Laboratorio INCLUSIONE 
Conegliano 
8-15-22 novembre 2014 
PERCORSI ABILITANTI SPECIALI 
anno accademico 2014 – 2015 
PAS 
tutor 
dott.ssa Marta Marchi 
marga21.marta@gmail.com
Marta Marchi Università di Padova 
SCUOLA come COMUNITÀ INCLUSIVA 
ESCLUSIONE - rifiuto e delega MEDICALIZZAZIONE (deficit) anni ‘60 istituti e classi speciali INSERIMENTO – visione ingenua INTEGRAZIONE 517/1977 - tempo scuola e gestione della scuola 104/1992 - responsabilità di tutti – rete territoriale INCLUSIONE – legislazione sull’autonomia scolastica - POF scelte pedagogiche e modello culturale di riferimento COMPLESSITÀ CONFRONTO NEGOZIAZIONE SINTESI
Marta Marchi Università di Padova 
Scuola come comunità professionale e educativa Scuola centrata sull’apprendimento e sulla ricerca 
Elaborazione del curricolo verso la maggiore competenza e autonomia Caratteristica comunitaria: - Comunità di cura - Comunità di apprendimento - Comunità professionale - Comunità collegiale - Comunità inclusiva - Comunità di ricerca
Marta Marchi Università di Padova 
Scuola come ambiente di : APPRENDIMENTO COSTRUTTIVO NEGOZIAZIONE di SIGNIFICATI 
TRASFORMAZIONE della CLASSE – NUOVI RUOLI dell’INSEGNANTE
Quando si entra in relazione con i ragazzi, porre attenzione alla partecipazione creando condizioni e motivando a sentimenti attivi di appartenenza può cambiare il significato, il potere e gli effetti di qualsiasi tipo di intervento e relazione e, conseguentemente, la qualità stessa della vita. E tutto questo detiene ancor maggior rilevanza se ci accostiamo a persone con difficoltà particolari. 
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PARTECIPAZIONE
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Programma laboratorio 
8 novembre 2014 
Incontro 1 
Conoscere e Conoscersi per agire consapevolmente 
15 novembre 2014 Incontro 2 Riflettere e Progettare rete e sistema per aspirazioni inclusive 
22 novembre 2014 Incontro 3 Includo? interrogarsi e problematizzare 
recupero del lessico e dei concetti svolti a lezione
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15:00 – 16.00 
 breve presentazione del tutor, dei corsisti, del laboratorio 16:00 – 19:00 
Presentazione dei documenti e lettura individuale/ gruppo ragionata e successivamente studio cooperativo dei documenti: 
• circolari e note ministeriali, 
• articolo Valutare l’impegno verso l’inclusione: un repertorio multidimensionale, 
• Santi e Ghedin. 
• riferimento all’ Introduzione ICF: logica, lessico, valore per un apprendimento situato e partecipato (ICF-Classificazione Internazionale di Funzionamento, messo a punto dall’OMS) . 
• riferimento all’Index per l’inclusione 
 Organizzazione per gruppi
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15:00- 16:00 narrazione di sé e dell’identità del gruppo attraverso gli acronimi (es. POF PEI PDP CTI PAI CTS ICF BES …) e le parole chiave dei documenti. 16:00-19:00 studio cooperativo di nuovi documenti: PAI delle scuole PIANI di ZONA e ACCORDI di PROGRAMMA Doc. BES dell’Emilia Romagna Avvio della progettazione del PAI : cornice valoriale, struttura motivata e giustificata.
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15:00- 16:00 
confronto in plenaria sulle progettazioni fatte dai gruppi e riflessione comune 
16:00-18:00 
costruzione definitiva dei PAI 
18:00-19:00 
esposizione e condivisione dei lavori 
 restituzione autovalutazione (questionario)
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Lasciare impronte 
.. ossia lasciare traccia del percorso personale e di gruppo Utilizzare codici e linguaggi, narrazioni e diari nei formati e negli stili propri e adatti al tema TEST di AUTOVALUTAZIONE
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PAI? Quale? 
Elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il PAI fa parte. Non un documento per chi ha bisogni educativi speciali, ma uno strumento per una progettazione della propria offerta formativa in senso inclusivo. Sfondo e Fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni, le linee guida per un concreto impegno programmatico per l’inclusione, “ basato su una lettura attenta del grado di Inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie.”
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COME mi ORIENTO? OBIETTIVI del Laboratorio 
 uscire dai tre incontri con una struttura di pensiero da portare a scuola l’indomani, 
 pervenire ad un approccio unitario che si concentri sull’inclusione, ossia sull’agire per specificità progettando per tutti, 
 focalizzare domande che guidino la scuola a riconoscere e scegliere strategie e modalità per perseguire l’inclusione, Inclusione … come CULTURA POLITICA PRATICA
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PAI = dichiarazioni di impegni, strumento 
capace di raccogliere le priorità di cambiamento 
per sviluppare un progetto verso l’Inclusione. 
PAI? 
• Elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il PAI fa parte. 
• Non un documento per chi ha bisogni educativi speciali, ma uno strumento per una progettazione della propria offerta formativa in senso inclusivo. 
• Sfondo e fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni; le linee guida per un concreto impegno programmatico per l’inclusione, “ basato su una lettura attenta del grado di Inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie.” 
Consegna e obiettivo del Laboratorio Ideazione - progettazione - definizione della “cornice valoriale” del PAI
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STRUMENTI di riferimento 
Riferimento alla normativa internazionale e nazionale progettare per includere Riferimento all’ICF: disabilità come conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la condizione della salute di un individuo e i fattori personali e ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive. Riferimento alla Convenzione dei Diritti Infanzia Adolescenza autodeterminazione e progettazione universale (per tutti) Riferimento all’ Index per l’inclusione: rilevare, monitorare, valutare il grado di inclusività della scuola Considerazione della rete territoriale CTS (Centri Territoriali di Supporto) CTI (Centri Territoriali per l’Inclusione) Piani di zona
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Metodologia 
Simulazione reale 
Raccolta di esperienze 
Utilizzare il pensiero critico e divergente 
Dare valore, dare un peso e ponderare 
Lavorare per aspirazioni anziché per obiettivi 
Lavorare per impegni, “mettendoci la faccia” 
Adottare la logica del “possibile” di fronte al problema. Esempio: considerare per i ragazzi le performance e non le prove, considerare le competenze finali, il saper essere e stare in situazione
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Stimoli e suggestioni 
Nel pensare e realizzare il PAI: 
 dare valore alle parole chiave dei modelli e dei testi di riferimento, 
 essere capaci di mettere insieme esperienze diverse, 
 utilizzare il pensiero divergente (immaginare, il PAI, uno strumento divergente) 
 fare appello alla concretezza, non fumo di parola ma applicabilità 
 rendere visibili e documentabili le dichiarazioni, gli intenti 
 inserire indicatori che aiutino a valutare la realizzazione di quanto dichiarato 
 utilizzare i differenti linguaggi 
 trovare una veste grafica adatta
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VALUTAZIONE 
criteri: 
Lessico 
Relazioni 
Esperienze 
Pensiero divergente 
Concretezza 
Completezza 
Valutabilità
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Dalla logica descrittiva alla logica orientativa e regolativa per un impegno che si fonda sui valori e le aspirazioni
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Bibliografia Oltre alla bibliografia che avrete ricevuto nell’insegnamento di Pedagogia speciale 
• articolo Valutare l’impegno verso l’inclusione: un repertorio multidimensionale, Santi e Ghedin. 
• circolari e note ministeriali, 
• ICF: logica, lessico, valore per un apprendimento situato e partecipato. 
• Index per l’inclusione 
• Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 
• Altro, se necessario, anche interrogando web
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II PARTE 
Qualche approfondimento su : Partecipazione e Attività di pratica Acronimi e azioni relative Consegna materiali Normativa e testi di riferimento
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ATTIVITA’ 
CONDIZIONI DI SALUTE disturbo/malattia 
fattori contestuali ambientali 
personali 
Ffunzioni e strutture corporee 
Partecipazione 
ICF International Classification of Functioning (OMS)
NORMATIVA 
•Direttiva del 27 dicembre 2012 
(diritto alla personalizzazione dell’apprendimento) 
•Circolare Ministeriale 6 marzo 2013 n. 8 – indicazioni operative 
(riferimento alla legge 53/2003 - favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell’età evolutiva delle differenze e delle identità di ciascuno e della scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori)
CHI SONO I B.E.S. 
•Alunni con disabilità (LEGGE 104/92) 
•Alunni con D.S.A. (LEGGE 170/2010) 
•Alunni con svantaggio scolastico 
(C.M. 6 MARZO 2013)
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ANALISI DEGLI ASPETTI E DEI PRINCIPI CHE STANNO ALLA BASE DELLE NUOVE INDICAZIONI SUI BES 
ASPETTI CULTURALI DIVERSI 
INTEGRAZIONE 
INCLUSIONE 
ATTENZIONE RIVOLTA AL SOGGETTO CON DISABILITA’ PER IL SUO INSERIMENTO 
ATTENZIONE RIVOLTA AL CONTESTO SENZA TRASCURARE ATTENZIONI RICHIESTE DA PARTICOLARI DISABILITA’
Alunni con D.S.A. legge 170/2010 
•Alunni con diagnosi (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) 
•Non è previsto l’insegnante di sostegno 
•Documento/strumento di lavoro: P.D.P. 
redatto collegialmente entro 3 mesi dal protocollo della diagnosi
Alunni con disabilità legge 104/92 
•Alunni con certificazione 
•Art. 3 comma 3 indica lo stato di gravità 
•È prevista la figura dell’insegnante di sostegno 
•Documenti obbligatori: PEI-PDF redatti collegialmente e in collaborazione con l’equipe multidisciplinare
Alunni con svantaggio direttiva 27/2/2012, c.m. 06/03/2013 
•Alunni con A.D.H.D. (Deficit Attenzione e Iperattività) 
1% della popolazione scolastica , comorbilità * con uno o più disturbi dell’età evolutiva si possono applicare le misure della legge 170 
•Svantaggio socio culturale 
svantaggio socio-culturale (separazioni – lutti – malattie …) 
maltrattamenti, incuria, abusi, casa famiglia … 
•Borderline (DBP – disturbi della personalità, vissuto emozionale eccessivo) 
2,5 % della popolazione scolastica Q.I. tra 70-85 comorbilità con altri disturbi. 
* coesistenza di più patologie 
Piano Didattico Personalizzato
Considerazioni: 
•Lettura pedagogica dei bisogni di funzionamento 
•Valutazione pedagogica del funzionamento del bambino nel contesto 
•Didattica strutturalmente inclusiva per tutti, che sia metacognitiva, partecipativa, laboratoriale… 
•Individualizzazione e personalizzazione per tutti = differenziazione per tutti 
•È inclusiva la scuola che abbatte le barriere e rinforza i facilitatori per l’apprendimento e la partecipazione di tutti, tenendo conto delle diverse caratteristiche sociali, biologiche o culturali di ognuno.
Piano Annuale per l’Inclusività 
Tra le azioni strategiche per realizzare una “politica dell’inclusione” nelle singole scuole, la c.m.06/03/2013 n.8, indica la proposta di un PAI, riferito a tutti gli alunni con BES. 
Consiste in un documento che riassume una serie di impegni, finalizzati a migliorare l’azione educativa della scuola, indirizzata a tutti gli alunni che la frequentano. 
Buon lavoro
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PERCORSI ABILITANTI SPECIALI 
anno accademico 2014 – 2015 
Lavoro di gruppo (eterogeneo) Darsi un nome (utilizzando anche gli acronimi o le parole chiave) Un referente che invii una scheda di progetto prima dell’ultimo incontro Condivisione e consegna il 22 novembre

M marchi pas 2014_2015

  • 1.
    Laboratorio INCLUSIONE Conegliano 8-15-22 novembre 2014 PERCORSI ABILITANTI SPECIALI anno accademico 2014 – 2015 PAS tutor dott.ssa Marta Marchi marga21.marta@gmail.com
  • 2.
    Marta Marchi Universitàdi Padova SCUOLA come COMUNITÀ INCLUSIVA ESCLUSIONE - rifiuto e delega MEDICALIZZAZIONE (deficit) anni ‘60 istituti e classi speciali INSERIMENTO – visione ingenua INTEGRAZIONE 517/1977 - tempo scuola e gestione della scuola 104/1992 - responsabilità di tutti – rete territoriale INCLUSIONE – legislazione sull’autonomia scolastica - POF scelte pedagogiche e modello culturale di riferimento COMPLESSITÀ CONFRONTO NEGOZIAZIONE SINTESI
  • 3.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Scuola come comunità professionale e educativa Scuola centrata sull’apprendimento e sulla ricerca Elaborazione del curricolo verso la maggiore competenza e autonomia Caratteristica comunitaria: - Comunità di cura - Comunità di apprendimento - Comunità professionale - Comunità collegiale - Comunità inclusiva - Comunità di ricerca
  • 4.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Scuola come ambiente di : APPRENDIMENTO COSTRUTTIVO NEGOZIAZIONE di SIGNIFICATI TRASFORMAZIONE della CLASSE – NUOVI RUOLI dell’INSEGNANTE
  • 5.
    Quando si entrain relazione con i ragazzi, porre attenzione alla partecipazione creando condizioni e motivando a sentimenti attivi di appartenenza può cambiare il significato, il potere e gli effetti di qualsiasi tipo di intervento e relazione e, conseguentemente, la qualità stessa della vita. E tutto questo detiene ancor maggior rilevanza se ci accostiamo a persone con difficoltà particolari. Marta Marchi Università di Padova PARTECIPAZIONE
  • 6.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Programma laboratorio 8 novembre 2014 Incontro 1 Conoscere e Conoscersi per agire consapevolmente 15 novembre 2014 Incontro 2 Riflettere e Progettare rete e sistema per aspirazioni inclusive 22 novembre 2014 Incontro 3 Includo? interrogarsi e problematizzare recupero del lessico e dei concetti svolti a lezione
  • 7.
    Marta Marchi Universitàdi Padova 15:00 – 16.00  breve presentazione del tutor, dei corsisti, del laboratorio 16:00 – 19:00 Presentazione dei documenti e lettura individuale/ gruppo ragionata e successivamente studio cooperativo dei documenti: • circolari e note ministeriali, • articolo Valutare l’impegno verso l’inclusione: un repertorio multidimensionale, • Santi e Ghedin. • riferimento all’ Introduzione ICF: logica, lessico, valore per un apprendimento situato e partecipato (ICF-Classificazione Internazionale di Funzionamento, messo a punto dall’OMS) . • riferimento all’Index per l’inclusione  Organizzazione per gruppi
  • 8.
    Marta Marchi Universitàdi Padova 15:00- 16:00 narrazione di sé e dell’identità del gruppo attraverso gli acronimi (es. POF PEI PDP CTI PAI CTS ICF BES …) e le parole chiave dei documenti. 16:00-19:00 studio cooperativo di nuovi documenti: PAI delle scuole PIANI di ZONA e ACCORDI di PROGRAMMA Doc. BES dell’Emilia Romagna Avvio della progettazione del PAI : cornice valoriale, struttura motivata e giustificata.
  • 9.
    Marta Marchi Universitàdi Padova 15:00- 16:00 confronto in plenaria sulle progettazioni fatte dai gruppi e riflessione comune 16:00-18:00 costruzione definitiva dei PAI 18:00-19:00 esposizione e condivisione dei lavori  restituzione autovalutazione (questionario)
  • 10.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Lasciare impronte .. ossia lasciare traccia del percorso personale e di gruppo Utilizzare codici e linguaggi, narrazioni e diari nei formati e negli stili propri e adatti al tema TEST di AUTOVALUTAZIONE
  • 11.
    Marta Marchi Universitàdi Padova PAI? Quale? Elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il PAI fa parte. Non un documento per chi ha bisogni educativi speciali, ma uno strumento per una progettazione della propria offerta formativa in senso inclusivo. Sfondo e Fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni, le linee guida per un concreto impegno programmatico per l’inclusione, “ basato su una lettura attenta del grado di Inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie.”
  • 12.
    Marta Marchi Universitàdi Padova COME mi ORIENTO? OBIETTIVI del Laboratorio  uscire dai tre incontri con una struttura di pensiero da portare a scuola l’indomani,  pervenire ad un approccio unitario che si concentri sull’inclusione, ossia sull’agire per specificità progettando per tutti,  focalizzare domande che guidino la scuola a riconoscere e scegliere strategie e modalità per perseguire l’inclusione, Inclusione … come CULTURA POLITICA PRATICA
  • 13.
    Marta Marchi Universitàdi Padova PAI = dichiarazioni di impegni, strumento capace di raccogliere le priorità di cambiamento per sviluppare un progetto verso l’Inclusione. PAI? • Elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il PAI fa parte. • Non un documento per chi ha bisogni educativi speciali, ma uno strumento per una progettazione della propria offerta formativa in senso inclusivo. • Sfondo e fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni; le linee guida per un concreto impegno programmatico per l’inclusione, “ basato su una lettura attenta del grado di Inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie.” Consegna e obiettivo del Laboratorio Ideazione - progettazione - definizione della “cornice valoriale” del PAI
  • 14.
    Marta Marchi Universitàdi Padova STRUMENTI di riferimento Riferimento alla normativa internazionale e nazionale progettare per includere Riferimento all’ICF: disabilità come conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la condizione della salute di un individuo e i fattori personali e ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive. Riferimento alla Convenzione dei Diritti Infanzia Adolescenza autodeterminazione e progettazione universale (per tutti) Riferimento all’ Index per l’inclusione: rilevare, monitorare, valutare il grado di inclusività della scuola Considerazione della rete territoriale CTS (Centri Territoriali di Supporto) CTI (Centri Territoriali per l’Inclusione) Piani di zona
  • 15.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Metodologia Simulazione reale Raccolta di esperienze Utilizzare il pensiero critico e divergente Dare valore, dare un peso e ponderare Lavorare per aspirazioni anziché per obiettivi Lavorare per impegni, “mettendoci la faccia” Adottare la logica del “possibile” di fronte al problema. Esempio: considerare per i ragazzi le performance e non le prove, considerare le competenze finali, il saper essere e stare in situazione
  • 16.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Stimoli e suggestioni Nel pensare e realizzare il PAI:  dare valore alle parole chiave dei modelli e dei testi di riferimento,  essere capaci di mettere insieme esperienze diverse,  utilizzare il pensiero divergente (immaginare, il PAI, uno strumento divergente)  fare appello alla concretezza, non fumo di parola ma applicabilità  rendere visibili e documentabili le dichiarazioni, gli intenti  inserire indicatori che aiutino a valutare la realizzazione di quanto dichiarato  utilizzare i differenti linguaggi  trovare una veste grafica adatta
  • 17.
    Marta Marchi Universitàdi Padova VALUTAZIONE criteri: Lessico Relazioni Esperienze Pensiero divergente Concretezza Completezza Valutabilità
  • 18.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Dalla logica descrittiva alla logica orientativa e regolativa per un impegno che si fonda sui valori e le aspirazioni
  • 19.
    Marta Marchi Universitàdi Padova Bibliografia Oltre alla bibliografia che avrete ricevuto nell’insegnamento di Pedagogia speciale • articolo Valutare l’impegno verso l’inclusione: un repertorio multidimensionale, Santi e Ghedin. • circolari e note ministeriali, • ICF: logica, lessico, valore per un apprendimento situato e partecipato. • Index per l’inclusione • Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza • Altro, se necessario, anche interrogando web
  • 20.
    Marta Marchi Universitàdi Padova II PARTE Qualche approfondimento su : Partecipazione e Attività di pratica Acronimi e azioni relative Consegna materiali Normativa e testi di riferimento
  • 21.
    Marta Marchi Universitàdi Padova ATTIVITA’ CONDIZIONI DI SALUTE disturbo/malattia fattori contestuali ambientali personali Ffunzioni e strutture corporee Partecipazione ICF International Classification of Functioning (OMS)
  • 22.
    NORMATIVA •Direttiva del27 dicembre 2012 (diritto alla personalizzazione dell’apprendimento) •Circolare Ministeriale 6 marzo 2013 n. 8 – indicazioni operative (riferimento alla legge 53/2003 - favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell’età evolutiva delle differenze e delle identità di ciascuno e della scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori)
  • 23.
    CHI SONO IB.E.S. •Alunni con disabilità (LEGGE 104/92) •Alunni con D.S.A. (LEGGE 170/2010) •Alunni con svantaggio scolastico (C.M. 6 MARZO 2013)
  • 24.
    Marta Marchi Universitàdi Padova ANALISI DEGLI ASPETTI E DEI PRINCIPI CHE STANNO ALLA BASE DELLE NUOVE INDICAZIONI SUI BES ASPETTI CULTURALI DIVERSI INTEGRAZIONE INCLUSIONE ATTENZIONE RIVOLTA AL SOGGETTO CON DISABILITA’ PER IL SUO INSERIMENTO ATTENZIONE RIVOLTA AL CONTESTO SENZA TRASCURARE ATTENZIONI RICHIESTE DA PARTICOLARI DISABILITA’
  • 25.
    Alunni con D.S.A.legge 170/2010 •Alunni con diagnosi (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) •Non è previsto l’insegnante di sostegno •Documento/strumento di lavoro: P.D.P. redatto collegialmente entro 3 mesi dal protocollo della diagnosi
  • 28.
    Alunni con disabilitàlegge 104/92 •Alunni con certificazione •Art. 3 comma 3 indica lo stato di gravità •È prevista la figura dell’insegnante di sostegno •Documenti obbligatori: PEI-PDF redatti collegialmente e in collaborazione con l’equipe multidisciplinare
  • 29.
    Alunni con svantaggiodirettiva 27/2/2012, c.m. 06/03/2013 •Alunni con A.D.H.D. (Deficit Attenzione e Iperattività) 1% della popolazione scolastica , comorbilità * con uno o più disturbi dell’età evolutiva si possono applicare le misure della legge 170 •Svantaggio socio culturale svantaggio socio-culturale (separazioni – lutti – malattie …) maltrattamenti, incuria, abusi, casa famiglia … •Borderline (DBP – disturbi della personalità, vissuto emozionale eccessivo) 2,5 % della popolazione scolastica Q.I. tra 70-85 comorbilità con altri disturbi. * coesistenza di più patologie Piano Didattico Personalizzato
  • 30.
    Considerazioni: •Lettura pedagogicadei bisogni di funzionamento •Valutazione pedagogica del funzionamento del bambino nel contesto •Didattica strutturalmente inclusiva per tutti, che sia metacognitiva, partecipativa, laboratoriale… •Individualizzazione e personalizzazione per tutti = differenziazione per tutti •È inclusiva la scuola che abbatte le barriere e rinforza i facilitatori per l’apprendimento e la partecipazione di tutti, tenendo conto delle diverse caratteristiche sociali, biologiche o culturali di ognuno.
  • 31.
    Piano Annuale perl’Inclusività Tra le azioni strategiche per realizzare una “politica dell’inclusione” nelle singole scuole, la c.m.06/03/2013 n.8, indica la proposta di un PAI, riferito a tutti gli alunni con BES. Consiste in un documento che riassume una serie di impegni, finalizzati a migliorare l’azione educativa della scuola, indirizzata a tutti gli alunni che la frequentano. Buon lavoro
  • 32.
    Marta Marchi Universitàdi Padova PERCORSI ABILITANTI SPECIALI anno accademico 2014 – 2015 Lavoro di gruppo (eterogeneo) Darsi un nome (utilizzando anche gli acronimi o le parole chiave) Un referente che invii una scheda di progetto prima dell’ultimo incontro Condivisione e consegna il 22 novembre