Settimana della Salute 2014 - X edizione
Guadagnare Salute
per il benessere della comunità
da GIOVEDI 27 MARZO 2014 a SABATO 29 MARZO 2014
Palazzo della cultura Cortile Platamone – Comune di Catania
via Vittorio Emanuele 121 Catania
Raffaele Barone
REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO DELLA SALUTE
Piano Sanitario Regionale
“PIANO DELLA SALUTE” 2011-2013
Salute Mentale come promozione
di percorsi di ripresa
I problemi relativi alla Salute Mentale hanno assunto
un‘importanza crescente a seguito del trend in
aumento delle patologie psichiatriche, nonché ai costi
diretti ed indiretti associati alle disabilità conseguenti.
La Progettazione Terapeutica
Personalizzata
In tal modo si porranno le condizioni per l’attivazione di
una salute mentale di comunità capace di sviluppare,
d’intesa con la rete informale e la società civile nonché la
famiglia, progetti terapeutico-riabilitativi
individuali dei quali i soggetti portatori del disagio
siano protagonisti e non già destinatari passivi.
Tale impostazione presuppone la capacità di
promuovere servizi di Salute Mentale capaci di ridefinire
modelli clinico-organizzativi, in grado di procedere ad
un riconoscimento precoce dei disturbi gravi, alla presa
in carico globale del paziente, alla stesura di un
Progetto Terapeutico Individualizzato (PTI) condiviso.
La Progettazione Terapeutica
Personalizzata
Il PTI prevede tutti gli interventi integrati possibili e tende al
mantenimento e/o ri-acquisizione del diritto di
cittadinanza attraverso l’inserimento abitativo, lavorativo e
sociale. In questo caso va anche ripensata l’offerta della
residenzialità psichiatrica, che va vista sempre più quale
offerta abitativo- riabilitativa e quindi sempre più verso il
“modello-casa”.
Tale progetto presuppone sul piano gestionale l‘introduzione
di una flessibilità nei percorsi assistenziali, anche
attraverso un modello integrato pubblico-privato sociale, per
le attività socio-riabilitative (formazione/lavoro,
residenzialità) nel quale il pubblico continui a mantenere la
responsabilità e la titolarità del servizio.
In tal senso, al fine di definire una partnership di qualità, è
possibile istituire, presso ogni Azienda Sanitaria Provinciale,
un Albo delle imprese sociali per la realizzazione dei PTI.
Verso una integrazione
«PTI-budget di salute»
Sul piano operativo, negli interventi che verranno
coordinati sia con la Neuropsichiatria Infantile (NPI) sia
con i Ser.T. , si dovrà adottare una metodologia di lavoro
di rete basata sulla individuazione del case
management e disegnando collaborazioni e rapporti
che garantiscano una presa in carico globale utilizzando
lo strumento del PTI-budget di salute.
Il Coordinamento Regionale per
l’integrazione delle politiche sociali
e di salute mentale
Le azioni del Coordinamento avranno come obiettivo principale
l’organizzazione di un sistema di welfare capace di promuovere la
comunità nel suo complesso attraverso:
• il potenziamento della capacità di trasferimento di innovazione
scientifico-tecnologica,
• il potenziamento dello scambio con sistemi territoriali esterni di risorse
e di conoscenza,
• l‘acquisizione della sostenibilità ambientale e sociale come bagaglio
metodologico,
• la promozione di sistemi socio-economici eticamente orientati,
• la regolamentazione e il monitoraggio dell’applicazione uniforme dei
LEA;
• l’implementazione della metodologia dei progetti individualizzati di
inclusione (budget di salute) destinando risorse finalizzate a sostenere
i diritti fondamentali all'abitare, all’affettività/socializzazione, alla
creatività, alla formazione permanente, all’inserimento lavorativo e
all’autoimprenditorialità, anche attraverso le pratiche di microcredito.
Definizione e realizzazione di una
Salute Mentale di Comunità
A tale scopo ogni Dipartimento deve promuovere un
Tavolo di Concertazione Locale per l’attuazione delle
politiche di salute mentale di cui è competente. Il tavolo
individuerà gli obiettivi prioritari di salute e le
conseguenti scelte, nell’ambito delle politiche di
integrazione socio-sanitaria e della governance clinica
dei Progetti Terapeutici Individualizzati (PTI),
definendo così un’ampia base di partecipazione e
condivisione.
Progetto Terapeutico
Individualizzato
Il PTI prevede interventi volti a :
• ridefinire l’organizzazione dei servizi territoriali per renderla più coerente con l‘approccio
di cura comunitario;
• ri-orientare le professionalità degli operatori in genere che si occupano del territorio
verso la cultura della community-care;
• valorizzare l’informale nelle attività riabilitative;
• approfondire le conoscenze della comunità attraverso la definizione di profili che ne
rappresentano le aree-risorse e le aree problematiche;
• coinvolgere il terzo settore ed il privato imprenditoriale, divenuto soggetto attivo capace
di esprimere l’utilità sociale del proprio lavoro, in collaborazione con altri soggetti del
territorio e secondo logiche di partenariato con il sistema pubblico;
• promuovere, nelle realtà locali, nuove forme di mutualità con strumenti innovativi di
espansione del sistema di protezione ed integrazione sociale legata al territorio, in grado
di fornire nuove opportunità occupazionali e relazionali per le fasce deboli;
• valorizzare l’identità sociale, l’habitat ed il lavoro quali alternative necessarie ai percorsi
di istituzionalizzazione o abbandono di persone con disabilità sociale;
• realizzare, in accordo con il privato sociale, forme di habitat sociale e formazione/lavoro
alternativi alla istituzionalizzazione, favorendo il sostegno abitativo di tipo domiciliare;
• individuare, per ogni PTI, il case manager che avrà la funzione di integrazione di
tutti gli interventi multi-professionali e multi-istituzionali.
Integrazione pubblico-privato
L’interazione e l’integrazione che s’intende sviluppare fra
il pubblico ed il privato sociale all’interno del percorso
ha l’obiettivo di determinare una modalità innovativa
nella gestione dei servizi, delle relazioni, della
formazione per la promozione attiva dei diritti di
cittadinanza, rappresentati da un habitat riabilitativo
dignitoso, da attività di relazioni e socializzazione, da
formazione permanente, da attività lavorative.
La partnership di qualità può essere identificata con la
costituzione di un Albo aziendale delle imprese
sociali disponibili a co-gestire PTI. Il mix gestionale
riabilitativo può essere realizzato limitatamente alle
attività abitativo- riabilitative, formative e/o lavorative.
Inclusione Socio-Lavorativa delle
persone affette da disagio psichico
Nell’affermazione del diritto di cittadinanza è
unanimemente riconosciuta la centralità dei processi
di inclusione sociale e lavorativa, quali elementi che
possono determinare un reale cambiamento della
condizione della persona affetta da disagio psichico.
L’inclusione sociale non può prescindere dalla
implementazione del PTI, coprogettato e
cofinanziato dall’Ente Locale, in linea con i Piani di
Zona, nonché dalla collaborazione con il privato sociale.
Inclusione Socio-Lavorativa delle
persone affette da disagio psichico
In questi ambiti i DD.SS.MM.:
• opereranno affinché il diritto al lavoro venga garantito a
tutti i fruitori del servizio, attivando percorsi di
formazione-lavoro, ricercando opportunità lavorative e
promuovendo, quindi, una reale autonomia degli utenti;
• contribuiranno a valorizzare il ruolo svolto dalla
cooperazione sociale ed a promuovere la realizzazione di
vere e proprie imprese sociali, delle quali gli utenti siano
soggetti attivi, protagonisti della propria vita, costruendo
progetti lavorativi che coniughino il diritto al lavoro con i
principi di mutualità, solidarietà e sviluppo dell‘individuo e
del contesto sociale.
Sostegno Abitativo per le persone
con disagio psichico
Completano il panorama della residenzialità le
Comunità Alloggio ed i Gruppi Appartamento:
tali strutture, con caratteristiche sociali e socio-
assistenziali, non direttamente gestite dai
DD.SS.MM., sono destinate, sulla base di quanto
previsto dalla normativa vigente, a pazienti
psichiatrici stabilizzati, ma in situazioni sociali
precarie sotto l’aspetto relazionale, familiare ed
ambientale, che non si adattano ad un domicilio
proprio.
Verso un lavoro di rete per la Salute Mentale di comunità in
Sicilia,
sviluppare politiche di partecipazione e processi di ripresa
Missione e Principi
Costruire una rete contro l’esclusione sociale
1. Transizioni verso un lavoro di rete per la salute mentale di comunità
I. Da servizi aziendali frammentati ed in competizione con le altre agenzie sociali, ad un DSM
integrato e comunitario, in rete con tutti gli altri servizi territoriali.
II. Dal pagamento della retta per posto letto, al finanziamento del progetto terapeutico
individualizzato attraverso il budget di salute ed il mix di gestione.
2. Lotta allo stigma ed all’esclusione sociale
I. La salute mentale è un settore di lavoro ed un’area culturale centrale per lo sviluppo della
comunità e come tale ha una mission di collaborazione diretta con le Istituzioni e le varie
Agenzie della società locale.
II. Compito prioritario di tutti gli operatori coinvolti nel settore della salute mentale è quello di
lottare contro lo stigma e la discriminazione dei gruppi sociali vulnerabili e della
categorie sociali a rischio disagio psico-sociale.
3. Partecipazione, Formazione e Progettazione
I. La governance clinica della Progettazione Terapeutica Personalizzata e della relativa
documentazione del PTI, rappresenta la pratica clinica di base che ogni paziente ha diritto a
ricevere ed a cui si impegna a partecipare
II. La concertazione comunitaria, la ricerca scientifica, la partecipazione consapevole al Sistema
Informativo Sanitario (NSIS), la Formazione Continua, costituiscono le attività di base
che la gestione economica ed organizzativa delle aziende sanitarie deve garantire.
Vision
Il Piano d’Azione Locale
L’Azienda Sanitaria Provinciale si doterà di un proprio Piano
di Azione Locale per la Salute Mentale di Comunità (PAL),
elaborato attraverso pratiche di concertazione con tutte le
Agenzie del proprio territorio (Distretti, Enti Locali, Imprese
sociali e imprenditoriali, Associazioni dei familiari e degli
utenti, organizzazioni del mondo del lavoro e sindacali,
volontariato e organizzazioni culturali, ricreative e del
mondo della formazione e dell’istruzione). Nell‘individuare
gli obiettivi dovrà indicare anche le priorità a medio e breve
termine compatibili ed adeguate con le dotazioni finanziarie
disponibili.
Presa in carico comunitaria della
grave patologia mentale
Negli interventi che verranno coordinati in un’ottica di
Dipartimento Integrato di Salute Mentale, si dovrà adottare
una metodologia di lavoro di rete basata sulla individuazione
di case manager, all’interno di staff multidisciplinari e multi-
istituzionali, il cui lavoro di gruppo verrà coordinato dagli
stessi in conformità alla realizzazione, monitoraggio e
valutazione dei Progetti Terapeutici Individualizzati (PTI) dei
pazienti, la cui titolarità ricade sulla figura del medico
istituzionalmente responsabile all’avvio della presa in carico,
in integrazione con quelli che successivamente vi
subentreranno. La metodologia del PTI si fonda su
collaborazioni e rapporti che garantiscono una presa in carico
globale utilizzando lo strumento del budget di salute,
condiviso con il paziente, i familiari, i servizi pubblici e le
agenzie del privato sociale, in un’ottica di presa in carico
globale-comunitaria e di terapia lungo tutto il ciclo di vita.
Presa in carico comunitaria della
grave patologia mentale
Il PTI presuppone sul piano gestionale l‘introduzione di una
flessibilità nei percorsi assistenziali, anche attraverso un
modello integrato pubblico-privato sociale, per le attività
terapeutiche domiciliari e residenziali, di sostegno socio-
familiare e scolastico, di inclusione socio-lavorativa, nel quale
il servizio pubblico continui a mantenere la responsabilità e
la titolarità del servizio. In tal senso , al fine di definire una
partnership di qualità, è auspicabile che ogni Azienda
Sanitaria Provinciale disponga di Albi distrettuali delle
imprese sociali e dei professionisti privati accreditati con gli
Enti locali, per la realizzazione dei PTI, attraverso il Budget di
Salute come previsto dal Piano Sanitario Regionale.
1. L’integrazione pubblico-privato per la presa in carico comunitaria
• I. PTI e Mix Gestionale
• II. Sostegno Abitativo: Domiciliarità e Residenzialità
Spetta al DSM elaborare metodologie che siano di sostegno allo sviluppo ed
alla fornitura di servizi sanitari e socio-sanitari integrati ed alla creazione di
una rete di connessione distrettuale. Il Servizio pubblico si confronta con il
privato sociale e imprenditoriale costruendo cogestione sui Progetti
Terapeutici Individualizzati e sui Servizi Socio-Sanitari Distrettuali, che
prevedono la corresponsabilità anche della municipalità, con la
partecipazione diretta dei protagonisti destinatari dei servizi, delle famiglie
e del mondo associativo e del volontariato.
La partnership di qualità si fonda sulla co-progettazione del Piano d’Azione
Locale e può essere identificata con la costituzione di albi aziendali delle
imprese sociali disponibili a co-gestire PTI attraverso il budget di salute ed
con il mix gestionale, che può essere realizzato distrettualmente per le
attività abitative, formative e lavorative previste.
Il PTI garantisce un modello operativo di buona pratica clinica fondata sulla
metodologia del Case Management (CM) e dell’ Assertive Community
Treatment (ACT).
Inclusione sociale dei dimessi
dall’OPG di Barcellona Pozzo di
Gotto
 Disposizioni per la elaborazione e la gestione dei
progetti terapeutici individualizzati e relativi
Budget di Salute.
 Regione Sicilia. Assessorato alla Salute
 Euro 2.000.000,00 in favore delle ASP coinvolte nel
progetto di dimissioni di utenti dall’OPG di Barcellona
Pozzo di Gotto attraverso il finanziamento di 50
budget di salute di Euro 40.000 ciascuno.
INDICAZIONI PER LA
ELABORAZIONE E LA GESTIONE
DEI PROGETTI TERAPEUTICI
INDIVIDUALIZZATI
 programmi finalizzati all'inclusione abitativa e
sociale, attraverso azioni di housing sociale, affido
omo o eterofamiliare nonché organizzazione di
gruppi di convivenza con protezione socio sanitaria e
ove possibile inclusione lavorativa.
 i principali determinanti di salute: apprendimento,
 espressività, formazione, reddito-lavoro, casa -habitat
sociale, affettività-socialità.
 Il budget di salute annuale garantirà le risorse
necessarie per sostenere e realizzare il PTI
modello integrato pubblico-privato
sociale
 per le attività terapeutiche domiciliari e residenziali, di
sostegno socio-familiare, formativo e socio-lavorativo,
 nel quale il servizio pubblico continui a
mantenere la responsabilità e la titolarità del
servizio e l’utente il ruolo di protagonista della
sua vicenda esistenziale.
Albo aziendale
 A tal fine sarà cura della Direzione Aziendale
invitare le imprese sociali iscritte all'Albo
aziendale, laddove esistente, o in caso di assenza
dell'Albo, le imprese sociali e i singoli cittadini
(questi ultimi in caso di proposte di affido
familiare) con i quali esistano significative storie
di collaborazione a presentare “Manifestazione di
interesse” a cogestire iniziative riabilitative (PTI)
Ruolo impresa sociale
 Ciascuna impresa sociale non potrà cogestire più
di n° 5 budget di salute
 “Manifestazione di interesse” a cogestire specifiche
iniziative riabilitative sugli assi abitare, formazione-
lavoro, socialità

SETTIMANA della Salute 2014 (X edizione CATANIA) - Piano regionale della salute mentale (Budget di salute e inclusione sociale)

  • 1.
    Settimana della Salute2014 - X edizione Guadagnare Salute per il benessere della comunità da GIOVEDI 27 MARZO 2014 a SABATO 29 MARZO 2014 Palazzo della cultura Cortile Platamone – Comune di Catania via Vittorio Emanuele 121 Catania
  • 2.
  • 3.
    REGIONE SICILIANA ASSESSORATO DELLASALUTE Piano Sanitario Regionale “PIANO DELLA SALUTE” 2011-2013
  • 4.
    Salute Mentale comepromozione di percorsi di ripresa I problemi relativi alla Salute Mentale hanno assunto un‘importanza crescente a seguito del trend in aumento delle patologie psichiatriche, nonché ai costi diretti ed indiretti associati alle disabilità conseguenti.
  • 5.
    La Progettazione Terapeutica Personalizzata Intal modo si porranno le condizioni per l’attivazione di una salute mentale di comunità capace di sviluppare, d’intesa con la rete informale e la società civile nonché la famiglia, progetti terapeutico-riabilitativi individuali dei quali i soggetti portatori del disagio siano protagonisti e non già destinatari passivi. Tale impostazione presuppone la capacità di promuovere servizi di Salute Mentale capaci di ridefinire modelli clinico-organizzativi, in grado di procedere ad un riconoscimento precoce dei disturbi gravi, alla presa in carico globale del paziente, alla stesura di un Progetto Terapeutico Individualizzato (PTI) condiviso.
  • 6.
    La Progettazione Terapeutica Personalizzata IlPTI prevede tutti gli interventi integrati possibili e tende al mantenimento e/o ri-acquisizione del diritto di cittadinanza attraverso l’inserimento abitativo, lavorativo e sociale. In questo caso va anche ripensata l’offerta della residenzialità psichiatrica, che va vista sempre più quale offerta abitativo- riabilitativa e quindi sempre più verso il “modello-casa”. Tale progetto presuppone sul piano gestionale l‘introduzione di una flessibilità nei percorsi assistenziali, anche attraverso un modello integrato pubblico-privato sociale, per le attività socio-riabilitative (formazione/lavoro, residenzialità) nel quale il pubblico continui a mantenere la responsabilità e la titolarità del servizio. In tal senso, al fine di definire una partnership di qualità, è possibile istituire, presso ogni Azienda Sanitaria Provinciale, un Albo delle imprese sociali per la realizzazione dei PTI.
  • 7.
    Verso una integrazione «PTI-budgetdi salute» Sul piano operativo, negli interventi che verranno coordinati sia con la Neuropsichiatria Infantile (NPI) sia con i Ser.T. , si dovrà adottare una metodologia di lavoro di rete basata sulla individuazione del case management e disegnando collaborazioni e rapporti che garantiscano una presa in carico globale utilizzando lo strumento del PTI-budget di salute.
  • 8.
    Il Coordinamento Regionaleper l’integrazione delle politiche sociali e di salute mentale Le azioni del Coordinamento avranno come obiettivo principale l’organizzazione di un sistema di welfare capace di promuovere la comunità nel suo complesso attraverso: • il potenziamento della capacità di trasferimento di innovazione scientifico-tecnologica, • il potenziamento dello scambio con sistemi territoriali esterni di risorse e di conoscenza, • l‘acquisizione della sostenibilità ambientale e sociale come bagaglio metodologico, • la promozione di sistemi socio-economici eticamente orientati, • la regolamentazione e il monitoraggio dell’applicazione uniforme dei LEA; • l’implementazione della metodologia dei progetti individualizzati di inclusione (budget di salute) destinando risorse finalizzate a sostenere i diritti fondamentali all'abitare, all’affettività/socializzazione, alla creatività, alla formazione permanente, all’inserimento lavorativo e all’autoimprenditorialità, anche attraverso le pratiche di microcredito.
  • 9.
    Definizione e realizzazionedi una Salute Mentale di Comunità A tale scopo ogni Dipartimento deve promuovere un Tavolo di Concertazione Locale per l’attuazione delle politiche di salute mentale di cui è competente. Il tavolo individuerà gli obiettivi prioritari di salute e le conseguenti scelte, nell’ambito delle politiche di integrazione socio-sanitaria e della governance clinica dei Progetti Terapeutici Individualizzati (PTI), definendo così un’ampia base di partecipazione e condivisione.
  • 10.
    Progetto Terapeutico Individualizzato Il PTIprevede interventi volti a : • ridefinire l’organizzazione dei servizi territoriali per renderla più coerente con l‘approccio di cura comunitario; • ri-orientare le professionalità degli operatori in genere che si occupano del territorio verso la cultura della community-care; • valorizzare l’informale nelle attività riabilitative; • approfondire le conoscenze della comunità attraverso la definizione di profili che ne rappresentano le aree-risorse e le aree problematiche; • coinvolgere il terzo settore ed il privato imprenditoriale, divenuto soggetto attivo capace di esprimere l’utilità sociale del proprio lavoro, in collaborazione con altri soggetti del territorio e secondo logiche di partenariato con il sistema pubblico; • promuovere, nelle realtà locali, nuove forme di mutualità con strumenti innovativi di espansione del sistema di protezione ed integrazione sociale legata al territorio, in grado di fornire nuove opportunità occupazionali e relazionali per le fasce deboli; • valorizzare l’identità sociale, l’habitat ed il lavoro quali alternative necessarie ai percorsi di istituzionalizzazione o abbandono di persone con disabilità sociale; • realizzare, in accordo con il privato sociale, forme di habitat sociale e formazione/lavoro alternativi alla istituzionalizzazione, favorendo il sostegno abitativo di tipo domiciliare; • individuare, per ogni PTI, il case manager che avrà la funzione di integrazione di tutti gli interventi multi-professionali e multi-istituzionali.
  • 11.
    Integrazione pubblico-privato L’interazione el’integrazione che s’intende sviluppare fra il pubblico ed il privato sociale all’interno del percorso ha l’obiettivo di determinare una modalità innovativa nella gestione dei servizi, delle relazioni, della formazione per la promozione attiva dei diritti di cittadinanza, rappresentati da un habitat riabilitativo dignitoso, da attività di relazioni e socializzazione, da formazione permanente, da attività lavorative. La partnership di qualità può essere identificata con la costituzione di un Albo aziendale delle imprese sociali disponibili a co-gestire PTI. Il mix gestionale riabilitativo può essere realizzato limitatamente alle attività abitativo- riabilitative, formative e/o lavorative.
  • 12.
    Inclusione Socio-Lavorativa delle personeaffette da disagio psichico Nell’affermazione del diritto di cittadinanza è unanimemente riconosciuta la centralità dei processi di inclusione sociale e lavorativa, quali elementi che possono determinare un reale cambiamento della condizione della persona affetta da disagio psichico. L’inclusione sociale non può prescindere dalla implementazione del PTI, coprogettato e cofinanziato dall’Ente Locale, in linea con i Piani di Zona, nonché dalla collaborazione con il privato sociale.
  • 13.
    Inclusione Socio-Lavorativa delle personeaffette da disagio psichico In questi ambiti i DD.SS.MM.: • opereranno affinché il diritto al lavoro venga garantito a tutti i fruitori del servizio, attivando percorsi di formazione-lavoro, ricercando opportunità lavorative e promuovendo, quindi, una reale autonomia degli utenti; • contribuiranno a valorizzare il ruolo svolto dalla cooperazione sociale ed a promuovere la realizzazione di vere e proprie imprese sociali, delle quali gli utenti siano soggetti attivi, protagonisti della propria vita, costruendo progetti lavorativi che coniughino il diritto al lavoro con i principi di mutualità, solidarietà e sviluppo dell‘individuo e del contesto sociale.
  • 14.
    Sostegno Abitativo perle persone con disagio psichico Completano il panorama della residenzialità le Comunità Alloggio ed i Gruppi Appartamento: tali strutture, con caratteristiche sociali e socio- assistenziali, non direttamente gestite dai DD.SS.MM., sono destinate, sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente, a pazienti psichiatrici stabilizzati, ma in situazioni sociali precarie sotto l’aspetto relazionale, familiare ed ambientale, che non si adattano ad un domicilio proprio.
  • 15.
    Verso un lavorodi rete per la Salute Mentale di comunità in Sicilia, sviluppare politiche di partecipazione e processi di ripresa
  • 16.
    Missione e Principi Costruireuna rete contro l’esclusione sociale 1. Transizioni verso un lavoro di rete per la salute mentale di comunità I. Da servizi aziendali frammentati ed in competizione con le altre agenzie sociali, ad un DSM integrato e comunitario, in rete con tutti gli altri servizi territoriali. II. Dal pagamento della retta per posto letto, al finanziamento del progetto terapeutico individualizzato attraverso il budget di salute ed il mix di gestione. 2. Lotta allo stigma ed all’esclusione sociale I. La salute mentale è un settore di lavoro ed un’area culturale centrale per lo sviluppo della comunità e come tale ha una mission di collaborazione diretta con le Istituzioni e le varie Agenzie della società locale. II. Compito prioritario di tutti gli operatori coinvolti nel settore della salute mentale è quello di lottare contro lo stigma e la discriminazione dei gruppi sociali vulnerabili e della categorie sociali a rischio disagio psico-sociale. 3. Partecipazione, Formazione e Progettazione I. La governance clinica della Progettazione Terapeutica Personalizzata e della relativa documentazione del PTI, rappresenta la pratica clinica di base che ogni paziente ha diritto a ricevere ed a cui si impegna a partecipare II. La concertazione comunitaria, la ricerca scientifica, la partecipazione consapevole al Sistema Informativo Sanitario (NSIS), la Formazione Continua, costituiscono le attività di base che la gestione economica ed organizzativa delle aziende sanitarie deve garantire.
  • 17.
    Vision Il Piano d’AzioneLocale L’Azienda Sanitaria Provinciale si doterà di un proprio Piano di Azione Locale per la Salute Mentale di Comunità (PAL), elaborato attraverso pratiche di concertazione con tutte le Agenzie del proprio territorio (Distretti, Enti Locali, Imprese sociali e imprenditoriali, Associazioni dei familiari e degli utenti, organizzazioni del mondo del lavoro e sindacali, volontariato e organizzazioni culturali, ricreative e del mondo della formazione e dell’istruzione). Nell‘individuare gli obiettivi dovrà indicare anche le priorità a medio e breve termine compatibili ed adeguate con le dotazioni finanziarie disponibili.
  • 18.
    Presa in caricocomunitaria della grave patologia mentale Negli interventi che verranno coordinati in un’ottica di Dipartimento Integrato di Salute Mentale, si dovrà adottare una metodologia di lavoro di rete basata sulla individuazione di case manager, all’interno di staff multidisciplinari e multi- istituzionali, il cui lavoro di gruppo verrà coordinato dagli stessi in conformità alla realizzazione, monitoraggio e valutazione dei Progetti Terapeutici Individualizzati (PTI) dei pazienti, la cui titolarità ricade sulla figura del medico istituzionalmente responsabile all’avvio della presa in carico, in integrazione con quelli che successivamente vi subentreranno. La metodologia del PTI si fonda su collaborazioni e rapporti che garantiscono una presa in carico globale utilizzando lo strumento del budget di salute, condiviso con il paziente, i familiari, i servizi pubblici e le agenzie del privato sociale, in un’ottica di presa in carico globale-comunitaria e di terapia lungo tutto il ciclo di vita.
  • 19.
    Presa in caricocomunitaria della grave patologia mentale Il PTI presuppone sul piano gestionale l‘introduzione di una flessibilità nei percorsi assistenziali, anche attraverso un modello integrato pubblico-privato sociale, per le attività terapeutiche domiciliari e residenziali, di sostegno socio- familiare e scolastico, di inclusione socio-lavorativa, nel quale il servizio pubblico continui a mantenere la responsabilità e la titolarità del servizio. In tal senso , al fine di definire una partnership di qualità, è auspicabile che ogni Azienda Sanitaria Provinciale disponga di Albi distrettuali delle imprese sociali e dei professionisti privati accreditati con gli Enti locali, per la realizzazione dei PTI, attraverso il Budget di Salute come previsto dal Piano Sanitario Regionale.
  • 20.
    1. L’integrazione pubblico-privatoper la presa in carico comunitaria • I. PTI e Mix Gestionale • II. Sostegno Abitativo: Domiciliarità e Residenzialità Spetta al DSM elaborare metodologie che siano di sostegno allo sviluppo ed alla fornitura di servizi sanitari e socio-sanitari integrati ed alla creazione di una rete di connessione distrettuale. Il Servizio pubblico si confronta con il privato sociale e imprenditoriale costruendo cogestione sui Progetti Terapeutici Individualizzati e sui Servizi Socio-Sanitari Distrettuali, che prevedono la corresponsabilità anche della municipalità, con la partecipazione diretta dei protagonisti destinatari dei servizi, delle famiglie e del mondo associativo e del volontariato. La partnership di qualità si fonda sulla co-progettazione del Piano d’Azione Locale e può essere identificata con la costituzione di albi aziendali delle imprese sociali disponibili a co-gestire PTI attraverso il budget di salute ed con il mix gestionale, che può essere realizzato distrettualmente per le attività abitative, formative e lavorative previste. Il PTI garantisce un modello operativo di buona pratica clinica fondata sulla metodologia del Case Management (CM) e dell’ Assertive Community Treatment (ACT).
  • 21.
    Inclusione sociale deidimessi dall’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto  Disposizioni per la elaborazione e la gestione dei progetti terapeutici individualizzati e relativi Budget di Salute.  Regione Sicilia. Assessorato alla Salute  Euro 2.000.000,00 in favore delle ASP coinvolte nel progetto di dimissioni di utenti dall’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto attraverso il finanziamento di 50 budget di salute di Euro 40.000 ciascuno.
  • 22.
    INDICAZIONI PER LA ELABORAZIONEE LA GESTIONE DEI PROGETTI TERAPEUTICI INDIVIDUALIZZATI  programmi finalizzati all'inclusione abitativa e sociale, attraverso azioni di housing sociale, affido omo o eterofamiliare nonché organizzazione di gruppi di convivenza con protezione socio sanitaria e ove possibile inclusione lavorativa.  i principali determinanti di salute: apprendimento,  espressività, formazione, reddito-lavoro, casa -habitat sociale, affettività-socialità.  Il budget di salute annuale garantirà le risorse necessarie per sostenere e realizzare il PTI
  • 23.
    modello integrato pubblico-privato sociale per le attività terapeutiche domiciliari e residenziali, di sostegno socio-familiare, formativo e socio-lavorativo,  nel quale il servizio pubblico continui a mantenere la responsabilità e la titolarità del servizio e l’utente il ruolo di protagonista della sua vicenda esistenziale.
  • 24.
    Albo aziendale  Atal fine sarà cura della Direzione Aziendale invitare le imprese sociali iscritte all'Albo aziendale, laddove esistente, o in caso di assenza dell'Albo, le imprese sociali e i singoli cittadini (questi ultimi in caso di proposte di affido familiare) con i quali esistano significative storie di collaborazione a presentare “Manifestazione di interesse” a cogestire iniziative riabilitative (PTI)
  • 25.
    Ruolo impresa sociale Ciascuna impresa sociale non potrà cogestire più di n° 5 budget di salute  “Manifestazione di interesse” a cogestire specifiche iniziative riabilitative sugli assi abitare, formazione- lavoro, socialità