I Macchiaioli

Realizzato da :
                  Mo Federico
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Liceo scientifico statale Charles Darwin

Classe:
       5e
Anno scolastico 2005/2006


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I Macchiaioli

Pittori

                In generale

Galleria
IL movimento dei Macchiaioli
Contesto storico: Nella caotica situazione politica e istituzionale
dell’Italia preunitaria, sussistono ancora le tre grandi aree
d’influenza politica previste nel 1815 dal congresso di Vienna.

A Nord il Regno Lombardo Veneto è infatti sotto il controllo
austriaco, come anche il Gran Ducato di Toscana;

                 Al centro vige il potere temporale dei papi;


                                   Al Sud il Regno delle Due Sicilie è
                                   sempre in mano ai Borboni.
…in Toscana…
Solo il Gran Ducato di Toscana vive una propria autonomia politica e
culturale: infatti il granduca Leopoldo II garantisce ai suoi sudditi un
governo moderato e non eccessivamente repressivo.




                           Firenze pertanto è una delle capitali culturali
                           più libere e attive d’Italia, punto di
                           riferimento sicuro e stimolante per tutti gli
                           artisti e perseguitati politici costretti al
                           silenzio e alla fuga dagli altri Governi.
…Caffè Michelangelo…
A Firenze si forma così il movimento artistico più importante
dell‘Ottocento, quello dei Macchiaioli:
artisti, provenienti da ogni parte d'Italia, che si riunivano al Caffè
Michelangelo (Michelangiolo) di Firenze in Via Larga fra il 1855 e il
1867 e propugnavano una pittura antiaccademica atta a riprodurre
l'impressione del vero, volta a cogliere il senso più che l'apparenza delle
cose, attraverso la tecnica abbreviata e diretta della macchia.
La scuola della macchia…

   Questo movimento è l'unico che nel panorama del secolo meriti
veramente il nome di scuola sia per la comunità di intenti che legava i
componenti del gruppo provenienti da diverse regioni e tradizioni
artistiche, sia per l'alta qualità complessiva dei risultati pittorici
raggiunti.
  Il termine macchiaioli venne usato per la prima volta sulla gazzetta del
popolo nel 1862.
…scambi di idee…
In questi tempi la saletta del Caffè Michelangelo in Via Larga oggi Via
Cavour era affollata di giovani talenti e qui gli artisti amavano
scambiarsi le proprie idee al di fuori di ogni regola scolastica ed
accademica, in un atmosfera forse confusionaria ed irrequieta ma densa
di stimoli e fermenti creativi.
…Cecioni…

L'arte di questi pittori come la definì Adriano Cecioni teorico e
critico del movimento, consisteva: "nel rendere le impressioni
che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di
chiari e di scuri".
…Martelli…
Al suo ritorno da Parigi anche Il critico Diego Martelli,anima
intellettuale del gruppo, nel corso di un importante conferenza sugli
impressionisti fatta a Livorno nel 1879, parla del caffè Michelangelo
,descrivendolo come un luogo ricco di discussioni sui problemi dell'arte
e di come la cultura figurativa locale si fosse diffusa, uscendo così dai
limiti della provincia toscana internazionalizzandosi.
…in cosa consiste…




Il movimento dei Macchiaioli nasce di fatto nel 1856; affermando che la
forma non esiste ma è creata dalla luce e che l'individuo vede tutto il
mondo circostante attraverso forme non isolate dal contesto della natura
quindi come macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di
 colore, perché la luce colpendo gli oggetti viene rinviata al nostro
occhio come colore.

 Il colore, è per l'individuo l'unico modo di entrare a contatto con la
realtà, che dovrà, per i macchiaioli essere restituita nel quadro come
una composizione a macchie.
…fino all’impressionismo…

Da questa teoria prende le mosse e viene influenzato il movimento degli
 impressionisti francesi nato ben più tardi ed informato delle nuove
tendenze dalle frequenti visite a Parigi dei nostri artisti.
…i teorici…
 Teorici del gruppo sono Diego Martelli critico
d'arte del movimento ed Adriano Cecioni che dettò
le regole basilari dello "stile".
                                              A Telemaco Signorini è
                                              invece fatta risalire la
                                              proposta di assumere il
                                              nome "Macchiaioli” da
                                              parte dei pittori del
                                              movimento, che così
                                              facendo accettavano con
                                              ironia il termine usato in
                                              senso dispregiativo da
                                              parte della stampa del
                                              periodo.
…esponenti…
I principali esponenti di questo movimento sono:
Serafino De Tivoli, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Nino Costa,
Vito d'Ancona, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi,
Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Silvestro
Lega, Telemaco Signorini.




                   Per accedere ad alcuni fra questi torna a diap. 2
I Pittori Macchiaioli
•Diego Martelli(teorico)

•Telemaco Signorini

•Giuseppe Abbati

•Nino Costa

•Adriano Cecioni

•Giovanni Fattori
Diego Martelli

             Lui e i macchiaioli




                 opere
La sua importanza nel movimento
L’importanza del critico Diego Martelli per il movimento dei
Macchiaioli è stata fondamentale. Personaggio molto dinamico,
amico di molti pittori impressionisti francesi, Martelli riuscì a
collegare le ricerche dei suoi amici pittori toscani con quanto di
più innovativo avveniva in Francia. Di personalità anfitrionica,
nella sua tenuta presso Castiglioncello ospitò diverse volte, nei
periodi estivi, i pittori macchiaioli.
Ritratto da Fattori
 In questo ritratto che gli dedica Fattori traspare tutto il sereno e
rilassato clima estivo, con un linguaggio formale di grande sintesi ma
di notevole espressività.
Opere




  Pianura con cavalli e soldati ,
  D.Martelli
Opere




        Ritratto, D.
Opere
Campo italiano, D.Martelli
Telemaco Signorini

             Vita




             Opere
Vita
Nasce a Firenze nel 1835 e lì vi muore nel 1901. Dopo aver frequentato
la Scuola libera del Nudo all'Accademia fiorentina, e dopo aver dipinto
dal vero con Borrani frequentò il caffè Michelangiolo. Fu il primo a
illustrare le novità espressive della macchia e a interessarsi della pittura
europea, che conobbe attraverso continui viaggi di studio.
Vita
Nel 1858 si reca a La Spezia alla ricerca
di un ambiente visivo che gli rendesse più facile nel diretto rapporto con
il "vero", la definizione di quel netto contrasto tra luce ed ombre capace
di individuare la macchia come elemento grammaticale dell'opera.
Dopo l'esperienza garibaldina del 1859, inizia il periodo di maggiore
intransigenza macchiaiola, affiancata da Banti e Cabianca, durante un
suggiorno in Liguria. Negli anni seguenti viaggiò molto in Europa, in
particolare in Inghilterra e Francia.
“Il bagno penale a Portoferraio”
               T. Signorini


Galleria
d'Arte
Moderna di
Palazzo
Pitti,
Firenze
“La primavera”T.Signorini
   1870, olio su tela, cm.38x47.
“La Sala delle Agitate a San Bonifazio
in Firenze”
T.Signorini




1865, Galleria
d'Arte Moderna di
Palazzo Pitti,
Firenze.
particolare
            “La toilette del mattino”
                T. Signorini
La toilette, particolare
L’artiglieria,T.Signorini
Sulla collina, T.Signorini
Giuseppe Abbati

            Vita




         Opere
I primi anni




Nacque a Napoli, figlio del pittore Vincenzo, il 13-1-1836. Studiò a
Venezia, all'Accademia, col Grigoletti. Ma ritornò a Napoli nel    1853.
Qui lavorò con il padre fino alla spedizione dei Mille, alla quale
partecipò perdendo un occhio nella battaglia del Volturno.
Il contatto con i Macchiaioli
Giunto a Firenze nel 1860, entrò subito nel vivo del movimento
macchiaiolo, distinguendosi per alcuni "interni" delle chiese fiorentine,
dipinti con una sobrietà di rapporti e un impianto solido di figure
nell'architettura.
Gli ultimi anni
Nel 1866 combattè di nuovo con le truppe di Giuseppe Garibaldi nel
Trentino.
Morì a Firenze, in seguito al morso del suo cane, idrofobo, il 21 febbraio
1868.
L’Arno alla Casaccia
Strada fiorentina
Napoli
Bovi al carro
Stradina
Ritratto Abbati

Macchiaioli

  • 1.
    I Macchiaioli Realizzato da: Mo Federico Entra Liceo scientifico statale Charles Darwin Classe: 5e Anno scolastico 2005/2006 Esci
  • 2.
    I Macchiaioli Pittori In generale Galleria
  • 3.
    IL movimento deiMacchiaioli Contesto storico: Nella caotica situazione politica e istituzionale dell’Italia preunitaria, sussistono ancora le tre grandi aree d’influenza politica previste nel 1815 dal congresso di Vienna. A Nord il Regno Lombardo Veneto è infatti sotto il controllo austriaco, come anche il Gran Ducato di Toscana; Al centro vige il potere temporale dei papi; Al Sud il Regno delle Due Sicilie è sempre in mano ai Borboni.
  • 4.
    …in Toscana… Solo ilGran Ducato di Toscana vive una propria autonomia politica e culturale: infatti il granduca Leopoldo II garantisce ai suoi sudditi un governo moderato e non eccessivamente repressivo. Firenze pertanto è una delle capitali culturali più libere e attive d’Italia, punto di riferimento sicuro e stimolante per tutti gli artisti e perseguitati politici costretti al silenzio e alla fuga dagli altri Governi.
  • 5.
    …Caffè Michelangelo… A Firenzesi forma così il movimento artistico più importante dell‘Ottocento, quello dei Macchiaioli: artisti, provenienti da ogni parte d'Italia, che si riunivano al Caffè Michelangelo (Michelangiolo) di Firenze in Via Larga fra il 1855 e il 1867 e propugnavano una pittura antiaccademica atta a riprodurre l'impressione del vero, volta a cogliere il senso più che l'apparenza delle cose, attraverso la tecnica abbreviata e diretta della macchia.
  • 6.
    La scuola dellamacchia… Questo movimento è l'unico che nel panorama del secolo meriti veramente il nome di scuola sia per la comunità di intenti che legava i componenti del gruppo provenienti da diverse regioni e tradizioni artistiche, sia per l'alta qualità complessiva dei risultati pittorici raggiunti. Il termine macchiaioli venne usato per la prima volta sulla gazzetta del popolo nel 1862.
  • 7.
    …scambi di idee… Inquesti tempi la saletta del Caffè Michelangelo in Via Larga oggi Via Cavour era affollata di giovani talenti e qui gli artisti amavano scambiarsi le proprie idee al di fuori di ogni regola scolastica ed accademica, in un atmosfera forse confusionaria ed irrequieta ma densa di stimoli e fermenti creativi.
  • 8.
    …Cecioni… L'arte di questipittori come la definì Adriano Cecioni teorico e critico del movimento, consisteva: "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri".
  • 9.
    …Martelli… Al suo ritornoda Parigi anche Il critico Diego Martelli,anima intellettuale del gruppo, nel corso di un importante conferenza sugli impressionisti fatta a Livorno nel 1879, parla del caffè Michelangelo ,descrivendolo come un luogo ricco di discussioni sui problemi dell'arte e di come la cultura figurativa locale si fosse diffusa, uscendo così dai limiti della provincia toscana internazionalizzandosi.
  • 10.
    …in cosa consiste… Ilmovimento dei Macchiaioli nasce di fatto nel 1856; affermando che la forma non esiste ma è creata dalla luce e che l'individuo vede tutto il mondo circostante attraverso forme non isolate dal contesto della natura quindi come macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di colore, perché la luce colpendo gli oggetti viene rinviata al nostro occhio come colore. Il colore, è per l'individuo l'unico modo di entrare a contatto con la realtà, che dovrà, per i macchiaioli essere restituita nel quadro come una composizione a macchie.
  • 11.
    …fino all’impressionismo… Da questateoria prende le mosse e viene influenzato il movimento degli impressionisti francesi nato ben più tardi ed informato delle nuove tendenze dalle frequenti visite a Parigi dei nostri artisti.
  • 12.
    …i teorici… Teoricidel gruppo sono Diego Martelli critico d'arte del movimento ed Adriano Cecioni che dettò le regole basilari dello "stile". A Telemaco Signorini è invece fatta risalire la proposta di assumere il nome "Macchiaioli” da parte dei pittori del movimento, che così facendo accettavano con ironia il termine usato in senso dispregiativo da parte della stampa del periodo.
  • 13.
    …esponenti… I principali esponentidi questo movimento sono: Serafino De Tivoli, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Nino Costa, Vito d'Ancona, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini. Per accedere ad alcuni fra questi torna a diap. 2
  • 14.
    I Pittori Macchiaioli •DiegoMartelli(teorico) •Telemaco Signorini •Giuseppe Abbati •Nino Costa •Adriano Cecioni •Giovanni Fattori
  • 15.
    Diego Martelli Lui e i macchiaioli opere
  • 16.
    La sua importanzanel movimento L’importanza del critico Diego Martelli per il movimento dei Macchiaioli è stata fondamentale. Personaggio molto dinamico, amico di molti pittori impressionisti francesi, Martelli riuscì a collegare le ricerche dei suoi amici pittori toscani con quanto di più innovativo avveniva in Francia. Di personalità anfitrionica, nella sua tenuta presso Castiglioncello ospitò diverse volte, nei periodi estivi, i pittori macchiaioli.
  • 17.
    Ritratto da Fattori In questo ritratto che gli dedica Fattori traspare tutto il sereno e rilassato clima estivo, con un linguaggio formale di grande sintesi ma di notevole espressività.
  • 18.
    Opere Pianuracon cavalli e soldati , D.Martelli
  • 19.
    Opere Ritratto, D.
  • 20.
  • 21.
  • 22.
    Vita Nasce a Firenzenel 1835 e lì vi muore nel 1901. Dopo aver frequentato la Scuola libera del Nudo all'Accademia fiorentina, e dopo aver dipinto dal vero con Borrani frequentò il caffè Michelangiolo. Fu il primo a illustrare le novità espressive della macchia e a interessarsi della pittura europea, che conobbe attraverso continui viaggi di studio.
  • 23.
    Vita Nel 1858 sireca a La Spezia alla ricerca di un ambiente visivo che gli rendesse più facile nel diretto rapporto con il "vero", la definizione di quel netto contrasto tra luce ed ombre capace di individuare la macchia come elemento grammaticale dell'opera. Dopo l'esperienza garibaldina del 1859, inizia il periodo di maggiore intransigenza macchiaiola, affiancata da Banti e Cabianca, durante un suggiorno in Liguria. Negli anni seguenti viaggiò molto in Europa, in particolare in Inghilterra e Francia.
  • 24.
    “Il bagno penalea Portoferraio” T. Signorini Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze
  • 25.
    “La primavera”T.Signorini 1870, olio su tela, cm.38x47.
  • 26.
    “La Sala delleAgitate a San Bonifazio in Firenze” T.Signorini 1865, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze.
  • 27.
    particolare “La toilette del mattino” T. Signorini
  • 28.
  • 29.
  • 30.
  • 31.
    Giuseppe Abbati Vita Opere
  • 32.
    I primi anni Nacquea Napoli, figlio del pittore Vincenzo, il 13-1-1836. Studiò a Venezia, all'Accademia, col Grigoletti. Ma ritornò a Napoli nel 1853. Qui lavorò con il padre fino alla spedizione dei Mille, alla quale partecipò perdendo un occhio nella battaglia del Volturno.
  • 33.
    Il contatto coni Macchiaioli Giunto a Firenze nel 1860, entrò subito nel vivo del movimento macchiaiolo, distinguendosi per alcuni "interni" delle chiese fiorentine, dipinti con una sobrietà di rapporti e un impianto solido di figure nell'architettura.
  • 34.
    Gli ultimi anni Nel1866 combattè di nuovo con le truppe di Giuseppe Garibaldi nel Trentino. Morì a Firenze, in seguito al morso del suo cane, idrofobo, il 21 febbraio 1868.
  • 35.
  • 36.
  • 37.
  • 38.
  • 39.
  • 40.

Editor's Notes