Il quadro di riferimento per una
didattica per competenze
Ambito XV Sicilia – Scuola polo I.I.S. “Medi” Barcellona P.G. (Me)
Sede corso: I. C. «D’Arrigo» Venetico
Corso di Formazione per docenti in servizio – a.s. 2018/19
G12V1/G12V2 - DALLA PROGETTAZIONE PER COMPETENZE ALLA VALUTAZIONE
AUTENTICA
Formatore: prof. Alessandro Greco
il dibattito pedagogico-didattico ed il quadro
normativo di riferimento
In Italia In Europa
Le tappe di una riflessione pedagogico-didattica
1993: Libro bianco di Delors: “Crescita, competitività e
occupazione. Le sfide e le vie da percorrere per entrare
nel XXI secolo”: nella crescita della competitività
evidenzia il ruolo della formazione nelle politiche sociali
europee e dell’istruzione
investimento nelle
“risorse umane”
1995: Libro bianco della Commissione Europea – di
Edith Cresson: “Insegnare e apprendere. Verso una
società della conoscenza”: le mutazioni in corso hanno
incrementato le possibilità di ciascun individuo di
accedere all'informazione e al sapere. Tuttavia, al
tempo stesso, questi fenomeni comportano una
modifica delle competenze necessarie e dei sistemi di
lavoro che necessitano notevoli adattamenti.
«la società del
futuro sarà una
società
conoscitiva»
1997: Rapporto Unesco di Delors: “Nell’educazione un
tesoro”: il fine centrale dell’educazione è la realizzazione
dell’individuo come essere sociale
Concetto di
“società
educativa”
estensione a livello mondiale
degli scambi
avvento della società
dell'informazione
rapido progresso della
rivoluzione scientifica e tecnica.
tre grandi "fattori di cambiamento":
“la società del futuro sarà una società conoscitiva”
La scuola dovrà:
realizzare una
formazione
polivalente che
inciti “ad imparare
ad apprendere
lungo tutto l’arco
della vita”
Orientare la cultura
letteraria a
consentire negli
individui un
corretto esercizio
della democrazia
Orientare la cultura
scientifica al senso
critico rispetto agli
“educatori
selvaggi” (i media)
Educare alla
creatività,
sviluppare la
capacità di
valutare e di
scegliere
(“L’amnesia storica
si paga
socialmente”)
Life long
learning
Umanesimo
integrale e
cultura come
Bildung
Cittadinanza
attiva
Superare il
digital divide
Certificare le
competenze
per favorire
la mobilità
Trasformare l’Unione Europea nell’economia basata sulla conoscenza, la
più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare uno sviluppo
sostenibile e una maggiore coesione sociale
Obiettivi strategici (Stoccolma 2001 – Barcellona 2002):
• Aumentare la qualità e l’efficacia dei sistemi educativi
• Facilitare l’accesso all’istruzione e alla formazione
• Aprire questi sistemi al mondo esterno
• “Rendere entro il 2010 i sistemi di istruzione e formazione dell’UE un
punto di riferimento di qualità a livello mondiale”
Livelli di rendimento e indicatori per il 2010 (2003-04):
• ridurre gli abbandoni scolastici precoci (non più del 10%)
• incrementare del 15% i laureati di matematica, scienze e tecnologie
• portare all’85% i ventiduenni in possesso di diploma superiore
• diminuire del 20% l’illiteracy dei quindicenni
• portare al 12,5% la popolazione adulta che partecipa al life long learning
1. La definizione di 3 tipi di apprendimenti
• Formale = si svolge negli istituti di formazione e di istruzione e porta a diplomi e
qualifiche professionali;
• Non formale: si svolge al di fuori dei circuiti formali (p.es. nei luoghi di lavoro, in
organizzazioni sindacali, ecc.) e di solito non porta a certificazioni ufficiali
• Informale: è il corollario naturale della vita quotidiana; non è intenzionale e
spesso non è riconosciuto dallo stesso interessato
I NUOVI TEMI DELLA STRATEGIA DI LISBONA
2. La valorizzazione e la certificazione di tutti gli apprendimenti 
problema dei modelli nuovi di valutazione e certificazione
3. Il life long learning (LLL) e la visione sistemica degli apprendimenti di base
e trasversali che si nutrono di nuovi strumenti quali la motivazione, lo spirito
imprenditoriale e la capacità di autoapprendimento (self directed learning) 
problema di definizione delle competenze di base e trasversali
Proposta dalla Commissione Europea per uscire dalla crisi e preparare
l’Europa al prossimo decenno
Tre obiettivi prioritari interconnessi:
• Crescita intelligente: attraverso una economia basata sulla conoscenza e
sulla innovazione;
• Crescita sostenibile: promozione di una economia poco inquinante,
efficiente sotto il profilo dell’impiego delle risorse e competitiva;
• Crescita inclusiva: economia con un forte tasso di occupazione che
favorisca la coesione sociale e territoriale;
indicatori per il 2020:
• innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64
anni)
• aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico
e privato insieme)
• riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990 e 20% del fabbisogno di
energia ricavato da fonti rinnovabili
• riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10% e aumento al 40% dei 30-34enni con
un'istruzione universitaria;
• almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno
«Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno
bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la
cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione (…)
Gli Stati membri devono sviluppare l’offerta di competenze
chiave per tutti nell’ambito delle loro strategie di
apprendimento permanente per assicurare che:
– L’istruzione e la formazione iniziale offrano a tutti i
giovani gli strumenti per sviluppare le competenze chiave
ad un livello tale che li prepari per la vita adulta e
costituisca la base per ulteriori occasioni di apprendimento
….
– Gli adulti siano in grado di sviluppare ed aggiornare le
loro competenze chiave in tutto l’arco della vita….»
R a c c o m a n d a z i o n e d e l P a r l a m e n t o E u r o p e o 2 0 0 6 / 9 6 2 / C E
Le 8competenze chiave della UE
1. comunicazione nella madrelingua
2. comunicazione nelle lingue straniere
3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
4. competenza digitale
5. imparare a imparare
6. competenze sociali e civiche
7. spirito di iniziativa e imprenditorialità
8. consapevolezza ed espressione culturale
EQF
Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli di studio
29/01/2008
L’EQF, in inglese European qualification framework, è un dispositivo di
traduzione – una griglia di conversione e lettura – che consente di mettere
in relazione e posizionare, in una struttura a otto livelli, i diversi titoli
(qualifiche, diplomi, certificati ecc.) rilasciati nei Paesi membri; il confronto
si basa sugli esiti dell’apprendimento.
l’Unione Europea richiede a ciascuno dei Paesi membri di
attenersi a criteri comuni di certificazione, a conclusione dei
percorsi di base obbligatori e via via lungo le successive
qualifiche, diplomi, lauree e alte specializzazioni, per rendere
“leggibili” i titoli da parte di ciascun Paese e favorire e
sostenere la mobilità dei lavoratori .
Illustra in modo
univoco i risultati
dell’apprendimento
EQF facilita e potenzia la libera circolazione (mobilità)
delle persone nello spazio comune europeo.
Pone al centro
dell’apprendimento le
competenze
La competenza non è più intesa come nel passato come una
somma di componenti (sapere, saper fare e saper essere), ma
come una padronanza della persona dimostrata nell’azione.
Propone una relazione
“attiva” tra competenze,
abilità e conoscenze
La prospettiva della competenza non coglie la persona come
“possessore” di saperi inerti, ma richiede ad essa di esibire
evidenze tali da dimostrare non solo che sa o sa fare, ma che sa
agire e reagire sapendo mobilitare in modo pertinente ed appropriato
ciò che sa e sa fare.
Valorizza allo stesso tempo
i risultati di apprendimento
formali, non formali ed
informali
Essendo basato sugli esiti dell’apprendimento (learning outcomes),
articolati in otto diversi livelli, EQF è applicabile a tutte le qualifiche
ottenute attraverso percorsi formativi formali, non formali ed
informali.
Quattro sono i motivi della rilevanza di questo dispositivo:
“L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma
d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel
settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa
ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable
Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per
un totale di 169 ‘target’ o traguardi.”
Agenda 2030
Obiettivo 4.
Fornire un’educazione di qualità, equa ed
inclusiva, e opportunità di apprendimento per
tutti;
Dal sito del Centro Regionale di informazione delle Nazioni Unite http://www.unric.org/it/agenda-2030
NUOVO EQF
Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli di studio
22/05/2017
non sostituisce né definisce quadri o sistemi nazionali delle qualifiche, ma
consolida l’EQF come quadro di riferimento comune ad otto livelli,
espressi sotto forma di risultati dell’apprendimento, che funge da
dispositivo di traduzione tra i diversi quadri o sistemi delle qualifiche e i
rispettivi livelli.
l’Unione Europea punta sulle qualifiche definite come il “risultato formale
di un processo di valutazione e convalida, acquisito quando un’autorità
competente stabilisce che una persona ha conseguito i risultati
dell’apprendimento rispetto a standard predefiniti”, di norma rilasciate
sotto forma di documenti quali certificati o diplomi.
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO del 22 maggio 2017 sul quadro
europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, (2017/C 189/03)
Le “nuove” raccomandazioni
22 maggio 2018
“Le competenze richieste oggi sono cambiate: più posti di lavoro sono
automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del
lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche
diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai
cambiamenti. “
COMPETENZE CHIAVE
PER L'APPRENDIMENTO PERMANENTE
a) la conoscenza si compone di fatti e cifre, concetti, idee e teorie che sono già stabiliti e
che forniscono le basi per comprendere un certo settore o argomento;
b) per abilità si intende sapere ed essere capaci di eseguire processi ed applicare le
conoscenze esistenti al fine di ottenere risultati;
c) gli atteggiamenti descrivono la disposizione e la mentalità per agire o reagire a idee,
persone o situazioni.
competenza alfabetica funzionale;
competenza multilinguistica;
competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e
ingegneria;
competenza digitale;
competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
competenza in materia di cittadinanza;
competenza imprenditoriale;
competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
Le 8 “nuove” raccomandazioni
In Italia
Anni ‘90
• il tema della certificazione delle competenze nel settore
scolastico è comparso negli anni ‘90 in relazione alla riforma
degli esami di maturità (in cui si richiedeva di certificare le
competenze dei maturandi in uscita);
1997-98
• Il primo modello di certificazione delle competenze è quello introdotto con la
definizione del nuovo esame di Stato conclusivo dell’istruzione di secondo
grado (legge 425/97 e dpr 348/98), varato per la prima volta con il dm 450/98;
1999
• Un primo passaggio in cui si parla di competenze è il Regolamento (tuttora
vigente) dell’autonomia scolastica, il Dpr 275/1999, che richiama la presenza
di modelli nazionali per le certificazioni (da adottarsi con decreto
ministeriale), che dovrebbero dare conto di “conoscenza, competenze,
capacità acquisite e crediti formativi riconoscibili”
2003
• la legge 53/2003 – la cosiddetta Riforma Moratti - si muove nello
stesso alveo, riconoscendo comunque la competenza dei docenti
e delle scuole nelle operazioni di certificazione. All’art. 3, fornisce
le basi sia della certificazione delle competenze sia della
valutazione standardizzata esterna degli apprendimenti;
2006
• Con la legge 296/06 art 1 comma 622 (peraltro una legge
finanziaria!!) che ha previsto l’innalzamento dell’obbligo di
istruzione a 16 anni viene introdotta la certificazione di
competenze conclusive del ciclo dell’obbligo scolastico
decennale;
2007
• il D.M. 139/2007 ha di fatto introdotto in Italia il tema della didattica per
competenze. Attraverso gli Assi culturali l’allora ministro Fioroni esplicitava
i contenuti della “via italiana” all’obbligo, perseguita non attraverso un
biennio unitario, ma grazie a uno “zoccolo duro” di competenze comuni
(simile al modello francese) che tutti gli studenti italiani – al di là degli
indirizzi di studio scelti – avrebbero dovuto acquisire entro i 15 anni.
2010
• Riforma della scuola secondaria di II grado:
• DPR 87/2010 Istituti professionali;
• DPR 88/2010 Istituti Tecnici;
• DPR 89/2010 Licei;.
2010/12
• Linee Guida per gli istituti professionali:
• Direttiva n. 65/2010 risultati di apprendimento per il primo biennio;
• Direttiva n, 5/2012 secondo biennio e quinto anno;
2010/12
• Linee Guida per gli istituti tecnici:
• Direttiva n. 57/2010 risultati di apprendimento per il primo biennio;
• Direttiva n. 4/2012 secondo biennio e quinto anno;
• Direttiva n. 69/2012 per le ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo
2010
•D intermin. n. 211/2010 Indicazioni nazionali riguardanti gli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA)
•Il Profilo educativo, culturale e professionaledello studente liceale (PECUP)
•I RISULTATI DI APPRENDIMENTOcomuni a tutti i percorsi liceali (area metodologica;logico-argomentativa;linguistica e comunicativa;storico umanistica; scientifica,
matematica e tecnica)
2010
•In linea con le indicazioni europee sulla trasparenza delle competenze con particolare riferimento al quadro europeo dei titoli e delle qualifiche (E.Q.F. European
qualification framework) è stato adottato, con D.M. 9/2010, un modello unico di certificazione dei saperi e delle competenze da compilare , a cura dei consigli di classe
della seconda degli istituti superiori di 2°, per tutti gli alunni che hanno assolto all’obbligo di istruzione .
2012
• DM n. 254/2012: La certificazione delle competenze trova ampio
riscontro nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. In esse viene ribadito
l’impegno ad emanare una modulistica nazionale, sollecitando le
scuole a «progettare percorsi per la promozione, la rilevazione e la
valutazione delle competenze» (p. 19).;
2013
• la costituzione di uno specifico Sistema nazionale di certificazione
delle competenze, regolamentato dal D. Lgs n. 13/2013, riconosce
anche alle scuole, insieme ad altri enti, il compito di certificare «le
competenze acquisite dalla persona in contesti formali, non formali o
informali, il cui possesso risulti comprovabile attraverso riscontri e
prove» (art. 3, c. 1).;
2015
• Le Linee Guida allegate alla C.M. n. 3 del 13.02.2015 hanno fornito
indicazioni per accompagnare le scuole del primo ciclo ad effettuare
la certificazione delle competenze mediante l’adozione di un modello
che è stato sperimentato negli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016.
2017
• La Nota MIUR Prot. 2000 del 23 febbraio 2017 con la pubblicazione
delle nuove Linee Guida, estende la sperimentazione anche all’anno
scolastico 2016/2017 e propone un modello sperimentale con alcune
modifiche, suggerite dalle scuole che hanno effettuato la
sperimentazione nei due anni precedenti.
2017
• D. Lgs. n. 62/2017: valutazione e certificazione delle
competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, alla luce
della legge 105/2017;
• D.M. 741del 03/10/2017: Esami di Stato del I ciclo
• D.M. 742 del 03/10/2017: Certificazione delle
competenze e modello nazionale di certificazione (all. A e
B);
2018
• Nota MIUR 312 del 9/01/2018: Linee guida per la
certificazione delle competenze nel primo ciclo
d’istruzione;
• 22/02/2018 : Documento “Indicazioni nazionali e nuovi
scenari” (a cura del Comitano scientifico nazionale per le
Indicazioni, diretto da I. Fiorin) – il documento “pone al
centro il tema della cittadinanza, vero sfondo integratore
e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono
a definire il curricolo.” e la sostenibilità (Agenda 2030);
DM 139/2007
Competenze chiave di cittadinanza
Imparare ad imparare
progettare
Comunicare
Collaborare e
partecipare
Agire in modo autonomo
e responsabile
Risolvere problemi
Individuare collegamenti
e relazioni
Acquisire ed interpretare
l’informazione
Competenze di base
Quattro assi culturali
Asse dei linguaggi
Asse matematico
Scientifico-tecnologico
Storico-sociale
il primato va dunque alle
competenze chiave di cittadinanza:
le competenze di base sono una
sorta di precondizione per poter
accedere realmente alle competenze
Competenze di Base
Quattroassiculturali
Asse dei
linguaggi
Asse
matematico
Scientifico-
tecnologico
Storico-sociale
Competenzechiavedi
cittadinanza Imparare ad imparare
progettare
Comunicare
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e
responsabile
Risolvere problemi
Individuare collegamenti e
relazioni
Acquisire ed interpretare
l’informazione
Competenzechiave
dell’UE
1. comunicazione nella
madrelingua
2. comunicazione nelle
lingue straniere
3. competenza matematica
e competenze di base in
scienza e tecnologia
4. competenza digitale
5. imparare a imparare
6. competenze sociali e
civiche
7. spirito di iniziativa e
imprenditorialità
8. consapevolezza ed
espressione culturale
Raccordi di massima con le 8 competenze chiave europee
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006
Assi del biennio italiano
• dei linguaggi
• matematico
• scientifico-tecnologico
• storico-sociale
Competenze chiave UE
• Comunicazione nella
madre lingua
• Comunicazione nelle
lingue straniere
• Competenza
matematica e
competenze di base in
scienza e tecnologie
• Competenza digitale
• Imparare ad imparare
• Competenze
interpersonali,
interculturali e sociali e
competenza civica
• Imprenditorialità
• Espressione culturale
operare
essere per
interagire
conoscere
Ripresa da un contributo di M. Tiriticco, pubblicato su UIL SCUOLA dicembre 2008
Le competenze nella scuola italiana di oggi
Scuola
dell’infanzia
e primo ciclo
Biennio
secondo ciclo
III – IV - V
secondo ciclo
Indicazioni nazionali 2012 Dm 139/2007 Linee Guida e Indicazioni
scuola secondaria II grado
2010/2012
Primo ciclo:
dai Programmi scolastici alle Indicazioni Nazionali
Piani di studio
Personalizzati
del 2004
• (Riforma
Moratti)
le Indicazioni
Nazionali 2007
• (Fioroni)
Le «Nuove»
Indicazioni
Nazionali 2012
• (revisione
di quelle
del 2007)
Che fine hanno fatto le «Competenze»?
Moratti2004
nella C.M.
84/2005 “Linee
guida per la
definizione e
l’impiego del
Portfolio delle
competenze…”
dava una
definizione di
Competenza;
Non si faceva
riferimento alla
Certificazione
delle
competenze
IndicazioniFioroni2007
Si definiscono i
«Traguardi per
lo sviluppo delle
Competenze» di
tipo
essenzialmente
disciplinare;
Non si fa
riferimento alle
competenze
chiave per
l'apprendimento
permanente
indicate dalla
Unione Europea
NuoveIndicazioni2012
Nuovo capitolo:
«FINALITA’ GENERALI
Scuola, Costituzione,
Europa
Profilo dello studente»;
Consolida la
responsabilità comune
dei docenti che operano
nella scuola dai 3 ai 14
anni.
Accoglie le
“competenze-chiave”
indicate dal Parlamento
europeo.
Difende le peculiarità
della nostra cultura
pedagogica.
Profilo dello studente
Lavoro per gruppi:
Individuare nel «Profilo delle competenze al
termine del primo ciclo di istruzione» come
vengono declinate le 8 Competenze chiave
delll’UE
• http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/flagship-
initiatives/index_it.htm
• http://www.competenzechiave.eu/documenti_pdf/imparare_imparare/COMMISSIO
NE_EUROPEA_-_Insegnare_e_apprendere_verso_una_societa_della_conoscenza.pdf
• http://unesdoc.unesco.org/images/0010/001095/109590eo.pdf
• https://www.pearltrees.com/s/file/preview/177396321/CONSIL3AST%209009%20
2018%20INIT3AIT3ATXT.pdf
• https://ec.europa.eu/ploteus/sites/eac-eqf/files/it.pdf
Sitografia
• Da Re F., La didattica per competenze. Apprendere competenze, descriverle, valutarle, Pearson, Milano,
2013;
• Batini F., Insegnare per competenze, Loecher, Torino, 2013;
• Accorsi M. G., Insegnare le competenze. La nuova didattica nell’istruzione secondaria, Maggioli editore,
Sant’arcangelo di Romagna, 2013;
• Castoldi M. – Chiosso G., Quale futuro per l’istruzione,, Mondadori Università, Firenze, 2017;
Bibliografia

Quadro normativo Competenze_2019

  • 1.
    Il quadro diriferimento per una didattica per competenze Ambito XV Sicilia – Scuola polo I.I.S. “Medi” Barcellona P.G. (Me) Sede corso: I. C. «D’Arrigo» Venetico Corso di Formazione per docenti in servizio – a.s. 2018/19 G12V1/G12V2 - DALLA PROGETTAZIONE PER COMPETENZE ALLA VALUTAZIONE AUTENTICA Formatore: prof. Alessandro Greco
  • 2.
    il dibattito pedagogico-didatticoed il quadro normativo di riferimento In Italia In Europa
  • 3.
    Le tappe diuna riflessione pedagogico-didattica 1993: Libro bianco di Delors: “Crescita, competitività e occupazione. Le sfide e le vie da percorrere per entrare nel XXI secolo”: nella crescita della competitività evidenzia il ruolo della formazione nelle politiche sociali europee e dell’istruzione investimento nelle “risorse umane” 1995: Libro bianco della Commissione Europea – di Edith Cresson: “Insegnare e apprendere. Verso una società della conoscenza”: le mutazioni in corso hanno incrementato le possibilità di ciascun individuo di accedere all'informazione e al sapere. Tuttavia, al tempo stesso, questi fenomeni comportano una modifica delle competenze necessarie e dei sistemi di lavoro che necessitano notevoli adattamenti. «la società del futuro sarà una società conoscitiva» 1997: Rapporto Unesco di Delors: “Nell’educazione un tesoro”: il fine centrale dell’educazione è la realizzazione dell’individuo come essere sociale Concetto di “società educativa”
  • 4.
    estensione a livellomondiale degli scambi avvento della società dell'informazione rapido progresso della rivoluzione scientifica e tecnica. tre grandi "fattori di cambiamento": “la società del futuro sarà una società conoscitiva” La scuola dovrà: realizzare una formazione polivalente che inciti “ad imparare ad apprendere lungo tutto l’arco della vita” Orientare la cultura letteraria a consentire negli individui un corretto esercizio della democrazia Orientare la cultura scientifica al senso critico rispetto agli “educatori selvaggi” (i media) Educare alla creatività, sviluppare la capacità di valutare e di scegliere (“L’amnesia storica si paga socialmente”) Life long learning Umanesimo integrale e cultura come Bildung Cittadinanza attiva Superare il digital divide Certificare le competenze per favorire la mobilità
  • 5.
    Trasformare l’Unione Europeanell’economia basata sulla conoscenza, la più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare uno sviluppo sostenibile e una maggiore coesione sociale Obiettivi strategici (Stoccolma 2001 – Barcellona 2002): • Aumentare la qualità e l’efficacia dei sistemi educativi • Facilitare l’accesso all’istruzione e alla formazione • Aprire questi sistemi al mondo esterno • “Rendere entro il 2010 i sistemi di istruzione e formazione dell’UE un punto di riferimento di qualità a livello mondiale” Livelli di rendimento e indicatori per il 2010 (2003-04): • ridurre gli abbandoni scolastici precoci (non più del 10%) • incrementare del 15% i laureati di matematica, scienze e tecnologie • portare all’85% i ventiduenni in possesso di diploma superiore • diminuire del 20% l’illiteracy dei quindicenni • portare al 12,5% la popolazione adulta che partecipa al life long learning
  • 6.
    1. La definizionedi 3 tipi di apprendimenti • Formale = si svolge negli istituti di formazione e di istruzione e porta a diplomi e qualifiche professionali; • Non formale: si svolge al di fuori dei circuiti formali (p.es. nei luoghi di lavoro, in organizzazioni sindacali, ecc.) e di solito non porta a certificazioni ufficiali • Informale: è il corollario naturale della vita quotidiana; non è intenzionale e spesso non è riconosciuto dallo stesso interessato I NUOVI TEMI DELLA STRATEGIA DI LISBONA 2. La valorizzazione e la certificazione di tutti gli apprendimenti  problema dei modelli nuovi di valutazione e certificazione 3. Il life long learning (LLL) e la visione sistemica degli apprendimenti di base e trasversali che si nutrono di nuovi strumenti quali la motivazione, lo spirito imprenditoriale e la capacità di autoapprendimento (self directed learning)  problema di definizione delle competenze di base e trasversali
  • 7.
    Proposta dalla CommissioneEuropea per uscire dalla crisi e preparare l’Europa al prossimo decenno Tre obiettivi prioritari interconnessi: • Crescita intelligente: attraverso una economia basata sulla conoscenza e sulla innovazione; • Crescita sostenibile: promozione di una economia poco inquinante, efficiente sotto il profilo dell’impiego delle risorse e competitiva; • Crescita inclusiva: economia con un forte tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale; indicatori per il 2020: • innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni) • aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico e privato insieme) • riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990 e 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili • riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10% e aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria; • almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno
  • 8.
    «Le competenze chiavesono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione (…) Gli Stati membri devono sviluppare l’offerta di competenze chiave per tutti nell’ambito delle loro strategie di apprendimento permanente per assicurare che: – L’istruzione e la formazione iniziale offrano a tutti i giovani gli strumenti per sviluppare le competenze chiave ad un livello tale che li prepari per la vita adulta e costituisca la base per ulteriori occasioni di apprendimento …. – Gli adulti siano in grado di sviluppare ed aggiornare le loro competenze chiave in tutto l’arco della vita….» R a c c o m a n d a z i o n e d e l P a r l a m e n t o E u r o p e o 2 0 0 6 / 9 6 2 / C E
  • 9.
    Le 8competenze chiavedella UE 1. comunicazione nella madrelingua 2. comunicazione nelle lingue straniere 3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia 4. competenza digitale 5. imparare a imparare 6. competenze sociali e civiche 7. spirito di iniziativa e imprenditorialità 8. consapevolezza ed espressione culturale
  • 10.
    EQF Quadro europeo dellequalifiche e dei titoli di studio 29/01/2008 L’EQF, in inglese European qualification framework, è un dispositivo di traduzione – una griglia di conversione e lettura – che consente di mettere in relazione e posizionare, in una struttura a otto livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi, certificati ecc.) rilasciati nei Paesi membri; il confronto si basa sugli esiti dell’apprendimento. l’Unione Europea richiede a ciascuno dei Paesi membri di attenersi a criteri comuni di certificazione, a conclusione dei percorsi di base obbligatori e via via lungo le successive qualifiche, diplomi, lauree e alte specializzazioni, per rendere “leggibili” i titoli da parte di ciascun Paese e favorire e sostenere la mobilità dei lavoratori .
  • 11.
    Illustra in modo univocoi risultati dell’apprendimento EQF facilita e potenzia la libera circolazione (mobilità) delle persone nello spazio comune europeo. Pone al centro dell’apprendimento le competenze La competenza non è più intesa come nel passato come una somma di componenti (sapere, saper fare e saper essere), ma come una padronanza della persona dimostrata nell’azione. Propone una relazione “attiva” tra competenze, abilità e conoscenze La prospettiva della competenza non coglie la persona come “possessore” di saperi inerti, ma richiede ad essa di esibire evidenze tali da dimostrare non solo che sa o sa fare, ma che sa agire e reagire sapendo mobilitare in modo pertinente ed appropriato ciò che sa e sa fare. Valorizza allo stesso tempo i risultati di apprendimento formali, non formali ed informali Essendo basato sugli esiti dell’apprendimento (learning outcomes), articolati in otto diversi livelli, EQF è applicabile a tutte le qualifiche ottenute attraverso percorsi formativi formali, non formali ed informali. Quattro sono i motivi della rilevanza di questo dispositivo:
  • 12.
    “L’Agenda 2030 perlo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.” Agenda 2030 Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti; Dal sito del Centro Regionale di informazione delle Nazioni Unite http://www.unric.org/it/agenda-2030
  • 13.
    NUOVO EQF Quadro europeodelle qualifiche e dei titoli di studio 22/05/2017 non sostituisce né definisce quadri o sistemi nazionali delle qualifiche, ma consolida l’EQF come quadro di riferimento comune ad otto livelli, espressi sotto forma di risultati dell’apprendimento, che funge da dispositivo di traduzione tra i diversi quadri o sistemi delle qualifiche e i rispettivi livelli. l’Unione Europea punta sulle qualifiche definite come il “risultato formale di un processo di valutazione e convalida, acquisito quando un’autorità competente stabilisce che una persona ha conseguito i risultati dell’apprendimento rispetto a standard predefiniti”, di norma rilasciate sotto forma di documenti quali certificati o diplomi. RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO del 22 maggio 2017 sul quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, (2017/C 189/03)
  • 14.
    Le “nuove” raccomandazioni 22maggio 2018 “Le competenze richieste oggi sono cambiate: più posti di lavoro sono automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti. “ COMPETENZE CHIAVE PER L'APPRENDIMENTO PERMANENTE a) la conoscenza si compone di fatti e cifre, concetti, idee e teorie che sono già stabiliti e che forniscono le basi per comprendere un certo settore o argomento; b) per abilità si intende sapere ed essere capaci di eseguire processi ed applicare le conoscenze esistenti al fine di ottenere risultati; c) gli atteggiamenti descrivono la disposizione e la mentalità per agire o reagire a idee, persone o situazioni.
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    competenza alfabetica funzionale; competenzamultilinguistica; competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria; competenza digitale; competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare; competenza in materia di cittadinanza; competenza imprenditoriale; competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali. Le 8 “nuove” raccomandazioni
  • 16.
    In Italia Anni ‘90 •il tema della certificazione delle competenze nel settore scolastico è comparso negli anni ‘90 in relazione alla riforma degli esami di maturità (in cui si richiedeva di certificare le competenze dei maturandi in uscita); 1997-98 • Il primo modello di certificazione delle competenze è quello introdotto con la definizione del nuovo esame di Stato conclusivo dell’istruzione di secondo grado (legge 425/97 e dpr 348/98), varato per la prima volta con il dm 450/98; 1999 • Un primo passaggio in cui si parla di competenze è il Regolamento (tuttora vigente) dell’autonomia scolastica, il Dpr 275/1999, che richiama la presenza di modelli nazionali per le certificazioni (da adottarsi con decreto ministeriale), che dovrebbero dare conto di “conoscenza, competenze, capacità acquisite e crediti formativi riconoscibili”
  • 17.
    2003 • la legge53/2003 – la cosiddetta Riforma Moratti - si muove nello stesso alveo, riconoscendo comunque la competenza dei docenti e delle scuole nelle operazioni di certificazione. All’art. 3, fornisce le basi sia della certificazione delle competenze sia della valutazione standardizzata esterna degli apprendimenti; 2006 • Con la legge 296/06 art 1 comma 622 (peraltro una legge finanziaria!!) che ha previsto l’innalzamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni viene introdotta la certificazione di competenze conclusive del ciclo dell’obbligo scolastico decennale; 2007 • il D.M. 139/2007 ha di fatto introdotto in Italia il tema della didattica per competenze. Attraverso gli Assi culturali l’allora ministro Fioroni esplicitava i contenuti della “via italiana” all’obbligo, perseguita non attraverso un biennio unitario, ma grazie a uno “zoccolo duro” di competenze comuni (simile al modello francese) che tutti gli studenti italiani – al di là degli indirizzi di studio scelti – avrebbero dovuto acquisire entro i 15 anni. 2010 • Riforma della scuola secondaria di II grado: • DPR 87/2010 Istituti professionali; • DPR 88/2010 Istituti Tecnici; • DPR 89/2010 Licei;.
  • 18.
    2010/12 • Linee Guidaper gli istituti professionali: • Direttiva n. 65/2010 risultati di apprendimento per il primo biennio; • Direttiva n, 5/2012 secondo biennio e quinto anno; 2010/12 • Linee Guida per gli istituti tecnici: • Direttiva n. 57/2010 risultati di apprendimento per il primo biennio; • Direttiva n. 4/2012 secondo biennio e quinto anno; • Direttiva n. 69/2012 per le ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo 2010 •D intermin. n. 211/2010 Indicazioni nazionali riguardanti gli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA) •Il Profilo educativo, culturale e professionaledello studente liceale (PECUP) •I RISULTATI DI APPRENDIMENTOcomuni a tutti i percorsi liceali (area metodologica;logico-argomentativa;linguistica e comunicativa;storico umanistica; scientifica, matematica e tecnica) 2010 •In linea con le indicazioni europee sulla trasparenza delle competenze con particolare riferimento al quadro europeo dei titoli e delle qualifiche (E.Q.F. European qualification framework) è stato adottato, con D.M. 9/2010, un modello unico di certificazione dei saperi e delle competenze da compilare , a cura dei consigli di classe della seconda degli istituti superiori di 2°, per tutti gli alunni che hanno assolto all’obbligo di istruzione .
  • 19.
    2012 • DM n.254/2012: La certificazione delle competenze trova ampio riscontro nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. In esse viene ribadito l’impegno ad emanare una modulistica nazionale, sollecitando le scuole a «progettare percorsi per la promozione, la rilevazione e la valutazione delle competenze» (p. 19).; 2013 • la costituzione di uno specifico Sistema nazionale di certificazione delle competenze, regolamentato dal D. Lgs n. 13/2013, riconosce anche alle scuole, insieme ad altri enti, il compito di certificare «le competenze acquisite dalla persona in contesti formali, non formali o informali, il cui possesso risulti comprovabile attraverso riscontri e prove» (art. 3, c. 1).; 2015 • Le Linee Guida allegate alla C.M. n. 3 del 13.02.2015 hanno fornito indicazioni per accompagnare le scuole del primo ciclo ad effettuare la certificazione delle competenze mediante l’adozione di un modello che è stato sperimentato negli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016. 2017 • La Nota MIUR Prot. 2000 del 23 febbraio 2017 con la pubblicazione delle nuove Linee Guida, estende la sperimentazione anche all’anno scolastico 2016/2017 e propone un modello sperimentale con alcune modifiche, suggerite dalle scuole che hanno effettuato la sperimentazione nei due anni precedenti.
  • 20.
    2017 • D. Lgs.n. 62/2017: valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, alla luce della legge 105/2017; • D.M. 741del 03/10/2017: Esami di Stato del I ciclo • D.M. 742 del 03/10/2017: Certificazione delle competenze e modello nazionale di certificazione (all. A e B); 2018 • Nota MIUR 312 del 9/01/2018: Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo d’istruzione; • 22/02/2018 : Documento “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” (a cura del Comitano scientifico nazionale per le Indicazioni, diretto da I. Fiorin) – il documento “pone al centro il tema della cittadinanza, vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo.” e la sostenibilità (Agenda 2030);
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    DM 139/2007 Competenze chiavedi cittadinanza Imparare ad imparare progettare Comunicare Collaborare e partecipare Agire in modo autonomo e responsabile Risolvere problemi Individuare collegamenti e relazioni Acquisire ed interpretare l’informazione Competenze di base Quattro assi culturali Asse dei linguaggi Asse matematico Scientifico-tecnologico Storico-sociale il primato va dunque alle competenze chiave di cittadinanza: le competenze di base sono una sorta di precondizione per poter accedere realmente alle competenze
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    Competenze di Base Quattroassiculturali Assedei linguaggi Asse matematico Scientifico- tecnologico Storico-sociale
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    Competenzechiavedi cittadinanza Imparare adimparare progettare Comunicare Collaborare e partecipare Agire in modo autonomo e responsabile Risolvere problemi Individuare collegamenti e relazioni Acquisire ed interpretare l’informazione Competenzechiave dell’UE 1. comunicazione nella madrelingua 2. comunicazione nelle lingue straniere 3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia 4. competenza digitale 5. imparare a imparare 6. competenze sociali e civiche 7. spirito di iniziativa e imprenditorialità 8. consapevolezza ed espressione culturale
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    Raccordi di massimacon le 8 competenze chiave europee Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 Assi del biennio italiano • dei linguaggi • matematico • scientifico-tecnologico • storico-sociale Competenze chiave UE • Comunicazione nella madre lingua • Comunicazione nelle lingue straniere • Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologie • Competenza digitale • Imparare ad imparare • Competenze interpersonali, interculturali e sociali e competenza civica • Imprenditorialità • Espressione culturale operare essere per interagire conoscere Ripresa da un contributo di M. Tiriticco, pubblicato su UIL SCUOLA dicembre 2008
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    Le competenze nellascuola italiana di oggi Scuola dell’infanzia e primo ciclo Biennio secondo ciclo III – IV - V secondo ciclo Indicazioni nazionali 2012 Dm 139/2007 Linee Guida e Indicazioni scuola secondaria II grado 2010/2012
  • 26.
    Primo ciclo: dai Programmiscolastici alle Indicazioni Nazionali Piani di studio Personalizzati del 2004 • (Riforma Moratti) le Indicazioni Nazionali 2007 • (Fioroni) Le «Nuove» Indicazioni Nazionali 2012 • (revisione di quelle del 2007)
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    Che fine hannofatto le «Competenze»? Moratti2004 nella C.M. 84/2005 “Linee guida per la definizione e l’impiego del Portfolio delle competenze…” dava una definizione di Competenza; Non si faceva riferimento alla Certificazione delle competenze IndicazioniFioroni2007 Si definiscono i «Traguardi per lo sviluppo delle Competenze» di tipo essenzialmente disciplinare; Non si fa riferimento alle competenze chiave per l'apprendimento permanente indicate dalla Unione Europea NuoveIndicazioni2012 Nuovo capitolo: «FINALITA’ GENERALI Scuola, Costituzione, Europa Profilo dello studente»; Consolida la responsabilità comune dei docenti che operano nella scuola dai 3 ai 14 anni. Accoglie le “competenze-chiave” indicate dal Parlamento europeo. Difende le peculiarità della nostra cultura pedagogica.
  • 28.
  • 29.
    Lavoro per gruppi: Individuarenel «Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione» come vengono declinate le 8 Competenze chiave delll’UE
  • 30.
    • http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/flagship- initiatives/index_it.htm • http://www.competenzechiave.eu/documenti_pdf/imparare_imparare/COMMISSIO NE_EUROPEA_-_Insegnare_e_apprendere_verso_una_societa_della_conoscenza.pdf •http://unesdoc.unesco.org/images/0010/001095/109590eo.pdf • https://www.pearltrees.com/s/file/preview/177396321/CONSIL3AST%209009%20 2018%20INIT3AIT3ATXT.pdf • https://ec.europa.eu/ploteus/sites/eac-eqf/files/it.pdf Sitografia
  • 31.
    • Da ReF., La didattica per competenze. Apprendere competenze, descriverle, valutarle, Pearson, Milano, 2013; • Batini F., Insegnare per competenze, Loecher, Torino, 2013; • Accorsi M. G., Insegnare le competenze. La nuova didattica nell’istruzione secondaria, Maggioli editore, Sant’arcangelo di Romagna, 2013; • Castoldi M. – Chiosso G., Quale futuro per l’istruzione,, Mondadori Università, Firenze, 2017; Bibliografia