GIOCHI E GIOCATTOLI DEI NONNI LA NONNA E IL NONNO MI HANNO RACCONTATO La mia nonna giocava con le bambole fatte da lei con la stoffa, dentro ci metteva la semola e la testa la faceva con le pallucche di quercia, gli occhi e la bocca venivano fatti con i bottoni e i capelli con le pannocchie di granturco. Qualche volta le bambole le faceva anche con la pasta del pane che metteva poi nel forno a cuocere. Il nonno invece giocava con la palla fatta di stoffa con dentro la semola o con le biglie che erano fatte con il gesso o con il vetro. Giocavano anche con i cavallini di cartone o di legno con la bocca, il naso e gli occhi disegnati con il carbone. I camioncini li facevano con il legno con le ruotine di ferro o di legno. I giochi che faceva la nonna e il nonno erano il salto della fune, nascondino, campana, il tiro della piastrella, la corsa delle
ranocchie, il tiro delle biglie, chiapparella. Giocavano nel cortile di casa, nell'aia, nei campi o per la strada e quando pioveva nel capanno.
IL SALTO DELLA FUNE Due bambine tenevano la corda e uno saltava poi si scambiavano quando uno sbagliava.
NASCONDINO Quando giocavano a nascondino i nonni si nascondevano nelle cappanne e nei pagliai e di solito la tana si trovava dietro una pianta.
IL TIRO DELLA PIASTRELLA Il tiro alla piastrella si faceva in questo modo: c'era un bersaglio e si doveva tirare una piastrella e chi arrivava più vicino al bersaglio vinceva.
LA CORSA DELLE RANOCCHIE Prendevano le rane e le mettevano nelle carrette poi partivano spingendo la carretta e se durante il tragitto la rana saltava dovevano riprenderla e rimetterla nella carretta, vinceva chi arrivava primo al traguardo.
COSA FACEVANO I NONNI QUANDO ERANO PICCOLI Nonno Attilio mi ha raccontato che quando era piccolo doveva lavorare tutto il giorno. Abitava in campagna in un casolare insieme ai suoi genitori ed ai suoi cinque fratelli e una sorella. Avevano tanta terra da coltivare e tanti animali da far crescere. La mattina si alzava molto presto, prima del canto del gallo e ogni volta doveva fare tanta fatica per alzarsi. Aveva più o meno otto anni e doveva fare lavori anche faticosi e spesso non andava neppure a scuola per il troppo lavoro.
La domenica e i giorni festivi lavorava come gli altri giorni, in campagna a quei tempi divertirsi era una cosa rara. L'unica festa alla quale partecipava con i suoi amici e con la sua famiglia era San Martino a Sarteano. Questa festa si svolgeva a novembre e per la campagna era un periodo di poco lavoro. Per andare alla fiera il nonno faceva il bagno e si metteva l'abito per la festa. Altre volte, la domenica o i giorni di festa, la sera dopo cena alcune famiglie si ritrovavano tutte in una casa e “vegliavano”, giocavano a carte e bevevano un bicchiere di vino vicino al focolare.
LA NONNA…. La nonna il pomeriggio faceva i compiti, giocava al salto della fune, a nascondino e con le bambole. Dopo cena andava subito a letto perché aveva la luce che andava a petrolio. La domenica con le sue amiche andava a messa a piedi e durante la strada chiacchieravano, dopo mangiato giocava con le sue amiche, le sue sorelle e i suoi fratelli. I giorni festivi si riuniva con i parenti e facevano pranzo insieme e giocavano tutto il pomeriggio.
Un’altra nonna nel pomeriggio giocava nel cortile di casa, perché i genitori lavoravano in campagna, dopo pranzo era abituata a fare un riposino. Dopo cena d’inverno stava davanti al focolare a sgranare il granturco; d’estate invece si riunivano tutti quelli del vicinato e si mettevano a sedere sull’uscio di casa: i grandi chiacchieravano i piccoli giocavano alle belle statuine o ai quattro cantoni, oppure stavano vicino alle persone anziane che gli raccontavano delle favole.
In conclusione i nonni ci hanno detto che non avevano molti giochi, non avevano la televisione ma stavano molto bene.

I Nonni Raccontano

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    GIOCHI E GIOCATTOLIDEI NONNI LA NONNA E IL NONNO MI HANNO RACCONTATO La mia nonna giocava con le bambole fatte da lei con la stoffa, dentro ci metteva la semola e la testa la faceva con le pallucche di quercia, gli occhi e la bocca venivano fatti con i bottoni e i capelli con le pannocchie di granturco. Qualche volta le bambole le faceva anche con la pasta del pane che metteva poi nel forno a cuocere. Il nonno invece giocava con la palla fatta di stoffa con dentro la semola o con le biglie che erano fatte con il gesso o con il vetro. Giocavano anche con i cavallini di cartone o di legno con la bocca, il naso e gli occhi disegnati con il carbone. I camioncini li facevano con il legno con le ruotine di ferro o di legno. I giochi che faceva la nonna e il nonno erano il salto della fune, nascondino, campana, il tiro della piastrella, la corsa delle
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    ranocchie, il tirodelle biglie, chiapparella. Giocavano nel cortile di casa, nell'aia, nei campi o per la strada e quando pioveva nel capanno.
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    IL SALTO DELLAFUNE Due bambine tenevano la corda e uno saltava poi si scambiavano quando uno sbagliava.
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    NASCONDINO Quando giocavanoa nascondino i nonni si nascondevano nelle cappanne e nei pagliai e di solito la tana si trovava dietro una pianta.
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    IL TIRO DELLAPIASTRELLA Il tiro alla piastrella si faceva in questo modo: c'era un bersaglio e si doveva tirare una piastrella e chi arrivava più vicino al bersaglio vinceva.
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    LA CORSA DELLERANOCCHIE Prendevano le rane e le mettevano nelle carrette poi partivano spingendo la carretta e se durante il tragitto la rana saltava dovevano riprenderla e rimetterla nella carretta, vinceva chi arrivava primo al traguardo.
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    COSA FACEVANO INONNI QUANDO ERANO PICCOLI Nonno Attilio mi ha raccontato che quando era piccolo doveva lavorare tutto il giorno. Abitava in campagna in un casolare insieme ai suoi genitori ed ai suoi cinque fratelli e una sorella. Avevano tanta terra da coltivare e tanti animali da far crescere. La mattina si alzava molto presto, prima del canto del gallo e ogni volta doveva fare tanta fatica per alzarsi. Aveva più o meno otto anni e doveva fare lavori anche faticosi e spesso non andava neppure a scuola per il troppo lavoro.
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    La domenica ei giorni festivi lavorava come gli altri giorni, in campagna a quei tempi divertirsi era una cosa rara. L'unica festa alla quale partecipava con i suoi amici e con la sua famiglia era San Martino a Sarteano. Questa festa si svolgeva a novembre e per la campagna era un periodo di poco lavoro. Per andare alla fiera il nonno faceva il bagno e si metteva l'abito per la festa. Altre volte, la domenica o i giorni di festa, la sera dopo cena alcune famiglie si ritrovavano tutte in una casa e “vegliavano”, giocavano a carte e bevevano un bicchiere di vino vicino al focolare.
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    LA NONNA…. Lanonna il pomeriggio faceva i compiti, giocava al salto della fune, a nascondino e con le bambole. Dopo cena andava subito a letto perché aveva la luce che andava a petrolio. La domenica con le sue amiche andava a messa a piedi e durante la strada chiacchieravano, dopo mangiato giocava con le sue amiche, le sue sorelle e i suoi fratelli. I giorni festivi si riuniva con i parenti e facevano pranzo insieme e giocavano tutto il pomeriggio.
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    Un’altra nonna nelpomeriggio giocava nel cortile di casa, perché i genitori lavoravano in campagna, dopo pranzo era abituata a fare un riposino. Dopo cena d’inverno stava davanti al focolare a sgranare il granturco; d’estate invece si riunivano tutti quelli del vicinato e si mettevano a sedere sull’uscio di casa: i grandi chiacchieravano i piccoli giocavano alle belle statuine o ai quattro cantoni, oppure stavano vicino alle persone anziane che gli raccontavano delle favole.
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    In conclusione inonni ci hanno detto che non avevano molti giochi, non avevano la televisione ma stavano molto bene.