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Tradizioni popolari 23 giugno 2012
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Tradizioni popolari 23 giugno 2012

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Presentazione effettuata dal Dr. Allotta presso l'Associazione Tutela Tradizioni Popolari del Trapanese, in data 23-06-2012.

Presentazione effettuata dal Dr. Allotta presso l'Associazione Tutela Tradizioni Popolari del Trapanese, in data 23-06-2012.

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  • Prevalenza dei vari tipi di diabete Con l’aumentare delle conoscenze diventa sempre più evidente l’eterogeneità del diabete mellito. Sono stati identificati specifici difetti genetici per alcuni sottogruppi di pazienti (vedi il MODY, mature onset diabetes of the young). Si osserva, inoltre, sempre più spesso l’insorgenza precoce del diabete non insulino-dipendente. Al contrario, è stata recentemente definita una nuova categoria di pazienti, precedentemente considerati tipo 2, nei quali il diabete con le caratteristiche classiche dell’insulino-dipendenza si manifesta in età adulta (LADA, latent autoimmune diabetes in adults).
  • Type 2 diabetes is a serious problem. About 155 million adults were diagnosed in 2000, and a 110% increase to 300 million is projected by 2025. A combination of current worldwide age-specific type 2 diabetes prevalence estimates, United Nations population estimates, and projections for the number of adults  20 years of age have been used to project the prevalence and number of individuals who will have diabetes by the year 2025. 4 The greatest increases in both prevalence and numbers of individuals with diabetes are expected to occur in the developing world. By the year 2025, >75% of people with diabetes will reside in developing countries, compared with 62% in 1995. All of these results support the view that aggressive intervention to prevent the long-term complications of diabetes is, and will continue to be, an urgent priority.
  • Il diabete mellito di tipo 2 sta raggiungendo proporzioni epidemiche, associandosi come fenomeno sia all’incremento dell’obesità sia ad uno stile di vita più sedentario. Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta la forma più diffusa di diabete, costituendo circa il 90% di tutti i casi. 1 Circa l’80% dei pazienti affetti da diabete sono obesi al momento della diagnosi. Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia ad evoluzione lenta e silente, progressiva e spesso non diagnosticata se non al momento della comparsa delle complicanze e dei sintomi correlati. Questi sintomi possono evidenziarsi anche 10 anni dopo che la malattia ha iniziato a svilupparsi. Pertanto è importante identificare prima possibile quei pazienti che presentano un forte rischio di sviluppare la malattia. Bibliografia: 1. Presidency of the Council of the European Union. Diabetes – Information by the Presidency . 9808/04 May 2004.
  • L’insulino-resistenza è attualmente riconosciuta come un momento eziopatogenetico chiave nello sviluppo del diabete mellito di tipo 2: infatti, il 92% dei pazienti affetti da questa malattia è insulino-resistente . Nel diabete mellito di tipo 2 ci sono importanti distretti dell’organismo nei quali il glucosio è utilizzato, per esempio il tessuto adiposo, il fegato ed il muscolo scheletrico: in questi distretti è stata dimostrata una ridotta risposta ai livelli fisiologici di insulino circolante - ossia si è sviluppata una condizione di insulino-resistenza. 1,2 L’insulino-resistenza è un difetto che si manifesta precocemente nel diabete mellito di tipo 2 ed è possibile osservarlo nella maggior parte dei soggetti “pre-diabetici”. 1-3 L’insulino-resistenza ha pertanto un ruolo chiave nella fisiopatologia della malattia. 3,4 L’insulino-resistenza colpisce circa il 25% della popolazione generale ed è presente nel 92% dei pazienti con diabete mellito di tipo 2. 6 È una condizione strettamente associata all’obesità, 7,8 epidemia che, come evidenziato prima, ha un ruolo cruciale nell’incremento di incidenza del diabete mellito di tipo 2. Come mai alcuni soggetti siano insulino-resistenti non è ancora ben chiaro, sebbene sia assodato il fatto che sono coinvolti fattori genetici e fattori ambientali. 4 Link alla diapositiva successiva: Come possiamo quindi identificare i pazienti che hanno sviluppato insulino-resistenza? Bibliografia 1. American Diabetes Association. Diabetes Care 1998; 21 : 310–314. 2. De Fronzo RA. Diabetes 1988; 37 : 667–687. 3. Groop LC. Diabetes Obes Metab 1999; 1 (Suppl): S1–S7. 4. Bloomgarden ZT. Clin Ther 1998; 20 : 216–231. 5. Reaven GM. J Intern Med 1994; 236 (Suppl 736): 13–22. 6. Haffner SM, et al . Diabetes Care 1999; 22 : 562–568. 7. Carey DG, et al . Diabetes 1996; 45 : 633–638. 8. Matsuzawa Y, et al . J Diabetes Complications 2002; 16 : 17–18.
  • L’intolleranza ai carboidrati (IGT) è considerata una condizione di pre-diabete in cui la glicemia post-prandiale è aumentata, mentre i livelli glicemici a digiuno risultano ancora nella norma. Per valutare meglio questa condizione, alcuni anni fa è stato disegnato e avviato lo studio “Diabetes Prevention Program” che ha coinvolto 3.284 persone che presentavano livelli glicemici aumentati sia a digiuno sia post-carico orale di glucosio e che sono, quindi, state seguite e monitorate allo scopo di valutarne il rischio effettivo di sviluppare diabete mellito di tipo 2. 1 I pazienti venivano randomizzati a terapia con metformina, o a un programma di intervento e modificazione del proprio stile di vita o, infine, a placebo per una durata media di studio di 2,8 anni. 1 Lo studio ha evidenziato che le persone in sovrappeso e con una condizione di IGT, trattate con la sola dieta e attività fisica costante e regolare, presentavano una riduzione del rischio di sviluppo della malattia pari al 58%. 1 Anche la terapia con metformina, farmaco a parziale effetto insulino-sensibilizzante, ha ridotto del 31% il rischio di sviluppo della malattia nei pazienti con IGT. 1 La cosa interessante emersa è che sia l’esercizio fisico, sia la perdita di peso, sia la metformina hanno dimostrato di essere efficaci nel migliorare l’insulino-sensibilità. 2–5 Link alla diapositiva successiva: Come possiamo quindi applicare questi risultati nella pratica clinica quotidiana? Bibliografia 1. Diabetes Prevention Program Research Group. N Engl J Med 2002; 346 : 393–403. 2. Henry RR, et al . Diabetes 1986; 35 : 990–998. 3. Storlien LH, et al . World Rev Nutr Diet 2001; 90 : 26–43. 4. Duncan GE, et al . Diabetes Care 2003; 26 : 557–562. 5. DeFronzo RA, et al. J Clin Endocrinol Metab 1991; 73 : 1294–1301.
  • Transcript

    • 1. IL DIABETE MELLITO : LA PANDEMIA DEL XXI SECOLO Dott. Gioacchino Allotta Presidente Associazione Medici Diabetologi Regione Sicilia Trapani 23 giugno 2012
    • 2. Diabete mellito: definizioneIl diabete mellito può essere definito come unasindrome dismetabolica caratterizzata da :• Elevati livelli di glicemia• Alterata secrezione insulinica• Ridotta sensibilità all’insulina• Predisposizione a complicanze acute e croniche
    • 3. Classificazione eziologica deldiabete mellito• Tipo 1 – autoimmune – Idiopatico• Tipo 2 – Prevalente insulino-resistenza – Prevalente difetto di secrezione insulinica
    • 4. Prevalenza dei vari tipi di diabete DM tipo 2 SindromiGenetiche DM tipo MODY LADA 15%1% 1 10% 5%
    • 5. Criteri per la diagnosi di IGT, IFG, DM Normale Intolleranza Diabete (mg/dl) (mg/dl) (mg/dl) Glicemia a <110 >110 e <126 >126 Digiuno Glicemia 2h <140 >140 e <200 >200 post-OGTTIGT: intolleranza ai carboidratiIFG: alterata glicemia a digiunoDM: diabete mellito Rapporto dell’Expert Committee sulla diagnosi e classificazione del diabete mellito. Diabetes Care 20, n°7, luglio 1997OGGT: carico orale di glucosio
    • 6. Nel papiro di Ebers (Egitto 15° sec. a.C.) siparla della grande sete dei diabetici.
    • 7. “Il Diabete è un morbo non molto frequente tra gli uomini, la vita è breve, disgustosa e dolorosa, la sete è inestinguibile, inevitabile la morte” Areteo di Cappadocia, II sec. D.C.
    • 8. In India .... 5 sec. d.C. La medicina tradizionale indiana riporta che esistono due tipi di diabete:uno che colpisce le persone magre ed uno che colpisce quelle in soprappeso.
    • 9. Nel luglio del 1921 i canadesi Banting e Bestsomministrano“un’estratto"ricavato dal pancreas dicane alla cagnetta Marjorie,diabetica. La glicemia cala... La”cosa”funziona!!
    • 10. Diabete Mellito“Transizione epidemiologica”      Malattia rara Fattore maggiore di ‘900 morbilità e mortalità anno 2000
    • 11. Diabete...Comune e sottostimatoCausa eventi macro emicrovascolariRiduce durata e qualità di vita
    • 12. Prevalenza del Diabete nel mondo fra il 2000ed il 2030 • Tra il 2000 ed il 2030 la prevalenza del diabete aumenterà del 35%, ed il numero dei diabetici aumenterà del 122% • A livello mondiale: 171 milioni nel 2000, 366 milioni nel 2030 (2) USA EUROPE ASIA JAPAN 2000: 15M 2000: 30.8M 2000: 71.8M 2000: 6.9M 2025: 21.9M 2025: 38.5M 2025: 165.7M 2025: 8.5M AFRICA AMERICAS (Ex-US) 2000: 9.2M OCEANIA 2000: 20M 2025: 21.5M 2000: 0.8M 2025: 42M 2025: 1.5MAdapted from King H et al Diabetes Care 1998;21:1414-1431. (2) Wild S, Roglic G, Green A, et al Diabetes Care 2004
    • 13. Il Diabete Mellito in Italia Circa 2 milioni nel 2000 Circa 3 milioni nel 2025 5-10% tipo 1 90-95% tipo 2 (di cui il 20-30%in terapia con insulina)
    • 14. Diabete Mellito : Prevalenza in rapportoall’età Età (a.) Prevalenza (%) < 20 0.05 21 - 39 0.50 40 - 59 5.0 > 60 16.0
    • 15. L’epidemia del diabete mellito “ …sono tutti concordi nel sostenere che il numero di pazienti affetti da diabete che si registrerà nei prossimi 25 anni, potrà definirsi come la più vasta epidemia da cui l’umanità sia mai stata colpita.” International Diabetes Federation, 2004International Obesity TaskForce. Obesity in Europe. 2002.Presidency of the Council of the European Union. Diabetes – Information by the Presidency. May 2004.
    • 16. Risoluzione ONU Dicembre 2006 L’Assemblea Generale decide di designare il 14 Novembre comeGiornata Mondiale del Diabete e sarà osservata ogni anno a partire dal 2007. Invita tutti gli Stati membri ad osservare la Giornata Mondiale delDiabete al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul Diabete e sulle sue complicanze così come sulla sua prevenzione e cura.
    • 17. L’epidemia di diabete Mellito di tipo 2 In Europa, oltre 135 milioni di persone sono obese o in sovrappeso Più della metà della Il 30% della popolazione popolazione adulta è adulta è obesa in sovrappeso International Obesity TaskForce. Obesity in Europe. 2002. Presidency of the Council of the European Union. Diabetes – Information by the Presidency. May 2004.
    • 18. Entità del problema• L’obesità pediatrica costituisce oggi secondo l’OMS uno dei problemi di salute pubblica emergenti.• Numerosi studi hanno rilevato come la prevalenza di obesità pediatrica associata al diabete di tipo 2 sia in aumento drammatico in tutta Italia con una media italiana sul 5-10% . (ISTAT, 2003; Cacciari et al., 2004)
    • 19. L’epidemia del diabete mellito “L’epidemia di obesità che affligge l’Europa porta con sè un nemico mortale, nel senso che si accompagna ad una potenziale epidemia di diabete.” Commissione Europea Direzione Salute, 2004International Obesity TaskForce. Obesity in Europe. 2002.Presidency of the Council of the European Union. Diabetes – Information by the Presidency. May 2004.
    • 20. Obesità: La "Carta di Istanbul" dellUE 2007La Conferenza della Regione Europea dellOMS ha prodotto la "CartaEuropea sullazione di contrasto dellobesità " in cui sono stati sanciti i principi e le priorità di intervento in grado di arginare e risolvere il problema che ormai ha un carattere di universalità.In sintesi la carta identifica obiettivi, principi e strumenti partendo dal presupposto che lepidemia di obesità è reversibile se si creano società in cui stili di vita salutari, per dieta e attività fisica, siano la norma.
    • 21. 92% dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 presenta insulino-resistenza Fattori genetici Fattori ambientali• Anamnesi • Dieta familiare • Obesità positiva • Sedentarietà1. Haffner SM, et al. Diabetes Care 1999; 22: 562–568.2. Bloomgarden ZT. Clin Ther 1998; 20: 216–231.
    • 22. Nurses Health Study Rischio relativo di diabete 40 35Rischio Relativo 30 25 20 15 10 5 0 < 23 23,0-24,9 25,0-29,9 30,0-34,9 >35.0 BMI (kg/m2) Hu FB, et al. N Engl J Med 2001;345:790–97.
    • 23. Nurses Health Study Rischio relativo di diabete 1 0,9 0,8Rischio Relativo 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 0 < 0.5 05.-1.9 2.0-3.9 4.0-6.9 > 7.0 Attività fisica (ore/settimana) Hu FB, et al. N Engl J Med 2001;345:790–97.
    • 24. Stili di vita a rischio Obesità (BMI ≥ 30) Sedentarietà Dieta aterogena (ricca inCHO semplici e grassianimali)
    • 25. Modificare lo stile di vita• Modificazioni nutrizionali• Diminuzione del peso corporeo• Incremento dell’attività fisica
    • 26. Evidenze per la prevenzione del diabete mellito. • Studio di intervento di Malmo (1) • Diabetes Prevention Program (2) • Diabetes Prevention Study (3) • Studio Stop-Niddm (4) • Studio Xendos (5) • Studio HOPE (6)(1) Erikson et Al. Diabetologia 1991; 34:891-8(2) DPP. Diabetes Care 2000; 23:1619-34(3) Tuomileto et Al. N Engl J Med 2001; 344:1343-50(4) Chiassson et Al. Lancet 2002; 359:2072-77(5) ICO Communication, San Paulo 2002(6) The Hope Study. N Engl J Med 2000; 343:145-53
    • 27. The Diabetes Prevention Program A Randomized Clinical Trial to Prevent Type 2 Diabetes in Persons at High Risk The DPP Research Group
    • 28. End-point primari del DPPPrevenire o ritardare lo sviluppo di T2DM in soggetti con Ridotta tolleranza al glucosio (IGT) The DPP Research Group, NEJM 346:393-403, 2002
    • 29. Criteri di elegibilità• Età > 25 anni• Glucosio plasmatico – FPG 95-125 mg/dl (5.3- <7.0 mmol/L) e – 2hPLG 140-199 mg/dl (7.8- <11.1 mmol/L)• Body mass index > 24 kg/m2 The DPP Research Group, NEJM 346:393-403, 2002
    • 30. Fase di intervento Soggetti eleggibili Troglidazone Randomizzazione n 585 Raccomandazioni standard sullo stile di vitaMetformina Modifiche intensive Placebo n 1073 dello stile di vita n 1082 n 1079 The DPP Research Group, NEJM 346:393-403, 2002
    • 31. Modifiche intensive dello stile di vita∀ ↓ del 7% del peso corporeo ed il mantenimento del più basso peso ottenuto – Intake calorico fra 1200-1800 kcal/day – Dieta con contenuto di grasso < del 25% delle calorie totali• > 150 minuti/settimana di attività fisica The DPP Research Group, NEJM 346:393-403, 2002
    • 32. Incidenza del diabete Riduzione del rischio 31% metformina 40 Metformina vs Placebo p<0.001 58% lifestyleIncidenza cumulativa (%) Lifestyle vs Placebo p<0.001 Lifestyle vs Metformina p<0.001 30 20 Metformina Placebo 10 Lifestyle 0 0 1 2 3 4 Anni dalla randomizzazione
    • 33. Ridurre il rischio di sviluppare il diabete mellito ditipo 2 Dieta ed esercizio fisico Metformina (850 mg x b.d.) adeguati** 31% 58%• *I pazienti avevano una condizione di ridotta tolleranza al glucosio (IGT) ed erano insovrappeso• **Targets: 7% di calo ponderale e 150 minuti di attività fisica alla settimanaDiabetes Prevention Program Research Group. N Engl J Med 2002; 346: 393–403.
    • 34. THE FINNISH DIABETES PREVENTION STUDY (DPS)Randomized Clinical Trial to Prevent Type 2 Diabetes in Persons at High Risk The DPS Research Group
    • 35. End-point primari del DPSPrevenire o ritardare lo sviluppo di T2DM in soggetti di media età con Ridotta tolleranza al glucosio (IGT) attraverso le modifiche sullo stile di vita Tuomilehto J, et al. N Engl J Med 2001;344:1343–1350
    • 36. Criteri di inclusione• Età 40-64 anni• BMI > 25 kg/m2• Con Ridotta tolleranza al glucosio secondo i criteri WHO del 1985 – 2hPLG 140-199 mg/dl (7.8- <11.1 mmol/L) come media dei valori dopo curva da carico orale con glucosio (OGTT) Tuomilehto J, et al. N Engl J Med 2001;344:1343–1350
    • 37. Obiettivi• Riduzione del peso > 5% (BMI<25kg/m2)• Intake di grasso totale <30 E%• Intake grassi saturi < 10 E%• Intake di fibre > 15 g/1000 kcal• Esercizio fisico > 30min/die Tuomilehto J, et al. N Engl J Med 2001;344:1343–1350
    • 38. Riduzione del rischio per diabete 1 LifestyleRischio Cumulativo 0,8 58% 0,6 Controlli 0,4 0 1 2 3 4 5 6 Anni dalla randomizzazione Tuomilehto J, et al. N Engl J Med 2001;344:1343–1350
    • 39. • Le modifiche dello stile di vita rappresentano l’obiettivo principale nelle prevenzione del diabete.• Non esistono evidenze sufficienti per consigliare l’impiego di una terapia farmacologica in sostituzione delle modifiche dello stile di vita.• Non sono inoltre disponibili studi clinici che dimostrano che questi farmaci ritardano o prevengono le complicanze diabetiche, in relazione al rapporto costo-beneficio.
    • 40. • Le modifiche dello stile di vita rappresentano l’obiettivo principale nelle prevenzione del diabete e dell’obesità.• Non esistono evidenze sufficienti per consigliare l’impiego di una terapia farmacologica in sostituzione delle modifiche dello stile di vita.• Non sono inoltre disponibili studi clinici che dimostrano che questi farmaci ritardano o prevengono le complicanze diabetiche, in relazione al rapporto costo-beneficio.
    • 41. • Le modifiche dello stile di vita rappresentano l’obiettivo principale nelle prevenzione del diabete e dell’obesità.• Non esistono evidenze sufficienti per consigliare l’impiego di una terapia farmacologica in sostituzione delle modifiche dello stile di vita.• Non sono inoltre disponibili studi clinici che dimostrano che questi farmaci ritardano o prevengono le complicanze diabetiche, in relazione al rapporto costo-beneficio.
    • 42. Prevenire il diabete ? E’ possibile.
    • 43. Proposta di risoluzione comune al dilagare del diabete e dell’obesità nell’Unione Europea. Parlamento Europeo seduta del 12 Marzo 2012Invita gli Stati membri a promuovere la prevenzione del Diabete di tipo 2 e dell’Obesità raccomandando strategie da attuare già in età precoce attraverso l’insegnamento nelle scuole di abitudini sane in materia di alimentazione e attività fisica.Invita gli Stati membri a garantire che i pazienti abbiano accesso , nelle cure primarie e secondarie, a equipe interdisciplinari altamente qualificate nonché a terapie e tecnologie per il diabete, ivi incluse le applicazioni di sanità elettronica .I pazienti devono essere aiutati a conseguire e mantenere le capacità e le conoscenze necessarie per essere in grado di gestire quotidianamente la malattia in modo competente e autonomo.
    • 44. Alimentazione: questa…
    • 45. …oquesta?
    • 46. Consumo e Dosi“ Tutto è tossico, niente è tossico, tutto sta nella dose” Paracelso
    • 47. Raccomandazioni nutrizionaliDieta normocalorica/ipocaloricaProteine 10-20%Grassi <30% (grassi saturi <10%)Colesterolo <300 mg/dieCarboidrati >50%Fibra 20-35 gSodio <3 g/die ADA. Diabetes Care 23 suppl. 1: S43, 2005
    • 48. Hu FB, et al. Walking: the best medicine for diabetes? Arch Intern Med. 163: 1397-8. 2003 In summary, persuasive evidence from epidemiologicalstudies and clinical trials, demonstrates substantial benefits of exercise, expecially walking, in the prevention and treatment of type 2 diabetes. The benefits of walking are enormous, with little or no harm. So far, walking (at least 30-60 minutes/day) is probably the “best medicine” for both prevention and treatment of diabetes mellitus.
    • 49. Walking the dog
    • 50. GRAZIE PER L’ATTENZIONE CAPE TOWN 2006