Il documento trattiene sulla nascita e l'evoluzione del movimento artistico dei macchiaioli, attivo in Italia tra il 1856 e il 1867, caratterizzato dalla ricerca di una pittura antiaccademica che catturasse l'impressione del vero attraverso l'uso di macchie di colore. I principali esponenti del movimento si riunivano al caffè Michelangelo a Firenze, creando un'importante comunità artistica che influenzò anche gli impressionisti francesi. Critici come Diego Martelli e Adriano Cecioni hanno giocato ruoli cruciali nell'evoluzione di questo movimento, contribuendo a consolidarne le basi teoriche e pratiche.