Your SlideShare is downloading. ×
0
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

07 - Giorno Del Ricordo - Febbraio 10

1,493

Published on

Published in: Education
1 Comment
1 Like
Statistics
Notes
No Downloads
Views
Total Views
1,493
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
53
Comments
1
Likes
1
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. 10 FEBBRAIO GIORNO DEL RICORDO
  • 2. 10 FEBBRAIO: GIORNO DEL RICORDO <ul><li>Con la Legge N. 92 del 30 marzo 2004 la Repubblica Italiana ha istituito il &amp;quot;Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell&apos;esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale&amp;quot; e ha concesso &amp;quot;un riconoscimento ai congiunti degli infoibati&amp;quot;. </li></ul>
  • 3. 10 FEBBRAIO: GIORNO DEL RICORDO <ul><li>Scopo del riconoscimento del Giorno del Ricordo è quello di &amp;quot; conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&apos;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale &amp;quot; . </li></ul>
  • 4. L’ESODO <ul><li>La terribile pagina di storia a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo è quella che interessò i territori dell&apos;Istria a partire dall&apos;autunno del &apos;43, subito dopo l&apos;armistizio, fino al 1947, dove furono rastrellate, deportate e uccise migliaia di persone, per lo più italiani, dai partigiani dell&apos;esercito di Tito. </li></ul>
  • 5. L’ESODO
  • 6. LE FOIBE <ul><li>Il termine f oib a , dal latino &amp;quot;fovea&amp;quot;(cava, fossa, antro), indica una fenditura del terreno, profonda anche decine di metri, scavata dall&apos;erosione nella roccia carsica. In territorio triestino e giuliano se ne contano circa 1.700,da sempre utilizzate per nascondere o far sparire tutto quello che era inservibile o scomodo. In tempo di guerra, ad esempio, i corpi di soldati uccisi che non si potevano seppellire. </li></ul>
  • 7. LE FOIBE <ul><li>Ma il loro significato più drammatico si deve alla trasformazione delle foibe in fosse comuni per migliaia di vittime, per lo più italiani, tra il settembre 1943 e il 1945, nei territori dell&apos;Istria, Trieste e gran parte della Venezia Giulia ad opera delle truppe jugoslave del maresciallo Tito. Quella di Basovizza è la più nota delle foibe. </li></ul>
  • 8. LE FOIBE <ul><li>L&apos;inizio delle uccisioni risale al &apos;43, subito dopo l&apos; armistizio , nell&apos;Istria abbandonata dai soldati italiani e non ancora controllata dai tedeschi, quando i partigiani slavi gettarono nelle foibe centinaia di cittadini italiani considerati &amp;quot;nemici del popolo&amp;quot;. </li></ul>
  • 9. LE FOIBE <ul><li>Nel 1945 , alla fine della Seconda guerra Mondiale, mentre le città italiane furono liberate dal nazifascismo grazie alle truppe anglo-americane, Trieste fu “liberata” (in realtà fu occupata) dall’esercito comunista agli ordini del maresciallo Tito. </li></ul>
  • 10. LE FOIBE <ul><li>350.000 italiani abitanti dell&apos;Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle foibe o nei campi di concentramento. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come &amp;quot;i quaranta giorni del terrore&amp;quot;, visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. </li></ul>
  • 11. LE FOIBE <ul><li>Solo nell&apos;ottobre del 1954 l&apos;Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l&apos;Istria all&apos;amministrazione jugoslava. E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l&apos;Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell&apos;Istria. </li></ul>
  • 12. LE FOIBE <ul><li>Durante i quaranta giorni dell&apos;occupazione jugoslava, dall&apos;ingresso di Tito il 1 maggio fino all&apos;arrivo delle truppe anglo-americane a metà giugno, l’orrore delle foibe raggiunse il massimo. </li></ul>
  • 13. LE FOIBE <ul><li>Lo sterminio fu condotto senza distinzioni politiche, razziali ed economiche. Furono arrestati fascisti, antifascisti e partigiani, cattolici ed ebrei, uomini, donne, vecchi e bambini, industriali, agricoltori, pescatori, poliziotti e carabinieri, militari e civili. </li></ul>
  • 14. LE FOIBE <ul><li>La persecuzione , soprattutto in quella &amp;quot; terra di nessuno &amp;quot; vicina al confine sottoposta all&apos;amministrazione jugoslava, la violenza e l&apos;efferatezza delle esecuzioni, precedute spesso da processi sommari, torture e linciaggi, determinarono l&apos; esodo che nel dopoguerra allontanò quasi tutta la popolazione italiana dall&apos;Istria </li></ul>
  • 15. SALVO PER MIRACOLO TESTIMONIANZA DI GRAZIANO UDOVISI <ul><li>“ Mi fecero marciare sulle sterpaglie a piedi nudi, legato col filo di ferro ad un amico che dopo pochi passi svenne e così io, camminando, me lo trascinavo dietro. Poi una voce in slavo gridò: &amp;quot;Alt!&amp;quot;. Abbassai lo sguardo e la vidi: una fessura profonda nel terreno, come un enorme inghiottitoio. Ero sull&apos;orlo di una foiba. Allora tutto fu chiaro:era arrivato il momento di morire…. Il destino era segnato ed avevo solo un modo per sfuggirgli: gettarmi nella voragine prima di essere colpito da un proiettile. Una voce urla in slavo &amp;quot;Morte al fascismo, libertà ai popoli!&amp;quot;, uno slogan che ripetono ad ogni piè sospinto. Io, appena sento il crepitio dei mitra, mi tuffo dentro la foiba... </li></ul>
  • 16. SALVO PER MIRACOLO TESTIMONIANZA DI GRAZIANO UDOVISI <ul><li>… Ero precipitato sopra un alberello sporgente. Non vedevo nulla, i cadaveri mi cascavano addosso. Riuscii a liberare le mani dal filo di ferro e cominciai a risalire. Non respiravo più. All&apos;improvviso le mie dita afferrano una zolla d&apos;erba. Guardo meglio: sono capelli! Li afferro e così riesco a trascinare in superficie anche un altro uomo. L&apos;unico italiano, ad essere sopravvissuto alle foibe. </li></ul><ul><li>Si chiamava Giovanni, &amp;quot;Ninni&amp;quot; per gli amici. È morto in Australia qualche anno fa.” </li></ul>
  • 17. UNA STORIA A LUNGO DIMENTICATA <ul><li>Ancora oggi, dopo circa sessant&apos;anni, non ci sono cifre ufficiali relative ai deportati, agli italiani uccisi durante la prigionia e nelle foibe, scomparsi nell&apos;autunno del &apos;43 e nella primavera del &apos;45. Non sono, però, gli zeri in più o in meno a ridurre la portata di questa tragedia, di cui è importante conoscere le cause e le dinamiche per evitare che in futuro qualunque essere umano si possa ritrovare protagonista, vittima o carnefice, di una storia di persecuzione. </li></ul>
  • 18. UNA STORIA A LUNGO DIMENTICATA <ul><li>La vicenda delle foibe, a parte casi di storiografia locale,è stata a lungo dimenticata, solo da qualche anno i libri di Storia ne fanno cenno. </li></ul><ul><li>Il 10 febbraio è un giorno per ricordare , per raccontare, per capire e condividere la memoria dopo anni di silenzio. </li></ul>
  • 19. LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO <ul><li>“ Una tragedia collettiva una delle barbarie del secolo imperdonabile orrore contro l&apos;umanità&amp;quot;. Così il Presidente della Repubblica Napolitano definisce il dramma delle foibe, consegnando medaglie commemorative ai familiari delle vittime, nel giorno del Ricordo. </li></ul>
  • 20. LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO <ul><li>&amp;quot;Non dobbiamo tacere - aggiunge il Capo dello Stato - dobbiamo assumerci la responsabilità dell&apos;aver negato, per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell&apos;aver rimosso per calcoli diplomatici&amp;quot;. </li></ul>
  • 21. Alcuni testi sono stati ridotti e riadattati dai siti Televideo Rai e Anpi Le immagini sono tratte da vari siti Internet al solo scopo didattico

×