ORIENTARSI TRA
LE MODIFICHE DEL DLGS. 13/04/2017, N. 66
IL DLGS 66/2017 E LE MODIFICHE
APPORTATE CON IL DLGS 96/2019
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana
Direzione Generale
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di
«Inclusione Scolastica»
“L'Italia è stata all'avanguardia nell'inclusione scolastica delle
persone
con disabilità, abolendo le scuole e le classi ‘speciali’. Una scelta di
grande valore educativo, non solo perché rifiuta logiche ghettizzanti,
ma
perché consente a tutti i bambini di entrare sin dall'infanzia in contatto
con le diversità, di conoscerle e abbattere così le barriere del
pregiudizio. Occorre tuttavia impegnarsi nel concreto perché
l'inclusione
scolastica sia pienamente effettiva. Il sostegno a scuola talvolta non
è
sufficiente, e ciò provoca esclusione, o forti limitazioni, all'alunno con
disabilità. E' necessario fare di più,sia in termini di quantità che di
qualità.
La capacità di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità è il
metro
attraverso cui si misura la nostra convivenza civile”
(Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
in occasione della giornata nazionale della disabilità)
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
BREVE EXCURSUS STORICO DELLA NORMATIVA PRECEDENTE
LEGGE 118/ 71
LEGGE 517 /77
Superava il
modello delle
scuole speciali
Viene introdotto
l’insegnante
specializzato per le
attività di sostegno
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
La parte della L. 104/92
che riguarda
l’istruzione, nel 1994
viene trasferita nel Testo
Unico delle disposizioni
legislative in materia di
Raccoglie ed integra tutti gli interventi legislativi
promulgati dopo la L. 517/77.
Impegna lo Stato a rimuovere le condizioni
invalidanti che impediscono lo sviluppo, sia sul
piano della partecipazione sociale sia su quello
dei deficit sensoriali e psico-motori, per i quali
prevede interventi riabilitativi.
LEGGE 104/ 92
TESTO UNICO
(D.LGS.297/94)
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione
Scolastica
D.M. 12/07/2011
Nuove Norme in
materia di Disturbi
Specifici di
Apprendimento (DSA)
in ambito scolastico
Decreto attuativo della
L.170/2010 allegato:
Linee guida per il
diritto allo studio degli
alunni e studenti con
DSA
Viene previsto il Piano
Didattico
Personalizzato (PDP)
LEGGE 170/2010
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
DIR. MIN.27/12/2012
Strumenti di intervento per alunni con
Bisogni Educativi Speciali (BES) e
organizzazione territoriale per l’inclusione
scolastica. Introduce per la prima volta il
PAI ( Piano annuale inclusione)
CIR. MIN. N.8 DEL 06/03/2013
Indicazioni operative per la
realizzazione della Direttiva
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione
Scolastica
NOTA MIN. N. 2563 DEL 22/11/2013
Supera completamente la C.M. N.8
nel sottolineare con forza che la
rilevazione di una mera difficoltà non
dovrebbe sempre indurre
all’attivazione di un PDP
La personalizzazione didattica NON è solo una
questione procedurale o un adempimento burocratico;
il PDP dovrebbe essere inteso come uno strumento in
più per «curvare» la metodologia alle esigenze
dell’alunno mediante la flessibilità dei percorsi il più
possibili coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
NOTA MIN. PRTO. 1143 DEL 17/05/2018
L’autonomia scolastica quale fondamento per il successo formativo di
ognuno.
il compito della scuola è quello di
consentire a ciascuno di sviluppare
pienamente il proprio talento e di
realizzare le proprie potenzialità
Nella presa in carico ovvero il prendersi cura dei soggetti
con bisogni educativi speciali non si tratta di ridurre i
traguardi da raggiungere, nell'ambito degli obiettivi del
sistema nazionale di istruzione e formazione, ma di favorire,
progettare ed accompagnare percorsi diversi, affinché ne
sia garantito il loro conseguimento.
Personalizzare i percorsi di insegnamento-apprendimento
non significa parcellizzare gli interventi e progettare
percorsi differenti per ognuno degli alunni delle classi,
quanto pensare alla classe, come una realtà composita in
cui mettere in atto molteplici modalità metodologiche di
insegnamento-apprendimento, funzionali al successo
formativo di tutti.
RIBADISCE
FA PRESENTE
PERCHE’
VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL PRIMO CICLO ED
ESAMI DI STATO NEL PRIMO E SECONDO CICLO (DLGS N. 62/2017)
VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL
I CICLO
 La valutazione degli alunni disabili è riferita al comportamento, alle
discipline e alle attività svolte sulla base del PEI e dei documenti
previsti
dall’art. 12, comma 5, della L. 104/92 così come rivisto dal D.Lgs
66/2017.
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
 Gli alunni con disabilità sostengono le prove di esame al
termine del primo ciclo di istruzione con l’uso degli ausili e dei
sussidi didattici utilizzati durante l’anno scolastico per
l’attuazione del PEI (stessa cosa vale per le prove Invalsi).
 Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle
ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del
conseguimento del diploma finale e l’esito viene determinato
con le medesime modalità previste per gli altri studenti.
 Agli alunni con disabilità che non si presentano all’esame di
Stato, viene rilasciato un attestato di credito formativo che è
titolo per l’iscrizione e la frequenza della SS2° grado e di
conseguenza questi alunni non potranno più ripetere la classe
terza.
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL II
CICLO
 Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di
Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce
anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del
PEI.
 La commissione d'esame, considerati gli elementi forniti dal
Consiglio di Classe, tiene conto delle modalità didattiche e delle
forme di valutazione individuate nell'ambito dei percorsi didattici
individualizzati e personalizzati. (DSA)
 Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di
Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce
anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del PEI.
La Commissione d’esame può avvalersi del supporto dei docenti
e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l'anno
scolastico e potrà assegnare un tempo differenziato per
l'effettuazione delle prove.
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
NOTA MIN. 562
DEL 03 /04 /2019
Offre chiarimenti sugli alunni con B.E.S. con particolare riferimento al
PDP quale strumento che consente si attivare un percorso
personalizzato
Richiama l’attenzione alla consultazione e alla
fruizione dei materiali presenti nel rinnovato
PORTALE ITALIANO PER L’INCLUSIONE
SCOLASTICA
Include nella categoria dei B.E.S. gli alunni
con alto potenziale intellettivo
raccomandando anche in questo caso la
personalizzazione degli insegnamenti e la
valorizzazione degli stili di
apprendimento individuali
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
COMMISSIONI
Accerta la disabilità anche
ai fini dell’inclusione scolastica
Riceve certificazione
medico diagnostica
funzionaleCOMMISSIONE
MEDICO
LEGALE
DELL’INPS
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
COMMISSIONI
Neuropsichiatra infantile
o un medico specialista;
Terapista della
riabilitazione/psicologo
delegato Ente locale
PROFILO DI FUNZIONAMENTO(PF) IN CHIAVE ICF:
Collaborazione con i genitori
Partecipazione del dirigente
UNITA’ DI
VALUTAZIONE
MULTIDISCIPLINARE
(UVM)
È composta da
redige
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
PROFILO DI FUNZIONAMENTO (DAL 12 SETTEMBRE 2019)
 propedeutico e necessario al PEI;
 in chiave ICF (modello bio-psico-sociale);
 definisce competenze e misure utili per
l’inclusione scolastica;
 I genitori TRASMETTONO il Profilo di
Funzionamento all’Istituzione Scolastica e
all’Ente Locale competente rispettivamente ai
fini della predisposizione del PEI e del Progetto
Individuale;
 Sostituisce in modo graduale Diagnosi
Funzionale e Profilo Dinamico Funzionale.Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione
Scolastica
PROGETTO
INDIVIDUAL
E
Su richiesta e
con la
collaborazione
dei genitori
Con la
partecipazione
di un
rappresentante
della scuola
A cura del Comune
di residenza,
d’intesa con ASL
Propedeutico
alla stesura o
revisione del
P.E.I.
Definisce
prestazioni e
servizi erogati da
Ente Locale, ASL
e Scuola
Sulla base
del P.F.
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
P.E.I.
ELABORATO E APPROVATO DAL
GLOI
(Gruppo di Lavoro Operativo
per Inclusione)
Fornisce strumenti per l'effettivo
svolgimento dei percorsi per le
competenze trasversali e per
l'orientamento.
Indica le modalità di coordinamento degli
interventi previsti e la loro interazione con il
Progetto individuale
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
Con la partecipazione dei Genitori
(o dell’alunno) e delle figure
professionali specifiche interne
(collaboratori scolastici, …) ed
esterne (educatori, assistenti, …)
Con il necessario supporto
della UVM (specialisti, terapisti,
assistente sociale)
composto dal Team docenti
contitolari (infanzia e primaria) o dal
Consiglio di Classe
G. L. O. I.
GRUPPO DI LAVORO OPERATIVO PER
L’INCLUSIONE
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di
Inclusione Scolastica
P.E.I.
Le modalità di sostegno
didattico, compresa la
proposta del numero di
ore di sostegno alla
classe,
la proposta delle
risorse professionali
da destinare
all’assistenza,
all’autonomia e alla
comunicazione (c.5-
bis, art 3)
Gli interventi di
assistenza
igienica e di
base, svolti dal
personale
ausiliario
Le modalità di
verifica, i criteri di
valutazione, gli
interventi di
inclusione
esplicita
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
 Indicazione dei facilitatori e riduzione delle barriere
 Individua obiettivi didattici ed educativi, strumenti,
strategie … anche sulla base degli interventi di
corresponsabilità educativa intrapresi dall’intera
comunità scolastica per il soddisfacimento dei bisogni
educativi individuati;
 È redatto a partire dalla scuola dell'infanzia ed è
aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute
condizioni di funzionamento della persona
 Passaggio tra i gradi di istruzione
 Verifiche periodiche
P.E.I.
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
PIANO PER L’INCLUSIONE (EX P.A.I.)
È parte integrante del
PTOF
Deliberato dal Collegio
dei Docenti’
Definisce le modalità per l’uso coordinato delle risorse
(incluse misure sostegno sulla base dei singoli P.E.I.) per:
il superamento delle barriere e l'individuazione dei
facilitatori del contesto di riferimento
progettare e programmare gli interventi di
miglioramento della qualità dell'inclusione scolastica.
È attuato nei limiti delle
risorse finanziarie,
umane e strumentali
disponibili.
E’
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
GRUPPI PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA
G.L.I.R. (GRUPPO DI LAVORO INTERISTITUZIONALE
REGIONALE)
OFFR
E
Consulenza e
proposte all’U.S.R.
sull'attuazione e la
verifica degli
accordi di
programma con
particolare
riferimento alla
continuità delle
azioni sul territorio,
all'orientamento e ai
percorsi integrati
scuola-territorio-
lavoro
Supporto alle reti
di scuole per la
progettazione e la
realizzazione Piani
di formazione in
servizio del
personale della
scuola Supporto ai Gruppi
per l’Inclusione
Territoriale provinciali
(G.I.T.)
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
GRUPPI PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA
G.I.T. (GRUPPO PER L’INCLUSIONE
TERRITORIALE)
Docenti esperti inclusione. Presieduto da
dirigente tecnico/dirigente scolastico
conferma richiesta inviata dal dirigente
scolastico USR per risorse sostegno o esprime
parere difforme
Supporta le scuole definizione PEI in chiave ICF
e Piano Inclusione
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
G.L.I. GRUPPO DI LAVORO PER L’INCLUSIONE
Docenti curricolari, di sostegno, eventualmente personale A.T.A.,
specialisti ASL e del territorio di riferimento. In sede di definizione
dell'utilizzazione delle risorse complessive destinate all'istituzione scolast
ai fini dell'assistenza di competenza degli enti locali,
partecipa un rappresentante dell'ente territoriale competente
Supporta il Collegio dei docenti nella definizione e
realizzazione del Piano per l'inclusione
(con consulenza e supporto di studenti, genitori,
associazioni)
Nominato e presieduto dal dirigente scolastico
In ogni istituto
Supporta i docenti contitolari
e i consigli di classe nell'attuazione dei P
Collabora con il G.I.T. e con istituzioni
pubbliche/private
per realizzare il Piano Inclusione e il PEI .Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
GLI
GIT
GLIR
Toscana
Gruppo di
Lavoro per
l’Inclusione
Istituto Art. 9, cc. 8-9 -- ATTIVO
dal
1/09/2017
Gruppo per
l’Inclusione
Territoriale
AT rete
scuole
Art. 9, cc. 4-7 DM
(non ancora
emanato)
ATTIVO dal
1/09/2019
(manca
DM)
Gruppo di
Lavoro
Interistituzional
e Regionale
Regional
e
Art. 9, cc. 1-3 DM (26/04/2018, n.
338)
ATTIVO
DENOMINAZIO
NE del GRUPPO
LIVELLO NORMA
RIFERIM.
ATTI NECESSARI
PER
COSTITUZIONE
STATO
GLOI Consiglio di
classe (docenti
contit.)
Classe Art. 7, c. 2, lett.
a
-- ATTIVO
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
Gruppo di coordinamento regionale in materia
di “Inclusione Scolastica”:
Salvini Luca Dirigente Tecnico USR Toscana – Coordinatore
Bocci Iolanda Dirigente scolastico IIS Barga di Barga
Bonalumi Elisabetta Dirigente Liceo Pascoli di Firenze
Capitini Roberta Dirigente scolastico IC G. Civinini Albinia di Orbetello
Carraresi Rita Dirigente scolastico IC Sesto 3 di Sesto Fiorentino
Cicalini Monica Dirigente scolastico IC Anghiari
Machetti Cinzia Dirigente IIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto
Rainaldi Maria Luisa Dirigente scolastico IC Caponnetto di Bagno a Ripoli
Santini Iasmina Dirigente scolastico IC Martiri di Civitella di Civitella in Val di
Chiana
Benvenuti Cristina Docente distaccata USR Toscana
Bonelli Roberta Docente distaccata UST di Siena
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica

Orientarsi tra le modifiche del DLgs66/2017

  • 1.
    ORIENTARSI TRA LE MODIFICHEDEL DLGS. 13/04/2017, N. 66 IL DLGS 66/2017 E LE MODIFICHE APPORTATE CON IL DLGS 96/2019 Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Direzione Generale Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di «Inclusione Scolastica»
  • 2.
    “L'Italia è stataall'avanguardia nell'inclusione scolastica delle persone con disabilità, abolendo le scuole e le classi ‘speciali’. Una scelta di grande valore educativo, non solo perché rifiuta logiche ghettizzanti, ma perché consente a tutti i bambini di entrare sin dall'infanzia in contatto con le diversità, di conoscerle e abbattere così le barriere del pregiudizio. Occorre tuttavia impegnarsi nel concreto perché l'inclusione scolastica sia pienamente effettiva. Il sostegno a scuola talvolta non è sufficiente, e ciò provoca esclusione, o forti limitazioni, all'alunno con disabilità. E' necessario fare di più,sia in termini di quantità che di qualità. La capacità di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità è il metro attraverso cui si misura la nostra convivenza civile” (Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della giornata nazionale della disabilità) Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 3.
    BREVE EXCURSUS STORICODELLA NORMATIVA PRECEDENTE LEGGE 118/ 71 LEGGE 517 /77 Superava il modello delle scuole speciali Viene introdotto l’insegnante specializzato per le attività di sostegno Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 4.
    La parte dellaL. 104/92 che riguarda l’istruzione, nel 1994 viene trasferita nel Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Raccoglie ed integra tutti gli interventi legislativi promulgati dopo la L. 517/77. Impegna lo Stato a rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo, sia sul piano della partecipazione sociale sia su quello dei deficit sensoriali e psico-motori, per i quali prevede interventi riabilitativi. LEGGE 104/ 92 TESTO UNICO (D.LGS.297/94) Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 5.
    D.M. 12/07/2011 Nuove Normein materia di Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) in ambito scolastico Decreto attuativo della L.170/2010 allegato: Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e studenti con DSA Viene previsto il Piano Didattico Personalizzato (PDP) LEGGE 170/2010 Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 6.
    DIR. MIN.27/12/2012 Strumenti diintervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Introduce per la prima volta il PAI ( Piano annuale inclusione) CIR. MIN. N.8 DEL 06/03/2013 Indicazioni operative per la realizzazione della Direttiva Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 7.
    Gruppo di CoordinamentoRegionale in materia di Inclusione Scolastica NOTA MIN. N. 2563 DEL 22/11/2013 Supera completamente la C.M. N.8 nel sottolineare con forza che la rilevazione di una mera difficoltà non dovrebbe sempre indurre all’attivazione di un PDP La personalizzazione didattica NON è solo una questione procedurale o un adempimento burocratico; il PDP dovrebbe essere inteso come uno strumento in più per «curvare» la metodologia alle esigenze dell’alunno mediante la flessibilità dei percorsi il più possibili coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa
  • 8.
    Gruppo di CoordinamentoRegionale in materia di Inclusione Scolastica NOTA MIN. PRTO. 1143 DEL 17/05/2018 L’autonomia scolastica quale fondamento per il successo formativo di ognuno. il compito della scuola è quello di consentire a ciascuno di sviluppare pienamente il proprio talento e di realizzare le proprie potenzialità Nella presa in carico ovvero il prendersi cura dei soggetti con bisogni educativi speciali non si tratta di ridurre i traguardi da raggiungere, nell'ambito degli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e formazione, ma di favorire, progettare ed accompagnare percorsi diversi, affinché ne sia garantito il loro conseguimento. Personalizzare i percorsi di insegnamento-apprendimento non significa parcellizzare gli interventi e progettare percorsi differenti per ognuno degli alunni delle classi, quanto pensare alla classe, come una realtà composita in cui mettere in atto molteplici modalità metodologiche di insegnamento-apprendimento, funzionali al successo formativo di tutti. RIBADISCE FA PRESENTE PERCHE’
  • 9.
    VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONEDELLE COMPETENZE NEL PRIMO CICLO ED ESAMI DI STATO NEL PRIMO E SECONDO CICLO (DLGS N. 62/2017) VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL I CICLO  La valutazione degli alunni disabili è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del PEI e dei documenti previsti dall’art. 12, comma 5, della L. 104/92 così come rivisto dal D.Lgs 66/2017. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica  Gli alunni con disabilità sostengono le prove di esame al termine del primo ciclo di istruzione con l’uso degli ausili e dei sussidi didattici utilizzati durante l’anno scolastico per l’attuazione del PEI (stessa cosa vale per le prove Invalsi).  Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale e l’esito viene determinato con le medesime modalità previste per gli altri studenti.  Agli alunni con disabilità che non si presentano all’esame di Stato, viene rilasciato un attestato di credito formativo che è titolo per l’iscrizione e la frequenza della SS2° grado e di conseguenza questi alunni non potranno più ripetere la classe terza.
  • 10.
    Gruppo di CoordinamentoRegionale in materia di Inclusione Scolastica VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ DEL II CICLO  Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del PEI.  La commissione d'esame, considerati gli elementi forniti dal Consiglio di Classe, tiene conto delle modalità didattiche e delle forme di valutazione individuate nell'ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. (DSA)  Il Consiglio di Classe, per gli studenti ammessi agli esami di Stato, stabilisce la tipologia delle prove d’esame e stabilisce anche se le stesse hanno valore equipollente all’interno del PEI. La Commissione d’esame può avvalersi del supporto dei docenti e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l'anno scolastico e potrà assegnare un tempo differenziato per l'effettuazione delle prove.
  • 11.
    Gruppo di CoordinamentoRegionale in materia di Inclusione Scolastica NOTA MIN. 562 DEL 03 /04 /2019 Offre chiarimenti sugli alunni con B.E.S. con particolare riferimento al PDP quale strumento che consente si attivare un percorso personalizzato Richiama l’attenzione alla consultazione e alla fruizione dei materiali presenti nel rinnovato PORTALE ITALIANO PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA Include nella categoria dei B.E.S. gli alunni con alto potenziale intellettivo raccomandando anche in questo caso la personalizzazione degli insegnamenti e la valorizzazione degli stili di apprendimento individuali
  • 12.
    Gruppo di CoordinamentoRegionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 13.
    COMMISSIONI Accerta la disabilitàanche ai fini dell’inclusione scolastica Riceve certificazione medico diagnostica funzionaleCOMMISSIONE MEDICO LEGALE DELL’INPS Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 14.
    COMMISSIONI Neuropsichiatra infantile o unmedico specialista; Terapista della riabilitazione/psicologo delegato Ente locale PROFILO DI FUNZIONAMENTO(PF) IN CHIAVE ICF: Collaborazione con i genitori Partecipazione del dirigente UNITA’ DI VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE (UVM) È composta da redige Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 15.
    PROFILO DI FUNZIONAMENTO(DAL 12 SETTEMBRE 2019)  propedeutico e necessario al PEI;  in chiave ICF (modello bio-psico-sociale);  definisce competenze e misure utili per l’inclusione scolastica;  I genitori TRASMETTONO il Profilo di Funzionamento all’Istituzione Scolastica e all’Ente Locale competente rispettivamente ai fini della predisposizione del PEI e del Progetto Individuale;  Sostituisce in modo graduale Diagnosi Funzionale e Profilo Dinamico Funzionale.Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 16.
    PROGETTO INDIVIDUAL E Su richiesta e conla collaborazione dei genitori Con la partecipazione di un rappresentante della scuola A cura del Comune di residenza, d’intesa con ASL Propedeutico alla stesura o revisione del P.E.I. Definisce prestazioni e servizi erogati da Ente Locale, ASL e Scuola Sulla base del P.F. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 17.
    P.E.I. ELABORATO E APPROVATODAL GLOI (Gruppo di Lavoro Operativo per Inclusione) Fornisce strumenti per l'effettivo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento. Indica le modalità di coordinamento degli interventi previsti e la loro interazione con il Progetto individuale Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 18.
    Con la partecipazionedei Genitori (o dell’alunno) e delle figure professionali specifiche interne (collaboratori scolastici, …) ed esterne (educatori, assistenti, …) Con il necessario supporto della UVM (specialisti, terapisti, assistente sociale) composto dal Team docenti contitolari (infanzia e primaria) o dal Consiglio di Classe G. L. O. I. GRUPPO DI LAVORO OPERATIVO PER L’INCLUSIONE Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 19.
    P.E.I. Le modalità disostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, la proposta delle risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione (c.5- bis, art 3) Gli interventi di assistenza igienica e di base, svolti dal personale ausiliario Le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione esplicita Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 20.
     Indicazione deifacilitatori e riduzione delle barriere  Individua obiettivi didattici ed educativi, strumenti, strategie … anche sulla base degli interventi di corresponsabilità educativa intrapresi dall’intera comunità scolastica per il soddisfacimento dei bisogni educativi individuati;  È redatto a partire dalla scuola dell'infanzia ed è aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona  Passaggio tra i gradi di istruzione  Verifiche periodiche P.E.I. Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 21.
    PIANO PER L’INCLUSIONE(EX P.A.I.) È parte integrante del PTOF Deliberato dal Collegio dei Docenti’ Definisce le modalità per l’uso coordinato delle risorse (incluse misure sostegno sulla base dei singoli P.E.I.) per: il superamento delle barriere e l'individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell'inclusione scolastica. È attuato nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili. E’ Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 22.
    GRUPPI PER L’INCLUSIONESCOLASTICA G.L.I.R. (GRUPPO DI LAVORO INTERISTITUZIONALE REGIONALE) OFFR E Consulenza e proposte all’U.S.R. sull'attuazione e la verifica degli accordi di programma con particolare riferimento alla continuità delle azioni sul territorio, all'orientamento e ai percorsi integrati scuola-territorio- lavoro Supporto alle reti di scuole per la progettazione e la realizzazione Piani di formazione in servizio del personale della scuola Supporto ai Gruppi per l’Inclusione Territoriale provinciali (G.I.T.) Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 23.
    GRUPPI PER L’INCLUSIONESCOLASTICA G.I.T. (GRUPPO PER L’INCLUSIONE TERRITORIALE) Docenti esperti inclusione. Presieduto da dirigente tecnico/dirigente scolastico conferma richiesta inviata dal dirigente scolastico USR per risorse sostegno o esprime parere difforme Supporta le scuole definizione PEI in chiave ICF e Piano Inclusione Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 24.
    G.L.I. GRUPPO DILAVORO PER L’INCLUSIONE Docenti curricolari, di sostegno, eventualmente personale A.T.A., specialisti ASL e del territorio di riferimento. In sede di definizione dell'utilizzazione delle risorse complessive destinate all'istituzione scolast ai fini dell'assistenza di competenza degli enti locali, partecipa un rappresentante dell'ente territoriale competente Supporta il Collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l'inclusione (con consulenza e supporto di studenti, genitori, associazioni) Nominato e presieduto dal dirigente scolastico In ogni istituto Supporta i docenti contitolari e i consigli di classe nell'attuazione dei P Collabora con il G.I.T. e con istituzioni pubbliche/private per realizzare il Piano Inclusione e il PEI .Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
  • 25.
    GLI GIT GLIR Toscana Gruppo di Lavoro per l’Inclusione IstitutoArt. 9, cc. 8-9 -- ATTIVO dal 1/09/2017 Gruppo per l’Inclusione Territoriale AT rete scuole Art. 9, cc. 4-7 DM (non ancora emanato) ATTIVO dal 1/09/2019 (manca DM) Gruppo di Lavoro Interistituzional e Regionale Regional e Art. 9, cc. 1-3 DM (26/04/2018, n. 338) ATTIVO DENOMINAZIO NE del GRUPPO LIVELLO NORMA RIFERIM. ATTI NECESSARI PER COSTITUZIONE STATO GLOI Consiglio di classe (docenti contit.) Classe Art. 7, c. 2, lett. a -- ATTIVO Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica
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    Gruppo di coordinamentoregionale in materia di “Inclusione Scolastica”: Salvini Luca Dirigente Tecnico USR Toscana – Coordinatore Bocci Iolanda Dirigente scolastico IIS Barga di Barga Bonalumi Elisabetta Dirigente Liceo Pascoli di Firenze Capitini Roberta Dirigente scolastico IC G. Civinini Albinia di Orbetello Carraresi Rita Dirigente scolastico IC Sesto 3 di Sesto Fiorentino Cicalini Monica Dirigente scolastico IC Anghiari Machetti Cinzia Dirigente IIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto Rainaldi Maria Luisa Dirigente scolastico IC Caponnetto di Bagno a Ripoli Santini Iasmina Dirigente scolastico IC Martiri di Civitella di Civitella in Val di Chiana Benvenuti Cristina Docente distaccata USR Toscana Bonelli Roberta Docente distaccata UST di Siena Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di Inclusione Scolastica