COS’È UN REFERENDUM?
Novembre 2020
DEFINIZIONE
Referendum deriva dal gerundivo del verbo latino “refero”, riporto o riferisco, e dalla locuzione “ad
referendum”, convocazione per riferire.
Negli ordinamenti giuridici moderni, il referendum è un istituto di partecipazione diretta dei cittadini alla
democrazia.
LE ORIGINI
Nonostante spesso venga fatto risalire all’antica Grecia o alla
Roma repubblicana, uno dei primi teorici e sostenitori del
referendum fu Rousseau, che considerava la democrazia
diretta l’unico modo per garantire la formazione della volontà
generale:
“
La sovranità dello Stato appartiene
solo al popolo, non si può alienare e dividere.
… E lo SVILUPPO
Il primo referendum si è svolto in Svizzera il 23 maggio 1875,
dove le comunità montane si autogovernavano tramite
assemblee alle quali partecipavano tutti i membri della
comunità.
Quando si tenevano le assemblee cantonali, le comunità
inviavano i loro delegati, ma le decisioni erano prese con la
riserva ad referendum (cioè “per essere riferite”), ovvero
dovevano essere convalidate dalle singole comunità con una
deliberazione collettiva.
Nel XIX Secolo il referendum viene introdotto anche negli
Stati Uniti.
Nel XX Secolo, con l’affermazione del suffragio universale,
viene inserito nelle Costituzioni degli Stati democratici.
Il plebiscito è presente nel diritto moderno e si riferisce
ad ogni diretta manifestazione di volontà del popolo
riguardo alla struttura dello Stato, alla sovranità
territoriale e alla creazione di un ordinamento giuridico.
Il primo plebiscito si svolse in Francia nel 1851 quando,
a seguito del colpo di stato di Luigi Napoleone Bonaparte,
fu organizzato un plebiscito che prolungò a dieci anni il
mandato presidenziale, e si pose fine alla Repubblica con
la proclamazione di Bonaparte imperatore dei Francesi,
con il nome di Napoleone III.
LedifferenzeconilPlebiscito
ABROGATIVO
TIPIDIREFERENDUM
Il referendum abrogativo, disciplinato dall’art. 75 della Costituzione, è uno strumento con il quale i
cittadini possono chiedere l’abrogazione totale o parziale di una Legge o di un atto avente forza di
Legge (Decreto-Legge e Decreto Legislativo).
Hanno diritto a partecipare tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati ed è previsto
il quorum, ovvero deve partecipare la maggioranza degli aventi diritto al voto. La norma oggetto del
referendum è abrogata solo se si è raggiunta la maggioranza dei voti validi espressi.
LA RICHIESTA
L’Ufficio centrale per il referendum, istituito presso
la Corte di Cassazione, verifica la regolarità e il numero
necessario delle firme.
Se il controllo ha esito positivo invia tutto alla Corte
Costituzionale che dovrà esprimere un giudizio di
ammissibilità, in particolare controlla se la Legge della quale
si chiede l’abrogazione può essere oggetto di referendum
e se il quesito è espresso in modo chiaro.
Se anche il controllo della Corte Costituzionale ha esito
positivo, la richiesta referendaria passa al Presidente della
Repubblica, che indirà il referendum in una domenica
compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Il referendum è richiesto da 500.000 elettori oppure
da cinque Consigli Regionali, tra gennaio e settembre.
Nel primo caso almeno dieci cittadini creano un
Comitato promotore, depositano il quesito presso
la Corte Costituzionale e, entro tre mesi, promuovono
la raccolta delle firme di 500.000 elettori.
Nel secondo caso, invece, il quesito referendario deve
essere deliberato a maggioranza assoluta da ciascun
Consiglio Regionale.
LE VERIFICHE E L’INDIZIONE
I LIMITI
Non possono essere presentate richieste di referendum
abrogativo nell’anno precedente alla scadenza del mandato delle
Camere, né nei sei mesi successivi alla data di convocazione
dell’inizio della campagna elettorale per le elezioni politiche.
Non sono ammesse a referendum abrogativo le Leggi:
• tributarie e di bilancio;
• di amnistia e di indulto;
• di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Inoltre, la Corte Costituzionale ha escluso le Leggi:
• con contenuto costituzionalmente vincolato (ovvero, con effetti
sui princìpi costituzionali);
• costituzionalmente obbligatorie (leggi essenziali per il
funzionamento democratico) o necessarie (es. le leggi elettorali);
• atipiche o rafforzate (non abrogabili da leggi ordinarie successive).
2018
Gli Abrogativi che hanno fatto storia
Il referendum abrogativo ha dovuto attendere fino al 1970 per avere attuazione con la Legge n. 352.
Da allora diversi referendum abrogativi hanno fatto storia:
Il popolo decise
di salvaguardare
la possibilità di divorziare
Partecipazione: 87,7%.
Dopo poco più di un anno dal
disastro di Chernobyl, l’Italia
decise di abbandonare la
produzione di energia nucleare.
Partecipazione: 65,1%.
Fu abolito il finanziamento
pubblico ai partiti e introdotto il
sistema maggioritario
uninominale per l’elezione del
Senato. Partecipazione: 77%.
Si decise di mantenere
la gestione dell’acqua
in mano pubblica e venne
ribadito il NO alla produzione
energetica nucleare.
Partecipazione: 54,7%.
1981
Fu salvaguardato il diritto
all’interruzione volontaria
di gravidanza.
Partecipazione: 79,4%.
1974 1981 1987 1993 2011
COSTITUZIONALE
TIPIDIREFERENDUM
È disciplinato dall’art. 138 della Costituzione. I cittadini sono chiamati a decidere sull’entrata in vigore
di una norma che modifica la Costituzione e che è approvata dal Parlamento.
Il referendum è parte della procedura aggravata prevista per le Leggi di revisione costituzionale, che
prevede che entrambe le Camere approvino la proposta di legge con due successive deliberazioni
ad un intervallo di almeno tre mesi e che la seconda deliberazione avvenga almeno a maggioranza
assoluta.
Nel caso in cui la seconda deliberazione in entrambe le Camere avvenga con maggioranza dei due
terzi, non è possibile convocare il referendum.
L’ITER
È richiesto dai 500.000 elettori, cinque Consigli Regionali o
un quinto dei membri di una Camera, entro tre mesi dalla
pubblicazione della Legge in Gazzetta Ufficiale.
È convocato dal Presidente della Repubblica tramite Decreto,
in un arco di tempo tra i 50 ed i 70 giorni successivi.
Hanno diritto a partecipare tutti i cittadini chiamati ad eleggere
la Camera dei Deputati.
Non è previsto il quorum e non vi sono materie escluse.
2018
I COSTITUZIONALI che hanno fatto storia
Nella storia della Repubblica Italiana si sono svolti quattro referendum costituzionali:
Si conferma la Modifica al Titolo V. Il SÌ
vince con il 64,2% dei voti, ma l’affluenza
rimane molto bassa al 34,1%. La modifica
costituzionale ridefinisce le materie rientranti
nella potestà legislativa esclusiva e
concorrente dello Stato e delle Regioni.
Viene bocciata la riforma Renzi-Boschi
sul superamento del bicameralismo
perfetto, la revisione del Titolo V della
Costituzione e la soppressione del CNEL.
L’affluenza si attesta al 65,4% e il NO
vince con il 59,1%.
Viene approvata la legge
sul taglio dei Parlamentari.
L’affluenza è stata al 51,1%
e il SÌ ha vinto con il 69,9%.
Telos A&S ne ha raccontato
qui retroscena, iter e esito.
1981
Viene bocciata la legge
costituzionale di modifica al Titolo II.
Il NO vince con il 61,2% e l’affluenza
si attesta al 52,4%. Se avesse vinto il
SÌ, si sarebbero anche rafforzati i
poteri del Presidente del Consiglio.
2001 2006 2016 2020
regionali e territoriali
TIPIDIREFERENDUM
Con il referendum confermativo sullo Statuto Regionale, disciplinato dall’art. 123 della Costituzione, i
cittadini di una Regione sono chiamati a confermare la promulgazione di un nuovo Statuto Regionale.
Non è previsto il quorum.
Con il referendum consultivo, disciplinato dall’art. 132 commi 1 e 2 della Costituzione, i cittadini di una o più
Regioni possono confermare la fusione di due Regioni oppure la creazione di una nuova Regione, oppure
decidere di far aderire la propria Provincia o il proprio Comune a un'altra Regione.
L’esistenza o la necessità di un quorum non è chiara ed è tuttora dibattuta.
I referendum consultivi locali sono disciplinati dagli Statuti Regionali e vengono spesso utilizzati per conoscere
il parere della popolazione su un particolare quesito. Hanno carattere non vincolante e non hanno quorum.
Speciali
TIPIDIREFERENDUM
Alcuni referendum vengono considerati speciali sia per la portata storica dei quesiti che li hanno
contraddistinti sia perché svolti al di fuori dei tradizionali vincoli normativi.
Il referendum “istituzionale” (1946)
Sancì la nascita della Repubblica Italiana.
Venne indetto dopo la Seconda Guerra mondiale per permettere al
popolo di scegliere se l’Italia dovesse rimanere una Monarchia o
diventare una Repubblica.
Il 2 giugno 1946 al referendum parteciparono circa 12 milioni di
uomini e, per la prima volta, circa 13 milioni di donne.
L’affluenza fu dell’89% e la Repubblica vinse con il 54% dei voti.
Il referendum
confermativo/di indirizzo (1989)
Il quesito del referendum confermativo/di indirizzo del 1989
sull’eventuale conferimento di un mandato costituente
al Parlamento Europeo chiedeva se i cittadini ritenessero
corretto trasformare la Comunità Europea in Unione Europea
e dotarla di un Governo responsabile di fronte al Parlamento e
di una Costituzione.
Il referendum non aveva quorum o valore vincolante ma vide
un’alta affluenza (80%) e la netta vittoria del SÌ (89%).
L’istituto del referendum sta attraversando una profonda crisi, anche perché i cittadini sembrano essere meno
coinvolti nella vita politica in generale e manifestano uno scarso interesse a recarsi alle urne.
Su 67 quesiti abrogativi proposti nella storia della Repubblica il quorum non è stato raggiunto 28 volte; di queste,
però, 25 si collocano tra il 1997 e oggi.
LA CRISI DEI REFERENDUM
LE CAUSE
Le cause della disaffezione popolare sono molteplici:
• il filtro sull’ammissibilità da parte della Corte Costituzionale che
ha ridotto gli argomenti sottoponibili a referendum;
• la formulazione complessa dei quesiti, spesso poco
comprensibili dai cittadini;
• l’indifferenza del legislatore verso l’esito vincolante di alcuni
referendum come sul finanziamento pubblico ai partiti o sulla
privatizzazione della Rai;
• il deficit informativo che non permette ai cittadini di avere
contezza degli effetti reali del proprio voto.
Le due soluzioni più quotate per risolvere il problema sono la
rimozione del quorum per portare anche i contrari alle urne o
addirittura l’eliminazione dell’istituto referendario dall’ordinamento.
In Italia è in corso un solo referendum: quello sul progetto di legge di iniziativa popolare promosso dall’On.
Vittorio Sgarbi sull’Italexit, cioè sul recesso dell’Italia dall’Unione Europea. Al momento siamo nella fase della
raccolta firme.
Un altro referendum potrebbe nascere dal Senato: il 20 Ottobre 2020 il Sen. Nencini (PSI- Gruppo parlamentare
Italia Viva) ha presentato il disegno di legge costituzionale “Disposizioni per l'indizione di un referendum di indirizzo
per l'accesso al Meccanismo europeo di stabilità (MES)” (AS 1984). Il DdL è stato assegnato alla Commissione I
(Affari Costituzionali) per l’esame in sede referente.
I REFERENDUM IN CORSO
Il referendum è disciplinato in modo diverso nei vari ordinamenti:
Croazia: il Presidente della Repubblica può richiedere referendum su materie che invece sono escluse dal nostro
ordinamento, ad esempio l’esistenza della Repubblica
Svizzera: il referendum è facoltativo per ogni progetto di legge e viene utilizzato con grande frequenza; infatti dal
1857 ad oggi sono ne sono stati indetti ben 537.
San Marino: il referendum propositivo permette di proporre criteri o indirizzi esecutivi per la stesura di una legge.
Il referendum nel Mondo
I Referendum che non dimenticheremo
Alcuni referendum hanno lasciato una traccia indelebile nella storia mondiale.
2018
IN EUROPA
RegnoUnito
I cittadini decisero di
rimanere nella Comunità
Economica Europea.
FranciaeOlanda
Fallirono i referendum sulla
Costituzione Europea che
bloccarono la Costituzione
Europea e portarono al
Trattato di Lisbona del 2009.
REGNOUNITO
Il referendum sulla Brexit,
che specularmente a quello del
1975, porterà all’abbandono
del Regno Unito dall’Unione
Europea: primo esempio
nella storia.
1981
Danimarca
I cittadini accettarono il
Trattato di Maastricht,
dando nuovo slancio al
processo di integrazione
europeo.
1975 1993 2005 2016
2018
NEL MONDO
UNIONESOVIETICA
Il referendum di marzo sulla
conservazione dell’Unione Sovietica.
Nonostante la risposta positiva del
77,85% dei votanti, non riuscì a
bloccare il processo di dissoluzione
dell’URSS che si concretizzò nel
dicembre dello stesso anno.
CILE
Il referendum che abolì
la Costituzione nata sotto
la dittatura di Pinochet.
1981
SUDAFRICA
Il referendum che portò
all’abolizione dell’apartheid.
1991 1992 2020
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COS'È UN REFERENDUM

  • 1.
  • 2.
    DEFINIZIONE Referendum deriva dalgerundivo del verbo latino “refero”, riporto o riferisco, e dalla locuzione “ad referendum”, convocazione per riferire. Negli ordinamenti giuridici moderni, il referendum è un istituto di partecipazione diretta dei cittadini alla democrazia.
  • 3.
    LE ORIGINI Nonostante spessovenga fatto risalire all’antica Grecia o alla Roma repubblicana, uno dei primi teorici e sostenitori del referendum fu Rousseau, che considerava la democrazia diretta l’unico modo per garantire la formazione della volontà generale: “ La sovranità dello Stato appartiene solo al popolo, non si può alienare e dividere.
  • 4.
    … E loSVILUPPO Il primo referendum si è svolto in Svizzera il 23 maggio 1875, dove le comunità montane si autogovernavano tramite assemblee alle quali partecipavano tutti i membri della comunità. Quando si tenevano le assemblee cantonali, le comunità inviavano i loro delegati, ma le decisioni erano prese con la riserva ad referendum (cioè “per essere riferite”), ovvero dovevano essere convalidate dalle singole comunità con una deliberazione collettiva. Nel XIX Secolo il referendum viene introdotto anche negli Stati Uniti. Nel XX Secolo, con l’affermazione del suffragio universale, viene inserito nelle Costituzioni degli Stati democratici.
  • 5.
    Il plebiscito èpresente nel diritto moderno e si riferisce ad ogni diretta manifestazione di volontà del popolo riguardo alla struttura dello Stato, alla sovranità territoriale e alla creazione di un ordinamento giuridico. Il primo plebiscito si svolse in Francia nel 1851 quando, a seguito del colpo di stato di Luigi Napoleone Bonaparte, fu organizzato un plebiscito che prolungò a dieci anni il mandato presidenziale, e si pose fine alla Repubblica con la proclamazione di Bonaparte imperatore dei Francesi, con il nome di Napoleone III. LedifferenzeconilPlebiscito
  • 6.
    ABROGATIVO TIPIDIREFERENDUM Il referendum abrogativo,disciplinato dall’art. 75 della Costituzione, è uno strumento con il quale i cittadini possono chiedere l’abrogazione totale o parziale di una Legge o di un atto avente forza di Legge (Decreto-Legge e Decreto Legislativo). Hanno diritto a partecipare tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati ed è previsto il quorum, ovvero deve partecipare la maggioranza degli aventi diritto al voto. La norma oggetto del referendum è abrogata solo se si è raggiunta la maggioranza dei voti validi espressi.
  • 7.
    LA RICHIESTA L’Ufficio centraleper il referendum, istituito presso la Corte di Cassazione, verifica la regolarità e il numero necessario delle firme. Se il controllo ha esito positivo invia tutto alla Corte Costituzionale che dovrà esprimere un giudizio di ammissibilità, in particolare controlla se la Legge della quale si chiede l’abrogazione può essere oggetto di referendum e se il quesito è espresso in modo chiaro. Se anche il controllo della Corte Costituzionale ha esito positivo, la richiesta referendaria passa al Presidente della Repubblica, che indirà il referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Il referendum è richiesto da 500.000 elettori oppure da cinque Consigli Regionali, tra gennaio e settembre. Nel primo caso almeno dieci cittadini creano un Comitato promotore, depositano il quesito presso la Corte Costituzionale e, entro tre mesi, promuovono la raccolta delle firme di 500.000 elettori. Nel secondo caso, invece, il quesito referendario deve essere deliberato a maggioranza assoluta da ciascun Consiglio Regionale. LE VERIFICHE E L’INDIZIONE
  • 8.
    I LIMITI Non possonoessere presentate richieste di referendum abrogativo nell’anno precedente alla scadenza del mandato delle Camere, né nei sei mesi successivi alla data di convocazione dell’inizio della campagna elettorale per le elezioni politiche. Non sono ammesse a referendum abrogativo le Leggi: • tributarie e di bilancio; • di amnistia e di indulto; • di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Inoltre, la Corte Costituzionale ha escluso le Leggi: • con contenuto costituzionalmente vincolato (ovvero, con effetti sui princìpi costituzionali); • costituzionalmente obbligatorie (leggi essenziali per il funzionamento democratico) o necessarie (es. le leggi elettorali); • atipiche o rafforzate (non abrogabili da leggi ordinarie successive).
  • 9.
    2018 Gli Abrogativi chehanno fatto storia Il referendum abrogativo ha dovuto attendere fino al 1970 per avere attuazione con la Legge n. 352. Da allora diversi referendum abrogativi hanno fatto storia: Il popolo decise di salvaguardare la possibilità di divorziare Partecipazione: 87,7%. Dopo poco più di un anno dal disastro di Chernobyl, l’Italia decise di abbandonare la produzione di energia nucleare. Partecipazione: 65,1%. Fu abolito il finanziamento pubblico ai partiti e introdotto il sistema maggioritario uninominale per l’elezione del Senato. Partecipazione: 77%. Si decise di mantenere la gestione dell’acqua in mano pubblica e venne ribadito il NO alla produzione energetica nucleare. Partecipazione: 54,7%. 1981 Fu salvaguardato il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Partecipazione: 79,4%. 1974 1981 1987 1993 2011
  • 10.
    COSTITUZIONALE TIPIDIREFERENDUM È disciplinato dall’art.138 della Costituzione. I cittadini sono chiamati a decidere sull’entrata in vigore di una norma che modifica la Costituzione e che è approvata dal Parlamento. Il referendum è parte della procedura aggravata prevista per le Leggi di revisione costituzionale, che prevede che entrambe le Camere approvino la proposta di legge con due successive deliberazioni ad un intervallo di almeno tre mesi e che la seconda deliberazione avvenga almeno a maggioranza assoluta. Nel caso in cui la seconda deliberazione in entrambe le Camere avvenga con maggioranza dei due terzi, non è possibile convocare il referendum.
  • 11.
    L’ITER È richiesto dai500.000 elettori, cinque Consigli Regionali o un quinto dei membri di una Camera, entro tre mesi dalla pubblicazione della Legge in Gazzetta Ufficiale. È convocato dal Presidente della Repubblica tramite Decreto, in un arco di tempo tra i 50 ed i 70 giorni successivi. Hanno diritto a partecipare tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati. Non è previsto il quorum e non vi sono materie escluse.
  • 12.
    2018 I COSTITUZIONALI chehanno fatto storia Nella storia della Repubblica Italiana si sono svolti quattro referendum costituzionali: Si conferma la Modifica al Titolo V. Il SÌ vince con il 64,2% dei voti, ma l’affluenza rimane molto bassa al 34,1%. La modifica costituzionale ridefinisce le materie rientranti nella potestà legislativa esclusiva e concorrente dello Stato e delle Regioni. Viene bocciata la riforma Renzi-Boschi sul superamento del bicameralismo perfetto, la revisione del Titolo V della Costituzione e la soppressione del CNEL. L’affluenza si attesta al 65,4% e il NO vince con il 59,1%. Viene approvata la legge sul taglio dei Parlamentari. L’affluenza è stata al 51,1% e il SÌ ha vinto con il 69,9%. Telos A&S ne ha raccontato qui retroscena, iter e esito. 1981 Viene bocciata la legge costituzionale di modifica al Titolo II. Il NO vince con il 61,2% e l’affluenza si attesta al 52,4%. Se avesse vinto il SÌ, si sarebbero anche rafforzati i poteri del Presidente del Consiglio. 2001 2006 2016 2020
  • 13.
    regionali e territoriali TIPIDIREFERENDUM Conil referendum confermativo sullo Statuto Regionale, disciplinato dall’art. 123 della Costituzione, i cittadini di una Regione sono chiamati a confermare la promulgazione di un nuovo Statuto Regionale. Non è previsto il quorum. Con il referendum consultivo, disciplinato dall’art. 132 commi 1 e 2 della Costituzione, i cittadini di una o più Regioni possono confermare la fusione di due Regioni oppure la creazione di una nuova Regione, oppure decidere di far aderire la propria Provincia o il proprio Comune a un'altra Regione. L’esistenza o la necessità di un quorum non è chiara ed è tuttora dibattuta. I referendum consultivi locali sono disciplinati dagli Statuti Regionali e vengono spesso utilizzati per conoscere il parere della popolazione su un particolare quesito. Hanno carattere non vincolante e non hanno quorum.
  • 14.
    Speciali TIPIDIREFERENDUM Alcuni referendum vengonoconsiderati speciali sia per la portata storica dei quesiti che li hanno contraddistinti sia perché svolti al di fuori dei tradizionali vincoli normativi.
  • 15.
    Il referendum “istituzionale”(1946) Sancì la nascita della Repubblica Italiana. Venne indetto dopo la Seconda Guerra mondiale per permettere al popolo di scegliere se l’Italia dovesse rimanere una Monarchia o diventare una Repubblica. Il 2 giugno 1946 al referendum parteciparono circa 12 milioni di uomini e, per la prima volta, circa 13 milioni di donne. L’affluenza fu dell’89% e la Repubblica vinse con il 54% dei voti.
  • 16.
    Il referendum confermativo/di indirizzo(1989) Il quesito del referendum confermativo/di indirizzo del 1989 sull’eventuale conferimento di un mandato costituente al Parlamento Europeo chiedeva se i cittadini ritenessero corretto trasformare la Comunità Europea in Unione Europea e dotarla di un Governo responsabile di fronte al Parlamento e di una Costituzione. Il referendum non aveva quorum o valore vincolante ma vide un’alta affluenza (80%) e la netta vittoria del SÌ (89%).
  • 17.
    L’istituto del referendumsta attraversando una profonda crisi, anche perché i cittadini sembrano essere meno coinvolti nella vita politica in generale e manifestano uno scarso interesse a recarsi alle urne. Su 67 quesiti abrogativi proposti nella storia della Repubblica il quorum non è stato raggiunto 28 volte; di queste, però, 25 si collocano tra il 1997 e oggi. LA CRISI DEI REFERENDUM
  • 18.
    LE CAUSE Le causedella disaffezione popolare sono molteplici: • il filtro sull’ammissibilità da parte della Corte Costituzionale che ha ridotto gli argomenti sottoponibili a referendum; • la formulazione complessa dei quesiti, spesso poco comprensibili dai cittadini; • l’indifferenza del legislatore verso l’esito vincolante di alcuni referendum come sul finanziamento pubblico ai partiti o sulla privatizzazione della Rai; • il deficit informativo che non permette ai cittadini di avere contezza degli effetti reali del proprio voto. Le due soluzioni più quotate per risolvere il problema sono la rimozione del quorum per portare anche i contrari alle urne o addirittura l’eliminazione dell’istituto referendario dall’ordinamento.
  • 19.
    In Italia èin corso un solo referendum: quello sul progetto di legge di iniziativa popolare promosso dall’On. Vittorio Sgarbi sull’Italexit, cioè sul recesso dell’Italia dall’Unione Europea. Al momento siamo nella fase della raccolta firme. Un altro referendum potrebbe nascere dal Senato: il 20 Ottobre 2020 il Sen. Nencini (PSI- Gruppo parlamentare Italia Viva) ha presentato il disegno di legge costituzionale “Disposizioni per l'indizione di un referendum di indirizzo per l'accesso al Meccanismo europeo di stabilità (MES)” (AS 1984). Il DdL è stato assegnato alla Commissione I (Affari Costituzionali) per l’esame in sede referente. I REFERENDUM IN CORSO
  • 20.
    Il referendum èdisciplinato in modo diverso nei vari ordinamenti: Croazia: il Presidente della Repubblica può richiedere referendum su materie che invece sono escluse dal nostro ordinamento, ad esempio l’esistenza della Repubblica Svizzera: il referendum è facoltativo per ogni progetto di legge e viene utilizzato con grande frequenza; infatti dal 1857 ad oggi sono ne sono stati indetti ben 537. San Marino: il referendum propositivo permette di proporre criteri o indirizzi esecutivi per la stesura di una legge. Il referendum nel Mondo
  • 21.
    I Referendum chenon dimenticheremo Alcuni referendum hanno lasciato una traccia indelebile nella storia mondiale.
  • 22.
    2018 IN EUROPA RegnoUnito I cittadinidecisero di rimanere nella Comunità Economica Europea. FranciaeOlanda Fallirono i referendum sulla Costituzione Europea che bloccarono la Costituzione Europea e portarono al Trattato di Lisbona del 2009. REGNOUNITO Il referendum sulla Brexit, che specularmente a quello del 1975, porterà all’abbandono del Regno Unito dall’Unione Europea: primo esempio nella storia. 1981 Danimarca I cittadini accettarono il Trattato di Maastricht, dando nuovo slancio al processo di integrazione europeo. 1975 1993 2005 2016
  • 23.
    2018 NEL MONDO UNIONESOVIETICA Il referendumdi marzo sulla conservazione dell’Unione Sovietica. Nonostante la risposta positiva del 77,85% dei votanti, non riuscì a bloccare il processo di dissoluzione dell’URSS che si concretizzò nel dicembre dello stesso anno. CILE Il referendum che abolì la Costituzione nata sotto la dittatura di Pinochet. 1981 SUDAFRICA Il referendum che portò all’abolizione dell’apartheid. 1991 1992 2020
  • 24.
    slideshare.net/telosaes pinterest.com/telosaes linkedin.com/company/telos-a&s Telos Analisi &Strategie Palazzo Doria Pamphilj Via del Plebiscito 107 Roma 00186 T. +39 06 69940838 telos@telosaes.it www.telosaes.it twitter.com/Telosaes facebook.com/Telosaes youtube.com/telosaes instagram.com/telos_analisi_strategie