Il documento descrive la lunula di Ippocrate, una figura geometrica legata alla geometria classica, e il teorema associato che stabilisce un'equivalenza tra l'area di un triangolo rettangolo isoscele e quella della lunula stessa. Viene citato Eudemo per attestare la validità delle quadrature delle lunule eseguite da Ippocrate. La dimostrazione si basa sul calcolo delle aree mediante differenze tra superfici circolari e triangolari.