Verso il 2020 coniugando bisogni
   e potenzialità dei territori.

  Andrea Pugliese – Matera aprile 2013


                          a cura di Andrea Pugliese   1
 Top Down: Strategia Europa 2020  Smart
  Specialisation Strategy  I nuovi fondi strutturali 2014-
  2020  le linee guida nazionali (Piano Barca)  ?
 Bottom Up: i cambiamenti nelle persone (nuovi modelli di
  consumo, lavoro, relazione, mobilità, rappresentanza) 
  il modello comunitario dell’innovazione sociale  il
  contesto necessario a uno sviluppo sostenibile (in senso
  ambientale, economico, sociale)  ?
  Come far convergere gli obiettivi dei processi 1 e 2
                 intervenendo su entrambi?



                      a cura di Andrea Pugliese          2
Una risposta: la BIG SOCIETY – U.K.

  E’ stata l'idea politica principale del Regno
   Unito nel 2010 per il programma elettorale
   del partito conservatore. Fa ora parte del
   programma legislativo del governo
   conservatore- liberal di coalizione.
  L'obiettivo è quello di creare una condizione
   e un clima che consenta alle persone e alle
   comunità locali la costruzione di una "società
   allargata e inclusiva" che tolga potere alla
   politica e alle istituzioni per darlo alle
   persone.
  Alcuni contesti hanno risposto
   favorevolmente a questa politica, è molto
   contestata in molti ambiiti.
  È stata definita dall'arcivescovo di
   Canterbury Rowan Williams, "Un progetto per
   nascondere un ritiro profondamente dannoso
   dello Stato dalle sue responsabilità verso i
   più vulnerabili”.

    http://www.thebigsociety.co.uk/what-is-big-
     society/

                                  a cura di Andrea Pugliese   3
SOCIAL INNOVATION IN 12 PUNTI

   1. Le soluzioni devono concentrarsi sui beneficiari e essere create con loro,
    preferibilmente da loro, e mai senza.
   2. Concentrarsi sui punti di forza dei singoli e delle comunità, e non sulle debolezze
   3. Valorizzare la diversità di etnie, età, religione, sesso, ecc e non solo la lotta contro la
    discriminazione
   4. Sviluppare un approccio olistico nell’analisi e nelle soluzioni, piuttosto che risposte
    diverse ai diversi problemi della gente.
   5. Rafforzare e estendere le partnership piuttosto che ciascuna organizzazione
    gestisca i propri servizi e responsabilità.
   6. Lavorare in collaborazione e in rete come modalità per stimolare l'innovazione
   7. Creare soluzioni disegnate sulla comunità locale piuttosto che soluzioni globali,
    distanti da persone e comunità
   8. Investire più in cooperazione che in concorrenza
   9. Integrare stabilmente e sostenere l'innovazione sociale al fine di ottimizzare gli
    investimenti in nuove soluzioni e moltiplicare il loro valore aggiunto nel tempo.
   10. Valorizzare non solo le competenze certificabili, ma anche nuove competenze
    connesse con ciò che è nuovo, ciò che è il futuro e ciò che funziona davvero.
   11. Riconoscere valorizzare gli artisti e i creativi capaci di esprimere bisogni sociali
   12. Sviluppare una nuova governance per l'apprendimento.

(Elaborazione A. Pugliese da: Social Innovation, New Perspectives by Ana Vale, Societade e Trabalho
    Booklets)
                                         a cura di Andrea Pugliese                                    4
Definizione SMART (1)
     Smart Specialization Strategy: a seguito degli obiettivi di crescita
      Intelligente, Sostenibile e Inclusiva di Europa 2020 le strategie nazionale e
      regionali di ricerca e innovazione sono integrate, poste alla base di
      programmi di trasformazione economica locali secondo 5 priorità:
 1.   Concentrare il sostegno politico e gli investimenti sulle priorità, le sfide e le
      esigenze di sviluppo di un territorio basata sulla conoscenza, comprese
      quelle connesse all’IT;
 2.   Basarsi sui punti di forza di ciascun paese / regione, sui suoi vantaggi
      competitivi e il potenziale di eccellenza;
 3.   Supportare l'innovazione basata sulla tecnologia e sulla pratica con lo scopo
      di stimolare gli investimenti del settore privato;
 4.   Ottenere il coinvolgimento delle parti interessate e incoraggiano
      l'innovazione e la sperimentazione;
 5.   Misurare i risultati basati sull’evidenza e la concretezza con sistemi di
      monitoraggio valutazione esterni e riconosciuti.


                                              http://s3platform.jrc.ec.europa.eu/home


                                   a cura di Andrea Pugliese                            5
Definizione SMART (2)
  Smart   City: una città smart è uno spazio urbano
   diretto da una politica che affronta le sfide in termini di
   competitività globale e di sviluppo sostenibile con
   un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla
   diffusione e disponibilità della conoscenza, alla
   creatività, alla libertà e mobilità, alla qualità
   dell’ambiente naturale e culturale.




                        a cura di Andrea Pugliese                6
La nuova programmazione FSE 2014-2020 (1)

 Il regolamento FSE proposto dalla Commissione spingerà i Piani nazionali a
      avere queste caratteristiche:

 1.   i finanziamenti si concentreranno su un numero limitato di obiettivi tra
      quelli fissati dalla strategia Europa 2020 per rafforzare l'impatto degli aiuti. I
      programmi regionali devono concentrare l’80% del budget su 4 priorità
      scelte dalle 18 proposte dalla Commissione.
 2.   Viene auspicata e sostenuta la programmazione integrata con possibile
      programmazione plurifondo FESR-FSE
 3.   I vecchi PON/POR diventano Accordi/Contratti di Partenariato con
      precondizioni, obblighi, risultati attesi, a cui legare i finanziamenti.
 4.   La Smart Specialization, l’innovazione sociale e le attività di
      cooperazione transnazionale incoraggiate con un aumento del tasso di
      cofinanziamento per assi dedicati, e con rafforzamento del ruolo della
      Commissione nelle attività di scambio buone prassi e azioni congiunte.
 5.   La Commissione richiede di destinare una quantità adeguata di risorse
      dell’FSE ad azioni per il potenziamento delle capacità istituzionale, dei
      partner sociali e delle ONG.


                                    a cura di Andrea Pugliese                          7
La nuova programmazione FSE 2014-2020 (2)

  6.   Riconoscimenti in base ai risultati: i contratti di partenariato
       definiranno il contributo e obiettivi concreti e misurabili; si baseranno
       sulle valutazioni delle priorità di sviluppo regionale e sui risultati da
       raggiungere. Correlazione tra risultati e pagamenti.
  7.   Lotta alla povertà: almeno il 20% dei finanziamenti andrà a favore di
       misure per l'inclusione sociale e la lotta alla povertà.
  8.   l'FSE sarà meno complesso, soprattutto per i beneficiari minori. Tale
       semplificazione (es. maggior uso di importi forfettari) aiuterà in una
       gestione orientata al risultato
  9.   azioni specifici verranno finanziati per promuovere l'uguaglianza fra
       uomo e donna e lottare contro le discriminazioni




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In ritardo da cosa?
 Per il Mezzogiorno e segnatamente per le sue cinque Regioni “in
 ritardo di sviluppo” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) è
 indispensabile muovere dai due deficit che caratterizzano l’area in
 modo diffuso, anche se con intensità differenziata al proprio interno,
 e di cui il documento richiama i dati essenziali:
 un deficit di cittadinanza: dalla sicurezza personale, alla legalità,
 alla giustizia, all’istruzione, alla qualità dell’aria e dell’acqua, al
 trasporto pubblico, alla cura di infanzia e anziani, alla rete digitale;
 un deficit di attività produttiva privata, in primo luogo
 manifatturiera, ma anche agricola, commerciale e di servizi del
 welfare – diciamo “industriale”, a indicare non il settore ma il metodo
 di produzione organizzato e a forte contenuto innovativo, che può
 dare risposte alla necessità di aumento dell’occupazione.
Aree Interne
  Aree   interne. La forte diversificazione naturale,
   climatica e culturale del territorio e il suo
   accentuato policentrismo costituiscono un tratto
   distintivo dell’Italia che offre opportunità di
   sviluppo solo parzialmente sfruttate.
  Le “aree interne” sono tre quinti del territorio e
   poco meno di un quarto della popolazione -
   distante da centri di agglomerazione e di
   servizio, con traiettorie di sviluppo instabili ma
   dotate di risorse che mancano alle aree centrali,
   con problemi demografici ma al tempo stesso
   con elevato potenziale di attrazione.
Obiettivi per Aree Interne
 1.   Tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti affidandogliene la
      cura. La messa in sicurezza diventa efficiente solo in presenza di una
      popolazione residente nel territorio.
 2.   Promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo
      aprendo all’esterno. La duplice diversità, naturale e poi frutto dell’azione
      umana, delle aree interne è ricchezza del Paese. Richiede un modello
      economico e sociale che sappia assicurare modelli di vita nelle aree
      interne competitivi con quelli offerti dalle aree urbane e sia aperto ai
      contributi esterni.
 3.   Rilanciare lo sviluppo e il lavoro attraverso l’uso di risorse potenziali
      male utilizzate. Fra tutela del territorio e della sicurezza degli abitanti e
      promozione delle diversità e sviluppo esiste una relazione biunivoca: i
      primi offrono opportunità forti al secondo; ma solo se c’è il secondo la
      popolazione troverà attraente e conveniente vivere in questi territori e
      potrà quindi assicurare manutenzione e promozione della diversità.
Azioni con Fondi Strutturali
 In considerazione dell’impianto suggerito e della centralità di scuola e salute
 nel rendere le aree interne attrattive, le azioni del progetto comunitario
 dovrebbero includere tra l’altro:
 - interventi su scuola, salute, cura infanzia e anziani volti a una
 riqualificazione dei servizi essenziali;
 - interventi per promuovere lo sviluppo delle attività agricole;
 - interventi sull’accessibilità e sulle telecomunicazioni;
 - interventi per l’istruzione e la formazione, anche per gli adulti;
 - azioni per la manutenzione del territorio e l’ammodernamento (energetico,
 antisismico, etc.) degli edifici pubblici, selezionati in modo trasparente e
 monitorabile;
 - promozione delle attività produttive, segnatamente turistiche, boschive e
 agricole, congruenti con il disegno
 - azioni per facilitare la cooperazione inter-istituzionale e gli accordi tra
 privati, pubblici e associazioni non governative per facilitare l’offerta e
 l’accessibilità dei servizi, anche culturali.
                               a cura di Andrea Pugliese                           12
Parole Chiave
 Il metodo della programmazione 2014-2020
 sarà profondamente rinnovato attorno a sette
 parole chiave:
 1. Risultati attesi
 2. Azioni
 3. Attuazione: tempi previsti e sorvegliati
 4. Apertura
 5. Partenariato mobilitato
 6. Valutazione
 7. Forte presidio nazionale
PARTENARIATO MOBILITATO
 Il principio di partenariato non è in sé una novità nei programmi dei Fondi
 comunitari. Nuova è invece la convinzione che sia necessario far riferimento
 a uno schema comune di principi fondamentali per rafforzare l’efficacia della
 pratica partenariale.
 un coinvolgimento sostanziale delle parti anche nella fase discendente;
 estende il concetto di “parti” a tutti i soggetti rilevanti, ovvero a tutti coloro i
 cui interessi il programma va a toccare o che possono influire sulla sua
 attuazione.
 Particolarmente rilevante è la sollecitazione al coinvolgimento delle parti
 nelle attività volte alla definizione dei bandi, allo scopo di utilizzare le loro
 competenze specifiche in una fase decisiva cruciale per la corretta
 definizione dell'intervento, nella quale spesso assai limitate sono le
 conoscenze dell’amministrazione sulle effettive esigenze o caratteristiche
 dei beneficiari.



                                 a cura di Andrea Pugliese                              14
Con chi?
 È utile focalizzarsi su due gruppi di soggetti la cui “voce” appare
 indispensabile per costruire e attuare programmi migliori:
 a) I beneficiari, da intendere come i soggetti i cui interessi sono
 direttamente toccati dal programma e/o quelli a favore dei quali le azioni
 sono realizzate, rappresentati dalle loro organizzazioni. In questo contesto,
 un maggior sforzo è richiesto nei confronti delle organizzazioni espressione
 della società civile e della voce del cittadino.
 b) I centri di competenza, da intendersi come quei soggetti organizzati
 che per propria missione, pubblica o privata, si occupano stabilmente delle
 materie in cui il programma interviene, le hanno studiate a lungo, ne
 comprendono a fondo le implicazioni, sono attivi nella discussione e nella
 proposta.




                               a cura di Andrea Pugliese                         15
dell’attenzione.


anpugliese@libero.it




a cura di Andrea Pugliese   16

3a CO-Living - Andrea Pugliese / Europa 2020 e Social Innovation

  • 1.
    Verso il 2020coniugando bisogni e potenzialità dei territori. Andrea Pugliese – Matera aprile 2013 a cura di Andrea Pugliese 1
  • 2.
     Top Down:Strategia Europa 2020  Smart Specialisation Strategy  I nuovi fondi strutturali 2014- 2020  le linee guida nazionali (Piano Barca)  ?  Bottom Up: i cambiamenti nelle persone (nuovi modelli di consumo, lavoro, relazione, mobilità, rappresentanza)  il modello comunitario dell’innovazione sociale  il contesto necessario a uno sviluppo sostenibile (in senso ambientale, economico, sociale)  ?  Come far convergere gli obiettivi dei processi 1 e 2 intervenendo su entrambi? a cura di Andrea Pugliese 2
  • 3.
    Una risposta: laBIG SOCIETY – U.K.  E’ stata l'idea politica principale del Regno Unito nel 2010 per il programma elettorale del partito conservatore. Fa ora parte del programma legislativo del governo conservatore- liberal di coalizione.  L'obiettivo è quello di creare una condizione e un clima che consenta alle persone e alle comunità locali la costruzione di una "società allargata e inclusiva" che tolga potere alla politica e alle istituzioni per darlo alle persone.  Alcuni contesti hanno risposto favorevolmente a questa politica, è molto contestata in molti ambiiti.  È stata definita dall'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, "Un progetto per nascondere un ritiro profondamente dannoso dello Stato dalle sue responsabilità verso i più vulnerabili”.  http://www.thebigsociety.co.uk/what-is-big- society/ a cura di Andrea Pugliese 3
  • 4.
    SOCIAL INNOVATION IN12 PUNTI  1. Le soluzioni devono concentrarsi sui beneficiari e essere create con loro, preferibilmente da loro, e mai senza.  2. Concentrarsi sui punti di forza dei singoli e delle comunità, e non sulle debolezze  3. Valorizzare la diversità di etnie, età, religione, sesso, ecc e non solo la lotta contro la discriminazione  4. Sviluppare un approccio olistico nell’analisi e nelle soluzioni, piuttosto che risposte diverse ai diversi problemi della gente.  5. Rafforzare e estendere le partnership piuttosto che ciascuna organizzazione gestisca i propri servizi e responsabilità.  6. Lavorare in collaborazione e in rete come modalità per stimolare l'innovazione  7. Creare soluzioni disegnate sulla comunità locale piuttosto che soluzioni globali, distanti da persone e comunità  8. Investire più in cooperazione che in concorrenza  9. Integrare stabilmente e sostenere l'innovazione sociale al fine di ottimizzare gli investimenti in nuove soluzioni e moltiplicare il loro valore aggiunto nel tempo.  10. Valorizzare non solo le competenze certificabili, ma anche nuove competenze connesse con ciò che è nuovo, ciò che è il futuro e ciò che funziona davvero.  11. Riconoscere valorizzare gli artisti e i creativi capaci di esprimere bisogni sociali  12. Sviluppare una nuova governance per l'apprendimento. (Elaborazione A. Pugliese da: Social Innovation, New Perspectives by Ana Vale, Societade e Trabalho Booklets) a cura di Andrea Pugliese 4
  • 5.
    Definizione SMART (1)  Smart Specialization Strategy: a seguito degli obiettivi di crescita Intelligente, Sostenibile e Inclusiva di Europa 2020 le strategie nazionale e regionali di ricerca e innovazione sono integrate, poste alla base di programmi di trasformazione economica locali secondo 5 priorità: 1. Concentrare il sostegno politico e gli investimenti sulle priorità, le sfide e le esigenze di sviluppo di un territorio basata sulla conoscenza, comprese quelle connesse all’IT; 2. Basarsi sui punti di forza di ciascun paese / regione, sui suoi vantaggi competitivi e il potenziale di eccellenza; 3. Supportare l'innovazione basata sulla tecnologia e sulla pratica con lo scopo di stimolare gli investimenti del settore privato; 4. Ottenere il coinvolgimento delle parti interessate e incoraggiano l'innovazione e la sperimentazione; 5. Misurare i risultati basati sull’evidenza e la concretezza con sistemi di monitoraggio valutazione esterni e riconosciuti. http://s3platform.jrc.ec.europa.eu/home a cura di Andrea Pugliese 5
  • 6.
    Definizione SMART (2)  Smart City: una città smart è uno spazio urbano diretto da una politica che affronta le sfide in termini di competitività globale e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale. a cura di Andrea Pugliese 6
  • 7.
    La nuova programmazioneFSE 2014-2020 (1) Il regolamento FSE proposto dalla Commissione spingerà i Piani nazionali a avere queste caratteristiche: 1. i finanziamenti si concentreranno su un numero limitato di obiettivi tra quelli fissati dalla strategia Europa 2020 per rafforzare l'impatto degli aiuti. I programmi regionali devono concentrare l’80% del budget su 4 priorità scelte dalle 18 proposte dalla Commissione. 2. Viene auspicata e sostenuta la programmazione integrata con possibile programmazione plurifondo FESR-FSE 3. I vecchi PON/POR diventano Accordi/Contratti di Partenariato con precondizioni, obblighi, risultati attesi, a cui legare i finanziamenti. 4. La Smart Specialization, l’innovazione sociale e le attività di cooperazione transnazionale incoraggiate con un aumento del tasso di cofinanziamento per assi dedicati, e con rafforzamento del ruolo della Commissione nelle attività di scambio buone prassi e azioni congiunte. 5. La Commissione richiede di destinare una quantità adeguata di risorse dell’FSE ad azioni per il potenziamento delle capacità istituzionale, dei partner sociali e delle ONG. a cura di Andrea Pugliese 7
  • 8.
    La nuova programmazioneFSE 2014-2020 (2) 6. Riconoscimenti in base ai risultati: i contratti di partenariato definiranno il contributo e obiettivi concreti e misurabili; si baseranno sulle valutazioni delle priorità di sviluppo regionale e sui risultati da raggiungere. Correlazione tra risultati e pagamenti. 7. Lotta alla povertà: almeno il 20% dei finanziamenti andrà a favore di misure per l'inclusione sociale e la lotta alla povertà. 8. l'FSE sarà meno complesso, soprattutto per i beneficiari minori. Tale semplificazione (es. maggior uso di importi forfettari) aiuterà in una gestione orientata al risultato 9. azioni specifici verranno finanziati per promuovere l'uguaglianza fra uomo e donna e lottare contro le discriminazioni a cura di Andrea Pugliese 8
  • 9.
    In ritardo dacosa? Per il Mezzogiorno e segnatamente per le sue cinque Regioni “in ritardo di sviluppo” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) è indispensabile muovere dai due deficit che caratterizzano l’area in modo diffuso, anche se con intensità differenziata al proprio interno, e di cui il documento richiama i dati essenziali: un deficit di cittadinanza: dalla sicurezza personale, alla legalità, alla giustizia, all’istruzione, alla qualità dell’aria e dell’acqua, al trasporto pubblico, alla cura di infanzia e anziani, alla rete digitale; un deficit di attività produttiva privata, in primo luogo manifatturiera, ma anche agricola, commerciale e di servizi del welfare – diciamo “industriale”, a indicare non il settore ma il metodo di produzione organizzato e a forte contenuto innovativo, che può dare risposte alla necessità di aumento dell’occupazione.
  • 10.
    Aree Interne Aree interne. La forte diversificazione naturale, climatica e culturale del territorio e il suo accentuato policentrismo costituiscono un tratto distintivo dell’Italia che offre opportunità di sviluppo solo parzialmente sfruttate.  Le “aree interne” sono tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione - distante da centri di agglomerazione e di servizio, con traiettorie di sviluppo instabili ma dotate di risorse che mancano alle aree centrali, con problemi demografici ma al tempo stesso con elevato potenziale di attrazione.
  • 11.
    Obiettivi per AreeInterne 1. Tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti affidandogliene la cura. La messa in sicurezza diventa efficiente solo in presenza di una popolazione residente nel territorio. 2. Promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo aprendo all’esterno. La duplice diversità, naturale e poi frutto dell’azione umana, delle aree interne è ricchezza del Paese. Richiede un modello economico e sociale che sappia assicurare modelli di vita nelle aree interne competitivi con quelli offerti dalle aree urbane e sia aperto ai contributi esterni. 3. Rilanciare lo sviluppo e il lavoro attraverso l’uso di risorse potenziali male utilizzate. Fra tutela del territorio e della sicurezza degli abitanti e promozione delle diversità e sviluppo esiste una relazione biunivoca: i primi offrono opportunità forti al secondo; ma solo se c’è il secondo la popolazione troverà attraente e conveniente vivere in questi territori e potrà quindi assicurare manutenzione e promozione della diversità.
  • 12.
    Azioni con FondiStrutturali In considerazione dell’impianto suggerito e della centralità di scuola e salute nel rendere le aree interne attrattive, le azioni del progetto comunitario dovrebbero includere tra l’altro: - interventi su scuola, salute, cura infanzia e anziani volti a una riqualificazione dei servizi essenziali; - interventi per promuovere lo sviluppo delle attività agricole; - interventi sull’accessibilità e sulle telecomunicazioni; - interventi per l’istruzione e la formazione, anche per gli adulti; - azioni per la manutenzione del territorio e l’ammodernamento (energetico, antisismico, etc.) degli edifici pubblici, selezionati in modo trasparente e monitorabile; - promozione delle attività produttive, segnatamente turistiche, boschive e agricole, congruenti con il disegno - azioni per facilitare la cooperazione inter-istituzionale e gli accordi tra privati, pubblici e associazioni non governative per facilitare l’offerta e l’accessibilità dei servizi, anche culturali. a cura di Andrea Pugliese 12
  • 13.
    Parole Chiave Ilmetodo della programmazione 2014-2020 sarà profondamente rinnovato attorno a sette parole chiave: 1. Risultati attesi 2. Azioni 3. Attuazione: tempi previsti e sorvegliati 4. Apertura 5. Partenariato mobilitato 6. Valutazione 7. Forte presidio nazionale
  • 14.
    PARTENARIATO MOBILITATO Ilprincipio di partenariato non è in sé una novità nei programmi dei Fondi comunitari. Nuova è invece la convinzione che sia necessario far riferimento a uno schema comune di principi fondamentali per rafforzare l’efficacia della pratica partenariale. un coinvolgimento sostanziale delle parti anche nella fase discendente; estende il concetto di “parti” a tutti i soggetti rilevanti, ovvero a tutti coloro i cui interessi il programma va a toccare o che possono influire sulla sua attuazione. Particolarmente rilevante è la sollecitazione al coinvolgimento delle parti nelle attività volte alla definizione dei bandi, allo scopo di utilizzare le loro competenze specifiche in una fase decisiva cruciale per la corretta definizione dell'intervento, nella quale spesso assai limitate sono le conoscenze dell’amministrazione sulle effettive esigenze o caratteristiche dei beneficiari. a cura di Andrea Pugliese 14
  • 15.
    Con chi? Èutile focalizzarsi su due gruppi di soggetti la cui “voce” appare indispensabile per costruire e attuare programmi migliori: a) I beneficiari, da intendere come i soggetti i cui interessi sono direttamente toccati dal programma e/o quelli a favore dei quali le azioni sono realizzate, rappresentati dalle loro organizzazioni. In questo contesto, un maggior sforzo è richiesto nei confronti delle organizzazioni espressione della società civile e della voce del cittadino. b) I centri di competenza, da intendersi come quei soggetti organizzati che per propria missione, pubblica o privata, si occupano stabilmente delle materie in cui il programma interviene, le hanno studiate a lungo, ne comprendono a fondo le implicazioni, sono attivi nella discussione e nella proposta. a cura di Andrea Pugliese 15
  • 16.