La sperimentazione
2018/19 Firenze
Profilo di Funzionamento ICF ispirato, nuovo PEI e modalità
di supporto alla scuola delle UVM
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana
Direzione Generale
Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di
«Inclusione Scolastica»
Tutto ha inizio dal……GLHP Firenze
Composizione
Dirigente Tecnico USR Toscana
Personale UST Firenze
3 Dirigenti Scolastici
3 Docenti
Rappresentanti di:
• ASL
• Città metropolitana
• Comune capoluogo
• Associazioni delle persone
diversamente abili
Inizia uno studio sul
DLgs 66/2017 Norme per
la promozione dell’inclusione
scolastica degli studenti con
disabilità
LABORATORIO SPERIMENTALE ISTRUZIONE-SALUTE
Firenze
Attività di confronto sulle pratiche, sui punti di forza e di debolezza del lavoro comune del sistema
istruzione e salute in riferimento a situazioni di disabilità certificata e di disagio degli studenti/esse.
Nota Ufficio V ambito Territoriale
Firenze n. 2464 del 18 aprile 2018
E’ prevista una modalità di lavoro di tipo laboratoriale in piccolo gruppo composto da esperti/operatori
qualificati scelti tra il personale del sistema istruzione e salute che operano nella provincia di Firenze
numericamente paritario (9 componenti sistema istruzione e 9 componenti sistema salute)
Effetti sul lavoro degli operatori del sistema istruzione e salute delle novità
introdotte dal DLgs. 66/2017, con particolare riferimento agli artt. 5, 6, 7 e 19.
Art.5 Commissioni mediche . Modifiche alla legge 5 febbraio 1992 n. 104
Art 6 Progetto individuale
Art 7 Piano Educativo Individualizzato –
comma 1 : profilo di funzionamento
comma 2: PEI
Art 19 Le disposizioni di cui all’art. 7 comma 1 si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2019 e quelle di cui al comma 2 dall’a.s 2019/2020
Incontri separarti ASL e Scuola
per la definizione teorica dei
modelli
SPERIMENTAZIONE Nota Ufficio V ambito
Territoriale Firenze n. 4461 del 25 luglio 2018
Assunzione di responsabilità e collaborazione
Definizioni di linee di indirizzo per la messa a punto di una proposta per garantire
il supporto della ASL nella definizione del PEI
definizione di un nuovo modello di PEI
Definizione di un modello di profilo di funzionamento ICF orientato
Individuazione delle scuole da coinvolgere nella sperimentazione
Cosa fanno le scuole individuate per la
sperimentazione
 Adottano le linee di indirizzo;
 Individuano gli alunni (max due) e il neuropsichiatra di riferimento;
 Individuano un docente che collaborerà con l’AUSL per la definizione del
profilo di funzionamento
 Usano il nuovo modello PEI con la sola eccezione che, per questo a.s, sarà
controfirmato dalla famiglia e dal membro dell’equipe multidisciplinare
 Per tutti gli altri alunni, non inclusi nella sperimentazione, non sono
previste modifiche rispetto alle procedere adottate negli anni scolastici
passati
Ambito n Istituto Comune
1 IC le Cure Firenze
2 IC Oltrarno Firenze
3 IC Puccini Firenze
4 IC Guicciardini Firenze
5
IC Centro Storico
Pesatlozzi Firenze
6 IIS Cellini Firenze
7 Liceo Pascoli Firenze
8
IIS SALVEMINI Duca
D'Aosta Firenze
9 IIS L da Vinci Firenze
10 IC Pontassieve Pontassieve
11 IC Scarperia San Piero Scarperia San Piero
12 IC Borgo San Lorenzo Borgo San Lorenzo
Firenze
MugelloValdarno
eValdisieve
Ambito n Istituto Comune
13 IC Scandicci Pratolini Scandicci
14 IC Scandicci Spinelli Scandicci
15 IC Signa Signa
16 IC Sesto Fiorentino 1 Sesto fiorentino
17 IC Greve Greve
18 IC Galluzzo Galluzzo
19 IC Figline Filine Valdarno
20 IC Don Milani Tavarnelle Val di pesa
21 IC Primo Levi Impruneta
22 IIS Gobetti Volta Bagno a Ripoli
23 IC Montespertoli Montespertoli
24 DD Empoli 1 Empoli
25 Liceo Virgilio Empoli
FirenzeNordovestFirenzeSudEstEmpoli
Alunni
32
La parola ai testimoni…..
 L’esperienza in un istituto comprensivo
(IC Guicciardini Firenze – prof.ssa Stefania Di Prima)
 L’esperienza in un Istituto di istruzione superiore
(IIS Virgilio Empoli – DS Filomena Palmesano)
 I rapporti con ASL ed ente locale
(IC Figline Valdarno– DS Barbara Bucciolini)
 La ricaduta in questo a.s con il coinvolgimento dei Poli dell’inclusione (IC Pontassieve – Polo
Inclusine Ambito 5 - DS Tiziana Torri)
Modello PEI sperimentato nella scuola secondaria di 1°
E’ pratico e
concreto
Focalizzato sulle
buone pratiche
didattico - educative
campo in cui opera
l’insegnante
PERCHÉ È UN BUON PEI
PUNTI DI FORZA
Strutturato nella compilazione e di facile lettura;
Diviso per aree e/o discipline è finalizzato alla costruzione di obiettivi percorribili di attività
concrete e individualizzate sull’alunno tenendo conto del contesto e delle risorse;
Prevede una breve descrizione delle attività, ciò ci dice sia cosa sia come usiamo e gestiamo
attività utili e metodi di lavoro nel contesto;
Il lessico riprende le indicazioni Ministeriali (conoscenze - abilità - competenze) ciò ci dice da
dove partire, dove siamo diretti e ci fa capire quando siamo arrivati;
Centrato sull’individuo: parte dalle sue capacità iniziali e individua la zona prossimale di sviluppo;
Ricco di spunti (strategie, metodologie, verifiche e valutazione);
n. 2 alunni
(a.s. 2018/19)
Percorso curriculare ad obiettivi minimi  classe 2°
 disabilità intellettiva lieve e spettro autistico
 11h sostegno + 9h educatore
 Liceo Artistico
Percorso differenziato  classe 1°
 Ritardo mentale grave F.72
 9h sostegno + 18h educatore
 Liceo Linguistico
SCELTA  ponderata – varia - concordata con la neuropsichiatria e i
docenti di sostegno
Modello PEI sperimentato nella scuola secondaria di 2°
Campi di compilazione MODELLO P.E.I.
1. DATI ANAGRAFICI
2. DATI DI COMPILAZIONE
3. CURRICULUM SCOLASTICO
4. DATI DI FREQUENZA
5. PROGRAMMAZIONE SCELTA
6. COMPETENZE CHIAVE
7. PROGETTI PLURIDISCIPLINARI
8. AREE DISCIPLINARI
9. SOTTOSCRIZIONE
Sperimentazione
DLgs n.66/2017
«Sottogruppo H, UST FI»
Campi di compilazione MODELLO P.E.I.
1. DATI ANAGRAFICI 
2. DATI DI COMPILAZIONE 
3. CURRICULUM SCOLASTICO 
4. DATI DI FREQUENZA 
5. PROGRAMMAZIONE SCELTA 
6. COMPETENZE CHIAVE 
7. PROGETTI PLURIDISCIPLINARI 
8. AREE DISCIPLINARI 
9. SOTTOSCRIZIONE 
Campi di compilazione MODELLO P.E.I.
1. DATI ANAGRAFICI  nessun problema
2. DATI DI COMPILAZIONE  nelle diagnosi ICD10 – ICF - niente
3. CURRICULUM SCOLASTICO  reperire informazioni pregresse (a regime)
4. DATI DI FREQUENZA  campo importante da compilare con cura
5. PROGRAMMAZIONE SCELTA  - compilare con attenzione
- famiglia sottoscrizione differenziato
1. 6. COMPETENZE CHIAVE  - da aggiornare al 2018
- non congruente con programmazioni disciplinari docenti curriculari
- «pesano» molto
Campi di compilazione MODELLO P.E.I.
6. COMPETENZE CHIAVE  - complessa definizione per
«Risultati di apprendimento attesi a lungo termine»
«Obiettivi specifici a breve termine (annuale)»
- il resto è strutturato e si compila bene
7. PROGETTI PLURIDISCIPLINARI  utile raccordo tra le varie attività
scolastiche ed extra-scolastiche
8. AREE DISCIPLINARI  aree/ambiti/campi da adattare al curriculo della scuola
strutturata - utile - guidata
non facilmente collegabile con le competenze chiave
9. SOTTOSCRIZIONE  a.s. 2018/19 TUTTI
Altre criticità del modello P.E.I. =
I.C.F. – PROFILO DI
FUNZIONAMENTO
• MANCANO I RIFERIMENTI ALL’ I.C.F.
• MANCA IL COLLEGAMENTO CON IL PROFILO DI
FUNZIONAMENTO
• MANCATA LA COLLABORAZIONE CON A.S.L. DI
RIFERIMENTO
 NON PRONTI CON LA LORO
MODULISTICA
Altre criticità del modello P.E.I. =
VERIFICA E VALUTAZIONE
FINALE
• RESOCONTO DELLE ATTIVITA’ SVOLTE
• DIFFICOLTA’ INCONTRATE
• DESCRIZIONE DELLE MODALITA' DI LAVORO E DI INTERAZIONE
CON GLI INSEGNANTI E IL GRUPPO CLASSE
• TIPOLOGIA DI FREQUENZA
• VERIFICA FINALE PER AREA DISCIPLINARE
• IPOTESI PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO: OBIETTIVI
GENERALI PREVISTI – FREQUENZA – PROGRAMMAZIONE - PROGETTI –
TRASPORTI – ARREDI -AUSILI
RICHIESTA ORE PER IL
PROSSIMO A.S.
SOGGETTI COINVOLTI
Dirigente Scolastico
Funzione strumentale dell’area Diversabilità
Docente di sostegno dell’alunno
Neuropsichiatra di riferimento
Specialisti dell’equipe multidisciplinare
Servizi sociali
Famiglia
Rapporti di collaborazione tra Asl – Ente locale - Scuola
Punti di forza
Comunicazione fluida e costante fra scuola, famiglia e ASL.
Rispetto delle competenze e dei ruoli anche nell’ottica di una reciproca fiducia
Condivisione puntuale e tempestiva delle informazioni relativi ai processi di
crescita dell’alunno/a diversamente abile
Cura della documentazione con particolare riferimento ai passaggi fra i diversi
ordini di scuola per una programmazione degli interventi più efficace, attuando il
protocollo interno della scuola sui passaggi di ordine.
Costruzione di un percorso condiviso di intervento educativo e sanitario che
favorisca il processo di progressiva inclusione non solo a scuola.
Punti di criticità e/o di riflessione
La redazione del profilo di funzionamento ha richiesto tempi piuttosto lunghi.
 La lettura del profilo di funzionamento non è stata molto agevole poiché declinata
secondo una numerazione che si riferisce agli indicatori ICF(Classificazione internazionale del
funzionamento, della disabilità e della salute, International Classification of Functioning, Disability and Health)
La comunicazione con la famiglia richiede sensibilità e accortezza per instaurare o
non interrompere il flusso relazionale fra tutti i soggetti coinvolti: riflettere sulla
opportunità/necessità della presenza di scuola, ASL servizi sociali ad incontri
programmati con le famiglie
In tutte le fasi della sperimentazione è emersa la necessità di individuare una
figura stabile di raccordo e coordinamento con la scuola per l’elaborazione del
PEI
Si è inoltre evidenziato che occorre definire le modalità di lavoro, insomma
un protocollo, fra scuola e ASL e informare in modo chiaro le famiglie perché
il processo di inclusione proceda appieno.
a.s 2019/20
• le Istituzioni Scolastiche utilizzeranno il modello PEI attualmente in uso oppure
potranno usare il modello “testato” nella sperimentazione 2018/2019 ed
aggiornato in base all’incontro finale di verifica
• Incontri per ambiti territoriali tra dirigenti e neuropsichiatri di riferimento per
definire le forma di collaborazione e partecipazione e per condividere i modelli da
adottare
Il materiale è reperibile nell’area dedicata del sito dell’Ufficio V – Ambito Territoriale di Firenze
https://supportoautonomia.csa.fi.it/Temi/Integrazione/tabid/201/Default.aspx
Protocollo d’intesa … in via di definizione
• Inglobare nel PTOF triennale di istituto l’operatività di questo nuovo strumento di lavoro
• Fissare il calendario dei PEI in ogni istituto entro il 30 novembre e aprire un confronto sulla gestione
dei PEI negli Istituti (presenza del consiglio di classe o del team docenti al completo)
• Per ogni Istituto si stabilisce che è il Referente per l’inclusione o la FS di istituto sull’handicap che
partecipa a tutte le riunioni PEI e a quelle previste per il Profilo di funzionamento su invito ASL.
Verrà altresì individuato un referente ASL come riferimento per le scuole in caso di segnalazioni
urgenti o di necessità
• Definizione delle caratteristiche degli alunni per i quali risulta indispensabile l’invito alla stesura del
PEI dell’unità Multidisciplinare (art. 7 Dlgs 66/17)
• Condividere e controllare la necessaria documentazione che l’ASL dovrà elaborare e produrre per un
maggiore controllo degli organici
• Tenere i necessari rapporti operativi con la Scuola Polo della formazione per la segnalazione di esigenze
formative del personale coinvolgendo i NPI ASL
• Coinvolgere le famiglie attraverso le loro associazioni e le rappresentanze dei Consigli di istituto sui
cambiamenti in atto in materia di inclusione. Già programmata una giornata per il 23 novembre
• Resta da definire concretamente il rapporto con gli Enti locali e i servizi sociali per la predisposizione del
Progetto Individuale. Comunque già nel mese di Giugno 2019 era stato promosso un apposito incontro
presso la sala consiliare del Comune di Pontassieve.

sperimentazione 2018/2019 firenze

  • 1.
    La sperimentazione 2018/19 Firenze Profilodi Funzionamento ICF ispirato, nuovo PEI e modalità di supporto alla scuola delle UVM Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Direzione Generale Gruppo di Coordinamento Regionale in materia di «Inclusione Scolastica»
  • 2.
    Tutto ha iniziodal……GLHP Firenze Composizione Dirigente Tecnico USR Toscana Personale UST Firenze 3 Dirigenti Scolastici 3 Docenti Rappresentanti di: • ASL • Città metropolitana • Comune capoluogo • Associazioni delle persone diversamente abili Inizia uno studio sul DLgs 66/2017 Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità
  • 3.
    LABORATORIO SPERIMENTALE ISTRUZIONE-SALUTE Firenze Attivitàdi confronto sulle pratiche, sui punti di forza e di debolezza del lavoro comune del sistema istruzione e salute in riferimento a situazioni di disabilità certificata e di disagio degli studenti/esse. Nota Ufficio V ambito Territoriale Firenze n. 2464 del 18 aprile 2018 E’ prevista una modalità di lavoro di tipo laboratoriale in piccolo gruppo composto da esperti/operatori qualificati scelti tra il personale del sistema istruzione e salute che operano nella provincia di Firenze numericamente paritario (9 componenti sistema istruzione e 9 componenti sistema salute)
  • 4.
    Effetti sul lavorodegli operatori del sistema istruzione e salute delle novità introdotte dal DLgs. 66/2017, con particolare riferimento agli artt. 5, 6, 7 e 19. Art.5 Commissioni mediche . Modifiche alla legge 5 febbraio 1992 n. 104 Art 6 Progetto individuale Art 7 Piano Educativo Individualizzato – comma 1 : profilo di funzionamento comma 2: PEI Art 19 Le disposizioni di cui all’art. 7 comma 1 si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2019 e quelle di cui al comma 2 dall’a.s 2019/2020 Incontri separarti ASL e Scuola per la definizione teorica dei modelli SPERIMENTAZIONE Nota Ufficio V ambito Territoriale Firenze n. 4461 del 25 luglio 2018
  • 5.
    Assunzione di responsabilitàe collaborazione Definizioni di linee di indirizzo per la messa a punto di una proposta per garantire il supporto della ASL nella definizione del PEI definizione di un nuovo modello di PEI Definizione di un modello di profilo di funzionamento ICF orientato Individuazione delle scuole da coinvolgere nella sperimentazione
  • 6.
    Cosa fanno lescuole individuate per la sperimentazione  Adottano le linee di indirizzo;  Individuano gli alunni (max due) e il neuropsichiatra di riferimento;  Individuano un docente che collaborerà con l’AUSL per la definizione del profilo di funzionamento  Usano il nuovo modello PEI con la sola eccezione che, per questo a.s, sarà controfirmato dalla famiglia e dal membro dell’equipe multidisciplinare  Per tutti gli altri alunni, non inclusi nella sperimentazione, non sono previste modifiche rispetto alle procedere adottate negli anni scolastici passati
  • 7.
    Ambito n IstitutoComune 1 IC le Cure Firenze 2 IC Oltrarno Firenze 3 IC Puccini Firenze 4 IC Guicciardini Firenze 5 IC Centro Storico Pesatlozzi Firenze 6 IIS Cellini Firenze 7 Liceo Pascoli Firenze 8 IIS SALVEMINI Duca D'Aosta Firenze 9 IIS L da Vinci Firenze 10 IC Pontassieve Pontassieve 11 IC Scarperia San Piero Scarperia San Piero 12 IC Borgo San Lorenzo Borgo San Lorenzo Firenze MugelloValdarno eValdisieve Ambito n Istituto Comune 13 IC Scandicci Pratolini Scandicci 14 IC Scandicci Spinelli Scandicci 15 IC Signa Signa 16 IC Sesto Fiorentino 1 Sesto fiorentino 17 IC Greve Greve 18 IC Galluzzo Galluzzo 19 IC Figline Filine Valdarno 20 IC Don Milani Tavarnelle Val di pesa 21 IC Primo Levi Impruneta 22 IIS Gobetti Volta Bagno a Ripoli 23 IC Montespertoli Montespertoli 24 DD Empoli 1 Empoli 25 Liceo Virgilio Empoli FirenzeNordovestFirenzeSudEstEmpoli Alunni 32
  • 8.
    La parola aitestimoni…..  L’esperienza in un istituto comprensivo (IC Guicciardini Firenze – prof.ssa Stefania Di Prima)  L’esperienza in un Istituto di istruzione superiore (IIS Virgilio Empoli – DS Filomena Palmesano)  I rapporti con ASL ed ente locale (IC Figline Valdarno– DS Barbara Bucciolini)  La ricaduta in questo a.s con il coinvolgimento dei Poli dell’inclusione (IC Pontassieve – Polo Inclusine Ambito 5 - DS Tiziana Torri)
  • 9.
    Modello PEI sperimentatonella scuola secondaria di 1° E’ pratico e concreto Focalizzato sulle buone pratiche didattico - educative campo in cui opera l’insegnante PERCHÉ È UN BUON PEI
  • 10.
    PUNTI DI FORZA Strutturatonella compilazione e di facile lettura; Diviso per aree e/o discipline è finalizzato alla costruzione di obiettivi percorribili di attività concrete e individualizzate sull’alunno tenendo conto del contesto e delle risorse; Prevede una breve descrizione delle attività, ciò ci dice sia cosa sia come usiamo e gestiamo attività utili e metodi di lavoro nel contesto; Il lessico riprende le indicazioni Ministeriali (conoscenze - abilità - competenze) ciò ci dice da dove partire, dove siamo diretti e ci fa capire quando siamo arrivati; Centrato sull’individuo: parte dalle sue capacità iniziali e individua la zona prossimale di sviluppo; Ricco di spunti (strategie, metodologie, verifiche e valutazione);
  • 11.
    n. 2 alunni (a.s.2018/19) Percorso curriculare ad obiettivi minimi  classe 2°  disabilità intellettiva lieve e spettro autistico  11h sostegno + 9h educatore  Liceo Artistico Percorso differenziato  classe 1°  Ritardo mentale grave F.72  9h sostegno + 18h educatore  Liceo Linguistico SCELTA  ponderata – varia - concordata con la neuropsichiatria e i docenti di sostegno Modello PEI sperimentato nella scuola secondaria di 2°
  • 12.
    Campi di compilazioneMODELLO P.E.I. 1. DATI ANAGRAFICI 2. DATI DI COMPILAZIONE 3. CURRICULUM SCOLASTICO 4. DATI DI FREQUENZA 5. PROGRAMMAZIONE SCELTA 6. COMPETENZE CHIAVE 7. PROGETTI PLURIDISCIPLINARI 8. AREE DISCIPLINARI 9. SOTTOSCRIZIONE Sperimentazione DLgs n.66/2017 «Sottogruppo H, UST FI»
  • 13.
    Campi di compilazioneMODELLO P.E.I. 1. DATI ANAGRAFICI  2. DATI DI COMPILAZIONE  3. CURRICULUM SCOLASTICO  4. DATI DI FREQUENZA  5. PROGRAMMAZIONE SCELTA  6. COMPETENZE CHIAVE  7. PROGETTI PLURIDISCIPLINARI  8. AREE DISCIPLINARI  9. SOTTOSCRIZIONE 
  • 14.
    Campi di compilazioneMODELLO P.E.I. 1. DATI ANAGRAFICI  nessun problema 2. DATI DI COMPILAZIONE  nelle diagnosi ICD10 – ICF - niente 3. CURRICULUM SCOLASTICO  reperire informazioni pregresse (a regime) 4. DATI DI FREQUENZA  campo importante da compilare con cura 5. PROGRAMMAZIONE SCELTA  - compilare con attenzione - famiglia sottoscrizione differenziato 1. 6. COMPETENZE CHIAVE  - da aggiornare al 2018 - non congruente con programmazioni disciplinari docenti curriculari - «pesano» molto
  • 15.
    Campi di compilazioneMODELLO P.E.I. 6. COMPETENZE CHIAVE  - complessa definizione per «Risultati di apprendimento attesi a lungo termine» «Obiettivi specifici a breve termine (annuale)» - il resto è strutturato e si compila bene 7. PROGETTI PLURIDISCIPLINARI  utile raccordo tra le varie attività scolastiche ed extra-scolastiche 8. AREE DISCIPLINARI  aree/ambiti/campi da adattare al curriculo della scuola strutturata - utile - guidata non facilmente collegabile con le competenze chiave 9. SOTTOSCRIZIONE  a.s. 2018/19 TUTTI
  • 16.
    Altre criticità delmodello P.E.I. = I.C.F. – PROFILO DI FUNZIONAMENTO • MANCANO I RIFERIMENTI ALL’ I.C.F. • MANCA IL COLLEGAMENTO CON IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO • MANCATA LA COLLABORAZIONE CON A.S.L. DI RIFERIMENTO  NON PRONTI CON LA LORO MODULISTICA
  • 17.
    Altre criticità delmodello P.E.I. = VERIFICA E VALUTAZIONE FINALE • RESOCONTO DELLE ATTIVITA’ SVOLTE • DIFFICOLTA’ INCONTRATE • DESCRIZIONE DELLE MODALITA' DI LAVORO E DI INTERAZIONE CON GLI INSEGNANTI E IL GRUPPO CLASSE • TIPOLOGIA DI FREQUENZA • VERIFICA FINALE PER AREA DISCIPLINARE • IPOTESI PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO: OBIETTIVI GENERALI PREVISTI – FREQUENZA – PROGRAMMAZIONE - PROGETTI – TRASPORTI – ARREDI -AUSILI RICHIESTA ORE PER IL PROSSIMO A.S.
  • 18.
    SOGGETTI COINVOLTI Dirigente Scolastico Funzionestrumentale dell’area Diversabilità Docente di sostegno dell’alunno Neuropsichiatra di riferimento Specialisti dell’equipe multidisciplinare Servizi sociali Famiglia Rapporti di collaborazione tra Asl – Ente locale - Scuola
  • 19.
    Punti di forza Comunicazionefluida e costante fra scuola, famiglia e ASL. Rispetto delle competenze e dei ruoli anche nell’ottica di una reciproca fiducia Condivisione puntuale e tempestiva delle informazioni relativi ai processi di crescita dell’alunno/a diversamente abile Cura della documentazione con particolare riferimento ai passaggi fra i diversi ordini di scuola per una programmazione degli interventi più efficace, attuando il protocollo interno della scuola sui passaggi di ordine. Costruzione di un percorso condiviso di intervento educativo e sanitario che favorisca il processo di progressiva inclusione non solo a scuola.
  • 20.
    Punti di criticitàe/o di riflessione La redazione del profilo di funzionamento ha richiesto tempi piuttosto lunghi.  La lettura del profilo di funzionamento non è stata molto agevole poiché declinata secondo una numerazione che si riferisce agli indicatori ICF(Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute, International Classification of Functioning, Disability and Health) La comunicazione con la famiglia richiede sensibilità e accortezza per instaurare o non interrompere il flusso relazionale fra tutti i soggetti coinvolti: riflettere sulla opportunità/necessità della presenza di scuola, ASL servizi sociali ad incontri programmati con le famiglie
  • 21.
    In tutte lefasi della sperimentazione è emersa la necessità di individuare una figura stabile di raccordo e coordinamento con la scuola per l’elaborazione del PEI Si è inoltre evidenziato che occorre definire le modalità di lavoro, insomma un protocollo, fra scuola e ASL e informare in modo chiaro le famiglie perché il processo di inclusione proceda appieno.
  • 22.
    a.s 2019/20 • leIstituzioni Scolastiche utilizzeranno il modello PEI attualmente in uso oppure potranno usare il modello “testato” nella sperimentazione 2018/2019 ed aggiornato in base all’incontro finale di verifica • Incontri per ambiti territoriali tra dirigenti e neuropsichiatri di riferimento per definire le forma di collaborazione e partecipazione e per condividere i modelli da adottare Il materiale è reperibile nell’area dedicata del sito dell’Ufficio V – Ambito Territoriale di Firenze https://supportoautonomia.csa.fi.it/Temi/Integrazione/tabid/201/Default.aspx
  • 23.
    Protocollo d’intesa …in via di definizione • Inglobare nel PTOF triennale di istituto l’operatività di questo nuovo strumento di lavoro • Fissare il calendario dei PEI in ogni istituto entro il 30 novembre e aprire un confronto sulla gestione dei PEI negli Istituti (presenza del consiglio di classe o del team docenti al completo) • Per ogni Istituto si stabilisce che è il Referente per l’inclusione o la FS di istituto sull’handicap che partecipa a tutte le riunioni PEI e a quelle previste per il Profilo di funzionamento su invito ASL. Verrà altresì individuato un referente ASL come riferimento per le scuole in caso di segnalazioni urgenti o di necessità • Definizione delle caratteristiche degli alunni per i quali risulta indispensabile l’invito alla stesura del PEI dell’unità Multidisciplinare (art. 7 Dlgs 66/17) • Condividere e controllare la necessaria documentazione che l’ASL dovrà elaborare e produrre per un maggiore controllo degli organici
  • 24.
    • Tenere inecessari rapporti operativi con la Scuola Polo della formazione per la segnalazione di esigenze formative del personale coinvolgendo i NPI ASL • Coinvolgere le famiglie attraverso le loro associazioni e le rappresentanze dei Consigli di istituto sui cambiamenti in atto in materia di inclusione. Già programmata una giornata per il 23 novembre • Resta da definire concretamente il rapporto con gli Enti locali e i servizi sociali per la predisposizione del Progetto Individuale. Comunque già nel mese di Giugno 2019 era stato promosso un apposito incontro presso la sala consiliare del Comune di Pontassieve.