L e implicazioni del Web 2.0 nel
rapporto tra imprese e
consumatori
 L’irruzione della tecnologia digitale ha cambiato le
 basi e i procedimenti di scelta e d’acquisto.

 Il consumatore ha trovato nel digitale il suo medium di
 elezione

 Gli strumenti del web rappresentano la principale e
 più autorevole fonte di informazione
Le conversazioni si moltiplicano, diventano globali
  e le aziende sfruttano questo fenomeno per
  introdursi nel dialogo con l’intento di stabilire
  un rapporto diretto con il consumatore, che passa
  molto tempo su Internet ed è ogni giorno più
  attento selettivo, critico e competente.

Oggi le persone hanno la possibilità di condividere
 informazioni e di esprimere le proprie opinioni
 sul web.

L’utente si esprime e condivide esperienze dentro e
  fuori la rete obbligando le aziende a riconsiderare
  strategie di marketing e rapporto con i
  consumatori.
Word of mounth - passaparola
 Atto con cui i consumatori ricevono informazioni da
 altri consumatori.

 Il web 2.0 è sempre più considerato dai potenziali
 consumatori il territorio primo nel quale reperire
 informazioni, opinioni, giudizi:

 una TAPPA obbligata per vagliare l’acquisto di un
 bene/servizio.
Principali fonti che influenzano le decisioni d'acquisto

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%
      recensioni dei     Opinioni    recensioni del  Informazioni
         blogger       community di prodotto apparse pubblicate sul
                          utenti       sui giornali     sito del
                                                      produttore
Il consumatore post-moderno
 Ragazzi tra i 15 e i 25 anni che vivono costantemente
  connessi on-line, cresciuti in piena espansione
  digitale.
 Assidui frequentatori delle più famose community on-
  line – Facebook, My space, YouTube – sono considerati
  dal mercato come un gruppo di riferimento con un
  considerevole poter d’acquisto, un’approfondita
  conoscenza dei prodotti, capaci di influenzare anche
  gran parte delle decisioni di un pubblico più
  adulto, genitori in testa.
Mercati sempre più conversazionali
 Le aziende hanno dovuto adeguarsi ad operare in un
  contesto dove le persone
  commentano, criticano, scambiano idee e contenuti in
  maniera pubblica su blog, forum e social network.
 Gli utenti diventano PROSUMER: attraverso le nuove
  possibilità di connessione sono in grado di influenzare
  le percezioni dei brand e influiscono sulle decisioni di
  acquisto dei loro pari.
2.0 Azienda – Consumatore P2P
 Si instaura una nuova comunicazione alla
 pari, P2P, dove l’azienda/brand non esprime la sua
 superiorità, ma si mette in posizione di ascolto ed
 espone la propria tesi, come un qualsiasi altro utente.

 I consumatori parlano tra loro su blog, forum, social
 network accumulando informazioni più ricche e
 diversificate di quelle veicolate dall’alto dai tradizionali
 messaggi corporate
Marketing in evoluzione
 Nei media tradizionali e on-line la pubblicità
 tradizionale è arrivata ad un punto di saturazione.

 Yankelovic (società di consulenza specializzata nel
 miglioramento dei piani aziendali) afferma che il 70%
 degli individui non crede più ai messaggi pubblicitari.

 La pubblicità su radio e tv perde audience e vede
 aumentare i costi di oltre il 40% negli ultimi 10 anni.
J. Walker Smith, CEO di Yankelovich:
 La resistenza al marketing non è un desiderio improvviso di smettere di
 comprare. I consumatori vogliono interagire con le marche. Sono
 intelligenti, tecnologicamente avanzati e con poco tempo a
 disposizione.
 Vogliono un marketing che mostri maggior rispetto e attenzione per il
 loro tempo. Finchè non miglioreremo il nostro approccio con il
 consumatore, essi continueranno a resistere e a chiudersi ai messaggi
 pubblicitari delle aziende.


J. Carson , Nielsen BuzzMetrics:
 Nei mercati in via di sviluppo, la pubblicità è vista come un
 “convogliatore” di informazioni utili. Nei Paesi più sviluppati, le persone
 non hanno bisogno che la pubblicità svolga questo ruolo. Essi hanno già
 troppe informazioni.
Word of mouth, la forza del passaparola
 Raggio di diffusione: ampiezza degli attori coinvolti
 Rapidità: velocità con cui si diffonde il passaparola
Secondo studi recenti un network on-line di 1000
  persone generaun potenziale che può arrivare fino a
  500.000 connessioni.
E’ il cosiddetto small world phenomenon.
 Nel 78% dei casi le persone si affidano a utenti che non
  conoscono, mentre nell’off-line è la cerchia amicale e
  familiare ad influire maggiormente nelle scelte
  d’acquisto
Passaparola e social network
 I social media permettono di ascoltare conversazioni
    attive on-line:
     Cosa stanno dicendo le persone dei loro bisogni?
     Quali sono i prodotti “top of mind”?
     Perché?


 Il rapporto tra bisogni dei consumatori e brand sta
 evolvendo grazie alle nuove tecnologie.
I
Buzz Marketing
 Scopo del Buzz Marketing è alimentare le
  conversazioni delle persone intorno a una marca o ad
  un prodotto/servizio.
 “Il Buzz Marketing consiste nell’utilizzo di intrattenimento o notizie di
  alto profilo per far parlare le persone della marca”
 A differenza del passaparola , il buzz (termine che
  richiama il ronzio delle api), non si attiva
  autonomamente, ma innesca attività di marketing on-
  line al fine di ottenere un effetto di propagazione del
  “rumore”
Scatenare il buzz
 Tra le varie forme di WOM il buzz marketing è quello che più aiuta a
  costruire una comunità, un network di consumatori:
     instaura una relazione privilegiata diretta tra consumatori e brand
     Struttura la comunicazione del prodotto/servizio come collaborazione con i
      consumatori stessi
     Organizza la proliferazione delle conversazioni attraverso una serie di
      “campagne di passaparola”
     Stimola un brusio comunicativo che parte dal basso, prolifera e può crescere
      fino a contagiare i canali della comunicazione, dei media tradizionali
     Genera sorpresa
 Si basa sulla forza degli opinion leader, persone che grazie al loro carisma e alla
  loro autorevolezza riescono a stimolare il confronto e la conversazione tra un
  gran numero di individui.
Case study: Pepsi
 In occasione del restyling del logo della Pepsi
  , l’azienda ha deciso di scatenare il passaparola e di
  raccontare la rinascita del brand.
 E’ stata creata una room su FriendeFeed, strumento
  adatto a ricevere feedback, che ha registrato oltre 300
  iscritti dopo pochi giorni dall’inizio della campagna
 Le discussioni si sono arricchite di interventi con
  foto, video e link a post sui blog.
 Twitter ha permesso ai promotori del brand di gestire
  al meglio la reputazione di fronte ai detrattori.

Power point

  • 1.
    L e implicazionidel Web 2.0 nel rapporto tra imprese e consumatori  L’irruzione della tecnologia digitale ha cambiato le basi e i procedimenti di scelta e d’acquisto.  Il consumatore ha trovato nel digitale il suo medium di elezione  Gli strumenti del web rappresentano la principale e più autorevole fonte di informazione
  • 2.
    Le conversazioni simoltiplicano, diventano globali e le aziende sfruttano questo fenomeno per introdursi nel dialogo con l’intento di stabilire un rapporto diretto con il consumatore, che passa molto tempo su Internet ed è ogni giorno più attento selettivo, critico e competente. Oggi le persone hanno la possibilità di condividere informazioni e di esprimere le proprie opinioni sul web. L’utente si esprime e condivide esperienze dentro e fuori la rete obbligando le aziende a riconsiderare strategie di marketing e rapporto con i consumatori.
  • 3.
    Word of mounth- passaparola  Atto con cui i consumatori ricevono informazioni da altri consumatori.  Il web 2.0 è sempre più considerato dai potenziali consumatori il territorio primo nel quale reperire informazioni, opinioni, giudizi:  una TAPPA obbligata per vagliare l’acquisto di un bene/servizio.
  • 4.
    Principali fonti cheinfluenzano le decisioni d'acquisto 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% recensioni dei Opinioni recensioni del Informazioni blogger community di prodotto apparse pubblicate sul utenti sui giornali sito del produttore
  • 5.
    Il consumatore post-moderno Ragazzi tra i 15 e i 25 anni che vivono costantemente connessi on-line, cresciuti in piena espansione digitale.  Assidui frequentatori delle più famose community on- line – Facebook, My space, YouTube – sono considerati dal mercato come un gruppo di riferimento con un considerevole poter d’acquisto, un’approfondita conoscenza dei prodotti, capaci di influenzare anche gran parte delle decisioni di un pubblico più adulto, genitori in testa.
  • 6.
    Mercati sempre piùconversazionali  Le aziende hanno dovuto adeguarsi ad operare in un contesto dove le persone commentano, criticano, scambiano idee e contenuti in maniera pubblica su blog, forum e social network.  Gli utenti diventano PROSUMER: attraverso le nuove possibilità di connessione sono in grado di influenzare le percezioni dei brand e influiscono sulle decisioni di acquisto dei loro pari.
  • 7.
    2.0 Azienda –Consumatore P2P  Si instaura una nuova comunicazione alla pari, P2P, dove l’azienda/brand non esprime la sua superiorità, ma si mette in posizione di ascolto ed espone la propria tesi, come un qualsiasi altro utente.  I consumatori parlano tra loro su blog, forum, social network accumulando informazioni più ricche e diversificate di quelle veicolate dall’alto dai tradizionali messaggi corporate
  • 8.
    Marketing in evoluzione Nei media tradizionali e on-line la pubblicità tradizionale è arrivata ad un punto di saturazione.  Yankelovic (società di consulenza specializzata nel miglioramento dei piani aziendali) afferma che il 70% degli individui non crede più ai messaggi pubblicitari.  La pubblicità su radio e tv perde audience e vede aumentare i costi di oltre il 40% negli ultimi 10 anni.
  • 9.
    J. Walker Smith,CEO di Yankelovich: La resistenza al marketing non è un desiderio improvviso di smettere di comprare. I consumatori vogliono interagire con le marche. Sono intelligenti, tecnologicamente avanzati e con poco tempo a disposizione. Vogliono un marketing che mostri maggior rispetto e attenzione per il loro tempo. Finchè non miglioreremo il nostro approccio con il consumatore, essi continueranno a resistere e a chiudersi ai messaggi pubblicitari delle aziende. J. Carson , Nielsen BuzzMetrics: Nei mercati in via di sviluppo, la pubblicità è vista come un “convogliatore” di informazioni utili. Nei Paesi più sviluppati, le persone non hanno bisogno che la pubblicità svolga questo ruolo. Essi hanno già troppe informazioni.
  • 10.
    Word of mouth,la forza del passaparola  Raggio di diffusione: ampiezza degli attori coinvolti  Rapidità: velocità con cui si diffonde il passaparola Secondo studi recenti un network on-line di 1000 persone generaun potenziale che può arrivare fino a 500.000 connessioni. E’ il cosiddetto small world phenomenon.  Nel 78% dei casi le persone si affidano a utenti che non conoscono, mentre nell’off-line è la cerchia amicale e familiare ad influire maggiormente nelle scelte d’acquisto
  • 11.
    Passaparola e socialnetwork  I social media permettono di ascoltare conversazioni attive on-line:  Cosa stanno dicendo le persone dei loro bisogni?  Quali sono i prodotti “top of mind”?  Perché?  Il rapporto tra bisogni dei consumatori e brand sta evolvendo grazie alle nuove tecnologie. I
  • 12.
    Buzz Marketing  Scopodel Buzz Marketing è alimentare le conversazioni delle persone intorno a una marca o ad un prodotto/servizio.  “Il Buzz Marketing consiste nell’utilizzo di intrattenimento o notizie di alto profilo per far parlare le persone della marca”  A differenza del passaparola , il buzz (termine che richiama il ronzio delle api), non si attiva autonomamente, ma innesca attività di marketing on- line al fine di ottenere un effetto di propagazione del “rumore”
  • 13.
    Scatenare il buzz Tra le varie forme di WOM il buzz marketing è quello che più aiuta a costruire una comunità, un network di consumatori:  instaura una relazione privilegiata diretta tra consumatori e brand  Struttura la comunicazione del prodotto/servizio come collaborazione con i consumatori stessi  Organizza la proliferazione delle conversazioni attraverso una serie di “campagne di passaparola”  Stimola un brusio comunicativo che parte dal basso, prolifera e può crescere fino a contagiare i canali della comunicazione, dei media tradizionali  Genera sorpresa  Si basa sulla forza degli opinion leader, persone che grazie al loro carisma e alla loro autorevolezza riescono a stimolare il confronto e la conversazione tra un gran numero di individui.
  • 14.
    Case study: Pepsi In occasione del restyling del logo della Pepsi , l’azienda ha deciso di scatenare il passaparola e di raccontare la rinascita del brand.  E’ stata creata una room su FriendeFeed, strumento adatto a ricevere feedback, che ha registrato oltre 300 iscritti dopo pochi giorni dall’inizio della campagna  Le discussioni si sono arricchite di interventi con foto, video e link a post sui blog.  Twitter ha permesso ai promotori del brand di gestire al meglio la reputazione di fronte ai detrattori.