PREVENZIONE E TERAPIA DEL CARCINOMA MAMMARIO OSPEDALE SANT’EUGENIO 11/12/2010 Linfoscintigrafia Mammaria E  Radiorepere U.O.C. Medicina Nucleare – Osp. S. Eugenio – ROMA Prof. C. Cipriani Dr.Giampiero Atzei Grafica di Diego Notaro
ASSUNTI BIOLOGICI - 1  METASTASI: Riproduzione del tumore a distanza, conseguenza della crescita infiltrativa e distruttiva delle cellule maligne  Distacco di cellule tumorali dalle regioni più esterne della massa tumorale per il coinvolgimento di fattori quali: mancata inibizione da contatto scarsa adesività carenza locale di calcio eliminazione di fermenti proteolitici eliminazione di fermenti idrolitici
ASSUNTI BIOLOGICI - 2  L’ eliminazione di fermenti idrolitici: riduce l’adesività delle cellule neoplastiche tra loro  può aprire la strada alla migrazione delle cellule  neoplastiche attraverso gli interstizi tissutali (1-6   m/min) con altissima probabilità di incontrare un vasellino linfatico o sanguigno
TUMORE MAMMARIO: CONSIDERAZIONI 1 Il drenaggio linfatico è la principale via di diffusione metastatica verso il linfocentro ascellare Diametro  ≤  5 mm  L + nel  5 % “  “  1 cm  “  “  10 % “  “  1 – 2 cm  “  “  23 % “  “  2 – 5 cm  “  “  41 %  “  “  > 5 cm  “  “  75 % Oltre il 70% delle diagnosi riguardano i tumori di diametro fino a 2 cm (autopalpazione, mammo – eco, screening, RM, ecc.) Il 25 % delle diagnosi riguarda lesioni non palpabili, clinicamente occulte, spesso pre-invasive. La stadiazione linfonodale ascellare con linfoadenectomia ascellare (L. A.) ha notevole importanza prognostica e per la pianificazione terapeutica (controllo della progressione loco-regionale, aumento sopravvivenza?)
TUMORE MAMMARIO: CONSIDERAZIONI 2 Fino al 30 % del paziente sottoposto a L. A. dopo chirurgia conservativa della mammella hanno come complicanze linfedema dell’arto, limitazione funzionale, parestesia , dolore, linfocele (raro) ed infezioni (rare). Il linfedema persiste anche dopo 20 anni nel 40 %  delle pazienti, soprattutto se non viene ben affrontato subito terapeuticamente. L.A. è negativa nel 70 % dei K mammari di diametro inferiore a 3 cm, risultando quindi, inutile e potenzialmente dannosa.
LINFONODO SENTINELLA Ad ogni determinata regione cutanea e mammaria corrisponde una ben definita area di drenaggio linfatico e questo avviene costantemente verso lo stesso linfonodo (Morton e Giuliano). La sua negatività per cellule maligne indica nella 96 – 98 % dei casi che anche i rimaneti linfonodi regionali sono indenni. La falsa negatività è stata maggiormente riscontrata nei K multifocali e/o multicentrici ed in presenza di invasione neoplastica dei vasi peri tumorali. La procedura con il solo colorante vitale blu dye risulta complicata, lascia estesa cicatrice e nel 30 - 40 % dei casi non identifica il L.S. La versione più recente del TNM prevede un’annotazione specifica per N quando è disponibile l’esame istologico del L.S. con ulteriore annotazione se presenti micro metastasi o cellule isolate.
METODI DI IDENTIFICAZIONE DEL LINFONODO SENTINELLA Iniezione del colorante vitale Iniezione del radiotracciante: LINFOSCINTIGRAFIA MAMMARIA
NELLE LESIONI SUPERFICIALI E PALPABILI SOMMINISTRAZIONE DIRETTA PERILESIONALE TRANSDERMICA CON ACCESSO SOVRALESIONALE
 
 
BASI TEORICHE DELLA LINFOSCINTIGRAFIA   PARTICELLE  COLLOIDALI  RADIOMARCATE  INTRODOTTE   nell’interstizio tissutale  TRASPORTATE   dalla linfa lungo le vie linfatiche (trasporto passivo)  INTRAPPOLATE   nel reticolo endoteliale dei linfonodi (colloidopessi)
PRINCIPIO MEDICO-NUCLEARE   Il radiofarmaco (COLLOIDE RADIOMARCATO) deve: tracciare la corrente linfatica mimare le cellule neoplastiche distaccate dalla superficie del tumore   LA SEDE DI PARTENZA DEVE ESSERE LA PIÙ PROSSIMA POSSIBILE AL TUMORE ( tessuto perilesionale ) A tal fine si può ritenere corretta la sede di inoculo del tracciante entro 1 cm dalla periferia del tumore, assumendo che la rete linfatica del tessuto interstiziale compreso entro tali limiti abbia un drenaggio unico, trattandosi di lesioni tumorali piccole.
DIMENSIONI DEI COLLOIIDI (NANOMETRI)
Il trasporto ed il movimento attraverso i vasi linfatici è fortemente dipendente dalle dimensioni delle particelle colloidali Particelle più piccole di 10 nm  penetrano la membrana capillare  Particelle più grandi di 500 nm  mostrano  scarsa-lenta progressione Particelle di dimensioni inferiori a 100 nm  mostrano rapida progressione dallo spazio interstiziale  e significativa ritenzione nei linfonodi E’ importante la dispersione delle dimensioni Le dimensioni più idonee sembrerebbero comprese tra 40 e 50 nm (Abraham JW  EJNM  1999) tra 50 e 200 nm (Keshtgar and Hell  EJNM  1999)  SCELTA DEL TRACCIANTE
Il tracciante ideale deve associare il rapido trasporto lungo le vie linfatiche  ed una ritenzione persistente nel linfonodo +++ Albumina colloidale  Europa ++ Solfuro colloidale  USA ++ Antimonio trisolfuro  Australia  L’albumina colloidale mostra una migliore visualizzazione delle vie di drenaggio linfatico ed una più elevata captazione nel L.S.
PREPARAZIONE DEL RADIOFARMACO CONTROLLO DI QUALITÀ (NANOCOLL - Amersham-Sorin) RICOSTRUZIONE DEL LIOFILIZZATO:  da 1 a 5 ml di Soluzione di Pertecnetato di Sodio  99m Tc Attività specifica:  > 10 mCi/mL  Volume: 50 -150    L Dose: 400 -1200    Ci (ogni centro terrà conto del tempo che intercorre tra la somministrazione e l’intervento)  CONTROLLO DI QUALITÀ  (PUREZZA RADIOCHIMICA) METODI DI INDAGINE: Cromatografia su carta Whatman n°1 Cromatografia su ITLC -SG
VIE E MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DEL RADIOCOLLOIDE Nelle lesioni profonde non palpabili si deposita  un’aliquota di tracciante  intralesionale  e la restante in sede  perilesionale la somministrazione  intralesionale  consente la eradicazione della lesione per via radioguidata(ago da 22 G ) la somministrazione  perilesionale  garantisce un più probabile drenaggio linfatico( ago da 22 G )
VIA E MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE   Dal momento che le particelle di dimensioni maggiori non penetrano i capillari linfatici, alcuni AA ricorrono a manovre  non fisiologiche  “… la somministrazione di grandi volumi di particelle colloidali  o l’iniezione in siti lontani dal tumore (intradermica o subdermica ) aumenta la possibilità di  tracciare  linfonodi che non drenano dal tumore primario”  Uren et al  EJNM  1999   Molti AA ritengono che la somministrazione perilesionale sia la più idonea Krag DN et al  Surg Onc  1993  Gulec SA et al  JNM  1997 Uren et al  EJNM  1999   La somministrazione intralesionale non è  accompagnata da un  drenaggio linfatico in circa 27% dei casi Buonomo et al  AntiCancer Res  2000
NELLE LESIONI PROFONDE DIFFICILMENTE PALPABILI SOMMINISTRAZIONE ECOGUIDATA INTRA-PERILESIONALE TRANSDERMICA CON ACCESSO SOVRALESIONALE
NELLE LESIONI PIU’ PICCOLE PROFONDE NON PALPABILI  SOMMINISTRAZIONE INTRA-PERILESIONALE TRANSDERMICA CON ACCESSO SOVRALESIONALE SOTTO GUIDA STEREOTASSICA
VIA E MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE   Nella regione peri-sub areolare vi è il plesso linfatico di Sappey ove confluiscono in condizioni fisiologiche, secondo numerosi studi, i linfatici provenienti da tutta (?) la mammella, suggerendo che esista un unico L.S. per l’intera ghiandola. L’iniezione peri-sub areolare, di semplice esecuzione, potrebbe rappresentare la più indicata in casi particolari quali neoplasie già escisse.   Perilesionale Intralesionale Non più sottocutaneo Periareolare?
 
 
BASI ANATOMICHE VIE DI DRENAGGIO DALLA GHIANDOLA MAMMARIA DRENAGGIO DAL CORPO MAMMARIO: 60% dei casi  Stazione linfonodale ascellare omolaterale 20% dei casi Ascella + Catena mammaria interna 13% dei casi Ascella + Mammaria Int + Sopra-Sottoclaveari   6% dei casi Catena mammaria interna    1% dei casi Ascella controlaterale
E’ nota l’esistenza di vie anastomotiche tra la rete linfatica cutanea e quella del corpo ghiandolare  BASI ANATOMICHE VIE DI DRENAGGIO DALLA GHIANDOLA MAMMARIA
LA RETE LINFATICA CUTANEA - 1 1874 - SAPPEY mediante studi anatomici su cadavere iniettando  mercurio ha realizzato una mappa di drenaggio 1972 - HAAGENSE e 1976 - SUGARBAKER   hanno  confermato la teoria di Sappey  ad eccezione del drenaggio di  un’area (anteriore e posteriore)  lungo la linea mediana di 5 cm di larghezza che hanno definito  AMBIGUA
1991 - NORMAN valutando un  significativo numero di studi di  linfoscintigrafia cutanea effettuati  su pazienti affetti da melanoma ha  dimostrato l’esistenza, al contrario  delle vecchie conoscenze, una  vasta estensione cutanea di  drenaggio linfatico ambiguo,  comprendente buona parte della  regione mammaria LA RETE LINFATICA CUTANEA - 2 Am J Surg 1991
La linfoscintigrafia è di solito eseguita entro il pomeriggio del giorno precedente l’intervento chirurgico, previo consenso informato circa i vantaggi ed rischi della procedura (3-5% falsi neg.) Subito dopo la somministrazione del tracciante si invita ad un massaggio delicato per alcuni minuti e si eseguono riprese con Gamma Camera a grande campo al fine di: Verificare la congruità della somministrazione(area piccola) Registrare eventuali vie di drenaggio (10’) Apprezzare il primo linfonodo (LS) mediante successive ripetute acquisizioni (ogni 15’) e comunque entro le 3 ore dall’iniezione Confermare il LS Se scarsa o assente migrazione si eseguono immagini tardive e/o reiniezione intradermica sulla proiezione cutanea(ago 25g) LINFOSCINTIGRAFIA CON GAMMA - CAMERA – 1
Tutte le riprese vengono effettuate con paziente seduta o in piedi di fronte alla Gamma-Camera nelle proiezioni anteriore e laterale e/o obliqua. Si individua la proiezione cutanea del LS mediante l’ausilio di  un marker radioattivo e si pone un repere cutaneo (matita dermografica) Si procede alla conferma della posizione del LS con la  paziente in posizione chirurgica (arto esteso ed addotto)  e con la Sonda manuale  LINFOSCINTIGRAFIA CON GAMMA - CAMERA – 2
LESIONE LINFONODO SENTINELLA
Si visualizza la via linfatica; resta attivo il solo linfonodo
Drenaggio in 2 linfonodi ascellari
Drenaggio simultaneo in ascella e in mammaria
mammaria interna
Caso di ca mammario bilaterale
1° somministrazione intralesionale: non drenaggio 2° somministrazione perilesionale: drenaggio
PRIMA SOMMINISTRAZIONE (INTRA-PERI-LESIONALE A 24 H) SECONDA SOMMINISTRAZIONE (SUBDERMICA) Drenaggio mamm. interna Drenaggio ascellare
Il marker radiattivo in corrispondenza del linfonodo
repere cutaneo con matita dermografica
Oltre il L.S. si asportano i soli linfonodi con radiattività  > 10- 20 % del conteggio ex vivo del L.S. Converte la radioattività sia in segnale numerico che acustico di frequenza e/o intensità proporzionali all’attività presente L’efficienza aumenta in modo inversamente proporzionale al quadrato della distanza Sensibilità Schermatura del cristallo Risoluzione energetica Collimazione e risoluzione spaziale Caratteristiche ergonomiche IL LINFONODO SENTINELLA NEL CA DELLA MAMMELLA: BIOPSIA RADIOGUIDATA
IL GIORNO DELL’INTERVENTO   I  CONTE ESTERNE  DEL FONDO   PRECHIRURGICHE DEL TUMORE DEL LINFONODO II  CONTE  IN-VIVO DEL TUMORE DEL LETTO ESCISSIONALE DEL LINFONODO REPERTATO DEL LETTO ESCISSIONALE III  CONTE  EX-VIVO DEL TUMORE DEL LINFONODO IV  CERTIFICAZIONE
DICHIARAZIONE DEL MEDICO NUCLEARE   Giudicato normalmente funzionante il Sistema di Rivelazione Manuale impiegato,ritenute valide le determinazioni della radioattività effettuate con lo strumento,  verificato che i linfonodi escissi dal chirurgo corrispondono a quelli indicati dalla linfoscintigrafia ,  il medico nucleare sottoscritto dichiara qualitativamente corretta la procedura per quanto dicompetenza.
GARANZIA DI QUALITÀ IL LINFONODO ASPORTATO DAL CHIRURGO E INVIATO ALL’ANATOMO-PATOLOGO È IL LINFONODO SENTINELLA EVIDENZIATO MEDIANTE LA TECNICA MEDICO-NUCLEARE Domanda  Affermazione
LINFONODO SENTINELLA  LA SEQUENZA DEGLI ATTI CONCRETIZZA UNA DIAGNOSTICA MEDICO-NUCLEARE DA DOCUMENTARE NELLA CARTELLA CLINICA  SOMMINISTRAZIONE DEL RADIOTRACCIANTE  RILEVAZIONE SCINTIGRAFICA CON GAMMA-CAMERA RILEVAZIONE DELLA RADIOATTIVITÀ CON SONDA MANUALE  preoperatoria intraoperatoria ex-vivo
NORMATIVA ART.110 COMMA 1 D.L. 17/3/1995 n.230  “ L’esercizio professionale specialistico della radiodiagnostica, della radioterapia e della medicina nucleare è di competenza dei medici muniti dei rispettivi diplomi di specializzazione.”
CRITERI DI NON ELEGGIBILITA’ Tumore mammario di diametro ≥ 3 cm Ca intraduttale Ca di Paget Ca multi focale Ca infiammatorio M+ N+ Precedente trattamento radioterapico loco-regionale CMT neoaudiuvante Gravidanza o allattamento
 
PROCEDURA R.O.L.L. Radiorilevazione pre/intraoperatoria dell’eventuale LS  Radiorilevazione pre/intraoperatoria della lesione Controllo linfoscintigrafico della via di drenaggio  Iniezione intra- perilesionale del radiotracciante eco/mammoguidata  \ Lesione non palpabile individuata eco/mammograficamente
 
LINEA GUIDA FONCAM 2005 Almeno 1 chirurgo ed 1 medico nucleare per centro dovrebbero effettuare una curva di apprendimento di almeno 30 casi consecutivi con tutor, praticando ricerca del linfonodo sentinella e di sezione ascellare contemporaneamente, con un risultato di identificazione maggiore del 90 % e falsi negativi inferiori al 3 – 4 %
LINFONODO SENTINELLA    LINFOADENECTOMIA ASCELLARE NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA ALLO STADIO INIZIALE Coordinatore dello Studio: Mario Roselli Monitoraggio Clinico: F. Badellino Gruppo Italiano per lo Studio della  Chirurgia Radioguidata e della Immuno Scintigrafia STUDIO CLINICO MULTICENTRICO, PROSPETTICO, RANDOMIZZATO DI FASE III [GIS98-01M]  Comitato Scientifico: C. Aprile; P. Bazan; E. Bombardieri; C.U. Casciani; C. Cipriani; N. Gebbia; F. Guadagni; A. Mussa; P. Percivale; M. Salvatore; G. Simonetti; A. Zonta
(T1mic,a,b,c; N0; M0) Randomi z za z ion e  TERAPIA ADIUVANTE  E/O  FOLLOW-UP Note:  Micrometastasi H&E  vs  Immunoistochimica  Inizio arruolamento:   Fine 1999 Obiettivi:   Disease Free Survival   Recidiva loco-regionale Arruolamento:   3490 pazienti PROCEDURA
Data l’attività estremamente bassa, il tipo di radioattivo e la pressocchè completa asportazione della radioattività iniettata a seguito dell’intervento chirurgico, le dosi alla paziente sono trascurabili essendo al di sotto di un mSv (0,4 all’addome - 0,9 alla mammella controlaterale). Rappresenta l’1 % della dose annuale considerata sicura per medici e tecnici di Med. Nuc. Rappresenta la dose a cui si è esposti in 1 settimana alle radiazioni cosmiche ed a fondi naturali. La paziente può stare con altre persone ed utilizzare il bagno senza rischio altrui LINFOSCINTIGRAFIA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA   ASPETTI DOSIMETRICI - Paziente
LINFOSCINTIGRAFIA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA   IPOTESI:  100 pazienti/anno Radioattività al momento dell’intervento: 270   Ci  (~ 10 MBq) 30 minuti di esposizione Corpo intero:   a  30 cm:  15   Sv     a 100 cm:  1,5   Sv Estremità (mani):   a  10 cm:  150   Sv ASPETTI DOSIMETRICI - Operatori
Limiti di EQUIVALENTI DI DOSE/anno Corpo intero:  1000   Sv   Estremità (mani):  50000   Sv   LINFOSCINTIGRAFIA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA ASPETTI DOSIMETRICI - Operatori

Atzei linfonodo sentinella

  • 1.
    PREVENZIONE E TERAPIADEL CARCINOMA MAMMARIO OSPEDALE SANT’EUGENIO 11/12/2010 Linfoscintigrafia Mammaria E Radiorepere U.O.C. Medicina Nucleare – Osp. S. Eugenio – ROMA Prof. C. Cipriani Dr.Giampiero Atzei Grafica di Diego Notaro
  • 2.
    ASSUNTI BIOLOGICI -1 METASTASI: Riproduzione del tumore a distanza, conseguenza della crescita infiltrativa e distruttiva delle cellule maligne Distacco di cellule tumorali dalle regioni più esterne della massa tumorale per il coinvolgimento di fattori quali: mancata inibizione da contatto scarsa adesività carenza locale di calcio eliminazione di fermenti proteolitici eliminazione di fermenti idrolitici
  • 3.
    ASSUNTI BIOLOGICI -2 L’ eliminazione di fermenti idrolitici: riduce l’adesività delle cellule neoplastiche tra loro può aprire la strada alla migrazione delle cellule neoplastiche attraverso gli interstizi tissutali (1-6  m/min) con altissima probabilità di incontrare un vasellino linfatico o sanguigno
  • 4.
    TUMORE MAMMARIO: CONSIDERAZIONI1 Il drenaggio linfatico è la principale via di diffusione metastatica verso il linfocentro ascellare Diametro ≤ 5 mm L + nel 5 % “ “ 1 cm “ “ 10 % “ “ 1 – 2 cm “ “ 23 % “ “ 2 – 5 cm “ “ 41 % “ “ > 5 cm “ “ 75 % Oltre il 70% delle diagnosi riguardano i tumori di diametro fino a 2 cm (autopalpazione, mammo – eco, screening, RM, ecc.) Il 25 % delle diagnosi riguarda lesioni non palpabili, clinicamente occulte, spesso pre-invasive. La stadiazione linfonodale ascellare con linfoadenectomia ascellare (L. A.) ha notevole importanza prognostica e per la pianificazione terapeutica (controllo della progressione loco-regionale, aumento sopravvivenza?)
  • 5.
    TUMORE MAMMARIO: CONSIDERAZIONI2 Fino al 30 % del paziente sottoposto a L. A. dopo chirurgia conservativa della mammella hanno come complicanze linfedema dell’arto, limitazione funzionale, parestesia , dolore, linfocele (raro) ed infezioni (rare). Il linfedema persiste anche dopo 20 anni nel 40 % delle pazienti, soprattutto se non viene ben affrontato subito terapeuticamente. L.A. è negativa nel 70 % dei K mammari di diametro inferiore a 3 cm, risultando quindi, inutile e potenzialmente dannosa.
  • 6.
    LINFONODO SENTINELLA Adogni determinata regione cutanea e mammaria corrisponde una ben definita area di drenaggio linfatico e questo avviene costantemente verso lo stesso linfonodo (Morton e Giuliano). La sua negatività per cellule maligne indica nella 96 – 98 % dei casi che anche i rimaneti linfonodi regionali sono indenni. La falsa negatività è stata maggiormente riscontrata nei K multifocali e/o multicentrici ed in presenza di invasione neoplastica dei vasi peri tumorali. La procedura con il solo colorante vitale blu dye risulta complicata, lascia estesa cicatrice e nel 30 - 40 % dei casi non identifica il L.S. La versione più recente del TNM prevede un’annotazione specifica per N quando è disponibile l’esame istologico del L.S. con ulteriore annotazione se presenti micro metastasi o cellule isolate.
  • 7.
    METODI DI IDENTIFICAZIONEDEL LINFONODO SENTINELLA Iniezione del colorante vitale Iniezione del radiotracciante: LINFOSCINTIGRAFIA MAMMARIA
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    NELLE LESIONI SUPERFICIALIE PALPABILI SOMMINISTRAZIONE DIRETTA PERILESIONALE TRANSDERMICA CON ACCESSO SOVRALESIONALE
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  • 11.
    BASI TEORICHE DELLALINFOSCINTIGRAFIA PARTICELLE COLLOIDALI RADIOMARCATE INTRODOTTE nell’interstizio tissutale TRASPORTATE dalla linfa lungo le vie linfatiche (trasporto passivo) INTRAPPOLATE nel reticolo endoteliale dei linfonodi (colloidopessi)
  • 12.
    PRINCIPIO MEDICO-NUCLEARE Il radiofarmaco (COLLOIDE RADIOMARCATO) deve: tracciare la corrente linfatica mimare le cellule neoplastiche distaccate dalla superficie del tumore LA SEDE DI PARTENZA DEVE ESSERE LA PIÙ PROSSIMA POSSIBILE AL TUMORE ( tessuto perilesionale ) A tal fine si può ritenere corretta la sede di inoculo del tracciante entro 1 cm dalla periferia del tumore, assumendo che la rete linfatica del tessuto interstiziale compreso entro tali limiti abbia un drenaggio unico, trattandosi di lesioni tumorali piccole.
  • 13.
  • 14.
    Il trasporto edil movimento attraverso i vasi linfatici è fortemente dipendente dalle dimensioni delle particelle colloidali Particelle più piccole di 10 nm penetrano la membrana capillare Particelle più grandi di 500 nm mostrano scarsa-lenta progressione Particelle di dimensioni inferiori a 100 nm mostrano rapida progressione dallo spazio interstiziale e significativa ritenzione nei linfonodi E’ importante la dispersione delle dimensioni Le dimensioni più idonee sembrerebbero comprese tra 40 e 50 nm (Abraham JW EJNM 1999) tra 50 e 200 nm (Keshtgar and Hell EJNM 1999) SCELTA DEL TRACCIANTE
  • 15.
    Il tracciante idealedeve associare il rapido trasporto lungo le vie linfatiche ed una ritenzione persistente nel linfonodo +++ Albumina colloidale Europa ++ Solfuro colloidale USA ++ Antimonio trisolfuro Australia L’albumina colloidale mostra una migliore visualizzazione delle vie di drenaggio linfatico ed una più elevata captazione nel L.S.
  • 16.
    PREPARAZIONE DEL RADIOFARMACOCONTROLLO DI QUALITÀ (NANOCOLL - Amersham-Sorin) RICOSTRUZIONE DEL LIOFILIZZATO: da 1 a 5 ml di Soluzione di Pertecnetato di Sodio 99m Tc Attività specifica: > 10 mCi/mL Volume: 50 -150  L Dose: 400 -1200  Ci (ogni centro terrà conto del tempo che intercorre tra la somministrazione e l’intervento) CONTROLLO DI QUALITÀ (PUREZZA RADIOCHIMICA) METODI DI INDAGINE: Cromatografia su carta Whatman n°1 Cromatografia su ITLC -SG
  • 17.
    VIE E MODALITA’DI SOMMINISTRAZIONE DEL RADIOCOLLOIDE Nelle lesioni profonde non palpabili si deposita un’aliquota di tracciante intralesionale e la restante in sede perilesionale la somministrazione intralesionale consente la eradicazione della lesione per via radioguidata(ago da 22 G ) la somministrazione perilesionale garantisce un più probabile drenaggio linfatico( ago da 22 G )
  • 18.
    VIA E MODALITÀDI SOMMINISTRAZIONE Dal momento che le particelle di dimensioni maggiori non penetrano i capillari linfatici, alcuni AA ricorrono a manovre non fisiologiche “… la somministrazione di grandi volumi di particelle colloidali o l’iniezione in siti lontani dal tumore (intradermica o subdermica ) aumenta la possibilità di tracciare linfonodi che non drenano dal tumore primario” Uren et al EJNM 1999 Molti AA ritengono che la somministrazione perilesionale sia la più idonea Krag DN et al Surg Onc 1993 Gulec SA et al JNM 1997 Uren et al EJNM 1999 La somministrazione intralesionale non è accompagnata da un drenaggio linfatico in circa 27% dei casi Buonomo et al AntiCancer Res 2000
  • 19.
    NELLE LESIONI PROFONDEDIFFICILMENTE PALPABILI SOMMINISTRAZIONE ECOGUIDATA INTRA-PERILESIONALE TRANSDERMICA CON ACCESSO SOVRALESIONALE
  • 20.
    NELLE LESIONI PIU’PICCOLE PROFONDE NON PALPABILI SOMMINISTRAZIONE INTRA-PERILESIONALE TRANSDERMICA CON ACCESSO SOVRALESIONALE SOTTO GUIDA STEREOTASSICA
  • 21.
    VIA E MODALITÀDI SOMMINISTRAZIONE Nella regione peri-sub areolare vi è il plesso linfatico di Sappey ove confluiscono in condizioni fisiologiche, secondo numerosi studi, i linfatici provenienti da tutta (?) la mammella, suggerendo che esista un unico L.S. per l’intera ghiandola. L’iniezione peri-sub areolare, di semplice esecuzione, potrebbe rappresentare la più indicata in casi particolari quali neoplasie già escisse. Perilesionale Intralesionale Non più sottocutaneo Periareolare?
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  • 24.
    BASI ANATOMICHE VIEDI DRENAGGIO DALLA GHIANDOLA MAMMARIA DRENAGGIO DAL CORPO MAMMARIO: 60% dei casi Stazione linfonodale ascellare omolaterale 20% dei casi Ascella + Catena mammaria interna 13% dei casi Ascella + Mammaria Int + Sopra-Sottoclaveari 6% dei casi Catena mammaria interna 1% dei casi Ascella controlaterale
  • 25.
    E’ nota l’esistenzadi vie anastomotiche tra la rete linfatica cutanea e quella del corpo ghiandolare BASI ANATOMICHE VIE DI DRENAGGIO DALLA GHIANDOLA MAMMARIA
  • 26.
    LA RETE LINFATICACUTANEA - 1 1874 - SAPPEY mediante studi anatomici su cadavere iniettando mercurio ha realizzato una mappa di drenaggio 1972 - HAAGENSE e 1976 - SUGARBAKER hanno confermato la teoria di Sappey ad eccezione del drenaggio di un’area (anteriore e posteriore) lungo la linea mediana di 5 cm di larghezza che hanno definito AMBIGUA
  • 27.
    1991 - NORMANvalutando un significativo numero di studi di linfoscintigrafia cutanea effettuati su pazienti affetti da melanoma ha dimostrato l’esistenza, al contrario delle vecchie conoscenze, una vasta estensione cutanea di drenaggio linfatico ambiguo, comprendente buona parte della regione mammaria LA RETE LINFATICA CUTANEA - 2 Am J Surg 1991
  • 28.
    La linfoscintigrafia èdi solito eseguita entro il pomeriggio del giorno precedente l’intervento chirurgico, previo consenso informato circa i vantaggi ed rischi della procedura (3-5% falsi neg.) Subito dopo la somministrazione del tracciante si invita ad un massaggio delicato per alcuni minuti e si eseguono riprese con Gamma Camera a grande campo al fine di: Verificare la congruità della somministrazione(area piccola) Registrare eventuali vie di drenaggio (10’) Apprezzare il primo linfonodo (LS) mediante successive ripetute acquisizioni (ogni 15’) e comunque entro le 3 ore dall’iniezione Confermare il LS Se scarsa o assente migrazione si eseguono immagini tardive e/o reiniezione intradermica sulla proiezione cutanea(ago 25g) LINFOSCINTIGRAFIA CON GAMMA - CAMERA – 1
  • 29.
    Tutte le ripresevengono effettuate con paziente seduta o in piedi di fronte alla Gamma-Camera nelle proiezioni anteriore e laterale e/o obliqua. Si individua la proiezione cutanea del LS mediante l’ausilio di un marker radioattivo e si pone un repere cutaneo (matita dermografica) Si procede alla conferma della posizione del LS con la paziente in posizione chirurgica (arto esteso ed addotto) e con la Sonda manuale LINFOSCINTIGRAFIA CON GAMMA - CAMERA – 2
  • 30.
  • 31.
    Si visualizza lavia linfatica; resta attivo il solo linfonodo
  • 32.
    Drenaggio in 2linfonodi ascellari
  • 33.
    Drenaggio simultaneo inascella e in mammaria
  • 34.
  • 35.
    Caso di camammario bilaterale
  • 36.
    1° somministrazione intralesionale:non drenaggio 2° somministrazione perilesionale: drenaggio
  • 37.
    PRIMA SOMMINISTRAZIONE (INTRA-PERI-LESIONALEA 24 H) SECONDA SOMMINISTRAZIONE (SUBDERMICA) Drenaggio mamm. interna Drenaggio ascellare
  • 38.
    Il marker radiattivoin corrispondenza del linfonodo
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    repere cutaneo conmatita dermografica
  • 40.
    Oltre il L.S.si asportano i soli linfonodi con radiattività > 10- 20 % del conteggio ex vivo del L.S. Converte la radioattività sia in segnale numerico che acustico di frequenza e/o intensità proporzionali all’attività presente L’efficienza aumenta in modo inversamente proporzionale al quadrato della distanza Sensibilità Schermatura del cristallo Risoluzione energetica Collimazione e risoluzione spaziale Caratteristiche ergonomiche IL LINFONODO SENTINELLA NEL CA DELLA MAMMELLA: BIOPSIA RADIOGUIDATA
  • 41.
    IL GIORNO DELL’INTERVENTO I CONTE ESTERNE DEL FONDO PRECHIRURGICHE DEL TUMORE DEL LINFONODO II CONTE IN-VIVO DEL TUMORE DEL LETTO ESCISSIONALE DEL LINFONODO REPERTATO DEL LETTO ESCISSIONALE III CONTE EX-VIVO DEL TUMORE DEL LINFONODO IV CERTIFICAZIONE
  • 42.
    DICHIARAZIONE DEL MEDICONUCLEARE Giudicato normalmente funzionante il Sistema di Rivelazione Manuale impiegato,ritenute valide le determinazioni della radioattività effettuate con lo strumento, verificato che i linfonodi escissi dal chirurgo corrispondono a quelli indicati dalla linfoscintigrafia , il medico nucleare sottoscritto dichiara qualitativamente corretta la procedura per quanto dicompetenza.
  • 43.
    GARANZIA DI QUALITÀIL LINFONODO ASPORTATO DAL CHIRURGO E INVIATO ALL’ANATOMO-PATOLOGO È IL LINFONODO SENTINELLA EVIDENZIATO MEDIANTE LA TECNICA MEDICO-NUCLEARE Domanda Affermazione
  • 44.
    LINFONODO SENTINELLA LA SEQUENZA DEGLI ATTI CONCRETIZZA UNA DIAGNOSTICA MEDICO-NUCLEARE DA DOCUMENTARE NELLA CARTELLA CLINICA SOMMINISTRAZIONE DEL RADIOTRACCIANTE RILEVAZIONE SCINTIGRAFICA CON GAMMA-CAMERA RILEVAZIONE DELLA RADIOATTIVITÀ CON SONDA MANUALE preoperatoria intraoperatoria ex-vivo
  • 45.
    NORMATIVA ART.110 COMMA1 D.L. 17/3/1995 n.230 “ L’esercizio professionale specialistico della radiodiagnostica, della radioterapia e della medicina nucleare è di competenza dei medici muniti dei rispettivi diplomi di specializzazione.”
  • 46.
    CRITERI DI NONELEGGIBILITA’ Tumore mammario di diametro ≥ 3 cm Ca intraduttale Ca di Paget Ca multi focale Ca infiammatorio M+ N+ Precedente trattamento radioterapico loco-regionale CMT neoaudiuvante Gravidanza o allattamento
  • 47.
  • 48.
    PROCEDURA R.O.L.L. Radiorilevazionepre/intraoperatoria dell’eventuale LS Radiorilevazione pre/intraoperatoria della lesione Controllo linfoscintigrafico della via di drenaggio Iniezione intra- perilesionale del radiotracciante eco/mammoguidata \ Lesione non palpabile individuata eco/mammograficamente
  • 49.
  • 50.
    LINEA GUIDA FONCAM2005 Almeno 1 chirurgo ed 1 medico nucleare per centro dovrebbero effettuare una curva di apprendimento di almeno 30 casi consecutivi con tutor, praticando ricerca del linfonodo sentinella e di sezione ascellare contemporaneamente, con un risultato di identificazione maggiore del 90 % e falsi negativi inferiori al 3 – 4 %
  • 51.
    LINFONODO SENTINELLA  LINFOADENECTOMIA ASCELLARE NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA ALLO STADIO INIZIALE Coordinatore dello Studio: Mario Roselli Monitoraggio Clinico: F. Badellino Gruppo Italiano per lo Studio della Chirurgia Radioguidata e della Immuno Scintigrafia STUDIO CLINICO MULTICENTRICO, PROSPETTICO, RANDOMIZZATO DI FASE III [GIS98-01M] Comitato Scientifico: C. Aprile; P. Bazan; E. Bombardieri; C.U. Casciani; C. Cipriani; N. Gebbia; F. Guadagni; A. Mussa; P. Percivale; M. Salvatore; G. Simonetti; A. Zonta
  • 52.
    (T1mic,a,b,c; N0; M0)Randomi z za z ion e TERAPIA ADIUVANTE E/O FOLLOW-UP Note: Micrometastasi H&E vs Immunoistochimica Inizio arruolamento: Fine 1999 Obiettivi: Disease Free Survival Recidiva loco-regionale Arruolamento: 3490 pazienti PROCEDURA
  • 53.
    Data l’attività estremamentebassa, il tipo di radioattivo e la pressocchè completa asportazione della radioattività iniettata a seguito dell’intervento chirurgico, le dosi alla paziente sono trascurabili essendo al di sotto di un mSv (0,4 all’addome - 0,9 alla mammella controlaterale). Rappresenta l’1 % della dose annuale considerata sicura per medici e tecnici di Med. Nuc. Rappresenta la dose a cui si è esposti in 1 settimana alle radiazioni cosmiche ed a fondi naturali. La paziente può stare con altre persone ed utilizzare il bagno senza rischio altrui LINFOSCINTIGRAFIA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA ASPETTI DOSIMETRICI - Paziente
  • 54.
    LINFOSCINTIGRAFIA NEL CARCINOMADELLA MAMMELLA IPOTESI: 100 pazienti/anno Radioattività al momento dell’intervento: 270  Ci (~ 10 MBq) 30 minuti di esposizione Corpo intero: a 30 cm: 15  Sv a 100 cm: 1,5  Sv Estremità (mani): a 10 cm: 150  Sv ASPETTI DOSIMETRICI - Operatori
  • 55.
    Limiti di EQUIVALENTIDI DOSE/anno Corpo intero: 1000  Sv Estremità (mani): 50000  Sv LINFOSCINTIGRAFIA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA ASPETTI DOSIMETRICI - Operatori