SCRIVERE UN RACCONTOSCRIVERE UN RACCONTO
AUTOBIOGRAFICOAUTOBIOGRAFICO
Scegli un momento piccolo e breve che hai vissuto
nella tua vita e che per te è stato in qualche modo
(positivo o negativo) significativo.
Raccontalo con tutte le sfumature importanti: suoni,
odori, colori, rumori, emozioni...
Il testo deve avere questa strutturaIl testo deve avere questa struttura
IntroduzioneIntroduzione
SvolgimentoSvolgimento
ConclusioneConclusione
INTRODUZIONEINTRODUZIONE
Parte breve in cui devono essere presenti le
risposte alle 5W:
What? Cosa
When? Quando
Who? Chi
Why? Perché
Where? Dove
Sì, ma come inizio?Sì, ma come inizio?
L'inizio (incipit) di un testo, la prima parte
dell'introduzione, proprio l'inizio insomma...
… è la parte più importante: devi essere
coinvolgente verso il lettore, invogliarlo a
proseguire nella lettura.
Come fare?
EsempiEsempi
INCIPIT DESCRITTIVOINCIPIT DESCRITTIVO
è il più classico e anche il
meno avvincente. L'autore
descrive brevemente il
luogo o la situazione
“Era un caldo pomeriggio
assolato di inizio estate; il
cielo era limpido e azzurro
senza l'ombra di una
nuvola.”
INCIPIT CON AZIONE.INCIPIT CON AZIONE.
Il racconto entra subito nel
vivo, succede subito
qualcosa.
“Driiiin! Era la sveglia. Mi alzai
di scatto dal letto e corsi in
cucina dove trovai i miei
genitori e mio fratello che
facevano colazione.”
E ancora...E ancora...
INCIPIT CON DIALOGO.
Due o più personaggi
parlano fra loro e
introducono il lettore alla
vicenda.
“Andrea, io esco. Tu rimani in
casa a fare i compiti, vero?”
“Certo, mamma, stai
tranquilla”.
Non potevo certo
immaginare cosa sarebbe
successo quel pomeriggio.
INCIPIT RIFLESSIVO.
La storia inizia con le
riflessioni del narratore.
“Molti sostengono che
l'infanzia sia il momento pià
felice della vita delle persone.
Forse non sanno cosa è
capitato a me”.
SvolgimentoSvolgimento
Racconti ciò di cui vuoi parlare, il fattoil fatto, l'episodio.
Lo svolgimento deve essere sviluppato in alcuni
paragrafiparagrafi: uno per una descrizione, uno per un
dialogo, uno per una riflessione, uno per una
narrazione...
Alla fine di ogni paragrafo si va a caposi va a capo!
Il lettore deve riuscire a entrare dentro il ricordo che
stai raccontando come se fosse lì con te.
Per far questo devi mostrare chiaramente cosa
provano i personaggi (sentimenti, emozioni...), tu
compreso.
Il lettore deve sentirsi lì con te, sentire i rumori che
senti te, provare freddo o caldo con te! Esattamente
come succede a te quando vedi un film e ti
immedesimi nel protagonista.
Come fare? Osserva l'esempioCome fare? Osserva l'esempio
Sono all'aeroporto e sono
in attesa di imbarcarmi per
la prima volta su un aereo.
Finalmente chiamano il
nostro volo.
Eccomi qui seduto su questa
scomoda sedia di plastica
dell'aeroporto. Oggi per la
prima volta salirò su un
aereo: sono emozionato e
terrorizzato allo stesso
tempo. Stanno chiamando il
nostro volo! Scatto in piedi,
mi tremano leggermente le
gambe. Mi metto in coda:
non vedo l'ora di partire!
Ancora un esempioAncora un esempio
La squadre era stata
sconfitta nell'ultima partita
di campionato e io, il
capitano, ero furioso
Subito dopo il fischio finale
dell'arbitro che sanciva
l'ennesima sconfitta della
squadra, afferrai con entrambe
le mani il pallone e lo gettai
nell'angolo più lontano del
campo, poi scesi da solo negli
spogliatoi. Qui inarcai la schiena
e dalla mia bocca uscì un urlo
così potente da far tremare
tutti gli armadietti. Per fortuna
ero ancora solo là dentro, così
nessuno poté notare quanto
fossi paonazzo in viso.
Usa un lessico “sensoriale”. Guarda questi esempi:Usa un lessico “sensoriale”. Guarda questi esempi:
fra un verbo e l'altro c'è differenza, no?fra un verbo e l'altro c'è differenza, no?
Il bambino
sbocconcellò
il panino
Il bambino
assaggiò il
panino
Il bambino
assaporò il
panino
Il bambino
dilaniò il
panino
Il bambino si
avventò sul
panino
Il bambino
mangiò il
panino
Le parole che usi sono importanti.
Sceglile con cura.
Non scrivere la prima cosa che ti viene in mente.
Usa, soprattutto, un lessico sensoriale, cioè delle
parole che rimandino a odori, profumi, suoni,
sensazioni tattili...
Il dizionario dei sinonimi può aiutarti.
Nel tuo racconto autobiograficoNel tuo racconto autobiografico
devono esserci sequenzedevono esserci sequenze
Narrative: azioni dei
personaggi
Descrittive: descrizioni
di personaggi o luoghi
Riflessive: pensieri,
riflessioni, sensazioni
e sentimenti dei
personaggi e tuoi
Dialogiche: dialoghi fra
personaggi
ConclusioneConclusione
Non puoi finire bruscamente non appena hai finito
di raccontare.
La conclusione è una parte essenziale che lascia
un ricordo di ciò che ha letto al lettore.
Devi fare in modo che questo ricordo sia positivo!
Si, ma... come finisco?Si, ma... come finisco?
CONCLUSIONE
BILANCIO: cosa ho
imparato da questa
esperienza?
“la nascita di mia sorella
rimarrà per me un ricordo
indelebile nella mia memoria.
Quando l'ho vista per la
prima volta ho capito che
non sarei stata mai più sola”
CONCLUSIONE
PREDIZIONE: finisco con
una speranza per il futuro
“La gita in Spagna è stata
una tappa fondamentale per
la mia crescita; spero proprio
di vivere altre esperienze così
ricche e intense in futuro”
Oppure...
CONCLUSIONE CON
DIALOGO. La vicenda si
chiude con un dialogo
significativo
“Stai bene?” “No, mamma,
non sto bene, se penso a
quanto ti ho fatto
preoccupare. Ma adesso ho
capito e non ripeterò più gli
stessi errori”
CONCLUSIONE
CIRCOLARE. Ripresa di
uno spunto accennato
all'inizio
“E' proprio vero: il primo
giorno di scuola elementare
ti senti già grande. E forse lo
sei davvero, perché per la
prima volta devi imparare a
cavartela da solo”.
CORREGGERE LA FORMACORREGGERE LA FORMA
Ora che il contenuto del tuo testo è (dovrebbe
essere, almeno...) a posto, è necessario correggere
la forma, ovvero, soprattutto, la sintassi e
l'ortografia.
CONTROLLACONTROLLA
Lettere maiuscole: si
mette con i nomi
propri e dopo il . ? !
non dopo , : ;
Numeri: si scrivono in
lettere tranne quando
indicano una data (12
ottobre 2016) o un'ora
(13.10)
Punteggiatura: ogni frase
e ogni periodo devono
finire con un . ? !
Mai la virgola fra soggetto
e predicato e fra predicato
e complemento oggetto.
Tempi verbali: quando
è collocato il tuo
racconto? Se al passato
allora devi usare i verbi
al passato
Evita le frasi troppo
lunghe, piene di
congiunzioni, avverbi,
pronomi relativi.
I puntini di
sospensione si usano
sempre in tre … non
di più
Con il punto e a capo si
crea un nuovo
paragrafo e si usa
quando si cambia
argomento.
C'è punto e punto. Il
punto fermo divide
due periodi ma dopo
la narrazione
prosegue di seguito.
ORTOGRAFIAORTOGRAFIA
Quando non sei sicuro della grafia di una parola,
guarda nel dizionario. Non c'è niente di peggio di un
buon testo con degli ORRORI ortografici.
Controlla gli errori che fai più frequentemente
(accenti, apostrofi, uso dell'h, doppie, sillabe...)
Lavoro in parte tratto dal blog
www.latestabenfatta.wordpress.com

Autobiografia

  • 1.
    SCRIVERE UN RACCONTOSCRIVEREUN RACCONTO AUTOBIOGRAFICOAUTOBIOGRAFICO Scegli un momento piccolo e breve che hai vissuto nella tua vita e che per te è stato in qualche modo (positivo o negativo) significativo. Raccontalo con tutte le sfumature importanti: suoni, odori, colori, rumori, emozioni...
  • 2.
    Il testo deveavere questa strutturaIl testo deve avere questa struttura IntroduzioneIntroduzione SvolgimentoSvolgimento ConclusioneConclusione
  • 3.
    INTRODUZIONEINTRODUZIONE Parte breve incui devono essere presenti le risposte alle 5W: What? Cosa When? Quando Who? Chi Why? Perché Where? Dove
  • 4.
    Sì, ma comeinizio?Sì, ma come inizio? L'inizio (incipit) di un testo, la prima parte dell'introduzione, proprio l'inizio insomma... … è la parte più importante: devi essere coinvolgente verso il lettore, invogliarlo a proseguire nella lettura. Come fare?
  • 5.
    EsempiEsempi INCIPIT DESCRITTIVOINCIPIT DESCRITTIVO èil più classico e anche il meno avvincente. L'autore descrive brevemente il luogo o la situazione “Era un caldo pomeriggio assolato di inizio estate; il cielo era limpido e azzurro senza l'ombra di una nuvola.” INCIPIT CON AZIONE.INCIPIT CON AZIONE. Il racconto entra subito nel vivo, succede subito qualcosa. “Driiiin! Era la sveglia. Mi alzai di scatto dal letto e corsi in cucina dove trovai i miei genitori e mio fratello che facevano colazione.”
  • 6.
    E ancora...E ancora... INCIPITCON DIALOGO. Due o più personaggi parlano fra loro e introducono il lettore alla vicenda. “Andrea, io esco. Tu rimani in casa a fare i compiti, vero?” “Certo, mamma, stai tranquilla”. Non potevo certo immaginare cosa sarebbe successo quel pomeriggio. INCIPIT RIFLESSIVO. La storia inizia con le riflessioni del narratore. “Molti sostengono che l'infanzia sia il momento pià felice della vita delle persone. Forse non sanno cosa è capitato a me”.
  • 7.
    SvolgimentoSvolgimento Racconti ciò dicui vuoi parlare, il fattoil fatto, l'episodio. Lo svolgimento deve essere sviluppato in alcuni paragrafiparagrafi: uno per una descrizione, uno per un dialogo, uno per una riflessione, uno per una narrazione... Alla fine di ogni paragrafo si va a caposi va a capo!
  • 8.
    Il lettore deveriuscire a entrare dentro il ricordo che stai raccontando come se fosse lì con te. Per far questo devi mostrare chiaramente cosa provano i personaggi (sentimenti, emozioni...), tu compreso. Il lettore deve sentirsi lì con te, sentire i rumori che senti te, provare freddo o caldo con te! Esattamente come succede a te quando vedi un film e ti immedesimi nel protagonista.
  • 9.
    Come fare? Osserval'esempioCome fare? Osserva l'esempio Sono all'aeroporto e sono in attesa di imbarcarmi per la prima volta su un aereo. Finalmente chiamano il nostro volo. Eccomi qui seduto su questa scomoda sedia di plastica dell'aeroporto. Oggi per la prima volta salirò su un aereo: sono emozionato e terrorizzato allo stesso tempo. Stanno chiamando il nostro volo! Scatto in piedi, mi tremano leggermente le gambe. Mi metto in coda: non vedo l'ora di partire!
  • 10.
    Ancora un esempioAncoraun esempio La squadre era stata sconfitta nell'ultima partita di campionato e io, il capitano, ero furioso Subito dopo il fischio finale dell'arbitro che sanciva l'ennesima sconfitta della squadra, afferrai con entrambe le mani il pallone e lo gettai nell'angolo più lontano del campo, poi scesi da solo negli spogliatoi. Qui inarcai la schiena e dalla mia bocca uscì un urlo così potente da far tremare tutti gli armadietti. Per fortuna ero ancora solo là dentro, così nessuno poté notare quanto fossi paonazzo in viso.
  • 11.
    Usa un lessico“sensoriale”. Guarda questi esempi:Usa un lessico “sensoriale”. Guarda questi esempi: fra un verbo e l'altro c'è differenza, no?fra un verbo e l'altro c'è differenza, no? Il bambino sbocconcellò il panino Il bambino assaggiò il panino Il bambino assaporò il panino Il bambino dilaniò il panino Il bambino si avventò sul panino Il bambino mangiò il panino
  • 12.
    Le parole cheusi sono importanti. Sceglile con cura. Non scrivere la prima cosa che ti viene in mente. Usa, soprattutto, un lessico sensoriale, cioè delle parole che rimandino a odori, profumi, suoni, sensazioni tattili... Il dizionario dei sinonimi può aiutarti.
  • 13.
    Nel tuo raccontoautobiograficoNel tuo racconto autobiografico devono esserci sequenzedevono esserci sequenze Narrative: azioni dei personaggi Descrittive: descrizioni di personaggi o luoghi Riflessive: pensieri, riflessioni, sensazioni e sentimenti dei personaggi e tuoi Dialogiche: dialoghi fra personaggi
  • 14.
    ConclusioneConclusione Non puoi finirebruscamente non appena hai finito di raccontare. La conclusione è una parte essenziale che lascia un ricordo di ciò che ha letto al lettore. Devi fare in modo che questo ricordo sia positivo!
  • 15.
    Si, ma... comefinisco?Si, ma... come finisco? CONCLUSIONE BILANCIO: cosa ho imparato da questa esperienza? “la nascita di mia sorella rimarrà per me un ricordo indelebile nella mia memoria. Quando l'ho vista per la prima volta ho capito che non sarei stata mai più sola” CONCLUSIONE PREDIZIONE: finisco con una speranza per il futuro “La gita in Spagna è stata una tappa fondamentale per la mia crescita; spero proprio di vivere altre esperienze così ricche e intense in futuro”
  • 16.
    Oppure... CONCLUSIONE CON DIALOGO. Lavicenda si chiude con un dialogo significativo “Stai bene?” “No, mamma, non sto bene, se penso a quanto ti ho fatto preoccupare. Ma adesso ho capito e non ripeterò più gli stessi errori” CONCLUSIONE CIRCOLARE. Ripresa di uno spunto accennato all'inizio “E' proprio vero: il primo giorno di scuola elementare ti senti già grande. E forse lo sei davvero, perché per la prima volta devi imparare a cavartela da solo”.
  • 17.
    CORREGGERE LA FORMACORREGGERELA FORMA Ora che il contenuto del tuo testo è (dovrebbe essere, almeno...) a posto, è necessario correggere la forma, ovvero, soprattutto, la sintassi e l'ortografia.
  • 18.
    CONTROLLACONTROLLA Lettere maiuscole: si mettecon i nomi propri e dopo il . ? ! non dopo , : ; Numeri: si scrivono in lettere tranne quando indicano una data (12 ottobre 2016) o un'ora (13.10) Punteggiatura: ogni frase e ogni periodo devono finire con un . ? ! Mai la virgola fra soggetto e predicato e fra predicato e complemento oggetto. Tempi verbali: quando è collocato il tuo racconto? Se al passato allora devi usare i verbi al passato
  • 19.
    Evita le frasitroppo lunghe, piene di congiunzioni, avverbi, pronomi relativi. I puntini di sospensione si usano sempre in tre … non di più Con il punto e a capo si crea un nuovo paragrafo e si usa quando si cambia argomento. C'è punto e punto. Il punto fermo divide due periodi ma dopo la narrazione prosegue di seguito.
  • 20.
    ORTOGRAFIAORTOGRAFIA Quando non seisicuro della grafia di una parola, guarda nel dizionario. Non c'è niente di peggio di un buon testo con degli ORRORI ortografici. Controlla gli errori che fai più frequentemente (accenti, apostrofi, uso dell'h, doppie, sillabe...)
  • 21.
    Lavoro in partetratto dal blog www.latestabenfatta.wordpress.com