La biblioteca pubblica
    oggi e domani

         ANNA GALLUZZI




     BOLOGNA, 8 OTTOBRE 2012
Di cosa ci occupiamo

Analisi del contesto e interrogativi
 biblioteconomici
I modelli interpretativi e i casi di studio
Una finestra sulla realtà italiana
Biblioteche pubbliche: quali possibilità di
 sopravvivenza?
Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni
 sociali?
Analisi del contesto e
     interrogativi biblioteconomici

Dinamica pubblico/privato e
 stato sociale

Economia della conoscenza


Urbanizzazione globale e città
La classificazione dei beni

Criteri di classificazione:
 Rivalità
 Escludibilità
 Scarsità
 Sovranità dell’individuo
 Esternalità

Stato o mercato?
La classificazione dei beni


Beni pubblici puri
Beni sociali:
 beni   sociali puri
 beni   meritori
Beni privati
Lo stato sociale: le origini

Sistema politico-economico-sociale con la
 finalità di ridurre le diseguaglianze sociali
Seconda metà del XIX secolo con
 l'industrializzazione e l'ascesa della classe
 proletaria
Strumento di pace sociale e processo di
 formazione del ceto medio
Lo stato sociale: cos’è accaduto dopo


Crisi economica degli anni ’70
Anni ‘80-’90: caduta del muro di Berlino e del
 modello economico-politico del socialismo reale
Messa in discussione ideologica e pratica delle
 politiche di welfare
Ampliamento degli spazi di gestione privata
Vittoria del capitalismo finanziario
 (“turbocapitalismo”)
Lo stato sociale: cos’è accaduto dopo


Crisi finanziaria globale a partire dal 2008
Critica del turbocapitalismo
Nuovi spazi di consenso sociale per i beni
 pubblici e per il benessere svincolato dalla
 crescita economica
Ha acquisito credito la categoria dei beni
 comuni
E la biblioteca pubblica dove si colloca?

Nel mondo angloamericano
    seconda metà dell’800
    un intervento rivolto prevalentemente alla working class a
     fini di pacificazione e di garanzia di stabilità sociale
    originale categoria di bene pubblico
        sostanzialmente meritorio a livello statale
        trattato a livello locale come un bene comune in quanto
         sottoposto alla scelta (sebbene non gestito direttamente)
         dalla comunità cui era destinato
E la biblioteca pubblica dove si colloca?

In Francia:
  nazionalizzazionedel patrimonio bibliotecario
  dopo la Rivoluzione
  idea che il patrimonio culturale appartiene a tutti
  i cittadini
  la
    declinazione francese si avvicina di più al
  concetto di “bene pubblico puro”
  questo tipo di bene entrerà a far parte dell’offerta
  dello stato sociale
E la biblioteca pubblica dove si colloca?

La collocazione rispetto alla dinamica
 pubblico/privato dipende da:
  soggetto
          pubblico titolare del bene (stato o
  comunità locale)
  accezione   del concetto di bene pubblico
  funzionalizzazione   del bene all’erogazione di
  servizi
  natura   dei servizi erogati
Analisi del contesto e
     interrogativi biblioteconomici

Dinamica pubblico/privato e stato
 sociale

Economia della conoscenza


Urbanizzazione globale e città
Dall’economia di servizi
          all’economia della conoscenza

Caratteristiche di rilievo
  globalizzazione  dei mercati
  importanza della tecnologia e dell’innovazione

  potere della finanza

Conseguenze sociali
  erosione del ceto medio
  concentrazione di potere e ricchezza

  nuovo proletariato e società low cost

  “nuovi poveri ed esclusi”
Economia della conoscenza e stato sociale

Sono compatibili?


  secondoalcuni, lo stato è un ostacolo al pieno
  dispiegarsi delle potenzialità del mercato

  secondo altri, esistono esperienze che smentiscono
  questa interpretazione anche nel panorama
  occidentale, es. quella finlandese
Economia della conoscenza e Internet

Sfruttamento economico e appropriazione
 privatistica del bene “conoscenza”
La conoscenza però è un bene non scarso, non rivale
 e non escludibile
Scontro tra:
    coloro che promuovono forme restrittive per l’accesso ai
     contenuti della produzione intellettuale
                              e
    coloro che immettono in rete contenuti disponibili liberamente
     e gratuitamente
Analisi del contesto e
     interrogativi biblioteconomici

Dinamica pubblico/privato e stato
 sociale

Economia della conoscenza


Urbanizzazione globale e
 città
La città contemporanea

 La vita urbana è una condizione dell’uomo
  contemporaneo (fenomeno
  dell’urbanizzazione globale)

 Le grandi dimensioni sono
  tendenzialmente un tratto tipico della città
  contemporanea e della vita urbana
La città contemporanea

 Policentrica e decentrata, ma al
  contempo sempre più convergente sul
  proprio centro

 Politiche di riappropriazione della città, di
  recupero di aree degradate o di zone
  abbandonate dall’industria

 Edutainment al centro di queste politiche
E le biblioteche?

 Possono configurarsi come strumento di
  riappropriazione del territorio?

 In che misura possono partecipare delle politiche di
  riqualificazione urbana?

 Possono essere utilizzate come strumento per
  creare centralità?

 In che misura e con quali modalità?
Mobilità e uso del tempo

 Luogo di flussi, da un lato delle merci e
  delle persone, dall’altro delle informazioni
  e delle esperienze attraverso la rete

 Il flusso delle persone
     compulsion to mobility
     compulsion to proximity
Mobilità e uso del tempo

 Uso del tempo
     servizi fruibili in maniera compatibile
      con i tempi della propria vita
     peso determinante del tempo del lavoro
      retribuito
     scarsità di tempo a disposizione delle
      persone
     modello delle città 24/7
     sincronizzazione e desincronizzazione
Economia, servizi, svago

 Terziarizzazione e convergenza


 Morfologia ad arcipelago


 Mcdonaldizzazione ed economia
 esperienziale
Economia, servizi, svago

 Spazi pubblici e privati
     lo spazio pubblico è ancora
      essenziale
     trasformazione della natura degli
      spazi pubblici
     necessità di attrarre funzioni
      economiche, finanziarie e
      residenziali
Politica e governo del territorio

 Gestione dei problemi economici a livello
  sovranazionale
 Crescente centralità della politica urbana e
  locale
 Obiettivo della politica urbana è attirare
  nella città un numero crescente di city
  users e applicare strategie nel city
  marketing
Di cosa ci occupiamo

Analisi del contesto e interrogativi
 biblioteconomici
I modelli interpretativi e i casi di studio
Una finestra sulla realtà italiana
Biblioteche pubbliche: quali possibilità di
 sopravvivenza?
Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni
 sociali?
Quali modelli esistenti e possibili?



Biblioteca di nicchia
Reference library
Biblioteca-libreria
Biblioteca-spazio urbano
Biblioteca-luogo esperienziale
La biblioteca di nicchia



“lunga coda”: chi può vantare una sua
 funzione e competenza specifica deve
 utilizzarla e valorizzarla

Le città sono la “coda lunga dello
 spazio urbano”
La reference library

Centralità assoluta dell’apprendimento
 continuo
Biblioteca d’informazione, di studio, di
 formazione e ricerca, di divulgazione o
 d’intrattenimento
Forte personalizzazione del servizio
La biblioteca-libreria

Organizzazione immediatamente
 comprensibile da parte dell’utente
Criteri adoperati nella realizzazione di una
 libreria o comunque di un’attività
 commerciale
Non solo presenza di spazi di ristorazione e
 intrattenimento e allungamento degli orari
 di apertura
Biblioteca-spazio urbano e sociale

Si interroga, oltre che sulla sua
 localizzazione, sul bacino d’utenza al quale
 si rivolge e per il quale deve costruire i suoi
 servizi
Risponde anche a bisogni più strettamente
 sociali, rispetto ai quali la biblioteca
 tradizionale ha normalmente grosse
 difficoltà a collocarsi
Biblioteca “esperienziale”

Dal “servizio” all’“esperienza”
Rendere la biblioteca un luogo esperienziale
 (senza trasformarlo in un parco a tema) :
  strumenti che sappiano catturare l’attenzione e la
   partecipazione degli utenti
  sperimentazione  delle nuove forme di
   socializzazione della conoscenza
  rendere  unico ed originale il modo in cui fruire dei
   servizi della biblioteca
I casi di studio



Seattle Public Library


Idea Stores, Tower Hamlets
 Borough, London
Seattle Public Library


 Realizzazione di uno spazio urbano
  interno
 Reinterpretazione originale delle funzioni
  bibliotecarie (mixing chamber, living
  room, book spiral etc.)
 Uso originale della Dewey
 Biblioteca esperienziale
Idea Stores, Tower Hamlets Borough, London

La filosofia
  puntareda un lato su un insieme di bestseller e
  altro materiale bibliografico ben scelto, dall’altro
  su nicchie bibliografiche
  inpiù offrire altri servizi di valore, come corsi di
  formazione, informazione sulla salute e sul
  lavoro, attività culturale e di intrattenimento
Idea Stores, Tower Hamlets Borough, London

Declino delle biblioteche di quartiere
Principi di base:
  Edifici belli e accessibili
  Scelte architettoniche ispirate agli spazi commerciali e di
   intrattenimento
  Politica di marketing

  Ampi orari di apertura in linea con i negozi circostanti

  Servizi centrati sugli utenti e sui bisogni locali,

  Attività di informazione e formazione

  Rinnovare l’immagine polverosa di biblioteche e
   bibliotecari
Idea Stores, Tower Hamlets Borough, London

Strategia del 2009:
  estensione    dell’offerta di servizi
  servizi   informativi sul lavoro e sulla salute
  riconfigurare    il sistema delle biblioteche di
  quartiere
  co-localizzazione    con altri servizi pubblici e
  comunali
Qualche caratteristica comune
Localizzazione
Valore architettonico
Presenza nell’edificio di spazi per altre funzioni
Funzione urbana
Orari di apertura
Riflessione sulle collezioni e sulla loro
 organizzazione
Rapporti con altri soggetti urbani, non solo di area
 culturale
Molteplicità degli usi previsti
Successo di pubblico
Luoghi di svago, non solo di studio e di lavoro
La multipurpose library


Si potrebbe ipotizzare che il modello della
 biblioteca pubblica del futuro sia in un certo
 senso la somma di quelli analizzati

È questa che chiamiamo multipurpose
 library
La multipurpose library

conciliare piccole e grandi dimensioni
realizzare servizi personalizzati, ma al
 contempo standardizzati
potenziare le funzioni di svago e, al
 contempo, rafforzare quelle di studio e di
 ricerca
lavorare sulle componenti funzionali, ma
 anche su quelle esperienziali e metaforiche
rilanciare la biblioteca come luogo pubblico
 della città
Di cosa ci occupiamo

Analisi del contesto e interrogativi
 biblioteconomici
I modelli interpretativi e i casi di studio
Una finestra sulla realtà italiana
Biblioteche pubbliche: quali possibilità di
 sopravvivenza?
Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni
 sociali?
Gli interrogativi e le risposte dei bibliotecari

Attività culturali e di intrattenimento: sì o
 no?
La grande dimensione è un vantaggio o no?
Spazi vuoti e multifunzionali, oppure
 articolati e funzionalizzati?
Separazione della biblioteca moderna da
 quella storica o no?
Gli interrogativi e le risposte dei bibliotecari

Rapporto tra enciclopedismo e
 specializzazione
Rapporto tra rispetto delle regole e libertà
 degli utenti
Riproduzione in biblioteca delle stesse
 dinamiche relazionali e conflittuali che sono
 presenti nel mondo esterno
Di cosa ci occupiamo

Analisi del contesto e interrogativi

 biblioteconomici
I modelli interpretativi e i casi di studio

Una finestra sulla realtà italiana

Biblioteche pubbliche: quali possibilità di

 sopravvivenza?
Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni

 sociali?
Perché le biblioteche pubbliche
         potrebbero sopravvivere

“Infrastrutture della democrazia”
Sono nel mercato della conoscenza
Strumento per creare uguaglianza
Spazio pubblico puro?
Reference svolto da personale
 specializzato
Perché le biblioteche pubbliche
         potrebbero sopravvivere

Espressione di un paradigma conoscitivo
 che punta contestualmente all’ampiezza e
 alla profondità
Patrimonio documentario posseduto in
 esclusiva
Supporto del tempo libero e dello svago dei
 cittadini
Perché le biblioteche pubbliche
            potrebbero morire
Crisi dello stato sociale


Erosione del ceto medio e processi di
 polarizzazione sociale

Ruolo di camera di compensazione
 verso svantaggiati e nuovi esclusi
Perché le biblioteche pubbliche
            potrebbero morire

“Infrastruttura della democrazia”: la stessa
 democrazia nelle forme in cui la conosciamo
 sta attraversando una profonda crisi

Il prevalere di un’ottica economicistica


Internet e la convergenza al digitale
Alcune domande che hanno posto a me

 Come commenta lei la possibilità di privatizzare la gestione
  delle biblioteche inglesi, soprattutto alla luce della storia
  delle Public Library e delle loro peculiarità?
  http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-privatizzazione/
 E come le suonerebbe invece una simile eventualità nel
  contesto italiano, da valutare come antidoto ai tagli che ne
  mettono a repentaglio la sopravvivenza?
 La possibilità che le biblioteche siano affidate in gestione a
  volontari, come sta accadendo nel Regno Unito:
  http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-autori/
  Che opportunità/rischi sarebbero legati a questo tipo di
  scelta, secondo lei?
Alcune domande che hanno posto a me

 Anche in Italia si sta sperimentando, pare, nella direzione
  di trattare un "bene meritorio" come "bene comune".
  L'esempio è quello del Teatro Valle Bene Comune di Roma
  che si sta costituendo come Fondazione i cui soci fondatori
  sono i cittadini. Lei che opinione ha di questo tentativo, e
  come invece vedrebbe un simile modello di gestione e
  amministrazione fortemente "dal basso" applicato alle
  biblioteche?
 Più in generale: ritiene che biblioteche, librerie e case
  editrici potrebbero in qualche modo fare fronte comune
  contro la crisi che le minaccia e, sempre più di frequente,
  travolge?
Alcune domande che hanno posto a me


Ha risposto qui Stefano Parise:
http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-aib


La situazione italiana è diversa da quella
 degli altri paesi occidentali?
Un sito interessante:
http://www.publiclibrariesnews.com/
Di cosa ci occupiamo

Analisi del contesto e interrogativi
 biblioteconomici
I modelli interpretativi e i casi di studio
Una finestra sulla realtà italiana
Biblioteche pubbliche: quali possibilità di
 sopravvivenza?
Biblioteche: istituzioni senza tempo o
 fenomeni sociali?
C’è spazio nel futuro per le biblioteche?

Le società le fanno le persone e le scelte politiche
 (M. Castells)
I bibliotecari non possono rinunciare ai loro valori
 fondamentali (l’equità, l’universalità, l’inclusione,
 l’apertura, la libertà personale, la lotta alla
 censura)
D’altra parte, non confrontarsi con la realtà è un
 atteggiamento utopistico e ideologico destinato al
 fallimento
C’è spazio nel futuro per le biblioteche?

maggiore efficienza, elevare i livelli di
 cooperazione, tagliare i rami secchi e
 rivedere la geografia bibliotecaria dei
 nostri paesi
conoscenza come bene comune
no a una visione snobistica ed elitaria
C’è spazio nel futuro per le biblioteche?

non tagliare fuori sia gli altri attori del
 tradizionale “ciclo del sapere” sia i nostri
 potenziali utenti
non sostituirsi agli utenti nella formulazione
 dei giudizi e fiducia nelle loro possibilità
occasioni alla gente per esprimersi,
 organizzarsi, sviluppare se stessi
C’è spazio nel futuro per le biblioteche?

Le biblioteche possono svolgere
 responsabilmente, eticamente e con mente
 aperta il loro ruolo fino in fondo, anche
 accettando di trasformarsi in qualcos’altro
Biblioteche fisiche potrebbero estinguersi
 nella forma in cui le conosciamo, ma i
 bibliotecari e le loro competenze?
Destrutturazione e percezione pubblica
anna.galluzzi@gmail.com

La biblioteca pubblica oggi e domani

  • 1.
    La biblioteca pubblica oggi e domani ANNA GALLUZZI BOLOGNA, 8 OTTOBRE 2012
  • 2.
    Di cosa cioccupiamo Analisi del contesto e interrogativi biblioteconomici I modelli interpretativi e i casi di studio Una finestra sulla realtà italiana Biblioteche pubbliche: quali possibilità di sopravvivenza? Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni sociali?
  • 3.
    Analisi del contestoe interrogativi biblioteconomici Dinamica pubblico/privato e stato sociale Economia della conoscenza Urbanizzazione globale e città
  • 4.
    La classificazione deibeni Criteri di classificazione: Rivalità Escludibilità Scarsità Sovranità dell’individuo Esternalità Stato o mercato?
  • 5.
    La classificazione deibeni Beni pubblici puri Beni sociali: beni sociali puri beni meritori Beni privati
  • 6.
    Lo stato sociale:le origini Sistema politico-economico-sociale con la finalità di ridurre le diseguaglianze sociali Seconda metà del XIX secolo con l'industrializzazione e l'ascesa della classe proletaria Strumento di pace sociale e processo di formazione del ceto medio
  • 7.
    Lo stato sociale:cos’è accaduto dopo Crisi economica degli anni ’70 Anni ‘80-’90: caduta del muro di Berlino e del modello economico-politico del socialismo reale Messa in discussione ideologica e pratica delle politiche di welfare Ampliamento degli spazi di gestione privata Vittoria del capitalismo finanziario (“turbocapitalismo”)
  • 8.
    Lo stato sociale:cos’è accaduto dopo Crisi finanziaria globale a partire dal 2008 Critica del turbocapitalismo Nuovi spazi di consenso sociale per i beni pubblici e per il benessere svincolato dalla crescita economica Ha acquisito credito la categoria dei beni comuni
  • 9.
    E la bibliotecapubblica dove si colloca? Nel mondo angloamericano  seconda metà dell’800  un intervento rivolto prevalentemente alla working class a fini di pacificazione e di garanzia di stabilità sociale  originale categoria di bene pubblico  sostanzialmente meritorio a livello statale  trattato a livello locale come un bene comune in quanto sottoposto alla scelta (sebbene non gestito direttamente) dalla comunità cui era destinato
  • 10.
    E la bibliotecapubblica dove si colloca? In Francia:  nazionalizzazionedel patrimonio bibliotecario dopo la Rivoluzione  idea che il patrimonio culturale appartiene a tutti i cittadini  la declinazione francese si avvicina di più al concetto di “bene pubblico puro”  questo tipo di bene entrerà a far parte dell’offerta dello stato sociale
  • 11.
    E la bibliotecapubblica dove si colloca? La collocazione rispetto alla dinamica pubblico/privato dipende da:  soggetto pubblico titolare del bene (stato o comunità locale)  accezione del concetto di bene pubblico  funzionalizzazione del bene all’erogazione di servizi  natura dei servizi erogati
  • 12.
    Analisi del contestoe interrogativi biblioteconomici Dinamica pubblico/privato e stato sociale Economia della conoscenza Urbanizzazione globale e città
  • 13.
    Dall’economia di servizi all’economia della conoscenza Caratteristiche di rilievo  globalizzazione dei mercati  importanza della tecnologia e dell’innovazione  potere della finanza Conseguenze sociali  erosione del ceto medio  concentrazione di potere e ricchezza  nuovo proletariato e società low cost  “nuovi poveri ed esclusi”
  • 14.
    Economia della conoscenzae stato sociale Sono compatibili?  secondoalcuni, lo stato è un ostacolo al pieno dispiegarsi delle potenzialità del mercato  secondo altri, esistono esperienze che smentiscono questa interpretazione anche nel panorama occidentale, es. quella finlandese
  • 15.
    Economia della conoscenzae Internet Sfruttamento economico e appropriazione privatistica del bene “conoscenza” La conoscenza però è un bene non scarso, non rivale e non escludibile Scontro tra:  coloro che promuovono forme restrittive per l’accesso ai contenuti della produzione intellettuale e  coloro che immettono in rete contenuti disponibili liberamente e gratuitamente
  • 16.
    Analisi del contestoe interrogativi biblioteconomici Dinamica pubblico/privato e stato sociale Economia della conoscenza Urbanizzazione globale e città
  • 17.
    La città contemporanea La vita urbana è una condizione dell’uomo contemporaneo (fenomeno dell’urbanizzazione globale)  Le grandi dimensioni sono tendenzialmente un tratto tipico della città contemporanea e della vita urbana
  • 18.
    La città contemporanea Policentrica e decentrata, ma al contempo sempre più convergente sul proprio centro  Politiche di riappropriazione della città, di recupero di aree degradate o di zone abbandonate dall’industria  Edutainment al centro di queste politiche
  • 19.
    E le biblioteche? Possono configurarsi come strumento di riappropriazione del territorio?  In che misura possono partecipare delle politiche di riqualificazione urbana?  Possono essere utilizzate come strumento per creare centralità?  In che misura e con quali modalità?
  • 20.
    Mobilità e usodel tempo  Luogo di flussi, da un lato delle merci e delle persone, dall’altro delle informazioni e delle esperienze attraverso la rete  Il flusso delle persone  compulsion to mobility  compulsion to proximity
  • 21.
    Mobilità e usodel tempo  Uso del tempo  servizi fruibili in maniera compatibile con i tempi della propria vita  peso determinante del tempo del lavoro retribuito  scarsità di tempo a disposizione delle persone  modello delle città 24/7  sincronizzazione e desincronizzazione
  • 22.
    Economia, servizi, svago Terziarizzazione e convergenza  Morfologia ad arcipelago  Mcdonaldizzazione ed economia esperienziale
  • 23.
    Economia, servizi, svago Spazi pubblici e privati  lo spazio pubblico è ancora essenziale  trasformazione della natura degli spazi pubblici  necessità di attrarre funzioni economiche, finanziarie e residenziali
  • 24.
    Politica e governodel territorio  Gestione dei problemi economici a livello sovranazionale  Crescente centralità della politica urbana e locale  Obiettivo della politica urbana è attirare nella città un numero crescente di city users e applicare strategie nel city marketing
  • 25.
    Di cosa cioccupiamo Analisi del contesto e interrogativi biblioteconomici I modelli interpretativi e i casi di studio Una finestra sulla realtà italiana Biblioteche pubbliche: quali possibilità di sopravvivenza? Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni sociali?
  • 26.
    Quali modelli esistentie possibili? Biblioteca di nicchia Reference library Biblioteca-libreria Biblioteca-spazio urbano Biblioteca-luogo esperienziale
  • 27.
    La biblioteca dinicchia “lunga coda”: chi può vantare una sua funzione e competenza specifica deve utilizzarla e valorizzarla Le città sono la “coda lunga dello spazio urbano”
  • 28.
    La reference library Centralitàassoluta dell’apprendimento continuo Biblioteca d’informazione, di studio, di formazione e ricerca, di divulgazione o d’intrattenimento Forte personalizzazione del servizio
  • 29.
    La biblioteca-libreria Organizzazione immediatamente comprensibile da parte dell’utente Criteri adoperati nella realizzazione di una libreria o comunque di un’attività commerciale Non solo presenza di spazi di ristorazione e intrattenimento e allungamento degli orari di apertura
  • 30.
    Biblioteca-spazio urbano esociale Si interroga, oltre che sulla sua localizzazione, sul bacino d’utenza al quale si rivolge e per il quale deve costruire i suoi servizi Risponde anche a bisogni più strettamente sociali, rispetto ai quali la biblioteca tradizionale ha normalmente grosse difficoltà a collocarsi
  • 31.
    Biblioteca “esperienziale” Dal “servizio”all’“esperienza” Rendere la biblioteca un luogo esperienziale (senza trasformarlo in un parco a tema) :  strumenti che sappiano catturare l’attenzione e la partecipazione degli utenti  sperimentazione delle nuove forme di socializzazione della conoscenza  rendere unico ed originale il modo in cui fruire dei servizi della biblioteca
  • 32.
    I casi distudio Seattle Public Library Idea Stores, Tower Hamlets Borough, London
  • 33.
    Seattle Public Library Realizzazione di uno spazio urbano interno  Reinterpretazione originale delle funzioni bibliotecarie (mixing chamber, living room, book spiral etc.)  Uso originale della Dewey  Biblioteca esperienziale
  • 34.
    Idea Stores, TowerHamlets Borough, London La filosofia  puntareda un lato su un insieme di bestseller e altro materiale bibliografico ben scelto, dall’altro su nicchie bibliografiche  inpiù offrire altri servizi di valore, come corsi di formazione, informazione sulla salute e sul lavoro, attività culturale e di intrattenimento
  • 35.
    Idea Stores, TowerHamlets Borough, London Declino delle biblioteche di quartiere Principi di base:  Edifici belli e accessibili  Scelte architettoniche ispirate agli spazi commerciali e di intrattenimento  Politica di marketing  Ampi orari di apertura in linea con i negozi circostanti  Servizi centrati sugli utenti e sui bisogni locali,  Attività di informazione e formazione  Rinnovare l’immagine polverosa di biblioteche e bibliotecari
  • 36.
    Idea Stores, TowerHamlets Borough, London Strategia del 2009:  estensione dell’offerta di servizi  servizi informativi sul lavoro e sulla salute  riconfigurare il sistema delle biblioteche di quartiere  co-localizzazione con altri servizi pubblici e comunali
  • 37.
    Qualche caratteristica comune Localizzazione Valorearchitettonico Presenza nell’edificio di spazi per altre funzioni Funzione urbana Orari di apertura Riflessione sulle collezioni e sulla loro organizzazione Rapporti con altri soggetti urbani, non solo di area culturale Molteplicità degli usi previsti Successo di pubblico Luoghi di svago, non solo di studio e di lavoro
  • 38.
    La multipurpose library Sipotrebbe ipotizzare che il modello della biblioteca pubblica del futuro sia in un certo senso la somma di quelli analizzati È questa che chiamiamo multipurpose library
  • 39.
    La multipurpose library conciliarepiccole e grandi dimensioni realizzare servizi personalizzati, ma al contempo standardizzati potenziare le funzioni di svago e, al contempo, rafforzare quelle di studio e di ricerca lavorare sulle componenti funzionali, ma anche su quelle esperienziali e metaforiche rilanciare la biblioteca come luogo pubblico della città
  • 40.
    Di cosa cioccupiamo Analisi del contesto e interrogativi biblioteconomici I modelli interpretativi e i casi di studio Una finestra sulla realtà italiana Biblioteche pubbliche: quali possibilità di sopravvivenza? Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni sociali?
  • 41.
    Gli interrogativi ele risposte dei bibliotecari Attività culturali e di intrattenimento: sì o no? La grande dimensione è un vantaggio o no? Spazi vuoti e multifunzionali, oppure articolati e funzionalizzati? Separazione della biblioteca moderna da quella storica o no?
  • 42.
    Gli interrogativi ele risposte dei bibliotecari Rapporto tra enciclopedismo e specializzazione Rapporto tra rispetto delle regole e libertà degli utenti Riproduzione in biblioteca delle stesse dinamiche relazionali e conflittuali che sono presenti nel mondo esterno
  • 43.
    Di cosa cioccupiamo Analisi del contesto e interrogativi biblioteconomici I modelli interpretativi e i casi di studio Una finestra sulla realtà italiana Biblioteche pubbliche: quali possibilità di sopravvivenza? Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni sociali?
  • 44.
    Perché le bibliotechepubbliche potrebbero sopravvivere “Infrastrutture della democrazia” Sono nel mercato della conoscenza Strumento per creare uguaglianza Spazio pubblico puro? Reference svolto da personale specializzato
  • 45.
    Perché le bibliotechepubbliche potrebbero sopravvivere Espressione di un paradigma conoscitivo che punta contestualmente all’ampiezza e alla profondità Patrimonio documentario posseduto in esclusiva Supporto del tempo libero e dello svago dei cittadini
  • 46.
    Perché le bibliotechepubbliche potrebbero morire Crisi dello stato sociale Erosione del ceto medio e processi di polarizzazione sociale Ruolo di camera di compensazione verso svantaggiati e nuovi esclusi
  • 47.
    Perché le bibliotechepubbliche potrebbero morire “Infrastruttura della democrazia”: la stessa democrazia nelle forme in cui la conosciamo sta attraversando una profonda crisi Il prevalere di un’ottica economicistica Internet e la convergenza al digitale
  • 48.
    Alcune domande chehanno posto a me  Come commenta lei la possibilità di privatizzare la gestione delle biblioteche inglesi, soprattutto alla luce della storia delle Public Library e delle loro peculiarità? http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-privatizzazione/  E come le suonerebbe invece una simile eventualità nel contesto italiano, da valutare come antidoto ai tagli che ne mettono a repentaglio la sopravvivenza?  La possibilità che le biblioteche siano affidate in gestione a volontari, come sta accadendo nel Regno Unito: http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-autori/ Che opportunità/rischi sarebbero legati a questo tipo di scelta, secondo lei?
  • 49.
    Alcune domande chehanno posto a me  Anche in Italia si sta sperimentando, pare, nella direzione di trattare un "bene meritorio" come "bene comune". L'esempio è quello del Teatro Valle Bene Comune di Roma che si sta costituendo come Fondazione i cui soci fondatori sono i cittadini. Lei che opinione ha di questo tentativo, e come invece vedrebbe un simile modello di gestione e amministrazione fortemente "dal basso" applicato alle biblioteche?  Più in generale: ritiene che biblioteche, librerie e case editrici potrebbero in qualche modo fare fronte comune contro la crisi che le minaccia e, sempre più di frequente, travolge?
  • 50.
    Alcune domande chehanno posto a me Ha risposto qui Stefano Parise: http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-aib La situazione italiana è diversa da quella degli altri paesi occidentali?
  • 51.
  • 52.
    Di cosa cioccupiamo Analisi del contesto e interrogativi biblioteconomici I modelli interpretativi e i casi di studio Una finestra sulla realtà italiana Biblioteche pubbliche: quali possibilità di sopravvivenza? Biblioteche: istituzioni senza tempo o fenomeni sociali?
  • 53.
    C’è spazio nelfuturo per le biblioteche? Le società le fanno le persone e le scelte politiche (M. Castells) I bibliotecari non possono rinunciare ai loro valori fondamentali (l’equità, l’universalità, l’inclusione, l’apertura, la libertà personale, la lotta alla censura) D’altra parte, non confrontarsi con la realtà è un atteggiamento utopistico e ideologico destinato al fallimento
  • 54.
    C’è spazio nelfuturo per le biblioteche? maggiore efficienza, elevare i livelli di cooperazione, tagliare i rami secchi e rivedere la geografia bibliotecaria dei nostri paesi conoscenza come bene comune no a una visione snobistica ed elitaria
  • 55.
    C’è spazio nelfuturo per le biblioteche? non tagliare fuori sia gli altri attori del tradizionale “ciclo del sapere” sia i nostri potenziali utenti non sostituirsi agli utenti nella formulazione dei giudizi e fiducia nelle loro possibilità occasioni alla gente per esprimersi, organizzarsi, sviluppare se stessi
  • 56.
    C’è spazio nelfuturo per le biblioteche? Le biblioteche possono svolgere responsabilmente, eticamente e con mente aperta il loro ruolo fino in fondo, anche accettando di trasformarsi in qualcos’altro Biblioteche fisiche potrebbero estinguersi nella forma in cui le conosciamo, ma i bibliotecari e le loro competenze? Destrutturazione e percezione pubblica
  • 57.