Capitolo 7
Mutazione e riparazione del DNA,
ed elementi trasponibili
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
http://www.guidobarbujani.it/index.php/1-genetica
Domande 7
• Da dove viene la variabilità genetica?
• Che esperimenti hanno permesso di capire il rapporto fra
variabilità e mutazione?
• In quanti e quali modi possono avvenire le mutazioni?
• Come fa la cellula a riparare i danni al suo DNA?
• È tutto nostro il DNA delle nostre cellule?
Figura 7.1
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Schema delle mutazioni in regioni codificanti del genoma
1. Lamarck: L’ambiente crea
variabilità (mutazione diretta)
Due ipotesi alternative
Da dove viene la variabilità genetica?
2. Darwin: La variabilità preesiste
all’interazione con i fattori
ambientali (mutazione
spontanea)
Come provarlo? Colture del batterio Escherichia coli.
Crescita in brodo di
coltura liquido
Piastramento
su terreno
solido
Se nel terreno di coltura è presente il batteriofago T2, un parassita di
E.coli, non si osserva crescita batterica
a meno che qualche batterio non abbia acquisito, per mutazione, la
resistenza al batteriofago
http://evilutionarybiologist.blogspot.com/2008/07/this-weeks-citation-classic-fluctuation.html
Mutazione diretta e spontanea hanno conseguenze diverse
Se ha ragione Lamarck
(mutazione diretta, post-adattativa)
Se ha ragione Darwin
(mutazione spontanea, pre-adattativa)
Ci si attende lo stesso numero di colonie
mutanti in ogni esperimento, perché
l’esposizione al fattore selettivo è stata
simultanea in ogni coltura (varianza =
media)
Ci si attendono numeri diversi di
colonie mutanti nei diversi esperimenti,
perché la resistenza si è sviluppata in
momenti diversi (varianza > media)
Luria e Delbrück (1943): Il test di fluttuazione
Joshua e Esther Lederberg (1952): Il
replica-plating
Figura 7.15
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Il replica-plating
permette di
identificare mutanti
Lederberg (1952): Il
replica-plating e la
resistenza al fago T2
La mutazione è spontanea, pre-adattativa
Classificazione delle mutazioni
A seconda della cellula interessata:
somatica – germinale
A seconda dell’entità:
puntiforme – genica – cromosomica – genomica
A seconda della loro origine:
spontanee – indotte
A seconda dell’effetto
Figura 7.3
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Classificazione delle
mutazioni puntiformi a
seconda del loro effetto
Figura 7.4
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Mutazioni nonsenso e loro effetto sulla traduzione
Figura 7.6
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Come avvengono le
mutazioni? Quando
una base cambia
accidentalmente
forma tautomerica, ne
derivano appaiamenti
anomali:
T – G C – A
C – A T – G
Figura 7.7
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Cosa succede quando nella replicazione un appaiamento
errato non viene corretto dalla DNA P?
Figura 7.8
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Inserzioni e delezioni dovute a ripiegamenti dell’elica stampo
Figura 7.9
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Mutageni chimici: Le radiazioni possono danneggiare il
DNA, provocando deamminazione
Figura 7.10
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Mutageni fisici: Le radiazioni UV possono provocare la
formazione di legami covalenti fra pirimidine adiacenti
(generalmente: dimeri di timina) che interrompono la
replicazione
Figura 7.11
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Mutageni chimici: il 5-Br-uracile
Figura 7.13
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Mutageni chimici:
proflavina, acridina,
bromuro di etidio
(agenti intercalanti)
Figura 7.12
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Altri mutageni
chimici:
Figura 7.14
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Il test di Ames si basa sulla capacità dei mutageni chimici
di indurre retromutazione
Molte sostanze non sono
mutagene di per sé, ma
vengono convertite in
mutageni dall’azione di
enzimi epatici
Scally and Durbin (2012) Nature Rev Genet 13: 745-753
Le mutazioni che osserviamo sono in sostanza danni al DNA
che non sono stati riparati. Molti errori vengono corretti
perché:
1. La DNA polimerasi ha un sistema di correzione degli errori
(attività esonucleasica 3’ → 5’)
2. Ci sono altri sistemi di riparazione per correzione diretta che
ripristinano le condizioni iniziali della doppia elica
3. Ci sono sistemi di riparazione per escissione che rimuovono la
regione danneggiata producendo un gap che viene in seguito colmato
per nuova sintesi di DNA
Riparazione per correzione diretta
Tramite fotoriattivazione: In vari procarioti ed Eucarioti, dimeri di timina
vengono riparati grazie all’enzima fotoliasi, che scinde il dimero grazie all’energia
rilasciata da un fotone (λ=320-370 nm). (Nell’uomo esiste un meccanismo simile,
ma non l’enzima fotoliasi).
Tramite metiltransferasi: In molti procarioti, l’effetto degli agenti alchilanti viene
annullato da un enzima (metilguanina-metiltransferasi) che rimuove il gruppo
metilico dalla guanina
Figura 7.18
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Malattie legate a difetti genetici nella
riparazione del DNA
Xeroderma pigmentoso
Anemia di Fanconi
Cancro del colon non poliposico ereditario
Una classe di eventi che modificano ereditariamente il
fenotipo, e cioè di mutazioni, è causata dallo
spostamento di tratti del DNA da una regione del
genoma a un’altra: elementi genetici mobili o
trasponibili (spesso indicati come trasposoni).
“jumping genes”
Gli elementi genetici mobili sono tratti di DNA che possono spostarsi
(= trasporsi) dentro al genoma di una cellula.
“Copia e incolla”
Il DNA viene copiato in un tratto
di RNA, che si sposta e su cui
viene sintetizzato nuovo DNA
(solo Eucarioti)
“Taglia e incolla”
Il DNA viene tagliato e si sposta
in un’altra posizione
(Eucarioti e procarioti)
Due meccanismi di trasposizione:
Figura 7.23
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Barbara McClintock (1948):
“mutazioni instabili” e
“jumping genes” nel mais
Figura 7.24
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
“taglia e incolla”
4563 bp lunghezza variabile
Figura 7.24
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
La trasposizione ha effetti fenotipici
Può inattivare geni, interrompendone la
continuità o neutralizzando l’effetto di
sequenze regolatrici
Può attivare geni, ripristinandone la
continuità o rendendo disponibili
sequenze regolatrici
Figura 7.19
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Gli elementi mobili più semplici sono le sequenze di
inserzione (elementi IS) di Escherichia coli
circa 800 bp, presente in numerose
forme (IS1, IS2…) e in molte copie nel
genoma
“Taglia e incolla”
Figura 7.20
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
Gli elementi IS iniziano e terminano con sequenze (IR: 9-40
basi) ripetute e invertite
“Taglia e incolla”
Alcuni elementi IS osservati nei procarioti
“Taglia e incolla”
Figura 7.21
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A
I trasposoni sono elementi mobili di maggiori dimensioni, che
contengono più geni (oltre a quello per la trasposasi). Possono avere
come ripetizioni invertite due interi elementi IS
“Taglia e incolla”
I meccanismi a “copia e incolla” comprendono l’intervento di un
intermedio a RNA
L’intermedio a RNA viene sintetizzato grazie a una trascrittasi
inversa codificata dai geni contenuti nell’elemento mobile
In questo modo, il numero di elementi mobili nel genoma tende ad
aumentare costantemente
Nei mammiferi, dal 25% al 40% dei cromosomi è costituito da
elementi mobili, che si traspongono generalmente attraverso un
intermedio a RNA
“Copia e incolla”
I meccanismi a “copia e incolla” comprendono l’intervento di un
intermedio a RNA: retrotrasposizione
L’intermedio a RNA viene sintetizzato grazie a una trascrittasi
inversa codificata dai geni contenuti nell’elemento mobile
“Copia e incolla”
Target
Integration
Transcription
RNA
cDNA
Reverse Transcription
Figura 7.26
Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A “Copia e incolla”
Un retrotrasposone: Ty nel lievito
Si pensa che gli elementi trasponibili rappresentino il
45% del genoma umano
“Copia e incolla”
Molti elementi trasponibili degli Eucarioti contengono
regioni del DNA estremamente simili a quelle trovate in
virus ad RNA
“Copia e incolla”
La spiegazione più accettata è che i retrotrasposoni
rappresentino copie di genomi virali integrate nel
genoma di organismi superiori
“Copia e incolla”
La sequenza di un retrotrasposone può inserirsi in una regione
codificante, causando una serie di possibili conseguenze
Sintesi 07
• Le mutazioni sono cambiamenti ereditari della sequenza del DNA
• Si possono classificare le mutazioni in base alle cellule interessate,
all’entità del cambiamento, alla loro origine e alle loro conseguenze
sul fenotipo
• Gli esperimenti di Luria e Delbrück e di Lederberg hanno dimostrato
che la mutazione è spontanea e preadattativa
• Le mutazioni possono insorgere per un errato appaiamento in fase di
replicazione del DNA, o per danni al DNA causati da fattori chimici e
fisici
• Nella cellula esistono meccanismi per la riparazione del DNA
• Una particolare classe di mutazioni è dovuta al taglio o alla copia
(tramite intermedi a RNA) di tratti di DNA, gli elementi mobili, che
vengono poi trasposti in un’altra posizione
• I retrotrasposoni contengono una trascrittasi inversa e sono
evolutivamente imparentati con i retrovirus

07 mutazione e riparazione

  • 1.
    Capitolo 7 Mutazione eriparazione del DNA, ed elementi trasponibili Peter J Russell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A http://www.guidobarbujani.it/index.php/1-genetica
  • 2.
    Domande 7 • Dadove viene la variabilità genetica? • Che esperimenti hanno permesso di capire il rapporto fra variabilità e mutazione? • In quanti e quali modi possono avvenire le mutazioni? • Come fa la cellula a riparare i danni al suo DNA? • È tutto nostro il DNA delle nostre cellule?
  • 3.
    Figura 7.1 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Schema delle mutazioni in regioni codificanti del genoma
  • 4.
    1. Lamarck: L’ambientecrea variabilità (mutazione diretta) Due ipotesi alternative Da dove viene la variabilità genetica?
  • 5.
    2. Darwin: Lavariabilità preesiste all’interazione con i fattori ambientali (mutazione spontanea)
  • 6.
    Come provarlo? Colturedel batterio Escherichia coli. Crescita in brodo di coltura liquido Piastramento su terreno solido
  • 7.
    Se nel terrenodi coltura è presente il batteriofago T2, un parassita di E.coli, non si osserva crescita batterica a meno che qualche batterio non abbia acquisito, per mutazione, la resistenza al batteriofago
  • 8.
  • 9.
    Se ha ragioneLamarck (mutazione diretta, post-adattativa) Se ha ragione Darwin (mutazione spontanea, pre-adattativa) Ci si attende lo stesso numero di colonie mutanti in ogni esperimento, perché l’esposizione al fattore selettivo è stata simultanea in ogni coltura (varianza = media) Ci si attendono numeri diversi di colonie mutanti nei diversi esperimenti, perché la resistenza si è sviluppata in momenti diversi (varianza > media)
  • 10.
    Luria e Delbrück(1943): Il test di fluttuazione
  • 11.
    Joshua e EstherLederberg (1952): Il replica-plating
  • 12.
    Figura 7.15 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Il replica-plating permette di identificare mutanti
  • 13.
    Lederberg (1952): Il replica-platinge la resistenza al fago T2 La mutazione è spontanea, pre-adattativa
  • 14.
    Classificazione delle mutazioni Aseconda della cellula interessata: somatica – germinale A seconda dell’entità: puntiforme – genica – cromosomica – genomica A seconda della loro origine: spontanee – indotte A seconda dell’effetto
  • 15.
    Figura 7.3 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Classificazione delle mutazioni puntiformi a seconda del loro effetto
  • 16.
    Figura 7.4 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Mutazioni nonsenso e loro effetto sulla traduzione
  • 17.
    Figura 7.6 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Come avvengono le mutazioni? Quando una base cambia accidentalmente forma tautomerica, ne derivano appaiamenti anomali: T – G C – A C – A T – G
  • 18.
    Figura 7.7 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Cosa succede quando nella replicazione un appaiamento errato non viene corretto dalla DNA P?
  • 19.
    Figura 7.8 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Inserzioni e delezioni dovute a ripiegamenti dell’elica stampo
  • 22.
    Figura 7.9 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Mutageni chimici: Le radiazioni possono danneggiare il DNA, provocando deamminazione
  • 23.
    Figura 7.10 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Mutageni fisici: Le radiazioni UV possono provocare la formazione di legami covalenti fra pirimidine adiacenti (generalmente: dimeri di timina) che interrompono la replicazione
  • 24.
    Figura 7.11 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Mutageni chimici: il 5-Br-uracile
  • 25.
    Figura 7.13 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Mutageni chimici: proflavina, acridina, bromuro di etidio (agenti intercalanti)
  • 26.
    Figura 7.12 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Altri mutageni chimici:
  • 27.
    Figura 7.14 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Il test di Ames si basa sulla capacità dei mutageni chimici di indurre retromutazione Molte sostanze non sono mutagene di per sé, ma vengono convertite in mutageni dall’azione di enzimi epatici
  • 29.
    Scally and Durbin(2012) Nature Rev Genet 13: 745-753
  • 30.
    Le mutazioni cheosserviamo sono in sostanza danni al DNA che non sono stati riparati. Molti errori vengono corretti perché: 1. La DNA polimerasi ha un sistema di correzione degli errori (attività esonucleasica 3’ → 5’) 2. Ci sono altri sistemi di riparazione per correzione diretta che ripristinano le condizioni iniziali della doppia elica 3. Ci sono sistemi di riparazione per escissione che rimuovono la regione danneggiata producendo un gap che viene in seguito colmato per nuova sintesi di DNA
  • 31.
    Riparazione per correzionediretta Tramite fotoriattivazione: In vari procarioti ed Eucarioti, dimeri di timina vengono riparati grazie all’enzima fotoliasi, che scinde il dimero grazie all’energia rilasciata da un fotone (λ=320-370 nm). (Nell’uomo esiste un meccanismo simile, ma non l’enzima fotoliasi). Tramite metiltransferasi: In molti procarioti, l’effetto degli agenti alchilanti viene annullato da un enzima (metilguanina-metiltransferasi) che rimuove il gruppo metilico dalla guanina
  • 32.
    Figura 7.18 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Malattie legate a difetti genetici nella riparazione del DNA Xeroderma pigmentoso Anemia di Fanconi Cancro del colon non poliposico ereditario
  • 33.
    Una classe dieventi che modificano ereditariamente il fenotipo, e cioè di mutazioni, è causata dallo spostamento di tratti del DNA da una regione del genoma a un’altra: elementi genetici mobili o trasponibili (spesso indicati come trasposoni). “jumping genes”
  • 34.
    Gli elementi geneticimobili sono tratti di DNA che possono spostarsi (= trasporsi) dentro al genoma di una cellula. “Copia e incolla” Il DNA viene copiato in un tratto di RNA, che si sposta e su cui viene sintetizzato nuovo DNA (solo Eucarioti) “Taglia e incolla” Il DNA viene tagliato e si sposta in un’altra posizione (Eucarioti e procarioti) Due meccanismi di trasposizione:
  • 35.
    Figura 7.23 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Barbara McClintock (1948): “mutazioni instabili” e “jumping genes” nel mais
  • 36.
    Figura 7.24 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A “taglia e incolla” 4563 bp lunghezza variabile
  • 37.
    Figura 7.24 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A La trasposizione ha effetti fenotipici Può inattivare geni, interrompendone la continuità o neutralizzando l’effetto di sequenze regolatrici Può attivare geni, ripristinandone la continuità o rendendo disponibili sequenze regolatrici
  • 38.
    Figura 7.19 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Gli elementi mobili più semplici sono le sequenze di inserzione (elementi IS) di Escherichia coli circa 800 bp, presente in numerose forme (IS1, IS2…) e in molte copie nel genoma “Taglia e incolla”
  • 39.
    Figura 7.20 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A Gli elementi IS iniziano e terminano con sequenze (IR: 9-40 basi) ripetute e invertite “Taglia e incolla”
  • 40.
    Alcuni elementi ISosservati nei procarioti “Taglia e incolla”
  • 41.
    Figura 7.21 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A I trasposoni sono elementi mobili di maggiori dimensioni, che contengono più geni (oltre a quello per la trasposasi). Possono avere come ripetizioni invertite due interi elementi IS “Taglia e incolla”
  • 42.
    I meccanismi a“copia e incolla” comprendono l’intervento di un intermedio a RNA L’intermedio a RNA viene sintetizzato grazie a una trascrittasi inversa codificata dai geni contenuti nell’elemento mobile In questo modo, il numero di elementi mobili nel genoma tende ad aumentare costantemente Nei mammiferi, dal 25% al 40% dei cromosomi è costituito da elementi mobili, che si traspongono generalmente attraverso un intermedio a RNA “Copia e incolla”
  • 43.
    I meccanismi a“copia e incolla” comprendono l’intervento di un intermedio a RNA: retrotrasposizione L’intermedio a RNA viene sintetizzato grazie a una trascrittasi inversa codificata dai geni contenuti nell’elemento mobile “Copia e incolla” Target Integration Transcription RNA cDNA Reverse Transcription
  • 44.
    Figura 7.26 Peter JRussell, Genetica © 2010 Pearson Italia S.p.A “Copia e incolla” Un retrotrasposone: Ty nel lievito
  • 45.
    Si pensa chegli elementi trasponibili rappresentino il 45% del genoma umano “Copia e incolla”
  • 46.
    Molti elementi trasponibilidegli Eucarioti contengono regioni del DNA estremamente simili a quelle trovate in virus ad RNA “Copia e incolla” La spiegazione più accettata è che i retrotrasposoni rappresentino copie di genomi virali integrate nel genoma di organismi superiori
  • 47.
    “Copia e incolla” Lasequenza di un retrotrasposone può inserirsi in una regione codificante, causando una serie di possibili conseguenze
  • 48.
    Sintesi 07 • Lemutazioni sono cambiamenti ereditari della sequenza del DNA • Si possono classificare le mutazioni in base alle cellule interessate, all’entità del cambiamento, alla loro origine e alle loro conseguenze sul fenotipo • Gli esperimenti di Luria e Delbrück e di Lederberg hanno dimostrato che la mutazione è spontanea e preadattativa • Le mutazioni possono insorgere per un errato appaiamento in fase di replicazione del DNA, o per danni al DNA causati da fattori chimici e fisici • Nella cellula esistono meccanismi per la riparazione del DNA • Una particolare classe di mutazioni è dovuta al taglio o alla copia (tramite intermedi a RNA) di tratti di DNA, gli elementi mobili, che vengono poi trasposti in un’altra posizione • I retrotrasposoni contengono una trascrittasi inversa e sono evolutivamente imparentati con i retrovirus