazione del D.M. 31 luglio 2009 sulla certificazione del mix energetico, il GSE ha ulteriormente rafforzato il proprio impegno in ambito interna-zionale attraverso la partecipazione al progetto RE-DISS (Reliable Disclosure), finanziato dalla Commissione europea e che, nel corso del 2013, ha dato avvio alla seconda fase (RE-DISS II ) che si concluderà nel 2015. Sempre con riferimento a tale ambito di attività, la società è membro del gruppo di la-voro tecnico del CEN/CENELEC dedicato alle “Garanzie d’Origine e certificazioni ener-getiche”, con l’obiettivo di definire uno standard di certificazione dell’energia elettrica mediante Garanzie di Origine. A seguito della pubblicazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, si è ritenuto opportuno rivalutare alcuni elementi dello stan-dard al fine di rendere coerente lo stesso con le nuove disposizioni legate alla Garanzia di Origine per la cogenerazione. Ciò ha comportato uno slittamento nella pubblicazione dello standard, comunque attesa per il 2014. 12.4 MONITORAGGIO DELLE POLITICHE EUROPEE E INTERNAZIONALI PER L’ENERGIA E IL CLIMA In coerenza con le attività svolte a livello nazionale, il GSE supporta i Ministeri compe-tenti nel monitoraggio e nella partecipazione a processi negoziali, conferenze e incontri in contesti internazionali in materia di energia, cambiamenti climatici e “low carbon eco-nomy”, con impatto sugli scenari energetici globali e in particolare sullo sviluppo di rinnovabili ed efficienza energetica. Tali attività sono svolte di concerto con il Dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo Economico e in supporto alla Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali del Ministero degli Affari Esteri. Inoltre, in virtù delle funzioni che ricopre nella gestione nazionale del Sistema europeo per lo scambio dei diritti di emissione di gas serra, il GSE monitora le relative atti-vità di regolazione a livello europeo, che vedono coinvolti Commissione, Consiglio e Parlamento europeo e Climate Change Committee. 12.5 IL PROGETTO CORRENTE Corrente è un’iniziativa realizzata nel 2010 dal GSE con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico che aggrega, promuove e valorizza la filiera italiana cleantech con-tribuendo alla creazione di un “Sistema Paese Italia” delle rinnovabili e dell’efficienza energetica in sinergia con diversi partner istituzionali. Corrente, oltre ad essere un portale web dedicato alla filiera green italiana (http://corrente.gse.it), è un progetto ad adesione gratuita e volontaria aperto a tutte le imprese italiane, le startup e ai centri di ricerca che desiderano sviluppare e rafforzare la propria competitività tecnologica e commerciale.
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    148 12 Attivitàinternaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer Il progetto Corrente Nel 2013 Corrente ha visto crescere notevolmente le proprie iniziative e gli iscritti, con-tando a dicembre 2013 circa 1897 imprese. Il trend di crescita positivo è riconducibile alle molteplici attività e servizi proposti agli aderenti nel corso del 2013, che hanno benefi-ciato di una serie di iniziative dedicate quali: avvio di osservatori sui mercati obiettivo; iniziative di informazione e promozione; attività dedicate alle startup cleantech; Europa e finanziamenti comunitari; iniziative di B2B e matchmaking; eventi fieristici; pubblica-zione dei principali bandi di gara settoriali e informazioni sulle opportunità offerte dai mercati nazionali e internazionali. GLI ADERENTI, IL PORTALE, I SERVIZI INFORMATIVI Le aziende iscritte a Corrente rappresentano un fatturato complessivo di oltre 25 mi-liardi di euro e sono espressione di tutte le filiere energetiche di settore: energia solare, eolica, idrica, bioenergie, geotermia, sistemi di accumulo, smart grid e mobilità sosteni-bile. Le imprese, caratterizzate da differenti dimensioni in termini di fatturato, presen-tano un sostanziale equilibrio di rappresentatività fra le piccole e le medie imprese. Si segnala anche l’adesione al network di un cospicuo numero di grandi imprese che hanno consolidato la propria posizione nel settore negli ultimi anni e che ad oggi costituiscono alcuni dei maggiori attori industriali a livello nazionale. Figura 12-73 ANDAMENTO DELLE ADESIONI A CORRENTE 0 37 350 529 599 650 1030 1283 1349 1486 1700 1870 Giu 2010 Ago 2010 Ott 2010 Dic 2010 Feb 2011 Mar 2011 Mag 2011 Lug 2011 Set 2011 Dic 2011 Dic 2012 Set 2013 Il portale di Corrente (http://corrente.gse.it) è uno strumento di aggregazione delle re-altà imprenditoriali e industriali presenti sul territorio italiano; è una piattaforma a dispo-sizione degli aderenti ai quali offre diversi servizi, tra cui la ricerca avanzata di prodotti e servizi delle imprese aderenti, la pubblicazione di news ed eventi di interesse, nonché la divulgazione di studi di settore, analisi dei trend di mercato e, infine, il supporto dedicato alle iniziative imprenditoriali italiane. Corrente offre alle imprese aderenti: ◦◦ News: il portale è aggiornato con notizie, informazioni, eventi, anche suggeriti direttamente dalle imprese aderenti; ◦◦ Newsletter: la newsletter, inviata agli aderenti ogni quindici giorni, propone una selezione delle principali news su tematiche di interesse relative al mondo delle rinnovabili, le opportunità di internazionalizzazione e le attività sviluppate nell’ambito dei vari gruppi di lavoro; ◦◦ Ricerca partner tecnologici, finanziari e commerciali: per favorire l’aggregazione e la promozione della filiera italiana presso soggetti terzi, Corrente supporta gli 2.000 1.600 1.200 800 400 0 +190% da marzo 2011
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    12 Attività intaenrzioaln i e di sostegn o aall filiaer 149 Il progetto Corrente Rapporto Attività 2013 aderenti nella ricerca di potenziali partner tecnologici, finanziari e commerciali sia direttamente che attraverso il coinvolgimento dei suoi partner istituzionali. LE ATTIVITÀ NEL 2013 Nel corso del 2013 il Progetto Corrente ha contribuito a promuovere la filiera italiana a livello nazionale e internazionale non solo con l’invio di newsletter informative, ma anche attraverso la realizzazione di oltre 30 iniziative dedicate, volte a presentare le opportunità offerte dai mercati esteri. Corrente ha favorito la collaborazione tra PMI e centri di ricerca, creando opportunità e facilitando i contatti per contribuire alla crescita dell’industria italiana delle energie rinnovabili in Italia e nel mondo. Tutte le attività sono state sviluppate in forte sinergia con diversi partner istituzionali. Figura 12-74 PANORAMA DELLE PRINCIPALI INIZIATIVE E PARTNER DEL PROGETTO CORRENTE NEL MONDO # Imprese partecipanti 4 5 6 7 8 9 13 15 14 10 11 12 16 3 2 1 10 60 55 30 40 EUROPA AMERICA 4 Missione imprenditoriale 150 110 e Smart Grid Week Conference MiSE, Ambasciata Canada, ICE, Confindustria Cleantech IPO forum – Londra Borsa italiana, London Stock Exchange Italy-USA Green economy Day New York Infoday nazionali bandi energia APRE, MiSE Corrente Day: focus Romania MAE, MiSE, ICE Camera di Commercio italiana in Romania Attività e gruppo lavoro Brasile ANIE Forum sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica in America Latina MAE America Latina protagonista del XXI secolo: Incontro e opportunità IILA 1 2 3 5 6 Corrente per il Sudamerica Banca Interamericana di Sviluppo 7 8 9 4 ASIA MENA 33 10 35 16 10 13 World Future Energy Summit Gruppo di lavoro Arabia Saudita Confindustria, ICE, MiSE AFRICA Osservatorio India ICE-GSE e CEM4 ICE, MiSE World Smart Energy Week 2012 Tokyo Ambasciata d’Italia in Giappone, ICE Il Marocco incontra le eccellenze italiane dell’energia solare UNIDO Corrente Day: focus Giappone Camera di Commercio italiana in Giappone 15 2012/2013 – EAU Ambasciata d’Italia negli EAU, ICE 10 14 11 12 OCEANIA Australia: Infoday opportunità di investimento CCIM, Consolato australiano 16 30 50 20
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    150 12 Attivitàinternaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer Il progetto Corrente Le iniziative svolte nel corso del 2013, alle quali hanno partecipato oltre 500 imprese, sono di seguito illustrate nel dettaglio, suddivise per area geografica di riferimento o settore di interesse. AVVIO DI OSSERVATORI ICE-GSE IN INDIA E MEDIO ORIENTE Con lo scopo di monitorare, presidiare e diffondere le opportunità di business nei mer-cati emergenti e dare avvio a nuovi investimenti, nel mese di ottobre 2013 sono stati attivati due Osservatori presso gli uffici ICE di Nuova Delhi e di Dubai. I due Osservatori beneficiano di un Trade Analyst messo a disposizione dal rispettivo ufficio ICE e mirano a perseguire congiuntamente le seguenti attività: fornire alle aziende del settore in-formazioni aggiornate utili per entrare nel mercato di riferimento (normativa, bandi di gara, opportunità R&D) attraverso una newsletter periodica che recepisce le indicazioni delle imprese partecipanti; supportare le stesse imprese nella ricerca di partner locali; organizzare iniziative settoriali congiunte. INDIA Al fine di coinvolgere attivamente la filiera industriale italiana, recepire le esigenze delle imprese partecipanti, suggerire le azioni prioritarie da implementare nell’ambito del progetto e favorire le occasioni di aggiornamento e partecipazione, il GSE, in sinergia con l’ICE e il Ministero dello Sviluppo Economico, ha aggregato le imprese italiane inte-ressate a partecipare alle iniziative previste dall’Osservatorio di Nuova Delhi attraverso la creazione di un gruppo di lavoro (GDL). Per il mercato indiano hanno espresso interesse a prendere parte al relativo GDL 33 aziende italiane, con la realizzazione delle seguenti iniziative settoriali: ◦◦ incontri del GDL; ◦◦ partecipazione alla Clean Energy Ministerial IV in India; ◦◦ missioni dell’Ambasciata d’Italia in India e dell’ICE a Nuova Delhi. EMIRATI ARABI UNITI Per recepire le esigenze delle imprese italiane e avviare le attività dell’Osservatorio degli Emirati Arabi Uniti (EAU), il GSE ha costituito un GDL dedicato ad aggregare le imprese italiane interessate al mercato emiratino. Diverse le attività dedicate, sviluppate in sinergia con i partner istituzionali: ◦◦ incontri del GDL; ◦◦ fiera World Future Energy Summit 2013; ◦◦ missione di Sistema negli EAU. Sono attive nel GDL EAU 26 imprese italiane. ARABIA SAUDITA Con lo scopo di esplorare le opportunità offerte dal settore cleantech in Arabia Saudita, dove sono state pubblicate le linee guida del piano energetico nazionale che diverrà operativo a partire dalla seconda metà del 2014, Corrente ha avviato un GDL. Attraverso la raccolta di informazioni sulle 50 imprese interessate al mercato, i loro profili aziendali e i loro desiderata, è stato delineato un percorso congiunto per la realizzazione di azioni sistemiche di supporto nel loro accesso al mercato: ◦◦ incontri del GDL; ◦◦ incontro informativo in Arabia Saudita; ◦◦ fiera Saudi Energy 2013 in Arabia Saudita.
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    12 Attività intaenrzioaln i e di sostegn o aall filiaer 151 Il progetto Corrente Rapporto Attività 2013 AMERICA LATINA E CARAIBI Sono state realizzate 4 iniziative settoriali volte a informare le imprese italiane della green economy circa le opportunità offerte dall’America Latina e dai Caraibi. Sono 100 le aziende cleantech italiane coinvolte in attività che spaziano dalle giornate in-formative alla costituzione di un GDL Brasile. In particolare, le attività condotte sono le seguenti: ◦◦ individuazione di opportunità nei Caraibi per le aziende cleantech italiane; ◦◦ organizzazione di un seminario sulle opportunità offerte dalle rinnovabili in Brasile e avvio del relativo GDL; ◦◦ partecipazione al Consiglio di Cooperazione italo-brasiliano; ◦◦ partecipazione al workshop “L’energia elettrica e le reti di trasmissione come fat-tore di sviluppo sostenibile ed integrazione dell’America Latina”. AFRICA In occasione della visita in Italia dei rappresentanti dell’IFC (International Finance Corporation della World Bank), è stato organizzato – presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico – un incontro informativo sul progetto Lighting Africa, con l’obiettivo di presentarlo agli operatori italiani attivi nei settori degli impianti di illu-minazione a led, dei sistemi di ricarica di dispositivi elettronici, dei sistemi di cottura e dei sistemi di accesso all’energia off-grid. Hanno preso parte all’iniziativa circa 30 imprese italiane. AREA EUROPA E FINANZIAMENTI COMUNITARI Sono state realizzate 4 iniziative settoriali volte a informare le imprese italiane della green economy sulle opportunità di finanziamento offerte dalla nuova programmazione europea 2014-2020. Dai bandi di gara alle call for proposals europee fino alle oppor-tunità di finanziamento dedicate alla ricerca e all’innovazione nel settore energetico: ◦◦ workshop: “Verso HORIZON 2020: un think tank italiano nel settore cleantech per promuovere la filiera e la ricerca nazionale in Europa”; ◦◦ bollettino Energia – Europa; ◦◦ Digital Energy Tour 2013; ◦◦ attività di Europrogettazione; ◦◦“aperitivi dell’innovazione”. ATTIVITÀ DI FORMAZIONE – MED IMPACT WORKSHOP Iniziativa organizzata da GSE e OME – Observatoire Méditerranéen de l’Energie, con lo scopo di presentare agli operatori italiani del settore cleantech il Med-Impact tool, stru-mento sviluppato dall’OME a supporto degli operatori che desiderano investire nel settore solare nell’aria MENA. AMERICA DEL NORD E ASIA Iniziative dedicate a favorire le opportunità di collaborazione tra le imprese italiane delle energie rinnovabili e le controparti provenienti da Canada, Cina, Giappone, Indonesia, Singapore e Malesia: ◦◦ missione di Sistema in Indonesia; ◦◦ fiera Tokyo Renewable Energy 2013 in Giappone; ◦◦ visita delegazione ministeriale Singapore; ◦◦ missione imprenditoriale in Malesia e Singapore; ◦◦ missione imprenditoriale in Canada.
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    152 12 Attivitàinternaz Rapporto Attività 2013 ioaln i e di sostegn o aall filiaer Il progetto Corrente INFO DAY Visto l’alto interesse delle imprese aderenti a Corrente verso lo sviluppo delle rinnovabili in diversi Paesi esteri, i relativi sistemi di incentivazione sono stati illustrati nell’ambito di 4 seminari, organizzati in sinergia con i partner istituzionali e le controparti straniere: ◦◦“Le opportunità offerte dallo sviluppo delle rinnovabili in Turchia”; ◦◦“Italy-Malaysia Green Economy Day”; ◦◦“I fattori determinanti per gli investimenti in energie rinnovabili in Romania”; ◦◦“Le rinnovabili in Australia, opportunità d’investimento”. Hanno preso parte alle giornate informative circa 200 imprese italiane. STARTUP CLEANTECH – INIZIATIVA CLEANSTART Corrente, a seguito delle indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, ha dedi-cato alle startup del settore energetico iscritte all’apposita sezione speciale del Registro delle imprese come da Decreto “Crescita 2.0”, l’iniziativa Cleanstart, che prevede l’atti-vazione di servizi dedicati a queste nuove realtà imprenditoriali, con l’obiettivo di assi-sterne, valorizzarne e promuoverne lo sviluppo e la visibilità. Tra i nuovi servizi su misura per le startup previsti da Cleanstart sono inclusi: iniziative di formazione finalizzate alla partecipazione ai bandi europei del settore energia; assistenza nell’attività di ricerca di partner tecnologici, finanziari e commerciali; organizzazione di iniziative dedicate al mondo delle startup alla presenza di investitori di venture capital.
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    13 ATTIVITÀ INFORMATIVE Rapporto Attività 2013
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    Attività inf ormative 13 156 Rapporto Attività 2013 13.1 IL CONTACT CENTER DEL GSE Il GSE, con la propria struttura di Contact Center, fornisce agli operatori di settore infor-mazioni sulle modalità di accesso agli incentivi e offre supporto in merito alla gestione delle convenzioni in essere. Nel corso del 2013 hanno avuto particolare impatto sul Contact Center le richieste rela-tive alle tematiche di seguito riportate. ◦◦ Meccanismi di incentivazione dell’energia prodotta dalle fonti rinnovabili, con par-ticolare riferimento all’operatività del D.M. 6/7/2012 relativo all’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dal fo-tovoltaico entrati in esercizio dal 1º gennaio 2013 e relativa apertura del portale informatico e registri dedicati. ◦◦ Meccanismi di incentivazione dell’energia solare fotovoltaica – servizio FTV : il servizio consiste nel fornire assistenza e supporto nell’espletamento degli adem-pimenti tecnico-procedurali, propedeutici all’accesso agli incentivi per l’energia fo-tovoltaica prodotta. Il raggiungimento a giugno 2013 del plafond, pari a 6,7 miliardi di euro, per l’incentivazione degli impianti fotovoltaici (Delibera AEEG 250/13) ha portato al termine delle richieste di incentivo, ad eccezione dei Comuni colpiti dal sisma del maggio 2012. ◦◦ Riconoscimento della Cogenerazione ad Alto Rendimento, nonché modalità di integrazione dei nuovi impianti nel sistema elettrico – servizio FER-CAR (Delibera AEEGSI n. 312/07). Il servizio si sostanzia nel fornire supporto nell’interpretazione applicativa della normativa sulle fonti di energia rinnovabili e sui meccanismi per la qualificazione degli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento. ◦◦ Ritiro Dedicato dell’energia prodotta da fonti rinnovabili – servizio RID. Il ser-vizio garantisce assistenza ai clienti per l’accesso al regime di Ritiro Dedicato dell’energia. ◦◦ Meccanismi di accesso al regime di Scambio sul Posto – servizio SSP: il servizio informativo interessa i titolari di impianti che intendono compensare il valore as-sociabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete con il valore associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione. ◦◦ Meccanismo di incentivazione con i Certificati Verdi. ◦◦ Meccanismo di incentivazione con i Certificati Bianchi con particolare riferimento all’operatività del D.M. 28/12/2012 relativo al meccanismo di incentivazione tra-mite i Certificati Bianchi, attività gestita fino al 2012 dall’AEEGSI. ◦◦ Meccanismo di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinno-vabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni legato all’opera-tività del D.M. 28/12/2012. ◦◦ Sistemi di immissione in consumo dei biocarburanti. ◦◦ Gestione ed emissione delle Garanzie di Origine a seguito della qualifica IGO dell’impianto a fonte rinnovabile. ◦◦ Assistenza all’utilizzo del nuovo portale per l’accesso agli applicativi informatici, reso disponibile sul sito aziendale per la gestione, da parte dei clienti, dei propri rapporti commerciali con il GSE – servizio AP. Nel 2013 il numero di richieste pervenute al Contact Center si è mantenuto stabile ri-spetto ai due anni precedenti, attestandosi poco sopra il milione. Gli operatori di settore possono contattare il GSE tramite i numeri verdi, le mail, il sito Internet, i fax, le fiere e, nel 2013, si è aggiunto il canale Twitter. Complessivamente i due terzi delle richieste giungono via telefono, con una media di arrivi giornalieri di 2.000 telefonate e 1.000 mail.
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    13 Attività ifnoamr tive 157 Il Contact Center del GSE Rapporto Attività 2013 130.000 120.000 110.000 100.000 90.000 80.000 70.000 60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 83.830 87.862 104.209 105.223 123.382 101.630 119.831 73.727 85.064 83.812 70.653 53.977 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Scambio sul Posto Servizio Energetici Ritiro Dedicato e TO 2008 Efficienza (CB, CT, CAR) FER (IAFR, TFO, CV) Conto Energia Info GSE e Non Pertinenti Figura 13-75 ANDAMENTO DEI CONTATTI IN ENTRATA PER L’ANNO 2013 PER MESE, CON DETTAGLIO PER SERVIZIO 17.167 1.020 14.401 1.118 15.353 8.232 19.228 12.854 887 5.892 5.689 1.164 6.800 3.381 6.767 10.251 11.207 393 7.616 956 10.837 13.984 4.685 2.019 3.336 2.196 3.667 2.492 2.778 2.587 2.809 4.134 1.031 6.318 1.880 2.182 532 3.934 2.750 1.270 350 4.371 3.944 1.520 67.886 61.838 77.725 68.140 62.309 55.457 2.114 50.636 43.340 48.373 12.128 13.560 18.723 10.908 10.743 10.409 10.898 11.066 12.878 181 4.710 170 4.108 46.196 6.797 3.692 1.601 35.835 9.681 15.091 1.763 12.523 9.715 154 3.331 3.630 1.515 27.172 8.462 11.764 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
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    158 Rapporto Attività2013 13 Attività ifn oamr tive Il Contact Center del GSE A fronte della diminuzione di richieste di supporto per la presentazione di nuove istanze, vi è una crescita di contatti legati alla gestione delle convenzioni in essere. Poco più del 10% delle richieste sono relative a informazioni di carattere generale. Figura 13-76 RICHIESTE GESTITE NELL’ANNO 2013, RELATIVE ALLE PRINCIPALI FASI DI PROCESSO, CON DETTAGLIO PER MESE 83.830 87.862 104.209 105.223 123.382 101.630 119.831 73.727 85.064 83.812 70.653 53.978 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Presentazione e Valutazione Richiesta Stipula della Convenzione Gestione Contratti Pagamenti e Fatturazione Misure Sistemi Verifiche e Ispezioni Comunicazioni e Anagrafica Clienti 130.000 120.000 110.000 100.000 90.000 80.000 70.000 60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 19.692 14.589 17.320 15.623 21.126 15.745 14.234 19.192 8.142 8.407 20.023 3.729 23.974 3.975 23.708 2.739 20.663 2.346 21.425 3.426 17.030 24.378 5.578 8.278 38.799 5.094 3.281 14.720 7.022 36.019 4.823 2.036 13.377 9.135 46.194 6.756 2.252 14.770 7.215 35.725 6.256 2.271 11.686 9.143 30.285 4.972 3.363 12.311 6.363 22.954 4.752 1.732 11.466 3.438 6.882 22.704 3.592 1.514 12.274 2.508 5.676 23.599 4.490 2.440 9.834 18.148 3.334 7.935 27.709 4.394 2.606 12.520 6.573 7.979 12.229 2.139 7.846 25.867 3.392 1.137 11.445 16.966 2.888 9.498 26.840 4.834 1.490 13.305 5.789 8.935 2.158 6.132 17.432 2.890 1.124 9.512 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
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    13 Attività ifnoamr tive 159 Il Contact Center del GSE Rapporto Attività 2013 Il mese di maggio evidenzia la concomitanza del pagamento dei conguagli annuali per le convenzioni di Scambio sul Posto, delle dichiarazioni di consumo per gli impianti fotovol-taici, delle comunicazioni dei Certificati Bianchi in possesso dei produttori, della chiusura del registro del Conto Termico, e infine dei registri e delle aste delle FER Elettriche. Figura 13-77 RICHIESTE GESTITE NELL’ANNO 2013, RELATIVE ALLE PRINCIPALI FASI DI PROCESSO, CON DETTAGLIO PER SERVIZIO 390.000 360.000 330.000 300.000 270.000 240.000 210.000 180.000 150.000 120.000 90.000 60.000 30.000 0 155.247 226.866 38.298 90.585 56.175 353.011 25.171 91 147.757 9.955 29.865 17.774 65.509 Informazioni generali Presentazione e valutazione richiesta Stipula della convenzione Gestione contratti Misure Pagamenti fatturazione Servizio Energetici 360 15 Sistema Verifiche e ispezioni 4.131 43.996 Comunicazioni e anagrafica clienti Informazioni generali Presentazione e valutazione richiesta Stipula della convenzione Gestione contratti Misure Pagamenti fatturazione Sistema Verifiche e ispezioni Comunicazioni e anagrafica clienti Scambio sul Posto Ritiro Dedicato e TO 2008 Efficienza (CB, CT, CAR) FER (IAFR, TFO, CV) Conto Energia Info GSE e Non Pertinenti 96.191 16.518 219.572 45.914 55.261 24.118 46.184 8.585 6.826 10.993 23.400 7.769 4.608 189.988 28.155 27.961 5.179 87.093 2.018 484 1.660 19 164 3.165 755 79 1 25 935 142 372 997 23 3.235 3.055 91 27
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    160 Rapporto Attività2013 13 Attività ifn oamr tive Il Contact Center del GSE Il GSE ha scelto di verificare costantemente la qualità dei servizi erogati adottando, su base volontaria, il modello organizzativo previsto dalla Delibera AEEGSI 139/07 e dalla Norma UNI 11200:2010. A dicembre 2012 il GSE ha conseguito la certificazione del proprio Contact Center ai sensi della normativa UNI 11200 ed EN 15838 del 2010, che definisce i requisiti dei centri di contatto e si propone di indicare le “migliori pratiche” focalizzate sul cliente per promuovere lo sviluppo di servizi di alta qualità, che siano efficaci nel rispondere alle aspettative del cliente. Figura 13-78 PARAMETRI DEL SERVIZIO TELEFONICO PREVISTI DALLA DELIBERA AEEGSI 139/07: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Figura 13-79 PARAMETRI DEL SERVIZIO TELEFONICO PREVISTI DALLA DELIBERA AEEGSI 139/07: PERCENTUALE DI CHIAMATE RISPOSTE SUL TOTALE DI CHIAMATE IN ATTESA L’incremento del numero dei clienti e l’evoluzione della normativa hanno portato ad una razionalizzazione dei processi aziendali volta ad una più efficace interazione all’interno dell’Azienda. A tal fine è stato esteso l’utilizzo del sistema di CRM (customer relationship management), già in uso al Contact Center, ai referenti delle altre unità aziendali per la condivisione della relazione e dei contatti intrattenuti dal GSE con la propria clientela. Da settembre 2013, sono stati creati dei “Poli” all’interno del sistema di CRM, ovvero un gruppo di risorse delle Unità aziendali del GSE dedicate alle gestione delle richieste com-plesse pervenute tramite il Contact Center. Ad oggi i poli sono 50 e le risorse operative sul sistema di CRM sono oltre 150. I ticket inviati ai Poli risultano essere meno del 10% delle richieste gestite, inclusi i ti-cket denominati di “Notifica”, per i quali non è necessaria una risposta all’interlocutore esterno. I ticket ancora aperti sono afferenti a richieste di interpretazione normativa in via di definizione. 2m 20s 2m 00s 1m 40s 1m 20s 1m 00s 40s 20s TEMPO MEDIO DI ATTESA PER LA RISPOSTA DELL’OPERATORE 26s 42s 1m 03s 1m 36s 2m 11s 1m 25s 1m 43s 1m 22s 54s 1m 04s 1m 06s 1m 32s Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre 100% 98% 96% 94% 92% 90% 88% 98% 96,4% 94,6% 91,5% 88,7% 92,6% 89,8% 92,6% 95,7% 97,3% 97,3% 96%
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    13 Attività ifnoamr tive 161 Le attività di informazione Rapporto Attività 2013 Figura 13-80 GESTIONE DEI TICKET INTERNAMENTE AL GSE: TICKET INVIATI IN ESCALATION AI POLI 1.243 Il GSE svolge una costante attività di informazione e formazione, in particolare per pro-muovere la conoscenza dei diversi meccanismi di sostegno alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica. Tale impegno è da sempre una delle priorità del GSE e il D.Lgs. 28/2011 ha ulteriormente rafforzato il ruolo e la responsabilità del GSE in questa ot-tica, assegnandogli il compito di rendere disponibili informazioni ad ampio spettro in tema energetico: incentivi disponibili; costi benefici ed efficienza delle apparecchiature; orientamenti che consentano ai progettisti di considerare adeguatamente la combina-zione ottimale di rinnovabili ed efficienza; buone pratiche adottate nelle regioni e nelle provincie per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica; proce-dure e procedimenti autorizzativi adottati nelle regioni e nelle province. Lo stesso D.Lgs. 28/2011 prevede peraltro che il GSE, con le modalità previste dalla Legge 99/2009, possa stipulare accordi con le autorità locali e regionali per elaborare programmi d’informa-zione, sensibilizzazione, orientamento o formazione. Molti sono gli strumenti posti in essere dal GSE per svolgere al meglio le attività di infor-mazione. Oltre al Contact Center, le attività di ufficio stampa, il sito web e i canali social istituzionali, la partecipazione a convegni e fiere, le lezioni di approfondimento in scuole e università, le pubblicazioni informative. L’organizzazione di oltre 50 eventi nel 2013 (dibattiti, incontri con le delegazioni estere e seminari tecnici) ha avuto l’obiettivo di promuovere confronti e approfondimenti sugli argomenti d’interesse aziendale e di consolidare i rapporti con gli interlocutori. Nel corso del 2013 il GSE ha partecipato alle principali fiere nazionali, considerate un’im-portante possibilità di incontro con gli operatori del settore e con tutti i cittadini inte-ressati: la presenza costante del GSE a questa tipologia di eventi ha costituito un punto d’ascolto e d’informazione di fondamentale importanza per l’utenza e gli addetti ai lavori. Su indicazione dell’AEEGSI il GSE cura, inoltre, il rapporto con gli stakeholder mediante incontri periodici svolti all’interno del Gruppo di Lavoro “Clienti e Consumatori” (C&C), nato nel 2008 per rispondere alle aspettative dei clienti finali. Il gruppo di lavoro è costituito, oltre che dal GSE, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico e dalle principali associazioni dei consumatori. Nell’arco del 2013 sono stati organizzati 4 incontri che hanno avuto come principale og-getto il Conto Termico, i Titoli di Efficienza Energetica, la sostenibilità in GSE e il relativo 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 Settembre Ottobre Novembre Dicembre Notifica Chiuso Aperto 867 4.372 3.033 772 2.879 976 2.513 206 288 241 169 13.2 LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE
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    162 Rapporto Attività2013 13 Attività ifn oamr tive Le attività di informazione Bilancio di sostenibilità, tutto al fine non solo di informare, ma di stimolare il confronto e recepire osservazioni. Per quanto concerne le pubblicazioni, il GSE cura un ampio ventaglio di documenti tra i quali l’annuale Rapporto delle Attività, il Bollettino semestrale relativo all’incentiva-zione delle fonti rinnovabili, l’annuale Rapporto sul fotovoltaico, i periodici Rapporti sui dati statistici, il Bilancio di sostenibilità, il Bilancio di esercizio, i Country Report e tutta la serie di guide, rapporti e studi sviluppati in ottemperanza alle previsioni normative. All’inizio del 2014 è stato pubblicato il primo rapporto annuale sul meccanismo dei Certificati Bianchi. Attraverso il sito web istituzionale il GSE diffonde aggiornamenti, contenuti informativi e documenti legati ai servizi erogati. Nel 2013 il sito web è stato ottimizzato in alcune funzionalità e nei contenuti, al fine di veicolare in modo sempre più efficace informa-zioni e servizi destinati ad utenti differenziati per tipologia ed interessi, nell’ottica di una comunicazione non solo per “addetti ai lavori”. Nella home page del sito sono stati anche implementati i “contatori” che consentono di verificare il numero e la potenza degli impianti incentivati e il costo annuo degli incentivi erogati agli impianti a fonti rinnova-bili diversi dai fotovoltaici (“Contatore FER Elettriche”) e agli impianti fotovoltaici con il Conto Energia (“Contatore Fotovoltaico”) ed i dati aggregati e di sintesi sull’andamento delle aste di quote di emissione italiane nel mercato primario europeo del carbonio (“Contatore Aste CO2”). Il GSE ha colto, inoltre, la grande opportunità offerta dai social media per potenziare la diffusione di contenuti e aggiornamenti sui servizi erogati e rispondere pubblicamente, in tempo reale, alle richieste dei propri stakeholder. Il canale Twitter @GSErinnovabili, che ad oggi ha più di 5.000 follower, è utilizzato quotidianamente per diffondere news, aggior-namenti, eventi di settore e rispondere in tempo reale a richieste di informazioni ed as-sistenza. Nel 2013 il servizio ha ricevuto numerosi feedback positivi da parte degli utenti sull’efficacia e la velocità delle risposte erogate. Il GSE è presente anche su YouTube per diffondere eventi, progetti istituzionali e tutorial sugli applicativi dell’Area Clienti GSE. Sono stati, inoltre, attivati un canale su Slideshare, per diffondere presentazioni e docu-menti utili agli operatori, e su Issuu, per la diffusione in formato digitale del magazine aziendale “Elementi”.
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    Finito di stamparenel mese di ottobre 2014 A cura di Divisione Gestione e Coordinamento Generale Unità Studi e Statistiche Si ringraziano tutti i colleghi che hanno collaborato alla realizzazione del presente volume GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI – GSE S.P.A Socio Unico Ministero dell’Economia e delle Finanze D.Lgs. 79/99 Sede legale in Roma, Viale Maresciallo Pilsudski, 92 - 00197 Capitale sociale 26.000.000,00 Euro (i.v.) R.E.A. di Roma n. 918934 Registro Imprese di Roma, C.F. e P. IV A n. 05754381001 Pubblicazione fuori commercio.