Studio, lavoro, identità 
Informatica Umanistica a Pisa 
Enrica Salvatori 
Dip. di Civiltà e Forme del Sapere 
CdS di Informatica Umanistica 
Università di Pisa 
AIUCD, Bologna, Settembre 2014 - Seminario di Cultura Digitale 
I mestieri per le Digital Humanities - 1° ottobre 2014 Pisa
12 anni di Informatica Umanistica 2002-2014
Timeline
Struttura della triennale: 1° anno 
! Laboratorio di inglese (6 cfu) 
! Linguistica Italiana(12 cfu) 
! Fondamenti teorici e Programmazione (12 cfu) 
! Linguistica generale (6 cfu) 
! Web design e programmazione web (12 cfu) 
! Laboratorio di scrittura professionale (6 cfu)
Struttura della triennale: 2° anno 
! Letteratura italiana (12 cfu) 
! Storia dell’arte (6 cfu) 
! Algoritmica (6 cfu) 
! Introduzione agli studi storici (6 cfu) 
! Letteratura italiana contemporanea (6 cfu) 
! Linguistica computazionale (12 cfu) 
! Database e laboratorio web (12 cfu)
Struttura della triennale: 3° anno 
! Codifica dei tesi (6 cfu) 
! Lingua / letteratura latina (6 cfu) 
! Telematica (6 cfu) 
! Una letteratura straniera (EN|FR|DE|SP) (6 cfu) 
! Una scelta tra: Biblioteche digitali, Progettazione 
grafica, Produzione multimediale, Tecnologie per 
l’apprendimento (6 cfu) 
! Tirocinio (6 cfu) 
! A scelta (18 cfu) 
! Progetto finale (6 cfu)
Magistrale: struttura generale 
! Ambito informatico (30 cfu) 
! Analisi dei dati e programmazione (12 cfu) 
! A scelta (18 cfu) 
! Ambito linguistico/letterario (12 cfu) 
! Ambito artistico, storico, giuridico (18 cfu) 
! Materie afffini e integrative (24 cfu) 
! Altro 
! Seminario di Cultura Digitale (6 cfu) 
! A scelta (12 cfu) 
! Tesi (24 cfu)
Edizione digitale - Fibonacci
Ricostruzione evento medievale
Example master project 
10/21/10
La domus degli affreschi (Luni)
TraMonti (Public History&Archeology) 
• Comuni + Università / CNR 
(+ studenti + abitanti) 
• Pubblicazione tradizionale / CMS / webGIS
The Digital Humanities 
highland
Grafica e siti web
10/21/10 
A. Favilla. E. Todaro 
Laboratorio di cultura digitale - 
Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 
Pisa 
Infografica
10/21/10 
Laboratorio di cultura digitale - 
Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 
Pisa 
M. Tonsini, E. 
Todaro 
Book trailers
10/21/10 
Progetto di A. Lenci 
S. Dei Rossi, E. Todaro 
Laboratorio di cultura digitale - 
Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 
Pisa 
Interface to linguistic data
10/21/10 
Giochi didattici
Pisa e l’Islam
2010 
2014 
Costituzione informale come laboratorio 
interno al CISIAU 
Costituzione ufficiale come CENTRO 
INTERDIPARTIMENTALE 
FLL 
CFS 
INF 
ECO 
SP
Sondaggi e interviste 
! 32 laureati / 20 intervistati alla Triennale 
! 14 laureati / 10 intervistati nella Magistrale 
! Interviste ai laureati del 2012 a 12 mesi dalla laurea 
a cura dell’Ufficio Laureati dell’Università di Pisa 
! + sondaggio personale non statistico attuato con 
modulo gdrive e diffuso via mailing list e social 
network: 24 risposte
Profilo post laurea 
Triennale 
Magistrale
Condizione occupazionale - Triennale
Condizione occupazionale - Magistrale
Status e retribuzione - Triennale
Status e retribuzione - Magistrale
Formazione e occupazione
Settori di impiego
Sondaggio: il giudizio complessivo
Visioni negative 
! Il nostro corso di laurea fornisce molte … ma il mondo del lavoro 
richiede conoscenze … molto più elevate e specifiche 
! Laurea troppo generica e poco propedeutica ad un inserimento 
lavorativo in linea con le esigenze delle imprese 
! Informatica Umanistica ha fornito le basi. Per lavorare veramente 
bisogna metterci ancora tanto del proprio. 
! Ci sarebbe voluta un pò di pratica in più su certi argomenti 
spendibili nel mercato del lavoro.
Visioni positive 
! L’ampio raggio di tematiche trattate mi ha permesso poi di 
muovermi in modo flessibile nel mondo del lavoro 
! È una laurea moderna in un paese con una mentalità troppo 
vecchia 
! Uno dei punti forti del corso è l'ampia possibilità di scelta e 
una grande libertà nello sviluppo dei progetti. 
Sfortunatamente questo è uno svantaggio per gli studenti che 
sono abituati ad un corso di laurea ”incastrato" in strade ben 
precise.
Sondaggio: forze e debolezze 
! ampia gamma di 
conoscenze che consente 
flessibilità nella scelta e 
adattabilità alle offerte 
! docenti preparati e 
disponibili 
! conoscenze pratiche non 
sufficienti o inadeguate al 
mondo del lavoro 
! corsi “inutili” 
! necessità di un grande 
impegno di autoformazione 
extra universitario 
! mancanza di preparazione 
economica
Sondaggio: tipologia di lavoro
Sondaggio: attinenza studio / lavoro 
Maggiore adattabilità 
dei laureati specialistici / 
magistrali alla variabilità 
del mondo del lavoro
Identità: IU o DH? 
! Informatica Umanistica (Humanities Computing): in 
entrambi i casi la forza attrattiva cade sul settore 
informatico che viene maggiormente recepito come 
“strumento dedicato” all’ambito umanistico (endiadi più 
antica) 
! Cultura Digitale (Digital Culture / Humanities): 
l’accento si colloca sull’ambito umanistico, mutato dal 
settore informatico nelle metodologie e nella recezione 
(endiadi più recente)
Identità e modi di essere 1 
! Informatica come strumento non semplicemente applicato 
all’ambito umanistico, ma DEDICATO ad esso, 
espressamente studiato per servire a uno scopo preciso, 
CONNESSO col contenuto: 
! GIS per gli archeologi 
! Motori per le concordanze per i linguisti 
! Traduzione assistita per esperti di lingue straniere 
! Elaborazione immagini per grafici 
! Database / fonti in rete per gli storici ecc..
Identità e modi di essere 2 
! Accettazione di una rivoluzione in atto in cui l’informatica 
e il web hanno cambiato e stanno conutinuando a mutare 
tutti i campi del sapere umano, ma in particolare l’ambito 
umanistico, da cui ricevono impulsi forti a specializzarsi e 
modificarsi a loro volta: 
! Web design (comunicazione, contenuti) 
! WebGIS (storia, commercio, turismo, social) 
! Storia pubblica (interazione, fonti spontanee, social network) 
! Giornalismo ed editoria elettronica 
! Mostre, allestimenti, prodotti multimediali
Identità e lavoro 1 
! Si cerca la specializzazione sullo strumento (singolo 
tool), si diventa depositari unici e indispensabili delle 
competenze necessarie 
! Lavoro che “dipende” da una regia altra con cui è 
difficile comunicare 
! Lavoro efficace, funzionale e ben remunerato quando 
dispobnibile
Identità e lavoro 2 
! L’informatico umanista, pur eccellendo in un determinato 
settore, ha la percezione della complessità del progetto in 
cui lavora e riesce ad adattarsi a circostanze mutevoli 
! Crea, inventa, propone il lavoro che vuole fare al 
committente con cui deve necessariamente avere uno 
scambio utile e paritario 
! Identità meno delineata, maggiore dificcoltà alla 
definizione della professionalità.
Identità e ricerca (disciplina) 1 
! L’informatica intesa come strumento è conservativa 
delle discipline tradizionali 
! Favorisce il loro mantenimento e potrebbe dare anche 
loro maggior forza nella misura in cui le discipline 
tradizionali si attrezzassero per una maggiore e mirata 
formazione informatica al loro interno (saperi minimi) 
! Oggi: pochi ricercatori autoformati, di norma di elevata 
qualità, apprezzati nei gruppi di ricerca ma non 
dall’Accademia, molto specializzati 
! Potrebbe incentivare la strada della progressiva 
specializzazione (già ampiamente percorsa e rivelatasi 
fallimentare)
Identità e ricerca (disciplina) 2 
! Progressivo abbattimento delle barriere disciplinari 
(vetustà dei settori disciplinari, rigidità dei settori 
concorsuali) 
! Percezione delle Humanities come una realtà unitaria, 
benché ovviamente sfaccettata 
! Progetti che nascono INEVITABILMENTE interdisciplinari e 
pluridisciplinari 
! La cultura digitale necessita la collaborazione e l’apertura 
dei confini
L’Infoumano del nuovo Rinascimento 
L’umanista solitario scompare: nasce al suo posto 
l’umanista digitale che DEVE essere eclettico come 
l’intellettuale del rinascimento, ma che, a differenza di 
quest’ultimo, NON PUO’ PIU’ AGIRE DA SOLO
La crisi delle Humanities 
Crisi delle Humanities 
! Manfred Thaller (AIUCD 12014): 
Are the Humanities an endangered or dominant species 
in the digital ecosystem ? 
! Adam Kirsch: 
Technology Is Taking Over English Departments 
! Blaine Greteman: 
It's the end of humanities as we know it, and I feel fine
Motivi 
Sostanziale percezione di inutilità delle Humanities in 
un sistema capitalistico globalizzzato 
! Con la cultura non si mangia 
! La formazione deve essere connessa col mondo del 
lavoro e quindi tecnica, finalizzata, puntuale, 
specifica 
! I musei, i teatri, gli archivi “costano” e non producono
La situazione delle Humanities 
Eccesso di specializzazione disciplinare a cui le istituzioni 
rispondono con tagli e accorpamenti 
M-STO/01 STORIA MEDIEVALE 
M-STO/02 STORIA MODERNA 
M-STO/03 STORIA DELL'EUROPA ORIENTALE 
M-STO/04 STORIA CONTEMPORANEA 
M-STO/05 STORIA DELLA SCIENZA E DELLE TECNICHE 
M-STO/06 STORIA DELLE RELIGIONI 
M-STO/07 STORIA DEL CRISTIANESIMO E DELLE CHIESE 
M-STO/08 ARCHIVISTICA, BIBLIOGRAFIA E 
BIBLIOTECONOMIA 
M-STO/09 PALEOGRAFIA 
• Saggi scientifici 
estremamente 
specialistici 
• Convegni e seminari 
riservati a pochi 
• Estrema 
frammentazione dei 
temi 
Antonella Ghignoli, ‘Da “massarii” a “romani” : note e congetture su un famoso 
documento longobardo (CDL, nr. 206: 767 aprile 9, Pistoia)’, Archivio Storico 
Italiano, CLVI, n. 578 (1998), pp. 621–636.
La conoscenza specialistica è sterile? 
! SI se limita a pochi la circolazione della conoscenza e 
quindi aumenta la percezione dell’inutilità della cultura 
! SI se enfatizza la figura dell’intellettuale solitario, del 
pensatore/studioso capace di grandi ricerche 
! NO se è integrata in un progetto di ricerca ampio che 
coinvolge un discreto numero di soggetti 
! NO perché è uno dei fattori essenziali del 
rinnovamento/ampliamento della conoscenza
Una visione sistemica? 
Nuova visione emersa nella scienza 
negli ultimi 30 anni 
Pensiero sistemico: 
• Pensa in termini di relazioni, reti, 
schemi di organizzazione e processi 
• Propone un cambiamento di 
paradigmi: dalla visione del mondo 
come una macchina alla visione del 
mondo come RETE 
• Tiene conto della fondamentale 
interdipendenza di tutti i fenomeni.
Fritjof Capra 
! Si muove in un’orizzone concettuale ampio in cui si 
pensa alla vita dal punto di vista biologico, sociale, 
ecologico e cognitivo. 
! L’insieme non può essere scomponibile in parti. 
! Quando si mettono insieme delle parti, queste formano 
proprietà emergenti che sono nuove, non presenti prima 
e non spiegabili sulla base della proprietà delle parti. 
! Esempio: cellula / vita
Cultura e società 
! Individuo – Famiglia 
! Gruppo – Comunità 
! Casa – Insediamento 
! Strumento – Struttura produttiva – Economia 
! Storia locale –Storia nazionale – Storia pubblica 
! Castello – Territorio 
! Museo – Comunità di interesse
Riduzionismo e Sistema 
! Riduzionismo: metodo applicato dal XVII secolo in poi per 
ridurre il sistema alle sue parti, sudiare in profondità quella 
parte che illuminava poi anche il funzionamento del sistema 
" discipline e specializzazioni (Accademia) 
! Sistema: è sempre e comunque più della somma delle parti 
che lo compongono " integrazione delle discipline 
accademiche considerate estremamente ed eccessivamente 
frammentate (spinta alla interdisciplinarietà)
Corollari 
! Non ha senso parlare di un elemento unico staccato dal 
resto 
! Esistono problemi che RICHEDONO una visione sistemica: 
ad es. riscaldamento globale, economia, digital divide 
! Quindi ci sono problemi che l’Accademica e i centri di 
ricerca NON RIESCONO PIU’ ad affrontare con la 
vecchia tassonomia delle discipline 
! Indispensabile lo sforzo di creare un linguaggio comune 
a tutte le discipline che riconoscono la visione sistemica 
della vita (non cocktail di competenze ma apertura 
mentale e modifica delle modalità di lavoro)
Visione sistemica e Digital Humanities 
! Non esiste il Settore Disciplinare delle Humanities perché 
dovremmo affannarci a definire quello delle Digital 
Humanities? 
! I settori disciplinari sono espressione del tentativo 
dell’uomo di scomporre la realtà per meglio 
comprenderla. Si sono sempre evoluti (lentamente) grazie 
a spinte dal basso provenienti dallasocietà e recepite 
dagli studiosi 
! Nel medioevo esisteva la facoltà delle Arti (Trivio: 
grammatica, retorica, dialettica; Quadrivio: aritmetica, 
geometria, musica ed astronomia), cui comunque si 
dovrebbe aggiungere Diritto, Teologia e Medicina)
Visione sistemica e Digital Humanities 
! Forse dovremmo CAMBIARE PARADIGMA e iniziare con 
una nuova visione sistemica della cultura (delle 
Humanities) 
! La Cultura Digitale richiedendo il lavoro interdisciplinare 
ci costringe a ragionare in maniera sistemica, a 
riprendere in mano le connessioni tra le discipline, a 
indirizzare energie nella creazione di un linguaggio 
comune, a superare le specializzazioni integrandole in 
progetti più ampi.

I mestieri per le Digital Humanities e la questione dell'identità. Informatica Umanistica a Pisa.

  • 1.
    Studio, lavoro, identità Informatica Umanistica a Pisa Enrica Salvatori Dip. di Civiltà e Forme del Sapere CdS di Informatica Umanistica Università di Pisa AIUCD, Bologna, Settembre 2014 - Seminario di Cultura Digitale I mestieri per le Digital Humanities - 1° ottobre 2014 Pisa
  • 2.
    12 anni diInformatica Umanistica 2002-2014
  • 3.
  • 4.
    Struttura della triennale:1° anno ! Laboratorio di inglese (6 cfu) ! Linguistica Italiana(12 cfu) ! Fondamenti teorici e Programmazione (12 cfu) ! Linguistica generale (6 cfu) ! Web design e programmazione web (12 cfu) ! Laboratorio di scrittura professionale (6 cfu)
  • 5.
    Struttura della triennale:2° anno ! Letteratura italiana (12 cfu) ! Storia dell’arte (6 cfu) ! Algoritmica (6 cfu) ! Introduzione agli studi storici (6 cfu) ! Letteratura italiana contemporanea (6 cfu) ! Linguistica computazionale (12 cfu) ! Database e laboratorio web (12 cfu)
  • 6.
    Struttura della triennale:3° anno ! Codifica dei tesi (6 cfu) ! Lingua / letteratura latina (6 cfu) ! Telematica (6 cfu) ! Una letteratura straniera (EN|FR|DE|SP) (6 cfu) ! Una scelta tra: Biblioteche digitali, Progettazione grafica, Produzione multimediale, Tecnologie per l’apprendimento (6 cfu) ! Tirocinio (6 cfu) ! A scelta (18 cfu) ! Progetto finale (6 cfu)
  • 7.
    Magistrale: struttura generale ! Ambito informatico (30 cfu) ! Analisi dei dati e programmazione (12 cfu) ! A scelta (18 cfu) ! Ambito linguistico/letterario (12 cfu) ! Ambito artistico, storico, giuridico (18 cfu) ! Materie afffini e integrative (24 cfu) ! Altro ! Seminario di Cultura Digitale (6 cfu) ! A scelta (12 cfu) ! Tesi (24 cfu)
  • 8.
  • 9.
  • 10.
  • 11.
    La domus degliaffreschi (Luni)
  • 12.
    TraMonti (Public History&Archeology) • Comuni + Università / CNR (+ studenti + abitanti) • Pubblicazione tradizionale / CMS / webGIS
  • 13.
  • 14.
  • 15.
    10/21/10 A. Favilla.E. Todaro Laboratorio di cultura digitale - Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 Pisa Infografica
  • 16.
    10/21/10 Laboratorio dicultura digitale - Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 Pisa M. Tonsini, E. Todaro Book trailers
  • 17.
    10/21/10 Progetto diA. Lenci S. Dei Rossi, E. Todaro Laboratorio di cultura digitale - Palazzo Ricci - Via Collegio Ricci, 10 Pisa Interface to linguistic data
  • 18.
  • 19.
  • 20.
    2010 2014 Costituzioneinformale come laboratorio interno al CISIAU Costituzione ufficiale come CENTRO INTERDIPARTIMENTALE FLL CFS INF ECO SP
  • 21.
    Sondaggi e interviste ! 32 laureati / 20 intervistati alla Triennale ! 14 laureati / 10 intervistati nella Magistrale ! Interviste ai laureati del 2012 a 12 mesi dalla laurea a cura dell’Ufficio Laureati dell’Università di Pisa ! + sondaggio personale non statistico attuato con modulo gdrive e diffuso via mailing list e social network: 24 risposte
  • 22.
    Profilo post laurea Triennale Magistrale
  • 23.
  • 24.
  • 25.
  • 26.
  • 27.
  • 28.
  • 29.
  • 30.
    Visioni negative !Il nostro corso di laurea fornisce molte … ma il mondo del lavoro richiede conoscenze … molto più elevate e specifiche ! Laurea troppo generica e poco propedeutica ad un inserimento lavorativo in linea con le esigenze delle imprese ! Informatica Umanistica ha fornito le basi. Per lavorare veramente bisogna metterci ancora tanto del proprio. ! Ci sarebbe voluta un pò di pratica in più su certi argomenti spendibili nel mercato del lavoro.
  • 31.
    Visioni positive !L’ampio raggio di tematiche trattate mi ha permesso poi di muovermi in modo flessibile nel mondo del lavoro ! È una laurea moderna in un paese con una mentalità troppo vecchia ! Uno dei punti forti del corso è l'ampia possibilità di scelta e una grande libertà nello sviluppo dei progetti. Sfortunatamente questo è uno svantaggio per gli studenti che sono abituati ad un corso di laurea ”incastrato" in strade ben precise.
  • 32.
    Sondaggio: forze edebolezze ! ampia gamma di conoscenze che consente flessibilità nella scelta e adattabilità alle offerte ! docenti preparati e disponibili ! conoscenze pratiche non sufficienti o inadeguate al mondo del lavoro ! corsi “inutili” ! necessità di un grande impegno di autoformazione extra universitario ! mancanza di preparazione economica
  • 33.
  • 34.
    Sondaggio: attinenza studio/ lavoro Maggiore adattabilità dei laureati specialistici / magistrali alla variabilità del mondo del lavoro
  • 35.
    Identità: IU oDH? ! Informatica Umanistica (Humanities Computing): in entrambi i casi la forza attrattiva cade sul settore informatico che viene maggiormente recepito come “strumento dedicato” all’ambito umanistico (endiadi più antica) ! Cultura Digitale (Digital Culture / Humanities): l’accento si colloca sull’ambito umanistico, mutato dal settore informatico nelle metodologie e nella recezione (endiadi più recente)
  • 36.
    Identità e modidi essere 1 ! Informatica come strumento non semplicemente applicato all’ambito umanistico, ma DEDICATO ad esso, espressamente studiato per servire a uno scopo preciso, CONNESSO col contenuto: ! GIS per gli archeologi ! Motori per le concordanze per i linguisti ! Traduzione assistita per esperti di lingue straniere ! Elaborazione immagini per grafici ! Database / fonti in rete per gli storici ecc..
  • 37.
    Identità e modidi essere 2 ! Accettazione di una rivoluzione in atto in cui l’informatica e il web hanno cambiato e stanno conutinuando a mutare tutti i campi del sapere umano, ma in particolare l’ambito umanistico, da cui ricevono impulsi forti a specializzarsi e modificarsi a loro volta: ! Web design (comunicazione, contenuti) ! WebGIS (storia, commercio, turismo, social) ! Storia pubblica (interazione, fonti spontanee, social network) ! Giornalismo ed editoria elettronica ! Mostre, allestimenti, prodotti multimediali
  • 38.
    Identità e lavoro1 ! Si cerca la specializzazione sullo strumento (singolo tool), si diventa depositari unici e indispensabili delle competenze necessarie ! Lavoro che “dipende” da una regia altra con cui è difficile comunicare ! Lavoro efficace, funzionale e ben remunerato quando dispobnibile
  • 39.
    Identità e lavoro2 ! L’informatico umanista, pur eccellendo in un determinato settore, ha la percezione della complessità del progetto in cui lavora e riesce ad adattarsi a circostanze mutevoli ! Crea, inventa, propone il lavoro che vuole fare al committente con cui deve necessariamente avere uno scambio utile e paritario ! Identità meno delineata, maggiore dificcoltà alla definizione della professionalità.
  • 40.
    Identità e ricerca(disciplina) 1 ! L’informatica intesa come strumento è conservativa delle discipline tradizionali ! Favorisce il loro mantenimento e potrebbe dare anche loro maggior forza nella misura in cui le discipline tradizionali si attrezzassero per una maggiore e mirata formazione informatica al loro interno (saperi minimi) ! Oggi: pochi ricercatori autoformati, di norma di elevata qualità, apprezzati nei gruppi di ricerca ma non dall’Accademia, molto specializzati ! Potrebbe incentivare la strada della progressiva specializzazione (già ampiamente percorsa e rivelatasi fallimentare)
  • 41.
    Identità e ricerca(disciplina) 2 ! Progressivo abbattimento delle barriere disciplinari (vetustà dei settori disciplinari, rigidità dei settori concorsuali) ! Percezione delle Humanities come una realtà unitaria, benché ovviamente sfaccettata ! Progetti che nascono INEVITABILMENTE interdisciplinari e pluridisciplinari ! La cultura digitale necessita la collaborazione e l’apertura dei confini
  • 42.
    L’Infoumano del nuovoRinascimento L’umanista solitario scompare: nasce al suo posto l’umanista digitale che DEVE essere eclettico come l’intellettuale del rinascimento, ma che, a differenza di quest’ultimo, NON PUO’ PIU’ AGIRE DA SOLO
  • 43.
    La crisi delleHumanities Crisi delle Humanities ! Manfred Thaller (AIUCD 12014): Are the Humanities an endangered or dominant species in the digital ecosystem ? ! Adam Kirsch: Technology Is Taking Over English Departments ! Blaine Greteman: It's the end of humanities as we know it, and I feel fine
  • 44.
    Motivi Sostanziale percezionedi inutilità delle Humanities in un sistema capitalistico globalizzzato ! Con la cultura non si mangia ! La formazione deve essere connessa col mondo del lavoro e quindi tecnica, finalizzata, puntuale, specifica ! I musei, i teatri, gli archivi “costano” e non producono
  • 45.
    La situazione delleHumanities Eccesso di specializzazione disciplinare a cui le istituzioni rispondono con tagli e accorpamenti M-STO/01 STORIA MEDIEVALE M-STO/02 STORIA MODERNA M-STO/03 STORIA DELL'EUROPA ORIENTALE M-STO/04 STORIA CONTEMPORANEA M-STO/05 STORIA DELLA SCIENZA E DELLE TECNICHE M-STO/06 STORIA DELLE RELIGIONI M-STO/07 STORIA DEL CRISTIANESIMO E DELLE CHIESE M-STO/08 ARCHIVISTICA, BIBLIOGRAFIA E BIBLIOTECONOMIA M-STO/09 PALEOGRAFIA • Saggi scientifici estremamente specialistici • Convegni e seminari riservati a pochi • Estrema frammentazione dei temi Antonella Ghignoli, ‘Da “massarii” a “romani” : note e congetture su un famoso documento longobardo (CDL, nr. 206: 767 aprile 9, Pistoia)’, Archivio Storico Italiano, CLVI, n. 578 (1998), pp. 621–636.
  • 46.
    La conoscenza specialisticaè sterile? ! SI se limita a pochi la circolazione della conoscenza e quindi aumenta la percezione dell’inutilità della cultura ! SI se enfatizza la figura dell’intellettuale solitario, del pensatore/studioso capace di grandi ricerche ! NO se è integrata in un progetto di ricerca ampio che coinvolge un discreto numero di soggetti ! NO perché è uno dei fattori essenziali del rinnovamento/ampliamento della conoscenza
  • 47.
    Una visione sistemica? Nuova visione emersa nella scienza negli ultimi 30 anni Pensiero sistemico: • Pensa in termini di relazioni, reti, schemi di organizzazione e processi • Propone un cambiamento di paradigmi: dalla visione del mondo come una macchina alla visione del mondo come RETE • Tiene conto della fondamentale interdipendenza di tutti i fenomeni.
  • 48.
    Fritjof Capra !Si muove in un’orizzone concettuale ampio in cui si pensa alla vita dal punto di vista biologico, sociale, ecologico e cognitivo. ! L’insieme non può essere scomponibile in parti. ! Quando si mettono insieme delle parti, queste formano proprietà emergenti che sono nuove, non presenti prima e non spiegabili sulla base della proprietà delle parti. ! Esempio: cellula / vita
  • 49.
    Cultura e società ! Individuo – Famiglia ! Gruppo – Comunità ! Casa – Insediamento ! Strumento – Struttura produttiva – Economia ! Storia locale –Storia nazionale – Storia pubblica ! Castello – Territorio ! Museo – Comunità di interesse
  • 50.
    Riduzionismo e Sistema ! Riduzionismo: metodo applicato dal XVII secolo in poi per ridurre il sistema alle sue parti, sudiare in profondità quella parte che illuminava poi anche il funzionamento del sistema " discipline e specializzazioni (Accademia) ! Sistema: è sempre e comunque più della somma delle parti che lo compongono " integrazione delle discipline accademiche considerate estremamente ed eccessivamente frammentate (spinta alla interdisciplinarietà)
  • 51.
    Corollari ! Nonha senso parlare di un elemento unico staccato dal resto ! Esistono problemi che RICHEDONO una visione sistemica: ad es. riscaldamento globale, economia, digital divide ! Quindi ci sono problemi che l’Accademica e i centri di ricerca NON RIESCONO PIU’ ad affrontare con la vecchia tassonomia delle discipline ! Indispensabile lo sforzo di creare un linguaggio comune a tutte le discipline che riconoscono la visione sistemica della vita (non cocktail di competenze ma apertura mentale e modifica delle modalità di lavoro)
  • 52.
    Visione sistemica eDigital Humanities ! Non esiste il Settore Disciplinare delle Humanities perché dovremmo affannarci a definire quello delle Digital Humanities? ! I settori disciplinari sono espressione del tentativo dell’uomo di scomporre la realtà per meglio comprenderla. Si sono sempre evoluti (lentamente) grazie a spinte dal basso provenienti dallasocietà e recepite dagli studiosi ! Nel medioevo esisteva la facoltà delle Arti (Trivio: grammatica, retorica, dialettica; Quadrivio: aritmetica, geometria, musica ed astronomia), cui comunque si dovrebbe aggiungere Diritto, Teologia e Medicina)
  • 53.
    Visione sistemica eDigital Humanities ! Forse dovremmo CAMBIARE PARADIGMA e iniziare con una nuova visione sistemica della cultura (delle Humanities) ! La Cultura Digitale richiedendo il lavoro interdisciplinare ci costringe a ragionare in maniera sistemica, a riprendere in mano le connessioni tra le discipline, a indirizzare energie nella creazione di un linguaggio comune, a superare le specializzazioni integrandole in progetti più ampi.