Il Colloquio come Strumento 1° parte Giuliano Govigli
COLLOQUIO CONVERSAZIONE FRA DUE O PIU’ PERSONE SU FATTI DI UNA CERTA IMPORTANZA INTERVISTA E’ UNA CONVERSAZIONE FRA DUE O PIU’ PERSONE IN CUI DELLE DOMANDE VENGONO POSTE DALL’INTERVISTATORE AL FINE DI OTTENERE DELLE INFORMAZIONI DALL’INTERVISTATO
Il colloquio  È una modalità comunicativa a 2 vie, biunivoca Rispetto all’autodeterminazione vi è un continuum dell’autodeterminazione in cui ad un estremo si ha la motivazione intrinseca e all’altro la amotivazione Costituisce un momento di incontro tra professionista/azienda e persona, in cui avviene uno scambio di informazioni
Il colloquio  Il colloquio non va improvvisato: è l’esatto contrario di un contatto umano condotto istintivamente, ad esempio il parlarsi della vita quotidiana. In sede di colloquio sono sempre vivi  aspetti di contenuto e di relazione: la complessità emotiva  della situazione va accettata e gestita.
TIPI DI COLLOQUIO DI RICERCA DIAGNOSTICO (può essere propedeutico a intervento terapeutico) ORIENTAMENTO SELEZIONE VALUTAZIONE COUNCELING COACHING CLINICO
Il colloquio: 3 elementi fondanti 1) iI conduttore del colloquio  2) l’obiettivo/contenuto del colloquio  3) l’altra persona ed il processo.
Tipi di Intervista Strutturata Semi Strutturata L'intervista semistrutturata permette all'intervistatore di avere un certo grado di autonomia: egli può, infatti, adattare al proprio interlocutore la formulazione delle domande, chiedere e fornire chiarimenti e/o ulteriori informazioni, registrare in modo discorsivo le risposte Questa tipologia di intervista si compone di una serie di punti, o domande o aree tematiche sulle quali è necessario che l'intervistato focalizzi l'attenzione: una parte delle domande (temi) è in ogni modo obbligatoria, anche se nel corso di un colloquio che deve essere libero.   Libera
Altri Tipi di Intervista Stress interwiew E’ un’intervista dura che vuole mettere in difficoltà l’intervistatore si stressa su:  per chi, perché, quando, come, quanto Il panel E un’intervista realizzata da più intervistatori
Aree di Responsabilità dell’Intervistatore Facilitare: Relazione Comunicazione Il processo di Conoscenza
Il colloquio è costituito da 3 Fasi Fase Iniziale: Accoglienza e Definizione Ruoli  (autopresentazione, presentazione nostra o organizzazione, presentazione obiettivo colloquio) Fase Centrale  (gestione del colloquio) Conclusioni
Il colloquio è costituito da 3 Fasi Fase Iniziale:  Accoglienza e Definizione Ruoli (autopresentazione, presentazione nostra o organizzazione, presentazione obiettivo colloquio) Fase Centrale  (gestione del colloquio) Conclusioni
Precondizioni  di un buon colloquio Ambiente Tranquillo Lasso di tempo adeguato  (es. non dare segnali verbali e non verbali indicativi di aver fretta) Tener presente che il candidato potrebbe vivere un momento di  ansia/tensione  connesso al momento
E’ importante il  Rapport= Tipo di relazione  che si instaura  tra intervistato e intervistatore Un bravo intervistatore è sempre globalmente interessato alla persona,  sa stare nel rapporto e mantenerlo.  Se la persona non entra in rapporto  devo chiedermi:  “ come posso entrare in rapporto con lei?” Il primo problema è COME entrare in rapporto con una persona.
Come entrare in “rapporto” Ascoltare attivamente Entrare in contatto con le problematiche esposte (Empatia) Essere attenti a ciò che viene detto Mantenere il contatto visivo Interesse Presentarsi e definire la situazione Setting curato/adeguato Non giudicare o curiosare Trovare il modo di essere un po’  dentro  e un po’  fuori
Osservazione Non fermarsi alle parole Dedicare attenzione ai comportamenti che esprimono emozione, atteggiamenti, intenzioni Osservazione è il risultato del mantenimento di un contatto costante
Fondamentale è La CAPACITA’ d’ASCOLTO Il colloquio può anche essere definito come  “ Arte che consiste non nel farsi rispondere ma  nel far parlare liberamente e  nello scoprire le tendenze spontanee”
ASCOLTO L’ascolto è una cosa importante nel lavoro e nella vita Per ascoltare ci vuole tempo e serenità  (ma il tempo è soggettivo … e può essere gestito) Si ascolta perché è utile, non perché si è buoni. Serve a capirsi, apprendere, rafforzare un legame,… e non tutti i buoni sanno ascoltare L’ascolto è un atteggiamento, un comportamento, una tecnica. Cioè presuppone una disponibilità, ma è anche un metodo. E si può apprendere Il termometro dell’ascolto siamo noi. Sappiamo ascoltare i nostri segnali interni? Ascoltare vuol dire cogliere i segnali deboli. Quelli forti si impongono da soli. E poi vorremmo sempre segnali forti? Bisogna anche sapere farsi ascoltare (non essere prolissi, seguire le reazioni altrui “feed-back”…)
ASCOLTO Ascoltare vuol dire anche tollerare il vuoto, il silenzio, la sospensione,… (soprattutto in  situazioni di imbarazzo e di disagio) E’ il contrario dell’ansia realizzativa Ascoltare = osservare. È attività impegnativa, attiva non passiva Ascoltare significa anche osservare cioè fare un passo indietro, non essere totalmente coinvolto Non essere ascoltati è frustrante; si capisce se uno ti ascolta o no (quindi è importante segnalare che si ascolta, se non si può o non si vuole ascoltare: segnalare è un mio stato d’animo) Ascoltare è condividere (empatia), è attenzione alla persona. Non consenso totale sui contenuti Per ascoltare occorre sviluppare la volontà e la capacità  di “mantenersi in contatto” con l’altro  Ascoltare è tenere i “canali aperti” distinguendo le persone dai contenuti
LA CONDUZIONE DELL’INTERVISTA TIPOLOGIE DI DOMANDE APERTA: favorisce un tipo di risposta articolata  CHIUSA: favorisce un tipo dio risposta dicotomica DIRETTA: l’obiettivo della domanda è esplicito INDIRETTA: l’obiettivo della domanda è implicito IDUTTUVA O DI SUGGERIMENTO: la domanda contiene in sé o suggerisce la risposta GENERALE: domanda aperta che stimola l’organizzazione di argomentazioni articolate  DI APPROFONDIMENTO: Permettono di riprendere ed approfondire alcuni spunti forniti dal candidato FATTUALE: mira alla raccolta di informazioni relative a fatti PROBANTI: domande di conferma rispetto a quanto raccontato nell’intervista DI CONTROLLO: domande che mi permettono di verificare le correlazioni tra i vari fattori e di vedere se le informazioni che ho raccolto si confermano oppure no PROIETTIVE: inducono la persona ad attribuire ad altri valutazioni e punti di vista propri
Regole per porre delle BUONE domande Adeguare il proprio linguaggio a quello dell’Interlocutore Cercare di ottenere esempi di comportamenti, non opinioni  (Es: nel caso in cui l’intervistato dichiarasse che è importante tenersi sempre aggiornati per quanto riguarda le innovazioni del proprio settore, chiedere in che modo, con quale frequenza si tiene aggiornato). Chiedere chiarimenti o approfondimenti rispetto alle cose dette, seguendo la logica di andare in profondità piuttosto che in estensione.  Porre domande rilevanti rispetto alle dimensioni oggetto di indagine.  Non porre domande cruciali troppo presto. Non concludere le frasi dell’interlocutore. Non fare salti bruschi da un argomento all’altro (a meno che non lo vogliate fare per vedere la flessibilità della persona).
RIFORMULARE : Riproporre-riprendere ciò che è stato detto usando esempi/concetti diversi; Riprendere l'intervento dell'altro collegandolo a situazioni comparabili o ad  interventi precedenti; Partendo da un intervento, dedurre e concludere conseguenze logiche che "aggiungano valore" a quanto già detto (Es. unire due cose dette in tempi diversi). RICAPITOLARE : Ribadire e sintetizzare i punti essenziali della comunicazione; Far imprimere maggiormente nel ricordo le priorità; Chiarire le conseguenze pratiche-operative della comunicazione (Es:chiarire cosa può accadere rispetto alle conseguenze della comunicazione..).  Sedimentare, Finalizzare
PRATICARE L’ASCOLTO ATTIVO  IL PRIMO PILASTRO: IL SECONDO PILASTRO: IL TERZO PILASTRO: IL QUARTO PILASTRO: IL QUINTO PILASTRO: IL SILENZIO LE DOMANDE APERTE LA RIFORMULAZIONE LE DOMANDE DI PRECISIONE L’INCORAGGIAMENTO

03 laboratorio colloquio

  • 1.
    Il Colloquio comeStrumento 1° parte Giuliano Govigli
  • 2.
    COLLOQUIO CONVERSAZIONE FRADUE O PIU’ PERSONE SU FATTI DI UNA CERTA IMPORTANZA INTERVISTA E’ UNA CONVERSAZIONE FRA DUE O PIU’ PERSONE IN CUI DELLE DOMANDE VENGONO POSTE DALL’INTERVISTATORE AL FINE DI OTTENERE DELLE INFORMAZIONI DALL’INTERVISTATO
  • 3.
    Il colloquio È una modalità comunicativa a 2 vie, biunivoca Rispetto all’autodeterminazione vi è un continuum dell’autodeterminazione in cui ad un estremo si ha la motivazione intrinseca e all’altro la amotivazione Costituisce un momento di incontro tra professionista/azienda e persona, in cui avviene uno scambio di informazioni
  • 4.
    Il colloquio Il colloquio non va improvvisato: è l’esatto contrario di un contatto umano condotto istintivamente, ad esempio il parlarsi della vita quotidiana. In sede di colloquio sono sempre vivi aspetti di contenuto e di relazione: la complessità emotiva della situazione va accettata e gestita.
  • 5.
    TIPI DI COLLOQUIODI RICERCA DIAGNOSTICO (può essere propedeutico a intervento terapeutico) ORIENTAMENTO SELEZIONE VALUTAZIONE COUNCELING COACHING CLINICO
  • 6.
    Il colloquio: 3elementi fondanti 1) iI conduttore del colloquio 2) l’obiettivo/contenuto del colloquio 3) l’altra persona ed il processo.
  • 7.
    Tipi di IntervistaStrutturata Semi Strutturata L'intervista semistrutturata permette all'intervistatore di avere un certo grado di autonomia: egli può, infatti, adattare al proprio interlocutore la formulazione delle domande, chiedere e fornire chiarimenti e/o ulteriori informazioni, registrare in modo discorsivo le risposte Questa tipologia di intervista si compone di una serie di punti, o domande o aree tematiche sulle quali è necessario che l'intervistato focalizzi l'attenzione: una parte delle domande (temi) è in ogni modo obbligatoria, anche se nel corso di un colloquio che deve essere libero. Libera
  • 8.
    Altri Tipi diIntervista Stress interwiew E’ un’intervista dura che vuole mettere in difficoltà l’intervistatore si stressa su: per chi, perché, quando, come, quanto Il panel E un’intervista realizzata da più intervistatori
  • 9.
    Aree di Responsabilitàdell’Intervistatore Facilitare: Relazione Comunicazione Il processo di Conoscenza
  • 10.
    Il colloquio ècostituito da 3 Fasi Fase Iniziale: Accoglienza e Definizione Ruoli (autopresentazione, presentazione nostra o organizzazione, presentazione obiettivo colloquio) Fase Centrale (gestione del colloquio) Conclusioni
  • 11.
    Il colloquio ècostituito da 3 Fasi Fase Iniziale: Accoglienza e Definizione Ruoli (autopresentazione, presentazione nostra o organizzazione, presentazione obiettivo colloquio) Fase Centrale (gestione del colloquio) Conclusioni
  • 12.
    Precondizioni diun buon colloquio Ambiente Tranquillo Lasso di tempo adeguato (es. non dare segnali verbali e non verbali indicativi di aver fretta) Tener presente che il candidato potrebbe vivere un momento di ansia/tensione connesso al momento
  • 13.
    E’ importante il Rapport= Tipo di relazione che si instaura tra intervistato e intervistatore Un bravo intervistatore è sempre globalmente interessato alla persona, sa stare nel rapporto e mantenerlo. Se la persona non entra in rapporto devo chiedermi: “ come posso entrare in rapporto con lei?” Il primo problema è COME entrare in rapporto con una persona.
  • 14.
    Come entrare in“rapporto” Ascoltare attivamente Entrare in contatto con le problematiche esposte (Empatia) Essere attenti a ciò che viene detto Mantenere il contatto visivo Interesse Presentarsi e definire la situazione Setting curato/adeguato Non giudicare o curiosare Trovare il modo di essere un po’ dentro e un po’ fuori
  • 15.
    Osservazione Non fermarsialle parole Dedicare attenzione ai comportamenti che esprimono emozione, atteggiamenti, intenzioni Osservazione è il risultato del mantenimento di un contatto costante
  • 16.
    Fondamentale è LaCAPACITA’ d’ASCOLTO Il colloquio può anche essere definito come “ Arte che consiste non nel farsi rispondere ma nel far parlare liberamente e nello scoprire le tendenze spontanee”
  • 17.
    ASCOLTO L’ascolto èuna cosa importante nel lavoro e nella vita Per ascoltare ci vuole tempo e serenità (ma il tempo è soggettivo … e può essere gestito) Si ascolta perché è utile, non perché si è buoni. Serve a capirsi, apprendere, rafforzare un legame,… e non tutti i buoni sanno ascoltare L’ascolto è un atteggiamento, un comportamento, una tecnica. Cioè presuppone una disponibilità, ma è anche un metodo. E si può apprendere Il termometro dell’ascolto siamo noi. Sappiamo ascoltare i nostri segnali interni? Ascoltare vuol dire cogliere i segnali deboli. Quelli forti si impongono da soli. E poi vorremmo sempre segnali forti? Bisogna anche sapere farsi ascoltare (non essere prolissi, seguire le reazioni altrui “feed-back”…)
  • 18.
    ASCOLTO Ascoltare vuoldire anche tollerare il vuoto, il silenzio, la sospensione,… (soprattutto in situazioni di imbarazzo e di disagio) E’ il contrario dell’ansia realizzativa Ascoltare = osservare. È attività impegnativa, attiva non passiva Ascoltare significa anche osservare cioè fare un passo indietro, non essere totalmente coinvolto Non essere ascoltati è frustrante; si capisce se uno ti ascolta o no (quindi è importante segnalare che si ascolta, se non si può o non si vuole ascoltare: segnalare è un mio stato d’animo) Ascoltare è condividere (empatia), è attenzione alla persona. Non consenso totale sui contenuti Per ascoltare occorre sviluppare la volontà e la capacità di “mantenersi in contatto” con l’altro Ascoltare è tenere i “canali aperti” distinguendo le persone dai contenuti
  • 19.
    LA CONDUZIONE DELL’INTERVISTATIPOLOGIE DI DOMANDE APERTA: favorisce un tipo di risposta articolata CHIUSA: favorisce un tipo dio risposta dicotomica DIRETTA: l’obiettivo della domanda è esplicito INDIRETTA: l’obiettivo della domanda è implicito IDUTTUVA O DI SUGGERIMENTO: la domanda contiene in sé o suggerisce la risposta GENERALE: domanda aperta che stimola l’organizzazione di argomentazioni articolate DI APPROFONDIMENTO: Permettono di riprendere ed approfondire alcuni spunti forniti dal candidato FATTUALE: mira alla raccolta di informazioni relative a fatti PROBANTI: domande di conferma rispetto a quanto raccontato nell’intervista DI CONTROLLO: domande che mi permettono di verificare le correlazioni tra i vari fattori e di vedere se le informazioni che ho raccolto si confermano oppure no PROIETTIVE: inducono la persona ad attribuire ad altri valutazioni e punti di vista propri
  • 20.
    Regole per porredelle BUONE domande Adeguare il proprio linguaggio a quello dell’Interlocutore Cercare di ottenere esempi di comportamenti, non opinioni (Es: nel caso in cui l’intervistato dichiarasse che è importante tenersi sempre aggiornati per quanto riguarda le innovazioni del proprio settore, chiedere in che modo, con quale frequenza si tiene aggiornato). Chiedere chiarimenti o approfondimenti rispetto alle cose dette, seguendo la logica di andare in profondità piuttosto che in estensione. Porre domande rilevanti rispetto alle dimensioni oggetto di indagine. Non porre domande cruciali troppo presto. Non concludere le frasi dell’interlocutore. Non fare salti bruschi da un argomento all’altro (a meno che non lo vogliate fare per vedere la flessibilità della persona).
  • 21.
    RIFORMULARE : Riproporre-riprendereciò che è stato detto usando esempi/concetti diversi; Riprendere l'intervento dell'altro collegandolo a situazioni comparabili o ad interventi precedenti; Partendo da un intervento, dedurre e concludere conseguenze logiche che "aggiungano valore" a quanto già detto (Es. unire due cose dette in tempi diversi). RICAPITOLARE : Ribadire e sintetizzare i punti essenziali della comunicazione; Far imprimere maggiormente nel ricordo le priorità; Chiarire le conseguenze pratiche-operative della comunicazione (Es:chiarire cosa può accadere rispetto alle conseguenze della comunicazione..). Sedimentare, Finalizzare
  • 22.
    PRATICARE L’ASCOLTO ATTIVO IL PRIMO PILASTRO: IL SECONDO PILASTRO: IL TERZO PILASTRO: IL QUARTO PILASTRO: IL QUINTO PILASTRO: IL SILENZIO LE DOMANDE APERTE LA RIFORMULAZIONE LE DOMANDE DI PRECISIONE L’INCORAGGIAMENTO