27 GENNAIO 2012 – GIORNO DELLA MEMORIA
“ DAL MEIN KAMPF ALLA SOLUZIONE FINALE”
Alle ore 10.30 gli alunni delle classi terze di Scuola Secondaria di primo grado si sono
riuniti in sala teatro … per non dimenticare!

Un primo gruppo di alunni si è cimentato nella difficile lettura del libro di Hitler, puntualizzando
le frasi che potevano spiegare l’origine di CIO’ CHE E’ STATO.
Mein Kampf (La mia battaglia) è il libro nel
quale Adolf Hitler espose il proprio pensiero
politico e delineò il programma del
partito nazista, accompagnandolo ad
un'autobiografia. Il testo venne definito
il catechismo della Gioventù hitleriana.
Secondo più testimonianze, nella redazione
del testo, ed in particolare nella correzione
delle bozze, Hitler fu aiutato da un amico, il
sacerdote cattolico Bernhard
Stempfle, peraltro rimasto vittima della
Notte dei lunghi coltelli.
Gli stati attuali, che pensano solo ad un onere
finanziario, concedono la cittadinanza senza tenere
in considerazione la razza. Essere cittadino tedesco
è diverso dall'avere in sangue la razza tedesca.
I negri sono delle mezze scimmie.
Il forte è più potente quando è solo.
Un secondo gruppo di alunni ha presentato la problematica della SHOAH sottoforma di
domande e risposte, con l’obiettivo di semplificare alcuni aspetti e di renderli accessibili.



              Quando si parla della Shoah, a quale periodo si
              fa riferimento?
              - Il termine Shoah si riferisce al periodo dal 30
              Gennaio 1933,quando Hitler divenne
              cancelliere della Germania,all’8 Maggio 1945 (il
              giorno della Vittoria),la fine della guerra in
              Europa.




                                                                  Quanti ebrei furono assassinati durante la Shoah?
                                                                  - Pur essendo impossibile accertare l’esatto numero di
                                                                  vittime ebree,le statistiche indicano che il totale fu di
                                                                  oltre 5.860.000 persone.
Qual è il significato del
                                                             termine “ Soluzione
                                                             finale “? E qual è la sua
                                                             origine?




-Il termine “ Soluzione finale” si riferisce al piano Tedesco di sterminare tutti gli
ebrei d’ Europa. Fu usato alla Conferenza di Wannsee (01-1942) ,dove gli ufficiali
tedeschi ne discussero la realizzazione.
                                                                                         Che cos’è un campo di sterminio? Quanti ne esistevano? Dove erano ubicati?
                                                                                         -Un campo di sterminio è un campo di concentramento con attrezzature speciali
                                                                                         progettate per uccidere in forma sistematica. Esistevano sei campi in Polonia:
                                                                                         Auschwitz-Birkenau, Belze, Chelmno, Majdanek, Sobibor, Treblinka.
Una coppia di alunni ha fatto rivivere, drammatizzandola, l’intervista ad un
                sopravvissuto impossibilitato ad essere presente.



 INT ERVIST A AL SIGNOR ART URO DE GAET ANI
       (di anni 9 4 ,s oprav v is s uto alla Shoah )
D- In quale campo di concentramento è stato?
R- In Grecia; Atene, Zagabria, Salonicco.
D- Per quanto tempo?
R- Quattro anni, dal 1941 al 1945.
D- Perché lei è finito laggiù?
R- Facevo parte dell’esercito italiano, mi chiesero se volevo andare a
combattere a fianco dei tedeschi, io rifiutati e divenni un prigioniero di guerra.
D- Come vi trattavano?
R- Male,eravamo affamati, ci veniva dato giornalmente un chilo di pane, che
doveva essere diviso per 30,32 persone e se non stavi bene attento ti rubavano
anche quel poco che ti davano ed eravamo stanchi.
D- Che mansioni vi facevano svolgere?
R- Ci facevano trasportare bombe, munizioni, ci facevano fare camminamenti…
D- Cosa sono i camminamenti?
R- Ci forzavano a camminare nella terra e sopra di essa c’erano arbusti e
piante spinose nascoste da un altro strato di terra, per farci del male.
D- Ma avevate le scarpe?
R- Quelle fortunatamente le avevamo, c’era qualcuno che le aveva di legno
anche.
D- Le è mai capitato durante la sua permanenza nel campo di vedere qualche
suo compagno venire ucciso davanti ai suoi occhi?
R- Sì, tante volte, è stato veramente terribile veder sparare quegli uomini dai
 tedeschi, senza alcuna pietà, senza alcuno scrupolo.
D- Cosa le è rimasto impresso della sua esperienza che non ci ha ancora
 raccontato?
R- Quando i tedeschi hanno battuto ritirata ci hanno portato in Germania,
 durante il tragitto abbiamo dovuto fare dei tratti a piedi e c’era qualcuno che,
 stanchissimo, cadeva per terra, allo stremo delle forze. I tedeschi vedendo
 ciò gli gridavano <scehauf, scehauf!>,<alzati alzati>. Lo ripetevano al
 massimo due volte, se non si alzavano prendevano il moschetto e li
 uccidevano.
D- Chi vi ha aiutato a “rimettervi in sesto” dopo la fine della guerra?
R- L’America! Dopo la ritirata dei tedeschi ci lasciarono in Germania così
 vennero gli americani e ci lanciavano viveri e sigarette col paracadute.
D- Lei aveva fratelli che sono venuti al campo?
R- Sì, avevo mio fratello che partecipò anche alla Prima Guerra Mondiale.
D- È sopravvissuto anche lui o purtroppo non l’ha più rivisto fuori dal
  campo?
R- È sopravvissuto anche lui; fortunatamente l’ho potuto riabbracciare.
  Purtroppo è morto da diversi anni, ma almeno negli ultimi istanti della
  sua vita è stato con i suoi cari.
D- Cosa pensa lei, sinceramente, sulla Germania, sui campi di
  concentramento e su Hitler?
R- La Germania era una grande potenza, voleva avere la Russia e se
  non fosse stata fermata dalla sconfitta subita con la Seconda Guerra
  Mondiale sarebbe diventata davvero potente, più di quanto già lo era.
Sui campi penso che sia stato davvero disumano ciò che abbiamo
  subito, ci hanno trattato come animali, ma del resto, scusando la
  franchezza, lo era anche Hitler perché solo una bestia poteva avere
  delle idee di sterminio così folli e crudeli.
-Ci consideriamo molto fortunate ad aver avuto la possibilità di
  conoscerla; avere l’occasione di venire a contatto e di ascoltare la
  testimonianza di un sopravvissuto all’olocausto è stata un’esperienza
  singolare, la ringraziamo vivamente per il suo contributo alla
  sensibilizzazione di un evento storico e sociale tanto conosciuto
  quanto importante come la Shoah.
27 gennaio 2012

27 gennaio 2012

  • 1.
    27 GENNAIO 2012– GIORNO DELLA MEMORIA “ DAL MEIN KAMPF ALLA SOLUZIONE FINALE” Alle ore 10.30 gli alunni delle classi terze di Scuola Secondaria di primo grado si sono riuniti in sala teatro … per non dimenticare! Un primo gruppo di alunni si è cimentato nella difficile lettura del libro di Hitler, puntualizzando le frasi che potevano spiegare l’origine di CIO’ CHE E’ STATO.
  • 2.
    Mein Kampf (Lamia battaglia) è il libro nel quale Adolf Hitler espose il proprio pensiero politico e delineò il programma del partito nazista, accompagnandolo ad un'autobiografia. Il testo venne definito il catechismo della Gioventù hitleriana. Secondo più testimonianze, nella redazione del testo, ed in particolare nella correzione delle bozze, Hitler fu aiutato da un amico, il sacerdote cattolico Bernhard Stempfle, peraltro rimasto vittima della Notte dei lunghi coltelli.
  • 3.
    Gli stati attuali,che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza senza tenere in considerazione la razza. Essere cittadino tedesco è diverso dall'avere in sangue la razza tedesca. I negri sono delle mezze scimmie. Il forte è più potente quando è solo.
  • 4.
    Un secondo gruppodi alunni ha presentato la problematica della SHOAH sottoforma di domande e risposte, con l’obiettivo di semplificare alcuni aspetti e di renderli accessibili. Quando si parla della Shoah, a quale periodo si fa riferimento? - Il termine Shoah si riferisce al periodo dal 30 Gennaio 1933,quando Hitler divenne cancelliere della Germania,all’8 Maggio 1945 (il giorno della Vittoria),la fine della guerra in Europa. Quanti ebrei furono assassinati durante la Shoah? - Pur essendo impossibile accertare l’esatto numero di vittime ebree,le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone.
  • 5.
    Qual è ilsignificato del termine “ Soluzione finale “? E qual è la sua origine? -Il termine “ Soluzione finale” si riferisce al piano Tedesco di sterminare tutti gli ebrei d’ Europa. Fu usato alla Conferenza di Wannsee (01-1942) ,dove gli ufficiali tedeschi ne discussero la realizzazione. Che cos’è un campo di sterminio? Quanti ne esistevano? Dove erano ubicati? -Un campo di sterminio è un campo di concentramento con attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica. Esistevano sei campi in Polonia: Auschwitz-Birkenau, Belze, Chelmno, Majdanek, Sobibor, Treblinka.
  • 6.
    Una coppia dialunni ha fatto rivivere, drammatizzandola, l’intervista ad un sopravvissuto impossibilitato ad essere presente. INT ERVIST A AL SIGNOR ART URO DE GAET ANI (di anni 9 4 ,s oprav v is s uto alla Shoah ) D- In quale campo di concentramento è stato? R- In Grecia; Atene, Zagabria, Salonicco. D- Per quanto tempo? R- Quattro anni, dal 1941 al 1945. D- Perché lei è finito laggiù? R- Facevo parte dell’esercito italiano, mi chiesero se volevo andare a combattere a fianco dei tedeschi, io rifiutati e divenni un prigioniero di guerra. D- Come vi trattavano? R- Male,eravamo affamati, ci veniva dato giornalmente un chilo di pane, che doveva essere diviso per 30,32 persone e se non stavi bene attento ti rubavano anche quel poco che ti davano ed eravamo stanchi. D- Che mansioni vi facevano svolgere? R- Ci facevano trasportare bombe, munizioni, ci facevano fare camminamenti… D- Cosa sono i camminamenti? R- Ci forzavano a camminare nella terra e sopra di essa c’erano arbusti e piante spinose nascoste da un altro strato di terra, per farci del male.
  • 7.
    D- Ma avevatele scarpe? R- Quelle fortunatamente le avevamo, c’era qualcuno che le aveva di legno anche. D- Le è mai capitato durante la sua permanenza nel campo di vedere qualche suo compagno venire ucciso davanti ai suoi occhi? R- Sì, tante volte, è stato veramente terribile veder sparare quegli uomini dai tedeschi, senza alcuna pietà, senza alcuno scrupolo. D- Cosa le è rimasto impresso della sua esperienza che non ci ha ancora raccontato? R- Quando i tedeschi hanno battuto ritirata ci hanno portato in Germania, durante il tragitto abbiamo dovuto fare dei tratti a piedi e c’era qualcuno che, stanchissimo, cadeva per terra, allo stremo delle forze. I tedeschi vedendo ciò gli gridavano <scehauf, scehauf!>,<alzati alzati>. Lo ripetevano al massimo due volte, se non si alzavano prendevano il moschetto e li uccidevano. D- Chi vi ha aiutato a “rimettervi in sesto” dopo la fine della guerra? R- L’America! Dopo la ritirata dei tedeschi ci lasciarono in Germania così vennero gli americani e ci lanciavano viveri e sigarette col paracadute. D- Lei aveva fratelli che sono venuti al campo? R- Sì, avevo mio fratello che partecipò anche alla Prima Guerra Mondiale.
  • 8.
    D- È sopravvissutoanche lui o purtroppo non l’ha più rivisto fuori dal campo? R- È sopravvissuto anche lui; fortunatamente l’ho potuto riabbracciare. Purtroppo è morto da diversi anni, ma almeno negli ultimi istanti della sua vita è stato con i suoi cari. D- Cosa pensa lei, sinceramente, sulla Germania, sui campi di concentramento e su Hitler? R- La Germania era una grande potenza, voleva avere la Russia e se non fosse stata fermata dalla sconfitta subita con la Seconda Guerra Mondiale sarebbe diventata davvero potente, più di quanto già lo era. Sui campi penso che sia stato davvero disumano ciò che abbiamo subito, ci hanno trattato come animali, ma del resto, scusando la franchezza, lo era anche Hitler perché solo una bestia poteva avere delle idee di sterminio così folli e crudeli. -Ci consideriamo molto fortunate ad aver avuto la possibilità di conoscerla; avere l’occasione di venire a contatto e di ascoltare la testimonianza di un sopravvissuto all’olocausto è stata un’esperienza singolare, la ringraziamo vivamente per il suo contributo alla sensibilizzazione di un evento storico e sociale tanto conosciuto quanto importante come la Shoah.