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L'EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE: CRITICITA' E PROPOSTE

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Come dei cittadini hanno difeso i propri presidi dell'emergenza sanitaria territoriale della provincia di Latina

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L'EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE: CRITICITA' E PROPOSTE

  1. 1. L’EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE: RISULTATIOTTENUTI, CRITICITÀEPROPOSTE Videoconferenza 20 maggio 2020
  2. 2. La Regione Lazio con la DCR 1004/1994 provvide a programmare e organizzare il Sistema di Emergenza Sanitaria Territoriale. DELIBERA CONSIGLIO REGIONALE LAZIO N. 1004/1994 Venne costruito un Sistema integrato ospedale-territorio, nell’ambito del quale era prevista, secondo il criterio della gradualità delle cure e ad integrazione e completamento del sistema, la presenza di Punti di Primo Soccorso nei territori extra urbani con difficoltà di accesso ai Pronto Soccorso ospedalieri. La ASL Latina adeguò subito la propria organizzazione alle linee generali del sistema di emergenza sanitaria nell’ambito della programmazione sanitaria regionale
  3. 3. Fonte:ClaudioPoggioni:lezionidiemergenzapre-ospedqaliera
  4. 4. La riorganizzazione dei servizi e dell’assistenza sanitaria secondo il concetto di rete, deve passare prioritariamente attraverso una pianificazione della Rete di emergenza urgenza strutturata da cui non possono prescindere, le reti clinico assistenziali ed in particolare quelle per le patologie complesse “tempo-dipendenti”. Con questo termine si identificano, tutte le Reti clinico assistenziali la cui configurazione deve rispondere al principio della tempestività della presa in carico e degli interventi susseguenti nel continuum del percorso intra ed extra ospedaliero, in un contesto in cui, al verificarsi dell’evento acuto, il fattore tempo costituisce elemento determinante per la qualità e l’esito delle cure, se non addirittura il “salvavita” in presenza di condizioni ad elevato rischio di mortalità. LE RETI TEMPO DIPENDENTI
  5. 5. PPI & OSPEDALI LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI DISPOSTA CON DCA 80/2010 HA CREATO UNA DISUGUAGLIANZA NELL’E.S.T. Punti di assistenza Territoriale PS Privati Ospedali e PS Il rapporto popolazione P.A.T. è di uno ogni 82.000 abitanti. Cori Il DCA 480/2006 prevedeva che nei PPI degli ex ospedali fossero presenti medici strutturati di medicina d’urgenza Ospedali e PS Ospedale di comunità
  6. 6. LA TRASFORMAZIONE DEI PPI NEL DM 70/2015 Il successivo Punto 9.1.5 del DM 70/2015 ha stabilito invece che i Punti di Primo Intervento debbano essere trasformati «in postazioni medicalizzate del 118 entro un arco di tempo predefinito implementando l’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero, secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, HUB o spoke di riferimento, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria». Qualora gli accessi superino le 6.000 unità anno la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul DEA di riferimento.
  7. 7. A seguito degli impegni presi in occasione dell’incontro in Regione del 5/9/2019 l’ARES 118 avrebbe dovuto potenziare il servizio invece con deliberazione n. 365/2019 ha poi pubblicato un avviso per l’affidamento all’esterno di 24 postazioni in provincia di Latina, ma con delibera 20/2020 l’avviso è stato revocato. Km. 36,7 Km. 22,6 Km. 40 Km. 32,9 Km. 40 Km. 35 Ambulanza MSB Automedica Elisuperficie Ospedale attivo Ospedale attivo fino al 2010
  8. 8. IL DCA U00257 DEL 25 LUGLIO 2018 Il DCA 257/2018 volendo dare attuazione al disposto del DM n. 70/2015 ha previsto «…la trasformazione dei PPI in postazione “118” medicalizzata. In tale contesto di riconversione potranno essere previsti punti di offerta di assistenza primaria organizzati come presidi ambulatoriali territoriali di medicina generale, nell’ambito di quanto previsto dall’Accordo recepito con DCA 376/2014. Tale offerta dovrà essere garantita dall’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, attraverso le forme associative dei medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale. In tale ambito potranno essere fornite anche prestazioni infermieristiche». Questo decreto non rispettava quanto stabilito dal DM 70/2015 e avrebbe dovuto essere impugnato dai Sindaci.
  9. 9. CONFRONTO TRA PPI E PAP PPI versus PAP  In base al DCA U0008/2011 garantiscono la stabilizzazione del paziente in fase critica attivando, tramite la Centrale Operativa 118, il trasporto presso l’ospedale più idoneo secondo protocolli definiti e un primo intervento medico in caso di: patologie diagnosticate ed ingravescenti; malesseri non ben definiti; piccoli atti medico– chirurgici; diagnostica strumentale semplice;  L’orario di effettivo funzionamento copre di norma le 24 ore;  L’équipe è formata da un medico e da un infermiere professionale per turno;  La dotazione delle attrezzature di diagnostica minima è indicata nel predetto DCA U0008/2011;  I PPI erano incardinati nel DEA di riferimento  In base al DCA U00257/2017 i presidi di assistenza primaria avrebbero dovuto occuparsi solo di urgenze;  L’orario di funzionamento sarebbe stato H12 (la notte ci sarebbe stata una ambulanza del 118);  Ci sarebbe stato solo un medico di famiglia senza infermiere;  Non era chiaro ma ovviamente senza infermiere non sarebbe stato possibile fare terapie né accertamenti né tantomeno la stabilizzazione;  Sembra, almeno da quanto avviene a Frosinone che non ci sia disponibilità neanche di medicinali;  Non è noto come fosse previsto l’inquadramento dei PAP nell’organigramma aziendale ma era prevedibile che fosse incardinato nel Distretto.
  10. 10. IL DCA U00303 DEL 25 LUGLIO 2019 Il 13 agosto scorso è apparso sul BUR il DCA U00303/2019 avente per oggetto: «Adozione del Piano di rientro “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale 2019-2021” ai sensi e per gli effetti dell'art. 2, comma 88 della L. 191/2009, secondo periodo» . Al Punto 7.1.3 dell’allegato tra le misure per eliminare il disavanzo è stata inserita la trasformazione dei Punti di Primo Intervento in Punti di erogazione di assistenza primaria
  11. 11. AZIENDA USL LATINA LEA 2018 – SPESA PRO CAPITE € 1704,70 Fonte: allegato “LA” deliberazione 663/2019 Asl Latina – Elaborazione grafica by Brugnola
  12. 12. ASL LATINA – DELIBERA 849 DEL 12 SETTEMBRE 2019 Benché i Comitati avessero fatto richiesta di partecipare al procedimento ex art. 9 della legge 241/1990 sono stati ignorati. Il 12 settembre 2019 l’Azienda USL Latina ha adottato in gran fretta una deliberazione con cui ha disposto di disattivare i Punti di primo intervento con decorrenza 1° gennaio 2020 e di attivare dalla stessa data apposite strutture territoriali deputate alla gestione delle urgenze territoriali.
  13. 13. IL NUOVO DECRETO 469/2019 PER IL PIANO DI RIENTRO Il 14/11/2019 (15 giorni prima dell’udienza per la discussione del nostro ricorso) la Regione Lazio ha annullato il DCA U00303/2019 con il DCA U00469 con il quale pur confermando la «Trasformazione» dei PPI in Punti di erogazione di assistenza primaria» viene affermato che questo dovrà avvenire «…in continuità con le funzioni precedentemente svolte». Anche se il termine «autotutela» non compare, è evidente la finalità dell’atto.
  14. 14. CONFRONTO TRA PPI E PAT PPI versus PAT  In base al DCA U0008/2011 garantiscono la stabilizzazione del paziente in fase critica attivando, tramite la Centrale Operativa 118, il trasporto presso l’ospedale più idoneo secondo protocolli definiti e un primo intervento medico in caso di: patologie diagnosticate ed ingravescenti; malesseri non ben definiti; piccoli atti medico– chirurgici; diagnostica strumentale semplice;  L’orario di effettivo funzionamento copre di norma le 24 ore;  L’équipe è formata da un medico e da un infermiere professionale per turno;  La dotazione delle attrezzature di diagnostica minima è indicata nel predetto DCA U0008/2011;  I PPI erano incardinati nel DEA di riferimento.  In base al DCA U00469/2019 i PAT dovrebbero operare in continuità con le funzioni precedentemente svolte; peraltro l’allegato della delibera 1264/2019 della ASL Latina prevede solo 11 protocolli per altrettante patologie a fronte di un numero notevole di dinamiche riscontrabili secondo il Sistema Informativo del Ministero della salute;  L’orario di funzionamento è H24;  L’équipe è sempre formata da un infermiere professionale e da un medico convenzionato per la medicina generale (ma non è stato scritti se dovrà essere in possesso dell’attestato di idoneità all’attività di emergenza sanitaria territoriale) per turno;  Il PAT ha acquisito le apparecchiature preesistenti;  Non è chiara la dotazione di medicinali e dispositivi medici  I PAT sono incardinati nella UOC Assistenza medica e specialistica afferente al Dipartimento di assistenza primaria che si occupa di assistenza di base e non di emergenza. Quindi non rispetto il DM 70.
  15. 15. L’OMESSA INFORMAZIONE DEI CITTADINI Con deliberazione n. 1088 in data 20 novembre 2019 l’azienda sanitaria Latina aveva indetto una procedura per la realizzazione di una campagna di comunicazione per la riconversione dei PPI ed empowerment della popolazione del costo di 42.700 euro di cui non si hanno avuto più notizie. Non è stata assicurata in alcun modo l’informazione preventiva dei cittadini in merito alla modifica dell’organizzazione e delle modalità di accesso al servizio di emergenza-urgenza (lett. h, comma 4, art. 8-quater del D.lgs 502/92), il che è ancora fonte di confusione.
  16. 16. Il DCA U00259/2014 al Punto 5.2 tratta dei Dipartimenti: L’organizzazione dipartimentale è il modello ordinario di gestione operativa delle attività aziendali e va inteso come centro di responsabilità. Il dipartimento costituisce tipologia organizzativa e gestionale volta a dare risposte unitarie flessibili, tempestive, razionali ed esaustive rispetto ai compiti assegnati, nell’ottica di condivisione delle risorse. ATTO AZIENDALE E DIPARTIMENTI Il dipartimento aggrega strutture organizzative omologhe, omogenee, affini o complementari che perseguono comuni finalità e, pur conservando ciascuna la propria autonomia clinica e professionale, sono tra loro interdipendenti nel raggiungimento degli obiettivi e nell’utilizzo delle risorse.
  17. 17. È sempre più evidente che la nuova concezione dell’ospedale non può essere quella di una struttura autarchica svincolata dalle altre organizzazioni ospedaliere e territoriali di una Regione, bensì quella di un organismo integrato in un contesto sempre più ricco. OSPEDALE E TERRITORIO Di conseguenza, è necessario pensare a ridisegnare la rete ospedaliera, centrandola sul modello Hub e Spoke, in integrazione con le altre parti del sistema sanitario: la rete dell’emergenza-urgenza e quella del territorio (Monitor 27/2011 - Trimestrale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - AGENAS).
  18. 18. Il dipartimento di emergenza e accettazione (DEA) è il modello organizzativo multidisciplinare che comporta l’integrazione funzionale delle unità operative e servizi sanitari necessari ad affrontare il problema diagnostico e terapeutico dei cittadini in situazioni di emergenza e/o urgenza sanitaria. Il DIPARTIMENTO DI EMERGENZA E ACCETTAZIONE Il DEA dell’azienda sanitaria locale dovrebbe rappresentare il collegamento funzionale tra i presìdi territoriali ed i servizi e le divisioni dell’ospedale di riferimento comunque impegnati nell’urgenza.
  19. 19. La scheda 15 del Nuovo Patto per la Salute del 18/12/2019 prevede che a quattro anni dalla sua adozione, sia necessaria una revisione del DM 70/2015, aggiornandone i contenuti sulla base delle evidenze e delle criticità di implementazione individuate dalle diverse Regioni. L’IMPEGNO PER LA REVISIONE DEL DM 70/2015 Questa è l’occasione per riconsiderare il Sistema di Emergenza Sanitaria sia nella Fase di allarme che nella Fase di risposta costruendo una rete di strutture di diversa complessità assistenziale e armonizzando l’organizzazione a livello nazionale tenendo conto anche delle indicazioni delle società scientifiche.
  20. 20. DIPARTIMENTO INTEGRATO DI EMERGENZA Le società scientifiche dell’emergenza sanitaria sono tutte concordi sulla necessità di un intervento che armonizzi a livello nazionale la normativa e il sistema di allarme e di risposta provvedendo ad istituire in tutte le aziende sanitarie locali un Dipartimento funzionale di emergenza monospecialistico integrato territorio-ospedale, preferibilmente su base provinciale, cui afferiscano i mezzi di soccorso ( di base, intermedi ed avanzati), la C.O.118, i punti di Primo Intervento, i PS con OBI generale e pediatrica e la MEU-semintensiva delle aziende (ospedaliere, ospedaliero-universitarie, territoriali, IRCCS e delle aziende regionali 118) che insistono sul territorio.
  21. 21. In data 1° marzo 2020 il Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ha inviato una Petizione al Presidente della Camera dei deputati chiedendo che in occasione della modifica del DM 70/2015, prevista nella Scheda 15 del Patto della Salute, venga affrontato il problema dell’Emergenza Sanitaria Territoriale anche al fine di armonizzare il servizio in tutte le regioni, prevedendo un Dipartimento Integrato di Emergenza. LA PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA CAMERA
  22. 22. «Trovano inoltre collocazione funzionale nel Distretto le articolazioni organizzative del dipartimento di salute mentale, del Dipartimento Integrato di Emergenza e del dipartimento di prevenzione, con particolare riferimento ai servizi alla persona». LA MODIFICA NORMATIVA PROPOSTA Sarà sufficiente inserire nella nuova stesura del Punto 9.1.5 del DM 70 /2015 l’obbligo per tutte le aziende di modificare l’atto aziendale sostituendo il DEA con il DIE uniformando contestualmente l’organizzazione e la denominazione dei servizi. A questo punto il 3° comma dell’art. 3-quinquies del D.lgs 502/1992 potrà essere modificato come segue:
  23. 23. Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta. (Margaret Mead, Filadelfia 1901 - New York 1978)

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