Project Based Learning
concetti e pratiche base
PBL
MODELLI DIDATTICI
Lezione
+ +
etc.
programmazione 

per blocchi di contenuti
focus su spiegazioni del docente
ed esercizi degli allievi
Laboratorio
+ +
etc.
programmazione per attività
focus su attività degli allievi
e loro esercitazioni
Progetto
pianificazione per fasi
focus su processo del lavoro (suddiviso in fasi e task)

e missione per gli allievi
fineinizio
lezioni laboratori progetti
motivazione estrinseca estrinseca intrinseca
velocità alta media bassa
apprendimento contenuti abilità competenze
verifiche ed
evidenze
interrogazioni,
test, esercizi
esercitazioni,
performance
prodotti,
processo
docente sapiente tecnico manager
Differenze
MODELLO PBL
Principi di fondo: realtà, autonomia, motivazione
Metafora chiave: vecchio esercito in classi
modello lezioni > linee rigide di fanti, esercito settecentesco
Metafora chiave: dalla classe alla task-force
modello del PBL > gruppo scelto con missione
Cambio direzione: dagli studenti al docente
Cambio focus: dalle discipline ai prodotti
disciplina 1
disciplina 2
disciplina 3
prodotto 1
esercizio 2
attività 3
prodotto
disciplina 1
disciplina 1
disciplina 1
disciplina 1
Fasi chiave: un viaggio significativo
Ideation
Presentation
Kick off
Design
documentation
check-point
pit-stop
Need to know
Balance
PlanTuning
iniziare con la fine!
> studiare buone pratiche
> selezionare competenze dal curricolo
> individuare degli stakeholders o committenti
> scegliere il prodotto
> definire la complessità del prodotto
> incorporare i saperi 

come attività
> fare check-list dei 

requisiti iniziali
Preparazione1
approvvigionarsi prima di partire!
> verificare cosa gli studenti sanno e 

cosa devono sapere per fare il progetto
> procurarsi le risorse materiali, 

strumentali e personali 

necessarie al progetto
> fare lezioni mirate per far acquisire

conoscenze e abilità occorrenti
Lancio2
approvvigionarsi prima di partire!
> scrivere e appendere la Driving Question
> lanciare la sfida ai ragazzi,
dividendoli in team
> effettuare un evento-lancio
> far assegnare ruoli e compiti precisi

(imprescindibili il capo e il documentatore)
Ricerca3
iniziare col botto!
> curiosare sul territorio e nel mondo
> intervistare gli stakeholders o committenti
> effettuare un evento-lancio
> far assegnare ruoli e compiti precisi
> confrontare i risultati delle ricerche
> divergere ancora, 

con tecniche di creatività
4
pianificare!
> definire un piano di lavoro con chiarezza di:
attività
tempi
risorse
> appendere il Gantt
> controllare che sia rispettato il 

“chi-fa-cosa-come-quando”
in itinere
aggiustare e registrare!
> documentare attività e semi-lavorati
> fare verifiche intermedie (check-point)
> acquisire altre conoscenze/abilità che si fossero
rivelate necessarie lungo il tragitto (pit-stop)
> dare costanti feedback (Rubric)
> monitorare i tempi e il rispetto 

delle scadenze (dead-lines)
Controllo
I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII
5
dimostrare e consegnare!
> raccogliere ed editare la documentazione

in storyboard
> scegliere modalità di presentazione e fare prove
> convocare gli stakeholders e presentare
> effettuare (auto)valutazione su 

processo+prodotto, di gruppo e individuale
> celebrare/festeggiare 

la fine del progetto
Bilancio/
valutare!
> effettuare valutazione su intero percorso progettuale
> utilizzare tecniche come i 6 cappelli per pensare
> consolidare i risultati di apprendimento
> consolidare i prodotti, dandone vetrina 

sia fisica che sul web
> rilanciare per il futuro
Check list: stiamo facendo vero PBL?
compiti e prodotti (carefully designed products and tasks): i progetti sono tali perché hanno un termine, una
meta, un fine osservabile e da presentare; i risultati del processo sono prodotti/servizi le cui caratteristiche
e limiti di accettabilità (standards) devono essere programmati, chiari e condivisi fin dall’inizio.
sistematicità (systematic teaching method): non progettini episodici o marginali, ma visioni di insieme e
articolate in maniera interdipendente, organizzando spazi e tempi non secondo la logica oraria della
lezione, ma secondo le fasi vitali di un lavoro progettuale vero
coinvolgimento (engagement): gli studenti devono essere impegnati attivamente come protagonisti, non
come esecutori o elementi passivi; si richiedono pertanto attività riconducibili non alla semplice 

applicazione di procedure ma alla negoziazione, delega, responsabilizzazione degli studenti fin dall’inizio,
nella definizione del problema e dei mezzi
competenze (skills): i progetti devono avere chiari gli obiettivi di apprendimento rispetto ai quali le discipline
sono mezzi, non fini, e devono essere rese attive calandole in situazioni concrete dove le competenze
vengano agite: non c'è competenza se non c'è performance osservabile della stessa
autenticità (authentic question): i problemi devono esser connessi a questioni reali, non virtuali, e prevedere
una esplorazione attiva, una investigazione per capire come elaborare la costruzione dell’artefatto o servizio
che risponda al problema/sfida di partenza
RAPPORTO CON LA REALTÀ
il progetto viene da una
commessa reale? oppure è
prodotto dalla pura invenzione
del docente?
GESTIONE
il progetto segue i
dettami del project
management, in cui si
definiscono con chiarezza
attività+tempi+risorse,
schedulati in un
diagramma di Gantt?
LAVORO DI GRUPPO
gli studenti sono organizzati (o meglio: si organizzano)
in team con precisi compiti? rispondono di ciò che
fanno? rispettano consegne, scadenze, ruoli?
SFIDA CREATIVA
gli allievi sono sfidati o il
problema in verità interessa
solo i formatori? Il prodotto
finale previsto ha
caratteristiche di
innovazione o
semplicemente replica
l’esistente?
ATTIVITÀ AUTO-
DIRETTE DAGLI
STUDENTI
ciò che si fa fare agli
studenti è deciso dall’alto
dal docente e condotto da
loro esecutivamente o vi è
spazio reale per loro voce,
scelta e decisioni (self-
driven activities)?
PBL

PBL - Project Based Learning in una scuola italiana

  • 1.
  • 2.
  • 3.
  • 4.
    + + etc. programmazione 
 perblocchi di contenuti focus su spiegazioni del docente ed esercizi degli allievi
  • 5.
  • 6.
    + + etc. programmazione perattività focus su attività degli allievi e loro esercitazioni
  • 7.
  • 8.
    pianificazione per fasi focussu processo del lavoro (suddiviso in fasi e task)
 e missione per gli allievi fineinizio
  • 9.
    lezioni laboratori progetti motivazioneestrinseca estrinseca intrinseca velocità alta media bassa apprendimento contenuti abilità competenze verifiche ed evidenze interrogazioni, test, esercizi esercitazioni, performance prodotti, processo docente sapiente tecnico manager Differenze
  • 10.
  • 11.
    Principi di fondo:realtà, autonomia, motivazione
  • 12.
    Metafora chiave: vecchioesercito in classi modello lezioni > linee rigide di fanti, esercito settecentesco
  • 13.
    Metafora chiave: dallaclasse alla task-force modello del PBL > gruppo scelto con missione
  • 14.
    Cambio direzione: daglistudenti al docente
  • 15.
    Cambio focus: dallediscipline ai prodotti disciplina 1 disciplina 2 disciplina 3 prodotto 1 esercizio 2 attività 3 prodotto disciplina 1 disciplina 1 disciplina 1 disciplina 1
  • 16.
    Fasi chiave: unviaggio significativo Ideation Presentation Kick off Design documentation check-point pit-stop Need to know Balance PlanTuning
  • 17.
    iniziare con lafine! > studiare buone pratiche > selezionare competenze dal curricolo > individuare degli stakeholders o committenti > scegliere il prodotto > definire la complessità del prodotto > incorporare i saperi 
 come attività > fare check-list dei 
 requisiti iniziali
  • 18.
    Preparazione1 approvvigionarsi prima dipartire! > verificare cosa gli studenti sanno e 
 cosa devono sapere per fare il progetto > procurarsi le risorse materiali, 
 strumentali e personali 
 necessarie al progetto > fare lezioni mirate per far acquisire
 conoscenze e abilità occorrenti
  • 19.
    Lancio2 approvvigionarsi prima dipartire! > scrivere e appendere la Driving Question > lanciare la sfida ai ragazzi, dividendoli in team > effettuare un evento-lancio > far assegnare ruoli e compiti precisi
 (imprescindibili il capo e il documentatore)
  • 20.
    Ricerca3 iniziare col botto! >curiosare sul territorio e nel mondo > intervistare gli stakeholders o committenti > effettuare un evento-lancio > far assegnare ruoli e compiti precisi > confrontare i risultati delle ricerche > divergere ancora, 
 con tecniche di creatività
  • 21.
    4 pianificare! > definire unpiano di lavoro con chiarezza di: attività tempi risorse > appendere il Gantt > controllare che sia rispettato il 
 “chi-fa-cosa-come-quando”
  • 22.
    in itinere aggiustare eregistrare! > documentare attività e semi-lavorati > fare verifiche intermedie (check-point) > acquisire altre conoscenze/abilità che si fossero rivelate necessarie lungo il tragitto (pit-stop) > dare costanti feedback (Rubric) > monitorare i tempi e il rispetto 
 delle scadenze (dead-lines) Controllo I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII
  • 23.
    5 dimostrare e consegnare! >raccogliere ed editare la documentazione
 in storyboard > scegliere modalità di presentazione e fare prove > convocare gli stakeholders e presentare > effettuare (auto)valutazione su 
 processo+prodotto, di gruppo e individuale > celebrare/festeggiare 
 la fine del progetto
  • 24.
    Bilancio/ valutare! > effettuare valutazionesu intero percorso progettuale > utilizzare tecniche come i 6 cappelli per pensare > consolidare i risultati di apprendimento > consolidare i prodotti, dandone vetrina 
 sia fisica che sul web > rilanciare per il futuro
  • 25.
    Check list: stiamofacendo vero PBL? compiti e prodotti (carefully designed products and tasks): i progetti sono tali perché hanno un termine, una meta, un fine osservabile e da presentare; i risultati del processo sono prodotti/servizi le cui caratteristiche e limiti di accettabilità (standards) devono essere programmati, chiari e condivisi fin dall’inizio. sistematicità (systematic teaching method): non progettini episodici o marginali, ma visioni di insieme e articolate in maniera interdipendente, organizzando spazi e tempi non secondo la logica oraria della lezione, ma secondo le fasi vitali di un lavoro progettuale vero coinvolgimento (engagement): gli studenti devono essere impegnati attivamente come protagonisti, non come esecutori o elementi passivi; si richiedono pertanto attività riconducibili non alla semplice 
 applicazione di procedure ma alla negoziazione, delega, responsabilizzazione degli studenti fin dall’inizio, nella definizione del problema e dei mezzi competenze (skills): i progetti devono avere chiari gli obiettivi di apprendimento rispetto ai quali le discipline sono mezzi, non fini, e devono essere rese attive calandole in situazioni concrete dove le competenze vengano agite: non c'è competenza se non c'è performance osservabile della stessa autenticità (authentic question): i problemi devono esser connessi a questioni reali, non virtuali, e prevedere una esplorazione attiva, una investigazione per capire come elaborare la costruzione dell’artefatto o servizio che risponda al problema/sfida di partenza
  • 26.
    RAPPORTO CON LAREALTÀ il progetto viene da una commessa reale? oppure è prodotto dalla pura invenzione del docente? GESTIONE il progetto segue i dettami del project management, in cui si definiscono con chiarezza attività+tempi+risorse, schedulati in un diagramma di Gantt? LAVORO DI GRUPPO gli studenti sono organizzati (o meglio: si organizzano) in team con precisi compiti? rispondono di ciò che fanno? rispettano consegne, scadenze, ruoli? SFIDA CREATIVA gli allievi sono sfidati o il problema in verità interessa solo i formatori? Il prodotto finale previsto ha caratteristiche di innovazione o semplicemente replica l’esistente? ATTIVITÀ AUTO- DIRETTE DAGLI STUDENTI ciò che si fa fare agli studenti è deciso dall’alto dal docente e condotto da loro esecutivamente o vi è spazio reale per loro voce, scelta e decisioni (self- driven activities)? PBL