A scuola di notte Spazi – tempi – modi dell’apprendere e del fare scuola   Nicoletta Lanciano Università di Roma “La Sapienza” Movimento di Cooperazione Educativa (M.C.E.) [email_address] www.mce-fimem.it
” Se le stelle fossero visibili da un solo luogo sulla Terra, la gente non smetterebbe mai di compiere pellegrinaggi sino a quel luogo per poterle osservare” (Seneca, Naturales Questiones) “ Oriundi tutti d’altronde  siamo del seme del cielo ” (Lucrezio)
 
Dall’atlante di Hevelius 1690
Il mito greco-latino della ninfa Callisto trasformata in Orsa da Era e in costellazione da Zeus Dai testi di Ovidio : - Le Metamorfosi, libro II - I fasti – libro II, v 153-192 Quadro di Poussin “ Callisto e Artemide” Il pensiero narrativo , la poesia dei testi antichi  I linguaggi delle arti “ pensare per storie” Bateson
Progetto astronomia e geometria in città fare scuola anche fuori dalle aule Ci autopresentiamo attraverso il racconto di un piacevole ricordo di  geometria   suscitato dall’osservazione dei mosaici nelle “Stanze degli ospiti” di Villa Adriana (Hospitalia)
Laboratorio di geometria trasformazioni geometriche e ricerca del  modulo minimo nei mosaici Letteratura I testi di M.Yourcenar
Gli spazi dell’esperienza MICRO MESO MACRO MEGA quaderni  aula  il Lazio la Terra cubetti  piazza   l’Europa le stelle guardo  guardo da  immagine immagino dall’esterno dentro mentale e percorro
Meridiane a tangente:   - S. Maria degli Angeli  con la luce - Piazza San Pietro  con l’ombra
Luce e ombra Gli aspetti simbolici e profondi Gli aspetti di ostacolo didattico  2 d  - 3 d Piccolo  - grande Le ombre al Sole – sguardo in terra – piatto – con le spalle al Sole La luce del Sole – sguardo in alto – verso la fonte di  luce
n el Pantheon il bello educa al bello il piacere di stare in uno spazio curvo tra cerchi cilindri e sfere
Dal festival della matematica –  Sir Michael Atiyah Hermann Weyl  1885-1955  “il mio lavoro ha sempre cercato di unire il bello e il vero e quando ho proprio duvuto scegliere l’uno o l’altro ho scelto il bello” Che co’è bello in matematica e come la bellezza si rapporta alla verità? Bellezza legata alle caratteristiche di eleganza chiarezza semplicità che controlla la complessità,  originalità e sorpresa profondità importanza La bellezza è dentro di noi La verità è fuori di noi La bellezza può essere una guida per capire qual è la verità
All’università seduti nel prato e sporcarsi, usare la colla, toccare la terra –  “era dalle elementari che non….” Comunicare un metodo, un modo di formarsi nel MCE riproponendo un laboratorio tra adulti
 
Mettersi in gioco in prima persona è reso possibile e facilitato dal - Sospendere il giudizio – non interpretare mai i contenuti emotivi - Ascolto - Imparare dagli errori propri e altrui e esplicitare, guardare, condividere le difficoltà
La pedagogia dell’ascolto dalla psicoanalisi - tramite Alessandra Ginzburg nel gruppo educazione e psicoanalisi del MCE – anni ’80 “ …in ogni atto di pensiero è inevitabile vivere anche un’emozione, così come in ogni emozione vi è sempre una forma di pensiero…” (AG) riferimento ad Ignacio Matte Blanco  -  revisione critica di Piaget Dall’ ascolto  (Lacan) anni ’70 - ‘80    Alla raccolta delle  ipotesi fantastiche   “ le particolari ipotesi che ogni bambino fa quando viene ascoltato, sull’origine e il significato dei fenomeni naturali o di tutti gli eventi largamente misteriosi che caratterizzano la realtà” (AG)    Alle  concezioni iniziali e non misconcezioni o concezioni alternative (a quelle scientifiche, adulte…) e non “errori”  Concezioni ostacolo le concezioni di chi apprende sono “relative”,  non esaustive, più o meno ricche
Il laboratorio adulto Fare esperienza diretta, su di sé:   per insegnare a scrivere mi cimento con la  pagina bianca, mi metto alla prova  con la mia scrittura La mancanza evidente di ciò, spesso è lamentata dagli allievi Il corpo a scuola – a scuola con il corpo: MCE anni ’70-’80    poi “ le neuroscienze hanno messo in evidenza che quando il corpo è in movimento con un preciso scopo, le due parti del cervello collaborano in modo efficace, la parte fantastica e creativa interagisce con quella riflessiva; gli apprendimenti sono potenziati”  (Bruna Campolmi – Teatro scommessa educativa)
Più aree cerebrali vengono attivate più si fissa la conoscenza Attivare tanti ricettori oltre la vista: le immagini dinamiche  sono da preferire rispetto a quelle statiche (figure disegnate) nel fare geometria… è essenziale averlo provato su di sè
 
E’ necessario  scegliere che cosa insegnare   Ma che cosa e come scegliere ? Scegliere in base a ciò che  si sa e si conosce In base a ciò che pensiamo  sia educativamente importante , che abbia senso in un certo contesto In base a ciò che  appassiona chi insegna
fare scuola nelle  aule  è un “accidente” della nostra cultura, e comunque non basta La natura La città Dalla presenza degli altri qui, tra noi, come allievi, come genitori e come insegnanti    la necessità di ripensare, anche in relazione a ciò, il nostro posto nel mondo Allargare lo sguardo da noi, al pianeta, al pianeta pensato da noi ma anche pensato da altri La carta Sud - Nord
Siamo su una sfera  con un Nord e un Sud  ma senza UN alto e UN basso
Una tecnica Freinet: la corrispondenza scolastica Un altro modo per aprire le porte delle aule,  per allargare lo spazio pensato e con cui si ha a che fare, per ampliare lo spazio educativo, per favorire l’incontro con altri che restano nella loro realtà.  Incontrare le possibilità comunicative delle lingue – incontrare altrE linguE Lo scambio sulle osservazioni astronomiche      ma anche i problemi delle miniere…
 
Cercare le radici Conoscere le proprie radici culturali è un passo per rispettare quelle altrui
le nostre radici sono nel cielo

Lanciano

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    A scuola dinotte Spazi – tempi – modi dell’apprendere e del fare scuola Nicoletta Lanciano Università di Roma “La Sapienza” Movimento di Cooperazione Educativa (M.C.E.) [email_address] www.mce-fimem.it
  • 2.
    ” Se lestelle fossero visibili da un solo luogo sulla Terra, la gente non smetterebbe mai di compiere pellegrinaggi sino a quel luogo per poterle osservare” (Seneca, Naturales Questiones) “ Oriundi tutti d’altronde siamo del seme del cielo ” (Lucrezio)
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    Il mito greco-latinodella ninfa Callisto trasformata in Orsa da Era e in costellazione da Zeus Dai testi di Ovidio : - Le Metamorfosi, libro II - I fasti – libro II, v 153-192 Quadro di Poussin “ Callisto e Artemide” Il pensiero narrativo , la poesia dei testi antichi I linguaggi delle arti “ pensare per storie” Bateson
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    Progetto astronomia egeometria in città fare scuola anche fuori dalle aule Ci autopresentiamo attraverso il racconto di un piacevole ricordo di geometria suscitato dall’osservazione dei mosaici nelle “Stanze degli ospiti” di Villa Adriana (Hospitalia)
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    Laboratorio di geometriatrasformazioni geometriche e ricerca del modulo minimo nei mosaici Letteratura I testi di M.Yourcenar
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    Gli spazi dell’esperienzaMICRO MESO MACRO MEGA quaderni aula il Lazio la Terra cubetti piazza l’Europa le stelle guardo guardo da immagine immagino dall’esterno dentro mentale e percorro
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    Meridiane a tangente: - S. Maria degli Angeli con la luce - Piazza San Pietro con l’ombra
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    Luce e ombraGli aspetti simbolici e profondi Gli aspetti di ostacolo didattico 2 d - 3 d Piccolo - grande Le ombre al Sole – sguardo in terra – piatto – con le spalle al Sole La luce del Sole – sguardo in alto – verso la fonte di luce
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    n el Pantheonil bello educa al bello il piacere di stare in uno spazio curvo tra cerchi cilindri e sfere
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    Dal festival dellamatematica – Sir Michael Atiyah Hermann Weyl 1885-1955 “il mio lavoro ha sempre cercato di unire il bello e il vero e quando ho proprio duvuto scegliere l’uno o l’altro ho scelto il bello” Che co’è bello in matematica e come la bellezza si rapporta alla verità? Bellezza legata alle caratteristiche di eleganza chiarezza semplicità che controlla la complessità, originalità e sorpresa profondità importanza La bellezza è dentro di noi La verità è fuori di noi La bellezza può essere una guida per capire qual è la verità
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    All’università seduti nelprato e sporcarsi, usare la colla, toccare la terra – “era dalle elementari che non….” Comunicare un metodo, un modo di formarsi nel MCE riproponendo un laboratorio tra adulti
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    Mettersi in giocoin prima persona è reso possibile e facilitato dal - Sospendere il giudizio – non interpretare mai i contenuti emotivi - Ascolto - Imparare dagli errori propri e altrui e esplicitare, guardare, condividere le difficoltà
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    La pedagogia dell’ascoltodalla psicoanalisi - tramite Alessandra Ginzburg nel gruppo educazione e psicoanalisi del MCE – anni ’80 “ …in ogni atto di pensiero è inevitabile vivere anche un’emozione, così come in ogni emozione vi è sempre una forma di pensiero…” (AG) riferimento ad Ignacio Matte Blanco - revisione critica di Piaget Dall’ ascolto (Lacan) anni ’70 - ‘80  Alla raccolta delle ipotesi fantastiche “ le particolari ipotesi che ogni bambino fa quando viene ascoltato, sull’origine e il significato dei fenomeni naturali o di tutti gli eventi largamente misteriosi che caratterizzano la realtà” (AG)  Alle concezioni iniziali e non misconcezioni o concezioni alternative (a quelle scientifiche, adulte…) e non “errori” Concezioni ostacolo le concezioni di chi apprende sono “relative”, non esaustive, più o meno ricche
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    Il laboratorio adultoFare esperienza diretta, su di sé: per insegnare a scrivere mi cimento con la pagina bianca, mi metto alla prova con la mia scrittura La mancanza evidente di ciò, spesso è lamentata dagli allievi Il corpo a scuola – a scuola con il corpo: MCE anni ’70-’80  poi “ le neuroscienze hanno messo in evidenza che quando il corpo è in movimento con un preciso scopo, le due parti del cervello collaborano in modo efficace, la parte fantastica e creativa interagisce con quella riflessiva; gli apprendimenti sono potenziati” (Bruna Campolmi – Teatro scommessa educativa)
  • 18.
    Più aree cerebralivengono attivate più si fissa la conoscenza Attivare tanti ricettori oltre la vista: le immagini dinamiche sono da preferire rispetto a quelle statiche (figure disegnate) nel fare geometria… è essenziale averlo provato su di sè
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    E’ necessario scegliere che cosa insegnare Ma che cosa e come scegliere ? Scegliere in base a ciò che si sa e si conosce In base a ciò che pensiamo sia educativamente importante , che abbia senso in un certo contesto In base a ciò che appassiona chi insegna
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    fare scuola nelle aule è un “accidente” della nostra cultura, e comunque non basta La natura La città Dalla presenza degli altri qui, tra noi, come allievi, come genitori e come insegnanti  la necessità di ripensare, anche in relazione a ciò, il nostro posto nel mondo Allargare lo sguardo da noi, al pianeta, al pianeta pensato da noi ma anche pensato da altri La carta Sud - Nord
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    Siamo su unasfera con un Nord e un Sud ma senza UN alto e UN basso
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    Una tecnica Freinet:la corrispondenza scolastica Un altro modo per aprire le porte delle aule, per allargare lo spazio pensato e con cui si ha a che fare, per ampliare lo spazio educativo, per favorire l’incontro con altri che restano nella loro realtà. Incontrare le possibilità comunicative delle lingue – incontrare altrE linguE Lo scambio sulle osservazioni astronomiche  ma anche i problemi delle miniere…
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    Cercare le radiciConoscere le proprie radici culturali è un passo per rispettare quelle altrui
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    le nostre radicisono nel cielo