Collezione Digitale



      Anna Maria Tammaro
   Arcavacata, 8-9 marzo 2012
Sintesi
• Tipologie di risorse digitali
• Nuovo mercato editoriale: stakeholders,
strumenti e piattaforme
• Criticità tecniche ed organizzative
• Nuovi ruoli, nuovi servizi
•Indicatori di valutazione
Tipologie di risorse digitali
Risorse digitali
E-book,

Riviste elettroniche,

Dispense digitali, tesi digitali

Corsi e piattaforme per l'apprendimento,

Banche dati bibliografiche,

Banche dati full-text,

Risorse multimediali e interattive

Blog, wiki, RSS

Giornali e quotidiani
Open access


Open Archives Initiative – Protocol Metadata Harvesting
(OAI-PMH).

L’accordo sul protocollo OAI-PMH è avvenuto nel 1999
durante un Convegno dei primi sviluppatori di archivi aperti
a Santa Fe (van de Sompel, H. and C. Lagoze 2000; van
de Sompel H. et al. 2004).
OA BBB

BOAI (Budapest Open Access Initiative), lanciata nel 2002
da parte della Fondazione Soros

Due iniziative successive, il Bethesda Statement e la
Dichiarazione di Berlino nel 2003, rappresentano una vera
svolta del movimento OA

La Dichiarazione di Berlino è stata recepita in Italia con la
Dichiarazione di Messina firmata dai Rettori delle Università
italiane nel 2004.
Contenuti aperti
Tipologia e-book               Esempi

Open e-book                    Liber Liber (Progetto Manuzio), E-Text,
                               Internet Culturale, Biblioteca della
                               Letteratura Italiana, Project Gutenberg,
                               Internet Public Library, Babele Web,
                               Libri digitali creati dalle biblioteche,
                               selezione di libri autopubblicati


Audiolibri e Podcast           Audioteca Liber Liber
                               Libro parlato
                               Libro parlato Lions
                               Librivox
                               Biblioteca non vedenti Galliano

Libri di testo                 DIDASknoll, WikiBooks, Depositi
                               istituzionali delle Università
Depositi istituzionali

C’è una differenza sostanziale tra le pubblicazioni
scientifiche digitali nel Web e quelle che si trovano nei
depositi istituzionali: solo le pubblicazioni digitali nei
depositi istituzionali potranno essere ricercate ed usate tra
50 anni.

Questa differenza è il risultato di due funzionalità che i
depositi assicurano: la “digital curation” e la preservazione.
Depositi istituzionali in Italia

In Italia abbiamo
attualmente circa 51 depositi
istituzionali, il 3% del totale
(circa 1600) dei depositi nel
mondo

La tipologia delle risorse
digitali raccolte comprende
soprattutto e-proceedings di
Conferenze, tesi e pre-print.
Nuovo mercato editoriale
Stakeholder

                  editori

                               autori             Istituzioni
  aggregator
  i
                    distributori        Target
                                                 Utente finale
librerie online
Nuovo ruolo attivo autore-lettore


                          Auto-pubblicazione
Lettura sociale
                          Open Access nelle
Nuova alfabetizzazione
                          Università
digitale
                          Piattaforme per auto-
E-book come portale per
                          pubblicazione (Sigil, Calibre,
contenuti in rete
                          ecc.)
Lettura digitale

                        Anobii
                        http://www.anobii.com/

La lettura diventa un   Goodreads
fenomeno sempre più     http://www.goodreads.com/
sociale
                        Bookliners
                        http://www.bookliners.com/_f
                        ront/it/
Strumenti dedicati alla lettura

Sono leggeri, consentono di
voltare pagina, saltare
all’indice, mettere segnalibri,
fare note.
Ma possono fare molto di
più: consentono di
memorizzare migliaia di
volumi, possono mettere
insieme al testo audio e
video, permettono di leggere
anche senza luce, hanno
funzionalità di ricerca
avanzate.
Piattaforme
                    piattaforme



                                       particolari funzionalità di ricerca
accesso
                                     gestione
          vendita



                     distribuzione
Prestito digitale
                                  In Italia
Il “prestito digitale" è ormai
non solo in biblioteca.           MediaLibraryOnLine ed
                                  Edigita,
Amazon e B&N gestiscono il
prestito di e-book tra utenti e   in una logica "streaming"
favoriscono lo sviluppo di        Readmelibri
community indipendenti
dedicate                          in una logica di "noleggio"
                                  del titolo Simplicissimus
Lendle, e-bookFling,              Book Farm.
Lendinik, ecc.
Acquisizioni
Proprietà                                      Decisioni di acquisizione
Licenza di uso vs Possesso                     Demand driven o Pacchetti dei
                                                 Consorzi
Prestito interbibliotecario non è consentito
Limitazioni dei DRM a:                         Sono coinvolte scelte tecniche e di
                                                 contenuto
•   Utenti simultanei
•   Visitatori
•   Accesso remoto                             Aggiornamento dei link
Prezzo                                         Supporto tecnico
Partner del Consorzio
Numero di utenti
Abbonamenti

La prima differenza è sulla selezione: chi la fa? È centrata sui
bisogni degli utenti? È a livello di collezione, o permette di scegliere
la singola risorsa (standing order)?

La seconda differenza è sull’archiviazione: questo non viene più
fatto dalla biblioteca ma è delegato all’editore o aggregatore. Ancora
nessuna chiarezza su chi fa la preservazione o archiviazione
permanente e come la fa. Un ostacolo importante sono i formati
proprietari degli ebook e la necessità degli identificatori persistenti.

La terza differenza è sulla catalogazione: chi la fa? A quale
granularità? Quali standard? Indagine CASPUR nelle università solo
23% biblioteche cataloga e solo 2% dgli ebook in OPAC
Diritto di autore
                                  Gli approcci possibili sono:
                                  adattare la legge sul
Il modello di accesso al          copyright,
portale dell’editore ha           estendere la legge sul
sostituito quello del             deposito legale alle
possesso della collezione         pubblicazioni digitali,
nella biblioteca                  fare delle eccezioni al
                                  copyright e leggi collegate,
Le biblioteche e le istituzioni   aggiungere clausole per la
                                  preservazione nelle licenze
che hanno il deposito legale
                                  dei consorzi
hanno degli ostacoli alla
preservazione ed alla cura        Registri dei metadati che si
digitale delle collezioni         riferiscono ai diritti delle
                                  pubblicazioni digitali.
Diritti connessi

Altra sfida da gestire è quella di considerare anche i
cosiddetti diritti “connessi” al diritto d’autore, che sono
sempre presenti quando si tratta di opere digitali. Questi
diritti, legati all’evoluzione tecnologica, sono attribuiti a chi,
con la sua attività di impresa o con la propria creatività,
interviene sull'opera stessa.

Sono considerati diritti connessi, ad esempio, i diritti sulle
banche dati, sui software, sulle rappresentazioni
audiovisive e televisive di un'opera.
Diriti dell’autore vs. diritti del
lettore?
                                     C’è chi ritiene che le tecnologie
C’è chi intende rafforzare e         informatiche siano alla base di
accentrare il controllo privato      una nuova era, caratterizzata
dell’informazione, basato sulla      dalla necessità di un controllo
proprietà esclusiva, sul contratto   elastico e decentrato
e sulle protezioni tecnologiche      dell’informazione, basato su una
(la cui versione più avanzata è      diversa interazione tra contratto
rappresentata da sistemi             e tecnologia. Alcuni sostengono
automatici di controllo del          che si tratta di una nuova forma
copyright come il Digital Right      di proprietà paragonabile alle
Management)                          antiche proprietà collettive
                                     (Creative Commons, Copyleft)
Criticità tecniche ed
organizzative
Criticità tecniche


Modalità di preservazione

Interoperabilità dei contenuti (formati e metadati)

DRM
                                                      I
Digital curation
                               La digital curation
Questa attività di “digital    comprende
                               un’attività editoriale di
curation” è diversa da quella selezione delle pubblicazioni
svolta da Google, che non fa digitali;
altro che aggregare i          la standardizzazione dei
contenuti digitali prodotti da formati;
altri;                         tutte le attività di
è diversa anche da quella      identificazione persistente;
svolta dagli editori, che      tutte le procedure per
creano le loro collezioni      assicurare l’autenticità ed
digitali e non offrono un      integrità;
accesso illimitato             tutti gli aspetti giuridici;
                               l’ inserimento dei metadati;
                               l’accesso permanente.
Preservazione


                              Attualmente ci sono quattro
Il modello di riferimento
                              diversi approcci :
standard per la
                              –migrazione,
preservazione dei depositi
                              –preservazione della
digitali è il modello OAIS,
                              tecnologia,
che è diventato uno
                              –emulazione,
standard ISO nel giugno
                              –preservazione dell’oggetto.
2003
Magazzini Digitali


La Biblioteca Nazionale di Firenze, con finanziamento della
Fondazione Rinascimento Digitale, ha avviato il Progetto
“Magazzini Digitali”

E’ stato adottato per le pubblicazioni depositate un
identificatore univoco NBN (National Bibliographic
Number).
E-deposit

Elsevier è stato il primo a concludere un accordo con la
Biblioteca nazionale olandese

Accordi simili di deposito legale volontario sono stati
conclusi da Kluwer Academic Publishers (2003),
BioMedCentral (2003), Blackwell (2004), Oxford University
Press (2004), Taylor & Francis (2004), Sage (2005),
Springer (2005), Brill Academic Publishers (2005).
Portico: partnership editori e
biblioteche
Organizzazione no-profit che si offre come archivio di
deposito permanente per i periodici elettronici scientifici. Il
servizio che Portico offre è quello di uniformare i diversi
formati e memorizzare i contenuti.

Il servizio è sostenuto dalle quote degli editori e dagli
abbonamenti delle biblioteche.

Gli editori effettuano un deposito volontario dei contenuti
dei
periodici

Il deposito è centralizzato, con dei mirror distribuiti.
LOCKSS: cooperazione tra
depositi

LOCKSS (Lots of Copies Keep Stuff Safe una rete
distribuita di sistemi “peer to peer” che si propone per la
preservazione di periodici scientifici e altri contenuti digitali.
Il progetto, coordinato dalla Stanford University, prevede un
elevato numero di depositi finalizzati alla preservazione dei
contenuti e distribuiti nel Web (Web chaches) indipendenti
e con costo limitato ma capaci di assicurare la
preservazione in modo cooperativo e proteggere i contenuti
da eventuali danni.
SHERPA: cooperazione
centralizzata
Sherpa Digital Preservation è anch’essa un’organizzazione
cooperativa, in cui i depositi istituzionali affidano ad
un’istituzione esterna, che in questo caso è Arts and
Humanities Data Service AHDS, il compito di assicurare la
preservazione di lungo periodo dei contenuti digitali.

Questo modello è particolarmente conveniente per le
istituzioni più piccole, che non hanno le risorse e le
competenze per programmi di preservazione di grande
impegno
Metadati

Consentono l'identificazione, la localizzazione, l'accesso,
la verifica dell'integrità, la dichiarazione della proprietà
intellettuale, ed anche le revisioni e le versioni della risorsa
digitale.

La relazione tra metadati e risorsa digitale può essere
intrinseca o estrinseca. Nel primo caso i metadati sono
incorporati nella risorsa digitale, nel secondo caso i
metadati ne sono separati.

I metadati vengono classificati come descrittivi, strutturali e
amministrativi.
Interoperabilità dei metadati

Sono usati schemi di metadati diversi, di cui il più diffuso è il
Dublin Core, in base alle caratteristiche delle risorse digitali
e alle esigenze specifiche dei creatori di contenuti, con la
necessità di assicurare l'interoperabilità pur nella
proliferazione degli schemi.
Un primo metodo per garantire l'interoperabilità consiste
nell’usare uno schema come principale e nel convertire tutti
gli altri schemi a quello prescelto usando delle tabelle di
comparazione (crosswalk).
Un altro metodo consiste nel concordare un modello
astratto comune come quello definito da RDF (Resource
Description Framework).
Formati
Per formato digitale si intende un codice binario in cui tutto è
rappresentato da combinazioni di zero od uno, quindi da stati
del tipo acceso/spento

Il formato di file è la convenzione che viene usata per leggere,
scrivere e interpretare i contenuti di un documento prodotto con
un determinato software.

Per la rappresentazione digitale dei testi, occorre rispettare le
esigenze di standardizzazione delle risorse digitali, che seguono
schemi rigidi, adattandole contestualmente ad esigenze di
interpretazione del testo che sono invece dipendenti dal
contesto e dall'utente. In questi casi si attua una codifica che
possiamo dire di “alto livello”, con linguaggi di marcatura che
utilizzano etichette (tag) da aggiungere al testo o e a blocchi di
testo, per consentirne una determinata interpretazione
(linguaggi di marcatura dichiarativa o logica)

Fra i linguaggi di marcatura si distinguono i linguaggi procedurali
(come RTF) o dichiarativi (come XML )
Interoperabilità dei formati
Una risorsa digitale non viene creata isolatamente, ma
come parte di una collezione digitale virtuale mondiale, e
dovrebbe essere presa in considerazione nel contesto di
quella collezione e del suo sviluppo. È quindi importante
usare standard e formati aperti per ottenere
l’interoperabilità delle risorse digitali che assicura la
possibilità di riutilizzare i dati tra sistemi informativi non
omogenei, cioè differenti sia per il software che per
l'hardware.

L’interoperabilità è anche interazione, che sta ad indicare
un alto grado di sinergia tra sistemi informativi diversi col
fine di offrire servizi integrati e funzionalità nuove o migliori.
Tecnologie DRM


I diritti di proprietà intellettuale hanno un impatto nei criteri
di selezione del materiale da includere nel progetto,
nell'inserimento dei metadati amministrativi e nella modalità
di accesso con tracciamento degli utenti da parte delle
tecnologie DRM
Nuovi ruoli, nuovi servizi
Criticità del servizio

Il livello di servizio ed anche la valutazione del servizio
viene delegata all’editore aggregatore e congelata nel
business model deciso da questo.
I servizi della biblioteca digitale sono disintermediati,
questo significa che si svolgono attraverso il portale
dell’editore /aggregatore
Questo si accorda con la missione e gli obiettivi di servizio
della biblioteca? Vogliamo stimolare gli utenti a diventare
consumatori di servizi a pagamento?
Nuove sfide


Se cambiano i libri, il mercato editoriale e gli utenti, devono
cambiare anche le biblioteche in Italia

Il modo di fare cultura deve orientarsi verso:

– La condivisione e socializzazione del sapere

– L’apprendimento collaborativo
Capacità di uso delle risorse
digitali


I bibliotecari hanno il ruolo di insegnare le capacità di
ricerca ed uso delle risorse digitali incluso le tecnologie per
l’accesso, come i lettori ed altre attrezzature.


Svolgono quindi un ruolo importante come educatori
Biblioteche pubbliche
          Esempi:

          Prestiti di lettori
          Biblioteca Cologno Monzese
          Biblioteca Empoli
Cyberinfrastructure
I termini usati sono vari, come
e-science o “enhanced science”: la genealogia del termine
è in un articolo di Wouters del 1966
Cyberscience: è il termine usato dall’austriaco Nentwich nel
2003 nel volume che ancora è il più completo sul fenomeno
Cyberinfrastructure: è stato usato negli Stati Uniti nel 2003
nel Rapporto Atkins
Si preferisce in Europa il termine “e-research” nelle scienze
umane, per indicare la riflessione che è la modalità
caratteristica del lavoro dell’umanista. Wouters Beaulieu
Society for digital humanities[1]
[1] http://www.sdh-semi.org/index.php
Biblioteche universitarie
Gli e-books forniscono nuove
 opportunità per il supporto
 al curriculum,

Indagine Perrone (2001),
  CASPUR (2009)

Corsi per le capacità di
 ricerca
Biblioteca digitale co-laboratorio

La biblioteca digitale estende i       Assumere un ruolo di
servizi disponibili, come ad           promozione ed assistenza attiva
esempio:                               agli studiosi, per renderli capaci
                                       di padroneggiare le necessarie
Raccogliere le pubblicazioni e le      competenze tecniche
banche dati create dagli studiosi,
Attuare la conversione in              Arrivare ad offrire spazi virtuali in
digitale delle edizioni critiche che   cui gli studiosi hanno
gli utenti esperti le indicano,        funzionalità avanzate, come ri-
Dare consulenza sul copyright e        uso e editing dei testi, possibilità
sugli altri standard tecnici e         di annotare e fare commenti da
procedurali idonei per tutte le        condividere con altri studiosi,
risorse digitali create dagli          servizi in genere di supporto alla
studiosi.                              collaborazione con altri esperti
Rapporto ARL 2007               6. Professional Development &
 1. Open Access: Research libraries will       Investment: Research libraries will
support open access policies and practices     develop the human capital to provide the
regarding scientific knowledge and e-          range of knowledge management skills at
science.                                       the appropriate level needed by esciences.
   2. Open Data: Access to open data is a      7. Metadata Standards & Metadata
movement supported by research libraries,      Creation: Research libraries will
taking into consideration the ethical          spearhead initiatives to develop metadata
treatment of human-subject data.               standards supportive of scientific data.
   3. Collaboration: Research libraries will      8. Virtual Communities: Research
collaborate with multi-institutional,          libraries will contribute to the
interdisciplinary research projects by         establishment of and participate in virtual
developing and supporting digital              laboratories or organizations developed
repositories for their research outputs,       across e-sciences.
data, and metadata.                               9. Sustainable Models: Research
   4. Digital Stewardship & Preservation:      libraries will participate in the
Research libraries will have institutional     development of and contribute to
repositories that meet international           sustainable business models for the
preservation and interoperability              resources and services essential to e-
standards and practices.                       sciences.
   5. Equitable Service and Support:              10. Communication: Research libraries
Research libraries will work collectively      will participate in initiatives to increase
to ensure that gaps do not develop in the      wider professional and public
levels of support provided across e-           understanding of e-science contributions
sciences.                                      to knowledge and its infrastructural
                                               requirements.
Bibliotecari come “Advocates”

Biblioteche come paladine
  dei diritti di accesso libero
  all'informazione ed alla
  libera espressione
Valore unico: diffondere le
  capacità di uso degli e-
  book, proteggere la privacy,
  difendere le biblioteche, o
  dedicarsi alle minoranze
Digitalizzare contenuto unico
  come foto, film, collezioni
  locali, dati economici, ecc.
Costruttori della comunità


Cresce l’importanza del
servizio di informazione e
reference digitale




Il bibliotecario fa corsi in
biblioteca e tutorial
Costruttori della comunità
                                 Un sistema bibliotecario
Biblioteca è uno dei canali      distribuito
  delle reti sociali             UNI project

Da curatori della collezione a www.theuniproject.org
 collaboratori per il
 contenuto!

Biblioteche possono dare un      LibLab www.librarylab.org
  supporto al self-publishing,
  al print on demand
“From read to read/write”
Agenti del cambiamento

Consorzi di biblioteche per:

- acquisti coordinati

- formazione comune

- advocacy: una voce sola!

- gestione collettiva della
  collezione e dei servizi
Bibliotecari innovatori
           
               Creare uno spazio
               collaborativo per
               l'apprendimento

           
               L’integrazione di strumenti
               tecnologici disegna un
               ambiente di apprendimento
               fortemente sociale in cui la
               costruzione di reti e di
               comunità elimina i fattori di
               isolamento e favorisce un
               apprendimento cooperativo.
Nuova immagine….

Uscire dalle biblioteche per
promuovere gli e-book:

nei bar,

Nei ristoranti,

Negli angoli di lettura in
aeroporti e stazioni
Partire da dove siamo…
           Liste che non hanno
             relazione con la versione a
             stampa, ad es.:

           Must have, i più letti, libro del
            giorno, veloce
            aggiornamento

           Poster che aiutano le
            capacità di uso del digitale
Indicatori per la valutazione
Valutazione della biblioteca
digitale
La raccolta dei dati necessari alla valutazione include tutti
gli elementi considerati nel progetto di digitalizzazione:
- gli utenti;
- il contesto;
-il contenuto;
- i servizi basati sulle risorse digitali.

La valutazione include alcuni aspetti della gestione della
risorsa digitale, insieme alle funzionalità disponibili
nell'interfaccia.
Indicatori statistici
Collezione di risorse   Prestito di lettori?
 digitali viene         Numero Downloads?
 considerata come
 risorse multimediali


Collezione di risorse
 digitali viene       Tutorial e corsi che sono
 considerata come una  stati offerti o fruiti?
 banca dati
                        Numero accessi (visite)?

Collezione digitale

  • 1.
    Collezione Digitale Anna Maria Tammaro Arcavacata, 8-9 marzo 2012
  • 2.
    Sintesi • Tipologie dirisorse digitali • Nuovo mercato editoriale: stakeholders, strumenti e piattaforme • Criticità tecniche ed organizzative • Nuovi ruoli, nuovi servizi •Indicatori di valutazione
  • 3.
  • 4.
    Risorse digitali E-book, Riviste elettroniche, Dispensedigitali, tesi digitali Corsi e piattaforme per l'apprendimento, Banche dati bibliografiche, Banche dati full-text, Risorse multimediali e interattive Blog, wiki, RSS Giornali e quotidiani
  • 5.
    Open access Open ArchivesInitiative – Protocol Metadata Harvesting (OAI-PMH). L’accordo sul protocollo OAI-PMH è avvenuto nel 1999 durante un Convegno dei primi sviluppatori di archivi aperti a Santa Fe (van de Sompel, H. and C. Lagoze 2000; van de Sompel H. et al. 2004).
  • 6.
    OA BBB BOAI (BudapestOpen Access Initiative), lanciata nel 2002 da parte della Fondazione Soros Due iniziative successive, il Bethesda Statement e la Dichiarazione di Berlino nel 2003, rappresentano una vera svolta del movimento OA La Dichiarazione di Berlino è stata recepita in Italia con la Dichiarazione di Messina firmata dai Rettori delle Università italiane nel 2004.
  • 7.
    Contenuti aperti Tipologia e-book Esempi Open e-book Liber Liber (Progetto Manuzio), E-Text, Internet Culturale, Biblioteca della Letteratura Italiana, Project Gutenberg, Internet Public Library, Babele Web, Libri digitali creati dalle biblioteche, selezione di libri autopubblicati Audiolibri e Podcast Audioteca Liber Liber Libro parlato Libro parlato Lions Librivox Biblioteca non vedenti Galliano Libri di testo DIDASknoll, WikiBooks, Depositi istituzionali delle Università
  • 8.
    Depositi istituzionali C’è unadifferenza sostanziale tra le pubblicazioni scientifiche digitali nel Web e quelle che si trovano nei depositi istituzionali: solo le pubblicazioni digitali nei depositi istituzionali potranno essere ricercate ed usate tra 50 anni. Questa differenza è il risultato di due funzionalità che i depositi assicurano: la “digital curation” e la preservazione.
  • 9.
    Depositi istituzionali inItalia In Italia abbiamo attualmente circa 51 depositi istituzionali, il 3% del totale (circa 1600) dei depositi nel mondo La tipologia delle risorse digitali raccolte comprende soprattutto e-proceedings di Conferenze, tesi e pre-print.
  • 10.
  • 11.
    Stakeholder editori autori Istituzioni aggregator i distributori Target Utente finale librerie online
  • 12.
    Nuovo ruolo attivoautore-lettore Auto-pubblicazione Lettura sociale Open Access nelle Nuova alfabetizzazione Università digitale Piattaforme per auto- E-book come portale per pubblicazione (Sigil, Calibre, contenuti in rete ecc.)
  • 13.
    Lettura digitale Anobii http://www.anobii.com/ La lettura diventa un Goodreads fenomeno sempre più http://www.goodreads.com/ sociale Bookliners http://www.bookliners.com/_f ront/it/
  • 14.
    Strumenti dedicati allalettura Sono leggeri, consentono di voltare pagina, saltare all’indice, mettere segnalibri, fare note. Ma possono fare molto di più: consentono di memorizzare migliaia di volumi, possono mettere insieme al testo audio e video, permettono di leggere anche senza luce, hanno funzionalità di ricerca avanzate.
  • 15.
    Piattaforme piattaforme particolari funzionalità di ricerca accesso gestione vendita distribuzione
  • 16.
    Prestito digitale In Italia Il “prestito digitale" è ormai non solo in biblioteca. MediaLibraryOnLine ed Edigita, Amazon e B&N gestiscono il prestito di e-book tra utenti e in una logica "streaming" favoriscono lo sviluppo di Readmelibri community indipendenti dedicate in una logica di "noleggio" del titolo Simplicissimus Lendle, e-bookFling, Book Farm. Lendinik, ecc.
  • 17.
    Acquisizioni Proprietà Decisioni di acquisizione Licenza di uso vs Possesso Demand driven o Pacchetti dei Consorzi Prestito interbibliotecario non è consentito Limitazioni dei DRM a: Sono coinvolte scelte tecniche e di contenuto • Utenti simultanei • Visitatori • Accesso remoto Aggiornamento dei link Prezzo Supporto tecnico Partner del Consorzio Numero di utenti
  • 18.
    Abbonamenti La prima differenzaè sulla selezione: chi la fa? È centrata sui bisogni degli utenti? È a livello di collezione, o permette di scegliere la singola risorsa (standing order)? La seconda differenza è sull’archiviazione: questo non viene più fatto dalla biblioteca ma è delegato all’editore o aggregatore. Ancora nessuna chiarezza su chi fa la preservazione o archiviazione permanente e come la fa. Un ostacolo importante sono i formati proprietari degli ebook e la necessità degli identificatori persistenti. La terza differenza è sulla catalogazione: chi la fa? A quale granularità? Quali standard? Indagine CASPUR nelle università solo 23% biblioteche cataloga e solo 2% dgli ebook in OPAC
  • 19.
    Diritto di autore Gli approcci possibili sono: adattare la legge sul Il modello di accesso al copyright, portale dell’editore ha estendere la legge sul sostituito quello del deposito legale alle possesso della collezione pubblicazioni digitali, nella biblioteca fare delle eccezioni al copyright e leggi collegate, Le biblioteche e le istituzioni aggiungere clausole per la preservazione nelle licenze che hanno il deposito legale dei consorzi hanno degli ostacoli alla preservazione ed alla cura Registri dei metadati che si digitale delle collezioni riferiscono ai diritti delle pubblicazioni digitali.
  • 20.
    Diritti connessi Altra sfidada gestire è quella di considerare anche i cosiddetti diritti “connessi” al diritto d’autore, che sono sempre presenti quando si tratta di opere digitali. Questi diritti, legati all’evoluzione tecnologica, sono attribuiti a chi, con la sua attività di impresa o con la propria creatività, interviene sull'opera stessa. Sono considerati diritti connessi, ad esempio, i diritti sulle banche dati, sui software, sulle rappresentazioni audiovisive e televisive di un'opera.
  • 21.
    Diriti dell’autore vs.diritti del lettore? C’è chi ritiene che le tecnologie C’è chi intende rafforzare e informatiche siano alla base di accentrare il controllo privato una nuova era, caratterizzata dell’informazione, basato sulla dalla necessità di un controllo proprietà esclusiva, sul contratto elastico e decentrato e sulle protezioni tecnologiche dell’informazione, basato su una (la cui versione più avanzata è diversa interazione tra contratto rappresentata da sistemi e tecnologia. Alcuni sostengono automatici di controllo del che si tratta di una nuova forma copyright come il Digital Right di proprietà paragonabile alle Management) antiche proprietà collettive (Creative Commons, Copyleft)
  • 22.
  • 23.
    Criticità tecniche Modalità dipreservazione Interoperabilità dei contenuti (formati e metadati) DRM I
  • 24.
    Digital curation La digital curation Questa attività di “digital comprende un’attività editoriale di curation” è diversa da quella selezione delle pubblicazioni svolta da Google, che non fa digitali; altro che aggregare i la standardizzazione dei contenuti digitali prodotti da formati; altri; tutte le attività di è diversa anche da quella identificazione persistente; svolta dagli editori, che tutte le procedure per creano le loro collezioni assicurare l’autenticità ed digitali e non offrono un integrità; accesso illimitato tutti gli aspetti giuridici; l’ inserimento dei metadati; l’accesso permanente.
  • 25.
    Preservazione Attualmente ci sono quattro Il modello di riferimento diversi approcci : standard per la –migrazione, preservazione dei depositi –preservazione della digitali è il modello OAIS, tecnologia, che è diventato uno –emulazione, standard ISO nel giugno –preservazione dell’oggetto. 2003
  • 26.
    Magazzini Digitali La BibliotecaNazionale di Firenze, con finanziamento della Fondazione Rinascimento Digitale, ha avviato il Progetto “Magazzini Digitali” E’ stato adottato per le pubblicazioni depositate un identificatore univoco NBN (National Bibliographic Number).
  • 27.
    E-deposit Elsevier è statoil primo a concludere un accordo con la Biblioteca nazionale olandese Accordi simili di deposito legale volontario sono stati conclusi da Kluwer Academic Publishers (2003), BioMedCentral (2003), Blackwell (2004), Oxford University Press (2004), Taylor & Francis (2004), Sage (2005), Springer (2005), Brill Academic Publishers (2005).
  • 28.
    Portico: partnership editorie biblioteche Organizzazione no-profit che si offre come archivio di deposito permanente per i periodici elettronici scientifici. Il servizio che Portico offre è quello di uniformare i diversi formati e memorizzare i contenuti. Il servizio è sostenuto dalle quote degli editori e dagli abbonamenti delle biblioteche. Gli editori effettuano un deposito volontario dei contenuti dei periodici Il deposito è centralizzato, con dei mirror distribuiti.
  • 29.
    LOCKSS: cooperazione tra depositi LOCKSS(Lots of Copies Keep Stuff Safe una rete distribuita di sistemi “peer to peer” che si propone per la preservazione di periodici scientifici e altri contenuti digitali. Il progetto, coordinato dalla Stanford University, prevede un elevato numero di depositi finalizzati alla preservazione dei contenuti e distribuiti nel Web (Web chaches) indipendenti e con costo limitato ma capaci di assicurare la preservazione in modo cooperativo e proteggere i contenuti da eventuali danni.
  • 30.
    SHERPA: cooperazione centralizzata Sherpa DigitalPreservation è anch’essa un’organizzazione cooperativa, in cui i depositi istituzionali affidano ad un’istituzione esterna, che in questo caso è Arts and Humanities Data Service AHDS, il compito di assicurare la preservazione di lungo periodo dei contenuti digitali. Questo modello è particolarmente conveniente per le istituzioni più piccole, che non hanno le risorse e le competenze per programmi di preservazione di grande impegno
  • 31.
    Metadati Consentono l'identificazione, lalocalizzazione, l'accesso, la verifica dell'integrità, la dichiarazione della proprietà intellettuale, ed anche le revisioni e le versioni della risorsa digitale. La relazione tra metadati e risorsa digitale può essere intrinseca o estrinseca. Nel primo caso i metadati sono incorporati nella risorsa digitale, nel secondo caso i metadati ne sono separati. I metadati vengono classificati come descrittivi, strutturali e amministrativi.
  • 32.
    Interoperabilità dei metadati Sonousati schemi di metadati diversi, di cui il più diffuso è il Dublin Core, in base alle caratteristiche delle risorse digitali e alle esigenze specifiche dei creatori di contenuti, con la necessità di assicurare l'interoperabilità pur nella proliferazione degli schemi. Un primo metodo per garantire l'interoperabilità consiste nell’usare uno schema come principale e nel convertire tutti gli altri schemi a quello prescelto usando delle tabelle di comparazione (crosswalk). Un altro metodo consiste nel concordare un modello astratto comune come quello definito da RDF (Resource Description Framework).
  • 33.
    Formati Per formato digitalesi intende un codice binario in cui tutto è rappresentato da combinazioni di zero od uno, quindi da stati del tipo acceso/spento Il formato di file è la convenzione che viene usata per leggere, scrivere e interpretare i contenuti di un documento prodotto con un determinato software. Per la rappresentazione digitale dei testi, occorre rispettare le esigenze di standardizzazione delle risorse digitali, che seguono schemi rigidi, adattandole contestualmente ad esigenze di interpretazione del testo che sono invece dipendenti dal contesto e dall'utente. In questi casi si attua una codifica che possiamo dire di “alto livello”, con linguaggi di marcatura che utilizzano etichette (tag) da aggiungere al testo o e a blocchi di testo, per consentirne una determinata interpretazione (linguaggi di marcatura dichiarativa o logica) Fra i linguaggi di marcatura si distinguono i linguaggi procedurali (come RTF) o dichiarativi (come XML )
  • 34.
    Interoperabilità dei formati Unarisorsa digitale non viene creata isolatamente, ma come parte di una collezione digitale virtuale mondiale, e dovrebbe essere presa in considerazione nel contesto di quella collezione e del suo sviluppo. È quindi importante usare standard e formati aperti per ottenere l’interoperabilità delle risorse digitali che assicura la possibilità di riutilizzare i dati tra sistemi informativi non omogenei, cioè differenti sia per il software che per l'hardware. L’interoperabilità è anche interazione, che sta ad indicare un alto grado di sinergia tra sistemi informativi diversi col fine di offrire servizi integrati e funzionalità nuove o migliori.
  • 35.
    Tecnologie DRM I dirittidi proprietà intellettuale hanno un impatto nei criteri di selezione del materiale da includere nel progetto, nell'inserimento dei metadati amministrativi e nella modalità di accesso con tracciamento degli utenti da parte delle tecnologie DRM
  • 36.
  • 37.
    Criticità del servizio Illivello di servizio ed anche la valutazione del servizio viene delegata all’editore aggregatore e congelata nel business model deciso da questo. I servizi della biblioteca digitale sono disintermediati, questo significa che si svolgono attraverso il portale dell’editore /aggregatore Questo si accorda con la missione e gli obiettivi di servizio della biblioteca? Vogliamo stimolare gli utenti a diventare consumatori di servizi a pagamento?
  • 38.
    Nuove sfide Se cambianoi libri, il mercato editoriale e gli utenti, devono cambiare anche le biblioteche in Italia Il modo di fare cultura deve orientarsi verso: – La condivisione e socializzazione del sapere – L’apprendimento collaborativo
  • 39.
    Capacità di usodelle risorse digitali I bibliotecari hanno il ruolo di insegnare le capacità di ricerca ed uso delle risorse digitali incluso le tecnologie per l’accesso, come i lettori ed altre attrezzature. Svolgono quindi un ruolo importante come educatori
  • 40.
    Biblioteche pubbliche Esempi: Prestiti di lettori Biblioteca Cologno Monzese Biblioteca Empoli
  • 41.
    Cyberinfrastructure I termini usatisono vari, come e-science o “enhanced science”: la genealogia del termine è in un articolo di Wouters del 1966 Cyberscience: è il termine usato dall’austriaco Nentwich nel 2003 nel volume che ancora è il più completo sul fenomeno Cyberinfrastructure: è stato usato negli Stati Uniti nel 2003 nel Rapporto Atkins Si preferisce in Europa il termine “e-research” nelle scienze umane, per indicare la riflessione che è la modalità caratteristica del lavoro dell’umanista. Wouters Beaulieu Society for digital humanities[1] [1] http://www.sdh-semi.org/index.php
  • 42.
    Biblioteche universitarie Gli e-booksforniscono nuove opportunità per il supporto al curriculum, Indagine Perrone (2001), CASPUR (2009) Corsi per le capacità di ricerca
  • 43.
    Biblioteca digitale co-laboratorio Labiblioteca digitale estende i Assumere un ruolo di servizi disponibili, come ad promozione ed assistenza attiva esempio: agli studiosi, per renderli capaci di padroneggiare le necessarie Raccogliere le pubblicazioni e le competenze tecniche banche dati create dagli studiosi, Attuare la conversione in Arrivare ad offrire spazi virtuali in digitale delle edizioni critiche che cui gli studiosi hanno gli utenti esperti le indicano, funzionalità avanzate, come ri- Dare consulenza sul copyright e uso e editing dei testi, possibilità sugli altri standard tecnici e di annotare e fare commenti da procedurali idonei per tutte le condividere con altri studiosi, risorse digitali create dagli servizi in genere di supporto alla studiosi. collaborazione con altri esperti
  • 44.
    Rapporto ARL 2007 6. Professional Development & 1. Open Access: Research libraries will Investment: Research libraries will support open access policies and practices develop the human capital to provide the regarding scientific knowledge and e- range of knowledge management skills at science. the appropriate level needed by esciences. 2. Open Data: Access to open data is a 7. Metadata Standards & Metadata movement supported by research libraries, Creation: Research libraries will taking into consideration the ethical spearhead initiatives to develop metadata treatment of human-subject data. standards supportive of scientific data. 3. Collaboration: Research libraries will 8. Virtual Communities: Research collaborate with multi-institutional, libraries will contribute to the interdisciplinary research projects by establishment of and participate in virtual developing and supporting digital laboratories or organizations developed repositories for their research outputs, across e-sciences. data, and metadata. 9. Sustainable Models: Research 4. Digital Stewardship & Preservation: libraries will participate in the Research libraries will have institutional development of and contribute to repositories that meet international sustainable business models for the preservation and interoperability resources and services essential to e- standards and practices. sciences. 5. Equitable Service and Support: 10. Communication: Research libraries Research libraries will work collectively will participate in initiatives to increase to ensure that gaps do not develop in the wider professional and public levels of support provided across e- understanding of e-science contributions sciences. to knowledge and its infrastructural requirements.
  • 45.
    Bibliotecari come “Advocates” Bibliotechecome paladine dei diritti di accesso libero all'informazione ed alla libera espressione Valore unico: diffondere le capacità di uso degli e- book, proteggere la privacy, difendere le biblioteche, o dedicarsi alle minoranze Digitalizzare contenuto unico come foto, film, collezioni locali, dati economici, ecc.
  • 46.
    Costruttori della comunità Crescel’importanza del servizio di informazione e reference digitale Il bibliotecario fa corsi in biblioteca e tutorial
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    Costruttori della comunità Un sistema bibliotecario Biblioteca è uno dei canali distribuito delle reti sociali UNI project Da curatori della collezione a www.theuniproject.org collaboratori per il contenuto! Biblioteche possono dare un LibLab www.librarylab.org supporto al self-publishing, al print on demand “From read to read/write”
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    Agenti del cambiamento Consorzidi biblioteche per: - acquisti coordinati - formazione comune - advocacy: una voce sola! - gestione collettiva della collezione e dei servizi
  • 49.
    Bibliotecari innovatori  Creare uno spazio collaborativo per l'apprendimento  L’integrazione di strumenti tecnologici disegna un ambiente di apprendimento fortemente sociale in cui la costruzione di reti e di comunità elimina i fattori di isolamento e favorisce un apprendimento cooperativo.
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    Nuova immagine…. Uscire dallebiblioteche per promuovere gli e-book: nei bar, Nei ristoranti, Negli angoli di lettura in aeroporti e stazioni
  • 51.
    Partire da dovesiamo… Liste che non hanno relazione con la versione a stampa, ad es.: Must have, i più letti, libro del giorno, veloce aggiornamento Poster che aiutano le capacità di uso del digitale
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    Indicatori per lavalutazione
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    Valutazione della biblioteca digitale Laraccolta dei dati necessari alla valutazione include tutti gli elementi considerati nel progetto di digitalizzazione: - gli utenti; - il contesto; -il contenuto; - i servizi basati sulle risorse digitali. La valutazione include alcuni aspetti della gestione della risorsa digitale, insieme alle funzionalità disponibili nell'interfaccia.
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    Indicatori statistici Collezione dirisorse Prestito di lettori? digitali viene Numero Downloads? considerata come risorse multimediali Collezione di risorse digitali viene Tutorial e corsi che sono considerata come una stati offerti o fruiti? banca dati Numero accessi (visite)?