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Stefano RODOTA’ DIECI TESI SULLA DEMOCRAZIA CONTINUA in “ Dopo la democrazia?   Il potere e la sfera pubblica nell’epoca d...
Note sull’autore <ul><li>RODOTA’ Stefano </li></ul><ul><li>Insegna Diritto civile all’Università di Roma, “La Sapienza”; <...
1 - Dalla democrazia intermittente alla democrazia    continua  (1) <ul><li>Dal punto di vista dei cittadini,  democrazia ...
1 - Dalla democrazia intermittente alla democrazia  continua  (2) <ul><li>Si sottolinea che Internet  è  stato “ un formid...
2 - Sistema politico e Internet  (1) <ul><li>Diventa forte l’impulso a descrivere il funzionamento dell’intero sistema pol...
2 - Sistema politico e Internet  (2) <ul><li>Si usa dire che a Seattle, nel 1999, si è aperta un’epoca nuova. Certo, quell...
2 - Sistema politico e Internet  (3) <ul><li>Questa esperienza ci mostra una piazza reale non separata dai luoghi virtuali...
2 - Sistema politico e Internet  (4)   <ul><li>Le nuove tecnologie , dunque, portano anche alla riscoperta o alla rivitali...
2 - Sistema politico e Internet  (5)   <ul><li>Ancora più significativa è l’integrazione di questi mezzi con  siti, liste ...
2 - Sistema politico e Internet  (6)   <ul><li>Si dà luogo, infine, a  un’interazione continua , che permette la costruzio...
2 - Sistema politico e Internet  (7)   <ul><li>Ma questo processo non si esaurisce nelle maglie, pur larghe, della rete. N...
2 - Sistema politico e Internet  (8)   <ul><li>Siamo di fronte a forme inedite  di creazione di spazi pubblici, di “ éspac...
2 - Sistema politico e Internet  (9)   <ul><li>Poiché, tuttavia, non siamo di fronte a svolgimenti lineari, si mette pure ...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (1) <ul><li>L’esperienza  degli anni recenti mette in evidenza ch...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (2) <ul><li>Analizzando da vicino queste dinamiche, ci si avvede ...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (3) <ul><li>Non si rafforza realmente il potere del cittadino se,...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (4) <ul><li>In un quadro di equilibri democratici, l’ e-governmen...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (5) <ul><li>Solo il ricorso a Internet ha fatto sì che nel 2003, ...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (6) <ul><li>Alcune considerazioni: </li></ul><ul><ul><li>Le tecno...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (7) <ul><li>È necessario tener presente che non vi è coincidenza ...
4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia  (8) <ul><li>Internet ha un ruolo essenziale nella creazione  e ne...
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5 - La  democrazia come “processo” :  inclusione / esclusione  (2) <ul><li>Da qui un’ulteriore domanda. Questi media produ...
8 - Le quattro società della privacy <ul><li>Immersa nel flusso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ...
9 - Sicurezza, sorveglianza,libertà - Quale democrazia?  (2) <ul><li>Il punto critico è costituito dal passaggio da una ra...
10 -  Habeas corpus  e  Habeas data  (1) <ul><li>Ma in questi anni non è cresciuta soltanto la pressione per ridurre la pr...
10 -  Habeas corpus  e  Habeas data  (2) <ul><li>Con la  Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea  è nata una nu...
<ul><li>Habeas corpus :  </li></ul><ul><li>L’espressione è usata nei Paesi anglosassoni e negli Stati Uniti d’America per ...
<ul><li>AA.VV., 2003, “ Démocratie locale et internet ”, numero speciale di  Sciences  de la societé , n. 60. </li></ul><u...
<ul><li>Fischer, Hervé (a cura di), 2003,  Les défis du cybermonde , Presses de l’Université Laval, Saint-Nicolas (Fra). <...
<ul><li>Marx, Gary, 1992,  “The engineering of social control. The search for the silver bullett ”, in Hagan; Peterson, 19...
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TELEDEMOCRAZIA - RODOTA'

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  1. 1. Stefano RODOTA’ DIECI TESI SULLA DEMOCRAZIA CONTINUA in “ Dopo la democrazia? Il potere e la sfera pubblica nell’epoca delle reti ” Apogeo - Milano 2006
  2. 2. Note sull’autore <ul><li>RODOTA’ Stefano </li></ul><ul><li>Insegna Diritto civile all’Università di Roma, “La Sapienza”; </li></ul><ul><li>È stato presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, </li></ul><ul><li>È membro dell’ European Group on Ehics in Science and New Technologies e del Legal advisory board for market information della Commissione Europea; </li></ul><ul><li>È stato vice presidente della Camera dei Deputati </li></ul><ul><li>Pubblicazioni: </li></ul><ul><li>Il terribile diritto , il Mulino, Bologna, 1990 </li></ul><ul><li>Repertorio di fine secolo , Laterza, Roma-Bari, 1992 </li></ul><ul><li>Questioni di bioetica , Laterza, Roma-Bari, 1993 </li></ul><ul><li>Elaboratori elettronici e controllo sociale , il Mulino, Bologna, 1973 </li></ul><ul><li>Tecnologie e diritti , il Mulino, Bologna, 1995 </li></ul><ul><li>Tecnopolitica , Laterza, Roma-Bari, 1997 </li></ul>
  3. 3. 1 - Dalla democrazia intermittente alla democrazia continua (1) <ul><li>Dal punto di vista dei cittadini, democrazia rappresentativa e democrazia diretta hanno un tratto in comune: incarnano una partecipazione intermittente . </li></ul><ul><li>Quella che si delinea davanti ai nostri occhi, invece, è una forma di democrazia continua , dove la voce dei cittadini può levarsi in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, diviene parte del concerto politico quotidiano. (Rodotà, 2004) </li></ul><ul><li>Ci si incontra continuamente in rete , si ha la possibilità di un accesso continuo a un’enorme quantità d’informazioni; crescono le occasioni di intervento diretto dei cittadini e gli strumenti di dialogo e pressione continua degli elettori sugli eletti; i sondaggi si presentano come la via per un ascolto continuo dei cittadini. (p. 149) </li></ul>
  4. 4. 1 - Dalla democrazia intermittente alla democrazia continua (2) <ul><li>Si sottolinea che Internet è stato “ un formidabile incubatore di forme di partecipazione dal basso della politica ” che “ hanno poco da spartire con quelle tradizionali della democrazia rappresentativa ”. </li></ul><ul><li>Una vera rivoluzione, che ha dissolto i vecchi legami sociali e politici, accelerato i fenomeni di deterritorializzazione, contribuito potentemente alla nascita di un mercato globale e di nuove forme di controllo dei soggetti che qui agiscono, determinato la nascita di comunità free software e open source “ protagoniste di uno straordinario esperimento di socialismo informatico ” (Formenti, 2004: 71-72) (pp. 149-150) </li></ul>
  5. 5. 2 - Sistema politico e Internet (1) <ul><li>Diventa forte l’impulso a descrivere il funzionamento dell’intero sistema politico, e la società nel suo insieme, ricorrendo alle formule in uso su internet. Si parla di voto.com (Morris,; Delafon, 2002), di governance.com (Ciulla Kamark; Nye, 2002), di Repubblica.com (Sunstein, 2001), dando l’impressione di un mutamento ormai consolidato, di uno spazio politico che mima lo spazio elettronico, con una definitiva configurazione delle società contemporanee come “ società dei flussi ” nelle quali si trasformano radicalmente le identità e i significati (Semprini, 2003) </li></ul><ul><li>A temperare gli entusiasmi contribuisce l’attitudine di chi concretamente misura le difficoltà di soggetti politici vecchi, e anche nuovi, a utilizzare correttamente le nuove tecnologie ( cfr. Bentivegna, 2002 ) e a non sviluppare sindromi di dipendenza dal puro fatto tecnologico. (p. 150) </li></ul>
  6. 6. 2 - Sistema politico e Internet (2) <ul><li>Si usa dire che a Seattle, nel 1999, si è aperta un’epoca nuova. Certo, quella manifestazione capostipite non sarebbe stata possibile senza Internet, senza la costruzione di una rete di contatti percorrendo le strade elettroniche. </li></ul><ul><li>Ma si poté cogliere il senso di quella preparazione, avvenuta nello spazio virtuale , solo quando persone reali si trovarono in spazi reali , nelle strade e nelle piazze di quella lontana città degli Stati Uniti, che apparve per un momento come il centro del mondo. (pp. 150/151) </li></ul>
  7. 7. 2 - Sistema politico e Internet (3) <ul><li>Questa esperienza ci mostra una piazza reale non separata dai luoghi virtuali. […] Si tratta di un modello, che vede l’integrazione di luoghi e mezzi diversi, e non la cancellazione dei vecchi media ad opera dei nuovi o l’assoluta prevalenza del ciberspazio, ma piuttosto l’emergere di una mixed reality . (p. 151) </li></ul><ul><li>Queste sono sperimentazioni che muovono piuttosto dal basso, integrano tecnologie e modalità d’azione differenziate, e sollecitano più la partecipazione che il puro fatto della decisione. (p. 151) </li></ul>
  8. 8. 2 - Sistema politico e Internet (4) <ul><li>Le nuove tecnologie , dunque, portano anche alla riscoperta o alla rivitalizzazione delle più tradizionali forme dell’agire politico , che l’avvento delle innovazioni sembrava aver definitivamente relegato tra gli attrezzi non più utilizzabili. (p. 151) </li></ul><ul><li>L’iniziativa di uno dei candidati democratici alle primarie, l’ex governatore del Vermont, Howard Dean, ha fatto emergere una nuova strategia elettronica , al centro del quale non si colloca semplicemente il sito del candidato, che è accompagnato da altri strumenti: una web-tv, un blogforamerica animato dal candidato e dai suoi collaboratori e il Dean-wireless , una lista di diffusione soprattutto verso gli sms. (p.151) [N.d.R.: cfr. M. Castells, La nascita della società in rete , EGEA Milano, 2002) </li></ul>
  9. 9. 2 - Sistema politico e Internet (5) <ul><li>Ancora più significativa è l’integrazione di questi mezzi con siti, liste di indirizzi e-mail, e di telefonia cellulare e blog militanti , che hanno dato vita a un vero e proprio “metanetwork”, il Meetup . (p. 151) [ E’ bene tenere presente che Meetup è un sistema d’incontro sul web nato ben prima della candidatura di Dean e dedicato non esclusivamente alla politica. Nel 2004 è giunto a raggruppare 4.000 comunità con 1.200.000 aderenti che si riunivano regolarmente in 652 città] </li></ul><ul><li>L’utilizzazione di una moltiplica non solo il numero dei soggetti raggiunti, ma anche quelli direttamente impegnati nella campagna elettorale. (p. 152) </li></ul>
  10. 10. 2 - Sistema politico e Internet (6) <ul><li>Si dà luogo, infine, a un’interazione continua , che permette la costruzione progressiva di una piattaforma politica attraverso una molteplicità di contributi provenienti dall’intera platea degli interlocutori. Siamo di fronte alla “ versione politica dell’open source ”: non un modello imposto, fisso, ma reattivo, che via via si configura secondo le caratteristiche del “ popolo ” che lo frequenta. (p. 152) </li></ul><ul><li>L’integrazione piena di Internet nella strategia politica, inoltre. Ha permesso una utilizzazione della tecnologia in forme profondamente diverse da quelle di una pura logica di relazioni pubbliche, grazie al ruolo crescente dei blog . (p. 152) </li></ul>
  11. 11. 2 - Sistema politico e Internet (7) <ul><li>Ma questo processo non si esaurisce nelle maglie, pur larghe, della rete. Ne innesca un altro, quello degli “ House meeting ”, delle riunioni “fisiche” in bar, ristoranti, sale da the. […] (p. 152) </li></ul><ul><li>La novità profonda va colta anche nel significato diverso che gli stessi luoghi tradizionali e gli impieghi delle abituali tecniche politiche e comunicative assumono per il fatto d’essere collocati in una struttura diversa, orizzontale e non verticale, in una rete di rapporti che dà rilievo a ogni partecipante. (p. 153) </li></ul><ul><li>L’ “ ubiquità ” delle persone modifica i processi sociali, politici, economici, della conoscenza. (p. 153). </li></ul>
  12. 12. 2 - Sistema politico e Internet (8) <ul><li>Siamo di fronte a forme inedite di creazione di spazi pubblici, di “ éspaces cityoen ” (Jaurèguiberry; Proulx, 2002), che non portano naturalmente impresso il marchio della democrazia, ma sicuramente possono ribaltare gerarchie e liberare da vincoli impropri, con effetti immediati di rafforzamento dell’eguglianza. (p. 153) </li></ul><ul><li>Siamo di fronte a un duplice farsi: dei soggetti che partecipano a questa sfera pubblica e della nuova sfera pubblica in sé - oggi, rappresentata da Internet, grande metafora di tutte le potenzialità nascenti. (p. 153). </li></ul>
  13. 13. 2 - Sistema politico e Internet (9) <ul><li>Poiché, tuttavia, non siamo di fronte a svolgimenti lineari, si mette pure in guardia contro la “ mediacrazia ”, non solo per indicare un luogo dove si sta concentrando il potere, ma anche per sottolineare che il sistema dei media si sta autoistituendo come sfera pubblica autonoma, predeterminando i ruoli dei cittadini in funzione dei ruoli sociali ed essa assegnati, così riducendo, o cancellando del tutto, l’effetto liberatorio delle nuove tecnologie. (p. 153) </li></ul>
  14. 14. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (1) <ul><li>L’esperienza degli anni recenti mette in evidenza che la sfera della politica è investita dalle tecnologie dell’in formazione e della comunicazione soprattutto: </li></ul><ul><ul><li>nella dimensione dell’ e-government , </li></ul></ul><ul><ul><li>dell’estensione della sorveglianza sulle persone, </li></ul></ul><ul><ul><li>delle iniziative dirette dei cittadini. (p.155) </li></ul></ul><ul><li>Mancano esperienze davvero significative di sostituzione delle procedure di democrazia rappresentativa con procedure di democrazia diretta , anche se proprio questa era stata la dimensione della politica indicata come quella nella quale avrebbe avuto la sua autentica realizzazione la “democrazia elettronica”. (p. 155) </li></ul>
  15. 15. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (2) <ul><li>Analizzando da vicino queste dinamiche, ci si avvede che spesso ai cittadini viene spesso promesso un futuro pieno di efficienza amministrativa e occultato un presente in cui si moltiplicano gli strumenti di un controllo sempre più invasivo e capillare. (p. 155) </li></ul><ul><li>Sembra quasi che si stiano costruendo due mondi non comunicanti, e che l’ e-government , l’amministrazione elettronica, possa evolversi senza tener conto della contemporanea compressione dei diritti individuali, e collettivi, motivata da esigenze di efficienza o sicurezza. (p. 155) </li></ul><ul><li>Non a caso ci si riferisce agli amministrati definendoli “clienti ” e si adoperano formule come “ customer satisfaction ”, dove il cittadino scompare dietro il puro consumatore di servizi. (p. 155) </li></ul>
  16. 16. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (3) <ul><li>Non si rafforza realmente il potere del cittadino se, al tempo stesso, se ne fa accrescere la dipendenza. (p. 156) </li></ul><ul><li>Non si può costruire una partecipazione separata da un rigoroso rispetto di tutti i diritti dei partecipanti. </li></ul><ul><li>Non è possibile separare la questione dell’ e-government da quella dell’ e-democracy . (p. 156) </li></ul><ul><li>Bisogna chiedersi se e-government significhi soltanto esercizio più efficiente del potere da parte dei soggetti tradizionali o se a esso corrisponda […] una “ empowered deliberative democracy ”, alfine di arrivare all’ampliamento delle diverse possibilità di partecipazione. (p. 156) </li></ul>
  17. 17. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (4) <ul><li>In un quadro di equilibri democratici, l’ e-government non può essere dissociato dalla disponibilità per i cittadini di strumenti elettronici di partecipazione e della stessa possibilità di dare vita ad una e-opposition . (p. 157) </li></ul><ul><li>Considerando questa prospettiva, la dimensione del governo locale è stata considerata come quella che meglio si presta a esperimenti volti a creare una “ démocratie de proximité ”, allo stesso tempo vicina ai cittadini e meno esposta ai rischi del populismo e della democrazia plebiscitaria. (p. 157) </li></ul>
  18. 18. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (5) <ul><li>Solo il ricorso a Internet ha fatto sì che nel 2003, negli Stati Uniti, si stato costruito in tre settimane un significativo movimento pacifista, mentre ai tempi del Vietnam [N.d.R.: 1964-1975] per un risultato quantitativamente inferiore erano stati necessari tre anni . (p. 157) </li></ul><ul><li>E, in molti paesi, Italia compresa, mobilitazioni di cittadini in rete cominciano a influenzare scelte legislative e amministrative. [ è il caso della mobilitazione, tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004, contro il cosiddetto “decreto Grande Fratello”, con il quale si volevano imporre obblighi di conservazione dei dati del traffico in rete ] (p. 157) </li></ul>
  19. 19. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (6) <ul><li>Alcune considerazioni: </li></ul><ul><ul><li>Le tecnologie elettroniche , usate su larga scala, possono produrre effetti populistici e plebiscitari se inserite nelle procedure tradizionali della decisione politica; </li></ul></ul><ul><ul><li>Questo effetto negativo non si produce se, invece, esse stesse costituiscono una dimensione sostanzialmente nuova dell’azione pubblica; </li></ul></ul><ul><ul><li>L’utilizzazione dal basso di Internet permette di evitare che il ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rafforzi il potere dove già esiste. </li></ul></ul><ul><ul><li>L’esperienza concreta delle iniziative di cittadini, già ricordata, mostra come al ruolo essenziale di Internet non corrisponda l’integrale sostituzione dei luoghi e degli strumenti tipici del passato. (p. 157/158) </li></ul></ul>
  20. 20. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (7) <ul><li>È necessario tener presente che non vi è coincidenza tra capacità tecnologica di “generare” soggettività e persistenza dei soggetti così creati. (p. 158) </li></ul><ul><li>Si registra una sorta di depotenziamento dei movimenti viva via che ci si allontana dalla loro occasione di origine. </li></ul><ul><li>La sopravvivenza di un movimento non può essere fondata soltanto sulla radice tecnologica. La formula della rivoluzione elettronica ha dato origine a un’idea di passaggio da un paradigma all’altro, con una sorta di frattura radicale , mentre finora, pur in presenza di innovazioni appunto “rivoluzionarie”, si è assistito piuttosto a forme più complesse di riorganizzazione sociale. ( Proulx, 2004 ) (p. 158) [N.d.R.: si veda anche M. Castells, op. cit.] </li></ul>
  21. 21. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (8) <ul><li>Internet ha un ruolo essenziale nella creazione e nell’organizzazione complessiva di un nuovo spazio pubblico e nella definizione delle modalità di integrazione e convergenza di diversi mezzi. (p. 158) </li></ul><ul><li>Ci troviamo di fronte a una molteplicità di modelli: </li></ul><ul><ul><li>Organizzazione delle strutture pubbliche nella forma di network; </li></ul></ul><ul><ul><li>Accesso e fornitura di servizi on line; </li></ul></ul><ul><ul><li>Introduzione di nuove possibilità di controllo dell’attività amministrativa da parte dei cittadini; </li></ul></ul><ul><ul><li>Allargamento delle possibilità di intervenire in processi di decisione; </li></ul></ul><ul><ul><li>Offerta di spazi “sociali ”. (p. 158) </li></ul></ul>
  22. 22. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (9) <ul><li>Nello strutturare questo tipo di azione pubblica si ricorre a strumenti differenziati: </li></ul><ul><ul><li>Creazione di portali unici di accesso ; </li></ul></ul><ul><ul><li>Sistemi di identificazione nazionale delle persone fisiche; </li></ul></ul><ul><ul><li>Interconnessione tra banche dati pubbliche; </li></ul></ul><ul><ul><li>Firma elettronica e infrastrutture con chiave pubblica; </li></ul></ul><ul><ul><li>Carte d’identità elettroniche. (p. 158) </li></ul></ul>
  23. 23. 4 - Governo elettronico, movimenti sociali e democrazia (10) <ul><li>Le città digitali sono sempre meno la versione elettronica dei vecchi spazi urbani, individuano nuove dimensioni territoriali che consentono di seguire l’evoluzione dei diversi sistemi di relazione, le dinamiche economiche e sociali. (pp. 158/159) </li></ul><ul><li>Al tempo stesso, però, la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, il suo trasferirsi nella dimensione di Internet, non è garanzia di risultati sempre democratici. (p. 159) </li></ul><ul><li>questo accade solo se non si producono effetti di “ uscita ” dei cittadini, come conseguenza del ricorso crescente delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; e se, invece, viene amplificata la loro “ voce ” non solo all’interno dei processi già esistenti, ma attraverso l’autonoma creazione di nuovi processi. [ Hirschman, 1970: 13-14 ] (p. 159) </li></ul>
  24. 24. 5 - La democrazia come “processo” : inclusione / esclusione (1) <ul><li>La democrazia tende sempre più a essere interpretata come un “ processo ”, un processo lento che richiede una continua acquisizione critica. (p. 159) </li></ul><ul><li>Difendo questa posizione citando l’autorevole voce di Eros Ramazzotti . Al noto cantautore è stato chiesto se al Festival di Sanremo avrebbe preferito o meno il voto elettronico al posto delle giurie. </li></ul><ul><li>La sua risposta è stata negativa poiché questa modalità finirebbe con l’essere figlia di una valutazione “ di pelle ”. E ha concluso che avrebbe accettato una cosa del genere solo “ se il voto venisse un anno dopo ”. (p. 159) </li></ul><ul><li>L’esempio è fortemente paradigmatico e suggerisce che intorno ai nuovi media sta nascendo un saggio senso comune, che consente di valutare le modalità attraverso le quali questi strumenti sono in grado di accrescere la qualità della democrazia. (p. 159) </li></ul>
  25. 25. 5 - La democrazia come “processo” : inclusione / esclusione (2) <ul><li>Da qui un’ulteriore domanda. Questi media producono o no processi di inclusione nell’ambito della sfera pubblica rinnovata, o comunque diversa da quella che conoscevamo?. (p. 159) </li></ul><ul><li>In realtà, siamo di fronte ad un duplice farsi: </li></ul><ul><ul><li>dei soggetti che partecipano alla sfera pubblica e </li></ul></ul><ul><ul><li>della sfera pubblica in sé - oggi rappresentata da Internet, grande metafora del tempo che stiamo vivendo. (pp. 159/160) </li></ul></ul><ul><li>Così, quando parliamo di “ mediacrazia ”, ci riferiamo non solo al luogo dove si sta concentrando il potere, ma anche al fatto che il sistema dei media si sta in molti casi autoistituendo come sfera pubblica autonoma, predeterminando i ruoli dei cittadini in funzione dei ruoli sociali a essi assegnati, non avendo nei loro confronti, quindi, neppure un effetto liberatorio. (p. 160) </li></ul>
  26. 26. 8 - Le quattro società della privacy <ul><li>Immersa nel flusso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la democrazia continua convive con una produzione continua di informazioni sulle persone, che incide sulle forme complessive dell’organizzazione sociale e politica. (p. 162) </li></ul><ul><ul><li>La privacy si presenta come un elemento fondamentale della società dell’uguaglianza; </li></ul></ul><ul><ul><li>La privacy diventa una condizione essenziale per essere inclusi nella società della partecipazione ; </li></ul></ul><ul><ul><li>La privacy è uno strumento necessario per difendere la società della libertà; </li></ul></ul><ul><ul><li>La privacy si specifica come una componente ineliminabile della società della dignità . (p. 161) </li></ul></ul>
  27. 27. 9 - Sicurezza, sorveglianza,libertà - Quale democrazia? (2) <ul><li>Il punto critico è costituito dal passaggio da una rappresentazione della realtà a un’altra, dall’affermazione che l’ “ eccezionalità ” di ieri è divenuta la “ normalità ” di oggi. (pp. 163/164) </li></ul><ul><li>La folla non è più “solitaria” ( Riesman, 1999 ), e per questa sua condizione sottratta pure alla possibilità di un continuo scrutinio sociale. </li></ul><ul><li>Sarebbe dunque proprio la ragione democratica a esigere il controllo totale? La vera natura della democrazia sarebbe salvaguardata solo da questo radicale mutamento dello statuto del cittadino, la cui eguaglianza di fronte allo Stato dovrebbe ormai essere affidata all’abbandono di ogni garanzia? (p. 164) </li></ul>
  28. 28. 10 - Habeas corpus e Habeas data (1) <ul><li>Ma in questi anni non è cresciuta soltanto la pressione per ridurre la protezione dei dati personali in nome della lotta al terrorismo. (p. 165) </li></ul><ul><li>È anche cresciuta la consapevolezza dell’importanza della protezione dei dati come aspetto essenziale della libertà personale. (p. 165) </li></ul><ul><li>Non a caso si parla da anni di un habeas data , riprendendo la formula dell’ habeas corpus che storicamente ha rappresentato appunto il primo riconoscimento della libertà personale. (p. 165) </li></ul><ul><li>“ Non metteremo la mano su di te ”, questa era la promessa della Magna Charta : rispettare il corpo nella sua integrità. Questa promessa sopravvive ai mutamenti tecnologici. (p. 165) </li></ul>
  29. 29. 10 - Habeas corpus e Habeas data (2) <ul><li>Con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è nata una nuova concezione integrale della persona, alla cui proiezione nel mondo corrisponde il forte diritto di non perdere mai il potere di mantenere il pieno controllo su un corpo che ormai è, al tempo stesso, “ fisico ” ed “ elettronico ”. (p. 165) </li></ul><ul><li>La “ continuità ” della democrazia esige altrettanta continuità delle garanzie che l’accompagnano. (p. 165) </li></ul>
  30. 30. <ul><li>Habeas corpus : </li></ul><ul><li>L’espressione è usata nei Paesi anglosassoni e negli Stati Uniti d’America per indicare numerosi provvedimenti che hanno lo scopo di condurre una persona davanti alla corte o al giudice. </li></ul><ul><li>Il nome deriva dalle parole iniziali “ Habeas corpus ad subiciendum ” ( abbi a disposizione la tua persona). </li></ul><ul><li>Originariamente era utilizzato come un ordine delle corti con cui si ingiungeva al guardiano delle carceri di condurre il prigioniero davanti alla corte stessa al fine di evitare detenzioni illegali. La corte, infatti, si limitava a vagliare se il prigioniero era detenuto in base ad un atto legittimo o no. </li></ul><ul><li>Questa impostazione è rimasta in gran parte invariata e le leggi in vigore in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America, che prevedono tale misura sono percepite come norme che contengono una garanzia fondamentale del diritto alla libertà personale. </li></ul>
  31. 31. <ul><li>AA.VV., 2003, “ Démocratie locale et internet ”, numero speciale di Sciences de la societé , n. 60. </li></ul><ul><li>Barber, Benjamin R., 1998, A passion for democracy , Princeton University Press, Princeton (USA). </li></ul><ul><li>Barber, Benjamin R., 2003, Fears empire, War, terrorism and democracy , Norton, New York (USA); tr. it. L’impero della paura. Potenza e impotenza dell’America nel nuovo millennio , Einaudi, Torino, 2004. </li></ul><ul><li>Bentivegna, Sara, 2002, Politica e nuove tecnologie della comunicazione , Laterza, Roma-Bari. </li></ul><ul><li>Chevalier, Louis, 1978, Classes laborieuses et classes dangereuses à Paris, pendant la première moitié du XIX siècle , Librairie Général Française, Paris (Fra). </li></ul><ul><li>Ciulla Kamark, Elaine; Nye, Joseph, 2002, Governance.com. Democracy in the information age , Vision of Governance - Brookings Institution Press, Cambridge,Washington (USA). </li></ul><ul><li>Cooper, Jonathan (a cura di), 1999, Liberating cyberspace. Civil liberties, human rights and the Internet, Pluto, London (UK) </li></ul><ul><li>Dagognet, François, 1992, Le corps multiple et un. Les Empecheurs de penser en rond , Delagrange, Paris (Fra) </li></ul><ul><li>de Kerckhove, Derrick, 2003, “ Quatre questions sur la cyberdémocratie ”, in Fischer, 2003. </li></ul>Bibliografia
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