La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d'appello che ha riconosciuto un nesso tra il suicidio di un lavoratore e il mobbing subito, ordinando al fondo previdenziale di risarcire i familiari. La corte ha stabilito che le condizioni di lavoro avverse hanno contribuito alla depressione del lavoratore, che ha portato al gesto estremo, escludendo l'applicazione di un'esclusione normativa riguardante il suicidio. La corte ha quindi respinto i ricorsi dell'ente previdenziale per mancanza di fondamento nelle loro argomentazioni.