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ORIENTARSI TRA
LE MODIFICHE DEL DLGS. 13/04/2017, N. 66
IL DLGS 66/2017 E LE MODIFICHE
APPORTATE CON IL DLGS 96/2019
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana
Direzione Generale
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di
«Inclusione Scolastica»
“L'Italia è stata all'avanguardia nell'inclusione scolastica delle
persone
con disabilità, abolendo le scuole e le classi ‘speciali’. Una scelta di
grande valore educativo, non solo perché rifiuta logiche ghettizzanti,
ma
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con le diversità, di conoscerle e abbattere così le barriere del
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l'inclusione
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disabilità. E' necessario fare di più,sia in termini di quantità che di
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BREVE EXCURSUS STORICO DELLA NORMATIVA PRECEDENTE
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ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del
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VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL II
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 Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di
Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce
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 La commissione d'esame, considerati gli elementi forniti dal
Consiglio di Classe, tiene conto delle modalità didattiche e delle
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 Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di
Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce
anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del PEI.
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Docenti esperti inclusione. Presieduto da
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Collabora con il G.I.T. e con istituzioni
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GLI
GIT
GLIR
Toscana
Gruppo di
Lavoro per
l’Inclusione
Istituto Art. 9, cc. 8-9 -- ATTIVO
dal
1/09/2017
Gruppo per
l’Inclusione
Territoriale
AT rete
scuole
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ATTIVO dal
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(manca
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Gruppo di
Lavoro
Interistituzional
e Regionale
Regional
e
Art. 9, cc. 1-3 DM (26/04/2018, n.
338)
ATTIVO
DENOMINAZIO
NE del GRUPPO
LIVELLO NORMA
RIFERIM.
ATTI NECESSARI
PER
COSTITUZIONE
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GLOI Consiglio di
classe (docenti
contit.)
Classe Art. 7, c. 2, lett.
a
-- ATTIVO
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
Gruppo di coordinamento regionale in materia
di “Inclusione Scolastica”:
Salvini Luca Dirigente Tecnico USR Toscana – Coordinatore
Bocci Iolanda Dirigente scolastico IIS Barga di Barga
Bonalumi Elisabetta Dirigente Liceo Pascoli di Firenze
Capitini Roberta Dirigente scolastico IC G. Civinini Albinia di Orbetello
Carraresi Rita Dirigente scolastico IC Sesto 3 di Sesto Fiorentino
Cicalini Monica Dirigente scolastico IC Anghiari
Machetti Cinzia Dirigente IIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto
Rainaldi Maria Luisa Dirigente scolastico IC Caponnetto di Bagno a Ripoli
Santini Iasmina Dirigente scolastico IC Martiri di Civitella di Civitella in Val di
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Orientarsi tra le modifiche del DLgs66/2017

  • 1. ORIENTARSI TRA LE MODIFICHE DEL DLGS. 13/04/2017, N. 66 IL DLGS 66/2017 E LE MODIFICHE APPORTATE CON IL DLGS 96/2019 Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Direzione Generale Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di «Inclusione Scolastica»
  • 2. “L'Italia è stata all'avanguardia nell'inclusione scolastica delle persone con disabilità, abolendo le scuole e le classi ‘speciali’. Una scelta di grande valore educativo, non solo perché rifiuta logiche ghettizzanti, ma perché consente a tutti i bambini di entrare sin dall'infanzia in contatto con le diversità, di conoscerle e abbattere così le barriere del pregiudizio. Occorre tuttavia impegnarsi nel concreto perché l'inclusione scolastica sia pienamente effettiva. Il sostegno a scuola talvolta non è sufficiente, e ciò provoca esclusione, o forti limitazioni, all'alunno con disabilità. E' necessario fare di più,sia in termini di quantità che di qualità. La capacità di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità è il metro attraverso cui si misura la nostra convivenza civile” (Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della giornata nazionale della disabilità) Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 3. BREVE EXCURSUS STORICO DELLA NORMATIVA PRECEDENTE LEGGE 118/ 71 LEGGE 517 /77 Superava il modello delle scuole speciali Viene introdotto l’insegnante specializzato per le attività di sostegno Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 4. La parte della L. 104/92 che riguarda l’istruzione, nel 1994 viene trasferita nel Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Raccoglie ed integra tutti gli interventi legislativi promulgati dopo la L. 517/77. Impegna lo Stato a rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo, sia sul piano della partecipazione sociale sia su quello dei deficit sensoriali e psico-motori, per i quali prevede interventi riabilitativi. LEGGE 104/ 92 TESTO UNICO (D.LGS.297/94) Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 5. D.M. 12/07/2011 Nuove Norme in materia di Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) in ambito scolastico Decreto attuativo della L.170/2010 allegato: Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e studenti con DSA Viene previsto il Piano Didattico Personalizzato (PDP) LEGGE 170/2010 Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 6. DIR. MIN.27/12/2012 Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Introduce per la prima volta il PAI ( Piano annuale inclusione) CIR. MIN. N.8 DEL 06/03/2013 Indicazioni operative per la realizzazione della Direttiva Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 7. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica NOTA MIN. N. 2563 DEL 22/11/2013 Supera completamente la C.M. N.8 nel sottolineare con forza che la rilevazione di una mera difficoltà non dovrebbe sempre indurre all’attivazione di un PDP La personalizzazione didattica NON è solo una questione procedurale o un adempimento burocratico; il PDP dovrebbe essere inteso come uno strumento in più per «curvare» la metodologia alle esigenze dell’alunno mediante la flessibilità dei percorsi il più possibili coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa
  • 8. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica NOTA MIN. PRTO. 1143 DEL 17/05/2018 L’autonomia scolastica quale fondamento per il successo formativo di ognuno. il compito della scuola è quello di consentire a ciascuno di sviluppare pienamente il proprio talento e di realizzare le proprie potenzialità Nella presa in carico ovvero il prendersi cura dei soggetti con bisogni educativi speciali non si tratta di ridurre i traguardi da raggiungere, nell'ambito degli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e formazione, ma di favorire, progettare ed accompagnare percorsi diversi, affinché ne sia garantito il loro conseguimento. Personalizzare i percorsi di insegnamento-apprendimento non significa parcellizzare gli interventi e progettare percorsi differenti per ognuno degli alunni delle classi, quanto pensare alla classe, come una realtà composita in cui mettere in atto molteplici modalità metodologiche di insegnamento-apprendimento, funzionali al successo formativo di tutti. RIBADISCE FA PRESENTE PERCHE’
  • 9. VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL PRIMO CICLO ED ESAMI DI STATO NEL PRIMO E SECONDO CICLO (DLGS N. 62/2017) VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL I CICLO  La valutazione degli alunni disabili è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del PEI e dei documenti previsti dall’art. 12, comma 5, della L. 104/92 così come rivisto dal D.Lgs 66/2017. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica  Gli alunni con disabilità sostengono le prove di esame al termine del primo ciclo di istruzione con l’uso degli ausili e dei sussidi didattici utilizzati durante l’anno scolastico per l’attuazione del PEI (stessa cosa vale per le prove Invalsi).  Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale e l’esito viene determinato con le medesime modalità previste per gli altri studenti.  Agli alunni con disabilità che non si presentano all’esame di Stato, viene rilasciato un attestato di credito formativo che è titolo per l’iscrizione e la frequenza della SS2° grado e di conseguenza questi alunni non potranno più ripetere la classe terza.
  • 10. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL II CICLO  Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del PEI.  La commissione d'esame, considerati gli elementi forniti dal Consiglio di Classe, tiene conto delle modalità didattiche e delle forme di valutazione individuate nell'ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. (DSA)  Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del PEI. La Commissione d’esame può avvalersi del supporto dei docenti e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l'anno scolastico e potrà assegnare un tempo differenziato per l'effettuazione delle prove.
  • 11. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica NOTA MIN. 562 DEL 03 /04 /2019 Offre chiarimenti sugli alunni con B.E.S. con particolare riferimento al PDP quale strumento che consente si attivare un percorso personalizzato Richiama l’attenzione alla consultazione e alla fruizione dei materiali presenti nel rinnovato PORTALE ITALIANO PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA Include nella categoria dei B.E.S. gli alunni con alto potenziale intellettivo raccomandando anche in questo caso la personalizzazione degli insegnamenti e la valorizzazione degli stili di apprendimento individuali
  • 12. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 13. COMMISSIONI Accerta la disabilità anche ai fini dell’inclusione scolastica Riceve certificazione medico diagnostica funzionaleCOMMISSIONE MEDICO LEGALE DELL’INPS Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 14. COMMISSIONI Neuropsichiatra infantile o un medico specialista; Terapista della riabilitazione/psicologo delegato Ente locale PROFILO DI FUNZIONAMENTO(PF) IN CHIAVE ICF: Collaborazione con i genitori Partecipazione del dirigente UNITA’ DI VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE (UVM) È composta da redige Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 15. PROFILO DI FUNZIONAMENTO (DAL 12 SETTEMBRE 2019)  propedeutico e necessario al PEI;  in chiave ICF (modello bio-psico-sociale);  definisce competenze e misure utili per l’inclusione scolastica;  I genitori TRASMETTONO il Profilo di Funzionamento all’Istituzione Scolastica e all’Ente Locale competente rispettivamente ai fini della predisposizione del PEI e del Progetto Individuale;  Sostituisce in modo graduale Diagnosi Funzionale e Profilo Dinamico Funzionale.Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 16. PROGETTO INDIVIDUAL E Su richiesta e con la collaborazione dei genitori Con la partecipazione di un rappresentante della scuola A cura del Comune di residenza, d’intesa con ASL Propedeutico alla stesura o revisione del P.E.I. Definisce prestazioni e servizi erogati da Ente Locale, ASL e Scuola Sulla base del P.F. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 17. P.E.I. ELABORATO E APPROVATO DAL GLOI (Gruppo di Lavoro Operativo per Inclusione) Fornisce strumenti per l'effettivo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento. Indica le modalità di coordinamento degli interventi previsti e la loro interazione con il Progetto individuale Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 18. Con la partecipazione dei Genitori (o dell’alunno) e delle figure professionali specifiche interne (collaboratori scolastici, …) ed esterne (educatori, assistenti, …) Con il necessario supporto della UVM (specialisti, terapisti, assistente sociale) composto dal Team docenti contitolari (infanzia e primaria) o dal Consiglio di Classe G. L. O. I. GRUPPO DI LAVORO OPERATIVO PER L’INCLUSIONE Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 19. P.E.I. Le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, la proposta delle risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione (c.5- bis, art 3) Gli interventi di assistenza igienica e di base, svolti dal personale ausiliario Le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione esplicita Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 20.  Indicazione dei facilitatori e riduzione delle barriere  Individua obiettivi didattici ed educativi, strumenti, strategie … anche sulla base degli interventi di corresponsabilità educativa intrapresi dall’intera comunità scolastica per il soddisfacimento dei bisogni educativi individuati;  È redatto a partire dalla scuola dell'infanzia ed è aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona  Passaggio tra i gradi di istruzione  Verifiche periodiche P.E.I. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 21. PIANO PER L’INCLUSIONE (EX P.A.I.) È parte integrante del PTOF Deliberato dal Collegio dei Docenti’ Definisce le modalità per l’uso coordinato delle risorse (incluse misure sostegno sulla base dei singoli P.E.I.) per: il superamento delle barriere e l'individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell'inclusione scolastica. È attuato nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili. E’ Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 22. GRUPPI PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA G.L.I.R. (GRUPPO DI LAVORO INTERISTITUZIONALE REGIONALE) OFFR E Consulenza e proposte all’U.S.R. sull'attuazione e la verifica degli accordi di programma con particolare riferimento alla continuità delle azioni sul territorio, all'orientamento e ai percorsi integrati scuola-territorio- lavoro Supporto alle reti di scuole per la progettazione e la realizzazione Piani di formazione in servizio del personale della scuola Supporto ai Gruppi per l’Inclusione Territoriale provinciali (G.I.T.) Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 23. GRUPPI PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA G.I.T. (GRUPPO PER L’INCLUSIONE TERRITORIALE) Docenti esperti inclusione. Presieduto da dirigente tecnico/dirigente scolastico conferma richiesta inviata dal dirigente scolastico USR per risorse sostegno o esprime parere difforme Supporta le scuole definizione PEI in chiave ICF e Piano Inclusione Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 24. G.L.I. GRUPPO DI LAVORO PER L’INCLUSIONE Docenti curricolari, di sostegno, eventualmente personale A.T.A., specialisti ASL e del territorio di riferimento. In sede di definizione dell'utilizzazione delle risorse complessive destinate all'istituzione scolast ai fini dell'assistenza di competenza degli enti locali, partecipa un rappresentante dell'ente territoriale competente Supporta il Collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l'inclusione (con consulenza e supporto di studenti, genitori, associazioni) Nominato e presieduto dal dirigente scolastico In ogni istituto Supporta i docenti contitolari e i consigli di classe nell'attuazione dei P Collabora con il G.I.T. e con istituzioni pubbliche/private per realizzare il Piano Inclusione e il PEI .Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 25. GLI GIT GLIR Toscana Gruppo di Lavoro per l’Inclusione Istituto Art. 9, cc. 8-9 -- ATTIVO dal 1/09/2017 Gruppo per l’Inclusione Territoriale AT rete scuole Art. 9, cc. 4-7 DM (non ancora emanato) ATTIVO dal 1/09/2019 (manca DM) Gruppo di Lavoro Interistituzional e Regionale Regional e Art. 9, cc. 1-3 DM (26/04/2018, n. 338) ATTIVO DENOMINAZIO NE del GRUPPO LIVELLO NORMA RIFERIM. ATTI NECESSARI PER COSTITUZIONE STATO GLOI Consiglio di classe (docenti contit.) Classe Art. 7, c. 2, lett. a -- ATTIVO Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 26. Gruppo di coordinamento regionale in materia di “Inclusione Scolastica”: Salvini Luca Dirigente Tecnico USR Toscana – Coordinatore Bocci Iolanda Dirigente scolastico IIS Barga di Barga Bonalumi Elisabetta Dirigente Liceo Pascoli di Firenze Capitini Roberta Dirigente scolastico IC G. Civinini Albinia di Orbetello Carraresi Rita Dirigente scolastico IC Sesto 3 di Sesto Fiorentino Cicalini Monica Dirigente scolastico IC Anghiari Machetti Cinzia Dirigente IIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto Rainaldi Maria Luisa Dirigente scolastico IC Caponnetto di Bagno a Ripoli Santini Iasmina Dirigente scolastico IC Martiri di Civitella di Civitella in Val di Chiana Benvenuti Cristina Docente distaccata USR Toscana Bonelli Roberta Docente distaccata UST di Siena Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica